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Circolo Didattico di Vinci

Anno scolastico 2008/2009


Classi seconde

Documentazione

percorso di fisico-chimica

Insegnanti:
Alderighi Debora
Meoni Cristina
Montalto Floriana
Ripensiamo al lavoro dello scorso anno scolastico

relativo alle qualità degli oggetti

Chiediamo ai bambini di ripensare al lavoro fatto lo scorso anno scolastico

relativo agli oggetti; dopo una conversazione poniamo loro la seguente

domanda: ”Che cos’è un oggetto?”. Successivamente chiediamo di scrivere

la loro definizione su un foglietto.

Alla verbalizzazione scritta individuale è seguita una conversazione

collettiva finalizzata alla socializzazione dei dati emersi che è stata

poi riportata per scritto collettivamente .


Figura 1Verso la definizione di “oggetto”
Dalla lettura delle varie definizioni è emerso che tutti i bambini

sanno, chi più chi meno, che cosa è un oggetto; comunque per avere

un’ “idea” più precisa alcuni bambini suggeriscono di guardare sul

dizionario.

Una volta giunti alla definizione più precisa di oggetto: fornita dal

dizionario; forniamo a ciascun bambino la fotocopia della tabella elaborata

lo scorso anno che sintetizza le descrizioni degli oggetti presi in esame.

Figura 2Tabella riassuntiva "Qualità degli oggetti"

Discutiamo insieme ai bambini sugli oggetti descritti lo scorso anno. Dalla

conversazione è emerso che in tutte le descrizioni date era presente

anche il materiale di cui sono fatti.


I materiali individuati negli oggetti osservati e descritti lo scorso anno

sono:

o plastica

o metallo

o stoffa

o carta e cartone

o legno

o gomma

A conclusione dell’attività è stato osservato che alcuni degli oggetti sono

composti da più di un materiale.

Figura 3 Dall'oggetto al materiale


Classifichiamo gli oggetti in base ai materiali

Sulla cattedra abbiamo disposto una serie di oggetti realizzati con

materiali diversi e abbiamo chiesto ai bambini di fare dei raggruppamenti

in base a questi criteri:

o Oggetti solo di plastica

o Oggetti solo di legno

o Oggetti solo di metallo

o Oggetti di carta e cartone

o Oggetti di vetro

All’interno di ogni raggruppamento abbiamo messo oggetti con

caratteristiche diverse; per esempio tra i metalli abbiamo messo un

anello, alcuni fili sottili di rame, un paio di forbici, una vaschetta di

alluminio, un appuntalapis, un triangolo musicale, un cucchiaino. Lo stesso

criterio, l’abbiamo usato per gli altri materiali (plastica, legno, carta e

cartone).

Abbiamo poi suddiviso la classe in quattro gruppi (5/6 bambini per

gruppo), un gruppo per ciascun materiale. Abbiamo chiesto loro di

individuare, scrivendole poi sul quaderno, alcune proprietà percettive che

possano essere valide per tutti gli oggetti dell’insieme, possano cioè

essere considerate proprietà dei materiali.


Figura 4Attività di classificazione (segue)
Figura 5Attività di classificazione
Socializzazione

Alla verbalizzazione scritta

di ciascun gruppo è seguita

una conversazione

collettiva, finalizzata alla

socializzazione dei dati

emersi che è stata poi

riportata per scritto a

livello collettivo .

Da tale conversazione è emersa

la difficoltà che i bambini hanno

incontrato nel trovare proprietà

valide per tutto il gruppo di

oggetti.

Figura 6Esempio di verbalizzazione


V
Viissiittaa aall ffaabbbbrroo

In seguito alla difficoltà emersa di descrivere i materiali con i sensi,

abbiamo proposto ai bambini di focalizzare l’ attenzione su un solo

materiale: il metallo. Per introdurre le attività legate ai metalli abbiamo

effettuato una visita presso la bottega di un fabbro, che ci ha svelato

alcuni “segreti”.

Reportage dell’esperienza: disegno, descrizione

scritta e raccolta di materiale fotografico

La visita dal fabbro è stata molto motivante per i bambini, che hanno

fatto molte domande e scoperto una proprietà molto importante che non

è possibile individuare usando solo le proprietà percettive: il metallo

fonde.

In seguito alla visita dal fabbro abbiamo verbalizzato quanto visto e

ascoltato da questo personaggio. Di seguito abbiamo disegnato la bottega.

Sia per quanto riguarda la verbalizzazione scritta della visita che per la

rappresentazione grafica è stato molto utile riosservare sia le foto fatte

durante l’uscita.
Figura 7Verbale collettivo
Figura 8Disegno del fabbro

Figura 9Disegno della bottega del fabbro


Figura 10Foto dell'uscita dal fabbro
Esperienza di fusione dei metalli: compilazione di una

tabella che sintetizza l’ esperienza

In seguito all’ uscita dal fabbro, abbiamo effettuato in classe

un’esperienza che ha permesso di confermare quanto già visto: la

fusibilità.

Nelle nostre classi, tale esperienza è stata condotta con due

soluzioni organizzative diverse.

Per fare questa esperienza in entrambe le soluzioni

organizzative, abbiamo tenuto di conto di un indicazione fornita

dal fabbro: utilizzare barrettine di stagno (metallo che fonde a

temperature basse).

Soluzione organizzativa 1

Abbiamo messo un pezzettino di stagno sopra un cucchiaio e

l’abbiamo posto sopra una candela a scaldare.

Durante questa esperienza effettuata dall’ insegnante, i bambini

sono stati spettatori e hanno osservato quanto succedeva: lo

stagno, fondeva (o come dicono i bambini “si scioglieva”),

assumeva una forma liquida e versato su una superficie fredda

(esempio:pavimento) ritornava solido.


Successivamente all’esperienza sperimentata più volte, abbiamo

chiesto ai bambini, utilizzando una scheda realizzata da noi

insegnanti, di registrare quanto visto.

Figura 11Scheda di registrazione compilata individualmente


Soluzione organizzativa 2
Abbiamo messo un pezzettino di stagno dentro un pentolino e l’abbiamo

posto sopra un fornellino elettrico a scaldare.

Anche questa esperienza è stata effettuata dall’ insegnante e i bambini

sono stati spettatori e hanno osservato quanto succedeva: lo stagno,

fondeva (o come dicono i bambini “si scioglieva”) e assumeva una forma

liquida e versato sul pavimento ritornava solido.

Tale esperienza è stata ripetuta con una formina da dolci: fuso lo stagno

e versato nella formina assumeva la forma dell’orsacchiotto.

Successivamente i bambini individualmente hanno verbalizzato

l’esperienza vissuta.

Figura 12Dalla fusione alla solidificazione


Figura 13Fusione fase 1 Figura 14Fusione fase 2

Figura 16Fusione fase 4


Figura 15Fusione fase 3
Discussione sui fenomeni osservati: elaborazione di un

verbale collettivo

A seguito delle attività (1,2) di fusione effettuate in classe abbiamo

attivato una discussione e verbalizzato le nostre conclusioni.

Esperienza di conducibilità termica: registrazione

scritta individuale delle osservazioni fatte

Dopo aver osservato la fusibilità dei metalli, abbiamo proposto ai bambini

un’altra esperienza finalizzata, questa volta, alla scoperta dell’altra

importante proprietà dei metalli: la conduzione termica.


Per fare questa esperienza abbiamo utilizzato una candela, come fonte di

calore e una chiave come oggetto da scaldare.

A turno i bambini hanno posto un’estremità della chiave sulla fiamma,

mantenendola

orizzontalmente per

l’altra estremità. Dopo

poco i bambini hanno

dovuto abbandonare la

presa per non

scottarsi.

A conclusione della

prova pratica, sono

stati invitati a

completare una scheda

d’osservazione, così

come avevamo fatto

per la fusibilità, per

registrare quanto

visto.

Figura 17Scheda di registrazione dell'esperimento compilata individualmente


La conducibilità termica appartiene solo ai metalli:

esperienza e registrazione in tabella

Sulla base dell’esperienza precedente, abbiamo preso una candela accesa

e avvicinato alla fiamma i seguenti oggetti: un mestolo di legno, un gesso,

un bastoncino di metallo, un

bastoncino di legno, un

pestello e un chiodo.

Durante le prove i bambini

hanno compilato la

seguente tabella,

registrando la presenza o

meno di calore diffuso su

tutto l’oggetto.
Figura 18tabella di registrazione immediata

Lettura, riflessione dei dati emersi dalla tabella e

conclusioni

Dopo aver ripetuto la stessa esperienza con materiali diversi, abbiamo

chiesto ai bambini di riflettere su quanto è emerso: i materiali che

scottano sono tutti “metalli”.

Per fare questo abbiamo chiesto a ciascun bambino di elaborare una

semplice spiegazione e di scrivere su un foglietto la risposta a questa


domanda: “Perché secondo te gli oggetti di metallo si riscaldano fino

all’estremità tenuta nella mano e gli altri oggetti no?”.

Alla risposta scritta individuale abbiamo fatto seguire una conversazione

collettiva finalizzata alla socializzazione dei dati emersi che è stata poi

riportata per scritto collettivamente.

Figura 19Sintesi dell'attività


A conclusione della sintesi collettiva delle risposte fornite è emerso
quanto segue:

Figura 20Conclusione dell'attività proposta

Esperienza di conducibilità termica con metalli diversi

per valutare la diversa velocità di conduzione

Dopo essere giunti alla conclusione che i metalli conducono calore;

abbiamo posto ai bambini la seguente domanda: “Tutti i metalli conducono

calore allo stesso modo?”

Per rispondere a questa domanda abbiamo utilizzato un oggetto molto

particolare: “La girandola dei metalli”, strumento formato da cinque

barrette di metalli diversi (rame, bronzo, alluminio, zinco e ferro) tenute

insieme in un punto centrale e abbiamo chiesto ai bambini di

rappresentarlo graficamente prima di effettuare l’esperienza.


Figura 21 " LA GIRANDOLA DEI METALLI"

Entriamo nel vivo dell’esperienza


Per fare questo esperimento abbiamo utilizzato la girandola e una candela.

Abbiamo tuffato l’estremità delle cinque barrette nella cera fusa. La cera

si è attaccata solidificandosi sopra le estremità.

A questo punto abbiamo posizionato il punto centrale dello strumento

sulla fiamma della candela. Con il trascorrere del tempo, abbiamo

osservato quanto segue: la cera si è fusa ad intervalli di tempo diversi.

I bambini hanno registrato il seguente ordine di fusione dal più veloce al

più lento: rame, alluminio, zinco, bronzo e ferro.

La registrazione è avvenuta utilizzando una scheda di osservazione

redatta dalle insegnanti (Fig.13).


Figura 22Scheda di registrazione dell'esperimento

Al termine dell’attività sperimentale abbiamo commentato insieme quanto

osservato, arrivando alla conclusione che:

I metalli conducono calore a


una velocità diversa fra loro
E
Essppeerriieennzzaa ccoonn llaa ccaallaam
miittaa

Abbiamo chiesto ai bambini: “Come si può distinguere il ferro dagli altri

metalli?”.
Per rispondere alla domanda, abbiamo proposto l’uso della calamita che

alcuni già la conoscevano. Abbiamo invitato i bambini ad avvicinarla a vari

oggetti di metallo come una chiave, un orecchino d’oro, un pentolino

d’acciaio inox, una barretta di ottone, di rame, di ferro, di alluminio e di

stagno, la gamba di una sedia, un

chiodo, un orologio, una targhetta

di acciaio, un cucchiaio,…

Durante l’esperienza abbiamo

chiesto ai bambini di registrare su

una tabella, fornita dall’insegnate, il

comportamento degli oggetti una

volta messi a contatto con la

calamita.

Figura 23Tabella "calamita" a compilazione immediata

I bambini, con questa esperienza, hanno imparato a conoscere l’utilizzo

della calamita come strumento per riconoscere il ferro o la sua presenza

negli oggetti.

Figura 24Conclusioni sulla calamita