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SPECIALE AT T U A L I T

Dai ragazzi selvaggi al cinema selvaggio


di ELIO GIRLANDA

nsegnargli le tecniche per raccontare cosa hanno visto, sar una faccenda veloce, sono sicuro: come sono sicuro che gli insegneremo s a scrivere, ma soprattutto a fotografare, a viaggiare in rete, a girare e montare lm con un cellulare. Cos dichiara Alessandro Baricco, riferendosi a studenti da formare alla letteratura, al giornalismo, al cinema e al teatro, nella rinnovata Scuola Holden di Torino (La Repubblica, 10 maggio 2013). Lo scrittore si rivolge ai nativi digitali, quelli della Generazione Z, nati con smarthone e internet, che hanno capacit di apprendimento inedite secondo le ricerche scientiche. Intanto Marianna Cappi saluta Holy Motors, miglior lm del 2012 per i Cahiers du Cinma cos: Meglio dadaisti che paranoici, urla in silenzio Carax, meglio primitivi che digitalizzati (mymovies.it). Ecco un mentore che spinge i narratori a prendere il tram, come invocava Zavattini, ma guarda alle tecnologie mobili low low cost come il cellulare per girare un lm (lo sta facendo Pippo Delbono da Paura nel 2008 ad Amore Carne nel 2013, grazie a un format con nuovi nomi come P Cinema e nuovi festival come il Pocket Film Festival di Parigi). In omaggio alla camra-stylo di

Dal lm di Truffaut ai nuovi adolescenti, la storia di un mito e uninvenzione culturale, no al ribaltamento pedagogico con i nativi digitali.
Alexandre Astruc (1948) o alle origini stesse del cinema, Delbono rivela: La rivoluzione della cinematograa tascabile pu dare lo sguardo a chi non potrebbe permettersi di fare del cinema: per esempio potremmo far raccontare questo paese dagli extracomunitari che arrivano a Lampedusa. Approttando della crisi economica e artistica, serve reinventare per cambiare la consuetudine dello sguardo che ormai dalla politica alla religione tutta uguale. Il teorico Leonardo Quaresima nota: Lidea della moltiplicazione e trasformazione degli schermi - dal computer, al telefonino, ai maxischermi nelle stazioni - sembra postmoderna, ma in realt rimanda alle radici, quando i lm venivano proiettati in minima parte nelle sale, piuttosto nei circhi, nei teatri di variet, nelle ere. Dagli Anni 10 agli Anni 80, prima dellavvento della

In alto Il ragazzo selvaggio di Franois Truffaut, Francia 1969. Holy Motors di Leos Carax, Francia/Germania 2012.

multisala, il cinema non stato stabile, stato tante cose diverse vicine alla frammentazione contemporanea (Il Manifesto, 2 aprile 2011). Intanto il visionario Carax ripensa al grado zero tra il pionierismo cronofotograco di Marey e il primitivismo sico e reale degli attori, quando il dispositivo digitale ormai muta radicalmente produzione, linguaggi, corpo attoriale, schermi e posizionamento dello spettatore verso scenari virtuali o preumani (v. il nale, omaggio agli scimmioni di 2001: Odissea nello spazio). Cosa centra tutto ci con Il ragazzo selvaggio (Lenfant sauvage, 1969) di Truffaut, opera seminale, situata com alle origini della nostra rivista, se non addirittura archetipica per lautore e il cinema moderno? Un aneddoto di lavorazione rileva non solo lautobiograa truffautiana come componente strutturale del lm (dedicato a Jean-Pierre Laud, interprete del primo personaggio autobiograco, Antoine Doinel), ma anche un doppio gioco delle parti tra Franois, Antoine e Victor come fra Truffaut e Itard, e fra Truffaut e lo spettatore, che rende attuale la lezione del lm: Nel rapporto educativo stabilitosi tra questi e lallievo siamo autorizzati a riconoscere in qualche modo la funzione svolta da Bazin nei confronti dello stesso regista, nonch il rapporto tra Franois e lattore Jean-Pierre Laud, dal primo iniziato alla carriera cinematograca. Ancora, alleducazione di Victor da parte di Itard si sovrappone idealmente quella di un ragazzo di nome Jean-Pierre Cargol. Il piccolo gitano scelto dal regista per interpretare il personaggio del ragazzo selvaggio nisce col maturare, durante la lavorazione del lm, una nuova sensibilit (cinematograca): A lm terminato, ci si accorti che il cinema lha fatto evolvere; secondo me

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la differenza tra Jean-Pierre Cargol prima e dopo la lavorazione del lm, stupefacente. La troupe gli ha offerto una piccola camera 8 mm. per iniziarlo al cinema ed egli ha detto: Sar il primo regista gitano. Inne lidenticazione Truffaut-Itard suggerisce pi sfumate combinazioni, riposando il rapporto dottore-allievo su di un altro rapporto altrettanto reale quanto quello descritto nella ction: si allude alla relazione regista-attore che si stabilisce nellatto della messa in scena. [] Il che istituisce precisamente il lm come lincontro delle due scritture perfettamente sovrapposte: colui che mette in scena mette in scena se stesso (da un articolo di Carlini e Marchesini). E questa anche una esplicita dichiarazione di poetica, per la quale siamo autorizzati a vedere ne Lenfant sauvage la cartina di tornasole del cinema di Truffaut (Barbera, Mosca).

Le origini di un mito
I racconti fantastici sui ragazzi selvaggi o feral children hanno accompagnato la nascita delle civilt occidentali (v. il mito della fondazione di Roma con Romolo e Remo abbandonati sul Tevere e allattati da una lupa), come corollario mitico alla necessit umana di recuperare quelle radici naturali, in qualche modo interrotte da ogni tipo di civilt (Baraldi), avendo per una base cronachistica. Fino al IV secolo d. C., infatti, tra il 20 e il 40% di tutti i nuovi nati veniva abbandonato. Eppure c qualcosa di diverso nel ritrovamento, il mese di Termidoro dellanno settimo della Rivolu-

zione (1798), del ragazzo selvaggio Victor, abbandonato (o persosi) e poi catturato nei boschi dellAveyron, con la ri-educazione da parte del medico-losofo illuminato Jean-Marc Itard: Ma se la vicenda del sauvage de lAveyron non era nuova in assoluto, nuovo era il tipo di interessi attraverso cui la cultura tardo-illuministica si disponeva a considerare il fenomeno degli enfants sauvages (Moravia), rispetto alla precedente insistenza sulleccezionalit o la curiosit. Cos, levento si combina con le scoperte nella psicologia del bambino, alle origini della moderna pedagogia sperimentale, nellambito di un dibattito molto animato allepoca in Francia sul rapporto con la natura e la societ della gura del selvaggio, compresi i selvaggi parlanti e socialmente organizzati che viaggiatori ed esploratori andavano scoprendo in terre lontane. Il fenomeno degli enfants sauvages dest un rinnovato interesse nella cultura tardo-illuminista di quegli anni poich gli idologues, eredi dei philosophers, attribuivano una grande importanza allo studio delluomo e della societ e, in particolare, allanalisi empirica e sperimentale dei processi psichici e affettivi, unanalisi che sispirava esplicitamente al sensismo di Condillac. In questo contesto culturale si pu ben capire quanto vivo fosse linteresse degli studiosi parigini a effettuare una attenta e diretta osservazione su un soggetto cos affascinante (Cecconi). Nellambito di una riessione losoca interessata alluomo e alle sue relazioni sociali, quindi alle gure isolate e solitarie come i naufraghi (da Robinson Crosue ai ragazzini sopravvissuti a una guerra nucleare sullisola deserta de Il signore delle mo-

sche, 1963, di Peter Brook, no alleroe malgr soi di Cast Away, 2000, di Robert Zemeckis), i pazzi e certi tipi di selvaggio, la cui esistenza mette in dubbio alcuni princip fondanti dellIlluminismo (Moravia), si deve a Rousseau con il suo celebre Discorso sullorigine e i fondamenti della disuguaglianza fra gli uomini (1754) il primo resoconto di cinque casi di ragazzi selvaggi. Si rafforza, allora, il mito del Buon Selvaggio, con la teoria che la civilt (civilisation), in quanto allontanamento dalloriginario stato di natura o dalla sauvagerie, rappresenti una forma di malattia. Qualche anno dopo, gli stessi casi entrano, assieme ad altri cinque, nel catalogo scientico di Linneo (Systema Naturae, 1759), il quale li considera esemplari di una variet particolare della specie umana. In tale direzione pedagogica, sulla base di un fraintendimento tra Natura, Infanzia e Sauvagerie, Rousseau stabilisce un legame anche tra i selvaggi doltreoceano e il suo giovane allievo (mile) ovvero tra la sauvagerie e la fanciullezza (come per Itard), dando inizio a una certa letteratura. quella coloniale, dalle conseguenze nefaste, che associa lo stato di dipendenza dellallievo dalla gura adulta del precettore a quella che sinstaura fra il selvaggio o lAltro e lEuropeo ovvero tra il colonizzato e il colonizzatore, modello storico-politico per il rapporto tra lEuropa e le sue colonie.

In alto Il signore delle mosche di Peter Brook, Gran Bretagna 1963. Cast Away di Robert Zemeckis, Usa 2000.

Le tipologie di ragazzi selvaggi


Ancor oggi i ragazzi selvaggi sono materia per cinema, letteratura (v. box) e televisione (come la serie Raised Wild/Feral Children, 2012, dellantropologa inglese Mary-Ann Ochota), lungo una linea che vede peraltro nel selvaggio lessere perturbante o, con la narrativa postcoloniale, il fool che dice la verit, e lo fa non tanto irridendo il potere, quanto riutando di usare il suo stesso linguaggio (Baraldi). Sono, cio, tutti coloro nei quali la buona societ non si riconosce. quanto accade, per esempio, a Forrest Gump. Cos come accadde in epoca vittoriana al Mr. Hyde, allElephant Man (al centro dellomonimo lm di Lynch del 1980) e alla Venere ottentotta, protagonista di Venus noire (2010) di Abdellatif Kechiche, quando quei soggetspeciale numero 100 luglio-agosto 2013

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ATTUALIT

Lenigma di Kaspar Hauser di Werner Herzog, Germania 1974. ti umani diventarono fenomeni da baraccone. Il soggetto presente anche nelle culture extraeuropee come laustraliana dove i lost child, pi che i feral child, hanno un valore simbolico ma con qualche differenza: La scomparsa del fanciullo o della fanciulla acquista anche in Australia non solo un senso storico-cronachistico, testimonianza della dura vita nel bush, ma si colora di un valore mitico-simbolico, opposto per a quello europeo, incarnando il primordiale impatto della comunit angloceltica con un luogo che solo dopo molto tempo si sarebbe potuto chiamare casa, patria, nazione. [] Il lost child australiano quindi una gura che, come ogni fanciullo perduto, nega il futuro, ma, allo stesso tempo, esprime limpossibilit di un ritorno al passato (Baraldi). Espressione del topos australiano tra cronaca e mito, che evidenzia limportanza della variante femminile, il cinema che per lo riavvicina a posizioni corrispondenti al mito europeo con lenfasi sul contatto con una natura primordiale e sulla possibilit di un risvegliamento panico o addirittura edenico (Ba moi seule di Frdric Videau, Francia 2011.

raldi). Si pensi a Linizio del cammino (1971) di Nicolas Roeg, Picnic ad Hanging Rock (1975) di Peter Weir, A Cry in the Dark (1988) di Fred Schepisi e Lantana (2001) di Ray Lawrence. questa unaltra dimostrazione di quanto il ragazzo selvaggio interessi il cinema mondiale. Il tema si presta a innovazioni come avviene sul personaggio ottocentesco di Kaspar o Caspar Hauser, oggetto di ben 49 volumi di atti conservati presso lArchivio di Stato di Monaco, come notava Walter Benjamin (Figure dellinfanzia, Raffaello Cortina, 2012), e di lm dautore, da Kurt Matull (1915) a Lenigma di Kaspar Hauser (1974) di Werner Herzog. Lo studio compilativo di Malson (1964), che invogli Truffaut a realizzare il lm, ricostruisce le storie di 53 ragazzi abbandonati o vissuti in ambienti selvaggi in totale isolamento o in compagnia di animali (bambini-lupo, bambini-orso, bambini-scimmia, bambini-pecora ecc.), che diventano 47 e poi 70 in ricerche pi recenti (Ludovico; Macinai), comprendendo i bambini segregati in casa o in luoghi privati. Questi ultimi, come la bambina austriaca tenuta prigioniera per 8 anni, sembrano alimentare, oggi, pi di altri soggetti i lm dautore europei, al punto che i Cahiers du cinma denunciano una sindrome Natascha Kampusch (con due lm: Michael, 2011, di Markus Schleinzer; moi seule, 2011, di Frdric Videau). Il loro abbandono, che sempre sconcertante per lopinione pubblica, avviene allinterno della societ civilizzata, distinto dai veri e propri ragazzi selvaggi abbandonati allesterno della societ. Il cinema spesso li vede come esseri diversi o dotati di poteri soprannaturali come avviene, per esempio, in Powder, 1995, di Victor Salva.

Storicamente, infatti, la pedagogia distingue due modelli di tipologia: il ragazzo selvaggio dellAveyron, per lisolamento esterno alla societ civilizzata, e Kaspar Hauser, un individuo costretto a vivere in totale isolamento in un seminterrato per oltre 16 anni, per lisolamento interno alla societ. Fino a qualche anno fa il caso pi noto di abbandono interno era quello di una ragazzina americana, Genie, rinchiusa dal padre in una stanza dallet di un anno no ai tredici, e che comparve nel 1970 in coincidenza con luscita del lm di Truffaut. Il tutto contribu a far dibattere nella comunit scientica lesistenza di un periodo critico oltre il quale lo sviluppo del linguaggio diventa virtualmente impossibi-

Moonrise Kingdom - Una fuga damore di Wes Anderson, Usa 2012. le. C chi tra gli studiosi identica in Victor larchetipo del fanciullo divino (Pan) nel secolo-bambino, l800, ovvero linizio di una serie di ritratti da David Coppereld al Mowgli del Libro della giungla di Kipling (che rivedremo con attori in una nuova versione della Disney), da Peter Pan a molti altri, no a Pinocchio. La stirpe arriverebbe a coniugare innocenza e sete davventura, soprattutto nel romanzo vittoriano, con la gura del fanciullo che salva: leroe-bambino. Fino a comprendere lassociazione dei Boy Scout, fondata da Baden-Powell nel 1907, vicina alla pedagogia di Rousseau ma diversa dallidea di bravo ragazzo pronto a compiere piccole buone azioni degne di merito, che si fossilizzata col tempo nellimmaginario collettivo (Baraldi), come racconta ironicamente Wes Anderson in Moonrise Kingdom (2012).

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Forrest Gump di Robert Zemeckis, Usa 1994. A proposito delle origini delluomo, in ambito losoco e storico negli ultimi quattro secoli la problematica sempre la stessa: Se cio luomo sia pi un prodotto di natura o pi un prodotto di cultura, di educazione, o viceversa; e i casi dei ragazzi selvaggi sono il collo di bottiglia attraverso il quale bisogna passare per ottenere la soluzione del problema. Ogni scoperta di ragazzi selvaggi sempre accompagnata da domande e risposte nel lungo e tortuoso cammino verso la conoscenza e la scienza delluomo, con strumenti scientici e ricerche correlate sul cervello ed eventuali lesioni. Il punto cardinale della questione : la causa dellanormalit dei fanciulli selvaggi non va cercata nelle tare cerebrali quanto nella stessa denizione di norma: Che cosa si intende per comportamento normale riferito a un essere umano? [] Voglio dire, cio, il limite fra lumano e il non-umano posto dai caratteri somatici o dal comportamento? Ma i primi sono modicabili al pari del secondo, in dipendenza dalle condizioni ambientali nelle quali sia gli uni che laltro si sviluppano (Ludovico). Va in questa direzione la dinamica ribaltata dei lm su adulti selvaggi e idiot savant come gli autistici (Rain Man; Forrest Gump), ma anche soggetti con qualit artistiche o intellettive, anche se ritenuti pazzi o malati come in Shine (1996) di Scott Hicks, Will Hunting - Genio ribelle (1997) di Gus Van Sant, A Beautiful Mind (2001) di Ron Howard.

vicinando criticamente il cinema, egli fa di ciascun lm il momento di una educazione alla lettura per lo spettatore (Barbera, Mosca). Soprattutto ne Il ragazzo selvaggio il regista esprime simultaneamente unidea del mondo e unidea del cinema, avendo privilegiato con lo sceneggiatore Jean Gruault il momento educativo della storia. In tal modo si stringe il rapporto tra ragazzo selvaggio ed educazione al linguaggio, cos come quello tra istitutore e allievo, e si sviluppa una dinamica tra scoperta delladultit e ritorno allinfanzia, anche del cinema. Secondo episodio della trilogia che Truffaut ha dedicato allinfanzia, Il ragazzo selvaggio pone il problema delle origini, del linguaggio, della comunicazione, della cultura. il lm delle prime volte. [] anche la prima volta che Truffaut recita in uno dei suoi lm, segnando un capovolgimento nel gioco delle identicazioni: Fino a Il ragazzo selvaggio, tutte le volte che nei miei lm cerano dei bambini mi identicavo con loro, mentre qui per la prima volta mi sono identicato con ladulto, col padre. [] Il lm segna anche linizio dellimportante collaborazione tra Truffaut e Almendros: un omaggio alla fotograa dei lm muti. [] Il loro stile, senza fronzoli, aveva quella precisione assonometrica che oggi non esiste pi. [] Ogni singola immagine di Il ragazzo selvaggio riette la bellezza di quel primo sguardo del cinema sul mondo connotato nel lm dalluso sistematico dei mascherini a iride. Giudicando troppo meccanici gli effetti diride ottenuti tramite le tecniche attuali, Truffaut riusc

a trovare un apparecchio dellepoca del muto, vestigio antidiluviano, che venne utilizzato per le riprese. Film sul segreto delle origini delluomo, Il ragazzo selvaggio celebra anche quelle del cinema (Gillain). Con uneredit che va da Hollywood, tra Nell (1994) di Michael Apted e Into the Wild (2007) di Sean Penn, no a Re della terra selvaggia (2012), al cinema europeo, con varianti favolistiche o romanzate (La volpe e la bambina, 2007, di Luc Jacquet; Sopravvivere coi lupi, 2007, di Vera Belmont), Truffaut ha avviato una pratica di ricerca e un lone dai conni estesi. un mixed genre non solo tra ction e documentario ma anche tra favola, western, lm storico, no a horror e ghost story come nello spagnolo La madre (2013) di Andres Muschietti. Non bisogna tralasciare lattrazione per lo scenario della natura selvaggia o wilderness, frutto di un interesse mutuato dalla letteratura per lesotico e lavventuroso e trasformatosi dalla mitizzazione della Natura tra 700/800 alla disneyzzazione dellanimale selvaggio (esempio recente la saga Madagascar), no a una visione meno ottimistica dellambiente (un doppio cinematograco su cui proiettare timori, desideri e speranze, senza distinguere la soglia tra nzione e realt) allinizio del nuovo secolo (da Cast Away a Into the Wild). E si potrebbe aggiungere che questo ingenuo vagheggiamento di un universo inesistente ma strabiliante, struggentemente equilibrato e felice, la dice lunga sullo spasmodico desiderio di tanta gente, di sognare, se altro non pu fare, fascinose alter-

La volpe e la bambina di Luc Jacquet, Francia 2007.

Unidea del mondo, unidea del cinema


Se vero che Truffaut costantemente scopre il rischio della messa in senso (Carlini, Marchesini), come nei trucchi ottici di Jules e Jim (1961) dove la contestazione del modello classico di messinscena passa attraverso laccettazione consapevole dei suoi meccanismi e delle sue tecniche e contemporaneamente la denuncia della nzione in quanto apparato, altrettanto vero che avspeciale numero 100 luglio-agosto 2013

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Il ragazzo selvaggio di F. Truffaut, Francia 1969. In basso Spring Breakers- Una vacanza da sballo di Harmony Korine, Usa 2012. native a un mondo perduto, che non appare pi redimibile (Brevini). Intanto Jared Diamond, geografo e scienziato, ci invita a ritenere come lezioni degne di essere imparate oggi alcune pratiche delle societ tradizionali, non pi idealizzate e sopravvissute allindustrializzazione, che hanno prodotto esperienze con passi avanti nella societ e nel comportamento umano. Attingendo a decenni di lavoro nelle isole del Pacico come tra gli indios dellAmazzonia, anche se ci sono innegabili enormi differenze tra il mondo tradizionale e le moderne societ (WEIRD: western/occidentali, educated/ istruite, industrialized/industrializzate, rich/ricche e democratic/emocratiche), alcuni aspetti del mondo di ieri offrono spunti di notevole interesse e i tratti delle societ tradizionali che potrebbero essere accolti esclusivamente a livello collettivo sono numerosi (Il mondo no a ieri, Einaudi 2013). Lo studioso segnala la dieta e le abitudini alimentari, leducazione dei gli nel bilinguismo, la valutazione dei pericoli quotidiani, la religiosit o non religiosit, la condizione degli anziani, la giustizia riparativa e la mediazione nei conitti, no alla salvaguardia del benessere sico. Sar anche per questo motivo che il cinema antropologico preferisce oggi privilegiare il punto di vista delle popolazioni, oggetto delle ricerche, dando le telecamere ai nativi, sulla scorta della rivoluzione di Jean Rouch negli Anni 50.

vini) che sono correlate al colonialismo e allimmaginario sullesotico che nell800 hanno avuto una ricaduta nella cultura di massa e nellindustria culturale con icone come Tarzan (il romanzo del 1912, mentre il primo lm del 1918). Nota lo psicoanalista Octave Mannoni sul selvaggio dellAveyron: Itard non impara nulla dal selvaggio e lo trasforma in uno schermo vuoto su cui proietta il suo sapere personale. Anche se sappiamo che il lavoro di Truffaut pi sfumato o ambiguo rispetto al testo originario, comunque il ragazzo selvaggio resta alla base del colonialismo, della teoria paternalista del controllo imperiale, nonch dellideologia dellAltro come di uno stato di pura natura del tutto priva di supporto culturale. Invece in una concezione recente o postcoloniale della letteratura come del cinema, il ragazzo selvaggio non pi lespressione di un adulto potenziale, non pi il docile allievo, ma la creatura perversa e polimorfa la cui qualit proteiforme trascina i suoi seducenti maestri oltre i conni deniti, oltre gli argini del sapere costituito e istituzionalizzato, oltre la soglia dellumano sentire (Baraldi). Non si dimentichi, inne, che la realt dei ragazzi allevati da animali stata molto drammatica. Il cosiddetto selvaggio dellAveyron era probabilmente un bambino autistico abbandonato dalla famiglia, come accadeva non infrequentemente a quel tempo, ma, sullo sfondo del dibattito illuministico su stato di natura e civilizzazione, la cultura settecentesca lo interpret come una possibile prova della teoria del buon selvaggio di Rousseau. Purtroppo, nonostante i tentativi protratti per una trentina danni da Itard, un volonteroso medico che si appassion subito al caso, Victor, questo il nome che fu attribuito al ragazzo, rimase no alla ne scontroso, ag-

gressivo, non apprese mai il linguaggio umano e visse praticamente come un animale in gabbia (Brevini).

Adolescenti, nuovi selvaggi


Cos il cinema sta spostando lattenzione sui nuovi bambini e adolescenti. Come si vede nei personaggi Tomboy e Stella, no alle ragazzine trasgressive di Harmony Korine in Spring Breakers - Una vacanza da sballo, 2012, e di Soa Coppola in The Bling Ring, 2013, compresi studenti (The We and I, 2012, di Michel Gondry) e nativi digitali, inserendosi nella storia pi ampia delle rappresentazioni dellinfanzia (v. lantologia di Mark Cousins, The Story of Children and Film, a Cannes 2013) e drammatizzando il paradigma, antropologico e pedagogico, originato dalle nuove tecnologie. Si pensi ad autori come Gus Van Sant (Elephant, 2003; Paranoid Park, 2007) e Lynne Ramsay (Ratcatcher-Acchiappatopi, 1999; E ora parliamo di Kevin, 2011) che testimoniano della vitalit del tema. Si pensi a documentari come Project Nim (2011) di James Marsh, una sorta di rovesciamento del mito del ragazzo selvaggio, presentato al Sundance e al Festival di Roma, su un esperimento americano degli Anni 70 per lacquisizione del linguaggio in uno scimpanz, separato dalla madre biologica e trattato come un bimbo. Il lm di Truffaut unopera seminale sul piano sia cinematograco sia scientico, anche per il mix di documentazione e invenzione, ricerca scientica e leggenda della vicenda stessa. Resta la sda, ormai datata, dimmaginare un cinema che si muova solo nei territori del classico e del mo-

Uninvenzione culturale
Si conferma, dunque, che i ragazzi selvaggi sono uninvenzione culturale, come la natura selvaggia e la wilderness (Bre-

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derno, e di una pedagogia eterodiretta o autoritaria fondata sul linguaggio. In tal senso non un caso, forse, che Godard stia girando un lm in 3D dal titolo emblematico Adieu au langage. La cultura digitale e i nuovi media hanno messo in crisi non solo lautorit dei vecchi media, ma anche la nozione stessa di linguaggio, quindi i fondamenti delleducazione allimmagine, ora tra Media Education e Digital Literacy (alfabetizzazione digitale). Sempre pi autori giovanissimi diffondono video su YouTube e Instagram per milioni di utenti, senza regole linguistiche e vincoli commerciali, reinventando le forme di manipolazione delle immagini e autoformandosi come i cineasti fuori schema o fuori norma (v. sezione di Pesaro

Consigli di lettura
La letteratura sui ragazzi selvaggi, anche in italiano, vasta in ambito sia scientico che narrativo. In questultimo interessante la riscrittura dello statunitense T.C. Boyle (Il ragazzo selvaggio, Feltrinelli, 2012) che, in oggettiva, narra la vita di Victor no alla morte, sulla base delle relazioni del dr. Itard e del lm, dimostrando lattualit Il ragazzo selvaggio di Franois Truffaut, del contrasto fra Natura e Civilt. La Francia 1969. vicenda commentata dal losofo Sergio Moravia in un testo esaurito, Il ragazzo selvaggio dellAveyron (Laterza, 1972), con selezione di fonti. A conferma dellinestinguibilit del tema e utilizzando il POV (point of view) del protagonista, il giornalista Marcello Foa, in collaborazione con il reale protagonista oggi adulto, Manuel Antonio Bragonzi, ricostruisce la storia vera degli Anni 80 di un bambino cileno (Il bambino invisibile, Piemme, 2012), fuggito a 5 anni tra i boschi per allontanarsi da un mistero sulla sua vita. Sul tema generale, mentre la linguista Anna Ludovico rintraccia nei bambini abbandonati e sopravvissuti in compagnia di animali uno strumento per comprendere le differenze tra umani e altri animali, come le basi della comunicazione simbolica della parola (Anima e Corpo. I ragazzi selvaggi alle origini della conoscenza, Aracne, 2006), il pedagogista Emiliano Macinai rilegge testimonianze di bambini e bambine selvaggi, ricostruendone le vicende storiche e le motivazioni mitologiche (Bambini selvaggi. Storie di infanzie negate tra mito e realt, Unicopli, 2009). Inne, se Matteo Baraldi con I bambini perduti. Il mito del ragazzo selvaggio da Kipling a Malouf, (Quodlibet, 2006) confronta letteratura occidentale e australiana, rilevando somiglianze e differenze anche lmiche, litalianista Franco Brevini dellUniversit di Bergamo e dello Iulm di Milano, con Linvenzione della natura selvaggia (Bollati Boringhieri, 2013), ricomprende il tema in quello della natura selvaggia, ancor oggi attraente e ambigua. Sul piano cinematograco Luciano Cecconi completa lo scenario: I bambini nel cinema. Le rappresentazioni dellinfanzia nella storia del cinema (Franco Angeli, 2006), con un saggio sul lm di Truffaut (Il latte, la nestra e lalfabeto, Cadmo, n. 5-6, dicembre 1994). I riferimenti al lm come a opera e a biograa del regista sono presenti, tra laltro, in: A. Barbera, e U. Mosca per Castoro Cinema (disponibile in ebook), A. Gillain, Franois Truffaut. Il segreto perduto (Le Mani, 1995) e A. de Baecque, S. Toubiana, Franois Truffaut. La biograa (Lindau, 2003).

Project Nim di J. Marsh, Gran Bretagna 2011. Sotto The Bling Ring di S. Coppola, Usa 2013. 2013). Analogamente alla deindustrializzazione dello storytelling per cui ogni adolescente, pi o meno educato, pu postare un video in rete per tutti, gli studiosi aggiornati usano il videogioco, non il lm o il libro, come modello dapprendimento e insegnamento nella scuola digitale (J. P . Gee, Come un videogioco. Insegnare e apprendere nella scuola digitale, Raffaello Cortina, 2013). Mentre lEuropa elabora un progetto transnazionale di monitoraggio sulla Film Literacy ovvero la didattica del cinema e la formazione del pubblico con al centro ancora la scuola, simpone un cambio di passo per tutti: autori, insegnanti, operatori culturali, spettatori. Cos, un 'ragazzo selvaggio', l'artista marocchino Mounir Fatmi, trae un video dal lm di Truffaut (Beautiful Language, 2010) dove un linguaggio condiviso e universale nasce dall'incontro tra civilizzazioni (identit) diverse. I ragazzi selvaggi di ieri stanno diventando i nuovi istitutori non solo nel consumo di immagini ma nella produzione e nellanalisi dei testi audiovisivi. Ma questa unaltra storia.

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