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DOTTORATO DI RICERCA IN FILOSOFIA E TEORIA DELLE SCIENZE UMANE Focus bibliografico su: concezione antropologica e della storia nel

pensiero di P. Ricur Dottorando: Cecilia Maria Di Bona 1. Fonti Hannah Arendt, Vita activa Vita activa un testo di inesauribile complessit in cui la riflessione sui fondamenti della condizione umana, quale si riflette nellazione -sempre e di necessit immersa nel contesto storico, sociale e politico-, si fonde con la pervicace capacit di penetrare nella complessit e contraddittoriet del mondo moderno, evidenziandone i rischi che lo minacciano. Lautrice cos enuncia, nel prologo, il suo intento: un'analisi di quelle generali capacit umane che nascono dalla condizione umana e che sono permanenti, che cio non possono andare irreparabilmente perdute []. Lo scopo dell'analisi storica [] ricondurre l'alienazione del mondo moderno -la sua duplice fuga dalla terra all'universo e dal mondo all'io- alle sue origini [].1 Di questo testo individuiamo un passo in Lirreversibilit e il potere di perdonare: Il rimedio contro l'irreversibilit e l'imprevedibilit del processo avviato dall'azione [] una delle potenzialit dell'azione stessa. La redenzione possibile dall'aporia dell'irreversibilit [] nella facolt di perdonare. Rimedio all'imprevedibilit [] la facolt di fare e mantenere delle promesse. Le due attivit si completano poich una, il perdonare, serve a distruggere i gesti del passato [] l'altra, il vincolarsi con delle promesse, serve a gettare [] isole di sicurezza senza le quali nemmeno la continuit [] sarebbe possibile nelle relazioni tra gli uomini. Senza essere perdonati, liberati dalle conseguenze di ci che abbiamo fatto, la nostra capacit di agire sarebbe [] confinata a un singolo gesto da cui non potremmo mai riprenderci; rimarremmo per sempre vittime delle sue conseguenze []. Senza essere legati all'adempimento delle promesse, non riusciremmo mai a mantenere la nostra identit; saremmo condannati a vagare [] nelle tenebre solitarie della nostra interiorit [] tenebre che solo la sfera luminosa che protegge lo spazio pubblico, mediante la presenza degli altri che confermano l'identit di chi promette e chi mantiene, pu dissolvere.2 Secondo H.Arendt, il perdono consente agli uomini di liberarsi dalla schiavit delle reazioni a catena, legate agli eventi violenti del passato, ed espressione virtuale dellazione come gesto che apre nuovamente lorizzonte non solo sul versante dei fatti compiuti, ma su quello delle relazioni tra uomo e uomo in essi implicate, rivelando al contempo la natura dellazione commessa e lidentit di coloro che vi sono coinvolti. Essenzialmente lamore, nella sfera interpersonale -e il rispetto in quella pubblica- sono le dimensioni rivelatrici e auto-rivelatrici di questa identit e pertanto -insieme alla radicale capacit di rinnovare la realt attraverso lazione che , come la natalit, capacit di iniziaresono allorigine di questa capacit di continuare ad agire in forma non automatica e predeterminata. Tra i molteplici punti di prossimit fra il pensiero dei due autori in relazione al tema del perdono e a quello della promessa, individuiamo i seguenti: in Lhomme faillible,3 Ricur individua, nella fragilit, lorigine dellesposizione al male delluomo; anche H. Arendt sottolinea lumana fragilit, affermando che, almeno in parte, peccare involontario, e sostenendo che perdono e promessa sono un tentativo di opporre un argine a due espressioni di questa fragilit: lirreversibilit e limpossibilit di dominare il tempo e segnatamente di
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H.Arendt, Vita activa, tr. it. di S. Finzi, Bompiani, Milano 1964, p.5-6. Idem, p.175. 3 P.Ricur, Philosophie de la volont II. Finitude et culpabilit, Aubier, Paris 1960. 1

prevedere il futuro. Al contempo, pur riconoscendo questa fragilit, entrambi credono che la mortalit, pur cruciale, non sia lunica caratteristica strutturale della condizione umana. Facendo riferimento alla natalit, H. Arendt scrive che gli uomini non sono nati per morire ma per incominciare. Secondo Ricur, nel cuore delluomo, il nulla non ha priorit sullessere poich limmersione nellessere lesperienza fondamentale della vita.4 Inoltre, Ricur ritiene che una testimonianza passi attraverso le generazioni (si osservi la prossimit con il tema della natalit) e che questa memoria animi dallinterno anche la scrittura della storia.5 In La mmoire, lhistoire, loubli, Ricur ncora la capacit di perdonare alle conseguenze dellazione nella storia, alla libert della coscienza e alla dimensione fiduciaria, che costituisce il fondamento del vivere in una collettivit, alla quale anche la testimonianza e la promessa rimandano.6 Secondo H.Arendt, perdono e promessa sono le sole isole di certezza, indicatori di fiducia; ogni societ si fonda su un mutuo accordo (promessa) e fede e speranza sono espressione del riconoscimento del miracolo della natalit. Come sottolinea Ricur, nel suo Prface, H.Arendt -la quale aveva, daltro canto, esaltato il pensiero come atto creativo- nellaffermazione della natalit, allinterno di una meditazione sulla temporalit (mortalit), riconosce implicitamente tutto il potere della vita contemplativa, che possiamo intendere come laltro aspetto della Lebenswelt. Secondo Ricur, se la storia il terreno del concretizzarsi dellazione, alla coscienza individuale devono essere riconosciute alcune capacit, quali perdonare e promettere, significative anche per la vita associata. Entrambi concepiscono il perdono come dimensione che attiene fondamentalmente alla sfera della coscienza individuale e gli riconoscono (essenzialmente nella sua espressione legata allamore, per H.Arendt) la capacit di fare emergere lidentit (la concezione della quale -pi articolata in Ricur-, soi-mme comme un autre, comprende, nellidentit narrativa, lipseit) nonch unincidenza nel rendere possibile la continuit e il rinnovamento nella storia. Entrambi ritengono che la promessa si esplichi anche nella sfera pubblica. E Ricur parler di riconoscimento. Secondo Ricur, la storia, la memoria, la Lebenswelt sono sotto il segno dellinachvement: egli le concepisce come dotate di un orizzonte aperto allinterpretazione, concezione che tuttuno con la sua speranza nel futuro. Secondo H.Arendt, fede e speranza sono espressione della consapevolezza del rinnovamento, introdotto nel mondo dalla natalit.

P.Ricur, Histoire et Vrit, Seuil, Paris 1955.In Puissance de laffirmation: la nantisation reprsente la moiti dombre dun acte total dont la face de lumire na pas t dvoile p.332. 5 P.Ricur, Prface alled.fr. di Vita Activa, p.30-32 (ripubbl. in Lectures I, p.43-66). 6 P.Ricur, La mmoire, lhistoire, loubli, Editions du Seuil, 2000.Cfr.P.Ricur, Amour et justice, ditions Points,2008,p.34, per uninterpretazione del perdono in chiave escatologica, salvifica, gratuita (Gratia); cfr. J.Greisch, Paul Ricur.Litinrance du sens, Jrme Million, Grenoble 2001, p.332-335. 2

2. Letteratura critica Jean Greisch, Paul Ricur. Litinrance du sens, Jrme Million, Grenoble 2001, 448 p. Il saggio traccia, allinterno di un percorso ampio, rigoroso e approfondito -a partire dallanalisi della Philosophie de la volont, fino a La mmoire, lhistoire, loubli- le linee fondamentali del pensiero di Paul Ricur, pensiero con il quale Jean Greisch intrattiene un dialogo fecondo, imperniato su presupposti filosofici e di fede, nonostante tutto, fondamentalmente condivisi. Nellanalisi della Philosophie de la volont, lautore conferisce un particolare risalto alla visione antropologica di Ricur, quale emerge dalla sottolineatura, inizialmente operata con gli strumenti dellanalisi fenomenologica, e in seguito anche con quelli della prospettiva ermeneutica, del rapporto tra lincosciente e la coscienza, attraverso la valorizzazione del tema della chair,1 nucleo esistenziale allinterno del quale situare anche linsorgere della coscienza e della volont, in essa originariamente immerse.2 Lo stesso Cogito un cogito bless -titolo I Parte- frantumato al proprio interno poich la coscienza affonda le proprie radici nellincosciente, come scrive Ricur: Participer au mystre de lexistence incarne cest adopter le rythme intrieur dun drame(PV 1,21).3 E tuttavia, sottolinea Greisch, ogni vissuto, anche incosciente, tale per il soggetto, quantunque il soggetto si nutra di quanto riceve originariamente dallesterno.4 Se il Cogito bris, se lessere umano porta in s questo dramma della frammentazione, non per questo luomo privo di speranza e di libert interiore, nonch di un orientamento al bene che, secondo Kant, sarebbe pi originario della stessa esposizione al male. In Lhomme faillible, accanto alla fragilit e allesposizione al male, che , come Kant lo aveva mostrato, un male radicale, Ricur, e con lui Greisch, che dedica il II e il III capitolo allapprofondimento della questione del male e della fragilit umana, afferma che luomo conserva la libert di non cedere al male, a quel male che un male reale e che si configura come una colpa.5 La riflessione sul male e sulla colpa non pu che essere morale e insorgere dallinterno di una riflessione sulla condizione umana. Anche la dimensione religiosa risponde ad una domanda essenziale: Que mest-il permis desprer?[] Le projet dlaborer une potique de la volont correspond mes yeux une tentative originale de repenser les enjeux de la question kantienne [] Ce quil sagit de penser, cest la libert selon lesprance(CI 393-415).6 Questo anche, secondo Greisch, il motivo per cui lammissione della colpa e la trascendenza si richiamano lun laltra e la coscienza, pur immersa nella colpa, si protende verso ci che la trascende per cercarvi una riconciliazione tra liber e necessit. Nella II Parte lautore, essenzialmente in Temps et rcit e in La mmoire, lhistoire, loubli, analizza il percorso dellidentit narrativa nel racconto letterario e in quello storico. In relazione alla storia, lautore, affermando con Ricur che viviamo e scriviamo la storia poich siamo esseri costitutivamente storici, ne evidenzia il principio sotteso: Lide dune intentionnalit historienne que la prise en compte de lintelligence narrative seule
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J.Greisch, Paul Ricur. Litinrance du sens, Jrme Million, Grenoble 2001. In relazione al tema della chair, di ascendenza marcelliana, lautore mostrer le conseguenze della sua mancanza nel pensiero heideggeriano, mettendo in luce il suo valore nella riflessione di Ricur. Si vedano, inter alia, le pagine 250-252. 2 Ibid. Lautore, in pi passi, sottolinea la matrice cristiana del pensiero di Ricur. 3 Ibid. ,p.34. N.B.: le citazioni non sono in corsivo per conservare il corsivo degli autori. 4 Ibid. Scrive lautore : La notion d inspiration renvoie lide que cest en sexposant une parole plus haute, cest dire plus originaire que la sienne, que le sujet parvient se comprendre lui-mme.[]Cest dans ce contexte que Ricur fait intervenir la notion marclienne de mystre oppose au problme. Plus prcisment, sagissant du rapport du cogito au corps, il sagit du mystre de lincarnation. p.33. 5 Ibid., p.38. 6 Ibid., p.49. 3

permet dlucider jusquau bout (MHO 307-369).7 E sulla capacit di autorigenerarsi dellumanit, Greish evidenzia come, se lipseit si costituisce attraverso un percorso nel tempo, proprio il perdono che capace di vedere luomo oltre il suo atto lo rende capace di ricominciare. Cos Greisch sintetizza il pensiero di Ricur sul rapporto tra la memoria e il perdono: Une seule formule rcapitulative [] nous livre le secret de cette phnomnologie hermneutique qui se dploie sous lgide de la mmoire heureuse sans perdre de vue la dissymtrie entre loubli et la mmoire au regard du pardon(MHO 653): Insoucieuse mmoire lhorizon de la soucieuse mmoire, me commune loublieuse et linoublieuse mmoire(MHO 655).8 Lhomme capable al centro dellanalisi della III Parte che approfondisce la comprensione di Soi-mme comme un autre, di Lectures III e di Penser la Bible. Greisch, dopo aver offerto un saggio del proprio pensiero, nelle cinque variazioni fenomenologico-ermeneutiche della promessa, ripercorre, alla luce di questultima, in Soimme comme un autre, unermeneutica del s che lui accorde un statut quasi-transcendantal; cest le vrai rvlateur dune ipsit, irrductible la simple mmt.9 La promessa evocher lattestazione e la testimonianza, entrambe necessarie, e secondo Greisch, unite nella testimonianza storica. Lattestazione, secondo Greisch,exprime exactement la sorte de certitude laquelle peut prtendre lhermneutique.10 Fine del pensiero di Ricur sar, secondo Greisch, quello di accostarsi ad una libert selon lesprance (CI 403).11 E aggiunge Greisch:Mme si nous renonons une philosophie de labsolu, cest quand nous sommes confronts lincomparabilit absolue des irruptions de lhorreur que lhermneutique du tmoignage vient la rescousse dune hermneutique de lattestation.12 Infine, Greisch esamina lapporto del paradigme hermneutique di Ricur alla riflessione filosofica sulla religione (meglio une philosophie religieuse, une hermneutique [] qui se confond [] avec une potique de la lecture biblique) e, proponendo uninterpretazione personale, afferma che quanto Ricur ha scritto di Thvenaz possa valere a definire anche la sua stessa posizione: une philosophie divine il opposera constamment une philosophie responsable devant Dieu, une philosophie o Dieu nest plus lobjet suprme de la philosophie, mais o il est impliqu titre de ple dappel et de rponse de lacte philosophique lui-mme(L3, 246 ).13

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Ibid., p.218. Ibid., p.319. 9 Ibid., p.360. 10 Ibid., p.381. 11 Ibid., p.373. 12 Ibid., p.396. 13 Ibid., p.432. 4

Olivier Abel, Paul Ricur. La promesse et la rgle, d. Michalon, Paris 1996, 126 p. Il breve ma incisivo saggio di O.Abel affronta, nelle sue complesse implicazioni, la riflessione sulla dimensione politica nel pensiero e nella vita di Paul Ricur. Esso si configura come uninterpretazione molto fedele al pensiero del maestro e di ampio respiro, sia dal punto di vista concettuale che nella scelta dei riferimenti alle opere dellautore. Lintento quello di mettere in luce come Ricur si sia, al contempo, proposto di definire la specificit della dimensione politica e di coglierne lintersezione con le altre istanze, soprattutto con quelle etiche e con la questione centrale della giustizia. La trattazione articolata in quattro capitoli e un epilogo: Diritto e politica; La promessa di una citt felice; Le regole della giustizia; La saggezza pratica; Amore e giustizia. Un primo aspetto che viene sottolineato lintersezione delle istanze individuali (ripartizione) con quelle della collettivit (partecipazione), e come questo rapporto sia esposto alla tensione di individuare la giusta parte.1 Come ricorda lautore, in questa dimensione di incompiutezza, complessit e conflittualit tra diverse istanze che caratterizza, al contempo, la dimensione politica, quella sociale, quella delle istituzioni dello stato e della giustizia, un ruolo decisivo assolto dalla saggezza pratica, della quale Ricur evoca necessit e valore nei capitoli di Soi-mme comme un autre in cui formula la sua ptite thique: La sagesse pratique, cest cette conviction bien pese qui anime le jugement, dans des situations de conflit irrmdiable. On peut dire que le juste prend des significations diffrentes en tant que bon, que lgal, ou ququitable .2 Come sottolinea Abel, anche la sua riflessione sul diritto apporta spunti significativi alla riflessione: Ricur [] cherche lenracinement du droit dans la vise dun bien commun [] il se met en qute de luniversalit du droit travers les rgles de son argumentation [] il recherche sa praticabilit, sa capacit sinterprter dans la singularit des situations, construire des compromis dans le conflit des instances de justice, reconstruire la cohrence des sujets et des liens sociaux en dpit de leur fragilit.3 Ad animare ogni riflessione sulla giustizia deve essere la visione del bene comune: la vise donne un sens de la justice davantage quelle ne dfinit un consensus car le bien prend plusieurs acceptions. La vise de la justice y est le bonheur commun, le bien commun. Cette orientation tlologique dit la finalit. Le bonheur commun est une vise ncessaire du politique.4 Al contempo, come ricorda Abel, anche la visione del bene comune rispecchia una tensione comunitaria e una pluralit di istanze e interpretazioni possibili: Le bonheur est donc la fois une vise commune et lhorizon dun pluralisme irrductible. 5 E avverte lautore, in linea con il maestro, come la tentazione della totalit possa insorgere nellalveo stesso della ricerca del compimento.6 Come ricorda lautore, la riflessione di Ricur comprende il ruolo dello Stato che si assume il compito di amministrare i conflitti tra uomo e uomo. Ora, lo Stato si configura nel suo tratto, irriducibile, dellazione penale.7 Una funzione della giustizia , quindi, quella realistica di amministrare la legge per rendere possibile la vita associata, governando i conflitti e contenendo il male; e tuttavia, al fondo vi , come ricorda
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O.Abel, Paul Ricur la promesse et la rgle, ditions Michalon, Paris1996, p.37-38. Ibid., p.40-41. 3 Ibid., p.44-45. 4 Ibid., p.47. 5 Ibid., p.48. 6 Ibid., p.62-63: Si lide de totalit, de bonheur habite le vouloir humain, elle ne doit toutefois lhabiter que comme une promesse inaccomplie. Et dans La libert selon lesprance, Ricur parle du Souverain Bien, ou bonheur, comme de lachvement de la volont [].Nel testo, a p.61, Abel ci offre una valida definizione del totalitarismo, capace di rendere ragione delle implicazioni esistenziali dellesercizio autoritario del potere. 7 Ibid., p.64-65.

Abel, la reciprocit, che ne se confond pas avec la rgle juridique, pas plus que le point de vue dontologique nest assimilable au droit positif. La rgle dont il sagit ici est plus puissante que celles de la lgalit: cest le principe de rciprocit qui claire des contextes la fois plus secrets ou plus vastes, mal reprsents dans les procdures juridiques ou dmocratiques.8 E, avverte Abel, questa regola dovrebbe essere applicata sia nei rapporti tra soggetti che in quelli sociali e istituzionali. In questo saggio, non poteva mancare unanalisi della posizione critica di Ricur nei confronti di A Theory of Justice di J.Rawls, posizione che non qui possibile che menzionare in una delle sue istanze fondamentali, quella di salvaguardare le libert fondamentali per tutti: Lordre entre les deux principes est trs important aux yeux de Ricur []. En effet, des attentes aux liberts de base gales pour tous [] ne peuvent tre justifies ou compenses par des avantages sociaux ou conomiques(cit en Soi-mme comme un autre, p.273). La justice politique prcde et fonde la justice sociale.9 NellEpilogo, Abel chiarisce come tutti i conflitti e le discriminazioni culminino nella tragicit della sentenza che rivela limpossibilit di tenere insieme amore e giustizia, e ricorda come Ricur, richiamando le Beatitudini, faccia emergere il conflitto tra il comandamento di amare i propri nemici e la Regola doro di non fare ad altri ci che non si vuole sia fatto a noi.10 Al contempo, egli avverte, con Ricur, come solo la conservazione della loro compresenza impedisca la loro degenerazione, conservandoli aperti a nuove interpretazioni.11 Con questo pensiero, Abel conclude il proprio saggio: Le commandement daimer son prochain reste une obligation mtaphorique, qui suppose imagination et interprtation. Lexigence infinie de lamour dforme ainsi les rgles finies de la justice vers une singularit toujours plus vive et vers une universalit toujours plus ample.12

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Ibid., p.68. Ibid., p.74. 10 Ibid., p.115. 11 Ibid., p.116. Scrive Abel: Cette polarit parcourt lensemble de luvre de Ricur[]et la dmarche que nous avons suivie tout au long de cet essai 12 Ibid., p.121. 6