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Dal alle Bacchides Author(s): Luigi Alfonsi Reviewed work(s): Source: Aegyptus, Anno 49, No.

o. 1/4, RACCOLTA DI SCRITTI IN ONORE DI ARISTIDE CALDERINI III (GENNAIO-DICEMBRE 1969), pp. 75-81 Published by: Vita e Penseiro Pubblicazioni dellUniversit Cattolica del Sacro Cuore Stable URL: http://www.jstor.org/stable/41216213 . Accessed: 17/04/2012 05:39
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Dal ais alle Bacchides


i nuoviframmenti Interessantissimi del Ai 7<5 che E. W. Handley ha pubblicato in edizione provvisoria(Menander and Plautus: A Studyin Comparison, University CollegeLondon 1968), rinvenuti sul dorso di un rotoloprecedentemente usato come re: il papiro databiletrala fine del III e l'iniziodel IV sec. d.C. gistro E. Salvadoine ha dato un felice in italianocon traduzione, annuncio raffronti con le Bacchides di commentoed adeguati e pertinenti il la cui fonte Plauto, di (E. Salvadobi, appunto 1 Coctwctcv NuoviFrammenti del AIS ESAIIATQN, in Maia 1969,pp. 86-92; e per la fontedelle Bacchides,C. Questa, T. Maccius Plautus, e testo criticodi C. Questa, Firenze Bacchides,nota introduttiva Della F. Corte, Da Sarsina a Roma, Genova 1952, 1965,pp. 6-7; E soprattutto p. 206, pp. 263-267specialmente). p. 104; pp. 113-116, tra i vv. 11-30; 91-112 un valido confronto la Salvadoiha istituito del Dis Exapaton di Menandroe i vv. 494-560 delle Bacchidesdi Plauto (Salvadoi, art. cit.,p. 91). che le Bacchides, come gi stato osservato, Interessante presul problema dell'educazione sentino analogiedi posizionicon YAdela Menandro.Anzi phoe di Terenzio:il che pu tanto pi riportare il 123 sia stato dal Webster il che fr. di Menandro fatto K. proprio . L. Studies in Menander, attribuito Webster, agli '81' (. tanto pi la vicinanza Manchester I9602, pp. 127-132)proverebbe ancora Webster, op. cit., tra le due composizioni (sul 1 ^& ed ancora A. Baria commedie terenziane, pp. 127-132in rapporto di Torino La 1965,pp. 132-134 gazzi, formazione spirituale Menandro, e note). Del periodogiovanile(Questa, op. cit.,p. 7; F. Wehrli, Motivzur griech. studien 1936, pp. 79-81) quindi Komdie,Zrich-Leipzig il 1 socrcocTcov le Bacchidesplautinerivelano menandreo:mentre di uomo culminante della sua esperienza l'autore giuntoal momento i oltre di teatro (Questa, op. cit.,p. 8). Crediamoche, gi segnati, del si possa istituire tra i nuovi frammenti qualche altro raffronto
menandreo e le Bacchides. A ^xnocTCv

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Al v. 11 parla il padredi Moscoche chiedel'intervento di Sostrato il figlio sulla rettavia per riportare
12 ]v, vou^sTEL S' vcv[tIov octov T a&cjov, oxiav (hXy)vcJhXcov AuSs, 7rpoycopisv

xxXe[i a] 8^ exsTvov

(vv. 11-14).

A parteil nomedi Lido peril precettore, chePlauto ha mantenuto si presta(comequellodi Chrysalus perch per il servo,cfr.Salvadoi, art.cit.,p. 88 . 2, per i vv. 240, 362, 704; ed E. Feaenkel, Elementi plautiniin Plauto, trad,it., Firenze 1960,p. 25 e 233-236)a giochi di parolenonomnisaetas,Lude, ludoconvenu dato (v. 129),l'incarico a Sostratocorrisponde a quello di Filossenoa Mnesiloco salvare per : Pistoclero Ph. : Mnesiloche, hoctecum orout illius animum atqueingenium regas etmihi (v. 494) e v. 495 servaUbisodalem (Salvadoi, art.cit., filium e Handley, art.cit.,p. 23), cui alla fine i vv. 1084-86: fanno da ripresa nunc Mneslochum, quod mandavi, 1084 a viso ecquideumad virtutem aut ad sua sic opera frugem conpulerit, ut eum,si convenu, scio fecisse: eostingenio natus. Per la formula al v. 14 AuS, rcpoaycofAev detta dal padre di Mosco al pedagogo,oltreil 499 sequere hac me (n c' bisogno, sull'analogia del testogreco,di trasporre dopo il 495 con i Palatini),si pu citare, comeindiziodi una formula a Lido in particolare sia il v. 137 riferita, di Pistoclero a Lido: taceatquesequere, il 169 sempre sia v. Lyde,me, di Pistocleroa Lido : ... satis est: sequere hac me a& tace ; il v. 406 al v. 723 ( (stavolta Lido che parla rivoltoa Filosseno)sequere', Mnesilocoche parla a Crisalo). . . subsequere propiusme ad fores', v. 1205 ( Bacchide che parla a Nicobulo)vesper hic est,sequimini. Perfetta nel : E anche me se lasciassi corrispondenza poi seguito e basta costui di dei (di Lido) andiamo, (del padre Mosco) w. 14-15 con Plauto vv. 496-497,come ben rilevatoda Handley e dalla Salvadoi(art.cit.,p. 88 ad loe). Interessante il seguito, dove Lido rivolgendosia Sostratodice (v. 15):

DAL AIS ESATN .

ALLE BACCHIDES ocTcH, )[,

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Xauv''xeUvov to[v] [) 7uxp5c, ] to[c] cpXou acT^uveL yp ,[< ()7iocvTa In Plauto (Handley, op. cit.,p. 23; Salvadoi, art.cit.,p. 88 ad loe.) Filossenoche dice (vv. 497-8) hominem . . . Mnesiloche, cura, ei, concastiga probe, alios amicum suis, te,me, atque flagitiis qui dedocorat (a parte amicosqueche forseandrebbe meglio [ma cfr. Handley, Ma c' dell'altro: di allitterazioni efficaci). op. cit., p. 10],conun seguito sono altretLido dice e le interpolazioni al v. 375 ss. nel monologo al nostrofine- : tanto significative ut celmpatrem, clanculum? egoneut haec conclusagestem aut desidiabula? damna aut tua Pistoclere, flagitia tuos et me tequeamicosqueomnisaffectas [quibu9 patrem e una et perdere], ad probrum, damnum, appeller flagitium factis quae facis, equemei eque te tui intus puditumst tuum amicos, una, adfinistuos patremmeque quibu9 tua infamiafecisti+ gerulifigulos + flagiti sono in bocca a Crisalo Ai w. 907 ss. le stesseespressioni suppergi dictis ut eum : . . . che parla a Nicobulo plurumis NI cum haec sic facta ad huncfaciat modum castigem,

cave parsis in eum dicere.CH. etiamme mones? satin est si plura ex me audietnodiemala quam audivitumquamClinia ex Demetrio? - come ben noto,finta- di Crisalo E la conferma corrispondente di aver assoltoal suo compitoai vv. 981 ss. nelle parole a Nicobulo ricchedi allitterazioni): (sempre ad lacrumascoegi hominem castigando comminisci moleque dictis, quae quidem quivi ... tacitusauscultabat lacrumans quae ego loquebar - l'ironico - e ci dimostra il sottilegioco di corrispondenze Infine invitodi Bacchidea Nicobulo(v. 1176): .... introatque ibi si quid vis filiumconcastigato. ei hac mecum

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Se anche nel testogrecoci fossequesto richiamo continuo di motivi non possiamodire: prudente sar per ora constatarlo in Plauto. Nel seguitoc' un monologo di Sostratofuribondo contro l'amica che egli credelo tradisca con l'amico. L'amica qui tTocfj^, xocxy) temeciononostante di essereda lei xocxco (v. 21 e v. 23), ma Sostrato nzcjeidice rivoltoa se stesso (v. 24). Qualcosa di persuaso:cjco simile in Plauto: vv. 500 ss., nel monologo di Mnesiloco (Handley, art.cit.,p. 23): inimiciorem nunc utrumcredammagis sodalemne esse an Bacchidem incertum admodumst. nam mihi divini nunquamquisquam creduat ni ego Ulam exemplis . . . amo. plurumis planeque. Ego faxo haud dicet (1) nactam quem derideat E poi ai w. 863-864,nelle parole di Cleomacoche non vuoi essere zimbellodella donna: turnUlam, quae corpuspublicatvolgosuum, faxo se haud dicat nactamquem derideat Ancoraai vv. 1176 ss., dove Bacchide vuoi convincere Nicobulo,e la sorellaFilossenoassai menoritrosa(cfr.b. 1199), A. sine, mea pietas,te exorem. NI. exores tu me? SO. egoquidemab hoc certe exorabo .... Dal v. 25 al v. 30 Sostratodecidedi consegnare il denaroal padre l'amante non abbia nulla. Bene dalla Salvadoi, art.cit., perch pi con Bacchidesv. 517 e ss. (gi pp. 89-90 stato fattoil raffronto ancheil resto:v. 511 Handley, op. cit.,p. 23). Ma va tenutopresente amo hercle, sciam. opino,ut potequod pro certo Verum illa de mea quam umquam pecunia ramenta fiat plumea propensior, mendicum mdlim mendicando vincere, Nam mihi numquamedepolviva me inridbit. decretumst renumerare iam omneaurum pati, mihi inani atque inopi subblandibitur igitur

(1) o dicat?Cf. v. 864.

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narret mortuo logos, quantsi ad sepulcrum aurum reddere me stblest patri profecto (Handley, op. cit., p. 20 n. 9, e p. 23). e il greco: 7rtv noS&oc ]&() 1 xovToc (Jt,Y)&[v * y^pvaov Tcttj^avteuofJLv]^ yp TcaasToci 0Tav]7C0T<> a(T^Y)Ta[t, ttj 7ia]poi(ja;c, # [[] 8 vexpu]Xyoucra [[xu&ov XX^YJSr) xeTvov. [kV 71'] opeo y]p t[outo]v Xcopeiv
Y) 8**6)[ XEVOV <Tu][A7CSKjT6)

Nel testo grecosegue poi la consegnadel denaro da parte del figlio omneaurumamans). E si pu del padre (cf. v. 623 qui patrireddidi 530-1 w. Bacchides confrontare (Handley, op. cit.,p. 25): reddidipatri omneaurum.Nunc ego Ulam me velim meam, convenire, postquaminanis sum, contemptricem ed ancora v. 194 per il motivoricorrente: etmiser si adest(se. amica)resnullast: ipsus est . . . nequam nel dialogotra Crisaloe Pistoclero.E per il grecosi veda v. 91 ss.: So]xc5 [x[o]ttv)vxaX^v xya^v)v [Ka]t pl[y]v v iSsIv pcofxvTQv []<> xev xod 7U^avi)OfxvY]v TcpoaSoxcoaav [1] S xofxto 8' v auT7)(i) - 7CV xpvoov <pY)(jtv e vv. 103-4di Bacchide: dabode Mnesilocho, Tibi nuncoperam meusUlequidemst. soror, ut hic accipias potiusaurumquam hinc eos cum milite. a Mosco v di Sostratoriferite Anzi per il seguitodelle riflessioni w. 98-99)si S' aeXTepov (Rea, 4(),s(Xoc)ey /M^ov []> e a Pistoclero la rispostadi Mnesiloco sugliamiciinfidi pu ricordare existumant stolidi olios traditori (v. 548, Handley, op. cit., frustran /tcocctcov 1|) p. 25). E per lo sdegnocontrola donna ty)v8** .. / to che la octlov, 101-2), responsabile, ^. xetvTQv (vv. si ricordi di nel Sostrato, (w. 100-101)sempre monologo 8)[/, w. 480-490,cosa dice Mnesiloco: Bacchides,

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me, sodalis. Egone ut Ulam mulierem perdidisti capitis non perdavi?perireme malis malimmodis (con efficacissima allitterazione). Poi l'incontro tra Sostratoe Mosco che vede l'amico )] . . /xai Xsfifia xoct tou^FimSocxpu Gxv&pom. (vv. 104-105,cfr. art. 91 ad da confrontare con Bacchides, Salvadoi, cit., p. loc.) v. 611 per la considerazione di Pistoclero:Mnesilochus eccum maestus progreditur forase per quelle di Crisalovedendoi due amici: quodsic terrain optuere? tam tristisque esse comspicor? quid vos maestos (vv. 668-9).
Ed alla domanda di Mosco ... jjly)vstTspov / xocxv1) tcov ['] evTocuftoc; ribadita nella (vv. 105-106), risposta di Sostrato e poi nello stupito interrogativodell'amico yjSxtqxoc S / flSxTQxoc, (vv. 110-111), corrispondono > as; [] ysvoLTotouto, ScxjTpocTS

non solo Bacchides538 (Handley, p. 25) PI. numquaeadvenienti obiectast? MN. atque acerruma e 560 Pistoclere, aegritudo perdidisti me sodalemfunditus, ribadendo il concettoromano di sodalis in rapportoal v. 489 perdidisti me, sodalis (Salvadoi, art. cit.,p. 91 ad loe), ma anche, e proprioin rapportoa (uXouvtoc tv Bacchides v. 539 Xpvou (v. 108), (Handley, op. cit.,p. 25) . . . ab hornin mihiamicum essearbitratus sumantidhac quem e poi neirautocritica di Mnesiloco inimicos me habere; quam amicosaequumst malosquam bonospar magisme iuvare(vv. 619-20) E la battuta finale(Seo) ox 7)i;touv v oS' y. (Mo) Xsysi you Ss ti; (v. 112) corrisponde a quella di Pistoclero proprio qui[d) istuc est?con la rispostadi Mnesiloco quid est?(v. 561; Handley, op. cit., me sodalem p. 25), immediatamente seguentea . . perdidisti funditus (v. 560). Molto pi efficace in Plauto la progressiva credutascopertadell'amico infedelenel dialogo tra Pistocleroe Mnesilocoanzich in di Sostratoe Mosco: quello menandreo (Mo) e7u' o [Xs] yei; (Seo) svSov yp, (jLXst, Maxs. (Mo) n; e Bacchidesv. 553 ss.: obsecro herdeloquere, quis is est. MN. benevolensvivitUbi. . .

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die modo hominemqui sit .... nequam homost,veruniherde amicus est Ubi . . .

die quis est (Handley, op. cit.,p. 25). A partele differenze anche metriche e tecniche gi ben rilevate(Salsul dato art. oltre l'insistere sono da vadoi, cit.,pp. 91-2), notare, che a evidentemente dell'amicizia (1) con considerazioni generali del latino,e uno l'uso di mezzistilistici Plauto non spiacciono, propri insieme di rapporti, di corrispondenze, di richiami, studio finissimo Ma si ricordi: ad una mobilitespressivae teatrale grandissima. mentre MenanPlauto nel momento della piena maturit artistica, dro agli inizi(2). Luigi Alfonsi

suo sodalisedulo con parole (1) Ancheal v. 475 namUleamicoetbenevolenti che poi ritornano. I, Napoli 1946,pp. (2) Si veda pure F. Abnaldi, Da Plauto a Terenzio e specialmente 118-142, pernoi p. 128.