Sei sulla pagina 1di 7

Note ad Alceo Author(s): Luigi Alfonsi Reviewed work(s): Source: Aegyptus, Anno 24, No.

1/2 (GENNAIO-DICEMBRE 1944), pp. 113-118 Published by: Vita e Penseiro Pubblicazioni dellUniversit Cattolica del Sacro Cuore Stable URL: http://www.jstor.org/stable/41215129 . Accessed: 17/04/2012 06:05
Your use of the JSTOR archive indicates your acceptance of the Terms & Conditions of Use, available at . http://www.jstor.org/page/info/about/policies/terms.jsp JSTOR is a not-for-profit service that helps scholars, researchers, and students discover, use, and build upon a wide range of content in a trusted digital archive. We use information technology and tools to increase productivity and facilitate new forms of scholarship. For more information about JSTOR, please contact support@jstor.org.

Vita e Penseiro Pubblicazioni dellUniversit Cattolica del Sacro Cuore is collaborating with JSTOR to digitize, preserve and extend access to Aegyptus.

http://www.jstor.org

Note ad Alceo
i di Aleo sono stati pubblicati nel volume Nuovi frammenti XVIII Sei Papiri di Ossirinco dal Lobel : ne ha data notizia dapprima,li ha accuratamentestudiatipoi il Gallavotti(1). Essi sono assai interessantiper lo studioso di letteraturagreca che pu cogliervi momentid'anima prima sconosciutinel poeta Lesbio(2): per un confrontocon Orazio assai poco in verit essi offrono. Ad ogni modo qualcosa sempre possibile raccogliere,chi ben Orazio non tanto per ricordicome ad Alceo volesse riconnettersi le res quanto per Yanimus(3). Nell'ode 13a del II libro in cui Orazio parla dell'albero sacrilego, triste lignum . . . caducum ' in domini caput inmerentis accenna al rischio corso, di andare a vedere furvae regna Proserpinae ... e di trovarsicon Saffo e con Alceo. Esso qui evocato con un costruttoche si ritrova,del rivolgendogli direttamente resto,nelle sue stesse poesie (4). InoltreOrazio da anche un breve accenno dei carmi del poeta eolico: sonantem . dura navis, dura fugae mala, dura belli (26-28). Ora dei pericoli della nave possiamo sapere gi qualcosa anche direttamente dai fr. 30 e 120 D: ma dell'esilio abbiamo
da Ossirinco,in Aegyptus (1) Cfr. Gallavotti, Nuovi testiletterari 1942 pp. 107-13; Idem, Studi sulla lirica greca, in Riv. FU. ci. 1942 pp. 161-81. (2) Cfr. C. Gallavotti, Studi ecc. (art. cit.) p. 181. (3) Cfr. G. Pasquali, Orazio lirico (Firenze 1920) pp. 204 segg. Seov xuoaAt(xav (4) Si veda del resto anche nel ci r. 6 <te*AioXyjtav ex teSev D e fr. 74 ancora Studi e ecc. (cfr. Gallavotti, p. 177) -jrixpov altri ancora in cui ci si rivolge direttamente apostrofandola persona.
Aegyptus - 8

114

LUIGI ALFONSI

unitamentea quello della guerra, un nei frammenti pervenutici, tanto pi che i carmi stessi sono proprio ricordo preciso e triste, carmi di un esule (1) : sx. Sa TUvSef/.[y3"](ov pyaXa; oya; ^] nel carme I (POxy. 2165 rr. 11-12), e nel IH (POxy. 2165 rr. 8-9 e 11): u' ]~v>to'jtojvTrsV^aj/.ai y[co
O['Sy]<i>V ZI/ OLZ[]yAi'

t]ov [~]).s/.ov. Non quindi escluso che Orazio abbia avuto presentipreci indubbio,agli n~ysamente questi carmi di Alceo appartenenti, Non solo : ma in II, 6 Orazio ci espone il suo ideale per la nella tranquillitdi Tivoli : vecchiezza che vorrebbetrascorrere Tibur sit rneaesedes utinamsenectae sit modus lasso maris et viaram militiaeque. Ora i commentatori generalmenteintendono questi versi come dettati dall'esperienza personale di Orazio, tutal pi come espressione iperbolica che va intesa in questo senso: il viag- ma giare non mi va (3). Noi non neghiamo che c'entri pure i di Orazio, le sue per poco in verit: cosa sono infatti viaggi servizio militare,per ispirargli navigazioni, e il suo assai breve versi di cos fortestanchezza della vita e di cos intenso desiderio di pace ? - l'elemento personale, ma pi crediamo che davanti
(1) Cfr. Gallavotti, Nuovi testi ecc. (art. cit.) p. 111. Anzi la men-

- (2).

zione fatta da Orazio di dura navis (mala), dura fugae, dura belli confrontatacon quanto precisamentesi dice in Alceo non potrebbe farci supporreche una silloge dei carmi di Alceo comprendesseappunto poesie delPesilio, poesie della navigazione, della guerra, distinte precisamente ? in gruppi ciascuno a s stanti (2) Cfr. Gallavotti, Studi ecc. p. 170. (3) Orazio, / carmi, commentatida O. Tescari (S. E. I.) comm.ad loc. II, 6, vv. 7-8.

NOTE AD ALCEO

115

al poeta stia l'immagine di Alceo rivissuta e rinnovata dall'esperienza sua propria: si veda infatti nel carme HI con la menzione della vecchiezza che godono in citt e il padre e il nonno di Alceo, la stessa amarezza del suo errare lontano : rr. 5-6 rr. 1 9 14 y.y.1 ^, :] /.at ^Tvjp /ovte; TTsStcovSojv x>aY[]yv4?y-'7' zxkoLizsyoj iiy [(]<' Q['jy](ov

ae[X]ava; i~$xi yB'vo;

E ancora, Orazio v. 21 :

Ule . . . locus et beatae postulantarces


e Alceo (carme H . 16) y.[]/.wv ; s/wv ^. Nel qual confronto ravvisabile altres essenziale differenza anche tra Orazio e Alceo : l'uno stanco e desolato della vita si augura la tranquillit appartata e remota della campagna in un' esistenza modesta e quieta ; l' altro, precisamente al contrario, costretto ali' esilio in campagna ((gjco oipav / ypowTi'xav) soffre di questo forzato appartarsi e si strugge dal desiderio di ritornare a parteggiare ascoltando l'agor convocata e la buie : l'uno insomma tutto filtrato di idealit epicuree, mentre l'altro sempre partigiano implacabile (1). Vi sono poi alcune consonanze, che del resto potrebbero anil) Cfr. Pasquali, op. cit. p. 128. E del resto si possono vedere, per tra Alceo e Orazio, i rr.1-4 ben giudicaredi questa sostanzialedifferenza del carme 111di Alceo.
o ; yoj oW u-dTpav syoiv ypotoiiixav uLppo)vyopa txouaat

xa [oX]Xa;. . . i con primi versi della satira 6 del II libro di Orazio dove invece si manifestala gioia di poter essere^in campagna lontano dalle ambizioni e da ogni specie di noia: Ergo ubi me in montiset in arcem ex urbe removi, mala me ambitioperdit (Sat. II, 6, 16-8).

xap[uo]u.va . . .

116

LUIGI ALFONSI

tra talune mosse di che essere puramente casuali, di struttura, carmi oraziani e di carmi di Alceo test pubblicati.Si veda infatti come in I, 21 Orazio chieda ad Apollo, adprato con Diana come dei averrunci,di stornare mosso dalle preghiere del coro dai Romani e da Augusto sui Persi e sui Britannie la guerra lacrimosa e la tristefame e la peste; cos Alceo chiede a Zeus, Hera e Dioniso che ascoltino il suo voto liberandolo dai dolori dell'esilio, e che PErinni raggiunga invece il figlio di Hyrra. Hic (i. e. Apollo) bellmlacrimosum, hic miseram famem Pestemquea populo et principe Caesare in Persas atque Britannos Vestra motusaget prece (I, 21, 13-16) e carme I r. 9 segg. : ['] s'vouv 5uov<7>cSov[Te]; [[][]; ' ex,Ss tvSs [^[^5]wv pya^sa ts (puya;p['j<r3"s], tv "Vppaov 7:a[tS]a t:sSs>,3-[toj] y.^vcov 'Efpivvu];. Inoltrein II, 7, carme che veramentetra i pi delicati della raccolta oraziana per intimitdi evocate memorie, Orazio si rivolge all'amico Pompeo Varo che da^Augusto era stato rimesso in possesso dei diritti propri del cittadinoromano,forsedopo un periodo di esilio. Lasciamo stare che il Philippos et celeremfugm potrebbe avere qualche contatto (di pensiero s' intende) col t]v (forse xEu5)v ?) se lo si interpretacome evitare la Itc]>.s[aov lotta, la guerra, tanto pi di fronteall'inevitabile.Ma poi segue una contrapposizionein Orazio tra il suo esilio assai breve e e l'avventurosavita di Pompeo dibattuta in guerre lonlimitato, tane : cos in Alceo tra i suoi e lui stesso : sed me .... Te rursus in bellmresorbens Unda fretis tulit aestuosis (II, 7, 13-6) ^ovts; izzbxTwvswv totojv^ sy[w ' jTw ayAT^aia' [{i] r l u ' <7Ta<7tv < 'V"r"'n Tjov (Carme III rr. 6-12)

[-o]jlov yap ox, ; z,pq[uu] afsivQv vveXyiv

NOTE AD ALCEO

117

E infinecontinua,con la rappresentazione della preghieradi : gratitudinea Giove e con la visione della calma riconquistata analogamente in Alceo, se pure con altro spirito (e cio con disdegno e sofferenza quasi come una coercizione in luogo della soddisfazioneepicurea di Orazio) si parla di questo star lontano dalla guerra: il longa fessam militia latas richiama appunto pi 1'ofoo)t del supposto [x.eu5ct>v t]v [::]Xsfxov x[]xcovsxto; s^cav di Alceo. TrSa Infine una nota al carme I, 7, l dove si accenna alla partenza di Teucro : epicureo lo spnto del carme e pieno di una austera,solenne rassegnazione al destino: comunque c' qualche tratto in quel discorso di Teucro, rappresentatocome capo dei suoi sodi in atto di iterare Y ingens aequor (Teucro duce) che richiama l'esortazione del capitano della nave alla sua ciurma in Alceo fr. 120 D. fortespeioraque passi saepe viri (I, 7, 30-1)

- AvctaS-YiTe ^- Vuvti; vyjo &xi(oc yV<j5w (5-6)

anche per affinitpsicologiche e di situazione Interessante, che si possono cogliere, il confrontotra questi due carmi di Alceo dell'esilio e il fr.43 D (1). Anche l come qua si parla con sdegno di Pittaco che viene unito pure a Mirsilo (2) : si accenna ad esuli pieni di odio e pur desiderosi,dopo che Ares li abbia te (/a cos resi fortunati, di recedere ; S^oopco ; f/,<p6X(o come nei due carmi testvenuti alla luce c' l'invettivaal (piScntwv traditore,e insieme l'amarezza dell'esilio ( Ts&ai lyw) e forse anche un proposito di eterna guerra. InoltreAlceo si rappresentanel fr.43 D banchettantein convito fra sciocchi amiconi : e non egualmente nel Temevo; di Era egli si descrive in molle vita v'<x'm4 sxto; ^ov xSa;? L'ambiente,diciam cos, generale lo stesso. E forse, data anche qualche consonanza di espressione (fr. 43 D ^tc*Xiv recentemente G. B. Piqhi,/ ritmi eolicinella (1) Sul quale confronta metrica greca(Verona1941)pp. 7-15. ecc. p. 111. (2) Cfr. Oallavotti, Nuovitesti

1 18

LUIGI ALFONSI

carme I rr. 23-24 SzTei | tv :r)av) gi attestata, si possono spiegare in rapporto al Supo^oo) lux; e y.y')l( u.iyx; i rr. 11-12 del carme IH ctoctiv vip - /.pG(uu) o/, a(/.etvov secondo vvV/)v il valore dei termini in Solone 3, 19 vi ttoctiv acpuXov zlzuA^y s;jSovt' Tsyeipet(ed Erodoto 8, 3 errasi; yip '|<^;[ aoTOfTO'jTo) tw TTleao; stpvivv]) >txiv nel senso gi <ppovovTo indicato del resto dal Gallavotti (1) di vivere come Onomacle, provocandola guerra (esterna), giacch in quanto alla lotta intestina, non pi vantaggioso partito (rispetto alla guerra intencome a dire che oltre, e pi, della do) (2) ingaggiarla con ... rivolta intestina bisogna eccitare la guerra vera e propria. Ma pur nello stesso ambiente storico e di circostanze c' differente intonazione di poesia : quanto dal rumoroso insulto del convito alla triste riflessione con s stesso. Milano Luigi Alfonsi

(1) Cfr. Gallavotti, Studi ecc. p. 175 e n. 4. (2) Contra . Gallavotti, Nuovi testiecc. p. 113 n. 1 pensa a che vivere solitario come un lupo per secondo terminedi paragone: credo per anch'io che l'irregolaritdel ditrocheoal posto delP ionico conferisca un'andaturavolgarmenteinsolente alla frase.