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Universit di Milano Bicocca. Biblioteca di Ateneo. Sede centrale.

DIRITTO IN PILLOLE! / a cura di Valeria Cazzaniga Il diritto diventer nostro amico se impareremo a conoscerlo Un bibliotecario che si accosti alla ricerca di documenti di carattere giuridico incontrer vocaboli quali: leggi, regolamenti, sentenze, ordinanze, Tribunali, Parlamento, ecc. In questa sede cercher di spiegare semplicemente tali termini dividendoli secondo precisi criteri giuridici, partendo dai concetti chiave ed elementari di norma e di potere, sperando di rendervi pi chiara la materia e pi piacevole lapproccio. 1. LA NORMA GIURIDICA E un comando. Linsieme delle norme esistenti, regolanti lattivit umana, costituisce il diritto oggettivo. 1.2 CARATTERI

I principali caratteri della norma sono: generalit, astrattezza, novit, esteriorit, coercibilit, positivit. 1.3 ELEMENTI COSTITUTIVI DELLA NORMA PRECETTO: il comando con cui simpone un determinato comportamento, che pu essere positivo o negativo (proibitivo).

SANZIONE: la reazione che lordinamento prevede contro colui che non ha osservato il precetto e che ha realizzato lazione vietata. La norma, si detto, generale ed astratta pertanto va calata nel caso concreto ed proprio in questo momento che possono sorgere dubbi e controversie, la cui risoluzione spetta ai giudici che effettuano cos unopera di specificazione e integrazione del contenuto della norma giuridica. Lattivit dei giudici si traduce nellatto tipico della SENTENZA. 2. ORDINAMENTO GIURIDICO Se consideriamo un singolo gruppo o unistituzione sociale e le sue norme avremo un ordinamento giuridico. Ne esistono diversi a seconda dei gruppi considerati. 3. PARTIZIONI DEL DIRITTO OGGETTIVO Il diritto oggettivo, negli ordinamenti pi complessi ed evoluti, si suole distinguere in due grandi sfere che attengono luna al diritto privato, laltra al diritto pubblico. Non vi una netta differenza tra esse, se non ricercandola in relazione ad un determinato ordinamento di un dato periodo storico. In Italia in particolare, il diritto privato concerne i rapporti tra i cittadini, nonch tra i cittadini e lo Stato posti su un piano di parit; il diritto pubblico, invece, tra i cittadini e lo Stato, questultimo posto su un piano di supremazia rispetto ad essi. Finalmente da qui potrete comprendere quali sono le diverse branche del diritto di cui trattano anche i nostri libri, repertori e riviste: 3.1 DIRITTO PUBBLICO INTERNAZIONALE:

Attiene ai rapporti dello Stato con gli altri Stati. Divisibile in: diritto internazionale pubblico: regola i rapporti intercorrenti tra gli stati della comunit internazionale, si pu dividere in pi rami autonomi; diritto comunitario europeo: regola i rapporti fra gli stati membri delle tre comunit (CEE, CECA, EURATOM). 3.2 DIRITTO PUBBLICO INTERNO: Le seguenti principali branche traggono DIRETTA LEGITTIMAZIONE DALLA COSTITUZIONE: diritto costituzionale: studia i principi e le norme fondamentali della vita dello Stato, dei cittadini e di tutti gli altri organi della comunit previsti nella Costituzione (come ad esempio il Presidente della Repubblica o il Governo); diritto amministrativo: disciplina lattivit amministrativa dello Stato nei suoi molteplici modi di operare; studia lorganizzazione, i mezzi e le forme dellattivit della Pubblica Amministrazione; diritto penale: abbraccia tutte le norme con cui lordinamento statale previene e reprime determinati fatti illeciti, che chiama reati. La sanzione qui la pena; diritto processuale: costituito dal complesso delle norme che regolano lamministrazione della giustizia, cio lesercizio della funzione giurisdizionale, in campo penale, civile ed amministrativo; diritto ecclesiastico: disciplina lattivit delle Comunit religiose ed i rapporti di queste con lo Stato e gli Enti Pubblici; il diritto canonico invece il diritto interno della Chiesa ed ha valore solo nellordinamento di essa; diritto finanziario: costituisce linsieme delle norme riguardanti la gestione e lerogazione dei mezzi economici dello Stato e degli enti pubblici; diritto tributario: regola i rapporti fra cittadini ed Enti Pubblici in relazione allimposizione e alla riscossione dei tributi diritto del lavoro, della navigazione, agrario, pubblico delleconomia.

Il diritto del lavoro comprende sia norme di carattere pubblicistico, che privatistico. Il diritto della navigazione disciplina la navigazione marittima ed aerea. Nel suo corpo sono ricomprese norme di diritto pubblico e di diritto privato, come pure per il diritto agrario e pubblico delleconomia. 4. POTERI ED ORGANI Questo breve capitoletto tratta della ripartizione dei poteri statali o funzioni ed utile alla comprensione del successivo, che tratta della tipologia dei diversi atti di diritto positivo, normativi e giurisprudenziali che questi poteri sono in grado di emanare e che per il bibliotecario costituiranno il documento da ricercare. La classica tripartizione dei poteri risale a Montesquieu, che individu la necessit di separare le funzioni statali in esecutiva, legislativa, giudiziaria, onde evitare il rischio di accentramento e prevaricazione delluna sullaltra. Ogni funzione assolta da un preciso organo, costituzionalmente previsto, attraverso il quale lo stato persegue un particolare fine istituzionale. Per Poteri dello Stato devono pertanto intendersi tutti gli organi o complessi di organi che godono di una posizione autonoma qualificata, cio che nello svolgimento della loro attivit, sono soggetti soltanto: - al controllo di legittimit costituzionale della Corte Costituzionale o del Presidente della Repubblica; - al controllo in materia patrimoniale e contabile della Corte dei Conti. Distinguiamo in organi costituzionali che godono di una posizione autonoma qualificata e partecipano in diverso modo alla funzione politica, ed organi di rilievo costituzionale, che, pur non partecipandovi, sono previsti dalla Costituzione. I primi sono: Il Popolo (quale corpo elettorale) 4

Il Presidente della Repubblica (quale garante degli equilibri costituzionali e del rispetto della Costituzione dispone di diversi poteri non solo di carattere esecutivo e legislativo quali ad. es. scioglimento o messaggi alle Camere, Presidenza del CSM) La Camera dei Deputati ed il Senato (principali organi del potere legislativo) Il Governo (principale organo del potere esecutivo, ma avente anche potere legislativo, in casi limitati dalla Costituzione) Il Potere Giurisdizionale (svolgente nei suoi vari ordini e gradi la funzione giudiziaria, di cui tratter pi specificamente in seguito) La Corte Costituzionale (preposta a dirimere questioni di costituzionalit sulle leggi e in generale sui provvedimenti di carattere legislativo; a decidere sui conflitti di attribuzione tra Stato e regioni e tra i poteri dello Stato; a giudicare, in seguito alla messa in stato daccusa, da parte delle Camere, il Presidente della Repubblica per alto tradimento ed attentato alla Costituzione, e a giudicare sullammissibilit del referendum abrogativo) I secondi: Il CNEL (con funzione consultiva in materia di economia e lavoro, nei confronti del Governo e delle Camere; ha anche potere di iniziativa legislativa; pu contribuire allelaborazione della legislazione economica e sociale, secondo i principi ed i limiti stabiliti dalla legge, ex art. 99 Cost.; pu compiere studi ed indagini in materia di sua competenza e fornire pareri alle Regioni) La Corte dei Conti (massimo organo di controllo dellamministrazione statale, nonch suprema magistratura in materia di: contabilit pubblica, pensioni, impiego pubblico, responsabilit civile dei pubblici funzionari per danno allo Stato o ad altre pubbliche amministrazioni. Svolge anche funzioni consultive) Il Consiglio di Stato (con funzioni consultive in materia giuridico amministrativa e giurisdizionali amministrative, di secondo grado, e, per qualche materia, esclusive) Il Consiglio Superiore della Magistratura (organo autonomo e indipendente dagli organi giurisdizionali, con funzioni di gestione ed organizzazione della

Magistratura, potendo, ad es. assegnare sedi e funzioni ai magistrati o decidere su promozioni e trasferimenti) Rilevante qui sapere che tutti i provvedimenti riguardanti i magistrati sono adottati in conformit alle deliberazioni del C.S.M., con D.P.R. controfirmato dal Ministro di Grazia e Giustizia, oppure, nei casi di legge con decreto del Ministro di Grazia e Giustizia. Il Consiglio Supremo di Difesa (organo collegiale, con funzioni consultive e deliberative, presieduto dal Presidente della Repubblica, coordina tutte le attivit relative alla difesa dello Stato)

5. GLI ATTI DEI SINGOLI ORGANI Lo svolgimento delle funzioni statali, attraverso questi organi costituzionali, come gi anticipato, sfocia nellemanazione di determinati atti giuridici. 6. FONTI DELLORDINAMENTO ITALIANO: Per fonte del diritto sintende ogni atto o fatto che nel nostro ordinamento ritenuto idoneo a produrre NORME GIURIDICHE. La fonte latto che contiene le norme giuridiche. Le fonti non scritte, la pi importante delle quali la CONSUETUDINE, sono fatti considerati rilevanti ai fini della produzione di norme giuridiche. Le fonti fatto hanno nel nostro ordinamento una rilevanza limitata, mentre hanno una grande importanza nel diritto internazionale. Nel caso insorgano contrasti nellapplicazione delle fonti, questi sono risolti secondo i seguenti principi: Gerarchia: secondo la quale la fonte di grado superiore prevale sulla fonte di grado inferiore, che non pu porre una disciplina che contrasti con quella superiore;

Parit: le varie fonti sono considerate tra loro equivalenti, ossia hanno tutte la medesima efficacia; Cronologico: nel caso di norme di pari grado, prevale quella successiva nel tempo, per la logica secondo la quale la norma pi recente esprime la volont attuale del legislatore e produce leffetto dellabrogazione, cio cancella dallordinamento la norma precedente in palese contrasto con essa e regolante la medesima questione; labrogazione esplicita se espressamente indicata dal legislatore nella norma successiva; implicita quando attuata dallinterprete (privato, p.a. o giudice) che si trova dinanzi a un contrasto insanabile tra due norme. Competenza: i diversi tipi di norme regolano dati oggetti o materie, la cui competenza stabilita ad es. dalla Costituzione. Prevalenza del diritto comunitario: in caso di contrasti tra norme di diritto nazionale e norme emanate dalla Comunit Europea prevalgono sempre questultime. In relazione al primo principio, esse si classificano secondo la seguente scala gerarchica, prevista dalla Costituzione: 1. FONTI SUPERPRIMARIE: Costituzione, leggi di revisione costituzionale e leggi costituzionali 2.ATTI DI LEGISLAZIONE ORDINARIA PRIMARIA: Leggi ordinarie dello Stato (leggi del Parlamento) Decreti-legge del Governo Statuti delle Regioni ordinarie Decreti legislativi di attuazione degli Statuti delle Regioni ad autonomia speciale Leggi regionali Leggi delle province di Trento e Bolzano Decreti-legislativi (o leggi delegate dal Parlamento al Governo) 7

3. ATTI DI NORMAZIONE SECONDARIA Regolamenti Ordinanze Statuti degli Enti minori 4. LA CONSUETUDINE (gli usi) praeter legem (fonte non scritta). 6. LA COSTITUZIONE: La Costituzione latto normativo fondamentale della Repubblica. Essa pone le norme fondamentali attraverso cui sono organizzati i diversi apparati pubblici, definisce le rispettive funzioni e rapporti, nonch i rapporti tra lo Stato e i cittadini. La Costituzione realizza cos una serie di limiti e vincoli allesercizio dei poteri sovrani che vengono posti soprattutto nellinteresse dei cittadini, a cui sono garantiti una serie di diritti e determinate modalit di esercizio dei poteri pubblici nei loro confronti. La Costituzione italiana una costituzione: votata, rigida, lunga, scritta. 6.2 LE LEGGI DI REVISIONE COSTITUZIONALE Le leggi di revisione costituzionale sono approvate dal Parlamento con procedimento aggravato da maggioranze qualificate allo scopo di modificare o integrare le norme della Costituzione, essendo la Costituzione Italiana di tipo rigido. 6.3 LE LEGGI COSTITUZIONALI La Costituzione prevede che determinati oggetti vengano disciplinati con legge Costituzionale, come ad esempio gli Statuti delle Regioni ad autonomia speciale. Tali leggi sono approvate con la procedura aggravata. 7. LE FONTI PRIMARIE:

7.1 LA LEGGE ORDINARIA La legge lespressione del potere legislativo che attribuito collegialmente al Parlamento, essendo il nostro di tipo bicamerale composto dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica. Ladozione di una legge spetta solo al Parlamento, anche se alla sua formazione possono partecipare altri soggetti. Delle tre fasi in cui si articola il procedimento di approvazione della legge ben due possono essere gestite da soggetti esterni al Parlamento. La spiegazione di queste fasi qui necessaria in quanto si traduce nellemissione di appositi atti, che potrebbero diventare oggetto di ricerca documentale: i disegni di legge, o D.D.L. 7.1.2 LE FASI DEL PROCEDIMENTO LEGISLATIVO Il procedimento legislativo un procedimento complesso e che si articola in tre fasi (delliniziativa, deliberativa e integrativa dellefficacia); in particolare tale procedimento deve venire ripetuto due volte per quanto concerne la fase deliberativa dal momento che le leggi vanno approvate da entrambe i rami del Parlamento. Iniziativa Sono titolari del potere di iniziativa: il Governo, ogni parlamentare, il popolo e i Consigli regionali. Liniziativa consiste nella presentazione di un disegno di legge (si parla anche di progetto di legge) redatto in articoli e corredato da una relazione illustrativa. Il disegno di legge viene presentato al Presidente della Camera o del Senato che gli assegner un numero identificativo valido per tutto liter e che sar quello da ricercare in sede di reference. Va detto, per altro, che quando vengono presentati pi DDL sul medesimo argomento, questi vengono raggruppati; pertanto se si desiderasse ricostruire liter occorrer fare riferimento al testo del DDL, che fra i diversi, stato scelto come base della discussione. 9

Deliberativa Il DDL viene esaminato preliminarmente dalla Commissione competente per materia ed una volta approvato dalla Commissione, viene trasmesso allAssemblea plenaria. Innanzi ad essa la Commissione presenta una relazione e si svolge una discussione di tipo generale; lAssemblea esamina i singoli articoli del testo e gli emendamenti presentati su di essi e li pone in votazione. Infine, lintero testo modificato viene nuovamente votato ed una volta approvato viene trasmesso allaltra Camera che lo discute e lo deve approvare nella stessa identica formulazione. Se infatti decide di apportarvi delle modifiche necessario un nuovo esame ed una nuova approvazione della Camera di partenza. Fase integrativa dellefficacia Si articola nella promulgazione e nella pubblicazione. Il disegno di legge approvato trasmesso al Presidente della Repubblica, il quale provvede a controllare la costituzionalit dellatto e quindi lo promulga. Emana cio un proprio decreto con il quale attesta lapprovazione della legge da parte delle Camere, d lordine di eseguirla e implicitamente attesta lesito positivo del controllo di costituzionalit. La promulgazione deve avvenire entro 30 gg. dallapprovazione e la data del decreto di promulgazione la data che identifica la legge. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avviene immediatamente, e comunque non oltre 30 giorni dalla promulgazione; la legge entra in vigore dopo 15 giorni e deve essere conosciuta e rispettata da tutti. E importante osservare che la data con cui viene identificata una legge diversa dalla data di pubblicazione e vi pu dunque essere uno sfasamento al massimo di un mese. 7.2 GLI ATTI AVENTI FORZA DI LEGGE Nel nostro ordinamento il Parlamento non il solo organo statale che pu emanare fonti primarie; anche il Governo, infatti, in grado di produrre fonti 10

del diritto equiparate alla legge (fonti di primo grado), che pertanto possono abrogare le leggi precedenti nel tempo Il potere di emanare atti aventi forza di legge, che spetta al Governo, non incondizionato come per le Camere, ma pu essere esercitato solo ed esclusivamente nei casi previsti dagli articoli 76 e 77 della Costituzione. 7.2.1 I DECRETI LEGISLATIVI Il primo tipo di atto avente forza di legge il decreto legislativo o d.lgs.; in questo caso il Parlamento che delega, ex art. 76 Cost., lesercizio della funzione legislativa al Governo approvando a tal fine unapposita legge (legge delega) con la quale affida al Governo il compito di disciplinare un determinato oggetto. Nella legge delega il Parlamento deve indicare il termine entro cui esercitare la delega, il suo oggetto, i principi e i criteri direttivi a cui il Governo deve conformarsi nellesercizio della delega. Il Governo ricevuta la delega provvede ad elaborare un decreto legislativo che viene approvato dal Consiglio dei Ministri e poi trasmesso al Presidente della Repubblica, che lo emana con proprio decreto. La pubblicazione avviene negli stessi termini e modalit previsti per la legge. Il ricorso al decreto legislativo oggi cresciuto enormemente dopo che la sent. 360 del 1996 della Corte costituzionale ha vietato la reiterazione dei decreti legge. Allinterno della categoria esistono due particolari tipi di decreti legislativi di cui frequentemente si parla: sono i CODICI e i TESTI UNICI. Il testo unico un decreto legislativo che emanato quando il Parlamento avverte la necessit di ricomporre e raccogliere in un unico testo una disciplina che in precedenza era frammentata in pi atti. Il codice, invece, un corpus organico di norme che compendia in un unico atto la disciplina di tutta una materia. La differenza con i testi unici risiede nel fatto che i primi rispondono alla necessit di raccogliere le norme sparse in pi

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atti, i secondi invece hanno lo scopo di creare un sistema organico; nascono appositamente per creare una disciplina sistematica. In Italia esistono attualmente sette codici: civile, penale procedura civile, procedura penale, due codici militari penali e il codice della navigazione. Quello di cui abbiamo parlato sinora il codice in senso tecnico. Editorialmente si pu indicare con il termine di codice anche una raccolta di leggi su di una determinata materia. Avremo quindi il codice di diritto amministrativo, il codice di diritto del lavoro, eccetera. La pubblicazione di quelli che sono i codici in senso tecnico sovente accompagnata dalle cosiddette leggi collegate, ossia leggi che disciplinano ulteriormente particolari materie contenute nel codice. 7.2.2 IL DECRETO LEGGE un atto avente forza di legge che pu essere emanato ex art. 77 Cost dal Governo senza alcuna autorizzazione delle Camere, nei casi straordinari di necessit e urgenza. Lemanazione di un decreto legge dunque il frutto di una autoassunzione di potere legislativo fatta dal Governo sotto la propria responsabilit. Il decreto legge trova la sua ragion dessere nel fatto che il procedimento di approvazione di una legge lungo e complesso; conseguentemente quando un evento urgente si impone occorre disporre di adeguati strumenti. Come il decreto legislativo, il decreto legge viene approvato dal Consiglio dei Ministri ed emanato dal Presidente della Repubblica. Il decreto legge, d.l o D.L., essendo un provvedimento durgenza, pubblicato immediatamente ed entra in vigore il giorno stesso. Il reperimento dei decreti legge presenta qualche difficolt. Innanzitutto nella maggior parte dei casi vengono richiesti dei decreti gi convertititi e allora non sar sufficiente reperire il testo del decreto, ma occorrer anche reperire la legge di conversione che ci permetter di verificare se durante la conversione sono state approvate delle modificazioni. Normalmente se si usa una banca dati e si cerca il decreto si otterr anche lindicazione della legge di conversione e del testo vigente. 12

Se si opera con il sito del Parlamento o con la Gazzetta Ufficiale occorrer individuare la legge di conversione che si collocher in un arco temporale costituito dai 120 giorni successivi allemanazione del decreto (60 gg. per la conversione, 30 gg. per la promulgazione, 30 gg. per la pubblicazione). La legge di conversione presenta normalmente un unico articolo con cui si indica lavvenuta approvazione del decreto e le eventuali norme modificate, mentre in allegato riportato il testo del decreto legge integrato con le modifiche effettuate in sede di conversione. Il problema assai complesso se il decreto anteriore al dicembre 1996, perch era invalsa la pratica della reiterazione e quindi il decreto legge scaduto perch il Parlamento non aveva fatto tempo ad emanarlo veniva riapprovato. Ricostruire liter di un decreto pi volte reiterato complesso e normalmente occorre uno sguardo attento agli indici della Gazzetta Ufficiale e vedere se di 60 gg in 60 gg stato approvato un decreto dal titolo identico; quando non lo si trova pi allora il Parlamento avr approvato la legge di conversione o avr rifiutato la conversione. 7.3 LE ALTRE FONTI PRIMARIE: STATUTI DELLE REGIONI ORDINARIE: sono emanati con legge regionale approvata a maggioranza assoluta in due successive deliberazioni DECRETI LEGISLATIVI DI ATTUAZIONE DEGLI STATUTI DELLE REGIONI AD AUTONOMIE SPECIALI: si tratta dei decreti di adozione degli Statuti delle Regioni Speciali, e per questo inclusi tra le fonti di primo grado; LEGGI REGIONALI: sono le leggi emanate dalle Regioni, in esercizio della potest legislativa riconosciuta loro dalla Costituzione; LEGGI DELLE PROVINCE DI TRENTO E BOLZANO: leggi primarie di primo grado emanate dalle Province suddette;

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RISULTATO POSITIVO DI REFERENDUM ABROGATIVO: esso deve infatti essere considerato fonte del diritto, in quanto elimina dallordinamento norme che fino a quel momento erano in vigore. Il D.P.R. di abrogazione viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale; pu posticiparne gli effetti di 60 gg al fine di evitare vuoti normativi; REGOLAMENTI DEGLI ORGANI COSTITUZIONALI: ossia della Camera, Senato e Corte Costituzionale. Questi regolamenti sono fonti primarie perch tra essi e la Costituzione non si frappone la legge. Scopo di tali regolamenti disciplinare lorganizzazione interna e i procedimenti attraverso i quali si svolge lattivit di tali organi. La pubblicazione dei regolamenti avviene in Gazzetta Ufficiale, ma non sono previsti tempi precisi e quindi pi facile riferirsi ai siti web delle tre istituzioni, in particolare per la Camera ed il Senato alle pagine relative alle Giunte per il regolamento. LE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE Fra le fonti del diritto possiamo un po impropriamente annoverare anche le decisioni della Corte costituzionale, giudice preposto alla verifica della conformit della legge alla Costituzione, oltrech a dirimere le questioni sui conflitti di attribuzione tra gli organi dello Stato. La presenza della Corte accanto al processo aggravato di revisione rende la nostra Costituzione rigida. La Corte costituzionale si pronuncia con una sentenza che pu dichiarare lincostituzionalit della legge ed in tal caso una sentenza di rigetto; da tale sentenza consegue labrogazione della legge medesima. Quando invece una sentenza dichiara la conformit della legge alla costituzione, si ha una sentenza di accoglimento. Ma non solo per questo le sentenze possono venire considerate fonti. Infatti la Corte pu svolgere un ruolo paralegislativo nel momento in cui, attraverso le sentenze additive, integra la norma o la corregge. La giurisprudenza costituzionale reperibile sul sito della Corte stessa www.cortecostituzionale.it, che per porta solo le pronunce pi recenti, mentre 14

il sito www.giurcost.org risale fino al 1990. Dal 1956 al 1990 lo strumento migliore la rivista Giurisprudenza costituzionale. Le decisioni della Corte sono pubblicate anche su di unapposita serie della Gazzetta Ufficiale in uscita al mercoled. LEGGI REGIONALI DELEGATE DALLO STATO: sono le leggi emanate dalle Regioni ex art. 117 Cost. che conferisce loro potest legislativa concorrente (con lo Stato) nelle materie elencate nel secondo comma ed esclusiva, in quelle non previste in esso 8. LE FONTI SECONDARIE I REGOLAMENTI DEL GOVERNO I decreti legge e i decreti legislativi costituiscono unipotesi in cui il Governo, in presenza di una serie di condizioni fissate dalla Costituzione, esercita un potere che proprio di un altro organo. Il Governo per ha anche un potere normativo stabile di rango secondario: il potere regolamentare. Gli atti espressione di tale potere (ne esistono di tre tipi) sono subordinati alla legge e pertanto non possono disporre in senso contrario ad essa. Le tre diverse tipologie di regolamenti corrispondo ai tre diversi organi che compongono il Governo che costituito dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dai singoli Ministri, che insieme formano il Consiglio dei Ministri. Ciascuno di questi tre organi adotta atti normativi secondari: il Consiglio dei Ministri adotta i regolamenti governativi (quando si parla di regolamenti senza specificazioni ci si riferisce ad essi), i Ministri adottano i regolamenti ministeriali e il Presidente del Consiglio adotta i decreti del Presidente del Consiglio, i c.d. D.P.C.M. (in questa categoria di atti rientrano anche semplici atti amministrativi per cui occorre capire se si tratta o meno di un atto normativo guardando lintestazione dellatto). Si precisa che gli atti amministrativi sono tipici della funzione amministrativa e non sono considerati fonti del diritto, idonee a riformare lordinamento. I regolamenti governativi sono adottati dal Consiglio dei Ministri, ma sono emanati dal Presidente della Repubblica come le leggi e gli atti aventi forza di legge e la data che identifica il regolamento quella del decreto presidenziale. 15

Negli altri due casi i regolamenti sono emanati rispettivamente con decreto ministeriale o con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e la data anche qui quella di emanazione del decreto. Si deve poi osservare che solo i regolamenti governativi sono identificati da un numero. I regolamenti non sono pubblicati subito dopo il decreto presidenziale o ministeriale; occorre infatti che siano inviati alla Corte dei Conti per un controllo e solo se tale controllo avr esito positivo il regolamento sar pubblicato ed entrer in vigore. Il controllo della Corte dei Conti dura almeno 30 gg., ma pu protrarsi anche per alcuni mesi; accadr cos che il regolamento verr pubblicato in un periodo che pu essere anche di molto tempo successivo alla sua emanazione. I REGOLAMENTI DELLE AUTORIT INDIPENDENTI Le leggi che hanno istituito le cosiddette autorit indipendenti (Consob, Garante per la privacy, Antitrust) hanno attribuito loro in alcuni casi un potere normativo secondario. I regolamenti sono approvati dallorgano di vertice e sono pubblicati in Gazzetta Ufficiale. ORDINANZE Le ordinanze sono atti amministrativi, generali o particolari, del potere esecutivo, caratterizzati da eccezionalit e temporaneit della loro efficacia, non predeterminati in quanto al contenuto, ed emanati in casi di particolare necessit ed urgenza; possono modificare la legge ordinaria, a causa della loro eccezionalit, ma devono essere adeguatamente motivate, perdono di efficacia con il venir meno dei presupposti di necessit ed urgenza che le hanno richieste. 9. LIDENTIFICAZIONE DEGLI ATTI NORMATIVI STATALI Gli atti normativi dello Stato si identificano e ricercano attraverso due fondamentali elementi: la data e il numero. Ciascun atto ha poi un titolo che ne indica il contenuto.

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La data dellatto quella della sua emanazione; nel caso della legge ci riferiamo alla data della sua promulgazione da parte del Presidente della Repubblica, che non coincide con quella, precedente, della sua approvazione da parte del Parlamento o del Governo, n con quella della sua pubblicazione che successiva, al massimo di 30 gg, per leggi ed atti aventi forza di legge e ancora di pi per i regolamenti. Il numero che identifica latto attribuito dal Ministro della Giustizia, il quale utilizza la medesima numerazione per le leggi, i decreti legge, i decreti legislativi ed i regolamenti governativi e quindi per tutti gli atti normativi emananti o promulgati dal Presidente della Repubblica. Unica eccezione sono le leggi costituzionali che hanno una propria numerazione autonoma. I regolamenti ministeriali e quelli del Presidente del Consiglio vengono identificati solo con la data. Tali atti normativi sono emanati infatti con decreti ministeriali e decreti del Presidente del Consiglio e non con decreto del Presidente della Repubblica; essi non hanno un numero. Il titolo in questo caso ha un ruolo significativo in quanto consente di distinguere i decreti che vengono emanati nello stesso giorno. Di recente la Gazzetta Ufficiale ha iniziato a distinguere gli atti normativi per tipologia. Rispetto al passato, attualmente anche i decreti legge e i decreti legislativi vengono indicati con proprio nome e solo i regolamenti governativi sono ancora indicati come DPR. Occorre quindi riferirsi al titolo dellatto, anche se la presenza del numero, cosa che non hanno gli altri DPR, ci fa gi capire di essere davanti ad un atto normativo. 10. LA GAZZETTA UFFICIALE Tutti gli atti normativi vengono pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, disponibile anche quale risorsa elettronica sul sito web della nostra Biblioteca ed interrogabile con password. La Gazzetta si divide in due parti. La prima parte che quella pi importante viene pubblicata in CINQUE SERIE: la serie generale e quattro serie speciali. Sulla serie generale, pubblicata quotidianamente, sono pubblicate le leggi e gli 17

atti

normativi

emanati

da

organi

statali,

oltre

ai

pi

importanti

atti

amministrativi. Delle quattro serie speciali due sono dedicate alla pubblicazione degli atti normativi rispettivamente delle Comunit europee e delle Regioni. La pubblicazione non ha valore legale ma solo conoscitivo. Le altre due serie sono destinate rispettivamente alla pubblicazione dei concorsi e delle decisioni della Corte costituzionale. Ad ogni numero pu essere allegato un supplemento nel caso di atti particolarmente ampi. 11. LE FONTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE Il diritto internazionale linsieme delle norme che regolano i rapporti tra i soggetti della Comunit internazionale i cui soggetti sono i singoli stati e le organizzazioni internazionali (ONU, CE, OCSE). Le norme del diritto internazionale si collocano in un ordinamento, quello internazionale, che separato e distinto dagli ordinamenti nazionali. 11.1 I tre tipi di norme internazionali CONSUETUDINI Il diritto internazionale un diritto costituito in misura significativa da fonti non scritte. Allinterno della Comunit internazionale non esistono organi che siano deputati in modo stabile alla produzione di norme giuridiche che vincolino i diversi stati; lONU e lAssemblea Generale in particolare svolgono altre funzioni. Una norma di diritto internazionale pu dirsi formata ed esistente quando ci troviamo di fronte ad un comportamento stabile nel tempo, cui connessa lidea dellobbligatoriet (es. immunit diplomatiche). Le norme consuetudinarie, dette anche norme del diritto internazionale generalmente riconosciute, non sono reperibili in fonti scritte, ma ad es. nelle decisioni dei giudici nazionali che ne costituiscono lapplicazione e ovviamente nei testi scritti dalla dottrina (manuali e saggi). NORME PATTIZIE Il diritto internazionale pattizio invece un diritto scritto. Due o pi stati possono regolare i rapporti reciproci nei campi pi 18

disparati

(economico,

militare,

giurisdizionale)

stipulando

dei

trattati

internazionali che sono come una sorta di contratto che vincola chi lo sottoscrive. Il trattato (che pu essere denominato anche convenzione o accordo o intesa) subordinato alle norme consuetudinarie e inizia a vincolare gli stati che lo stipulano solo a partire dallo scambio delle ratifiche. La ratifica la sottoscrizione del trattato da parte del Presidente della Repubblica, che in Italia deve essere autorizzato con legge dal Parlamento. Questo fatto semplifica molto la ricerca dei testi dei trattati dal momento che baster ricercare la legge di ratifica a cui viene allegato il testo del trattato. Va detto per che la ratifica del trattato pu avvenire anche molto tempo dopo la stipulazione del trattato ovvero dalla sua elaborazione da parte dei diplomatici. NORME DERIVATE In alcuni casi alle organizzazioni viene attribuito il potere di emanare atti normativi; il caso pi eclatante quello della Comunit Europea che adotta direttive e regolamenti che hanno assunto un ruolo sempre pi rilevante nel nostro ordinamento. 11.1 LADATTAMENTO AL DIRITTO INTERNAZIONALE Si detto in precedenza che lordinamento internazionale un ordinamento separato da quello nazionale, ma, nel momento in cui si forma una norma consuetudinaria o un paese assume un obbligo internazionale con un trattato, pu accadere che il paese stesso sia costretto a portare allinterno del proprio ordinamento nazionale delle modificazioni. Ladattamento al diritto internazionale pu avvenire mediante: RINVIO Unapposita norma ricollega alla nascita di una norma internazionale la formazione di una corrispondente norma interna. La norma internazionale di fatto introdotta automaticamente. Cos accade per il diritto internazionale consuetudinario. Lart. 10 della Costituzione dispone infatti che lItalia infatti si conforma alle norme norma del diritto di diritto internazionale generalmente violerebbe riconosciute. Tali norme si pongono quindi a livello costituzionale; se una legge violasse una consuetudinario automaticamente lart. 10 e sarebbe costituzionalmente illegittima.

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LEGGE

fronte

di

un

obbligo

internazionale

sorto

in

seguito

allapprovazione di un trattato il legislatore introduce le leggi necessarie alla sua applicazione. ORDINE DI ESECUZIONE Il legislatore prevede con unapposita norma la piena ed integrale esecuzione di un trattato. Tale norma viene normalmente introdotta nella legge di ratifica e con essa si immette direttamente il trattato nellordinamento italiano, che inizier a vincolare i cittadini, oltrech il solo Stato. 12. LE FONTI COMUNITARIE Si visto come le organizzazioni internazionali possano venire abilitate a produrre norme dai trattati che le istituiscono. Tali norme dette derivate vincolano gli Stati membri solo allatto della ratifica e i cittadini solo dopo il recepimento delle norme come se fossero dei trattati internazionali. Vi per una rilevante eccezione che data dalla Comunit europea, i cui atti normativi producono direttamente effetti nei confronti dello Stato membro. Si ricorda che lUnione europea pi che unorganizzazione una forma di cooperazione stabile tra i paesi europei. LUnione europea si fonda su quelli che sono comunemente definiti i tre pilastri. Il primo pilastro costituito dalle tre comunit: CE, CECA, EURATOM che sono delle organizzazioni internazionali. Il secondo pilastro la PESC (cooperazione in materia di politica estera e sicurezza comune), il terzo pilastro la GAI (cooperazione in materia di giustizia e affari interni). Si tratta di due settori in cui si procede ad una pi intensa cooperazione sovrannazionale ma che si svolge comunque con gli strumenti del diritto internazionale, anche se nel quadro di quelli che sono gli organismi della CE. Quello che a noi interessa il primo pilastro ovvero le tre comunit che sono state istituite tra il 1951 e il 1957. Sono organi delle Comunit europee il Consiglio, la Commissione, il Parlamento e la Corte di giustizia. CE, CECA e EURATOM sono tre distinte organizzazione che possiedono competenze diverse, ma gli organi che le esercitano sono i medesimi che ora operano come organi ora delluna ora dellaltra. 20

REGOLAMENTI Sono gli atti normativi per eccellenza, hanno portata generale (vincolano anche i cittadini) ed immediata (non necessitano di attuazione). Sono deliberati dal Consiglio (non dal Parlamento) e sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale della Comunit Europea che uno strumento di difficile utilizzazione e nella Gazzetta Ufficiale Italiana, che solitamente presenta ritardi nella pubblicazione. DIRETTIVE Sono atti normativi che vincolano uno Stato a perseguire un certo obiettivo entro un termine dato, ma lasciano completa libert in ordine allindividuazione degli strumenti con cui raggiungerlo. Necessitano, a differenza dei regolamenti, di misure di esecuzione che ciascuno stato membro pu adottare. Capita per che vengano emanate direttive molto dettagliate le quali sono state equiparate ai regolamenti. Le fonti comunitarie si collocano al di sopra della legge perch il nostro paese sottoscrivendo il trattato di Roma si impegnato a conformarsi alla normativa CE e se ci non avvenisse si verificherebbe una violazione non solo del trattato, ma anche del diritto generale e in particolare della norma pacta servanda sunt. 13. LE FONTI REGIONALI E LOCALI La Repubblica si riparte in Regioni Province e Comuni. Il nostro uno Stato Regionale che dunque caratterizzato dallesistenza di enti territoriali caratterizzati da un ampia autonomia che riguarda la tutela e la soddisfazione degli interessi delle popolazioni stanziate nei rispettivi territori. Lautonomia di tali enti passa attraverso la gestione di risorse da parte di una organizzazione amministrativa che ha potest normativa e opera interventi autoritativi e di erogazione di servizi. La Regione gode ovviamente di una maggior autonomia il cui tratto caratteristico sicuramente la potest legislativa. Tale potest esercitata dal Consiglio regionale, mentre gli altri organi sono il Presidente della Giunta e la Giunta. 13. 1 LE FONTI REGIONALI 21

STATUTO Lo statuto la norma fondamentale che definisce lorganizzazione e il funzionamento dellente, viene pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione e sullapposita serie della Gazzetta Ufficiale dedicata alla Regione. LA LEGGE REGIONALE Le Regioni hanno potest legislativa nelle materie indicate dallart. 117 Cost. La legge pubblicata sul Bollettino Ufficiale, secondo la data del decreto di promulgazione con un numero progressivo. REGOLAMENTI REGIONALI sono atti normativi secondari deliberati dalle Giunte e vanno ad eseguire o ad attuare le leggi regionali. La ricerca dei regolamenti regionali alquanto difficoltosa. Fino alla riforma del 1999 (quella che ha introdotto lelezione diretta del Presidente della Giunta) i regolamenti venivano emanati dal Consiglio Regionale e si ricorreva poco a questa fonte perch il procedimento di approvazione era identico a quello della legge. Con il passaggio della competenza alla Giunta il quadro cambiato e lattivit regolamentare si intensificata. Il problema per che la Giunta chiama tutti i propri atti delibere e per capire se ci troviamo di fronte ad un regolamento o a un semplice atto amministrativo sorgono sempre delle difficolt perch occorre riferirsi al contenuto dellatto; a ci si aggiunga che il Bollettino Ufficiale riporta un numero altissimo di atti della Giunta dal contenuto pi disparato e tutti denominati delibere. 13.2 LE FONTI DEGLI ENTI LOCALI Gli enti locali (Comuni e Province) hanno anchessi una significativa potest normativa di tipo regolamentare, ma mai legislativa. Sono fonti dei Comuni e delle Province: STATUTI sono approvati dal Consiglio; disciplinano gli elementi fondamentali dellorganizzazione e del funzionamento dellente. REGOLAMENTI sono approvati dal Consiglio Comunale e Provinciale e disciplinano particolari materie indicate dalla legge (cfr. regolamento digiene, regolamento edilizio). Il reperimento degli Statuti pu essere effettuato sul Bollettino della Regione ove si trova il Comune; i regolamenti invece possono venire reperiti solo

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presso lente, salvo i pochi casi di Comuni che li mettono a disposizione via internet. 14. ATTI DEL POTERE GIUDIZIARIO 14.1 LA GIURISPRUDENZA La funzione del giudice quella di accertare la volont normativa da applicare nei casi concreti. Normalmente sono i privati e la Pubblica amministrazione che applicano le norme, mentre il giudice interviene quando rispetto ai casi concreti sorgano situazioni di dubbio circa la qualificazione giuridica da dare ai casi medesimi. Il giudice nel nostro ordinamento e in tutti gli ordinamenti applica poi le sanzioni previste a carico di quanti abbiano violato una norma. I giudici si pronunciano con un atto che la SENTENZA. La sentenza, a differenza della legge che generale, si limita a vincolare i soggetti a cui si riferisce e nessun altro sar tenuto ad applicare ad altri casi concreti la soluzione accolta nella sentenza, soprattutto nessun altro giudice. I paesi dellEuropa continentale si distinguono in ci dai paesi anglosassoni dove invece opera il principio del precedente vincolante. Nonostante ci la giurisprudenza ha un valore fondamentale per il fatto che le norme sono per definizione generali ed astratte e devono quindi calarsi in realt e situazioni che possono essere diverse, pur presentando quei caratteri comuni che permettono di applicare la stessa norma; il legislatore daltra parte non pu prevedere le diverse situazioni e realt nelle quali la norma verr applicata. Tale compito spetta al giudice che daltra parte dovr in alcuni casi colmare le lacune esistenti nel tessuto normativo. Le sentenze tuttavia non sono lunico atto espressione del potere giudiziario in quanto Occorre poi osservare che il nostro ordinamento, come tutti del resto, fondato su pi ordini (i principali sono il civile, il penale e l amministrativo) e gradi di giudizio (nel caso del penale e del civile sono tre). Il giudice di primo grado sa che la sua decisione potr venire impugnata e lo stesso dicasi per il giudice dappello. I giudici di primo e secondo grado sapendo che le loro 23

decisioni potranno arrivare sino in Cassazione saranno propensi a conformarsi ai suoi orientamenti. 14.2 LA STRUTTURA DELLORDINAMENTO GIUDIZIARIO MAGISTRATURA ORDINARIA giudici penali I Grado Giudice di pace, Tribunale, Tribunale dei minori, Corte dassise II Grado Tribunale, Corte dappello, Corte dappello dei minori, Corte dassise dappello III Grado Corte di Cassazione giudici civili I Grado Giudice di pace tribunale II Grado Tribunale Corte dappello III Grado Corte di Cassazione MAGISTRATURE SPECIALI Giurisdizione amministrativa I grado II grado Tribunali amministrativi regionale Consiglio di Stato

Giurisdizione contabile Corte dei conti I grado sezioni regionali II grado sezioni centrali Giurisdizione militare I grado Tribunale militare II grado Corte militare dappello 24

III grado Corte di cassazione Giurisdizione tributaria I grado Commissione tributaria provinciale II grado Commissione tributaria regionale III grado Corte di cassazione 15. LIDENTIFICAZIONE DELLE SENTENZE Le sentenze si identificano e si ricercano mediante quattro elementi: 1) lorgano giudicante: identificato dal nome (tribunale, corte dappello, tribunale amministrativo) e dalla citt dove ha sede. Quando ne esiste una sola, come per la Corte di Cassazione o il Consiglio di Stato, la sede non ha rilevanza. 2) la sezione: ogni organo giudiziario si riparte in sezioni salvo quelli pi piccoli. 3) il numero della sentenza: corrisponde al giorno in cui viene depositata in cancelleria ed successivo a quello in cui viene pronunciata. Ogni sezione di ogni organo numera autonomamente le proprie decisioni. 4) la data del deposito. 16. RIVISTE E BANCHE DATI GIURIDICHE DI LEGISLAZIONE E GIURISPRUDENZA: Fra le decisioni dei giudici acquistano un rilievo peculiare quelle delle supreme giurisdizioni, quali la Corte di Cassazione, le Sezioni centrali della Corte dei Conti e del Consiglio di Stato, in quanto costituiscono i giudici di ultimo grado delle rispettive giurisdizioni. A ciascuna di queste Corti sono dedicate apposite riviste settoriali che contengono i testi delle decisioni, ma non tutti. Alcune decisioni pi recenti sono rintracciabili anche via internet. In linea generale nei repertori o nelle banche dati vengono riportate solo le massime, ossia degli abstract di sentenza. 25

Ad es. nel Repertorio del Foro Italiano o nella rivista I TAR, Consiglio di Stato, nel Foro Amministrativo o nella banca dati Juris Data, sezione Giurisprudenza, troviamo le massime, che spesso sono sufficienti agli utenti. Quando si desidera il testo dellintera sentenza, occorrer ricercare nel Foro Italiano, sia in cartaceo, che in banca dati, nel CED per le sole sentenze della Corte Costituzionale o della Corte di Giustizia, nonch in JURIS DATA per la sola Cassazione Civile. Ricordiamo ancora, per la giurisprudenza civile, le riviste GIURISPRUDENZA DI MERITO e GIURISPRUDENZA ITALIANA. Per ci che invece riguarda la legislazione italiana, i principali repertori sono: LEX: LEGISLAZIONE ITALIANA, LA LEGISLAZIONE ITALIANA, LEGGI STATALI E REGIONALI. 1977...; invece GAZZETTA GIURIDICA GIUFFRE' ITALIAOGGI, GUIDA AL DIRITTO DEL SOLE 24 ORE, contengono anche giurisprudenza. Come banche dati principali ricordiamo JURIS DATA, LEGGI DITALIA, CODICI REGIONALI, LAVORO ONE, questultimo per ci che riguarda il diritto del lavoro. Trattando di diritto comunitario, ricordo che tra le riviste esistono: la RACCOLTA DELLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE E DEL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO DELLE COMUNITA' EUROPEE, il REPERTORIO DELLA LEGISLAZIONE COMUNITARIA IN VIGORE E DI ALTRI ATTI, FORO ITALIANO PARTE QUARTA, che raccoglie le pronunce della Corte di Giustizia e tra le banche dati in possesso della Biblioteca, EURLEX, per il reperimento di atti normativi comunitari. Le riviste citate sono tra le principali e pi complete; tuttavia esistono riviste specifiche per oggetto e materia, rintracciabili nel repertorio periodici alla tendina di sinistra della nostra pagina web. Si ricorda infine, quale utile strumento di ricerca bibliografia, la consultazione dei siti indicati alla voce Risorse Internet, con i vostri link, sempre alla pagina web della Biblioteca. 26