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HEGEL

Georg Wilhelm Friedrich Hegel è un filosofo tedesco,considerato uno dei


rappresentanti più significativi dell’idealismo sviluppatosi in Germania. ( Per idealismo
si intende in filosofia una visione del mondo secondo cui tutto ciò che è reale è già
contenuto nella nostra mente, a priori.)

Hegel parte da una critica della filosofia kantiana,definendola FORMALISMO (divisione


dell’oggetto dal soggetto) e sostenendo che è necessario superare i dualismi di cui egli
ha parlato (fenomeno e noumeno) poiché questi non permettono di conoscere la
totalità del mondo. In questo modo Kant dimostra di non avere la concezione
dell'Assoluto che implica il superamento tra finito ed infinito .In secondo luogo, Hegel
critica l'intento di Kant di volere realizzare una filosofia del finito, vale a dire la sua
missione di rintracciare soltanto l'esistenza delle colonne d'Ercole della conoscenza
umana; ma se Kant si propone di criticare la Ragione ancor prima di conoscerla, egli
non farà altro che tentare di imparare a nuotare, prima ancora di buttarsi in acqua.

Dunque per Hegel tra realtà oggettiva e soggettiva non vi è un dualismo,bensì un


identità,ossia la RAGIONE (ASSOLUTO). La sua concezione della realtà si articola
infatti in due punti principali:

1. LA RISOLUZIONE DEL FINITO NELL’INFINITO: Hegel definisce la realtà uno


spirito assoluto e infinito. Essa non è formata da sostanza separate,ma è un
organismo unitario; non è un qualcosa di statico,bensì soggetta a divenire in
termini dinamici ed è costituita da una serie di momenti finiti che costituiscono
la totalità infinita. Ecco perché il filosofo sostiene che il finito sia manifestazione
e espressione dell’infinito.
2. IDENTITA’ TRA RAGIONE E REALTA’: Hegel afferma che “ciò che è razionale
è reale;ciò che è reale è razionale “. Ciò vuol dire che la ragione non è un
concetto astratto e privo di realtà,ma è riscontrabile nel mondo concreto, è
l’ordine secondo il quale il reale è strutturato. Quindi la realtà non sarà un
insieme caotico e privo di senso,ma un sistema ordinato secondo una razionalità
necessaria.
C’è quindi un identità tra dover essere e essere poichè ogni cosa che è,è come
deve essere e quindi non esiste un dualismo tra come le cose
dovrebbero andare e come esse sono,proprio perché come abbiamo già detto
prima ogni cosa è necessariamente legata all’altra secondo un ordine razionale.

Ne deduciamo quindi che la realtà è un processo formato da momenti finiti,tra


loro collegati con una sequenza necessaria,formando così una totalità
infinita.

Comprendere questa realtà nella sua totalità spetta alla filosofia,che deve essere
sistematica poiché il sistema permette di rimediare alla frammentazione dei sapere e
alla separazione tra i diversi campi di ricerca.

LA DIALETTICA
Lo spirito assoluto è soggetto a divenire e questo divenire è governato dalle leggi della
dialettica. La dialettica di Hegel ha una duplice valenza: ONTOLOGICA (costituisce la
legge che regola il divenire della realtà) e LOGICA (è la legge che governa il principio
razionale). Essa è formata da 3 momenti principali:

1. TESI (ASTRATTO) : ogni elemento è considerato a sé,isolato e separato dagli


altri e non intrattiene con essi nessuna relazione.
L’ASSOLUTO PONE SE STESSO COME PURO PENSIERO IN SE,PURA
SOGGETTIVITA’. Tale momento si fonda sui principi della logica tradizionale :
identità (ogni cosa è se stessa) e non contraddizione (ogni cosa è
assolutamente diversa dalle altre).
2. ANTITESI (DIALETTICO) : è la negazione di quanto affermato nel primo
momento,cioè che la realtà è formata da elementi isolati. Per Hegel reale è
solo l’intero. L’ASSOLUTO SI OGGETTIVA.
3. SINTESI (SINTETICO): viene colta l’unita delle 2 affermazioni opposte poiché
sono entrambi elementi di una totalità a cui appartengono.
L’ASSOLUTO DIVIENE CONSAPEVOLE DI SE’ E DELLA SUA IDENTITA’.

Questa dialettica è definita a SINTESI CHIUSA proprio perché dopo le 3 fasi si


arriva a un momento finale dove il processo termina e non si va oltre;inoltre
essa ha una funzione positiva poiché indica il superamento dei conflitti e
l’idea,la ragione dopo ciò prende coscienza di quella che è veramente.