Sei sulla pagina 1di 36

EFFICERE DEOS

La forma religiosa come volont e rappresentazione teurgica (Bruno d'Ausser Berrau) Nella mentalit attuale, tra i fatti e le idee intercorre un salto di qualit a tutto favore dei primi: dalla parte di questi la realt, da quella delle altre la vaghezza di tutto quanto attiene alla psiche. n'entit quest'ultima, che nella societ contemporanea, caratterizzata da un fortissimo individualismo, trova sempre pi! spazio ma il cui status, scientificamente inteso, si riduce a mero accidente della fisiologia" anche lo sviluppo e l'importanza accordata alle discipline che la concernono non deve trarci in inganno su di una loro effettiva autonomia: una cosa #, infatti, lo studio e l'interpretazione dei fenomeni, altra la spiegazione della genesi del loro insieme, riservata questa alle scienze $iologiche. %noltre, al campo del mentale, # oggi ricondotto anche l'intelletto che, appartenendo invece all'universale e non all'ordine individuale come appunto la psiche, era, nella visione tradizionale, posto invece al vertice delle facolt&. 'a tripartizione dunque dell'essere umano ( corpo, anima, spirito o intelletto ( era poi un riflesso della suddivisione dell'essere totale nei molteplici stati della struttura cosmica, che (concetto da tenere presente per capire le antiche cosmologie) non conteneva soltanto il mondo sensi$ile in tutta la sua indefinita estensione ma anche parte dei mondi superiori. )er meglio intenderci: da questo punto di vista, le qualit costitutive della comprendono, sia la manifestazione formale ovvero quella oggetto, in parte, dei nostri sensi ordinari, sia la manifestazione informale *. + $ene precisare che la manifestazione formale, s'estende sino alle modalit attinenti la materia subtilis ossia comprende quelli che potremmo chiamare i ,prolungamenti, del mondo grossolano. )er legge d'analogia, all'intelletto corrisponde invece il non manifestato, vale a dire il platonico dominio delle idee. 'e idee: il senso primo di questo termine (), uscendo dall'approssimazione contemporanea, si precisa allora come l'identificativo della specie ( ) unica, intui$ile tra una molteplicit di forme. )er questo, # appunto sovraformale o informale che dir si voglia ma il concetto trova piena espressione soltanto al pi! alto livello ontologico (non manifestato) ., # poi conosci$ile pienamente soltanto attraverso l'intelletto e, pi! esattamente, per mezzo del modus agendi di questa facolt, che # la cognitio intuitiva. ''intuizione # quindi il rapporto diretto, privo cio# di intermediari che si sta$ilisce tra l'intelletto ed un oggetto. Altra cosa # invece l'immaginazione, mera espressione della psiche. /uesta precisazione # molto importante perch0 comporta, per l'essenza dell'oggetto di tale cognitio non solo la realt ma il pi! alto grado di essa. 'a natura di quest'oggetto # pertanto informale e ci1 vale a distinguerlo dalle fantasie, che sono soltanto ela$orazioni delle forme del mondo sensi$ile. ''intuizione # quindi sovrarazionale ed i suoi frutti costituiscono (

come ad es. nella geometria ( i postulati stessi di qualsivoglia costruzione logica: in tal senso # sempre stata, presso qualsiasi civilt, una forma di conoscenza superiore e privilegiata proprio per l'immediata presenza del suo o$iettivo, determinando cos2, nel soggetto pensante, quell'illuminatio cognitiva fondamento e scopo d'ogni gnosi3. /ui sorge logicamente una domanda" come pu1 l'uomo, attraverso i suoi mezzi, superare se stesso4 Non # questo in contraddizione con il carattere, olimpico, divino del dominio in cui penetra4 'a risposta sta nella natura, diremmo cos2, proiettiva dell'imago mundi: l'essere, che qui, su questo piano d'esistenza, ci appare come uomo, attraverso la molteplicit degli stati dell'essere, si ricollega, anzi #, nel suo stato ultimo, altra cosa, poich0 la sua ragion sufficiente risiede in ci1 che proietta o produce tutta la manifestazione. + insomma la differenza tra l'%o ed il 50, che permette a quest'ultimo di attingere, anzi d'identificarsi col )rincipio stesso, superando non solo la manifestazione informale ma incentrandosi in quell'iperuranio intorno al quale 66move il sole e l'altre stelle778 'a distinzione dunque tra ,%o, e ,50, # veramente fondamentale per capire quanto andiamo dicendo e per collocare il mito al suo giusto rango" non a caso, 5an )aolo afferma nettamente: 66'a parola di 9io # viva ed efficace, pi! tagliente d'ogni spada a doppio taglio" essa penetra fino al punto di divisione: dell'anima e dello spirito77;. 9a una parte quindi c'# la psiche, con tutto quello che, di transeunte e mutevole, caratterizza l'individualit mentre la quiete non tur$ata dal vortice fenomenico risiede nell'intelletto. /uesta possi$ilit dell'uomo, inteso nella sua totalit, s'esprime compiutamente ( nell'accezione espositiva e didattica ( nel discorso puramente metafisico< ma tale non # il caso del mitologhema che ( come a$$iamo veduto ( appartiene concettualmente al dominio delle idee ma, sostanzialmente, si articola, per necessit narrativa, utilizzando ,vesti, appartenenti a tutto l'amplissimo spettro formale del mundus imaginalis&=. 5trumento principe della narrazione mitica # il linguaggio sim$olico &&, che non deve essere in alcun modo confuso con l'immaginazione romanzesca, con la fantasia ed il fantasticare tipici e pressoch0 esclusivi della moderna letteratura. %l suo, al contrario, # un linguaggio esatto, dove tale qualit deriva proprio dal $asarsi su quel rapporto d'analogia intercorrente tra tutti gli ordini di realt &*. >rattasi dunque di una funzione mediatica&- tra questo e gli altri stati dell'essere. A questo punto, s'impone, visto un pressoch0 unanime fraintendimento in merito, una chiarificazione su cosa de$$a intendersi per sim$olo: l'opinione pi! diffusa, ne fa un qualcosa di figurativo, un'immagine o un'ela$orazione grafica fissata nella storia e resa immuta$ile. Non che questo sia del tutto falso ( ci sono, di fatto, apparenze consolidate ( ma il concetto informativo # semplicemente quello, pel quale, qualsivoglia realt di un certo ordine possa essere rappresentata con una realt d'ordine diverso&.. A tal scopo, quindi, ci si potr avvalere di un ampio spettro di possi$ilit: racconti sim$olici, para$ole, danze, disegni, oggetti ?.&3 )ur non volendo fare distinzioni assolute, ch0, in questa materia, esiste sempre una gradualit di passaggi, ma solo per meglio illustrare la fenomenologia del nostro oggetto, diremmo come, del mito, esistano due grandi formulazioni: la prima # quella, $en nota, delle mitologie e delle narrazioni religiose, che potremmo anche

definire istituzionali, l'altra, spesso negletta e sottovalutata # quella del folklore&8. + $ene, quindi, precisare su$ito che il folklore # molto di pi! di una semplice saggezza popolare ma # proprio uno dei modi con i quali avviene la trasmissione dei dati tradizionali&:: sotto le sue vesti, apparentemente dimesse, ci perviene un autentico sapere, sia di scienze, sia di dottrine. %noltre, la concordanza e l'iterazione presso i pi! diversi popoli e le pi! lontane collocazioni geografiche fanno s2 che appaia evidente come 66le idee metafisiche dell'uomo, siano riduci$ili a pochi tipi universalmente diffusi77&;. Ad esempio, le storie dell'eroe seguono un modello comune a tutti i popoli&< confermando che 66i grandi miti dell'umanit ci appaiano quasi monotonamente simili nelle loro linee di fondo77*= e tutto questo perch0 66la memoria del popolo conserva ? sim$oli arcaici di natura puramente metafisica77 *&. Naturalmente i racconti mitologici ,trascinano, e cos2 rivelano, ad un'attenta lettura, anche una serie di spesso sorprendenti fringe news facenti riferimento alla storia ( diremmo meglio alla protostoria ( ed alla geografia di epoche remote" notizie altrimenti inattingi$ili secondo gli attuali criteri dell'indagine storiografica**. 66A voi # stato confidato il mistero del regno di 9io" a quelli di fuori invece tutto viene esposto in para$ole perch0 guardino ma non vedano, ascoltino, ma non intendano, perch0 non si convertano e non sia loro perdonato77 *-. @istero e mito hanno entram$i radice in Amu, che ha prodotto sia il lt. mutus, sia il v$. , taccio" da questo, significativamente, si # sviluppato , inizio ai misteri. + il silenzio, o meglio, # proprio l'inesprimi$ilit attraverso una forma d'espressione diretta e raziocinante (la via affirmationis)*., che si trova intimamente connessa ai misteri *3" essa # un riflesso dell'ineffa$ile dominio delle idee. %dee alle quali il mito, che, a parer nostro, 66non pare indegno ad omo d'intelletto77*8, permette, attraverso il suo particolare linguaggio, un accesso immediato ed illuminante *:. 9a tutto quanto detto, risulta palese il motivo pel quale, il pensiero tradizionale vede nei fatti un'incarnazione delle idee e non l'idealizzazione di essi. 9alle precedenti considerazioni discende una conclusione della massima importanza: la verit pi! alta racchiusa nel mito # indipendente dalla veridicit o falsit storica di qualsivoglia sacra narrata. /uest'affermazione ci appare oggi di una rilevanza molto pi! significativa che in passato: da quasi due secoli, gli sviluppi della critica testuale, le indagini storiografiche e le risultanze dell'archeologia hanno messo, infatti, in evidenza, sul piano oggetto di tali studi ( pur eliminando gli eccessi di un atteggiamento spesso ostile e preconcetto*; ( incongruenze e discordanze anche palesi nei testi sacri. 5icch0 ( persa ormai non solo ogni diversa tecnica d'approccio m'anche venuta meno, in Bccidente, qualsiasi corretta disposizione dottrinaria da parte dei rappresentanti istituzionali, chiusi nei limiti di un rigido letteralismo e nell'affermazione della totale storicit delle scritture ( la cittadella della tradizione appare serrata da un assedio gravido di esiti infausti e l'intelligenza sem$ra ormai esclusa da una scelta stretta tra il rigetto e la mera credenza. Cermo questo restando, # anche necessario dire che, il su$ordine della verit storica, rispetto a superiori livelli di realt, non contraddice, anzi, implica che la storia, tutta la storia possa essere interpretata come ierostoria ed eventi particolarmente significativi a$$iano anche

potuto avere, nella realizzazione accidentale, una piena rispondenza con la loro esposizione mitica. /uando nei Dangeli s'afferma 66ecco?.tutto ci1 che fu scritto dai profeti riguardo al Ciglio dell'uomo si compir77 *< non #, attraverso citazioni speciose, un a$uso dell' interpretazione vetero(testamentaria ma # il preciso modo di allogare in illo tempore la sequela dei fatti narrati. Eon le stesse procedure, con le quali le lites hanno ,collocato, certi depositi dottrinari nel folklore, analoghe, ristrette comunit, utilizzando differenti e superiori livelli d'intervento, hanno ,costruito,, partendo da alcuni elementi storici (la cui, difficilmente valuta$ile, consistenza quantitativa pu1 variare molto da caso a caso), la struttura scritturale e rituale delle forme religiose. Nel Eristianesimo, con questi intenti, un'evidente operazione teurgica # stata compiuta nel passaggio dal primitivo Fiudeo(Eristianesimo alla costituzione della 66grande Ehiesa77 avvenuta sotto il titolo personale dell'66apostolo )aolo77. )ersonaggio sicuramente storico ma con il quale, do$$iamo immaginare all'opera altre colla$orazioni: nei moderni riferimenti al mondo della tarda religiosit greco( romana, si trova con frequenza l'accenno al sincretismo, che sare$$e stato una diffusa caratteristica della vasta dell'%mpero-= e pertanto, con questo epiteto sviante, sono classificati anche quegli apporti, di diversa provenienza, formanti il Eristianesimo quale oggi conosciamo. Da da s0 che l'intento, sotteso alla scelta del voca$olo, sia quello di far apparire l'opera in questione come un esercizio puramente umano, privo cio# di quel contri$uto intellettuale ovvero iniziatico pel quale entra in gioco il superamento della condizione individuale e l'accesso ad un dominio nettamente olimpico-&. Nella precisa fattispecie del Eristianesimo, siamo invece in presenza non dell'ar$itraria ed individualmente opportunistica mistione di elementi disparati provenienti da eterogenee confluenze-* tradizionali ma della ponderata sintesi-- di componenti e$raiche, giudeo(cristiane e classiche, per limitarsi ai soli contri$uti fondamentali. /uest'opera mitopoietica, non si # conclusa col momento ,paolino, del Eristianesimo ma si # consolidata e strutturata con le decisioni prese dal Eoncilio di Nicea (G -*3) -. ed # poi proseguita per tutto il medioevo, incorporando sia le tradizioni cui esso, successivamente, si # sostituito (soprattutto il 9ruidismo ma anche la tradizione nordico(germanica), sia quell'insieme di leggende e memorie arcaiche, spesso appartenenti al folklore, il quale 66?costituendo il linguaggio naturale di un popolo che non leggeva la Bi$$ia, gli servivano da riferimento per pensare il mondo ed il sacro77-3. 9eterminando cos2 la nascita, all'interno del Eristianesimo, di una vera e propria 66mitologia cristiana77-8 che un'attenta indagine # ancora in grado di rivelare. 'a successione delle feste e delle ricorrenze mostra una scansione in cicli-:, defini$ili carnevaleschi, di quaranta giorni ognuno, cos2 superando il comune concetto del confinamento di tale periodo al solo tempo precedente la /uaresima: la verifica dei riti, commemorazioni ed agiografie, reggenti queste sacre quarantene, con i modelli celtici e comunque pre(cristiani, mette in luce la conservazione della funzione mitica gi da essi posseduta, facendoci comprendere i processi che hanno permesso l'assor$imento della forma politeista col reinserirla, de$itamente adattata, nel quadro monoteista cristiano. /uest'opera, proseguita durante l'intera fase della

cristianizzazione dei popoli europei, # stata fortemente sminuita ed in larga misura distrutta, dalla riforma del calendario effettuata dal Eoncilio Daticano %%" attenutosi, nella valutazione delle ricorrenze, ad un criterio di stretto storicismo caratteristico della mentalit attuale. %n tutte queste operazioni non c'# soltanto il volontarismo unito ad una certa a$ilit associativa" gi agli antichi era nota l'arte di efficere deos-;, che trovava il suo fondamento dottrinale nei concetti di cognatio e consortium ovvero in ci1 che unisce una stessa linea proiettiva-<: dio, angelo, demone, uomo, animale, pianta, pietra.=. /uesto concetto di ,simpatia, ha origini poseidoniche .& ovvero atlantidee (essendo )oseidone il 9io d'Atlantide) e perci1 stesso torniamo all'H$raismo che di quel mondo # il principale epigono.* e tali riti gli erano $en noti: 66fare il Nome77 li chiamavano i ca$alisti. n aspetto di quest'ordine di cose # il famoso Folem .-. @a, di Atlantide, # stato anche erede l'Hgitto e, da un frammento di Numenius, riportato in modo polemico da Brigene.., veniamo a sapere che il dio egizio(ellenistico 5erapis (o 5erapide, ), sare$$e stato creato da un'azione teurgica. 'a cosa singolare # che nella tradizione ra$$inica questo stesso dio # considerato essere il patriarca Fiuseppe, divinizzato dagli Hgizi. 5econdo il Ia$$i livornese Hlia Benamozeg .3, questa identificazione sare$$e giustificata da un'analogia: 5erapis # il dio Nilo (# uno dei suoi molti ruoli) ( il Nilo celeste ( mentre il patriarca Fiuseppe # la sephiroth Yessod, il fiume che sgorga dall'Hden. /ui non # chiaro quanto l'autore, cos2 scrivendo, fosse cosciente come, in quest'altissima collocazione del patriarca (storico4), si (ri)velasse un'evidente e $en precisa operazione teurgica: operazione, del resto, del tutto paragona$ile a quella che fa della @adre di Fes! una )otenza Eeleste.8. )er comprendere la giustificazione metafisica o, in altri termini, la verit e non la ,fantasia, di queste creazioni, # necessario rifarsi a quanto detto all'inizio, sia a proposito della differenza tra %o e 50, sia riguardo allo status dell'uomo inteso nella sua totalit. Nell'intuito divino, la presenza dell'oggetto # inevita$ile perch0 l'oggetto viene ad essere creato dall'intuito stesso" nel contempo, intuito divino ed intuito intellettuale s'identificano.: cosicch0 ogni operazione (o rito che dir si voglia) teurgica ha, ovviamente, un'esistenza soltanto virtuale prima d'essere messa in atto" analogamente, l'Hnte, che le corrisponde, # pura virtualit prima d'essere attualizzato da una ,discesa, ontologica proveniente dal )rincipio ma # proprio con tale procedimento rituale che si determina questa ,discesa,, facendo s2 che esso esca dall'indistinzione originaria per collocarsi al grado che gli compete negli stati molteplici dell'Hssere. Ei1 non significa che il cele$rante agisca sull'intima, principiale natura dell'Hnte ma, facendolo passare dalla potenza all'atto, lo determina nella sua imago, la quale, pertanto, verr ad essere conforme a quanto di esso sar creduto . + per questo che tale Hnte si (rap)presenta, presso la sua comunit di riferimento, nella forma con la quale essa lo crede (imaginatus est) ossia secondo le proprie attitudini e conoscenze ed attraverso i sim$oli pi! adatti a realizzare quell'unio sympathetica, che # lo scopo d'ogni religio. /ueste differenze, tra i diversi gradi di realt, fanno s2 che possano apparire im$arazzanti ( scendendo di livello ontologico ( le ferite dei tanti stigmatizzati:

queste, infatti, si sono sempre presentate, conformemente alla consueta iconografia religiosa, sul palmo delle mani mentre, storicamente, # sicura, per i crocefissi, la localizzazione dei chiodi ai polsi.;. Naturalmente la Ehiesa sorvola, i razionalisti parlano d'isteria se non d'im$roglio e tutti trascurano la realt pi! profonda sottesa da ogni manifestazione anche marginale del sacro: viene d'affermare, con 5chopenauer: 66il mondo come volont e rappresentazione77. A$$iamo visto per1 come la natura del mito trascenda, nella sua essenza, ogni inquadramento ed etichetta contemporanei, in quanto sempre riconduci$ili questi o a modelli interpretativi d'ordine psicologico o ad uno dei molti, moderni e limitanti sistemi filosofici. Note
&

queste considerazioni, come altre nel corso di questo studio, prendono spunto dall'opera di Ien0 Fu0non. )er tale autore, come per Ananda J. EoomarasKamL ed MenrL Eor$in, la necessit di puntuali riferimenti in nota avre$$e appesantito eccessivamente la lettura, pertanto, per loro, i richiami saranno minori del dovuto.
*

quest'ultima appartiene all'universale (i sette cieli planetari danteschi, gli Angeli Clestes) mentre la forma riguarda tutto ci1 che # individuale.
-

analogamente, sul piano individuale, queste estensioni sono prolungamenti dell'%o ed # su di essi che, in gradi diversi, si sposta la coscienza nella condizione di sogno, in certi stati liminari e nel post mortem.
.

l'essere puro (non manifestato), infatti, si pone oltre l'esistenza (il manifestato, i.e. il cosmo) con un preciso limes il cui riflesso linguistico # l'ex stare dell'exsistentia.
3

5A). 8. *=, &=. &= )AI. NNN%%%, &.3

# un altro modo d'esprimere la separazione esistente tra individuale ed universale, tra manifestazione formale e informale, tra le ,acque inferiori, e le ,acque superiori, del FHNH5% (&. 8( :). 9a queste relazioni deriva anche che, il camminare sulle acque (cfr. @>. &.. *3, @E. 8..;, FD. 8. &< nonch0 uno degli attri$uti di Dishnu: !"r"yana, water vehicle ) # sim$olo del possesso da parte dell'essere in questione di uno stato universale.
;

HBI. ..&* " per la spada come sim$olo del cfr. anche A). *. &* e &<. &3.

<

una formulazione cristiana del discorso metafisico # quella della cosiddetta teologia negativa (via negationis# praticata da 9ionigi l'Areopagita, a 5coto Hriugena, fino a @eister HcOhart e Niccol1 da Eusa) incentrata sugli attri$uti negativi di 9io. Attri$uti, che sono i pi! adatti a significare la natura ultima degli stati di non manifestazione e, a maggior ragione, del )rincipio stesso, poich0, negando l'appartenenza dei predicati al soggetto, lo sciolgono o da un vincolo o da ogni limite e permettono, sia pur imperfettamente, di dare una qualche espressione all'ineffa$ile (esso # tale per mancanza appunto di predicati) e di pronunciarsi anche intorno a ci1 che non ha alcun confine. 9i converso, all'aggettivazione positiva (via affermationis) appartiene la descrizione di quell'aspetto del reale che include tutto quanto # pertinente il manifestarsi dell'ontologia ossia l'esistenza.

&=

cfr. Aristotele quand'afferma che, in quanto individuo, 66l'uomo non pensa mai senza immagini77. )er il ruolo del filosofo nelle dottrine relative al mundus imaginalis, particolarmente sviluppate nella corrente degli $shr"%&y'n iranici, cfr. M. Eor$in, HN %5'A@ %IAN%HN, Fallimard, &<:& (( tomes): si # qui preferito l'uso del latino per sottolineare la distinzione concettuale esistente con l'immaginazione sinonimo, nel linguaggio ordinario, di mera fantasia.
&&

dal v$. , metto insieme, unisco

&*

per misurare tutta la differenza che intercorre col pensiero moderno, $asti pensare che P. 9eKeL definisce il sim$olo un 66segno ar$itrario e convenzionale77 ('BF%E, intr. %D) ed il Eh. Q. @orris ne parla, parimenti, come di 66un segno ar$itrario e convenzionale usato in sostituzione di altro riguardo ad un certo comportamento77 (5%FN, 'ANF AFH AN9 BHMAD%BI, %.;)
&-

questo ruolo di medium # stato stravolto dall'eliminazione del concetto di mondo intermediario, avvenuta con la riduttiva polarizzazione del reale, in ,spirito, e ,materia,, compiuta da Eartesio: # a motivo di questo vulnus che sono poi potuti sorgere i sistemi filosofici moderni: cfr. il ns. articolo )anua $nferni in H)%5>+@H, n &.
&.

anche qui pu1 sorgere un equivoco, tale da cooptare nel mito anche le moderne allegorie letterarie nelle quali invece il rapporto non # mai tra diversi ordini di realt ma ci si muove o in am$ito storico o sentimentale o quant'altro ma, in ogni caso, sempre all'interno della sola vita ordinaria. Allegoria: per l'etimo, conserva invece la traccia di una passata relazione con l' ,altro,: , dire altra cosa" cfr. I. Fu0non, A)HIR 5 5 I ''%N%>%A>%BN, )aris, Ch. *+$$, &<8..
&3

naturalmente non c'# alcuna possi$ilit di una scelta ar$itraria ed individuale dei sim$oli essendo realmente tali solo quelli pei quali non c'# la possi$ilit d'assegnare loro un autore. Hsemplificando e per capire: anche i sim$oli ,storicamente, cristiani non sono data$ili, sono, infatti, presenti ab immemorabili in altre tradizioni e soltanto le loro interpretazioni pi! contingenti possono, apparentemente, limitarne la portata universale. Altra relazione importante dei sim$oli # quella con i riti, stante la portata sim$olica d'ogni atto di questi.
&8

fairy tales, canti, $alli, giochi, medicina?

&:

il popolo aveva (oggi # difficile dire quale classe a$$ia queste caratteristiche) per la sua ,plasticit, questa capacit di ricevere, predisposto nei modi appropriati, un qualsiasi ,deposito," va da s0 che la conduzione, in tempi emergenziali, di tali operazioni di ,consegna,, era uno dei compiti dell'lite.
&;

C. Boas, >MH @%N9 BC )I%@%>%DH @AN , NeK SorO, &<-;.

&<

'ord Iaglan, >MH MHIB, 'ondon, &<-8. )er questi temi: A. J. EoomarasKamL, ,he -rimitive .entality, in / AI>HI'S PB INA' BC >MH @S>M%E 5BE%H>S, NN, &<.=.
*=

9. E. Moltom, >MH NA>%BNA' CA%>M BC PA)AN, 'ondon, &<-;. A tal proposito, sono invero sorprendenti i riscontri reperi$ili nel li$ro $ase dello 5hinto, il JB(F%(J% di Sasamuro, tr. it. di @ario @arega, 'aterza, Bari, &<-;.
*&

@. Hliade, in TA'@BN%5, $$, /010.

**

per quest'ordine di ricerche cfr. C. Dinci, B@HIB NH' BA'>%EB, C.lli )alom$i, Ioma, &<<;, ed i ns. 'A 5EAN9%NAD%A H ''ACI%EA, Eentro 5tudi 'a Iuna, Ehiavari, &<<<, 2elgoland in A'F%TA, n. &., *===. Nell'articolo di EoomarasKamL (cfr. supra, n. &.), # riportato che, le ,rupi erranti,, identificate nel precitato studio del Dinci come icebergs, oltre che nell'B9%55HA, si ritrovano in leggende eschimesi e navaUo.
*-

@E. .. && ma anche @>. &-. &-, 'E. ;. &=" 66quelli di fuori77 sono chiaramente ,i profani, in senso iniziatico e queste parole smentiscono, con certezza, chi oggi nega l'esistenza, nel Eristianesimo, di una dottrina segreta implicante un esoterismo che, ovviamente, e$$e a comportare un superamento della lettera dei Dangeli.
*.

l'intuizione intellettuale non # irrazionale come pu1 esserlo quella intesa dal linguaggio ordinario e la via negationis non # l'ateismo come sem$rano credere, smentendo la loro stessa storia teologica, certe frange confessionali contemporanee.
*3

la conferma, del carattere iniziatico e quindi della natura di vie di realizzazione spirituale proprie agli antichi mestieri ed alle relative organizzazioni, risulta evidente dalla constatazione che la parola che anche oggi li designa venga direttamente da , mistero" rif. a I. Fu0non, op. cit. supra, n. &..
*8

%NC. *. &< cfr. supra, n. 8.

*:

*;

# nettamente percepi$ile come dietro l'apparenza dell'oggettivit scientifica ma a volte, paradossalmente, anche dietro la maschera dell'ortodossia fondamentalista, si celino intenzioni nettamente antitradizionali e dissacratorie.
*<

'E. &;. -&

-=

si deve comunque riconoscere che, a livello di massa, ci furono, all'epoca, sicuramente molti fenomeni di culti cos2 classifica$ili.
-&

cfr. supra, p. &, -VW.

-*

un esempio contemporaneo di queste insensate giustapposizioni sono le composite teorie della corrente !ew Age, le quali non sempre si limitano a questo piano astratto ma spesso cercano di convincere ad esotiche pratiche rituali, col rischio, per chi vi aderisse, di entrare in campi d'influenza psichica disarmonica rispetto all'am$iente ed alla formazione dello sperimentatore, con il rischio di uno choc mentale ed un conseguente squili$rio difficilmente rimedia$ile.
--

l'uso del voca$olo # dettato proprio dalla volont di distinguere tra l'a$$inamento di elementi eterogenei (sincretismo) e quello che invece avviene tra forme similari di tradizioni differenti, dove la fungi$ilit # resa possi$ile dall'intima, stessa natura delle due cose, tale a dispetto della diversit del contesto esteriore. n esempio tra i tanti possi$ili: l'angelologia delle religioni monoteiste e gli 9#i d0i cosiddetti politeismi
-.

in quell'occasione, si procedette ad un'ulteriore differenziazione dall'H$raismo sta$ilendo una diversa collocazione della )asqua: invece che al primo giorno di luna piena dopo l'equinozio di primavera (&. !i3an), fu scelta la prima domenica successiva. Altra importante operazione di teurgia sul lungo periodo # stata l'instaurazione dei sacramenti, che furono prima concettualizzati

dallo )seudo(9ionigi ma soltanto nel N%% sec. pervennero ad una definitiva fissazione e determinazione teologica.
-3

)hilippe Qalter, @%>B'BF%H EMIH>%HNNH, Xd. Hntente, &<<*, p. &=. ibidem Elaude Faigne$ert, 'H EAINADA', )aris, &<:.. vd. Eharles @opsiO, 'H5 FIAN95 >HN>H5 9H 'A EABA'H, )aris, &<<cfr. supra, p. &, .VW

-8

-:

-;

-<

.=

analogamente nella Ea$ala, questo d luogo ad un'antologia della rassomiglian3a, che # definita catena delle somiglian3e, chalchlet ha demout.
.&

cfr. J. Ieinhardt, JB5@B5 . 5S@)A>M%H, p.3= ss., &=3 n. &, &&&(&*& et passim.

.*

quest'affermazione necessitere$$e di ulteriori spiegazioni, esulanti per1 la portata del presente lavoro, $asti qui l'accenno alla tradizione caldaia matrice di esso (la r di A$ramo)" civilt che, cronologicamente, precede quella egizia: vd. -lace de la tradition atlantenne dans le .anvantara, in I. Fu0non, CBI@H5 >IA9%>%BNNH''H5 H> ESE'H5 EB5@%/ H5, )aris, &<:=.
.-

@oshe %del, 'H FB'H@, )aris, &<<*.

..

Contra Celsum, 5B IEH5 EMIX>%HNNH5, )aris, &<:-, p. &.: " sempre per quest'ordine di pro$lemi vd. anche Asclepius (W *-, W -:(-;), EBI) 5 MHI@H>%E @ (t. %%), )aris, &<;-.
.3

4e -entateu%ue, H@ 'A(@%/IA, 'ivourne, &;8*, p. &83 a.

.8

cfr. l'incommensura$ilit tra gli attri$uti della Dergine elencati nelle litanie lauretane, la sua collocazione dogmatica ed i riscontri non tanto storici, quanto propriamente evangelici del personaggio.
.:

'E. &:. *&, @>. &8. &<, FD. *=. *-, @>. &;. &;. cfr. anche la 5indone

.;

Una nota a proposito del significato della Primavera di otticelli


(Cranco Baldini)
,'a -rimavera, in special modo, # rimasta un enigma., Hdgar Qind

Doglio innanzitutto dichiarare che lo scritto seguente non ha alcuna pretesa: non essendo n0 uno storico n0 un critico dell'arte non possiedo gli strumenti necessari a

conseguire in merito alcun tipo di certezza, n0 posso affermare di aver approfondito l'argomento nella misura che richiedere$$e. >uttavia ( poich0 # generalmente ammesso dagli specialisti che il significato della -rimavera di Botticelli conserva aspetti non chiari ( svolgo qui, su sollecitazione dell'amico prof. Bartocci, alcune considerazioni che, per le novit che contengono, potre$$ero essere in qualche modo utili a chi volesse indagare ulteriormente il pro$lema.

, >radizionalmente ( come riferisce Hdgar Qind nel suo 4a -rimavera di 5otticelli ( a partire dalla destra del quadro per chi guarda, i personaggi sono identificati con la sequenza Tefiro ( Chloris ( Clora, secondo una citazione dai 6asti di Bvidio quasi certamente portata a conoscenza del pittore dal suo amico )oliziano" le figure centrali con Denere e Eupido" poi vengono le tre Frazie e infine @ercurio. Non credo si possa du$itare che l'identificazione del primo terzetto sia esatta: come si pu1 vedere, rispecchia i versi di Bvidio in modo assolutamente fedele. ,Bra chiamata Clora, ero in realt Elori: la lettera greca del mio nome fu guastata dalla pronuncia latina. Hro Elori, ninfa dei campi felici dove hai udito che in passato e$$ero la loro dimora uomini fortunati. 9ire quale sia stata la mia $ellezza, sare$$e sconveniente alla mia modestia: ma fu essa a trovare come genero per mia madre un dio. Hra primavera, vagavo" Tefiro mi vide, cercai di allontanarmi" m'insegue, fuggo" ma egli fu pi! veloce. H Borea, che aveva osato rapire la preda dalla casa di Hretteo, aveva dato al fratello piena licenza di rapina.

>uttavia fa ammenda della violenza col darmi il nome di sposa, e nel nostro letto non ho mai dovuto lamentarmi. Fodo d'una eterna primavera" # sempre splendido l'anno, gli al$eri hanno sempre le fronde e sempre ha pascoli il suolo. )ossiedo un fiorente giardino nei campi dotali, l'aria lo accarezza, lo irriga una fonte di limpida acqua: il mio sposo lo ha riempito di copiose corolle, e ha detto: ,A$$i tu, o dea, piena signoria sui fiori, 5pesso io volli contare le loro specie, ma non vi riuscii: il loro numero superava il conteggio., Bra, questo si accorda straordinariamente $ene ( anche nell'integrazione dinamica delle immagini ( con l'identificazione della sequenza Tefiro (vento primaverile), Chloris (il verde primaverile), Clora (lo schiudersi dei fiori che segue la verdura). @i pare o$$iettivamente difficile poter mettere in du$$io questa identificazione delle tre figure. >uttavia ci1 pone un pro$lema a$$astanza grave relativamente all'unit formale della composizione. A quei tempi, questa dipendeva costantemente da un'unit semantica (quasi sempre letteraria) sottostante. Bra, se si identifica la figura femminile al centro con Denere, non si vede $ene quale possa essere questa unit. %nfatti, se # vero che nel mito e nella favola si trova di che collegare semanticamente tra loro le figure di Denere, Eupido, le Eariti e @ercurio, non vi si trova invece nulla che riallacci Denere all'episodio narrato da Bvidio. Caccio notare che la figura femminile centrale 7 palesemente incinta: se # vero che le donne di Botticelli hanno tutte il ventre un po' arrotondato, questa lo ha in modo assai pi! marcato delle altre, cosa fortemente sottolineata dal panneggio della tunica e del manto. 5i trattere$$e dunque pi! precisamente di trovare, nella letteratura accessi$ile a Botticelli, qualcosa che riallacci una qualche gravidanza di Denere alla favola di Clora: altrimenti l'interpretazione tradizionale rimane segnata da un fastidioso iato semantico. A mio avviso ci1 # imperativamente richiesto anche dalla struttura stessa della composizione. )ur essendo in questo campo un profano, nemmeno io fatico a vedere che, se vi si elimina la figura di @ercurio, il quadro trova una perfetta simmetria: ai lati due gruppi di tre figure e al centro due figure sovrapposte lungo l'asse verticale mediano. /uesto insieme, essendo formalmente unitario, deve esserlo anche semanticamente. @a il pro$lema #, appunto, che non si sa quale rapporto semantico ci sia tra Denere e il gruppo Tefiro ( Chloris ( Clora. ''unica figura che non # formalmente unita alle altre ( o lo # solo secondariamente, a causa dell'inquadramento generale della composizione ( # quella di @ercurio: # quindi la sola che potre$$e godere di una certa qual autonomia semantica. 5i noti che, se considerata a s0, anche la parte che contiene @ercurio # simmetrica, naturalmente su quell'unica figura: la rappresentazione # cio# divisa in due parti in s0 simmetriche che, giustapposte, creano un'asimmetria formale. /uest'ultima # poi corretta metricamente perch0 il quadro non risulti completamente s$ilanciato, nel senso che lo

spazio materiale concesso alle tre figure all'estrema destra # un po' pi! esteso di quello concesso alle tre Frazie, ma non tanto da riassor$ire del tutto l'asimmetria. 5i potre$$e anzi dire che, abbellendola, 5otticelli la sottolinea. A causa di quanto precede, gli aspetti formali del quadro dicono chiaramente ( secondo me ( di due sensi distinti e conchiusi in se stessi, che l8artista pone in rela3ione tra loro. Bra, la difficolt dell'interpretazione tradizionale ( che, come ho detto, riunisce semanticamente Denere, Eupido, le Eariti e @ercurio mentre ne lascia separati Tefiro, Chloris e Clora ( sta proprio nel fatto che non rispetta minimamente la struttura formale in quanto la scissione semantica del quadro che essa propone non vi trova corrispondenza. %nfatti la scissione formale tra le due simmetrie #:

, mentre quella semantica proposta dall'interpretazione tradizionale #:

, il che non solo non si accorda assolutamente con la struttura formale, ma la rende anche incomprensi$ile. E'# tuttavia ( secondo me ( un'altra lettura possi$ile, molto pi! interessante e adeguata in quanto si accorda $enissimo con quanto a$$iamo detto in precedenza. 5i tratta di una lettura talmente ovvia e facile, da rendere assolutamente incredi$ile il fatto che non sia mai stata presa in considerazione. Assumiamo dunque come certo che le tre figure sulla destra per chi guarda siano Tefiro, Chloris e Clora, le quali esprimono una citazione dai versi &<3(*&. del quinto li$ro dei 6asti di Bvidio: non ne # mai stata data un'interpretazione che potesse anche lontanamente competere con questa. Bra, per giungere alla corretta interpretazione di tutto il gruppo che nella composizione # simmetricamente a s0 stante, basta continuare a leggere 9vidio, anche dopo il verso *&.. %nfatti, ai versi *&<(**= leggiamo: ,H su$ito giungono le Eriti, e intrecciano ghirlande e serti destinati a cingere le loro celesti chiome.,

9unque, nello stesso contesto del lungo monologo di Clora, noi troviamo le Frazie, costituenti appunto il trio che nella composizione fa da contrappeso a quello formato da Tefiro ( Chloris ( Clora. H non # tutto, perch0, se continuiamo a leggere, ai versi **<(*38 noi troviamo quanto segue: ,)ersino @arte, se lo ignori, fu generato per opera mia: ma prego che Fiove non lo sappia, come non lo seppe finora. 'a sacra Fiunone, essendo nata @inerva priva di madre, si dolse che Fiove non avesse avuto $isogno di lei. H andava per lamentarsi con Bceano dell'azione dello sposo" affaticata dal cammino si ferm1 presso la nostra soglia. Appena la vidi, dissi: ,B 5aturnia, che cosa ti ha spinto fin qui4, Hlla mi espone verso qual luogo si dirige, e aggiunge il motivo. %o cercavo di consolarla con parole amiche. ,%l mio affanno,, dice, ,non si pu1 consolare con parole. 5e Fiove # diventato padre senza congiungersi con la sposa, e da solo si # appropriato del nome dell'uno e dell'altra, perch0 io devo disperare di essere madre senza marito, e di partorire restando casta, senza virile contatto4 )rover1 tutte le misure esistenti sulla vasta terra, a costo di esplorare fin i mari e gli a$issi del >artaro., Hro sul punto di parlare" ma avevo il volto di chi esita. @i disse: ,Non so cosa, o ninfa, ma mi sem$ra che tu possa qualcosa,. >re volte volli prometterle aiuto, ma tre volte la lingua s'arrest1: l'ira di Fiove era la grande ragione del mio timore. 9isse: ,Aiutami, ti prego: il soccorritore rimarr segreto, e mi sar testimone il dio della palude stigia,. ,Ei1 che chiedi,, risposi, ,lo dar un fiore che mi giunge dai campi olenii" esso # unico nei miei giardini" chi me lo ha dato disse: ,5e tocchi con esso una giovenca sterile, diverr madre,: la toccai e senza indugio divent1 madre., 5u$ito con il pollice colsi il fiore $en radicato" con esso tocco Fiunone, ed ella nel grem$o toccato concepisce., Alla luce di quanto precede, che cosa impedisce di riconoscere ( nella donna al centro della composizione, che # in evidente stato di gravidanza ( la dea Fiunone, resa incinta di @arte ad opera di Clora4 'a fonte della sua identificazione con Denere # infatti Dasari, ed # soltanto a causa della sua autorit che ( secondo me ( nessuno l'ha mai messa in discussione nonostante i notevoli pro$lemi che suscita. Bccorre tuttavia osservare che Dasari, nella sua +ita di 5otticelli, non # sempre attendi$ile: non solo attri$uisce al pittore un quadro non suo ma lo dice ,piagnone,, ossia savonaroliano, e lo destina a una vecchiaia di infermit e di stenti: tutte affermazioni che sono state poi dimostrate false.

5econdo me la dama in questione # Fiunone, non Denere. %nfatti $uno era sempre rappresentata con un aspetto dignitoso e calmo, proprio come la nostra dama. % .atronalia, festa in suo onore, dedicata al risveglio della natura e alla fertilit dei campi, degli animali e delle donne, si tenevano alle Ealende di @arzo, cio# all'inizio della primavera. %l nome ,$uno, poi deriva da ,iun ,, forma sincopata di ,iuven ,, contenendo dunque l'idea di ,forza vitale,, ,giovinezza,. 'a dea # gi incinta di @arte, dio non solo della guerra ma anche preposto alla tutela delle messi, cui era dedicato il mese di @arzo, primo mese della primavera e primo mese dell'anno secondo i latini. 'e tre Frazie ( anch'esse menzionate in Bvidio ( sono verosimilmente quelle adorate ad Hleusi, ossia Aux:, ,all: e Carp: , nomi che evocano la crescita, il germogliare delle piante e la piena maturit dei frutti. + quindi constata$ile una simmetria anche semantica tra Tefiro e Aux:, Chloris e ,all:, Clora e Carp:, spiegata facilmente con il fatto che la sequenza Tefiro ( Chloris ( Clora # una serie di sviluppo naturale: # il vento tiepido di primavera che aiuta i verdi e teneri germogli ( Chloris Y chloros Y verde pallido) a fiorire. Bra, le tre Eariti ( come a$$iamo visto ( ripetono esattamente la stessa sequenza. Fiunone concepisce ,dummodo casta,: a mio avviso # per significare questo che Eupido, assente dal $rano di Bvidio, viene inserito da Botticelli nella composizione. Hgli rivolge la sua freccia verso la Frazia ,all: (+iriditas), quella vergine, che rappresenta appunto la Eastit. Eos2 Botticelli figura il desiderio di Fiunone. %nfatti nel caso in questione la gravidanza non # la mera conseguenza della copulazione, cio# di un desiderio sessuale. Naturalmente, il Eupido in questione # figlio di Denere rania, non di Denere )andemia. Noi vediamo allora che, in questa prospettiva, all'unit formale della parte destra della composizione corrisponde l'unit testuale e semantica di una lunga citazione da Bvidio che costituisce una straordinaria cele$razione della primavera. )rendiamo ora in considerazione la figura del giovanotto sulla sinistra del dipinto, formalmente fuori simmetria. /uesto ,in pi!, formale va letto secondo me nel modo seguente: il quadro # diviso in due parti giustapposte il cui senso si equivale, cio# l'una spiega l'altra, come in una specie di equazione, formale perch semantica. % calzari alati e il caduceo sono ovviamente sufficienti a identificare il personaggio come @ercurio. Anch'egli # assente dal racconto di Bvidio, tuttavia sappiamo che, per tradizione, era considerato scorta e duce delle Frazie: Botticelli, introducendolo nella composizione, sfrutta dunque la compiacenza di un t;pos letterario. >uttavia, proprio in relazione all'aggiunta di Eupido e @ercurio, do$$iamo sottolineare che )oliziano, nel suo commento in versi ai 6asti di Bvidio ( purtroppo perduto ( avre$$e potuto averli introdotti, fornendo cos2 gi pronta a Botticelli l'intera serie dei personaggi della -rimavera. %n luogo del solito petaso, il dio porta un elmo: # l'elmo di Ade, che conferisce l'invisi$ilit a chi lo indossa, appunto uno degli attri$uti tipici di @ercurio. >uttavia, il fatto che il pittore a$$ia intenzionalmente scelto questa alternativa (rispetto a quella pi! comune del petaso) non pu1 essere senza significato. @ercurio indossa l'elmo di Ade, dun%ue 7 invisibile. ''inventio # semplicemente deliziosa e dimostra, se ce ne

fosse $isogno, il genio di Botticelli. ''artista, con questo sottile artificio stilistico ci dice che ci sta facendo vedere qualcosa che ordinariamente non si vede, che ci sta mostrando l8invisibile. Eos2 questa aggiunta, se per un verso tur$a la simmetria del dipinto, per quest'altro non la tur$a affatto perch0 @ercurio c'#, ma come %ualcosa che non si dovrebbe vedere. Ehe cos'# questa cosa4 Eerchiamo di capirlo. @ercurio, i cui piedi sono $en piantati a terra, tende il caduceo verso il cielo, e con l'estremit perfora un nem$o. 'a sua tunica rossa ( color del fuoco ( # poi decorata da fiammelle che salgono e scendono. Non serve di pi! per comprenderne il significato: @ercurio il messaggero, instanca$ile tramite tra terra e cielo, # una $ellissima allegoria del fuoco celeste o spiritus mundi (da non confondere con l'anima mundi ), detto anche mercurio celeste o spirituale, che nella filosofia della natura vigente ai tempi era supposto circolare incessantemente tra terra e cielo secondo il ritmo delle stagioni. Hcco quanto ne scriveva @arsilio Cicino nel terzo li$ro del suo <e vita: ,Hsso # un corpo sottilissimo, quasi non corpo e gi anima, o quasi non anima e gi corpo. 'a sua capacit contiene pochissima natura terrena, un po' di quella aquea, ancor pi! di quella aerea, ma soprattutto moltissima di quella del fuoco delle stelle (...). Hsso vivifica tutto e ovunque ed # il responsa$ile prossimo di ogni generazione o mutamento., /uesta # tra l'altro la ragione per cui l'acrostico %NI% si vide in seguito conferire ( oltre all'interpretazione canonica di $esus !a3arenus =ex $udaeorum ( quella filosofica e naturalistica di $gne !atura =enovatur $ntegra. /uesto fuoco o spirito celeste era considerato l'agente invisibile di ogni dinamica ciclica nella natura su$lunare, ed # perci1 che @ercurio porta l'elmo di Ade. 'a sua figura tesa tra terra e cielo costituisce un tratto verticale: sim$olo $en noto dello spirito. Eomprendiamo quindi il senso dell'asimmetria del dipinto: esso # platonicamente diviso in due parti, una che rappresenta il mondo visibile, quello delle manifesta3ioni e, tutt'al pi!, delle cause apparenti, l'altra il mondo invisibile, quello delle cause reali. @ercurio volge le spalle al resto della composizione, non la vede. 'e due parti sono tenute assieme unicamente dal loro inquadramento generale nello scenario del giardino terrestre e, al suo interno, dallo sguardo di ,all:, +iriditas, la Eastit ( proprio quella che Eupido prende di mira ( che si appunta su @ercurio. Dale la pena soffermarsi un attimo sul gioco di sguardi presente nella tela: in essa nessuno guarda nessun altro, eccezion fatta per Chloris, Tefiro, ,all: e @ercurio. Chloris e Tefiro si guardano l'un l'altro, il loro # un rimando circolare, tutto interno alla parte destra del dipinto, quella che a$$iamo detto rispecchiare il mondo visi$ile. All'altro lato di questa stessa parte, la Frazia che corrisponde a Chloris ( cio# +iriditas ( non guarda pi! all'interno del mondo visi$ile ma all'esterno, verso @ercurio, ossia verso la parte della tela che rappresenta il mondo occulto, invisi$ile. @ercurio a sua volta non rivolge lo sguardo a +iriditas ma scruta interrogativamente il nem$o celeste, il deus absconditus da cui proviene.

'o sguardo di Chloris rinvia alla causa immanente, mondana, apparente della propria metamorfosi: Tefiro. @a anche lo sguardo di quest'ultimo rinvia alla causa apparente e mondana del proprio desiderio: Chloris. 5enza il vento tiepido di primavera la verdezza dei germogli non dar mai fiori, ma senza i germogli sui quali agire il vento di primavera resta inefficiente. + questo il rimando circolare tipico del coniugium, dell'amore carnale in cui l'uno dei due attori rimanda all'altro come causalit sensi$ile del proprio atto. 9al lato di +iriditas (Eastit), invece, le cose stanno diversamente: il rimando di sguardi non # circolare ma va dalla condizione apparente del concepimento (Eastit) alla sua causa occulta e prossima (spiritus mundi), da questa a quella occulta e prima (9io). Ei1 secondo me esprime l'idea che la castit, in quanto condizione paradossale del concepimento, necessita di un ricorso a una qualche causa invisibile dello stesso. Non pu1 esserci concepimento assolutamente casto: $uno # casta solo apparentemente, nel mondo visi$ile, non in quello invisi$ile. Hcco perch0 +iriditas guarda @ercurio: riconosce in lui la causa occulta del concepimento di Fiunone. Eon lo sguardo, la condi3ione visibile del rinnovamento della natura rinvia alla sua causa occulta . H se @ercurio non guarda, non vede il resto della composizione, # proprio perch0 ne rappresenta la causa fisica, naturale, non intenzionale, dunque inconsapevole. 5olo per coloro il cui sguardo # prigioniero del mondo delle apparenze pu1 esservi concezione casta, immacolata, ma per colui che si spinge a scrutare anche il mondo invisi$ile, il filosofo platonico, essa non lo # affatto: soltanto, avviene attraverso un meccanismo sottile, che sfugge alla presa dei sensi. @a vi # da notare un'ultima magnifica cosa: il resto della composizione, escluso @ercurio, # disposto secondo la forma di un triangolo con un vertice rivolto verso l'alto (i vertici sono costituiti da Tefiro, Aux: e Eupido): questo era allora proprio il sim$olo grafico del fuoco. Eos2 Botticelli, accostando @ercurio al resto della composizione, eguaglia il tratto verticale al triangolo, lo spirito al fuoco, affermando che il fuoco 7 lo spiritus mundi reso visibile e testimoniando ulteriormente, per chi sapeva leggere la sua cifra, della propria segreta fede ermetico(origenista nella palingenesi. + qui necessario ricordare che il rinascimento fu percorso da uno stranissimo di$attito, a tratti anche molto acceso, che verteva su una singola questione: ,Brigene ha potuto avere la salvezza eterna o no4, Brigene fu un padre della Ehiesa del quale alcune tesi furono rigettate come eretiche. >n gros, egli aveva compiuto un'affascinante sintesi cristiana tra idee tipiche del neoplatonismo e idee tipiche dello stoicismo. %n particolare credeva nella rigenerazione periodica dell'universo attraverso il fuoco e nella trasmigrazione delle anime: come si vede, qualcosa di molto prossimo alle tesi sostenute da Hrmete >rimegisto e tradotte da Cicino. /uale migliore esempio per l'intellighen3ia ficiniana, che considerava il cristianesimo semplicemente come la sintesi e il compimento di tutte le antiche religioni4 Ei1 fece s2 che gran parte della migliore cultura rinascimentale fosse origenista (anche se non sempre apertamente). %l di$attito che se ne produsse avre$$e dovuto essere il logico preliminare ( ovviamente nel caso che la tesi della salvezza di Brigene fosse stata

accettata ufficialmente ( ad autorizzare un origenismo esplicito, dichiarato, come forma cristiana dell8ermetismo. %n Cirenze, la rinascita di Brigene comincia proprio ai tempi di Botticelli, ad opera di @atteo )almieri e 'eonardo 9ati, in un clima di estrema segretezza, pur avendo entram$i manifestato la volont che le loro idee fossero rese pu$$liche dopo la morte. )almieri mor2 nel &.:3 e il suo poema origenista ( Citt? di vita ( fu esposto in pu$$lico con grandi lodi. Nel &.:3 un'edizione delle 9melie di Brigene fu pu$$licata in appendice ai sermoni di 5. Fregorio. ''Accademia platonica adott1 Brigene apertamente e Cicino ne lod1 assai le opere. Nel &.;8 l'impetuoso )ico della @irandola, nelle sue !onagentae conclusiones , ri$ad2 la tesi relativa alla salvezza spirituale di Brigene: questa fu contestata, insieme ad altre, da un comitato inquisitoriale e il li$ro venne messo all'indice. %l &.:; ( pro$a$ile anno di composizione della -rimavera ( s'inserisce dunque in un momento storico in cui le tesi origeniste cominciano a diffondersi tra gli intellettuali e nello stesso circolo frequentato da Botticelli: si pu1 dire senz'altro che vi costituiscono uno degli argomenti ? la page. Bra noi sappiamo che Botticelli ( definito da Dasari ,uomo sofistico, ( fu sospettato in vita proprio di origenismo. 5e Dasari, senza argomentare, mostra di non credere a tale accusa, in modo molto pi! persuasivo Qind attira la nostra attenzione su un fatto illuminante: Nella Eappella 5istina, Botticelli raffigura la >entazione di Eristo e la Fuarigione del le$$roso come parti di un grande ciclo $i$lico centrato sull'ospedale di 5anto 5pirito, una fondazione patrocinata da 5isto %D. Eon questa allusione topografica si intendeva certamente fare omaggio al papa, ma ci1 non spiega quale rapporto esista tra la Fuarigione del le$$roso e la >entazione di Eristo, o tra questi due episodi e il 5anto 5pirito. H$$ene, in un'omelia di Brigene questi tre temi sono fusi in uno. 5e si pu1 dunque attri$uire a Botticelli almeno un dipinto di ispirazione origenista, come non pensare che quest'ultima possa esser presente in altri4 9ato lo sfondo culturale, difficilmente si pu1 ammettere che questo possa esser stato per lui un tema di riflessione solo occasionale. @a, in relazione all'origenismo della -rimavera, vi # un altro dato da ricordare: circa due anni prima della sua composizione, dunque nel &.:8, 5isto %D introdusse ufficialmente la festa della Eoncezione di @aria nel Ealendario romano. Bench0 quello definitivo dovesse attendere fino al &;3., era comunque un passo importante verso la proclamazione del dogma dell'%mmacolata Eoncezione. %l di$attito in merito datava da lunga data e, in quel tempo, era vivissimo, tanto che lo stesso 5isto %D, nel &.;-, dovette addirittura minacciare di scomunica chi, in una delle due fazioni, accusasse di eresia gli appartenenti all'altra. Bra, uno dei padri della Ehiesa che veniva invocato sovente dagli oppositori del privilegio mariano era proprio Brigene, il quale aveva ritenuto che Eristo fosse morto anche per i peccati di @aria. A questo punto, credo di aver raccolto materiale sufficiente per leggere il quadro secondo i quattro sensi che venivano allora regolarmente inclusi in ogni opera d'arte, che fosse letteraria o figurativa, e che 9ante codific1 nel <e vulgari elo%uentia.

%l senso letterale ( primo senso da cui tutti gli altri dipendono ( consiste in una lunga citazione letteraria tratta dalla riela$orazione polizianesca dei 6asti di Bvidio, oppure dai 6asti stessi. 'e due figure aggiunte alla narrazione ( quelle di Eupido e @ercurio ( sfruttano dei t;poi letterari assai comuni, perfettamente concessi dal contesto, ma che tuttavia aggiungono aspetti semantici in esso non contenuti. Al secondo livello il quadro # ci1 che si sa da sempre: un'allegoria della primavera. 'a sequenza Tefiro ( Chloris ( Clora ( %uno ( Easto concepimento di @arte ( Frazie ( @ercurio significa il rinnovamento della natura, la cui causa occulta (il suo agente invisi$ile) sta nella discesa stagionale dello spiritus mundi. %l senso morale esprime allora, coerentemente, la teoria ficiniana dell'amore spirituale, come mezzo attraverso cui l'uomo, e al limite la natura tutta, pu1 deificarsi. A Cicino il desiderio di Fiunone di partorire , dummodo casta,, al pari di Fiove, non deve essere apparso affatto come un desiderio invidioso, $ens2 come un'emulazione di 9io che non poteva mancare di avere effetti spiritualizzanti. Anagogicamente invece ( cio#, come dice 9ante, riguardo ,le superne cose dell'etternal gloria,( # pro$a$ile che tutto ci1 esprima pittoricamente la sofisticata opinione ficiniana rispetto al pro$lema teologico dell'%mmacolata Eoncezione. Non sono riuscito ad accertare quale possa esser stata effettivamente la posizione di Cicino in merito ma, sulla $ase di quanto so delle sue idee, tendo a ricostruirla come segue. Nella sua paradossale posizione di ,eretico cattolico,, anche qui egli deve essersi sforzato di conciliare tesi opposte. %o penso che egli n0 accettasse n0 respingesse entram$e le posizioni, ma le situasse su due piani differenti e ci1 gli consentisse da una parte di non rinnegare il suo amato Brigene, dall'altra di non rifiutare del tutto l'idea del primato mariano. %nfatti, qualora per ,%mmacolata Eoncezione, s'intendesse volgarmente il concepimento senza unione sessuale, egli deve $en aver teso a dar piena ragione a Brigene. @a tuttavia, nel suo modo tipico, egli deve averla considerata ( attraverso la testimonianza ovidiana ( anche la cristianizzazione di un mito pagano da riferire al rinnovamento annuale della natura, in una visione platonico(naturalistica dell'%mmacolata Eoncezione che, se fosse stata esposta apertamente, avre$$e potuto attirare su di lui gli strali della 5anta Ehiesa. >ipicamente ( e ancora una volta origenianamente ( egli deve averla considerata vera solo in modo allegorico. 9a $uon allievo di Cicino, 5andro Botticelli ci dice insomma ( con tutta la discrezione che la prudenza poteva suggerire a quei tempi ( che il mistero dell'%mmacolata Eoncezione non # altra cosa da ci1 che cifrano i miti antichi cui si riferisce, ossia quello del rinnovamento ciclico della natura. %n effetti, nell'am$iente del neoplatonismo fiorentino, l'eguaglianza di tutte le religioni era proprio costituita nel loro rendere percetti$ili per il volgo delle verit naturali universali e impercetti$ili.

Eome ci si poteva attendere, il quadro non fa altro che rispecchiare una parte significativa delle credenze filosofiche professate in modo discreto dai componenti dell'Accademia Ciorentina. Naturalmente non sono sicuro della mia interpretazione e non intendo certo com$attere $attaglie in sua difesa: mi limito ad offrirla al giudizio degli specialisti segnalando che rispetto a quella tradizionale ha, ai miei occhi, indu$$i vantaggi: ( innanzitutto essa ( a differenza della tradizionale ( rende scrupolosamente conto della struttura formale del dipinto" ( # perfettamente compati$ile con il pensiero generalmente espresso dai mem$ri dell'Accademia Ciorentina, di cui Botticelli faceva parte" ( spiega l'enigmaticit del dipinto con il suo esprimere discretamente un'opinione molto complessa e delicata su un tema allora assai controverso" ( conferma, prolungandolo, gran parte del migliore lavoro esegetico fatto dagli specialisti.
ZNon ho ritenuto necessario procurare una vera e propria $i$liografia per un lavoro cos2 modesto. >uttavia non posso esimermi dal riconoscere che mi sono $asato in modo massiccio sul magnifico saggio di Hdgar Qind 4a primavera di 5otticelli, contenuto in .isteri pagani nel =inascimento (Adelphi)" per la questione dell'origenismo rinascimentale ho anche utilizzato l'eccellente scritto del medesimo autore 4a rinascita di 9rigene, contenuto in 48elo%uen3a dei simboli (Adelphi)" ho citato Bvidio nella traduzione di 'uca Eanali per la B I e Cicino dalla classica edizione di Basilea del &3:8. >utti gli altri riferimenti li ho dati a memoria: spero di non essere incorso in lapsus catastrofici.[

((((( Franco aldini 7 nato a -iacen3a nel /0@1. -sicanalista di forma3ione e presente da oltre un ventennio sulla scena interna3ionale, 7 attualmente direttore scientifico della Acuola di -sicanalisi 6reudiana. 2a tenuto conferen3e, corsi e seminari in varie Bniversit? europee e nordamericane. 2a pubblicato una cin%uantina di saggi in italiano, tedesco, francese e inglese su temi che vanno dalla metodologia all8epistemologia, dalla clinica all8antropologia. !el /00@ con il saggio Creud's line of reasoning ha ottenuto il notevole risultato di dimostrare, contro un pregiudi3io durato oltre sessant8anni, come il metodo clinico freudiano sia in realt? una forma molto sofisticata di falsifica3ione di asserti teorici deboli, ottenuta con l8impiego originale e pionieristico di una forma di nega3ione oggi impiegata, nel campo della Computer Acience, sotto il nome di Cnegation as failureC. Attualmente lavora a una costru3ione dell8oggettivita8 psicanalitica in chiave neokantiana e all8integra3ione tra psicanalisi e neuroscien3e, oltre a dirigere un gruppo di ricerca sulla formali33a3ione fisico matematica della metapsicologia freudiana. >8 appassionato

da sempre di enigmi storici, scientifici e artistici# in %uesto ambito ha studiato con particolare atten3ione l8alchimia antica e classica in %uanto matrice della moderna scien3a sperimentale. H(mail: f.$aldini\thelema(spf.org

Una !uestione relativa alle origini della "assoneria


(Cranco Baldini) 'a spiegazione classica ( accettata da tutti ( delle origini della @assoneria la fa storicamente derivare dalle associazioni dei costruttori medievali. /ueste ultime avre$$ero fin dall'inizio contenuto anche dei non(operativi. Agli inizi del settecento i non(operativi sare$$ero divenuti la maggioranza dando cos2 alla @assoneria i caratteri speculativi che da allora in poi ha sempre avuto. Cino a poco tempo fa questo modo di vedere le cose non mi sem$rava discuti$ile. >uttavia recentemente, per ragioni che non # qui il caso di evocare, sono stato portato a occuparmi dei periodi storici che vanno sotto il nome di manesimo e Iinascimento. Non ho potuto cos2 fare a meno di notare un fenomeno che presenta analogie sorprendenti con quello massonico. 9unque, a partire dal settecento, un sacco di signori pieni di interessi esoterici ma che non avre$$ero toccato mattoni e calcina neanche con la punta della loro canna da passeggio si fanno all'improvviso un punto d'onore di potersi chiamare ,muratori,: strano fenomeno, che viene spiegato come ho detto prima. Cacciamo ora un passo indietro: a partire dal quattrocento, un altro sacco di signori pieni anche loro di interessi esoterici ma che non sapevano neanche come era fatta una pecora o una capra, perch0 non le avevano mai viste se non nella forma di stufato o di arrosto, si fanno ugualmente un punto d'onore di potersi definire ,pastori,. >ipi decisamente chic come Ienato d'Angi1 o lord Feorge 5tuart si fanno ritrarre in impro$a$ili vesti pastorali, con in mano dei lunghi $astoni" intellettuali come 5annazaro scrivono cose come ,''Arcadia," grandi pittori fanno quadri sul tema" la faccenda viene presa non come un divertimento di corte ma dannatamente sul serio e dura fino a tutto il seicento, fino all'Accademia dell'Arcadia fondata da Eristina di 5vezia. )oi zac, tutto finisce di colpo. Al volgere del secolo ( non si capisce perch0 ( non gliene frega pi! niente a nessuno della pastorizia perch0 gli stessi signori corrono in massa a interessarsi all'edilizia. Non # strano4 Bra, se noi tentiamo di spiegare la genesi del movimento arcadico come spieghiamo quella del movimento massonico, ci rendiamo conto di colpo dell'incongruenza: dovremmo ammettere che, fino al trecento, siano esistite associazioni di pastori ,operativi, che includevano anche qualche ,speculativo,, che so, il veterinario e il commerciante di formaggio" dopodich0, con il quattrocento, gli ,speculativi, diventano la maggioranza e la ,pastorizia teorica, si stacca definitivamente dal mestiere effettivo del pastore. Iidicolo.

%nsomma, quello che ha cominciato a distur$armi nella spiegazione delle origini della @assoneria # che funziona $ene solo per essa mentre, se si cerca di applicarne lo schema a un fenomeno precedente ma assolutamente analogo come quello dell'Arcadia, diventa notevolmente sciocca. )erch0 invece non ipotizzare che i signori quattrocenteschi che iniziarono il movimento arcadico intendessero il termine ,pastore, nel suo senso metaforico, cio# in quello di ,custode,, intendendo che erano tali non perch0 eredi di qualche forma di ,pastorizia operativa,, sul tipo della mungitura, ma perch0 custodivano qualcosa, per esempio una tradizione riservata4 Non # esattamente quello che fanno i preti4 H perch0 lo fanno4 Non certo perch0 Eristo era effettivamente un pastore ma perch0 una volta fece un uso metaforico del termine. 5upponiamo dunque che questi signori si definissero ,pastori, perch0 si consideravano i custodi di qualcosa: ci1 significa che questo qualcosa c'era ed era anche in $uona salute. 5i arriva alla fine del seicento e la pastorizia perde di colpo interesse. Ei1 potre$$e voler dire che comincia a mancare la cosa da custodire: un pastore senza gregge (foss'anche un gregge di conoscenze) che pastore #4 Hcco allora che, in un $reve volger d'anni gli stessi signori si s$rigano a diventare ,muratori,: passano cio# dall'idea del ,custodire, a quella del ,costruire,, anzi, pi! precisamente, del ,ricostruire,. A$$iamo qui l'idea che qualcosa si # perso, si # rovinato, quindi non pu1 pi! essere semplicemente custodito ma va ricostruito. /uesto modo di vedere le cose risolve di colpo una contraddizione insita nel pensiero massonico che, da una parte, pretende di risalire addirittura ad Adamo, dall'altra non va oltre la fine del seicento. @a se la continuit non fosse edilizia $ens2 pastorale, si potre$$e andare indietro di $en tre secoli. H si risalire$$e esattamente al periodo (che va dalla prima crociata all'impresa culturale di Eosimo il Decchio) in cui un certo tipo di tradizione culturale egizio(ellenistica viene gradualmente portato in Huropa. /uando questo sapere raggiunge la massa critica costituisce una trasmissione e i depositari ne divengono autenticamente custodi, i ,pastori,. Attraverso questa trasmissione si potre$$e dunque arrivare fin dove si vuole arrivare e le pretese di antichit della tradizione massonica sare$$ero sostanzialmente esatte con $uona pace dell'%nghilterra che, da madre della @assoneria, verre$$e declassata a semplice punto di riorganizzazione di un movimento il cui centro fu prima in %talia per $en tre secoli e prima ancora nel vicino Briente. Naturalmente questa # solo l'ipotesi senza pretese di qualcuno che # tutto salvo un profondo conoscitore dell'argomento. @i piacere$$e quindi sottoporla all'attenzione di chi possiede $en altra competenza che la mia. Iingrazio anticipatamente, Cranco Baldini

H(mail: f.$aldini\thelema(spf.org AAAAA Risposta di runo d#$usser errau% @assoneria: il 5ig. Baldini dimostra gar$o, spirito riflessivo e $uona logica, spiace perci1 contestarlo" ma andiamo con ordine. ''arte del costruire era preciso appannaggio del terzo stato con ,sforamenti, nel secondo (cfr. la denominazione di Ars Iegia). E'era un deposito dottrinario fatto di sim$oli e di nozioni tecniche ed i collegamenti culturali avvenivano nell'am$ito ermetico" risultando pertanto vasti, profondi e tali da integrare la relativa organizzazione di mestiere con tutte le forme similari (iniziatiche) della Eristianit. 'a struttura organizzata e corporativa era quindi una necessit inerente alla natura stessa della @assoneria. %l lavoro (non mestiere) di pastore era tra i compiti, individuali e non associati, delle classi di supporto (quarto stato, lavori servili) e si presentava privo di contenuti dottrinari, fatto salvo il riferimento ad esso, per via di metafora, da parte del linguaggio teologico o poetico (nello specifico il rif. # soprattutto alla Bucoliche di Dirgilio). Non ha quindi senso ( come scrive giustamente il Baldini ( pensare, in questo caso, ad un processo di trasformazione analogo a quello massonico. %l pro$lema, posto invece dal Baldini, del transfert di un ,qualcosa, di nascosto ( una custodia insomma ( dalla maschera delle pastorellerie a quella muratoria, non si pone, per la semplice ragione che l'universo allegorico (non sim$olico) del mondo arcadico non solo # diverso da richiami edificatori ma # di tipo totalmente letterario mentre questa dimensione manca totalmente nella @assoneria ancorch0 molti letterati possano averne fatto parte. E'# poi da aggiungere che la @assoneria # ,inglese, (in gran parte ma non totalmente) soltanto in virt! della sua veste moderna e speculativa mentre, con le sue organizzazioni operative, era presente, in tutta la Eristianit ed ,a$ immemora$ili,: sare$$e a dire, dalla cristianizzazione dell'%mpero con la fusione di tre ,correnti," una ,salomonica,, una egizio(ellenistico(ermetica e l'altra classica, quella dei Eollegia Ca$rorum. Nel '8== m'anche nel secolo successivo, accanto alle Accademie arcadiche, permaneva la @assoneria operativa, ,trasformatasi, negli Antients (definitisi anch'essi Fran 'oggia nel &:3&) fino alla fondazione della nited Frand 'odge of Hngland (&;&-) dove confluirono tutti. 5em$ra opportuno aggiungere che, mentre l'aspetto esoterico della @assoneria # sempre stato presente e noto ( determinando anche l'irriduci$ile ostilit di spiriti timorosi ( la forma ludica e manieristica dell'Arcadia mai ha lasciato anche soltanto intravedere quest'ordine di interessi. >ant'# che, purtroppo misconosciuto, nel difficile &<.- (&; Ao]t), su una rivista accademica francese (EAM%HI5 F %''A @H BA 9X) apparve, quale vera rivelazione, uno studio ()aul @aurL, 'H 5HEIH> 9H D%IF%'H H> ''AIEM%>HE> IH 9H5 B EB'%/ H5) sul senso nascosto delle Bucoliche, la cui arcana architettura, # l2, con grande a$ilit, portata alla luce,

rendendo cos2, infine, chiare le ragioni del perch0 9ante possa aver scelto Dirgilio qual guida pel suo viaggio iniziatico. @a tali contenuti non sem$rano proprio aver assillato gli arcadi, tutti presi dai trastulli del $ello scrivere e dagli sno$ismi villerecci dei tanti disutili ed inoperosi di quegli anni lontani. Cermo quindi restando come questi due fenomeni della civilt europea non siano assimila$ili in un'impossi$ile successione dall'uno all'altro, deve dirsi che, essi possono per1 aver avuto un importante punto di contatto. /uesto # individua$ile in quell'ancora non sufficientemente indagata formazione (proprio nell'accezione letterale dell'acquisizione di una forma societaria in senso moderno) delle cosiddette accademie (l'Arcadia non # quindi esclusa) ovvero nel sorgere di tutte quelle soci0t0s savantes, le quali furono, invece, con la @assoneria speculativa (sottolineo speculativa) del &:&:, strettamente collegate anche per la non trascura$ile premessa costituita dalla fondazione della IoLal 5ocietL (qui, mi permetto di citare il mio @S5>HI%A 'A>B@BI @). @a # la forma ossia la su$stantia che # coinvolta, non l'essentia che resta diversa e lontana. >ant'# che gli speculativi, al loro sorgere, minoritari e malvisti da tutti gli altri, di massonico avevano la veste ed imperfetta, eterogenea inoltre ai loro fini, ch'erano di carattere in prevalenza modernista. 5oltanto con l'unione del &;&- fu possi$ile ripristinare, per le 'ogge di quest'o$$edienza, la correttezza sim$olica e rituale. 5e non fosse tedioso il ripetersi, andre$$e sottolineato come ,operativo, non stia per rozzo ed incolto operaio ma sia da intendersi nel senso che questo termine ancor oggi conserva nel titolo del dirigente la fondazione destinata alla manutenzione di una grande cattedrale" esempio: 66Bperaio dell'Bpera del 9uomo77 (com'# il caso di )isa, dove, sino all'anno scorso, ricopriva l'incarico il gi Iettore, )rof. Ianieri Cavilli). Iesto del parere che la complessit dei fenomeni sia tale da richiedere una finezza d'analisi sempre vigile e prudente, altrimenti le catene sillogistiche possono, con facilit, portare lontano ed allontanare dalla vera comprensione. AAAAA Replica dell#autore% 7 @assoneria: il 5ig. Baldini dimostra gar$o, spirito riflessivo e $uona logica, spiace perci1 contestarlo" ( Eolgo l'occasione per ringraziare Berrau della sua gentilezza e pazienza. Non deve dispiacersi di contestarmi perch0, come ho detto, non sono uno specialista della questione: la mia # solo un'ipotesi amatoriale. 7 ''arte del costruire era preciso appannaggio del terzo stato con ,sforamenti, nel secondo (cfr. la denominazione di Ars Iegia). E'era un deposito dottrinario fatto di sim$oli e di nozioni tecniche ed i collegamenti culturali avvenivano nell'am$ito ermetico" risultando pertanto vasti, profondi e tali da integrare la relativa

organizzazione di mestiere con tutte le forme similari (iniziatiche) della Eristianit. 'a struttura organizzata e corporativa era quindi una necessit inerente alla natura stessa della @assoneria. ( Berrau afferma che nella ,massoneria professionale, , i collegamenti culturali avvenivano nell'am$ito ermetico,: non mi risulta che questo sia vero, mi risulta invece che la massoneria si ,ermetizza, dopo la sua trasformazione in ,speculativa,. >uttavia potrei avere una scarsa documentazione su questo punto. @a, in ogni caso, mi rendo conto di non essere stato chiaro. %o non ho mai contestato l'esistenza reale di una ,massoneria professionale, che esiste ,a$ immemora$ili,, con le sue strutture proprie, i suoi riti e le sue tradizioni. 9unque, quando Berrau mi ricorda che c'# tutta una documentazione che testimonia ci1, sfonda una porta aperta. %o mi sono permesso di du$itare della spiegazione comunemente ammessa per il passaggio da ,massoneria professionale, a ,massoneria speculativa,. 'a ,massoneria professionale, ha una lunghissima storia in cui resta sempre pi! o meno quella che #: nonostante le meraviglie architettoniche che ha prodotto non fa mai un $oom sociale. Anzi, alla fine del seicento # ormai un'istituzione languente e vagamente anacronistica. )oi, in un $reve volger d'anni conosce un $oom incredi$ile tra persone che non hanno niente a che vedere con quel tipo di professione. Bra, la spiegazione tradizionale di questo passaggio # di tipo evoluzionistico(continuista. %o mi permetto di du$itarne perch0 questo tipo di spiegazione non spiega il $oom. %n questa prospettiva sare$$e pi! logico aspettarsi che la ,massoneria professionale, evolva in ,speculativa, senza $oom cultural(sociale: la spiegazione tradizionale # insufficiente, ed # questo che lo storico della massoneria ha il dovere di chiarire. Eon tutto il rispetto non mi risulta che Berrau, nel suo ,@Lsteria 'atomorum,, lo a$$ia fatto: ma posso non aver capito. 7 %l pro$lema, posto invece dal Baldini, del transfert di un ,qualcosa, di nascosto ( una custodia insomma ( dalla maschera delle pastorellerie a quella muratoria, non si pone, per la semplice ragione che l'universo allegorico (non sim$olico) del mondo arcadico non solo # diverso da richiami edificatori ma # di tipo totalmente letterario mentre questa dimensione manca totalmente nella @assoneria ancorch0 molti letterati possano averne fatto parte. ? 5em$ra opportuno aggiungere che, mentre l'aspetto esoterico della @assoneria # sempre stato presente e noto ( determinando anche l'irriduci$ile ostilit di spiriti timorosi ( la forma ludica e manieristica dell'Arcadia mai ha lasciato anche soltanto intravedere quest'ordine di interessi. @a tali contenuti non sem$rano proprio aver assillato gli arcadi, tutti presi dai trastulli del $ello scrivere e dagli sno$ismi villerecci dei tanti disutili ed inoperosi di quegli anni lontani. ( /uesto lo contesto fermamente. '' ,Arcadia, di 5annazzaro # esplicitamente ( come la famosissima, ed ancor oggi altamente enigmatica, ,MLpnerotomachia )oliphili, ( un'allegoria iniziatica imperniata sul tema ermetico della morte e della resurrezione: $asta leggerla. Eito Iinaldo Iinaldi, dal capitolo nono del secondo volume del terzo

tomo della ,5toria della civilt letteraria italiana, diretta da Fiorgio Bar$eri 5quarotti ( >H>): ,Bpera sincretistica come l',MLpnerotomachia,, l',Arcadia, # poi anch'essa tramata su un'allegoria iniziatica: anche 5annazzaro privilegia un mito di morte e rinascita..., ,'e suggestioni iniziatiche di quest'avventura si soffermano lungamente su temi magici, distinguendo fra magia naturale e magia negativa o demoniaca (cfr. la prosa %N, con la figura del mago $uono, sotto cui si ritrova forse il )ontano, appassionato di astrologia)" mentre l'autore non manca di elogiare Fiovan Crancesco Earacciolo come poeta(mago, sotto il segno orfico della poesia come reincarnazione dell'antica sapienza occulta., ,...la prima parte di un magico rituale iniziatico, dominato da )an e scandito come uno sprofondamento agli %nferi (prose %N e N)..., H cos2 sar per lungo tempo, attraverso il @arino e fino all' ,Accademia dell'Arcadia,, di fatto nata ( con il nome di ,Accademia di Eamera, ( nel salotto di Eristina di 5vezia, delle cui occupazioni ci da un'idea eloquente l'a$ate Crancesco Eancellieri: ,'a cele$re Eristina Alessandra, Iegina di 5vezia, dopo di aver rinunciato il Iegno, ed a$$racciato la Ieligione Eattolica Iomana, nel &833, scelse per suo soggiorno questa Eitt, ove si applic1 interamente a proteggere le 5cienze, le 'ettere, e le Belle Arti, fino al &8;<, in cui termin1 di vivere. Cra le sue occupazioni volle ancora tentare di rinvenire l'Arte cotanto decantata, e non mai trovata di far l'Bro. Bnde fatti costruire nella propria a$itazione vari 'a$oratori, invit1 i 9ilettanti di una tal'Arte, ad andare a fare in essi le loro operazioni, somministrando loro, quanto occorreva per eseguirle., Hsattamente come in massoneria, si tratta di iniziazione, morte e resurrezione. %l movimento ,Arcadico, # un movimento iniziatico. Eos2 come i ,muratori, settecenteschi non erano muratori qualunque ma muratori doc, cio# ,li$eri,, i ,pastori , quattro(cinque e seicenteschi non erano pastori qualunque ma ,d'Arcadia,. H perch04 5econdo me ci1 si riferisce al racconto di Hrodoto, secondo cui le figlie di 9anao portarono i misteri di 9emetra(%side in Frecia e li insegnarono alle donne dei )elasgi: questi riti, scomparsi con l'invasione dorica, furono conservati solo presso gli Arcadi. % pastori d'Arcadia erano anche i custodi della tradizione isiaca: questo # un punto decisivo per capire la ragione per cui tutti quei no$iloni e sapientoni esoterizzanti si sono messi di colpo a ,pastorellare,. Iicordo che, nel quattrocento, Hrodoto era gi disponi$ile in versione latina e addirittura in un volgarizzamento. Bra, agli inizi del settecento l',Accademia dell'Arcadia,, che pure sopravvive ancora per lungo tempo, # gi completamente svuotata di significato, mero gioco letterario: non interessa pi! nessuno, salvo qualche letteratucolo di secondo piano. Non c'# pi! esoterismo n0 iniziazione, l2: quelli che contano sono andati via. %nvece, nello stesso

periodo, la gente entra in massoneria: non sar perch0 quelli che sono andati via di l sono venuti di qua4 @a la spiegazione ,continuista, difesa da Berrau fa acqua anche per un altro aspetto. 'a massoneria non # l'unica associazione di mestiere che cam$ia: ci sono per esempio anche i ,Buoni Eugini Ear$onari,, i quali esistevano ,a$ immemora$ili, come associazione di mestiere. @a nell'ottocento a$$iamo un sacco di gente che non avre$$e toccato un pezzo di car$one neanche con la canna da passeggio che va a iscriversi alle cosiddette ,vendite,: gente come 5ilvio )ellico, per intenderci. Applichiamo anche in questo caso la spiegazione continuista4 Corza nonno, racconta la favola^ Hccola qui: ,A$ immemora$ili, esisteva una ,car$oneria operativa, che poi piano piano si # trasformata in ,speculativa,, id est ,politica,. @a sappiamo che tutto ci1 sare$$e falso: la ,car$oneria, fu semplicemente parassitata da attivisti politici che niente avevano a che fare col mestiere, e lo fu a tal punto da esserne distrutta. Naturalmente, gli attivisti politici che la usarono come maschera ne usarono anche i riti, ma questo non significa affatto continuit. 5i vede allora che il mio schema, per la car$oneria # completamente confermato dalla storiografia ufficiale: si tratta di un mestiere tradizionale parassitato e completamente alterato. Ei1 a causa del semplice fatto che ci1 che non pu1 mostrarsi alla luce del sole (per i motivi pi! svariati: religiosi, politici, ecc.) fa sempre la stessa cosa: si nasconde. Bra, perch0 questo non avre$$e potuto accadere anche per la pastorizia e l'edilizia4 Naturalmente qui non si trattava di politica ma di qualcos'altro. Caccio notare che la mia ipotesi ha una generalit che l'altra non ha, e spiega anche il $oom, mentre quella tradizionale no. H giustifica anche la pretesa di antichit della massoneria, cosa che la tradizionale non fa. 7 5e non fosse tedioso il ripetersi, andre$$e sottolineato come ,operativo, non stia per rozzo ed incolto operaio ma sia da intendersi nel senso che questo termine ancor oggi conserva nel titolo del dirigente la fondazione destinata alla manutenzione di una grande cattedrale" esempio: 66Bperaio dell'Bpera del 9uomo77 (com'# il caso di )isa, dove, sino all'anno scorso, ricopriva l'incarico il gi Iettore, )rof. Ianieri Cavilli). ( %o non esagererei. Nelle gilde muratorie c'era anche qualche Ianieri Cavilli a dirigere tutto l'am$aradam, ma la maggioranza erano operai specializzati: questo si pu1 documentare. @i dispiace dunque per Berrau di cui apprezzo molto il lavoro, ma io resto piuttosto sulla mia fame... 5alutoni, Cranco Baldini AAAAA

Controreplica di runo d#$usser errau Alcune delle osservazioni di Baldini, mi trovano pienamente consenziente" questo mi ha creato qualche incertezza nell'individuare dove possa situarsi l'origine di quella diversit di vedute invece cos2 netta in ordine ad altri passi del suo ragionamento. @a veniamo a ci1 che, pur se con diversa angolazione, condivido: nella Ear$oneria, il processo di parassitismo distruttivo, operato da estranei al mestiere, # stata una realt che ha avuto analogo ma meno deleterio svolgimento anche in @assoneria. %n entram$i i casi, la continuit non fu per1 compromessa, con la differenza che la situazione della Ear$oneria, nel N%N sec., era ormai lontanissima dalla partecipazione dei mem$ri ad una consapevolezza iniziatica dell'organizzazione d'appartenenza. %n @assoneria, l'aggressione profaneggiante fu operata dai fondatori della Fran 'oggia speculativa del &:&: (i @oderns) ma la tradizione era $en conservata dai maggioritari Antients. %n ogni caso, se$$ene mancanti, sia negli intenti, sia nella conservazione del patrimonio rituale, non si poteva rimproverare agli 5peculativi una soluzione di continuit nella trasmissione. /uesto vulnus non c'# mai stato in alcuna delle due parti: tutti loro erano gi stati iniziati massoni ancorch0 Anderson e 9esaguliers lo fossero nelle forme limitate che ho specificato in @Lsteria 'atomorum. 9iverso sare$$e stato il discorso se, da profano, qualcuno si fosse inventato la cosa, leggiucchiando magari qua e l, per poi decidere di darsi un travestimento muratorio, come avre$$e potuto anche preferirne un qualsiasi altro" per l'appunto, quello pastorale. %nfine, nel &;&-, con la fondazione della nited Frand 'odge of Hngland ( F'H), fu deciso d'emendare gran parte delle manchevolezze provenienti da quel settore parallelo, grazie ad un paziente lavoro di ricucitura, affidato ad un'apposita 'odge of Ieconciliation. /uesta, quattro anni dopo ossia nel &;&:, port1 a termine un lavoro non facile ma che, in linea di massima, # rimasto immutato sino ad oggi. Non vedo quindi in qual modo si possa fare ironia sulla continuit e sulla discendenza da un'origine, colloca$ile in illo tempore, della @assoneria giunta sino ai nostri giorni. 5i pu1 invece concordare su un'eterogeneit dei fini, $en espressa dal 66parassitismo77 denunciato dal Baldini" superfetazione per1 che si deve sempre intendere parziale, limitata a gruppi, correnti e individui e, quasi mai, disgiunta dalla consapevolezza di ci1 che, di difforme, si stava facendo. %noltre, anche il pleonasmo laicizzante e politico di alcune B$$edienze dei paesi cattolici non # imputa$ile alla F'H, che sempre lo ha condannato con mancati riconoscimenti ed emarginazioni internazionali. /uello che nelle @assonerie protestanti ( 5A e J in particolare), si pu1 rilevare, nel senso di un'attitudine discorde all'intima natura dell'%stituzione, sta nel gioco ( appunto ( dei riconoscimenti spesso gestiti quali instrumenta Iegni e, talvolta, nello scadimento dell'appartenenza a mero segno di status e di fedelt ad una certa visione delle rispettive societ nazionali ma, da quest'ultima fattispecie, non sono immuni, tanto per esemplificare, nemmeno venerande entit cattoliche, quali l'Brdine di @alta, la cui continuit # anch'essa indiscuti$ile. Ei sono per1 alcune precise citazioni del Baldini, che ritengo mi facciano individuare il punto nodale dell'equivoco: l'Arcadia del 5annazzaro, la MLpnerotomachia )oliphili

e, ad esse, aggiungerei anche le ( da me rammentate ( Bucoliche di Dirgilio, quali ( di tutte ( indiscuti$ile archetipo: ognuna di queste opere ha un contenuto esoterico e misteriosofico indu$ita$ile ma ci1 non ha niente in comune con quella che pu1 essere un'organizzazione iniziatica ovvero con l'esistenza di un ,deposito, dottrinario specifico. H ci1 non vuole, affatto, esprimere che gli autori, dimostrandosi cos2 orientati, non a$$iano fatto parte, a titolo personale, di qualche struttura o filum iniziatico. Caccio un esempio, con tutti i limiti impliciti al rapporto d'analogia: sono scontati i contenuti esoterici del viaggio dantesco (cfr. i ,viaggi, e le ,prove, dell'iniziando massonico) e sem$ra certo che l'Alighieri facesse parte di un raggruppamento di filiazione templare.& Eon questo, non viene per1 in mente a nessuno d'annoverare il poema tra le prove favore dell'esistenza di un'organizzazione iniziatica dei viaggiatori^ B ancora, per limitarsi allo stesso am$ito culturale e pi! avvicinandosi ad una rispondenza tra contenuti letterari e soggiacenti realt associative: il linguaggio amoroso dei Cedeli d'Amore e lo stesso Boccaccio (sempre erroneamente inteso alla lettera e non 66dietro il velame77), non stanno a significare che, l'indu$ita$ile liaison tra gli autori fosse costituita ai fini d'emulare, in terra d'%talia, grazie a compiacenti fanciulle, pratiche erotiche di tipo tantrico anche se qualcuno lo ha supposto (Hvola). Iipeto: non solo concordo col Baldini come non ci fosse alcun'organizzazione pastorale ,operativa, ma ( aggiungo ( che l'appartenenza degli autori, a titolo personale, ad eventuali associazioni di pi! profondo contenuto, non mostri, in specie nella salottiera ,fondazione, della Iegina Eristina, traccia di esiti di questo tipo mentre i ,segni, di un'eredit di tale ordine sono palesi anche nella pi! ,esteriore, delle B$$edienze massoniche.* %l punto in comune, in tutte queste soci0t0s savantes del ND%% e ND%%% sec. # che la loro nascita coincide col formarsi di un laicato colto, il quale gi presenta le caratteristiche delle future classi medie professionali. + questo, che determina una serie di similitudini formali? ma io non andrei pi! in l: i ,soggetti $ucolici, sono stati un espediente letterario che ha potuto veicolare anche contenuti esoterici ma senza un ,deposito, specifico, i ,soggetti muratori,, pur se scarsamente o per niente letterari (non mi sovviene alcunch0 di rilevante in proposito), hanno sempre avuto una struttura di riferimento connaturata alla nostra struttura sociale, che si # trasformata ed adattata, non a caso (l'esprit du temps), nello stesso periodo. A meno di non volerli artificiosamente montare, non mi sem$ra che i motivi del dissenso col Baldini siano eccessivi" noto semmai una sua sottovalutazione del fatto tradizionale massonico, che s'impernia sul fraintendimento del concetto di continuit e su quello d'operativit. /uest'ultima crea, spesso, grossi equivoci per i quali, nei massoni d'allora, non si vede altro che operai ed artigiani nell'accezione contemporanea- e si ritiene quindi come il sim$olismo, con tutti i suoi significati, sia un tardivo apporto di quei nascenti ,ceti medi, da me, prima, rammentati (vd. la $outade del Baldini sul Iettore). 'e prove invece, di quanto quei @aestri fossero $en coscienti della Cilosofia Hrmetica, sono $en leggi$ili nelle strutture e nel piano stesso delle grandi cattedrali da loro progettate. Bperativo quindi come allusivo alle ,operazioni, dell'66arte sacra77 ed ai risultati che ne derivavano. )ensare poi che

l'uso dei sim$oli fosse dettato da pratiche ragioni di prudenza # fermarsi all'aspetto pi! esteriore del pro$lema: in effetti, quest'ordine di cose non pu1 esprimersi diversamente. 5i deve poi ricordare come sia l'Hrmetismo la $ase di tutte le scienze della Eristianit pre(moderna.. E'#, infine, l'aspetto della solidariet, dovuta alla partecipazione ad uno stesso ordine di conoscenze che legava tutte le ,arti, e le altre societ iniziatiche tra loro" questo # un ulteriore elemento che pu1 portare fuori strada ove ci s'avvicini con certi pregiudizi a tali tematiche. n errore, fatto spesso dai massoni moderni, # quello di vedere nel sim$olismo in loro custodia, un riferimento a pro$lematiche socio( politiche ma # questa proprio una delle derive epistemologiche che hanno contri$uito al traviamento degli 5peculativi ed alla quale non sono estranei tanti studiosi ,profani,. Note
&

Io$ert '. Pohn, 9AN>H, trd. it. 9AN>H >H@)'AIH, Moepli, &<<&.

'a ,discendenza, dell'Arcadia era gi in affanno a met del ND%% sec. tant'# che, da un'organizzazione nazionale (le famose colonie ,dedotte, che misero le $asi di un uso interregionale della nostra lingua), ci si ristrinse al 5er$atoio romano sul Fianicolo. Hssa e$$e poi stentata esistenza sino al &<*3, quando fu trasformata in Accademia 'etteraria %taliana. )er valutare la differenza dai pur disastrati car$onari" posso testimoniare ( da persona di sicura $uona fede ( che a Fenova, nei tardi anni '8=, sopravviveva una Dendita di car$onari operativi con una caratteristica etnica?erano tutti cala$resi come la loro stessa organizzazione. 9i tali singolari affioramenti ho notizia, per altri mestieri, anche in %nghilterra. E'# poi il Eompagnonaggio in Crancia, Fermania e paesi scandinavi.
-

Ancor oggi, in %nghilterra 66the mason without word Zovvero un falso massone o uno spurio[ is a CcowanC77 indicando cos2 chi in epoca ,operativa, praticasse senza ,sapere, e quindi senza un ,ricollegamento con l'%stituzione. Cowan deriva dal v$. to cow, to depress, subdue keep under" vd. anche coward.
.

n importante studio su queste tematiche #: Elaudio @oreschini, 5>BI%A 9H'''HI@H>%5@B EI%5>%ANB, @orcelliana, Brescia, *===.

AAAAA

Commento alle teorie fisic&e ' Il rasoio di Occam


(Ca$io Eardone) Nel manoscritto sui fondamenti assiomatici delle teorie fisiche (cfr. >pisteme N. *) # stato esaminato quanto di oggettivo vi pu1 essere nelle teorie fisiche. %n questo commento si esamina quanto vi # di soggettivo. na versione del rasoio di Bccam pu1 essere che ,tra varie spiegazioni possi$ili di una cosa # quella pi! semplice che ha maggiori possi$ilit di essere vera,. H' possi$ile enunciare una versione ,democratica, di tale rasoio: tra varie spiegazioni possi$ili di una cosa # la spiegazione pi! semplice che ha le maggiori possi$ilit di essere veramente accettata dalla maggioranza. %l rasoio democratico pu1 essere detto altrimenti principio democratico della conoscenza $asandolo sul minimo sforzo di comprensione ovvero

sulla minima complicazione dei ragionamenti da comprendere. %n parole povere lo si pu1 riassumere in un ,principio di minimo nello sforzo di conoscenza, ossia, in parole meno no$ili, un $ellissimo principio di pigrizia. %l primo commento possi$ile alle teorie fisiche partendo dall'applicazione del rasoio democratico # che esse sono fondate anche sul fatto, soggettivo, di un principio democratico: ci1 che # plausi$ile # maggiormente condivisi$ile se la maggioranza lo accetta. %l secondo commento # che le teorie fisiche sono fondate su un altro fatto soggettivo, il cosiddetto principio estetico: ci1 che piace alla maggioranza # accettato. Nella scienza l'unione del principio estetico con quello democratico # umanamente invinci$ile e pu1 essere vinto, con pazienza, solo dalle prove sperimentali inequivoca$ili, Falilei docet^ Bvvero un sistema della fisica le cui teorie siano il risultato dialettico di tale unione non pu1, e non deve, essere vinto soggettivamente con puri ragionamenti umani ma pu1 esser sconfitto oggettivamente con esperimenti. %n comune le teorie fisiche hanno un desiderio, in senso latino di rimpianto, di semplicit. %l terzo commento # , quindi, la seguente constatazione. Iitenere che la natura sia semplice # $ello e facile, porta a spiegazioni di minimo sforzo di comprensione e conseguentemente con maggiori possi$ilit di soddisfare il principio di pigrizia e quello di estetica.Alla maggioranza piace ci1 che # facile e lo chiama semplicit della natura ottemperando al principio di pigrizia ed essa realizza cos2 l'unione del principo estetico con quello democratico: il rasoio. %l rasoio taglia la possi$ilit che la natura sia complicata, ma non lo pu1 escludere. /uindi si passa ad esprimere le leggi fisiche e le leggi di natura per approssimazioni successive, ovvero per successive illusioni di semplicit o meglio per rasoi successivi: le teorie fisiche. 'a conoscenza apparentemente sare$$e una successione di colpi di rasoio, ma prima o poi giunge il momento di cam$iar rasoio. 'a scelta d 'orentz, usando una analogia storica relativa alla teoria della relativit, # il momento in cui si deve cam$iar rasoio, il precedente avendo la lama consunta incapace di tagliare le nuove evidenze sperimentali. Nella costruzione di una teoria fisica una domanda sorge spontanea, perch0 mai non si accetta la possi$ilit che la natura possa essere apparentemente semplice oppure apparentemente complicata, e considerare equanimemente le due possi$ilit senza sottostare al ,principio di pigrizia,. /uesta disposizione paziente alla complicatezza della natura aiuta a ridurre il contri$uto di soggettivit della logica umana per aumentare la considerazione oggettiva della logica della natura. %l processo di costruzione di una teoria fisica potre$$e partire, invece che dal rasoio, dalla constatazione che la logica della natura non # logica umana. %l campo di dominio incontrastato della logica umana # il linguaggio di rappresentazione della natura, mediante teorie fisiche, tale linguaggio non pu1 che essere matematico ossia quantitativo e sinottico nella sua forma ideogrammatica. Eompito della logica umana non pu1 essere il radere ma l'adeguare" sempre mediante il linguaggio, le caratteristiche logiche delle entit misurate con le caratteristiche logiche della matematica con cui la teoria le descrive.

5i pu1 concludere con un esempio che illustri e al tempo stesso dia la ricetta operativa di una tale sorta di principio di ,aderenza logica, tra logica della natura, il dato oggettivo del fenomeno misurato, e logica umana, il dato soggettivo del linguaggio utilizzato. 5e le grandezze misurate presentano una struttura discreta o continua si deve ricercare corrispondentemente una matematica discreta o continua. %noltre si dovr imporre che le varia$ili incognite del linguaggio matematico siano solamente quelle corrispondenti alla grandezze misurate. A commento finale si pu1 constatare come la teoria della relativit a$$ia realizzato appieno tale prescrizione di ,aderenza logica,, invece la meccanica quantistica l'a$$ia applicata perfettamente al contrario. Nondimeno queste teorie fisiche sono le ultime due lame del rasoio democratico a doppio taglio che usiamo nel tempo presente. NB>A: )er il partito dei puristi a cui l'autore talvolta si associa # opportuno specificare che nella letteratura in lingua italiana Fuglielmo da Bccam, inventore del suo rasoio logico, viene indicato con varie grafie del luogo d'origine, per citarne alcune BOam, BcOam, BcOham, Bcham, Bccham e Bccam prescelta quest'ultima in questo scritto in omaggio alla latinit e per preferenza dettata dalla nazionalit dell'autore.

Un e(reo c&iamato Cristoforo Colom(o


Dittorio Fiunciuglio (Fenova, s.d., ma &<<-_&<<.) >pisteme # lieta di presentare ancora una volta ai suoi lettori un testo ,raro,, prodotto delle ricerche personali (e anche dello sforzo economico, visto che il li$ro # stato stampato ,in proprio,) di uno di quei veri studiosi, appassionati e non integrati, i quali spesso sanno vederla assai pi! lunga di legioni di $en pagati accademici eruditi. %l volume (ca. *8= pp.) risulta pu$$licato a Fenova ( citt ove # reperi$ile presso alcune li$rerie ( senza indicazione n0 di editore n0 di data. %ndizi interni lo collocano per1 al &<<-_&<<. (e vi si ringrazia la, gloriosa stamperia Easamara,). ''autore # Dittorio Fiunciuglio, un semplice operaio che, una volta andato in pensione, si # dedicato all'hobby della ricerca storica, passando molto del suo tempo li$ero a consultare archivi e $i$lioteche. ''effetto dei suoi approfondimenti # stata una sorprendente delusione, ma vediamo con quali parole lui stesso ce la descrive nella ,)remessa, al suo lavoro: ,5ono un genovese che considerava i testi scolastici come Dangeli e quindi credeva che la storia fosse insegnata nelle scuole con assoluta verit. )er1 quattro anni or sono e$$i modo di ricredermi, quando mi capit1 di leggere per caso i famosi Annali del Eaffaro, unico storico della prima Erociata, dai quali attinsero tutte le enciclopedie italiane. )er1 questi annali furono manomessi dal potere religioso

(durante la tremenda guerra secolare tra guelfi e ghi$ellini) per sminuire il contri$uto determinante dei genovesi, facendo capire ch'essi andarono in >erra 5anta perch0 avevano interesse a farlo e cos2 da quel momento in poi, furono $ollati di attaccamento solo al danaro^ %nvece le cose si svolsero $en diversamente Z...[ 5ospettando che altri grossi fatti storici, siano tuttora insegnati falsamente nelle nostre scuole, ho proseguito le mie ricerche presso le $i$lioteche cittadine..., Fiunciuglio scopre in tal modo come la ,storia, sia purtroppo spesso frutto dei tentativi interessati di svolgere attivit politica ,al passato,, un'impresa cio# a cui si prestano ,su commissione, professionisti che poi (e qualche volta esclusivamente per questo motivo) diventano ,autorevoli," una narrazione a$$ondante di manipolazioni ,fantastiche,, in cui lo stile letterario rischia di contare pi! dell'aderenza ai fatti. )er restare in tema colom$iano, vediamo in quale maniera si esprime acutamente al riguardo Hmilio @ichelone (nel suo davvero ,originale, $l mito di Cristoforo Colombo, Darani Hd., @ilano, &<;3, pp. &:(&;): ,5appiamo, infatti, che la civilt analfa$eta osserva i suoi eventi quotidiani con occhio curioso, talvolta pettegolo, ma, nell'insieme, a$$astanza svagato, salvo che non venga coinvolta la comunit (guerre, epidemie, ecc.). Hd anche in quest'ultimo caso il ricordo si smarrisce nel giro di qualche generazione o meno. Z?[ Nel corpo di questa 'humus' percettiva del tutto amorfa la diffusione delle conoscenze, anche le pi! concrete, si snodava lungo il filo esilissimo di un'assoluta minoranza di scri$acchini colti osservanti delle prescrizioni religiose prima che del reale. Hssi hanno manovrato le leve del sapere che grazie al maggior ascendente, forza impressiva e sta$ilit della cultura grafica ha trasmesso la sua interpretazione del passato., )ure oggi, con la diffusione della stampa e dei mezzi di comunicazione di massa, pu1 riconoscersi che certe ,leve, siano costantemente rimaste nelle mani del potere (adesso non pi! necessariamente ,religioso,), ancora servito da quella che non # pi! una minoranza trascura$ile, ma spesso sempre di ,scri$acchini, si tratta, almeno dal punto di vista morale? >ornando all'autore oggetto della nostra attuale attenzione, questi ha dapprima pu$$licato, nel &<<&, $ sette anni che cambiarono Denova E/F0G //F(H ( li$ro che presenta le stesse caratteristiche editoriali di cui sopra ( e poi il volume che vogliamo adesso recensire" un testo che # al precedente comunque in qualche senso riconduci$ile, sia perch0 il centro dell'interesse del Fiunciuglio resta in ogni caso comunque la sua citt natale, sia perch0 gi nell'opera d'esordio aveva iniziato ad avvicinarsi alla questione colom$iana. %l titolo la dice lunga sull'argomento trattato, e l'impostazione dello studio, ma viepi! eloquenti sono le annotazioni che appaiono sulla prima e sull'ultima di copertina: ,''America non fu scoperta per %sa$ella ma per il )apa e$reo genovese %nnocenzo D%%% ( )ertanto il )apa fu avvelenato dal Eardinale Borgia ( 'a 'Easa di Eolom$o'

genovese fu inventata dalla massoneria nel &;&* ( 'a @assoneria ru$1 il Banco di 5an Fiorgio portandolo a )arigi ( 'a @assoneria sa$auda $idon1 i genovesi al Eongresso di Dienna del &;&3 ( 5toria mondiale della @assoneria ( Eroce cosmica pastorale di 5an Fiovanni Battista ( &&&< Adottata quale sim$olo dai cavalieri di Eristo europei ( &.&; Condazione Accademia Navale di 5agres riservata ai cavalieri di Eristo portoghesi ( &.&< %n occasione del terzo centenario parte la prima missione atlantica patrocinata dalla 5anta 5ede (le tre caravelle porteranno la croce sulle vele. na era comandata dal cavalier Bartholomeu )erestrello futuro suocero di Eristoforo Eolom$o) ( &.<* %l cavaliere di Eristo Eolom$o parte per scoprire il Nuovo @ondo con tre caravelle e relative croci rosse cosmiche,. Bastano le precedenti parole per comprendere che siamo di fronte a un interessante frutto del pensiero umano, non motivato da finalit particolari diverse dalla soddisfazione fornita ogni volta dal raggiungimento di qualche ,verit,, ma pure che ci sono in questo scritto almeno tutti gli ingredienti (l'e$raicit di Eolom$o, la presenza sullo sfondo di ,gruppi, e societ segrete ad orientamento anticattolico, etc.) per una rilettura della storia in una chiave assai pi! verosimile di quella volutamente ,incolore,, e implausi$ile, attualmente in voga (si leggano per esempio in >pisteme N. * le divertenti pagine di )ier Eostanzo Brio dedicate alle ,$alle colom$iane,). Non entro qui troppo nel dettaglio, anche perch0 parte in certo senso ,in causa,, dappoich0, sulla $ase degli stessi elementi individuati correttamente dal Fiunciuglio, ho ela$orato un'interpretazione storiografica alquanto differente degli eventi in parola&, ma sono persuaso con l'autore che la ,favola, che oggi ci viene offerta su Eolom$o e la sua scoperta non sia altro che il prodotto di una grossa mistificazione, rivolta a nascondere significativi ,dettagli, capaci di avere rilevanza ,politica, ancora ai nostri giorni ( e quindi non evidenziati da chi # condizionato da tesi preconcette, o sa $ene che non conviene diffondere informazioni che possano contri$uire a formare opinioni sgradite ai ,potenti, di turno. 5i invita allora il lettore interessato a siffatte questioni a prendere diretta visione del li$ro, se gli riesce di trovarne una copia (in ogni caso, forniamo di seguito l'indirizzo del nostro ,storico dilettante,), avvertendolo che esso ( come del resto il precedente ( non si limita strettamente alla discussione della prima traversata oceanica, o dei suoi antecedenti, ma spazia a sottolineare la consequenzialit di eventi futuri alla famosa scoperta, avvenuti per esempio durante il periodo napoleonico e il relativo conflitto anglo(francese, discusso nel quadro di una scissione all'interno della massoneria, fino a quel momento tutta diligentemente filo(inglese. 5i aggiunge che, pur essendo invero il lavoro in esame alquanto dispersivo, e soprattutto purtroppo spesso omissivo in ordine alla necessit di segnalare con precisione le proprie ,fonti,, esso offre comunque un variegato mosaico di informazioni, e di ,connessioni,, talvolta assai poco comuni. %l modo migliore di farne apprezzare la ,ricchezza,, e lo sforzo compiuto dall'autore, in una necessariamente sintetica recensione, # forse quello di scorrerne l'%ndice, molto dettagliato, che qui presentiamo integralmente in calce, e di estrarre dall'opera qualche ,perla, esemplare.

>anto per dire, ognuno sa che a un certo punto Napoleone and1 a finire in Hgitto, e che gli inglesi si affrettarono a inseguirlo, e attaccarlo con la loro flotta: ma vi siete mai chiesti perch4 Eome mai non se ne rimasero $uoni $uoni a guardare, tutti contenti che il loro rivale avesse rivolto i suoi interessi di conquista cos2 ,lontano,, e si fosse messo a dar fastidio ai turchi4 (al tempo non c'era naturalmente il petrolio del @edio Briente da sfruttare...). Dediamo allora in che maniera viene risolto l' enigma dal simpatico e`(operaio genovese (pp. &-8(&-:): ,9ell'assurda e strana campagna napoleonica d'Hgitto, non si capirono mai i veri motivi. %nvece essa era importantissima per la grande loggia di )arigi, che se fosse andata $ene, avre$$e assestato alla rivale loggia londinese un colpo mortale definitivo^ %nfatti, con una sola fava, avre$$e preso $en 3 piccioni... Dediamo quali: occupazione di @alta (dove l'ordine dei Eavalieri era affiliato a 'ondra)" li$erazione degli egiziani dal duro dominio ottomano" li$erazione del tempio di 5alomone (sim$olo massimo massonico)" travaso dei potenti $anchieri e$rei dalla EitL a )arigi" ripristino dello stato d'%sraele, da secoli agognato dal popolo israelita. % massoni cairoti di rito francese, vista la fulminea campagna d'%talia napoleonica, chiesero alla loggia(madre parigina, se non si poteva organizzare una campagna d'Hgitto, per creare uno 5tato vassallo nel loro paese, uguale a quello cisalpino. ''idea a Napoleone piacque moltissimo Z...[ %l vero o$iettivo di Nelson, era quello di eliminare fisicamente Napoleone, come fu fatto per l'ammiraglio napoletano Earacciolo, considerati traditori della @assoneria Z...[ ,. H ancora, un'altra interessante notazione scelta tra tante: chi di noi non ha sentito parlare a scuola* del cele$re Balilla, e della cacciata degli austriaci da Fenova4 Hcco come ci racconta l'accaduto il Fiunciuglio (pp. &:3(&::): ,&:.8 ( Iivolta del Balilla ( Iovina della Iepu$$lica di Fenova ( /uesta cele$re rivolta, viene tutt'ora insegnata ai ragazzi delle scuole italiane, come nata spontanea, da un sasso lanciato da un ragazzino genovese a nome Fiam$attista )erasso. A parte il fatto che costui non # mai esistito, ma inventato e strumentalizzato dalla propaganda sa$auda contro gli austriaci, invece a$$iamo tuttora la prova evidente che la sommossa fu organizzata da una loggia misteriosa sita in via Bal$i al civico 3, sede del collegio dei Fesuiti, ed ora sede dell' niversit di Fenova Z...[ la rivolta fu preparata all'insaputa del senato della Iepu$$lica, il quale era anzi contrario^ Z...[ A scuola ci hanno insegnato che ad iniziare la rivolta contro gli austriaci, fu un '$alilla' (in genovese significa ragazzino) a nome Fiovan Battista )erasso e che la Iepu$$lica di Fenova gli don1, per riconoscenza, la licenza per aprire un fondaco da vino^ 'a propaganda massone prima e fascista poi, ne esaltarono le gesta, additandolo a sim$olo di tutti i ragazzi italiani Z...[ H pensare che questo ragazzo non # mai esistito... >anto # vero che la Iepu$$lica non gli dedic1 proprio nulla^ Ad inventare il nome di F.B. )erasso, fu il poeta Foffredo @ameli poich#, quando compose il suo famoso inno, gli occorreva un nome che facesse rima con 'fischia il sasso'^ 9overoso dire che anche il @ameli, era stato studente all'universit di via Bal$i Z...[ ,.

)er finire con un'informazione curiosa, lo sapevate qual # l'origine dei diffusissimi blue Ieans, e perch0 si chiamano cos24 ,'ungo il fiume Blona, sorsero tanti opifici artigianali che tessevano un tessuto ro$usto a trama diagonale, la cui stoffa veniva tinta a Fenova col tintoretto, dai francesi chiamato 'blu de genes', che poi divenne famosa, storpiata in inglese, come 'blue Ieans' , (pp. :&(:*).
&

5i veda la recensione al li$ro di %talo Br$egiani pu$$licata nel N. * di >pisteme. 'a presenza di tanti e$rei e ,cavalieri, che non avevano certo motivi di essere in $uona armonia con la 5anta 5ede lascia presumere una $en diversa cornice interpretativa, alla quale il Fiunciuglio va comunque assai vicino in moltissimi casi? * Almeno finch0 la storia vi si insegnava: presentemente, con le varie ,riforme, che sono piovute sul suo capo, forse non accade neppure pi! di ascoltare certi ,racconti,. 'a storia # diventata cronaca, parte del regno dell'effimero" viene costruita in televisione e non nei li$ri" il potere di ,informazione, # passato dalle mani degli storici a quelle dei giornalisti ( in ogni caso tutti ugualmente $en attenti, oggi come ieri, alle prescrizioni del politically correct (peccato che le verit storiche siano raramente tali). Disto quanto dianzi detto, si potre$$e anche pensare che ci1 sia meglio, se non fosse che da qualche punto $isogna pur cominciare, e che un ,analfa$eta, totale far molta pi! fatica ad orientarsi, e a ritrovare, volendolo, la strada della ,verit,?