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Il termine in Cicerone Author(s): L. Alfonsi Source: Mnemosyne, Fourth Series, Vol. 2, Fasc. 3 (1949), pp.

. 217-223 Published by: BRILL Stable URL: http://www.jstor.org/stable/4427182 Accessed: 25/11/2010 08:15
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IL

TERMINE

???????? DI L. ALFONSI

IN

CICERONE

Si ? recentemente la menzione evidentemente Brundisium

o meglio i poetae

ita vigando O nchesmites. pro tuo ? endito Prescindendo negli che

abbia desunta x) da che cosa Cicerone il termine di ?e?te??? con cui egli designa novi in Ad Att. VII, 2, 1, dell' anno 50: VII Kalend. Decembr. venimus nausi tua felicitate belle nobis lav it leni ss mus ab i Epiro f Hunc 2). dalle sp??de?????ta, si cui voles t?? ?e?t????

chiesto

anni che vanno

posizione

assunta da Cicerone particolare posizione dal 50 al 44-45 nei confronti dei poetae novi, a noi qui interessa relativamente poco3), appuntia-

1) Si veda C. Valerli Catulli, Carmina Selecta, con note italiane di F. Cantarella, ottava edizione completamente riveduta da R. Cantarella, Ed. Dante Alighieri 1946, p. 54, n. 2 e p. 45 n. 2 per il silenzio di Cicerone su Catullo e sulle allusioni non benevole ai neoteroi, posteriori alla morte di Catullo. Per l'interpretazione del passo si veda anche C. Bione, Cenacoli di poeti ed indirizzi culturali al tempo di Cicerone, in ?Mondo Classico" 1941, p. 161, e sul problema anche E. Paratore, Catullo ?poeta doctus", Catania 1942, p. 8 e ss. 2) Le altre testimonianze di Cicerone relative ai poetae novi, sono, come ? ben noto, nonostante qualche recente rifiuto (Bione, art. cit. p. 158 e ?. 2 e p. 162e ss.) Tuse. Ill, 19, 45e Orator 48, 161 (Schanz-Hosius, G.R.L. 19274, I, p. 286 ed anche recentemente ?. Klotz, Geschichte der r?mischen Literatur, W?rzburg 1947, p. 30; M. Leumann, Die Lateinische in ?Museum Helveticum" 1947, p. 123). Dichtersprache, 3) Su questo problema si pu? vedere utilmente P. Ferrarino, Cicerone poeta e critico, Bologna 1942; E. Malcovati, Cicerone e la poesia, Pavia, 1943, p. 234 e ss. e per i rapporti di Cicerone coi poetae novi, pp. 220-229. Gi? prima questo problema ? stato studiato da T. Frank, Cicero and the poetae novi, in ?American Journal of Philology", 1919, pp. 396 ss. Interessante ? notare che Cicerone si era gi? staccato con il Marius dai modi dei ?e?te??? e cio? gi? intorno all' 87-86 (P. Ferrarino, La data del ?Marius,y ciceroniano, in ?Rh. Mus." 1939, p. 161 e id., Cicerone ecc., op. cit., p. 18; L. Alfonsi, Properzio II, 1, 23-24 e il ?Marius" di Cicerone, in ?St. it. di fil. cl." 1943, pp. 149-152): e se li designa poi nel 50 con tal nome vuol dire che, oltre ragioni di polemica pi? attuale, pu? essere sopraggiunto qualche nuovo elemento.

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IL TERMINE ??O?????

IN CICERONE

moci precisamente sul termine di in maniera indicare pretesa mine della storici escluso sia venuto le fonti: a Cicerone, e grammaticali4)

di ?e?te???. affatto la Non abbiamo ed apodittica donde il teresclusiva essere state al riguardo molte potendo e d'altro genere. troppo ironica. Anche concreti l'uso comune riferimenti

senza lingua poteva suggerire, e culturali, tale denominazione che il termine

Ma non ? nemmeno

sia giunto a Cicerone attraverso una polemica che proprio in quegli anni si andava dibattendo in circoli vicini a Cicerone Infatti Filodemo e di cui forse egli ebbe notizia. recentemente dallo Sbordone t??? ???? publicata nell'opera di cultura di essere stato considerato ci conferma [s?f?st??]5) ad un gruppo di ?e?te???: sario come appartenente in Sbordone, op. cit., p. 97 (= col. IX, r. 12) 7.? ??sta ?a????sa? ta ?p? t?? pa?* "??da un avversi veda il testo

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s???e??????a? ?0 p??????? ?[?]?[???]? ??[?] ?p?sa?

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de ?a? ?s????' ?a?, t?[?t?? ?p?d??a?t

a? ???st??]

4) Cosi pensa il Cantarella, op. cit., p. 54 ?. 2. 5) Per il titolo si veda Bignone, L'Aristotele perduto e la formazione filosofica di Epicuro, Firenze, 1936, voi. II, p. 106 n.; Vogliano, Nuovi testi epicurei, in ?Riv. di fil. cl." 1926, p. 37; ora per? ancora si veda Vogliano, Sulle orme di Posidonio in ?La Parola del passato" 1947, pp. .90-94 che ritorna a St?????? postulato dal Diels (ma si veda anche Philippson, s.v., P.W. XIX, 2, coli. 2465-66). Per l'interpretazione del titolo oltre Philodemi, Adversus [sophistas], e papyro herculanensi 1005 in lucem protulit F. Sbordone, Napoli, 1947, pp. XII e segg.; ancora Bignone, op. cit., vol. I, p. 306 ?. 2, 309 ?. 4 e p. 341 ?. 5; II, passim; e per la conciliazione dei diversi punti

IL TERMINE ??O?????

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di Epicuro Costui, che si gloria di aver comparato gli insegnamenti con quelli dei suoi seguaci e di avere trovati gli autentici del Maestro ben differenti da quelli dei recenti, e che considera s? per gravissima anzi empiet? se accettasse inseper buono qualche ingiuria ? di questi ultimi un avversario: inducitur ?Criticus qui gnamento inter Epicuri scripta et recentiorum Epicureorum plurimum interesse ... non esse igitur Zenonem .solebat dictiones patefacere maligne

sed adversarium; immo Zenon ipse qui una cum Philodemo disc?pulo ad ?e?t????? a maledico viro, nisi fallor, vehementer pertinebat, est.... omines vituperatus neque modo Zenon sed etiam recentiores nisi fallor, ex eiusdem obtrectatoris quo nomine, demus ipse adumbrabatur, tam male aberraverant, vocari mallet quam eorum scripta tantuli saltern Ci troviamo sententia Philout iste se impium haberi" 6).

ad una dissenquindi di fronte ad un netto distacco, e presunti sione tra ?e?te??? Ma che cosa questi ultimi ortodossi. ai primi e nella fattispecie a Filodemo? Forse l'ecrimproveravano cessiva mollezza della sua vita?

.?a?] ta?t?? t??

?e?????, ?at?]??t?? ?a?] ?a?a?[?-

?? p??t?? ???

?a??as?a?] (Sbordone, p. 5, Fr.a?, col I).

Orbene Cicerone nell'anno 50 in cui appunto ha alluso alla scuola di poeti romani seguaci ci appare come a ?e?te??? degli ellenisti intimamente connesso all'ambiente epicureo, gi? da tempo. Infatti di quel nel De Provinciis Lucio Pisone consularibus console Cesonino, che ? del 56 ?), parlandosi nel 58 e censore nel 50 8)

di vista sul problema si veda M. Untersteiner, ree. a Sbordone, op. cit., in ?Riv. di Storia della filosofia" 1948, pp. 72-73. Per un' informazione chiara della posizione discussa tra Filodemo ed i suoi avversari si veda pure Q. Martano, ree. a Sbordone, op. cit., in ?Paideia" 1948, pp. 99-102. 6) Si veda Sbordone, op. cit., p. 149. 7) Schanz-Hosius, op. cit, p. 432. 8) Si veda anche Arte Poetica di Orazio, Introduzione e commento di A. Rostagni, Torino 1930, p. XXV.

220 cui ditus anzi con forse

IL TERMINE ??O????? ? indirizzato contatti e nella termini est quidam anche oratio assai il nostro greci: in Pisonem vivaci

?N CICERONE p??? a suis t??? [s?f?st??]9), Graecis subtilius si eru-

allude

ai suoi (e. 14); in questi

con dotti

Pisone:

dicam, (sic ipse non philosophia

cognovi) solum, sed

che ? del 55 10) si descrive in rapporti Filodemo cum isto vere ut Graecus vivit, homo, qui humanus.... Est autem hic de quo loquor, e brillanti etiam ceteris studiis, quae fere ceteros

poema porro facit ita festiIn ut fieri possit elegantius. eum licet, si qui volet, modo leviter, non ut imquo reprehendat non ut audacem, non ut impurum, sed ut Graeculum, ut probum, ut il De Infine esaminiamo assentatorem, poetam. (? 68-70) 1X). i primi due libri siano stati scritti nel 45, pure la sebbene finibus; Epic?reos neglegere vum, ita concinnum dicunt, perpolitus; nihil ita elegans ? rappresentata in territorio avvenuta Cumano dialogo al 50 precisamente anzi di conodichiara 12) : e Cicerone scere benissimo Filodemo: nostros, Sironem dicis et Philofamiliares cum turn homines doctissimos viros, demum, ?ptimos (II, 119): ed anzi si ricordi che nel nostro p??? t??? [s?f?st??] col. VII, rr. 1-8 attorno 9) Sbordone, op. cit., p. XIII col riferimente anche a n. 3. 10) Schanz-Hosius, op. cit., pp. 433-4. 11) Si veda anche Arte Poetica di Orazio, op. cit., p. XXV, n. 4 e sul carattere poetico di Filodemo anche E. Bignone, L'epigramma greco, Bologna, 1921, passim, p. 108, 133, 291-95. Si ricordi altres? che Cicerone allude anche nei capitoli gi? citati alla vita molle e licenziosa di Filodemo ed ai suoi rapporti con Pisone: Graecus facilis et valde venustus nim?s pugnax contra Imperator em populi Romani esse noluit . Rogatus, invitatus, coactus ita multa ad ist um de ipso quoque scripsit, ut omnes lib?dines, omnia stupra, omnia curarum conviviorumque genera, adulteria deniversibus expresserit, in quibus si qui velit, possit que eius delicatissimis istius tanquam in speculo vitam intueri . Qui si fuisset in disc?pulo comparando meliore fortuna, fortasse austerior et gravior esse potuisset; sed eum casus in hanc consuetudinem scribendi induxit philosopho valde indignam, siquidem philosophia, ut fertur, virtutis continet et officii et bene vivendi disciplinam; quam qui profitetur, gravissimam sustinere mihi personam videtur. Sed idem casus illum ignarum, quid profiteretur, cum se esse diceret, istius impurissimae philosophum atque intemperantissimae pecudis caeno et sordibus inquinavit (? 70-72). E si rammenti che data l'indole dell'orazione Cicerone aveva tutto l'interesse a proiettare la peggiore luce su Pisone imputando a questo le deviazioni anche di Filodemo. 12) Cfr. Arte poetica di Orazio, op. cit., p. XXVIII, ?. 1; A. Rostagm, Virgilio Minore, Torino, 1944 (ristampa), p. 176. scena del

IL TERMINE ??O????? si allude demo proprio o Zenone ??? non

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t??? p(e)?? te???, opera che scritta da Filo? escluso abbia influito anche sul De finibus ma il Rostagni ha finemente ed raccolte indirizzato ad altro fine, molte testimooltre come gi? citate, che intorno al 50, i poetae era novi. Cicerone ?e?te??? Infatti una testimonianza di solito traquelle

Non solo: ciceroniano13). addidate in un suo studio nianze, quando contatti scurata tutte cio? con confermanti, designava

si ha in Pap. Here. per Cicerone ?ber die G?tter I, p. 99, 4) e si 986, f. 19 (citato da Diels, Philod. riferisce all'epoca del proconsolato in Cilicia, 51-50 a.C. (cfr. anche in P. W. Real Ene. der cl. Alt. XIX, 2, s.v. Philodemos Philippson, col. 2446). In altre lettere come in Ad. Fam. VI, 11,2 del 45 si allude a Sirone

Filodemo14). dell'amicizia di Filodemo

che .spesso ? collegato e tra il 49 ed con Filodemo: il 45 varie personalit? si trovano nella solidariet? per far epicurea fronte coll'anima e sempre con esse Cicerone tirannide, all'incipiente ? in relazione. oratore romano Quindi il grande appare poteva ? avere conoscenza anzi ? senz'altro e delle discussioni probabile dei dissensi ortodossi. alcuna a quegli della Anche datare scuola se noi epicurea, purtroppo e degli di Filodemo, dei ?e?te??? con precisione non possiamo ? probabile che esso risalga [s?f?st??],

la a quegli anni risalga indubbiamente polemica (e forse in esso non solo) ? l'eco. Ma per di pi? pensiamo che il significato del termine possa risultare appieno se si guarda a chi la lettera era diretta: come T. ad un epicureo anni, di cui in esso Attico 15) legato ad Epicurei come a Vestono Pomponio (Ad Att. che ? il 3 del XIV, 12, 44) quale ultimo poi risulta legato a Sirone e vivente in quell'ambito (Ad fam. VI, 11,2 che ? del 45). Dunque Attico che conosceva i circoli epicurei campani poteva ben comprendere il valore esatto del termine. Non basta: ma attraverso Manlio 13) Sbordone, op. cit., p. 93 il testo e p. 143 n. 8 il commento con le indicazioni relative. 14) Si veda A. Rostagni, Ancora sulla scuola di Sirone e sull'ambiente epicureo di Napoli, in ?Riv. di Fil. cl." 1933, pp. 445-458. 15) Un bel profilo dell'epicureismo di Attico si ha in G. Boissier, Cicerone e i suoi amici, trad. it. di G. Simoncelli Scialoja, Roma, 1938, Vol. II, pp. 152-3, e 171: inoltre A. Rostagni, Ancora sulla scuola ecc., art. cit., p. 448 ?. 1 e 449. E' naturale che Attico, non essendo proprio un filosofo ex professo, non fosse troppo rigidamente ed assolutamente seguace della scuola.

il p??? t??? o meglio che

222 Torquato cui bocca

IL TERMINE ???????? (se pur ? vero, come

IN CICERONE

sembra, che il pretore del 49, per la in nei primi due libri del forma esposte vengono dialogica De finibus le dottrine lo sia cui Catullo aveva stesso epicuree, indirizzato che ben conosceva e che, Filodemo, l'epitalamio16)) come tutta la sua famiglia convinto epicureo (anzi suo padre era stato amico di giovinezza di Attico), aveva coltivato la poesia erotica 17), l'insegnamento e la scuola di Filodemo, ne?teepicureo ros, ci paiono in collegamento proprio con quella dei poetae novi18), che ne ricavava precisamente le premesse oltrech? copia ideologiche, di esempi epigrammatici (ad es. e. 13 ex. 85) 19). Onde la denomidi ?e?te??? nazione data proprio a questi poeti che erano forse aggiornate sulle discussioni delle s???a??a? ed allusivo. sapore particolarmente i corrotti della poesia Cicerone nismo!) parola, Filodemo: abilmente Filodemo indiscutibile piccante cosi come riusciva di un napoletane Essi insoma apparivano

per gli avversari (il cui giudizio e dell'edoegli nemico dell'epicureismo la Il filosofia. valore della corrompeva negativo nel testo ciceroniano, ? tale anche in quello di riprende,

e compare di Filodemo, come il pure in opere retoriche dallo Sbordone passo addotto (op. cit., p. 150 ?. 12) ????? t?? ???? (p. ??t. ?, 174, 29 Sgg.) 20). .pa?a???se??.?ata???f??s?? che assume il termine di uno cio? che rompe Questo valore, ?e?te???, ? o sedicenti la tradizione, di contro ad altri ortodossi tali ? che la osservano, ? anche quello che la parola viene ad acquistare, come ? stato mostrato21), nella esegesi omerica degli alessandrini, in cui esso designa i poeti post-omerici, da Esiodo agli ellenistici, e li con16) A. Rostagni, Virgilio Minore, op. cit., p. 176; e id., Ancora ecc., art. cit., pp. 450-1; 17) Rostagni, Ancora sulla scuola, ecc., art. cit., pp. 450-1 nota 2. 18) Si veda L. Alfonsi, Poetae novi, Como, 1945, pp. 74-75. Si ricordi che Torquato mor? nel 46 a. C. (Rostagni, Ancora ecc., art. cit., p. 451). 19) Si veda anche V. Bongi, Note critiche sul carme XIII di Catullo, in ?Aevum" 1943, p. 229 ss. e specialmente pp. 233-34 riferendosi a G. Lafaye, Catulle et ses mod?les, Paris 1894, pp. 134, 135; riguardo al e. 85 per il contatto con Meleagro, cfr. Bignone, L'epigramma greco, op. cit., p. 170. 20) Si veda anche l'art, dell' Arnim, s.v. Kritolaos, in ? W Realenc. der cl. Alt., XI, 2, col. 1932 e specialmente Philippson, s.v., art. cit., col. 2454 da cui risulta ben chiaro che Filodemo combatteva in difesa della scuola zenoniana (proprio come nel nostro ?p??? t??? [s?f?st??]) contro svariati avversari, e stoici ed anche epicurei. 21) Cantarella, op. cit., pp. 54-5, ?. 2.

IL TERMINE ??O????? sidera in complesso cui Cicerone incluse come imitatori

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Per del Grande, quasi ????????. un soltanto non senso cronologico, parola valore ? ma anche un significato stesso e critico. tecnico Questo nel termine ci pare da considerare, usato da Filodemo: implicito anche accanto alle influenze di tradizione alessandrina, esegetiche nella cos? interssante 22) e probabile, e concre-

storicamente questo contatto tamente cosi soddisfacente.

Milano, Universit? Cattolica del Sacro Cuore. Seminario di Filologia classica. 22) Tanto pi? sarebbe probabile quanto da noi supposto se si ammettesse col Castaldi (in ?Nuova Cultura" 1928, p. 28 estratto) che gli avversari di Filodemo, quelli da cui egli era chiamato ?e?te???, i ?Sofisti" erano proprio gli epicurei di Roma avidi di onori e cariche politiche. Cicerone proprio da essi avrebbe attinto il termine riferendolo ai poeti amici di Filodemo. G. Della Valle, Tito Lucrezio Caro e Gepicureismo campano, Napoli 1935, p. 312 ss. vede nel la scissione degli epicurei ?una manifestazione della tipica differenza di atteggiamento fra Campani e Romani di fronte alla filosofia epicurea".