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Modalit desame LETTERATURA ITALIANA per LICAO SECONDO SEMESTRE I e II BIMESTRE A.A.

2007 - 2008

Allesame gli studenti porteranno, oltre al programma generale, un sondaggio testuale su Marco Polo o su Italo Calvino, secondo il metodo esemplificato durante le lezioni e secondo gli esempi delle SINOSSI (che costituiscono il punto di riferimento imprescindibile per lesame); e la lettura di almeno due degli articoli giornalistici indicati nellelenco ed, inoltre, quelli riguardanti Marco Polo. Sia la SINOSSI, sia gli ARTICOLI si trovano alla copisteria Clony (Dorsoduro, Calle Longa S. Barnaba). Eventuali lezioni di recupero si svolgeranno il gioved dalle 18.30 alle 19.15, sempre allex Cinema Italia.

Gioved 13 marzo la lezione delle ore 12,30 trasferita alle ore 16,00 allAuditorium S. Margherita per il Seminario su Marco Polo (LAltrove asiatico de Il Milione: schede di etnografia marcopoliana) del prof. Alvaro Barbieri (Universit di Padova). Gioved 27 marzo alle ore 12,30 ci sar regolare lezione; alle ore 16,00 presso lAuditorium S. Margherita ci sar il Recital dedicato a Lacqua, la piera, la tera (Marsilio ed.) di Romano Pascutto, a cura del Circolo Attoriale di Mogliano Veneto. Partecipa la prof. Saveria Chemotti dellUniversit di Padova. Gioved 29 maggio allAuditorium S. Margherita, Seminario e Recital su La letteratura e i sentimenti. Il 16 e 23 maggio alle ore 14,30 si terranno le proiezioni dei film La stella che non c di Gianni Amelio (Italia, 2006) e La citt proibita di Zhang Yimou (Cina, 2006) destinati in particolare al Corso di LISAO. Le manifestazioni specifiche per LICAO costituiscono parte obbligatoria del modulo e saranno oggetto desame. Il modulo vale 5 crediti. Tutte le manifestazioni sono comunque interessanti per ambedue i corsi (LICAO e LISAO) e quindi tutti sono invitati a parteciparvi. Gli studenti che portano ancora il programma 3+3 aggiungeranno: I. CALVINO, Ti con zero (Einaudi); oppure I. CALVINO Se una notte dinverno un viaggiatore (Einaudi).

E-mail del Docente: leoncini.paolo@gmail.com 1

SINOSSI STORICA DELLA LETTERATURA ITALIANA

La letteratura italiana , in realt, dagli inizi duecenteschi fino all800 risorgimentale e romantico, una letteratura in volgare (dal 300 prevale il volgare toscano, seguito da Dante, Petrarca, Boccaccio) oppure in latino, rimasto, fino all800, lingua privilegiata della cultura. I diversi volgari, in ambito italiano ed europeo, derivano dal latino parlato e costituiscono la premessa delle lingue nazionali neolatine (italiano, francese, spagnolo, portoghese, romeno). La letteratura italiana cominci, nel 200, con la poesia siciliana, col dolce stil novo (Guido Guinizzelli e Guido Cavalcanti) con la poesia religiosa di Jacopone da Todi, e con Il Milione di Marco Polo. Il 300 dominato dagli autori che creano la tradizione del volgare toscano: Dante che, oltre alla Divina Commedia e alla Vita Nova scrive il De vulgari eloquentia difendendo il volgare come lingua letteraria; Petrarca che considerava pi importanti le opere in latino rispetto al Canzoniere ripreso poi come un modello esemplare della poesia fino a Leopardi; Boccaccio che, col Decamerone, crea il modello della prosa narrativa. Il 400 caratterizzato dallUmanesimo che riprende gli esempi della classicit greca e latina. Tra gli autori di questo periodo, ricordiamo Lorenzo il Magnifico e Angelo Poliziano. Il 500 il secolo del Rinascimento: lautore centrale, nellambito poetico, Ludovico Ariosto che, rifacendosi alla tradizione medievale, compone il poema Orlando furioso (continuazione di Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo). Altri autori di primario rilievo sul versante storico e politico sono Niccol Machiavelli (Il Principe) e Francesco Guicciardini. Nella seconda met del 500 un poeta importante, per il passaggio dal Rinascimento al Manierismo, Torquato Tasso (di cui ricordiamo, almeno, il poema La Gerusalemme liberata). Il 600 caratterizzato dal Barocco, di cui il maggior esponente, in ambito poetico, Giambattista Marino, autore dellAdone. Ma il 600 anche significativo per la filosofia (Giambattista Vico) e per la scienza (Galileo Galilei). Il 700 il secolo del razionalismo illuminista; ricordiamo Pietro Metastasio, esponente di un genere devasione, detto Arcadia; ben pi rilevanti sono Carlo Goldoni, veneziano, grande commediografo in volgare veneziano (oltre che in volgare toscano); Giuseppe Parini, milanese, autore del poemetto Il Giorno; Vittorio Alfieri, autore di tragedie, e precorritore del Romanticismo. 2

L800 il secolo del Risorgimento e del Romanticismo: fioriscono Ugo Foscolo e Giacomo Leopardi, mentre Alessandro Manzoni il fautore della lingua italiana che si costituisce come lingua nazionale (il 1868 la data del primo Vocabolario della lingua italiana). Nel secondo 800 troviamo narratori come Ippolito Nievo (Le confessioni di un italiano) e il capostipite del Verismo, Giovanni Verga (I Malavoglia, Mastro don Gesualdo). Il primo 900 si caratterizza per il passaggio dal Verismo al Decadentismo. Questultimo un fenomeno europeo rappresentato in Italia da poeta quali Giovanni Pascoli, Gabriele DAnnunzio, Guido Gozzano (questultimo considerato esponente del Crepuscolarismo); narratori quali Italo Svevo, e da drammaturghi quali Luigi Pirandello. Fenomeni qualificanti della letteratura novecentesca saranno, poi, le riviste (La Voce, La Ronda, Solaria, Letteratura); lermetismo, i cui precursori sono Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale; e che trova nel fiorentino Mario Luzi il maggiore esponente. Nel 2 dopoguerra, il neorealismo rispecchia lesigenza di collegare la letteratura alla vita sociale e politica. Quindi, troviamo autori che rivalutano il significato dellavventura, della fantasia, del viaggio, come Italo Calvino e Goffredo Parise; e i narratori e i poeti della neoavanguardia e dello sperimentalismo come Edoardo Sanguineti e Andrea Zanzotto.

LETTURA DINAMICO-INTERATTIVA (fondamento del SONDAGGIO TESTUALE)

mette in evidenza come ogni momento del testo possa essere correlato con altri momenti del testo rivelandone pi profondamente il significato.

1) Rapporto tra lettore e testo 2) Nessi intratestuali ed intertestuali

allenarsi alla lettura letteraria, addestrarsi a leggere letteratura, allena i riflessi ad andare verso laltro. Quando i miei studenti leggono poesie, o romanzi, o anche testi di molto tempo fa [] dimostrano poca sensibilit per tutto ci. Ma se cerchi di insegnare come leggere, ci che stai insegnando loro come entrare in un altro mondo e lasciare se stessi alle spalle.

(Gayatri C. Spivak studiosa indiana che insegna negli Stati Uniti)

E certo il lettore conserva un proprio margine di libert eccentrica, di anticonformismo, anche rispetto alle leggi implacabili del mercato: con la consapevolezza della sua funzione primaria allinterno del testo, della cui forza vitale responsabile in prima persona, egli non pu confondersi con lacquirente di un oggetto di consumo o con il cliente di un grande magazzino. Il libro non informa soltanto n solo intrattiene: una creatura, che non posso ridurre a una superficie discontinua di stimoli eccitanti quanto effimeri, di istanti consumati in se stessi. Essa anzi attinge il proprio volto pi vero se ci si impegna nella continuit organica di un dialogo che cresce nel tempo, sempre sulla traccia di unorigine da riscoprire nel futuro: attraverso la differenza si illumina una affinit, una corrispondenza di forme e di gesti interiori,; il lettore non come un turista ma come un pellegrino, che nel compiere il suo viaggio cerca anche se stesso e indaga il proprio caos sentendosene responsabile.

(Ezio Raimondi)

NOZIONE DI ERMENEUTICA

La lettura dinamico-interattiva unesperienza del soggetto-lettore

pre-comprensione

comprensione

spiegazione intratestuale ed intertestuale

interpretazione risalimento alla genesi e ampliamento dei nessi contestuali

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STRUMENTI CONCETTUALI

- testo

struttura / segni / simboli

- linguaggio

espressione / comunicazione

- Sincronia

elementi compositivo-strutturali

- Diacronia

tempo interno del testo

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visibile

Marco Polo (realismo)

visivit premasaccesca(Gianfranco Contini)

invisibile

visionario

Calvino

Il significato letterale : Le citt invisibili sono invisibili alImperatore

segni motivati e non convenzionali simboli

immagini fantastico- visionarie parola letteraria

significanti significati

BIOGRAFIA E GEOGRAFIA DI MARCO POLO

Marco Polo (1254 1324)

Il Milione

(soprannome della famiglia)

famiglia mercantile

cultura mercantile

Costantinopoli come punto di riferimento viaggio in Oriente dura 24 anni parte da Venezia nel 1271 e

giunge a Pechino (Cambalc) nel 1275 -

vi rimane fino al 1295 v. ipotesi dei percorsi di andata e ritorno nelled. Sansoni a cura di Lucia Battaglia Ricci

lingua persiana

lingua franca dellOriente ai tempi di Marco Polo)


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antica (Tolomeo) Geografia congetturale medioevale con Marco Polo comincia una geografia scientifica (autoptica)

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Ne Il Milione le immagini visive derivano da una percezione diretta e da un contatto vissuto con la realt. Le immagini visive del racconto di Marco Polo sono motivate dallesperienza della realt.

TRADIZIONI ED EDIZIONI RECENTI DE IL MILIONE in lingua dol


*

perduto il testo originale di Rustichello da Pisa

1298 (?) carceri di Genova circa 140 redazioni

redazione in volgare franco-italiano

ms. francese 1116 della Biblioteca nazionale di Parigi

(edizione: Marco Polo, Milione. Le divisament du monde, introduzione di Cesare Segre, a cura di G. Ronchi, Milano, Mondadori, 1982)

redazione latina

Francisco Xavier de Zelada

Biblioteca

capitolare della cattedrale di Toledo

(edizione: Milione. Redazione latina del manoscritto Z, a cura di A. Barbieri, Parma, Guanda, 1998)

RA

Giovanni Battista Ramusio (Treviso 1485 Padova 1557)

nel 2 volume di

Navigationi et viaggi (1550) (edizione a cura di M. Milanesi, Torino, Einaudi 1980, vol. III, pp. 79-297)

FG

redazione francese da Thibaud de Chepoy a Grgoire

(edizione: Le livre de Marco Polo, a cura di M.G. Panthier, Paris, Firmin, Didot, 1865)

redazione in volgare toscano del Trecento

ms. II, IV, 136 della

Biblioteca nazionale di Firenze


Edizione: Marco Polo Milione. Versione toscana del Trecento, a cura di Valeria Bertolucci Pizzorusso, Milano, Adelphi 1994

Ottimo

ms. 88 della Biblioteca Nazionale di Firenze

(edizione a cura di R. M. Ruggeri, Firenze, Olschki 1998)

Luigi Foscolo Benedetto, autore della traduzione italiana del 1932, distingue due famiglie A B redazioni prossime a F redazioni prossime a Z

La redazione toscana (ms. II, IV, 136) appartiene alla famiglia A. 10

ALCUNI DEI CONTRIBUTI SU MARCO POLO DEL PROF. ALVARO BARBIERI (UNIVERSITA DI PADOVA) RELATIVI AL SEMINARIO
LALTROVE ASIATICO DE IL MILIONE. SCHEDE DI ETNOGRAFIA MARCOPOLIANA

Sulla veridicit delle peregrinazioni di Marco Polo in Estremo Oriente: Un Veneziano nel Catai: sullautenticit del viaggio di Marco Polo, in Critica del testo,
III/3

(2000), pp. 993-1022.

Sul problema testuale e la tradizione manoscritta del Devisement dou monde: Quale Milione? La questione testuale e le principali edizioni moderne del libro di Marco Polo, in Studi mediolatini e volgari, 42 (1996), pp. 9-46. Sulle modalit di composizione e lo statuto testuale del libro di Marco Polo e Rustichello da Pisa: Marco, Rustichello, il patto, il libro: genesi e statuto testuale del Devisement dou monde alla luce degli studi recenti, in Medioevo romanzo e orientale. Il viaggio nelle letterature romanze e orientali. Atti del
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Colloquio Internazionale.

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Convegno della Societ Italiana

di Filologia Romanza (Catania-Ragusa, 24-27 settembre 2003), a cura di G. Carbonaro, M. Cassarino, E. Creazzo e G. Lalomia, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2006, pp. 23-42. Sulle articolazioni contenutistiche dellopera e lintreccio delle voci enuncianti: V. Bertolucci Pizzorusso, Enunciazione e produzione del testo nel Milione, Studi mediolatini e volgari, 25, 1977, pp. 5-43 (poi anche in Ead., Morfologie del testo medievale, Bologna, il Mulino, 1989, pp. 209-241). Sullesotismo e la rappresentazione dellaltrove orientale nel Devisement: U. Eco, Il Milione: descrivere l'ignoto, in Id., Sugli specchi e altri saggi, Milano, Bompiani, 1995, pp. 61-66.

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DENOMINAZIONI E COMPOSIZIONE DE IL MILIONE

Livre des Merveilles Devisement du monde (descrizione) De mirabilibus mundi Milione, da Emilione per aferesi

De diversis hominum generibus et diversitatibus regionem mundorum (redazione latina) Libro di Marco Polo (Ramusi) De consuetudinibus et condicionibus orientalis regionum (versione consultata da Cristoforo Colombo)
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esordio INCIPIT prologo

cap. 1 capp. 2-18 (comprende circa 35 anni) storia dei viaggi dei fratelli Polo e del loro

capp. 19-209

soggiorno in Estremo Oriente (cfr. itinerario del viaggio di andata e ritorno e diacronia del testo)

in F

prima parte della battaglia tra i Mongoli dellOrda dOro (i Tartari del Ponente per Marco Polo 1299)

EXPLICIT

in FG e in T

battaglia del 1262 tra Barga e Alau (gi narrate nel cap. 42)

in Z

anche parte finale della battaglia

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VERIT OGGETTIVE (indicazioni esemplificative)

- descrizione di Pechino (Cambaluc / Cabalu / Cabrau / Cabalu / Caublau / Canibalu)

[Citt del Gran Kan] - notizie su Kublai Khan e sulla sua Corte dal cap. 80, p. 96 al cap. 95 pp. 118-120; ancora a p. 126, 166, 211

- scomparsa della stella polare (cap. 163, p. 190)

- funzioni della noce di cocco (cap. 36, p. 41)

- uso del carbon fossile (cap. 149, p. 174)

- la maraviglia dei miraggi del deserto di Lop (cap. 56, p. 59)

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LACUNE E IMPRECISIONI (indicazioni esemplificative)

- Non ci sono riferimenti alla Grande Muraglia

Porta di ferro? (cfr. cap. 73, nota 13 ed. Sansoni)

- Non ci sono riferimenti al pi di giglio delle donne cinesi (cfr. cap. 130, nota 14 ed. Sansoni)

- Non ci sono riferimenti alla caccia col cormorano (cfr. cap. 93, nota 4 ed. Sansoni)

- Non ci sono riferimenti alluso del the (cfr. cap. 116, nota 29 ed. Sansoni)

- Impropriet delle notizie sui ruoli svolti presso la Corte del Kublai (cfr. cap. 140, 142, 149 e note relative ed. Sansoni)

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VIAGGIO E RACCONTO

- Il racconto nellintenzione dei co-autori era un trattato di mercatura; in accezione moderna rientra nel genere della letteratura di viaggio. Per Marco Polo bisogna tener presente:

- la memoria di Marco le eventuali note di viaggio la plurivocit loralit la scrittura di Rustichello da Pisa (co-autore con Marco Polo)

- La verit documentaria riguarda gli aspetti geografici, storici, antropologici

- La verit poetica riguarda il fascino di un immaginario visivo realizzato in una scrittura cadenzata in un ritmo paratattico-giustappositivo.

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MARAVIGLIA

La maraviglia un mito-guida dellimmaginario orientale: per Marco Polo lesperienza percettiva di scoprire un mondo completamente altro, ma riflette anche la correlazione tipicamente orientale tra reale e immaginario, per cui il metafisico, il miracoloso sono naturalizzate come meraviglia.

Esempi di occorrenze di maraviglia: citt feste quantit di mercanti quantit di animali pietre preziose ponti (quantit e altezza) servizio postali fenomeni naturali insieme del viaggio ecc. ecc.

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disegno di Nicola Carletti studente di LICAO, a.a. 06-07

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LINGUAGGIO DE IL MILIONE

Marco Polo non uno scrittore nel senso moderno del termine. E un mercante medievale di vasti interessi e di notevole cultura. Gli elementi sincronici riguardano la paratassi giustappositiva-coordinativa, il lessico, le modalit della rappresentazione visiva (che Gianfranco Contini chiama visivit premasaccesca). Gli elementi diacronici riguardano il tempo interno del testo, il ritmo del racconto. Riguardano perci non il tempo del viaggio, ma come lesperienza del viaggio viene trasformata e realizzata sulla dimensione visivo-memoriale della scrittura.

Sincronia e diacronia sono compresenti in ogni testo letterario e si combinano secondo modalit variabilissime, prevalendo ora gli elementi sincronici, ora gli elementi diacronici.

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MARCO POLO

Il Milione (ipotesi di sondaggio testuale)

- per ricorrenze tematiche nei vari capitoli

- per rilievi linguistici nei singoli capitoli

per immagini visive ricorrenti - attraverso una lettura dinamico-interattiva per variazioni semantico-contestuali delle immagini visive

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FUNZIONI DELLIMMAGINARIO VISIVO NE IL MILIONE E NE LE CITT INVISIBILI

- In Marco Polo limmaginario visivo nasce da unesperienza vissuta della realt (si potrebbe parlare di un realismo di Marco Polo).

- lo stesso Calvino ad affermare di rifarsi a Il Milione nei 18 dialoghi tra Marco Polo e Kublai che fanno da cornice alle rappresentazioni delle 55 citt.

- Italo Calvino si ispira a Marco Polo traducendo limmaginario visivo in termini visionari. Il sentimento di insufficienza della realt caratterizza la figura del Kublai Khan, translitterata in termini modernamente esistenziali; insufficienza che i racconti di Marco Polo compensano sul versante dellinvenzione, dellipertrofia fantasiosa. Ma la diacronia del testo di Calvino ci rivela che linsufficienza del reale si supera non contrapponendo la fantasia alla realt, ma comprendendo e approfondendo la realt stessa.

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ITALO CALVINO E LE CITTA INVISIBILI

MOTIVAZIONI DEL TESTO

passato

memoria desiderio futuro

segni, scambi, sottili

continue, nascoste

comprensione della complessit del reale

tempo / spazio viaggi immaginario identit / alterit visibile / invisibile

citt Civitas civilt

citt archeologiche / antiche // moderne / ricostruite // possibili / future

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ITALO CALVINO E LE CITT INVISIBILI

SINCRONIA DEL TESTO

simmetria (in questo caso)

18 dialoghi / 11 rubriche / 9 capitoli / 55 citt

Alternanza scalare (per rubriche)


1 memoria 2 3 1 desiderio 2 1 segni 3 4 5 2 3 4 5 1 sottili 2 3 4 5 CAPITOLO I

4 5

1 scambi 2 1 occhi 3 2 4 5 3 4 5

1 norme 2 3 4 5

1 morti 2 3 4

1 cielo 2 3

1 continue 2 1

nascoste 5 4 5 CAPITOLO IX 3 4 5 2 3 4 5

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SINCRONIA DEL TESTO

PROGRESSIONE RICURSIVA (per capitoli)

5 sottili

8 nome

9 morti

memoria memoria desiderio segni 2 memoria desiderio desiderio segni sottili

scambi occhi

scambi occhi

nome

morti

cielo

memoria segni

sottili

scambi occhi

Nome

morti

cielo

continue

desiderio sottili

scambi

occhi

nome

Morti

cielo

continue nascoste

segni

scambi

occhi

nome

morti

Cielo

continue nascoste cielo

memoria

continue

desiderio

nascoste

segni

continue

sottili 2

nascoste

nascoste

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ITALO CALVINO e LE CITT INVISIBILI

DIACRONIA DEL TESTO

comprensione graduale della realt

Memoria / desiderio

segni / scambi

occhi / nome

cielo / morte

proiezioni

complessit sottili / continue / nascoste

realt

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ROMANO PASCUTTO E IL SUO VENETO: TRA REALISMO E TENSIONE LIRICA

Nato nel 1909 a San Stino di Livenza (Venezia) da una famiglia di artigiani sarti e calzolai, Romano Pascutto visse gli anni del secondo conflitto mondiale a Tripoli, in Libia, dove si impieg presso una Compagnia di viaggi per dodici anni. Rientrato in patria nel1943 partecip alla lotta partigiana come membro del Comitato di liberazione nazionale e nei Gruppi di combattimento Livenza. Nel dopoguerra fu sindaco della sua cittadina nativa dal 1975 al 1980. Grande fu la sua passione per la scrittura. Fu poeta in lingua e dialetto e si ciment anche come romanziere. Particolare attenzione merita la sua produzione di scritti di carattere politico e la sua attivit di autore teatrale. Pascutto mor a Treviso l8 aprile del 1982. La bibliografia dellautore sanstinese curata dallAssociazione culturale Romano Pascutto che ha promosso in questi anni la conoscenza e lo studio dello scrittore ed ha raccolto e ordinato i suoi materiali presso un locale del municipio di S. Stino di Livenza. Di recente il poeta ha ottenuto la pubblicazione dei primi tre volumi dellopera omnia per i tipi della Marsilio, tra cui il volume di poesie Lacqua, la piera, la tera, Venezia, Marsilio, 2000 che riprende, in un livre de poche, la pubblicazione precedente Lacqua, la piera, la tera e altre poesie, (Venezia, Marsilio, 1990) a cura di Antonio Daniele. In questa raccolta di poesie in dialetto sanstinese Pascutto, cresciuto ai limiti della grande palude che delimitava i territori bagnati dal basso corso del fiume Livenza, ci offre una magistrale interpretazione di quel sentimento profondo di identificazione con il mondo struggente dei diseredati e con la sua terra dorigine che ha caratterizzato tutta la sua opera. Alcuni risultati di rilievo sono emersi durante il convegno Romano Pascutto e il suo teatro svoltosi nel dicembre 2007 a Portogruaro per ricordare lautore nel venticinquesimo anniversario dalla morte e fare una prima esplorazione della sua opera teatrale. Gli invitati hanno sottolineato in particolare la grandezza riconosciuta di Pascutto come cantore in dialetto veneto di un popolo e di una terra e il significato di ricordarlo nella citt centro, anche dal punto di vista culturale, del territorio da lui celebrato nei suoi versi. Scopo del convegno era di illustrare il teatro di Pascutto: si tratta di una vasta produzione (pi di 35 25

titoli), ad oggi insufficientemente investigata, nella quale da mettere in luce la dialettica tra realismo e tensione lirica. In particolare interessante il poemetto, a met strada tra produzione poetica e teatrale La storia de Nane, (Milano, Edizioni Avanti! Il Gallo, 1963), scritto in vernacolo e composto da 1197 versi a carattere lirico-narrativo. In esso contenuta, come se fosse un racconto epico narrato da un cantastorie, la vita di Nane, e, perch no, quella del poeta stesso, che si allarga a storia esemplare di una classe sociale, di un frammento della nostra vicenda patria negli anni del primo Novecento: la condizione della povert rappresentata nella sua crudele, e poco edificante verit e, tuttavia, nella sua realt naturale e tra le barocche immagini, proprie dellinventiva popolare. Andrea Zanzotto, a proposito della collocazione dei modi di questo andar poetando scriveva: lincontro di tre zone o meglio di tre auree linguistiche; vi si coniugano sulla base del dialetto Piave-Livenza che arriva fino al Bellunese e che si caratterizza per alcuni tratti duramente arcaici, influssi lessicali e sintattici friulani e soprattutto dolcezze che sono tipiche della bassa e che attestano la vicinanza di Venezia. E ancora: in esso tutto un mondo di presenze si riconosce ed esprime in una lingua n privata, n meta-storica, ma feconda per una quotidianit che ha tuttavia la forte articolazione della storia nel suo farsi.

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RECITAL DEDICATO A ROMANO PASCUTTO AUDITORIUM SANTA MARGHERITA VENEZIA 27 MARZO 2008 Presentazione critica della prof. Saveria Chemotti, dellUniversit di Padova

Lettura delle poesie tratte dal volume Romano Pascutto, Lacqua, la piera, la tera, Venezia, Marsilio, 2000. 1. SEZIONE FIGURE Par la morte de un murador A Remo Pasetto (pag. 40-41) Aneme de puna (pag. 29) Le mestre Caroline (pag. 68) I vovi friti del paradiso (pag. 15) Me nona (pag. 81) Vecia contadina morta (pag. 65) I omenoni (pag. 64) Pissada in laguna (pag. 144) I zngani (pag. 14) Puto a tochi (pag. 141) Le marionete de mastro Capo (pagg. 10-11) Signor del venere sant (pag. 140) A me fradet Tito (pag. 7)

2. SEZIONE NATURA Lacqua, la piera, la tera (pag. 8) Gata piena (pag. 108) Pomi cachi e narance (pag. 25) Le rane pissote (pag. 129) La suca baruca (pag. 19) Formighete (pag. 121) 27

Perlete de piova (pag. 120) El erpignol (pag. 74) Vide che bala (pag. 148) La verta (pag. 133) Scarpete de Madona (pag. 56) I fossetti (pag. 57) Nodesmentegartedemi (pag. 28) Mirasoli (pag. 110) List no l morta (pag. 124) El vassr (pag. 55)

3. SEZIONE - SENTIMENTI La man de me mare (pag. 80) Resta la mare (pag. 100) La panocia (pag. 62) Na foia secca (pag. 111) Le mame (pag. 9) I copi (pag. 104) Identit (pag. 22) Ultimo cason (pag. 67) De mi e de ti (pag. 132) Le tortoree (pag. 146) Insogno azuro (pag. 17) Poeta (pag. 149) Lettura di passi dal poemetto Storia de Nane, Milano, Edizioni Avanti! Il Gallo, 1963, fuori catalogo. 28

LA STELLA CHE NON CE

Regia: Gianni Amelio. Scenografia: Attilio Viti. Fotografia: Luca Bigazzi. Musiche: Franco Piersanti Montaggio: Simona Paggi Anno: 2006,Nazione: Italia, 2006. DURATA 104 Liberamente ispirato a La dismissione di Ermanno Rea. Trama Una delegazione cinese arriva in Italia per rilevare un grande impianto da un'acciaieria in disarmo. Vincenzo Buonavolont, manutentore specializzato nei controlli delle macchine, deve partire per la Cina per renderlo efficiente. Qui vivr unesperienza di vita particolare e traumatica di fronte a una societ e a un ambiente in acceleratissima evoluzione. Egli diventa il nostro tramite per osservare dal basso, cio con un acuto senso di oppressione, una Cina che sta nascendo da una terra che fu civile e antica e che ora assume i connotati della modernit pi spinta da una parte e dallaltra, invece, quelli di un ritorno alla schiavit, alloppressione, alla disumanit che, forse profeticamente ed allora da tremare ci viene presentato da quei crudeli ed esasperati film di fantascienza della generazione che prende inizio da Blade Runner e di cui, tra le pi recenti efficaci espressioni, c I Figli degli uomini. Si pu prescindere, per una lettura settoriale del film, dal fatto che esso sia stato tratto da un romanzo. Parlare di ci, vorrebbe dire incentrare lattenzione su un aspetto molto interessante dellevoluzione industriale occidentale verso unarcheologia delle tecniche lavorative e che porta con s unumanit storicamente collocata in un preciso contesto culturale. In occasione di questo corso universitario invece prendiamo in esame quella parte del film che anche visivamente ci introduce in una Cina incredibile, proiettata nel futuro con forti accenni disumanizzanti e in cui torna a vivere possente, ingombrante e di nuovo 29

necessario, un medioevo da fantascienza. Davanti ai nostri occhi appare una Cina ripresa con evidente stupore da Gianni Amelio, come con evidente stupore aveva ripreso nel film LAMERICA unAlbania in disfacimento, ma con ben diverso e allarmante futuro. Siamo nella realt o in uninquietante fantascienza nei film di Amelio? Ormai sappiamo abbastanza dellodierna Cina per dire che quanto vediamo sta realmente accadendo e che le possenti immagini che il regista ci propone sono lincubo, il dramma, attraverso i quali deve passare lo sviluppo bestiale di quella nazione. Come appare la Cina alloperaio Vincenzo Buonavolont? Il suo occhio e i suoi sensi la percepiscono in maniera dilatata, come se utilizzassero un obiettivo a occhio di pesce, che lo immerge in un paesaggio straniante, quasi simile a quello orribilmente fantasioso che fa da sfondo alla saga del Signore degli Anelli. E dov luomo che fa parte della nostra vita? Luomo con sentimenti, con stupori, con anima, che apprezza la tradizione, che ama la natura, che lotta e che sa rispettare, che si contraddice ma che rimane contemporaneamente libero e schiavo fin da quando apparve sulla terra? Questuomo pare dimenticato in Cina, cancellato dalla nuova geografia e dalla storia economica, privato di identit, di capacit a riconoscersi. Questo drammatico tema sar contemporaneamente sviluppato dal film Still life di Jia Zhangke, vincitore del Leone dOro a Venezia nel 2006. Sar forse una semplice impressione costruita con lapporto di un patrimonio di immagini accumulate nelle lunghe frequentazioni di spettacoli cinematografici e di romanzi, ma certo che la Cina si sta avvicinando sempre di pi a noi con passo felpato ma deciso a conquistare per s tutto ci che le necessario per occupare un posto in cima alla classifica dei Paesi pi forti economicamente, per far vivere il suo miliardo di popolazione, i suoi nuovi straricchi capitalisti comunisti, le sue auto che devono avere le risorse necessarie per funzionare e che essa deve prelevare fuori di casa sua. E lAfrica che galleggia sul petrolio migliore del mondo sar la sua vitale conquista non attraverso la rapacit da sempre messa in atto dai popoli colonialisti occidentali, ma da unaggressivit morbida che si insinua nel sangue che passa per il cuore e per gli altri organi vitali del grande continente e che ne far un serbatoio fecondo per la sua esistenza e per il suo potere. Questo non c nel film, ma viene indotto al pensiero quale conseguenza dello stato attuale delle cose. "Quando la Cina si sveglier, il mondo tremer", era la celebre previsione, pronunciata da Napoleone nel 1816 e poi ripresa da Lenin; si essa realizzata?: la dirompente trasformazione di quel Paese ha fatto s che in poco tempo essa ha creato delle classi sociali ricchissime e attive, mentre i suoi prodotti invadono il mondo utilizzando per fare concorrenza nei mercati globali lo sfruttamento delle classi lavoratrici deboli. I quattro valori (onest, pazienza, giustizia e solidariet) rappresentati dalle quattro stelle della bandiera cinese sono insufficienti, questo pare dirci Amelio; manca unaltra stella, quella della speranza. O quella della libert.

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Da unintervista allattore Sergio Castellitto: La Cina viaggiare dentro un pianeta dove le immagini vanno dal medioevo alla fantascienza, dall'efficienza tecnologica pi avveniristica alla povert.() E un Paese che come tutti sappiamo ha una crescita impressionate che condiziona non soltanto l'interno della Cina, ma l'intero Paese. Non credo che la Cina conquister il mondo, ma lo comprer. (). E' vero che c' questa ansia di distruggere in Cina? Distruggere no, cambiare forse. Il vecchio non mai considerato antico. Il concetto di antico in qualche misura non esiste, ci che vecchio si butta, si ricostruisce, si rif. Questa una cosa che per noi che abbiamo la fissazione del restauro una cosa inconcepibile. Abbiamo una visione completamente diversa: loro sono proiettati, in una certa misura la memoria, per loro, non esiste. Tenere insieme un paese di un miliardo e trecento milioni, almeno fra quelli censiti, non deve essere facile. Il collante dato dalla dittatura e dalla potenza economica: una bomba inesplosa. a cura di Michele Serra

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La citt proibita regia di Zhang Yimou Cina, 2006

Zhang Yimou

La citt proibita di Pechino tra storia e leggenda La Citt proibita fu il palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing. Esso si trova nel centro di Pechino. Consiste di 800 edifici, divisi in 8.886 stanze. Costruita a partire dal 1406, la Citt Proibita stata per cinque secoli la reggia degli imperatori cinesi, da Yong Le, della dinastia Ming, fino a PuYi, l'ultimo imperatore, deposto nel 1911 a seguito di una rivolta popolare. L'Imperatore-Dio viveva protetto da alte mura color rosso sangue, circondato da opere d'arte, marmi, stucchi, statue bronzee da favola, che riflettevano il potere assoluto e il ruolo cosmico del "figlio del cielo". E' in questo complesso architettonico che Zhang Yimou ambienta il suo ultimo film, che conclude la trilogia d'amore e avventura iniziata nel 2003 con "Hero" e proseguita l'anno successivo con "La foresta dei pugnali volanti". Con questa scelta di genere, Zhang Yimou denuncia una grande nostalgia per una Cina dal passato millenario, nobilitato da una civilt raffinatissima e crudele che la rivoluzione maoista, prima, e l'economia pseudo-capitalista, poi, hanno distrutto e cancellato. Egli aveva cercato di nobilitare il suo Paese anche con i toni del verismo sociale e politico (anche per soddisfare lo Stato e la sua burocrazia, portando alla luce gli aspetti positivi della societ?), ritraendo la Cina doggi con poetica nostalgia e con lorgoglio di portare sulla scena la robustezza morale dei suoi connazionali, soprattutto di quelli delle lontane dure terre di campagna, addolcendo poeticamente e sentimentalmente situazioni di povert, di arretratezza, di spontaneit che ci fa intravedere in film precedenti quali Non uno di Meno, La strada verso casa, La storia di Qiu Ju, Vivere. Trama Zhang Yimou con questultimo film narra la storia crudele e torbida di un dramma (o faida) celato dietro una facciata di perbenismo opulento e sfarzoso, che dilania la decadente famiglia dell'Imperatore. Siamo nella Cina del decimo secolo. L'imperatore, l'imperatrice e i 32

loro figli sono serviti e riveriti da uno stuolo di servitori. Ogni minima azione quotidiana avviene nel rigore e nel rispetto di rituali millenari, nella magnificenza quasi surreale di un mondo estetizzato e dorato. Ma, come in ogni famiglia e favola che si rispettino, il male, il segreto, l'intrigo sono dietro langolo. La famiglia imperiale nasconde segreti inconfessabili fino al giorno in cui, durante la festa del Chong Yang, la festa dei crisantemi legata alla famiglia e alla sua solidit, ogni minimo intreccio verr disvelato. Un'epica battaglia metter fine a tutti i misteri. Ci che colpisce del film lo straordinario spettacolo visivo, sontuoso e sfavillante, un vero tripudio di colori sui quali dominano, incontrastati, il giallo e l'oro: il giallo dei crisantemi, l'oro dei broccati e delle sete. E poi la ricchezza e la magnificenza dei costumi e degli ambienti perfettamente ricostruiti (senza l'ausilio della grafica computerizzata). Ma ci che veramente lascia senza fiato sono le spettacolari scene di massa, epiche, crudeli, concentrate soprattutto nella parte finale del film, che esprimono tutta la forza e la violenza delle classiche scene d'azione in un profluvio di kung-fu ed effetti speciali. Avranno un particolare significato le mirabolanti evoluzioni dei corpi senza peso volteggianti e combattenti senza toccare il suolo? Quale messaggio di misticismo e di spiritualit esse, cos presenti in tanti film orientali (ricordiamo anche il coreano Ferro 3) vogliono far passare come frutto di pratiche severe di allenamento e di intransigente disciplina del corpo-anima degli esseri (superiori?) che le praticano? Il dramma originario, intitolato "Thunderstorm", afferma il regista, ambientato in Cina tra il 1920 e il 1930 ed tuttora rappresentato in moltissimi teatri. Io ho pensato che fosse interessante trasporre i suoi contenuti universali durante la dinastia Tong, prima dell'era moderna, perch i suoi colori si sarebbero contrapposti all'oscuro ritratto che fa dell'uomo. a cura di Michele Serra

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