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Illuminismo e Scetticismo

di

Gianni Paganini

paganini@lett.unipmn.it














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Gianni Paganini


Dipartimento di Studi Umanistici, Universit degli Studi del Piemonte Orientale.
Indirizzo per corrispondenza e comunicazioni: Gianni Paganini, Dipartimento di Studi
Umanistici, Universit degli Studi del Piemonte Orientale, Via Manzoni 8 Vercelli.
Tel.: +39 0161-212815; fax: +39 0161-228228; gianenrico.paganini@lett.unipmn.it.

Abstract

Tradizionalmente considerato come lepoca doro della raison, lIlluminismo fu tuttavia
marcato da una profonda consapevolezza dei limiti della conoscenza umana. E bench
questa consapevolezza non sia di per s indice di scetticismo, essa venne per
intrecciandosi con i motivi della tradizione pirroniana o accademica, dando luogo a
combinazioni originali. Contemporaneamente, furono elaborate risposte alla sfida
scettica, che le assegnavano una funzione positiva nel moderare le pretese conoscitive.
Per questo la storia dello scetticismo nellepoca dellIlluminismo anche la storia di
interpretazioni e di sintesi, forse poco rispettose dei dati filologici, ma in compenso
assai efficaci nel delineare nuove prospettive.


Nota: Il presente saggio in corso di pubblicazione come voce Skepticism, Oxford
Encyclopedia of the Enlightenment, ed. by Alan Charles Kors, Oxford University Press
2003. Qui viene pubblicato in versione italiana, leggermente modificata e con
bibliografia accresciuta e aggiornata.


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Scetticismo e Illuminismo

Gianni Paganini
paganini@lett.unipmn.it




Tradizionalmente considerato come lepoca doro della raison, lIlluminismo fu tuttavia
marcato da una profonda consapevolezza dei limiti della conoscenza umana. E bench
questa consapevolezza non sia di per s indice di scetticismo, essa venne per
intrecciandosi con i motivi della tradizione pirroniana o accademica, dando luogo a
combinazioni originali. Contemporaneamente, furono elaborate risposte alla sfida
scettica, che le assegnavano una funzione positiva nel moderare le pretese conoscitive.
Per questo la storia dello scetticismo nellepoca dellIlluminismo anche la storia di
interpretazioni e di sintesi, forse poco rispettose dei dati filologici, ma in compenso
assai efficaci nel delineare nuove prospettive.


1. Una sintesi instabile: pirronismo, fideismo e scepsi moderata in Pierre Bayle

Fu questo il caso dellepisodio iniziale : la ripresa delle tematiche pirroniane da
parte di Pierre Bayle, lerudito e filosofo esule a Rotterdam. La sua posizione ebbe
unimportanza seminale per tutte le discussioni successive, bench fosse caratterizzata
da unintrinseca ambiguit. Prima facie, il Dictionnaire historique et critique (prima
ediz. 1697, seconda edizione definitiva 1702) offriva una sintesi ben riuscita tra uno
scetticismo estremo e una forma di fideismo altrettanto radicale, collocando le tematiche
pirroniane sullo sfondo dei dibattiti teologici tipici del cristianesimo moderno,
successivo alla Riforma : uno sfondo ben diverso dalla serena atmosfera classica dei
testi originali di Enesidemo, di Sesto Empirico o di Cicerone. I dogmatici con i quali
si confrontava Bayle erano innanzitutto Cartesio e i cartesiani, di cui veniva contestato il
criterio dellevidenza intellettuale come strumento di accesso a verit indubitabili ; ma
insieme a loro venivano presi di mira i teologi cristiani, considerati nel loro insieme,
giacch lautore metteva sullo stesso piano di incomprensibilit sia i dogmi accettati dai
protestanti (come la Trinit) sia quelli propri dei cattolici (come lEucarestia). Bayle
rilevava anzi come la nuova scienza newtoniana potesse tranquillamente coesistere con
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una professione di scetticismo antimetafisico e antiteologico, purch la si intendesse
come conoscenza di fenomeni, secondo una linea che andava da Sesto Empirico a
Gassendi : tra i principi della filosofia pirroniana vi era quello per cui la natura
assoluta e interna degli oggetti ci resta nascosta e si pu essere sicuri soltanto di come,
per certi aspetti, gli oggetti ci appaiono (art. Pyrrhon, in corp.). Fisica e politica
rimanevano dunque al riparo dallattacco degli scettici : i filosofi naturali risultavano
essere accademici o pirroniani, ben convinti dei limiti della mente umana e paghi
soltanto di ricercare ipotesi probabili e raccogliere esperienze ; etica e vita civile
potevano poi fare a meno di assoluta certezza, fondandosi su regole di conformit con
i costumi o semplicemente su ragioni probabili. Solo la religione ha qualcosa da
temere dal pirronismo, concludeva Bayle, osservando che le sue credenze richiedono
certezza e ferma convinzione ; in definitiva, un Arcesilao redivivo sarebbe stato
con i nostri teologi mille volte pi terribile di quanto non lo sia stato con i filosofi
dogmatici dellantica Grecia ( Pyrrhon, rem. B).
In verit, dello scetticismo e dei suoi rapporti con il fideismo il Dictionnaire
avrebbe fornito versioni diverse e fra loro non coincidenti : se nei testi pi ortodossi
(come l Eclaircissement sur les pyrrhoniens, aggiunto per rispondere alle critiche degli
ambienti calvinisti) si sottolineava la funzione preparatoria dello scetticismo (in quanto
rinuncia alla ragione), rispetto allaccoglimento di una fede nuda, incomprensibile e
indimostrabile (nella prospettiva del pi rigido biblicismo fondato sul nudo fatto che
Dio lha detto), in altri passi invece le valutazioni del filosofo di Rotterdam
apparivano pi sfumate e complesse. Emblematico il caso della rem. C dello stesso
articolo Pyrrhon : qui Bayle metteva quasi sullo stesso piano lapologetica di Jean
Calvin, gli argomenti antilibertini di Pascal e la scepsi cristiana del libertino per
eccellenza, La Mothe le Vayer, mostrando come proprio lautodistruzione della
ragione, quale si rivela nell epoch, avrebbe potuto rappresentare un utile preambolo al
salto verso la fede ; ma poco pi oltre, nello stesso testo, altri passi di La Mothe
venivano addotti per sostenere che non c nulla di pi opposto alla religione del
pirronismo. Negli articoli sul problema del male, poi, Bayle non si limitava ad
affermare linconciliabilit tra fede e ragione, tra narrazione biblica e argomentazione
filosofica : nei grandi testi come Manichens, Pauliciens, Origne i dubbi dello
scettico lasciavano il posto ad una critica assai pi risoluta e aggressiva nei riguardi
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della fede, di cui egli dimostrava positivamente e categoricamente la contraddittoriet
rispetto alla ragione. Per riprendere una sua efficace formulazione, nel caso di dottrine
religiose come quelle del peccato, della predestinazione, del premio o del castigo, il
problema non nasce dal fatto che ci manchino i lumi per comprenderle (dunque dal
carattere limitato della ragione), ma precisamente perch abbiamo ragioni affatto
contrarie (e quindi il problema sorge dal significato univoco che la ragione prende nelle
materie filosofiche come in quelle teologiche). In altri articoli, riferiti piuttosto ad
esponenti della tradizione protestante (come Luther e Hoffmann), Bayle insister
ancora sulla rigorosa alternativa tra fede e ragione, quasi sino al punto di sostenere la
tesi della doppia verit (uno stesso dogma falso e vero nello stesso tempo, falso in
filosofia, vero in teologia), mentre in articoli come Simonide metter a frutto tutte le
risorse della teologia negativa, coniugandole con lo scetticismo antiteologico di Pierre
Charron.
A questa versione drammatica della scepsi, vista come il culmine delle
potenzialit distruttive e autodistruttive della ragione umana, il Dictionnaire
accompagnava tuttavia una rappresentazione pi articolata dellepoch. Rispetto alla
presunta autoconfutazione in cui incorrerebbe il dubbio totale (argomento a cui pure
larticolo Pyrrhon aveva fatto ricorso), altre voci (come quelle dedicate alla scepsi
accademica : Arcesilas, Carnade) sottolineavano piuttosto il valore di strumento
critico da attribuirsi allo scetticismo, rivolto alla liberazione da ogni dogmatismo : non
decidendo n pro n contro, lo scettico sfugge alle difficolt imbarazzanti, alle
obiezioni gravi e serie, alle ritorsioni, agli argomenti ad hominem, che sono
generalmente lo scoglio inevitabile dei Dogmatici. Gli scettici possono dunque
ritenersi vittoriosi quando costringono i loro avversari ad abbandonare il piano
dellevidenza per ridursi nei limiti della semplice probabilit. Parimenti, alle accuse di
apraxia, cio di inazione o quietismo in cui sarebbe caduto lo scettico (secondo il
topos diffuso della invivibilit dello scetticismo), Bayle rispondeva riprendendo gli
argomenti del probabilismo accademico, per i quali la condotta della vita pu orientarsi
sulle apparenze, senza attendere i giudizi speculativi che pronunciamo sulla natura
delle cose (Carnade, rem. B). Il rapporto tra dubbio e credenza non si lasciava dunque
cogliere nei termini di una reciproca esclusione : il dubbio scettico si configurava, in
concreto, come un atteggiamento che accompagna la credenza, assegnandole un grado
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di certezza solo probabile e provvisorio, sempre rivedibile. Semplicemente, il valore di
verit o di realt che gli scettici attribuiscono a questa loro persuasione non identico a
quello cui si riferiscono i dogmatici, non deriva infatti da un criterio infallibile come
levidenza, ma da una necessit soggettiva e istintiva : Noi non possiamo mai negare
interiormente ci che ci appare come una verit, n affermare internamente ci che ci
appare una menzogna (Rponse aux questions dun provincial II, xc).
Anche in campo teologico, accanto al fideismo estremo di certi articoli, sussiste
nei testi bayliani una forma di scepsi pi moderata (quella esemplata dagli articoli
Mlanchton o Synergistes), che attribuisce alle credenze religiose lo statuto di
opinioni ipotetiche, atte a salvare o a dar ragione dei fenomeni tanto naturali
quanto civili : con la conseguenza, abbastanza esplicita, che tutti i sistemi appaiono
altrettanto possibili, se paragonati alla saggezza infinita che ha mezzi infiniti per
manifestarsi, tutti degni di lei, con la sola eccezione delle ipotesi che lautore
medesimo ritiene in contrasto con il concetto che egli si fa di Dio. Sub specie scettica
rivive in questo atteggiamento tutta leredit umanistica, connessa ad un ideale di
religiosit morale e tollerante, nemica del precisismo teologico, ostile al dogmatismo
delle sette contrapposte. Lo scetticismo resta nemico dellaffermazione categorica, ma si
rivela invece compatibile con una forma di credenza moderata, avvertita dei suoi
limiti, e rivolta soprattutto a un compito di edificazione morale e civile.


2. Lo scetticismo antireligioso dei manoscritti filosofici clandestini

Come in una sintesi instabile, la posizione di Bayle conteneva molti degli
elementi che, attraverso scomposizioni e ricomposizioni successive, avrebbero dato
luogo alle diverse configurazioni molecolari dello scetticismo nel secolo XVIII. Il
primo legame a spezzarsi fu quello tra scepsi e fideismo. In questo senso un contributo
decisivo venne dai manoscritti filosofici clandestini, ad es. dai Doutes des pyrrhoniens
(databile fra il 1696 e il 1711, conservato alla Bibliothque Royale di Bruxelles) : in
questo manoscritto, attraverso la distinzione tra i pirroniani pi furiosi (negatori
dellesistenza di Dio) e i pirroniani pi moderati, si avanza una concezione deistica in
cui la divinit ridotta al ruolo di causa prima, indifferente al governo delluniverso,
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estranea ai concetti di provvidenza e di teodicea, e dalla quale tuttavia dipendono in
modo necessario tutti gli eventi, compresi i pi terribili, nellordine che egli ha
stabilito. Attraverso gli otto dubbi che scandiscono il contenuto dellopera,
lanonimo autore investe in un crescendo polemico linsieme delle religioni positive,
ricondotte a invenzioni umane per rendere gli uomini migliori attraverso la paura dei
castighi che Dio pu loro infliggere. Le leggi, le istituzioni (come la propriet privata),
le norme e le credenze sono lopera di saggi legislatori umani che in questo modo hanno
posto fine al diritto di tutti a tutto, tipico dello stato di natura. Se una preferenza si pu
esprimere nel variegato universo delle religioni positive, essa andr semmai alla
religione cinese, la cui dottrina viene descritta come una sorta di ateismo o deismo,
dai contenuti prevalentementi etici e politici. Agli occhi del pirroniano moderato
lantica religione confuciana dei lettrs sembra dare corpo alla bayliana repubblica
degli atei e cos, malgrado la distinzione iniziale, il ruolo dello scetticismo inclina
decisamente nella direzione di una religione civile, formalmente deistica, nella realt
velatamente atea.
Nel caso di un altro manoscritto clandestino, il Symbolum sapientiae (scritto
latino di ambito tedesco, nel periodo 1696-1720) si delinea in forma ancora pi marcata
la sintesi tra scetticismo e spinozismo (desunto non dall Ethica ma dal Tractatus
tehologico-politicus). Lanonimo autore sviluppa una forma di sapientia radicalmente
contrapposta alla religio, esclude la possibilit del miracolo, offre uninterpretazione
della figura del Cristo in chiave filosofica : questi avrebbe inteso insegnare non una
religione (una lex), bens una filosofia morale rivolta alla perfezione interna
delluomo. Dio, dunque, non legislatore n prescrive un culto esterno o cerimoniale.
Certo, Cristo non sarebbe stato ateo, precisa lautore, ma i suoi precetti furono
comunque meramente filosofici, essendo stati rivolti allo scopo di vivere
tranquillamente e felicemente secondo la filosofia morale in questa vita e non in quella
futura. Ma soprattutto nella sezione De Deo che il Symbolum ripropone luso
dello scetticismo in senso critico, contro ogni tipo di dogmatismo (anche quello di tipo
negativo rappresentato dallateismo). Il confronto tra le posizioni del deicola o
entheus e quelle dellatheus avviene sul filo di un metodo che privilegia la cautela
scettica, secondo un principio di economia che, senza pervenire alla negazione, lascia
tuttavia lonere della prova a colui che afferma. Lautore, per parte sua, preferisce
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mantenere una sorta di equilibrio scettico, incarnato dalla figura classica della
sospensione (epoch) : se si vuole ragionare in modo accurato, non dobbiamo n
negare, n credere Dio ; ma meglio rinviare questa materia al campo delle dottrine
incognite, sulle quali devessere sospeso il nostro giudizio. Lappello alla ragione del
Symbolum dunque nutrito di temi empiristici e moderatamente scettici, insistendo sul
motivo dei limiti frapposti al sapere umano, limiti che solo inmodo vano e illusorio
verrebbero superati dal dogmatismo, nella sua duplice veste, metafisica e teologica (
evidente lestraneit, o forse la completa ignoranza dellEthica da parte dellautore).
Se i Doutes coniugano (almeno formalmente) scetticismo e deismo, mentre il
Symbolum si attiene ad una posizione di agnosticismo critico, invece ad
uninterpretazione radicale e non moderata del dubbio che si ispira un altro testo, il
quale circol manoscritto e clandestino : lArt de ne rien croire (scritto probabilmente
nella prima decade del 700) si presenta come un efficace antidoto alle versioni
fideistiche reperibili in Bayle o, prima ancora, in Pascal. Pur collocandosi anchegli
(almeno allapparenza) in una posizione equidistante fra le posizioni estreme ma
simmetriche dei credenti e degli atei, lautore dell Art esercita tutta la sua critica
sullidea di Dio, di cui mostra i contenuti inevitabilmente antropomorfici. Viene cos
rovesciato il rapporto tradizionale di dipendenza fra Dio e la ragione : non la ragione
ad essere una particella della divinit, piuttosto la divinit una produzione gonfiata
della ragione. Gli unici attributi che resistono alla demistificazione sono quelli
dellinfinit e dellonnipotenza, bench dietro questi riferimenti si palesi ormai una
rappresentazione della divinit che tende a identificarsi, come una cosa indeterminata,
con il complesso della natura, trascinata negli spazi infiniti da una vicissitudine
ininterrotta (movimento generale, cambiamento continuo senza principio n fine).
Anche nei riguardi del concetto di ordine, il dubbio scettico consiglia di non
superare questi limiti ristretti della ragione e di collocarlo piuttosto non nelle cose,
bens nella loro rappresentazione immaginaria da parte delluomo. Il risultato della
critica una sorta di indifferenza ontologica, per cui risulta eguale dare al principio del
movimento il nome di dio, anima, istinto, ragione, spirito, giacch tutto ci supera
le capacit delluomo. In conclusione, lautore dell Art non si limita a raccomandare i
pregi della sospensione scettica (dubitate, ignorate, non sappiate nulla), ma si spinge
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sino a rivendicare la superiorit, etica e razionale, del dubbio di contro agli argomenti
pascaliani del pari (scommessa).


3. Scepsi e newtonianesimo : Voltaire

Per quanto possa sembrare paradossale, lalleanza di spinozismo (pi o meno
materialistico) e scetticismo aveva una sua logica : lo sguardo da lontano che il deus
sive natura proiettava sulluniverso metteva radicalmente in dubbio le credenze nell
ordine provvidenziale del mondo, nel suo presunto finalismo, nelle gerarchie
assiologiche dei valori. In alternativa a questa visione spinozistica (in cui riviveva
leredit naturalistica dei libertini eruditi), la concezione newtoniana delluniverso si
prestava invece allalleanza con una forma diversa di scetticismo, pi limitata e dolce :
cos, negli scritti di Voltaire si delineava una sorta di convergenza tra il tema lockiano
dei limiti dello spirito umano (che non pu penetrare sino ai principi primi della
materia o dello spirito e quindi neppure risolvere i problemi tradizionali della
metafisica), da una parte, e dallaltra, la visione finalistica del grande architetto che
ordina il mondo secondo volere e intelligenza. Malgrado la notevole simpatia di
Voltaire per Bayle, assunto come prototipo del philosophe, e bench il saggio di
Ferney vestisse in proprio labito del filosofo ignorante (cos recita il titolo di
unopera del 1766, in cui si insiste sui limiti angusti della conoscenza umana), era
piuttosto il tema empiristico che non quello scettico o pirroniano a incontrare il suo
favore. Fin dal 1734, con il Trattato di metafisica, il philosophe marcava lesigenza di
contenere la ragione nei confini dellesperienza e di non sorpassare i limiti della nostra
natura, ma proprio per questo attaccava con pari vigore gli scettici a oltranza o
pirronisti che, mettendo in dubbio lesistenza esterna dei corpi, esagerando linganno
dei sensi, riproponendo largomento cartesiano dellindistinguibilit tra sonno e veglia,
travalicavano le certezze dellesperienza in una direzione certo opposta, ma in fondo
simmetrica rispetto ai romanzi escogitati dal dogmatismo metafisico. Come gi
veniva chiarito nelle Lettere filosofiche (pubblicate nel 1734), il riconoscimento della
propria ignoranza andava tuttavia di pari passo con laffermazione della potenza del
creatore e, in coerenza con entrambi queste prospettive, Voltaire traeva spunto dai
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limiti del sapere umano per ipotizzare soluzioni eterodosse a problemi classici della
metafisica illuministica : come quello della natura dei rapporti fra il gran Tutto e il suo
signore, o se la materia possa pensare, se il primo principio sia infinito
attualmente, o ancora se la libert delluomo non sia altro che leffetto di una catena di
cause necessarie ecc. Entro la cornice rassicurante del deismo di principio riprendevano
cos forma i dubbi pi inquietanti cui aveva dato sostanza la visione quasi eraclitea della
scepsi pi radicale : essendo io - scriveva Voltaire in una delle sue ultime opere :
Bisogna prender partito ovvero il principio dazione, 1772) - una parte impercettibile
del gran Tutto, essendo un punto situato fra due eternit, mi sar impossibile
comprendere quel gran Tutto e il suo signore, che mi ingoiano da ogni parte.


4. Scepsi e materialismo : il caso Diderot

Nel caso di Diderot, lutilizzo dello scetticismo era ancora diverso: esso si
prestava infatti a forzare i limiti del deismo newtoniano per sfociare in una visione atea
e materialistica (fatta di materia che si autorganizza entro un ordine che non il risultato
di una finalit intelligente), agli antipodi dellintento voltairiano. Attraverso la sua
opera, inoltre possibile vedere come le tematiche scettiche agissero direttamente sulla
formazione di un grande philosophe e come gli stessi motivi pirroniani fossero
diversamente affrontati da un medesimo autore negli scritti pubblici e in quelli
clandestini, diffusi sous le manteau. Che cos uno scettico ? Un filosofo che ha
dubitato di tutto ci in cui crede e che crede a ci che un uso legittimo della propria
ragione e dei propri sensi gli dimostra vero : con queste parole delle Penses
philosophiques, pubblicate nel 1746 e subito condannate al rogo dal parlamento di
Parigi, Diderot faceva giustizia di accuse vecchie di secoli rivolte contro lo scetticismo,
per ricavarne un significato positivo e compatibile con le nuove certezze del sapere
scientifico. Fate diventare sincero il pirroniano e avrete lo scettico : con questa
distinzione il philosophe reagiva sia alle iperboli cartesiane del dubbio (maturate
nelle sottigliezze dellontologia), sia alle tentazioni fideistiche del semi-
scetticismo, tipico degli spiriti deboli che pretendono di salvaguardare le nozioni
privilegiate sottraendole alla prova del dubbio. Il filosofo si presentava dunque come
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lo scettico da solo contro tutti, e questo soprattutto in materia di religione. Lopera
contiene infatti dubbi radicali sulla realt e il significato dei miracoli, sullautorit delle
pretese rivelazioni, sulla divinit delle Scritture e sul canone della Bibbia, sino ad
insinuare la superiorit della religione naturale. E anche se dal dubbio universale
che investe le religioni storiche (poich lo scetticismo, per costituire il primo passo
verso la verit deve essere generale) emerge piuttosto la verit del deismo che non
la negazione degli atei scettici, tuttavia le Penses suggerivano ipotesi anche pi
radicali, come quella del movimento intrinseco alla materia e dellordine delluniverso
come effetto delle infinite combinazioni casuali nel corso di una durata altrettanto
infinita. Assai pi esplicitamente, questa evoluzione dallo scetticismo al materialismo si
sarebbe realizzata nellopera clandestina, lasciata manoscritta da Diderot : la
Promenade du sceptique (o Promenade de Clobule, dal nome del personaggio
principale). Bench nel prologo si descriva la meravigliosa armonia che regna tra i
philosophes riuniti nel giardino di Clobule (ove, scrive lautore, ho visto il pirroniano
abbracciare lo scettico, lo scettico rallegrarsi dei successi dellateo, lateo aprire la borsa
al deista, il deista offrire i suoi servigi allo spinozista), nella descrizione dei discorsi
che si tengono nella alle des marronniers, piuttosto il confronto fra gli atei, i deisti
e gli spinozisti che occupa la scena principale, delineando i tratti della filosofia pi
radicale che sar sviluppata nel Rve de dAlembert o nella Lettre sur les aveugles, e
dalla quale escir distrutta la concezione finalistica e teologica del dessein
delluniverso. A pirroniani e scettici resta semplicemente il ruolo della provocazione
critica, fortemente intinta di tratti paradossali, mentre il ruolo propositivo spetter
semmai allo spinozista Oribaze.


5. I paradossi dello scetticismo e la soluzione immaterialistica : Berkeley

Sulla necessit di superare i paradossi dello scetticismo inglobandoli in una
prospettiva idealistica (gi delineata da Bayle), si soffermer un autore non certo ignoto
a Diderot : George Berkeley. Le descrizioni fornite nella Promenade dei pirroniani
(per i quali non esiste n viale, n alberi, n viaggiatori) e ancor pi quella degli
scettici (i quali ammettono lesistenza di un solo essere, lessere pensante che
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sono loro stessi) sono tributarie non meno degli articoli del Dictionnaire di Bayle che
dei dialoghi di Berkeley : la rappresentazione dellordine delluniverso, descritto da
Diderot come un tessuto di idee che non portano su nulla, costituisce peraltro una
radicale semplificazione di certe tematiche, idalistiche e immaterialistiche, che erano
state affrontate con ben diversa ispirazione dal vescovo di Cloyne.
Proprio la tesi dellesistenza assoluta della materia al di fuori della mente
costituiva, per Berkeley, la radice dellatteggiamento scettico, che gli si presentava
come linevitabile conseguenza del realismo lockiano, e della sua concezione
causalistica e rappresentativa del conoscere : era innanzitutto la dottrina della verit
come corrispondenza tra lidea e loggetto esterno a cadere sotto i colpi della critica,
giacch quando le qualit o le idee vengono intese come notes or images, referred to
things or archetypes existing without the mind, then are we involved all in scepticism
( The Principles of Human Knowledge, I, 87). In definitiva : All this scepticism
follows from our supposing a difference between things and ideas, and that the former
have a subsistence without the mind, or unperceived (ibid.). Limmaterialismo si
presentava dunque a un tempo come il risultato e il superamento dei dubbi scettici. Per
un verso, esso portava a compimento il processo di dissoluzione fenomenistica delle
qualit, gi indicato come uno dei caratteri dello scetticismo moderno da Bayle :
persuaso che estensione, forma e movimento fossero inconcepibili, quando fossero
astratti dalle altre qualit sensibili, Berkeley non esitava a togliere anche alle qualit
primarie il loro primato ontologico, per reintegrarle nel novero delle qualit sensibili
che have no existence in matter, or without the mind (Principles ,I, 14). Ma, daltra
parte, proprio limmaterialismo si proponeva come a firm system of sound and real
knowledge, which may be proof against the assaults of scepticism (Principles, I, 89),
e riportare la filosofia nei limiti del senso comune e del fenomenismo percettivo che
lo sostiene.
Che la battaglia contro lo scetticismo avesse per altro una forte componente
religiosa e apologetica, di difesa delle concezioni ortodosse contro le tentazioni
materialistiche ad esso variamente intrecciate, risultava chiaro da tutte le esposizioni
contenute nelle opere di Berkeley, il quale riteneva che scepsi, ateismo e free-thinking
scaturissero da una stessa base, la convinzione dellesistenza assoluta delle cose e della
materia fuori della mente (la doctrine of matter or corporeal substance Principles, I,
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92): accanto ai paradossi messi innanzi dallo scettico, limmaterialista voleva
dissolvere soprattutto le audacie dei free-thinkers e dei minute philosophers, contro i
quali era infatti rivolto lAlciphron. Al radicalismo dei nuovi scettici, uno dei
protagonisti del dialogo, Critone contrapponeva the diffidence, the modesty, or the
timidity tipiche dello scettico fideista, per il quale : The more doubt, the more room
there is for faith (Alciphron, dial. VII, 24). Inoltre, la rappresentazione del dubbio
attivo ed energico esercitato dai free-thinkers contro le religioni, contro i pregiudizi,
contro la morale convenuta testimoniava del carattere ormai inattuale del ritorno alla
scepsi fideistica.


6. Dubbi, beliefs e ragione : lo scetticismo enlightened di David Hume

Quando compose il Treatise, fra il '34 e il '37, durante il suo soggiorno in
Francia, David Hume aveva sicuramente una conoscenza vasta ed approfondita della
discussione fiorita intorno alle tematiche dello scetticismo nell'ultimo secolo. Nelle
pagine del Treatise la 'crisi pirroniana' investe tanto la conoscenza razionale quanto
l'ambito sensibile, anche se il dubbio accompagnato dalla consapevolezza che la
natura sempre troppo forte per sottostare ai dettati del ragionamento, per quanto sottile
esso sia. Non a caso la parte quarta dedicata all' esame de Of the sceptical and other
systems of philosophy, si apre con un esame del valore dell'inferenza dimostrativa, che
combina il tropo sestano del regresso all'infinito nella ricerca di fondamenti apodittici ,
insieme ad una considerazione spiccatamente psicologica della ragione, da intendersi
come a kind of cause, of which truth is the natural effect , con tutte le difficolt che
ne derivano quanto alla sua efficacia, by the irruption of other causes, and by the
inconstance of our mental powers. Il distacco di Hume rispetto ai classici paradigmi
neopirroniani dato semmai dal fatto che l'iterazione del dubbio appare destinata a
scontrarsi con la natura sensibile della credenza. E' per questo che these arguments
above-explaind produce not a total suspense of judgment . Se il richiamo alla cogenza
degli abiti naturali dell'assenso e alle necessit insopprimibili della prassi richiama alla
mente aspetti ben diffusi dell'apologetica antipirroniana, impegnata a dimostrare
l'impraticabilit dei precetti di that fantastic sect , sarebbe tuttavia un errore ridurre a
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questo livello l'argomentazione, ben pi sottile, di Hume. Egli stesso ci avverte : I [...]
cannot approve of that expeditious way, which some take with the sceptics, to reject at
once all their arguments without enquiry or examination. Nella prospettiva del
filosofo scozzese i dubbi scettici conservano infatti una funzione teorica indispensabile,
in quanto si presentano come l'opposto speculare e simmetrico del paradigma
dogmatico, di cui mostrano in tal modo l'insostenibilit. Nel descrivere la dialettica per
cui ad una ragione prescribing laws, and imposing maxims, with an absolute sway and
authority si oppone uno scetticismo fondato su rational arguments altrettanto
strutturati, Hume osserva che il dubbio risultante da questa procedura gradually
diminishes the force of that governing power, amd its own at the same time, ; till at last
they both vanish away into nothing, by a regular and just diminution (Treatise, I, IV,
i). E' assai probabile che, nel connotare la funzione liberatoria dell' epoch, l'autore del
Treatise avesse presente la celebre metafora medica del "catartico" (ripresa da Sesto): il
farmaco che, espellendo i detriti, egualmente elimina se stesso, cos da restituire il corpo
alla salute ed alla condizione naturale, immagine quest'ultima della vita senza dogmi.
Senonch l'esito del processo era per Hume ben diverso da quello additato in ambito
pirroniano: in luogo della sospensione e dell'atarassia, la "natura" ristabilisce la forza
degli abiti naturali dell'assenso. The sceptical and dogmatical reasons are of the same
kind, tho contrary in their operation and tendency, riproducono - l'una in positivo e
l'altra in negativo - un identico modello di razionalit (imperniato sul modulo
dimostrativo e sulla ricerca di fondamenti ultimi), da cui discendono in pari misura le
aporie delle metafisiche dogmatiche e la sottile, quanto innaturale, inconcludenza dello
scettico.
Al di l del grado maggiore o minore di fedelt sul piano filologico rispetto ai
testi pirroniani, resta il fatto che anche laddove pi si avvicina allo spirito autentico
della posizione scettica, l'interpretazione che Hume ne d costituisce tuttavia una lettura
originale, e per molti versi pi radicale, in quanto matura sul terreno degli sviluppi
'moderni' dell'epoch. Cos nell'ambito, per molti versi determinante, delle credenze,
fra cui spiccano le inferenze causali. Decantando i pregi dello modest scepticism,
Hume sembra raccomandare il valore di un sapere che si costituisca come
organizzazione interna, e per cos dire, orizzontale, dei fenomeni. Senonch l'esigenza
di andare beyond the impressions of our senses (sino a informarci di existences and
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objects, which we do not see or feel) si palesa, secondo Hume, non solo nelle
elaborazioni metafisiche, ma ancor pi nelle credenze comuni, che sono alla base della
vita ordinaria (oltre che delle scienze), come il belief nel potere efficace delle cause, o
quello nel corso uniforme e regolare della natura, o ancora l'opinione dell'esistenza
esterna di oggetti. Per questo, Hume spinge gli strali della critica sino ad investire due
capisaldi rimasti sino ad allora pressocch intatti: l'idea di necessary connexion, tipica
della credenza nella power and efficacy of causes, e the supposition that future
resembles the past, ipotesi questa con cui vengono giustificate le nostre inferenze
induttive.
Nella prospettiva del filosofo scozzese si tratta, infatti, di ritrovare l'origine
dell'idea di connessione causale non nelle cose, ma nella mente, in quel complesso di
abitudini e di immaginazioni che, insieme all'impressione attuale, sono all'origine della
credenza. Con queste affermazioni Hume era consapevole di proporre una tesi che ai
suoi lettori sarebbe apparsa come un paradosso, the most violent fra quelli che
costellavano la sfida lanciata dagli scettici. Cos avviene anche per lo scepticism with
regard to the senses e ancora nella sezione sulla modern philosophy, in cui Hume
moltiplica i dubbi circa lo statuto dell'esistenza esterna degli oggetti, quale veniva
presupposta nelle concezioni del realismo ingenuo o in quelle pi elaborate dei filosofi.
A queste difficolt si aggiungeranno poi quelle derivanti dall'impossibilit di distinguere
quanto a valore epistemologico tra le qualit primarie e le secondarie, o ancora le aporie
connesse all'idea di un fondamento sostanziale sotteso all'identit personale. Le
conclusioni del Treatise al riguardo saranno drastiche e riporteranno in auge quel
concetto di 'invincibilit' dello scetticismo (sul piano teorico) che rappresentava il leit-
motiv della "crise pyrrhonienne" dell'et bayliana. La parte del Trattato dedicata alla
disamina dello scetticismo si chiuder appunto sulla constatazione di un impasse
irrimediabile: la cura e la guarigione della malattia verr non dalla parte della
ragione, costretta a riconoscersi impotente, bens dalla natura. Ma con il richiamo
al potere terapeutico della natura, Hume troncava i nodi della scepsi, pi di quanto non
li risolvesse.
Sar invece nel passaggio dal Treatise alla Enquiry concerning Human
Understanding che si porranno le basi per il superamento del dubbio pi distruttivo, o
almeno per la sua trasformazione in un atteggiamento compatibile con il metodo delle
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scienze. Gi le precisazioni introdotte nella Enquiry attestano di un orientamento pi
selettivo, giacch ora si distingue tra una forma accettabile e anzi propizia di dubbio (la
mitigated scepticism or academical philosophy) e due forme invece di scepsi negative
o meramente distruttive. La prima, che si qualifica come universal doubt o
scetticismo antecedent to all study and philosophy e viene attribuita a Descartes,
configura di fatto una situazione insanabile. Lo scetticismo consequent to science and
enquiry (la seconda forma di scepsi distruttiva) ripropone invece gli argomenti che il
Treatise aveva svolto nella sezione sullo scepticism with regard to the senses . There
is, indeed, - annota Hume - a more mitigated scepticism or academical philosophy,
which may be both durable and useful, and which may, in part, be the result of this
Pyrrhonism, or excessive scepticism, qhen its undistinguished doubts are, insome
measure, corrected by common sense and reflection. Con questa precisazione, Hume
introduceva una figura per lui nuova nella tipologia dell'atteggiamento scettico, figura
che si caratterizza innanzitutto per la limitation of our enquiries to such subjects as are
best adapted to the narrow capacity of human understanding, oltre che per
l'attenuazione del carattere asseverativo dei giudizi, a vantaggio di un modulo
probabilistico pi duttile e circospetto, come era nella tradizione 'accademica' sia antica
che moderna.
Nel contesto delineato dalla Enquiry, il riconoscimento della naturalit e della
facilit, con cui si impongono certi tipi basilari di credenze, non sbocca n in una sorta
di 'coazione' acritica al belief, n in un dualismo insanabile fra il momento della
riflessione e quello del vivere. Mentre nella prospettiva 'pirroniana' del Trattato il
recupero dell'orientamento 'naturale' comportava la sospensione, o quanto meno
l'interruzione dell'attivit speculativa - e viceversa -, soltanto nell' Enquiry che si
rivela possibile esercitare un rapporto pi proficuo e collaborativo tra la riflessione del
filosofo e lo stile di pensiero connaturato al common life. Che l'assunzione di tale
punto di riferimento non implicasse n la restaurazione in toto dei pregiudizi del senso
comune, n la tendenza a ricadere nell'accettazione acritica delle opinioni prefilosofiche
, risulta con chiarezza dal fatto che neppure nell'Enquiry Hume occulta la falsit e
l'infondatezza della gran parte dei nostri beliefs, mentre dell'esperienza ordinaria egli
recupera unicamente quegli aspetti che l'apparentano ad una costruzione immanente,
regolata da criteri 'interni' e scevra di qualsiasi residuo di obiettivismo dogmatico, sia
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esso 'ingenuo' o filosoficamente raffinato. Il dubbio "moderato" degli accademici si
configura come il tentativo di far coesistere una misura di controllo razionale (come
quella ad es. che detta le regole basilari all'induzione, anche dopo che se ne siano
mostrate le aporie logiche) con il riconoscimento del carattere s naturale (nothing
leads us to this inference but custom or a certain instinct of our nature), ma spesso
anche fallacious and deceitful dei presupposti su cui si fondano le nostre operazioni .
Che in questo modo non tutti i dubbi (n quelli ereditati dalla tradizione n
quelli escogitati in proprio) fossero risolti, era ben chiaro allo stesso Hume. La
solution (come si avverte a proposito del problema dell'induzione) tale quale pu
esserlo una soluzione scettica: punta cio ad esibire il problema, a chiarire tutti i termini,
logici e psicologici, che lo costituiscono, in definitiva mira a discover the difficulty
ourselves before it is objected to us, liberandola dalle false soluzioni, anche se ci
comporta alla fine l'aperto riconoscimento di our very ignorance.
Il "moderato scetticismo" caldeggiato nell'Enquiry rappresenta - nella
prospettiva humeana - un rimedio destinato ad entrare a far parte stabilmente della
terapia di cui si avvale la riflessione filosofica quando vuole liberarci sia dall'
illusione in cui sono imprigionate le filosofie dogmatiche, sia dalla stupidity che
impregna il modo di pensare volgare.


7. Dalla censura alla critica : utilit e superamento dello scetticismo secondo
Kant.

Hume forse il pi acuto tra tutti gli scettici, e senza contrasto il pi importante
per linflusso che il procedimento scettico pu avere sul risveglio di un fondato esame
della ragione : con queste parole Immanuel Kant riconosceva, nella Critica della ragion
pura, limportanza dello scetticismo a cui attribuiva il ruolo di esercizio preliminare
nella critica dellintelletto, mentre forniva del pensatore scozzese un interpretazione
decisamente riduttiva, per quanto intinta di simpatia. Se in unideale ricostruzione del
cammino della ragione pura il primo passo, quasi la sua fanciullezza,
rappresentato dal dogmatismo, il secondo invece compiuto dallo scettico che
configura un progresso effettivo. Kant descrive con accenti di evidente interesse la lotta,
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il conflitto delle pretese speculative messe in campo dagli oppositi dogmatismi (teismo
e ateismo, determinismo e libert, ecc.) e depreca anzi che i sostenitori dogmatici
dellortodossia accampino la pretesa di arrestare il conflitto con argomenti che
appaiono come un accecamento portatore di pregiudizi. In questa prospettiva il
filosofo di Koenigsberg elogiava lo sforzo di David Hume (questo uomo dal giudizio
cos equilibrato) inteso a scalzare, con difficolt faticosamente escogitate anche
convinzioni consolanti e utili come quella che basti la speculazione razionale per
concepire e affermare in modo determinato un Essere supremo. Tuttavia, resta chiaro
per Kant che non possa darsi un appagamento scettico della ragione in disaccordo con
se stessa e che debba quindi compiersi, al di l di dogmatismo e scetticismo, un terzo
passo nella critica della ragion pura, passando dalla semplice censura alla vera
critica. Mentre la prima (tipica dei geografi della ragione umana come Hume) si
arresta (ad esempio nellesame della causalit) a constare i limiti empirici della nostra
conoscenza e li fonda al pi sulle propriet associative e psicologiche dellabitudine,
la seconda invece sottopone ad esame non i fatti della ragione ma la ragione stessa
in tutta la sua potenza e capacit di conoscenza a priori disegnandone cos in modo
preciso i confini, esattamente come - appurata la sferiticit della terra - risulta
possibile calcolarne il diametro e tutta la superficie, quantunque rimanga lignaranza
sugli oggetti che essa pu contenere.
Nella strategia kantiana, che muove dal riconoscimento del fatto scientifico
newtoniano nel suo aspetto di conoscenza sintentica a priori, lo scetticismo non un
elemento negativo, ma rappresenta comunque un passaggio provvisorio da superarsi
nella prospettiva della critica trascendentale : un posto di riposo per la ragione
umana, nel quale essa pu riflettere sulle sue peregrinazioni dogmatiche e farsi uno
schizzo del paese in cui si trova, ma non pu in nessun modo costituire un luogo
abitabile e adatto a stabile dimora. Certo, Kant mostrava di aver bene imparato da
Bayle la lezione dello scetticismo antimetafisico quando, pur senza citarlo, nella
Dialettica trascendentale, mostrava come dalla pretesa della metafisica di varcare i
confini di ogni esperienza possibile nascessero posizioni dialetticamente antitetiche, il
cui contrasto riproduce perfettamente il conflitto delle metafisiche e delle teologie cos
come lavevano descritto celebri articoli del Dictionnaire : Queste affermazioni
sofistiche - notava Kant - costituiscono un teatro di lotte assai simile al contrasto
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dialettico in cui volta a volta il sopravvento riservato alla parte cui si concede
lattacco, mentre destinata a soccombere quella che costretta a tenersi sulla
difensiva. Cavalieri gagliardi che possono sperare di vincere solo se danno lultimo
assalto senza essere pi obbligati a sostenere un nuovo attacco dellavversario, cos
come - aveva scritto Bayle nellarticolo Znon dEle - ciascuna delle sette
filosofiche trionfa, rovina, abbatte quando allattacco, ma sua volta viene abbattuta e
atterrata, quando rimane sulla difensiva. Era questo il massimo riconoscimento che
Kant potesse fare alle tematiche dello scetticismo, per quanto limpresa critica della
filosofia trascendentale fosse ormai in grado di fare giustizia delle metafisiche
ambiziose (cos le aveva definite Condillac) senza rinunciare al progresso della
conoscenza rappresentato dal motto sapere aude in cui Kant racchiudeva la sostanza
della Aufklrung : quasi lopposto del que sais-je ? montaignano, ma con in pi tutta
la modestia e il senso dei limiti che anche il pi sistematico dei newtoniani aveva
appreso dalle aporie dello scetticismo.



Bibliografia selettiva


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saggi di argomento settecentesco : Popkin Richard H. Berkeley and Pyrrhonism, pp.
377-396 ; Fogelin Robert J, The Tendency of Humes Skepticism, pp. 397-412 ;
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Natural Beliefs, pp. 192-238) e VI (Traditional Scepticisms and Humes Scepticism,
pp. 239-310) che mettono in evidenza il significato criticodella scepsi humeana, bene
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riassunto a p. 235 : Hume adopted a mitigated naturalism as the complement og his
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che manifesta la scepsi bayliana a seconda dei temi e dei contesti.

Paganini, Gianni. Scepsi moderna. Interpretazioni dello scetticismo da Charron a
Hume, Cosenza, 1991. Il volume contiene unampia introduzione storica (pp. 13-197) di
cui sono pertinenti i capitoli IV (Accademici e Pirroniani nel Seicento : da Foucher a
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Paganini, Gianni Benitez, Miguel - Dybikowski, James, eds., Scepticisme,
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Per una trattazione di carattere generale della questione si veda. Kors Alan Charles,
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articoli dei tre storici sia sul tema generale dello scetticismo nellIlluminismo, sia su
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pp. 185-200

Richard Popkin and J. R. Maia Neto,eds. Scepticism as a Force in Renaissance and
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Van der Zande, Johan and Popkin, Richard H. The Skeptical Tradition around 1800,
Dordrecht-Boston-London, 1998. Soprattutto la parte I e II del volume riguardano le
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commentata di Jos R. Maia Neto, pp. 387454.