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LA LEGGE DI GAUSS

Per la determinazione del campo elettrico bisogna sapere quali sono e dove sono esattamente le sorgenti del campo elettrico. Abbiamo gi visto che tali sorgenti sono le cariche elettriche puntiformi. Ora stabiliremo, in maniera generale, il legame che esiste tra una propriet fondamentale del campo (il suo usso attraverso una supercie chiusa) e le sorgenti del campo stesso. Per capire ci che ci accingiamo a studiare e la sua collocazione allinterno dellelettromagnetismo conviene anticipare alcune precisazioni. Dimostremo sul piano matematico che se vera la legge di Coulomb, il usso del campo elettrico dipende solo dalle cariche contenute nella supercie. Tale risultato, poich si fonda sulla validit della legge di Coulomb, detto teorema di Gauss. Inoltre, mostreremo che non vero il contrario; cio, che se si conosce il usso del campo attraverso una supercie chiusa, non sempre possibile dedurre il campo elettrostatico (ci possibile solo in casi di particolare simmetria del problema). Allora, perch parlare di legge di Gauss nel titolo? In realt, per poter arrivare ad una forma di equivalenza tra la legge di Coulomb e quella di Gauss, occorre riformulare le equazioni del campo in quella che si chiama "forma locale" delle equazioni del campo. Quando avremo trovato la formulazione locale della circuitazione e del usso attraverso una supercie chiusa, del campo elettrico, avremo non solo lequivalenza ma saremo andati oltre. Pi precisamente, la formulazione delle leggi siche, nella forma di forze, si rivelata poco eciente nellindagine delle leggi fondamentali e la strada da percorrere stata intrapresa per la prima volta da Maxwell nellelettromagnetismo. Quindi, quella di Gauss una legge, anche se nella veste che qui sar presentata ha pi laspetto di un teorema. Fatta questa precisazione, parleremo indistintamente di legge o teorema di Gauss.

Flusso di un vettore attraverso una supercie

Si abbia un tubo trasparente allinterno del quale scorra dellacqua

Sia A una sua sezione e v la velocit delle particelle di uido che transitano per A; la velocit supposta costante su tutta la supercie ed ad essa 1

ortogonale. La portata, A (v) = Av (1)

rappresenta il volume di uido che attraversa, nellunit di tempo, la sezione A. La supercie A ha due facce: vogliamo denire quella positiva. Sia l il bordo della supercie A. Con le dita della mano destra percorriamo tale bordo, in senso antiorario. Larea racchiusa dalla mano la faccia positiva ed il pollice, che risulta ortogonale a tale area, indicher la direzione ed il verso della supercie orientata. Tale faccia sar indicata con un versore, ua .

Con il vettore A = Aua (2)

intenderemo una supercie orientata, cio una supercie e la sua faccia positiva. Se nel tubo ove scorre il uido il vettore velocit non pi ortogonale alla supercie A, pur rimanendo costante su tutta la supercie,

la portata sar data da A (v) = Av cos 2 (3)

dove langolo tra il vettore velocit ed il versore ua della supercie A. Per la denizione di prodotto scalare, potremo anche scrivere A (v) = Aua v (4)

La portata un caso particolare di usso di un vettore attraverso una supercie. Pi precisamente, la portata il usso del vettore velocit attraverso la supercie A. Se si considera un nuovo vettore, come per esempio il campo elettrico E, la quantit A (E ) = Aua E (5)

rappresenta il usso del vettore E attraverso la supercie A, nellipotesi che il campo elettrico sia costante su tutta la supercie A

Allora nel calcolo del usso dobbiamo prima stabilire la faccia positiva della supercie e dopo vericare langolo tra la direzione di questa e quella del campo. Se la supercie chiusa la direzione di una qualunque area innitesima deve essere sempre quella diretta verso lesterno:

La legge di Gauss per il campo elettrico

Ora dimostreremo che, come conseguenza della validit della legge di Coulomb, il usso del campo elettrico attraverso una supercie chiusa dipende dalle cariche puntiformi racchiuse in essa. Questo risultato noto come teorema (o legge) di Gauss. Consideriamo una sfera di raggio r che ha nel suo centro una carica positiva Q. Ci proponiamo di calcolare il usso del campo elettrico E, generato dalla carica posta nel centro della sfera attraverso la supercie totale della sfera. Consideriamo prima il usso di E attraverso una piccola area A, della supercie sferica, che abbiamo preventivamente suddivisa in tante superci, su ognuna delle quali il campo supposto costante. Focalizziamo la nostra attenzione su una di queste superci:

Il campo elettrico generato dalla carica Q ad una distanza r dal suo centro E= 1 Q ur 4 0 r2 (1)

dove 0 la costante dielettrica del vuoto e ur il versore del vettore posizione del sistema di riferimento con origine sulla carica Q. La supercie a talmente piccola che ua il solo versore che individua la sua faccia positiva. Siccome a parte di una supercie chiusa, cio la supercie totale della sfera, i versori delle superci chiuse sono sempre uscenti dalla supercie: tutti gli ua puntano verso lesterno. Possiamo calcolare il usso del campo elettrico attraverso la supercie a. Per denizione, tale usso fornito dalla a (E ) = Aua E e sostituendo in essa, lespressione del campo (1), si avr: a (E ) = aua ovvero a (E ) = ua ur a Q 4 0 r2 (3) 1 Q ur 4 0 r2 (2)

Poich i due versori sono paralleli, ua ur = 1; allora il usso del campo elettrico attraverso la supercie a sar dato da a (E ) = 1 Q a 4 0 r2 (4)

Il usso del campo elettrico attraverso lintera supercie sferica a, sar la somma dei ussi attraverso tutte le superci a che costituiscono la sfera: a (E ) = 1 QX a 4 0 r2
a

(5)

Poich, larea di una sfera a = 4r2 , la precedente espressione si riduce a a (E ) = 1 Q Q 4r2 = 2 4 0 r 0 (6)

Questa espressione, nota come teorema di Gauss e derivata per una carica posta nel centro della sfera, valida qualunque siano le cariche poste dentro la sfera e qualunque sia la forma della supercie chiusa che le contiene. Pi precisamente, il teorema di Gauss consente di provare che il usso del campo elettrico attraverso una qualunque supercie chiusa sempre dato da A (E ) = Q
0

(7)

dove Q rappresenta la somma algebrica di tutte le cariche contenute nella supercie chiusa. Il teorema di Gauss, si fonda, nella nostra presentazione, sulla validit della legge di Coulomb. Conviene, tuttavia, fare alcune precisazioni. Il usso del campo elettrico attraverso una supercie chiusa , sempre, dato dalla somma algebrica delle cariche contenute allinterno della supercie chiusa. Tuttavia il campo elettrico dipende dalla congurazione istantanea di tutte le cariche che sono dentro alla supercie chiusa. Quindi, se si cambia la congurazione delle cariche cambier il campo elettrico nei punti dello spazio (e anche sulla supercie) che circondano la supercie chiusa che racchiude le cariche. Allora, sebbene il campo allesterno della supercie chiusa (e sulla supercie) possa cambiare (ed anche in maniera considerevole) il teorema di Gauss aerma che il usso del campo rimarr inalterato, purch nessuna carica attraversi la supercie in uno qualunque dei versi (carica entrante oppure uscente). Questo risultato suggerisce una certa cautela nelluso del teorema di Gauss per la determinazione del campo elettrico.

Legge di Gauss: derivazione generale

Per capire la prossima dimostrazione ed in generale il concetto di usso attraverso una supercie di forma arbitraria, conviene introdurre la nozione di angolo solido. Ricordiamo che un angolo piano , che sottende un arco s di di una circonferenza di raggio R, langolo, si pu esprimere come = s R

con misurato in radianti; per un angolo innitesimo d che sottende un arco innitesimo ds, sulla stessa circonferenza, si pu scrivere d = ds R

Questi concetti possono essere estesi agli angoli che si sviluppano, non su un piano ma nello spazio e che prendono il nome di angoli solidi. 5

Si denisce angolo solido lo spazio compreso nella parte di cono in gura e la sua espressione matematica = a1 a2 2 = R2 R1 2

Se langolo solido innitesimo, d2 , esso sottende unarea innitesima d2 a e si pu scrivere d2 a d2 = 2 R ovvero d2 a = R 2 d2 Lunit di misura degli angoli solidi si chiama steradiante e il valore di un angolo solido che sottende una sfera 4 . Si denisce usso del campo E attraverso unarea innitesima d2 a, la quantit scalare d (E ) = E ua d2 a (1)

La legge di Gauss aerma che il usso del campo elettrostatico che attraversa una qualunque supercie chiusa proporzianale alla carica elettrica contenuta nella supercie. Pi precisamente, si pu provare che I Q d2 aE ua =
a 0

mentre quello attraverso una supercie chiusa sar: I a (E ) = d2 aE ua


a

Con lovvia generalizzazione, il usso attraverso una supercie nita a, sar Z a (E ) = d2 aE ua (2)
a

(3)

qualunque sia la carica Q contenuta nella supercie chiusa. Dimostreremo questa legge, prima nellipotesi che vi sia una sola carica nella supercie chiusa. Focalizziamo la nostra attenzione su una parte innitesima di tale supercie chiusa, sucientemente piccola da essere considerata piatta; identichiamo il solito versore ua che ne individua la direzione (uscente dalla supercie in ogni punto di essa perch chiusa). Possiamo costruire una sfera con il centro posto sulla carica e raggio R passante per la supercie innitesima d2 a. Il campo elettrico, data la forma della forza di Coulomb, radiale e quindi ortogonale ad una porzione innitesima di supercie sferica di raggio R. Con d2 a0 indicheremo la proiezione di d2 a sulla sfera di raggio R. Il usso innitesimo attraverso la supercie d2 a, del campo elettrico E si potr allora scrivere E ua d2 a = Ma d2 a0 = ur ua d2 a (6) 1 Q ur ua d2 a 4 0 R2 (5)

dove, d2 a0 la proiezione della supercie innitesima d2 a nella direzione radiale e ur il versore del campo elettrico.

Daltra parte, per denizione di angolo solido, larea proiettata sulla sfera si scrive: d2 a0 = R2 d2 (7)

Notiamo la dipendenza dellarea proiettata, dal quadrato della distanza radiale, cio da una potenza che esattamente uguale allinverso della forza di Coulomb. Il risultato che troveremo dipende esclusivamente da questa incredibile coincidenza. Combinando le due ultime equazioni possiamo scrivere: ur ua d2 a = R2 d2 Usando la (8), la (5) diventa E ua d2 a = 7 1 Qd2 4 0 (9) (8)

Estendendo tale risultato a tutta la supercie chiusa avremo: I I 1 Q 2 d aE ua = Q d2 = (10) 4 0 0 a dove, per lultimo passaggio, abbiamo usato il risultato che langolo solido di una sfera 4 .

4.1

Il caso di N cariche

Se le particelle cariche contenute nella sfera sono N , per il principio di sovrapposizione, possiamo calcolare il usso attraverso d2 a per ognuno dei campi prodotti da ciascuna carica separatamente. In altre parole, se indichiamo con E1 il campo della carica Q1 , con E2 il campo della carica Q2 e con EN il campo della carica QN potremo scrivere il usso attraverso una supercie innitesima, per ciascuna carica come segue d (E1 ) = d2 aE1 ua d (E2 ) = d2 aE2 ua .... d (EN ) = d2 aEN ua

Il usso di tutte le cariche, attraverso la stessa supercie innitesima d2 a, sar d (E1 , E2 , ..., EN ) =
N X

n=1

d2 aEn ua

e il usso di tutte le cariche attraverso la supercie chiusa, sar: a (E ) = I d a


a 2 N X

n=1

En ua =

n=1

dove, ovviamente, la somma estesa solo alle cariche interne alla supercie.

N I X

d2 aEn ua =

N 1 X

Qn

(11)

0 n=1

4.2

Il caso di cariche esterne alla supercie

Per concludere la prova dobbiamo dimostrare ancora che il usso attraverso una supercie chiusa nullo se le cariche sono esterne alla supercie. Con riferimento alla gura seguente, supponiamo di avere una carica allesterno di una supercie chiusa

Si vede che nel calcolo del usso attraverso la supercie chiusa, langolo solido interseca sempre due porzioni della supercie chiusa. Poich il campo ha sempre una direzione uscente da Q (supposta positiva) avremo due contributi al usso, uno positivo e uno negativo: 1 Q 1 Q 2 1 Q 2 2 1 2 2 2 ur ua d a1 = 4 2 d a1 = 4 2 R1 d = 4 Qd 4 0 R1 0 R1 0 R1 0 1 Q 1 Q 2 1 Q 2 2 1 ur ua d2 a2 = d a2 = R2 d = Qd2 2 2 2 4 0 R2 4 0 R2 4 0 R2 4 0

E ua d2 a1 =

Eua d2 a2 =
2

dove R1 e R2 sono i raggi delle sfere di Gauss passanti per le superci d2 a1 e d a2 rispettivamente. Ciascuno dei due angoli solidi elementari dovr essere integrato su una semisfera e varr 2 ; quindi la somma dei due contributi sar zero. Se si ripetono queste considerazioni per altre cariche esterne, si ritrover sempre il risultato nullo e questo completa la prova del teorema di Gauss. Come abbiamo detto nellintroduzione al capitolo, il teorema di Gauss , in realt, una legge fondamentale dellelettromagnetismo e sebbene noi non lo proveremo, essa vale anche quando le cariche sono in moto.

Esempi

Il teorema di Gauss un utile strumento di calcolo del campo elettrico, ma solo nel caso in cui il problema in esame presenti speciali simmetrie. Mostreremo di seguito alcuni semplici esempi del suo utilizzo. Esempio 1: Il campo di un guscio sferico carico. Distingueremo due casi: il campo allinterno della sfera cava (il raggio della sfera sar indicato con R) ed il campo allesterno della stessa. Il problema del valore del campo sulla supercie verr arontato pi avanti. Possiamo immediatamente aermare che il campo elettrico allinterno della sfera cava nullo. Infatti, applicando il teorema di Gauss ad una qualunque sfera, di raggio r inferiore ad R, troviamo che non essendoci cariche allinterno il usso sar nullo. Poich il risultato non dipende dalle dimensioni della sfera (purch il suo raggio sia inferiore al raggio del guscio) dobbiamo convenire che il campo identicamente nullo allinterno del guscio.

Per i punti esterni procediamo nel modo seguente. Sia P un punto che disti r dal centro del guscio. Per ragioni di simmetria la direzione del campo in P sar diretta lungo la congiungente il centro del guscio ed il punto P. Se in P vi una carica positiva di prova (ricordiamo che la carica di prova sempre positiva, per denizione) il verso del campo sar uscente se il guscio carico positivamente mentre sar entrante se il guscio carico negativamente. Quindi E = E ur . Per determinare lintensit del campo prendiamo una sfera di raggio r e centro nel punto centrale del guscio. Sia Q la carica totale del guscio. Il usso si pu calcolare in maniera semplice: I d2 aE ua = Er 4r2
a

ed il teorema di Gauss diventa

Er 4r2 = da cui Er =

Q
0

1 Q 4 0 r2

(E1)

dove il segno dipende dal segno della carica. Il campo elettrostatico allesterno del guscio, pari al campo che si avrebbe se tutta la carica del guscio fosse concentrata nel centro della sfera (analogo risultato vero per il campo gravitazionale!). Esempio 2: Determinare il campo di una sfera isolante uniformemente piena. Supponiamo di dividere la sfera piena in tanti gusci sferici. Per il calcolo del campo, nei punti esterni, se dQ la carica contenuta in un guscio generico, si otterr dEr = 1 dQ 4 0 r2

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dove r la distanza dal centro della sfera (dobbiamo immaginare tutta la carica dQ nel centro della sfera). Per ottenere il campo di tutta la sfera piena baster integrare ambo i membri: Z Z 1 1 dEr = dQ 4 0 r2 da cui 1 Q (E2) 4 0 r2 Il campo elettrico allesterno della sfera piena uguale al campo coulombiano che si otterrebbe se tutta la carica della sfera fosse concentrata nel centro della stessa. Calcoliamo il campo in un punto interno alla sfera piena. Per calcolare il campo in un punto P interno alla sfera, che disti r dal suo centro dobbiamo solo considerare le cariche contenute nella sfera di Gauss di raggio r. Per determinare la carica contenuta in tale sfera procediamo come segue. La densit uniforme di tutta la sfera Er = = Q
4R3 3

(E3)

Questa anche la densit della sfera di Gauss, per cui la carica contenuta nella sola sfera di Gauss di raggio r Qr = Q 4r3 r3 = Q 3 4R 3 R3 3 (E4)

Il campo prodotto da tale carica 1 1 r3 Q Q = r= r (E5) 4 0 r2 R3 4 0 R3 30 Il campo, nei punti interni, proporzionale alla distanza dal centro. In denitiva, il campo nei punti esterni e interni ha il seguente andamento in funzione di r: Er =

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Esempio 3: Determinare il campo di una distribuzione lineare rettilinea. Ci proponiamo di calcolare il campo elettrico ad una distanza r da una distribuzione lineare rettilinea (lo rettilineo). Supporremo che la carica sia uniformemente distribuita con una densit di carica l e che il lo sia lungo L (il campo va calcolato nei punti non vicini alle estremit del lo (ipotesi di lo innito!). Per ragioni di simmetria il campo ortogonale al lo e per il verso vale lo stesso discorso fatto per il guscio sferico. Per calcolare lintensit del campo immaginiamo un cilindro, di lunghezza l L, con asse coincidente con il lo e raggio pari ad r.

ll usso, essendo nullo quello attraverso le basi del cilindro, sar semplicemente E a = Er 2rl mentre la carica contenuta nel cilindro sar l l. Il teorema di Gauss si scriver: 2rlEr = da cui Er = l 1 2 0 r (E6) l l
0

Esempio 4: Il campo prodotto da una distribuzione piana. Supponiamo di avere una supercie piana uniformemente distribuita con densit superciale a . Per ragioni di simmetria il campo ortogonale al piano (nei punti lontano dai bordi). Per calcolare lintensit in un punto generico P, che disti r dal piano, condideriamo un cilindretto che contenga il punto P in esame, il cui asse sia ortogonale al piano.

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Poich non c carica nello spazio il usso attraverso il cilindretto nullo. Indicando con u+ il versore della supercie della base del cilindretto pi lontana dal piano e con u quello dellaltra base, il usso pu essere calcolato esplicitamente in maniera semplice (il usso attraverso la supercie laterale nullo per lortogonalit tra il campo ed i versori di supercie) ed il teorema di Gauss diventa E a = (E+ u+ + E u ) a = 0 dova a il valore delle due superci di base del cilindro. Inoltre E+ ed E indicano i valori del campo sulle due basi. Poich il campo ha sempre lo stesso verso, sulle due basi, mentre i versori delle due basi sono uguali e contrari (si ricordi che per una supercie chiusa i versori sono sempre scelti uscenti!) dalla precedente equazione deduciamo che E+ = E In tutto il semipiano in cui abbiamo costruito il cilindretto, essendo questultimo del tutto arbitrario nelle sue dimensioni possiamo concludere che il campo elettrostatico costante ovunque: E = costante Per determinare il valore costante del campo immaginiamo il cilindretto esteso no al piano ove distribuita la carica, con una delle due basi coincide con una porzione di tale piano.

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Il teorema di Gauss diventa ora (E+ u+ + E u ) a = da cui 2E = a


0

a a
0

Il segno "+" vale se la carica sul piano positiva ed il segno "-" in caso contrario. Per lintensit del campo possiamo scrivere E= |a | 20 (E7)

Esempio 5: Il campo tra due piani paralleli con carica opposta. Il precedente risultato consente di derivare immediatamente il campo tra due piani paralleli carichi, con una distribuzione superciale uniforme ma opposta.

Il piano caricato positivamente genera un campo uniforme e costante tra le due "armature" (cos vengono chiamati i due piani paralleli), la cui intensit data 14

E=

|a | 20

ed il cui verso si allontana dal piano con carica positiva. Il piano caricato negativamente genera un campo costante la cui intensit ancora data dalla (E7), ed il cui verso diretto verso il piano con carica negativa. I due campi si sommano in ogni punto e avendo la stessa direzione daranno luogo ad un campo la cui intensit E= |a |
0

(E8)

Il verso del campo, tra i due piani, nella direzione uscente dal piano carico positivamente. Notiamo che la forza esercitata da unarmatura sullaltra |F| = Poich, a a = Q segue |F| = Q2 2a 0 (l) a Q 20 (i)

Esempio 6: Una piccola sfera di massa M = 0, 1g e carica Q = 109 C appesa con un lo di lunghezza l = 10cm ad un piano verticale innito che possiede una densit di carica superciale pari a a = 105 C/m2 . Calcolare langolo che il lo forma con la verticale.

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Il campo prodotto dal piano E= |a | 20

Sulla carica agiscono tre forze: la forza peso Fp , la forza elettrica generata dal piano QE e la tensione del lo F . Allequilibrio, si ha Fp + QE + F = 0 Se si proietta tale equazione lungo la direzione ortogonale al lo si ottiene M g sin + QE cos = 0 da cui tan = Q |a | QE = Mg Mg 2 0

Sostituendo i valori numerici si ottiene: tan = 0, 577 = 29 590

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