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UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA

FACOLTA DI INGEGNERIA
DIPTEM/TEC
Dipartimento di Ingegneria della Produzione, Termoenergetica e Modelli Matematici







APPUNTI DI:
METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA











APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
2


Appunti ad uso degli studenti del corso di Trasmissione del Calore (CLS Ingegneria Meccanica).
Queste note ricalcano le lezioni svolte in aula e vengono messe a disposizione per la comodit degli
studenti, contenendo inoltre alcuni approfondimenti.
Si fa riferimento solamente al metodo delle differenze finite.





N.B. Questi appunti sono, appunto, appunti, e non hanno perci pretesa di sistematicit. Per migliorarne,
col tempo, la qualit invito e ringrazio chiunque trovasse errori o avesse commenti ad inviarli via mail
allindirizzo < giulio.tagliafico@unige.it> con oggetto appunti di conduzione numerica.










Riferimenti bibliografici:
G. Guglielmini, C. Pisoni, Elementi di trasmissione del calore, cap 5.


A cura di:
Ing. Giulio Tagliafico
APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
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Sommario

Equazione generalizzata della conduzione ........................................................................................................ 4
Discretizzazione delle equazioni ........................................................................................................................ 4
Lastra piana stazionaria con generazione di calore interna ............................................................................ 11
soluzione numerica...................................................................................................................................... 13
Barra indefinitamente lunga stazionaria ......................................................................................................... 19
soluzione numerica...................................................................................................................................... 21
Conduzione non stazionaria ............................................................................................................................ 23
Lastra piana non-stazionaria ........................................................................................................................... 23
soluzione numerica...................................................................................................................................... 23

APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
4

Equazione generalizzata della conduzione
In un mezzo continuo in quiete il campo di temperatura descritto dallequazione generalizzata della
conduzione
t

c
c
= + V V
T
c q T k ' ' ' ) ( (1)
I termini a sinistra rappresentano la propagazione dellenergia nel corpo per conduzione (generata da un
gradiente di temperatura) e la generazione interna di calore per unit di volume (W/m
3
). Il termine a destra
rappresenta la variazione di energia interna in un corpo a massa volumica costante.

La (1) una equazione differenziale alle derivate parziali (PDE) di secondo grado, nellincognita T e nelle
variabili tempo () e spazio ) , , ( z y x x =

.
La soluzione analitica della (1) ricavabile solo in casi molto semplificati sia dal punto di vista geometrico,
sia per quanto riguarda le condizioni al contorno e le propriet termo fisiche del materiale.
La soluzione del campo di temperatura T(x,y,z) per geometrie complesse (2D, 3D) e per lapplicazione di
condizioni al contorno non riproducibili da funzioni elementari (ad esempio segnali non periodici) si ricava
per via numerica e non analitica.

La soluzione numerica delle equazioni differenziali si basa sulla discretizzazione del dominio (spaziale e
temporale) che permette di esprimere il problema mediante un sistema di equazioni algebriche che, risolto,
fornisce (o meglio pu fornire sotto determinate condizioni di congruenza fisica) una soluzione approssimata
delle equazioni differenziali di partenza.
La bont di un metodo numerico si valuta verificando la congruenza della soluzione numerica con quella
della soluzione analitica in casi particolari in cui questultima esista.

Discretizzazione delle equazioni
Esistono diversi metodi che permettono la discretizzazione delle PDE (differenza finite, volumi finiti,
elementi finiti, ). La descrizione che segue fa riferimento al metodo delle differenze finite.
Lidea di fondo di questo metodo il concetto di rapporto incrementale. Il modo pi semplice sostituire
brutalmente nella PDE alle derivate i rapporti incrementali.
o
o o
2
) ( ) (
) ( '
+
~
x f x f
x f (2)

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Trasmissione del Calore - 2010
5


Figura 1. Rappresentazione schematica del rapporto incrementale. E evidente la differenza tra la tangente in x
(derivata analitica) e la derivata numerica. Ovviamente la differenza 0 per 0.

Derivata centrata:
o
o o
2
) ( ) (
) ( '
+
~
x f x f
x f (3)

Derivata in avanti (forward)
o
o ) ( ) (
) ( '
x f x f
x f
+
~ (4)

Derivata allindietro (backward)
o
o) ( ) (
) ( '

~
x f x f
x f (5)
Le derivate di ordine successivo si possono ottenere derivando la derivata prima.
=
(

+
=
+
=
o
o
o
o
o o
o o
2
) 2 ( ) (
2
) ( ) 2 (
2
1
2
) ( ' ) ( '
) ( ' '
x f x f x f x f x f x f
x f
2
) ( ) ( 2 ) (
2
) 2 ( ) ( 2 ) 2 (
2
1
A
A + A +
=
(

+ +
=
x f x f x f x f x f x f
o
o o
o
(6)
chiamando A = o 2 .
x
f(x)
x- x x+
f(x)
f/x(x)
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6

Le stesse espressioni si possono ricavare in maniera pi rigorosa partendo dagli sviluppi in serie di Taylor
della funzione nellintorno di x.
Sviluppo di f(x+):
) ( ) ( ' ' '
6
) ( ' '
2
) ( ' ) ( ) (
4
3 2
o
o o
o o o x f x f x f x f x f + + + + = + (7)
Sviluppo di f(x-):
) ( ) ( ' ' '
6
) ( ' '
2
) ( ' ) ( ) (
4
3 2
o
o o
o o o x f x f x f x f x f + + = (8)

Derivata prima in avanti (forward): (7) arrestata al primo ordine. E equivalente alla (4) ma esatta poich
contiene lespressione dellerrore.
) (
) ( ) (
) ( '
) ( ) ( ' ) ( ) (
2
2
o
o
o
o o o
o
x f x f
x f
o x f x f x f
+
+
=
+ + = +
(9)
Derivata allindietro (backward): (8) arrestata al primo ordine. E equivalente alla (5) ma esatta poich
contiene lespressione dellerrore.
) (
) ( ) (
) ( '
) ( ) ( ' ) ( ) (
2
2
o
o
o
o o o
o
x f x f
x f
o x f x f x f
+

=
+ =
(10)
Derivata seconda, centrata: (7)+(8) arrestate al terzo ordine.
) (
) ( ) ( 2 ) (
) ( ' '
) ( ) ( ' ' ) ( 2 ) ( ) (
4
2
4 2
o
o
o o
o o o o
o
x f x f x f
x f
o x f x f x f x f
+
+ +
=
+ + = + +
(11)
Per ottenere la derivata centrale si effettua la sottrazione m.a.m. (7)-(8).
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7


esempio
Volendo aumentare la precisione della forma numerica si possono ricavare espressioni basate su un
maggiore numero di punti.
Si deriva lespansione per un numero di punti pari allordine dellespansione+1.
iv
iv
iv
iv
f x f x f x f x f x f
f x f x f x f x f x f
f x f x f x f x f x f
f x f x f x f x f x f
24
) ( ' ' '
6
) ( ' '
2
) ( ' ) ( ) (
24
81
) ( ' ' '
6
27
) ( ' '
2
9
) ( ' 3 ) ( ) 3 (
24
16
) ( ' ' '
6
8
) ( ' '
2
4
) ( ' 2 ) ( ) 2 (
24
) ( ' ' '
6
) ( ' '
2
) ( ' ) ( ) (
4 3 2
4 3 2
4 3 2
4 3 2
o o o
o o
o o o
o o
o o o
o o
o o o
o o
+ + =
+ + + + = +
+ + + + = +
+ + + + = +

Si sommano le equazioni moltiplicate per un coefficiente da determinarsi, e si impongono le condizioni che
annullino i termini non voluti nellespressione. In questo caso si vogliono mantenere i punti x-, x, x+,
x+2. Si vuole esprimere la f(x)
iv
iv
f f x f x f x f x f
D C
B A
C
D C B A
D C B A
D C B A
f D C B A f D C B A f D C B A
f D C B A f D C B A x Df x Cf x Bf x Af
12
' ) (
2
1
) (
3
1
) 2 (
6
1
) (
3
1
, 0
6
1
, 1
0
0 27 8
0 9 4
1 3 2
24
) 81 16 ( ' ' '
6
) 27 8 ( ' '
2
) 9 4 (
' ) 3 2 ( ) ( ) ( ) 3 ( ) 2 ( ) (
3
4 3 2
o
o o o o
o o o
o o o o o
= + +
= =
= =
=
= + +
= + + +
= + +
+ + + + + + + + + + +
+ + + + + + = + + + + + +

iv
f x f x f x f x f f
12
)) 2 ( ) ( 6 ) ( 3 ) ( 2 (
6
1
'
3
o
o o o
o
+ + + + = (12)

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8

In questo caso si ottenuta una espressione della derivate prima forward basata su 4 punti, del terzo
ordine.
Con procedimento analogo si ricavano le derivate:
prima backward
iv
f x f x f x f x f f
12
)) ( 2 ) ( 3 ) ( 6 ) 2 ( (
6
1
'
3
o
o o o
o
+ + + = (13)
prima centrale
v
f x f x f x f x f f
30
)) 2 ( ) ( 8 ) ( 8 ) 2 ( (
12
1
'
4
o
o o o o
o
+ + + = (14)
derivata seconda
vi
f x f x f x f x f x f f
90
)) 2 ( ) ( 16 ) ( 30 ) ( 16 ) 2 ( (
12
1
' '
4
2
o
o o o o
o
+ + + + = (15)

Le equazioni ricavate sono applicabili allinterno del dominio per tutti i nodi (i,j) identificati dalle coppie
cartesiane (x= (i-1) x, y=(j-1) y)


Figura 2. Rappresentazione schematica della griglia di discretizzazione. I nodi sono identificati da coppie (x=i x,
y=jy) e il valore f(i,j) il valore medio che la funzione f(x,y) assume nella zona grigia rappresentata sul dominio.

0 1*x 2*x i*x


j*y


1*y
0
nodo i,j
T(i,j) o T
i
j

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Figura 3. Distribuzione di temperatura in un corpo soggetto a due temperature estreme T
1
e T
2
, e rappresentazione
del campo di temperatura approssimato con differenze finite (rettangoli grigi): la temperatura dei nodi la
temperatura media dellelemento.

Le espressioni delle derivate numeriche ricavate sono applicabili solamente allinterno del dominio, cio
quando tutti i nodi coinvolti nellequazione sono appartenente al dominio o ai suoi confini.
Nelle equazioni che riguardano i nodi di confine sono coinvolte le forzanti esterne, ossia le condizioni al
contorno. Lespressione delle condizioni al contorno dipende dalla scelta della griglia che si effettuata, cio
da qual la regione del dominio rappresentata dal valore assunto dal nodo di confine.
In figura 3 sono rappresentate due soluzioni differenti adottabili per gli schemi numerici in prossimit del
confine.
La prima soluzione mantiene per il primo elemento le stesse dimensioni degli elementi interni, mentre la
seconda dimezza le dimensioni dellelemento di confine.
La condizione al contorno va applicata al bordo esterno del dominio, ossia sulla linea pi spessa alla sinistra
della discretizzazione. Una condizione del tipo
0
) ( f f = O c
si impone imponendo la temperatura del nodo
di confine uguale alla temperatura esterna.

x
T(x)
T
2

T
1

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10


Figura 4. Rappresentazione delle possibili schematizzazioni numeriche in prossimit del confine del dominio. 1)
lelemento di confine ha le stesse dimensioni degli elementi interni. 2) lelemento di confine ha dimensioni ridotte
rispetto agli elementi interni.

A prescindere dalla schematizzazione utilizzata, le condizioni al contorno si impongono esprimendo il
bilancio energetico dellelemento rappresentato dal nodo di confine, ossia:

t c
c
=

elemento
elemento
U
Q (16)

1)
2)
(1) (2) (3)
(1) (2) (3) (4)
condizione al contorno
x
x=0
x/2
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11

Lastra piana stazionaria con generazione di calore interna
Sia data una lastra piana di spessore L [m] indefinitamente estesa, soggetta ad una generazione di calore
interna q [W/m
3
] ed a condizioni al contorno convettive h [W/m
2
K], T

[C] su entrambe le facce (x=0 ed


x=L), di un materiale isotropo con propriet termo fisiche costanti ed uniformi. Si vuole calcolare il campo di
temperatura T(x) allinterno della lastra, in regime permanente.

Figura 5. Lastra piana soggetta a generazione interna di calore q e ad un flusso convettivo imposto da un
coefficiente di scambio h con temperatura indisturbata T

. E mostrata solamente la porzione di lastra vicina ad x=0.


Le condizioni al contorno in x=L sono del tutto simmetriche a quelle rappresentate.

Dalla equazione generalizzata della conduzione (1) si semplificano vari termini:
- lastra piana di spessore L [m] indefinitamente estesa problema 1D
- con propriet termo fisiche costanti T k T k
2
) ( V = V V
- in regime permanente 0 =
c
c
t
T

Lequazione diventa la (17):
k
q
z
T
y
T
x
T
k
q
T
T
c q T k
' ' '
' ' '
' ' ' ) (
2
2
2
2
2
2
2
=
c
c
+
c
c
+
c
c
= V
c
c
= + V V
t


(1) (2) (3)
h, T

x
x=0
q
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12

k
q
x
T ' ' '
2
2
=
c
c
(17)
estesa ad un dominio { } L x < < = O 0 , e con condizioni al contorno convettive
)) 0 ( (
0
T T h
x
T
k
x
=
c
c


=
(18)
) ) ( (

=
=
c
c
T L T h
x
T
k
L x
(19)

La (17) si pu risolvere analiticamente. Da osservazioni sulla simmetria del problema si pu imporre come
condizione al contorno ladiabaticit della sezione mediana della lastra, dimezzando il dominio di calcolo.
0
2 /
=
c
c
=L x
x
T
(20)
Integrando la (17) ed applicando le condizioni al contorno:
2 1
2
1
2
2
2
' ' '
) (
' ' '
' ' '
c x c
x
k
q
x T
c x
k
q
x
T
k
q
x
T
+ + =
+ =
c
c
=
c
c

applicando la (20)
2
' ' '
2
' ' '
0
1
1
L
k
q
c
c
L
k
q
=
+ =

sostituendo ed applicando la (18)
h
L q
T c
c T h
k
L q
k
T T h
x
T
k
x
2
' ' '
) (
2
' ' '
)) 0 ( (
2
2
0
+ =
=
=
c
c

=

Si ottenuta quindi la distribuzione di temperatura analitica a regime:
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h
L q
x
k
L q
x
k
q
T x T
2
' ' '
2
' ' '
2
' ' '
) (
2
+ + =


|
|
.
|

\
|
+ + =

h
L
x
k
L
k
x q
T x T
2
2
' ' '
) ( (21)
Da cui si ottengono la temperatura di parete T(0) e la temperatura massima T(L/2):
h
L q
h
L q
k
L q
T L T
h
L q
T T
2
' ' '
4
' ' '
8
' ' '
) 2 / (
2
' ' '
) 0 (
2 2
+ + =
+ =



soluzione numerica
Per prima cosa si suddivide il dominio (0,L/2) in N punti discreti (nodi) identificati mediante un pedice che
ne indica il numero. La temperatura di ogni nodo si pu pensare come la temperatura media di un elemento
discreto di cui il nodo geometricamente baricentrico.
A partire dalla (17) si sostituisce alla derivata seconda lespressione numerica discretizzata (11).
k
q
x
T T T
i i i
' ' ' 2
2
1 1
=
A
+
+
(22)
Che si applica a tutti i nodi interni del dominio.
Le condizioni al contorno vengono imposte nel modo seguente:
Nodo (1), bilancio energetico (I principio). La temperatura di parete T
x=0
si assegna al primo nodo:
) ( ' ' ' ) (
2 1 0
T T
x
k
x q T T h
x

A
= A +
=

(23)
) ( ' ' ' ) (
2 1 1
T T
x
k
x q T T h
A
= A +


(24)

dalla (24) si pu ricavare T
1

x
k
h
x q T
x
k
hT
T
A
+
A +
A
+
=

' ' '
2
1
(25)
analogamente si pu ricavare la temperatura dellultimo nodo N corrispondente ad x=L/2.
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14

0 ' ' ' ) (
1
= A +
A

x q T T
x
k
N N
(26)
k
x
q T T
N N
2
1
' ' '
A
+ =

(27)
Mediante le equazioni (25, 27) e (22) applicata ad ogni nodo interno si ottiene un sistema di N equazioni
algebriche in N incognite lineare facilmente risolubile. (Nel caso analizzato la linearit data dallaver scelto
propriet termo fisiche costanti.)
Ipotizzando di utilizzare uno schema numerico con N=5 nodi ottiene un sistema che in forma matriciale
diviene:
| || | | | B T A = (28)
con [A] matrice dei coefficienti, [T] vettore delle temperature incognito, [B] vettore dei termini noti.
Dalla (22) si esplicitano le i-esime temperature incognite. Si noti che in assenza di generazione di calore la
temperatura del nodo i-esimo la media algebrica delle temperature adiacenti.
|
|
.
|

\
| A
+ + =
+
k
x q
T T T
i i i
2
1 1
' ' '
2
1
(29)
Si pu ora esprimere il sistema in forma esplicita e risolverlo con un qualunque metodo di risoluzione di
sistemi lineari.
(
(
(
(
(
(
(
(
(
(
(
(
(
(

A
A
A
A
|
|
|
|
.
|

\
|
A
+
A +
=
(
(
(
(
(
(

(
(
(
(
(
(
(
(
(
(




|
|
|
|
.
|

\
|
A
+
A

k
x q
k
x q
k
x q
k
x q
x
k
h
x q hT
T
T
T
T
T
x
k
h
x
k
2
2
2
2
5
4
3
2
1
' ' '
' ' '
' ' '
' ' '
' ' '
1 1 0 0 0
1 2 1 0 0
0 1 2 1 0
0 0 1 2 1
0 0 0 1
(30)

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15

esempio numerico
Siano:
- L = 0.02 [m]
- q= 1x10
7
[W/m
3
]
- h = 1100 [W/m
2
K]
- T

= 250 [C]
- k = 30 [W/mK]

La soluzione analitica fornisce una distribuzione di temperatura parabolica con:
- T(x=0) - T

= 90.91 [C]
- T
MAX
- T

= T(L/2) = 107.56 [C]



La soluzione numerica, impostata come descritto, fornisce dei valori approssimati della soluzione che
dipendono dal numero di nodi. La soluzione numerica deve convergere alla soluzione esatta allaumentare
del numero di nodi.
In figura 6 riportato landamento dellerrore di calcolo rispetto alla soluzione analitica in funzione del
numero di punti utilizzati per discretizzare il dominio (0, L/2).
Il flusso termico disperso verso lesterno a T

da met lastra pari a (qL/2) = 100000 W/m


2
per unit di
superficie. Per verificare lerrore commesso si calcola il flusso dalla distribuzione di temperatura interna al
solido.
Flusso analitico, dalla (21)
0
' '
=
=
x
V
dx
dT
k q (31)
| |
2 5
/ 10 1
2
' ' '
2
' ' '
' ' m W
L
q
L
k
q
k q
V
= = = (32)
Flusso numerico:
' ' ' '
2 1
V N
q
x
T T
k q =
A

= (33)
Si approssima la derivate prima di T con il rapporto T/x. Si pu calcolare lerrore commesso sul calcolo
del flusso dagli sviluppi in serie di Taylor della soluzione analitica calcolati ad x=x/2 (corrispondente al
nodo 1) e ad x=3x/2 (corrispondente al nodo 2).
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16

Definendo
1
=x/2 e
2
=3x/2, chiamando la temperatura di parete T
w
ed indicando le derivate della
temperatura vera calcolate in x=0 con lapice (T
V
, T
V
, ) si ottiene
' '
2
'
2
1
1 1 V V w
T T T T
o
o + + = (34)
' '
2
'
2
2
2 2 V V w
T T T T
o
o + + = (35)
sottraendo m.a.m. la (34) alla (35)
' '
2
' ) (
2
1
2
2
1 2 1 2 V V
T T T T
o o
o o

+ = (36)
sostituendo le definizioni
1
=x/2 e
2
=3x/2 si ottiene
' ' '
2
1 2 V V
T x xT T T A + A = (37)
x
k
q
xT
x
T T
T
V V
A = A =
A

' ' '


' ' '
1 2
(38)
lerrore nel calcolo del flusso :
x q
x
T T
T k
x
T T
k kT q q
V V N V
A = |
.
|

\
|
A

=
A

+ = ' ' ' ' ' ' ' ' '


1 2 1 2
(39)
lineare con la distanza x tra i nodi della griglia.
Lerrore percentuale riportato (in modulo) in figura 6 si calcola come
' '
' ' ' '
%
V
N V
q
q q
= c (40)
APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
17


Figura 6. Errore percentuale sul calcolo della T
MAX
(linea continua) e sul calcolo del flusso disperso alla parete x=0
(linea tratteggiata) in funzione del numero di punti dello schema numerico.

APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
18

CONDUZIONE IN LASTRA PIANA STAZIONARIA CON GENERAZIONE DI CALORE INTERNA E CONDIZIONI AL
CONTORNO CONVETTIVE
ipotesi:
- regime stazionario
- lastra indefinita in due dimensioni problema 1D (sola variabile x)
- k=k(T)=costante, e le altre propriet termo fisiche costanti



con condizioni al contorno convettive e simmetriche.


dati:
- q=10
7
(W/m
3
), k=30 (W/m K), h=1100 (W/m
2
K), L=0.02 (m), =250 (C).
distribuzione di temperatura analitica:
x (m) 0 0.0022 0.0044 0.0067 0.0089 0.0111 0.0133 0.0156 0.0178 0.0200
T(x) (C) 340.9091 347.4935 352.4317 355.7239 357.3700 357.3700 355.7239 352.4317 347.4935 340.9091


Distribuzione di temperatura analitica nella lastra (sinistra), ed errore percentuale sulla valutazione
numerica del flusso termico convettivo alla parete, rispetto al calcolo analitico, al variare del numero di
nodi utilizzati (destra).
In tabella il valore del flusso termico (in modulo) calcolato numericamente alla parete al variare del valore
dellintervallo spaziale x (m).
APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
19


Barra indefinitamente lunga stazionaria
Sia data una barra a sezione rettangolare (0<x<L, 0<y<H) indefinitamente lunga, soggetta a condizioni di
temperatura imposta su tutti e quattro i lati.
Si vuole calcolare il flusso termico q [W/m] uscente dalla superficie x=0.



Sotto le ipotesi:
- propriet termo fisiche costanti ed omogenee
- regime stazionario
- assenza di generazione di calore interna q
- geometria 2D
Il campo di temperatura nel rettangolo descritto dallequazione di Laplace
0
2
2
2
2
=
c
c
+
c
c
y
T
x
T
(41)
con le condizioni al contorno
T(x,y) T
0

T
b

T
0

T
0

q
y
(L,H)
(0,0) x
APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
20

0
0
0
) , (
) 0 , (
) , (
) , 0 (
T L y x T
T y x T
T y L x T
T y x T
b
= =
= =
= =
= =
(42)

introducendo la variabile = T-T
0
le (41) e (42) diventano
0
2
2
2
2
=
c
c
+
c
c
y x
u u
(43)
0 ) , (
0 ) 0 , (
0 ) , (
) , 0 (
= =
= =
= =
= =
L y x
y x
y L x
y x
b
u
u
u
u u
(44)

Lequazione (43) con le c.c. (44) ha soluzione analitica che si ottiene per separazione delle variabili
1
. Il
campo di temperatura calcolato analiticamente in forma di serie infinita

( ) | |
| |
| |
1 2
) / )( 1 2 ( sin
) / )( 1 2 ( sinh
/ ) ( 1 2 sinh 4
) , (
0
+
+

+
+
=

=
n
H y n
H L n
H x L n
y x
n
b
t
t
t
t
u
u (45)

ed il flusso lineico [W/m] su x=0 pari a

}

= =
+ +
=
c
c
=
0
0 0
)] / )( 1 2 tanh[( ) 1 2 (
1 8
'
n
b
H
x
H L n n
k
dy
x
k q
t t
u u
(46)

Ipotizzando una dimensione in direzione ortogonale al piano (x,y) pari a W, il flusso totale scambiato tra la
base del parallelepipedo (x=0) ed i tre lati a temperatura uniforme per causa della differenza di temperatura

b
pari a
b
Sk W q q u = = ' (47)
con S fattore di forma che dipende solamente dalla geometria

1
Bejan, Heat Transfer, p.97, eq 3.28.
APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
21

=
+ +
=
0
)] / )( 1 2 tanh[( ) 1 2 (
1 8
n
H L n n
W S
t t
(48)
(esistono tabelle
2
che riportano il fattore di forma S per una variet di geometrie in cui siano presenti due
superfici isoterme a diversa temperatura)

soluzione numerica
Lequazione che descrive la distribuzione di temperatura allinterno della lastra
0
2
= V T (49)
che viene discretizzata applicando la (11) con pedice i per la coordinata x e apice j per la coordinata y.
0
2 2
2
1 1
2
1 1
=
A
+
+
A
+
+
+
y
T T T
x
T T T
j
i
j
i
j
i
j
i
j
i
j
i
(50)
da cui si ricava la formula a 5 punti da applicare per i nodi interni al dominio. Nel caso in cui il fattore di
spaziatura reticolare 1 ) (
2
= A A = y x | la temperatura del nodo (i,j) la media aritmetica dei nodi
adiacenti.
) (
4
1
1 1
1 1
+
+
+ + + =
j
i
j
i
j
i
j
i
j
i
T T T T T (51)
Imposizione delle condizioni al contorno:
- sulle linee: si impone una temperatura uguale alla temperatura imposta
- sui vertici: si impone al nodo la temperatura media delle due linee congiungenti

2
Ad esempio: Bejan, Heat Transfer, p.115, Tab 3.3.
APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
22

CONDUZIONE IN BARRA INDEFINITAMENTE LUNGA A SEZIONE QUADRATA, STAZIONARIA
ipotesi:
- regime stazionario
- lastra indefinita in una dimensione problema 2D (sole variabili x,y)
- k=k(T)=costante, e le altre propriet termo fisiche costanti


con condizioni al contorno (tre lati a temperatura imposta ed uno con condizioni di scambio convettive):


dati:
- L=1 (m), x=y=0.25 (m)
- k=1 (W/m K)
- =300 (K), h=10 (W/m
2
K)
- T
S
=500 (K)


Distribuzione spaziale di temperatura nella barra (sinistra) in corrispondenza dei 5x5 nodi della griglia. Convergenza
del valore del flusso lineico q
L
allaumentare del numero di nodi (destra).
APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
23

Conduzione non stazionaria
In regime stazionario non c variazione di energia interna nel corpo studiato, ed il comportamento termico
del mezzo influenzato dal solo valore della conduttivit termica k [W/mK], o in caso particolari dalla sola
geometria (assenza di generazione interna di calore).
In regime non-stazionario il fenomeno termico influenzato principalmente dal valore della diffusivit
termica a=k/c [m
2
/s].
t

c
c
= + V V
T
c q T k ' ' ' ) (
Lequazione generalizzata della conduzione, in mezzi a k costante ed in regime tempo variante diventa
t c
c
= + V
T
c
q
T a
' ' '
2
(57)
La derivata temporale si pu discretizzare in tre differenti modi.
- schematizzazione forward in avanti (metodo esplicito)
t
t t t
t A
A +
~
c
c ) ( ) ( T T T
(58)
- schematizzazione backward allindietro (metodo implicito)
t
t t t
t A
A
~
c
c ) ( ) ( T T T
(59)
- schematizzazione central centrata
t
t t t t
t A
A A +
~
c
c
2
) ( ) ( T T T
(60)

Lastra piana non-stazionaria
Sia data una lastra piana di spessore L [m] indefinitamente estesa, soggetta a condizioni al contorno
convettive h [W/m
2
K], T

[C] su entrambe le facce (x=0 ed x=L), di un materiale isotropo con propriet


termo fisiche costanti ed uniformi. La condizione iniziale sia uno stato di regime ad con una generazione di
calore interna q [W/m
3
].
Si vuole calcolare il campo di temperatura T(x,) allinterno della lastra, osservandone levoluzione per 200s.
La soluzione a regime per T(x,) = T

.
soluzione numerica
Il dominio del problema x=(0,L), =(0,200).
APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
24

Discretizzazione: T=T((i-1)x, (j-1)), e si indica T((i-1)x, (j-1))=T
i
j
.
Lequazione (1) si riduce, sotto le ipotesi di mono-dimensionalit, propriet termofisiche costanti e assenza
di generazione di calore interna
t c
c
=
c
c T
x
T
a
2
2
(61)
Schema esplicito FTCS (Forward Time Central Space)
) 2 (
1 1
2
1
j
i
j
i
j
i
j
i
j
i
T T T
x
a T T
+
+
+
A
=
A

t
(62)
) 2 (
1 1
2
1 j
i
j
i
j
i
j
i
j
i
T T T
x
a T T
+
+
+
A
A
+ =
t
(63)
Le temperature T(x,=0) sono note dalla condizione iniziale e sono imposte ai nodi T
i
j=1
.
Per cui mediante lo schema esplicito lequazione (63) ha una sola incognita, il nodo
1 + j
i
T , che risolubile
singolarmente.
Si definisce
2
x
a Fo
A
A
= A
t
numero di Fourier di griglia.
) ( ) 2 1 (
1 1
1 j
i
j
i
j
i
j
i
T T Fo T Fo T
+
+
+ A + A = (64)
Lo schema esplicito stabile sotto condizione, ossia se Fo1/2. Questo vincolo impone un limite massimo
a legato ai valori di x e della diffusivit.

schema implicito
) 2 (
1 1
2
1
j
i
j
i
j
i
j
i
j
i
T T T
x
a T T
+

+
A
=
A

t
(65)
1
1 1
) ( ) 2 1 (

+
= + A A +
j
i
j
i
j
i
j
i
T T T Fo Fo T (66)
Le temperature T(x,=0) sono note dalla condizione iniziale e sono imposte ai nodi T
i
j=1
.
Mediante lo schema implicito lequazione (66) ha tre incognite, i nodi
j
i
T ,
j
i
T
1
,
j
i
T
1 +
, per cui listante j pu
essere risolto solamente risolvendo contemporaneamente le equazioni relative ad ogni nodo.
Lo schema implicito incondizionatamente stabile per qualunque valore di x e .

APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
25


Figura 10. Nodi utilizzati nel calcolo mediante schema esplicito (sinistra) e mediante schema implicito (destra).

Imposizione delle condizioni al contorno ed iniziale
- condizione iniziale: regime con generazione di calore interna q [W/m
3
]
|
|
.
|

\
|
+ + + =

h
L
x
k
L
k
x q
T x T
2
2
' ' '
) , ( t
- condizioni al contorno: convettive su entrambe le facce, h [W/m
2
K], T

[C]
)) , ( ( ) , (
)) , 0 ( ( ) , 0 (
t t
t
t t
t
L T T h L
T
k
T T h
T
k
=
c
c

=
c
c


(1) (2) (3)
h, T

x
x=0

=0
=
=2
i i+1 i-1 i i+1 i-1
j
j+1
j+2
j
j+1
j+2
APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
26

numericamente si esprimono dal bilancio dellelemento di confine (riportato per il nodo 1, ad x=0, per ogni
istante temporale j).
Nel metodo esplicito:
t

A =
A
+
+

j j
j j j
T T
x c T T
x
k
T T h
1
1
1
1 2 1
) ( ) ( (67)
j j j j j
T T T T
x c
k
T T
x c
h
k
k
x
x
1
1
1 1 2
2
1
) ( ) ( =
A
A
+
A
A
A
A
+

t
(68)

inoti ter
j j j j
incognita
j
T T T Fo T T Fo Bi T
min
1 1 2 1
1
1
) ( ) ( + A + A A =

+
(69)
k
x h
Bi
A
= A il numero di Biot riferito alla lunghezza di discretizzazione x.

Nel metodo implicito
t

A =
A
+

1
1 1
1 2 1
) ( ) (
j j
j j j
T T
x c T T
x
k
T T h (70)
1
1 1 1 2
2
1
) ( ) (

+ = +
A
A

A
A
A
A

j j j j j
T T T T
x c
k
T T
x c
h
k
k
x
x

t
(71)
1
1 1 1 2 1
) ( ) (

+ = + A A A
j j j j j
T T T T Fo T T Fo Bi (88)

noti t
j
incognite
j j
T Fo Bi T Fo T Fo Fo Bi T
.
1
1 2 1
) ( ) 1 (

A A + = A A + A A + (72)

Risoluzione con schema esplicito
Si calcola la distribuzione di temperatura iniziale dalla (21) e si ottengono le
1
i
T .
Per ogni istante successivo generico j si calcolano direttamente
- i punti al contorno i=0 (x=0), i=N (x=L) con la (69)
- i punti interni (i=2N-1) con la (64)

Risoluzione con schema implicito
Si calcola la distribuzione di temperatura iniziale dalla (21) e si ottengono le
1
i
T .
APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
27

Per ogni istante successivo va risolto un sistema di N equazioni in N incognite formato da: N-2 equazioni
(66) e dalle due condizioni al contorno (72)
] [ ] [ ] ][ [
1
F T T A
j j
+ =

(73)
Dove F un vettore che contiene le forzanti, ossia le condizioni al contorno ed eventualmente la generazione
interna di calore.
In forma matriciale lavanzamento di uno step temporale si presenta come
(
(
(
(
(
(

A A
A A
+
(
(
(
(
(
(

=
(
(
(
(
(
(

(
(
(
(
(
(

A A + A + A
A A + A
A A A + A +

FoT Bi
FoT Bi
T
T
T
T
T
T
Bi Fo Fo Fo
Fo Fo Fo
Fo Bi Fo Fo
j
N
j
i
j
j
N
j
i
j



0
1 0 0 0
0 2 1 0
0 0 0 1
1
1
1
1 1

(74)

APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
28

esempio numerico
Siano:
- L = 0.02 [m]
- q= 1x10
7
[W/m
3
]
- h = 1100 [W/m
2
K]
- T

= 250 [C]
- a = 5 10
-6
[m
2
/s]
- =0200 s
Condizione Iniziale: regime stazionario con generazione di calore q. Da =0, q=0.
Dalla condizione di partenza (calcolabile analiticamente) il profilo di temperatura evolver verso lisotermia
a temperatura T
.

Figura 11. Evoluzione temporale del profilo di temperatura calcolato con metodo esplicito (sinistra) Evoluzione
temporale della temperatura massima (destra).

Figura 12. Profilo di temperatura calcolato con metodo esplicito dopo t=4s. Fo=0.500 (sinistra) , Fo=0.505
(destra).
APPUNTI DI: METODI NUMERICI PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI DI CONDUZIONE TERMICA
Trasmissione del Calore - 2010
29

CONDUZIONE IN LASTRA PIANA CON GENERAZIONE DI CALORE INTERNA E CONDIZIONI AL CONTORNO CONVETTIVE,
TEMPOVARIANTE
ipotesi:
- lastra indefinita in due dimensioni problema 1D+1D (sola variabile spaziale x + variabile temporale )
- k=k(T)=costante, e le altre propriet termo fisiche costanti


con condizioni al contorno convettive e simmetriche.

e con condizione iniziale:distribuzione a regime per q=10
7
.

dati: q=2x10
7
(W/m
3
), k=30 (W/m K), a=5x10
-6
(m
2
/s), h=1100 (W/m
2
K), L=0.02 (m), =250 (C).

time (s) 1 2 3 4 5
0 340.91 348.20 353.41 356.53 357.58
0.3125 341.43 348.72 353.93 357.05 358.10
0.6250 341.93 349.24 354.45 357.58 358.62
0.9375 342.41 349.76 354.97 358.10 359.14
1.2500 342.89 350.27 355.49 358.62 359.66
431.82 446.40 456.82 463.07 465.15
nodo 1 2 3 4 5

Evoluzione temporale del profilo di temperatura (sinistra) e del nodo centrale (destra) per Fo=0.25.
In tabella levoluzione temporale dei primi 5 nodi nei primi 5 step. Se si allinterno del campo di stabilit la distribuzione tende alla
soluzione analitica a regime.

Profili di temperatura dopo 8s al variare di Fo nei pressi del limite di stabilit (Fo=0.5).