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SABATO 1 NOVEMBRE 2003

LA REPUBBLICA 33

DIARIO
di

A 10 ANNI DALLA SCOMPARSA DEL REGISTA/ INTERVISTA A JAMES HILLMAN

IL SET
Fellini sul set del film 8 e 1/2. Nei tondi, due disegni del regista

n vasto gioco di riflessi - una comune intelligenza del cuore - unisce James Hillman a Federico Fellini. Lo psicoanalista e il narratore di sogni. Il filosofo e il cineasta. Il guru di una psicologia analitica fondata sulla teoria junghiana degli archetipi e linstancabile viaggiatore nelle sfere del fantastico. Lesperto americano di patologie della psiche collettiva e il pi profondamente italiano tra i visionari del cinema. Tanti i temi condivisibili: la forza creativa delle emozioni come antidoto alla violenza e allingordigia della civilt dei consumi; la vitalit della fantasia contro loppressione dei precetti tecnologici; il culto dellironia come chiave di riscatto; lubiquit e leccesso di velocit dei media come motore di una crisi ontologica dagli effetti devastanti. Le immagini sono dannate, scrive Hillman: il loro inaccettabile pullulare quotidiano ha determinato lesilio dellimmaginazione. Pare una didascalia, lanciata a distanza, allincursione tragica e grottesca nelluniverso televisivo specchio minaccioso della falsit del visibile compiuta da Fellini in Ginger e Fred. Fellini e Hillman non si sono mai incontrati. Eppure si pu dire che tra loro ci sia stato un dialogo ideale e silenzioso, sospeso nello spazio e nel tempo. Lallievo ribelle di Jung ha visto tutti i film di Fellini. Il quale, a sua volta, divorava i libri di

Per me stato luomo del sogno


LEONETTA BENTIVOGLIO
Hillman, ammirandolo al punto che in unintervista rilasciata qualche anno prima di morire, riferisce da Dallas lautore dei pi fascinosi best seller psicoanalitici contemporanei, dichiar che il suo testo preferito, in assoluto, era il mio saggio Il mito dellanalisi. un ulteriore spunto per indurlo a parlare del regista morto dieci anni fa, e pi che mai celebrato nel mondo in questi giorni. Il cinema di Fellini, premette Hillman, testimonia con puntualit folgorante ladesione del regista al pensiero junghiano: Un film molto eloquente in tal senso Giulietta degli Spiriti, che registra il viaggio psicoanalitico di una donna sedotta da miriadi di fantasie dellanimus, attributo riferito da Jung alla componente della personalit meno vincolata ad aspetti primitivi, quella spirituale. Per questo, forse, stato il film di Fellini che ho pi amato: quando lo vidi ero ancora rigorosamente junghiano. Otto e mezzo punta invece alla rappresentazione dellaltra parte dellessere umano: lanima, ovvero tutto ci che ha a che fare con la componente femminile come contatto con linconscio. La parte salvifica del film la donna mediatrice di emozioni e di accoglienza materna. Daltra parte Fellini identifica e circoscrive sempre, nel suo cinema, una galassia mitica di donne-fantasma, donne-proiezione e donne-simulacro. Luogo avvolgente e dispensatore, che nutre ogni suo film. Pi o meno negli stessi anni in cui Hillman scrive il suo celebre Saggio su Pan, Fellini esalta il lato dionisiaco dellesistenza e lenergia creatrice delle pulsioni, in particolare con Satyricon,lopera felliniana pi in sintonia coi miei libri, che attingono al mondo classico in nome del recupero dei miti. La ricerca di Fellini, come la mia, mirava a sottolineare la centralit delle immagini, tanto pi importanti dei significati. Attribuiva il primo posto allimmaginazione, intesa, con assoluta concretezza, come realt fantastica; e alle immagini dava voce. Non a caso, nei film, cambiava spesso le voci degli attori, riprendendo lantica idea del teatro greco di parlare attraverso la maschera. Per far emergere la psiche, la voce interiore. In Fellini Hillman riconosce anche il proprio attacco frontale al nichilismo: Con Ginger e Fred condusse lanimo del mondo sul pianeta ridicolo e spietato della televisione. Che produce fenomeni, non immagini: simulacri, fantasmi, incubi dilaganti nelle tenebre del sottomondo, alla ricerca di sangue ed emozioni. Gi La Dolce Vita e Otto e mezzo erano risposte al nichilismo tramite lanimo delle immagini. Per non parlare di Roma: la scena delle motociclette che attraversano la citt la calata degli Unni, barbari invasori di civilt. Immagine che sa restituirci la distruzione di una cultura con la forza impagabile dellimmediatezza. Hillman sente di condividere con Fellini anche limportanza attribuita alla malinconia, valore dinamico e apertura verso prospettive interne. Quella felliniana una malinconia creativa perch trasfigurata dallarte, come nel jazz. un sentimento che pervade, ad esempio, un film denso di anima come La Strada. E non ha mai - penso a Lo sceicco bianco e a Le notti di Cabiria la connotazione depressiva dei primi film di De Sica e di tanto cinema neorealista. Fellini guarda e segue lo stesso sottobosco di gente comune, intrappolata nella strada; ma dando un suono di-

FELLINI
STEVEN SPIELBERG

Lopera che pi di ogni altra ho amato Giulietta degli Spiriti che registra il viaggio psicoanalitico di una donna sedotta dalla fantasia

INCONTRAI Fellini quando andai a Roma per il lancio di Duel e lui fu cos gentile da passare una giornata con me. Da allora abbiamo continuato a comunicare negli anni seguenti, sia pure con poca frequenza, per lettera e per telefono. Forse non tutti sanno che io scrissi a Fellini lultima lettera da lui letta prima di morire, come mi ha rivelato la sua famiglia. Gli scrivevo quanto continuava a commuovermi e ispirarmi tutto quello che aveva fatto nel cinema e che modello importante nella mia vita era stato il personaggio di Marcello Mastroianni in 8 e 1/2, che sentivo di vivere io stesso: man mano che il mio successo cresceva, la mia vita diventava come quella di Mastroianni nel film. Tante volte mi sono sentito cos, circondato dal caos.

FELLINI.

verso, vitale, alle tragedie umane dellamore e della morte, della perdita e del tradimento. Si pu parlare di aspetti narcisistici in Fellini, fanciullo che indaga ossessivamente sul proprio passato? Qualcuno, a suo tempo, segnal il cordone ombelicale autobiografico di Amarcord. In quel film, replica Hillman, il piacere della memoria inserito in un contesto specifico, quello del fascismo, dove la storia assimila e inquadra la vicenda personale. Intrattenitore che usa con humour ci che riguarda se stesso - vita, emozioni, ricordi - Fellini si trasforma in geniale pagliaccio: processo che accomuna i grandi comici, come Buster Keaton e Charles Chaplin. Il che non ha niente a che vedere col narcisismo: una forma darte. Quanto al glorioso e peculiare sentimentalismo felliniano, Hillman lo abbraccia con entusiasmo travolgente: Nel nostro mondo malato di freddezza e minimalismo, il sentimentalismo un trionfale riscatto. Siete voi italiani a essere troppo sensibili al tema, a causa degli eccessi sentimentalisti della Chiesa. Tanto che in Italia esiste una tradizione di rivolta a questaspetto, come dimostrano il futurismo e altre avanguardie artistiche. Anche il fascismo stata una ribellione al sentimentalismo, per diventare poi sentimentale anchesso.

Conosco tutto il suo cinema e lui ha divorato tutti i miei libri Satyricon la cosa in assoluto pi in sintonia con il mio lavoro


I FILM
LUCI DEL VARIET (1950), girato con Lattuada, racconta il mondo delle compagnie di giro LO SCEICCO BIANCO (1952) Sordi un seduttore da strapazzo AMORE IN CITT (1953) Lepisodio di Fellini Agenzia matrimoniale I VITELLONI (1953) Vita quotidiana di cinque perditempo in provincia Leone dargento LA STRADA (1954) Il rozzo Zampan e la mite Gelsomina Leone dargento IL BIDONE (1955) Il fallimento esistenziale di un truffatore di professione LE NOTTI DI CABIRIA (1957) Storia di una sentimentale prostituta romana Palma doro e Oscar LA DOLCE VITA (1960) Mastroianni un giornalista che vive a via Veneto Palma doro e Oscar BOCCACCIO 70 Fellini gir lepisodio Le tentazioni del dottor Antonio 8 E 1/2 (1963) Autobiografia immaginaria di Fellini. Due Oscar GIULIETTA DEGLI SPIRITI (1965) Primo film a colori

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DIARIO
IO REGISTA IL SET

SABATO 1 NOVEMBRE 2003

ARTISTA

Nel momento in cui faccio il mio lavoro, divento un cineasta, vengo abitato. Un oscuro abitatore che non conosco prende le redini della baracca, dirige tutto quanto al posto mio
FELLINI VISTO DA FELLINI
Disegno di Fellini per il film mai fatto Il viaggio di G.Mastorna

Fuori dal teatro di posa, dalle luci, dal set, dalla materializzazione di fantasie e sogni, fuori da quellatmosfera mi sento un pochino vuoto, mi trovo subito in esilio
Il personaggio della mamma di Titta in Amarcord

Credo che un artista sia un medium, una mente, dei nervi, un corpo, delle mani, un simulacro abitato da un sogno, da una fantasia, da unidea, da un sentimento che diventa una storia

(segue dalla prima pagina) ravamo due vagabondi senza patria n dimora, che si incontravano da soli, senza nessuno, sebbene fasciati dal calore dellesistenza camerieri ciabattanti e un po logori, venditori ambulanti che offrivano rose, vecchi amici coi quali scambiare un saluto, lacciottolio e i profumi e le voci della cucina. Non mangiava quasi niente: cibi simbolici, che gli assicuravano lesistenza. Era un asceta: proprio lui, che secondo qualcuno avrebbe condiviso, come diceva Gadda, la gran fiera magnara della vita. Appena seduti, cominciava a voce bassa la conversazione. Sorrideva: sorrideva appena con le estremit delle labbra, quasi mai rideva a voce spiegata, e la sua ironia invitava sempre pi lontano, verso teneri e soffici prati di amabilit. Parlavamo di ogni cosa: letteratura, raramente cinema, aneddoti, ricordi, persone, misteri, dmoni, religioni, vita, morte, persino gli di o Dio. Se parlava di libri, sembrava che nessuno vivesse, come lui, dentro un libro: se parlava di persone, le auscultava, le decomponeva, conosceva tutte le molle che le facevano agire; e su qualsiasi cosa lasciava cadere la sua luce mite, pigra ed estrosa. Aveva unintelligenza morbida, rapida, colorata, senza schemi n presupposti, pronta a trasformarsi nello scintillio di unonda o nellombra di una nuvola rosa. Capiva tutto al volo: anche quello che non avevo ancora pensato. Non aveva la pretesa di possedere idee: queste scatolette chiuse diceva Musil con sopra le istruzioni per luso. Non era il Maestro, come tutti lo chiamavano, facendolo soffrire: n un testimone n un messaggero o un profeta. Era il fratello maggiore o minore, il figlio scappato di casa, lamico impagabile col quale discorri tutta la notte. E cos si stabiliva ogni volta tra noi il rapporto tipico delladolescenza. Parlavamo con unassoluta impudicizia; e insieme con la pudicizia delicata delladolescenza: con larte, che solo allora si possiede, di non ferirsi e di non offendersi mai. Aveva molto rispetto e venerazione per la grandezza: soprattutto verso quella degli scrittori. Provava unammirazione profondissima per Kafka. E se non fece mai il film su America (Il disperso), intorno al quale si divert a giocare e a prendere in giro, fu perch pensava che qualsiasi tentativo di trascrivere in immagini un libro perfetto sarebbe stato empio. Non era un mitomane. In un periodo in cui tutti si considerano grandi, persino i cuochi, i parrucchieri, i calzolai, gli esperti di psicologia infantile e i critici letterari, sapeva di non possedere la grandezza. Non era affatto un narciso, e provava pochissimo interesse per s stesso. Aveva una profonda indifferenza per Federico Fellini: egli era, al massimo, uno strumento attraverso il quale potevano venire alla luce cose, che lo riguardavano poco. Non si misurava mai. Era ci che qualcuno o Qualcuno gli aveva concesso di essere: nemmeno un centimetro o un grammo di pi o di meno. Entrambi credevamo che, come dice Amleto, ci sono molte cose tra cielo e terra, che la nostra filosofia ignora. La realt percorsa da segni, miracoli, dmoni, santi, scintille, barlumi che, forse, provengono da altri mondi. Laldil penetra persino nel caffelatte. Non viviamo mai completamente qui. Ma una cosa ci divideva profondamente. Lui sognava, io non sognavo. Lui mi regal

TUTTI STREGATI DAI SUOI INCANTESIMI


PIETRO CITATI
lI-Ching con le istruzioni per luso: io lo misi da parte senza guardarlo nemmeno. Cercava di farmi conoscere il mago Rol, che a Torino faceva non so quali prodigi, e io preferivo di gran lunga laccorto portiere portoghese che vegliava sulla casa sua e di Giulietta Masina. Un prestigiatore, o un esorcista, o un veggente lo mettevano in estasi: io voltavo loro le spalle. Lui corteggiava disperatamente i dmoni, e almeno una volta fu sul punto di perdersi. Io credevo che i dmoni non amano essere corteggiati. Quando vogliono, ci pensano loro a scendere fino a noi, e ad abitare e a intridere i nostri film e i nostri libri, e a nutrirsi di loro. Alla fine, si arrabbi con me e mi disse che ero un piemontese gesuita: cosa vera alla lettera, perch sono stato educato a Torino, e ho studiato dai purtroppo insignificanti Padri Gesuiti. Qualche tempo dopo, gli risposi che tutti i miracoli del suo famoso viaggio a Tulun, con i messaggi telefonici e le apparizioni di Castaneda, mi ricordavano il cattivo film di un imitatore di Fellini. Con lui, mi sono sempre sentito in debito, e ancora oggi mi sento in debito, come se non avessi corrisposto in pieno alla sua amicizia. Parlava; e avevo limpressione che mi rivelasse ogni cosa di s: stava aperto davanti a me, senza segreti, mentre io non so per quale ragione qualcosa gli nascondevo. Non mentiva mai. Aveva una dote rarissima: la tenerezza o, come diceva Sainte-Beuve, il vellutato del cuore. Per qualche anno, fui malato: a volte, uscire di casa e vederlo era per me unimpresa ardua: ma quando lo incontravo, ero sempre avvolto da unattenzione e da una precisione scrupolosa nellaffetto, come non ho mai conosciuto in altri, sebbene, nella mia vita, abbia avuto molti grandi amici. *** Credo che la realt non lo amasse. Come poteva amare uno

,,

Per pi di ventanni sono andato con lui a cena. Arrivava in anticipo sotto casa mia e sembrava una grande ombra che sostava nella luce debole del lampione

,,

Ancora oggi, a dieci anni dalla morte, mi sento in debito con lui come se non avessi corrisposto in pieno alla sua amicizia, al suo modo di aprirsi
come lui, che sfuggiva, era sempre da unaltra parte, non aveva idee n programmi, amava gli angeli e i clown, si rifiutava di crescere, derideva le pretese della realt, come diceva san Paolo, di essere qualcosa? Malgrado le apparenze, non era un beniamino degli di, e lo sapeva benissimo. Ma lui amava la realt: cos colorata, pittoresca, informe, senza limiti, imprevedibile, piena di casi e di avventure. Non poteva assolutamente farne a meno. E per

LOCCHIO DEL REGISTA


Fellini dietro la macchina da presa negli anni 50. Sopra, una immagine della Strada

tutta la vita tent di farsi corrispondere (se non amare) dal mondo reale, stabilendo un rapporto fiducioso con lui. Spesso, tent di ingannarlo: per qualche tempo, il mondo finse di lasciarsi ingannare. Fu un tentativo grandioso, a volte drammatico, di cui nemmeno lui, forse, si rese conto completamente. Alla fine, come capita a quasi tutti gli esseri umani, fall. Aveva dei giudizi duri e precisi sulle persone che conosceva e

MARTIN SCORSESE

WOODY ALLEN

Uno dei film che amo di Fellini I vitelloni: ha catturato cos bene limmaturit di questi uomini desiderosi di andarsene eppure terrorizzati di lasciare la sicurezza della casa. Io ero come loro, quando ero adolescente a New York
Regista

Fellini fa parte di un piccolo gruppo di maestri del cinema, Kurosawa, Bergman, Bunuel Tutti noi che facciamo cinema abbiamo avuto molto da imparare da lui. Ci siamo scritti tante volte, e conservo la sua corrispondenza come un tesoro
Regista

con cui lavorava. Ma non disprezzava nessuno: perch il disprezzo, almeno per lui, era un sentimento infruttuoso. Nutriva unimmensa curiosit per tutti gli esseri umani: anche per quelli insignificanti e noiosi. Ogni cameriere o tassinaro costituiva, per lui, un universo. Pensava che in ognuno di noi si nasconda una luce, o una scintilla, o un lato divertente e assurdo, o unaltra persona, o una semplice possibilit di qualcosa o persino un barlume di genio. A lui qualcuno aveva affidato il piacevolissimo compito di portare alla luce tutte queste cose nascoste. Tent ogni strada. In primo luogo, unattenzione spasmodica: guardava, spiava gli interstizi tra le apparenze, sorprendeva gli uomini e le cose nel momento in cui non si controllavano. E poi la gentilezza: una gentilezza affettuosa o che simulava laffetto, la quale larma migliore per indurre il mondo a scoprirsi. Infine dava a ciascuno una piccola parte di s: un pensiero, una parola, un ricordo, un sogno: come unostia da masticare a lungo in segreto. Mai opera di seduzione, almeno tra quelle che ho conosciuto,

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DIARIO
MEMORIA IL TEMPO

LA REPUBBLICA 35

una componente misteriosa, che per ci lega a qualche cosa che forse non ricordiamo nemmeno di aver vissuto ma che ci sospinge a entrare in dimensioni che non sappiamo definire
Un Pinocchio con le sembianze di Roberto Benigni

Non ho la sensazione del tempo che passa Mi sembra di essere sempre fermo su un palcoscenico, con tutte le cose intorno a me pronte: oggetti, quadri colori, persone

I FILM
TRE PASSI NEL DELIRIO (1967) suo lepisodio Toby Dammit FELLINI SATYRICON (1969) Rilettura del Satyricon allinsegna della trasgressione I CLOWNS (1970) Inchiesta sul mondo del circo per la tv ROMA (1972) La scoperta della citt eterna AMARCORD (1974) Adolescenza in una cittadina romagnola negli anni 30 Oscar IL CASANOVA (1976) Ascesa e caduta del seduttore veneziano LA CITT DELLE DONNE (1979) Incubo erotico di un uomo di mezza et PROVA DORCHESTRA (1979) la ribellione di unorchestra al direttore tedesco E LA NAVE VA (1983) Un mondo di fantasmi in crociera GINGER E FRED (1986) Due ex ballerini si ritrovano in tv INTERVISTA (1987) Riflessione sul mondo dello spettacolo LA VOCE DELLA LUNA (1990) Elogio della follia quotidiana

QUANDO MUORE FELLINI...


ROBERTO BENIGNI

INEDITO Cos Fellini vedeva Leonetta Bentivoglio sul set della "Citt delle donne

Quando muore Fellini il grido forte spacca la testa che improvvisa piange lacrime dal marecchia fino al Gange alluvionano il mondo alla sua morte. Quel giorno dimmi chi noin lacrimava nemmeno la persona pi frigida Pianse Rondi con Akira Kurosawa pianse la Loren con la Lollobrigida pianse Anita e Marcello pianse il Sole pianse Mollica lacrime a bizzeffe pianser anche i vermi e tutte le parole quel giorno cominciavano per F Quando muore il maestro di Amarcorde anche i poeti abbassano la testa era pi bello di Harrison Forde era pi sexy lui di Mae Weste Era leggero comne Cavalcanti saggio come i filosofi tedeschi umano come sanno esserlo solo i santi profondo come Fiodor Dostoieski elegante narciso mai avaro lui era insieme Topolino e Pippo lugubre come Antonio Fogazzaro buffo come Peppino De Filippo Quando dava lazione come un rombo il set silluminava dalabastro Era come Cristoforo Colombo un condottiero come Fidel Castro Lo studiavano le psicanaliste ma a lui nessuno mai tolse le brache Fellini aveva pi forza di maciste e pi immaginazione di Mandrake Dolce come Verlaine e come Beatrice e maledetto come James Dean Casto della purezza di Euridice e intelligente come Rin Tin Tin Mhan detto che era morto e cebbi uno sciocche come se fosser morte le albicocche Fellini, mhai avviluppato con le tute passioni e per saluto estremo ti dir citando un bel refrain di Little Tony che tamo, tamo, tamo e tamer.
Versi letti a Roma dallattore nel primo anniversario della morte di Fellini e finora mai pubblicati

elettricista (apparteneva alla vecchia razza degli artigiani), mangiare con le sue incantevoli aiutanti Daniela, Fiammetta, Norma o con un vecchio direttore di produzione che fingeva di essere stalinista, o con Roberto Benigni, che chiacchierava e pettegolava e leggeva ottave e saltellava come un grillo, e cresceva e diventava intelligente e cominciava a possedere unanima sotto gli occhi del suo grasso Geppetto, mentre, l vicino, Paolo Villaggio era nero, torvo e tetro, come i quadri neri di Goya vecchio. Poi cerano le proiezioni, che mi divertivano moltissimo: Giulietta Masina ballava come se avesse ventanni; e le voci erano sempre quella di Fellini, che impersonava tutte le parti, e consigliava, suggeriva, insultava, e scompariva allimprovviso ridendo come il gatto del Cheshire. Mi chiesi molte volte se Fellini fosse davvero un regista: un regista per vocazione, come Chaplin, Dreyer e Kurosawa. Avrebbe potuto essere molte altre cose: pittore, trascinatore di folle, un divino mondano; o un eccellente scrittore, come lo era nelle bellissime finte interviste, dove imitava scrivendo il colore e i movimenti e i gorgheggi e le pause della propria voce. Credo che fosse diventato regista per amore del caso. Chi scrive, chiude le porte della propria stanza, e allontana il mondo. Di un film, Fellini amava invece proprio il fatto che conviveva col caso, era immerso nel caso, collaborava e si lasciava influenzare dal caso: in un certo senso, era soltanto la forma casualmente assunta dal caso. Il regista doveva combattere con i produttori, i volti spesso opachi ed ostili degli attori, gli alberi, i fiumi, gli elettricisti, il sarto, il fotografo, i parrucchieri, i giornalisti: con gente che viene da tutte le arti del mondo e si capisce lo stesso in una babele di lingue, in un disordine caotico di richiami, grida, arrabbiature, liti.... Fellini amava volgere a proprio vantaggio i contrasti e i favori illusori della vita; ed era lieto di non comporre un libro, ma un fenomeno da fiera, uno spettacolo di piazza, un variet, un circo pieno di leoni e di acrobati. *** Qualche volta, parlava delle sue notti. Negli ultimi anni dormiva (o diceva di dormire) pochissimo. Si alzava, leggeva, disegnava, scriveva. Aveva sogni, incubi, allucinazioni, furie, scoppi aggressivi, visitazioni di dmoni, deliri autodistruttivi, durante i quali lui (cos mite) odiava il mondo, gli altri e s stesso. Credo che labbia aiutato Ernst Bernhard, che aveva salvato Giorgio Manganelli dal disastro. Ma si aiut sopratutto da solo. Col passare degli anni, stabil un rapporto sempre pi confidenziale col proprio inconscio. Ci viveva dentro tranquillo, come il bambino nella sua vasca dacqua calda. Non aveva locchio torvo, sublimemente rivolto verso il di dentro, strabico a forza di contemplare i propri abissi, che possiede il visionario o il delirante. Non era mai posseduto dallinconscio o dalla tenebra, come il medium. Vivendo tra noi, nel giorno, cercava di conoscere con la fantasia quanto poteva del regno immenso della notte, raccogliendone i tesori e i mostri. Era cos affabile, cos gentile, cos mansueto, che anche i mostri pi terribili si lasciavano indurre a perdere la loro forza, come se la sua mano senza nervi li avesse accarezzati, addomesticati e placati. SEGUE A PAGINA 36

ebbe un effetto cos straordinario. Forse, per trovare qualcosa di simile, bisogna ricordare Byron, o il giovane o il vecchio Tolstoj, o il giovane DAnnunzio, o Kafka sebbene il fascino di Kafka si esercitasse su pochi. Quando Fellini posava il suo sguardo dolcissimo sugli esseri umani, riempiva loro la vita. Ognuno si sentiva scelto: mai nessuno lo aveva tanto considerato ed amato: ognuno possedeva finalmente quellesistenza (sebbene fittizia), che finora non aveva mai conosciuto: aveva unanima, una fantasia, unintelligenza, il suo palloncino colorato. Spesso ho assistito a spettacoli bellissimi: sotto gli sguardi di Fellini, molti diventavano visibilmente migliori. Era una specie di metamorfosi fisica e psichica, o di levitazione. Cos, poche persone sono state tanto amate. Ora, dieci anni dopo la sua morte, molti si sentono ancora orfani di lui, e lo ricordano tra loro e lo rimpiangono, perch per qualche anno, sotto la sua ombra, hanno sfiorato la felicit e persino la grandezza. Dopo gli uomini, Fellini trasform il mondo. Adott un solo luogo, Roma: Roma lo guardava e

lo proteggeva con la sua indifferenza amorosa, e non cercava di imporgli idee, convinzioni, societ, frequentazioni. Vi viveva come un ospite la condizione suprema sulla terra ; cittadino senza cittadinanza, straniero con una finta patria. Non gli piaceva viaggiare; andare a Hollywood o a Parigi o a Tokyo. Il diverso era noiosissimo. Uscire alle otto di mattina da via Margutta, percorrere via del Babuino, sbirciare nella vetrina di Feltrinelli, entra-

re in piazza del Popolo accolto dai primi raggi del sole, varcare la porta di Canova, ordinare un caff, parlare con un cameriere o un tassinaro, fare una telefonata (anzi, come diceva, una telefonatina) era immensamente pi avventuroso che esplorare il Tibet e lAntartide. Allinterno di Roma, scelse un luogo: Cinecitt, o un teatro di posa non troppo lontano. Era il posto dove la realt veniva abolita e dove trionfavano, senza riva-

li, il falso, lo spettacolo, lillusione materializzata. Come amava quei luoghi. Fuori dal teatro di posa, dalla materializzazione di fantasie e sogni, dal truccare gli attori, dalla creazione di un ordine illusorio, tagliato fuori dallorizzonte di un set cinematografico, mi sento vuoto, immediatamente in esilio, disse-scrisse in una delle sue ultime false interviste. Gli piaceva accompagnarmi per i viali di Cinecitt, parlare con un falegname, un fabbro o un

MARCELLO MASTROIANNI

EMMA THOMPSON

Lavorare con Fellini veramente un gioco. In America quando raccontavo aneddoti non mi credevano, per loro inconcepibile lavorare come lavora Fellini, fare del cinema come un gioco, che poi lo stile italiano
Attore

Io venero Federico Fellini, un regista fantastico. Sono ignorante di cinema, ma ho rivisto Le notti di Cabiria e sono uscita pensando, mio dio, dove sono i nostri Fellini oggi? Quel film era cos avanzato rispetto ai suoi tempi!
Attrice


36 LA REPUBBLICA

DIARIO
BUGIE COMPLEANNO

SABATO 1 NOVEMBRE 2003

FUTURO

Una mia naturale inclinazione stata quella di inventarmi una giovinezza, un rapporto con la famiglia, con le donne, con la vita: credo di aver sempre inventato, sono un gran bugiardo
FELLINI VISTO DA FELLINI
Nel disegno inedito del regista unattrice della Citt delle donne

Quando per i 70 anni ho ricevuto omaggi e simpatia, alla solita domanda Come si sta a 70 anni un po spudoratamente ho dichiarato che mi sembrava di averli sempre avuti
Una delle tipiche donne felliniane

Mi sembra che tutto debba ancora cominciare, che le cose migliori compresi i film siano quelli che aspettano di essere realizzati. Sono in una situazione di irresponsabilit

AVEVA UN MODO ARCAICO DI ACCOSTARSI AL FEMMINILE


ovessi trovare una cifra per la produzione cinematografica di Federico Fellini non avrei esitazione a dire: il sogno. Ma non il sogno a cui tutti pensiamo quando auspichiamo la realizzazione di un desiderio, e neppure il sogno visualizzato come enigma o ridotto a indovinello, com' nell'uso nobile o decadente della psicoanalisi. Il sogno di Fellini non neanche il sogno profetico degli antichi, oggi deUMBERTO GALIMBERTI gradato all'affabulazione degli oroscopi e delle vane parole dei maghi, cos come non il collasso della realt negli abissi bui del delirio e del vaneggiamento della mente. Fellini sogna con un piede ben saldo nella realt, e con l'altro ai suoi bordi. Per usare un termine alluvionale, il suo sogno esonda. L'acqua conosce il letto del fiume, ma anche le sue adiacenze e i prati confinanti, e le cose e le opere degli uomini. Tanti sono i protagonisti del teatro del sogno, non solo l'io ben ancorato nella sua sto- Marcello Mastroianni, Anita Ekberg e Federico Fellini sul set della Dolce vita ria e nella sua geografia, ma tante altre figure, tratte da un passato che non passa e da un futuro che anticipa scenari che il presente neppure sospetta. C' infatti nel sogno di Fel(segue da pagina 35) Cinecitt, perch una Banca rodella sua vita. Fu straziante. Semlini l'arcaismo dell'italica gente, mana laveva incaricato di prepabrava Calvero, nelle Luci della ridove la donna pi madre che n uomo simile non poteva rare un minimo filmino pubblicibalta di Chaplin. Il cinema (o aldonna, pi seno che volto, dove la essere rigido. Fellini non tario. Mi mostr tutte le scenogrameno il suo cinema) laveva abreligione pi miracolo che fede, resisteva a nulla: era fatto fie ed i trucchi: lo studio dello psibandonato. Non cera pi lavoro pi adunata di folla che percordi curve, senza una sola linea retcanalista, la grotta del leone, la per lui. Eppure continuava a curaso dell'anima. Anche la sensualit ta, e raccoglieva tutta la vita, estergalleria del sogno; come se quello re il suo spot insignificante, come non gode di se stessa, nel tripudio na ed interna, che incombeva o spot fosse lopera pi importante se ne dovesse dipendere la salute della festa e della trasgressione, girava attorno a lui. Se si proponema lambisce la delusione, lo va una meta, non la prendeva mai sconforto, il vuoto cos pieno di di petto: sembrava ignorarla e tripudio, affinch l'insensatezza pensare ad altro; e intanto le giraappaia in tutto il suo fragore. va, le ondeggiava intorno, a curve Il sentimento infedele e disempre pi strette, che si avvicistratto, ha la durata di una notte, navano sempre pi al centro. Ma la fugacit di uno sguardo, la brenon bisognava credere troppo a Gestione Speciale Previdenza vit di un saluto. Non trama di questa arrendevolezza. Come Composizione degli investimenti: una storia. La sua profondit deve tutti gli uomini miti, che hanno giocare con la leggerezza. C' scelto una volta per tutte larte Trimestre precedente Trimestre attuale sempre qualche interruzione che della passivit, era implacabile: 30/06/03 Comp.% 30/09/03 Comp.% ne preclude la continuit, che lo fa faceva soltanto quello che voleva; Obbligazioni ed altri titoli a reddito fisso frammento. Irrelato, discontie nessuno avrebbe mai potuto BTP 33.092.911 7,66 92.250.120 18,29 nuo. Nessun racconto una stoimporgli qualcosa contro la sua CCT 282.538.559 65,43 225.280.996 44,67 ria. La trama sempre interrotta. natura profonda. Altri titoli di Stato emessi in euro 48.471.997 11,23 83.841.524 16,62 Cos l'andamento della noInfine la realt si risvegli e venObbligazioni quotate in euro 19.500.039 4,52 15.867.892 3,15 stra anima. La storia la costruiadic terribilmente di chi laveva Obbligazioni quotate in valuta 5.851.560 1,36 5.851.560 1,16 mo noi dopo, come quando ci racelusa, giocata e ingannata per Obbligazioni non quotate in euro 3.872.571 0,90 3.836.258 0,76 contiamo un sogno collegando i tanti anni. Sebbene non fosse un Titoli di capitale frammenti che non avevano alcutemperamento tragico, Fellini Azioni quotate in euro 1.591.406 0,37 1.591.406 0,32 na direzione, certo non quella che ebbe una fine tragica, colpito nelgli diamo noi, affamati come siala sua parte pi delicata e indifeAltri attivi patrimoniali mo di senso e dimentichi che il sa. Gli italiani lo esaltavano: diceQuote di OICR 1.356.444 0,31 1.356.444 0,27 senso un'esigenza dell'io, non vano che era grande come un gePronti contro termine 35.536.246 8,23 74.482.082 14,77 degli altri attori dissennati che nio del Rinascimento, una specie fanno la loro comparsa nel teatro di Michelangelo redivivo: si inorTotale degli attivi della gestione separata 431.811.733 100,00 504.358.282 100,00 del sogno che Fellini riprende in goglivano per i suoi Oscar; ma Gestione Speciale Previdenza Polizze Collettive diretta, prima che l'io faccia il suo quasi tutti rifiutavano ostinataComposizione degli investimenti: racconto e riporti le acque esonmente di andare a vedere i suoi date nel letto ordinato del fiume. film. E la nave va e La voce della luTrimestre precedente Trimestre attuale 30/06/03 Comp.% 30/09/03 Comp.% Arcaismo italico e anticipaziona sono dei bellissimi film: ma le ne profetica. Guardando da Rimisale restavano desolatamente Obbligazioni ed altri titoli a reddito fisso vuote, senza nessuCCT 8.485.037 70,06 9.597.524 79,07 no. Malgrado la sua Obbligazioni quotate in euro 1.296.208 10,70 1.313.164 10,82 discrezione (non Obbligazioni non quotate in euro 563.953 4,66 527.926 4,35 ho mai inteso un lamento), Fellini era Altri attivi patrimoniali addoloratissimo. Pronti contro termine 1.765.609 14,58 699.388 5,76 Un artista ha bisogno di essere letto o Totale degli attivi della gestione separata 12.110.807 100,00 12.138.002 100,00 visto o ascoltato: Noricum Vita S.p.A. - Capitale Sociale 16.000.000 int. vers. non scrive per s, Iscrizione Registro imprese n. 46099 BO - R.E.A. 306307 Sede e Direzione Generale: 40128 Bologna ma per i suoi lettori e ascoltatori, Via Stalingrado, 51 - Telef. (051) 6097111-357200 - Telefax (051) 357880 Aut. all'esercizio delle Assicurazioni con D.M. 15-10-1987 N. 17260 che forse sono una parte di lui, e deve ricevere in cambio calore ed Pubblicazione ai sensi della circolare ISVAP N.71 del 26.3.1987 affetto. I produttori scomparvero; quelli giapponesi lo ingannarono. Una volta, mi invit, da solo, a

QUELLEROS ITALIANO NELLE SUE DONNE MADRI

STREGATI DAI SUOI INCANTESIMI


del mondo. Aveva ragione: il mondo dipende proprio dallesattezza dei particolari, da un giusto accordo di colori, da una parola precisa; e se i particolari non si accordano tra loro, il mondo precipiter nella pi informe rovina. Come aveva detto Goethe, ogni minima cosa fatta bene il simbolo di tutte le cose fatte bene. Poi ci fu loperazione, che oscuramente egli non voleva subire, perch sentiva di inoltrarsi in un territorio dal quale non sarebbe pi ritornato. Ci furono medici mediocri, medicine improprie, interventi probabilmente sbagliati, laghi di sangue a Zurigo, limpazienza, linsofferenza, la sua decisione folle di trasferirsi nel caldissimo agosto al Grand Htel di Rimini, citt che detestava, come se volesse inconsciamente mettere in scena la propria morte nel luogo immaginario dei suoi film: lictus, il carcere rieducativo nella clinica di Ferrara. E ci fu lo spettacolo vergognoso: il corpo malato esposto in televisione, il medico o i medici che proclamarono di nuovo che Fellini era un genio del Rinascimento, non si sa bene se pi grande o pi piccolo di Michelangelo; mentre centinaia di persone, che aveva inventato o detestato, andarono a trovarlo e si fecero fotografare accanto a lui. Poi ci fu il trasferimento a Roma, e la morte. Non fu una vera morte: soltanto un coma profondo. Penso che qualcuno meditasse di tenerlo in vita: forse in un coma eterno, mummificato e pietrificato, nel Pantheon o nel Vittoriano. Scrissi un articolo violentissimo, pregando i medici di lasciarlo morire. Forse fui ascoltato: lunico favore che feci a Fellini, in unamicizia (se posso osare questa parola), della quale conobbi soltanto la dolcezza. PIETRO CITATI

UNIPOLINFORMA

ni, sua citt natale, la distesa del mare, il sogno di Fellini lambisce la costa antistante e vede l'altra gente ondeggiare paurosamente nell'acqua, finch la nave la raccoglie e, disponendola ai suoi bordi, lascia accadere la contaminazione dell'altro mondo con il nostro mondo. La notte avvolge il buio della nave nel tripudio di una festa tra linguaggi incomprensibili, perch la seriet dei codici ha ormai fatto naufragio. E non c' pi terraferma, dove il sogno possa trovare i suoi limiti, o almeno le resistenze che gli impediscano di esondare. E allora la pratica religiosa si confonde con la sensualit della visione, non importa se della Madonna o di una donna; la venerazione del padre con la sua demitizzazione fra fanciulle discinte che prima lo rallegrano e poi lo confortano; le tenebre di un castello dove processioni discontinue non si sa se portano al tripudio del sesso o alla mistica di un aldil che non rifiuta la contaminazione con l'aldiqu; l'addio all'innocenza dove la sofferenza del congedo si distrae col desiderio di una sessualit portata alla deriva, dove non si sa pi se la distanza che ci separa dal godimento pi forte della rinuncia. Non si sa. Perch tra tutti i caratteri che l'umanit ha da sempre attribuito ai sogni - dalla profezia degli antichi al codice segreto dell'anima - Fellini ha preferito l'incertezza dei sogni. Per dirci che l dove non si sogna, l dove la vita sembra garantita dal sano realismo, anche l il sogno e la sua incertezza lambiscono gli orli e tutto diventa precario. Perch precaria la vita, incerto il suo corso. Se la vita, infatti, l'inganno dell'insensatezza, allora liberiamo tutte le maschere. Ma non facciamolo in modo dionisiaco, piuttosto in quel modo delusivo che dice: godi pure la tua festa, ma sappi che ogni festa breve, come un sogno fatto all'alba, quando la luce del mattino d a tutte le cose i suoi contorni, riconduce l'acqua nel suo alveo, incanala la forza dell'insensatezza in quel senso comune che gli uomini hanno inventato per sopravvivere. Ma non dimentichino gli uomini - questo il messaggio di Fellini che anche la vita un sogno, non esente da quella caratteristica dei sogni che la loro incertezza, la loro fragilit, custodite da quell'amico di memoria che siamo soliti chiamare oblio. Non un oblio che cancella ogni traccia. Qualcuna rimane, per non far naufragare Dio nella sua monotonia, per togliergli in parte la sua tetra seriet.

Nel suo mondo onirico i seni prevalevano sui volti e la religione per lui si confondeva con la sensualit

La sua capacit seduttiva di raccontare le storie somigliava al modo di comporre i frammenti di ci che aveva sognato

Fondatore Eugenio Scalfari

Direttore Ezio Mauro 8,10)

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Anno 28 - Numero 257

1,20 in Italia (con il 4 cd I tropicalisti

sabato 1 novembre 2003


1,40); Regno Unito Lst. 1,30; Rep. Ceca Kc 56; Slovenia Sit. 280; Spagna 1,20 (Canarie 1,40); Svezia Kr. 15; Svizzera Fr. 2,80; Svizzera Tic. Fr. 2,5 (con il Venerd Fr. 2,80); Ungheria Ft. 300; U.S.A $ 1. Concessionaria di pubblicit: A. MANZONI & C. Milano - via Nervesa 21, tel. 02/574941

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Allarme per il deficit che torna a risalire. Il Governatore sul caso Cirio: Le banche che hanno sbagliato ripaghino i clienti

DIARIO

Fazio: lItalia si fermata


Nuovo duello con Tremonti.Meglio noi di Francia e Germania
SINDROME CINESE
MASSIMO GIANNINI
ALLA pace istituzionale alla guerra dei tapiri. Se la Giornata del risparmio doveva sancire la fine delle ostilit tra Giulio Tremonti e Antonio Fazio, basta una battuta del ministro del Tesoro per capire invece che lassedio del governo al governatore non conosce tregua. Voglio anchio il tapiro ha detto Tremonti alla squadra di Striscia la notizia cos lo metto sulla mia scrivania, vicino al barattolo della Cirio.... Unaltra freccia al curaro, scagliata a freddo contro la Banca dItalia. Un nuovo messaggio fuorviante ma velenoso, lanciato agli italiani e agli sventurati che si sono fidati delle obbligazioni dellazienda di Cragnotti: il tapiro di Staffelli lo prendo io, ma lo metto in conto a Fazio che lha rifiutato, per sfuggire alle sue responsabilit in quel caso di insolvenza. Eppure, con buona pace di Antonio Ricci, stavolta c poco da scherzare. La posta in gioco non lo share televisivo. il destino economico del Paese. il risparmio delle famiglie. SEGUE A PAGINA 3

Federico Fellini luomo dei sogni


PIETRO CITATI

ROMA La Banca dItalia lancia un nuovo allarme sullo stato di salute delleconomia italiana: Il Paese fermo e i conti pubblici perdono colpi ha detto il Governatore Antonio Fazio alla giornata del risparmio il deficit pubblico sta risalendo, il debito non cala. E nel commercio mondiale siamo scesi dal sesto allottavo posto, superati da Cina e Canada. Una fotografia cruda, che non piaciuta al ministro dellEconomia Giulio Tremonti. Secca la sua replica: Stiamo meglio degli altri Paesi. Via Nazionale e Tesoro, insomma, di nuovo ai ferri corti come successo spesso in questi ultimi tempi. E anche sul caso Cirio nessuna tregua. Fazio difende le banche, precisando per che chi ha sbagliato pagher. Tremonti usa la storia come metafora, e fa un parallelo tra la rivoluzione francese e le denunce televisive odierne: Teniamo conto delle proteste, dice, ammonendo Bankitalia. POLIDORI, PULEDDA e SIGNORETTI ALLE PAGINE 2 e 3

LINTERVISTA

Tommaso Padoa-Schioppa, membro della Bce: Una riforma necessaria

Sulle pensioni il sindacato sbaglia


Opporsi a una revisione significa restare fuori dai mutamenti di questa fase storica Una scelta conservatrice fa s che su previdenza e mercato del lavoro oggi si dica sempre di no

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I governi di centrosinistra furono deboli e non seppero imporre revisioni della legge Dini Anche il centrodestra allinizio era diviso ma poi ha saputo trovare punti di accordo

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Tommaso Padoa-Schioppa

ANDREA BONANNI A PAGINA 5

Polo allattacco. Il capogruppo ds: Ecco perch scrissi del leader dc ai magistrati di Palermo

Andreotti, bufera su Violante


Pera: Gli incubi della giustizia politica non sono finiti
Bruno Di Giovannangelo, 44 anni, pisano faceva il basista nelle rapine

LA SINISTRA E IL WELFARE
MARC LAZAR
A QUESTIONE delle pensioni non unesclusiva italiana. un problema che si pone in tutti i Paesi europei, segnatamente in ragione dellevoluzione demografica (allungamento della durata di vita e rallentamento del ricambio generazionale), dei crescenti costi sanitari, dei cambiamenti in materia di organizzazione del lavoro, del trionfo delle nuove concezioni economiche e dellefficace lobbing dei fondi pensioni. Le relative riforme scatenano accesi dibattiti, in corso attualmente in Germania e in Belgio, e suscitano a volte grandi mobilitazioni, com avvenuto questanno in Francia, in Austria e ora anche in Italia. SEGUE A PAGINA 15

Brigate rosse arrestato a Firenze impiegato delle Poste Sono soltanto un fiancheggiatore
BOCCI, BONINI, FUSANI, SELVATICI e TARQUINI ALLE PAGINE 6 e 7

E ORA POSSIAMO PARLARNE MALE


FRANCESCO MERLO
ASSOLUZIONE di Andreotti libera noi pi di lui. Finalmente possiamo scriverne male, cio bene. Adesso che innocente, possiamo apertamente e spietatamente dargli del colpevole. E imputargli, per esempio, la colpa di avere goduto delluso anticomunista della mafia, e poi, in spregiudicato contrasto, dellappoggio comunista contro la democrazia laica. Lassoluzione, anzi, le assoluzioni di Andreotti ci svestono della pietas che indirettamente ma ferreamente il potere giudiziario ci aveva imposto come abito mentale. SEGUE A PAGINA 15 SERVIZI ALLE PAGINE 8 e 9

ER PI di ventanni, sono andato a cena con Federico Fellini. Non sono stato il solo. Lappuntamento era, sempre, alle venti davanti a casa mia, in una piccola strada silenziosa del quartiere Parioli: nella casa di fronte, Fellini aveva abitato per qualche anno, subito dopo il matrimonio con Giulietta Masina. Arrivava sempre in anticipo. Qualche minuto prima delle venti, vedevo dalla finestra una grande ombra, appena sfiorata dalla debole luce dei lampioni, camminare avanti e indietro in mezzo alla strada. Come Kafka, amava aspettare: una lunga attesa, con lente occhiate allorologio e un indifferente andare e venire, gli piaceva quasi quanto dirigere un film. Aveva cinque o dieci minuti di libert assoluta: non aveva niente da fare, poteva pensare o venire pensato, immaginare o venire immaginato: si illudeva di uscire dal tempo; e insieme sapeva che quella libert non sarebbe durata a lungo, perch alle venti in punto mi sarei affacciato al portone. Salivamo sulla macchina della produzione: grande, sontuosa, frusciante, profumata, simile alla carrozza che porta Cenerentola al ricevimento regale. Intorno a lui, cera sempre unaria di sovrabbondanza: soprattutto di ferie, che produceva coi mezzi pi semplici e austeri. Non cenavamo mai a casa. Non credo di essere mai penetrato nella sua abitazione di via Margutta, e lui venuto una volta sola, con nascosta insofferenza, nella mia casa di campagna in Toscana, senza ritornarci mai pi. La cena avveniva sempre al ristorante: al Grand Htel, allHassler e poi, pi spesso, da Cesarina o a via Brunetti. Intorno allincontro di due amici, non dovevano esserci case n famiglie n mogli. SEGUE A PAGINA 34 BENIGNI, BENTIVOGLIO GALIMBERTI e SPIELBERG ALLE PAGINE 33, 34, 35 e 36

CON REPUBBLICA

DOSSIER

Oggi il 4 Cd Brasil I tropicalisti

Triplicati in un anno gli uomini che lasciano temporaneamente il lavoro per accudire i figli

Boom dei pap che stanno a casa


Nuovo appello del Papa

Il Cd a richiesta a soli 6,90 euro in pi

LEnciclopedia luned in edicola il 10 volume


Il volume a richiesta a soli 12,90 euro in pi

Ricorso accolto sospesa la rimozione del crocifisso


GIANCARLO MOLA A PAGINA 10

ROMA Sono sempre pi numerosi i padri che chiedono permessi sul lavoro per dedicarsi alla cura dei figli: erano il 6 per cento, oggi sono il 17,5 di chi chiede di utilizzare i congedi parentali; tre volte tanti, un aumento del 200% in un anno, dopo lentrata in vigore della legge. I sociologi avvertono: la rivoluzione iniziata, ma nella coppia sempre la donna a sostenere tutto il peso della famiglia. Siamo ancora gli ultimi in Europa. MARIA STELLA CONTE ALLE PAGINE 12 e 13

Niente richiesta allOnu

Pena di morte Berlusconi non chieder labolizione


BARBARA JERKOV A PAGINA 18