Sei sulla pagina 1di 5

LO SGUARDO RIVISTA DI FILOSOFIA ISSN: 2036-6558

N. 9, 2012 (II) SPAZI DEL MOSTRUOSO. LUOGHI FILOSOFICI DELLA MOSTRUOSIT (pp. 165-169)

Testi/1:

Like tears in rain.


La breve vita del clone*
di Thomas Macho

Nel 1996 un annuncio sconvolge il mondo: nasce una pecora di


montagna gallese nei dintorni di Edimburgo. Luogo di nascita: RoslinInstitute, un istituto di ricerca finanziato essenzialmente dal
Biotechnology and Biological Sciences Research Council, ma anche dal
ministero dellambiente britannico e dalla Commissione Europea. Per la
nascita dellanimale dovettero venir impiegate 277 cellule, 29 embrioni e
come madre in affitto una pecora scottish blackface. La pecora, come
noto, venne battezzata Dolly, con una poco elegante allusione al seno
della cantante country Dolly Parton, che venne associato alle cellule
mammarie utilizzate per la fabbricazione della pecora clonata. Dolly
muore il 14 Febbraio 2003: dovette essere soppressa a causa di una grave
malattia polmonare, dopo una vita relativamente breve, che comunque
aveva provocato innumerevoli prese di posizioni, dibattiti e conflitti. Un
necrologio venne intitolato esce di scena una superstar [A superstar
exits the stage]: esso, riportando esplicitamente il timore che la vita degli
organismi clonati non sarebbe durata a lungo, richiamava alla memoria il
celebre momento finale del film Blade Runner (1982): Tutti questi
momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia [All
those moments will be lost in time like tears in rain].
Con Dolly comincia, poco prima del passaggio di millennio, lepoca
della tecnologia genetica e della biotecnologia. E ovviamente tutti i
dibattiti su Dolly non furono sulle pecore clonate, ma sulla possibilit di
riproduzione artificiale degli esseri umani. Gi nel 2000 i due padri di
Dolly, lembriologo Ian Wilmut e il biologo cellulare Keith Campbell,
avevano parlato chiaramente, nei loro dialoghi con Colin Tudge pubblicati
con il titolo The Second Creation (in tedesco il libro si chiama sobriamente
Dolly): fin dallinizio sarebbe stato chiaro a chiunque che, se si riesce con
le pecore, in linea di principio possono essere clonati anche gli esseri
umani. Ma noi due consideriamo la clonazione di esseri umani, in una
prospettiva futura, decisamente spiacevole, superflua a livello medico e
terribile a livello di principio. Ma anche se abbiamo lasciato brevettare
*

Prima traduzione italiana di T. Macho, Like Tears in Rain. Die Kurzlebigkeit der Klone,
in K. Vetter, C. Buddeberg (eds.), Projekt: Wunschkind. Die Vorstellung von
Schwangerschaft, Geburt und Wochenbett, Hamburg 2010, pp. 41-52. Traduzione a cura
di Antonio Lucci. Ringraziamo il Prof. Thomas Macho per la gentile concessione.
Ringraziamo il Dott. Lorenzo Ciavatta per il prezioso aiuto in fase di revisione del testo.

165

LO SGUARDO RIVISTA DI FILOSOFIA ISSN: 2036-6558


N. 9, 2012 (II) SPAZI DEL MOSTRUOSO. LUOGHI FILOSOFICI DELLA MOSTRUOSIT (pp. 165-169)

determinati aspetti del metodo, ci non ci d il diritto di prescrivere al


resto dellumanit a che cosa debba dare inizio con esso. La clonazione
degli uomini appartiene dora in poi alle possibilit che il futuro tiene
pronte per noi, e noi abbiamo contribuito pi di chiunque altro a questa
situazione1. Il pathos equivoco di queste frasi non necessita di nessun
commento, e tanto meno laccoglimento, l8 Febbraio 2005, da parte della
Human Fertilisation and Embryology Authority della domanda di ricerca
di Wilmut sulla possibilit di clonare in futuro, a fini di ricerca medica,
anche embrioni umani.
Da alcuni anni viene sempre nuovamente diffusa la lieta novella o la
terribile notizia secondo cui sarebbe venuto al mondo il primo uomo
clonato. Cos lazienda Clonaid, fondata dalla setta dei raeliani, ha
affermato che nella notte di natale del 2002, il 26 Dicembre, sarebbe
venuta al mondo la prima donna clonata, Eve: allepoca gli scienziati
restarono scettici. Essi prestarono tuttavia provvisoriamente fede al
sudcoreano Hwang Woo Suk, ricercatore nel campo delle cellule staminali,
che nel Febbraio del 2004 proclam di essere riuscito a clonare un
embrione umano: gi pochi mesi pi tardi i suoi dati di ricerca vennero
smascherati come falsi. Lo scandalo dellimbroglio scosse lopinione
pubblica mentre Campbell e Wilmut cominciavano a condurre (e
ovviamente a vincere) una battaglia per il copyright di Dolly, una sorta di
processo per lattribuzione della paternit. Sarebbe quindi solamente
conseguente e plausibile se questi scandali e questi litigi avessero
convertito tutte le domande etiche circa la desiderabilit dei cloni umani in
diffidenti domande sulla sua fattibilit. Leco della recentissima notizia (17
Gennaio 2008) secondo cui Andrew French con il suo team avrebbero
clonato un embrione umano nellazienda californiana Stemagen rimase
sorprendentemente sommesso.
E persino il resoconto pubblicato qualche giorno dopo dallInstitut
J. Craig Venters, secondo cui si sarebbe per la prima volta prodotto
artificialmente lintero genoma di un batterio (di esattamente 580.076
coppie di basi di Mycoplasma genitalium), non provoc alcuna
eccitazione duratura nel pubblico mediatico.
Neanche due anni prima di tutto questo uscivano sul mercato
diversi film e romanzi che trattano del tema della vita artificiale e della
clonazione umana: ad esempio nel 2005 vengono pubblicati i romanzi La
possibilit d'une le di Michel Houellebecq e Never Let Me Go di Kazuo
Ishiguro e nello stesso anno esce nei cinema anche The Island di Michael
Bay (con Ewan McGregor e Scarlett Johansson), un anno dopo il film
tedesco Blueprint (con Franka Potente). Ma come vengono trattate le
spinose questioni in questi testi e filmati [bewegten Bildern]? Nel
romanzo di Houellebecq viene dimostrata la crescente impossibilit della
costruzione della diacronia (sia attraverso la memoria [Erinnerung] che
attraverso la scrittura); le registrazioni dei cloni divengono sempre pi
rade e meno espressive, tanto pi avanzano da Daniel-1, loriginale, a
Daniel-24 o Daniel-25. Il romanzo di formazione e di sviluppo
[Entwicklungsroman] si smentisce da solo; e prima che Daniel-1 si tolga la
vita, per continuare a vivere in qualche modo nelle copie dei suoi
1

I. Wilmut, K. Campbell, C. Tudge: Dolly. Der Aufbruch ins biotechnische Zeitalter,


Mnchen-Wien 2001, p. 329.

166

LO SGUARDO RIVISTA DI FILOSOFIA ISSN: 2036-6558


N. 9, 2012 (II) SPAZI DEL MOSTRUOSO. LUOGHI FILOSOFICI DELLA MOSTRUOSIT (pp. 165-169)

successori, annota qualcosa che dopo solo alcuni secoli non sar pi
compreso dai suoi cloni:
Non c pi mondo reale, non c pi mondo sociale, mondo umano. Sono
uscito dal tempo, non ho pi n passato n futuro, non ho pi tristezza, progetti,
nostalgia, abbandono o speranza; in me non c altro che la paura 2.

In Blueprint le generazioni non costituiscono una serie di io sempre


pi povera di linguaggio [sprachlose] (come nel romanzo di Houellebecq),
ma precipitano in una deprimente sincronicit. Una nota pianista che
soffre di una malattia incurabile si fa clonare, cosicch il suo talento possa
durare anche oltre la morte. Ma la figlia, e sorella gemella, di sua madre
sceglie poco prima del poco credibile Happy End una vita solitaria in
Canada, per sfuggire ad atroci conflitti e alla costrizione a essere un
riflesso, un raddoppiamento. Il clone appare come il medium di un dubbio
trionfo sulla morte. Come possa essere organizzato a livello tecnico,
organizzativo ed economico questo trionfo lo mostra il film di Michael Bay
sull isola, al contempo paradiso di vacanza e prigione, dove
innumerevoli cloni vengono selezionati e ingannati: essi funzionano come
conserve viventi di organi sostitutivi per quelllite che si pu permettere il
proprio raddoppiamento, inteso come assicurazione sulla vita
particolarmente efficace. Se pure il tema stesso aveva sollevato fin dal
principio un sospetto di plagio, The Island venne pure criticato per le sue
massive strategie di piazzamento del prodotto, e anche coinvolto in una
disputa sui diritti di autore: Robert S. Fiveson e Myrl A. Schreibman
affermarono, nellestate del 2005, che la trama sarebbe stata presa dal loro
film The Clonus Horror del 1979.
Si sviluppa in direzione opposta al film dazione il romanzo di
Kazuo Ishiguro Never Let Me Go, una storia di collegio fondamentalmente
semplice. Soltanto i concetti utilizzati, il discorso sui donatori e
assistenti, segnala gi dalla prima pagina ci che, grazie a una
prospettiva narrativa coerentemente mantenuta, non sar mai visibile: il
fatto che i collegiali dellistituto crescono come cloni allevati e donatori di
organi in prospettiva. Prima o poi, troppo presto, essi finiranno il loro
ciclo [abschlieen]3: vengono nascoste anche le parole morire e morte.
Lo sconvolgente e oppressivo (e totalmente in contrasto con la descrizione
delle amicizie, dei conflitti e delle prime storie damore) evitare ogni
questione inerente al piano a cui soggetta la vita del clone produce la
rinuncia al dubbio e alla ribellione. Laddove nel film di Michael Bay
lazione conduce a uno showdown tra originale e copia, i cloni di
Ishiguro restano immancabilmente soli:
Malgrado la solitudine un lavoro che col tempo ho imparato ad
apprezzare. con questo non intendo dire che non mi far piacere stare un p con
gli altri alla fine dellanno, quando smetter 4.
2

M. Houellebecq, La possibilit di unisola, Milano 2005, p. 350.


In italiano lespressione rende una sfumatura del tutto differente dal tedesco, che
sarebbe pi direttamente traducibile con vengono terminati.
4
K. Ishiguro, Non lasciarmi, Torino 2007, p. 212. [Macho cita dalla traduzione tedesca,
in cui il tema della solitudine pi marcato, nella frase riportata: Selbst mit der
Einsamkeit habe ich mich im Lauf der Zeit angefreundet. Das soll nicht heien, da ich
mich nicht auf ein bichen mehr Gesellschaft freue, wenn ich am Jahresende mit allem
3

167

LO SGUARDO RIVISTA DI FILOSOFIA ISSN: 2036-6558


N. 9, 2012 (II) SPAZI DEL MOSTRUOSO. LUOGHI FILOSOFICI DELLA MOSTRUOSIT (pp. 165-169)

Naturalmente lo spettro degli esempi potrebbe essere allargato con


facilit. Ma gi le brevi annotazioni fanno comprendere che
limmaginazione culturale sul possibile allevamento di cloni non
intrattiene alcun rapporto con le notizie dei risultati tecnici dellazienda
Stemagen. Il fantasma della produzione artificiale della vita, la tanto
volentieri citata sindrome del dottor Frankestein non in alcun modo
indotto, anche se possono essere artificialmente prodotti gli agenti
patogeni di una infezione uretrale, e questi possono venir realizzati in
futuro non pi solo come Mycoplasma genitalium, ma anche come
Mycoplasma laboratorium. La distanza tra tecniche e angosce, tra il
trasferimento di nuclei cellulari e le speranze di immortalit o di cura,
difficilmente colmabile. Come deve prendere un fruitore degli appena
menzionati film e romanzi, per di pi esperto (e quindi scettico) lavoratore
nellepoca della cesura frankesteiniana della modernit [im
Frankensteinbruch der Moderne], la notizia che sono stati prelevati 21
nuclei da 29 ovuli di donne giovani e sane (come viene sempre
sottolineato), per impiantarvi materiale genetico proveniente da cellule
cutanee di altrettanti uomini giovani e sani?
Quattordici embrioni clonati avrebbero dovuto apparire, dopo
alcune ore, come se fossero stati fecondati; tuttavia soltanto cinque si
svilupparono nei giorni a venire in blastocisti sferiche da cui sarebbe stato
possibile ricavare cellule staminali.
E solo un unico embrione si afferm nel test genetico come
autentico clone, che pot essere documentato secondo una metodologia
esatta (per cui esso non pot essere assolutamente sviluppato
ulteriormente). Che cosa resta cos? Qualche traccia conservata? Una
relazione sui risultati di una ricerca pubblicata frettolosamente? Un grosso
forse che pu servire a richieste di tipo finanziario presso la
concorrenza?
In quali circostanze i risultati di ricerche scientifiche, le notizie di
successi provenienti dai lavoratori di fisica, chimica, medicina, biologia,
ottengano una rilevante reazione pubblica? Verosimilmente dalla nascita
di Dolly sono stati intrapresi innumerevoli tentativi di clonazione di
embrioni umani: il procedimento del trasferimento dei nuclei cellulari sar
stato applicato con ogni probabilit in parecchie migliaia di campi.
Nessuno sa perch hanno avuto successo soltanto Andrew French e il team
della Stemagen, e non Ian Wilmut o Miodrag Stojkovich del centro studi
Principe Felipe di Valencia, in cui da un certo numero di anni vengono
fatti esperimenti con tecniche di clonazione di embrioni umani. La
cesura californiana stato solo un raro colpo di fortuna? Forse questa
domanda potr trovare risposta solo in pochi mesi, quando saranno resi
noti i risultati degli esperimenti successivi. French vuole presentare,
ancora durante questanno, delle cellule staminali ottenute tramite il
trasferimento del nucleo; simili tentativi saranno intrapresi tra poco anche
a Valencia. Dunque ci che prima come adesso resta vietato in Germania,
da poco tempo permesso in Spagna: il 24 Gennaio 2008 stato
fertig bin. Per maggiore chiarezza riportiamo qu anche la versione originale, in lingua
inglese, della citazione: Even the solitude, Ive actually grown to quite like. Thats not to
say Im not looking forward to a bit more companionship come the end of the year when
Im finished with all of this. (N.d.T.)]

168

LO SGUARDO RIVISTA DI FILOSOFIA ISSN: 2036-6558


N. 9, 2012 (II) SPAZI DEL MOSTRUOSO. LUOGHI FILOSOFICI DELLA MOSTRUOSIT (pp. 165-169)

annunciato che gli scienziati del centro studi Principe Felipe hanno
ottenuto unautorizzazione per la cosiddetta clonazione terapeutica.
Il rischio di inganno resta elevato. I progressi della ricerca sulle
cellule staminali e sulla biologia sintetica appaiono troppo grandi? O
troppo piccoli? Vengono esagerati o sottovalutati? Le idee culturali sulla
vita artificiale, sui cloni e sui mitici doppi [Doppelgngern], sono
comunque molto lontane da qualsiasi sapere che viene generato e al
contempo relativizzato dalle notizie provenienti dai laboratori, dai dibattiti
etici, dalle accuse di falsificazioni. E questa distanza si allarga nella stessa
misura in cui non possono pi essere facilmente sincronizzate tecnica,
scienza e coscienza pubblica. Ci che viene percepito dallopinione
pubblica e dai media spesso non affatto attuale: alcuni spettacoli
discorsivi sottolineano solo una lacuna. Discutiamo oggi, parecchi anni
troppo in ritardo, di una svolta climatica che presumibilmente non sar
pi arrestabile; per contro si dibattuto nella maniera pi chiassosa delle
conseguenze sociali ed etiche delle biotecnologie, ancor prima che venisse
decifrato il codice genetico. Negli anni successivi la citatissima doppia
decisione della NATO (del 12 Dicembre 1979) stato registrato con
estrema apprensione lo stazionamento di ogni singolo razzo in Europa.
Oggi i progetti di difesa missilistica degli USA in Europa dellest e le
corrispondenti minacce di riarmo da parte della Russia vengono
commentati con grande pacatezza: soltanto il noto Doomsday Clock del
Bulletin of the Atomic Scientists dal 2007 di nuovo a cinque minuti dalle
dodici.
Notoriamente le bombe atomiche non sono effimere, lo per la
coscienza della loro immutabile, persistente pericolosit; effimero non il
cambiamento climatico, ma lo abbastanza spesso lambizione politica di
far accettare le misure necessarie. Effimeri non sono tanto i cloni e i doppi
[Doppelgnger], e forse neanche le blastocisti copiate o le serie di
esperimenti per la duplicazione delle identit genetiche, quanto piuttosto i
dibattiti pubblici riguardo queste tecniche di possibile allungamento della
vita. Effimera palesemente una certa modalit dellattenzione a s
[Selbstaufmerksamkeit], un orizzonte della riflessione collettiva e
dellaccertamento critico di determinate possibilit e confini; effimeri non
sono i progetti di nuovi uomini, i progetti di allevamenti di uomini e
donne giovani e sani, ma soprattutto longevi; quanto, piuttosto, le fragili
immagini umane, che, in concorrenza con lacceleratissima evoluzione di
sempre pi dispendiose tecniche di perfezionamento, scompaiono davvero
come sullorlo del mare un volto di sabbia 5 (Michel Foucault), o come
lacrime nella pioggia.

M. Foucault, Le parole e le cose. Unarcheologia delle scienze umane. Milano


1996, p. 414.

169