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Il Dawkins de noantri.

Il teologo William Placher, in una recensione apparsa qualche settimana fa in Christian Century, affermava che sembrava che uno dei passatempi preferiti dei liberal, in questo periodo nel mondo anglosassone, sia quello di scrivere un libro contro il cristianesimo o contro laffidabilit della religione o del messaggio biblico, usando, tra laltro, un linguaggio denso di rabbia ed ira contro un fenomeno che non dovrebbe interessare, se non marginalmente, coloro che si professano atei. . !c"rath ha coniato per questo gruppo di studiosi #che comprende Dawkins, ma anche Daniel Dennett e $hristopher %itchens, dei cui volumi ci riserviamo di parlare in prossime occasioni& il termine di fondamentalisti atei, che, in unepoca in cui i fondamentalismi #intesi nel senso largo di persone intolleranti a qualsiasi tipo di dialogo e argomenta'ioni& sembrano sempre pi( diffondersi nel nostro mondo, in cui la societ ) in cerca di certe''e sul proprio destino e sul ruolo che gli individui hanno in essa. nche in Italia, paese poco frequentato da atei professanti e piuttosto baciapile nei confronti della gerarchia cattolica, un tentativo ) stato fatto e, come accade spesso per questi libri #si veda il successo di quello di Dawkins&, ha avuto un notevole successo, in quanto gli argomenti portati avanti sono probabilmente risultati graditi al pubblico laico italiano che costituisce la cosiddetta intellighenzia del nostro Paese, ovvero della maggioran'a dei lettori di libri, in particolare di saggistica. Il volume in questione ) stato scritto da Piergiorgio *difreddi e si intitola Perch non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici). Le Scritture e la Chiesa al vaglio del matematico impertinente , pubblicato da +onganesi e oramai tirato in pi( edi'ioni. *difreddi ) oramai diventato una star televisiva e mediatica. !atematico impertinente #dal titolo di un suo altro saggio& ha trovato nello scalpore e nel sensa'ionalismo la sua strada e, da buon divulgatore scientifico, in particolare della logica e della matematica, campo di cui sicuramente ) esperto ed in cui ha dato un contributo notevole e controcorrente nella cultura italiana, dimostrando come sia importante lavere una mentalit scientifica, nellultimo periodo si ) dedicato alla critica religiosa. Per capire il volume di *difreddi che, ammetto anchio, risulta difficile da leggere per un credente soprattutto per la sua oltraggiosit, bisogna chiarire alcuni punti del pensiero del matematico torinese per capire come mai si sia preso la briga di scrivere un saggio di tal sorta. non sono mai state in concordia nella cultura occidentale. l primo posto delle suoi assunti c) quello che religione e scien'a non possono andare daccordo e l secondo posto vi ) lafferma'ione che gli italiani hanno una cultura scientifica bassa a causa sia della religione #identificata in particolare con il $attolicesimo& sia del neo,idealismo che, per tutto il -- secolo, ha dispre''ato le scien'e

esatte.

l ter'o posto c) poi lassunto che il sapere scientifico corrisponde a verit perch. logico e

basato su fatti, al contrario delle fantasie perpetrate sia dai religiosi che dai filosofi. /ulla base di queste che sono vere e proprie creden'e #bisogna avere fede per credere soprattutto negli assunti 0 e 1, sul secondo, forse, in parte si potrebbe concordare&, il matematico ha scritto il suo libro, dandogli un titolo piuttosto ambi'ioso, in quanto parafrasa quello del filosofo e matematico 2ertrand 3ussell e lafferma'ione, di tenore contrario, di 2enedetto $roce che, invece affermava che non potevamo non dirci cristiani. 4atte queste spiega'ioni una persona si potrebbe aspettare che un libro di una tale ambi'ione dovesse essere il frutto di ricerche decennali che avessero portato lo studioso alle definitive prove per confutare il cristianesimo e tutte le religioni organi''ate. Pertanto, con molta buona volont, mi sono apprestato a controllare la bibliografia #assente& e le note. $on mio profondo disappunto ho scoperto che nel suo studio *difreddi non cita praticamente nessun saggio se non i passi biblici da lui interpretati, il Catechismo della Chiesa Cattolica, qualche saggio di 3. 4unk, uno degli esponenti del !esus Seminar e qualche scritto polemico contro la $hiesa $attolica, un bagaglio molto povero per chi si vuole spacciare esperto in materia religiosa. Il volume, poi, esordisce, con un capitolo che dimostra, in maniera ironica e pungente #stile di cui *difreddi sa essere maestro&, che c) un parallelismo semantico e linguistico tra lessere cristiani e lessere cretini. Detto questo, *difreddi, passa alla disamina del testo biblico, dedicando ad esso buona parte della sua opera #ben cinque su otto capitoli&. Il volume ) organi''ato per argomenti e dopo aver esposto le sue idee su Dio Padre #dove sono ripetute le solite banalit del Dio 5ahv) cattivo ed iracondo& si passa alla discussione sul popolo eletto #in cui pi( volte si rasenta lantisemitismo, dimenticandosi che alcuni dei pi( grandi intellettuali occidentali erano di origine ebraica& allanalisi dei $omandamenti #visti come capricciosi e irra'ionali& e per arrivare ad un capitolo dedicato alla figura di "es( che si cerca di separare dalla diffusione del $ristianesimo, portata avanti dal quel furbastro dellapostolo Paolo. +ultimo capitolo ) dedicato al $attolicesimo, ed in esso sono attaccati alcuni dei dogmi fondamentali di questa parte del $ristianesimo. 3ispondere alle varie obie'ioni portante avanti da *difreddi ci sembra compito poco raccomandabile, anche perch. se c) qualcosa che manca nel libro ) proprio #dispiace dirlo& la capacit argomentativa. !olti degli argomenti portati avanti da *difreddi nel volume mostrano tutta la superficialit dell utore che ha letto le /critture, s6, ma partendo gi da pregiudi'i e dimostrando la loro scarsa plausibilit, perch. lo credeva in preceden'a e non perch. si ) documentato anticipatamente o ha discusso seriamente la questione. 7ualcosa va detta, per8, in assolu'ione del volume che, a mio parere, al contrario di quello di Dawkins ed anche dei saggi di Dennett o di %itchens #che, bisogna ammetterlo, nella buona

tradi'ione anglosassone, sanno scrivere bene ed in maniera chiara& non ) granch. neanche nella scrittura e non risulta neanche tanto gradevole e scorrevole, qualcosa va detto. *difreddi sembra avere un certo rispetto per il Protestantesimo, in quanto ogniqualvolta ne parla non fa afferma'ioni prive di fondamento e sempre abbastan'a equilibrate. 9 comprensibile, poi, rispetto alla oppressione che il $attolicesimo ha portato avanti nella cultura italiana per anni una certa indigna'ione e noi ci sentiamo di condividere lidea del matematico torinese che ) colpa anche della religione cattolica se il mondo intellettuale italiano si trova in una situa'ione non particolarmente florida nel campo scientifico e, forse, come diceva "angale gi negli anni :enti del secolo scorso, della mancata 3iforma del -:I secolo. 3esta il fatto che, per8, ognuno ha il suo mestiere e se *difreddi continuasse a fare il matematico an'ich. tentare di divenire un maitre,a,penser darebbe un migliore contributo e non si impantanerebbe in discorsi dove mostra scarsa competen'a ed atten'ione, cosa che ci fa riflettere anche su quanto attendibili possano essere le sue capacit di specialista della sua materia. "alerio #ernardi