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Il nuovo Alceo e Orazio Author(s): Luigi Alfonsi Reviewed work(s): Source: Aegyptus, Anno 34, No.

2 (LUGLIO-DICEMBRE 1954), pp. 215-219 Published by: Vita e Penseiro Pubblicazioni dellUniversit Cattolica del Sacro Cuore Stable URL: http://www.jstor.org/stable/41215514 . Accessed: 17/04/2012 05:56
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Il nuovo Alceo e Orazio

11nuovo Alceo pubblicato nel volume XXI dei Papiri di Ossirinco da Edgar Lobel, e su cui hanno richiamata l'attenzione recentemente M. Treu, Alkaios Lieder, 1952, Mnchen,p. 6 e p. 127,e . Oallavotti 1953, pp. 161-171) presenta in Aegyptus (AuctariumOxyrhynchiam, interessefortissimo sia per i nuovi testi sia per i confronti che essi su due e con autori latini. carmi sulle reSoprattutto possono suggerire relativeconsonanze con Orazio ci pare sia il caso di soffermarsi. E vediamo il n. 2300, cominciando,omesse le tracce di altri righi, da quella che in Gallavotti (art.cit.,p. 166) compare come primastrofe completa: KoXva;sv <7T7.Sr[e]<7iv [];[07.<7] 9[:']av[$po;] s 0[ov' a:, Tpo'co '-t t:[vtov] [v]va7:Ta(i) >t[Avsi<7a
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Ed ecco Orazio I, 15, Tode che segue appunto ad un'altra,la 14 - che rivela pure tracce di imitazioneda Alceo, - su cui ritorneremo, nei primiversi: c' Paride che trae sul mare l'ospitecon le navi , c' il motivo dell'inganno. Anzi il verso oraziano in cui perfidus riferitoa Paride pastore potrebbe autorizzare per lo meno appoggiare : anche se non si debba di cevvaTrdcTa interpretazione come genitivo l'imitazione nei cos e perci sia necesparticolari, pedissequa pensare saria la maggior cautela: Pastor cum traheret per freta navibus Idaeis Helenen perfidushospitam possibile vedere come nell'imitazione oraziana si fondano al motivo di Alceo ricordi omerici (Iliad. Ill, 443-4) ed alessandrini(Bione, 9 $oyokoc, Epitalamio di Achille e Deidamia, 10 ap-ass tv eMvxv

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aye 8' vlSav) (1) ; e come il generico nave nave perfida s risolva in navi Idee conformealla tendenza ben nota di Orazio verso l'aggettivo determinativolocale. Ancora alla prevalente paratassi del prfidas hospitam, greco qui sostituitaPipotassi e la stilisticaantitesi dove proprio l'antitesi(cfr.ad es. Properzio II, 34, 7 hospes in hospitiumMenelao venitadulter) che rende il ^swazaTai; (2) : comunque la rappresentazionedi Paride ed Elena fuggenti- dove il greco gioca sull'antitesitra Argiva e Troiano , e il latino tra perfidus ed hospita - racchiusa in entrambii testi in un' unica proposizione. Ma si rivela subito la profondaoriginalitdi Orazio, che si conforma anche qui alla sua tecnica di trarre spunti dal greco e di continuare il testo di Alceo pone Elena in ad adattarliper conto proprio. Infatti di viceversa Paride: e le infauste conseguenze primo piano, quello Orazio la profeziadi Nereo. Sar sono attraverso descritte della guerratroiana vero, secondo la notizia di Porfirione,che Tode oraziana sia stata composta secondo l'esempio di una di Bacchilide (hac ode Bacchyliden i futura belli Troiani ita imitatur ; nam ut Ule Cassandramfach vaticinar e si cfr.LattanzioPlacido ad Statii Theb.VII, 330 ...Bachic Prtem, chylides Qraecus poeta est, quem imitatus est Horatius). Ma certo e da Bacchilide stesso e da Orazio il modello alcaico non fu ignorato: si osservato: forse Porfirionevedeva la tanto pi che giustamente i due solo pel fattoche tra carmi,e quindi l'imitazione, somiglianz nell'uno e nell'altrocompariva un vaticinioed un vate (Le Liriche di Orazio, commentateda V. Ussani, voi. I. Torino 1933, p. 104). Indizio comunque della complessitdel lavoro di Orazio. Certo in Alceo si insiste sulla tragediadella folliadi Elena che abbandon nella casa la figlia amabile e dello sposo il talamo ornato,persuasa dall'amore: e vengono in mente,come stato osservato (Gallavotti. art. cit., p. 166 e Treu, op. cit, p. 127) motividell'ode saffica25 Gallavotti (Saffo e Alceo, con introduzione, apparato e traduzionedi C. Gallavotti, Napoli 1947,P. I, dei vv. 7 ss.. Laddove in Orazio la tecnica e specialmente pp. 93-5), come stato ben detto, quella della lirica narrativa propriamente, (Orazio, Odi ed Epodi, con introduzionee note di F. Arnaldi, Milano 19474,p. 38). L'ode di Alceo continua ricordando dei fratellimolti -olx nella pianura domati a causa di lei : ed in Orazio 5t]x<7iyv^T(v ritorna,sempre ascrittoa responsabilitdi Paride, il ttto;dei lutti:

(1) Cfr.G. Pasquali, Orazio lirico. Firenze 1920, p. 278 ss.; Orazio, / da O. Tescari, Torino19393, comment, p. 61, n. 1-2 e ss.; e Q. HoCarmi, Berlin19307, ed. Kibsslino-Heinze, p. 76, ratius Flaccus, Oden undEpoden, . 1. A. Mastrelli, La linguadi Alceo,Firenze 194, p. 5U. (2) Sulla voce cfr.

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quanta movesfuera Dardanae genti! (vv. 10-11)

Tanto pi ci comprovatoda quel che segue : omettendo, perch ispiratoda Omero (iliade III, 54-55), il richiamoalla protezionedi Venere (nequicquam Venerispraesidioferox, v. 13 e in Alceo si confronti il ricordo probabiledi Citerea che -xif' epw(i)50(ao[v ), c' la mendei molti danni della guerra: 7]'^'v zione, la specificazione e vv. 19-20 heu serus adlteros crines pulverecollines in cui l'immaginedell'insozzare di polvere i capelli diventa possibile derivazioneperch in un contesto in parte chiaramente imitato. E per i molti dal vivido sguardo -[X]>(h 1 ^distesi(?) si ricordi ancora Orazio : quantus adest viris / sudor (vv. 9-10). Come pure la menzione,anzich di un fiume(Treu, op. cit, p. 7 e 127 seguendo Lobel), di un eroe e probabilmentedi Achille (cfr. Oallavotti,art. cit.,pp. 166-7), potrebbetrovareconferma proprio dall'ultima strofedella profeziaoraziana: Iracunda diem proferet Ilio matronisque Phrygumclassis Achillei (vv. 33-4) che culmina poi nella visione funerea della rovina di Troia tra le : fiamme post certas hiemesuret Achaicus ignis Iliacas domos; ed in Alceo il drammadella morte: vcoi. Quanto quindi nel poeta greco forte concentrazionee linearit assoluta e tragedia di femminile passione,in Orazio si ampliato attraverso pi complessi echi, attraversola profezia,attraversola comparazione (v. 29 e ss.) e pi minutoindugio sui moltiparticolari accumulati: si insomma- e vogliamo che la parola sia intesa nel pi giusto suo - retoricizzato(cfr.v. 16 ss. ; v. 21 e e cio benevolmente significato, ss.) : e alla passione di Elena subentrataquella di Paride,e Tode raggiunge la sua potenza massima proprio nella sinistraattesa che si con-

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trappone al viaggio felice. un esempio di come Orazio rielaborie ricompongaspunti indubbi del suo maggiore modello (1). Per Tode I, 14 di Orazio, l'allegoria della nave, tuttisi pu dire i commentatori (2) riportanoi versi di Teognide, 671 ss. ed inoltre il celebre carme di Alceo D 15 (Galla votti, op. cit., pp. 26-7). Si pu anTuasva 8p[AOjAev che aggiungere A 6 e specialmenteil v. 8 e; S''yupov col v. 2-3 raffrontato fortiteroccupa j portm. Ma il motivo marinaro ben largamenterappresentato da Alceo, anche da frammenti ed una confermace ne offerta dell'ultimoXXI volume dei papiri di Ossirinco. Sono i Pap. 2297 fr. 5, 2298 fr. 1 (lo scolio citato da Ateneo come adespoto e ora venuto fuori in chiaro dialetto eolico, per cui si pensa sia di Alceo), ed ancora 2301 fr. 1 in cui non mancano immagini metaforedella nave. Ma specialmente il fr.14 dove compare un'altra delle odi allegoriche della nave (Galla votti, art. cit., p. 168) del . 2307 quello che pi ci interessa per Orazio. E sono i lemmi della col. II quelli che ci offrono maggior madel pezzo di ode teriale di confronto.Lasciando stare la ricostruzione (Gallavotti, art. cit., p. 171), fissiamocisui punti salienti; il -^5*?jvaiche richiama il ... fortiter occupa / portm(v. 2-3) e per tutta l'ode di Alceo, a quanto si pu vedere dagli scolii esegetici, costante il motivo della nave vecchia calati yyove, e sconquassata per i lunghi ricorda anche 26 ss.: che Orazio II, 13, viaggi, et te sonantemplenius aureo Alcaee, plectrodura navis (se. mala) e i versi 3 ss. di I, 14: anzi il parlare di che -fiSvi x-/(pv)x. aurai sulla linea di nudum remigiolatus di v. 3 (e si veda anche in e cio brii*= remi,per cui Treu, op. cit., P. 2306, col. II, r. 20 */)[ nudum 128 ricorda remigiolatus). Il ' pu avvicinarsia p. vix durare carinae / possint imperiosius / aequor (v. 7 e ss.). Altrettanto in mare te novi / fluctus forse pu essere paracome l'inizio referent xai TCepatvo[ASvvi; -oWr, /-a3-ap<7ta aTYj; gonato a S)aoav7]<; vaTwops & St 'jexai /-aiXsuV/) 'z'jx.o ~| del commentario. 7| Ma anche qui pi minutae ricca di specificazioni la descrizione di Orazio : e il fianco della nave senza remi,e l'albero malconcio e le antennee le travi della carena, laddove in Alceo pare piuttostoche si insistasulla nave invecchiata te /.ai 5ava &po[Aoi<rai9 per i molti in Orazio /-ai : il che e frequenti Twujcvo; -Xou; viaggi Sii tou; tuoX^o;

op. cit.,p. 298 ss. (1) Si veda ancoraG. Pasquali, Orazio lirico, G. Pasquali, op. cit., p. 35 e ss. particolarmente. per tutti, (2) Ancora,

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piuttostoimplicitoche esplicito,e risulta dagli effetti(e l'aggettivo novi all'inizio lo rivela). Lasciamo impregiudicatala questione se dal nostro commentario alla nave, come suppone risultiche Alceo si sia rivolto direttamente Treu, op. cit., p. 131 e p. 126, il quale col Gallavotti (art. cit, p. 168) ha richiamatoappunto ai possibili contattitra il nuovo Alceo e questa ode di Orazio ; e invece osserviamoche anche l'espressionenisi yentis ' debes ludibriamcave (vv. 15-16) ricorda meglio che V suvveTT^itv veawv 7T?iv momentidel fr. 1 di P. 2298 /.aT/7)v ,; e at ... Svarai xat 7ra>[av yy'ie zapsovTi( ) vy*a ed ancora . . . vs[aovse pur sicuro. Come per l'invitoalla nave ad evitare le onde pericolose si pu di 46b D ricordareil P. 2307 fr. 14 col. 1 che certo un commentario (= D 15,v. 11 ss. Gallavotti) dove si parla di nave sbattutacontro lo uTi e si parla di scogli appunto [avi scoglio -bspst ; &L&ppy)yuiav, in mare del forse (cfr. Alceo D 15 Gall. v. 16 conseguenza cpaivasvot si veda e o' pfAaTi Gallavotti, art cit, p. 169). (1), TU7UT0[Ava py/)vai oraziano anche qui visibile parla di nitentesCyclaMa il decorativismo das con una tecnica gi ben nota e constatata. di situare nel preciso momentostorico queA parte la difficolt saltra ode oraziana - I, 14 intendiamo - osserviamone il timbro romano nel caldo pensiero finale del taedium sollicitum schiettamente di poco tempo prima e nel desiderium curaque non levis di ora, che di Alceo un che immediatezza subito nella scoprendo l'allegoria porta su cui sarebbe arrischiato : n parliamodi altriparticolari di moralistico : il vanto antico fare dei confrontimancando possibilit di riferimenti del genus et nomen e gli dei che la nave non avr pi da invocare visibile pressa maio. Ma gi si osservatala tendenza al decorativismo negli aggettividi luogo (e il vento l'Africo,e il pino Pontico, e le isole in cui potrebbe cozzare la nave sono le Cicladi) : e pi ancora Orazio commeritarilievo come pur in un'ode di autenticosentimento , del suo modello, creando ponga vari momenti,quasi contamini qualcosa di tutto suo (2). Luigi Alfonsi

lirico, op. cit., p. 37. (2) Si veda W. Wili, Horaz und die AugusteischeKultur, Basel 1948, pp. 117-120 per entrambe le due odi qui considerate; e C. Gallavotti, Storia e lene, Bari s. d., pp. 54 e poesia di Lesbo nel VII- VI secolo A. C, Alceo di M iti

con Orazio gi Pasquali, Orazio (1) Si veda per qualche accostamento

ss. e p. 91.