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Sul fr. tragico di POxy 2454 (POxy vol.

XXVII) e su possibili suoi echi in autori latini Author(s): Luigi Alfonsi Reviewed work(s): Source: Aegyptus, Anno 46, No. 1/2 (GENNAIO-GIUGNO 1966), pp. 3-12 Published by: Vita e Penseiro Pubblicazioni dellUniversit Cattolica del Sacro Cuore Stable URL: http://www.jstor.org/stable/41216085 . Accessed: 17/04/2012 05:42
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Sul fr. di POxy 2454 (POxy voi XXVII) tragico e su possibilisuoi echi in autori latini
Nel voi. XXVII dei Pap. Oxy (1962), pubblicato da E. G. Turner, c' un frammento,il Nr. 2454, che contiene un testo in trimetri giambici, drammatico (della seconda met del II sec, a quanto pare) relativo ad Eracle ed alle sue fatiche: lo ha studiato Lucia Colombi (P.Ox. XXVII [1962] Nr. 2454, in Dioniso 1964, pp. 12-22), mettendolo anche in rapporto con Trachinie , w. 1046-1111 (gi Turner con Trachinie 1062-63 e Trach. 1101) e con Eracle euripideo, vv. 352-424 (1). E difatti anche per alcuni particolari non comuni (il contatto Eracle-Prometeo ad es. [v. 29 []&, Cataudella p. 60], se pure ad altro proposito nominato dalla Colombi, pp. 18-19 e pp. 21-22: cfr. Euripide Heracl. vv. 405-7) c' qualche consonanza: ma ci pare che utile altres possa essere qualche confrontocon testi latini. Ad esempio per il ricordo di Anteo: v. 10 e]Ux'[s]<xbv' oSv (jtivo (p. 31 Turner) v. 11 .... 'Avtoo 7cXtv (Cataudella, pp. 53-54) v. 12 axeTcocafjivo (Cataudella, p. 44). Si veda Properzio in un'elegia assai docta III, 22, 9-10 (2):

in Revuedes Etudesgrecques, 1966,pp. 38-63: l'Autoredel presente articolo, che dopo lo studiodel Cataudellaappareun po' comeripresa del precedente, vuole apportare una conferma ai risultati del Cataudella;si veda ancheper (2) Si veda cosa dice Turner, op. cit.,p. 31 a . 10 Thereseemsto be a reference to the story not attested before Hellenistic timesthat Antaeus(son of Poseidon, cfr. II, 5,11 and Frazer'snote)had to be heldaway Apollodorus from contact withearth, thesource ofhis strength . Ma si veda gi H. LloydJones,p. 438,. 11.
altro A. Garzya, Studi sugli Eraclidi di Euripide, in Dioniso, 1956, pp. 17-40.

bozzato - Q. Cataudella,

di H. Lloyd-Jones, in Gnomon, 1963,pp. 438-9, (1) Si veda la recensione il cui testoprendo a base; ed ora - dopo anniche questostudioera statoabII Papiro ossirinchita 2454 e gli Eraclidi di Eschilo,

LUIGI ALFONSI

(Tu licetaspicias v. 7) in pulveresigna stabulaet luctantum Geryonis choros. HerculisAntaeiqueHesperidumque Per questalottadi Eracleed Anteogi i commentatori (Rothstein, II Teil, p. 168; Butler-Barber, Die Elegiendes SextusPropertius, The Elegies of Propertius, Oxford1933, pp. 316-317n. 9-10) hanno richiamatoPindaro Isthm. IV, 70 ss. (per l'antichitdel mito, si veda Cataudella,p. 45): Kai toi *'AvToouSjxou 0Y)av &no KaSfxeiv[pocx^c, *?jX&' vYjp S'axafiTUTO, ij/uxv tocv7tupo(j>pov Aiuav, xpavtot vcov vav Ilocreb&oiivo ^ ax&ot, OuXufJL7Cv$ u 'AXxfxiqva 'ea, '1 xa a^uxpTQfxvov 7CoXi X ^eupcbv &vap, vauTtXata 7rop^(i.v ^[xeptocat. (anchead altropropositola citazionedi Pindaroin Colombi,art. delcit.,p. 14). Cosanchein Plinion.h.V, 1, 3 appareunitoil motivo l'&Xovcon Anteo e dei pomi delle Esperidi: ibi regiaAntaeicertacurri Herculeet Hesperidum horti(si veda ancheL. Alfonsi, menque Sui papiri Schubart, in Aegyptus 1953,pp. 297-99;e ID., Ps. Esiodo in Properzio%, in Revuede Philologie, 1949,pp. 23-26 specialmente). Anzi il confronto con i testisu citatidi Sofoclee di Euripideinduce siano a pensareche anche altri miti in questa sezione properziana versione con vicenda di Eracle : la la euripidea, soprattutto collegati in cui entranocon le avventuredi Eracle le u^vcpSo xpoc della ed ocXv "AtXocvto (v. 394) Sjjlov (v. 395) eo"7repiov (v. 405) e tv TptCTcbfjiaTov .../... 'Epu&ea (w. 423-4). oTYJp Ma la lotta con Anteo solo in Pindaroe in Properzio (si veda anche 'AvStraboneXVII, p. 829,8 izp yp ttj Xi>yyl per il jAVYJfjioc: Sv Toctou xod axeXeTv )xovTa, jAVY)fA<x icTTopeT nv'x&v (se. Faivboc) Pluxat rcXiv SepTcptov emaXelvyrv;analogamente y'>[iv(G(x.i tv 'Avtoov ol Atuec 1 tarco,Sertorio IX, 5-6 'EvTocfta & ). Rimarrebbeanche qui confermato insommache in Properzio, dei fattileggendari, si trattadi un ordinenon solo nell'elencazione strettamente ma di collegamento mitico: e il confronto topografico

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anche col Papiro Schubart 17 (su cui R. Merkelbach, Zu Pap. Schubart17, in Museum Helveticum 1953, pp. 125-127) potrebbe di materialemitologico indurrea pensare appunto a sfruttamento anche tragico(del restoper Gerione-Eritra particolarmente prezioso, sia il fr.66 Wyssdi Antimaco si ricordi [p. 36] a proposito deiryaxXusi se tratta della anche Ninfa;sia il fr.7 dell'Era'Ep&eta, [xvT) cleide di Parnassiin cui si parla dell'eroegiunto et 'Ep&eiocv). Inoltresi veda ancora Prop. IV, 9, 1-2:
Amphitryoniadesqua tempestateiuvencos egerata stabulis, Erythea, tuis;

III, 22, 7-10,ancorain IV, 9, 45-6: e, quasi riassumendo


Sin aliquem vultusquemeus saetaeque leonis et Libyco sole perusta coma terrent (cfr. anche F. Sbordone, II ciclo italico di Eracle, in Atheneaum 1941, pp. 162-165). Un altro spunto di notevole interesse nel nostro papiro tragico la enunciazione del premio che il cielo, l'Olimpo, rappresenta per le di Eracle : questo era a prezzo di gravi dolori ... sofferenze 51 52 ' 9jv [lx&oi fiufploic Y)Vyx[XTQv Turner, xTTQcrfATQv e. . Cataudella p. 54 . 24 toot' ocl&poxXeu&o[

: gi dallo Inno Orbene questo motivo e sviluppo filosfico ad Ermia , di Aristotele (fr. 675 Rose) :
V. 1 'ApSTOC, 7OX{JLOX^ YVt pOTStG),

vv. 9-11 creoS^svex' ob 'x Ai 'HpocxXiQ A^Soc xoupot tzOCvTXoccrav epyot <rv ypsovTe SvafJiiv. trad, it., Firenze 1935, pp. 152(si veda W. Jaeger, Aristotele, 153 e ss.; E. Bignone, L' Aristotele perduto e la formazione filosfica

di Epicuro,voi. I, Firenze 1936, p. 218 n. 1), in rapportoai quali versisi pu citaredi particolare interesse Orazio arm,III, 3, 9-10:
hac arte Pollux et vagus Hercules enisus arces attigitigneas

G. Pasquali, Oraziolirico, Firenze1964,ed. a curadi A. La Pen(cfr. 681-691 e na, pp. specialmentepp. 683-685; Kiessling-Heinze,

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Q. Horatius Flacctjs, OdenundEpoden,erkl.von . und H., Berlin nella poesia 1955-8,pp. 263-264;e L. Alfonsi, Echi dell'Accademia si in cui Atene e Boma, 1942, pp. 63-64), latina, possono allineare, i versi di Carni. IV, 8, 25 ss.: sia pure con mutatoatteggiamento, Aeacum ereptum Stygiis fluctbus virtusetfavoret linguapotentium vaturn consecrat divitibus insulis, sic Iovis interest e soprattutto optatisepulis poi w. 29-30: Hercules. impiger divenuto Si trattaquindi di un motivofilosofico-morale-religioso comunein poesia. di Eracle,contenuto sulle imprese Si vedano anche,nell'excursus in Ovidio Metamorfosi IX, 182-199,parecchi spunti interessanti il nostrobrano: vv. 183-184 Saevoquealimenta parentis Antaeoeripui Nec me pastorisHiberi moviti formatriplex tua, Cerbere, formatriplex, undae vestrum v. 187 Vestrum Stymphalides opus Elis habet, dracone ab concustodita v. 190 insomni (cfr. Properzio) pomaque ... Nec mihi Centauripotuereresistere v. 191 v. 194 e ss.: Quid, cum Thracis equos humanosanguinepingues lacerispraesepia vidi, plenaque corporibus deieci, dominumque ipsosqueperemi visaque v. 197 his elisa iacet molesNemeaea lacertis; e poi per Atlante (w. 198-199): est inbendo caelumcervice tuli: defessa saeva Iovis coniunx:ego sum indefessus agendo. v. 203 At valetEurystheusl .... (al riguardodei versi seguenti250 e ss. vedasi H. FbXnkel, Ovid, A Poetbetween twoWorlds, and Los Angeles1945,pp. 81-82 Berkeley con Herc. Oet.e e n. 24 e 25 di p. 212; importante per il raffronto Ovidio anche la n. 27 semprea p. 212). di Eracle, anche di quelli meno noti, coinMenzionedegli ftXoc cidente con il passo del nostropapiro, si trova pure nell'Hercules icta est(? per Oetaeus di Seneca (1): sin dall'inizio:v. 17 Stymphalis
(1) Fondamentale al riguardo Cataudella, pp. 60-63. art. cit., pp. 46-47; pp. 49-58;

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incertoil papiro,cfr.Cataudella p. 53 e n. 22 per la letturav. 33 Col. IIa, tufi.nel papiro, ma proprioi testi senecani potrebbero provareche si debba leggere 2|[ con Turner); vv. 24-25: ..... nullusAntaeus (Cataudella,pp. 53-54; Libys /animamresumit e si veda anche 1788 e 1899fleatAntaeoliberatellus/ et raptafero Tensushoc arcusmanu /astris Cos vv. 1236-7 plaga Geryonae). ab ipsis detulit 1389 ss. ... hincferisclangoribus v. ; Stymphalidas ' aetheria meStymphalis, hinctaurus minax' cervice tota pulset;v. 1650 . . . his iacentStymphalides. E cos il finale il ribadisceenergicamente motivo:virtus in astratendit ... (v. 1971); inferna Alcides vici rursus loca (1976); es numenet te mundusaeternistenetcredo,triumphis coralmente (vv. 1980-1),per concludere appunto: ad umbras NumquamStygias fertur inclitavirtus:vivunt fortes Lethaeossaeva per amnes vosfata trahent, sed cum summas horasconsumpta dies, exiget iterad superosgloriapandet (vv. 1983-1988). Per Euristeo, forse (? Colombi, nzupocy^zvco p. 15) o 7te](>up[(]vo<g si cruentus . . . EuryX$p(o (Cataudella,p. 44), si pu confrontare di Herc. Oet. 1973 (e 1814 e 1820). Inoltrevv. 32-3 (redde) stheus vel astraforti. Necpetout monstres tantum inveniam iter;/permute genitor: viam(tout' alSipo xXsu&o[ v. 52, Cataudella,p. 54); v. 3Slunonis odio dignus (v. 57 yuv)tov "H v)Xo[v ....); e vv- 52-3: iam vacuusaether nonpotest odio tuae ' sufficere nuptae;vv. 92 e ss., specialmente v. 98 .... quemtulimundum e v. 1182lunonisodio.. . peto, 56-57 e anzi (cfr.Cataudella,pp. 61): questa partefa perfin pensare che nella donna del papiropossa vedersiproprio Deianira (vv. 11751183): . . . Herculisvestri placet mortem perirei Dirus o nobispudor, turpe necis fatum- feminaHerculeae - mori auetorferetur or Alcides quibusl Invicta si me caderefemneamanu voluere fata perqu tam turpescolus mea morscucurrit, caderepotuissem, ei mhi, lunonis odio: feminae cader em manu, sed caelum habentis.

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e vv. 1185-7 feminaecuius manu lunonis hostisvincor!Hinc gravior Ubi, noverca, pudor est. . . tua (Cataudella,p. 57) v. 1189: mortalis odia femina excessit
e il testo greco (vv. 56-7) yuv* xoc&eXe8[7) yuvY)tv "H tjXo[v

canis sole conspecto E per Cerbero:non me triformis ad Stygareduxit (vv. 1202-3) e testogrecov. 26: Kep]spouov)(j)oei. E per Gerione(w. 1203-4): .... non sub Hesperiopolo Hibera vicitturba pastoris feri nonmorte e v. 1215 Ed il corofa eco (v. 1209): pudetauctoris, dole, 14 del est nulla 5 nullusque gigas (v. Papiro quod fera Y*Ya) di stalle e il greco (v. 2) 7ue(j>upfjLvo (? X$p<p Augia Gerione?) meglio v. 22 .... xat]ptoi Tosfx<xcuv; per lo Stygiuscanis anchevv. 1244-5e v. 1257.Un'allusioneal mitodi Prometeo(su cui Colombipp. 18-19e 22) potrebbeanche trovarsiai versi iperbolici 1377-1378: suis Si me catenishorridus vinctum avidae Caucasus volucridapem. praeberet Per la via del cielo, che un motivo essenziale,v. 1434 e ss.: .... quis mihi caelumparati w. 1438-9: Video nitentem regiamclari aetheris zonamrota; tritam Phoebique flammea ed ancorav. 1564: sed locumvirtus habetinterastra vv. 1570-1 quis eritrecepto tutusAlcide locusinterastrai v. 1581 tu comesPhoebo,comesibis astris vv. 1703-4 si sceleradesunt, admitte hune,precor,'inastra spiritum
v. 1713

v. 1900 et raptaferoplaga Geryonae (per Gerione) w. 1907-8 cum stelligeri vector Olympi pondereUberspiravitAtlans (per Atlante)

ut dignus astrisvidear ....

Ma poi ancora sugli altri miti:

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Ed in rapporto ai primiversisulla pelle del leonenemeo,il greco: v. 4 v. 5 v. 6 Sopa vappay/j orxuXsufxvTQv ' axvcov

Ed in Seneca Herc. Oet. 1932-4: non Argolico rapta leoni iuba fulva pellis contecta laevosopeitdira lacertos Ed al v. 1940 ss. sulPEracleche a prezzo di gravidolori raggiunge l'etere (w. 51-52 1 9)v [jlx&ol(xufpot / tout* nuovamente al del cui rimandiamo alftpo xXeu$o[ papiro,per Cataudellap. 54 e n. 24), si veda: Quid me tenentem regnasidereipoli redditum caeloquetandem planetuiubes sentire Parce :iam virtusmihi fatum in astra et ipsos fecitad superositer. Pu interessare anche qualche spunto da'VHercules furens(indiora da problemi cronologici,cfr. E. Paratore, pendentemente Notecritiche al testo delloHercules in Ut Pictura ed esegetiche Oetaeus, poesis, Leiden 1955, pp. 129-166; E. Paratore, Storia del teatro Milano 1957,pp. 245-246,specialmente) latino, per il quadro di Giunone irata (w. 27-29): non sic abibunt odia: vivacesaget violentus iras animus et saevus dolor aeternabellapace sublatageret;e sugli & si vedano

w. 39-40

et totodeus indomita virtuscolitur narratur orbe ... e v. 46 e ss.: satis terrae : patent ecce limen Iovis ejfregit inferni et opima vietiregisad superosrefert. Parum est reverti, perit foedusumbrarum Perge ira, perge . . .

v. 75

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v. 77 e ss. gli &Xa di Eracle espostida Giunone: Discedant ferae, vacet. ipse imperando fessusEurystheus Titanas ausos rumpere lovis imprium Siculi verteis laxa specum, emitte, tellusgigante Doris excussotremens colla terrifici levet, suppositamonstri sublimis alias Luna concipiat feras. Sed vicitista .... Ed altrettanto nel monologodi Anfitrione (4) (?), v. 216 ss. ma v. 224 e ss.: : specialmente maximusNemeaetimor Herculeisleo. pressuslacertis gemuit dira Bistoniigregis Quid stabulamemorem datum suisque regem pabulumarmentis v. 231 ss. interremotos gentis Hesperiaegreges litorisTartesii pastortriformis .... peremptus v. 235 ss. penetrare iussus solis aestiviplagas vv. 243-4 solitasque obductis diem pinnis condere ab nubibus petit ipsis Stymphalidas w. 317-8 Demersus ac defossus et totoinsuper orbequam viam ad superoshbei oppressus ried i frequenti cfr.il greco: v. 52 e ss. tout* od&poxXeu&o[ ferimenti all'Olimpo (Cataudella,pp. 47-55); e w. 319-21 Quamtunehabebat, cumper arentern plagam etfluctuantes maris moreturbati adit harenas( Amfitrione che parla) via (Megara) w. 437-8 Non estad astramollise terris (Lieo) caelitum Quopatregenitus speraidomos v. 482 AntaeusLibys
i dubbi di Cadel papirosi considerino (4) Al riguardo per il frammento taudella, p. 40; ma si veda anche Turner, P.Ox. XXVII, pp. 27-29sui al pezzo; Cl. Praux, in Chronique relativi 1962,pp. 382Egypte, problemi 383; Lloyd-Jones, in Gnomon, 1963, p. 438; H. J. Mette, Der verlorene Berlin 1963,p. 151, n. 1. Aeschylos,

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unus una Geryon v. 487 victusmanu v. 526 in olio Eurystheus facili regnet v. 529 e ss.: serpentis colla ferocia, resecet mala sororibus, deceptis refert cum somnodederit pervigiles genas draco pomis divitibus praepositus v. 604 e ss.: In poenas meas non satis terrae in labores, atque patent lunonis odio v. 647 e ss.: ordinem, pande virtutum ducat ad manesvia, quam longa maestos ut vincla tulerit dura Tartareuscanis. a Teseo in quanto salutato magnicomes' magnanime (di Anfitrione w. nati, 646-7); v. 830 e ss. Natus Eurystheus properante partu iusseratmundipenetrare fundum; derathoc solumnumero laborum, tertiae sortis. regem spoliare Ausus es caecosaditus inire;

ed altrettanto w. 882e ss.: e poi


v. 955 ss.

Perdomita tellus,tumidacesserunt freta nostros regnasensere impetus: inferna immune calumest,dignusAlcide labor. In alta mundispatia sublimis ferar, aether;astra promittit petatur pater. v. 976 arma pestiferi movent. Gigantes v. 1060 e ss obituspariter tecum Alcidesviditet ortus tuas utrasque domos. novitque v. 1169 ss.: procede, seu tu vindicascurrustruces Thraciscruenti sive Geryonae pecus nulla pugnandimora est. Libyaevedominos, e per Euristeo, vv. 1180-81 dominator urbis Numquid Argivae impotens

Per il riferimento, sia pur generico, a Prometeo, infine:

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v. 1206 ss.:

rupes ligaturn Caspiae corpustrahant - cur Promthei vacant ales avida atque ? scopuli

- indiLa conclusione essenzialeche da questitestisi pu trarre del frammento dalla possibile attribuzione pendentemente tragico di dell' Eteo di Seneca accanto Eraclidi fonte Eracle Eschilo, agli incenalle Trachinie di Sofocle(5), - che il complesso mitologico tratoin Eracle, quale appare dal papiro,ha avuto nella poesia latina - e particolarmente in Seneca - una cospicuarisonanza:se diret mediatatamentedalla tragedia,di cui possediamoil frammento, genere mente ben difficile le interne del decidere. Ma poter leggi fan pur presumere di via diretta. si potessetrattare Luigi Alfonsi

ed esegeti(5) Si veda E. Paratore, in Ut PicturaPoesie, Notecritiche cheal testo delloHercules Studia Enk oblata Leiden 1955,pp. 129Oetaeus, introduzione e versione di E. Paratore, 166; Lucio Anneo Seneca, Tragedie, Roma 1956,pp. 291-293.