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Cognome: Garrett Nome: Johnson Terzo elaborato (2013-2014) di metafisica, da consegnare il mercoled 15 gennaio alle ore 8.

30 (Times New Roman 14). Commentare in 20 righe ognuno dei due testi seguenti (40 righe in tutto): 1. La volont, che si muove verso le cose, propriamente d il consenso; invece lintelletto, la cui operazione non ha tale movimento, ma piuttosto in senso contrario [...], a tutto rigore, d lassenso, sebbene si usi un termine per laltro. Si pu anche [dire] che lintelletto d lassenso, in quanto mosso dalla volont (Tommaso dAquino, Somma teologica, I-IIae, q. 15, a. 1, ad 3). Tommaso qui fa notare un momento volontario allinterno allattivit intellettuale di dare lassenso. Ci sono due movimenti: la volont che se muove verso le cose e lintelletto che attrae verso di se. Il primo movimento uno trascendentale in cui la volont si dirige in maniera estatica verso loggetto, la cosa che esiste fuori, assicurando cos laccesso alloggettivit dellente. Il secondo va in senso contrario, un movimento immanente in cui l'intelligenza "si mette [...] in rapporto al suo oggetto cogliendone interiormente lintelligibilit". In qualche modo, si pu parlare di una priorit della volont in cui si manifesta una intentio originaria dellintelletto che va verso, facendosi muovere dalla volont, e accogliendo le cose che ci si presentano come buone nella realt. Laccesso al mondo della verit, quindi, presuppone un atteggiamento della soggettivit che consente a ci che . Lintentio intellettuale si manifesta, cos, come una intentio etica che suppone la libert e la responsabilit. Chi non desidera sapere, non sapr mai niente. Tuttavia, lintelletto non solo rispecchia la realt che viene al suo incontro, c anche unattivit soggettiva. Infatti, lassenso sembra essere identica al giudizio, ma sottolineando i suoi aspetti soggettivi e riflessivi1. Grazie al movimento volontario che consente allalleanza con lessere, lintelletto riesce a oltrepassare il mondo meramente nozionale del giudizio predicato per affermando una corrispondenza con levento presente: vero che. Esercitando laffermazione, io comunico un giudizio ma anche latto di affidarmi a ci che dico. Lintelletto, cos, non solo concepisce il concetto ma anche dice, afferma, allora prende responsabilit. 2. Gli enunziati performativi A. non descrivono o riportano o constatano assolutamente niente, non sono veri o falsi; e B. latto di enunciare la frase costituisce lesecuzione, o parte dellesecuzione, di una azione che peraltro non verrebbe normalmente descritta come, e come soltanto dire qualcosa (J. Austin,
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B. Lonergan, Verbum, p. 61.

Come fare cose con le parole, trad. di C. Villata, Genova 1987, 9) Austin distingue e riconosce un tipo di enunziato, che non descrive n constata niente, piuttosto costituisce unesecuzione effettiva. Si tratta di una parola enunciata che, oltrepassando il mondo delle descrizioni, serve a compiere azioni, modifica il mondo, si tratta di un evento linguistico. Dopo averla pronunziata, dopo averla portata allespressione, c qualcosa che cambiata nella storia, un evento grazie al quale si distingua un prima e un dopo. Il S, pronunciato nel matrimonio e il battezzo pronunciato nel sacramento, sono parole che non hanno solo il loro senso nel dire qualche cosa, ma anche nellazione che produce levento. Riconoscendo la capacit performativa della parola, Austin respinge la costrizione del linguaggio al mondo scientifico com nel caso delle parole constatative che, descrivendo, forniscono degli enunciati veri o falsi. Il linguaggio possiede, cos, anche una dimensione ontologica. C unimmanenza di realt nel dire stesso, che interamente atto. Questo, Austin lo denomina lesecuzione di un atto illocutorio. Il peso ontologico che genera levento scaturisce dallatto, nel dire, pi che il detto, latto di dire qualcosa. Nellatto performativo, la persona simpegna, pronuncia en prima persona, come soggetto cosciente e libero. un atto personale. Comunica non soltanto qualcosa, ma anche latto stesso di dire, la sua decisione libera, il suo affidamento di ci che dice. Cos la parola performativa oltrepassa il mondo dellanalisi scientifica e penetra quello della realt, permettendo, allo stesso tempo, che la concezione della realt si allarghi, dalla realt meramente empirica alla realt linguistica-etica.