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Umanesimo e Rinascimento in Italia

Medioevo, Rinascimento, Riforma Tra il 1450 e il 1550 si svilupparono parallelamente il Rinascimento e la Riforma protestante, due movimenti culturali fondamentali nella storia dellEuropa, accomunati dal rifiuto dellepoca precedente, che andava cos a chiudersi, a cui contrapposero la ripresa dellantica Roma e la Chiesa delle origini. In questo modo nacque il concetto di Medioevo, inteso dagli intellettuali rinascimentali come il periodo che aveva separato la fine del declino di Roma e della Chiesa apostolica, dal tentativo di farla rinascere e riportarla al suo splendore iniziale. Nonostante vi fosse un parallelismo cronologico, i due orientamenti furono molto diversi tra loro, sia per interessi sia per obiettivi, e pertanto non devono essere confusi: il termine Rinascimento, quindi, non indica solo unepoca della Storia, ma un movimento culturale e artistico che accompagn altre tendenze durante il Cinquecento. Limitazione di Roma Il Rinascimento fu accompagnato da un altro movimento culturale, lUmanesimo, sviluppatosi dalla seconda met del Cinquecento e inteso come il rinnovato interesse degli intellettuali per la letteratura classica, considerata maestra insuperabile dellhumanitas, ovvero di tutte le qualit e caratteristiche che contraddistinguono lessere umano dagli animali ; in particolare venne ripresa la letteratura latina (ammirata gi dal Trecento come attesta la presenza di Virgilio nella Commedia dantesca), mediante la divulgazione dei testi antichi e la ricostruzione del testo originale da parte degli intellettuali. Questi ultimi, che cercarono anche di imitare lo stile degli scrittori della Roma antica, si resero conto che la lingua latina era regredita nel tempo, subendo profonde alterazioni e modificazioni: Lorenzo Valla riusc a dimostrare la falsit della Donazione di Costantino, documento che attestava che il papa avesse ricevuto la sovranit dellImpero Romano occidentale direttamente da Costantino, proprio grazie alla consapevolezza dellimbarbarimento della lingua antica. Il Rinascimento, definito quindi come il tentativo di applicare ai vari ambiti della vita umana il modello romano, gi adottato nel campo della lingua e della letteratura, trov espressione anche nellarchitettura, con la ripresa della pianta circolare, nella scultura, con la ripresa dellequilibrio e della proporzionalit delle forme, e nella politica grazie alla figura di Niccol Macchiavelli (1469-1527). Egli, nel 1513 scrisse il De principatibus o Il principe, nel quale, riprendendo come modelli Stati (tra cui Roma) e principi che fossero riusciti a imporre la loro supremazia e a sottomettere i propri avversari, affermava di voler dare consigli ai sovrani impegnati nellespansione dei propri territori. A differenza della concezione dantesca che vedeva nella provvidenza divina la causa degli avvenimenti, nella concezione di Macchiavelli sparirono tutti i riferimenti ultraterreni, ritrovando tra le cause della vittoria un forte esercito, e labilit politica del sovrano. Infatti, se nella concezione medievale lesito di una battaglia dipendeva dal giudizio divino, Macchiavelli sment questa credenza, sostenendo che la vittoria andava al sovrano pi spregiudicato e spietato, e si mantenne cos non solo fedele al modello romano ma anche alla realt, che appariva come si presentava.

Rinascimento e religione Nel Rinascimento, prendendo come modello Roma, luomo divenne pi autonomo nel suo agire, perch si diede delle regole che non prescindevano dagli insegnamenti della Chiesa. Nel medioevo, infatti, i mercanti si dedicavano ai propri traffici (anche a quelli pi illeciti come lusura) sino agli ultimi giorni di vita, perch pensavano che fosse sufficiente il pentimento in punto di morte per poter giungere, dopo aver trascorso un certo periodo in purgatorio, in paradiso: si dimostravano, cos, sensibili alla vita ultraterrena. Nella concezione di Macchiavelli ci scomparve, ma tuttavia in conclusione del Principe, egli afferm che fosse Dio a concedere la vittoria ai sovrani che si fossero battuti per liberare i propri territori dagli invasori e che avessero reso lItalia una monarchia nazionale alla pari della Francia e dellInghilterra, cio a coloro che avessero dimostrato una giusta causa nazionale. Nonostante volesse prescindere dagli insegnamenti ecclesiastici, Macchiavelli non fu il solo, tra gli intellettuali medievali, a rimanere sostanzialmente nella mentalit cristiana, a rimanere legato alla fede tradizionale, e questo probabilmente fu dovuto al fatto che molti tra gli umanisti del tempo, volessero divenire romani dedicandosi al culto delle divinit antiche, senza cessare di essere cristiani moderni. Erasmo da Rotterdam In Europa del nord, con la figura di Erasmo da Rotterdam, uno degli intellettuali pi colti del Cinquecento, lumanesimo e la fede cristiana si fusero: lobiettivo fu quello di riformare la vita cristiana mediante la cultura umanistica, e per far ci Erasmo si impegn a fornire delle edizioni accurate di testi, come il Nuovo Testamento, che avrebbero ispirato al rinnovamento della fede. Lintellettuale criticava sia limportanza eccessiva attribuita al culto dei santi, che distoglieva la centralit dalla figura di Cristo, sia il purgatorio, considerato un valido espediente per impegnarsi nei traffici illeciti sino alla morte, sia il papato, nel quale i pontefici corrotti, si preoccupavano, come Giulio II, pi a consolidare e espandere i propri domini, che interessarsi alla fede e alla guida dei fedeli. Purgatorio e papato vennero criticati allo stesso modo da Martin Lutero, riformatore tedesco che considerava luomo irrimediabilmente corrotto dal peccato, secondo un pessimismo antropologico; analogamente a Lutero anche altri intellettuali del Rinascimento, come Macchiavelli, tra gli anni 1513-1518, sostennero che luomo fosse per istinto pi incline al male e al peccato, e ci, aggravato dalle continue guerre, dallinvasione turca e dalle lacerazioni religiose, fin per far sprofondare nella malinconia tutte le convinzioni che luomo potesse elevarsi spiritualmente e distinguersi dagli animali. Erasmo, invece, che considerava lessere umano capace di scegliere tra bene e male, e quindi di seguire gli insegnamenti di Cristo, si trov daccordo con Pico della Mirandola, umanista italiano che scrisse unorazione sul tema della Dignit delluomo, nella quale affermava che lessere umano, di natura indefinita, poteva scegliere se divenire una forma di vita pi elevata o degradare in una istintiva e bruta. Tra gli altri intellettuali del periodo, ricordiamo la figura di Ludovico Ariosto, che in una sua opera mise in luce la brutalit guerra moderna, la cui violenza aveva cancellato la bont dei cavalieri antiqui, e la figura di Francesco Guicciardini, che descrisse la decadenza politica della Penisola dalla discesa di Carlo VIII, nella sua Storia dItalia.

Le grandi potenze nel XVI secolo


Carlo V dAsburgo Contemporaneamente allo sviluppo dellUmanesimo e del Rinascimento, lItalia fu partecipe di una serie di avvenimenti politici, in particolare gli scontri tra Francia e Spagna, che colpirono profondamente gli intellettuali umanisti. Dopo essersi scontrato nella battaglia di Marignano con i soldati svizzeri, Francesco I, sovrano di Francia, riconquist Milano nel 1515 per riportare lequilibrio perduto con la conquista del Regno di Napoli da parte degli Spagnoli. Successivamente ottenne un concordato, un accordo tra Chiesa Cattolica e uno Stato, in questo caso quello francese, per definire le sfere di competenza: il pontefice gli concesse il diritto di nominare i vescovi e gli abati dei pi importanti monasteri della Francia, favorendo cos la sua autorit. Nello stesso tempo, per, assunse sempre pi potere la figura di Carlo dAsburgo, che accumul un notevole potere ereditato dai nonni: da una parte Ferdinando dAragona e Isabella di Castiglia, dallaltra Massimiliano dAsburgo e Maria di Borgogna. Nel 1506 divenne signore delle Fiandre, nel 1516 re di Spagna e nel 1519 imperatore di Germania con il nome di Carlo V; laccumulo notevole di potere venne favorito dalla morte prematura di tutti gli eredi e dagli sforzi di Massimiliano dAsburgo che riusc a creare una serie di alleanze matrimoniali determinanti. Il papa cerc di ostacolare lelezione di Carlo V a sovrano del Sacro Romano Impero con il timore che si andasse a ricreare la stessa situazione al tempo di Federico II. Anche Francesco I decise di candidarsi al titolo imperiale, ma venne eletto Carlo, che con una somma ingente di fiorini doro anticipata dai Fugger, riusc a corrompere i principi elettori. Nel 1520 le Corts, i parlamenti della Castiglia, si ribellarono nella rivolta dei Comuneros, accusando il sovrano di non interessarsi ai territori spagnoli, e presero come bersaglio la nobilt. IL 29 giugno 1520 le citt della Castiglia si riunirono nella Santa Junta, chiedendo al sovrano di allontanarsi meno dal regno, di sposare una principessa portoghese e avere un luogotenente spagnolo, in modo da non introdurre troppi stranieri nel regno. Inoltre chiesero meno pressione fiscale, e migliore amministrazione della giustizia: la rivolta si concluse due anni dopo, nel 1522, ma il sovrano rimase durante tutto il periodo in Germania e nei Paesi Bassi. Lideologia imperiale di Carlo V Carlo V, prima della sua incoronazione solenne, avvenuta ad Aquisgrana il 23 ottobre 1520, giur di rispettare la Capitolazione imperiale, nella quale vennero decretati tutti i precisi patti tra gli elettori e il sovrano (obblighi, impegni con i signori tedeschi, limitazioni del potere): in questo modo limperatore non governava secondo il diritto divino o per ereditariet, ma esclusivamente grazie allelezione da parte dei sudditi che stipulavano con lui una serie di diritti e doveri da rispettare. Mercurino Arborio di Gattinara, grande intellettuale italiano, fidato collaboratore di Carlo V, descrisse questultimo come un principe inviato dal Cielo, assistito dalla Provvidenza, che avrebbe riportato lumanit a una condizione di pace e giustizia come quella dellet delloro. Altri intellettuali sostennero che lunico modo per impedire il compimento di soprusi e ingiustizie fosse la presenza di unautorit superiore, che avrebbe riportato pace e ordine, facendo da arbitro tra gli stati che si fossero dibattuti per la contesa di un territorio. Poich queste affermazioni erano vicine alla descrizione di imperatore fatta da Dante, vennero lette ampiamente le sue opere che enunciavano la figura dellimperatore come uomo dalle caratteristiche messianiche, che avrebbe riportato la pace quasi paradisiaca allumanit,

procedendo in un cammino che avrebbe portato a una monarchia universale, unita dal punto di visto della cristianit sotto la guida di un solo pastore. Lo scontro tra Francia e Spagna Limperatore, suprema autorit alla quale tutte le classi inferiori risultavano essere subordinate, era considerato una minaccia alla libert da parte dei suoi nemici. Tra questi vi era anche Francesco I, che si scontr pi volte con Carlo V, cercando di contrastare la sua espansione territoriale, che prevedeva la conquista di Milano e della Lombardia per creare un collegamento diretto con i territori spagnoli, in modo da non passare attraverso la Francia. Il 24 febbraio del 1525, vi fu la grande battaglia di Pavia, nella quale le truppe francesi vennero sconfitte grazie allutilizzo dei primi archibugi, armi da fuoco inizialmente molto lente da maneggiare, che decimarono il nemico ancor prima di entrare in diretto contatto con lui: gli archibugieri aumentarono sempre pi allinterno degli eserciti spagnoli, sino ad arrivare ai 3000 componenti, che diedero il nome tercios ai reggimenti spagnoli. Con la disfatta di Pavia vennero definitivamente allontanati dallItalia i francesi, che insieme al papa e ai principali stati italiani, si riunirono nella Lega di Cognac, unalleanza contro legemonia di Carlo V, nel maggio del 1526. Dopo una serie di accuse da parte di Carlo V nei confronti del papa, che con le sue azioni si opponeva allallontanamento dei turchi da parte delle truppe spagnole, lesercito imperiale si ammutin per assenza della paga, e decise autonomamente di marciare su Roma e saccheggiarla (6 maggio 1527). La lega antimperiale col pretesto di liberare il papa riprese la guerra, cos gli anni 1528-1529 videro scontrarsi Francia e Spagna sul territorio italiano. Le truppe di Francesco I vennero sempre respinte da quelle spagnole, soprattutto quando Genova si alle con Carlo V, e mise a disposizione il suo porto per i rifornimenti spagnoli. Il 29 giugno 1529 il papa Medici, Clemente VII, usc dalla Lega antimperiale e firm il Trattato di Barcellona con Carlo V, che promise di riportare la famiglia Medici al governo di Firenze. Successivamente, il 2 agosto dello stesso anno, Francesco I firm la pace di Cambrai, che prevedeva la rinuncia della Lombardia da parte della Francia e labbandono della Borgogna da parte dellImpero. Nel marzo del 1530 Carlo V fu ufficialmente incoronato imperatore dal papa, ma legemonia spagnola rimase incontrastata fin tanto che la Francia non si alle con limpero turco e con i principi protestanti tedeschi. Li mpero turco nei primi decenni del Cinquecento I Turchi riuscirono ad allargare i loro domini a partire dai primi decenni del 1500: grazie allutilizzo dellartiglieria riuscirono a conquistare la Siria e lEgitto, importanti centri di scarico delle merci e delle spezie orientali distribuite in tutta Europa dalle navi veneziane, che vennero sconfitte nel 1538; da questo momento gli ottomani otterranno legemonia marittima, che rimarr in loro possesso sino alla battaglia di Lepanto del 1571. Con la conquista dellEgitto, Selim I assunse il titolo di califfo, ovvero di successore del prof eta, guida religiosa e politica contemporaneamente; con un impero cos vasto il califfato acquist di nuovo importanza, e venne rilanciato come principio vitale e potente, secondo cui i musulmani avrebbero respinto i nemici dellislam.