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Francesco Lamendola LA SCOPERTA ANTARTICA DI HUI-TE-RANGI-ORA Una epopea polinesiana sulla ro a del Polo Sud

(Articolo pubblicato sul volume 2, giugno 1988, de "Il Polo", rivista trimestrale dell'Istituto Geografico Polare "silvio avatti", pp! 12"#$%!

INTRODUZIONE. In questa monografia si tenta di ricostruire uno dei capitoli pi affascinanti e meno conosciuti della storia delle esplorazioni geografiche il !iaggio che il na!igatore polinesiano "ui#Te#Rangi#Ora a!re$$e compiuto da %.&'' a %.('' anni fa) spingendosi da Rarotonga) nelle Isole *oo+) fino alle soglie del continente antartico. Diciamo ,a!re$$e, compiuto perch- l.impresa / narrata dalla tradizione orale di quell.isola e nessun elemento di pro!a tangibile potr0 essere addotto per confermarla.. 1iamo dunque nel campo delle ipotesi. Esistono per2 delle ragioni positi!e # che in queste pagine cercheremo di illustrare # per considerare le tradizioni di Rarotonga con la massima seriet0. 3nzi) dopo a!er !agliato attentamente la questione) siamo giunti alla conclusione che il !iaggio di "ui#Te#Rangi#Ora fu certamente possi$ile) pur ri!estendo carattere di assoluta eccezionalit0 rispetto agli altri grandi !iaggi polinesiani) tutti effettuati nei caldi mari tropicali del 4acifico. E oltre che possi$ile) forse addirittura pro$a$ile ma su ci2 giudicher0 il lettore. *erto / che l.epopea marinara di "ui#Te#Rangi#Ora e dei suoi ardimentosi compagni) i cui nomi sono caduti nell.o$l5o) ri!oluziona tutte le nostre certezze sulla storia dell.esplorazione antartica. 1econdo la cronologia uni!ersalmente accettata dagli studiosi occidentali) l.3ntartide fu a!!istata per la prima !olta nel %6&' dall.inglese E. 7ransfield 8%9) mentre il primo s$arco sulla terraferma e$$e luogo solo nel %6:; ad opera del capitano nor!egese <. =ristensen 8Za!atti) %:>(9. Il !iaggio di "ui#Te#Rangi#Ora si colloca in!ece nel ?II od ?III secolo dell.era !olgare@ e anche se il na!igatore polinesiano non pot- a!!istare il continente
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australe) perch- fermato dalla $arriera di ghiaccio) la sua impresa ci riporta indietro di almeno mille anni rispetto alle prime spedizioni antartiche di 7ou!et de <ozier) =erguelen#Tr-marec e *oo+. 8&9 Ai0 solo per questi raffronti essa pu2 sem$rare incredi$ile ma $isogna tener conto che i 4olinesiani) percorrendo la sterminata distesa del 4acifico fino all.isola di 4asqua e) molto pro$a$ilmente) fino alle coste americane 87uc+) %:B%9) si ri!elarono i pi !alorosi na!igatori d.ogni tempo) al punto da far impallidire le imprese dei ?ichinghi e dei Cenici. Duesti ultimi furono essenzialmente dei na!igatori costieri quelli furono signori delle immensit0 oceaniche. 3nche per la storia dell.3ntartide) del resto) siamo in realt0 $en lungi dal possedere un quadro esauriente e pri!o d.interrogati!i. 1appiamo che in lontane epoche geologiche quel continente) per la di!ersa posizione del 4olo) godette di un clima temperato e perfino su$# tropicale 8Eegener) %:>B9. Oggi per2 si / accertato che la fine di quelle condizioni climatiche sopraggiunse molto pi tardi di quanto un tempo si crede!a) addirittura alle soglie del.epoca storica. <a spedizione antartica italiana del %:>B) guidata da Renato *epparo) ha scoperto nell.isola di =ing Aeorge 81hetland 3ustrali9 una foresta fossile che ancora %&.''' anni or sono ricopri!a quelle terre ora desolate 833. ??.) %66(9 Teoricamente) dunque) non solo le piante superiori) ma anche l.uomo # pro!eniente dal non lontano 1ud 3merica # a!re$$e potuto sta$ilirsi nell.3ntartide) prima che la morsa dei ghiacci si stringesse definiti!amente. 8F9 4ro!e concrete) per ora) non !e ne sono tutta!ia il capitano *. 3. <arsen rin!enne sull.isola 1eGmour) nel %6:F) ;' palle di argilla poggiate su colonnine della stessa materia e disse che ,esse a!e!ano tutta l.apparenza di essere state fatte da mani umane,. 8*aras) %:B() p. %>9 *he dire) poi) della cosiddetta carta di 4iri Reis) raffigurante le coste antartiche come do!e!ano apparie ;.''' anni fa) non solo li$ere dai ghiacci) ma anche pullulanti di na!iH 8*aras) %:B(9. <.impresa nautica di "ui#Te#Rangi#Ora non costituisce) dunque) un enigma isolato@ essa / uno dei molti misteri che a!!olgono il pi misterioso dei continenti) l.3ntartide. <a ricostruzione che ne a$$iamo tentata in queste pagine / scientifica) poich-) fatto sal!o il carattere ipotetico di essa) si $asa su elementi !erifica$ili) quali la direzione dei !enti e delle correnti marine) il corso del 1ole alle alte latitudini australi) l.esame rigoroso degli elementi contenuti nelle tradizioni di Rarotonga. E tutta!ia il quadro che ne risulta pare uscito da un poema epico dell.antichit0) n- potre$$e essere di!ersamente) !isto che le modeste peregrinazioni di Ulisse nel Iediterraneo) o addirittura) come pare) originariamente nel 4onto Eusino 8Iar Nero9 84areti) %:;:9) hanno offerto materia al mera!iglioso poema omerico. Dui a$$iamo infatti a che fare con un !iaggio d.alto mare di >.''' chilometri ed oltre) nel mezzo di una natura $en altrimenti grandiosa e sel!aggia. 1ul !iaggio antartico del na!igatore polinesiano non esiste) a quanto ci risulta) una $i$liografia specifica. I pochi studiosi occidentali che se ne sono occasionalmente occupati non hanno sottoposto ad attenta analisi il materiale orale di Rarotonga. In Italia) poi) anche a causa del limitato s!iluippo degli studi etnologici in genere) il nome di "ui# Te#Rangi# Ora) / ai pi perfettamente sconosciuto. Duesta monografia# che) pur nella sua $re!it0) costituisce il risultato di molti anni di ricerche # !uole quindi colmare una lacuna. Non solo !uole far presente al lettore occidentale che la storia delle esplorazioni geografiche non fu monopolio degli Europei. 1e
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i li$ri affermano questo) ci2 / do!uto al fatto che il li$ro non / un !eicolo imparziale della cultura) ma / il !eicolo della cultura occidentale. Esistono altre culture ed esistono altri !eicoli culturali) come) ad esempio) i racconti orali dei !ecchi di Rarotonga. Ed esistettero molti altri Ulisse) anche se non ci fu un Omero a cantarne # ma soprattutto a scri!erne # le imprese. <3 1*O4ERT3 3NT3RTI*3 DI "UI#TE#R3NAI#OR3. Una concezione angusta e presuntuosa del sapere ha indotto per secoli gli Europei a sopra!!alutare il proprio apporto alla ci!ilt0 mondiale e a disconoscere o ignorare il contri$uto degli altri popoli) specialmente di quelli a cultura etnologica 8i cosiddetti ,primiti!i,9. Nella storia delle esplorazioni geografiche la prospetti!a ,eurocentrica, ha fatto s5 che ,scoperta, e ,scoperta da parte degli Europei, di!enissero sinonimi. Nel caso della scoperta del continente americano) per esempio) la discussione sulla priorit0 si limita a *olom$o) ai ?ichinghi) e) magari) ai Cenici 8Cinzi) %:>:9@ nessuno per2 ha mai posto in du$$io che l.unica possi$ile forma di scoperta dell.3merica sia stata quella pro!eniente da Est) attra!erso l.3tlantico. Eppure nel (:: d. *. pare che un monaco $uddhista di nome "ui#1ien a$$ia raggiunto la costa canadese del 4acifico) partendo dalla *ina) a $ordo di una fragile giunca 8De <a Ronci/re) %:;69. <o pro!ere$$ero alcune monete della dinastia Tai) rin!enute nel %6>B presso?ancou!er) nonch- le informazioni raccolte nel %>B% da uno studioso francese # il De Auignes # sulla $ase degli archi!i cinesi 8Za!atti) %:B>9. 4erch-) dunque) la scoperta dell.3merica / considerata tale solo se fatta dai popoli del ?ecchio *ontinente) mentre perde ogni interesse se effettuata partendo da O!est) cio/ dall.3siaH E si potre$$ero cirtare molti altri casi del genere. ?ogliamo ora occuparci di un capitolo tra i pi affascinanti e tra i meno conosciuti della storia delle esplorazioni del !iaggio compiuto intorno al ?II o all.?III secolo da un na!igatore polinesiano) "ui#te#Rangi#Ora) fino alle solitudini antartiche. ?iaggio che purtroppo # diciamolo su$ito # non sar0 forse mai possi$ile pro!are con assoluta certezza@ e che tutta!ia) se riconosciuto come !erosimile o addirittura comre pro$a$ile) non potr0 non ri!oluzionare le nostre idee sulla storia delle esplorazioni antartiche. <a nostra indagine prende le mosse da un.isoletta posta nell.arcipelago polinesiano delle *oo+ Rarotonga. I suoi a$itanti sono) nella !asta area dell.Oceano 4acifico) quelli che !antano le pi antiche genealogie 8insieme a gli isolani delle "aJaii e a quelli delle Isole Iarchesi. In tutta la 4olinesia # e con la sola eccezione dell.isola di 4asqua 8(9) la scrittura era ignota prima dell.arri!o degli Europei) e tutte le storie relati!e alle antiche migrazioni degli antenati erano affidate al ricordo e alla trasmissione orale. Il computo del tempo era fatto adoperando le generazioni come unit0 di misura. 1i capisce) quindi) come una datazione precisa risulti oggi) specie per gli a!!enimenti pi remoti) piuttosto difficile di qui le differenze di cronologia) a !olte note!oli) cui per!engono gli etnologi studiando il medesimo e!ento. <a tradizione orale di Rarotonga narra del !iaggio compiuto da un na!igatore di nome "ui#Te#Rangi#Ora 8;9) # o) secondo un.altra grafia) .Ui#te#rangiora #) il quale salp2 in
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direzione 1ud al comando della piroga &e"Ivi"o"Atea. 8B9 <a data del !iaggio) per le ragioni !iste poc.anzi) / incerta pro$a$ilmente !a collocata fra il ?II e l.?III secolo. 8>9 3 quell.epoca molti arcipelaghi orientali e settentrionali della 4olinesia non erano ancora a$itati perch- sconosciuti. <e isole Tonga e le 1amoa) per esempio) erano popolate almeno dal ;'' a. *.) ma Tahiti non !enne scoperta che !erso il &'' d. *.) e le "aJaii accolsero il primo insediamento umano solo nel %.''() come indica il radiocar$onio 8EmorG) %:B(9. I !iaggi d.alto mare) in cerca di nuo!e sedi per la eccedente popolazione polinesiana) ersano dunque nella loro epoca aurea. 3l contrario) quando gli Europei penetrarono in forze nel sud 4acifico) essi non erano pi che un pallido ricordo. I 4olinesiani si erano sedentarizzati perfino dei !alorosi marinai come i Iaori a!e!ano a$$andonato del tutto la na!igazione d.altura) e le $asi economiche della loro societ0 si erano spostate dalla pesca all.agricoltura. 869 Il cele$re etnologo 4eter 7uc+) figlio di un neozelandese $ritannico e di una principessa maori 8il suo nome indigeno era Te Rangi "iroa9) !isit2 Rarotonga nel %:': 8per tornare poi alle Isole *oo+ !ent.anni dopo9 e pot/ raccogliere dalla !i!a !oce degli anziani il racconto relati!o a quel !iaggio stupefacente. Egli stesso) per2) do!ette constatare che nelle genealogie di Rarotonga compari!ano taluni elementi di origine du$$ia) pro$a$ilmente interpolati dopo l.arri!o degli Europei. *i2 significa che il materiale storico offerto dalle tradizioni orali de!e essere !agliato con attenzione e non pu2 !enire accolto in toto acriticamente. Nel caso che ci interessa) d.altra parte) non si !ede in $ase a quale criterio sia possi$ile metterne in du$$io la sostanziale autenticit0. Duale ragione pote!ano a!ere gli anziani di Rarotonga per in!entare un fatto cos5 fuori del comune e) come !edremo) cos5 preciso) pur nella descrizione di particolari assolutamente estranei alla loro sfera a$ituale d.esperienzaH ?ennero forse influenzati da qualche racconto dei $alenieri o dei cacciatori di foche) che nel KIK secolo frequenta!ano intensamente gli arcipelaghi polinesiani) facendone le $asi di partenza per le loro $attute di pesca !erso il lontano 1udH L possi$ile) naturalmente. Tutta!ia) / lecito mettere in du$$io un fatto storico in $ase a una teoria non meno indimostra$ile del fatto medesimoH *iteremo a questo proposito il parere di uno dei massimi esperti di questioni polari) ed esploratore polare egli stesso) purtroppo recentemente scomparso 1il!io Za!atti. Nell.ormai lontano %:>;) in risposta al quesito postogli da chi !i sta ora parlando circa il !iaggio di "ui#Te#Rangi#Ora) egli scri!e!a testualmente ,Ii dispiace di non poterle dare indicazioni pi ampie sul !iaggiatore polinesiano. Non esistono naturalmente la!ori storici) ma soltanto leggende di quel popolo nelle quali si ricorda quel !iaggio. Il du$$io espresso nel quadro cronologico 8:9 / dato dal fatto che / un po. incredi$ile che con una piroga dell.epoca sia stato possi$ile un tale !iaggio. 'a non ( neppure da escludere), 8%'9 Ia esaminiamo da !icino gli elementi principali contenuti nel racconto relati!o al !iaggio di "ui#Te#Rangi#Ora. Essi si riducono a sei %9 la tra!ersata del mare detto Tai#rua#+e+o) e l.a!!istamento degli scogli che sorgono da esso@ &9 i ,lunghi capelli, fluttuanti sulla superficie delle onde@ 3) il mare trasformato in una !astissima distesa di pia) quasi una specie di schiuma $ianca@
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(9 l.animale misterioso capace di tuffarsi nelle profondit0 oceaniche@ ;9 l.arri!o in una regione $uia) non pi illuminata dal 1ole) e infine B9 il mare costellato di ripidi scogli $ianchi) dalle pareti nude e totalmente pri!e di !egetazione. Tutti gli altri elementi utili alla ricostruzione del !iaggio de$$ono essere dedotti da questi a cominciare dal fatto che la ,scoperta, di "ui#Te#Rangi#Ora non and2 perduta e che la sua piroga fece felicemente ritorno in patria) raddoppiando la gi0 lunghissima distanza di oceano aperto percorsa nel !iaggio di andata. Duesti sei tratti salienti della tradizione orale non appaiono di troppo difficile interpretazione. I ,lunghi capelli fluttuanti, furono e!identemente delle masse pi o meno estese di alghe $rune alla deri!a sul mare. Esse sono caratteristiche delle acque fredde) e ci2 spiega il fatto che nessuno a $ordo della &e"Ivi"o"Atea le a!esse mai !edute prima) nelle acque familiari delle isole *oo+. <a !asta distesa di pia o arro*root # una pianta alimentare ricca di amido) il cui nome scientifico / &acca pinnatifida 87iasutti) %:(%) p. &'9 # era il mare ghiacciato della $anchisa o di qualche icefield! 8%%9 <.animale capace di tuffarsi nelle acque profonde do!e!a essere il leone marino 8%&9) o l.elefante di mare 8'irounga leonina9) oppure il leopardo di mare 8+,arurga leptoni-9 semprech/) naturalmente) non si trattasse di un pinguino. Tutte queste specie sono assenti nelle acque calde) tropicali delle Isole *oo+@ manca!a dunque ai na!igatori polinesiani la possi$ilit0 di descri!ere il misterioso animale pi dettagliatamente. 4er essi gli a$itanti del mare erono) o!!iamente) solo i pesci 8includendo in questo termine anche i cetacei e i delfini9 il concetto di mammifero pinnipede non rientra!a in alcuna realt0 loro nota. Duanto al ,luogo oscuro,) nel quale non si scorge!a il disco del 1ole) si tratta chiaramente della lunga notte antartica. E gli alti scogli $ianchi e pri!i di !egetazione non possono esser stati che degli icebergs del Iare di Ross) alla deri!a !erso il settentrione. 3$$iamo lasciato per ultima la questione relati!a al punto %) cio/ alla tra!ersata del mare Tai#rua#+o+o e all.a!!istamento) in esso) di alcuni scogli. <a questione non / secondaria. 1e !ogliamo cercar di ricostruire la pro$a$ile rotta seguita dalla piroga polinesiana) do$$iamo cercare di identificare quegli scogli. Tale identificazione / necessaria per sta$ilire il meridiano seguito dalla &e"Ivi"o"Atea nella sua rotta !erso il 1ud. 4er la latitudine raggiunta prenderemo in!ece in esame i punti F) ; e B. *irca il mare chiamato Tai#rua#+o+o dalle tradizioni degli indigeni di Rarotonga) 4eter 7uc+ ritiene di poterlo identificare) in!ero genericamente) come ,il mare a 1ud di Rapa, 87uc+) %:B%9. Rapa sare$$e Rapa Iti) la pi meridionale delle Isole 3ustrali o Tu$uai 8IassaMoli) %:B;9) che a loro !olta costituiscono l.arcipelago pi meridionale della 4olinesia. 4ro$a$ilmente il 7uc+ usa la parola ,1ud,) in senso piuttostro lato) poich- Rapa / piuttosto a 1ud#est di Rarotonga precisamente) a %((N di longitudine O!est e &>NF6. di latitudine 1ud) mentre Rarotonga / sfiorata dal %B'N meridiano di longitudine O!est e dal &%N parallelo di latitudine 1ud circa.
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1e dunque "ui#te#Rangi#Ora !olse la prora direttamente !erso 1ud) non pass2 per ,il mare a 1ud di Rapa,) $ens5 per il mare a O!est e 1ud#o!est di Rapa. Duesta sem$ra essere appunto l.ipotesi a!anzata da un altro eminente studioso anglosassone) Elsdon 7est. Nel %:%6 il 7est realizz2) a conclusione di una serie di studi sugli antichi na!igatori polinesiani) una carta dei !iaggi d.esplorazione nell.Oceano 4acifico prima dell.arri!o degli Europei. *ompilata per la Aeographical 1ocietG di NeJ Oor+) essa !enne pu$$licata dalla Geograp.ical /evie* per illustrare un dotto articolo intitolato Pol,nesian navigators. 87est) %:%69 In essa / raffigurata la rotta ipotetica della &e"Ivi"o"Atea) che da Rarotonga punta in linea retta !erso 1ud#1udest) oltrepassando il ;'N parallelo di latitudine 1ud all.incirca all.incrocio col %;BN meridiano di longitudine O!est. 4roprio qui) tutta!ia) sorgono le prime gra!i difficolt0. 3ttra!ersando il mare Tai#rua#+o+o il nostro na!igatore e i suoi compagni !idero emergere dall.acqua alcuni scogli questo dice la tradizione relati!a al suo !iaggio. Ora) se noi prendiamo in esame una carta dell.Oceano 4acifico) constatiamo su$ito che a 1ud delle Isole *oo+ 8e anche delle Tu$uai9 non !i sono che due gruppi di scogli in tutta la !asta distesa del mare gli "aGmet Reef 8approssimati!amente a %B'N di longitudine O!est e a &BN di latitudine 1ud9) quasi sullo stesso meridiano di Rarotonga) e il ,festone, Eachussett 1hoal#R-cif Ernest <egou!-# Iaria Theresa Reef 8%F9) che si estende a circa %;%N di longitudine O!est e fra i F&N e i F>N di latitudine 1ud. 8%(9 1i tratta di scogliere coralline a fior d.acqua) assai pericolose per la na!igazione) smarrite a centinaia e centinaia di chilometri dalla pi !icina terra emersa. 1e da!!ero il fragile scafo di tronco d.al$ero della &e"Ivi"o"Atea si tro!2 a passar!i nel mezzo) do!ette correre un gra!e rischio i $anchi di corallo semisommersi sare$$ero stati in grado di tagliarlo come una lama di coltello che si affondi nel $urro. Non / strano) quindi) che le memorie del !iaggio non si siano scordate di tramandare il particolare degli scogli. Ia quale dei due distinti gruppi di frangenti) tra loro lontanissimi) sfior2 la piroga di "ui# Te#Rangi#Ora quelli occidentali o quelli sud#orientaliH L importante cercare di sta$ilirlo) se !ogliamo ricostruire) sia pure approssimati!amente) la rotta di quell.antico !iaggio oceanico. Nessun.altra isola) nessun altro punto di riferimento sta$ile potre$$e !enirci in aiuto) per la semplice ragione che fra quelle scogliere e il lontanissimo continente di ghiaccio non !./ nulla all.infuori del mare. <o studio delle correnti marine e dei !enti in quella zona dell.Oceano 4acifico mostra che giusto all.altezza di Rarotonga la *orrente Equatoriale del 1ud compie una con!ersione in direzione 1ud#est) scende all.incirca lungo il %B'N meridiano di longitudine O!est e de!ia di altri dieci gradi !erso <e!ante) passando al di sopra del %;'N parallelo. 8%;9. *i2 significa che una im$arcazione a !ela) uscendo dal porto di 3!arua) sulla costa settentrionale di Rarotonga) e doppiando l.isola in direzione 1ud) !iene sospinta a 1ud#est 8%B9 e passa dapprima accanto agli "aGmet Roc+s) indi sfila attra!erso il ,pettine, costituito dall.allineamento 1ecche Eachussett# 1cogli Ernest <egou!-# 1cogli Iaria Teresa. Duali di questi ultimi "ui#te#Rangi#Ora a$$ia a!!istato esattamente) / impossi$ile precisare@ ma l.importante / a!er ricostruito questa prima parte della rotta della &e"Ivi"o" Atea!
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1u$ito dopo) scampato al pericolo dei frangenti) il na!igatore polinesiano do!ette affrontare la parte forse pi dura della sua tra!ersata i ,quaranta ruggenti,. *on questo nome / nota ai marinai di tutto il mondo quella fascia di mare eternamente tempestoso che corre lungo il quarantesimo parallelo di latitudine 1ud 8Dumas) s. d.9. I !enti dell.O!est spazzano tali latitudini con !iolenza) poich- nessuna terra emersa ne frena la corsa per migliaia e migliaia di chilometri 8*ole) %:B&9. <e onde possono qui raggiungere altezze enormi. Na!igatori a !ela dei nostri giorni affermano che nel 4acifico meridionale hanno !eduto le onde pi alte del mondo 8AuzzJell) %:>%9. Duanto alte) esattamenteH Non sempre si pu2 dare credito ai racconti dei marinai relati!i a queste montagne d.acqua) poich- so!ente essi sono influenzati da fattori psicologici ed emoti!i. Tutta!ia) se studiosi come l.3lmagi0 affermano che # in linea generale # onde oceaniche dell.altezza di %; metri de!ono essere considerate del tutto eccezionali 83lmagi0) %:B%9) osser!azioni scientificamente precise hanno dimostrato l.esistenza di onde alte && metri e) pro$a$ilmente) anche di pi. 8*arrington) %:>%9 <ungo i ,quaranta ruggentiP del 4acifico) poi) / stato osser!ato che un !eliero in mezzo alla tempesta non pu2 considerarsi al sicuro nemmeno se mano!rato con somma perizia) perch- anche le onde che lo in!estono di poppa # e non solo quelle di tra!erso # sono in grado di disal$erarlo ed inondarlo d.acqua. 8AuzzJell) %:>%9 4ossiamo tentare di immaginarci come la &e"Ivi"o"Atea a$$ia paurosamente rollato e $eccheggiato su quei giganteschi ca!alloni) che la solle!a!ano come un fuscello. 1i tratta!a quasi certamente di una piroga doppia) costituita da due scafi legati tra loro e uniti da una piattaforma) del tipo comunemente adoperato dai polinesiani per aumentare la sta$ilit0 delle loro im$arcazioni durante le lunghe tra!ersate in mare aperto. 3!e!a un al$ero 8con una !ela9@ forse anche due o perfino tre) se era del tipo pi grande. *ertamente i carpentieri di Rarotonga ne a!e!ano rialzato i $ordi con assi di riparo contro le ondate) e uguale protezione a!e!ano predisposto per gli spazi prodiero e poppiero) o!e si tene!a acceso il fuoco per tutta la durata del !iaggio. Ia / !erosimile che nella tra!ersata dei Qquaranta ruggentiP tutte queste precauzioni non siano state sufficienti lRacqua a!r0 inzuppato la sa$$ia su cui era acceso il fuoco) spegnendolo@ il fondo dei due canotti sar0 stato allagato) al punto da costringere tutto il numeroso equipaggio ad aggottare freneticamente con le s0ssole e con qualunque altro recipiente disponi$ile Ia la $ella prora in legno scolpito riusc5 alfine a superare la zona critica) e dai Qquaranta ruggentiP sci!ol2 !erso i Qcinquanta ululantiP) relati!amente meno $urrascosi. 3 questo punto la piroga di "ui#Te#Rangi#Ora) che do!e!a tro!arsi S molto approssimati!amente S a circa %('N di longitudine O!est e oltre i ('N di latitudine 1ud) si !ide afferrata dalla cosiddetta *orrente 3ntartica) il cui flusso 8come quello dei !enti pre!alenti9 corre su un ampio fronte !erso Est) pro!eniente dalle Isole 7ountG e degli 3ntipodi. <a situazione) a $ordo) non do!e!a essere facile. Da quando a!e!ano perso di !ista la !etta !ulcanica della loro $ella isola 8%>9) i marinai di Rarotonga non a!e!ano pi a!!istato terra da settimane. *ol fuoco spento era !enuta meno la possi$ilit0 di consumare dei pasti caldi) mentre # al contrario # la temperatura dellRaria e dellRacqua si face!a sempre pi fredda. 3$ituati al clima tropicale delle Isole *oo+) essi soffri!ano il freddo e non dispone!ano)
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come pi tardi i loro consanguinei Iaori della Nuo!a Zelanda e Ioriori delle Isole *hatham # terre ancora sconosciute 8%69 #) delle calde !esti in fi$ra di lino con le quali ripararsi. 4ro$a$ilmente indossa!ano !esti in fi$ra di aute) del tutto inadatte a proteggerli dalle rigide temperature su$antartiche. Corse) "ui#Te#rangi#Ora e i capi su$alterni a!ranno a!uto mantelli cerimoniali di pelle di cane ri!estiti di piume che) ri!oltati allRinterno) offri!ano una certa difesa@ nella Nuo!a Zelanda essi sono in uso ancor oggi. 8%:9 Ia) nel complesso) lRequipaggio soffri!a molto per il costante a$$assamento della temperatura. ?erso do!e sta!ano andandoH 3nche ammesso che disponessero di scorte alimentari in a$$ondanza) non saranno stati presi dallRinquietudine e dallo scoraggiamento) !edendo che si face!a sempre pi tenue la speranza di a!!istare una terra ospitaleH 1e erano partiti) comR/ pro$a$ile) per cercare nuo!e isole da colonizzare) il grigio mare tempestoso e i giganteschi icebergs alla deri!a 8&'9) che ora incomincia!ano ad apparire) li a!ranno con!inti che lo scopo iniziale del !iaggio do!e!a considerarsi fallito. E che a!ranno detto le donne) che cosa i $am$ini im$arcati sulla grande piroga) dato che si tratta!a pur sempre di una spedizione di colonizzatori e non di semplici QesploratoriPH Noi sappiamo $ene) dal diario di $ordo di *ristoforo *olom$o) che cosa significa na!igare nellRignoto per giorni e settimane) senza mai indizio di terra) stretti dallRangoscia di perdersi nelle immensit0 dellRoceano) senza pi la certezza del ritorno a casa. 4erch-) dunque) non tornarono indietroH Iolto pro$a$ilmente furono le correnti e) forse) le tempeste a spingerli a!anti. Inoltre) i !enti a quella latitudine sono moltoi incostanti # $ench/ in generale pre!algano quelli da 4onente # sicch/ la &e"Ivi"o"Atea pu2 essere stata trascinata a zig#zag) suo malgrado) sempre pi a 1ud. Cin do!e si spinse la piroga di quei coraggiosi 4olinesianiH 4er rispondere a questa domanda) $isogna che ci rifacciamo specialmente ai punti F) ; e B della tradizione relati!a al !iaggio. Dal punto B) risulta che "ui#Te#Rangi#Ora e i suoi compagni a!!istarono degli icebergs. Duesto / per2 un dato troppo !ago) poich- il limite equatoriale dei ghiacci galleggianti 8d.altronde !aria$ile anche di molto) dalla stagione esti!a a quella in!ernale) da un anno all.altro9 non / facilmente defini$ile. *erto / che mentre a 1ud della Nuo!a Zelanda solo in casi eccezionali gli icebergs superano # e di poco # i ;'N di latitudine 1ud) ad Est dell.arcipelago si spingono fino alla latitudine di *hristchurch) cio/ a circa (FN di latitudine 1ud. Ora) che "ui#te#Rangi#Ora a$$ia oltrepassato) e di molto) questa latitudine) / pro!ato da quel che dice la tradizione circa il mare simile ad una distesa di pia! 1e poi la piroga del nostro na!igatore giunse fino alla $anchisa 8&%9) allora / fuori di du$$io che essa) in qualche modo) super2 la *orrente 3ntartica) tagliandola o$liquamente) per spingersi fino alle alte latitudini. <a $anchisa 8che solo nelle regioni artiche prende il nome di pac09) nei mesi di fe$$raio#marzo non si spinge) in media) oltre il *ircolo 4olare 3ntartico 8&&9) mentre in agosto#settem$re) all.epoca # cio/ # della sua massima a!anzata) nella zona chea noi qui interessa) risale anche oltre il B'N parallelo di latitudine 1ud. 8&F9 1are$$e logico pensare che la &e"Ivi"o"Atea a$$ia salpato l.ancora da Rarotonga nella stagione esti!a dell.emisfero australe 8settem$re# marzo9) $ench- nelle isole *oo+) a soli &' gradi dall.Equatore) i nostri na!igatori non do!essero a!ere un concetto chiarissimo delle !ariazioni climatiche stagionali) almeno in termini di escursione termica. 8&(9 ?edremo
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in!ece pi a!anti che il !iaggio fu intrapreso) pi pro$a$ilmente) nel periodo in!ernale) cio/ dopo il mese di marzo. 8&;9 Il primo dato certo che possediamo / che la piroga di "ui#Te#Rangi#Ora si spinse) in ogni caso) al di l0 del ;;N parallelo di latitudine 1ud.Duesta certezza ci deri!a dal fatto che nel racconto del !iaggio) tramandato a Rarotonga) si dice che la piroga) a un certo punto) raggiunse una regione a!!olta dall.oscurit0. E questa / la pro!a che scese a$$astanza a 1ud da !edere la notte polare. Osser!iamo lo schizzo relati!o al corso del 1ole) nei !ari periodi dell.anno) all.isola Iacquarie) nel gruppo omonimo 8illustrazione a pag. && dell.articolo originale9. Duesta isola su$antartica emerge a circa %.''' chilometri dalla punta meridionale della Nuo!a Zelanda e a %.B'' dalla Tasmania la sua posizione astronomica / ;(N('. di latitudine 1ud e %;:N(;. di longitudine Est. 8&>9 *ome risulta dallo schizzo) in nessun giorno dell.anno il 1ole scende al di sotto dell.orizzonte per &( ore consecuti!e anche nella giornata pi corta) il &% giugno 8il nostro solstizio d.estate) corrispondente nell.emisfero 1ud al solstizio d.in!erno9) esso descri!e un sia pur $re!e arco di alcune ore di luce. Ne consegue che il nostro na!igatore) per giungere a non !edere pi il le!ar del 1ole) do!ette spingersi nettamente oltre il parallelo dell.isola Iacquarie. Cino a do!eH Nella notte esti!a australe la luce del 1ole non scompare mai del tutto. Infatti) quando si !i!e oltre i circoli polari la transizione fra il giorno continuo e la notte continua / graduale. E lo stesso chiarore diuffuso caratterizza la lunga notte dell.estate $oreale) fin presso il 4olo Nord. 8&69 Do$$iamo perci2) forzatamente) porre la seguente alternati!a o il !iaggio di "ui#Te# Rangi#Ora e$$e luogo in estate) e allora) per penetrare nella notte antartica) egli do!ette toccare latitudini incredi$ilmente alte) ossia $en oltre il *ircolo 4olare. Oppure il !iaggio e$$e luogo d. in!erno 8periodo da marzo a settem$re9) e allora i na!igatori polinesiani poterono ammirare la notte polare anche tro!andosi assai pi a Nord forse poco oltre il B'N parallelo. Noi propendiamo per la seconda ipotesi. Troppi ordini di fattori si oppongono all.idea che la &e"Ivi"o"Atea sia potuta penetrare fin dentro il Iare di Ross) s$arrato # anche nella stagione esti!a # da una !astissima $anchisa) e disseminato di enormi icebergs ta$ulari. L pi pro$a$ile che essa non sia scesa molto al di sotto del B'N parallelo) al massimo fin presso il *ircolo 4olare@ e l5) per poter !edere la notte antartica) do!e!a essere in!erno. Ricordando quanto s./ detto circa il permanere del 1ole tutto l.anno sopra l.orizzonte fino al ;(N parallelo) do$$iamo dunque ammettere che "ui#Te#Rangi#Ora do!ette a!anzare fino a un punto imprecisato compreso fra i ;;N ed i BBN di latitudine 1ud. 8&:9 1ia pure con qualche difficolt0) la sua piroga pot/ tro!are il mare ancor li$ero dai ghiacci a quella latitudine) poich- la $anchisa non supera mai di molto il *ircolo 4olare) anche nel pieno dell. in!erno antartico. 4ossiamo facilmente immaginare i sentimenti di quegli uomini smarriti nelle fredde solitudini polari. Il gelo crescente ogni giorno@ il numero e le dimensioni degli icebergs) che aumenta!ano quanto pi essi scende!ano a 1ud@ la scomparsa del 1ole sotto l.orizzonte) do!e!ano a!erli molto scossi. Da quando a!e!ano lasciato Rarotonga) non meno di un mese innanzi 8F'9) nessuna terra era apparsa alla loro !ista solo scogli e icebergs! Do!e!ano
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sentirsi ormai fuori del mondo) perduti) pi che Ulisse e i suoi compagni dopo il passaggio delle *olonne d.Ercole e il ,folle !olo, !erso il 4olo 3ustrale. 8F%9 4ech/ dunque a!e!ano continuato a spingersi sempre pi innanziH L possi$ile che per molti giorni siano stati in $al5a dei !enti ciclonici di 4onente) perdendo il controllo dell.im$arcazione. D.altra parte) $isogna tenere presente che i 4olinesiani) come del resto tutti i na!igatori dell.antichit0) non a!e!ano alcuna idea della sfericit0 della Terra. Ali uomini della &e"Ivi"o" Atea pote!ano anche sperare che quel $acino di acque gelide e tempestose a!re$$e a!uto termine@ che) superata la zona degli icebergs) a!re$$ero tro!ato nuo!amente mare li$ero e ri!eduto il 1ole. Cu soltanto con il trascorrere dei giorni e con il peggiorare delle condizioni atmosferiche che essi finirono per rendersi conto della realt0. Dopo la scomparsa del 1ole) i loro unici punti di riferimento erano le stelle) e in particolare la *roce del 1ud) che $rilla!a sempre pi alta) guidandoli !erso orizzonti sconfinati. Ia se entra!ano in un $anco di ne$$ia o se il cielo si rannu!ola!a) anche le costellazioni spari!ano e aumenta!a il pericolo di urtare contro qualche iceberg) o di smarrire definiti!amente la rotta. Il pro$lema pi gra!e) per2) do!e!a essere costituito indu$$iamente dal freddo. *ome resistere ai gelidi !enti e alle temperature sempre pi rigide) a$ituati com.erano all.eterna prima!era della loro dolce isola tropicaleH ,Difficile immaginare che) cos5 succintamente !estiti come sono di solito) na!iganti polinesiani possano spingersi fra ghiacci e icebergs,) scri!e il 7uc+ 87uc+) %:B&%) p. %&(9@ e) come !edremo) questo / il principale elemento in $ase al quale l.etnologo anglo#maori pone in du$$io la storicit0 del !iaggio di "ui#Te#Rangi#Ora. Naturalmente questo argomento cade) sol che si immagini la &e"Ivi"o"Atea trascinata) almeno nell. ultimo tratto) contro la !olont0 dell.equipaggio) ed in $al5a dei !enti. Resta da !edere come pot/ il suo equipaggio tollerare le temperature antartiche) non solo da un punto di !ista psicologico ma innanzitutto fisico. L possi$ile) anzi / pro$a$ile) che non pochi 4olinesiani siano periti a causa del gelo. Duegli ardimentosi na!igatori) che non teme!ano l.immensit0 del mare e che sfida!ano su fragili im$arcazioni le onde pi alte del mondo) erano indifesi e inermi da!anti a un nemico del tutto sconosciuto il freddo. 8F&9 <a piroga di "ui#Te#Rangi#Ora era salpata in cerca di nuo!e terre da colonizzare e dunque) come si / detto) trasporta!a certamente anche donne e $am$ini. 1enza du$$io furono costoro a pagare il pi alto tri$uto ai rigori spietati del clima polare. Tutta!ia la piroga riusc5 alfine a fare ritorno in patria) e ci2 significa che una $uona parte dell.equipaggio sopra!!isse al gelo dell.3ntartico. 4ossiamo affermarlo con sicurezza poich-) se una moderna na!e a !apore pu2 compiere una crociera anche lunga con pochissimi uomini d.equipaggio) essendo gran parte delle mano!re automatizzate) una grande piroga polinesiana richiede!a la presenza di decine di uomini per la mano!ra delle pagaie e delle !ele. Nei !iaggi d.alto mare) anche per le spedizioni di guerra) le im$arcazioni polinesiane ospita!ano fino a &'' rematori # ed e!entualmente F' o (' guerrieri # con ampie scorte di !i!eri freschi) animali domestici 8maiali) cani) pollame9) semi e tu$eri di piante commesti$ili. *erto) per difendersi dal freddo) gli uomini e le donne della &e"Ivi"o"Atea saranno ricorsi a ogni espediente. Corse) per prima cosa) uccisero i cani che a!e!ano a $ordo) per
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confezionare dei pellicciotti con la loro pelle # e senza sprecarne di certo la carne) dato che la $assa temperatura esige!a una dieta calorica) di!ersa da quella largamente !egetariana cui i 4olinesiani erano a$ituati 8FF9. 8Za!atti) %:B;9 Ia un tale espediente non pote!a $astare) ed essi ri!olsero la loro attenzione a quel misterioso ,animale tuffatore, che scorge!ano di tanto in tanto affiorare !icino alla piroga) o crogiolarsi al 1ole sul $ordo degli icebergs! <.uccisione di una sola otaria significa!a una calda pelliccia per alcuni) e carne e grasso per tutti. 1i consideri) del resto) che i popoli ,canoeros, della Terra del Cuoco) a una latitudine di ;(N#;;N) prima del contatto con i $ianchi si difende!ano dal freddo con due semplici pelli di foca. 8F(9 3nche se / pur !ero che essi erano a!!ezzia quel clima) al punto che le loro donne si tuffa!ano nude nell.acqua gelida per raccogliere mitili e ricci di mare) mentre i 4olinesiani non lo erano affatto. *os5) in qualche modo) confezionando pellicce di cane) di otaria e di foca 8F;9) o dandosi il turno nella capanna di poppa intorno al fuoco) se era rimasto acceso) i compagni di "ui# Te#Rangi#Ora) pur con qualche perdita) sopra!!issero al freddo. Ia un giorno) finalmente) essi si tro!arono la strada definiti!amente s$arrata dalla $anchisa. Ali icebergs) come gi0 i densi $anchi di alghe) pote!ano essere e!itati dalla perizia del timoniere) ossia dall.uomo che impugna!a la pagaia di go!erno) perch- non a!e!ano timone. 8FB9 Ia da!anti a quella spettacolare $arriera candida e compatta) simile a schiuma) era impossi$ile proseguire. Corse la costeggiarono per un tratto) alla ricerca di un passaggio@ e forse) per il momento) lo tro!arono ma alla fine decisero che non era ragione!ole tentare pi a lungo la fortuna) e furono saggi. *on tutta pro$a$ilit0) dunque) essi non a!!istarono la terraferma dell.3ntartide. Il limite medio della $anchisa nel Iare di Ross) infatti) alla longitudine che qui ci interessa 8fra i %F'N e i %('N O!est circa9 dista da F'' a B'' chilometri dalla terraferma 8"o$$s *oast9. 8F>9 Duindi) anche se presso quel punto della costa antartica si ergono delle montagne note!oli 8F.(:6 metri nei Ionti "al Clood) un centinaio di chilometri all.interno9) nemmeno in una giornata limpidissima # e in!ece era notteT # i nostri esploratori a!re$$ero potuto scorgerle) specialmente dal $asso punto d. osser!$azione offerto dalla loro piroga. Del resto) il silenzio del racconto tradizionale su una circostanza cos5 importante non pu2 che suonare come una conferma) indiretta ma sicura) che essi non poterono a!!istare l.3ntartide !era e propria. 3nche per questo moti!o do$$iamo escludere che si potranno) un giorno) tro!are delle testimonianze materiali di quel !iaggio) come in!ece a!!enne nel caso delle monete cinesi per la gi0 ricordata na!igazione di "ui#1ien. I 4olinesiani) del resto) non conosce!ano la fusione dei metalli e quindi) se pure fossero s$arcati) non a!re$$ero potuto in alcun caso a$$andonare degli oggetti di materiale dure!ole. Un alone di mistero) tale da accendere la fantasia di poeti e romanzieri) circonder0 dunque per sempre quell.antica spedizione. Il !iaggio di ritorno della &e"Ivi"o"Atea restitu5 quel coraggioso equuipaggio) giorno dopo giorno) al mondo conosciuto. 3ssistiti da una note!ole fortuna) i nostri audaci esploratori e!itarono le tempeste o le superarono !ittoriosamente) finch/ !idero riapparire il 1ole sull.orizzonte e farsi pi radi)
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poco a poco) i $ianchissimi isolotti di galleggianti) tal!olta protesi !erso l.alto come fantastiche montagne marine) che all.al$a e al tramonto si accende!ano di colori iridescenti e che ri!ela!ano) da !icino) fenditure e gallerie fantastiche e impensa$ili. Corse) accostandone uno e s$arcando!i) a!ranno inuito trattarsi di acqua ghiacciata@ forse ne a!ranno profittato per raccogliere alcuni preziosi $locchi e rinno!are con essi la scarsa e maleodorante riser!a d.acqua dolce) che le piogge non $asta!ano a ricostituire. <a temperatura torna!a a farsi gradatamente pi tiepida) il mare da grigio riacquista!a la sua familiare colorazione !erde#azzurrina) e le costellazioni) di notte) $rilla!ano rassicuranti nelle $en note posizioni. Nessuna terraferma !enne mai a!!istata fino alle Isole *oo+) anche se la rotta della piroga do!ette discostarsi sensi$ilmente da quella del !iaggio di andata) per il semplice fatto che nessuna isola interrompe quella immensa distesa d.acqua per migliaia di chilometri. Cinalmente) dopo una na!igazione di circa %B.''' chilometri fra andata e ritorno) durata # crediamo # non meno di tre mesi 8F:9) "ui#Te#Rangi#Ora e i suoi compagni tornarono in !ista del monte Te Iunga) nella loro !ecchia isola di Rarotonga. ?i giunsero stremati dalle pri!azioni) dopo una na!igazione senza scalo) tranne forse all.isola di Iangaia) ormai sulla soglia # si pu2 dire # di casa. E certo) dopo la gioia esaltante della certezza d.essere sal!i) il loro pensiero torn2 con mestizia ai compagni morti per il freddo) la fame e lo scor$uto) la cui tom$a anonima era quel grigio e $urrascoso mare che si perde!a nella notte del lontano 1ud. 3$$iamo accennato al fatto che l.intera spedizione era salpata) pro$a$ilmente) per la so!rappopolazione delle isole polinesiane allora conosciute. 4eter 7uc+) tutta!ia) oltre a mettere in du$$io che dei 4olinesiani scarsamente !estiti a$$iano potuto tollerare i rigori del clima antartico) si pronuncia contro la storicit0 del !iaggio di "ui#Te#Rangi#Ora sulla $ase di una considerazione psicologica. Infatti) a suo giudizio) dei na!iganti polinesiani mai seguire$$ero a lungo una rotta su dei mari freddi e grigi. 87uc+) %:B%9 E!identemente) per2) l.una e l.altra o$iezione cadono) sol che si ammetta che "ui#Te# Rangi#Ora) salpato alla ricerca di nuo!e terre da colonizzare) sia poi stato trascinato dai !enti e dalle $urrasche su una rotta che si sare$$e guardato $ene dal seguire !olontariamente. 8Za!atti) %:>;9 Duindi) la &e"Ivi"o"Atea si tro!2 sospinta assai pi lontano di quanto il suo comandante e il suo equipaggio a!essero mai immaginato o desiderato) e la scoperta antartica di "ui#Te#Rangi#Ora !a collocata fra le numerose scoperte geografiche casuali dell.antichit0 e del Iedioe!o. Dal punto di !ista degli scopi iniziali) dunque) nonostante il felice ritorno della piroga con una $uona parte del suo equipaggio) la spedizione era stata un fallimento totale. 1u una distesa di migliaia e migliaia di chilometri d.oceano) la &e"Ivi"o"Atea non a!e!a a!!istato nemmeno il pi piccolo lem$o di terra. 8('9 E tutta!ia) sotto un altro punto di !ista) non si pote!a dire che quel !iaggio a!!enturosissimo non fosse ser!ito a nulla. 3!e!a) se non altro) dimostrato l.inesistenza di terre a$ita$ili) anzi semplicemente di terre) fino al lontanissimo ,mare di pia,) fino cio/ al *ircolo 4olare 3ntartico. Iolto prima di Uames *oo+) "ui#Te#Rangi#Ora a!e!a potuto constatare con i propri occhi che) se anche una !asta terra esiste!a a 1ud della $anchisa) essa do!e!a essere del tutto ina$ita$ile. *ome) pi tardi) il grande na!igatore inglese) a!r0
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potuto spiegare ai compatrioti rimasti a Rarotonga ,1e qualcuno a!r0 l.ardire di spingersi oltreV Wa do!e ci simo spinti noiXV oso affermare che il mondo non ne deri!ere$$e alcun $eneficio., 81ulli!an) s. d.9 *os5 come) rispondendo alle critiche che certo non gli saranno state risparmiate) socraticamente a!r0 potuto dire che ,una !ita senza ricerca non / degna d.essere !issuta,. 87oJra) %:B&) p. %(;9 <a tradizione di Rarotonga dice tutta!ia che qualcuno) a distanza di tre secoli e mezzo) rimase pi affascinato che scoraggiato dal racconto di quel !iaggio) e !olle ripeterlo. Cu quanto tent2 un na!igatore di nome Te 3ra#tanga#nu+u) gi0 scopritore di !arie isole e famoso nella sua patria come esploratore. 87uc+) %:B%9 Ia questo secondo !iaggio !erso l.3ntartide) cos5 come il suo protagonista) hanno realmente l.aria di appartenere a un racconto di pura fantasia e in ci2 concordiamo) questa !olta) con l.opinione del 7uc+. "ui#Te#Rangi#Ora) dunque) non a!e!a scoperto nuo!e sedi per il suo popolo. 4ote!a !antare per2 l.orgoglio di a!er condotto a termine un !iaggio d.esplorazione ai limiti delle possi$ilit0 umane. E l. intera comunit0 di Rarotonga e$$e chiara coscienza della eccezionalit0 dell.impresa) consacrando il nome del na!igatore e quello della sua im$arcazione alla memoria delle generazioni future. ,*ome l.arco$aleno a$$raccia gli orizzonti # dice il canto relati!o a quel !iaggio # cos5 la canoa di "ui#Te#Rangi#Ora solca i mari che fra essi si stendono , 87uc+) %:B%) p. %'>9.

NOTE %9 4recisamente) il F' gennaio %6&' cos5 almeno sostene!a il ricorso $ritannico alla *orte Internazionale di Aiustizia del %:;; 8diretto contro le pretese antartiche del *ile e dellR3rgentina9. Ia anche gli 1tatunitensi 8per merito di N. 7. 4almer9 e i Russi 8con T. C. !on 7ellingshausen9 reclamarono lRonore di a!er a!!istato per primi lR3ntartide 81U<<I?3N) s. d.) pp. &6#F&9. &9 7ou!et scopr5 lRisola che da lui prese il nome nel %>F:@ =erguelen a!!ist2 lRarcipelago omonimo nel %>>&@ *oo+) infine) esplor2 i mari antartici in !arie riprese) fra il %>>& e il %>>B. F9 3nche la presenza dellRuomo nel 1ud 3merica) del resto) arretra di millenni dopo la recente scoperta) in un sito del 7rasile 8%:6(9) di utensili scheggiati dallRuomo e risalenti S pare S a (F mila anni fa.
4)

Ia anche gli antichi a$itanti dellRIsola di 4asqua possede!ano) pi che una !era e propria scrittura) un sistema di pittografia mnemonica a canone $ustrofedico 8cio/ a lettura a righe alternate) da sinistraa destra e da destra a sinistra9) conser!ata su Qlegni di informazioneP detti 0o.au rongo rongo! Essi sono a tuttRoggi indecifrati) perch- gli ultimi isolani in grado) forse) di interpretarli !ennero uccisi o dispersi da negrieri peru!iani nel %6B& 8IETR3UK) %:>%9 8"EOERD3"<) %:>%9 81ER4IERI) %:>F9.

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;9 *onosciamo i nomi di molti na!igatori polinesiani dellRepoca dei grandi !iaggi di scoperta e di popolamento delle isole del 4acifico) e non / facile distinguere quelli storici da quelli mitici. <e tradizioni polinesiane narrano di Toi) che na!ig2 F' generazioni fa dalle Isole della 1ociet0 a Tutuila) a Rarotonga) alle Isole *hatham) alla Nuo!a Zelanda@ di Uenga) che da 1a!aii) nelle 1amoa) tocc2 successi!amente ?a!au) Tongare!a) Rimatara) Rurutu) Tu$uai e infine Ca+aau nelle 4aumotu e Thaiti) donde !olse la prua !erso la sua patria. 1appiamo anche di Tanghihia) Ehiro) Tutapu Iaru e infine di Te 3ra#tanga#nu+u) del quale riparleremo questRultimo almeno / da considerarsi leggendario.
6)

Tutte le piroghe polinesiane dRalto mare !eni!ano $attezzate al momento del !aro) essendo lRintera opera di costruzione permeata di significati e riti religiosi. Nel caso dei Iaori della Nuo!a Zelanda i nomi leggendari delle loro im$arcazioni S Ara*a, Aotea, 'atatua, +orotua, &ainui, &a0itimu e &o0omaru# son rimasti a designare le singole tri$ e i loro diritti di possesso delle terre 83IODIO RO7ERT3ZZI) %:B>#>%) !ol. KII) p. (%69.

>9 <o studioso E. 7est calcola in trentRanni il corso di una generazione. Egli non tenta una datazione del !iaggio di "ui#Te#Rangi#Ora) ma colloca quello di Tui) gi0 ricordato) !erso il %.%'' d. *. Infatti) F' generazioni fa 8F'YF'Z:''9) e cio/ la data del %.%'') risulta sottraendo :'' anni alla data odierna. DRaltra parte) negli ultimi cento anni le generazioni polinesiane de!ono essere calcolate in tempi pi $re!i 8da &' a &; anni9) poich- i missionari europei e statunitensi) condannando la frequente pratica dei rapporti sessuali prematrimoniali) hanno fatto a$$assare lRet0 media dei matrimoni 8CURN31) %:;:) p. FB(9. 7isognere$$e quindi !edere se le attuali tradizioni relati!e agli antichi !iaggi fanno riferimento al Q!ecchioP o al Qnuo!oP corso delle generazioni.
8)

3ncora nel KIK secolo i Iaori della Nuo!a Zelanda frequenta!ano le Isole 3uc+land) situate a circa %.;'' +m. a 1ud#o!est dellRIsola Ieridionale 8e classificate perci2 dai geografi tra gli arcipelaghi su$antartici9. Ia per sferrare il loro tragico attacco contro i Ioriori delle Isole *hatham) a 6FB +m. a Est di *hristchurch) nel %6F; 8terminato in un massacro generale e in un grande festino canni$alesco9) i Iaori si ser!irono di un !eliero europeo. E la stessa cosa fece il profeta Te =ooti per tornare dalle *hatham) o!e era stato confinato dagli Inglesi) alla Nuo!a Zelanda) nel %6B6 8<3NTERN3RI) %:>>9. 3 pagina F&' del suo 1i2ionario degli 3sploratori e delle scoperte geografic.e) Iilano) Celtrinelli) %:B>.

9)

%'9 <ettera autografa di 1il!io Za!atti allRautore del presente la!oro del ( marzo %:>;. <a sottolineatura / del prof. Za!atti.
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<a distinzione tra icefield o campo di ghiaccio) e $anchisa) / netta. Il primo termine sta ad indicare una superficie di ghiaccio marino con un diametro di almeno 6 chilometri) che pu2 formarsi) quindi) anche in alto mare. <a $anchisa / in!ece una !astissima distesa di ghiaccio galleggiante saldata alla costa. L possi$ile che "ui#Te#Rangi#Ora
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a$$ia !isto entram$i i fenomeni il primo nel corso della na!igazione !erso 1ud) il secondo allorch- si tro!2 la strada s$arrata nel Iare di Ross e do!ette tornare indietro.
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<Ripotesi / di 4ETER 7U*= 87uc+) %:B%) p. %&&9. 1e era da!!ero un leone marino 8nome designante alcune specie di Otaridi9 do!e!a trattarsi di una otaria di 3uc+land 8P.ocarctios .oo0eri9 o di una otaria australiana 8 alop.us cinereus9 81IO<I=) %:6&) p. FF9. 4.oalZ $assofondo. /5cif 8franc.9 e /eef 8ingl.9Z scogliera) $anco corallino. 1i consiglia il lettore di seguire la nostra ricostruzione sulla carta di un $uon atlante geografico) per esempio lRAtlante Interna2ionale del &ouring 6lub Italiano) Iilano) %:B6) ta!!. %B;#%BB e %B>#%B6. *fr. una carta delle correnti oceaniche nellROceano 4acifico) per esempio la n. %: del 7orld Atlas della 3nc,clopedia 8ritannica) %:BF 1rainage /egions 9 :cean 6urrents!

13) 14)

15)

%B9 3!arua) pur essendo un !illaggio) / il centro principale di Rarotonga 8superficie dellRisola B>)% chilometri quadrati) popolazione :.(>> a$itanti nel %:6%9 e il capoluogo delle Isole *oo+) Territorio neozelandese li$eramente associato e dotato di autonomia interna. Di esse) solo al Aruppo Ieridionale spetta) a rigor di termini) il nome di Isole *oo+. <a nostra supposizione che "ui#Te#Rangi#Ora sia salpato da 3!arua /) naturalmente) ipotetica. %>9 <Risola di Rarotonga /) con le altre delle *oo+ meridionali) di origine !ulcanica) ed / circondata da una $arriera corallina. <a massima ele!azione / il monte Te Iunga) nella sezione interna) che raggiunge i B;& metri sul li!ello del mare. %69 I Iaori che popolarono la Nuo!a Zelanda pro!eni!ano appunto dalle Isole *oo+ o dalle Isole della 1ociet0 8pi difficilmente dalle "aJaii9 e le loro ondate migratorie si collocano fra il IK secolo d. *. e il KI?. <e Isole *hatham furono scoperte F' generazioni fa da Toi) un na!igatore pro!eniente dalle Isole della 1ociet0) e popolate dai Ioriori S secondo le loro stesse tradizioni S con due successi!e migrazioni) lRultima circa &> generazioni fa. 1ia la Nuo!a Zelanda che le *hatham erano precedentemente a$itate da popolazioni di tipo australo#melanesiano) delle quali $en poco sappiamo) e che scompar!ero in fretta allRarri!o dei colonizzatori polinesiani.
19) 20)

*fr. Atlante) !ol. II) 4erie :ro) No!ara) De 3gostini) %:B') pp. &&;. <Riceberg pi grande che si conosca fu a!!istato nel 4acifico meridionale nel %:;B e a!e!a una superficie stimata di circa F'.''' chilometri quadrati) dunque risulta!a pi grande della 1icilia. Era lungo FF' chilometri e largo %'' 8Z3?3TTI) %:>6) p. FF9. *fr. supra) nota nr. %%.
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21)

&&9 4osto) come / noto) a BBN e FFR di latitudine 1ud.


23)

*fr. le cartine contenute nellRenciclopedia Il mare) No!ara) De 3gostini) %:>%) !ol. &) pp. :B#:>.

&(9 3 Rarotonga) come in tutte le Isole *oo+) la stagione pi fresca / quella che !a da maggio a otto$re. *omunque allRepoca di "ui#Te#Rangi#Ora i na!igatori polinesiani non conosce!ano che le rotte della zona tropicale n- le "aJaii) n- la Nuo!a Zelanda erano loro note. Di conseguenza le forti escursioni stagionali do!e!ano esser loro sconosciute. Oltre alla latitudine) naturalmente) le escursioni stagionali dipendono dalle caratteristiche geografiche generali di una data regione. <R3utore di queste pagine ha constatato) per esempio) una sensi$ile escursione termica fra lRin!erno e lRestate a 7rasilia 8%;N di latitudine 1ud circa) ma a %.''' metri sul li!ello del mare9 ed una meno marcata a Rio de Uaneiro 8&FN di latitudine 1ud) aperta per2 allRinfluenza mitigatrice dellR3tlantico meridionale9. Nel caso delle piccole isole dellROceania / il mare lRelemento decisi!o del clima) e nella fascia tropicale !i sono de$oli escursioni da isola a isola. *i2 risulta chiaro dal seguente specchietto) che mette a confronto !alori termici minimi e massimi dellRanno in alcune di esse 8dallRenciclopedia geografica Il 'ilione) cit.) !ol. KII9 Tahiti Rarotonga 3pia Temperatura minima %> &( media &(): Temperatura massima F; &( media &B)& 4recipitazioni %.%F; &.%F' &.6'' 8<a temperature sono in gradi centigradi@ le precipitazioni annue in millimetri9.
25) 26)

<o schizzo / tratto da REN3TO 7I31UTTI) Il paesaggio terrestre) Torino) U.T.E.T.) %:B&) p. (>'. <RIsola Iacquarie /) dal punto di !ista della $iogeografia) una fra le pi interessanti terre su$antartiche !i si tro!a) fra lRaltro S nonostante la latitudine relati!amente ele!ata S un parrocchetto) tipico dei climi su$tropicali) che con!i!e) in!ero curiosamente) con lRelefante marino 8'acror.inus marinus9) proprio del clima polare. Nel nostro emisfero) la latitudine di Iacquarie corrispondere$$e appena a quella di 7elfast) =iel o Danzica ma nellRemisfero 1ud le condizioni climatiche generali sono prematuramente rigide. <a temperatura media dellRIsola Iacquarie / di poco superiore ai (N * e le precipitazioni si aggirano sui %.F'' millimetri annui 8<3IENDO<3) %:6B9.

27)

&69 <a notte polare ha una durata di circa (% giorni alla latitudine di B6N Nord) di B( giorni a >;N) di %F( giorni a 6'N. Un altro fenomeno impressionante) che certo do!ette colpire profondamente "ui#Te#Rangi#Ora e i suoi compagni) / quello dellRaurora polare. Essa /
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gi0 in parte !isi$ile dalla latitudine dellRIsola 1teJart) immediatamente a sud della Nuo!a Zelanda 8a (>N di latitudine 1ud e %>'N di longitudine Est9) tanto / !ero che in lingua maori quellRisola !iene chiamata Ra+iura) ossia Qla terra dai cieli fiammeggiantiP.
29)

*fr. la nostra ricostruzione ipotetica della rotta della &e"Ivi"o"Atea) su Il Polo) %:66) cit.) p. %6. Il 7uc+ ha calcolato che una piroga polinesiana) con !ento fa!ore!ole) fosse capace di coprire sette miglia allRora) s5 da poter !iaggiare dalle Isole Iarchesi alla costa occidentale americana in tre settimane o poco pi 87U*=) %:B%) p. F&69. 1ono !alutazioni forse troppo ottimistiche@ comunque $isogna tener presente che nel !iaggio 8non pro!ato9 dalle Iarchesi alla costa del 4er) una im$arcazione a !ela a!re$$e goduto costantemente di !enti fa!ore!oli 8non cos5 al ritorno9) mentre la &e"Ivi"o" Ateado!ette lottare duramente per aprirsi il passo attra!erso la *orrente 3ntartica. *erto) nel far ci2 la sua corsa fu rallentata) e non di poco) e il suo equipaggio do!ette pagaiare sino allo stremo delle forze per superare i forti !enti occidentali. *os5) anche se la tra!ersata da Rarotonga al B'N parallelo / pi $re!e di quella dalle Iarchesi al 1ud 3merica 8non di molto per2) considerata la de!iazione imposta dalla *orrente 1ud#Equatoriale !erso gli "aGmet Roc+s e gli scogli Ernest <egou!-#Iaria Theresa9) "ui#Te#Rangi#Ora non pot/ giungere !erso il B'N parallelo prima di un mese) forse anche cinque o sei settimane. D3NTE) Inferno) KK?I) %&;.

30)

31)

F&9 In tutta la 4olinesia !i / un solo luogo o!e sia possi$ile !edere la ne!e lRisola di "aJaii) con le due altissime !ette !ulcaniche del Iauna =ea 8(.&'; metri9 e del Iauna <oa 8(.%>' metri9. E) come a$$iamo !isto) allRepoca di "ui#Te#Rangi#Ora le Isole "aJaii non erano ancora state scoperte. N- era stata scoperta la Nuo!a Zelanda) con le sue 3lpi e i suoi ghiacciai. Il terzo luogo dellROceania in cui / !isi$ile la ne!e per utto lRanno / la grandiosa catena interna della Nuo!a Auinea) culminante a quasi ;.''' s.l.m. e !isi$ile solo eccezionalmente dalla costa) tanto che la notizia par!e incredi$ile ai !iaggiatori e naturalisti europei fin !erso il KIK secolo. FF9 Il cacciatore eschimese) per esempio) prima di affrontare una giornata di marcia sulla ne!e) $e!e una minestra $ollente di sangue di foca e poi una certa dose di olio di foca 8Z3?3TTI) %:B;) p. ((F9. F(9 Tanto gli 3la+aluf che gli Oahgan sono oggi definiti!amente estinti 8DE 3AO1TINI) %:(:9.
35)

I Ioriori delle Isole *hatham) che !i!e!ano in un arcipelago dal clima oceanico decisamente fresco 8a ((N di latitudine 1ud9) si copri!ano appunto con pelli di foca) oltre che con tessuti di lino intrecciato 8cfr. 3nc,clopedia 8ritannica) %:B() !ol. %;) p. 6'(9.
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FB9 1ulle im$arcazioni polinesiane non esiste!a il timone. F>9 Naturalmente la $anchisa antartica) come quella artica) do!ette su$ire S anche in tempi storici S fasi di a!anzata e di arretramento. QIl ritiro dei ghiacciai) un millennio addietro) permise ai ?ichinghi la colonizzazione delle coste groenlandesiP 8?ER*E<<I) %:;%) p. B'%9. E fu il ritorno di una Qpiccola /ra glacialeP) dopo il %.&'') a pro!ocare il dramma degli insediamenti !ichinghi in Aroenlandia 8UONE1) %:BB9. 1ulle !icende dellRemisfero australe) per2) poco sappiamo al riguardo 8*OK) "E3<O) IOORE) %:>>9.
38)

<Rimpresa di "ui#Te#Rangi#Ora / li$eramente rie!ocata dallR3utore di questa monografia nel primo racconto di una recente raccolta. *fr. CR3N*E1*O <3IENDO<3) ;a bambina dei sogni e altri racconti. 4oggi$onsi) <alli ed.) %:6(. Tali distanze possono a tutta prima lasciare sconcertati) ma S come si / !isto S tra!ersate di >.''' chilometri furono certamente compiute da quei 4olinesiani che raggiunsero le coste del 1ud 3merica. <Reccezionalit0 del !iaggio di "ui#Te#Rangi#Ora consiste nel fatto che nessuna sosta ristoratrice sulla terraferma fu possi$ile fra la rotta di andata e quella di ritorno. 4er fare un confronto con le na!igazioni dei ?ichinghi sullR3tlantico) si consideri che una fonte islandese antica assegna un tempo di > giorni per la tra!ersata dalla Nor!egia allRIslanda) ( giorni dallRIslanda alla Aroenlandia) ; giorni dallRIslanda allRIrlanda@ esiste!a anche una rotta senza scalo direttamente dalla Nor!egia alla Aroenlandia. *fr. 3nciclopedia 3uropea) !ol. %%) p. 66(. Ricordiamo) a puro titolo di completezza scientifica) che nel KIK secolo e perfino allRinizio del KK si !ocifera!a) in Europa) di isole pi o meno estese in questa parte del glo$o lRIsola Emerald 81meraldo9) a 1ud della Nuo!a Zelanda@ lRIsola Nimrod) pi a Est) in pieno Oceano 4acifico australe@ e lRIsola DoughertG) a B'N di latitudine 1ud e a %&'N di longitudine O!est tutte a!!istate pi !olte) prima di sparire misteriosamente e non !enire mai pi ritro!ate 8T"E?ENIN) %:B'9. 3lcuni studiosi moderni negano che esse siano mai esistite) come AEORAE DE3*ON 8%:6(9) recensito da 1I<?IO Z3?3TTI ne Il Polo) marzo %:6;.

39)

40)

7I7<IOAR3CI3 3.3.?.?.) %:6() Il nuovo libro Gar2anti della geografia) Aarzanti) Iilano) !ol. F. 3<I3AI3R) R.) <ondamenti di geografia generale) *remonese) Roma) !ol. %. 3IODIO RO7ERT3ZZI) *)) %:B>#>%) =uova 3gostini) No!ara) !ol. KII. elanda> la storia, in enc. Il 'ilione) De

7E1T) E.) %:%6) 'ap s.o*ing t.e routes of entr, and some recorded vo,ages of t.e Pol,nesians in t.e Pacific :cean, in &.e Geograp.ic /evie*, !ol. ?) nr. F.
18

7I31UTTI) R.) %:(%) ;e ra22e e i popoli della &erra) U.T.E.T.) Torino) !ol. III. 7OER3) I.) %:B&) ;a letteratura greca) Aarzanti) Iilano. 7U*=) 4.) %:B%) I ?ic.ing.i d@:riente! ;e migra2ioni dei Polinesiani) Celtrinelli) Iilano. *3R31) R. 3.) %:B() ;@Antartide) Aarzanti) Iilano. *3RRINATON) R.) %:>%) 8iografia del mare, Aarzanti) Iilano. *O<E) A.) %:B&) 6rociere oceanic.e) ?ito 7ianco ed.) Roma. *OK) 7. *.) "E3<EO) I. N.) IOORE) 4. D.) %:>>) 8iogeografia, un approccio ecologico ed evolutivo, <a 1cuola) 7rescia. DE3*ON) A.) %:6() &.e Antarctic circumpolar ocean, *am$ridge Uni!ersitG 4ress) *am$ridge. DE 3AO1TINI) 3. I.) %:(:) Ande Patagonic.e, 3nonima Editrice) Iilano. DE <3 RON*IERE) %:;6) ;a scoperta della &erra, 1.3.I.E.) Torino. DUI31) ?.) %:B6. ?erso la 6roce del 4ud, i Auaranta ruggenti, Iursia) Iilano. EIORO) =. 4.) %:B() Polinesia) in 3nc,clopedia 8ritannica, !ol. %6. CINZI) *.) %:>:) Ai confini del mondo! 3sploratori e avventurieri dell@antic.itB sulle vie dell@ignoto, NeJton *ompton) Roma. CURN31) U. *.) %:;:) Anatomia del Paradiso) <onganesi) Iilano. AUZZEE<<) U.) %:>%) &re00a intorno al mondo) Iursia) Iilano. "EOERD3"<) T.) %:>%) A0u"A0u! Il segreto dell@isola di PasAua, Iartello) Iilano. UONE1) A.) %:BB) Antic.i viaggi di scoperta in Islanda, Groenlandia e America, 7ompiani) Iilano. <3IENDO<3) C.) Il limite antartico della vegeta2ione arborea, in Il Polo) settem$re %:6B. <3NTERN3RI) ?.) %:>>) 'ovimenti religiosi di libertB e di salve22a dei popoli oppressi) Celtrinelli) Iilano.
19

I3113UO<I) 4.) %:B;) I villaggi fortificati di /apa Iti, in ;@Cniverso! IETR3UK) 3.) %:>%) 'eravigliosa isola di PasAua, 'ondadori, 'ilano! 43RETI) <.) %:;:) :mero e la realtB storica, Aarzanti) Iilano. 1ER4IERI) 1.) %:>F) ;@isola di PasAua) De ?ecchi ed.) Iilano. 1IO<I=) ". E.) %:6&) 3nciclopedia illustrata degli animali, Celtrinelli) Iilano. 1U<<I?3N) E.) s. d.) Alla ricerca di un continente) *asini) Cirenze. T"E?ENIN) R.) %:B') I Paesi leggendari dinan2i alla scien2a, Aarzanti) Iilano. ?ER*E<<I) C.) %:;%) Il mare, i lag.i, i g.iacciai, U.T.E.T.) Torino. EEAENER) 3.) %:>B) ;a forma2ione dei continenti e degli oceani, 7oringhieri) Torino. Z3?3TTI) 1.) %:BF) I Poli) Celtrinelli) Iilano. Z3?3TTI) 1.) %:B;) Gli 3sc.imesi, in ;@Cniverso) nr. Iaggio#giugno. Z3?3TTI) 1.) 1i2ionario degli esploratori e delle scoperte geografic.e) Celtrinelli) Iilano. Z3?3TTI) 1.) ;@esplora2ione dell@Antartide. 4toria di un continente, Iursia) Iilano. Z3?3TTI) 1.) %:>6) I Poli, NeJton Ragazzi) Roma.

Crancesco <amendola

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