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NOZZE DI SANGUE Storia della violenza coniugale CAPITOLO I. F A !EDIOE"O E ANTICO EGI!E. Il #ito della cintura di ca$tit%.

Marco da Castello, mercante veneziano, fece preparare una cintura di castit e la impose alla moglie. Dopo diversi anni la donna ne mor. I parenti di lei si accorsero del letale marchingegno e ne scoppi un piccolo scandalo, a cui Marco reag facendo appello al proprio potere patriarcale. Non si tratta di una vera storia, ma di una novella di Giovanni Serca#&i, vissuto tra Trecento e uattrocento. !en lungi dall"essere stata una pratica diffusa, pi# che una realt, $uella della cintura di castit, u una metafora dell"idea che il corpo della moglie fosse di propriet del marito. Il risultato era certo a%errante, ma la premessa era pi# che condivisa& la moglie non aveva il possesso dei propri organi genitali, e la 'chiave( era riposta nelle mani e nella piena disponi%ilit del marito. )nche se l"idea di tradurla in pratica fra tardo Medioevo e *inascimento a $ualcuno dovette venire. Non mancano infatti casi giudiziari. )d es. in Danimarca& un marito voleva imporla alla moglie e il tri%unale ne ordinava la rimozione. +a finalit della cintura di castit, era $uella di permetteva al marito di tenere sotto controllo i costumi della sposa, di cui du%itava. ,ra un modo di 'correggere( la moglie. Do#are la #oglie con a#ore cri$tiano. Mentre il genuino spirito evangelico era ostile nei confronti della famiglia patriarcale, il cristianesimo sul tronco della tradizione greco-romana, si impegn a sviluppare una propria visione del patriarcato& l"uomo . intrinsecamente superiore alla donna, ha il diritto di comandarla, ma deve operare con moderazione e rettitudine, spinto dall"amore verso di lei. /crisse Paolo Tar$o& 'le mogli siano sottomesse al marito come al /ignore. Il marito . capo della moglie come Cristo . capo della Chiesa. , voi mariti amate le mogli come Cristo ama la Chiesa(. Il canonista Giovanni d'Andrea, cerc di attenuare la supremazia del marito& 'la moglie non . sotto la potest del marito, ma in suo servizio e osse$uio(. +a moglie doveva essere mantenuta nella sudditanza senza eccedere nella violenza. +a fisiologia del rapporto di coppia doveva fondarsi su di un 'timore amichevole, nato dall"amore e dalla reverenza(. +"insegnamento paolino rimase lo scenario della cultura religiosa tra Medioevo ed et moderna, con ripercussioni anche sul piano giudiziario& chi doveva giudicare dei maltrattamenti domestici0 +e autorit pu%%liche o $uelle religiose0 In pi# casi, le autorit pu%%liche affidarono la causa alla competenza dell"autorit ecclesiale, ma i vescovi rinviarono al giudizio dei 'laici coniugati( affinch1 di una vertenza fossero giudici coloro che erano esperti in $uanto mariti. "iolenza #aritale nella $ociet% euro(ea laica. /e il diritto comune europeo appariva piuttosto moderato, la violenza maritale godeva di pi# ampi riconoscimenti nel contesto delle leggi locali, delle consuetudini e delle pratiche sociali. +o stesso !artolo, aveva osservato che, l"uso della violenza sulla donna era solidalmente e universalmente ammesso. Castigo cum causa& la violenza non poteva essere fine a se stessa, ma doveva giustificarsi sulla necessit di 'correggere, istruire, ammonire(. /criveva lo stesso )artolo& 'dalla $ualit dell"arnese usato e dal modo delle percosse si poteva presumere se il castigo fosse stato erogato con l"animo di emendare o di delin$uere(. /i annoverano scelte diversificate da luogo a luogo& gli statuti trecenteschi della 2alsassina riconoscevano il potere di %astonatura della moglie sia pur senza esagerare. In $uelli di Trieste se ne concedeva la %attitura 'in $ualun$ue modo il marito avesse voluto( eccetto l"omicidio o l"imputazione di un mem%ro. Nelle normative della /ardegna, talvolta non si ponevano limiti formali, talvolta si prescriveva di usare le mani nude ma di non zampillare il sangue. )nche in ,uropa ricorrono disposizioni simili, ad es. in /pagna& 'a tutti . permesso d castigare la moglie e i propri figli, sempre che non si faccia con spada o coltello(. 3 in 4rancia& 'purch1 non la uccida o la mutili, . lecito al marito picchiare la moglie $uando gli faccia torto(. In taluni spazi regionali, la morte era l"unico limite, ad es. nei 5aesi !assi& nel Trecento il marito aveva la facolt di %attere la moglie, tagliuzzarla, fenderla dall"alto in %asso e scaldarsi i piedi nel suo sangue, a patto che poi la ricucisse e le facesse salva la vita. /i tratta di un $uadro che venne modificato radicalmente lungo l"et moderna. Il potere maritale rientrava nella pi# generale categoria della potest punitiva per fini educativi. L'e$(erienza ingle$e. Nonostante tutto, le condizioni de facto della donna inglese, sono le migliori al mondo, per la %uona natura degli uomini inglesi verso le loro mogli. /econdo C*a#&erla+ne, i costumi coniugali,

apparivano $ui pi# mor%idi che altrove& 'la sposa era in potest dell"uomo in una condizione prossima a $uella dei figli e dei servi sotto il profilo personale e patrimoniale(. Nella prima et moderna, in Inghilterra, la donna era considerata su un piano di sudditanza, anche se, si sconsigliava al marito di picchiarla, in $uanto azione immorale %ench1 legittima 6fu il diritto canonico a fornire le coordinate7. ,illia# -eal si applic a dimostrare $uanto picchiare la moglie fosse in contrasto coi principi dettati dalla natura, dalla politica, dal diritto canonico e civile, dalla legge divina. ,gli si dimostr colpito, analizzando lo ius commune, dall"irragionevole ammasso di restrizione e diseguaglianze ai danni delle donne, soprattutto in materia di adulterio. +a colpa non era tanto dei legislatori, ma degli interpreti. Dichiar infatti, di non aver trovato in tutto il corpo delle leggi canoniche e civili alcun testo in cui si formalizzasse con chiarezza la liceit di picchiare la moglie. Da $uesti e altri di%attiti, emerse in tutta l"area inglese una cultura contraria alla violenza domestica. )d es. nel 89:8 in Massachussetts era espressamente previsto che 'ogni donna sposata sar esente da correzione corporale o frustrate da parte del proprio marito, a meno che costui non lo faccia per auto-difesa(. Certo . per, che tra tardo Medioevo ed et moderna non mancarono sentenze di singolare durezza patriarcale. )d es. il caso di una moglie che accus il marito di averla aggredita due volte con un coltello. Il marito replic d"aver agito in vista di una correzione ragionevole ed onesta, diretta a punire gli errori della moglie,e il giudice u d"accordo con lui. /econdo )lac.$tone, il potere di correzione del marito era un antico istituto giuridico, old law, circoscritto entro ragionevoli confini. +a sua disciplina, tuttavia, si sare%%e venuta ammor%idendo nei decenni successivi alla met del /eicento. Fer#enti culturali tra ina$ci#ento e Antico egi#e. /econdo Tira/ueau, uno dei maggiori trattatisti del Cin$uecento, si doveva governare la moglie con mansuetudine e non con ar%itrio tirannico, con le parole e non con le verghe, con l"amore e non con il timore. +e parole e il %uon esempio erano la prima forma di educazione e di guida. Durante l"et moderna, le voci critiche contro ogni forma di violenza coniugale divennero sempre pi# fitte. -einric* C orneliu$ Agri((a, commiserava il destino di schiavit# delle donne, che dopo la pu%ert vedeva destinate o all"ergastolo monastico o alla gelosa tirannide dei mariti. +"uomo doveva scegliere una moglie per amarla e non per asservirla, tenendo presente che di solito i cattivi mariti, rendono cattive le mogli. Antonio !u$a )ra$avola, in un suo dialogo fa parlare un anziano farmacista delle sue %rutali esperienze per l"asservimento della moglie, di come l"aveva sfidata ad uno scontro a %astonate la prima notte di nozze per sta%ilire, una volta per tutte, chi 'portava i pantaloni in casa(. ) malincuore ammetteva, per che siffatta strategia non aveva prodotto alcun risultato. Il giovane ri%atteva proponendo, un modello affettivo e implicitamente ugualitario. Il giovane replicava& 'fin dai primi giorni di matrimonio mi sono studiato di fare ci che indovinavo sare%%e piaciuto alla mia giovane moglie 6;7. ,lla allora su%ito cominci a ricam%iare il mio amore e si studi anche lei di pensare a cosa di volta in volta mi potesse fare piacere 6;7. Io non la rimprovero, io non la offendo, io non la picchio. /timo cosa da esseri li%eri, anzi $uasi divina $uesto nostro poterci o%%ligare a vicenda con dolci atti e parole piuttosto che con offese e minacce(. Tor/uato Ta$$o, distingueva compiti e funzioni domestiche per via gerarchica ed escludeva di fatto la paritari et dei coniugi, ma ri%adiva che l"ordine patriarcale doveva incontrare i suoi limiti naturali nell"amore coniugale, sotto il cui impero u<oricidi e maltrattamenti sare%%e scomparsi definitivamente dal mondo. Nella prospettiva di una complessiva mitigazione dei costumi maritali, si selezionavano le memorie dell"antichit, sciorinando gli esempi di %enevolenza e o%literando $uelli di %rutalit& nessun saggio aveva mai %astonato la moglie per $uanto intollera%ilmente molesta 6la vicenda si /ocrate e /antippe ad esempio7. I maltrattamenti trasformano l"amore in odio e inducono la donna a desiderare la morte del marito, donde adulterii, avvelenamenti e insidie. Non tutte le riflessioni dei letterati erano per cos edulcorate. )d es. 0uan Lui$ "ive$, aveva esortato le donne a considerare il castigo maritale come inferto da Dio stesso& un po" di sofferenza in $uesta vita avre%%e evitato il castigo eterno dell"anima. 0ean !arconville, nel suo trattato ri%adisce il pieno diritto del marito a castigare e percuotere la sposa, se i semplici rimproveri non fossero stati sufficienti. I$tituzioni e luog*i di reclu$ione. +a diffusione della violenza domestica fra Medioevo ed et moderna doveva apparire in piena evidenza, e inizi ad essere percepita come grave pro%lema sociale, suscitando l"evidente preoccupazione delle pu%%liche autorit, e in particolare della Chiesa. Non a caso, nel corso del =2I secolo, si diffusero in tutta ,uropa istituzioni, per le 'malmaritate(, luoghi d"asilo in cui accanto

alle donne nu%ili dalla condotta discuti%ile trovavano rifugio volontario o coatto anche donne sposate gravemente maltrattate dai mariti. +a reclusione in tali istituti, aveva luogo talvolta in una prospettiva assistenziale, talaltra in un"ottica palesemente punitiva& nel primo caso erano donne in fuga da un coniuge violento, nel secondo caso erano donne internate dalle autorit o dai mariti per i loro cattivi costumi. Case per le 'malmaritate( si e%%ero in Italia, 4rancia e /pagna. I mariti, potevano anche disporre del tradizionale potere di reclusione della moglie in casa propria, agendo autonomamente o in virt# di una pu%%lica delega. CAPITOLO II. DI ITTO AL SESSO E DI ITTO ALL'ESCLUSI"A SESSUALE. Nel $uadro di una logica di tipo patriarcale, accanto alla violenza a fini correzionali, altri spazi di lecita violenza maritale investivano pi# propriamente la sfera sessuale del matrimonio. /i tratta del c.d. 'de%ito coniugale(, il dovere, cio., di concedere il proprio corpo al coniuge. ,ra un dovere reciproco, e a rigore non rientrava nella potest maritale. Di fatto per, nel contesto patriarcale, and configurandosi come un dovere preteso solo dal marito, anche ricorrendo all"uso della violenza. In linea di principio il rifiuto dell"o%%ligo sessuale era di per s1 un peccato mortale 6 a detta dei teologi7, un"ingiusta ricusazione di un dovere assunto con il matrimonio. /e il codice giustinianeo condannava il ratto con violenza anche della moglie, i canonisti ne escludevano la rilevanza in riferimento alla natura stessa del matrimonio che 'creava una sola carne( e postulava necessariamente l"o%%ligo alla comunanza di vita. /tupro e ratto nel matrimonio non erano, $uindi, individuati come intollera%ili violenze alla moglie, %ens come pratiche magari non proprio encomia%ili, ma attualmente ammissi%ili in virt# del richiamo al sacramento. ,ra un vero e proprio diritto sul corpo 6ius in corpus7, che i coniugi avevano ac$uisito l"uno sull"altro ma che era sostanzialmente esercitato dal solo uomo. Nel %asso Medioevo e nell"et moderna, la pro%lematica del de%ito coniugale e dei suoi confini divent un capitolo ineludi%ile di $ualsiasi trattazione religiosa o giuridica. I giuristi si impegnarono intensamente a trasferire la nomenclatura del diritto di propriet sul rapporto coniugale& la potestas del marito si trasform in ius, dominium, proprietas, con la conseguente azione di rivendica per recuperare la moglie in fuga. In talune trattazioni si arriv addirittura a disegnare il contratto di matrimonio $uale 'a%dicazione alla propriet del proprio corpo(. Il diritto all"esclusiva sessuale fu riletto con filtro del diritto di propriet o del diritto di credito. In un tale contesto il corpo si trasfigurava in un mero oggetto patrimoniale. +"osservanza del de%ito coniugale fu imposta dall"autorit come valore essenziale per l"ordine pu%%lico. Il rifiuto del de%ito coniugale, in $uesto modo, usciva dalla sfera morale per diventare un pro%lema pu%%lico, perseguito d"ufficio e giuridicamente sanzionalo sino alla scomunica. )lcuni giuristi e teologi del Cin$ue- /eicento, insegnavano che la prestazione non era dovuta al coniuge u%riaco, pazzo o demente, ovvero $uando potesse derivarne un grave danno alla salute. +"eventuale legittima inidoneit non doveva essere perseguita. 5i# numerose erano, pur sempre, le cause giustificatrici dell"estensione in favore del marito. Il (otere di $o((re$$ione dell'adultera. In et romana il diritto di farsi giustizia da s1 contro l"adultera, anche uccidendo, si definiva non tanto come un riconoscimento dei motivi di onore, $uanto come un autentico potere pu%%lico 'delegato(. uesto emergeva anche dal principio per cui solo il padre della donna aveva il diritto di uccidere entram%i gli adulteri. /i voleva evitare che il presunto adulterio potesse diventare facile schermo per li%erarsi di una moglie scomoda. Ma nemmeno al padre era riconosciuto in totale ar%itrio& doveva sorprendere in flagranza gli adulteri nella sua casa o in $uella del genero, e ucciderli nell"immediatezza della scoperta. Il marito poteva sopprimere solo l"amante della moglie, e unicamente se era persona 'vile(, salvo poi il diritto di ripudio della consorte. Il cristianesimo si colloc in posizioni distanti, cercando di circoscrivere la %rutalit del marito. Incmaro da *eims, condanna la malvagia consuetudine in virt# della $uale i mariti, per sospetto di adulterio, senza legge, senza ragione e senza processo sopprimevano le mogli& 'credevano illusi di poter scampare alla giustizia di Dio, dimenticando che davanti al tri%unale celeste non servivano a nulla l"appoggio delle autorit pu%%liche(. +"adulterio doveva essere sottoposto a un pu%%lico giudizio, in cui giudici imparziali dovevano valutare con attenzione prove e testimonianze. /i sottolinea, il ruolo tutorio del vescovo nei confronti delle donne in pericolo& 'il vescovo nell"urgenza di pericolo di morte, cercher se possi%ile di convincere il marito a non ucciderla, e se possi%ile trasferirla in un luogo sicuro 6monastero7(. +e cronache medioevali sono zeppe di massacri di mogli per adulterio. +argo u il riconoscimento del c.d. 'diritto d"onore(. +a vendetta poteva anche consistere nella reclusione 6pratica

particolarmente diffusa in 4rancia7. +"incarcerazione poteva aver luogo in una prigione o in un monastero. Nel Cin$uecento la donna poteva venir frustrata pu%%licamente. I legi$latori %asso medievali, erano sempre stati molto incerti sulle modalit di intervento pu%%lico contro le adultere& talvolta gli statuti dei Comuni italiani e le consuetudini di area francese formalizzavano il diritto maritale di sopprimere la moglie sorpresa in flagranza. Nella penisola i%erica alcune normative sancivano che gli adulteri fossero posti in %ala del marito, il $uale avre%%e potuto farne $uel che voleva, col solo limite di non riservare all"uno un trattamento diverso che all"altro. Ma numerosissime legislazioni non trattavano affatto il diritto di uccidere la moglie adultera, ma ovun$ue esso godette, nella prassi, di un ampia impunit, $uasi fosse una sorta di diritto patriarcale naturale. )l marito era rimessa la scelta tra il ricorso al tri%unale e una vendetta mortale, che anche se al di fuori della legalit, godeva di un ampio consenso sociale. +"enorme diffusione del diritto d"onore in et medievale e moderna, induce nel sospetto che in numerosi casi fu utilizzato per porre fine a coppe male assortite o scomode. >li statuti italiani duecenteschi erano taciturni in materia di adulterio, rimettendo il pro%lema alle strategie domestiche. ) partire dal Trecento, invece si affermarono normative specifiche, che prevedevano sanzioni& pene pecuniarie, flagellazione, e in alcuni casi la morte. +a cultura religio$a %asso medievale e moderna, stigmatizzava invano il diritto d"onore, soprattutto se rimesso all"ar%itrio del marito& ammoniva i signori temporali a non permettere ai mariti di farsi giustizia da s1. Il campo teleologico era $uindi compatto nella condanna. >li stessi giuri$ti di diritto comune finirono per riconoscere al marito il potere di uccidere la moglie adultera. )lcuni proponevano una sanzione attenuata al marito che avesse ucciso la moglie colta in flagranza di adulterio& il marito dispone di modi legali per vendicarsi dell"ingiuria d"adulterio, pu chiedere la separazione e la privazione della dote. Ma se spinto da un impeto di dolore avesse ucciso la moglie, non doveva essere punito con la pena capitale come per i normali omicidi. /iamo alle origini dell"attenuante per delitto d"onore. CAPITOLO III. !OGLI "IOLENTE E !OGLI 1)IS)ETIC-E2. Il pro%lema delle sevizie coniugali concerneva senza distinzione di genere, entram%i i coniugi. +e vessazioni mulie%ri, erano tutt"altro che una fantasia. Il fatto ., che mentre la violenza maritale poteva addo%%arsi di una presunta necessit in corrispondenza con l"ordine creato, nell")ntico *egime la violenza della donna appariva per definizione 'innaturale( e patologica. +a minore forza fisica, imponeva loro il ricorso a strumenti specifici, come ad esempio il veleno. +a societ medievale e moderna . ossessionata dall"oscuro archetipo della donna avvelenatrice. *iscontri concreti si conservano anche nella memoria degli storici romani. Tito +ivio ad esempio ricorda, un processo avvenuto nel ??8 a.C. & illustri cittadini stavano morendo di malattie simili, e una serva rivel, che in citt era in atto un complotto di donne che preparavano veleni. +e autorit scoprirono alcune donne impegnate a preparare pozioni, e affermarono che erano medicine. 4urono allora, esortate a %erle e morirono tutte, vittime del loro stesso complotto. 4ra !asso Medioevo ed et moderna, l"enorme fre$uenza di morti indecifra%ili, lascia intuire la straordinaria fre$uenza del ricorso all"avvelenamento proprio per l"elevata speranza di impunit. +e donne potevano procurarsi i veleni dalla c.d. '$trega( figura tipica di $uesto periodo, incriminate per il loro profilo eretico pi# detesta%ile, $uello satanico. +e 'streghe( furono protagoniste di vere e proprie stragi di mariti. Come la clamorosa vicenda del 89@A che culmin nell"impiccagione di cin$ue donne a *oma in Campo de" 4iori, o $uella di 5alermo, nel tardo /ettecento, ove una settantenne >iovanna !onanno cominci a vendere alle donne desiderose di interrompere le violenze dei loro mariti, un 'aceto( usato per eliminare i pidocchi. I precettisti dell"et moderna, cominciarono a suggerire delle strategie nella 'scelta( delle donne da sposare, in modo da mettersi al riparo dalle donne che non sapessero 'stare al loro posto(. )d es. saggio era scegliere una donna pi# giovane e pi# povera, in $uanto pi# mallea%ile e riconoscente dell"autorit del marito. Ma anche le donne pi# mature cominciarono a informarsi della 'fama( dell"aspirante marito , diffidando degli uomini violenti. Bn vero e proprio topos della letteratura europea d"et moderna, rappresent il tema della donna ' &i$&etica( che disconosce la potest maritale e che ossessiona il consorte con atteggiamenti vessatori. +a pi# nota fu la shaCespeariana Date, in 'la %is%etica domata(& 5etruccio, sposa la malfamata Date, certo di riuscire a domarla, e proclama il suo diritto di propriet su di lei. +"azione di 5etruccio sulla moglie . violenta, ma ottiene i risultati sperati, e Date alla fine della commedia si . talmente ammansita che ammaestra le altre fanciulle sui doveri di o%%edienza e sottomissione al proprio ruolo di mogli. CAPITOLO I". T A GIUDICE E !A ITO

I livelli della violenza domestica si sono tenuti alti in tutta l",uropa moderna, con una progressiva diminuzione nel corso del =2III secolo. +e sevizie $ualificate potevano essere causa di denunce per lesioni eEo giusto motivo di separazione davanti al tri%unale laico o ecclesiastico. uelle contro le sevizie domestiche erano denunce che raramente innescavano un compiuto processo in$uisitorio. Nella maggioranze dei casi tutto sare%%e finito con la riappacificazione o la rinuncia. +"esame della prassi mostra come i mariti, nelle loro difese, si appellavano alla propria naturale potest e al proprio diritto di correzione, pi# che non alla negazione dei fatti incriminati. +a giustizia medievale e moderna era assai mite nei confronti dei mariti maneschi& erano solitamente assolti, o ottenevano carte regie di perdono. +a fragilit delle cause per maltrattamenti, si riscontra in un noto caso del tardo Medioevo italiano& Dino commerciante, fu denunciato e incriminato a +ucca per aver picchiato a sangue la moglie. 5ochi giorni dopo, la moglie stessa si presento 6volontariamente07 in giudizio e ne richiese l"assoluzione in $uanto %attuta per fini correzionali. Dino fu prosciolto. Il giurista De +uca, osservava %onariamente che 'i coniugi facilmente litigano e facilmente si separano, ma facilmente si riconciliano(. Il naturale scenario della moglie maltrattata, che am%isse alla tutela contro le violenze del marito, era $uello del processo per ottenere la separazione personale. Nel Cin$uecento cattolico le sevizie rappresentavano una giusta causa di separazione di letto e mensa. Dal Liber Extra di >regorio I= del 8F?:, si apre per la prima volta la riflessione che sare%%e sfociata nella separazione per sevizie, sviluppando il concetto di 'odio capitale( per identificare $uelle ipotesi in cui la cauzione non poteva considerarsi sufficiente, in $uanto tra i due coniugi regnava ormai una violentissima ostilit, tendenzialmente letale. +"opzione $uindi a disposizione era tra cauzione 'di non offendere( e $e(arazione (er$onale. +a rottura della coa%itazione non poteva essere realizzata per semplice iniziativa delle parti. /e non con una sentenza era necessario $uantomeno un formale provvedimento giudiziario, %asato sull"accertamento di sevizie $ualificate. +a 'fuga( della moglie era espressamente punita a livello normativo, in $uanto violava l"o%%ligo della coa%itazione. Non mancavano, tuttavia, separazioni di fatto, fre$uenti tra i ceti medio-%assi, a seguito di soluzioni patteggiate e 'discrete(, lontano dai tri%unali. ' uando i mariti percuotono le mogli loro, non per $uesto si pu dire che non si vogliano %eneG se tutti $uelli che percuotono la moglie si dovessero separare, si separere%%ero tutti gli uomini del mondo(. Cos si legge in un processo del 89H:. Tra Cin$uecento e /eicento si temeva, $uindi, che un"eccessiva repressione giuridica e religiosa della violenza dei mariti potesse compromettere le fondamenta stesse dell"istituzione matrimoniale. Non erano perci sufficienti, ai fini della separazione, le percosse moderate, le minacce o le parole ingiuriose. uesto non solo perch1 l"uomo 'pu( ma 'deve( esercitare il suo potere correzionale, che . un diritto indisponi%ile al $uale non si pu rinunciare. 4ra tardo /eicento e /ettecento, il $uadro venne progressivamente cam%iando in una dimensione di maggiore tutela per la donna. I giudici rotali apparvero pi# propensi a concedere la separazione. In generale tra le sevizie valide per la separazione, rientravano& le immani %attiture, specialmente se ne conseguiva a%orto o ferite che sanguinassero per pi# giorniG torture corporali& con cinghie di cuoio, e fi%%ie di ferroG un insieme di percosse minori ma tali da indurre il giustificato timore di un pi# grave danno o pericolo di morteG la proi%izione alla mogli di parlare coi suoi parenti o il divieto a essi di farle visita. ,cc. la tipologia delle sevizie, si and progressivamente allargando, fino a comprendere in alcuni casi anche la violenza psicologica e malversazioni di varia natura. De +uca aveva osservato che si trattava di una materia irriduci%ile a una precisa catalogazioni, essendo rimessa in %uona misura al prudente ar%itrio giudiziale. Bn punto essenziale, nella valutazione del giudice, era la proiezione futura delle sevizie. +a loro ripetitivit, doveva indurre la ragionevole previsione della loro reiterazione. /e invece si trattava di un unico episodio, occorreva distinguere& 8. se l"atto atroce era stato accidentale e proveniente da un marito non violento, allora la separazione non doveva essere concessaG F. se l"unico atto atroce era stato compiuto da un marito violento, ricorreva allora il giustificato timore di recidiva. +a separazione doveva essere concessa.

+e sevizie per, si contestualizzavano in una societ cetuale& alla moglie no%ile e di %uon ceto anche una lievissima %attitura era da considerarsi sevizia atroce, a seguito della commozione che provocavano a lei e alla sua casataG se la moglie era popolana poteva essere %attuta anche pi# gravemente perch1 a%ituata alla rozzezza e $uindi pi# 'insensi%ile( ai comportamenti %rutali. Il pro%lema pratico principale della malmaritata in tri%unale, era $uello di produrre prove convincenti e adeguate delle sevizie. +e sevizie coniugali erano e sono un reato 'occulto(, che si realizza nell"intimit della casa, nel segreto delle mura domestiche, il che creava una serie di difficolt pro%atorie. In generale nella prassi della *ota si annoveravano almeno $uattro tipologie di testimonianze& test. de visu, di chi ha visto le sevizie test. de auditu, di chi ha udito la donna che gridava, piangeva o chiedeva aiuto test. de proprio sensu, di chi ha udito rumori connessi alle sevizie test. de publica voce et fama, da chi ha udito raccontare delle sevizie l"ultima era la pi# comune, ma anche la meno pregnante. In tal genere di $uestioni affluivano a testimoniare soprattutto servi, parenti e vicini di casa, ma non era difficile per un avvocato, lederne la credi%ilit in $uanto 'servi e donnette( 6c.d. viles personae7. In tema della prova, due furono gli indirizzi della *ota, un indirizzo restrittivo che escludeva la testimonianza delle ' viles personae( , e un indirizzo contrario consolidatosi nel /ettecento. /e le prove risultavano adeguate, con un primo provvedimento il giudice ordinava la collocazione della donna in un luogo sicuro, imponendo al marito cauzione ed alimenti. Tale separazione poteva diventare definitiva con le sentenza finale. uest"ultima a sua volta poteva essere messa in discussione $uando il timore per le sevizie fosse svanito. CAPITOLO "I. LA C I!INALIZZAZIONE DELLA "IOLENZA !A ITALE T A 3"III E 33 SECOLO Con la ivoluzione 4rance$e, scoppiava l"attacco alla famiglia patriarcale e la promozione di una famiglia individualista e priva di ruoli. In realt, due furono le correnti& +a cultura moderata, non si proponeva affatto una totale cancellazione del modello patriarcale, ma una sua ridefinizione, cercando di coniugare autorit e li%ert. I difetti da evitare erano nell"uomo la violenta e ar%itraria tirannia, nella donna l"arrogante perseguimento della propria affermazione individuale. Il modello li%erale invece, negava ogni forma di violenza domestica per l"irrimedia%ile contrasto con un"idea di famiglia priva di ruoli prefissi, e tutta composta da individui meritevoli di un"identica tutela. Tra il =I= e il == secolo la violenza sulla moglie si formalizz nei termini di un reato, $uello dei 'maltrattamenti in famiglia(, primo passo di una criminalizzazione sempre pi# capillare della violenza domestica. /vanivano liceit e tolleranza per gli a%usi maritali, che diventavano reato, prima ancora che essere causa di separazione giudiziale. +a premessa individualista, conduceva ad una totale irrilevanza dei ruoli domestici& la moglie doveva essere potenzialmente titolare di diritti e doveri come l"uomo, godendo di analoghe tutele. 4ra 3ttocento e Novecento, la violenza maritale fu perseguita sempre pi# coerentemente in tutte le sue diramazioni sul piano fisico, psicologico e sociale. /e il giusnaturalista 5ufendorf, aveva rilevato l"innaturalit del dominio dell"uomo sulla donna, +ocCe ridisegn una famiglia priva di monarchia sulla moglie e sui figli. )ltri illuministi proponevano vie di riforma pi# moderate. ,ppure la *ivoluzione, per $uanto riguarda le donne trad pi# di una attesa& 'si potre%%e pensare che la *ivoluzione francese mutasse il destino delle donne. Ma non fu cos. Nell"ultimo periodo della *ivoluzione, la donna god. di una li%ert anarchica. Ma appena la societ prese a riorganizzarsi, ripiom% nella vecchia condizione di servit#(. Il razionalismo giusnaturalista e l"illuminismo furono lo stimolo per un"e$ua assegnazione dei diritti tra uomini e donne, e la condizione della donna migliorava rispetto all")ntico *egime, tuttavia si ridimensionava rispetto ai primi ardori rivoluzionari. Nei codici napoleonici rilevano& art. 565. I coniugi hanno il dovere di reciproca fedelt, soccorso e assistenza. art. 567. Il marito . in dovere di proteggere la moglie, la moglie di o%%edire al marito. +a moglie doveva comun$ue 'o%%edire( al marito che rimaneva l"indiscusso capo famiglia, privo per di $ualsiasi strumento di coercizione.

eato di #altratta#enti. ) partire dalla seconda met dell"3ttocento, le discordie domestiche divennero definitivamente un pro%lema pu%%lico e socialeG arrivarono sempre pi# fre$uentemente nelle aule dei tri%unaliG furono oggetto di accese e popolarissime campagne stampaG suscitarono discussioni e provvedimenti normativi. +egislatori e giudici operarono intorno a cin$ue livelli essenziali& pene specifiche per i maltrattamentiG eliminazioni delle differenze di genere in materia penaleG ela%orazioni di strategie per rassicurare la donna e facilitare la denuncia dei soprusi maritali. In molti codici otto- novecenteschi comparve un reato specifico& i maltrattamenti domestici. ,ra un reato solitamente su $uerela di parte. uali fossero le tipologie dei maltrattamenti fu rimesso alla giurisprudenza, che nel corso dei decenni ne dilat l"am%ito sempre di pi#, ricomprendendovi non solo percosse e ingiurie, ma anche atteggiamenti di vilipendio o di asservimento. In Ing*ilterra, il reato di maltrattamenti coniugali, fu considerato come specifico di un determinato livello sociale. /econdo $uanto affermato da Iohn /tuart Mill 'gli a%usi maritali sono un fenomeno tipico delle classi pi# modeste(. +o stesso Mill si appell al legislatore per l"introduzione di pene pi# severe contro i maltrattamenti a mogli e figli& il carcere non . un rimedio sufficiente, ad esso di doveva accompagnare la separazione legale e l"allontanamento del marito. Nel corso del =I= secolo la giurisprudenza inglese venne ridefinendo la propria immagine del patriarcato, calcando percorsi moralistici propri della trattatistica cattolica, ma favorendo comun$ue il matrimonio 6 favor matrimonii7& il giudice %ritannico condannava gli eccessi dei mariti ma non la loro supremazia domestica. +a tendenza fu comun$ue estensiva, includere nel concetto di 'crudelt( anche violenze sul piano psicologico e non solo fisico. In materia di stupro coniugale la soluzione giudiziaria pi# diffusa, sino alla prima met del Novecento, era $uella di chi disconosceva la violenza carnale nel #atri#onio, salvo che non fosse tesa a 'rapporti contro natura(, ovvero andasse a configurare altri reati. 4u necessario attendere la seconda met del Novecento perch1 nei tri%unali lo stupro fosse considerato tale anche se compiuto dal marito& la donna . un individuo nella pienezza dei suoi diritti anche una volta che assuma lo status matrimoniale, e cos lo stupro anche se compiuto tra i coniugi. Nella seconda met del == secolo ricorreva ancora la fama sinistra degli u8oricidi compiuto per vendicare l"onore leso da un adulterio reale o presunto. Il delitto d"onore, in $uasi tutta l",uropa del Novecento, continuava ad essere sanzionato in modo diversificato& il diritto del coniuge tradito di farsi giustizia, era inteso come attenuante rispetto alla comune disciplina degli omicidi e delle lesioni 6es. il codice penale per gli /tati di 5arma, 5iacenza del 8JFH7. +"attenuante del diritto d"onore approdava anche nei codici penali piemontesi del 8J?A e 8J@A, e poi pure nei codici unitari del 8JJA e 8A?H. In particolare nel codice del 8A?H, l"attenuante aveva due presupposti& l"infedelt fisica e la scoperta in flagranza o con altri mezzi ine$uivoca%ili come una confessione. Nella seconda met del Novecento anche il delitto d"onore era ormai al crepuscolo. +a Cassazione ha definitivamente sta%ilito che il diritto d"onore non rientra tra le circostanze attenuanti. Da alcune recenti sentenze 6FHHK-FHHA7 . stato definito come un principio d"azione neutro& non attenuante, non aggravante. Negli ultimi decenni una fittissima produzione normativa internazionale, fatta di leggi e campagne di sensi%ilizzazione 6movimento femminista7, ha tentato di sferrare un attacco glo%ale ad ogni forma di violenza coniugale, e un ruolo primario in tal senso . svolto dall"Bnione ,uropea. Tuttavia fra scontri di culture nella civilt glo%alizzata, psicosi e relitti patriarcali, la storia millenaria della violenza coniugale appare, ancor oggi. !en lungi dall"essersi conclusa.