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N. 01107/2013 REG.PROV.COLL.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
sezione staccata di Catania (Sezione Quarta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 344 del 2010, proposto da:
Felice Costantino, rappresentato e difeso dall'avv. Raffaele Tanzariello, con domicilio per legge presso Tar
Catania, Segreteria, in Catania, via Milano 42/b;
contro
Ordine degli Avvocati di Barcellona Pozzo di Gotto, rappresentato e difeso dall'avv. Biagio Parmaliana, con
domicilio eletto presso Antonio Mauro Pappalardo in Catania, v.le XX Settembre,45;
per l'annullamento
-della delibera n. 22/09 , registro Adunanze del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Barcellona P.G. ,
adottata nell'adunanza del 10/11/2009, con la quale non stata accolta la domanda di iscrizione del
ricorrente nel registro dei praticanti avvocati;
-di ogni ulteriore atto connesso, presupposto e/o comunque connesso;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio dellOrdine degli Avvocati di Barcellona Pozzo di Gotto;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 28 marzo 2013 il dott. Francesco Brugaletta e uditi per le parti i
difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO
Con ricorso notificato il 16 Gennaio 2010 al Consiglio dell'ordine degli avvocati di Barcellona PG il
ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento, previa sospensione dell'esecuzione, il
provvedimento in epigrafe con cui non stata accolta la sua domanda di iscrizione nel registro dei
praticanti avvocati.
LOrdine sopradetto, costituendosi in giudizio, ha contrastato il ricorso sostenendone linammissibilita e ,
in ogni caso, linfondatezza.
All'udienza pubblica del 28 Marzo 2013 il ricorso passato in decisione.

DIRITTO
Il ricorso in esame rivolto avverso la deliberazione con cui non stata accolta la domanda del ricorrente
per liscrizione nel registro dei praticanti avvocati.
Ad avviso del Collegio, nella fattispecie in esame, difetta la giurisdizione del giudice amministrativo.
Invero l'art. 8 del r.d. 27 novembre 1933 n. 1578 stabilisce: "I laureati in giurisprudenza, che svolgono la
pratica prevista dall'articolo 17, sono iscritti, a domanda e previa certificazione del procuratore di cui
frequentano lo studio, in un registro speciale tenuto dal consiglio dell'ordine degli avvocati e dei
procuratori presso il tribunale nel cui circondario hanno la residenza, e sono sottoposti al potere
disciplinare del consiglio stesso.
I praticanti procuratori, dopo un anno dalla iscrizione nel registro di cui al primo comma, sono ammessi,
per un periodo non superiore a sei anni, ad esercitare il patrocinio davanti ai tribunali del distretto nel
quale compreso l'ordine circondariale che ha la tenuta del registro suddetto, limitatamente ai
procedimenti che, in base alle norme vigenti anteriormente alla data di efficacia del decreto legislativo di
attuazione della legge 16 luglio 1997, n. 254, rientravano nelle competenze del pretore. Davanti ai
medesimi tribunali e negli stessi limiti, in sede penale, essi possono essere nominati difensori d'ufficio,
esercitare le funzioni di pubblico ministero e proporre dichiarazione di impugnazione sia come difensori
sia come rappresentanti del pubblico ministero.
condizione per l'esercizio del patrocinio e delle funzioni di cui al secondo comma aver prestato
giuramento davanti al presidente del tribunale del circondario in cui il praticante procuratore iscritto
secondo la formula seguente: "Consapevole dell'alta dignit della professione forense , giuro di
adempiere ai doveri ad essa inerenti e ai compiti che la legge mi affida con lealt, onore e diligenza per i
fini della giustizia".
A sua volta l'art. 14 del r.d. 1934 n. 37 stabilisce:
"La cancellazione dal registro dei praticanti pronunziata dal Consiglio dell'ordine, di ufficio o su richiesta
del Pubblico Ministero:
a) nei casi d'incompatibilit a termini dell'articolo precedente:
b) nei casi di cui al n. 2 dell'art. 37 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578;
c) nei casi di cui al terzo comma dell'art. 4 del presente decreto;
d) quando il praticante ammesso al patrocinio davanti alle Preture non abbia prestato giuramento, senza
giustificato motivo, entro trenta giorni dalla notificazione del provvedimento di ammissione; fermo il
disposto dell'art. 8, comma terzo, del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578;
e) quando non sia stato osservato l'obbligo della residenza preveduto nell'art. 11 del presente decreto;
f) quando l'iscritto rinunci all' iscrizione .
Si applicano le disposizioni dell'art. 37, commi secondo, terzo, quarto, quinto ed ottavo del R.D.L. 27
novembre 1933, n. 1578, e dell'art. 45 del presente decreto.
I praticanti cancellati dal registro speciale hanno il diritto di esservi nuovamente iscritti qualora
dimostrino, se ne il caso, la cessazione dei fatti che hanno determinato la cancellazione, e l'effettiva
sussistenza dei titoli in base ai quali furono originariamente iscritti, e siano in possesso dei requisiti di cui
ai numeri 1, 2 e 3 dell'art. 17 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578.
Fermo il disposto del precedente comma, il praticante che sia stato cancellato per cause attinenti
esclusivamente all'esercizio del patrocinio davanti alle Preture pu essere reiscritto nel registro ai fini

dello svolgimento della pratica con esclusione dal patrocinio stesso.


Per le reiscrizioni sono applicabili le disposizioni dell'art. 3, commi primo, secondo e quarto del presente
decreto".
L'art. 37 del r.d. 27 novembre 1933 n. 1578 stabilisce:
"La cancellazione dagli albi degli avvocati e dei procuratori e pronunciata dal Consiglio dell'ordine, di
ufficio e su richiesta del Pubblico Ministero:
1 nei casi di incompatibilit;
2 quando sia venuto a mancare uno dei requisiti indicati nei numeri 1 e 2 dell'art. 17, salvi i casi di
radiazione;
3 quando il procuratore non osservi l'obbligo della residenza;
4 quando l'avvocato trasferisca la sua residenza fuori della circoscrizione del Tribunale presso cui
iscritto;
5 quando l'iscritto non abbia prestato giuramento senza giustificato motivo entro trenta giorni dalla
notificazione del provvedimento di iscrizione , fermo per altro il disposto dell'art. 12, comma secondo;
6 quando l'iscritto rinunci all' iscrizione .
La cancellazione, tranne nel caso indicato nel numero 6, non pu essere pronunciata se non dopo aver
sentito l'interessato nelle sue giustificazioni.
Le deliberazioni del Consiglio dell'ordine in materia di cancellazione sono notificate, entro quindici giorni,
all'interessato ed al Pubblico Ministero presso la Corte d'appello ed il Tribunale.
L'interessato ed il Pubblico Ministero possono presentare ricorso al Consiglio nazionale forense nel
termine di quindici giorni dalla notificazione.
Il ricorso proposto dall'interessato ha effetto sospensivo.
L'avvocato e il procuratore cancellati dall'albo a termini del presente articolo hanno il diritto di esservi
nuovamente iscritti qualora dimostrino, se ne il caso, la cessazione dei fatti che hanno determinato la
cancellazione e l'effettiva sussistenza dei titoli in base ai quali furono originariamente iscritti, e siano in
possesso dei requisiti di cui ai numeri 1, 2 e 3 dell'art. 17. Per le reiscrizioni sono applicabili le
disposizioni dell'art. 31.
Le reiscrizioni nell'albo dei procuratori a norma del comma precedente hanno luogo indipendentemente
dal numero dei posti da conferirsi nell'anno, per concorso, n di esse si tiene conto ai fini della
determinazione del numero dei posti da mettersi a concorso per l'anno seguente.
Non si pu pronunciare la cancellazione quando sia in corso un procedimento penale o disciplinare.
L'avvocato riammesso nell'albo a termini del sesto comma del presente articolo anche reiscritto
nell'albo speciale di cui all'art. 33 se ne sia stato cancellato in seguito alla cancellazione dall'albo del
Tribunale al quale era assegnato. "
Infine lart. 31 R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578 cosi recita:
<< La domanda per l'iscrizione all'albo degli avvocati rivolta al Consiglio dell'ordine degli avvocati e dei
procuratori nella cui circoscrizione il richiedente ha la sua residenza o il suo domicilio professionale, e
deve essere corredata dei documenti comprovanti i requisiti stabiliti dalla legge .

Il Consiglio, accertato la sussistenza delle condizioni richieste, qualora non ostino motivi di
incompatibilit, ordina l'iscrizione.
Il rigetto della domanda per motivi di incompatibilit o di condotta non pu essere pronunciato se non
dopo avere sentito il richiedente nelle sue giustificazioni .
Il Consiglio deve deliberare nel termine di due mesi dalla presentazione della domanda .
La deliberazione motivata ed notificata in copia integrale entro quindici giorni all'interessato ed al
Procuratore della Repubblica, al quale sono trasmessi altres i documenti giustificativi. Nei dieci giorni
successivi il Procuratore della Repubblica riferisce con parere motivato al Procuratore generale presso la
Corte d'appello. Quest'ultimo e l'interessato possono presentare, entro venti giorni dalla notificazione,
ricorso al Consiglio nazionale forense. Il ricorso del Pubblico Ministero ha effetto sospensivo .
Al procedimento per l'iscrizione nell'albo si applica l'articolo 45, commi 4 e 5, del decreto legislativo di
attuazione della direttiva 2006/123/CE>>
Dopo avere riportato quanto sopra si osserva che giusta la testuale previsione di cui al R.D.L. 27
novembre 1933, n. 1578, artt. 24, 31, 35, 37, 50 e 54 (conv. con mod. in L. 22 gennaio 1934, n. 36),
recante l'ordinamento della professione di avvocato, sono devolute alla giurisdizione del Consiglio
Nazionale Forense (e in appello alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione ex art. 56 stesso RDL) tutte le
controversie relative alla iscrizione, al rifiuto di iscrizione, alla cancellazione dagli albi professionali degli
avvocati, all'esercizio potere disciplinare nei confronti degli stessi (cfr: Cass. civ. Sez. Unite, Ord., 11-122007, n. 25831; T.A.R. Liguria Genova Sez. II, 28-02-2008, n. 356).
In conclusione il ricorso in esame deve essere dichiarato inammissibile.
La causa va rimessa dinanzi al sistema giurisdizionale formato dal Consiglio Nazionale Forense e dalla
Corte di Cassazione che parte ricorrente potr adire entro il termine perentorio previsto dallart. 11,
comma secondo, c.p.a.
Sussistono, tuttavia, attesa la natura della controversia, giusti motivi per la compensazione delle spese di
giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Quarta)
-dichiara inammissibile per difetto di giurisdizione il ricorso in epigrafe, con rimessione delle parti dinanzi
alla giurisdizione competente del Consiglio Nazionale Forense Corte di Cassazione, ai sensi dellart. 11
c.p.a.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorit amministrativa.
Cos deciso in Catania nella camera di consiglio del giorno 28 marzo 2013 con l'intervento dei magistrati:
Cosimo Di Paola, Presidente
Francesco Brugaletta, Consigliere, Estensore
Francesco Bruno, Consigliere
DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 16/04/2013