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Centro Studi C.N.I.

22 settembre 2013

INDICE RASSEGNA STAMPA


Centro Studi C.N.I. - 22 settembre 2013

ILVA
Sole 24 Ore 22/09/13 P. 21 Ilva, sono positivi i primi test con il gas Matteo Meneghello 1

APPRENDISTATO PROFESSIONISTI
Corriere Della Sera 22/09/13 P. 39 L'apprendistato? Corsa a ostacoli. Ecco i dodici blocchi anti giovani Dario Di Vico 3

Indice Rassegna Stampa

Pagina I

Carlo Mapelli, docente al Politecnico di Milano e consulente in merito all'applicazione dell'Aia, conferma la sperimentazione in corso

Eva, sono posit ivi i primi test con i gas


Una svolta radicale per Taranto e per l'acciaieria: spariranno il carbon fossile e le cokerie
Matteo Meneghello MILANO

Le prime riunioni risalgono a luglio. I tecnici di Ilva, insieme agli operai, hanno iniziato alavorarci da inizio settembre, nel cuore dell'acciaieria tarantina, lontani dai clamori dei dibattiti pubblici e dalle polemiche giudiziarie. E dopo quasi un mese di sperimentazione, i primi risultati sono positivi: sta infatti assumendo fattezze sempre pi concrete, giorno dopo giorno, l'ipotesi di un graduale addio al carbone da parte di Taranto. L'impostazione del commissario Enrico Bondi - spiega Carlo Mapelli, ordinario di metallurgia e siderurgia al Politecnico di Milano e consulente di Ilva per l'applicazione dell'Aia- stata chiara fin dall'inizio: realizzare i provvedimenti prescritti dall'Aia e aumentare laproduttivit e ilrispetto per l'ambiente e per la salute, anche per mezzo di tecnologie innovative. Per farlo, il primo imperativo eliminare il problema alla radice, mandando in pensione una parte significativa delle cokerie e, pi in generale la configurazione classica di fine diciannovesimo secolo: cokeria-altofornoconvertitore.

Per questo motivo, strade alternative pulite, come la tecnologia Corex/Finex (se ne sta discutendo per la Lucchini di Piombino) sono state prese in considerazione, ma abbandonate velocemente, perch contemplano comunque l'uso del carbone fossile. La svolta di Ilva vuole essere radicale. Alposto del carbonefossile- continua Carlo Mapelli, si vuole utilizzare il gas naturale come materia prima del processo dal quale si ricavano monossido di carbonio e idrogeno, ottenendo cos un nuovo materiale, che prende ilnome dipreridotto. Questa materia prima viene utilizzata in parte negli altoforni e in parte nei forni convertitori dell'acciaieria. Ad oggi nel mondo se ne producono circa 5 milioni di tonnellate al mese (ad agosto, secondo i dati di World Steel, l'output cresciuto del 13% rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente), soprattutto in Iran, India, Messico e Arabia Saudita. L'austriaca Voestalpine ha recentemente annunciato che realizzer uno stabilimento negli Stati Uniti per la preriduzione del minerale ferroso, con una capacit produttiva complessiva di 2 milioni di tonnellate all'anno. Il pre-ridotto -

conferma Mapelli - gi utilizzato da qualche anno, nei forni elettrici, soprattutto nei paesi che hanno grande disponibilit di gas naturale, come i Paesi arabi, o nell'America del sud. La sfida che stiamo portando avanti a Taranto, per certi versi unica, utilizzare ilpre-ridotto per un impianto vasto e complesso come Ilva. A questo scopo l'azienda se intender proseguire su questa strada si dovr dotare, in futuro, di impianti di cui al momento non dispone: al momento la sperimentazione stata avviata importando pre-ridotto da Nordafrica, Sudamerica, penisola arabica. Il processo - prosegue Mapelli - prevede il mantenimento degli altiforni. Unavolta eliminate le cokerie, gli impianti a monte produrranno ilpre-ridotto utilizzando il gas naturale e non pi il carbone. La nuova materia prima sar caricata nell'altoforno insieme al minerale. Ovviamente si tratta di un processo di aminodernamento progressivo nel tempo. L'eliminazione graduale delle cokerie e il venir meno dell'esigenza di enormi parchi di materiale fossile esterni, fermo restando la realizzazione delle prescrizioni disposte dall'Aia, produrrebbe l'effetto positivo sia di una ulteriore riduzione dell'impatto ambientale, sia del miglioramento della salute. Per Taranto, ma soprattutto per gli operai, si tratta di una rivoluzione copernicana. In queste settimane - spiega Mapelli - abbiamo dovuto lavorare molto sui processi. Gli operai devono cambiare il modo in cui sono abituati a lavorare. Sono state modificate le modalit e i percorsi di inserimento dell'ossigeno in acciaieria. Ora, prosegue il docente, la sperimentazione in acciaieria si quasi conclusa, con risultati positivi. A breve inizieremo a lavorare anche sull'altoforno, ma le prime attivit di verifica non stanno dando problemi: l'impianto in passato ha gi caricato

prerid otto senza manifestare criticit. D'altra parte - aggiunge Mapelli-un tentativo del genere era gi stato fatto, in minima parte, nel 2008, per cercare di aumentare la produttivit ed il funzionamento dell'altoforno era regolare. Oltre a ridurre l'impatto ambientale, Ilva punta infatti aottenere risultati anche sul piano produttivo. Aumenter la produttivit con emissioni complessivamente inferiori" conferma il docente del Politecnico. Inoltre Ilva potr ampliare la gamma produttiva di acciai. L'aumento della produttivit e della gamma produttiva fondamentale per poter penetrare correttamente nei mercati anche a pi alto valore aggiunto, cos da generare i flussi di cassa necessari aripagare i significativi investimenti che Ilva sta affrontando e dovr affrontare per ristrutturare i propri impianti. L'obiettivo riuscire ad approcciare i mercati dell'oil&gas, dell'industria estrattiva, dell'industria dei trasporti e delle macchine movimento terra, grazie a prodotti ad alta prestazione in grado di garantire una maggiore affidabilit dal punto di vista meccanico.
in. ineneghello@ iisole24ore. com
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IUTTIVO Previsto il mantenimento degli altiforni: gli impianti a monte produrranno il pre-ridotto utilizzando la nuova materia prima

ILVA

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Il procedimento
A confronto i processi produttivi dell'acciaio con l'utilizzo del carbone oppure del gas naturale
Nuovo procedimento

CARBONE

COKERIE

AGGLOMERATORE

!MINERALI

Fonte: elaborazione de[ Sole 24 Ore su fonti varie

ILVA

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11,

1 In Germania ha creato 1,5 milioni di nuove assunzioni. II nodo delle Regioni

L'apprendistato? Corsa a ostacoli Ecco i dodici blocchi arati giovani


D alle rac com andate ai r e qui s iti , dove si ferma una riforma
di DARIO DI VICO Perch in Italia il contratto di apprendistato non funziona e in altri Paesi, come la onnivirtuosa Germania, la via principale per l'ingresso di i,5 milioni di giovani nel mondo del lavoro? Secondo una della organizzazioni dei Piccoli, la Cna, il motivo semplice: troppi adempimenti burocratici scoraggiano gli imprenditori che devono spendere 3.500 euro in pi l'anno per far fronte all'eccesso di regole. Per sostenere questa tesi gli artigiani hanno steso un j'accuse elencando tutti i passaggi necessari per prendere un apprendista. La Via Crucis descritta dalla Cna si compone di 12 stazioni ed solo la media perch il percorso varia da regione a regione. Stiamo parlando del contratto di apprendistato professionalizzante istituito con il decreto legislativo 276/2003 (riforma Biagi), un contratto a causa mista perch costituito da lavoro pi formazione. Il dipendente privo di un'esperienza professionale la consegue frequentando corsi di formazione, interni all'azienda o esterni a cura della Regione. Con la qualifica di apprendista possono essere assunti i giovani tra 17 e 29 anni e per l'artigianato la durata del contratto va da sei mesi a un massimo di 5 anni. Ma veniamo alle accuse della Cna. La stazione numero i della Via Crucis prevede che l'azienda invii telematicamente la comunicazione

disoccupazione giovanile: l'impennata


Italia Nosd Ozsztto Mezzobtorrio "I'rm;du e. trrrri-:trt

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37,3 28,5 30,7 31,4 253 18,3 2 20,2 18,2 13,10 20,5 19,5 13,5 24,1

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di assunzione al Centro provinciale per l'Impiego. In alcune regioni per, stazione numero 2, la comunicazione telematica deve essere inviata per raccomandata con ricevuta di ritorno insieme a un documento del datore di lavoro firmato in originale. Al numero 3 troviamo

Onere limproprilo Secondo la Cna, la gestione di questo contratto


costa in media 3.500 euro in pi l'anno alle imprese

la creazione della figura del referente aziendale per la formazione. In alcune regioni basta l'autocertificazione attestante la capacit di formare apprendisti, in altre le competenze devono essere vagliate da un test d'esame. Le stazioni numero 4 e numero 5 prevedono il rilascio della dichiarazione di assunzione e del contratto di lavoro dell'apprendistato seguiti dalla visita medica. Non siamo nemmeno alla met del percorso perch l'azienda deve passare attraverso una nuova registrazione telematica nel cosiddetto Libro Unico del Lavoro. La stazione numero 7 prescrive che entro 30

Apprendistato professionisti

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giorni dall'assunzione debba essere definito e sottoscritto tra impresa e apprendista il Piano formativo individuale , preludio all ' adempimento numero 8. In cosa consiste? L'azienda artigiana se vorr fare la formazione all'interno dovr dimostrare di avere capacit formativa e autocertificarla . Alla stazione numero 9 c' la registrazione dell'avvenuta formazione aziendale nel Libretto Formativo del Cittadino e alla successiva ne prevista la certificazione e l'attribuzione della qualifica finale. Siamo arrivati alla stazione numero 11 : a fronte di un'offerta formativa della Regione l'apprendista tenuto a frequentare corsi esterni per un totale di 120 ore in tre anni. Ma in cambio di questi adempimenti quali sono i vantaggi? In via sperimentale fino al 2016 se l'artigiano ha un massimo di 9 dipendenti pu beneficiare dello sgravio totale dei contributi previdenziali che viene concesso alle imprese che non hanno avuto aiuti di Stato superiori a 200 mila euro nell'arco di tre esercizi . In questo caso il nostro artigiano deve inviare all'Inps stazione numero 12 - una dichia-

razione attestante che nell'anno di stipula del contratto di apprendistato e nei due esercizi precedenti non ha percepito sussidi di alcun tipo, dal livello nazionale al locale, oppure la quantificazione degli incentivi incassati. Commenta Sergio Silvestrini, segretario generale della Cna: inutile girarci attorno: arrivato il momento di dare piena dignit alla formazione che si fa dentro le imprese che va riconosciuta da tutti. Ma sono soprattutto i dodici adempimenti che pesano, bisogna semplificare, semplificare , semplificare. I documenti che sono gi in possesso della Pubblica amministrazione vanno messi a disposizione in automatico, gli imprenditori non possono trasformarsi in fattorini dei burocrati.
Non la pensa allo stesso modo per Tiziano Treu, ex ministro del Lavoro. I costi che gli artigiani devono sostenere sono ampiamente risarciti dalla defiscalizzazione totale. E poi la formazione un aspetto qualificante , non va banalizzata. E un investimento che l'azienda fa , non un purgatorio. I Piccoli devono operare questo salto culturale e comunque met degli adempimenti elencati dalla Cna sono necessari in un Paese civile. Vogliono forse che salti la visita medica? Secondo Giuliano Cazzola (Scelta civica) il merito della Cna quello di contribuire a chiarire perch nonostante gli omaggi rituali che tutti rivolgono all'apprendistato la norma non decolli. Anzi, gli artigiani si sono soffermati sui disincentivi burocratici per l'apprendistato professionalizzante dimenticando i vincoli normativi, compreso l'obbligo di assumere una quota della precedente tornata di giovani . Per non parlare infine, conclude Cazzola,della confusione creata dalle diverse discipline regionali originate da quell'autentico disastro che stata la riforma del titolo V della Costituzione.

Il vantaggio II piccolo artigiano pu contare sullo sgravio totale dei contributi previdenziali dell'apprendista

Apprendistato professionisti

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