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Canetti Tra gli autori proposti nei seminari, ho esaminato Canetti: letterato ebreo divenuto importante e di fama internazionale

grazie al suo saggio anti-scientifico Massa e Potere. Oltre ad essere un saggio anti-scientifico, Massa e Potere un opera eterogenea, nella quale vengono affrontate diverse materie. Uno dei temi principali affrontati dallautore quello della trasformazione che, per Canetti, ha una certa importanza, tanto che il letterato stesso diviene trasformazione. Durante il corso sono state affrontate le tematiche riguardanti il potere, levoluzione e luomo. Per definire il potere Canetti prende in esempio, senza per approfondire, i totalitarismi. Essi secondo lautore sono uno de gli effetti del settorialismo dei pensieri di lavoro che costringono ogni persona a un compito preciso e specifico, Canetti stesso afferma: Negli eccessi del potere possibile vedere le costanti del potere stesso. Sono delle forme di potere che costring ono luomo a essere un automa, a diventare una maschera. Prima di analizzare il potere nel mondo delluomo Canetti, per, approfondisce le forme di potere nel mondo animale osservando, come gli artigli e i denti sono elementi di potere che costringono alla sottomissione. Detentore principale nel mondo animale del potere il leone il quale, parla con la sua presenza. Gli artigli permettono lui di afferrare i corpi, di avere una presa su essi; i denti, invece, lacerano la preda. La levigatezza dei denti ha conquistato il mondo. Canetti afferma che quando mangiamo, ad esempio, buona educazione farlo con la bocca chiusa perch diversamente sarebbe manifestata la volont di mangiare laltro. Luomo un grande mangiatore, ci dice Canetti. Negli uomi ni la mano unestensione, un equivalente funzionale dellartiglio del leone. I denti sono la rappresentazione della prigione, di ci che nega la libert. Nello svolgersi del corso abbiamo, invece, affrontato il problema del potere tramite il dispositivo sapere-potere. Sapere e potere sono due concetti separati, infatti, la verit non propria del potere ma di un sapere che si pone libero dai vincoli che il potere impone. Quindi secondo il corso da noi conseguito, il potere una forma di sottomissione. Per analizzare le costanti del potere, lautore si serve del mito che sostituito alla storia. Perch secondo Canetti la storia non un processo lineare o un processo che porta a un progresso continuo, ma la storia un luogo di morte, dove possibile individuare i rituali del potere. Anche secondo quello che il progetto di studio del nostro corso, la storia non un processo lineare bens evoluzione. Vi una casualit degli eventi per i quali una scelta preclude delle possibilit, non realizzando quel fenomeno che la contingenza, ma il rischio. Evoluzione un termine che deve essere utilizzato con cautela ed possibile assimilarlo solo a storia esociet perch evoluzione la realizzazione dimprobabilit che si rendono possibili da s. Canetti da poi una visione pessimistica e denigratoria degli uomini, perch li descrive come piegati al potere, succubi di esso e delle sue forme di settorialismo che hanno portato al processo burocratico tanto odiato dellautore. Odiato perch egli non concepi va la divisione del lavoro e il fatto stesso che ogni uomo svolgeva il proprio compito e lavoro. Descrive gli uomini come delle maschere che svolgono ci che fanno solo perch garantisce loro il benessere. Queste maschere sono assimilate a quelle di Pirandello, il quale, le presenta come qualcosa che luomo si crea per uniformarsi alla realt che lo circonda, creando qualcosa che non lui. Mentre come si potuto costatare nel corso delle lezioni, luomo colui che insieme allambiente che, come ricorderemo un fattore che minaccia il mondo e le sue strutture, abita il mondo e nellordine del mondo rientra come suo cittadino. Luomo come qualcuno dimportante, come cittadino dellordine dello stato e del territorio, anche se su esso si abbattono sempre le apoca littiche catastrofi. Allo stesso modo luomo da noi analizzato ha i suoi svantaggi: esso incorre in quella che la singolarit dellindividuo che molto spesso diventa esclusione in virt dellinclusione. Nella narrazione "Vite a scadenza" Canetti affronta le tematiche del tempo, dell'idolatria, dell'esclusione, anche qui del tirannismo, della fiducia, del rischio e del diritto. Il tempo prestabilito. Ogni personaggio ha un legame indissolubile con il tempo, il nome rappresenta gli anni in cui vivr, mentre la capsula, che ognuno di questi porta appesa al collo, contiene le date esatte di nascita e di morte. Vite a scadenza, appunto. Quindi un tempo coinciso, preciso, definito, differente dal tempo da noi analizzato durante il corso. Il "nostro" tempo continuo, deriva dal passato ed vincolato dal rischio e dal diritto. Questi ultimi sono trattati, forse, come i temi principali dell'opera. Infatti, il protagonista, Cinquanta, affronta il diritto viggente nella sua societ ribbellandosi al capsulano e alle regole della societ. Ognuno sino alla morte non poteva aprire la capsula. Questa operazione veniva effettuata al capsulano il quale non solo aveva questo potere, ma era a conoscenza dei nomi e quindi degli anni di ogni abitante. Il popolo vedeva in lui la massima autorit della societ, ma il capsulano si manifestava anche come tiranno, in quanto, con i suoi poteri restringeva la libert del popolo costringendolo alle sue regole. Cinquanta, rischiando, scopre le verit nascoste del capsulano liberando tutti dagli schemi numerali ai quali erano costretti. Il rischio che Il protagonista compie un rischio socialmente inteso. Con ci voglio dire che un rischio che fa riferimento al significato del pensare comune, viene quindi affiancato al pericolo. Mentre nel corso di studio abbiamo appurato come il rischio, sia un vincolo del futuro, un entit che diventa paradosso, che ha continuit, non ha inizio ne fine, ed complesso, rendendo complessi tutti i sistemi coi quali interagisce. Il popolo della societ descritta da Canetti, non si ribbella, non rischia come Cinquanta, ma ripone fiducia nelle regole della societ, avendo anche paura delle conseguenze di una possibile violazione. Questo popolo da fiducia ad un tiranno ad una falsit, e questo un tema che viene affrontato anche dal professor De Giorgi il quali ci dice: "Dare fiducia come osare sul mondo investendo su di se". La fiducia di cui ci ha parlato il professore una fiducia legata al rischio e quindi anch'essa voncolo del futuro. Il quale dipende dalle scelte del presente. Essa apre a infinite possibilit. Quindi da come si potuto capire non solo continua, vincolo, complessa ma anche contingente. Il popolo quindi, come direbbe Lutero, soffe di idolatria. Non crede in Dio, ma crede e da fiducia al capsulano, alle capsule e alle regole.