Sei sulla pagina 1di 44

Capitolo V - I canali di membrana

Lezioni di Fondamenti di Biofisica. Autore: R.Nobili, Universit di Padova. Ultima revisione 21 maggio 2009
111
5.1. Le membrane lipidiche
Le membrane biologiche sono formate da lipidi e proteine. I lipidi sono molecole costituite da una testa polare
(idrofila) attaccata ad una lunga coda formata da idrocarburi alifatici, perci idrofoba, che pu essere semplice, doppia
o tripla (Fig.1). I lipidi immersi nellacqua tendono a formare doppi strati dello spessore di circa 50 Angstrom, con le
teste polari rivolte rivolte lambiente acquoso a gli strati filamentosi rivolti gli uni contro gli altri (Fig.2).
Il doppio strato lipidico isolante e praticamente impermeabile allacqua e agli ioni, e il suo stato di aggregazione
pu essere considerato fluido. Esso pu ospitare al proprio interno proteine, che abbiano a loro volta un corpo
idrofobo, e dotate di una o due estremit polari, che di conseguenza si protendono nei fluidi extracellulare ed
intracellulare. La densit, la distribuzione e la disposizione delle proteine nei doppi strati lipidici varia a seconda del
tipo di cellula. Le proteine possono pertanto disporsi in modo da sporgere da una sola parte dello strato lipidico (Fig.2,
A,B), oppure attraversare lintera membrana da parte a parte (Fig.2C). In questo capitolo prenderemo in considerazione
proteine o piccole formazioni proteiche che funzionano come unit singole e ignoreremo i possibili legami tra le
proteine di membrana e il citoscheletro cellulare.
La membrana cellulare possiede una capacit elettrica di circa un microfarad per cm
2
. Si tratta di un valore
considerevole che trova spiegazione nel piccolo spessore della membrana e nella sua costante dielettrica piuttosto
elevata (circa 10 volte quella del vuoto). Membrane ricche di proteine dotate di cariche mobili possono presentare una
capacit addizionale che dipende dal potenziale di membrana.
Fig.1 Fig.2
~50 = 5 nm
Fig.3
5.1.1. La variet dei lipidi.
La grande famiglia dei lipidi comprende composti caratterizzati da una relativa insolubilit in acqua e dalla solubilit in
solventi organici come benzolo, etere di petrolio e cloroformio. Questa propriet generale dei lipidi e dei composti ad
essi simili dovuta al fatto che nella loro molecola predominano lunghe catene di idrocarburi alifatici (catene di
carbonio lineari) talvolta anche con anelli benzoici: strutture entrambe apolari e idrofobiche. Unestremit di queste
catene attaccata a un gruppo polare che rende la molecola idrofila e quindi in grado di legare lacqua per mezzo di
ponti idrogeno. I lipidi costituiscono una variet di molecole numerosa. Essi possono essere classificati come segue:
Lipidi semplici (esteri alcolici grassi).
Si formano per combinazione di un alcol con un acido grasso ed
eliminazione di una molecola di acqua (Fig.3). Tra questi vi sono i
grassi naturali (trigliceridi), e le cere (es. cera dapi) che si formano
per combinazione di acidi grassi con alcoli diversi dal glicerolo
(glicerina). Se ne conoscono circa 100 tipi diversi.
Steroidi.
Possiedono una testa formata da tre anelli di carbonio esagonali e uno
pentagonale (ciclo-pentano-peridrofenantrene). Essi comprendono una
serie di sostanze di enorme importanza per lorganismo (ormoni
sessuali, ormoni corticosurrenali, vitamina D, acidi biliari). Gl steroidi
che possiedono un gruppo -OH sono detti steroli. Il colesterolo uno
sterolo molto diffuso nellorganismo (Fig.4). E presente nella bile,
nellencefalo, nelle ghiandole surrenali e in altri organi. Spesso lo si
trova esterificato con acidi grassi.
Lipidi coniugati.
Questo gruppo comprende: lecitine, cefaline, inositidi, plasmalogeni
(acetilfosfatidi). Sottoposti ad idrolisi, questi lipidi danno origine, oltre
che ad alcol e acidi, ad altri composti. Per il fatto di essere pi o meno
solubili, insieme agli steroidi, essi sono detti lipoidi. Sono un
componente importante delle membrane cellulari.
112
Fig.4
Fra i lipidi coniugati annoveriamo: i fosfatidi (fosfolipidi) che sono diesteri dellacido fosforico, che pu essere
esterificato con glicerolo, colina, etanolammina, serina, ecc; i glicolipidi e gli sfingolipidi, che sono caratterizzati
dal fatto che che il glicerolo sostituito da un amminoalcol, la sfingosina, a questo gruppo appartengono ad
esempio le sfingomieline che si trovano soprattutto nelle guaine mieliniche dei nervi; i cerebrosidi, che possiedono
galattosio e glucosio nella loro molecola; i solfatidi, che contengono acido solforico esterificato col galattosio; i
gangliosidi, queste molecole di grande polarit sono presenti nelle membrane cellulari dove sono coinvolte nel
trasporto ionico attraverso le membrane. Esse sono anche recettori di virus.
I lipidi sono i componenti principali dei grassi animali e vegetali, oli vari, cacao, latte ecc. e sono importanti
nellalimentazione anche per le loro propriet organolettiche (Fig.5).
Fig.5
113
5.1.2. I lipidi delle membrane cellulari.
La figura 6 rappresenta tre classi di lipidi che contribuiscono a formare le membrane cellulari. Le loro diversit
strutturali riflettono le diversit funzionali della membrana, sia per quanto riguarda la capacit di ospitare vari tipi
di proteine sia per la capacit dinteragire con le molecole esterne alla membrana.
114
Fig.6
Fig.7 Fig.8
La figura 7 rende unidea approssimativa della complessit e variet della composizione lipidica e proteica di una
membrana cellulare.
Un glicolipide come il glicosil-fosfatidil-inositolo (GPI) svolge un ruolo importante nellancoraggio di proteine che
non possono entrare nella membrana lipidica per la mancanza di un segmento idrofobo sufficientemente esteso.
Le proteine che si ancorano al GPI formano una diversa famiglia di molecole che comprende enzimi associati alla
membrana, molecole adesive, antigeni attivanti, marcatori di differenziazione, componenti dellinvolucro protettivo dei
protozoi, e una miscellanea di altre glicoproteine. Nei reni sono state identificate diverse proteine ancorate al GPI tra le
quali luromodulina (glicoproteina di Tamm-Horsfall), lanidrasi carbonica del IV tipo, la fosfatasi alcalina, Thy-1,
BP-3, laminopeptidasi P e la dipeptidilpeptidasi. La figura 8 mostra come ha luogo il processo di ancoraggio di una
proteina al glicolipide. Una proteina temporaneamente agganciata ad un terminale lipidico idrofobo (terminale C) della
membrana si trova in prossimit di un glicolipide che porta un radicale amminico H
2
N. Il legame peptidico -CO-NH-
della proteina viene successivamente rimpiazzato da un legame glicoproteico dello stesso tipo.
115
Fig.9
5.2. Le proteine di membrana e le loro funzioni.
Le membrane cellulari ospitano un grande variet di proteine che hanno diversi ruoli funzionali (Fig.9): adesione
intercellulare; trasporto attivo o passivo di ioni e piccole molecole; ricezione di segnali di varia natura;
riconoscimento di gruppi funzionali e distribuzioni di cariche molecolari ecc. La macchina cellulare un sistema
straordinariamente complesso caratterizzato da una molteplicit di livelli funzionali. Essa nello stesso tempo: 1)
un sistema chimico che utilizza certe sorgenti di energia per sintetizzare nuove molecole; 2) un sistema
elettrochimico che promuove processi di scambio ionico e molecolare con lambiente esterno; 3) un sistema
cibernetico che provvede alla regolazione dei processi intracellulari ed intercellulari; 4) un sistema di
comunicazione che riceve ed emette segnali da e verso il mondo esterno; 5) un sistema informatico che elabora
informazione in modi complessi (Fig.10). In The Theory of Self-Reproducing Automata (1965) John von Neumann
ha caratterizzato i sistemi viventi come macchine dotate di capacit costruttive e computazionali universali.
Secondo il grande fisico-matematico queste macchine possiedono un apparato costruttore capace di sintetizzare,
sulla base di adeguati programmi, qualunque struttura molecolare che possa esistere nellambiente e un apparato di
calcolo dotato di capacit algoritmiche universali.
116
Fig.10
117
dove R
1
, R
2
rappresentano i radicali laterali degli aminoacidi costituenti. Il legame -NH-CO- conosciuto col nome di
legame peptidico (Fig.11, lato destro). Le molecole che si formano conservano il loro carattere anfotero perch
contengono sempre un gruppo basico ad una estremit e un gruppo acido allaltra, e in pi hanno residui laterali
(radicali) che possono essere acidi o basici. I 20 aminoacidi si distinguono per le diverse propriet meccaniche e
chimico-fisiche dei loro radicali che sono cos suddivisi:
Acidi: -CH
2
COOH
-
(acido aspartico); -CH
2
CH
2
COO
-
(acido glutammico).
Basici: -(CH
2
)
4
NH
3
+
(lisina); -(CH
2
)
3
NHC(NH
2
)NH
3
+
(arginina).
Polari non carichi:-H (glicina); -CH
2
SH (cisteina); -CH
2
OH (serina); -CH(OH)CH
3
(treonina); -CHC
6
H
4
OH(tirosina);
-CH
2
CONH
2
(asparagina); -CH
2
CH
2
CONH
2
(glutammina); -CH
2
C(NHCHNCH) (istidina).
Non polari: -CH
3
(alanina); -CH(CH
3
)
2
(valina); -CH
2
CH(CH
3
)
2
(leucina); -CH(CH
3
)CH
2
CH
3
(isoleucina); -CH
2
C
6
H
5
(fenilalanina); -CH
2
CH
2
CH
2
N (prolina); -CH
2
C(CHNH)C
6
H
4
(triptofano); -CH
2
CH
2
SCH
3
(metionina).
Una catena polipeptidica lineare formata da aminoacidi conosciuta come struttura primaria della molecola proteica.
Essa determina, entro certi limiti, le strutture dette secondarie e terziarie.
Fig.11
5.2.1. Struttura primaria di una proteina.
Gli elementi costitutivi delle proteine sono 20 differenti tipi di aminoacidi. Un aminoacido deriva essenzialmente da un
acido organico in cui un atomo di idrogeno del carbonio vicino al gruppo carbossilico -COOH sostituito da un gruppo
amminico -NH
2
. Al carbonio vicino legata un gruppo o radicale laterale (Fig.11, lato sinistro) che conferiscono agli
aminoacidi varie propriet importanti per la formazione delle proteine. La presenza contemporanea di un gruppo
amminico (basico) e di uno carbossilico (acido) conferiscono agli aminoacidi un carattere anfotero (in soluzione essi
presentano cariche ioniche di segno opposto). Si veda il capitolo integrativo sugli amminoacidi.
Gli aminoacidi liberi possono provenire dalla demolizione di proteine o dal siero che circonda la cellula. Da essi la
cellula trae gli elementi necessari per la sintesi delle proteine. La condensazione di aminoacidi avviene in modo che il
gruppo acido di un aminoacido si combina col gruppo amminico di un aminoacido vicino con la perdita di una molecola
dacqua (Fig.11).
Fig.12
118
5.2.2. Struttura secondaria di una proteina.
In una proteina formata da parecchie centinaia di aminoacidi la catena pu talvolta essere lineare, ma pi di frequente
essa assume forme diverse che costituiscono la cosiddetta struttura secondaria. Per le proteine di membrana sono
stati classificati due tipi di strutture secondarie: le -eliche e i -foglietti (Fig.12).
La struttura ad -elica si forma quando la catena polipeptidica assume landamento di una spirale avvolta attorno
ad un cilindro immaginario, in modo che i ponti di idrogeno si stabiliscono allinterno della struttura molecolare e non
tra aminoacidi adiacenti (Fig.12A).
I -foglietti sono formati da catene di aminoacidi ripiegate in modo da formare una struttura pieghettata nella quale
i residui laterali degli aminoacidi sporgono perpendicolarmente rispetto al piano della catena principale (Fig.12B). Le
catene principali sono legate tra loro da ponti idrogeno e formano una rete peptidica.
La figura 13 illustra le strutture di due proteine di membrana in cui sono nettamente prevalenti le -eliche
(batteriorodopsina) e i -foglietti (purina).
A
B
Fig.13
119
5.2.4. Struttura quaternaria di una proteina.
Aggregati di unit proteiche organizzate in unit secondarie e terziarie possono dar luogo a forme pi complesse di
organizzazione, dette strutture quaternarie (Fig.14C). Queste sono formate da due o pi catene peptidiche, che possono
essere uguali o differenti e che sono legate fra loro da legami deboli (non covalenti).
Le strutture quaternarie si formano spontaneamente per autoaggregazione grazie alle distribuzioni complementari
altamente specifiche delle cariche superficiali proprie delle strutture secondarie e terziarie che costituiscono i
componenti della struttura quaternaria.
5.2.3. Struttura terziaria di una proteina.
Le catene polipeptidiche con struttura secondaria sono in generale intervallate da tratti lineari che favoriscono il
ripiegamento delle struttura secondaria (Fig.14A) e la formazione di uno stato di aggregazione nel quale tratti di
strutture secondarie sono legati o agganciati tra loro da legami chimici relativamente forti, ad esempio ponti -S-S-
(disolfuro) che si formano per eliminazione di due ioni idrogeno dai radicali della cisteina, e legami polari o covalenti
tra i radicali di aminoacidi vicini (Fig.14B). La rottura di questi legami, causata da temperatura elevata o eccessive
variazioni di pH, e il conseguente disfacimento della struttura terziaria, noto come processo di denaturazione delle
proteine. Talvolta questo processo reversibile e la proteina pu riacquistare la sua configurazione originaria
(rinaturazione).
Fig.14
5.3. I canali di membrana
Le strutture proteiche, generalmente quaternarie, che condizionano il passaggio di piccole molecole o ioni attraverso le
membrane cellulari sono generalmente note come canali di membrana. Le funzioni esercitate da queste proteine sono
spesso altamente specifiche, ma talvolta una stessa proteina pu svolgere funzioni diverse. La variet delle funzioni
espletate dai canali di membrana grandissima e la loro conoscenza si amplia di mese in mese. Pertanto chiaro che,
allo stato presente, una classificazione sistematica dei canali di membrana sarebbe provvisoria e in definitiva poco
sensata. Possiamo tuttavia ripartire i canali di membrana in almeno tre grandi gruppi funzionali: 1) trasportatori
metabolici; 2) attivatori e regolatori dello stato elettrochimico cellulare; 3) recettori e trasportatori di segnali. Al
primo gruppo appartengono ad esempio le pompe trasportatrici di sodio e potassio (Na-K-ATPasi), i trasportatori di
acqua (acquaporine), di glucosio (cotrasportatori sodio-glucosio), le giunzioni intercellulari (gap-junctions) ecc. Al
secondo appartengono ad esempio i canali che possono essere controllati dal potenziale di membrana (canali del
potassio, del sodio, del calcio ecc); i canali attivati da ioni (come i canali del potassio o del calcio attivati dal calcio) o
da altri ligandi; gli antitrasportatori di ioni (ad esempio i canali di antitrasporto sodio-calcio), ecc. Al terzo gruppo
appartengono i recettori dei segnali nervosi eccitatori e inibitori, che si aprono sotto lazione di vari tipi di
neurotrasmettitori e sono soggetti a vari tipi di regolazione da parte dei potenziali di membrana o di molecole di varia
specie. Citiamo ad esempio i recettori nicotinici che lasciano passare sodio e potassio sotto lazione dellacetilcolina
rilasciata dalle terminazioni nervose dei neuroni eccitatori; i recettori del glutammato, che lasciano passare anchessi
sodio e potassio, ma in modo pi veloce, sotto lazione del glutammato rilasciato da neuroni eccitatori; i recettori
dellacido gamma-amino-butirrico (GABA), che lasciano passare ioni cloro quando subiscono lazione del GABA
rilasciato dai terminali assonici dei neuroni inibitori, ecc.
Poich in questo capitolo il nostro interesse principalmente rivolto allo studio dei fenomeni elettrochimici,
focalizzeremo la nostra attenzione solo sui canali dei primi due gruppi; in particolare su quelli che intervengono in
modo essenziale nella generazione dei potenziali di azione delle cellule eccitabili.
5.3.1. Processi di trasporto attivi e passivi
La differenza di potenziale che si stabilisce attraverso la membrana cellulare di un organismo animale dipende in modo
essenziale dalla presenza di un duplice meccanismo di trasporto, uno attivo e laltro passivo: la pompa del sodio-
potassio e il canale di co-trasporto sodio-glucosio. La prima conosciuta anche come Na-K-ATPasi: nome la cui
desinenza -asi serve ad indicare che questa proteina funziona anche come un enzima che catalizza lidrolisi
delladenosintrifosfato (ATP); processo, questo, che fornisce energia alla proteina.
120
I due canali sono rappresentati insieme nella figura 15. La pompa del sodio-potassio trasporta 3 ioni sodio fuori
dalla cellula e 2 ioni potassio dentro la cellula per ogni molecola di ATP idrolizzata. Questattivit di pompaggio,
presente in tutte le cellule animali, determina considerevoli aumenti relativi del sodio extracellulare e del potassio
intracellulare e la conseguente formazione di una differenza di potenziale tra i due lati della membrana. Poich le
membrane cellulari sono in generale piuttosto permeabili al potassio ma assai poco al sodio, il potenziale di Nernst
corrispondente al rapporto tra le concentrazioni intracellulare ed extracellulare del potassio si avvicina al potenziale
della membrana; mentre invece, per la ragione opposta, il potenziale di Nernst del sodio assume, in generale, valori
lontani dal potenziale di membrana, come indicato dalla formula di Goldman (capitolo III, paragrafo 3.5.5).
Il secondo tipo di canale sfrutta lelevata concentrazione relativa di sodio extracellulare, causata delle pompe sodio-
potassio, per introdurre nella cellula il glucosio necessario per la sintesi dellATP. Questo canale lascia passare uno ione
sodio solo se questo si trova associato ad una molecola di glucosio. Questo meccanismo definito di co-trasporto. Con
un meccanismo complementare, i canali di antitrasporto (o antiporto) sodio-calcio, sfruttano il gradiente del sodio per
espellere il calcio dallinterno delle cellule.
121
Fig.15
122
5.3.2. Le pompe sodio-potassio.
La figura 16 illustra come il pompaggio del sodio e del potassio sia effettuato da una transizione conformazionale della
Na-K-ATP-asi. In una prima conformazione la proteina si apre in modo da esporre al citoplasma una cavit che rende
possibile la cattura di tre ioni sodio da parte di tre siti proteici elettronegativi. Successivamente, grazie allenergia
fornita dallATP, il canale passa ad una seconda conformazione (metastabile) che comporta la chiusura della prima
cavit, la rimozione dei siti del sodio e la formazione di una seconda cavit esposta verso lesterno della cellula. In
seguito a questo processo il sodio viene rilasciato nello spazio extracellulare mentre il potassio extracellulare entra nella
cavit ancora aperta legandosi a due siti elettronegativi. Appena gli ioni potassio sono stati catturati, la proteina ritorna
spontaneamente nella configurazione originaria, rilasciando il potassio nello spazio intracellulare e dando pertanto
inizio a un nuovo ciclo di pompaggio.
Fig.16
Fig.18
123
5.3.3. Lenergia di attivazione delle pompe sodio-potassio.
Il potenziale di membrana di una cellula pu essere mantenuto a valori non nulli solo se la tendenza delle diverse specie
ioniche a diffondere in tempi pi o meno lunghi attraverso la membrana viene contrastata da processi di pompaggio
ionico che, ovviamente, consumano energia. Questa energia fornita da una molecola dotata di una testa polare di
adenosina, che tende a legarsi a particolari siti proteici, e un corpo formato da un radicale acido trifosforico (Fig.17). Il
radicale trifosforico un gruppo metastabile in grado di liberare una certa quantit di energia (7.3 kcal/mole 0.32
eV/molecola) quando, sotto lazione enzimatica di un tratto di proteina prossimo a quello che aggancia la testa polare, si
decompone in adenosindifosfato (ADP) e uno ione fosfato (P) (Fig.18). Questo processo reversibile. Ad esempio una
pompa sodio-potassio pu sintetizzare ATP se forzata a trasportare sodio e potassio in senso inverso.
La sintesi dellATPnegli organismi viventi il risultato di un
complesso di processi che comprendono fotosintesi, respirazione e
fermentazione, che hanno generalmente luogo in organelli cellulari
(cloroplasti, mitocondri, o la stessa membrana plasmatica). Nelle
cellule degli animali la ricostituzione di ATP a partire da ADP e
ione fosforico (fosforilazione) avviene nei mitocondri. Lutilizzo e il
riciclaggio dellATP avviene in tempi rapidi. Lintero organismo
umano contiene circa 50 grammi di ATP, ma la quantit che
riciclata in un giorno in corrispondenza allutilizzo di 2500 calorie
circa 180 chilogrammi (circa 150 riciclaggi molecolari allora) .
Fig.17
Fig.19
5.3.4. Struttura interna dei canali ionici.
La figura 19 illustra il meccanismo di funzionamento di un canale del potassio scoperto da Roderick MacKinnon nel
1998. Gli ioni (potassio, sodio, calcio ecc.) assieme al loro guscio di idratazione primario vengono accolti nel poro
idrofilo (A). Questo comunica con un tratto di canale (B) tappezzato da atomi di ossigeno che si trovano a distanze
uguali a quelle degli atomi di ossigeno nel guscio di idratazione primario del potassio. Per questa ragione solo gli ioni
potassio riescono ad attraversare il canale ossigenato, che pertanto funziona come un filtro ionico (il guscio primario
del sodio pi piccolo di quello del potassio, ma quello secondario pi grande).
La figura 20 illustra il canale di acquaporina scoperto da Peter Agree nella met degli anni 80. Lo stesso autore ha
definitivamente chiarito il meccanismo di funzionamento nel 2000. Questo canale lascia passare molecole dacqua. La
carica positiva posta nel centro del canale respinge gli ioni positivi, in particolare lidronio (H
3
O
+
), impedendo cos il
trasporto dei protoni.
Per queste loro scoperte i due autori hanno ricevuto il premio Nobel per la chimica nel 2003.
124
Fig.20
Fig.21
125
5.3.5. Gli stati dei canali ionici.
La figura 21 illustra in modo schematico come interpretato il funzionamento di un canale del calcio che presenta
due diverse forme di dipendenza dal potenziale di membrana: un processo di attivazione e uno dinattivazione. La
proteina subisce due cambiamenti conformazionali rispettivamente prodotti dallo spostamento di due cariche
elettriche portinaie (gating charges) fissate in due parti diverse della proteina. Esse sono rappresentate in figura
come due cancelli d ed f. In seguito alla depolarizzazione della membrana cellulare (a partire da valori negativi del
potenziale) il campo elettrico diminuisce facendo attenuare lazione della carica che blocca il cancello di attivazione
d. Di conseguenza, la probabilit di apertura del canale (curva arancione del diagramma) aumenta. Si produce cos
lattivazione (activation) del canale. La stessa diminuzione del campo elettrico agisce su unaltra parte del canale che
opera su un secondo cancello f. Questa seconda azione fa diminuire la probabilit di apertura del secondo cancello
(curva blu del diagramma). Si produce cos linattivazione (inactivation) del canale. Poich la cinetica del processo
dinattivazione pi lenta di quella di attivazione, nellintervallo di tempo compreso tra lo stato di apertura del
cancello d e quello di chiusura del cancello f, il canale rimane aperto con probabilit relativamente grande,
permettendo cos il transito di ioni calcio dal fluido extracellulare a quello intracellulare. Questo processo di
attivazione-inattivazione importante per evitare laccumulazione di calcio nel citoplasma.
A questo proposito bisogna considerare che
il calcio che entra nel citoplasma funziona
spesso come un messaggero che va ad
innescare processi di vario tipo, diventando
operativo in modi e tempi diversi in cellule
diverse. Una volta espletate le sue funzioni, e
prima che possa attivare processi non
richiesti, il calcio devessere rimosso dal
citoplasma. Perci spesso essenziale che la
sua presenza nella cellula sia locale e
transitoria. Ci avviene grazie a rapidi
processi di cattura da parte di proteine
adibite a questo scopo, di rimozione dal
citosol e di espulsione dalla cellula da parte
di pompe o canali di antiporto.
5.3.6. I principali canali ionici delle membrane assoniche dei neuroni.
La figura 22 illustra un canale del potassio controllato dal potenziale. Quando il campo elettrico di membrana aumenta
il canale si chiude, quando il campo diminuisce il canale si apre. Si ritiene che il meccanismo di attivazione dei canali
del calcio, del potassio e del sodio siano simili. stato dimostrato che la chiusura del canale accompagnata da uno
spostamento di circa ununit di carica elettrica positiva verso la parte esterna della membrana. Questo fenomeno stato
interpretato come effetto di uno scivolamento relativo di -eliche dotate di cariche elettriche complementari (paragrafo
5.2.2). Un singolo canale di questo tipo presenta una conduttanza massima dellordine di circa 100 pS (pico Siemens),
corrispondente a circa 10
10
Ohm (10
7
ioni al secondo sotto la differenza di 100 mV).
126
Fig.22
Canale del potassio
Fig.23
Canale del sodio
La figura 23 illustra un canale del
sodio che, dopo un processo di
attivazione del tutto simile a quello
del potassio, viene inattivato da un
meccanismo a palla e catena.
Questo modello dinattivazione
stata suggerito dal fatto che
linattivazione viene abolita se nel
citosol presente un enzima che
presumibilmente taglia una parte
del canale che sporge allinterno
della cellula. La conferma di questa
ipotesi fornita dal comportamento
di certi canali del sodio che si
ottengono per mutazione genetica
di un tratto di DNA che codifica
per i canali del sodio assonici.
Questa mutazione causa la perdita
di una parte terminale della
proteina di membrana facendo
perdere al canale la capacit
dinattivarsi.
(1) ( )
k k k
I g V E =
5.4. Propriet elettriche delle membrane cellulari
5.4.1. Capacit elettrica e correnti ioniche.
In prima approssimazione, le propriet elettriche di una membrana cellulare possono essere schematizzate come in
Fig.24. La capacit di membrana C in parallelo con la resistenza (variabile) di membrana R e con un generatore di forza
elettromotrice E che mantiene il potenziale di membrana ad un certo valore quasi sempre negativo. Questo potenziale
inteso come la differenza tra il potenziale intracellulare e quello extracellulare posto uguale a zero. Esso calcolabile con
la formula di Goldman (capitolo III, paragrafo 3.5.5, Eq. 53, con V=E). I valori tipici di C sono 1 F/cm
2
,
corrispondente a 10-200 pF per cellula, a seconda dellarea della membrana cellulare. R varia da 10 a 0.01 M per
cm
2
di membrana. Valori tipici per una cellula variano tra 1 M e 100 M. Corrispondentemente, si ottengono costanti
di tempo RC comprese tra alcuni centesimi di millisecondo e alcuni centesimi di secondo. Tipicamente, le correnti
elettriche cellulari variano da una frazione di nA a centinaia di nA.
Questa rappresentazione delle propriet elettriche cellulari, in cui tutte le forme di conduzione elettrica della cellula
sono riassunte in un unico termine di resistenza R, di scarsa utilit. Infatti la dinamica cellulare dominata dai regimi
di apertura e chiusura di canali diversamente permeabili alle diverse specie ioniche, la cui conduttivit pu dipendere da
vari fattori, come lo stesso potenziale di membrana V, le concentrazioni di calcio o di altri ioni e agenti molecolari.
dove E
k
il potenziale di Nernst e g
k
la conduttanza specifica della
membrana per la specie ionica k. Come stato spiegato nel paragrafo
3.4.3. (Eq. 37), nellapprossimazione dei sistemi ideali E
k
dipende dalla
concentrazione interna c
ki
e da quella esterna c
ke
della specie k secondo la
formula di Nernst
127
E pertanto necessario disaggregare queste componenti considerando
come la corrente elettrica I
k
trasportata da ciascuna specie ionica k
dipenda dalle altre variabili del sistema. Lequazione standard
(2) ln .
ki B
k
k ke
c k T
E
ez c
=
dove z
k
la valenza dello ione. Le caratteristiche di conduzione di un
canale ionico potranno pertanto essere raffigurate in digrammi che
rappresentano I
k
in funzione di E
k
.
Fig.24
V
V
Nella figura 25, le popolazioni di canali ionici di specie 1, 2, ,N sono rappresentate come un sistema di
conduttanze variabili g
1
, g
2
, , g
N
poste in serie ad un pari numero di generatori di forza elettromotrice E
1
, E
2
,,
E
N
che rappresentano i potenziali di Nernst. Il potenziale di membrana V determinato di conseguenza dalle
equazioni di flusso (paragrafo. 3.5.5).
128
Aggiungendo alle correnti elettriche (uscenti) I
1
, I
2
, , I
N
trasportate dai canali
ionici, la corrente capacitiva I
C
= C dV/dt uscente dalla membrana in seguito ad una
sua depolarizzazione, e tenendo inoltre conto di una possibile corrente (entrante) I
0
(t)
immessa nella cellula da una micropipetta P, la condizione di equilibrio per la
corrente elettrica totale espressa dallequazione
( )( ) ( )( ) ( )( )
1 1 2 2 0
, , , , ... , , ( ),
N N
dV
C g V t V E g V t V E g V t V E I t
dt
+ + + + =
nella quale le conduttanze sono rappresentate come funzioni dello stesso potenziale
di membrana V, del tempo t e di altri eventuali parametri (ad esempio
concentrazioni di agenti chimici intra- o extra-cellulari) che modificano la
conduttanza ionica. E chiaro che per calcolare come varia nel tempo lo stato
elettrochimico del sistema bisogner prendere in considerazione anche le equazioni
che descrivono come le conduttanze dipendono dallo stato del sistema al tempo t.
5.3.2. Alcuni tipi di diagrammi potenziale-corrente.
Una prima caratterizzazione della dipendenza delle correnti ioniche dal potenziale di
membrana si pu ottenere tracciando i profili delle correnti ioniche (uscenti) I
k
,
trasportate mediamente dai canali di una determinata specie k, in funzione del
potenziale di membrana V, per fissati valori dei parametri , nei regimi stazionari di
apertura-chiusura e di attivazione-inattivazione. Cio tracciando i diagrammi delle
funzioni
( )
(3) , ( ).
k k k
staz
I g V V E =
in condizioni stazionarie. Il riferimento a determinate condizioni di funzionamento,
in questo caso ai regimi stazionari, necessario perch in generale i regimi di
apertura-chiusura e di attivazione-inattivazione di canali non seguono le variazioni di
V in modo immediato.
I
0
P
Fig.25
I
1
I
N
I
2
I
C
V
129
A Canali del potassio normali
I
K
E
K
-80 mV
V
I
K
E
K
-75 mV
V
C Canali del potassio rettificatori inversi (inward rectifiers)
I
K
E
0
-60 mV
V
B Canali del potassio rettificatori (rectifiers)
I
Na
E
Na
145 mV
V
D Canali del sodio persistenti e non persistenti
Fig. 26
V
Nella figura 26 (A, B, C, D) sono riportati gli andamenti qualitativi delle correnti di equilibrio stazionario di quattro
specie di canali ionici. In A mostrata la corrente in funzione del potenziale per una specie di canali del potassio non
dipendenti dal potenziale nellintorno del potenziale di Nernst E
K
= -80 mV, dove la corrente I
K
si annulla. Si noti come
la corrente tenda alla saturazione per valori molto distanti da E
K
. In B e C sono rispettivamente mostrati i profili di
corrente stazionaria per altre due diverse specie di canali del potassio: i rettificatori semplici (rectifiers), che si
chiudono quando il potenziale di membrana raggiunge un valore negativo E
0
(generalmente prossimo ma non
necessariamente uguale al potenziale di Nernst); i rettificatori inversi (inward rectifiers) che invece si aprono in
analoghe condizioni,. In pratica, questi impediscono che il potenziale di membrana diventi minore di E
K
.
In D mostrato il profilo qualitativo della corrente stazionaria condotta da canali del sodio privi di meccanismo
dinattivazione (persistenti) o quello della corrente massima (di picco) condotta da canali del sodio dotati di
meccanismo dinattivazione. In entrambi i casi il potenziale di Nernst E
Na
= 145 mV. Si noti lesistenza di un
intervallo di potenziale V in cui il profilo di corrente presenta una pendenza negativa (resistenza negativa).
(4) ( ) ( ).
c a
N N t N t = +
.
k
c a
k
N N
+

, .
c a
a c c a
dN dN
k N k N k N k N
dt dt
+ +
= =
( ) .
a
a a
dN
k N N k N
dt
+
=
5.5. Equazioni cinetiche dei canali ionici
Consideriamo una popolazione di canali a due stati in una membrana cellulare. I canali transitano tra uno stato chiuso,
che non conduce corrente, a uno aperto che conduce. In questo modo essi modulano il flusso di corrente stazionaria
attraverso la membrana. La figura 27 mostra il tipico andamento della corrente elettrica di un singolo canale ionico in
funzione del tempo. La corrente interrotta dallapertura e dalla chiusura del canale. In tal modo, le fluttuazioni di
corrente riflettono le fluttuazioni degli stati di apertura del canale. Il processo di apertura e chiusura si considera
indipendente dal flusso di corrente. Ci significa che si assume che il flusso di corrente non influisca sulla transizione
dei canali tra i due stati ma che sia semplicemente modulato da quel processo.
5.5.1. Le equazioni cinetiche con coefficienti costanti.
Sia N il numero totale dei canali e P
c
, P
a
le loro rispettive probabilit di apertura e di chiusura. Pertanto N
c
(t) = NP
c
e
N
a
(t) = N
c
P
a
sono rispettivamente i numeri medi dei canali chiusi e aperti al tempo t. Ovviamente, ad ogni istante si ha
Sia k
+
la costante cinetica della transizione tra uno stato chiuso e uno aperto e k
-
la costante cinetica tra uno aperto e
un o chiuso. Allora il comportamento della popolazione di canali aperti e chiusi pu essere descritta dallo schema
cinetico
Poich i canali che si aprono o si chiudono ad un certo istante guadagnano solo gli uni dagli altri, o perdono gli uni
dagli altri, le frequenze di transizione sono governate dalle equazioni cinetiche del tipo descritto nel capitolo I dove al
posto delle probabilit appaiono i numeri medi di canali chiusi o aperti
Poich i valori istantanei e quelli probabili di N
a
e N
c
sono vincolati dalla
(4), ciascuna di queste equazioni pu essere scritta per N
a
o per N
c
soltanto.
Ad esempio, la seconda diventa
130
Fig.27
5 pA
( )
(5) .
a
a
dN
k k N k N
dt
+ +
+ + =
| | | | { }
0 0 0
1
(7) ( ) ( ) exp ( ) / 1 exp ( ) / , ,
a a
N t N t t t k N t t
k k

+
+
= + =
+
| | | |
0 0
(8) ( ) ( ) exp ( ) / .
a a
N t N N t N t t

=
( )
(9) ( ) 1 exp / .
a
N t N t

= (

Seguiremo il comportamento dei canali aperti perch in definitiva siamo interessati alla statistica della corrente ionica
che passa attraverso essi. La precedente equazione pu essere risolta rispetto a N
a
. Riarrangiando i termini si trova
La soluzione generale di questa equazione per k
+
e k
-
costanti
dove t
o
un tempo iniziale. E evidente che per t , N
a
(t) k
+
N= k
+
N/(k
+
+k
-
). Questo limite, che indicheremo con
N

, rappresenta il valore medio dei canali aperti in condizioni stazionarie. La (7) pu anche essere scritta nella forma
pi semplice
Supponiamo che allistante iniziale t
0
=0 tutti i canali siano chiusi, cio N
a
(0) = 0, allora il numero medio dei canali
aperti evolve secondo la legge illustrata nella figura 28
Gli inserti nei cerchi mostrano come le fluttuazioni di corrente della popolazione di canali siano in realt una
sovrapposizione casuale di correnti di canale singolo. La figura 29 mostra come evolve il numero dei canali aperti nei
casi in cui il numero iniziale sia maggiore (linea blu) o minore (linea rossa) di N

.
131
Fig. 28
N

N
a
(t)
t
Fig. 29
N

N
a
(t)
t
N
-
N
+
5.5.2. Le equazioni cinetiche con coefficienti dipendenti dal potenziale.
Nel paragrafo precedente i coefficienti cinetici k
+
e k
-
sono stati assunti rigorosamente costanti. In realt essi possono
dipendere dal potenziale di membrana V e dalle concentrazioni di certe specie ioniche o molecolari. Poich in generale
V dipende a sua volta dalla cinetica di apertura e chiusura dei canali, nei casi concreti le equazioni cinetiche devono
essere incorporate in un pi ampio sistema di equazioni che governano le variazioni temporali di tutte le grandezze in
gioco. In questo paragrafo studieremo come k
+
e k
-
possono dipendere da V nel caso in cui i canali sono provvisti di
una gating charge che influisce sulla loro probabilit di apertura e di chiusura.
Richiamandoci alla teoria di Eyring presentata nel capitolo I, possiamo immaginare che una variazione del campo
elettrico di membrana faccia spostare la gating charge in modo da modificare le altezze delle barriere di potenziale che
separano le diverse configurazioni mesoscopiche della proteina. Nel caso dei canali ionici, queste configurazioni sono
gli stati di apertura e chiusura del canale. Nei casi pi semplici la teoria prevede che con buona approssimazione i
coefficienti cinetici a temperatura costante dipendano dal potenziale di membrana V secondo equazioni del tipo
( ) ( )
0 0
exp ; exp ; k k V k k V
+ + +
= =
dove k
0+
, k
0-
e
+
,
-
sono indipendenti da V. La (5), riscritta per la frazione dei canali aperti w = N
a
/N, assume ora la
forma
1
(10) ; , .
dw w w k
w
dt k k k k

+ +

= = =
+ +
dove w

il valore di w per t . Ponendo


( ) ( ) ( )
0 0 0
1 1
(11) .
1 / exp 1 exp ( )
w
k k V V V

+ + +
= =
+ + ( (

( ) ( )
( )
( )
0 0 0 0 0
exp / 2
1 1
(12) .
exp exp cosh ( ) / 2 2
V
k V k V V V k k


+
+ + + +
+ (

= =
+ (

( )
0 0
0
ln / k k
V

+
+
=
possiamo scrivere
132
Da un punto di vista fenomenologico, la corrente I
Na
di questi
canali, che si attiva in risposta ad un gradino di potenziale V,
presenta qualitativamente la dinamica illustrata in Fig.31. I
Na
sale
rapidamente per circa 0.5 ms e poi decade verso valori molto
piccoli in un tempo dellordine di 4-5 ms. Lanalisi comparativa
del comportamento di questi canali in varie condizioni
consistente con lesistenza di un doppio meccanismo di gating
(Fig.23).
Fig. 31
V
I
Na
t (msec)
5
133
In Fig. 30 A e B sono esemplificati i profili di w

(linee rosse) e /
max
(linee blu) in funzione di V, dove
max
il
massimo valore raggiunto da , nei due casi:
+
>
-
e
+
<
-
in cui i canali tendono rispettivamente ad aprirsi
(attivazione) o a chiudersi (inattivazione) quando la membrana viene depolarizzata. I profili in A sono caratteristici, ad
esempio, dei canali del potassio rettificatori (rectifiers); quelli in B sono caratteristici dei canali del potassio che
rettificano in senso inverso (inward rectifiers) (si veda anche la Fig.26 B e C). Laspetto importante da tenere presente
che lattivazione e linattivazione non sono istantanee ma richiedono tempi che raggiungono i loro valori massimi

max
quando la frazione dei canali aperti circa 1/2. I valori tipici di
max
variano da una frazione di ms ad alcuni ms.
5.5.3. I canali del sodio.
I canali del sodio presenti nelle membrane degli assoni neuronali o di altre cellule (ad esempio di cellule cardiache) si
comportano in modo diverso dai canali del potassio.
Fig. 30
A B
/
max
/
max
w

V
0
V
0
V V
attivazione inattivazione
134
Fig. 32
Fig. 33
V (mV)
In figura 32, il profilo di attivazione w
A
e quello dinattivazione w
I
di un
canale del sodio assonico (in rosso), insieme ai rispettivi tempi relativi di
apertura
A
/
Amax
e dinattivazione
I
/
Imax
(in blu), sono rappresentati
nello stesso diagramma. I due meccanismi operano in serie, giacch la
riattivazione di un canale precedentemente attivato e poi inattivato ha
luogo solo dopo che linattivazione ha compiuto il suo corso. Ci
significa che linattivazione rende temporaneamente refrattario il canale
rispetto a possibili attivazioni successive. La figura mostra anche come
le curve w
A
e w
D
, essendo parzialmente sovrapposte in un intorno di V
-50 mV (area tratteggiata), creano una piccola finestra di conduttanza.
Ci significa che per valori di V intorno a -50 mV linattivazione fa
decadere I
Na
verso valori piccoli (circa 0.05 volte il valore del picco),
invece che verso valori nulli come indicato in Fig. 31.
In figura 33 sono rappresentati i profili tipici della corrente del sodio
in corrispondenza di vari gradini di potenziale applicati attraverso la
membrana cellulare di una cellula cardiaca. Per maggiore chiarezza, si
tenga presente che, per i canali del sodio dotati di meccanismo
dinattivazione, il profilo della corrente massima (di picco) in funzione
del potenziale ha ancora la forma esemplificata in Fig.26 D. Il duplice
processo di attivazione veloce e di relativamente pi lenta inattivazione
dei canali del sodio svolge un ruolo importante nella generazione dei
potenziali dazione: una piccola depolarizzazione improvvisa della
membrana innesca lapertura dei canali facendo prima portare il
potenziale di membrana V a valori molto positivi e poi riportandola a
valori negativi. Linattivazione fa in modo che la quantit di sodio che
entra durante la fase di attivazione sia piccola. Se i canali non si
inattivassero, V tenderebbe a portarsi permanentemente al potenziale di
Nernst del sodio o a esibire comportamenti oscillatori nellintervallo
dove la resistenza di canale negativa (V in Fig.26 D).
5.5.4. Aspetti particolari della cinetica dei canali ionici.
La permeabilit di un canale alle diverse specie ioniche e la sua dipendenza dal potenziale di membrana possono essere
ricondotte allo studio dei sistemi mesoscopici (capitolo I) e in particolare delle barriere di potenziale che condizionano il
transito degli ioni. Il coefficiente cinetico che descrive la probabilit di apertura dei canali del sodio degli assoni presenta
una dipendenza dal potenziale di membrana pi ripida di quella che potrebbe essere spiegata con la transizione dello ione
attraverso un solo complesso attivato. Inoltre, stato provato che laumento della concentrazione degli ioni idrogeno ha
leffetto di bloccare il canale (Woodhull, 1973). Questo fatto pu essere spiegato assumendo che il passaggio dello ione
sodio sia condizionato dalla presenza della carica negativa di un radicale acido (-COO
-
) che pu essere neutralizzata da
un protone (Fig. 34). Uno studio del comportamento del canale rispetto a ioni di specie diversa ha portato Bertil Hille
(1975) a proporre il modello rappresentato in figura 34. Per passare dal fluido extracellulare (out) a quello intracellulare
(in), lo ione attraversa una sequenza di barriere di varie altezze (Fig.35).
Fig.34
135
Fig.35
K K K K Ca Ca Ca Ca L L L L
(13) ( ), ( ), ( ), I g w V E I g w V E I g w V E = = =
5.6. Membrane eccitabili.
Membrane cellulari dotate di canali ionici dipendenti dal potenziale e con potenziali di Nernst di segno opposto
possono dar luogo a fenomeni di eccitabilit elettrica, che si manifesta con la spontanea generazione di variazioni
impulsive o periodiche del potenziale di membrana. Di questo tipo sono ad esempio le membrane degli assoni
neuronali che provvedono alla trasmissione dellinformazione nervosa. I meccanismi che generano questi potenziali
sono stati chiariti da Hodgkin e Huxley in una serie di lavori memorabili pubblicati tra il 1939 e il 1952. Questi autori
hanno dimostrato come i canali del sodio e del potassio distribuiti sulle membrane degli assoni neuronali cooperino
per produrre i potenziali di azione. Le equazioni che governano la dinamica di queste membrane sono state costruite
sulla base di osservazioni sperimentali riguardanti il comportamento delle correnti ioniche attraverso la membrana
dellassone gigante del calamaro. Membrane eccitabili di tipo diverso da quelle assoniche si trovano ad esempio nelle
fibre muscolari dei crostacei. Esse coinvolgono i canali di potassio e calcio dipendenti dal potenziale. Uno studio
estensivo sulleccitabilit di questo tipo di membrane dovuto a Hagiwara e Naka (1964). Poich i meccanismi che
determinano leccitabilit di queste membrane sono pi semplici di quelli delle membrane assoniche, cominciamo col
presentare un modello che ne descrive il funzionamento.
5.6.1. Il modello di Morris-Lecar.
Le fibre muscolari di un mollusco come il cirripede (ingl. barnacle) sono ricche principalmente di canali di calcio e
potassio. Illustriamo qui come un semplice modello proposto da Morris e Lecar nel 1981 spieghi abbastanza bene la
generazione di potenziali dazione che pilotano le contrazioni ritmiche di questo tipo di cellule (fino a 40 Hz). Si
assume che le equazioni che governano la dipendenza della corrente elettrica totale I dal potenziale V siano riferibili
alle correnti specifiche di tre tipi di canale: la corrente dei canali del potassio I
K
; la corrente dei canali del calcio I
Ca
;
la corrente di perdita (leakage) I
L
della membrana, che rappresenta leffetto medio di eventuali altri canali di
membrana. La dipendenza di queste correnti dal potenziale di membrana pu scriversi con tutta generalit nella forma
dove g
K
, g
Ca
, e g
L
sono rispettivamente le conduttanze massime dei canali del potassio, del calcio e dei fattori di
perdita; w
K
, w
Ca
e w
L
le rispettive frazioni dei canali aperti ed E
K
=-84 mV, E
Ca
= 120 mV, E
L
= -60 mV i rispettivi
potenziali di Nernst. Si assume che i canali del potassio abbiano le caratteristiche illustrate nella figura 30A, che quelli
del calcio si attivino pi velocemente di quelli del potassio e che i fattori di perdita non dipendano dal potenziale.
136
Con riferimento alle equazioni (11) e (12) assumeremo per semplicit
+
-
-
. Supporremo inoltre che il tempo di
attivazione dei canali del calcio sia praticamente zero e che quello dinattivazione sia molto lungo, in pratica che i
canali del calcio non abbiano il meccanismo dinattivazione. Ci significa che, le frazioni dei canali di potassio e di
calcio aperti possono essere scritte rispettivamente nella forma:
( ) ( )
( )
max
3 4 3 4
1 2
1
(14) , dove e ,
1 exp / cosh /
1
(15) ; 1.
1 exp /
K K K K
K K
K
Ca Ca L L
dw w w
w
dt V V V V V V
w w w w
V V V

= =
+ ( (

=
+ (

Possiamo riassumere queste assunzioni col modello di cellula rappresentato nella figura 36. Il sistema costituito da
tre generatori specifici di forza elettromotrice che rappresentano tre diversi potenziali Nernst, di conduttanze rispettive
g
K
w
K
, g
Ca
w
Ca
, g
L
, in parallelo alla capacit di membrana C. Il potenziale di membrana V in condizioni stazionarie
regolato da un generatore di corrente esterno che fa passare attraverso una micropipetta una corrente costante I
0
. La
corrente totale che attraversa la membrana pertanto governata dalla seguente equazione
0
(16) + ( ) ( ) ( ) ,
K K K Ca Ca Ca L L
dV
C g w V E g w V E g E E I
dt

+ + =
dove CdV/dt = I
C
la corrente capacitiva. Questa equazione,
unitamente alle (14) e (15), governano un sistema dinamico
che evolve nel tempo in vari modi a seconda dei valori dei
parametri. In certe condizioni possono aver luogo brusche
variazioni dei potenziali di membrana che vanno sotto il nome
di potenziali dazione. Per questa ragione la membrana si dice
eccitabile. La formazione di questi potenziali dovuta
allesistenza di soluzioni instabili del sistema di equazioni.
Linstabilit nasce dal fatto che combinando le correnti di
calcio e potassio si produce un profilo di corrente che, per
certi valori di I
0
e durante certi intervalli temporali, presenta
una pendenza negativa in una regione del potenziale di
membrana.
Fig.36
137
V
La figura 37A mostra i profili di w
Ca
, w
K
,
K
per V
1
=2 mV, V
2
= 30 mV, V
3
=-1.2mV, V
4
=18 m.. La figura 37B mostra
i profili delle correnti del potassio, del calcio e quella totale per w
Ca
= w
K
= w
L
=1, E
Ca
= 120 mV, E
K
= -84mV, E
L
= -
60mV, g
Ca
=4.4 mS/cm
2
, g
K
= 8 mS/cm
2
, g
L
= 2mS/cm
2
(S=Siemens=Ohm
- 1
).
138
Fig.37
A
B
Nella figura 38 sono rappresentati i profili della corrente per
Kmax
= 25 msec e I
0
= 35 microampere/cm
2
ottenuti
mediante una simulazione con Matlab (routine MORLEC.M).
5.6.2. Il modello di Hodgkin-Huxley.
Il modello di Hodgkin-Huxley (HH) ha rappresentato una pietra miliare nella fisiologia del sistema nervoso. Questi
autori lo elaborarono sulla base di una indagine sistematica della propriet elettriche dellassone gigante del
calamaro (diametro 0.5 mm, lunghezza = alcuni decimetri) condotta quando nessuno sospettava lesistenza dei
canali ionici, che fu poi ipotizzata proprio sulla base delle ricerche di HH. Questi autori dimostrarono in primo luogo
che la membrana conduce principalmente due tipi di corrente, quella del potassio e quella del sodio. In seguito essi
cercarono di stabilire come queste correnti variano quando al membrana sottoposta a variazioni di potenziale. Il
sistema di equazioni proposto da questi autori caratterizza la dinamica elettrica della membrana dellassone nervoso
in condizioni varie e spiega la formazione di ampi ma brevi aumenti improvvisi del potenziale noti come potenziali
dazione del neurone, interpretandone con precisione le caratteristiche morfologiche. In pratica le equazioni di HH,
che furono determinate essenzialmente in modo empirico, hanno posto le basi della teoria dei canali ionici.
Fig.38
139
Lo schema della membrana di HH lo stesso di quello rappresentato in Fig.36 con Na al posto del simbolo Ca.
Nel modello di HH i canali del potassio (K) possiedono la cinetica tipica di un canale a due stati attivato da potenziali
crescenti. Nel seguito indicheremo con n(t) la frazione dei canali K attivati al tempo t, con n

quella stazionaria e con

n
il tempo di attivazione. Naturalmente n

e
n
dipendono dal potenziale (Fig.39 A). I canali del sodio (Na)
possiedono una cinetica pi complessa caratterizzata da un regime di attivazione veloce e uno pi lento
dinattivazione. Nel seguito indicheremo con m(t) la frazione dei canali Na attivati al tempo t, con m

quella
stazionaria e con
m
il tempo di attivazione (Fig.39 B) . Indicheremo inoltre con h(t) la frazione dei canali del Na
disattivati al tempo t, con con h

quella stazionaria e con


h
il tempo dinattivazione (Fig.39 C) .
Lanalisi della dipendenza temporale dei processi di attivazione e inattivazione dei canali del potassio e del sodio
portarono HH alla conclusione che la corrente K proporzionale a n
4
(t) mentre quella Na proporzionale a m
3
(t)h(t).
Pertanto le equazioni HH hanno la forma
( ) ( ) ( )
4 3
K K Na Na L L 0
,
0, 0, 0,
n m h
dV
C g n V E g m h V E g V E I
dt
n n m m h h dn dm dh
dt dt dt

+ + + =

+ = + = + =
dove
| | | | | |
1 1 1
; ; ;
1 exp ( ) / 1 exp ( ) / 1 exp ( ) /
m m h h n n
m h n
V V V V V V V V V

= = =
+ + +
| | | | | |
0 0 0
1 0.85 1
0.2 ; 0.15 ;
cosh ( ) / cosh ( ) / cosh ( ) /
m m h h n n
m m h h n n
V V V V V V V V V



= + = + =
` `


) )
Le espressioni dei tempi di attivazione e inattivazione qui assunte sono state determinate empiricamente in modo da
corrispondere con buona approssimazione ad alcuni diagrammi riportati nel testo di Hille Ionic Channels of
Excitable Membranes (vedi routine Matlab HH.M).
140
141
Fig.39
A B C
D
E
142
Il pannello E della figura 39 mostra i potenziali dazione evocati da una successione di piccoli impulsi di corrente
esterna I
o
(linea rossa in basso). Il pannello D della stessa figura mostra come variano in corrispondenza le frazioni
di canali aperti; la linea nera e quella blu rappresentano rispettivamente le frazioni dei canali K e Na attivati durante
la formazione dei potenziali dazione, mentre la linea rossa rappresenta la frazione di canali disattivati.
Nel pannello E si pu notare come un primo stimolo di corrente di ampiezza pari a 50 A/cm
2
e durata pari a
0.25 ms non sia sufficiente ad innescare il potenziale dazione (la corrente rapportata a un cm
2
di membrana
cellulare). I potenziali dazione sono innescati invece dai successivi stimoli di ampiezze progressive pari a 75, 100,
125 A/cm
2
, tutti di durata pari a 0.25 ms, purch questi siano sufficientemente intervallati nel tempo.
Lo stesso pannello mostra come uno stimolo che sia applicato troppo presto, prima che il processo dinattivazione
sia completato, non riesce ad innescare il potenziale dazione. Questo effetto evidente in corrispondenza di uno
stimolo applicato subito dopo il terzo picco del potenziale dazione. Si pu notare come questo stimolo inefficace
capiti mentre il profilo della percentuale dinattivazione (pannello D, linea rossa) non ha ancora raggiunto il suo
valore massimo. Questo spiega il fenomeno del periodo dei refrattariet che caratterizza il meccanismo di sparo dei
neuroni e che persiste per alcuni ms dopo la generazione del potenziale dazione. Esso spiega anche il fatto che la
frequenza di sparo dei neuroni ha un valore massimo corrispondente al tempo di refrattariet.
Nella porzione di destra del pannello E (dopo la linea verticale rossa) sono simulati gli effetti di una sequenza di
stimoli di ampiezze decrescenti e di durata pari a 0.5 ms. Si pu osservare come, in corrispondenza dellultimo
picco del potenziale dazione, uno stimolo di ampiezza pari a 50 A/cm
2
sia ora sufficiente ad innescare un
potenziale dazione, mentre uno di ampiezza pari a 25 A/cm
2
produca un effetto simile a quello di 50 A/cm
2
e
0.25 ms applicato allinizio della sequenza. Questo comportamento indica che la risposta della membrana circa
proporzionale allintegrale temporale della corrente, in altri termini alla quantit di carica trasferita dagli impulsi di
corrente.
Assieme alle routine in Matlab MORLEC.M e HH.M disponibile la routine HH2.M che contiene una seconda
versione del modello di HH. Questa seconda implementazione stata parametrizzata con altri dati forniti dagli stessi
HH e descritti in Keener e Sneyd (1998). La routine simula la generazione ripetitiva di potenziali dazione di
ampiezza piuttosto elevata. Informazioni pi dettagliate su questi modelli si trovano nei commenti delle routine
menzionate.
5.6.3. Le oscillazioni sotto soglia
Allinizio degli anni 90 stato scoperto (Llins et al., 1991) che le membrane somatodendritiche di popolazioni
specializzate di neuroni sono sede di oscillazioni di potenziale nellintervallo di frequenza degli elettroencefalogrammi
(5-80 Hz). Esse sono state chiamate oscillazioni intrinseche sotto soglia perch persistono anche quando il potenziale di
membrana si trova sotto la soglia dinnesco dei potenziali dazione (spikes). Ogni volta che, per lazione di stimoli
eccitatori, le oscillazioni superano la soglia dinnesco del potenziale dazione nel cono su cui si innesta lassone
neuronale (hillock), il neurone genera una sequenza di spikes sincronizzati con le oscillazioni stesse. Nella figura 40
sono mostrate le oscillazioni sotto soglia e i potenziali dazione da queste attivati in un neurone mitrale del bulbo
olfattivo che riceve direttamente stimoli eccitatori da un recettore olfattivo (Desmaisons et al., 1999).
Fig.40.
143
Desmaisons et al. (1999) hanno scoperto che stimoli inibitori di breve durata inizializzano la fase delle oscillazioni
sotto soglia ad un valore fisso con una precisione inferiore ad un millisecondo, causando nel contempo un lieve
aumento iniziale (rebound) del profilo dampiezza (Fig. 41), e che stimoli eccitatori prolungati spostano i profili
doscillazione verso valori positivi del potenziale senza perturbarne in modo significativo la fase (Fig.42).
Fig.41.
Fig.42.
144
A: Oscillazioni sotto soglia sincronizzate di due o pi neuroni possono essere determinate da stimoli inibitori di
breve durata esercitati da neuroni inibitori.
B: Le oscillazioni sotto soglia sincronizzate possono agire come dispositivi di controllo temporale dellattivit di
sparo dei neuroni.
C: Se i potenziali di membrana sono sufficentemente vicini alla soglia di sparo dei neuroni, degli impulsi inibitori
applicati simultaneamente possono innescare, per effetto del rebound, la generazione di potenziali dazione
simultanei.
Fig.43.
La combinazione di questi e altri tipi di stimoli fornisce un repertorio di effetti molto interessante che rende possibile
il controllo temporale delle oscillazioni sotto soglia e la produzione di potenziali dazione sincronizzati da parte di
popolazioni specializzate di neuroni (Fig.43, A, B, C).
145
5.6.4. La cinetica delle oscillazioni sotto soglia
La cinetica delle oscillazioni sotto soglia simile a quella del modello di Morris-Lecar, nella quale, per, i ruolo dei
canali del calcio svolto invece da quelli del sodio. Unopportuna combinazione di canali del sodio veloci, privi di
meccanismi dinattivazione (persistenti), e di canali del potassio ritardati, anchessi persistenti, inserita in una
qualsiasi membrana cellulare, in grado di generare un regime oscillatorio di potenziale (Fig.44). E sufficiente a
questo proposito che le correnti del sodio e quelle del potassio presentino pendenze opposte in prossimit di un
potenziale di membrana V
0
in cui la corrente elettrica si annulla. Poich nellintorno di questo punto la membrana
presenta una resistenza effettiva di valore negativo, il punto di equilibrio instabile (Fig.45).
La differenza principale tra la cinetica del modello di Morris-Lecar e quella delle oscillazioni sotto soglia sta
principalmente nel fatto che lampiezza massima delle prime assai maggiore di quella delle seconda (circa 100 mV
rispetto a circa 5 mV). Questa differenza fa risaltare in modo considerevole gli effetti della non linearit delle
equazioni cinetiche nel primo modello rispetto al secondo. Le oscillazioni sotto soglia presentano infatti un profilo
sinusoidale molto ben approssimato, notevolmente diverso da quello rappresentato in Fig.38. Unaltra differenza sta
nella finestra di potenziale nella quale lavorano le oscillazioni sotto soglia, che costantemente regolata in modo tale
da sfiorare la soglia di innesco dei potenziali dazione.
NaP canale del sodio persistente
K
+
Na
+
K canale del potassio
membrana dendritica
C= capacit di membrana
Fig.44.
146
Fig.45.
V
K
= - 85 mV
intervallo delle oscillazioni sottosoglia
V
V
Na
= 55 mV
I
K
I
NaP
V
0
= - 65 mV
I
diagrammi voltaggio-corrente
voltaggio di equilibrio
I
NaP
V-V
0
I
NaP
0
NaP

I
Na
inattivante
persistente
I
K
V-V
0
I
K
K

Fig.46.
Fig.47.
Possiamo spiegare qualitativamente come si generino le oscillazioni sotto soglia interpretando le propriet del canali
ionici in termini di teoria dei circuiti elettronici. Nellintervallo di potenziale che delimita la regione delle oscillazioni, i
canali del sodio persistenti funzionano come un resistore dotato di resistenza negativa R
NaP
(Fig.46). Nella stessa figura
mostrato come un gradino di potenziale positivo di altezza V-V
0
, elevato bruscamente sopra il livello V
0
, determina la
formazione di un gradino di corrente elettrica negativa I
NaP
. Il profilo in grigio sottostante rappresenta come sarebbe
invece la corrente (I
Na
) se i canali del sodio non fossero persistenti.
Nello stesso intervallo di potenziale i canali del potassio si comportano invece come un resistore di resistenza positiva
R
K
in serie con uninduttanza L
K
(Fig.47). Nella stesa figura mostrato come un gradino di potenziale simile a quello
del caso precedente produca un aumento di corrente che tende ad un valore massimo I
K
=R
K
/(V-V
0
) con una costante di
tempo nellintorno di V
0
pari a
K
L
K
/R
K
.
Fig.48.
I potenziali di Nernst del sodio e del potassio posti in serie
con le impedenze dei rispettivi canali e in parallelo con la
capacit di membrana C formano un circuito equivalente di
tipo RLC (Fig.48). Se in un certo intervallo del potenziale di
membrana la resistenza negativa dei canali persistenti del
sodio sovracompensa leggermente quella dei canali del
potassio, la resistenza effettiva del circuito diventa
leggermente negativa. In queste condizioni si generano
oscillazioni sostenute di frequenza f 1/2CL
K
.
147
i cui profili hanno le forme rappresentate in
Fig.49A,B se le costanti che appaiono nelle formule
(17) e (18) assumono i seguenti valori: C=1
F/cm
2
, g
Na
= 0.0541 S/cm
2
e g
K
= 3.51 S/cm
2
, I
0
= 3.25 nA,
Na
=0.125 mV
- 1
, V
Na
= -51.25 mV,
K
=1/6.5 mV-1,
K
= 0.33
K
, V
K
= -34 mV,
0
= 25.35
ms. Questi valori sono stati scelti in modo da
produrre oscillazioni di frequenza 40 Hz e di
ampiezze di circa 3-5 mV nellintorno del
potenziale di membrana V
0
-55 mV.
( )
( )
( )
0
0 0
1
( ) ;
1 exp
1
(18) ( ) ,
1 exp
( ) ( ) exp ;
NaP
Na Na
K
K K
K K K
P V
V V
P V
V V
V P V V V

( +

( +

( =

Qui, g
Na
, g
K
rappresentano rispettivamente la conduttivit massima della membrana per la corrente del sodio e per
quella del potassio. I
0
(t) la corrente di controllo esterna. In conformit con le (11) e (12) trovate nel paragrafo 5.5.2
possiamo porre
Vediamo ora come si scrivono le equazioni che governano le oscillazioni sotto soglia. Assumeremo per semplicit
che la probabilit di apertura del canale del sodio sia una funzione istantanea del potenziale P
NaP
(V) e che quella del
potassio P
K
sia governata da unequazione cinetica a due stati con probabilit dapertura stazionaria P
0K
(V) e
costante temporale (V), entrambi dipendenti dal potenziale V. Allora le variabili indipendenti che descrivono lo
stato del sistema sono semplicemente V e P
K
e le equazioni che ne governano il moto assumono la forma:
0
0
( )
(17) ( ) ( ) ( ) ( ); .
( )
K K K
Na Na NaP K K K
K
P V P dP dV
C g V E P V g V E P I t
dt dt V

+ + = =
Fig.49.
148
Le equazioni (17) possono essere risolte per condizioni iniziali varie con metodi numerici rappresentando le variabili
V e P
K
sia nel dominio del tempo sia sul piano cartesiano VP
K
(ritratto di fase). Unimplementazione numerica
compilata dallautore in Matlab reperibile in rete (routine ISOS.M). In questo programma, il punto [P
K
, V]
rappresentativo dello stato evolve nel tempo a partire da una posizione iniziale assegnata con un click del mouse.
5.6.5. Il ciclo limite
Le linee con frecce della figura 50 mostrano due possibili cammini del punto rappresentativo dello stato nel ritratto di
fase. Entrambi i cammini si avvicinano progressivamente ad un ciclo limite di forma ellittica centrato in S, uno
dallinterno e laltro dallesterno. I segmentini a due colori (grigio chiaro e grigio scuro) che riempiono il diagramma
rappresentano le direzioni orientate delle velocit degli stati.
149
La linea tratteggiata attraverso S indica linsieme dei
punti in cui la direzione dei segmentini verticale
(nulliclina dV/dt = 0). Come si deduce dalla prima delle
(17) lequazione di questa linea :
Fig.50.
0
( ) ( )
.
( )
Na Na Na
K
K K
I g V E P V
P
g V E

=

La linea continua attraverso S indica invece


linsieme di punti in cui la direzione orizzontale
(nulliclina dP
K
/dt=0). Come si deduce dalla seconda
delle (17), lequazione di questa linea :
S chiamato punto di stagnazione perch in questo
punto la velocit dello stato nulla. Si noti che tutti i
punti di stagnazione appartengono alla nulliclina
dP
K
/dt=0 perch P
0K
(V) non dipende da I
0
. Le
simulazioni mostrano che quando I
0
decresce il ciclo
limite si sposta verso la parte inferiore di questa
nulliclina e si stringe fino a diventare un punto.
( )
0
1
( ) .
1 exp
K K
K K
P P V
V V
= =
( +

150
Fig.51.
5.6.6. Effetti degli stimoli inibitori
Nella figura 51 sono rappresentati in modo schematico gli effetti di stimoli inibitori brevi (fasici) applicati ad una
membrana che genera oscillazioni sotto soglia. Si assuma che inizialmente lo stato stia percorrendo il ciclo limite.
Limprovvisa apertura di un certo numero di canali del cloro sposter velocemente il potenziale di membrana V al
valore del potenziale di Nernst del cloro E
Cl
- 65 mV, mentre la probabilit dapertura dei canali del potassio P
K
rimarr praticamente invariata a causa dellinerzia cinetica di questi canali. Di conseguenza, qualunque sia la posizione
iniziale dello stato sul ciclo limite, immediatamente dopo lapplicazione dello stimolo inibitorio, lo stato si trover
allinterno dellintervallo [a,b], che limmagine del ciclo limite proiettata sulla retta V = E
Cl
(in realt lo stato sar
proiettato nelle vicinanze della retta V=E
Cl
). Subito dopo lapplicazione dello stimolo lo stato, riprender il suo
cammino di ritorno verso il ciclo limite.
E evidente che la massima differenza di percorso si
avr per i due cammini che ritornano al ciclo limite a
partire dai punti a, b, dove si proiettano il massimo e
il minimo valore che P
K
pu raggiungere sul ciclo
limite. Le simulazioni numeriche di questo processo
di deviazione e ritorno al ciclo limite mostrano che la
velocit dello stato nel tratto a-b molto maggiore di
quella sul ciclo limite. Ci dipende sia dal fatto che le
velocit aumentano progressivamente quando lo stato
si allontana dal centro del ciclo limite, sia dal fatto
che le velocit assumono i valori maggiori proprio
sulla nulliclina dV/dt=0 (linea tratteggiata). A causa
di ci, i tempi di ritorno da a e b al ciclo differiscono
di molto poco rispetto al periodo del ciclo stesso
(frazioni di un ms rispetto a periodi di 32-12 ms).
Riassumendo, possiamo descrivere leffetto di uno
stimolo inibitorio fasico come un episodio di
sincronizzazione della fase delloscillazione ad un
valore determinato dallistante dapplicazione dello
stimolo e con un errore inferiore ad 1 ms (Fig.41).
151
Fig.52.
Nella figura 52 sono rappresentati gli effetti di stimoli inibitori prolungati (tonici). Si assuma che inizialmente lo stato
si trovi in un punto P del ciclo limite. Come nel caso precedente, limprovvisa apertura di un certo numero di canali del
cloro sposta velocemente il potenziale di membrana verso il potenziale di Nernst del cloro E
Cl
- 65 mV, mentre la
probabilit dapertura dei canali del potassio P
K
rimane praticamente invariata. A causa del perdurare dello stimolo
oltre il ritardo di risposta dei canali del potassio, lo stato percorre una cammino C adiacente alla retta V=E
Cl
, fino a
raggiungere un punto Q della nulliclina dP
K
/dt =0, in corrispondenza del quale il ciclo limite si contrae in un punto e la
probabilit di apertura dei canali del potassio si stabilizza al valore stazionario P
0K
(V). Una volta oltrepassato Q, lo
stato continua ad evolvere verso il punto di stagnazione S del ciclo limite iniziale. Le linee tratteggiate e la piccola
ellisse tratteggiata che si diramano da Q indicano come cambia la forma del ciclo limite lungo il cammino Q-S.
Una volta raggiunto S, lo stato rimarrebbe
indefinitamente in questo punto se le inevitabili
fluttuazioni termiche e il rumore sinaptico, che
perturbano inevitabilmente il potenziali di ogni
membrana dendritica, non lo facessero migrare in
un punto vicino ad S dove la velocit piccola
ma non nulla, mettendolo cos nelle condizioni di
raggiungere il ciclo limite in un intervallo
temporale di durata imprecisa e con una fase
casuale.
Possiamo pertanto descrivere leffetto di uno
stimolo inibitorio tonico come un episodio di
improvviso spegnimento delle oscillazioni sotto
soglia seguito da un progressivo recupero
dellampiezza oscillatoria inizialen ma in un
tempo impreciso e con una fase finale
completamente scorrelata da quella iniziale. Il
risultato complessivo la desincronizzazione
della fase iniziale delloscillazione.
152
Fig.53.
5.6.7. Il controllo dellattivit di sparo dei neuroni
I dati sperimentali illustrati nelle figure 40, 41, 42 mostrano come i potenziali dazione dei neuroni mitrali del bulbo
olfattivo siano innescati dalle oscillazioni sotto soglia senza che la frequenza delloscillazione sia apprezzabilmente
modificata. Ci possibile solo se la cinetica delle oscillazioni sotto soglia e quella dei potenziali dazione sono
accoppiate debolmente e unidirezionalmente. Per spiegare questo fatto dobbiamo assumere che la prima abbia luogo in
una parte della membrana cellulare distante dalla regione in cui avviene linnesco del potenziale dazione, cio il cono
dinnesto dellassone sul corpo del neurone (hillock neuronale). In figura 53 sono riportati i risultati di un modello di
neurone nel quale le oscillazioni sotto soglia innescano potenziali dazione senza che la loro cinetica sia
apprezzabilmente perturbata dallattivit elettrica dellassone.
La figura illustra in dettaglio come stimoli inibitori fasici e tonici possono essere rispettivamente utilizzati per
sincronizzare ad un valore preciso e desincronizzare la fase delloscillazione sotto soglia e anche per accendere e
spegnere regimi di sparo sincronizzati in neuroni che supportano tali oscillazioni.
In a, uno stimolo inibitorio fasico resetta in modo preciso la fase delloscillazione. In b, uno stimolo inibitorio tonico
spegne temporaneamente loscillazione che poco pi tardi si riprende con fase arbitraria. In c, uno stimolo inibitorio
fasico associato ad uno stimolo eccitatorio prolungato resetta la fase e aumenta lampiezza delloscillazione in modo da
innescare una sequenza periodica di potenziali dazione sincronizzati con le oscillazioni sotto soglia. In d, uno stimolo
inibitorio tonico spegne temporaneamente lattivit del neurone, che subito dopo riprende ad oscillare sotto soglia in
modo completamente desincronizzato rispetto al regime precedente.
153
Per evitare che lattivit di sparo sincronizzato cessi quando lo stimolo eccitatorio si estingue, stata introdotta una
retroazione consistente di un piccolo impulso inibitorio che ogni neurone trasmette a s stesso ad ogni sparo tramite un
interneurone. Questo impulso inibitorio ha con loscillazione sotto soglia una relazione di fase tale da accentuarne
lampiezza per effetto rebound. Questa retroazione neuronale visibile nellintervallo c-d della Fig.53 come una
sequenza di minuscoli picchi negativi che perturbano il profilo della corrente inibitoria tra spike e spike.
5.6.8. Flussi dinformazione paralleli
Gli effetti esemplificati in Fig.53 mostrano come stimoli eccitatori ed inibitori possono essere usati per controllare i
regimi di sparo di una popolazione di neuroni che oscillano sotto soglia con frequenze vicine. Immaginiamo che tutti
queati neuroni abbiano inizialmente fasi casuali e che ad un certo istante siano simultaneamente bersagliati da stimoli
inibitori fasici. Questi stimoli possono provenire da regioni centrali del cervello o dal nucleo reticolare talamico quando
subisce lazione di un flusso dinformazione sensoriale. La loro azione si traduce immeditamente nella sincronizzazione
di tutti i neuroni che oscillano sotto soglia. Anche se i neuroni non sparano, gli effetti delle correnti elettriche generate
dai dendriti allesterno della popolazione neuronale, sommati in concordanza di fase, possono generare un segnale
elettroencefalografico transitorio che ha laspetto di unoscillazione che si smorza pi o meno rapidamente a seconda
della dispersione temporale delle fasi oscillatorie. Questo tipo di segnale si osserva spesso negli elettroencefalogrammi.
Ora immaginiamo che, dopo levento sincronizzante, una sottopopolazione di questi neuroni riceva un insieme di
impulsi eccitatori, per esempio da recettori sensoriali. Chiaramente, tutti i neuroni di questa sottopopolazione
cominceranno a sparare in modo sincronizzato. Questo regime potr persistere indefinitamente se i neuroni
retroagiscono debolmente su essi stessi come stato spiegato alla fine del paragrafo precedente.
Un ventaglio di impulsi inibitori tonici avr leffetto di far cessare immediatamente lattivit di sparo sincronizzato e
di sparpagliare le fasi delle oscillazioni sotto soglia neutralizzando in tal modo la capacit dei neuroni di rispondere in
modo sincronizzato agli stimoli eccitatori.
Che questi meccanismi di sincronizzazione e desincronizzazione possano svolgere un ruolo importante nella
comunicazione cerebrale suggerito dalla considerazione che soltanto una popolazione di neuroni che sparano in modo
sincronizzato in grado di attivare altri neuroni attraverso connessioni mono- o polisinaptiche. E evidente che
lattivazione massimamante efficace su neuroni che oscillano sotto soglia con la stessa frequenza e fase.
In conclusione, grazie a questi meccanismi, flussi sincronizzati dinformazione nervosa potranno essere accesi e
spenti secondo vari criteri di funzionalit dando luogo ad una sorta di processamento parallelo dellinformazione.
154
Bibliografia del capitolo V
Aidley, D.J. e Stanfield, P.R. (1996) Ion channels - Molecules in Action. Cambridge University Press, UK.
De Felice, L. (1981) Introduction to Membrane Noise. Plenum Press, New York.
De Robertis, E.D.P, Nowinski, W.W. e Saez, F.A. (1972), Biologia della Cellula, Vol. I eII, Zanichelli, Bologna.
Desmaisons, D., Vincent, J-D. and Lledo, P-M (1999) Control of Action Potential Timing by Intrinsic Subthreshold
Oscillations in Olfactory Bulb Output Neurons. The Journal of Neurosciences. 19(24):10727-10737.
Fall, C.P., Marland E.S., Wagner, J.M. e Tyson J.J. Ed.s (2002) Computational Cell Biology, Springer-Verlag, NY.
Johnston, D. e Miao-Sin-Wu, S. (1995) Foundations of Cellular Neurophysiology. The MIT Press, USA.
Hille, B. (2001) Ionic Channels of Excitable Membranes. Terza edizione, Sinauer Associated Inc. Sunderland.
Keener, J. e Sneyd J. (1998) Mathematical physiology. Springer-Verlag, NY.
Nobili, R. (2009) New perspectives in brain information processing. Journal of Biological Physics. Springer (in press).
Llins, R.R., Grace, A.A. and Yarom J. (1991) In vitro neurons in mammalian cortical layer 4 exhibit intrinsic
oscillatory activity in the 10- to 50-Hz frequency range. PNAS, 88:879-901.
Tuszynski, J.A. e Kurzynski, M. F. (2003), Introduction to Molecular Biophysics. CRC Press LLC, USA.