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IX Convegno Nazionale dellAssociazione Italiana di Ingegneria Agraria Ischia Porto, 12-16 settembre 2009 memoria n.

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ANALISI DI CAMPO SULLA TEORIA DELLA GEOMETRIA IDRAULICA APPLICATA AI TORRENTI MONTANI V. DAgostino, A. Vianello
Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali, Universit degli Studi di Padova

SOMMARIO Nel 1953 Leopold & Maddock proposero la nota teoria della geometria idraulica, suggerendo di assumere la portata a piene rive di un corso dacqua come unica variabile, dominante ed indipendente, nel determinare larghezza, profondit e velocit media della corrente. In particolare, secondo questa teoria, si possono assumere tre leggi di potenza di forma monomia le quali, procedendo verso valle (downstream variation) oppure a livello locale sulla sezione (at-a-station), esprimono landamento delle tre grandezze in funzione della portata. Secondo lequazione di continuit, tanto il prodotto dei coefficienti che compaiono in queste tre leggi, quanto la somma degli esponenti (b, f, m) deve risultare pari allunit. Si condotta una specifica analisi di campo su due torrenti dellarea dolomitica (Cordevole e Felizn, Belluno) con lobbiettivo di verificare lapplicabilit della teoria a corsi dacqua a forte pendenza e scabrezza. I due torrenti presentano dinamiche dalveo ben distinte: il rio Cordevole ha il fondo corazzato, dominato da rapide e step pool e riceve un apporto modesto di sedimenti dalle sponde; il rio Felizn caratterizzato da un letto in ghiaia e ciottoli e da unit morfologiche a riffle pool e letto piano, con presenza occasionale di rapide e step. Le misure condotte hanno evidenziato che la teoria risulta globalmente valida e mostra qualche debolezza nellequazione che stima la velocit media della corrente verso valle (torrente Cordevole). Lanalisi at-a-station (rio Felizn) ha dimostrato ancora lapplicabilit della teoria ed ha suggerito un legame tra il comportamento cinematico della sezione e la tipologia di unit morfologica cui essa appartiene; la somma dei valori quadratici degli esponenti b, f, m sembra infine un promettente indicatore del livello di stabilit dellunit morfologica. Parole chiave: geometria idraulica, morfologia fluviale, dinamica dei torrenti.
1 INTRODUZIONE

La portata a piene rive o al bankfull viene spesso identificata come portata formativa, poich essa in grado di modellare lintero perimetro del canale, determinandone la forma e la morfologia della sezione, senza per causare sconvolgimenti nellassetto del corso dacqua. Leopold et al. (1964) hanno identificato quale intervallo di ricorrenza probabile della portata a piene rive un valore medio di 1.5 anni. Carling (1983) ha osservato che la maggior parte dei cambiamenti morfologici e

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degli adattamenti di un corso dacqua alluvionale avviene attraverso eventi abbastanza frequenti e di modesta intensit aventi frequenza annuale o poco pi. Studi quantitativi sulla portata di piene rive e sulla relativa larghezza del canale sono stati condotti da diversi ricercatori come, ad esempio, Wolman (1955), Richards, (1976), Williams (1978), Andrews (1980), Carling (1988), Emmett & Wolman (2001). Queste indagini hanno cercato di comprendere il legame funzionale fra portata liquida e geometria del corso dacqua, intesa come la ricerca di un equilibrio dinamico dello stesso. La maggior parte delle ricerche relative alladattamento del canale alla portata liquida transitante, a prescindere dai caratteri sedimentologici e climatici dellarea di studio, concordano nellindividuare una relazione di proporzionalit diretta fra larghezza al bankfull e corrispondente portata formativa; la relazione segue, in quasi tutti i casi indagati, una legge di potenza. Meno numerose sono le indagini condotte sulla condizione di piene rive nei torrenti montani a forte pendenza. Essi sono caratterizzati da unit fluvio-morfologiche ben differenziate (rapide, step pool, riffle pool, tratti incisi, letto piano) e assai variabili spazialmente (DAgostino & Lenzi, 1998; Lenzi et al., 2000), da un notevole grado di corazzamento del letto in presenza di granulometrie grossolane dei sedimenti e da condizionamenti esterni spesso assai marcati, quali gli affioramenti rocciosi, le aree in frana, la morfologia della valle. La teoria della geometria idraulica, sviluppata da Leopold & Maddock (1953) e ripresa in seguito da Dunne & Leopold (1978), descrive i parametri geometrici del corso dacqua e la sua velocit media come funzioni della portata liquida (Q) e si basa sul concetto che il sistema fluviale tende ad adattare la sua geometria in un modo tale da produrre un equilibrio dinamico tra contorno bagnato, portata liquida e portata solida. Ladattamento geometrico pu valutarsi o in corrispondenza di una sezione fissa del canale (at-astation) o procedendo verso valle (downstream variation), ma sempre considerando la portata Q (m3/s) come variabile indipendente e dominante. Le relazioni principali della teoria della geometria idraulica sono cos espresse:

B = a Qb
Y =cQf

(1) (2) (3)

V = k Qm

dove B, Y (in m) e V (m/s) sono, rispettivamente, larghezza al pelo libero, profondit media (As/B; As=area bagnata) e velocit media della corrente. Dallequazione di continuit risulta che:

Q = B Y V = a Q b cQ f k Q m
Dalleq. (4) si deduce che le costanti devono soddisfare le due condizioni:

(4)

a ck =1

(5) (6)

b+ f +m=1

I coefficienti (a, c, k) e gli esponenti (b, f, m) assumono valori differenti e specifici a

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seconda che, nello stesso corso dacqua, si analizzi la geometria idraulica a livello di singola sezione o locale (at-a-station) per differenti stati idrometrici della corrente oppure considerando un tratto di corso dacqua interessato dalla portata di piene rive e procedendo verso valle (downstream). E stato anche verificato, mediante revisioni estese dei dati di letteratura (Park, 1977), che, sia a livello di sezione sia procedendo verso valle, gli intervalli di esistenza di coefficienti ed esponenti (Tabella 1) sono molto ampi e che il proporne dei valori medi pu solo servire a dare la falsa impressione di una regolarit che in realt non esiste (Leopold, 1994). Lunico esponente per il quale emerge una certa convergenza (Brush, 1961; Emmett, 1975) per diversi ambienti geografici e ordini di grandezza della portata quello che compete alla larghezza nell eq. (1), quando essa viene valutata a piene rive nel suo sviluppo verso valle (b0.5). Lo stesso Park (1977) ne ha evidenziato un valore modale compreso nella classe b=0.4-0.5. Leopold & Langbein (1962) hanno dedotto per via teorica i valori degli esponenti delle equazioni (1), (2) e (3) (Tabella 1), utilizzando il concetto di entropia. Per il secondo principio della termodinamica lentropia la misura della distribuzione di energia attraverso un sistema. Tanto pi lenergia viene dispersa o distribuita in maniera uniforme allinterno di un sistema aperto, tanto pi lentropia cresce e al tempo stesso diminuisce la possibilit che lenergia sia spesa per compiere un lavoro meccanico. I due ricercatori assumono che la massima produzione di entropia in un sistema aperto (corso dacqua) venga soddisfatta dalla massima distribuzione probabile di energia nel sistema. Leopold e Langbein, considerando che gli esponenti sono la misura della varianza delle relative variabili (B, Y, V), individuano lo stato pi probabile come quello la cui varianza totale minima, fermo restando il vincolo di obbedire alle leggi dellidraulica. Le variazioni sono rappresentate dai quadrati degli esponenti. In tal modo, se B, Y e V sono scelte come uniche variabili dipendenti, si ottiene la minimizzazione della somma b 2 + f 2 + m 2. Nel presente lavoro si condotta unindagine di campo con lobiettivo di approfondire la teoria della geometria idraulica applicata ai torrenti montani. Si inteso valutare se gli esponenti siano in grado di riflettere lo stato di equilibrio dei torrenti e se sussista un legame fra i valori degli esponenti e le unit fluvio-morfologiche.
Condizione locale (at-a-station) locale teorica verso valle (downstream) verso valle teorica b
0.00-0.59 0.23 0.08-0.89 0.55

f
0.06-0.78 0.42 0.09-0.70 0.36

m
0.07-0.71 (0.84) 0.35 0.51-0.71 0.09

Tabella 1. Esponenti b, f, m delle equazioni (1)-(3): intervallo dei valori riportati da Park (1977) e valori teorici proposti da Leopold & Langbein (1962); il valore di m tra parentesi stato determinato da Lee & Ferguson (2002) per un torrente a step pool.

2 SITI DI INDAGINE E METODOLOGIE

Si sono svolte le indagini in due bacini montani delle Alpi Orientali: lalto torrente Cordevole chiuso a Vizza (Belluno) con una area drenata di 7.1 km2 ed il rio Felizn,

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immissario del torrente Boite (Cortina dAmpezzo, Belluno); il rio, al termine del tratto indagato drena una superficie di 29.9 km2. Il torrente Cordevole ha una pendenza media del collettore principale del 14%, presenta un alveo corazzato con granulometrie grossolane abbondanti (ciottoli e massi) e riceve un apporto modesto di sedimenti dai versanti e dalle sponde. Le tipologie morfologiche che prevalgono sono i tratti colluviali nella zona di testata cui seguono, intervallati, rapide e step pool (Figura 1-a) (DAgostino & Vianello, 2004). Il rio Felizn nel tratto indagato ha una pendenza media del 17% ed caratterizzato da un letto in ghiaia e ciottoli, in cui dominano unit morfologiche a riffle pool e a letto piano cui si frappongono occasionali rapide a bassa pendenza (Figura 1-b) e step pool di altezza modesta. Il torrente lambisce sponde erodibili che costituiscono delle sorgenti di sedimento cospicue (Figura 1-b).

Figura 1. Esempio di un tratto dei torrenti indagati: a) Torrente Cordevole; b) Rio Felizn.

La campagna di misure ha riguardato la determinazione della geometria dei due corsi dacqua e lesecuzione di una serie di misure di portata volte a definire i parametri delle leggi della geometria idraulica nella condizione verso valle per il Cordevole e in quella locale per il Felizn. Nel riconoscimento della condizione geometrica di piene rive si utilizzato come indicatore il punto sommitale della sponda, quando essa non risultava condizionata da incisioni del thalweg; la variazione netta della pendenza della scarpata e le discontinuit vegetazionali hanno costituito degli ulteriori indicatori della sezione di piene rive. Le misure topografiche sono state condotte con cordella metrica, distanziometro laser, triplometro e clisimetro ottico. La metodologia di misura ha comportato errori nella valutazione di B ed Y pari ad un massimo del 15%. Nel caso del torrente Cordevole si percorso con continuit il corso dacqua principale per una lunghezza di 2.7 km, campionando 118 sezioni con uninterdistanza media di 20 m. I valori di B rilevati sono compresi tra un valore minimo di 0.4 m ed un massimo di 6.3 m. Le profondit medie risultanti (Y) coprono lintervallo 0.2-1.3 m. La stima del valore di portata al bankfull (Qbk, m3/s) da associare alle sezioni rilevate e alla rispettiva area drenata sottesa localmente (Ax in km2) stata oggetto di una specifica indagine (DAgostino & Vianello, 2005). Questa si avvalsa dei dati della stazione ARPAV, che registra in continuo i deflussi, e delle misure di portata distribuite lungo il reticolo e condotte mediante il metodo della diluizione salina. Le risultanze dellindagine hanno fornito una portata di piene rive per la sezione di chiusura pari a 1.21 m3/s ed una relazione empirica per il calcolo di Qbk a partire dallarea drenata (Qbk=0.16 Ax). Sempre grazie ai dati della stazione di monitoraggio (serie storiche dei massimi annuali) stato possibile associare alla portata a piene rive un tempo medio di

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ricorrenza di 1.22 anni. Lindagine sul torrente Felizn si concentrata su 6 sezioni che sottendono un tratto dalveo della lunghezza di 1.7 km. Ciascuna sezione stata selezionata in modo da appartenere ad una differente unit morfologica. Precisamente si sono scelti: un pool isolato, un pool di riffle pool, un riffle, un tratto di letto piano, una rapida, uno step. In ciascuna sezione si sono effettuate periodiche misure di portata a guado mediante correntometro elettromagnetico e rilevando il campo di velocit per verticali successive. Il calcolo della portata stata condotto con il metodo velocit-area (metodo della sezione media), stimando un errore massimo del 8%. Il campo di Q, V, B ed Y misurati il seguente: Q=0.40-2.50 m3/s; V=0.25-1.40 m/s; B=3.4-11.3 m; Y= 0.05-0.50 m. In ogni sezione si sono svolte da un minimo di 5 ad un massimo di 7 misurazioni di Q, V, B e Y.
3 PRESENTAZIONE DEI DATI ED ANALISI DEI RISULTATI

3.1

Torrente Cordevole: la geometria idraulica verso valle

Le misure raccolte per il torrente Cordevole permettono di analizzare landamento verso valle delle tre variabili larghezza, profondit media e velocit media in funzione della portata di piene rive (Qbk) ricostruita localmente. I dati sono stati rappresentati in un grafico avente forma bilogaritmica (Figura 2). Due delle tre variabili, B ed Y, si dispongono approssimativamente lungo una retta, indicando che le eq. (1) e (2) sono adeguate ad interpretarne landamento. Un po pi dispersa sembra risultare la velocit media, la quale genera un discreto allineamento per portate superiori a 0.100 m3/s ed una rosa di punti per le portate dellordine dei 10 l/s. Ladattamento complessivo delle misurazioni alla teoria della geometria idraulica stato effettuato senza porre condizioni e limiti a coefficienti ed esponenti ed interpolando linearmente i dati nel piano logaritmico. I risultati ottenuti sono di seguito riassunti: - a=4.281; b=0.282 per leq. (1), con un coefficiente di determinazione R2=0.64; - c=0.849; f=0.159 per leq. (2) con R2=0.58; - k=0.274; m=0.429 per leq. (3) con R2=0.73. I valori dello scarto (valore assoluto) medio percentuale fra dati misurati ed osservati risulta pari al 20% per B, al 14% per Y e al 27% per V, confermando che la velocit V soggetta ad una predizione meno accurata, mentre la profondit Y quella meglio stimata. La verifica, infine, delle condizioni di continuit che sono espresse dalle eq. (5) e (6), porge i valori: a c k=0.996; b+f+m= 0.870. Se si considera che lo sviluppo longitudinale del corso dacqua indagato di quasi 3 km e che il rilievo ha interessato un tratto di corso dacqua montano morfologicamente molto tormentato e che evolve rapidamente dalla sorgente verso valle, la condizione di continuit risulta nel complesso discretamente rispettata.

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Figura 2. Sintesi delle misure effettuate sul torrente Cordevole: larghezza B, profondit media Y, e velocit media del flusso V in funzione della portata di piene rive Qbk dalla sorgente verso valle.

3.2

Rio Felizn: la geometria idraulica locale

Le misure di B, Y e V condotte a scala locale nel rio Felizn e relative a 6 sezioni di differente tipologia morfologica hanno consentito la calibrazione delle eq. (1)-(3). Nellanalisi at-a-station la variabile indipendente Q non pi rappresentata dalla portata a piene rive nei vari punti del reticolo ma dallescursione dei valori di Q che si misurata in ogni singola sezione. Nel caso specifico delle sezioni selezionate sul rio Felizn non si mai raggiunto, in nessuna di esse, il livello di piene rive. Di conseguenza non risulta possibile verificare la teoria della geometria idraulica verso valle come per il rio Cordevole. La regressione dei dati a scala locale mediante le eq. (1)-(3) stata effettuata per le equazioni linearizzate mediante trasformazione logaritmica. I risultati ottenuti sono riassunti in Tabella 2. Vale la pena osservare che le relazioni riportate in tabella stimano sempre le tre variabili dipendenti con un errore percentuale che non supera, nel peggiore dei casi, il 16%. Non deve pertanto trarre in inganno il basso valore di R2 che contraddistingue leq. (1) per le tre sezioni: pool isolata, pool di riffle e letto piano (Tabella 2), poich i bassissimi valori dellesponente b (peraltro non inconsueti in letteratura; Tabella 1) esprimono il mantenimento di un valore praticamente costante di B al variare della portata. I valori medi dei tre esponenti seguono il seguente ordinamento: b<m<f, ma in alcune sezioni (pool isolata, rapida, step) prevale nettamente la variazione della velocit V rispetto alla variazione di Y. Nella Tabella 3 sono riportati i risultati delle verifiche effettuate sulla continuit idraulica (prime due colonne), che mostrano una buona convergenza verso lunit come richiesto dalle eq. (5) e (6). Nellultima colonna della stessa tabella compare anche il valore della somma quadratica degli esponenti (b, f, m). La somma pu utilizzarsi per confrontare il grado di

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minimizzazione della varianza che si associa alle diverse tipologie morfologiche.


Unit morfologica della sezione Pool isolata Pool di riffle Riffle Letto piano Rapida Step Eq. (1): B = a Q b Eq. (2): Y = c Q f Eq. (3): V = k Q m

a
10.371 5.407 4.359 4.178 10.250 6.284

b
0.057 0.086 0.193 0.002 0.065 0.107

R2
0.23 0.20 0.86 0.03 0.95 0.85

c
0.202 0.224 0.226 0.253 0.238 0.169

f
0.374 0.567 0.581 0.671 0.346 0.262

R2
0.99 0.94 0.96 0.97 0.92 0.81

k
0.487 0.769 0.897 0.887 0.365 0.981

m
0.453 0.298 0.293 0.364 0.546 0.421

R2
0.93 0.95 0.96 0.84 0.98 0.99

Tabella 2. Equazioni (1)-(3) calibrate sui dati sperimentali del torrente Felizn.

Unit morfologica della sezione Pool isolata Pool di riffle Riffle Letto piano Rapida Step

ack
1.02 0.93 0.88 0.94 0.89 1.04

b+f+m
0.88 0.95 1.07 1.04 0.96 0.79

b2 + f 2 + m2
0.348 0.418 0.461 0.583 0.422 0.257

Tabella 3. Verifiche su coefficienti ed esponenti calibrati per le eq. (1), (2) e (3): sezioni del torrente Felizn oggetto di indagine.

4 DISCUSSIONI

Le equazioni che regolano la geometria idraulica risultano formalmente indistinte sia che si applichi la teoria verso valle sia che la si utilizzi a scala locale. I valori dei coefficienti che si determinano nei due casi differiscono, per, sensibilmente, poich diversi sono i meccanismi fisici che agiscono. Nel caso dellandamento longitudinale verso valle si fa riferimento alla capacit di tipo idromorfologico che la portata formativa (crescente) esplica nel modellare forma e dimensioni della sezione, autolimitando un eccessivo aumento di V. Il contorno bagnato mediamente stabile e si posiziona nellintorno della soglia della mobilit dei sedimenti. Nel caso della geometria locale si analizza il comportamento della sezione di tipo idraulico, senza implicare obbligatoriamente lattivarsi di fenomeni di modellamento (erosione, trasporto solido). Se si esplorano valori di portata inferiori a quelli formativi, la geometria idraulica dovrebbe permettere di cogliere B, Y, e V previsti in funzione di Q con una buona precisione, almeno fino a valori di Q<Qbk. Con riferimento ai due casi di studio la teoria della geometria idraulica si rivelata

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ben adattabile, sia verso valle, sia a scala locale, anche a situazioni morfologicamente piuttosto articolate, quali quelle che caratterizzano i torrenti alpini a pendenze elevate (3.8%, rio Felizn) e molto elevate (14%, torrente Cordevole) e con presenza al loro interno di morfologie a rapida e a step pool. In entrambi casi la calibrazione delle equazioni, condotta senza porre vincoli a coefficienti ed esponenti, ha sostanzialmente rispettato le condizioni di continuit espresse dalle eq. (5) e (6). Lapplicazione di una funzione di potenza, che leghi portata a piene rive verso valle e velocit media della corrente, non risultata invece in grado di seguire landamento pulsante (Figura 2) che si accompagna alle variazioni morfologiche locali ed ha sofferto di approssimazioni ancora maggiori andando ad esplorare tratti dalveo appartenenti ai segmenti del primo ordine. Le incertezze sembrano prevalentemente legate al risentirsi di condizioni locali. Infatti, quando il deflusso modesto (5-100 l/s) e la profondit della corrente inferiore o dellordine di quella dei sedimenti del letto, sono sufficienti piccole variazioni della geometria della sezione e della scabrezza di contorno per determinare bruschi incrementi o decrementi della velocit media (Figura 2). Lesponente che regola le variazioni della larghezza del torrente Cordevole (b=0.28) si collocato al di sotto del valore modale (b=0.4-0.5) riportato da (Park, 1977); il risultato pu giustificarsi tenendo presente che il corso dacqua ben confinato lateralmente dalle sponde e che il modellamento operato da Qbk limitato da condizionamenti geomorfologici esterni. Landamento di Y (Figura 2) invece pi uniforme e regolare e suggerisce che il condizionamento geomorfologico meno accentuato in senso verticale, dove meglio sembra esplicarsi lazione formativa di Qbk; i diversi valori degli errori percentuali medi associati alleq. (1) (20%) e alleq. (2) (14%) riflettono questo comportamento. Nel rio Felizn, la geometria idraulica applicata a scala locale ha dato luogo ad interpretazioni molto accurate della scala di velocit di ogni sezione (Tabella 2) e ha permesso di cogliere il comportamento cinematico che si associa a ciascuna tipologia morfologica. Applicando le equazioni (3) di Tabella 2 agli estremi del campo di portate esplorato (Q=0.4-2.5 m3/s), si ottengono escursioni molto differenziate del campo di velocit; risulta infatti, in ordine decrescente, la seguente gerarchizzazione cinematica fra le varie unit morfologiche: I) step (V=0.73-1.44 m/s); II) riffle (V=0.69-1.17 m/s) e letto piano (V=0.63-1.24 m/s); III) pool di riffle (V=0.59-1.01 m/s); IV) pool isolata (V=0.32-0.74 m/s); V) rapida (V=0.22-0.60 m/s). Le caratteristiche morfologiche avvallano questa conclusione: lungo la rapida sono uniformemente distribuiti massi di media pezzatura che ne determinano una scabrezza molto elevata; la lunga pool isolata ha una pendenza del fondo ampiamente inferiore a quella media del tratto esaminato. La scala delle velocit, eq. (3), assume esponenti compresi tra m=0.29 ed m=0.55 (Tabella 2). Se si riconsidera lequazione di moto turbolento uniforme, assimilando la profondit idraulica (As/B=Y) al raggio idraulico e inglobando le altre variabili (coefficiente di scabrezza, pendenza e larghezza) nel parametro k dell eq.(3), si ottiene un valore di m compreso tra 0.33 con la relazione di Chzy e 0.40 con la relazione di Manning-Strickler. Analogamente il valore di m che deriva dalla teoria entropica pari a 0.35 (Tabella 1). Il valore medio del rio Felizn (m=0.4) in linea con questi valori. Gli esponenti m pi elevati che si sono desunti dal campo per la rapida, la pool isolata e lo step (Tabella 2) confermano inoltre che i tratti dalveo caratterizzati dalle maggiori scabrezze possono dare luogo a variazioni della velocit pi marcate al crescere di Q (Lee & Ferguson, 2002; Comiti et al., 2007).

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I valori assunti dal parametro b2+f 2+m2 (Tabella 3), il quale dovrebbe tendere ad una minimizzazione secondo il principio di massima entropia, concordano con le conclusioni di letteratura circa il grado di stabilit delle diverse unit morfologiche. Secondo il criterio entropico, nel rio Felizn risultano pi stabili lo step e la pool isolata, seguiti dalla rapida. Il riffle e il letto piano sembrerebbero invece pi esposti ai futuri processi di modellamento. I risultati ottenuti trovano conferma in altre ricerche di campo (DAgostino & Lenzi, 1998) e di laboratorio (Abrahams et al., 2005), che associano agli step un elevato grado di stabilit del corso dacqua.
5 CONCLUSIONI

Ladattamento della geometria del corso dacqua al variare della portata liquida un ambito di ricerca non ancora esaurientemente esplorato, se rivolto ai corsi dacqua morfologicamente molto eterogenei come i torrenti montani. Nella applicazione della teoria della geometria idraulica verso valle si sono messe in rilievo le approssimazioni che vanno accettate quando essa viene applicata ad una scala spaziale dellordine dei 3 km a partire dalla testata di un bacino idrografico dellarea alpina. Lutilizzo della teoria pu rivelarsi utile nelle modellazioni idrologiche che richiedono una robusta schematizzazione del canale in termini di invaso disponibile (variabili B ed Y) e di risposta cinematica (V) alle variazioni di Q lungo il reticolo. Nella applicazione della teoria a scala locale si sono potuti collegare i parametri che calibrano le equazioni (1)-(3), e in particolare i loro esponenti, alla tipologia morfologica di appartenenza. Sotto laspetto cinematico emersa una tendenza dei valori dellesponente che regola la relazione tra V e Q ad attestarsi al di sopra del suo valore medio per le unit morfologiche idraulicamente pi dissipative. Interessante risultata, infine, la possibilit di utilizzare un parametro che deriva dalla teoria entropica (somma degli scarti quadratici degli esponenti b, f, m) come un indicatore relativo della stabilit della sezione. Questultimo risultato senzaltro meritevole di ulteriori approfondimenti per le interessanti ricadute che esso pu avere nellindirizzare gli interventi di sistemazione montana.
BIBLIOGRAFIA

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V. DAgostino, A. Vianello

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