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pensiero dall'oggetto. Questo, per Fiche, un passaggio dQll'essere al rappresentare, ingiustificato e q ingiustificabile. Ben diversa la posizione dell'idealismo.

o. Qui si tratta di dedurre l'oggetto dal soggetto. Ora il pensiero ha questo di caratteristico: di poter pensare se stesso. In questo atto di riflessione su di Je, soggetto pensante e oggetto pensato sono una sola e medesima cosa. Il soggetto, nel momento in cui si pensa, esiste; si ha cosi l'identit tra soggetto e oggetto, la sintesi indivisibile tra essere e rappresentare. Diremo pertanto che, mentre la cosa "" solo per il pensiero, il pensiero o'" per se stesso.

SECONDA CRITICA.,

Per quanto concerne la seconda critica, Fichte sostiene che Kant da una presentazione della vita dello spirito frammentata in molteplici aspetti privi di qualsiasi collegamento (attivit conoscitiva, attivit etica e attivit estetica sono completamente scisse fra loro: i risultati ottenuti in un campo non possono essere trasferiti in ambiti diversi). In questo modo si perde di vista l'unit dell'io, il suo intimo dinamismo. Per Fichte infatti l'io attivit e non inerzia e staticit, attivit che si manifesta continuamente e costantemente. Ecco dunque che il compito fondamentale dell'indagine filosofica non si risolve in un'autonomia dello spirito, in un'analisi dettagliata e precisa delle forme dello spirito, ma in una descrizione della sua attivit, in una ricostruzione della sua storia, in un ripercorrere le varie tappe del suo graduale manifestari. Nella concezione fichtiana la prima e la seconda critica sono strettamente connesse fra loro. Optare per f idealismo, ar:r;ich per il dogmatismo, significa infatti riconoscere l'assoluta originariet dello spirito: ricgnoscere, cio, che 1o spirito non condizionato dall'essere, ma preesistente ad esso. Stando cosl le cose, lo studio dello spirito non pu che essere uno studio della sua libera e originaria attivit: la filosofia non potr dunque consistere in altro che nella ricostruzione dei gradi attraverso i quali lo spirito produce l'essere quale momento del pensiero.

LO SVLUPPO DELL,IO: LA..DOTTRINA DELLA SCIENZA,,


La filosofia , per Fichte, la ricostruzione della vita dello spirito. Per indicare lo spirito Fichte usa il termine "Io". Infatti se l'essenza de]l'idealilryo consiste, come abbiamo visto, nel prescindere dalla cosa in s (cio nell'eliminare WMf.oquale fondamento extra-soggettivo dila conoscenza) risolvendo l'esperienzafell'attivita di un pensiero assoluto; se nel pensiero si ha la sintesi tra essere e rappresentare, chiaro che tutta la realt finisce per risolversi nell'Io. Naturalmente non si tratta dell'io di questa o qulla persona singolare, delf io empirico, bens dell"'Io puro", infinito, assoluto, della soggettivit in quanto tale. E evidente la connessione che lega il fichtiano Io Puro d"Io penso" kantiano. Il superamento, per, della posizione kantiana, operata da Fichte (passaggio dal dogmatismo all'idealismo) porta ad un netto distacco fra le due concezioni. Kant rimane ancora in una posizione dogmatica: l' "Io penso" kantiano trova nel dato sensibile il suo limite: In effetti Kant afferma s che l'Io trascendentale il legislatore della natura, il principio supremo attraverso cui l'esperienza viene ordinata, ma ammette, di fronte all'Io, noumeno, come assolutamente indipendente dal soggetto, fonte di quei "dati" che vengono elaborati, orgartizzati dalle forme a priori. Una volta tolto di mezzo il noumeno (passaggio dogmatismo+idealismo) 1"'Io penso" kantiano, diventa in Fichte l"'Io puro", assolutq (cio libero da ogni condizione a lui preesistente), infinito, in quanto principio assoluto non solo gpl pensiero ma anche di ogni suo possibile oggetto: Io diviene il principio non solo formale (come in Kant) ma anche materiale nel conoscere. L'Io assoluto dunque l'unico vero principio incondizionato del conoscere. Questo concetto chiarito da Fichte attraverso una critica di ci che tradizionalmente era consideralq,il principio fondamentale del sapere, cio del principio di identita. La formula A:A, esprimendVrh on..tto, un oggetto identico a se stesso, certamente vera, ma questo principio non il primo, perch assume A come un dato, come qualcosa che posto per s senza spiegare come ci sia possibile:

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