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Copyright by: Bigol News - Testata Registr. Trib. Napoli 20/2008 del 28/02/2008

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3 Fatti Di Napoli , sconfitto in casa; 11 Fatto di Calciomercato; 4 Juve nel segno
3 Fatti Di Napoli , sconfitto in casa; 11 Fatto di Calciomercato; 4 Juve nel segno
  • 3 Fatti Di Napoli, sconfitto in casa;

    • 11 Fatto di Calciomercato;

  • 4 Juve nel segno di Tevez, 0 - 1 a Catania;

    • 12 Fatto di Serie B;

  • 5 Roma in Scioltezza, 0 - 2 al Bentegodi;

  • 6 Doppio Bonaventura, Inter battuta in casa;

  • 7 Torna Totò, l'Udinese batte il Sassuolo;

  • 8 Le Altre Partite, vincono Samp, Torino e Bologna;

    • 13 Campionato primavera, 21° giornata;

    • 14 Fatto di Pallanuoto;

    • 17 Fatto di Scoop;

    • 19 Scoviamo gli Sport, il Kyudo

3 Fatti Di Napoli , sconfitto in casa; 11 Fatto di Calciomercato; 4 Juve nel segno
Le formazioni scese in campo: NAPOLI: Reina; Reveillere, Henrique, Albiol, Ghoulam; Inler, Jorginho; Insigne, Hamsik, Callejòn;
Le formazioni scese in campo: NAPOLI: Reina; Reveillere, Henrique, Albiol, Ghoulam; Inler, Jorginho; Insigne, Hamsik, Callejòn;
Le formazioni scese in campo: NAPOLI: Reina; Reveillere, Henrique, Albiol, Ghoulam; Inler, Jorginho; Insigne, Hamsik, Callejòn;
Le formazioni scese in campo: NAPOLI: Reina; Reveillere, Henrique, Albiol, Ghoulam; Inler, Jorginho; Insigne, Hamsik, Callejòn;

Le formazioni scese in campo: NAPOLI: Reina; Reveillere, Henrique, Albiol, Ghoulam; Inler, Jorginho; Insigne, Hamsik, Callejòn; Higuain FIORENTINA Neto; Tomovic, Rodriguez, Savic, Pasqual; Bakic, Aquilani, Borja Valero, Cuadrado, Joaquin, Gomez.

San Paolo in pessime condizioni al limite

della decenza. Tutto allagato. Una pre-finale

di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, i ragazzi di Benitez dopo l’esclusione dall’Europa League tentano di acciuffare il secondo posto in Campionato. Gli Azzurri ci provano prima Callejon poi Higuain ancora

Insigne, Hamsik ma Neto fa una grande

partita, respinge tutto. Tagliavento esclude Ghoulam dalla partita per fallo da ultimo uomo al 37. Pessima partita sotto vari aspetti, Mertens, entrato al posto di Insigne, solo 10 minuti di campo poi esce per un infortunio alla caviglia ed esce per far spazio

Le formazioni scese in campo: NAPOLI: Reina; Reveillere, Henrique, Albiol, Ghoulam; Inler, Jorginho; Insigne, Hamsik, Callejòn;
Le formazioni scese in campo: NAPOLI: Reina; Reveillere, Henrique, Albiol, Ghoulam; Inler, Jorginho; Insigne, Hamsik, Callejòn;

a Pandev. A tre minuti dalla fine i viola, in

vantaggio numerico, sorprendono Reina appena uscito fuori tra i pali, con una gran giocata tra Matri, Paqual e Joaquin che di testa la mette dentro. Delusione generale tra i giocatori e i tifosi.

Karina Ornella Palomba

Le formazioni scese in campo: NAPOLI: Reina; Reveillere, Henrique, Albiol, Ghoulam; Inler, Jorginho; Insigne, Hamsik, Callejòn;

Juve nel segno di Tevez, Catania steso 1-0!

Espulsi i tecnici Conte e Maran, oltre l’attaccante Bergessio.
Espulsi i tecnici Conte e Maran, oltre l’attaccante Bergessio.

La Juventus è spietata e passa anche a Catania. Con questa vittoria ormai lo scudetto è ad un passo. Una Juve diversa dal solito, non troppo ispirata, complice forse un po’ di fatica che inizia a farsi sentire e un po’ di turnover. A salvare Conte però basta la giocata di un campione, quella di Tevez. Un lampo nella ripresa che permette di stendere il Catania e allungare a 6 le vittorie consecutive in campionato. Terzo tricolore consecutivo sempre più vicino per i bianconeri. Quattordici sono sempre i punti di vantaggio sulla Roma (questa ha una gara da recuperare), ma le partite da giocare ormai sono 9. Con questa sconfitta invece per il Catania la B si materializza sempre più. Sintesi - Scelte obbligate per Conte che deve rinunciare a Barzagli, Ogbonna, Marchisio, Vucinic e Peluso oltre lo squalificato Pogba. Turno di

riposo invece a Buffon, Asamoah e Llorente e scendono in campo Storari, Isla ed Osvaldo. Maran invece cerca una vittoria prestigiosa per risollevare le proprie sorti e abbandonare l’ultimo posto. In un Massimo sold-out il Catania è più aggressivo nei primi minuti. All 11 uno scontro di gioco tra Barrientos e Chiellini scatena una mischia con i padroni di casa che protestano per un braccio alto del difensore bianconero. La Juve con calma fa girare palla, gli etnei invece attendono con pazienza il momento giusto per ripartire. Al 27 entrambi i tecnici vengono espulsi per proteste dopo lo scontro Bonucci-Bergessio. Infatti Conte voleva il giallo (sarebbe stato il secondo) per l’attaccante mentre Maran aveva risposto all’allenatore

bianconero. Al 31 ci provano i padroni di casa con Bergessio che colpisce di sinistro su cross di Lodi ma la conclusione è respinta. Tre minuti dopo è ancora il Catania a sfiorare il vantaggio: cross di Lodi, Monzon svetta in area ma non inquadra lo specchio. La Juve si fa vedere con Osvaldo, ma l’ex Roma, lanciato a rete da Pirlo, si divora il vantaggio mandando a lato con un colpo di tacco. Al 42 scontro duro tra Lichtsteiner e Barrientos, con l’argentino che deve essere soccorso dallo staff medico. Termina il primo tempo con un Catania capace di resistere alla Juve, ma una gara a tratti dura. Si riparte ed è subito Juve con Osvaldo che manca un destro a volo a pochi passi da Andujar. Al 57 è nuovamente l’attaccante bianconero a provarci su assist di Lichtsteiner, ma ancora una volta sbaglia mandando la

sua rovesciata a lato. Dopo 120 secondi il risultato cambia e i bianconeri passano in vantaggio con Tevez: lancio di Pirlo, sponda di Osvaldo e l’apache con il destro infila il portiere etneo. La stanchezza inizia a farsi sentire ed inizia la girandola di cambi: Osvaldo e Isla fuori per Llorente e Asamoah, nel Catania Leto rileva Bellusci. Al 67 i siciliani però rimangono in 10: Bergessio rifila l’ennesima manata ad un difensore bianconero (questa volta Chiellini) e riceve il secondo cartellino giallo chiudendo la gara anzitempo. La Vecchia Signora cerca il raddoppio al 73 ancora con Tevez, ma il suo pallonetto termina alto sopra la traversa. Due giri di lancette dopo è Andujar ad evitare il secondo goal togliendo dall’incrocio una splendida punizione di Pirlo. Monologo bianconero, ma questa volta,

all’ 81, è Vidal a sbagliare: Tevez affonda sulla destra e mette in mezzo per il cileno il cui destro però termina a lato. Vengono effettuati gli ultimi cambi: Peruzzi e Keko prendono il posto di Plasil e Barrientos, nella Juve Giovinco sostituisce Tevez. Dopo 4 minuti di extra time termina il match.

Juve nel segno di Tevez, Catania steso 1-0! Espulsi i tecnici Conte e Maran, oltre l’attaccante
Juve nel segno di Tevez, Catania steso 1-0! Espulsi i tecnici Conte e Maran, oltre l’attaccante
Juve nel segno di Tevez, Catania steso 1-0! Espulsi i tecnici Conte e Maran, oltre l’attaccante

Vincenzo Vitale

2 Tutto facile per gli uomini di mister Garcia che riescono a portare a casa altri
2 Tutto facile per gli uomini di mister Garcia che riescono a portare a casa altri
2
2

Tutto facile per gli uomini di mister Garcia

che

riescono a portare a casa altri 3 punti

fondamentali per la Champions. Decisive le reti

nel primo tempo di Gervinho e Destro,

schierato

a

sorpresa

Totti. I veronesi,

in

campo

fin troppo

quest'ultimo

insieme a capitan

timidi, non riusciranno mai ad impegnare

severamente De Sanctis. La retroguardia sbanda

offensive

degli ospiti e

al

17', su

un

alle sortite

retropassaggio sciagurato di Cesar per il proprio portiere, Gervinho si avventa sulla palla e trafigge l'incolpevole Agazzi. Il solo Paloschi in avanti non crea alcun pericolo alla difesa guidata da Benatia e Castan. Tra il 32esimo e 35esimo il Chievo,

incredibilmente, sbaglia ancora due retropassaggi

con Dainelli e Sardo ma prima Destro poi

Gervinho non sanno approfittarne. Al 42'

l'episodio che decide il match: incursione centrale di un super Taddei, che offre a Destro un assist al bacio. L'ex Siena piazza la palla all'angolino per il

a

0

finale. Nella ripresa

mister Corini butterà

dentro Obinna e Pellissier, ma il risultato rimarrà

invariato. Ritmi bassi e totale controllo dell'incontro: la Roma prosegue così la sua marcia di avvicinamento all'Europa che conta. "Ho rubato con gli occhi quello che fa De Rossi quando gioca e ho cercato di giocare il più semplice possibile in velocità. Correre è una cosa che ho dentro e che so fare bene. Poi sono brasiliano e quindi con la

2 Tutto facile per gli uomini di mister Garcia che riescono a portare a casa altri

palla al piede mi trovo a mio agio". Queste le

parole di un ritrovato Taddei, ormai pedina indispensabile per le assenze di De Rossi e Strootman.

Valerio Castorelli

Dopo sei risultati utili consecutivi si ferma sul più bello la rincorsa dell’Inter alle residue speranze

Dopo sei risultati utili consecutivi si ferma sul più bello la rincorsa dell’Inter alle residue speranze di piazzamento Champions. Una doppietta del buon “Jack” Bonaventura regala all’Atalanta la quarta vittoria consecutiva che proietta i bergamaschi nelle zone alte della classifica. La gara termina 1-2 e allunga la striscia

negativa dell’Inter nei confronti dell’Atalanta, sono ben 4 infatti gli anni in cui i milanesi non riescono a raccogliere i tre punti contro la Dea. Già dai primi minuti di giochi gli ospiti appaiono molto spigliati e vanno più volte vicini al gol del vantaggio. Una traversa di Denis sugli sviluppi di un bel colpo di testa è l’occasione più limpida. Dopo una fase intermedia di stallo si aprono le danze: una conclusione in mischia di

Bonaventura beffa Handanovic mettendo subito la gara in ascesa per Palacio e compagni. La squadra di Mazzarri ha il merito di rimettere in piedi la partita immediatamente. Infatti neanche il tempo di esultare che Icardi in contropiede fa 1-1. Nonostante non sia al meglio le soprattutto pieno di antidolorifici l’argentino è autore di una gara più che generosa che lo rende sempre più perno dell’Inter del futuro. Si va all’intervallo. A San Siro torna in campo un Inter più vogliosa alla ricerca come il pane dei tre punti.

Dopo sei risultati utili consecutivi si ferma sul più bello la rincorsa dell’Inter alle residue speranze
Dopo sei risultati utili consecutivi si ferma sul più bello la rincorsa dell’Inter alle residue speranze
Dopo sei risultati utili consecutivi si ferma sul più bello la rincorsa dell’Inter alle residue speranze

Una traversa dal limite di Guarin prima e un colpo di testa di

Palacio sul palo poi vanno più volte gridare al gol i sostenitori

della curva Nord. I nuovi entrati Nagatomo e Alvarez avrebbero dovuto dare più brio ma alla lunga si spengono lentamente insieme ai compagni. L’Inter non trova spazi ma a Guarin riesce l’imbucata giusta: servizio in area per Jonatahan che scucchiaia e centra la traversa, legno sul quale Icardi e sfortunato sulla ribattuta. E’ questo l’ultimo lampo poi sale in cattedra l’Atalanta. Prima Jonathan e costretto a salvare sulla linea un gol sicuro dopo una grande azione di Baselli e poi all’89’ l’episodio chiave. Punizione dalla destra, Jonathan si addormenta e Handanovic non esce, il pasticcio è fatto. Bonaventura di testa regala la vittoria ai suoi e tanti saluti alla squadra di Mazzarri.

Antonio Greco

Udinese-Sassuolo 1-0: ci pensa un Di Natale da record!

Udinese-Sassuolo 1-0: ci pensa un Di Natale da record! L’Udinese al Friuli vince di misura sul

L’Udinese al Friuli vince di misura sul Sassuolo e abbandona la zona retrocessione. A sbloccare la gara ci pensa proprio il capitano friulano Di Natale al 26. Lo stesso numero 10 ha l’occasione per raddoppiare su rigore (alquanto dubbio) ma calcia alto. Il Sassuolo invece non si fa quasi mai vedere salvo poi ricevere in dono, intorno alla mezz’ora del secondo tempo, un rigore. Penalty che purtroppo Floccari calcia sul palo infrangendo le speranze dei neroverdi. Dopo i 90 minuti è doppia festa per l’Udinese. Infatti, oltre la vittoria, si festeggia il record di presenze di Di Natale in maglia bianconera nel massimo campionato. In questa speciale classifica è primo con 324 presenze superando Valerio Bertotto, che però rimane primo in quelle complessive (404 coppe incluse contro le 382 di Totò ).

Udinese-Sassuolo 1-0: ci pensa un Di Natale da record! L’Udinese al Friuli vince di misura sul
Udinese-Sassuolo 1-0: ci pensa un Di Natale da record! L’Udinese al Friuli vince di misura sul
Udinese-Sassuolo 1-0: ci pensa un Di Natale da record! L’Udinese al Friuli vince di misura sul

Sintesi – L’Udinese arriva da un momento negativo, avendo vinto solo 1 gara (contro il Milan) delle ultime 5, mentre il Sassuolo è in cerca di punti salvezza dopo i 4 punti ottenuti nelle ultime 2 giornate. Guidolin si affida alla coppia Fernandes-Di Natale. Di Francesco schiera Farias al posto dello squalificato Berardi. Inizialmente l’Udinese fa girare palla ma non crea pericoli. Gli ospiti invece si affidano al classico “palla lunga e pedalare”; ma è proprio così che i neroverdi si costruiscono l’occasione per passare in vantaggio con Zaza ma Scuffet si dimostra un ottimo portiere. Al primo vero affondo i friulani passano: al 26 Pinzi entra in area e calcia, il tiro però è deviato e arriva sulla testa di Di Natale che non deve far altro che appoggiare in rete. Al 33 i padroni di casa hanno l’occasione per raddoppiare su calcio di rigore concesso dall’arbitro per un tocco di mano di Farias (penalty inesistente perché il calciatore tocca di schiena). Dagli 11 metri si presenta il capitano friulano, ma calcia malissimo e la palla termina sopra la traversa. Nel finale ci provano per i neroverdi Zaza e Farias ma non centrano lo specchio. Termina così il primo tempo. Nella ripresa il ritmo continua ad essere blando. Al 63 il Sassuolo va vicino al pareggio ma Floccari non riesce a toccare di testa da un punizione di Missiroli. Sei minuti dopo invece Pegolo è super nel deviare in angolo una girata al volo di Bruno Fernandes. Al 72 la migliore occasione per il Sassuolo capita su calcio di rigore che purtroppo Floccari sbaglia stampando la palla sul palo. L’ultimo quarto d’ora però gli ospiti prendono coraggio e alzano il baricentro provando l’assedio finale. Guidolin toglie Di Natale e Pinzi per Muriel e Badu, ed è proprio dai loro piedi che potrebbe arrivare il goal della sicurezza, ma il centrocampista bianconero non impatta la palla. Per gli ospiti Zaza è l’ultimo ad arrendersi ma non c’è più nulla da fare e la gara termina con il risultato di 1-0

Vincenzo Vitale

Il lunch match della 29ma giornata di Serie A al Tardini vede scendere in campo Parma
Il lunch match della 29ma giornata di Serie A al Tardini vede scendere in campo Parma

Il lunch match della 29ma giornata di Serie A al Tardini vede scendere in campo Parma e Genoa. Il rossoblu sembrano fin dall’inizio più motivati, mentre gli emiliani sembrano aver preso la partita un po’ sotto gamba. Ne viene che fin dai primi minuti sono i liguri a impostare la partita ed ad avare le opportunità migliori. E al 21del primo tempo sono proprio loro ad andare in vantaggio con Cofie su assist di Konatè. Qui il Genoa fa l’errore di cercare di mantenere il risultato, e quindi esce il Parma che pian piano riesce a scrollarsi di dosso il brutto inizio e riagguantare i pareggio dopo dieci minuti con Schelotto in gran ripresa. Il Genoa riprende a macinare gioco e crea non pochi grattacapi ai gialloblu per conseguire il diciassettesimo risultato utile consecutivo. È 1-1 il finale.

Fabio Tomas

Il lunch match della 29ma giornata di Serie A al Tardini vede scendere in campo Parma
Il lunch match della 29ma giornata di Serie A al Tardini vede scendere in campo Parma

I due allenatori Mandorlini e Mihajlovic si giocano la partita a viso scoperto niente tatticismi convinti entrambi della proprie forze. Troppe sconfitte consecutive per Mihajlovic che non ci stà e scuote i suoi e finalmente ecco la risposta. La Sampdoria è incontenibile quest’oggi distrugge gli avversari in lungo e in largo. Anche la fortuna è dalla sua parte finalmente. Lo si intuisce chiaramente quando sul raddoppio di Renan è addirittura l’arbitro Calvarese a servirgli l’assist. Il Verona non può fare altro che assistere attonito alla sfuriata dei

Il lunch match della 29ma giornata di Serie A al Tardini vede scendere in campo Parma

blucerchiati, che non vogliono sentire ragioni. Sansone apre le danze subito al 4del primo tempo, il brasiliano raddoppia da azione di calcio d’angolo, poi Soriano prima e dopo l’intervallo realizza la sua doppietta personale, infine c’è gloria anche per il capitano Palombo che su punizione trafigge sul suo palo Rafael. Nel finale anche Da Costa vuole dare il suo apporto alla vittoria e ci riesce alla grande. Il Verona prova a dare un ultimo sussulto ma il portiere non

vuole essere da meno dei suoi compagni e si supera prima ancora su Toni poi su Rabusic e in fine su Cacia. E sugli spalti finalmente è grande festa.

Il lunch match della 29ma giornata di Serie A al Tardini vede scendere in campo Parma

Fabio Tomas

Bomber Immobile manda un messaggio deciso al ct Prandelli: la prima tripletta in serie A e
Bomber Immobile manda un messaggio deciso al ct Prandelli: la prima tripletta in serie A e
Bomber Immobile manda un messaggio deciso al ct Prandelli: la prima tripletta in serie A e
Bomber Immobile manda un messaggio deciso al ct Prandelli: la prima tripletta in serie A e
Bomber Immobile manda un messaggio deciso al ct Prandelli: la prima tripletta in serie A e

Bomber Immobile manda un messaggio deciso al ct Prandelli: la prima tripletta in serie A e il

momentaneo titolo di capocannoniere del

nostro campionato sono dei chiari segni del possibile viaggio in Brasile del talento di Torre Annunziata. Il Livorno, in sofferenza per gran parte della gara e salvato più volte da un eccezionale Bardi, deve fare i conti con un Torino affamato di vittoria. Al 25', su punizione

perfetta di Bovo, Immobile stacca di testa più

in alto di tutti e porta i suoi in vantaggio. Il Livorno fatica a riprendersi anche per l'aggressività messa in campo dai ragazzi di Ventura. Bardi, è ancora bravo a tenere a galla i suoi: prima sul colpo di testa di Glik e poi sulla

clamorosa occasione di Cerci. Nella ripresa i

toscani scendono in campo con

lo

stesso

atteggiamento del primo, e così uno scatenato Immobile decide di chiedere il discorso nel giro di 7 minuti. Prima con un tiro fortunato che spiazza il numero uno amaranto e poi con una bordata da fuori area che arrotonda il risultato

sul 3 a 0. Inutile il gol a tempo scaduto di

Siligardi. La coppia Immbole-Cerci fa può sognare così la convocazione in nazionale dopo un strpitoso campionato. Discorso completamente diverso per il Livorno, ora inguaiato per la vittoria casalinga del Bologna

Valerio Castorelli

BOLOGNA TRE PUNTI D’ORO: CAGLIARI BATTUTO 1-0
BOLOGNA TRE PUNTI D’ORO: CAGLIARI BATTUTO 1-0

Il Bologna centra l’obiettivo. In una partita che definire noiosa potrebbe sembrare addirittura un complimento, gli emiliani raggiungono i tre punti con il minimo sforzo facendo così crollare tutte le certezze

del Cagliari. Gli ospiti infatti dopo l’ultima debacle esterna rientrano prepotentemente nel girone dantesco dell’inferno fatto dalle squadre che lottano per non retrocedere. Complice la sconfitta del Livorno sul campo del Torino oggi grazie al rigore di Christodoulopoulus sono virtualmente salvi ma, la corsa sarà ancora lunghissima e stracolma di insidie. Il Dall’Ara torna a sorridere ai padroni di casa dopo ben tre mesi dall’ultimo successo interno. Il primo tempo se non fosse per la contestazione pesante nei confronti

dei bolognesi verso il presidente Guaraldi avrebbe ben poco da raccontare. L’episodio più spettacolare della gara avviene addirittura durante l’intervallo. Una donna vestita da sposa infatti entra e attraversa tutto il rettangolo di gioco venendo poi accompagnata fuori dalla sicurezza. Ci vuole addirittura il settantasettesimo per dare un senso alla gara. Servito da una discesa di

Garics, Christodoulopoulus viene atterrato in area da

Dossena, è rigore e lo stesso greco dagli undici metri batte Avramov. Il rigore a dire il vero sembra anche un po’ generoso ma non si può di certo gridare allo scandalo. Lopez chiude con ben quattro punte nel disperato intento di pareggiare che, nella mediocrità di questa partita sarebbe il risultato più giusto. Si arriva al novantacinquesimo senza altri sussulti. Da segnalare

soltanto l’espulsione del cagliaritano Dessena per doppia ammonizione a poche manciate di secondi dal termine. Il Bologna torna a respirare mentre al Cagliari incomincia l’affanno. Mercoledì a Verona contro il Chievo c’è un altro spareggio, gli emiliani non hanno il tempo di fermarsi.

Antonio Greco

BOLOGNA TRE PUNTI D’ORO: CAGLIARI BATTUTO 1-0 Il Bologna centra l’obiettivo . In una partita che
BOLOGNA TRE PUNTI D’ORO: CAGLIARI BATTUTO 1-0 Il Bologna centra l’obiettivo . In una partita che
BOLOGNA TRE PUNTI D’ORO: CAGLIARI BATTUTO 1-0 Il Bologna centra l’obiettivo . In una partita che
Inter, Vidic chiama Dzeko! Ecco come si può prendere. Dall’Inghilterra ne sono certi: il neo acqusito
Inter, Vidic chiama Dzeko! Ecco come si può prendere. Dall’Inghilterra ne sono certi: il neo acqusito
Inter, Vidic chiama Dzeko! Ecco come si può prendere. Dall’Inghilterra ne sono certi: il neo acqusito

Inter, Vidic chiama Dzeko! Ecco come si può prendere.

Dall’Inghilterra ne sono certi: il neo acqusito neroazzurro Nemanja Vidic avrebbe contattato telefonicamente il bomber del Mancheser City Edin Dzeko per convincerlo a vestire la maglia neroazzurra la prossima stagione. Affare difficile, ma non impossibile: il suo ingaggio è molto elevato (circa 4,5 milioni di euro più bonus) e il costo del cartellino intorno ai 15 milioni. Dzeko risponderà alle avance neroazzurre?

Napoli, un colosso per Benitez.

Il Napoli a giugno dovrà rinforzare la difesa, apparsa il reparto più in difficoltà in questa stagione. Benitez e Bigon stanno pensando ad un colpo a parametro zero: si tratta del difensore inglese Joleon Lescott. Lescott sarebbe il rinforzo ideale da affiancare a Raul Albiol in vista della prossima stagione. Esperienza e caratura di livello internazionale a servizio del club

partenopeo. Unico scoglio l’ingaggio.

Inter, Vidic chiama Dzeko! Ecco come si può prendere. Dall’Inghilterra ne sono certi: il neo acqusito
Inter, Vidic chiama Dzeko! Ecco come si può prendere. Dall’Inghilterra ne sono certi: il neo acqusito

Milan, l’obietivo numero uno è Marchetti.

Il Milan è alla ricerca del sostituto di Abbiati e tutti gli indizzi portano a Federico Marchetti. Nonostante il Milan abbia preso Agazzi a parametro zero e in rottura col Caglairi, la società rossonera continua a seuire la situazione Marchetti. Lotito valuta il suo portiere ben 10 milioni di euro, am il Milan sarebbe disposto ad inserire nella trattativa proprio Agazzi, più un conguaglio a favore dei biancocelesti.

Giuseppe Memoli

11

Il Palermo non si ferma più. Vince anche in quel di Pescara passando in vantaggio con
Il Palermo non si ferma più. Vince anche in quel di Pescara passando in vantaggio con
Il Palermo non si ferma più. Vince anche in quel di Pescara passando in vantaggio con
Il Palermo non si ferma più. Vince anche in quel di Pescara passando in vantaggio con
Il Palermo non si ferma più. Vince anche in quel di Pescara passando in vantaggio con
Il Palermo non si ferma più. Vince anche in quel di Pescara passando in vantaggio con

Il Palermo non si ferma più. Vince anche in quel di Pescara passando in vantaggio con Dybala al 12del primo tempo; nella ripresa i delfini pareggiano con Mascara all’ 11’, ma il pareggio dura venti minuti perché è Belotti al 31a siglare la rete della vittoria rosanero. L’ anticipo delle 19:00 tra Trapani e Varese termina 1-1 con i gol prima dell’ ex Terlizzi, che non esulta, e poi di Bjelanovic. Nell’ altro anticipo l’ Avellino cade al Partenio contro il Siena di Rosina, che regala i tre punti ed il sorpasso sugli stessi campani e sul Latina (piazzandosi al settimo posto) grazie ad una splendida punizione. Lo Spezia passa a Brescia con Ferrari e Bellomo. Cascione porta il suo Cesena al quarto posto segnando l’ unica marcatura necessaria per superare la Juve Stabia.

Finisce a porte inviolate il match tra Crotone e

Bari con un punto a testa. L’ Empoli torna alla vittoria e lo fa infliggendo un poker alla Reggina, mai vittoriosa al Castellani. Maccarone, Rugani e due volte Pucciarelli, questi gli autori della disfatta ai danni dei calabresi. I toscani restano a -9 dalla vetta.

4-0 anche in Modena-Latina (Babacar 11st; Granoche 17st; Rizzo 38st; Magni 38st); i laziali scendono in ottava posizione. Nello scontro diretto nella coda della classifica il Cittadella vince a Padova 0-4. Il Novara batte il Carpi grazie a Buzzegoli, che dagli undici metri batte Colombi, e si porta a 34 p.t. Il Lanciano ottiene un punto a Terni, al triplice fischio è 1-1; Zito sigla il vantaggio momentaneo per i padroni di casa, rimontato poi con Paghera. Gli abbruzzesi restano terzi a -2 dall’ Empoli.

Nel girone A sorpresa è il pareggio della capolista Torino, a Siena , per 1 a
Nel girone A sorpresa è il pareggio della capolista Torino, a Siena , per 1 a

Nel girone A sorpresa è il pareggio della capolista Torino, a Siena, per 1 a 1. Vittoria, invece, per la Juventus che, con il Bologna vendica la sconfitta subita nel girone d’andata. Basta il gol di Slivka per far accaparrare ai tre punti, portandosi, così, secondi in classifica. Scivola, invece, al terzo posto l’Empoli, causa la sconfitta rimediata con il Carpi, per 1-2. La Sampdoria liquida, facilmente, il Modena. Quattro le reti che concedono alla formazione di Enrico Chiesa di portarsi ad un ponto dall’Empoli. Il Novara vince 2-3 con il Sassuolo. Sconfitta per il Parma, in casa dello Spezia per 2-1. Bianconeri che, così, si portano a pari punti con gli emiliani. Terza vittoria, di stagione, per il Genoa. Contro il Cesena, le tre reti del grifone fanno risalire la formazione ligure al penultimo posto, facendo scivolare il Modena dell’ex

campione del Mondo, Simone Barone.

Nel girone B vittorie per il duo di testa; Atalanta- Chievo. I neroazzurri superano per due reti a zero l’Udinese, ai veneti, invece, basta la rete di Da Silva per battere il Varese. In programma mercoledì, il derby tra Milan ed Inter. I rossoneri a sole due lunghezze dai cugini neroazzurri. Il Brescia con il 3-0 espugna la Ternana. Sconfitta per il Verona per mano del Pescara; 2-1. Vittoria per 3 reti a 0 per il Cagliari, sul Lanciano. Travolgente il Padova che, rifila cinque gol al Cittadella.

Nel girone C straordinaria per la vittoria la Lazio, che rifila al Crotone ben sette reti. Non facile per la Fiorentina superare l’Avellino, ultimo in classifica. Serve un rigore, battuto da Bangu, al 43’ del secondo tempo per sbloccare, non solo il risultato, ma anche di regalare alla squadra viola i tre punti, che le consentono di non perdere la scia della capolista. A Livorno, la Roma passa grazie alla rete di Ferri. Il Palermo vince di misura sul Latina. Termina 7-3 la gara, a favore della squadra siciliana, portandosi, così, al quarto posto, approfittando, anche, della sconfitta del Napoli, in casa del Catania per 2 a 0. Il Bari con la vittoria sul Trapani, per 4-0, si porta a due punti dai partenopei. La Reggina si impone per 3 a 1 sulla Juve Stabia.

Annalisa Moccia

  • 1 Torino

 

55

 
  • 2 Juventus

40

 
  • 3 Empoli

39

 
  • 4 Sampdoria

38

 
  • 5 Novara

35

  • 6 Parma

 

34

  • 7 Spezia

 

34

 
  • 8 Bologna

28

 
  • 9 Sassuolo

24

  • 10 Cesena

 

20

  • 11 Carpi

 

20

  • 12 Siena

 

17

  • 13 Genoa

 

14

 
  • 14 Modena

12

 
 
  • 1 Atalanta

50

  • 2 Chievo

 

50

  • 3 Milan

 

42

  • 4 Inter

 

40

  • 5 Brescia

 

35

 
  • 6 Udinese

32

  • 7 Verona

 

31

 
  • 8 Cagliari

28

 
  • 9 Padova

28

  • 10 Varese

 

28

  • 11 Pescara

 

18

 
  • 12 Ternana

10

 
  • 13 Lanciano

9

 
  • 14 Cittadella

2

 
  • 1 LAZIO

 

56

 
  • 2 FIORENTINA

53

  • 3 ROMA

 

46

 
  • 4 PALERMO

36

 
  • 5 CATANIA

35

 
  • 6 NAPOLI

33

  • 7 BARI

 

31

 
  • 8 LIVORNO

30

 
  • 9 REGGINA

23

  • 10 LATINA

 

23

 
  • 11 JUVE STABIA

21

 
  • 12 CROTONE

16

 
  • 13 TRAPANI

8

 
  • 14 AVELLINO

3

DI NUNZIA CASOLARO Mai crearsi aspettative! Questo è quello che ci insegna questa giornata di campionato
DI NUNZIA CASOLARO Mai crearsi aspettative! Questo è quello che ci insegna questa giornata di campionato
DI NUNZIA CASOLARO Mai crearsi aspettative! Questo è quello che ci insegna questa giornata di campionato

DI NUNZIA CASOLARO

Mai crearsi aspettative! Questo

è quello

che

ci

insegna questa giornata di campionato

partenopea, con due pareggi che potevano essere

ben altro nonostante la prevista vittoria dell’Acquachiara nello scontro con la penultima in classifica.

DI NUNZIA CASOLARO Mai crearsi aspettative! Questo è quello che ci insegna questa giornata di campionato
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DI NUNZIA CASOLARO Mai crearsi aspettative! Questo è quello che ci insegna questa giornata di campionato
DI NUNZIA CASOLARO Mai crearsi aspettative! Questo è quello che ci insegna questa giornata di campionato

Partita da batticuore in questa giornata di campionato alla Scandone, ricca di palpiti e sussulti per un pareggio alquanto imprevedibile. Infatti dopo il primo parziale chiuso con tre reti di vantaggio per i giallorossi messe a punto da Velotto, Brguljan, Baraldi e ancora Brguljan dopo l’unica rete del set di Borella, si presenta una seconda fazione del tutto a risultati capovolti. I fiorentini, dopo la rete di Parisi, vanno a rete ben cinque volte con Coppoli in doppietta, Fulvio, Sindone e Bini ribaltando letteralmente la situazione e anche gli spalti portandosi in vantaggio. La Rari Nantes continua la sua corsa alla vittoria anche nella terza fazione di gioco allungando le distanze dai ragazzi del Molosiglio con le reti di Eskert, Coppoli e Bini, ma i canottierini non si sono ancora arresi e provano a recuperare grazie alle reti di Parisi e Buonocore. La rimonta dei giovani di Mr. Zizza continua anche nell’ultimo quarto fino all’ultimo secondo. Infatti dopo ancora l’alternanza di reti tra Gobbi, Brguljan e Bini, i giallorossi si piazzano nella metà vasca avversaria provando ad ottenere la vittoria, ma grazie alle reti di Buonocore, Esposito e Parisi, riescono almeno ad

ottenere la parità lasciando invariato il posizionamento in classifica per entrambe le squadre: Circolo Canottieri Napoli al sesto posto e ancora ottava la Rari Nantes Florentia. Invariata anche la classifica capicannonieri dove a presiedere è ancora lui: Darko Brguljan!

Circolo Canottieri Napoli: Turiello, Buonocore 2, Campopiano, Borrelli, Brguljan 3 (1 rig.), Morelli, Ronga, Primorac, Parisi 3, Velotto 1, Baraldi 1, Esposito 1, Vassallo. All. Zizza

Rari Nantes Florentia: Mugelli, Sindone 1, Borella 1, Coppoli 3, Martini, Eskert 1, Brancatello, Dani, Gitto, Gobbi 1, Bini 3, Di Fulvio 1, Cicali. All. Vannini

Arbitri: Fusco e Severo

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Ancora una vittoria persa peri i rossoverdi che, ancora orfani di capitan Gallo, si ritrovano tra
Ancora una vittoria persa peri i rossoverdi che, ancora orfani di capitan Gallo, si ritrovano tra
Ancora una vittoria persa peri i rossoverdi che, ancora orfani di capitan Gallo, si ritrovano tra
Ancora una vittoria persa peri i rossoverdi che, ancora orfani di capitan Gallo, si ritrovano tra
Ancora una vittoria persa peri i rossoverdi che, ancora orfani di capitan Gallo, si ritrovano tra
Ancora una vittoria persa peri i rossoverdi che, ancora orfani di capitan Gallo, si ritrovano tra
Ancora una vittoria persa peri i rossoverdi che, ancora orfani di capitan Gallo, si ritrovano tra
Ancora una vittoria persa peri i rossoverdi che, ancora orfani di capitan Gallo, si ritrovano tra
Ancora una vittoria persa peri i rossoverdi che, ancora orfani di capitan Gallo, si ritrovano tra

Ancora una vittoria persa peri i rossoverdi che, ancora orfani di capitan Gallo, si ritrovano tra le mani un pareggio contro qualsiasi pronostico.

Dopo i primi due quarti terminati entrambi con parziali di 1-2, il primo per le reti di Radovic e

Mattiello per i rossoverdi e Di Somma per i liguri, mentre il secondo grazie ai goal messi in porta da Bruni per i padroni di casa e Foglio e ancora Radovic per gli ospiti, il match prende tutt’altra piega. Nella prima parte della terza fazione Dolce, Foglio e Klikovac, nonostante la rete di Lanzoni provano ad avvicinarsi alla vittoria, ma il 7-3 diventa ben presto 7-5 al termine di questo terzo tempo per le reti di Antracite e Alessandro Di Somma.

Ma è nell’ultimo quarto che quel 7-5 si trasforma in pochi minuti in pareggio con l’altro fratello Di Somma che si ripete e Boero. Renzuto Iodice prova a riprendere il vantaggio ma a ritornare a rete questa volta è Lanzoni . Ad un minuto dalla fine Mattiello prova a riportare la squadra in un determinante vantaggio e quindi alla vittoria, ma si sa che bisogna sempre aspettare l’ultimo secondo per poter mettere la parola fine e così è stato per il Bogliasco che con l’ultima rete di Lanzoni prende e porta a casa un pareggio che le ha così permesso di salire di una posizione in classifica e di diventare così quart’ultima a dispetto dell’ormai consolidato terzo posto del Posillipo.

Ancora una vittoria persa peri i rossoverdi che, ancora orfani di capitan Gallo, si ritrovano tra

Bogliasco: Dinu, Marziali, A. Di Somma 1, Vergano, E. Di Somma 2, Dainese, Fabiano 1, Boero 1, Passadore , Lanzoni 3 (1 rig.), Gavazzi, Bruni 1, Vespa. All. Bettini

Posillipo: Cappuccio, Dolce 1, Rossi, Foglio 2, G. Mattiello 2, Radovic 2, Renzuto Iodice 1, Russo, Klikovac 1, Bertoli , Mandolini, Saccoia, Negri. All. Cufino

Gioco nettamente superiore quello dei biancoazzurri che hanno come unico scopo vincere tutte le partite per
Gioco nettamente superiore quello dei biancoazzurri che hanno come unico scopo vincere tutte le partite per
Gioco nettamente superiore quello dei biancoazzurri che hanno come unico scopo vincere tutte le partite per
Gioco nettamente superiore quello dei biancoazzurri che hanno come unico scopo vincere tutte le partite per

Gioco nettamente superiore quello dei biancoazzurri che hanno come unico scopo vincere tutte le partite per scalzare il Savona dal quarto posto in classifica. Ciò nonostante nella prima fazione c’è stata qualche difficoltà che si concretizza nelle quattro reti del Promogest messe a segno da Tomasic in doppietta, Steardo e Simonetti rispetto alle sole due reti dei biancoazzurri Petkovic e Luongo. La seconda fazione ancora non da risultati o comunque ne da solo in parte con una sola rete di Steardo e con due da parte dell’Acquachiara di Petkovic e Di Costanzo. Nella terza fazione finalmente la situazione si sblocca e la Carpisa Yamamay comincia ad ottenere quel che merita grazie alla doppietta di Luongo, nonostante l’intervallo di Sassanelli, e le reti di Perez e Di Costanzo. Nell’ultimo quarto Petkovic prova ad allungare le distanze ma Tomasic e Astarita cercano di rimettere in gioco la squadra pur non riuscendoci. Intervengono infatti ancora Petkovic, Luongo e Gambacorta alle cui reti nulla può l’unica rete di Russo. In questo modo i biancoazzurri si avvicinano sempre di più alla loro tanto aspirata quarta posizione laddove il Promogest continua a mantenere il suo ormai stabilizzato penultimo posto in classifica.

Gioco nettamente superiore quello dei biancoazzurri che hanno come unico scopo vincere tutte le partite per

Promogest: Volarevic, Murru, Rinaldi, Steardo 2, Tullio, Simonetti 1, Pagliara, Sassanelli 1, Licata, Tomasic (1 rig.), Astarita 1, Russo 1, Morleo. All. Pettinau.

Carpisa Yamamay Acquachiara: Kacic, Perez 1, Mattiello, Luongo 4, Postiglione, Petkovic 4, Gambacorta 1, Ferrone, Saviano, Draskovic, Di Costanzo 2, Sadovyy, Lamoglia. All. De Crescenzo.

Arbitri: Caputi e Colombo.

Gioco nettamente superiore quello dei biancoazzurri che hanno come unico scopo vincere tutte le partite per
Gioco nettamente superiore quello dei biancoazzurri che hanno come unico scopo vincere tutte le partite per
Gioco nettamente superiore quello dei biancoazzurri che hanno come unico scopo vincere tutte le partite per

VENTESIMA GIORNATA

Carpisa Yamamay Acquachiara - Circolo Canottieri Napoli

Venerdì 28 Marzo ore 19:30

Carisa Rari Nantes Savona - Dooa Posillipo

Sabato 29 Marzo ore 15:00

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E’ il norvegese della Katusha Alexandre Kristoff la sorpresa di questa centocinquesima edizione della prima grande
E’ il norvegese della Katusha Alexandre Kristoff la sorpresa di questa centocinquesima edizione della prima grande

E’ il norvegese della Katusha Alexandre Kristoff la sorpresa di questa centocinquesima edizione della prima grande classica della stagione: la Milano-SanRemo. La vittoria di questo outsider è tutta figlia di un lavoro straordinario di un suo compagno di squadra, quell’etorno Luca Paolini che sui mille sacrifici ha costruito una carriera straordinaria. Un deluso

Fabian Cancellara si deve accontentare solo dela secondo

piazza, troppo poco per uno che ha vinto gli ultimi tre mondiali

a cronometro. Chiude il podio un’altra sorpresa, il britannico Swift. Solo quinto un deludente Mark Cavendish. Nibali si fa vedere solo per un bell’attacco sulla Cipressa ma questa corsa si dimostra totalmente avversa alle sue caratteristiche. Primo degli italiani Colbrelli in sesta posizione.

Antonio Greco

E’ il norvegese della Katusha Alexandre Kristoff la sorpresa di questa centocinquesima edizione della prima grande
E’ il norvegese della Katusha Alexandre Kristoff la sorpresa di questa centocinquesima edizione della prima grande

Francesco Totti ha rilasciato un’intervista a Sky Sport per parlare del presunto tradimento ai danni di Ilary Blasi, l’eccessivo gossip e i suoi figli. Il calciatore della Roma dice:”Il gossip sul terzo figlio? Essendo un personaggio pubblico tutti ne parlano è normale. Si parla di continuo del terzo figlio, che io ho l’amante, che lei ha l’amante o che ci stiamo separando. Basta, questo influisce sulla vita calcistica e privata. Mi dà fastidio ed esigo rispetto, altrimenti da qui in poi agiremo diversamente. Le dichiarazioni sul presunto tradimento ai danni della Blasi, sono state catturate dal reality Grande Fratello. Mia Cellini concorrente di questa nuova edizione, durante una chiacchierata notturna, avrebbe raccontato che l’amica Marika Baldini “se la farebbe” con Totti e che Ilary Blasi sarebbe cornuta da tempo.

E’ il norvegese della Katusha Alexandre Kristoff la sorpresa di questa centocinquesima edizione della prima grande
Federica Nargi è una delle showgirl più belle della televisione italiana, infatti dopo l’esperienza fatta sul
Federica Nargi è una delle showgirl più belle della televisione italiana, infatti dopo l’esperienza fatta sul

Federica Nargi è una delle showgirl più belle della

televisione italiana, infatti dopo l’esperienza fatta sul bancone di Striscia la Notizia ha iniziato a lavorare duramente per diventare una brava attrice. In questi anni le sono stati attribuiti innumerevoli flirt conditi da rotture e periodi di crisi con lo storico fidanzato Alessandro Matri (giocatore del Milan attualmente in prestito alla Fiorentina), anche se la coppia si è sempre

dimostrata più solida che mai. Federica Nargi e

Alessandro Matri si sposano. Quando? A novembre. La notizia l’ha diffusa su Twitter Bobo Vieri. Ma è giallo. Perché poco dopo ecco l’immediata smentita dell’ex calciatore ora ballerino: «Non è vero che si sposano. Brocchi (Christian, suo amico calciatore, ndr) ha preso il mio cellulare e l’ha scritto lui!». Ma perché avrebbe dovuto scrivere un fatto così circostanziato? Mistero.

Scoop o bufala? Il tempo ci dirà la verità.

Federica Nargi è una delle showgirl più belle della televisione italiana, infatti dopo l’esperienza fatta sul

Gigi Buffon è stato cacciato di casa da Alena Seredova, così Riccardo Grande Stevens ha deciso di ospitare il calciatore bianco nero, perché anche lui ha avuto qualche problemino familiare. Il figlio dell’avvocato storico legale della famiglia Agnelli, della Fiat, e ancora oggi Presidente onorario della

Juventus, è stato scaricato da Valentina Baldini per Andrea Pirlo, quindi ha voluto offrire un alloggio a Gigi Buffon come gesto di profonda amicizia. Riccardo Grande Stevens dice:”Sono io che gliel’ho offerta, siamo molto amici. E poi, era un peccato che rimanesse vuota una casa come questa".

Federica Nargi è una delle showgirl più belle della televisione italiana, infatti dopo l’esperienza fatta sul
Il Kyudo , ovvero letteralmente la via dell'arco , è un' <a href=arte marziale giapponese . Per secoli, l' arco e le frecce furono utilizzati in Giappone sia come armi che come strumenti rituali e cerimoniali, secondo una prassi tipica di molti altri popoli. Una delle caratteristiche peculiari dell'arcieria giapponese è la tipologia dell'arco utilizzato, lo Yumi , che presenta una forma asimmetrica in cui la parte superiore rispetto all'impugnatura è più lunga della parte inferiore. Conosciuta prima come kyujutsu e solo più tardi come kyudo , l'arte era pienamente sviluppata con un complesso sistema di pratiche e di tecniche, una varietà inizialmente ampia di stili, che in seguito si ridusse a pochi stili principali che differivano fra loro prevalentemente in base alla provenienza regionale, al collegamento con uno specifico orientamento filosofico-religioso ed ad una maggiore enfasi posta su alcuni aspetti del tiro. Questi stili, che si possono definire "antichi", sono giunti sino ai nostri giorni, ed è su questa base che, a partire dall'epoca Meiji, analogamente a quanto avvenuto per altre arti del Budo giapponese, si è avviata l'elaborazione di una forma unitaria che rappresenta lo standard praticato dall' All Nippon Kyudo Federation nonché dall' International Kyudo Federation , la federazione internazionale di Kyudo. Tale standard, formulato grazie al lavoro congiunto di maestri appartenenti alle scuole antiche, permette ad arcieri che praticano stili diversi di tirare insieme. Nel Giappone feudale, i campi per il tiro con l'arco , all'aperto od al chiuso per l'esercitazione al bersaglio, si trovavano nella casa centrale di tutti i più importanti clan militari. Oggi si pratica in specifici dojo , per il tiro a 28 metri, perlopiù inseriti in club o strutture scolastiche. L' arco e la spada lunga erano le armi dei nobili e loro vassalli e samurai; i soldati comuni usavano la lancia e la spada corta. Il programma d'addestramento degli arcieri era basato sui ripetuti tentativi di colpire bersagli fissi e mobili stando in piedi e a cavallo. L' addestramento a cavallo , naturalmente, era più aristocratico , sia per carattere sia per tradizione, dell' addestramento a piedi: richiedeva una gran coordinazione, per controllare un cavallo al galoppo, mentre simultaneamente si scagliava una freccia dopo l'altra contro una serie di bersagli diversi che potevano essere fissi o in movimento. L'abilità dimostrata dai guerrieri nell'uso di un certo arco indusse gli storici cinesi a chiamare i giapponesi "il popolo del lungo arco". Si trattava dell'arco da guerra per eccellenza, il daikyu , usato dai guerrieri a cavallo o a piedi. Aveva una lunghezza che andava dai due metri e venti ai due e quaranta, ma ve n'erano anche di lunghi due metri e settanta. Come in ogni arte tradizionale, la praticità funzionale del tiro con l'arco giapponese, così come storicamente espressa nel suo uso militare, è perfettamente integrato con le sue valenze estetiche, rituali, simboliche e sapienziali. Nelle competizioni promosse dalla International Kyudo Federation, il merito discende da una valutazione che combina l'efficacia del tiro, la corretta esecuzione dei movimenti e delle posizioni di base ( Kihontai ) e l'assenza di attaccamento nel colpire il bersaglio. 19 Eleonora Brangi " id="pdf-obj-18-2" src="pdf-obj-18-2.jpg">
Il Kyudo , ovvero letteralmente la via dell'arco , è un' <a href=arte marziale giapponese . Per secoli, l' arco e le frecce furono utilizzati in Giappone sia come armi che come strumenti rituali e cerimoniali, secondo una prassi tipica di molti altri popoli. Una delle caratteristiche peculiari dell'arcieria giapponese è la tipologia dell'arco utilizzato, lo Yumi , che presenta una forma asimmetrica in cui la parte superiore rispetto all'impugnatura è più lunga della parte inferiore. Conosciuta prima come kyujutsu e solo più tardi come kyudo , l'arte era pienamente sviluppata con un complesso sistema di pratiche e di tecniche, una varietà inizialmente ampia di stili, che in seguito si ridusse a pochi stili principali che differivano fra loro prevalentemente in base alla provenienza regionale, al collegamento con uno specifico orientamento filosofico-religioso ed ad una maggiore enfasi posta su alcuni aspetti del tiro. Questi stili, che si possono definire "antichi", sono giunti sino ai nostri giorni, ed è su questa base che, a partire dall'epoca Meiji, analogamente a quanto avvenuto per altre arti del Budo giapponese, si è avviata l'elaborazione di una forma unitaria che rappresenta lo standard praticato dall' All Nippon Kyudo Federation nonché dall' International Kyudo Federation , la federazione internazionale di Kyudo. Tale standard, formulato grazie al lavoro congiunto di maestri appartenenti alle scuole antiche, permette ad arcieri che praticano stili diversi di tirare insieme. Nel Giappone feudale, i campi per il tiro con l'arco , all'aperto od al chiuso per l'esercitazione al bersaglio, si trovavano nella casa centrale di tutti i più importanti clan militari. Oggi si pratica in specifici dojo , per il tiro a 28 metri, perlopiù inseriti in club o strutture scolastiche. L' arco e la spada lunga erano le armi dei nobili e loro vassalli e samurai; i soldati comuni usavano la lancia e la spada corta. Il programma d'addestramento degli arcieri era basato sui ripetuti tentativi di colpire bersagli fissi e mobili stando in piedi e a cavallo. L' addestramento a cavallo , naturalmente, era più aristocratico , sia per carattere sia per tradizione, dell' addestramento a piedi: richiedeva una gran coordinazione, per controllare un cavallo al galoppo, mentre simultaneamente si scagliava una freccia dopo l'altra contro una serie di bersagli diversi che potevano essere fissi o in movimento. L'abilità dimostrata dai guerrieri nell'uso di un certo arco indusse gli storici cinesi a chiamare i giapponesi "il popolo del lungo arco". Si trattava dell'arco da guerra per eccellenza, il daikyu , usato dai guerrieri a cavallo o a piedi. Aveva una lunghezza che andava dai due metri e venti ai due e quaranta, ma ve n'erano anche di lunghi due metri e settanta. Come in ogni arte tradizionale, la praticità funzionale del tiro con l'arco giapponese, così come storicamente espressa nel suo uso militare, è perfettamente integrato con le sue valenze estetiche, rituali, simboliche e sapienziali. Nelle competizioni promosse dalla International Kyudo Federation, il merito discende da una valutazione che combina l'efficacia del tiro, la corretta esecuzione dei movimenti e delle posizioni di base ( Kihontai ) e l'assenza di attaccamento nel colpire il bersaglio. 19 Eleonora Brangi " id="pdf-obj-18-4" src="pdf-obj-18-4.jpg">

Il

Kyudo

,

ovvero letteralmente la via dell'arco, è un'arte

marziale giapponese. Per secoli, l'arco e le frecce furono utilizzati

in Giappone sia come armi che come strumenti rituali e

cerimoniali, secondo una prassi tipica di molti altri popoli. Una

delle caratteristiche peculiari dell'arcieria giapponese è la tipologia

dell'arco utilizzato, lo Yumi, che presenta una forma asimmetrica

in cui la parte superiore rispetto all'impugnatura è più lunga della

parte inferiore. Conosciuta prima come kyujutsu e solo più tardi

come kyudo, l'arte era pienamente sviluppata con un complesso

sistema di pratiche e di tecniche, una varietà inizialmente ampia di

stili, che in seguito si ridusse a pochi stili principali che differivano

Il Kyudo , ovvero letteralmente la via dell'arco , è un' <a href=arte marziale giapponese . Per secoli, l' arco e le frecce furono utilizzati in Giappone sia come armi che come strumenti rituali e cerimoniali, secondo una prassi tipica di molti altri popoli. Una delle caratteristiche peculiari dell'arcieria giapponese è la tipologia dell'arco utilizzato, lo Yumi , che presenta una forma asimmetrica in cui la parte superiore rispetto all'impugnatura è più lunga della parte inferiore. Conosciuta prima come kyujutsu e solo più tardi come kyudo , l'arte era pienamente sviluppata con un complesso sistema di pratiche e di tecniche, una varietà inizialmente ampia di stili, che in seguito si ridusse a pochi stili principali che differivano fra loro prevalentemente in base alla provenienza regionale, al collegamento con uno specifico orientamento filosofico-religioso ed ad una maggiore enfasi posta su alcuni aspetti del tiro. Questi stili, che si possono definire "antichi", sono giunti sino ai nostri giorni, ed è su questa base che, a partire dall'epoca Meiji, analogamente a quanto avvenuto per altre arti del Budo giapponese, si è avviata l'elaborazione di una forma unitaria che rappresenta lo standard praticato dall' All Nippon Kyudo Federation nonché dall' International Kyudo Federation , la federazione internazionale di Kyudo. Tale standard, formulato grazie al lavoro congiunto di maestri appartenenti alle scuole antiche, permette ad arcieri che praticano stili diversi di tirare insieme. Nel Giappone feudale, i campi per il tiro con l'arco , all'aperto od al chiuso per l'esercitazione al bersaglio, si trovavano nella casa centrale di tutti i più importanti clan militari. Oggi si pratica in specifici dojo , per il tiro a 28 metri, perlopiù inseriti in club o strutture scolastiche. L' arco e la spada lunga erano le armi dei nobili e loro vassalli e samurai; i soldati comuni usavano la lancia e la spada corta. Il programma d'addestramento degli arcieri era basato sui ripetuti tentativi di colpire bersagli fissi e mobili stando in piedi e a cavallo. L' addestramento a cavallo , naturalmente, era più aristocratico , sia per carattere sia per tradizione, dell' addestramento a piedi: richiedeva una gran coordinazione, per controllare un cavallo al galoppo, mentre simultaneamente si scagliava una freccia dopo l'altra contro una serie di bersagli diversi che potevano essere fissi o in movimento. L'abilità dimostrata dai guerrieri nell'uso di un certo arco indusse gli storici cinesi a chiamare i giapponesi "il popolo del lungo arco". Si trattava dell'arco da guerra per eccellenza, il daikyu , usato dai guerrieri a cavallo o a piedi. Aveva una lunghezza che andava dai due metri e venti ai due e quaranta, ma ve n'erano anche di lunghi due metri e settanta. Come in ogni arte tradizionale, la praticità funzionale del tiro con l'arco giapponese, così come storicamente espressa nel suo uso militare, è perfettamente integrato con le sue valenze estetiche, rituali, simboliche e sapienziali. Nelle competizioni promosse dalla International Kyudo Federation, il merito discende da una valutazione che combina l'efficacia del tiro, la corretta esecuzione dei movimenti e delle posizioni di base ( Kihontai ) e l'assenza di attaccamento nel colpire il bersaglio. 19 Eleonora Brangi " id="pdf-obj-18-51" src="pdf-obj-18-51.jpg">

fra loro prevalentemente in base alla provenienza regionale, al

collegamento con uno specifico orientamento filosofico-religioso

ed ad una maggiore enfasi posta su alcuni aspetti del tiro. Questi

stili, che si possono definire "antichi", sono giunti sino ai nostri

giorni, ed è su questa base che, a partire dall'epoca Meiji,

analogamente a quanto avvenuto per altre arti del Budo

giapponese, si è avviata l'elaborazione di una forma unitaria che

rappresenta lo standard praticato dall'All Nippon Kyudo

federazione internazionale di Kyudo. Tale standard, formulato

grazie al lavoro congiunto di maestri appartenenti alle scuole

antiche, permette ad arcieri che praticano stili diversi di tirare

insieme.

Il Kyudo , ovvero letteralmente la via dell'arco , è un' <a href=arte marziale giapponese . Per secoli, l' arco e le frecce furono utilizzati in Giappone sia come armi che come strumenti rituali e cerimoniali, secondo una prassi tipica di molti altri popoli. Una delle caratteristiche peculiari dell'arcieria giapponese è la tipologia dell'arco utilizzato, lo Yumi , che presenta una forma asimmetrica in cui la parte superiore rispetto all'impugnatura è più lunga della parte inferiore. Conosciuta prima come kyujutsu e solo più tardi come kyudo , l'arte era pienamente sviluppata con un complesso sistema di pratiche e di tecniche, una varietà inizialmente ampia di stili, che in seguito si ridusse a pochi stili principali che differivano fra loro prevalentemente in base alla provenienza regionale, al collegamento con uno specifico orientamento filosofico-religioso ed ad una maggiore enfasi posta su alcuni aspetti del tiro. Questi stili, che si possono definire "antichi", sono giunti sino ai nostri giorni, ed è su questa base che, a partire dall'epoca Meiji, analogamente a quanto avvenuto per altre arti del Budo giapponese, si è avviata l'elaborazione di una forma unitaria che rappresenta lo standard praticato dall' All Nippon Kyudo Federation nonché dall' International Kyudo Federation , la federazione internazionale di Kyudo. Tale standard, formulato grazie al lavoro congiunto di maestri appartenenti alle scuole antiche, permette ad arcieri che praticano stili diversi di tirare insieme. Nel Giappone feudale, i campi per il tiro con l'arco , all'aperto od al chiuso per l'esercitazione al bersaglio, si trovavano nella casa centrale di tutti i più importanti clan militari. Oggi si pratica in specifici dojo , per il tiro a 28 metri, perlopiù inseriti in club o strutture scolastiche. L' arco e la spada lunga erano le armi dei nobili e loro vassalli e samurai; i soldati comuni usavano la lancia e la spada corta. Il programma d'addestramento degli arcieri era basato sui ripetuti tentativi di colpire bersagli fissi e mobili stando in piedi e a cavallo. L' addestramento a cavallo , naturalmente, era più aristocratico , sia per carattere sia per tradizione, dell' addestramento a piedi: richiedeva una gran coordinazione, per controllare un cavallo al galoppo, mentre simultaneamente si scagliava una freccia dopo l'altra contro una serie di bersagli diversi che potevano essere fissi o in movimento. L'abilità dimostrata dai guerrieri nell'uso di un certo arco indusse gli storici cinesi a chiamare i giapponesi "il popolo del lungo arco". Si trattava dell'arco da guerra per eccellenza, il daikyu , usato dai guerrieri a cavallo o a piedi. Aveva una lunghezza che andava dai due metri e venti ai due e quaranta, ma ve n'erano anche di lunghi due metri e settanta. Come in ogni arte tradizionale, la praticità funzionale del tiro con l'arco giapponese, così come storicamente espressa nel suo uso militare, è perfettamente integrato con le sue valenze estetiche, rituali, simboliche e sapienziali. Nelle competizioni promosse dalla International Kyudo Federation, il merito discende da una valutazione che combina l'efficacia del tiro, la corretta esecuzione dei movimenti e delle posizioni di base ( Kihontai ) e l'assenza di attaccamento nel colpire il bersaglio. 19 Eleonora Brangi " id="pdf-obj-18-91" src="pdf-obj-18-91.jpg">

Nel Giappone feudale, i campi per il tiro con l'arco, all'aperto od al chiuso per l'esercitazione al bersaglio, si

trovavano nella casa centrale di tutti i più importanti clan militari. Oggi si pratica in specifici dojo, per il tiro a 28

metri, perlopiù inseriti in club o strutture scolastiche. L'arco e la spada lunga erano le armi dei nobili e loro

vassalli e samurai; i soldati comuni usavano la lancia e la spada corta. Il programma d'addestramento degli

arcieri

era

basato

sui

ripetuti

tentativi

di

colpire

bersagli

fissi

e

mobili stando in piedi e a cavallo.

a

naturalmente,

era

più

sia

per

carattere

sia per tradizione,

dell'addestramento a piedi: richiedeva una gran coordinazione, per controllare un cavallo al galoppo, mentre

simultaneamente si scagliava una freccia dopo l'altra contro una serie di bersagli diversi che potevano essere

fissi o in movimento. L'abilità dimostrata dai guerrieri nell'uso di un certo arco indusse gli storici cinesi a

chiamare i giapponesi "il popolo del lungo arco". Si trattava dell'arco da guerra per eccellenza, il daikyu, usato

dai guerrieri a cavallo o a piedi. Aveva una lunghezza che andava dai due metri e venti ai due e quaranta, ma ve

n'erano anche di lunghi due metri e settanta. Come in ogni arte tradizionale, la praticità funzionale del tiro con

l'arco giapponese, così come storicamente espressa nel suo uso militare, è perfettamente integrato con le sue

valenze estetiche, rituali, simboliche e sapienziali. Nelle competizioni promosse dalla International Kyudo

Federation, il merito discende da una valutazione che combina l'efficacia del tiro, la corretta esecuzione dei

movimenti e delle posizioni di base (Kihontai) e l'assenza di attaccamento nel colpire il bersaglio.

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Eleonora Brangi

I NOSTRI SETTIMANALI ON LINE DEI CORSI DI GIORNALISMO INVESTIGATIBO E SPORTIVO DELL’ATENEO PARTHENOPE DI NAPOLI

I NOSTRI SETTIMANALI ON LINE DEI CORSI DI GIORNALISMO INVESTIGATIBO E SPORTIVO DELL’ATENEO PARTHENOPE DI NAPOLI
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Direttore: Cristiana Barone Editore: Antonella Castaldo Capo Redattore: Luigi Liguori Coordinatore di Redazione: Stefano Limongelli e Ferruccio Montesarchio

Editing Grafica: Francesco Perfetto

Coordinatore Pagina di Facebook FDS: Karina O. Palomba Redazione: Corso di Giornalismo Sportivo - Università Parthenope di Napoli FDC e FDS by Bigol News - Testata Registr. Trib. Napoli 20/2008

del 28/02/2008

Info line: fattodisport@gmail.com Seguici anche su Facebook :FATTO DI SPORT FATTO CRONACA

SPYNEWS24

LO SCUDETTO SI AVVICINA

Catania-Juve 0-1: nel segno di Tevez
Catania-Juve 0-1: nel segno di Tevez

La Juventus vince la battaglia del "Massimino". A Catania i bianconeri si impongono per 1- 0 al termine di una vera battaglia senza esclusione di colpi, in campo e fuori, con Conte e Maran espulsi nel primo tempo. La partita si decide nella ripresa, quando Tevez raccoglie una sponda di Osvaldo e supera Andujar al 59'. Dopo poco Bergessio viene cacciato per doppia ammonizione e di fatto il match si conclude lì. Lo scontro tra prima e ultima in classifica non dovrebbe avere storia, ma dato che il Catania decide di scendere non in campo, ma in campo di battaglia è tutto diverso. I bianconeri usciti vincitori dal campo per la 25.a volta in 29 partite quest'anno.

Sintesi Nel primo tempo, la Juve fa la partita però nell'arena siciliana succede davvero poco che abbia a che fare con una bella partita di calcio. Conte insieme a Maran viene allontanato(espulso) pochi minuti prima della mezz'ora. Motivo? Le proteste, da entrambi gli allenatori, dopo un fallo di Bergessio, già ammonito, su Bonucci. Primo tempo ad alta tensione, ma senza

protagonisti sul campo di gioco. La ripresa si apre con ancora Osvaldo che spreca due belle occasioni nel giro di pochi minuti. L'italo-argentino, si fa perdonare subito, offrendo una bella sponda per Tevez, che anche non calciando benissimo, approfitta di un intervento incerto di Andujar per sbloccare il risultato e per portare la Juve in vantaggio. Dopo poco Bergessio viene cacciato per doppia ammonizione e di fatto il match si conclude, la Juve ha il match in controllo e potrebbe arrotondare più volte se il portiere del Catania non deviasse una delle solite punizioni di Pirlo e se Tevez non sprecasse malamente un contropiede. Il terzo scudetto di fila per Antonio Conte si avvicina sempre di più. Questa Juve sta vincendo tutte le battaglie quest’anno, ora le tocca vincere solo la guerra, ma manca davvero poco

LO SCUDETTO SI AVVICINA Catania-Juve 0-1: nel segno di Tevez La Juventus vince la battaglia del

G. D’ AMBROSIO

PARMA 1 – GENOA 1 Schelotto risponde a Cofie nell’anticipo delle 12,30 Nell’anticipo delle 12,30 andato
PARMA 1 – GENOA 1
Schelotto risponde a Cofie nell’anticipo delle 12,30
Nell’anticipo delle 12,30 andato in scena allo stadio «Tardini» di Parma si sono affrontate il Parma e il
Genoa, con la squadra di casa in cerca del diciasettesimo risultato consecutivo in prospettiva Europa
League e i rossoblù che grazie ad un buona classifica possono giocare fino alla fine del campionato
con molta tranquillità.
Il primo tempo regala davvero tante emozioni al pubblico accorso nonostante l’orario e vede le due
squadre protagoniste di molte azioni pericolose, che culminano al 21° con il vantaggio dei Grifoni
grazie a Cofie: il ghanese è abile a battere Mirante in diagonale dopo un bell’assist di Konate.
La risposta ducale però non si fa attendere e si concretizza con il pareggio al 31° di Schelotto che
trafigge di potenza Perin dopo un’azione confusa in area di rigore.

Si va al riposo in situazione di pareggio per 1 a 1 e il risultato non cambierà fino a fine match complice un grande pomeriggio di Perin (che scala posizioni in ottica mondiale proprio sotto l’occhio attento del c.t. Prandelli in tribuna) che annulla tutti gli attacchi della squadra di casa guidati da un volenteroso e sempre più in forma Cassano.

In sostanza un punto che allunga la serie positiva del Parma che riesce ad agganciare l’Inter di Mazzarri e che permette al Genoa di avvicinarsi in maniera quasi definitiva a quota 40 punti raggiungendo cosi la salvezza senza patemi d’animo.

Angelo Domenico D’Auria

PARMA 1 – GENOA 1 Schelotto risponde a Cofie nell’anticipo delle 12,30 Nell’anticipo delle 12,30 andato
PARMA 1 – GENOA 1 Schelotto risponde a Cofie nell’anticipo delle 12,30 Nell’anticipo delle 12,30 andato

DECIDE LO STORICO DI NATALE

DECIDE LO STORICO DI NATALE Il capitano Totò Di Natale con la sua 324a presenza in

Il capitano Totò Di Natale con la sua 324a presenza in A, scavalca l'eterno Bertotto tra i giocatori più presenti nella storia dell'Udinese.

DECIDE LO STORICO DI NATALE Il capitano Totò Di Natale con la sua 324a presenza in

Alla vigilia il Guidolin ha definito questa gara: importantissima, perchè sa bene che vincere significherebbe fare un passo decisivo verso la salvezza.Il tecnico come suo solito schiera l'unica punta di ruolo insieme ai trequartisti pronti all'inserimento. Mentre Di Francesco presenta la sua squadra con il tridente pur sapendo di rischiare.

L'inizio gara vede partire i bianconeri col piglio giusto, mentre il Sassuolo attende per poi ripartire in contropiede. Nei primi 10' minuti però non c'è niente da raccontare, solo Zaza che con un tiro porta alla grande parate Scuffet. Al 26' prima azione importante e gol un po' fortunoso della squadra di casa: in seguito ad una percussione in area di Pinzi viene respinta una palla sulla testa di Di Natale che non perdona e porta in vantaggio i suoi.

Partita che prosegue sui suoi ritmi, fino a quando l'arbitro Peruzzo al minuto 36 assegna un rigore all'Udinede discutibile per un tocco col braccio di Farias. Dal dischetto va il capitano che però,causa una zolla, spara alle stelle e il risultato resta invariato.

Prima dell'intervallo si fa male l'ex Floro Flores, sostituito da Floccari.

DECIDE LO STORICO DI NATALE Il capitano Totò Di Natale con la sua 324a presenza in

Proprio l'ex Lazio si rende protagonista nel 2°tempo:prima è pericoloso di testa

impegnando di testa Scuffet e,successivamente a due occasioni bianconere con

Bruno Fernandes e Di Natale, al 72' va a calciare un rigore: su fallo per mischia in

area, ma la palla colpisce il palo in pieno. Occasione buttata anche per il Sassuolo, che nel finale spinge, mettendo in apprensione il pubblico. Il forcing neroverde non è stato efficace e la partita finisce col risultato di 1-0 in favore dell'Udinese.

I friuliani salgono a quota 34 punti, facendo un importante passo per la salvezza e, intanto festeggiano il loro capitano. Sassuolo invece che resta penultimo in classifica a 21 punti e dovrà sudare ancora molto se vorrà rimanere nella massima serie.

IL PAREGGIO DELLE CONTESTATE. 1 1 TRA LAZIO E MILAN.

E’ terminato 1 1 il posticipo serale della 29° giornata tra Lazio e Milan. Da una parte i biancocelesti cercavano i

3 punti per avvicinarsi alla zona Europa Leauge occupata da Inter e Parma, dall’altra parte, il Milan di Seedorf

doveva dare una risposta alle critiche evitando l’ennesima sconfitta che sarebbe potuta significare la disfatta

totale del tecnico olandese. Il primo tempo regala davvero poche emozioni rispecchiando il momento non

proprio esaltante di entrambe le squadre. Pochi minuti prima dell’intervallo però, la partita si accende e nel giro

di un minuto si passa dal possibile 1 0 dei biancocelesti al vantaggio rossonero. Al 42’esimo infatti, su cross di

Radu, Novaretti insacca di testa battendo Amelia, ma la partecipazione attiva di Biava all’azione ( in posizione di

fuorigioco ), fa sì che il gol venga annullato. Su capovolgimento di fronte, arriva il vantaggio del Milan: Kakà arriva

in area sulla sinistra palla al piede e tentando un cross nel mezzo, trova la deviazione di Konko che cambia

totalmente traiettoria al pallone cogliendo Berisha impreparato. 0 1 al 43’esimo minuto. Nel secondo tempo il

ritmo lento viene abbandonato, soprattutto da parte della Lazio, che alzando il baricentro e sostituendo uno

spento Perea con Lulic, riesce a diventare davvero pericolosa. Al 61’esimo infatti arriva il meritato pareggio degli

IL PAREGGIO DELLE CONTESTATE. 1 – 1 TRA LAZIO E MILAN. E’ terminato 1 – 1

uomini di Reja: su cross di Candreva, Biglia la spizza di testa e trova pronto Gonzalez che con un altro colpo di

testa la insacca alle spalle di Amelia. Sull’1 1 entrambe le squadre non ci stanno e vogliono la vittoria. Seedorf

inserisce Balotelli che era stato escluso per dar spazio a Pazzini, sbilanciando un po’ la squadra e rischiando un

po’ di piu, soprattutto su conclusioni di Gonzalez e Onazi. Il Milan va anch’esso vicino al gol prima con Pazzini che

spara di poco alto sulla traversa, poi con Balotelli che dal limite dell’area fa partire un bolide che si stampa sul

palo sinistro, dimostrando come in questo periodo la fortuna non è dalla sua. Termina 1 1 la sfida dell’Olimpico

con qualche rimpianto sia da una parte che dall’altra ma con un risultato che rispecchia quanto visto in campo. Il

Milan torna a far punti dopo le sconfitte con Juventus, Udinese e Parma. La Lazio, settima in classifica, non

approfitta dei passi falsi di Parma e Genoa, rimanendo distanziata dalla zona Europa.

FRANCESCO SQUILLANTE

Torino - Livorno 3-1: Immobile show, goal toscano di Siligardi

Finalmente una vittoria soddisfacente condita anche dal bel gioco. All’Olimpico di Torino la squadra di Ventura sfata il proprio tabù negativo in casa (dopo 4 sconfitte consecutive) grazie ad un super Ciro Immobile, sempre più in versione Mondiale, contro un Livorno di Di Carlo mai veramente in partita per tutta la gara. Ventura rilancia dal 1° minuto la grande coppia-goal, lasciata a riposo col Napoli, Cerci-Immobile e i frutti si vedono fin da subito. Infatti al 7assist di Kurtic per l’ex viola Cerci in area che calcia sull’uscita del portiere ospite Bardi e poco dopo esterno destro dell’ex Sassuolo bloccato senza problemi sempre dal portiere toscano. Ѐ il preludio al vantaggio dei padroni di casa che si materializza al 25grazie all’attaccante napoletano Immobile che, su punizione battuta dal difensore Bovo, incorna di testa alla sinistra di Bardi. 1-0. Il Livorno non reagisce e l’estremo difensore ospite si rende protagonista prima su Bovo (tiro da 25 metri), poi sul polacco Glik (schiacciata aerea a fil di palo) e ben due volte sul solito Cerci (punizione centrale e tiro a tu per tu in area di rigore) respingendo non con poco affanno. I toscani provano a dare segnali di vita in pieno recupero prima dell’intervallo con un acuto di Belfodil dai 18 metri ma Padelli si fa trovar pronto negando la gioia all’algerino ex Inter. Tale occasione è solo un lampo perché nella ripresa sembra ripetersi il monologo del Toro. Infatti proprio Cerci, non in serata di grazia, si divora il raddoppio al 54’, dopo un ottimo scambio con l’altro gemello del goal Immobile. Se il velocista numero 11 non riesce a sbloccarsi ci pensa proprio l’attaccante campano a risolvere la pratica appena sei minuti dopo (60’) beffando il malcapitato Bardi con un destro sporco, e fortunato al tempo stesso, su assist di El Kaddouri di prima. 2-0. Il talentuoso attaccante ex Genoa ha il piede caldo e al 67arriva il tris d’autore: buco di Biagianti ai 30 metri, lui raccoglie la sfera e calcia dal limite alla destra dell’incolpevole Bardi. 3-0 ed il messaggio a Prandelli sembra fin troppo chiaro. Il finale vede la tradizionale passerella regalata ai suoi da Ventura: Immobile si gode la standing ovation, Cerci non gradisce il cambio e va dritto negli spogliatoi, ignorando panchina e compagni. Il goal bandiera per il Livorno arriva proprio da un subentrante: all’89Siligardi punisce un’uscita avventata di Padelli e fa 3-1, troppopoco per una formazione che deve salvarsi, troppopoco controun Immobile in formatoMondiale.

A.Cerlino

Torino - Livorno 3-1: Immobile show, goal toscano di Siligardi Finalmente una vittoria soddisfacente condita anche
Torino - Livorno 3-1: Immobile show, goal toscano di Siligardi Finalmente una vittoria soddisfacente condita anche
Torino - Livorno 3-1: Immobile show, goal toscano di Siligardi Finalmente una vittoria soddisfacente condita anche
Buona partita degli azzurri, per un ora in 10 . Decide Joaquin nel finale. Accorcia la
Buona partita degli azzurri, per un ora in 10 . Decide Joaquin nel finale. Accorcia la
Buona partita degli azzurri, per un ora in 10 . Decide Joaquin nel finale.
Buona partita degli azzurri, per un ora in 10 . Decide Joaquin nel finale.

Accorcia la viola, consolida il quarto posto e tenta di riaprire la corsa al terzo.

Per il Napoli sa di beffa, gli azzurri disputano un’altra grande prestazione, ma

pagano l’espulsione di Ghoulam al 38. Per i padroni di casa accanto ad Albiol c’è

Henrique, con Reveillere che si riprende la fascia destra, ed Insigne preferito a

Mertens. L’undici di Montella invece si presenta con il tridente Joaquin-Gomez-

Cuadrado, e centrocampo a tre con Borja Valero, Aquilani e la sorpresa Bakic,

colui che propizierà l’espulsione di Ghoulam. Partono forte gli azzurri, squadra

corta e ordinata, schiacciano nella propria metà campo la Fiorentina, imprecisa

e mai pericolosa. La prima grande occasione capita sul sinistro di Higuain,

quando al’8il lancio poderoso di Reina sorprende la retroguardia ospite,

l’argentino calcia con potenza ma Neto si supera. Ancora vicino al vantaggio il

Napoli, quando Insigne libera in area Hamsik, lo slovacco da due passi prova a

piazzare ma calcia centrale e Neto può respingere. Si ripete poco più tardi il

portiere viola, ancora su un tentativo del numero 17. L’episodio che cambia il

match però è un altro: al 38svarione difensivo del Napoli che lancia a rete

Bakic, intervento disperato di Ghoulam in scivolata che da ultimo uomo lo

stende. Il direttore di gara non esita ad assegnare punizione dal limite e

cartellino rosso, scatenando le proteste della panchina azzurra. Benitez non si

lascia intimorire ridisegna l’assetto spostando Reveillere a sinistra e, a sorpresa,

Callejon terzino destro. L’episodio pare non scuotere gli azzurri che, con un

calcio di punizione di Insigne, sfiora addirittura il vantaggio. Gli ospiti scendono

in campo nella ripresa con l’intenzione di far valere la superiorità numerica e le

proprie doti di palleggio, inserendo Ilicic al posto di Bakic. Subisce il Napoli ma

quando riparte è comunque pericoloso, attenta alla porta avversaria a inizio

Buona partita degli azzurri, per un ora in 10 . Decide Joaquin nel finale. Accorcia la

NAPOLI-FIORENTINA 0-1 (0-0)

Napoli (4-2-3-1): Reina 6, Reveillere 6.5, Henrique 6.5, Albiol 6, Ghoulam 5,5, Jorginho 6.5, Inler 6.5, Callejon 7, Hamsik 6, Insigne 6,5 (30′ st Mertens sv – 40′ st Pandev sv), Higuain 6 (35′ st Behrami sv). (15 Colombo, 80 Doblas,

ripresa con due calci piazzati di Insigne. Callejon non è un terzino e si vede, al

53si fa prendere alle spalle da Cuadrado su un lancio lungo, il colombiano

stoppa e tira al volo sfiorando il sette. Ci provano invano anche Ilicic e a più

riprese Aquilani. Tra gli azzurri impegnano Neto sia Callejon con uno

spettacolare tiro dai 40 metri, sia Inler con una punizione velenosa. Provano a

cambiare i due tecnici, e proprio il subentrante Matri per ben due volte grazia

gli azzurri a tu per tu con Reina. L’ex Juve e Milan però è protagonista al 43

attirando Reina fuori dai pali e servendo all’indietro il pallone per Pasqual che

col sinistro trova Joaquin libero di colpire a porta vuota. È il vantaggio viola. Gli

azzurri provano a buttarsi avanti ma non fanno altro che concedere campo ai

rivali e Reina deve impedire che lo svantaggio si aggravi con due grandi uscite su

Matri. Se da un lato il Napoli deve dire addio alla rincorsa al secondo posto, con

una Roma a +6 ed una gara da recuperare, adesso deve anche guardarsi le

spalle da una Fiorentina che si porta a -7 e vuole il terzo posto.

5 Britos, 16 Mesto, 21 Fernandez, 20 Dzemaili, 13 Bariti, 22 Radosevic, 91 Zapata). All.: Benitez. Fiorentina (3-5-2): Neto 7, Roncaglia 6.5 (25′ st Vargas sv), Rodriguez 6,5, Savic 6.5, Cuadrado 6.5, Aquilani 6.5, Bakic 6 (1′ st Ilicic 6), Borja Valero 6, Pasqual 6,5, Joaquin 7, Gomez 6 (27′ st Matri 5.5). (25 Rosati, 12 Lupatelli, 3 Diakite, 5 Commper, 17 Mati Fernandez, 21 Ambrosini, 27 Wolski, 30 Matos, 40 Tomovic). All.: Montella. Arbitro: Tagliavento di Terni 6. Reti: nel st 42′ Joaquin. Angoli: 5-4 per il Napoli. Recupero: 1′ e 4′. Espulso: Ghoulam (37′ pt) Ammoniti: Rodriguez, Higuain, Matri Spettatori: 45 mila.

Gianluca Castellano

Napoli: Reina 5,5: Uscita esagerata in occasione del gol Fiorentina: Neto 6,5: Oggi è super Savic-Roncaglia-Rodriguez
Napoli: Reina 5,5: Uscita esagerata in occasione del gol Fiorentina: Neto 6,5: Oggi è super Savic-Roncaglia-Rodriguez

Napoli:

Reina 5,5: Uscita esagerata in occasione del gol

Fiorentina:

Neto 6,5: Oggi è super Savic-Roncaglia-Rodriguez 6: le prendono tutte di testa

Albiol-Henrique 6: Si muovono bene Ghoulam 6: Migliore del Napoli finchè gioca, poi l’arbitro lo caccia fuori ingiustamente Reveillere 5,5: Tiene come può Cuadrado

Pasqual 6,5: Freddo in occasione

dell’assist

B.Valero 6: Mette ordine a centrocampo Aquilani 5,5: Combatte con Inler

Inler-Jorginho 6: Se la giocano alla

Bakic 5: Notato per il ‘’fallo’’ di Ghoulam Ilicic 5,5: Non crea nulla

pari con il centrocampo viola Insigne 5,5: Molte occasioni, ma anche tanti errori Hamsik 5,5: In un ruolo non suo va in difficoltà Higuain 6: Combatte come un leone

Cuadrado 5,5: Va a nozze negli spazi lasciati liberi nel finale Gomez-Matri 5: Il tedesco poco

servito, l’ex Milan sbaglia di tutto

CALLEJON 7: Ala destra o sinistra, terzino o prima punta, fa tutti i ruoli è il migliore in campo si sacrifica per la squadra. CAMPIONE

Joaquin 6,5: Anonimo per buona

parte del match, ma sull’assist di

Pasqual si fa trovare pronto

Napoli: Reina 5,5: Uscita esagerata in occasione del gol Fiorentina: Neto 6,5: Oggi è super Savic-Roncaglia-Rodriguez
Napoli: Reina 5,5: Uscita esagerata in occasione del gol Fiorentina: Neto 6,5: Oggi è super Savic-Roncaglia-Rodriguez
Napoli: Reina 5,5: Uscita esagerata in occasione del gol Fiorentina: Neto 6,5: Oggi è super Savic-Roncaglia-Rodriguez
Napoli: Reina 5,5: Uscita esagerata in occasione del gol Fiorentina: Neto 6,5: Oggi è super Savic-Roncaglia-Rodriguez

R.Agnello

3 punti che sanno di salvezza per gli emiliani, a Cagliari trema Lopez. Finalmente una boccata
3 punti che sanno di salvezza per gli emiliani, a Cagliari trema Lopez.
Finalmente una boccata d’aria per il Bologna
di Ballardini che vince la sfida col Cagliari e si
riporta in zona salvezza. Si gioca in un clima
molto pesante a causa delle contestazioni del
pubblico, l’ultima vittoria del Bologna in casa
infatti è datata 22 dicembre (1-0 sul Genoa). Il
Cagliari sceglie il tridente con Sau,Ibarbo e
Cossu ad esclusione di Pinilla, per la squadra
di casa la novità è Friberg a centrocampo.
Partita che comincia nel segno del Cagliari
che fa valere la superiorità di palleggio ma
non trova fortuna nei suoi finalizzatori per la
verità un po’ assenti, per il Bologna quasi
tutte le azioni pericolose passano per i piedi
di Christodulopodos . Unica azione
importante del primo tempo è un rigore in
movimento sbagliato da Perico per il Cagliari.
Nel secondo tempo il Bologna si accorcia e si
affida alle ripartenze, fino a trovare il gol
grazie a un rigore conquistato e trasformato
da Christodulopodos per fallo di Daniele
Dessena che a fine partita sarà espulso per
proteste. E’ game over al Dall’Ara con il
Bologna che vince 1-0 e torna a sorridere.

F.Buonfantino

La grande plusvalenza

La grande plusvalenza La sfida di Europa league con conseguente eliminazione dei partenopei contro il Porto
La grande plusvalenza La sfida di Europa league con conseguente eliminazione dei partenopei contro il Porto

La sfida di Europa league con conseguente eliminazione dei partenopei contro il Porto è servita al Napoli per approfondire alcuni discorsi rimasti in sospeso riguardanti il calcio mercato. Sono diversi i calciatori del Porto che interessano ai

partenopei su tutti Jackson Martinez calciatore colombiano sogno di sempre di Rafa Benitez , e in estate dopo averci già provato l anno scorso , la società partenopea cercherà di nuovo l assalto al calciatore colombiano .Un altro calciatore della società portoghese che potrebbe interessare al Napoli è Fernando ,nonostante esso sia fresco di rinnovo il calciatore brasiliano naturalizzato portoghese sia in procinto di

Abbandonare Oporto , magari proprio per Napoli

..Ma

si

che il Porto è una delle società reggine della plusvalenza , e

quindi non concederà sconti ai partenopei che saranno costretti a cedere qualcuno dei suo gioielli , Zuniga su tutti

MATTIA PALERMO

Oggi la casertana ha pareggiato contro l' Arzanese, entrambe le squadre hanno giocato con lo stesso
Oggi la casertana ha pareggiato contro l' Arzanese, entrambe le squadre hanno giocato con lo stesso
Oggi la casertana ha pareggiato contro l' Arzanese, entrambe le squadre hanno
giocato con lo stesso modulo (4-3-3). L' Arzanese stava vincendo 1 a 0 nel primo
tempo con il goal di Ripa contro la casertana. La partita è stata molto combattuta
da entrambe le squadre e, grazie alla carica dei tifosi, la casertana, nella metà del
secondo tempo, è riuscita a recuperare lo svantaggio grazie al goal di Varriale . Il
tempo non è stato dei migliori per giocare con una pioggia insistente e continua ,
gli aquilotti giocando senza una punta non ha potuto fare di più per vincere pure
provandoci negli ultimi minuti . Quindi la partita si è conclusa sul pareggio di 1-1
Adriano Tomassi

UMBERTO CHIARIELLO E IL SUO MONDO…

Lunedi 17 Febbraio all’Università Parthenope si è svolto il solito appuntamento del corso di giornalismo sportivo. Ospite della giornata, un big(non solo per stazza) del Calcio Napoli e dello sport in generale: Umberto Chiariello. Proprio il calcio partenopeo è stato l’argomento principale dell’intervento di Chiariello senza però lesinare su excursus e aneddoti interessanti su vari aspetti del mondo del calcio (e dei suoi retroscena) che hanno lasciato gli studenti a bocca aperta. Una volte che gli stessi hanno avuto la possibilità di fare qualche domanda a Chiariello, come al solito questo ha risposto in maniera franca e diretta strappando applausi per aver dimostrato una conoscenza universale e che quindi non si ferma solo sul calcio. Umberto Chiariello si è confermato un professionista a tutto tondo, capace di spaziare su diversi argomenti e riuscendo in contemporanea a mantenere sempre viva l’attenzione dei suoi ascoltatori. Conosciamolo meglio con un veloce botta e risposta, concesso agli studenti del corso di giornalismo sportivo. 1)Umberto, oltre ad essere un massimo esperto del Calcio Napoli, cosa fa nella vita? “Quello che non vorrei fare, dirigo una società a Roma. Un service televisivo Etabeta SpA”, famoso in Europa per la produzione di vari eventi televisivi quali la Serie A, Champions League, Servizio Pubblico di Santoro e il Grande Fratello. Questo service ha 150 dipendenti, con un fatturato di 20 milioni di euro all’anno.2)Come iniziò la sua carriera giornalistica? “Mi chiamò una rete privata nel 1979, perché io giocavo e avevo fatto il liceo classico, quindi ero uno dei pochi che riusciva a parlare di calcio senza commettere orrori grammaticali” (ride) 3)Che studi ha fatto? “Dopo il liceo classico ho scelto la facoltà di Giurisprudenza, la mia tesi fu sull’Economia Politica con voto finale di 110 e lode.4) Come è nata la passione per il calcio? Fin da piccolo, poi ho giocato nel Battipaglia in serie C2 come Portiere, e ho arbitrato nelle categorie giovanili. 5) Come è nata la passione per il Napoli? “Nella pancia di mia madre (sorride). Nessuno della mia famiglia era un grande tifoso. Sono un autodidatta sotto questo aspetto” 6) E quindi qual era il suo giocatore preferito del Napoli del 80’? “Avendo giocato come portiere il mio ruolo preferito è sempre stato quello , sicuramente i miei esempi e idoli sono stati Dino Zoff e Luciano Castellini.7) Ed ora invece chi segue con maggiore attenzione del Napoli? “Sicuramente Insigne, spero che esploderà per ora sta deludendo molto.8) Suo figlio condivide le sue passioni? “Giorgio, cioè mio figlio è un grande tifoso di Reina. Gioca a pallone anche come portiere ed è nell’ultimo anno di pulcini e gioca nella Mariano Keller.9) Oltre il calcio pratica qualche sport? “Ormai sono un ex atleta in campo, grande atleta a tavola. Tuttavia, continuo a fare sport giocando assiduamente a tennis.10) Quali sono i tuoi interessi oltre lo sport? “Sono da sempre appassionato di Letteratura italiana e straniera, Storia, Economia e Filosofia e sono anche un grande divoratore di libri.11) Piatto preferito? “Il piatto, mangio praticamente tutto.12) Progetti futuri? “Un libro che uscirà tra un po’….13) Un grande sogno? “Aprire una scuola calcio, dato che la mia passione più grande è per il mio "portierino" ( il figlio Giorgio, quando si dice la continuazione della specie).

UMBERTO CHIARIELLO E IL SUO MONDO… Lunedi 17 Febbraio all’Università Parthenope si è svolto il solito

Giuseppe D’Ambrosio

Angelo Domenico D'Auria

E’ la partita più attesa dell’anno. La Spagna e il mondo del calcio si fermano per
E’ la partita più attesa dell’anno. La Spagna e il mondo del calcio si fermano per
E’ la partita più attesa dell’anno. La Spagna e il mondo del calcio si fermano per

E’ la partita più attesa dell’anno. La Spagna e il mondo

del calcio si fermano per Real Madri-Barcellona e lo

spettacolo,al ‘’Santiago Bernabeu’’ c’è dal primo minuto fino al novantesimo. Al 6’ Messi allarga per Iniesta che dall’interno dell’area fa partire un sinistro che va dritto

sotto l’incrocio e porta avanti il Barcellona. In quattro

minuti però il Real ribalta tutto con Benzema che firma

una doppietta (in entrambi i casi su assist di un super Di Maria). Prima della fine del primo tempo Messi segna il gol del 2-2 con un sinistro chirurgico dall’interno dell’area. Assente ingiustificato nella prima frazione

E’ la partita più attesa dell’anno. La Spagna e il mondo del calcio si fermano per

Cristiano Ronaldo che però ad inizio secondo tempo si procura un rigore (fallo fuori dall’area) e realizza il 3-2 dagli undici metri. Barcellona alle corde. Ma Neymar, con la sua unica buona giocata, si procura un rigore e causa l’espulsione di Ramos. Dagli undici metri Messi non sbaglia. Cambia la partita adesso il Real è in confusione, Ronaldo si procura molti falli, ma la squadra di Martino prende coraggio e dopo il palo di Dani Alves,

Iniesta (migliore in campo) si procura un rigore e Messi

non sbaglia firmando una tripletta. Il Real non si alza più,la partita finisce 4-3 per gli azulgrana.Il Barcellona vince e si porta a meno uno dai Blancos. El Clasico non

delude le attese e riapre la Liga, il Barcellona c’è!

Benzema 20’ 24’ C.Ronaldo (rig) 55’
Benzema 20’ 24’
C.Ronaldo (rig) 55’

Iniesta 6’ Messi 42’ 65’ 84’

E’ la partita più attesa dell’anno. La Spagna e il mondo del calcio si fermano per

R.Agnello

Quarant’anni e non sentirli: è il caso di Ryan Giggs. Il gallese, nato a Cardiff il
Quarant’anni e non sentirli: è il caso di Ryan Giggs. Il gallese, nato a Cardiff il

Quarant’anni e non sentirli: è il caso di Ryan Giggs. Il gallese, nato a Cardiff il 29 novembre del 1973, è attualmente il giocatore che vanta più presenze nelle coppe europee. Ha esordito in campionato con la maglia del Manchester United nel 1991 e, dopo soli due anni, in Champions League. Inserito nel Best Team degli anni 90’, il centrocampista ha vinto 37 trofei con la maglia dei Red Devils ed ha superato le 950 presenze con la sua squadra. Non ditegli di smettere, però. Infatti, in un’intervista rilasciata nel post partita di Manchester United Olympiacos, in cui il gallese è stato il trascinatore della sua squadra che ha rimontato il 2-0 subìto all’andata, ha dichiarato "Io voglio continuare a giocare a pallone", dopo essere stato accostato alla panchina come successore di Moyes. Ala sinistra dotata di un mancino magico, capitano inossidabile dello United, Giggs è uno degli ultimi e meravigliosi interpreti del calcio mondiale dagli anni 90ad oggi e la sua costanza nel restare a questi livelli fa di lui un campione eccezionale ed un serio professionista. La speranza è di poter continuare ad apprezzare i suoi numeri sia in Premier che in Europa.

Domenico Annarumma

Ultima giornata di regular season della serie A1 di pallavolo maschile, Palasport Evangelisti, Perugia vs Città

Ultima giornata di regular season della serie A1 di pallavolo maschile, Palasport Evangelisti, Perugia vs Città di Castello, risultato 2 a 3.

Che sarebbe stata la gara più entusiasmante del campionato, qualcuno lo aveva già previsto. Effettivamente gli ingredienti, per un grande incontro, c’erano tutti: derby umbro; entrambe già qualificate per i play-off; Perugia che voleva riscattare la sconfitta dell’andata.

La tensione è però stemperata dal curioso caso della coppia di coniugi: Francesco Piersanti e Ilaria Vagni che, dopo 20anni di matrimonio,per questa partita saranno anche una coppia di arbitri. Forse un omaggio del designatore, per Piersanti, il quale al termine della gara,dopo oltre 300 match, abbandonerà la professione.

Fischio d’inizio alle 18 e dopo i primi 2set(rispettivamente 22-25 e 26-28), l’ Altotevere di Città
Fischio d’inizio alle 18 e dopo i primi 2set(rispettivamente 22-25 e 26-28), l’ Altotevere di Città di Castello
è ad un passo dalla vittoria. La Sir-Safety di Perugia, però, non resta a guardare, anzi pareggia il conto dei
set dominandone, il terzo(25-17) ed il quarto(25-13). Il quinto set(tie break), così come da regolamento,
viene aggiudicato alla prima squadra che con uno scarto di due punti, arriva a 16 e al termine di una
battaglia combattuta punto su punto, è la squadra ospite ad uscire vittoriosa(14-16).
Città di Castello può quindi festeggiare il suo ritorno in serie A1 dopo 22 anni,con una doppia vittoria nel
derby ed una qualificazione ai play-off.
MIRKO MAZZOLA
RUBRICA – DAI LAGHI ALL'IRLANDA, PASSANDO DALLE PEPITE – OVVERO COME TI SCELGO IL NICKNAME DELLE
RUBRICA – DAI LAGHI ALL'IRLANDA, PASSANDO DALLE PEPITE –
OVVERO COME TI SCELGO IL NICKNAME DELLE SQUADRE NBA

Quinto appuntamentodella rubrica che vi farà scoprire i segreti che si celano dietro i Nicknamedelle squadreNBA. Il viaggio riprende equesta volta ci porta adovest degli States:precisamentenella Divisione NordOvest, buon divertimento!

RUBRICA – DAI LAGHI ALL'IRLANDA, PASSANDO DALLE PEPITE – OVVERO COME TI SCELGO IL NICKNAME DELLE

DENVER NUGGETS (LE PEPITEDI DENVER)

La franchigia prima di arrivarein NBA si chiamavaDenverRockets,ma essendoci già una squadra con questo nome fu scelto il soprannome «pepite»,quanto mai appropiatoper una città del Colorado

autoctono della zona.
autoctono della zona.

MINNESOTA TIMBERWOLVES (I LUPI DELLA FORESTA DEL MINNESOTA) La franchigia di Minneapolis deve il proprio nome ad un concorso indetto dalla società, tra le oltre 5000 proposte arrivarono in finale Bears e TimberWolves, a vincere fu quest’ultimo nickname proprio perché il lupo è animale

RUBRICA – DAI LAGHI ALL'IRLANDA, PASSANDO DALLE PEPITE – OVVERO COME TI SCELGO IL NICKNAME DELLE

PORTLAND TRAILBLAZERS (I TRACCIATORI DI SENTIERI DI PORTLAND) La squadra dell’ Oregon deve il soprannomead un concorso indetto nel 1970 e qualemigliore soprannomedi uno legato alla corsa dell’oro tipica del West degli StatiUniti?

RUBRICA – DAI LAGHI ALL'IRLANDA, PASSANDO DALLE PEPITE – OVVERO COME TI SCELGO IL NICKNAME DELLE

UTAH JAZZ (LO JAZZ DELLO UTAH)

La squadra arrivanello Utah nel 1979 direttamente da New Orleans ene mantiene sia i colori che il nickname, che chiaramente è più adattoallostatodella Louisiana che allo statodei Mormoni

RUBRICA – DAI LAGHI ALL'IRLANDA, PASSANDO DALLE PEPITE – OVVERO COME TI SCELGO IL NICKNAME DELLE

OKLAHOMA CITY THUNDER (IL FULMINE DI OKLAHOMA CITY) La squadra nasce negli anni 70 come i Seattle Supersonics, trasferendosi nel 2008 per volere del proprietario Bennet nella capitale dell’ Oklahoma. Non acquisisce però il vecchio nickname ne i colori sociali in modo da poter permettere aSeattle in futuro di averedi nuovo una squadraNBA. Il soprannomeThunder è dovuto al fenomeno atmosfericoabbastanzafrequentenella zona di OklahomaCity

Per oggi è tutto, STAY AMAZED STAY NBA!!!

Angelo Domenico D’Auria

TENNIS CLINIC: IMPOSSIBILE RINUNCIARE

L’IMPORTANZA DELLA PREPARAZIONE ATLETICA NEL TENNIS MODERNO
L’IMPORTANZA DELLA PREPARAZIONE ATLETICA NEL TENNIS MODERNO

Ormai nel tennis moderno, dove i ritmi di gioco e l’intensità finiscono con il prevalere sulla tecnica, la preparazione atletica è diventata fondamentale al punto in cui è impossibile rinunciare. I giocatori e le giocatrici nei loro match, sono posti costantemente a continui scatti di breve ma intensa durata, a continui allunghi e «spaccate» ma soprattutto a match interminabili. Inoltre sono costretti a viaggiare per ore in aereo sopportando estenuanti cambi

di attesa.
di
attesa.

di fuso. Quindi una cura del proprio fisico e dello stato di forma è alla base di un lavoro

quotidiano per aumentare il proprio livello

prestativo nei match. Basti penare che il N°2 al mondo Novak Djiokovic ha dichiarato che dedica tre ore al giorno alla preparazione fisica e un’ora allo stretching per migliorare la mobilita articolare e l’elasticità muscolare. E’ una disciplina di opposizione diretta, open skill e di tipo intermittente, con alternanza di brevi periodi di lavoro intenso e periodi di recupero, in gran parte fissati dal regolamento. La durata media di una fase di gioco può essere

fissata tra 4 e 8 s, con una grande variabilità

dovuta alla superficie di gioco, al livello dei

giocatori e alla tipologia dell’atleta. In base al nuovo regolamento ITF viene stabilito un recupero di 20 s tra i punti, 90 s ogni due games Durante e 120 ciascun s tra i punto, set. il tennista è chiamato a sostenere ripetuti sforzi sottomassimali, realizzati con spostamenti laterali continui (raramente frontali), ed eseguiti con sequenze di decelerazioni ed accelerazioni, scivolamenti rapidi,

cambi di direzione e passi rapidi.

TENNIS CLINIC: IMPOSSIBILE RINUNCIARE L’IMPORTANZA DELLA PREPARAZIONE ATLETICA NEL TENNIS MODERNO Ormai nel tennis moderno, dove

Per ogni punto i cambi di direzione sono mediamente quattro. Durante un match al meglio dei tre set, il tennista è chiamato a svolgere circa 300 500 sforzi di alta intensità con spostamenti che, per l’80 per cento dei casi, rimangono in un raggio di 2.5 metri dalla

posizione

La durata di un incontro può andare da meno di un’ora in incontri femminili, a più

di quattro ore in match maschili di tornei di elevata qualificazione

Nello sport del tennis dove i giocatori devono avere forza resistenza e velocità, non si può pensare di allenare queste qualità disputando esclusivamente partite o esercizi specifici.

Il processo di allenamento deve svilupparsi in maniera molto complessa sicuramente deve prevedere carichi di lavori brevi ma molto intensi, le pause gradualmente devono seguire quelle del sistema competitivo, lo sviluppo della resistenza e della potenza aerobica deve avvenire in maniera completa ricorrendo a mezzi come l’ interval training, variazioni di ritmo e fartlek a seconda del periodo preparatorio.

Marco Sebastiano Zotti

TUTTO QUELLO CHE NON SAPETE (E CHE FORSE NON VI SIETE MAI CHIESTI) SUL MONDO DELLA
TUTTO QUELLO CHE NON SAPETE (E CHE FORSE NON VI SIETE MAI CHIESTI) SUL MONDO DELLA RACCHETTA
TUTTO QUELLO CHE NON SAPETE (E CHE FORSE NON VI SIETE MAI CHIESTI) SUL MONDO DELLA

Game: In inglese “gioco”, indica il turno di battuta di uno dei due tennisti. Per conquistare un game bisogna vincere 4

punti (con almeno due punti di vantaggio sull’avversario), o meglio quattro “quindici”. Questi punti vengono indicati, dal

primo all’ultimo, con i termini “quindici”, “trenta”, “quaranta” e “game” (cioè il punto che da il gioco a chi lo conquista).

Il punteggio viene sempre indicato in riferimento al giocatore che è al servizio (es. 15-0 significa che il battitore è in

vantaggio di un punto, 0-15 che è in vantaggio chi risponde).

Vantaggi: Quando un game è sul 40 pari (40-40), si dice che “va ai vantaggi”, poiché nel tennis è necessario avere

almeno due punti di vantaggio per conquistare un gioco. Quindi, dal 40-40, un giocatore avrà bisogno di due punti

consecutivi. Quando è in vantaggio di un punto, il tabellone indica “Ad-40”(Advantage) o “40-A” a seconda che sia in

TUTTO QUELLO CHE NON SAPETE (E CHE FORSE NON VI SIETE MAI CHIESTI) SUL MONDO DELLA

vantaggio il tennista al servizio o in risposta.

Set: Servono 6 giochi per conquistare un set, ma anche in questo caso devono esserci almeno due game di vantaggio.

Se il set (o “parziale”) giunge sul 5-5, esso potrà concludersi anche per 7-5. In caso di arrivo al 6-6, invece, verrà

disputato un “Tie break” (vd. Sotto).

Tie Break: In inglese “Spezza-parità”, uno spareggio. Introdotto nel 1970, serve ad evitare che un set si protragga ad

oltranza. Sul 6-6 (anche se in passato si giocava sul 7-7 o 8-8) si effettua un “gioco decisivo” in cui il primo giocatore che

arriva a 7 punti (con almeno due di vantaggio, altrimenti si prosegue) vince. Comincia a servire il giocatore che ha

servito per primo durante il set, effettuando una battuta. Dopodichè, si procede con due servizi a testa. Non è presente

nel set decisivo nei tornei dello Slam (tranne gli US Open) ed in Coppa Davis.

Match: I match maschili di tennis possono essere al meglio dei 5 set (nei Grand Slam e nella Coppa Davis) o al meglio

dei 3 set (in tutti i restanti tornei). Quelli femminili, invece, sono sempre al meglio dei 3 set.

Break: In inglese “rottura”, è il termine che si utilizza quando un giocatore vince un game quando l’avversario è alla

battuta, interrompendo (rompendo, appunto) l’alternanza dei turni di servizio. Analogamente, quando chi ha subito il

break lo recupera, si parla di contro-break (se siamo nel tie break, invece, parleremo di mini-break).

Errore non forzato: L’errore non forzato (in Italia si dice anche gratuito) indica un errore non causato da un colpo

insidioso dell’avversario, ma avvenuto unicamente per demeriti di chi lo commette.

Errore forzato: Al contrario, un errore forzato è causato indirettamente da un colpo del rivale.

Vincente: Colpo che da il punto diretto, senza che l’avversario tocchi la pallina.

Bagel: Letteralmente “ciambella di pane”, nel tennis indica un set vinto per 6-0. Analogamente, un doppio o triplo 6-0

vengono chiamati, rispettivamente, doppio bagel o triplo bagel.

Golden set: Un set vinto conquistando tutti i punti giocati (24-0).

Alessandro Testa

MARQUEZ: BUONA LA PRIMA!

Marc Marquez trionfa nel primo GP stagionale in Qatar. Il pilota spagnolo impone fin da subito il suo

primato nel campionato mondiale 2014 in sella alla sua Honda, bissando così il successo ottenuto un

anno fa sul circuito di Losail al suo debutto nella classe regina. Al secondo posto chiude un

grandissimo Valentino Rossi che, a bordo della nuova Yamaha Movistar, ha dato vita ad uno

scintillante duello col più giovane avversario. Terzo posto per Dani Pedrosa su Honda che guadagna

il podio approfittando della caduta a pochi giri dal termine di un altro spagnolo: Alvaro Bautista. Inizia

col botto dunque la prima avvincente gara in notturna della MotoGP che ha però perso un importante

protagonista come Jorge Lorenzo: al secondo giro infatti, il maiorchino perde l’anteriore della sua

Yamaha ed esce fuori dalla gara che lo aveva visto leader fino al momento della caduta. Fuori anche

Andrea Iannone su Ducati, mentre l’altro Dovizioso, sempre su Ducati, chiude con un confortante quinto posto.
Andrea Iannone su Ducati, mentre l’altro Dovizioso, sempre su Ducati, chiude con un confortante
quinto posto. Cosa altro aggiungere? Se questo è l’inizio, non osiamo immaginare la fine!
Fabio De Martino
ICARDI & WANDA Un Mauro Icardi sempre più romantico. L’ultimo gesto per dichiarare amore alla sua

ICARDI & WANDA

Un Mauro Icardi sempre più romantico. L’ultimo gesto per dichiarare amore alla sua formosa bionda lo ha firmato domenica, contro l’Atalanta, dedicandogli la rete del momentaneo

pareggio con una dolce maglietta personalizzata: «Wan te amo».

Il giocatore neroazzurro a San Siro è volato verso la curva con la T-shirt ispirata alla sua fidanzata, la ex dell'attaccante argentino della Sampdoria Maxi Lopez che tanto gossip ha

scatenato.

Polemico, invece, il tecnico Mazzarri, che ai microfoni televisivi ha dichiarato:

-Ho detto ai miei ragazzi: “Non vorrei nemmeno che si festeggiasse proprio perché molte volte siamo stati rimontati quando facciamo gol. Festeggiamo alla fine. Al 95magari si va sotto la curva e si fa qualcosa in più.

Profetiche le parole del manager per come si è sviluppata successivamente la partita, vinta 2-1 dall’atalanta
Profetiche le parole del manager per come si è sviluppata successivamente la partita, vinta 2-1 dall’atalanta in rimonta. Ed allora di dolce nell’amara sconfitta, abbiamo solo
l’esultanza dell’attaccante.
Ma resta evidente la paura del tecnico, che vuole assolutamente evitare cali di tensione durante la partita. Messaggio che non è stato accolto ancora dal giovane argentino, in piena
foga
amorosa.
Catello Carbone