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Introduzione Alla Sociologia Dei Gruppi

Capitolo Primo Il Concetto di Gruppo Sociale


La Sociologia riserva il termine gruppo per indicare un numero limitato di individui, con cui pu interagire direttamente. Per gruppo perci non si pu intendere una semplice categoria sociale; una categoria sociale infatti ha un carattere tipologico, mentre una classe sociale una categoria che prende coscienza della propria condizione sociale, con individui aventi una stessa posizione rispetto al controllo del potere economico e sociale. Ci si differenzia dalla definizione di ceto sociale, proposto da e!er, che ha una connotazione prevalentemente professionale, cos" come #uello di Pareto di elit. $aggiori analogie percorrono tra il concetto di gruppo e #uello di comunit%, intendendo #uest&ultima come una collettivit% unita da vincoli etnici, storici, spesso parentali ed anche residenziali. 'onostante #uest&analogia, per, appare evidente che sono forme di associazione con un diverso grado di partecipazione. (lcuni sociologi come )ur*heim non fanno troppe differenze tra gruppo e organizzazione, con #uest&ultima che si presta meglio del concetto di gruppo a descrivere la struttura di una grande azienda. +uindi il concetto di gruppo sem!ra pi, adatto a descrivere una formazione sociale circoscritta, con i mem!ri che a!!iano possi!ilit% di rapporti di interazione diretti o faccia a faccia; in tal caso, la famiglia, il gruppo di amici, la classe scolastica, il reparto di operai, la s#uadra di calcio sono un esempio ottimo di gruppo. $a ci sono diverse situazioni per un gruppo differente- per esempio, coloro che aspettano il tram alla fermata, che si trovano a condividere la stessa situazione semplicemente perch. hanno lo stesso o!iettivo, ovvero #uello di prendere il tram- una volta espletata tale funzione, ognuno torna un singolo individuo e non pi, parte di un gruppo. /na pluralit% di individui che sono temporaneamente ed occasionalmente insieme viene definita aggregato sociale. 0rving 1offman rileva che, nelle situazioni dello stare insieme, si vengono a creare norme di condotta che regolano il comportamento degli individui. 2noltre, nell& aggregato, si riconoscono le potenzialit% per la nascita di un gruppo. Prendiamo sempre coloro del tram- se il tram in ritardo, le persone alla fermata condividono tra loro il nervosismo che li prende e si scam!iano due parole, diventando cos" all&improvvisamente un gruppo; il tempo ha aiutato a formare #uesto gruppo. 2l confine tra aggregato e gruppo sottilissimo- !asta pensare ai coloro che hanno perso #ualcuno nella tragedia di /stica. (ll&inizio condividevano solamente lo stesso dolore, salvo poi conoscersi alcuni e diventare un gruppo, con un sodalizio forte e consolidato; i gruppi possono nascere anche in #uesta maniera accidentale. 3uttavia, i gruppi si formano su due re#uisiti fondamentali- l&esistenza di interazione o rapporto diretto tra i suoi mem!ri e il riferimento di tali interazioni ad un sistema pi, vasto di relazioni interpersonali per un o!iettivo comune; anche la colla!orazione reciproca un re#uisito necessario; inoltre il gruppo nasce sempre per un motivo, per lo pi, per realizzare una forma di cooperazione fra individui che non possono soddisfare i loro !isogni individualmente. 3utta #uesta colla!orazione porta ad un elemento distintivo del gruppo- la consapevolezza degli individui di appartenere al gruppo, con il famoso 4e sense, coniato da Sumner per indicare il senso d&appartenenza. 2 mem!ri che sentono tale appartenenza si sentono parte di un tutto. +uindi, re#uisiti di un gruppo- interazione faccia a faccia, reciprocit%, scopo comune, cooperazione, senso d&appartenenza. 0& importante, secondo $erton e 5. 6ro4n, anche l&importanza che, dall&esterno, viene data al gruppo. 5esta tuttavia un pro!lema teorico- decidere #uali sia il numero minimo di individui per costituire un gruppo sociale- la maggior parte si attesta su due o pi, individui, ma gi% Simmel non d&accordo, affermando che impossi!ile avere una coppia formante un gruppo. 0gli afferma che la coppia costituisce una forma relazionale sui generis, rappresentere!!e il mattone con cui si costruisce il gruppo, ma il gruppo, sempre secondo Simmel, una formazione sociale in cui si sviluppano rapporti interpersonali; in altre parole, perch. ci sia un gruppo c& !isogno di un terzo individuo, che con la sua presenza garantisce l&esistenza del gruppo; inoltre, se una coppia perde un elemento scompare l&interazione ed il gruppo, con 7 persone, nel caso una vada via, #uesto pericolo non esiste. 5ispetto all&istituzione, il gruppo non necessita di una legittimazione formale da parte della societ%; diversamente dall&associazione non ha !isogno di redigere uno stato per le proprie regole ed i propri fini; n., come l&organizzazione, presenta una struttura gerarchica; e rispetto alla massa pi, limitato e pi, integrato. Perci, arriviamo alla DEFINIZIONE di gruppo ! il gruppo " un in#ieme di tre o pi$ individui c%e interagi#cono &ra loro, cooperano per il raggiungimento di uno #copo comune e #viluppano la con#apevole''a di &ar parte di una unit( #ociale autonoma all)interno del #i#tema #ociale* /n&altra distinzione tra gruppi estesi, caratterizzati da interessi comuni e da una struttura organizzativa in cui sono ridotte di molto le interazioni, e gruppi ristretti, dove le interazioni si sviluppano faccia a faccia; #uest&ultimi permettono un rapporto molto pi, diretto tra i suoi mem!ri e sono considerati i veri gruppi. Parsons per riflette che la caratteristica di un gruppo de!!a essere la flessi!ilit% dei ruoli, come la comunicazione diretta e la partecipazione dei mem!ri a tale gruppo. (ppare fuorviante l&e#uazione, fatta da

alcuni, tra il gruppo ristretto ed il gruppo primario, ovvero #uello che soddisfa i !isogni affettivi dei suoi mem!ri; si pensere!!e che solo un gruppo ristretto in grado di consolidare le relazioni affettive e che 3/332 i gruppi ristretti 8 gruppi primari. Chiaramente, non sempre i mem!ri del gruppo interagiscono fra loro, ma non per #uesto il gruppo si scioglie o perde la sua coesione interna- la famiglia resta tale anche #uando i mem!ri non sono insieme, cos" come il gruppo di amici mantiene l&affiatamento nonostante si riunisca solo nei fine settimana. Ci significa che uno degli elementi fondamentali del gruppo, ovvero l&esistenza di interazioni fra i suoi mem!ri, va considerato come re#uisito potenziale e non permanente. Perch. un gruppo sia tale, gli individui non devono interagire S0$P50, ma devono avere la possi!ilit% S0$P50 di poterlo fare. L&individuo, anche #uando non agisce nel gruppo, ne rimane parte integrante; ha una fondamentale importanza il senso del noi, che produce un gruppo virtuale, in grado di materializzarsi tutte le volte che i suoi mem!ri possono interagire tra loro. L&appartenenza al gruppo non solo territoriale o d&intenti, ma anche morale, nel senso che, se ne facciamo parte, il gruppo influenza alcuni nostri comportamenti ed i nostri valori; secondo )ur*heim, il senso d&appartenenza al gruppo non determinato tanto dal conformismo verso i comportamenti del gruppo in cui siamo, !ens" dal riconoscimento dell& autorit% morale esercitata dal gruppo, che orienta le coscienze individuali. 1ruppo di riferimento 8 concetto sviluppato da $erton, secondo il #uale il gruppo d&appartenenza un gruppo di riferimento perch., in !ase ad esso, l&individuo modifica la propria condotta d&azione. 2l concetto di gruppo di riferimento consente di valorizzare alcune ipotesi dette in precedenza, come il fatto che il gruppo mantenga le sue capacit% di influenzare la condotta dei suoi mem!ri anche se non ci si vede, o il fatto che la mentalit% di gruppo definisce l&esistenza e l&essenza stessa del gruppo. 2l senso del noi non si forma dal nulla, ma cresce e si consolida nell&interazione, nella socialit%, anche se il gruppo stesso si rafforza compiendo attivit% comuni tra i suoi mem!ri 9uscita del sa!ato sera:. Si discute anche del rapporto tra individuo e gruppo- due teorie a riguardo. /na, di origine psicologica, che nega l&importanza del gruppo, in #uanto l&individuo, con le sue caratteristiche, a fare i fenomeni di gruppo; l&altra, diffusasi con Le4in, )ur*heim, Parsons e Simmel, ritiene che tra gruppo ed individui non ci siano dei collegamenti cos" evidenti. (nzi, Parsons dice che i gruppi sono l&anello di congiunzione tra individuo e societ%, e siano lo strumento di controllo sociale pi, importante 90sempio 8 la famiglia:. Ci sono almeno due motivi per cui pensare al gruppo come oggetto dello studio sociologico- ;: il teatro di vita dell&individuo, <: la considerazione che il fenomeno associativo tra individui condizioni le sorti della societ%. 1offman ha sottolineato l&importanza delle esperienze #uotidiane e la dipendenza dalle a!itudini. Sul secondo punto, molti sociologi sono d&accordo nel ritenere che il sistema sociale non sia altro che un insieme gerarchico di gruppi sociali; la stessa teoria dei sistemi concepisce la societ% come un tessuto di gruppi che sta!iliscono un&interazione reciproca.

Capitolo Secondo +o Studio dei Gruppi Nella Sociologia


Si delinea una societ% complessa, articolata, in cui nuovi attori sociali entrano in conflitto, determinando grosse trasformazioni ed innescando tensioni sociali. La Sociologia nasce in #uegli anni come scienza della societ%, che intende verificare empiricamente l&esistenza di leggi universali che governino i fenomeni associativi dell&uomo; inoltre, la Sociologia voleva fornire una teoria sulla societ% e sul suo divenire storico- si proponeva #uindi come fisica sociale, in grado di rispondere al !isogno di conoscenza sulla societ% e sulle sue strutture di fondo, oltre che dei suoi pro!lemi. Come sappiamo gi%, il padre della Sociologia viene visto in (ugust Comte, che pu!!lica nel ;=7= 2l corso della filosofia positiva, in cui cita la scienza dell&osservazione dei fenomeni sociali; con il suo pensiero, assistiamo alla nascita di un positivismo sociale, che d% il l% ad una scienza della societ% destinata a configurarsi come superscienza, come strumento di analisi delle trasformazioni sociali. L&ordine sociale veniva descritto dalla statica sociale e la sua trasformazione evolutiva dalla dinamica sociale; nella statica si studiava, perci, la struttura della societ%, #uello che Comte chiamava l&ordine spontaneo delle societ% umane; nella dinamica venne formulata la famosa legge dei tre stati. Si pu asserire che l&inizio della sociologia dei gruppi non viene a coincidere con l&inizio della Sociologia vera e propria, #uanto meno la prima rimane ai margini per un po& di tempo. 0ppure, ad un attento osservatore sociale, non poteva sfuggire l&importanza dei gruppi nella societ%; ma in uno scenario storico molto confuso, Comte e molti altri sociologi si limitarono a considerazioni generali sul sistema sociale. Secondo (dam >erguson, la societ% nasce e si sviluppa grazie all&opera dell&/omo, che costruisce il proprio mondo sociale in !ase ai suoi !isogni e nel #uale gruppi ed individui interagiscono tra loro, creando conflitti e competizioni che danno uno sviluppo e cam!iamenti a #uesta societ%; il conflitto, allora, non visto come una fonte di disgregazione sociale, !ens" come forma di partecipazione sociale e di sviluppo. L&elemento fondamentale della societ% perci il gruppo, perch. in esso che l&individuo assume un&identit% sociale e costituisce la propria personalit%, anche se il gruppo non solo uno strumento di moderazione delle volont% individuali; anche vero che, se da una parte il gruppo esercita il controllo sull&individuo,

dall&altra, l&individuo, all&interno del gruppo, persegue i propri interessi, perci il gruppo pu essere anche teatro di scontri tra i suoi mem!ri, anche se #uesto non distruttivo, poich., se risolto, tende poi a rendere ancora pi, coeso il gruppo. Come Simmel e Coser asseriscono, lo scontro garantisce la partecipazione sociale; #uindi, alla fine il pensiero di >erguson che le scienze sociali de!!ano studiare sia il comportamento individuale che #uello dei gruppi, i #uali poi rimangono l&oggetto privilegiato della ricerca sociologica. 2mportantissimo 9come fa osservare 3oc#ueville: anche il fatto che la funzione dei gruppi sociali #uella di garantire la partecipazione dell&individuo alla costruzione della societ%, sono i gruppi sociali a costruire le !asi della democrazia grazie alla loro funzione intermediaria tra individuo e societ% in vari campi. L& associazione volontaria, invece, come #uella politica per esempio, permette di avvicinarsi e controllare i centri del potere sociale- il partito politico, per esempio, non costituisce n. una classe, n. un unico settore della societ%. (nche $ar? ed 0ngels, impegnati a definire il concetto di classe e a delinearne il ruolo storico, non s&erano soffermati pi, di tanto sull&analisi dei gruppi- in $ar?, si legge solamente #ualche citazione sul ruolo svolto dalle associazioni mercantili nella nascita del capitalismo moderno, mentre la famiglia viene analizzata attentamente, soprattutto per #uanto riguarda la sua evoluzione socioeconomica. Pi, chiaro era invece il discorso sull&avvenire delle masse, in particolare su #uella operaia- esse, prendendo coscienza delle loro condizioni di sfruttamento, avre!!ero dovuto esprimere un movimento rivoluzionario capace di farsi attore del mutamento sociale; #uesto se lo auguravano ancora di pi, anarchici come 6a*unin. L&episodio della Comune di Parigi operaia del ;=@;, esperienza durata pochi mesi, indirizz il pensiero di sociologi come 1a!riel 3arde e 1ustav Le 6on ed in #uesto periodo che si delinea lo studio definito psicologia delle folletutti i suoi esponenti tendono a sottolineare la differente posizione dell&individuo nel gruppo e nella massa, visto che nel primo un partecipante attivo e consapevole, nella seconda molecola cieca e senza autocontrollo. 3arde e Le 6on sono i maggiori esponenti di #uesta psicologia- 3arde asserisce che in un rapporto di coppia ha la meglio sempre il pi, forte, che esercita un&influenza notevole, rendendo l&altro #uasi un sonnam!ulo ipnotizzato; anche per #uesto la folla rischia di trasformarsi, se !en manipolata, in una massa !rutale ed incontrollata. Le 6on sostiene che #uando l&individuo si trova nella massa, perde totalmente la sua personalit% e la sua autonomia. 3onnies, invece, crede in tre forme di Sociologia- la sociologia pura, sistematica, che offre i tipi ideali delle forme della socialit%; la sociologia applicata, che, attraverso un&analisi storica, adotta i principi generali per studiare gli eventi passati e presenti; la sociologia empirica, che utilizza i dati della ricerca sul campo e li interpreta alla luce della sociologia pura. 9 esenville e Aurville gi% visti nel ;B li!ro: C 1emeinschaft 8 comunit%, forma sociale originaria, cio la comunit% che nasce spontaneamente sulla !ase di legami di parentela, vicinato ed amicizia. +ui prevale una volont% collettiva ed una solidariet% spontanea 9esempio sono la famiglia, la tri!,, il villaggio C adatta alle masse e allo spirito giovanile:; 1esellschaft 8 la societ% moderna, in cui gruppi ed individui si differenziano per ruoli, interessi ed attivit%- essa una costruzione artificiale, che consente agli individui di accordarsi per il raggiungimento dei propri scopi, regna la logica del mercato, dell&individualismo 9la forma tipica di societ% industriale C adatta all&.lites politicoDfinanziarie, agli anziani, a commercianti e capitalisti:. La prospettiva di 3onnies sem!ra #uella di un nostalgico desideroso di tornare alla 1emeinschaft- nella societ%, si passati pian piano dalle associazioni comunitarie a #uelle sociali, anche se 3onnies fa presente che ci sono gruppi che, a volte, presentano contemporaneamente tali caratteristiche. CooleE, invece, esprime il concetto di ioDspecchio 9loo*ing glassDself:, cio di un io sociale riflesso e determinato dalla societ%, attraverso un continuo processo di apprendimento e integrazione. La relazione organica tra gruppo ed individuo diventa perci importantissimo, perch. aiuta a formare la societ% in cui poi lo stesso individuo vivr% e perch., se da un lato permette la piena realizzazione della vocazione sociale dell&individuo, dall&altra aiuta la formazione associativa che contri!uisce a mantenere il tessuto sociale in cui si sviluppa il soggetto. Perci, il gruppo in cui l&individuo si realizza totalmente visto come l&elemento di fondazione della societ%; ma #uale gruppo porta a tale esitoF CooleE pensa a #uei gruppi in cui l&individuo pu esprimere s. stesso attraverso la solidariet% e la cooperazione e definisce tali gruppi primari per tre motivi- a: in senso temporale, assicurano la prima esperienza sociale all&individuo; !: consentono la piena realizzazione del processo di socializzazione dell& io sociale; c: i gruppi primari sono la naturale impalcatura della societ%. 2 gruppi primari, perci, sono gruppi in cui c& un&interazione faccia a faccia tra i suoi mem!ri 9per #uesto, vengono detti face to face groups:- gruppi di #uesto tipo sono la famiglia, il mondo degli adulti, etc; nel gruppo, sempre secondo CooleE, l&individuo non si annulla, anzi fornisce ai !isogni collettivi del gruppo 9esempio- orchestra 8 ogni individuo suona un suo partito, ma contri!uisce ad una stupenda melodia:; nasce anche la necessit%, visti i rapporti stretti tra alcuni suoi mem!ri, di sta!ilire regole per #uesti gruppi. 2l 4e sense chiaramente fondamentale in #uesto tipo di gruppi, poich. segna un forte senso d&appartenenza, la fedelt% al gruppo, il profondo attaccamento verso i suoi mem!ri; infine, CooleE ritiene che competizione e conflitto siano parte del gruppo primario. Si pu concludere che, se 3onnies provava una certa nostalgia per il passato e la comunit%, CooleE invece ritiene che i gruppi primari sia il fulcro della

societ% e del suo sviluppo. 'el periodo dello sviluppo industriale, si attri!uisce a CooleE la distinzione tra gruppo primario, di dimensioni ridotte e carattere affettivo, e gruppo secondario, pi, esteso e finalizzato a scopi pratici- in realt%, #uesta distinzione non cos" netta. (nche se i gruppi primari hanno delle interazioni faccia a faccia, anche la classe o la casta possono averne alcune caratteristiche; inoltre, alcuni gruppi primari presentano caratteristiche e un&articolazione complesse- ci significa che la caratteristica distintiva non lo scopo, ma lo spirito, il famoso 4e sense. 2l gruppo secondario, invece, una sorta d&associazione fondata su un&attivit% materiale condivisa e su principi essenzialmente utilitaristici 9fol*4aEs 8 etichette, modi di fare, se li si infrange c& solo sconcerto sociale, e mores 8 costumi consolidati nel tempo, se li si infrange si va incontro a vere e proprie punizioni; rappresentano anche strumenti di controllo sociale- gi% affrontate:. ( Sumner si deve la distinzione tra 4e group e theEDgroup, e la definizione dei concetti di inDgroup e outDgroup. 2 4eDgroup sono #uelli che si concentrano su s. stessi, sviluppando una pacifica coesistenza tra i suoi mem!ri ed essendo definiti cos" degli inDgroup; i theEDgroups sono invece residuali e riguardano gli altri che stanno all&esterno dell& inDgroup- perci i concetti di inDgroup e outDgroup sono complementari. La definizione dell& inDgroup di Sumner simile a #uella della 1emeinschaft di 3onnies, ma soprattutto a #uella del gruppo primario di CooleE- con #uest&ultimo, l& inDgroup condivide la capacit% di farsi attore privilegiato del cam!iamento sociale. )ur*ehim, intanto, vede le differenti situazioni in due tipi di societ%- in #uella tradizionale, si sviluppano rapporti fortemente influenzati dall&appartenenza alla comunit%, l&individuo si trova costretto a condividere un sistema di valori e credenze che si impone collettivamente, perci repressivo; in #uella moderna, si sviluppano invece gruppi eterogenei, caratterizzati dalla divisione delle funzioni, a cui l&individuo partecipa volontariamente per coltivare alcuni interessi, #uindi possi!ile avere una propria autonomia e fare delle scelte. Perci, secondo )ur*heim, invece nella societ% moderna che l&individuo raggiunge la sua piena realizzazione, anche se non predica nessun individualismo, poich. il sociale a determinare idee e comportamenti. 2noltre, )ur*heim osserva che i componenti di gruppo #uasi sempre condividono una coscienza collettiva, un insieme di sentimenti comuni a tutti i mem!ri, che gli fa asserire che ovun#ue si forma un gruppo, si forma anche una disciplina morale. C& chi invece considera molto pi, importante il pensiero di $a? e!er, pilastro portante della Sociologia moderna, che dedica molto ai concetti di azione sociale, relazione sociale e gruppo sociale, dando un primo fondamento sulla teoria sociologica dei gruppi- nel pensiero 4e!eriano, la razionalit% centrale, tutte le azioni sono classificate in !ase ad essa 9razionali rispetto allo scopo, razionali rispetto al valore 8 sono le due forme di razionalit% che prevalgono nella societ% modera, etc.: e, sempre secondo lui, la razionalizzazione della societ% avviene attraverso una regolazione dei meccanismi sociali e una divisione del lavoro per lo sviluppo del sapere scientifico. (lla !ase dell&interazione con i gruppi, secondo la teoria sociale dei gruppi di e!er, c& l&agire sociale, che pu essere razionale per uno scopo, uno stato affettivo o un&a!itudine; ci porta l&individuo all&interazione con i suoi simili, ovvero ad una relazione sociale, che non necessariamente solidale 9pu essere anche transitoria: e che impegna due o pi, soggetti in un&azione reciproca per cui essi assegnano uno scopo comune. La relazione poi si sviluppa in varie forma e pu essere aperta anche a restrizioni o condizioni; ma #uel che appare interessante il concetto di lottaGconflitto che si accompagna alla definizione di relazione sociale- ogni relazione, secondo e!er, si configura come tentativo di uno di imporre la propria volont% sull&altro. 2l gruppo sociale, in e!er, ha un significato preciso- si configura come un insieme di relazioni organizzate che tendono ad agire in modo selettivo nella societ%. /n gruppo tale se ha un capo ed un apparato amministrativo che lo spalleggia, perci non ogni comunit% o associazione necessariamente un gruppo, perch. pu mancare una struttura coercitiva che esercita un potere esplicito. Per esempio, un gruppo parentale privo di capo o di una relazione erotica non tale, non perch. non siano chiusi 9anzi, lo sono #uasi del tutto:, ma perch. non configurano uno strumento di governo. e!er ha l&o!iettivo di costruire dei tipi ideali , o!iettivi della sua teoria sociologica, ma ricorda che si possono trovare gruppi sociali con mi? di caratteristiche differenti. e!er, oltre a definire il concetto di gruppo sociale, d% un contri!uto fondamentale anche nella definizione delle forme di potere; anzi, lo studio e la sociologia del potere sono ancora tutt&oggi influenzate dalle teorie 4e!eriane. H)ifferenza tra macht 8 potenza, ovvero possi!ilit% di far valere la propria volont% nella relazione, e herrshaft 8 autorit% o potere, capacit% di ottenere o!!edienza, attraverso l&influenza o la coercizione. Ii sono per #uesto tre tipi di domini legittimi- l& autorit% tradizionale, sulla !ase della consuetudine interiorizzata a livello comunitario; l& autorit% legittima, per un sentimento di legalit% che nasce in un contesto prettamente giuridico; l& autorit% carismatica, espressa da una personalit% innovatrice, che fonda il suo potere sul carisma. 0& proprio il capo carismatico a guidare il popolo verso il cam!iamento e e!er entusiasta nei confronti di #uesto herzog 9condottiero:, che si spiega da un lato con la crisi dei sistemi sociali occidentali e dall&altro con la sua natura storicistica, che lo faceva sensi!ile a figure come Lutero, 'apoleone, 6ismarc*. e!er d% una versione diversa del capo carismatico rispetto a #uella preoccupata di Le 6on 9che riteneva la massa facile preda di capi senza scrupoli, capaci di esercitare una profonda influenza sui loro seguaci:- e!er, pur cosciente dei rischi di tutto ci, d% al carisma un&importanza

straordinaria, e lo legittima, se attri!uito ad un leader che emerge da un meccanismo democratico. Purtroppo e!er, tra coloro che stesero lo statuto per la repu!!lica di eimar, non e!!e occasione di vedere le follie di un uomo carismatico come Jitler. 2n conclusione, anche se in grado di definire meglio il concetto di gruppo sociale, anche la teoria di e!er ha #ualche lacuna, nel descriverne soprattutto i caratteri e l&evoluzione.H 9da integrare con capitolo sullo studio del potere:. >ino agli anni &<K del LL secolo, non esiste un sociologo che si occupa dei gruppi sociali come oggetto di studio, perch. non si faceva troppa attenzione alle categorie specifiche di studio- a #uesto rimedia 1eorg Simmel, che analizza e descrive le dinamiche dei gruppi sociali. 0gli asserisce che la sociologia non consiste nell&individuare le leggi che governano i fenomeni sociali e culturali, !ens" un nuovo modo di studiare la societ%, esplorando gli aspetti comuni ed invarianti di fenomeni apparentemente disparati. ( priori sociologici della teoria simmelianaa: il concetto di interazione- vede l&ego individuale impegnato nel percepire gli altri come partner di una relazione sociologica; nell&interazione, il nostro ego percepisce l&altro in !ase di aspettative riferite ai suoi ruoli sociali; !: il concettoD!ase di gruppo- non rappresenta il soffocamento dell&individuo, !ens" il milieu socioculturale in cui esso sviluppa al meglio le sue possi!ilit%; c: la societ%- articolata in strutture associative differenti e caratterizzata da situazioni di diseguaglianza, l&am!iente naturale in cui si sviluppa l&individuo e le sue interazioni. 2n tutto #uesto, il gruppo appare come l&esito di processi complessi, che si fondano essenzialmente sulla colla!orazione di pi, individui per il conseguimento di una meta comune; tra #uesti, anche i gruppi di scopo, cio #uello determinato dalle prestazioni oggettive dei suoi mem!ri. 2l gruppo di scopo simmeliano, facendo un confronto con CooleE, un gruppo secondario per eccellenza, in cui gli individui occupano ruoli presta!iliti. Simmel apprezza #uesto tipo di gruppo, poich. essi, nella societ% moderna, non solo garantiscono lo sviluppo di #uest&ultima, ma impongono forme di eguaglianza solamente nelle forme richieste dalla societ% stessa, lasciando poi completa li!ert% d&azione per i suoi mem!ri; nella comunit%, invece, tale li!ert% non esiste. La societ% descritta da Simmel , perci, un organismo complesso, in cui l&individuo trova varie opportunit% per esprimere la sua socia!ilit%. (nzi, per lui, il numero di cerchie sociali di cui l&individuo fa parte indice dello sviluppo della societ%- difatti, se nella comunit%, l&individuo rimane in un unico nucleo sociale, nella societ% moderna la vita di relazione caratterizzata dalla li!ert% di sta!ilire rapporti anche con soggetti fisicamente lontani. L&individuo, perci, pu rappresentare anche il punto di incontro tra gruppi diversi; inoltre, la necessit% di seguire anche pi, gruppi da parte dell&individuo, rischia di vedere compromessa la fedelt% ad un gruppo per seguirne magari un altro, e perci si esasperano i concetti di fedelt%, lealt%, onore e partecipazione. (nche il numero un fattore fondamentale per Simmel- alcuni gruppi possono esistere solo se numerosi ed inoltre il numero di partecipanti al gruppo direttamente proporzionale alla determinazione dei caratteri del gruppo. 2l gruppo ristretto #uello dove l&individuo pu avviare pi, facilmente relazioni pi, profonde. Pi, il numero di componenti grosso, pi, l&impatto all&esterno del gruppo sar% forte. Simmel per ri!adisce un concetto con forza- se vero che il gruppo permette la piena espressione dell&individuo, anche chiaro che l&individuo non pu sottrarsi alla totalit% del gruppo, arrivando a dire che il gruppo capace di muoversi al di l% delle volont% individuali dei suoi mem!ri ed capace di riadattarsi e trasformarsi. Poi, in una societ% complessa, individui e gruppi non sono solo in rapporti di cooperazione, ma anche competizione- #uesto perch. Simmel ritiene l&uomo naturalmente egoista e con un !isogno primario di ostilit%, che fa da contrappeso alla sua naturale tendenza a sta!ilire rapporti di solidariet% con i suoi simili. Ci si chiede poi come si formino i conflitti- Simmel ritene che nell&uomo sopravvivano due forze irrazionali e contrapposte- #uella che conduce alla lotta e #uella che conduce ad una spontanea conciliazione. Per altro, i conflitti interni al gruppo dipendono dalla struttura del gruppo stesso- se vi sono troppe differenze tra i mem!ri che lo compongono, sar% pi, facile avere dei conflitti interni. Simmel appare, perci, come l&iniziatore di uno studio sui gruppi dal punto di vista sociologico ed il suo pensiero sar% notevolmente diffuso. Come lui, Iier*andt ritiene che la relazione sociale si fondi sulla reciprocit%, la !ase della societ%, che Iier*andt vede formata spontaneamente, come la famosa 1emeinshaft, che viene considerata da #uest&ultimo come il tipo ideale di societ%, dove l&individuo pienamente realizzato e si sente parte del gruppo; la 1esellschaft, la societ%, si fonda su accordi, su una divisione molto impersonale e razionale dei ruoli e delle prerogative. Iier*andt dimostra, #uindi, una nostalgia per il gruppo primario e la comunit% tradizionale- per lui, il gruppo #uella forma di socia!ilit% umana che rappresenta meglio di #ualsiasi altra la natura dell&/omo, inoltre, i gruppi secondari, per lui, non sono veri gruppi. (nche Coser sente l&influenza di Simmel; ma #uest&ultimo accetta il modello strutturalDfunzionalista di 3alcott Parsons che dominer% la sociologia fino ai tempi nostri. (ll&inizio il pensiero di Parsons ritiene il conflitto un rischio per la sta!ilit% sociale, dando importanza alla sta!ilit% e all&e#uili!rio; Coser, invece, riprendendo i concetti di inDgroup e outDgroup, afferma non solo che il conflitto naturale nella interazione umana 9come diceva Simmel:, ma che possa addirittura portare !eneficio alla coesione di gruppo. Mltretutto, i conflitti sono processi di regolamentazione del conflitto e rappresentano un fattore importante per l&ordine sociale. Coser, perci, appoggia l&e#uili!rio sociale, senza che sia per accompagnato da una staticit% sociale, l&e#uili!rio

dev&essere dinamico; #uello che minaccia la societ% non il conflitto in s. per s., ma l&incapacit% della societ% di affrontarlo e rigirarlo a proprio favore, ovvero la rigidit%. 0& strano che in Coser si utilizzino i principi guida di Parsons, sempre avverso al conflitto sociale, proprio per giustificare #uest&ultimo e la sua utilit% per il sistema sociale; secondo Coser, infatti, se si riesce a dominare a proprio volere il conflitto, esso utile per il consolidamento delle strutture sociali. /n altro sociologo sulla scia di Simmel Ion iese, secondo il #uale c& l&idea di una sociologia relazionale, incentrata sull&azione reciproca, dalla #uale sorge la nascita delle formazioni sociali, divisi!ili in 7 tipi- la massa, insieme generico e disorganizzato di individui che si raggruppa o divide a seconda delle condizione storiche o sociali; la collettivit%, anche astratta, formazioni istituzionalizzate che sono l&ossatura del sistema sociale 9collettivit% di primo ordine 8 famiglia, stirpe, tri!,, etc; collettivit% di secondo ordine 8 esercito, scuola, partito:; il gruppo, il vero anello di congiunzione 9anche in #uesto caso: tra individuo e societ%, non una semplice parte parte della societ%, !ens" un organismo totale con una propria identit% e che agisce all&interno della societ% stessa. Ion iese sottolinea che meglio studiare i piccoli gruppi, perch. si possono notare meglio il rapporto tra individuo e gruppo stesso o la progressiva evoluzione del gruppo; inoltre, lo sviluppo di un&etica di gruppo, di una morale comune a tutti i suoi mem!ri, permette la conservazione del gruppo stesso. 0ra da notare la differenza enorme tra /S( ed 0uropa- nel primo c&era ormai una solida tradizione democratica, che faceva fatica ad imporsi in 0uropa; lo spirito di frontiera aveva a!ituato gli americani ad affrontare i pro!lemi concretamente e con spirito pragmatico; la necessit% per gli individui di partecipare attivamente alla societ% ed essere integrati in essa port a pensare alla Sociologia come uno strumento pratico o ingegneria sociale, per costruire una societ% omogenea ed e#uili!rata, con la ricerca empirica. Si crea l&american 4aE to progress, ovvero la strada per cercare di costruire la migliore delle societ% possi!ili, clima migliore rispetto a #uello in 0uropa, dove si respirava disperazione dopo la ;B guerra mondiale. La filosofia americana aveva preso molto spunto da #uella europea, ma aveva saputo far propri i principi positivisti 9fiducia cieca nel progresso e nella scienza: e dar4inisti 9si giustificavano gli sforzi di chi aveva saputo emergere da solo, con le proprie forze:, ed i sociologi furono affascinati dal rapporto tra il gruppo e gli individui che lo costituivano, dalla partecipazione sociale e dal funzionamento della societ%. 2noltre, in #uesto periodo, con i saggi di $c)ougall e di 5oss, nasce la psicologia sociale, punto di incontro tra sociologia, psicologia ed antropologia. C&erano parecchi interrogativi nella societ% americana, riguardo la povert%, l&emarginazione, il miglioramento della societ% stessa- la risposta stava nella ricerca sul campo 9social surveE:, nell&analisi dei fattori sociali che potevano incidere negativamente o positivamente su #uesti eventi, e la Sociologia era considerata la scienza che poteva dare risposte a tali interrogativi. 0 la sociologia dei gruppi divenne su!ito importante. 'ella sociologia dell&industria, gli operai non erano il pro!lema 9il mar?ismo non aveva avuto successo e negli anni &<K gli operai stavano, con lo sviluppo dell&economia, vivendo un !el periodo:, ma lo era l&organizzazione del sistema. La risposta prova a darla il taElorismo, con la razionalizzazione del lavoro, la creazione della catena di montaggio, il perfetto sincronismo tra operaio e macchina. 3aElor, un ingegnere, non si fidava molto della dimensione umana del lavoro, perci il taElorismo pi, contro il gruppo, ritenuto pericoloso, e tende ad alimentare un individualismo esasperato. 3aElor venne accusato di standardizzare le operazioni; in seguito, 0lton $aEo approfondir%, attraverso una ricerca, l&importanza del gruppo sociale nella struttura aziendale, con la scoperta del piccolo gruppo o, meglio dicendo, della scoperta della funzione del piccolo gruppo nella struttura lavorativa o, anche, nel sistema sociale. $aEo, difatti, scopre l&importanza del piccolo gruppo primario nella struttura organizzativa, poich. le operaie su cui stava studiando non operavano pi, come singoli individui, !ens" come una formazione sociale unitaria con uno scopo comune. L&importanza di tali risultati non va sottovalutata per 7 motivi- a: #uesti esperimenti inauguravano un nuovo orientamento negli studi organizzativi, con la sostituzione del taElorismo 9siamo negli anni &7K: con il movimento delle relazioni umane, con il #uale si recuperava produttivit% attraverso la valorizzazione dei rapporti personali e l&introduzione del lavoro di gruppo. La ricerca di $aEo rappresenta una pietra miliare della sociologia dei gruppi, perch., per la prima volta, la ricerca empirica giungeva a mostrare chiaramente la funzione del piccolo gruppo primario e le complesse dinamiche che lo governavano. (rriviamo #uindi ad una delle correnti sociologiche pi, importanti, ovvero la famosa Scuola di Chicago, che si sviluppa tra anni &<K e &7K, di cui lo stesso $aEo fa parte- le sue caratteristiche sono la ricerca sulle forme di ur!anizzazione, sul rapporto tra individui, gruppi e am!iente ur!ano, sulla povert% e sulla vita #uotidiana nella metropoli. +uesta scuola non influenz il pensiero di molti sociologi, ma diede vita, negli anni &NK, a nuove generazioni di ricercatori, come i neoDchicagoans, che avre!!e indagato molto sulla devianza e sulla vita #uotidiana, andando in contrasto al pensiero sociologico dell&epoca 9ovvero #uello parsoniano:. Par*, 6urgess, $cAenzie, 5ec*less furono alcuni esponenti della Scuola di Chicago, che si mise in evidenza soprattutto sul piano della ricerca, sperimentando con successo varie tecniche, come l&analisi documentaria, la ricostruzione delle !iografie, l&analisi secondaria dei dati statistici o l&osservazione partecipante. Si nota la dipendenza da CooleE e soprattutto dall&interazione di illiam 3homas, che sottolinea in #uegli anni la necessit% di analizzare l&interdipendenza tra gruppi, individuo, societ% e cultura. 0gli ravvisa anche

l&importanza individuale della definizione della situazione, ovvero il procedimento di attri!uzione del senso alla realt% che pone in atto l&individuo, caratterizzandone la personalit%. L&importanza della Scuola di Chicago per la sociologia dei gruppi evidente- con le sue numerose ricerche, aiuta a descrivere anche sul piano empirico tutto ci che Simmel e CooleE avevano ipotizzato, ma solo dal punto di vista teorico; con #uesta corrente, la sociologia dei gruppi viene consegnata alla ricerca empirica e permette di formulare teorie pi, accurate sulla struttura e sulla dinamica dei gruppi sociali. 2ntanto, negli anni &7K, l&area ur!ana si era ampliata, il numero degli a!itanti e delle attivit% economiche cresciuto, ma il potere sociale continuava a concentrarsi nelle mani di poche famiglie; #uest&ultimo fatto scatenava il conflitto. 2l patrimonio della Scuola di Chicago fu centrale per l&evoluzione della sociologia dei gruppi, ma si trattava dell&effetto collaterale di ricerche che avevano altri o!iettivi; inoltre, #uesta corrente, i coniugi LEnd, LloEd arner e hEte avevano condotto i loro studi prevalentemente con il metodo dell&osservazione dei dati demografici, ma erano metodi di antica tradizione ed erano stati usati poich. la maggior parte di loro erano antropologi o storiografi. La novit% fu #uando apparve sulla scena sociologica Oaco! $oreno- sul tipo di ricerca da condurre, egli forn" una teoria organica dei rapporti interpersonali e dei fenomeni di gruppo, e vi accompagnava un metodo che si raccomandava per la facilit% con cui offriva risposte operative e concrete a chi si occupava di pro!lemi sociali. $oreno si era dedicato alla sociologia con l&o!iettivo di riformare il mondo e rimuovere i conflitti tra gruppi e individui. (lla !ase del suo pensiero, vi sono i concetti di spontaneit% e creativit%, una intesa come capacit% dell&individuo di manifestare la sua socia!ilit%, l&altra vista come capacit% peculiare dell&/omo di esprimersi come soggetto. Come punto di partenza dei suoi studi elegge gli Stati /niti che, per organizzazione sociale e spirito pratico, offriva le prospettive pi, promettenti. $oreno formula una teoria dell&attrazione interpersonale fondata sulla spontaneit%, cio sull&incontro fra persone, fra le #uali si innescano rapporti di empatia, reali o virtuali, detti tel.. /n individuo diventa un atomo sociale, cio il centro delle relazioni, positive e non, con altri esseri umani, e l&atomo sociale considerato da $oreno come il punto di partenza per ricostruire i gruppi, in cui l&individuo esprime la propria socialit% 9un atomo sociale composto da un gran numero di tel., a loro volta gli atomi sociali fanno parte di pattern pi, vasti, come le reti sociometriche, che a loro volta fanno parte di un&unit% collettiva pi, grandela geografia sociometrica di una collettivit%:. L&attenzione di $oreno, perci, si concentr di pi, sul piccolo gruppo, dove l&individuo manifesta il suo spirito gregario. $icrosociologia per $oreno 8 riguarda lo studio dei microsistemi sociali, cio dei piccoli gruppi. Sociometria per $oreno 8 ha per oggetto lo studio matematico delle caratteristiche psicologiche delle genti; a tale proposito, si opera una tecnica sperimentale !asata sui metodi #uantitativi ed espone i risultati mediante l&applicazione di #uesti metodi. La Sociometria persegue un&indagine metodica sullo sviluppo e sull&organizzazione degli individui nei gruppi. Per $oreno, non si pu conoscere la soluzione al pro!lema sociale se non si conosce il pro!lema stesso. Si distinguono poi sociometria dinamica 9impegnata nella trasformazione sociale e garantendo che sopravivr% chi sapr% costruire un mondo di pace grazie alla terapia sociometrica:, sociometria diagnostica 9interpreta la societ% mediante la teoria dell&attrazione personale: e sociometria matematica 9metodo di ricerca sostenuto da un raffinato apparato di tecniche d&analisi:. 2l terzo tipo di sociometria diventato poi il patrimonio della sociologia, grazie a numerose ricerche svolte con #uesto metodo. $a l&aspetto pi, originale della sociometria morenica era #uello che non si potesse compiere una corretta analisi delle dinamiche relazionali del gruppo se i mem!ri non erano consapevolmente partecipi. Come strumento, $oreno introdusse il test sociometrico, ovvero una serie di domande volte a rilevare le preferenze positive o negative dell&individuo rispetto ad altri mem!ri del gruppo; i dati vengono poi registrati in sociomatrici e raffigurati in sociogrammi, ovvero sofisticate mappe sociali. $appe che diventavano indispensa!ili per illustrare ai mem!ri del gruppo la natura dei pro!lemi e dei conflitti interni e come risolverli. Si distinse tra un hot sociometrE 9sociometria calda:, intesa come ricerca dell&intervento terapeutico di tipo moreniano, e cold sociometrE 9sociometria fredda:, utilizzata come metodo di ricerca sui fenomeni di gruppo; fu la seconda ad avere un maggior successo. Con Parsons, la sociologia dei gruppi entr nell&et% matura- egli intendeva offrire una nuova concezione di teoria non intesa come esplicazione della verit% sociale, !ens" come strumento di conoscenza in !ase al #uale si poteva organizzare la ricerca empirica. 3ra teoria e ricerca c&era un rapporto preciso- la prima serviva ad orientare la ricerca empirica in !ase ad un #uadro di riferimento generale, la seconda a fornire la verifica delle ipotesi fatte. )ue punti del suo pensiero sono importanti- la teoria dell&azione e l&approccio funzionalista. La prima sta!ilisce che il fenomeno sociale si manifesta come atto intenzionale e significativo, il #uale l&unit% elementare di un sistema sociale. 1li agenti sociali che compiono tale atto agiscono in !ase al loro status 9o posizione: e al loro ruolo 9funzioni connesse alla posizione che ricoprono: in un sistema sociale; #uindi un sistema sociale viene costituito da una rete di interazioni fra soggetti agenti, determinati dagli status e dai ruoli. L&azione sociale, invece, ac#uisisce significato all&interno di tre varia!ili 9personalit%, cultura, sistema sociale:. Sulla seconda, invece, possiamo dire che i principi generali del &un'ionali#mo sono- a: cultura come un sistema di oggetti, credenze e modelli ordinati per il raggiungimento di un fine; !: la cultura una totalit% di

elementi in reciproca dipendenza; c: tutti gli elementi di una cultura lavorano per il mantenimento del sistema sociale in cui si diffondono. 'e derivano alcune conseguenze- la possi!ilit% di individuare elementi negativi e disfunzionali per il sistema, portando Parsons ad una interpretazione della societ% strutturaleDfunzionale, in #uanto faceva riferimento ad elementi che non erano solo l& impalcatura della societ%, ma ne garantivano anche l&e#uili!rio e l&integrit%. 2l pensiero di Parsons, per, con la sua eccessiva sta!ilit% del sistema, trova parecchi oppositori- Coser e )ahrendolf lo accusavano di dotare di connotati troppo negativi la funzione del conflitto e si pensava che l&approccio strutturalDfunzionalista non fosse in grado di spiegare i fenomeni sociali macrostrutturali 9 right $ills le criticava anche per l&approccio teorico, le teorie parsoniane erano ritenute vuote e !anali:. )i certo, per, Parsons ha garantito un grande appoggio alla sociologia dei gruppi, il suo sistema sociale pu essere ricondotto ad una dimensione microsociologica che consente di capire meglio la formazione degli scopi di gruppo, l&integrazione nel gruppo e la funzione e le caratteristiche del potere, l&importanza della coesione. Per altro, ha stimolato altri sociologi ad usare il suo metodo, come 5o!ert 6ales- lo studio del gruppo, secondo lui, doveva fondarsi sull&osservazione dei comportamenti dei suoi mem!ri, e #uindi l&osservazione del gruppo di 6ales non avveniva in forma partecipante, ma con un procedimento da parte del ricercatore di cui gli oggetti dello studio non erano affatto al corrente. 2 comportamenti erano diversi secondo vari criteriosservando tali comportamenti nel tempo da una parte e dall&altra i soggetti che li mettevano in atto e verso chi, 6ales otteneva un #uadro #uantitativo a!!astanza completo, che gli permetteva di analizzare fenomeni come la leadership, la nascita di sottogruppi, lo sviluppo del consenso, etc. (nche 6ales ha dato, perci, un contri!uto notevole alla sociologia dei gruppi- ha suggerito nuove tecniche d&indagine dei gruppi, alcune delle #uali si possono utilizzare anche per studiare gruppi reali ed stato uno dei primi a concepire il gruppo come un sistema relazione caratterizzato dai processi di comunicazione interpersonale. 'el secondo dopoguerra, un grande contri!uto venne dato anche da 1eorge Jomans, influenzato dalla teoria parsoniana e dalla psicologia comportamentista di S*inner. 2l suo pensiero si divide in due dimensionida un lato lo studio del comportamento umano come scam!io relazionale, dall&altro la descrizione dei fenomeni intragruppo ed intergruppo; per comprendere le dinamiche dei gruppi sociali, Jomans ritiene fondamentale capire il rapporto tra i mem!ri del gruppo stesso, formulando una teoria dello scam!io sociale- la prospettiva della ricompensa funziona come stimolo per la scelta delle azioni e della loro ripetizione nel tempo 9pi, spesso l&attivit% di un individuo ricompensa l&attivit% dell&altro, pi, spesso l&altro compir% tale attivit%:. 2l gruppo, per Jomans, un insieme di parti che si fondono per formare un organismo unitario ed il piccolo gruppo la pi, comune delle unit% sociale, nonch. il fondamento stesso della societ%. 0& stato per rimproverato a Jomans di non spiegare efficientemente la differenza tra piccoli e grandi gruppi. )i ispirazione interazionistica invece il contri!uto di $uzafer Sharif, uno studioso turco arrivato negli /S( negli anni &7K- egli delinea il concetto di gruppo di riferimento, in alternativa a #uello di gruppo di appartenenza- il gruppo di riferimento fornisce i modelli di comportamento ed i valori su cui l&individuo costruisce la propria identit% sociale. La teoria dei gruppi di riferimento sar% poi ripresa da $erton- Sherif dimostra che la coesione interna di un gruppo determina forme di aggressivit% e di esclusione nei confronti degli altri gruppi e che nel gruppo vi sono sia rapporti di cooperazione che conflitti. 'on ha alcun senso, per Sherif come per $oreno, com!attere il conflitto sociale, ritenerlo un fenomeno negativo e non analizzarlo. (nche Aurt Le4in d% il suo contri!uto, applicando il concetto di campo alla descrizione del gruppo, che diventa un complesso non solo caratterizzato dalle interazioni tra i suoi mem!ri, ma il gruppo arriva ad essere considerato come un fenomeno unitario che pu essere studiato come un tutto. C& attenzione anche per il concetto di e#uili!rio, indispensa!ile per la sopravvivenza del gruppo; per definire i processi interni al gruppo, viene usato da Le4in il termine di dinamica di gruppo, studiando il gruppo nella sua interezza; i temi privilegiati sono l&integrazione, la partecipazione sociale e le manifestazioni del potere- Le4in per esempio studia l&appartenenza di un individuo a pi, gruppi e #uindi la pro!lematica di conciliare ruoli e status diversi. 2l maggior apporto di Le4in alla sociologia dei gruppi riguarda l&introduzione, nelle scienze psicosociologiche, di una scuola teorica che concepisce il gruppo come unit% dinamica e sottolinea l&importanza del processo rispetto alla struttura. 2ntanto, la sociologia del lavoro era rimasta ferma a $aEo e alle sue Juman 5elations, ma si capiva che stavano per maturare 9negli anni &PK: soluzioni differenti- la societ% che si incamminava verso la fine del millennio era pi, informata, pi, colta, composta da individui desiderosi di realizzare le proprie am!izioni e coscienti delle loro capacit%; inoltre, con l&arrivo della societ% postDindustriale, si poteva vedere che la produzione non sare!!e potuta progredire ulteriormente. Le teorie di $aEo andavano deteriorandosi e il rapporto di studio tra Juman 5elations e funzionalismo andava saldandosi- Jomans, che conosceva !ene $aEo e le sue teorie, definiva l&azienda di lavoro come un gruppo, con i suoi scopi, i suoi valori, il suo livello di coesione, una sua cultura, elementi che portavano ad un e#uili!rio tra struttura formale e gruppi primari al fine di ottenere la massima produttivit%. 2ntanto, l&uomo voleva recuperare, nel mondo del lavoro, soprattutto negli anni &QK, una maggiore autonomia lavorativa nei confronti delle macchine- prendendo spunto da $aEo e le sue Juman 5elations, >rederic* Jerz!erg passo dal mettere l&accento sulle dinamiche relazionali al lavoro al metterlo sulle doti, professionali o relazionali, dei singoli attori sociali. 2n #uesto modo, l&individuo deve tirare fuori tutte le sue capacit% e si genera un Ro! enrichment, un

miglioramento non solo delle condizioni di lavoro, ma anche delle capacit% individuali. 5ensis Li*ert, invece, studia la struttura organizzativa ed attri!uisce maggiore importanza alla coesione, che pu portare ad una maggiore produttivit% nel gruppo e tra i suoi singoli mem!ri- se sono motivati a raggiungere certi o!iettivi, svilupperanno una maggiore colla!orazione, cementando l&unit% del gruppo. 2noltre, per Lin*ert, l&organizzazione garantisce l&efficienza, ma #uesta struttura gerarchica non dev&essere !asata necessariamente sul comando e sull&autorit%, ma sulla competenza e sulle capacit%. 2 dirigenti, a #uel punto, emergono per la loro competenza, efficienza, capacit% di comunicazione e di valorizzazione delle doti dei propri dipendenti. Con la crescit% della societ% postDindustriale, la Sociologia doveva poi occuparsi sempre pi, delle grandi organizzazioni, cos" che un grande contri!uto alla sociologia dei gruppi viene anche dallo studio delle organizzazioni formali- lo studio delle organizzazioni formali stato spesso fatto da sociologi che tentano di capire il ruolo di #ueste unit% sociali complesse in chiave macro strutturale; tuttavia l&analisi dei rapporti che si sviluppano tra forme associative differenti 9come gruppi primari e secondari: ha portato solo !enefici alla sociologia dei gruppi. La pratica dei 3Dgroups di 6ion consiste in attivit% terapeutiche di gruppo volte a migliorare la capacit% di comunicazione per la realizzazione di uno scopo ed il superamento di stati di tensione. 3ali tecniche vengono giudicate utilissime per aumentare la coesione di un gruppo, la socia!ilit% di un individuo ed aiuta i managers a comportarsi in maniera democratica 9come suggeriva Le4in o la precettistica delle risorse umane:. 'el secondo dopoguerra, oltretutto, viene messa in discussione la visione ottimistica della societ% industriale e dominano le teorie parsoniane; si apre un di!attito sulla societ%, in particolare su #uella americana, che stava sempre pi, assumendo i caratteri della societ% di massa. (lcuni studiosi, anche della 1ermania nazista, avanzavano l&ipotesi che, per sostituire l&am!iguit% dei fenomeni di persuasione occulta che tendevano a limitare le li!ert% di individui e gruppi, negli /S( sorgesse l&autoritarismo; ma del resto Le4in, $oreno, Coser e Sherif erano tutti studiosi di origine europea che, pur vedendo negli /S( il la!oratorio privilegiato per la realizzazione dei loro studi e di una societ% democratica, volevano individuare e rimuovere i rischi di involuzione a cui sem!ravano poter andare incontro gli Stati /niti. Le diverse posizioni a riguardo erano rappresentate dalla dicotomia tra apocalittici e integrati 9gi% visto cosa pensavano nell&altro li!ro:- i primi erano rappresentati da sociologi tedeschi riparati negli Stati /niti, come #uelli della Scuola di >rancofonte, simpatizzanti del pensiero freudiano e delle teorie mar?iste; i secondi erano invece rappresentati dai sacerdoti del credo strutturalDfunzionalista parsoniano. 2l tema sul #uale per si concentra il di!attito sempre la societ% di massa- i francofortesi, riprendendo l&argomento gi% espresso da Le 6on e >reud, ritengono che la societ% industriale si vada trasformando in un sistema che massifica l&individuo, facendogli perdere consapevolezza e spirito critico, uniformandolo per sfruttare le esigenze del consumismo e del capitalismo maturo. Contro una posizione del genere, contro i critici della societ% di massa insorge il mondo accademico moderato, fedele alla visione della one !est 4aE rappresentata dalla societ% moderna americana; nella replica alle critiche apocalittiche, assume un ruolo fondamentale un colla!oratore di Parsons, 0d4ard Shills, che rispedisce al mittente le accuse di >romm e $arcuse, sottolineando come lo stesso consenso sia il risultato di una li!era negoziazione tra eguali, che il pregio maggiore della societ% americana. 2noltre, una societ% del genere si sta diffondendo in tutto il mondo occidentale, almeno in #uello li!ero, sottolinea malignamente Shills 9forse riferendosi alla dittature comuniste del secondo dopoguerra nell&0uropa dell&0st:. 2n tutto ci, il gruppo sem!rava destinato a dissolversi o a diventare un mero strumento di controllo sociale; nell&ottica degli integrati, invece, soprattutto per coloro vicini allo strutturalDfunzionalismo, il gruppo aveva una funzione positiva, perch. estendeva la sua presenza e realizzava il suo o!iettivo pi, alto, ovvero fare da mediatore tra individuo e societ%. 9flusso a due fasi della comunicazione 8 gi% visto nell&altro li!ro:. Aatz e Lazarsfeld 9ne a!!iamo gi% parlato nell&altro li!ro, ma approfondiamo: compirono una ricerca, sottoponendo un campione di donne a domande sulle modalit% con cui si erano formate delle opinioni nel campo di cinema, !eni di consumo domestico e se, #ualora tali orientamenti derivassero dall&influenza di altre persone, conoscessero le fonti d&informazione; tale tecnica, detta di follo4Dup, consisteva nell&analizzare i leader d&opinione e l&indagine dimostr un flusso molto pi, complesso riguardante le comunicazioni. Si cap" che il gruppo era caratterizzato da una leadership articolata che emerge dall&interazione, che il processo comunicativo segue la stratificazione del potere e dell&influenza nel gruppo, che nel gruppo esistono leader d&opinione in grado di selezionare e veicolare l&informazione proveniente dall&esterno e che il messaggio dei mass media era filtrato da un fitto tessuto di relazioni interpersonali. $a soprattutto i risultati di #uest&indagine fornivano un ali!i a coloro che difendevano la societ% di massa, facevano cadere le preoccupazioni di 5iesman, >romm e Pac*ard, che avevano descritto un individuo che non si poteva difendere dai messaggi dei media e della propaganda politica. Secondo Aatz e Lazersfeld, infatti, #ualsiasi messaggio veniva selezionato e ritrasmesso dai leader d&opinione, che mantengono #uesta funzione privilegiata solo perch. il gruppo legittima la loro funzione. 2l gruppo era perci un filtro, una !arriera forte tra individuo e societ%, che garantiva la partecipazione alla societ% del cittadino, ma anche una difesa nei confronti di una possi!ile manipolazione.

(nche 5o!ert $erton si occup soprattutto dei processi di influenza interpersonale e del concetto di gruppo di riferimento. 0gli , come Jomans, un allievo di Parsons, con una posizione piuttosto personale sulla corrente funzionalista- si dichiara contrario a #ualsiasi teoria sistematica e ritiene che si de!!a guardare al modello funzionalista come uno strumento per comprendere meglio la realt% sociale. L&orientamento funzionalista, perci, consistere!!e nella valutazione dei risultati dell&indagine empirica rispetto alle conseguenze che esercitano sulle strutture sociali pi, ampie a cui si riferiscono. +uesta impostazione causa il fatto che $erton non apprezzi il carattere conservatore della teoria parsoniana e non assume posizione per giustificare lo statu #uo del sistema sociale americano. 'on esit neanche a riconoscere il rischio di una funzione narcotizzante dei media ed auspic che la ricerca empirica potesse risolvere i du!!i del caso. $erton introduce anche le teorie a medio raggio, cio una teoria in grado di interpretare una specifica costellazione di fenomeni sociali coerenti. 0gli sottolinea anche che il gruppo di riferimento non sia necessariamente il gruppo d&appartenenza, ma semplicemente un gruppo a cui l&individuo tende a riferire la propria condotta, pur non essendone mem!ro. 2l pro!lema sta allora nel verificare se l&individuo a!!ia i re#uisiti per stare nel gruppo di riferimento- in caso positivo, egli pu accedere li!eramente al gruppo; in caso negativo, corre il rischio di rimanere fuori dal sistema d&appartenenza, precipitando nell&anomia. La teoria del gruppo di riferimento appare importante per la sociologia dei gruppi, perch. permette di introdurre nuove riflessioni sulle dinamiche dei gruppi sociali e sul controllo che hanno sugli individui- $erton nota la differenza tra gruppo d&appartenenza e gruppo di riferimento molto pi, articolata rispetto alla differenza tra inDgroup e outDgroup fatta da Sumner, e fornisce suggerimenti sulla collocazione dei gruppi nella societ% e sui rapporti tra gruppi. Per $erton, la societ% una complessa rete di relazioni interpersonali governate dalla stratificazione sociale. )i conseguenza, egli si interessa ai processi di influenza interpersonali, fenomeno ricorrente nel gruppo- $erton, in particolare, analizza la leadership d&opinione, le varie funzioni ricoperte dai diversi tipi di leaders, intesi come gate*eepers 9guardaportoni: che veicolano all&interno una informazione glo!ale ed indifferenziata. $erton arriva perci ad una definizione generale di influenza- l&influenza interpersonale si riferisce all&interazione diretta delle persone in #uanto essa influenza il comportamento o gli atteggiamenti futuri dei partecipanti all&interazione. 2l contri!uto di $erton, insieme a #uello di Jomans 9con cui condivide alcune posizioni, per altro:, ha aiutato a fissare #uasi definitivamente i punti fondamentali della teoria dei gruppi sociali. Proprio grazie anche alle posizioni di $erton e Jomans, la teoria dei gruppi sociali ha un taglio cos" funzionalista, anche se condizionato dalla scuola le4niana. Che il gruppo possa essere concepito come una unit% sociale meno compatta e definita stato asserito da studi che, all&inizio degli anni Sessanta, si sono schierati in contrapposizione con lo strutturalDfunzionalismo parsoniano, sia negli /S( che in 0uropa. La societ% di massa non pi, visto come il migliore dei mondi possi!ili, se produce miseria, sfruttamento, razzismo e neocolonialismo; i principi del sapere scientifico, e in particolare #uelli del sapere sociologico, vengono messi in discussione, colpevoli di proteggere tale potere !ecero. 2n particolare, la sociologia viene accusata di fornire strumenti di controllo sociale e teorizzare un ordine sociale conformista che preclude ogni possi!ilit% di cam!iamento 9la pensano cos" non solo i mar?isti, ma anche i sociologi li!erali:. 2l vasto movimento dei neoDchicagoans, termine con cui ci si riferisce alla capacit% della Scuola di Chicago di occuparsi dei pro!lemi della vita #uotidiana nella metropoli, presenta a #uesto punto due filoni !en distinti- nel primo &ilone, ci sono gli studiosi della devianza, coloro che denunciano una vera e propria costrizione alla devianza da parte del sistema sociale; il deviante non solo colui che commette dei reati, ma anche colui che non si uniforma ai costumi e alle regole della societ%, e #uindi viene costretto all&emarginazione e alla vita da criminale dal sistema sociale, che cos" non sare!!e pi, flessi!ile con la diversit%, !ens" autoritario e senza piet%, in nome della sicurezza e della sta!ilit% sociale. 2l #econdo &ilone caratterizzato dall& etnometodologia, ovvero coloro che si occupano delle regole che governano il processo di comunicazione e che considerano i gruppi come strumenti di trasmissione delle regole sociali che ordinano le modalit% comunicative. 1offman, con intuizione pirandelliana, considera la vita #uotidiana come un teatro, dove gli attori sociali mettono una maschera per il raggiungimento dei propri scopi o !isogni, dando la migliore immagine di s. stessi. 2l processo di interazione segue sempre #uesta dinamica, con l&individuo che ha una maschera per ogni situazione, in !ase all&o!iettivo da raggiungere e alla situazione in cui si trova. 2mportante per 1offman il concetto di e#uip di rappresentazione, un insieme di soggetti che, seguendo ruoli precisi, colla!orano per una messa in scena comune 9detta routine:, definizione che richiama da vicino #uella di gruppo; ma non tutte le e#uipes sono rappresenta!ili come gruppi, perch. spesso si tratta di una serie di individui semplicemente interessati a far parte di una rappresentazione collettiva. /n altro concetto importante #uello di gathering 9raggruppamento:, ovvero una situazione in cui alcune regole di comportamento, come l&attenzione, possono assumere caratteristiche peculiari, determinate dalla compresenza di individui diversi in una stessa situazione 9esempio del partE:. Coloro che mostrano comportamenti sospetti o che minacciano le regole dell&interazione, vengono stigmatizzati, ovvero emarginati, e vengono colpiti non solo i devianti, ma anche coloro che non rispondono alle aspettative diffuse nella societ% 9come i disa!ili:. 2l di!attito sulla societ% di massa si poi placato #uando, nel mondo occidentale, si assistito alla ripresa dell&associazionismo volontario, consentendo all&individuo di partecipare alla societ%. 'on c& du!!io che il

periodo delle contestazioni popolari degli anni &NK sia stato uno stimolo per l&individuo alla partecipazione sociale; tra gli anni &NK e &=K, in /S( e in 0uropa, ci si avvia allo studio di nuove forme di associazionismo volontario, che in crescita. (lfred $eister sicuramente uno dei sociologi pi, importanti di #uest&epoca, ed egli individua nelle associazioni il motore fondamentale del cam!iamento sociale. La funzione fondamentale dell&associazionismo #uella di garantire e sviluppare la democrazia; tuttavia $eister espone molti du!!i sul futuro, temendo che la fine delle ideologie svuoter% improvvisamente di contenuto le forme d&associazione, relegandole a nicchie per il proprio tempo li!ero. /n altro sviluppo della sociologia dei gruppi dato dal francese Serge $oscovici, secondo il #uale nei gruppi non si verificano solo processi d&adattamento, ma anche strategie individuali e collettive che trasformano continuamente la struttura del gruppo. La prevalenza di un sottogruppo su un altro non da sottovalutare- entrano in gioco la coesione e la compattezza del gruppo; inoltre, una minoranza !en frammentato e meno unito. L&azione di #ueste minoranze attive porta anche ad un&altra riflessione- il gruppo tende a prendere decisioni che scaturiscono da una polarizzazione del consenso verso la maggioranza prevalente; perci i gruppi non sare!!ero delle strutture caratterizzate dal consenso, !ens" dal continuo conflitto e confronto d&opinioni. Perci, il conflitto da un lato indica divergenze, ma dall&altro porta alla necessit% di trovare un accordo. 3ale modello si applica soprattutto ai gruppi di amici o amicali, #uelli primari o dell&associazionismo volontario. Secondo $oscovici, i gruppi rappresentano una continua risorsa d&innovazione sociale. La teoria generale dei sistemi sociali di Lud4ig Ion 6ertalanffE porta a considerare sotto nuova luce non solo la realt% naturale, ma anche i processi attraverso cui l&/omo conosce s. stesso e la societ%- egli intende il sistema come un complesso di componenti in interazione reciproca, governato da un processo di comunicazione; #uesto concetto prende molto dalla !ranca della ci!ernetica. 'i*las Luhmann, come gi% detto, tenta di sviluppare ulteriormente il concetto di sistema, approfondendone l&applicazione in campo sociologico. Per lui, la societ% un sistema complesso, autoreferenziale, composto da sottosistemi che si confrontano fra loro; ispirandosi direttamente alla teoria generale dei sistemi di Ion 6ertalanffE, si discosta notevolmente da Parsons. >ra i sottosistemi, particolare importanza hanno i sistemi di interazione, fondati sulla compresenza di soggetti psichici, su regole e sistemi d&organizzazione, che pongono dei vincoli strutturali e operano in funzione della societ%; inoltre, Luhmann considera le associazioni volontarie come forme di organizzazione non correlate necessariamente con gli o!iettivi della societ%; a fondamento di #uesta teoria dei sistemi sociali di Luhmann sta un altro concetto, #uello della doppia contingenza 9gi% trattato nell&altro li!ro:. Perci al sistema parsoniano semplice ed ordinato, si sosituisce #uello di Luhmann, complesso, dinamico, che ci restituisce l&idea di microsistemi gruppali caratterizzati dall&insta!ilit%, che ricordano l&e#uili!rio precario ed insta!ile delle dinamiche le4niane. (ncora pi, dinamico sar% poi il net4or* sociale, come per esempio >ace!oo*, dove si va al di l% del concetto di gruppo e dove non esistono confini fisici o teorici !en determinati.

Capitolo ,er'o Io e +)-ltro! +a .ela'ione Interper#onale Come Fondamento Dei Fenomeni di Gruppo
Si pensa che solo nei rapporti con i suoi simili l&/omo possa realizzare completamente s. stesso. +)impul#o a cercare contatti con i propri #imili #i potre//e de&inire #ocia/ilit( , la #ocialit( invece #are//e la capacit( dell)uomo di tradurre tali rela'ioni in &orme durevoli ed organi''ative . 3utto ci perch. l&uomo ha una tendenza spontanea a cercare rapporti con i suoi simili, difatti proprio la socia!ilit% si configura come l&interesse dell&0go nei confronti dell&(lter e nella creazione di un legame reciproco alimentato da !isogni comuni. 1li antropologi ritengono che alla !ase della relazione umana ci sia il riconoscimento di !isogni comuni; #uesto spingeva gli individui a confrontarsi tra loro con la reciprocit%, ovvero lo scam!io di risorse. 2nfatti, per relazione sociale si deve intendere un comportamento di pi, individui instaurato reciprocamente secondo il suo contenuto di senso e orientato in conformit%. $a la relazione sociale non caratterizzata solo dalla reciprocit%, !ens" anche dall&attri!uzione di senso, cio dall&introduzione di un comune principio di valutazione dell&agire sociale; inoltre, la relazione sociale non si manifesta solo come scam!io, ma anche come confronto o dominazione. $a Simmel a dare rilievo alla reciprocit%, sottolineando la capacit% di 0go e (lter di condizionarsi a vicenda; perci considera l&azione reciproca come il fondamento del principio d&associazione che governa la societ%. Sullo stesso piano si pose Ion iese, mentre $ead concepisce l&interazione 9nel suo principio di reciprocit%: come scam!io di azioni significative, in cui il soggetto muta il suo comportamento rispetto alle aspettative dell&altro- #uesto il compito dell& (ltro generalizzato, ovvero #e un dato individuo deve #viluppare il #uo #0 in #en#o pi$ completo, non gli " #u&&iciente tenere gli atteggiamenti c%e gli altri %anno con lui, ma deve anc%e, come a##ume gli atteggiamenti c%e gli altri individui tengono nei #uoi con&ronti, a##umere gli atteggiamenti nei con&ronti dei diver#i momenti della comune attivit( #ociale** +)individuo deve dun1ue, attraver#o la generali''a'ione di 1ue#ti atteggiamenti individuali tipici di un gruppo #ociale o di una #ociet( organi''ata,

agire nei con&ronti delle diver#e attivit( #ociali2 324 E) #otto la &orma dell) -ltro Generali''ato c%e il proce##o #ociale in&luen'a il comportamento degli individui** 2n ogni caso, la relazione sociale considerata da un lato come la socia!ilit% dell&individuo, dall&altro come un fattore fondamentale della societ%, che determina le caratteristiche di #uest&ultima. (ver comun#ue asserito che la relazione sociale nasce dalla socia!ilit% dell&individuo, che si manifesta come reciprocit% o interazione e che costituisce il fondamento del sistema sociale, non spiega effettivamente la sua natura. Le persone non entrano in rapporto con tutti gli individui che le circondano e ogni individuo con cui entrano in contatto diverso dall&altro; ciascuno di noi seleziona i suoi rapporti, modificando i propri comportamenti in !ase alla persona che suscita la nostra attenzione. (lla !ase, perci, della relazione interpersonale si trova un meccanismo d&attrazione che induce l&individuo ad indirizzare i suoi comportamenti sociali verso certe persone. $olti studiosi che si sono occupati dell&attrazione, per, tendono a considerarla come il prodotto di uno stato emotivo legato ai sentimenti, come la simpatia o l&affinit%, l&amicizia o il desiderio sessuale. Per $oreno, il tel. produce fenomeni di attrazione interpersonale, che hanno un&importanza fondamentale nella costruzione dei gruppi sociali- proprio il test sociometrico di $oreno misura l&attrazione interpersonale, sia di tipo positivo che negativo. Ia ricordato, per, che l&attrazione interpersonale tra due individui pu sta!ilirsi per i pi, svariati motivi- anche la vicinanza fisica aiuta ad avvicinare due persone. Particolare importanza per l&attrazione interpersonale assume la somiglianza di status o, come l&ha definita da Lazarsfeld e $erton, l& omo&ilia di #tatu#- infatti, una collocazione sociale simile facilita l&attrazione interpersonale, dato che l&individuo va alla ricerca di coloro che condividono i suoi sistemi di valori. 'on per nulla, come dice 1a!riel 3arde con le leggi dell)imita'ione, l&attrazione verso persone che hanno caratteristiche simili alle nostre pi, facile, si condividono o!iettivi, comportamenti e risorse comuni. $a la somiglianza di interessi o stato sociale non !asta, se non c& un&occasione o situazione affinch. l&attrazione interpersonale possa avere luogo. inch, per esempio, ha formulato la famosa teoria dei /i#ogni complementari- gli individui possono essere attratti anche da coloro che hanno doti che loro invece non possiedono, o che hanno in maniera minore; l&attrazione si spostere!!e verso coloro che possono aiutare a soddisfare un determinato o!iettivo. +uesta teoria spiega l&attrazione nei confronti di un soggetto dominante e spiega perch., in certi momenti della giornata, persone con cui non a!!iamo relazioni sociali diventino improvvisamente importanti 9esempio 8 gelataio; diventa importante perch. ho fame:. /n ulteriore fattore di avvicinamento l&utilit% strumentale del soggetto- i soggetti entrano in contatto fra loro #uando hanno #ualche risorsa da scam!iarsi e #uando il !ilancio costiG!enefici di tale scam!io risulta positivo; ma tutto ci non avviene a costo zero, senza nessun interesse. Jomans, per descrivere le forme di interazione, introduce anche il concetto di #cam/io e1uo, nel #uale gli attori sociali ricevono un profitto dall&interazione, soddisfando le esigenze dei partners e dando seguito all&interazione; la valutazione del profitto data da un altro concetto, #uello di pro&itto di rendimento, introdotto da 3hi!aut e AelleE- tale parametro varia da individuo a individuo a seconda dei suoi !isogni, ma non opera solo sul piano soggettivo, poich. viene determinato anche da valori, principi e norme socioculturali della societ% in cui ci si trova. 'ella relazione tra commerciante e compratore, per esempio, pu ritenere il prezzo per una merce conveniente, rinegoziarlo o rifiutarlo perch. esageratamente alto. 2n definitiva, la rela'ione #ociale deve comportare un /ene&icio per ri#ultare attraente e rispetti o superi le aspettative dell&individuo a riguardo. 6ellezza e fascino, somiglianza e differenza, vicinanza e lontananza sono tutti fattori che influenzano l&attrazione interpersonale, ma che sono differenti fra loro, se non praticamente opposti. )el resto, l&individuo affronta la vita #uotidiana con 5 &orti e#igen'e da #oddi#&are- ;: mantenere la propria identit% ed accrescere la propria autostima- perci l&individuo avr% !isogno di interazione per confermare le proprie credenze; <: ha la necessit% di ottenere una conoscenza adeguata del mondo sociale in cui si muove, per non commettere errori e raggiungere gli o!iettivi prefissati; 7: necessit% di un accordo con gli (ltri, per poter raggiungere #uegli o!iettivi che non si possono raggiungere individualmente. Perci, l&individuo si aggira sapendo pi, o meno i suoi scopi, ma soprattutto con la preoccupazione di trarre il massimo vantaggio dall&interazione con gli altri. (!elson ritiene che, per cavarsela al meglio nella societ%, esso segua dei copioni 9scripts:. /n altro meccanismo importante #uello della categori''a'ione #ocialeesso consiste nell&organizzare le informazioni ricevute dall&am!iente, secondo un sistema di classificazione, che ci permetta di semplificare e conoscere meglio la realt%- allora, la categorizzazione sociale importantissima nelle interazioni con gli altri, ci permette di conoscerli meglio e di dare un orientamento al nostro comportamento, in !ase alle informazioni che riceviamo. +uesto processo comporta la formazione di #tereotipi, cio di immagini mentali semplificate al massimo che un individuo costruisce su di s., sulla !ase della sua appartenenza ad un gruppo; ma #uesto processo consente anche di individuare rapidamente i comportamenti da tenere con un certo tipo di soggetti. La corretta utilizzazione degli scripts e dei processi di categorizzazione verificata continuamente. (nche il concetto di valida'ione con#en#uale ci pu aiutare a spiegare forme comuni di interazioni interpersonali- secondo tale principio, il processo di attrazione interpersonale si sviluppa tra individui che hanno interesse a scam!iarsi reciproci attestati di legittimit%; perci, l&attrazione interpersonale sorge tra soggetti che cercano una verifica del proprio s.. 5ileggendo 1offman e le strategie descritte ed utilizzate dagli individui per farsi apprezzare e volgere a proprio favore gli esiti dell&interazione, si ha l&impressione di

una societ% di attori, di diffidenti, di truffatori; 1offman, va ricordato, si riferisce esplicitamente alla societ% anglosassone, dove il selfDcontrol molto pi, diffuso e governa i rapporti tra individui. 3uttavia, la ricerca ha mostrato che la relazione interpersonale presenta molti pro!lemi, soprattutto in una societ% complessa come #uella occidentale- #uando l&individuo si trova di fronte l&(ltro, pu decidere di ignorarlo 9non avendo interessi da condividere con l&altro:, o stringere con lui un rapporto, con l&o!iettivo di soddisfare !isogni affettivi o d&altro tipo; anche l&(ltro si comporta alla stessa maniera. Come gi% detto precedentemente, Simmel 9ma anche Ion iese: pensano al conflitto e alle relazioni di contrasto tra individui come un normale aspetto della vita associativa dell&/omo, dato che #uest&ultimo ricolmo 9sempre secondo Simmel: di un !isogno d&ostilit% notevole. 0& utile, in #uesto caso, la distinzione operata da 0rving 1offman tra interazione non focalizzata ed interazione focalizzata- la prima avviene #uando un individuo si trova presenza di altri, senza per avviare un approfondimento dei rapporti personali, ma !isogna controllare il proprio comportamento secondo le regole dello stare insieme 9non detto che l&interazione non focalizzata non si trasformi in focalizzata:; la seconda consiste nell&interazione volontaria con determinate persone che, come scrive 1offman, si trasmettono un&autorizzazione a comunicare tra loro e mantenere un&attivit% reciproca che pu escludere gli altri. 2l carattere di reciprocit% dell& interazione focalizzata ci porta su!ito al pensiero di Simmel, che descrive una reciproca colla!orazione tra individui uniti da o!iettivi comuni, e di CooleE e $ead, che concepiscono l&interazione come uno scam!io di segnali significativi. 'ell&impegno diretto, o incontro, come lo definisce 1offman, i soggetti compiono delle mosse che li portano alla definizione della situazione- #uesto avviene #uando c& uno scopo comune o, meglio, una reciproca attrazione. (llora si verificher% un consenso operativo volto ad enfatizzare le convergenze e minimizzare le divergenze; ha allora ragione Simmel nel definire l&azione reciproca come la ricerca del consenso operativo. (lla !ase del modello di 1offman sta la constatazione che gli individui siano impegnati in una relazione interpersonale, recitando un copione con lo scopo di manipolare a proprio vantaggio le impressioni altrui; l&o!iettivo di #uesta recitazione chiaramente #uello di esi!ire alcune doti personali, celando i propri punti de!oli, ma pu servire anche a rendere pi, mallea!ile l&interlocutore. Le doti possono essere possedute o no dall&individuo, l&importante >(5 C50)050 all&(ltro di avere le #ualit% che gli interessano. 0siste perci una scena su cui l&attore sociale si mostra invinci!ile e un retroscena dove ci si pu lasciare andare anche alle proprie de!olezze. S0sempio del prigioniero 8 se si denunciano entram!i, pena grave per entram!i; se uno denuncia l&altro e non viceversa, il primo ha pena lieve, il secondo pena grave; se non si denunciano a vicenda, pena moderata per entram!i; #uesti due prigionieri separati, e #uindi non in grado di mettersi d&accordo, sono #uasi fregati, il tutto a scatola chiusa- tutto ci fa capire la difficolt% di un individuo #uando ha il duplice o!iettivo di invogliare l&(ltro alla relazione e vuole trarre profitto da essa. 2 soggetti, fortunatamente, possono agire a vista, hanno scelte pi, ampie e hanno strumenti che possono rapidamente far capire il comportamento dell&(ltro. 2l processo di comunicazione perci >M')($0'3(L0 per il successo dell&interazione, poich. riduce l&incertezza cognitiva.T Prendendo spunto dalla ci!ernetica, di primaria importanza il codice, ovvero l&insieme delle regole di significazione che consentono di dare una forma al messaggio; i codici pi, usati sono #uello ver!ale, #uello gestuale e le posture del corpo rispetto allo spazio. La capacit% di usare i codici stata definita competenza comunicativa 9vedi !am!ino che impara a parlare, l&oratore che arricchisce il voca!olario per i suoi discorsi o l&impiegato che ac#uisisce padronanza con il computer per impressionare il capo: e non si tratta di una mera competenza, ma anche di riconoscere le situazioni adatte per comunicare o per astenersi dal parlare. La relazione interpersonale, man mano che si sviluppa, consente di conoscersi meglio e perfezionare la comunicazione, creando un gergo tra persone della stessa su!cultura o gruppo, con significati specifici, con gesti e parole particolari. La comunicazione sociale perci si configura come un procedimento complesso- entrano in gioco le personalit% dei soggetti, gli scopi che hanno o il contesto sociale in cui si trovano.. #uesto tipo di considerazioni permettono di accelerare l&interazione, rendendola pi, facile, o di cancellarla del tutto. 2l pro!lema dell& intenzionalit% della comunicazione, per, non sem!rava aver avuto una risposta definitivaun aiuto ci viene dalla distinzione operata, da Peirce, tra indici, che sta!iliscono un nesso di tipo fisico o naturale; icone, che si riferiscono all&analogia tra segno ed oggetto 9fotografia:; sim!oli, segni convenzionali determinati da un codice complesso. 'on vi du!!io che nella recita dell&individuo giochi un ruolo fondamentale la comunicazione, ed il linguaggio che si usa in essa 9diverso a seconda delle circostanze e degli o!iettivi che ha l&attore:; inoltre, secondo 1offman, c& un gentlemen& agreement, ovvero un accordo, fra due persone coinvolte in un&interazione, a ridurre al minimo le comunicazioni che potre!!ero essere d&intralcio al raggiungimento dei propri scopi o !isogni. 2n pratica il processo di comunicazione si compie con il trasferimento da un soggetto all&altro di tutta #uell&informazione che agisce significativamente sulle modalit% dell&interazione e ogni forma di interazione una comunicazione sociale; chiaramente, non valido il contrario, perch. non tutte le comunicazione sociali sviluppano un&interazione sociale, poich. il destinatario del messaggio pu decidere di rifiutarlo o ignorarlo. Perci la comunicazione

un sistema complesso, con varie forme di linguaggio e codici; l&interazione uno scam!io di atti comunicativi per avere la cooperazione nel raggiungimento di un o!iettivo comune. (nche il contesto, ovvero la cornice sociale in cui avviene l&interazione, diventa importantissima nella relazione interpersonale, che viene a configurarsi come un sistema tripolare, con due attori e la situazione in cui hanno l&interazione 9stretto rapporto, per 1offman, tra scena e ri!alta su cui l&attore la compie:. $a il contesto formato da eventi su cui i due attori hanno un&influenza molto limitata; tutto ci porta 1offman alla conclusione che la relazione interpersonale ac#uisti peso sociologico proprio perch. fortemente condizionata dal contesto sociale. Si potre!!e concludere con l&asserzione che il soggetto si infila in determinati contesti sociali ed usa determinati modi di comunicare per adempiere al raggiungimento dei suoi o!iettivi. Perci la socializzazione si configura come la capacit% di ricoprire determinati ruoli nel sociale.

Capitolo 6uarto Gli Elementi Identi&icativi Del Gruppo


La famiglia costituisce un organismo molto particolare, su cui si fonda l&ordine sociale; tanto che Parsons non lo ritiene una piccola societ%, ma un vero e proprio sottosistema della societ% che svolge funzioni primarie di socializzazione- essa, insieme al gruppo d&amici, il vicinato e le associazioni di solidariet%, considerata un gruppo primario. CooleE d% forza a #uesto concetto e ri!adisce che la natura umana una natura di gruppo e #uesto spirito associativo sia importante- i gruppi che hanno come fine il perseguimento e lo sviluppo dello spirito associativo, vengono detti primari. 2nvece, i gruppi secondari sono #uelli creatisi per l&effettuazione di un compito o il raggiungimento di un o!iettivo materiale; la distinzione tra primari e secondari #uindi sulla diversit% degli scopi, affettivi da un lato e pratici dall&altro. +uindi un gruppo che senza scopo non tale e #uesta dimostra la famosa importanza dello scopo per la nascita del gruppo. $a come si forma uno scopo comuneF Spesso, seguendo la propensione a sta!ilire relazioni, gli individui si sentono attratti da coloro che hanno !isogni o comportamenti simili ai nostri, che fanno presupporre una generica somiglianza; in altri casi, si cercano persone SMLM per realizzare il proprio !isogno materiale o scopo, non raggiungi!ile individualmente. 2 meccanismi di interazione possono nascere per scopi di carattere emotivoDaffettivo- per esempio, un gruppo di amici si forma un po& alla volta, attraverso una serie di atti che tendono a consolidare le relazioni; i mem!ri di un gruppo amicale, spesso, non sanno dire come e #uando si sia formata la loro unione, ma sanno perfettamente il perch.. (nche i mem!ri di una famiglia indicano le date a ricordare certi eventi come il matrimonio, la nascita.. ma poi non sanno effettivamente indicare #uali meccanismi a!!iano fatto scattare certi sentimenti. L&individuo che fa parte di un gruppo primario spesso in grado di valutare vantaggi e svantaggi dell&operazione, ma anche consapevole che, una volta entrato nel gruppo, saranno i sentimenti a farla da padrone sul suo comportamento; l&individuo entra nel gruppo primario come persona, con le sue caratteristiche peculiari ed uniche ed in #uesti gruppi la personalizzazione massima, perch. i gruppi prendono forma dalle caratteristiche degli individui che lo formano. Si arriva perci a parlare di psicogruppi, formazioni sociali in cui la componente psichica prevalente 9Oennings:; inoltre, i gruppi primari sono detti informali, perch. non fondati su regole, ma su comportamenti spontanei. )iverso il caso dei gruppi secondariU Per CooleE, sono #uelli che non rispondono ai !isogni della socia!ilit% umana, !ens" servono ad affrontare pro!lemi pratici, poich. si formano per conseguire un o!iettivo materiale 9esempio 8 operai per costruire una casa:; se i mem!ri del gruppo primario non ti sanno dare una definizione precisa dello scopo del loro gruppo, #uelli del secondario invece s". )ifficilmente i gruppi secondari si formano per caso, anzi vengono formati a tavolino, concentrandosi sullo scopo e sulla divisione dei compiti piuttosto che sugli individui che lo formeranno; inoltre, l&organizzazione talmente radicata nella definizione di gruppo secondario che essa ha la meglio spesso anche sulla possi!ilit% di legami interpersonali tra i suoi mem!ri; innega!ile che tali gruppi siano importanti e dato che la struttura organizzativa ha la meglio sui legami, essi sono definiti sociogruppi 9Oennings:. Chiaramente la divisione tra #uesti due tipi di gruppi non cos" netta- un gruppo di amici pu dare il via ad un&impresa economica e un gruppo di operai o una classe scolastica pu diventare una sorta di famigliacerto, come nota anche $aEo nelle sue ricerche, i sottogruppi primari che si formano nelle strutture lavorative hanno caratteristiche am!igue, poich. essi servono pi, a rinnovare l&entusiasmo e la produttivit% sul posto di lavoro che a creare vere e proprie relazioni 95isorse /mane di $aEo:; 3aElor, attraverso il suo taElorismo, temeva #uesta amicizia tra operai e cerc di impedirla a tutti i costi. Perci il rapporto tra spontaneit% ed organizzazione, tra gruppi primari e secondari contraddittorio, tra loro c& differenza pi, teorica che reale, ma appare pi, corretto parlare di gruppi prevalentemente primari e prevalentemente

secondari. C& anche un altro tipo di gruppo molto particolare- il gruppo corporato, che prende in analisi due elementi in particolare, la coesione e l&organizzazione, e viene considerato senza om!ra di du!!io la via di mezzo tra il gruppo primario e #uello secondario. Lo scopo del gruppo ne determina il destino sociale ed il carattere, nonch. i processi di interazione al suo interno; perci, conoscendo lo scopo del gruppo, si pu tracciare una dinamica di come le cose andranno. 2l gruppo si coagula attorno ad uno scopo comune, ma #uesto non !asta- per esempio, un gruppo di amici si vede non solo per stare insieme, ma anche per fare delle attivit%; ma magari, per farle, c& !isogno di un grosso numero di persone ed alcune sono disponi!ili solo nei 4ee*Dend; insomma, ci sono un sacco di condizioni che devono coesistere. (nche in un gruppo secondario, la coesistenza di condizioni c&; ma in definitiva !isogna distinguere tra scopi fondamentali e scopi accessori 9a volte, con pi, scopi, un gruppo ha pi, possi!ilit% di catturare l&attenzione di un individuo:, ma anche dagli scopi latenti, che non sono specificati, eppure aiutano a rinforzare la coesione interna del gruppo e, pur non essendo tra le ragioni per cui il gruppo esiste, diventa l&orientamento dei comportamenti dello stesso mem!ro del gruppo. 2noltre, la molteplicit% degli scopi permette una pi, forte adesione SMLM se tali scopi non sono in conflitto tra loro; in #uel caso, il gruppo si divide in sottogruppi. 2l conflitto, perci, pu emergere col tempo, #uando una parte del gruppo mantiene lo scopo originario, mentre un&altra cam!ia o!iettivo; #ualora non si giunga ad un accordo d&intenti, la rottura o la divisione del gruppo appare inevita!ile. Ci pu succedere anche #uando l&individuo non vede pi, nel gruppo &d&appartenenza il gruppo di riferimento- egli tende ad assumere comportamenti estranei al suo gruppo, fino ad allontanarsene o esserne espulso, per poi indirizzarsi verso un nuovo gruppo di riferimento- se ci non avvenisse, allora si diventa uomini marginali. 2l conflitto per normale nella societ%- anzi si pu dire che maggiore il coinvolgimento del gruppo richiesto ai suoi mem!ri, maggiori sono le difficolt% che si incontrano a dimostrare fedelt% agli altri gruppi che si fre#uentano. C& un altro aspetto del rapporto scopoGgruppo che va analizzato- #uando lo scopo conseguito o impossi!ile da conseguire, cosa succede al gruppoF Per un gruppo primario, lo scopo lo scam!io affettivo, perci si tratta di scopo #uotidiano; nel caso i rapporti si allentino, per, allora la coesione viene meno, decretando la fine del gruppo, a volte !rusca, a volte per lento esaurimento 9esempio 8 la dissoluzione della famiglia comincia #uando i figli vanno via:. 'ei gruppi amicali, il gruppo si smem!ra #uando i suoi mem!ri sono troppo assor!iti da altre attivit% o gruppi primari concorrenti; visto che in #uesti gruppi l&attaccamento e l&interazione sono le cose principali, il gruppo si scioglie.. magari alcuni si sentiranno ancora con altri a livello interindividuale e formeranno un nuovo gruppo dalle ceneri del vecchio; ma #uest&ultimo perso definitivamente. 'el gruppo secondario le cose sono diverse- lo scopo magari temporalmente continuo 9associazioni di volontariato:, ma in altri casi il gruppo si scioglie una volta raggiunto lo scopo preposto 9progetti industriali:. +uando invece lo scopo 'M' si pu raggiungere, allora lo scioglimento del gruppo 2'0I23(62L0. $a in generale, i gruppi sociali sono duri a morire e difficilmente, se mai il gruppo muore, tale fine drammatica. 2noltre, #uando gli individui trovano un accordo d&intenti, se lo tengono stretto e difficilmente sono disposti a ricominciare da capo. (lla fine, lo scopo >M')($0'3(L0 del gruppo #uello di sopravvivere come tale, in modo da poter godere della possi!ilit% di esserne mem!ri e non solo individui. 2 modelli di azione che vengono concordati nel gruppo dipendono dallo scopo di #uest&ultimo- le regole di comportamento vengono formalizzate per sta!ilire le procedure migliori per il conseguimento dello scopo e per definire le aspettative legate al contri!uto che ciascun mem!ro del gruppo dovr% dare 9processo di regolazione o normazione:, oltre che per mantenere la sopravvivenza del gruppo stesso. Le norme hanno origine esterna o interna, anche se nel gruppo amicale possono svilupparsi comportamenti ed aspettative particolari legati alle peculiarit% dei soggetti impegnati nelle interazioni; ma anche nel gruppo secondario si possono formare regole particolari 9come la capacit% di alcuni operai di usare delle a!ilit% specifiche della loro persona:. Le norme sono, perci, il modo pi, corretto di giungere all&o!iettivo del gruppo; nel gruppo primario sono spontanee ed implicite e #uindi i soggetti che hanno accettato pienamente l&adesione al gruppo non sentono il peso di #ueste regole; il pro!lema #uando il comportamento di uno dei mem!ri viene meno alle aspettative del gruppo- se il peccato veniale, la sanzione leggera e tutto viene risolto con la comprensione del gruppo. Se invece il peccato grave, allora tradisce i principi di fiducia e lealt% sui #uali si !asa il gruppo primario- non sono previste sanzioni, ma la reazione dei mem!ri del gruppo pu essere peggio della sanzione possi!ile. Si pu essere insultati, disprezzati o, peggio ancora, isolati. 'ei gruppi secondari, invece, le regole sono esplicite 9cos" come lo scopo: ed i comportamenti dell&individuo devono rispettare il ruolo che ricopre nella struttura organizzativa, con una specifica sanzione per ogni errore che si commette. 3ra l&altro, le norme che governano il gruppo secondario non hanno a che fare con la sfera emozionale, ma con #uella razionale ed organizzativa- difatti l&adesione dell&individuo al gruppo secondario contrattuale. Perci pi, facile tradire il gruppo secondario e nascondere tale tradimento, per #uesto le organizzazioni o gruppi secondari provano ad incrementare la fedelt% dell&individuo a tali gruppi, per evitare #ueste sorprese, cercando di trasformarsi #uasi in un gruppo primario, impegnando anche i sentimenti. Le norme perci hanno solamente una funzione di controllo, affinch lo scopo del gruppo sia raggiunto, ed hanno sia funzione propositiva che repressiva, anche se la loro funzione principale #uella di mantenere viva l&attivit%

del gruppo rispetto allo scopo. 2nfine, attraverso le norme, si esercita #uella che si chiama influenza del gruppo e ci sono 7 livelli, scoperti da Aelman- c& la compiacenza o condiscendenza, che si verifica #uando l&individuo accetta l&influenza per ottenere l&approvazione degli altri, ci si adegua alle norme collettive solo per PM305 rimanere nel gruppo 9ci avviene soprattutto nel gruppo secondario:; c& l&identificazione, in cui l&individuo accetta una serie di comportamenti con l&altro, in modo da sta!ilirvi una relazione soddisfacente; il terzo livello invece la l&interiorizzazione, l&individuo si conforma al sistema di valori, riconoscendovi una profonda comunanza di principi e di interessi con l&interlocutore 9tra individuo e gruppo si individuere!!e, in casi come #uesti, la totale adesione a #uest&ultimo:. >amosi sono gli esperimenti, in #uesto campo, di (sch e $ilgram.

Capitolo 6uinto Il Potere Nel Gruppo


3ra i mem!ri del gruppo si sta!ilisce una gerarchia, !asata sulle diverse capacit% di svolgere funzioni- sia che si tratti di cementare delle relazioni nel gruppo primario, sia che si faccia riferimento alle capacit% dell&individuo nel gruppo secondario. Come gi% detto, il gruppo si presenta come un sistema pi, o meno complesso di ruoli, cio di funzioni specializzate; ma sul concetto di ruolo non c& accordo tra i vari sociologi. 2n generale, con il termine ruolo s&intende definire la funzione che un individuo ha in una determinata struttura organizzata, con determinati comportamenti. 3ali comportamenti di ruolo sono determinati dalle aspettative e dalla struttura in cui l&individuo esercita tale ruolo, poich. i ruoli non possono essere esercitati fuori da un sistema, visto che C come dice Parsons C servono a garantire l&esistenza del sistema stesso. 2l ruolo pu mutare le sue caratteristiche nel tempo 9insegnante 8 dalla severit% e completezza alla comprensione e preparazione in una specifica materia:; i ruoli si differenziano per la funzione sociale che svolgono ed il soggetto non pu troppo personalizzarlo. 2noltre, in !ase alla efficienza con cui si seguono i comportamenti di ruolo, si parla di role ta*ing e role ma*ing- nel primo caso, s&intende l& assunzione del ruolo, cio l&avvio di #uei comportamenti specifici del ruolo, che consentono di riconoscere nell&individuo la funzione svolta; nel secondo caso, l&individuo non si limita a conformarsi al ruolo a cui stato assegnato, ma fa la prestazione di ruolo, ovvero l&effettiva conduzione del ruolo da parte dell&individuo, senza che per #uest&ultimo soffochi la sua personalit%. Chiaramente, i ruoli delle strutture organizzative, economiche e politiche saranno molto pi, rigidi di #uelli delle strutture amicali o socioDaffettive. 2l processo di role ma*ing stato analizzato con attenzione da 1offman, che sottolinea come gli individui sviluppino un attaccamento al ruolo che ricoprono, poich. lo usano a proprio vantaggio, come importante strumento di identificazione sociale ed autostima; ma possi!ile anche che l&individuo, non soddisfatto del proprio ruolo, tenti di lasciarlo. 2l di!attito tra apocalittici e integrati continua anche sui ruoli- per i primi, nella societ% industriale, il ruolo una sorta di censura della personalit% dell&individuo, in#uadrandolo nella rigida societ% industriale, organizzata e razionalizzata, e rendendolo anonimo 9vedi $etropolis, il film:; per i secondi, con Shills e 6ell che respingono tale immagine, rilevano due aspetti incoraggianti, come la mo!ilit% sociale, che consente all&individuo di modificare la propria situazione nella societ% e anche a!!andonare il proprio ruolo, e la possi!ilit% di svolgere tantissimi ruoli. 2 processi di assunzione del ruolo possono essere studiati anche rispetto al ruolo di riferimento- con una presa di distanza dal ruolo o addirittura il suo a!!andono, si arriva anche all&idea di allontanamento progressivo del soggetto dal gruppo d&appartenenza e all&assunzione di comportamenti simili a #uelli del gruppo di riferimento 9soggetto come traditore:. 'onostante l&individuo col tempo trovi il compromesso tra i vari ruoli che pu ricoprire, spesso difficile comportarsi in maniera apparentemente contraddittoria; anzi, Sherif sottolinea che le tensioni possano condurre l&individuo ad avere un comportamento incoerente. Spesso al role ta*ingGma*ing, viene affiancato il role plaEing 9o gioco di ruolo:, con il #uale si ha una rappresentazione delle attivit% connesse ad uno o pi, ruoli, consentendo di individuare gli aspetti critici del rapporto tra individuo e ruolo 9versione di $oreno:. Con 1offman o $ead, tale role plaEing assume un significato diverso; per loro, il complesso gioco di reciproco adattamento che si sviluppa tra individui impegnati in un processo di interazione. 2ntanto, per CooleE, nell&interazione tra individui si raccolgono informazioni per conoscere l&altro, ma la nostra identit% sociale delineata dai nostri ruoli, perci ci si scam!iano prettamente informazioni di ruolo, sapute per raggiungere un dato o!iettivo; alcune informazioni facilitano tale scam!io d&informazioni, come l&a!!igliamento, i distintivi sul risvolto della giacca, etc. Come gi% detto, nell&interazione, i due attori cercano di offrire la migliore immagine di s., o comun#ue #uella che ritengono pi, adatta alle aspettative dell&altro- il role plaEing riprende perci la logica ed i principi della teoria dei giochi, in cui ogni mossa ha il compito di fare punti e di limitare #uelli dell&avversario, cercando comun#ue di ottenervi una cooperazione. Perci l&attivit% di ruolo presiede 7 o!iettivi fondamentali- a: il rispetto degli impegni che definiscono il ruolo; !: la personalizzazione che rende il ruolo pi, facile da reggere; c: la negoziazione del ruolo e dei significati sociali ad esso attri!uiti. /n insieme di ruoli interconnessi fra loro costituisce un role set.

Cos& invece lo statusF secondo Secord e 6ac*man deve intendersi #uella posizione che un individuo occupa in un sistema sociale, sulla !ase delle valutazioni espresse dai mem!ri del sistema stesso. 2l collegamento tra ruolo e status evidente- il ruolo rappresenta la funzione sociale 9la sostanza:, lo status la particolare considerazione sociale di cui gode #uel ruolo in un dato sistema sociale 9gli attri!uti:. 2l concetto di status entra anche nel pro!lema della costruzione dell&identit% personale- il soggetto che si impegna in attivit% volte a confermare la propria autostima tende ad avere comportamenti che siano coerenti con la propria autovalutazione di status. 0siste per altro un rapporto tra lo status sociale e lo status di gruppo, nel senso che lo status sociale tende ad influenzare la considerazione che l&individuo riceve dai mem!ri del piccolo gruppo. 5en Aoenig individua due indirizzi teorici, che descrivono in modo opposto la genesi del potere- chi lo ritiene di origine endogena, ovvero dovuto ad una differenziazione interna della societ% o del gruppo in termini di divisione del lavoro, di sesso o et%; chi invece fa riferimento ad un&origine esogena, per cui il potere nasce da un rapporto di sopraffazione e sovrapposizione tra societ% e gruppi diversi. 'ella teoria sociologica del potere, chi fa l&analisi pi, completa $a? e!er, #uella che ispira ancora la maggior parte delle riflessioni sull&argomento- innanzitutto, e!er differenzia tra potenza 9$acht:, ovvero la possi!ilit% di far valere entro una relazione sociale la propria volont%, come capacit% di imporsi sull&altro, e potere 9Jerrshaft:, che si manifesta come fenomeno relazionale, che si attiene alle dinamiche dell&interazione sociale e personale; in particolare, il potere una forma di relazione interpersonale che porta un individuo ad esercitare il potere e l&altro a su!irlo. C concetti gi% visti sull&altro li!ro. 2l potere di cui parla e!er perci un potere legittimo, e tale legittimazione pu avere varie forme, ma si riferisce sempre alla volont% dei mem!ri del gruppo di o!!edire, di farsi seguaci di un capo o una guida, e perci, la legittimit% di tale potere dipende da un atto volontario di coloro che decidono di seguir tale persona. $a vi sono, sempre per e!er, tre diversi tipi di legittimit%D il potere razionale poggia su ordinamenti e leggi, cio su #uel patto che 5osseau pensava come il fondamento della societ%; in #uesto caso i capi esercitano il potere su !ase di diritto o di potere legale; il potere razionale pi, forte e pi, diffuso certamente #uello !urocratico, spersonalizzato perch. puramente giuridico e razionalizzato. L&o!!edienza ad un potere razionale consiste nel giudicare giuste le pretese di coloro che vogliono esercitare potere- ovviamente, la classe dominante, per mantenere tale dominio, deve diffondere le proprie credenze e valori; ci sono dei gruppi di opposizione, capaci di mettere in crisi il sistema sociale. 'ei loro confronti si attuano due tipi di strategie- a: li critica, smorzando il carattere sovversivo del pensiero divergente; !: altrimenti, li etichetta, come deviati, pericolosi, e li emargina o li elimina; D il potere tradizionale, venuto da credenze religiose; potere che viene esercitato generalmente nelle comunit% e nelle societ% semplici, e passa per razzismo ed emarginazione religiosa, sessuale; D il potere carismatico, ammirato da e!er e sul #uale si afferma notevolmente, potere che fa riferimento alla personalit% di un individuo che, in situazioni straordinarie, viene investito dal gruppo o da una parte della societ%, dell&autorit% necessaria a guidare gli altri e a rappresentare i valori della collettivit%. +uando si ac#uista tale potere, poi diventa a!itudine e !en presto viene #uasi legittimato dalla #uotidianit% e diventa potere fondato sul culto del capo. 2l potere legittimo si pu definire anche autorit%, con mandato di decidere autonomamente le condotte d&azione del gruppo. e!er, per, sem!ra tralasciare il concetto di influenza e la sua importanza, #uando al contrario, nella societ% odierna, una delle forme pi, importante di potere. 2l potere, secondo e!er, la capacit% di imporre o!!edienza; perci, esso tende ad adottare un sistema normativo che prevede pene per il deviante. 2l potere, perci, coercitivo #uanto la potenza; invece, l&influenza non coercitiva, sem!ra piuttosto l&esito finale di un&interazione interpersonale tra due li!eri individui. (nzi l& influenza volontaria 8 persuasione, ovvero la strategia usata da un soggetto per indurlo a seguire la sua volont%, e #uindi la forma di influenza pi, diffusa. /n esempio, invece, di influenza inconsapevole #uella dei leaders d&opinione, considerati punti di riferimento per la condotta da altre persone, senza che essi mettano in atto nessuna strategia di convincimento. C& differenza perci tra l&influenza e il potere descritto da e!er; ma le differenze non sono cos" nette come si pensa. 2nfatti anche il sottrarsi all&influenza e alla persuasione porta a sanzioni- chi non sa essere sul pezzo, chi non informato o alla moda, viene considerato ignorante; cos" come chi non si uniforma a determinati gruppi di pensiero viene censurato. +uindi, il soggetto che rifiuta certe forme di influenza o persuasione rischia l&isolamento o l&emarginazione. Si pensa perci che l&influenza esista senza potere e che, se non seguita, non porti sanzioni eccessive- ci opina!ile, come afferma Jarold Lass4ell, che invece sottolinea il rapporto stretto tra i concetti di influenza e potere. Per lui, il potere la partecipazione alla presa di decisioni; la differenza tra potere ed influenza determinata dalla possi!ilit% di commutare una punizione, #uesto perch., alcune volte, chi sno!!a l&influenza va incontro a sanzioni peggiori rispetto a #uelle previste da un codice di potere- l&emarginazione sociale di gran lunga peggio di una multa o di una condanna penale. Perci, ci che distingue i due fenomeni, pur avendo lo stesso fine C capacit% di indurre l&altro ad un cam!iamento C che il concetto di potere fa riferimento alla relazione di dipendenza, mentre il concetto di influenza fa riferimento alla manifestazione

di potere. Per Lass4ell, perci, parlare di influenza senza potere significhere!!e semplicemente parlare di potere senza sanzioni. 2noltre, il potere ha una pressione diretta sull&individuo o sui gruppi, mentre l&influenza ha una pressione indiretta, un&azione persuasiva a cui l&individuo pu sempre sottrarsi. La gran parte delle fonti di potere preferiscono praticare l&influenza, soprattutto in campo culturale ed economico. Si potre!!e perci concludere che l&influenza la forma di potere pi, usata nei sistemi sociali informali, dove non esiste un apparato normativo esplicito, dove il controllo sociale dato dal carisma individuale e dalla capacit% di persuasione appunto. L&autorit% ed il potere si ritroveranno invece nei sistemi sociali formali, dove pongono limiti e ci sono sistemi normativi. 3utto #uesto nell&am!ito dell&individuo. $a nell&am!ito dei gruppi, soprattutto piccoli gruppi, il potere e l&influenza fanno riferimento a persone che riescono a guidare le masse, in virt, del ruolo e del loro status; #uando il rapporto di potere si manifesta all&interno di gruppo, invece, assume grossa importanza sociologica, poich. si lega alla differenziazione dei ruoli e dello scopo del gruppo. Per concludere, e!er ritiene il gruppo sociale come un gruppo di potere, nella misura in cui i suoi mem!ri hanno ruoli di potere; 1eiger generalizza tale affermazione, sostenendo che non vi pu essere gruppo senza potere, o meglio, gruppo senza un capo. )el resto, il capo lo si nota ovun#ue nelle nostre relazioni socialial lavoro, in una s#uadra di calcio, in un plotone di soldati, in un partito politico- i capi sono il vertice di una struttura fortemente organizzata e razionale. )ifatti, il capo di un gruppo svolge un ruolo, adempiendo a vari compiti e assumendo determinati comportamenti; il capo perci il guardiano dell&apparato normativo del gruppo, non gli tanto richiesto di interpretare o inventare leggi, ma farle rispettare. 0& proprio #uesto il compito del capo- esercitare il potere che i mem!ri del suo gruppo gli donano, farsi garante delle norme del gruppo e assicurare che l&o!iettivo o scopo sia raggiunto. Certo, ci sono differenze tra i vari tipi di capo- ci sono coloro che ottengono tale posizione grazie ad un potere istituzionale fondato su delle norme 9capo dei gruppi secondari:, chi invece lo fa attraverso alcune doti personali per influenzare i mem!ri del suo gruppo 9capo dei gruppi primari, anche se per #uesto tipo di capo non c& un&investitura ufficiale:. 2l capo assume un ruolo 9role ta*ing: gi% preconfezionato all&interno di una struttura gerarchica e difficilmente pu essere declassato dai suoi sottoposti. 1razie alle facolt% concessegli, il capo esercita un potere coercitivo sui suoi sottoposti, pu determinare comportamenti, concedere premi, ma anche comminare sanzioni e punizioni, in caso di errore. $a, usando un termine sociologico, il capo il leader ed il suo esercizio del potere la leadership 9anche se to lead, in inglese, sem!ra pi, adatto a descrivere un&influenza che un dominio:. Per descrivere un capo coercitivo, meglio usare i termini chief o head 9to head 8 dominare, capeggiare:; proprio Aenneth Voung, nel ;WNK, propone di usare il termine headship per indicare #uelle forme di potere in cui il capo impone la propria volont% ai mem!ri del gruppo, con una legittimazione esterna. 2 mem!ri o!!ediscono all& headDman per timore di essere puniti e riconoscono la presenza di un potere superiore; tra headDman e sottoposti non c& relazione reciproca, ma soltanto un rapporto di complementariet% tra ruoli funzionali. Chiarito il concetto di headship, #uello di leadership considerevolmente ristretto- #uel tipo di influenza esercitata da un individuo in un gruppo primario, con il consenso degli altri mem!ri del gruppo. 2l leader non fa applicare solo le regole, come l&headDman, !ens" le crea, se necessario. Ia detto che il gruppo primario non ha una struttura cos" organizzata come #uella del gruppo secondario; ma c& chi riesce a far sentire maggiormente il proprio contri!uto nel gruppo e accumulano l&attenzione degli altri mem!ri a s., costruendo una forma d&influenza tipica del leader, che impegnato nel rafforzamento dei legami tra i mem!ri del gruppo. 2l leader del gruppo ha due doti particolari- l&ascendente, cio la stima e il rispetto che ottiene dagli altri, che gli riconoscono la capacit% di coinvolgerli e agire nella giusta direzione, e l&estroversione, cio la competenza relazionale che lo porta a legare con molti mem!ri legami profondi. )ifficilmente !randisce l&arma della posizione, esercita un&influenza che porta gli altri a seguirlo, ma anche in grado di comminare sanzioni, soprattutto sul piano sociale ed emozionale. 0& un potere simile a #uello carismatico di e!er, fondato sulla persona dotata di carisma, che riceve un&investitura popolare ed esercita il proprio potere in !ase al fascino, sulla !ase di emozioni come l&esaltazione collettiva e la fedelt%. 2l capo carismatico per ha rapporti a distanza con coloro che lo venerano, mentre il vero leader coltiva rapporti diretti con i mem!ri del gruppo che, in #ualche modo, governa; anche se dimostra di saper indirizzare i mem!ri verso l&o!iettivo comune, comun#ue una sorta di servitore del gruppo. Per #uesto, la leadership, non essendo regolata da norme scritte e non essendo coercitiva, molto pi, precaria della headship- tra l&altro, la headship una forma di potere facilmente trova!ile, poich. fondata su norme rigide e strutture organizzative, mentre la leadership una forma di potere pi, rara ed esclusiva. +uali sono i compiti del leaderF /no di #uesti sicuramente #uello di rappresentare il gruppo all&esterno, ovvero essere #uel gate*eeper, #uella cellula aperta che garantisce rapporti con altri gruppi ed altre realt% sociali, e perci agisce a nome del gruppo, proiettando su s. stesso l&identit% e la personalit% dei mem!ri del gruppo stesso. $a l&individuo del gruppo ha un rapporto contrastante con il capo o con il leader- da un lato, ha il !isogno di controllare autonomamente la sua esistenza, ma dall&altro ha una dipendenza, affinch il capo alleggerisca le sue responsa!ilit% decisionali; cos" il rapporto con il capo da una parte di amore e fiducia, dall&altra di frustrazione e aggressivit%.

Se nel gruppo un o!iettivo viene fallito, il leader il maggior responsa!ile della sconfitta e viene additato come caprio espiatorio. 0ntro certi limiti, il leader appare in grado di scaricare #ueste responsa!ilit%, in genere su soggetti che sono emarginati, non amati dai mem!ri stessi del suo gruppo o, addirittura, da minacce che vengono da fuori, dall& outDgroup; tuttavia, molto spesso non pu evitare di assumersi le colpe della disfatta e di espiarle con un atto di rinuncia, come lasciare la leadership, o punitivo, come una sanzione 9vedi allenatore di calcio esonerato:. 2n ogni caso, il leader garantisce la coesione interpersonale, l&identificazione dei mem!ri con gli o!iettivi e l&apprendimento delle norme e dei valori del gruppo solo con la sua presenza- il promotore del senso del noi. 2ntanto gli esperimenti di 6ales portano ad una considerazione- la leadership non opera solamente in campo emozionale 9come verre!!e spontaneo pensare, dato che caratteristica dei gruppi primari:, ma anche in #uello funzionale, con la differenza che la leadership trova la sua fonte di legittimazione all&interno del gruppo, mentre la headship all&esterno, con l&aiuto delle norme. Con alcune ricerche si fanno anche alcune scoperte importanti- i mem!ri di un gruppo di lavoro con un capo autoritario presentano una soddisfacente produttivit% all&inizio, ma nel tempo il potere coercitivo creava forme di frustrazione e di reazione aggressivacos" non solo la coesione del gruppo lavorativo ci rimetteva; in un gruppo invece dal capo lassista, che presentava un&atmosfera opposta alla precedente, si verificavano poche manifestazioni di colla!orazione o ostilit%, il lavoro procedeva ma nella misura in cui i dipendenti si interessavano e la interazione era ridotta al minimo, tanto che il gruppo !en presto si suddivideva in piccoli sottogruppi, rendendo difficile il raggiungimento degli o!iettivi. 2n definitiva, il ruolo del leader non richiede soltanto capacit% utili al raggiungere lo scopo, ma anche particolari a!ilit% ad esercitare e mantenere una posizione di potere. Si tratta di un ruolo derivante da un processo di interazione molto complicato, perch., seppur leader e seguaci si dichiarino reciprocamente preoccupati dell&altro, in realt% giocano una partita a scacchi- i seguaci concedono la fiducia, rinunciando a parte della loro autonomia, mentre il leader deve essere in grado di assumersi le decisioni importanti, ma non dovr% superare certi limiti, se non vuole entrare in conflitto con i mem!ri del gruppo. Perci la posizione del leader, a differenza di #uella dell&headDman, pu essere messa in discussione in ogni attimo.

Capitolo Se#to I .apporti ,ra Gruppi


L&attivit% del gruppo produce una serie di relazioni con l&esterno e #uindi il gruppo diviene il soggetto di un processo di interazione simile, per caratteristiche, a #uello della relazione interpersonale. /no dei maggiori meriti di Le4in, a riguardo, #uello di aver dimostrato che il gruppo agisce come un tutt&uno- ci fa s" che il leader si esprime come rappresentante di interessi collettivi, che il gruppo sviluppi un sistema di valori, ideologie e norme, e che ciascun mem!ro appaia come un soggetto unitario, defini!ile come una sorta di individuo sociale di natura collettiva. 2noltre, Sumner stato fra i primi studiosi a sottolineare come nei gruppi sociali si verifichi una stretta connessione fra le dinamiche intragruppo e comportamenti e?tragruppo- egli sottolinea l&esistenza di inD group e outDgroup 9concetti gi% approfonditi sul li!ro degli appunti e sul li!ro precedente:. Sherif, invece, ha dimostrato sperimentalmente che la coesione di un gruppo viene rafforzata dalla competizione nei confronti di un altro gruppo e che nei momenti di pericolo i mem!ri si scam!iano una maggiore solidariet% reciproca. Mgni dittatore, invece, fonda il proprio potere sull&individuazione di una minaccia esterna che compatta le masse e le induce ad affidarsi ad un duce supremo che le salvi da un pericolo incom!ente- si pensi al complotto e!raico di Jitler o ai cosacchi in procinto di con#uistare S. Pietro di $ussolini. )i solito, perci, l&inDgroup si consolida contro #ualcuno o #ualcosa, contro un outDgroup. 2n fisica, la coesione sta ad indicare un concetto che vale anche in Sociologia- maggiore la coesione delle molecole, maggiore la forza di un dato materiale. Concetto perfetto anche per le dinamiche di gruppo- la coesione ha a che vedere con la motivazione, con la partecipazione dei mem!ri ed il loro grado d&attaccamento; viene spesso confusa con l&atmosfera di gruppo o con il morale. Se partiamo dal presupposto che la coesione permette la sopravvivenza del gruppo, possiamo giungere ad una sintesi sulla posizioni riguardo #uest&argomento, ovvero i fattori che determinano la coesione di un gruppoD la possi!ilit% di soddisfare i propri !isogniGo!iettivi e la diffusione di un diffuso d&appartenenza tra i suoi mem!ri permette al gruppo di avere compattezza; D la possi!ilit% di cooperare attivamente, cio di partecipare alle attivit% del gruppo, senza rischiare forme di isolamento o emarginazione, fondamentale, come lo stile di guida del leader, perch. una leadership democratica permette ai mem!ri di avvicinarsi pi, facilmente al gruppo e stimola il senso d&appartenenza; D logica di inDgroupGoutDgroup, riguardante le attivit% che il gruppo intraprende verso l&esterno, #uindi anche le minacce o i pericoli che possono arrivare e che il gruppo deve affrontare; se l&impresa non impossi!ile, i mem!ri del gruppo la affrontano uniti e coesi.

'on vi du!!io che nei gruppi primari si raggiungeranno livelli di coesione molto pi, alti che nei gruppi secondari, e #uesto dipende dal fatto che nei gruppi secondari esiste sempre una certa distanza fra individuo e ruolo, che limita la partecipazione e l&interazione fra i suoi mem!ri. 3uttavia, l&e#uazione tra consenso e coesione non regge sempre e ci vuole una pi, profonda riflessione per analizzare #uesta situazione. Certo, Simmel ricorda sempre che il conflitto positivo, sim!olo di mutamento sociale e dinamismo; ma $inguzzi fa notare che un gruppo governato da norme troppo rigide, che dovre!!ero mantenere il consenso, non portano alla coesione, ma alla frantumazione del gruppo stesso. (nche la funzione dei sottogruppi o cli#ues stata molto discussa tra gli anni &QK e &NK. Secondo alcuni, >rench e 6er*o4itz, essi tendono a sgretolare l&unit% dei gruppi, soprattutto #uando si relazionano verso l&esterno; per altri, Luce e Stogdill, favoriscono la coesione, perch. l&individuo ha cos" pi, possi!ilit% di partecipare alle attivit% di gruppo. $oreno ha chiaramente dimostrato che in un gruppo l&attrazione interpersonale opera in modo selettivo e che #uindi la divisione in sottogruppi inevita!ile, ma #uest&ultimi possono favorire la coesione in alcune circostanze, come dimostrato dalla ricerca- sottogruppi nel gruppi amicale creano s" frantumazione, ma nei gruppi di dimensioni ragguardevoli la suddivisione consente di sta!ilire rapporti pi, profondi. )el resto, anche Simmel e Ion iese riconoscono che ci sono conflitti utili e ad altri che possono condannare il gruppo alla dissoluzione. Si pu tentare di dire, perci, che i sottogruppi operano a favore della partecipazione individuale, e #uindi della coesione, soprattutto in raggruppamenti pi, vasti. 0& compito della leadership guidare i sottogruppi ad un rapporto reciproco che, senza soffocare l&intraprendenza individuale, porti al rafforzamento della coesione. 3alvolta per i sottogruppi tentano di imporre leader differenti ed il rischio che il gruppo si frantumi allora diventa piuttosto alto. $uzafer Sherif e Aurt Le4in sono gli studiosi che meglio hanno espresso le regole di interazione fra gruppi; Sherif ritiene che il comportamento tra gruppi dipenda dal modo con cui ciascun gruppo considera i propri interessi rispetto all&altro. Ci sono tre diverse condizioni a riguardo- a: gli interessi dei due gruppi divergono, e allora i due gruppi avranno rapporti scarsi; !: gli interessi sono convergenti e consentono ai gruppi di colla!orare; c: gli interessi sono in conflitto e in #uesto caso i due gruppi entreranno in conflitto. Sherif verific #ueste dinamiche attraverso l&esperimento del campo estivo per ragazzi- i ragazzi del campo erano stati scelti con cura ed i ricercatori, che si spacciavano per gli organizzatori del campo, si erano preoccupati di creare un insieme omogeneo per poter ridurre al minimo le differenze tra i !am!ini, provenienti da classe media e avevano ;< anni. 2 ragazzi all&inizio venivano lasciati li!eri di costruire i propri rapporti di simpatia ed antipatia; in una seconda fase, invece, venivano divisi in due gruppi, entram!i di una dozzina di soggetti, che rafforzavano il proprio affiatamento ed i gruppi avevano cominciato ad essere antagonisti fra loro. 2n una terza fase, i due gruppi vengono messi di fronte in una serie di competizione sportive, con premi solo per i vincitori, con il risultato di scaturire grande competitivit% tra i due gruppi- il senso del noi si rafforz e la coesione di gruppo aument. (d un certo punto, il conflitto sfoci anche in !attaglia tra i due gruppi, che i ricercatori dovettero interrompere con la forza. L&ultima fase dell&esperimento fu #uella di condurre tutti i ragazzi in una localit% poco distante, con un autocarro, che ad un certo punto i ricercatori finsero rotto. ( #uel punto, i gruppi colla!orarono fra di loro per raggiungere il paese per pranzo e ci fu aiuto reciproco. Sherif, perci, pot riconoscere che lo scopo comune volgeva in solidariet% e colla!orazione un iniziale rapporto di esclusivit% e ra!!ia reciproca; si not anche che i leader si sceglievano in !ase a chi sapesse interpretare meglio l& inDgroupGoutDgroup e che ogni insuccesso rovinasse la coesione del gruppo. Si notato perci da #uesto esperimento come l&esistenza di un o!iettivo sopra gli altri porti alla colla!orazione anche tra gruppi apparentemente rivali; #uesto accade ancora di pi, tra sottogruppi. 2noltre, Sherif, nei suoi esperimenti, si era dedicato ai rapporti tra gruppi, sottolineando le modalit% della coesione interna; invece, Aurt Le4in interessato ai conflitti, alle forme di sopraffazione di un gruppo su un altro, ed analizza tutto ci ricostruendo la storia e!raica. 1li esperimenti da lui condotti lo portarono all&idea che i conflitti tra gruppi sare!!ero stati risolti soltanto dotando le minoranze di un&adeguata competitivit% nei confronti delle maggioranze e ricostruendo un e#uili!rio tra i vari gruppi. La stessa coesione sociale viene considerata il prodotto della differenziazione e della competizione nei confronti dell&esterno. (utoritarismo strettamente collegato all&egocentrismo 8 Scuola di >rancofonte. 9N.7. Pregiudizio sociale: