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Anpo Ascoti Fials medici

Intersindacale medica, veterinaria e sanitaria della Toscana Firenze 31/03/2014 Dopo un anno di confronto con lAssessorato per il Diritto alla Salute, le OO.SS. dellarea medica, sanitaria e veterinaria sono a rappresentare ai cittadini, ai consiglieri regionali e ai responsabili delle istituzioni sanitarie della Regione Toscana i problemi sollevati e non ancora risolti. Non possibile continuare a tagliare la struttura produttiva degli ospedali pubblici, come si fa con la delibera 1235/2012, prevedendo una ulteriore riduzione di almeno 2000 posti letti. In questo modo si limita la possibilit di accesso alle cure per i cittadini, mentre si lascia sostanzialmente intatto lapparato burocratico-amministrativo (3 Estav, 21 tra Aziende sanitarie ed Enti, Societ della Salute il cui destino ancora nebuloso). Eppure la Toscana ha gi raggiunto, grazie alla riorganizzazione della rete ospedaliera sviluppata negli ultimi 15 anni, quella soglia ottimale di posti letto (acuti + postacuzie) indicata dai documenti del Ministero della Salute nel 3,7 per mille abitanti, mentre il rapporto personale amministrativo/personale sanitario rimane largamente al di sopra di quel 7 % indicato come appropriato sempre dal Ministero della Salute. I tassi di occupazione dei posti letto in area medica oramai largamente al di sopra del 90%, i frequenti appoggi in area chirurgica, le difficolt di ricovero che incontra il Pronto Soccorso sono espressione di un sistema che lavora costantemente in situazioni organizzative critiche. Tutto ci rischia di avere ripercussioni negative sulla funzionalit dei singoli servizi e sulla sicurezza delle cure. E necessario, pertanto, ripensare le scelte sul taglio dei posti letto negli ospedali. Lorganizzazione degli ospedali per intensit di cura si sta rilevando sempre pi un fallimento. I medici esprimono un malessere crescente negli ospedali dove la nuova organizzazione stata o in corso di implementazione. E insopportabile la forzatura tutta ideologica su un modello organizzativo privo di evidenze scientifiche sufficienti in termini di esiti clinici rispetto alla sperimentata organizzazione dipartimentale. Lo scopo principale oramai chiaro: frantumare i luoghi fisici delle unit operative e la stessa organizzazione dipartimentale prevista dal D.lgs 502/92 per porre il processo assistenziale come elemento fondante di una nuova organizzazione ospedaliera. La volont esplicita quella di ridurre i medici a macchine banali titolari dei processi diagnostico/terapeutici (fino a quando?) ma distanti da quelli gestionali affidati ad altre figure (ingegneri clinici, dirigenti infermieristici). Non si vuole pi procedere ad una integrazione multi-professionale a letto del malato, ma piuttosto affermare una non governata e semplicistica autonomia delle varie professioni sanitarie attraverso uno spacchettamento del processo clinico/assistenziale. Tutto ci inevitabilmente comporter confusione di ruoli e conflitti i cui esiti non saranno certamente positivi per i nostri pazienti. Eppure negli Ospedali pubblici le leggi statuiscono una matrice organizzativa ben precisa, basata sulla individuazione di strutture complesse, strutture semplici, incarichi professionali e di organi di governo come il Collegio di direzione e il Comitato di dipartimento. Questa matrice rappresenta un principio legislativo fondamentale e non eludibile.

Il blocco del turn over, la decurtazione delle dotazioni organiche ed il taglio lento ma inesorabile dei primariati rappresentano gli ulteriori elementi portanti della destrutturazione dei modelli organizzativi storici su cui sono fondate le ottime performance raggiunte finora la sistema sanitario della Toscana. Negli ospedali e nei servizi territoriali e della prevenzione si creano unit operative guidate a distanza di decine se non centinaia di chilometri da un unico primario provinciale, togliendo ai medici, ai pazienti e ai loro familiari un riferimento certo sotto il profilo della responsabilit organizzativa e clinico-professionale. In alternativa si nominano, in attesa di un concorso sempre pi lontano e incerto , facenti funzioni sottoposti a ogni tipo di pressione da

parte delle direzioni aziendali. I risultati nefasti sono sotto gli occhi di tutti: clima di lavoro caotico e conflittuale, erogazione dei servizi spesso in difficolt, demotivazione degli operatori per la mancanza di prospettive di carriera. Il blocco del turn over insieme alla prospettiva dellesodo pensionistico dei dirigenti medici e sanitari pubblici, una volta superato dal 2016 lo scalone introdotto dalla riforma Fornero, porter il SSN ad un impoverimento complessivo, sia in termini professionali e culturali che organizzativi, dalle ricadute imprevedibili e pericolose per la sua stessa tenuta. E inconcepibile che proprio nella Regione Toscana, paladina dellintroduzione del rapporto esclusivo per i dirigenti medici e sanitari nella legislazione nazionale, vi siano direttori generali di aziende sanitarie che tuttora si rifiutino attraverso una interpretazione giuridica sbagliata, se non truffaldina, del decreto legislativo 78/2010, di erogare ai giovani medici e dirigenti sanitari le indennit economiche dovute per lopzione di lavorare a rapporto esclusivo con il servizio sanitario pubblico. Dove andata a finire la scelta etica della fedelt per il servizio pubblico? Che segnale diamo alle future generazioni di medici e dirigenti sanitari pubblici? Quali principi nelle scelte lavorative e nei comportamenti professionali sosteniamo? Eppure le indicazioni su questa materia fornite dalla Conferenza delle Regioni e anche dal Ministero del Tesoro sono inequivocabili. Le motivazioni politiche a favore dellerogazione piena delle indennit sono state ben espresse prima dallAssessore Scaramuccia e poi proprio dallAssessore Marroni in documenti indirizzati ai Direttori generali. La diversa applicazione degli indirizzi ha creato sul piano regionale una retribuzione pesantemente diversificata per professionisti che svolgono lo stesso lavoro, ponendo seri dubbi di costituzionalit sulle scelte amministrative che sono gi stati sollevati presso i Tribunali competenti. E arrivato il momento di sanare questo problema che tanto malessere sta creando in molte aziende sanitarie della Toscana attraverso una assunzione di responsabilit dellintera Giunta regionale. E evidente che in mancanza di una soluzione in tempi certi delle problematiche indicate, nostro malgrado e nonostante lo spirito costruttivo e di responsabilit che finora abbiamo mantenuto, saremo costretti, a difesa del SSR, dei cittadini e dei legittimi interessi che rappresentiamo, a proclamare lo stato di agitazione della categoria con il preciso obiettivo di arrivare ad una giornata di mobilitazione e di protesta.

Carlo Palermo, Anaao Assomed Fabio Cricelli, Aaroi Emac Morando Grechi, Cimo Asmd Michele Provvidenza, Cisl Medici Roberto Vinattieri, Fassid Francesco Pulli, Fesmed Camilo Duque, FVM Lina Mameli, Uil Federazione Medici Marcello Amato, Anpo Ascoti Fials Medici Laura Sabatini, Snabi SDS Rossella Fornaini, Sinafo Lucia Santoro, Aupi