Sei sulla pagina 1di 1

A:A un principio logico ma che necessita di un'ulteriore

fondazione ontologica. Questa fondazione necessaria e pu essere raggiunta solo se a base di quella identita c' l'Io che la pone nell'atto stesso che pone se stesso: Io:Io (l'Io nel momento in cui si pensa esiste: nell'Io vi dunque identit tra s come soggetto conoscente e s come oggetto conosciuto). E l'Io a sua volta non deve essere spiegato, non ha bisogno di alcun fondamento, perch il presupposto di ogni spiegazione e di ogni fondazione. (Il principio di identit ha nell"'Io puro" un significato sia logico che ontologico). Tutto ci sinteticamente espresso nella prima proposizione fondamentale della "Dottrina della scienza": 1) l'Io poqe se stesso. L'io auto- produzione, auto-creazione, e in quanto ha se stesso, come o g getto![uto- co scienza. Precisazione: quando diciamo 1'Io pone se stesso, non dobbiamo introdurre alcuna distinzione tra l'Io che pone e l'atto del porre. L'Io -dice Fichte- in quanto si pone e, in quanto , si pone. Cio l'Io non qualcosa che giunga poi all'autocoscienza, ma sorge soltanto per mezzo dell'auto-coscienza; l'Io nasce nel momento stesso in cui diventa autocoscienza e la sua essenza consiste nell'essere autocosciente.) 2) Ma l'esisterua di una pura attivit spirituale la cui essenza consiste nel porre se stessa (TESI) non spiega n l'esisterua della molteplicit degli io individuali n di un mondo esterno altro dalf io. Da qui la 2o proposizione fondamentale della "Dottrina della ssienza" L'Io pone nell'Io il non Io" (antitesi). 'Non-Io per Fichte tutto ci che opposto all'Io e diverso da esso (cio la cosiddetta realta esterna,la natura). Ma, se l'unica realt l'Io, anche il non-Io non pu che essere posto dall'Io stdsso e, logicamente , nell'Io stesso. 3) Senonch la opposizione di un non-Io all'Io implica che I'Io medesimo sia limitato, Ora l'Io nella sua assolutezza non tollera limiti. Ne deriva che la posizione del non-Io implica la o'empirico", al quale soltanto il non-Io pu essere posizione di un io limitato e divisibile, opposto. D'altra parte,anche questo io divisibile e limitato pu sussistere solo come produzione dell'Io puro ed ooentro" l'Io puro. Ed ecco allora laterza formula: "l'Io oppone. nell'Io" al non-Io divisibile un Io divisibile" (sintesi).

La deduzione delle categorie: Con le prime tre proposlzioni della dottrina della scienza, osserva Fich[ si raggiunta anche la deduzione delle prime tre categorie. Analogamente possibile procedere per le altre categorie. Il o'deduzione" ha per in FictEun senso profondamente diverso da quello che aveva in Kant: termine non una giustificazione dei principi a priori del conoscere nel loro uso trascendentale, ma una vera e propria " deduzione metafisica" del soggetto e dell'oggetto dell'Io. E ci perfettamente conseguente con l'eliminazione della cosa in s e con l'assunzione dell'Io come principio sia
formale che materiale del conoscere.

Dialettica dell'io: I tre momenti dell'attivit dell'Io sono dunque il suo autoporsi ( tesi), l'opposizione del non-Io tgl'diatettiea", come *1o= degli opposti la (antitesi) e la sintesi sull'opposizione: in ci :gltisl. quale costituisce Ia struttura fondamentale dell'attivi6)Io, cherproprio perch infinitg non pu lb ANTITESI, snfur roro i t -or/.nti di'un da nessu$fl1 nessuna.qpppslzlone: TESI, esaurito cla essere esaurlto " processo dialettico che si bffitful'infinito.

/--.\:*