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Dott. Nicola Palilla Consulente del Lavoro Via G.

Marconi 177 Siculiana (AG) 92 1 ________________________________________________________________________________ Proposta di riforma del mercato del lavoro Premessa Da neo iscritto all'ordine dei consulenti del lavoro di Agrigento, ho accolto con molto piacere la richiesta del Presidente Enrico Vetrano di contribuire ai lavori per la riforma del mercato del lavoro attraverso la formulazione di alcune proposte. Da inesperto della vera pratica quotidiana della professione, scrivo le seguenti proposte pi con l'inclinazione di chi ha una robusta formazione politologica che da consulente del lavoro. !on vorrei apparire presuntuoso nel fare delle proposte inadeguate e senza il sostegno di un'adeguata esperienza professionale. "i voglia, dunque, accettare quanto da me scritto come il prodotto dell'entusiasmo dei #nuovi arrivati$. %razie Presentazione della proposta &a mia proposta verte su tre idee fondamentali' () * di principale interesse per gli stessi lavoratori tutelare le aziende e metterle in condizione di essere dinamiche e produttive+ ,) le assunzioni di nuovi lavoratori debbono avvenire come conseguenza della crescita di aziende competitive sul mercato nazionale ed europeo e non per effetto di incentivi pubblici+ -) non sono le formule contrattuali ad irrigidire il mercato del lavoro nazionale, quanto il fatto che le aziende non sono in grado di sostenere l'onere sociale e fiscale del personale dipendente. 1. E' di principale interesse per gli stessi lavoratori tutelare le aziende e metterle in condizione di essere dinamiche e produttive. .l mercato del lavoro ed il sistema della sicurezza sociale devono essere principalmente orientati alla piena occupazione e alla produttivit/, non alla mera protezione dei lavoratori. &a principale preoccupazione dei lavoratori e dei sindacati dovrebbe essere trovare un nuovo impiego con relativa facilit/, piuttosto che come poter guadagnare 0 anche poco e precariamente 0 anche in assenza di un lavoro. Poich1 i lavoratori debbono avere necessariamente chi li assume, il risultato della maggiore occupazione * conseguibile solo mettendo le aziende nelle condizioni di poter nascere, produrre, espandersi 2 eventualmente modificarsi 2 per poter restare sempre sul mercato. 2. Le assunzioni di nuovi lavoratori debbono avvenire come conseguenza della crescita di aziende competitive sul mercato nazionale ed europeo e non per effetto di incentivi pubblici. A causa del mio orientamento politico e culturale tendente al liberalismo democratico, ritengo che ci3 che non si deve chiedere alle politiche governative siano gli incentivi economici e fiscali. Al contrario, le politiche pubbliche dovrebbero consistere nel dare maggiore spazio ai mercati attraverso la rimozione di tante agevolazioni solo temporaneamente e teoricamente fruttuose. "iamo tutti a conoscenza che numerosi fondi messi a bando non vengono nemmeno richiesti dalle imprese. &a ragione * che questi bandi richiedono alle imprese di fare comunque degli investimenti che non sono in condizione di affrontare. Pensare di far ripartire le aziende dando loro dei fondi, a condizione che questi ne anticipino una parte consistente, significa aggiungere costi ad aziende che ne hanno gi/ abbastanza. Pi utile, invece, sarebbe ridurre l'imposizione fiscale e gli oneri sociali. 3. Non sono le formule contrattuali ad irrigidire il mercato del lavoro nazionale, uanto il fatto che le aziende non sono in grado di sostenere l'onere sociale e fiscale del personale dipendente. .l problema occupazionale italiano * forse dovuto al fatto che le aziende non assumono perch1 non crescono e perdono di competitivit/ rispetto alle aziende europee e mondiali. .n tal modo, finiscono per subire la concorrenza asiatica che, per ragioni di prezzi, * imbattibile. &e tipologie contrattuali, in questo senso, non giocano alcun ruolo apprezzabile. 4agionare sulle tipologie contrattuali ha
________________________________________________________________________________________________ Dott.Nicola Palilla Consulente del Lavoro! Via G.Marconi 177 Siculiana (AG) 92 1 "scritto all#$rdine dei Consulenti del lavoro di A%ri%ento al nu&ero d#al'o ()2 *el. 922+,1)) 1 cell.--,1)9.92- /&ail. nicola0alilla1%&ail.co& C2 PLLNCL,1M )31 -A P."va 27( ( ,(7

Dott. Nicola Palilla Consulente del Lavoro Via G.Marconi 177 Siculiana (AG) 92 1 ________________________________________________________________________________ senso solo se si vuole fare emergere il lavoro nero 0 prevedendo dei contratti con cui questi impieghi possono essere regolarizzati 0 ovvero se si vogliono ridurre le garanzie dei lavoratori. 5uesta strategia, per3, deve presupporre che il tasso di disoccupazione calcolato dall'.stat non sia veritiero e che vi sia un livello d'occupazione effettivo superiore. Peggio, che si vogliono rendere competitive le aziende a scapito dei lavoratori. !rticolazione della proposta &a seguente proposta si compone di sette punti. 1."ervizi per il collocamento .n cerca di lavoro, ho personalmente avvertito la difficolt/ di riuscire a trovare una qualunque forma d'impiego non insistendo sul territorio della provincia di Agrigento alcuna agenzia di lavoro. &e agenzie di lavoro sono imprese private e come tali non si insediano l6 dove non ne hanno convenienza. !on credo che la provincia di Agrigento sia un unicum. .l perch1 in questa provincia una persona alla ricerca di lavoro non trova un'agenzia a cui rivolgersi, pu3 risiedere nella carenza cronica di lavoro ovvero nel fatto che i meccanismi tradizionali di reclutamento sono ancora pi efficaci, bench1 meno efficienti sotto il profilo economico. Detti meccanismi sono il clientelismo politico, l'infiltrazione mafiosa, il caporalato. Evito di disquisirne, limitandomi a sottolineare come tutti e tre finiscano col favorire' () la selezione di lavoratori meno meritevoli e competenti di altri, i quali sono costretti a migrare nelle regioni del nord o andare all'estero, con conseguente depauperamento della qualit/ e della quantit/ della risorsa umana+ ,) il controllo politico o criminale delle istituzioni pubbliche e delle aziende private+ -) i soli lavoratori manuali, poco scolarizzati e per lo pi di genere maschile 7nei soli casi delle infiltrazioni mafiosi e del caporalato). 8roppi lavoratori, specie nelle regioni meridionali, sono #immobili$ nel senso che non intravedono nemmeno la possibilit/ di lavorare in un comune diverso dal proprio e si attendono che sia l'amministrazione comunale o forestale a concedere loro qualche giorno di lavoro e la maturazione del diritto conseguente al trattamento di disoccupazione. !ella provincia di Agrigento * un dato significativo la pressoch1 totale assenza di servizi pubblici di trasporto di lavoratori 7fatta eccezione per i dipendenti pubblici e gli insegnanti), per mancanza di una domanda in tal senso. 9entre nelle regioni pi dinamiche d'.talia e d'Europa i trasposti pubblici sono predisposti per consentire ai lavoratori, intellettuali o manuali, di raggiungere il luogo di lavoro negli orari di lavoro, in "icilia 0 e in particolare nella provincia agrigentina 0 i bus viaggerebbero vuoti se non ci fossero gli studenti. :ench1 internet pubblichi migliaia di annunci di lavoro, in assenza di agenzie di lavoro, la gran parte di chi cerca un impiego non sa a chi chiederlo se non a parenti, amici di famiglia e politici. ;n mercato del lavoro funzionante deve necessariamente vertere su di un luogo facilmente accessibile in cui domanda e offerta di lavoro possono incontrarsi. "arebbe dunque auspicabile costituire per legge un servizio per il collocamento in ogni comune per ovviare all'assenza di agenzie del lavoro. .n ciascun comune, nell'ambito delle funzioni dell'ente comunale e in locali comunali, si dovrebbe costituire un servizio d'informazione, d'intermediazione e di formazione simile a quello offerto dalle agenzie di lavoro, con la sola eccezione della somministrazione di lavoro, eccessivamente costosa per un'amministrazione comunale. &'ufficio sarebbe deputato anche al rilascio del foglio di disponibilit/, all'effettuazione di colloqui conoscitivi dei lavoratori, alla creazione di data base e all'inserimento di tutte queste informazioni nel circuito della borsa continua nazionale del lavoro. &e comunicazioni obbligatorie dovrebbero essere smistate anche a questi uffici. A lavoratori e datori di lavoro dovrebbe essere fatto obbligo di chiedere la pubblicazione gratuita di un proprio annuncio. .l servizio dovrebbero, infine, fornire assistenza e sostegno ai fini dell'autoimpiego e per l'accesso a finanziamenti agevolati+ organizzare corsi e momenti di formazione professionale+ promuovere l'informazione in riguardo alle possibilit/ del lavoro accessorio e rilasciare i voucher.
________________________________________________________________________________________________ Dott.Nicola Palilla Consulente del Lavoro! Via G.Marconi 177 Siculiana (AG) 92 1 "scritto all#$rdine dei Consulenti del lavoro di A%ri%ento al nu&ero d#al'o ()2 *el. 922+,1)) 1 cell.--,1)9.92- /&ail. nicola0alilla1%&ail.co& C2 PLLNCL,1M )31 -A P."va 27( ( ,(7

Dott. Nicola Palilla Consulente del Lavoro Via G.Marconi 177 Siculiana (AG) 92 1 ________________________________________________________________________________ 2.#azionalizzazione della contrattazione collettiva con l'applicazione dell'art 3$ della %ostituzione Dare applicazione all'art.-< =ost. affinch1 i contratti collettivi abbiano valore erga omnes e costituiscano una fonte di diritto. :isogner/ individuare un criterio oggettivo per l'ammissione al livello nazionale della contrattazione, pur consentendo alle organizzazioni sindacali che non ne avranno i requisiti di siglare contratti e accordi regionali e aziendali. 3. %ontrattazione collettiva regionale per la parte economica 8ra le cause da cui si originano tanto il lavoro nero quanto la difficolt/ delle aziende di rispettare gli aspetti economici del contratto collettivo pu3 esserci il disallineamento delle norme contrattuali e dei minimi contributivi .!P" rispetto al punto efficiente d'equilibrio tra domanda ed offerta nel mercato del lavoro. Poich1 in detto punto d'equilibrio prestatori d'opera e datori s'incontrano sul prezzo di un'unit/ di lavoro, qualunque azienda, che si trovasse a dover retribuire i suoi dipendenti al di sopra del punto d'equilibrio stabilito dal mercato del lavoro, troverebbe infine insostenibile il costo del lavoro. Di conseguenza, l'azienda' () assume in nero+ ,) retribuisce il lavoratore in base ad un accordo privato e non facendo riferimento al netto in busta+ -) non assume, precludendosi la possibilit/ di espandersi+ >) nel lungo periodo cessa l'attivit/. 9olte aziende riducono il costo del lavoro applicando finti contratti part2time, finti contratti a progetto o retribuendo il lavoratore secondo una paga inferiore a quella di contratto. =i3 potrebbe dimostrare che in certe regioni e province d'.talia il lavoratore * ben disposto ad accettare una retribuzione pi bassa che in altre. 5uesto fenomeno non va interpretato come sfruttamento o disperazione del lavoratore, in quanto che il fenomeno non ha nulla di moralmente significativo. Va, invece, spiegato in termini economici ovvero nel senso che, se datori di lavoro e lavoratori delle regioni meridionali fossero liberi di determinare in proprio il livello minimo della retribuzione, si attesterebbero in un punto d'equilibrio efficiente collocato pi in basso rispetto a quello stabilito dalla contrattazione collettiva nazionale. &a contribuzione minima .!P" dovrebbe essere stabilita di conseguenza. 4itengo che le differenziazioni salariali da regioni a regioni non inficino il principio d'eguaglianza+ anzi, argomento che questa soluzione metterebbe le aziende meridionali nelle condizioni di essere pi equilibrate, dinamiche e competitive. Allo stesso tempo, l'aumento dell'occupazione a fronte della riduzione solo teorica delle retribuzioni, permetterebbe a molti lavoratori ancora in nero di essere regolarizzati e di godere di tutte le altre forme di protezione stabilite dalla legge e dai contratti. &.!bolizione del trattamento di fine rapporto .l 8?4 * un istituto tipico dell'ordinamento italiano che non trova riscontro nel resto d'Europa. Da un certo punto d'osservazione, si potrebbe anzi sostenere che il 8?4 * un privilegio concesso ai lavoratori italiani, specie se si considera che alcuni contratti collettivi non hanno abolito la buona uscita dopo l'introduzione del trattamento di fine rapporto nel (<@,. &'abolizione del 8?4 non comporterebbe, dunque, alcuna riduzione delle garanzie economiche del lavoratore. Al contrario, per le aziende sarebbe una ventata di ossigeno, specie da quando il 8?4 deve obbligatoriamente essere impiegato per finanziare la previdenza complementare 7teniamo conto che non pochi ==!& prevedono anche l'obbligo di contribuzione al fondo pensione complementare di categoria). Alla cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore godr/ di un trattamento di disoccupazione, fermo restando che il 8?4 fin qui accantonato sar/ comunque erogato o utilizzato ai fini della previdenza complementare oppure concesso in anticipazione. &'abolizione del 8?4 comporterebbe la riduzione del carico contributivo per la cessazione dell'obbligo di versare il contributo di garanzia del 8?4. .nfine, si tenga anche conto che l'obbligo di conferire il 8?4 ai fondi di previdenza oppure alla relativa gestione .!P" ha fatto venire meno un'importante flusso di autofinanziamento per molte
________________________________________________________________________________________________ Dott.Nicola Palilla Consulente del Lavoro! Via G.Marconi 177 Siculiana (AG) 92 1 "scritto all#$rdine dei Consulenti del lavoro di A%ri%ento al nu&ero d#al'o ()2 *el. 922+,1)) 1 cell.--,1)9.92- /&ail. nicola0alilla1%&ail.co& C2 PLLNCL,1M )31 -A P."va 27( ( ,(7

Dott. Nicola Palilla Consulente del Lavoro Via G.Marconi 177 Siculiana (AG) 92 1 ________________________________________________________________________________ aziende, esponendole a maggiori costi e rischi finanziari e rendendole meno competitive nel mercato continentale. '.%ontratti a tempo determinato e collaborazioni coordinate continuative A giudizio dello scrivente, l'implemento dei contratti a tempo determinato non dovrebbe influire positivamente sui livelli occupazionali, prestandosi bene, invece, per aggirare le norme contro i licenziamenti. !on si vede, dunque, il motivo di aumentarne la durata e il numero delle proroghe possibili. 5uesti provvedimenti avrebbero l'effetto di creare una maggiore e pi diffusa precariet/. 9anifesto le stesse riserve per l'art.( co.< della &.<,A,B(, che stabilisce una deroga all'obbligo di indicare la causale. "i potrebbero, invece, ricondurre nell'ambito del lavoro a tempo determinato i contratti attualmente regolati come collaborazioni a progetto e abolire del tutto questa forma d'impiego. (.!spi, %)* e formazione professionale .l godimento del trattamento per la disoccupazione e dell'integrazione salariale deve essere condizionato dalla frequenza di uno o pi corsi di formazione per un totale di un numero di crediti formativi. &a =.% dovrebbe riguardare i soli casi di riduzione d'orario e di periodi di sospensione per ristrutturazione, riconversione e riorganizzazione nelle aziende di una certa dimensione. . lavoratori che non possono accedere alla =.% verrebbero licenziati, ammessi al trattamento per la disoccupazione e iscritti in un elenco speciale per essere assunti con diritto di precedenza dalla stessa azienda che li ha licenziati in precedenza. +.!bolizione del minimo contributivo nelle gestioni speciali )NP" Ponendosi l'obiettivo di incrementare il numero di persone occupate, le politiche pubbliche dovreb2 bero non solo mirare a favorire nuove assunzione di personale dipendente, ma anche aiutare a met2 tersi in proprio. Per chi svolga o voglia iniziare ad intraprendere un'attivit/ di lavoro autonomo o d'impresa, il costo della previdenza * uno dei pi pesanti da sopportare. Per ridurre tale onere, si propone l'abolizione del minimale annuo di contribuzione nelle gestioni speciali .!P" e la facolt/ di optare per una contribuzione forfettaria annuale 7anche in relazione ai collaboratori familiari). Deve comunque essere fatto salvo il diritto del lavoratore autonomo di integrare spontaneamente la pro2 pria posizione previdenziale, anche in corrispondenza della cessazione dell'attivit/. &e settimane di contribuzione saranno accreditate facendo un calcolo simile a quello che si applica al lavoratore part2time.

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