Sei sulla pagina 1di 3

Figura 11.4.1 distribuzione dei Comuni che hanno superato al 2010 lobiettivo del 65% di raccolta differenziata.

. (Fonte dati ARPA elaborazioni Finlombarda spa)

Conteggio di ISTAT Valori filtro 3 Montagna Montagna Totale Collina Collina Totale Pianura Pianura Totale Totale complessivo

PAP? CON PAP CON PAP CON PAP

Fascia densit 1-200 ab/kmq 3 4 7 2 2 1 58 59 68

200-600 ab/kmq 5 5 1 28 29 2 52 54 88

600-1200 ab/kmq 1 1 39 39 1 43 44 84

>1200 ab/kmq

16 16 18 18 34

Totale complessivo 3 10 13 1 85 86 4 171 175 274

Tabella 11.4.2: La RD in relazione alla densit e tipologia territoriale dei comuni lombardi al 2010. (Fonte dati ARPA elaborazioni Finlombarda spa)

Come ricordato in precedenza, la raccolta domiciliare gi applicata con successo e da tempo nel territorio Lombardo ed allo stato attuale coinvolge 1081 Comuni (pari al 70% del totale); pertanto ipotizzabile la sua estensione in maniera sostanzialmente omogenea in tutto il territorio regionale. Si dedicheranno in seguito alcuni approfondimenti alle zone con particolarit territoriali, caratterizzate da basse densit abitative e/o con percorsi di raccolta impegnativi per raggiungere gli impianti di trattamento dei rifiuti. Ai fini dellimplementazione di quei sistemi di raccolta dei rifiuti coerenti con le scelte di Pianificazione Regionale vale la pena ricordare come i Rifiuti Urbani siano in realt una miscela eterogenea di materiali che provengono principalmente dalle seguenti categorie di rifiuti: "rifiuti domestici" costituiti dagli scarti delle abitazioni; 433

450

400

350

300

250

200

150

100 1-200 ab/kmq 200-600 ab/kmq 600-1200 ab/kmq >1200 ab/kmq

CON - casi con RD65+ CON - casi con RD 15-35% CON - casi con RD 35-50% CON - casi con RD 50-65%

PP - casi con RD65+ PP - casi con RD 15-35% PP - casi con RD 35-50% PP - casi con RD 50-65%

Questa analisi porta ad una considerazione rilevante. Due sono i parametri a cui fare riferimento per assicurare che i risultati gestionali siano in linea con gli obiettivi della pianificazione regionale: la quantit di RU complessivamente gestito per abitante (o per abitante equivalente) e la percentuale di RD ottenuta; soltanto la lettura congiunta dei due dati permette di effettuare una valutazione in merito allefficienza ed efficacia dei sistemi di raccolta dei rifiuti. Ci particolarmente importante per valutare lefficacia delle politiche, in realt dove la produzione pro-capite sensibilmente inferiore ai valori standard (o medi) in seguito a efficaci progetti di riduzione e prevenzione dei rifiuti. Anche per quanto riguarda i comuni in situazioni territoriali sfavorevoli, che rendono economicamente pi sfavorevole leffettuazione della raccolta porta a porta con frequenze elevate, la presenza di progetti di incentivazione spinta del compostaggio domestico pu portare ad un valore molto basso del pro capite totale di RU, ed in particolare di RUR. In tali situazioni lindicatore percentuale della raccolta differenziata meno significativo. I sistemi di raccolta stradali dei RU possono presentarsi in due varianti sostanziali, determinate dalla tipologia di cassonetti/contenitori individuati per la raccolta: lapproccio classico prevede la collocazione di cassonetti fuori-terra muniti di ruote con volumetrie variabili dai 660litri ai 3000litri, a seconda della viabilit e della tipologia di automezzi disponibili per lo svuotamento. Si tratta di contenitori collocati su

Figura 11.4.2 variazione del RUR (kg/abitante.anno) con la densit urbanistica, per gruppi di Comuni con diverse modalit di raccolta (cassonetti stradali = CON, porta a porta = PP) e diverse fasce di raccolta differenziata (2010). (Fonte dati ARPA elaborazioni Finlombarda spa)

435

bordo strada o in piazzole appositamente individuate. Unimportante variante a tale approccio data dal ricorso a contenitori sotterranei; anche in questo caso si ricorre a contenitori di volumetria variabile da 700 litri a oltre 5000litri, con soluzioni che hanno il pregio di ridurre sensibilmente limpatto visivo anche se gli ingombri e gli interventi infrastrutturali per la collocazione degli stessi decisamente pi oneroso rispetto alla soluzione fuori-terra e a seconda del fornitore di tecnologia - necessario predisporre anche un collegamento alla rete elettrica. Il pregio delle soluzioni sotterranea di migliorare limpatto visivo ed il decoro urbano, potendo trasferire le volumetrie di raccolta nel sottosuolo. Va sottolineato che in termini di efficienza ed efficacia delle RD entrambe le soluzioni presentano evidenti limiti, legati allimpossibilit di controllare il comportamento delle utenze al momento dellasportazione dei rifiuti. Anche linstallazione di dispositivi di identificazione delle utenze quali calotte o apertura mediante scheda/badge, se da un lato consentono di individuare le utenze, e di disincentivarle al conferimento di rifiuti indifferenziati, dallaltro non permettono intrinsecamente un controllo efficace della qualit (in termini di purezza merceologica) dei rifiuti conferiti al circuiti della RD, soprattutto per quanto riguarda la FORSU che la frazione chiave per il raggiungimento di elevati obiettivi di qualit e quantit. Da alcune esperienze analizzate, infatti, Il cittadino non attento infatti potrebbe essere spinto a conferire nel contenitore della FORSU (senza calotta, e senza sportello limitante) i suoi rifiuti indifferenziati in caso di scarsa attenzione (passanti, cittadini non sensibili alla differenziazione) o di malfunzionamento della calotta. Linvestimento aggiuntivo (in termini di attrezzatura) non sembra quindi a priori in grado di garantire al contempo quote di raccolta differenziata che, seppur elevate, presentino buoni standard di qualit. Si tratta comunque di una soluzione che possibile valutare per particolari e limitate situazioni urbanistiche. I circuiti di raccolta a domicilio presentano notevoli vantaggi per la gestione dei rifiuti raccolti in maniera differenziata, dal punto di vista sia quantitativo (intercettazione pro-capite) che qualitativo (basse percentuali di materiali estranei); questo risultato possibile attraverso una elevata personalizzazione del servizio, in termini di volumi di raccolta e di frequenze di asportazione dei rifiuti, a seconda della tipologia di utenza servita e delle caratteristiche del territorio di riferimento. La qualit dei conferimenti controllabile ex-post presso ciascuna utenza, durante la fase di raccolta dei rifiuti permettendo in questo modo di attivare azioni di informazione, correzione ed eventuale sanzione derivanti da conferimenti non corretti. E quindi evidente e riscontrato nella pratica operativa ormai consolidata da 20 anni che tali modelli di raccolta consentano di raggiungere gli obbiettivi di gestione dei RU stabiliti nelle Norme di Pianificazione Regionale.

11.4.2 Dimensionamento ottimale e informazioni necessarie


Il limite principale dei sistemi di raccolta mediante contenitori stradali che concepisce i circuiti per la RD come aggiuntive alla struttura generale della raccolta del RU indifferenziato; questa impostazione determina inevitabilmente un onere di servizio non-integrato dato che i benefici derivanti dallintercettazione di rifiuti da RD difficilmente pu essere assunta come parametro progettuale per ridurre lonere operativo di svuotamento dei contenitori per il RU indifferenziato. Daltro canto la predisposizione ottimale di sistemi di raccolta domiciliari consente di gestire in maniera efficiente ed economica lintero sistema dei RU parliamo a tale proposito di sistema integrato qualora siano disponibili informazioni e dati dettagliati sulla produzione di rifiuti, il territorio di raccolta, la tipologia di utenze e le politiche di assimilazione dei rifiuti. Pertanto le Pubbliche amministrazioni dovrebbero predisporre ad intervalli regolari le seguenti informazioni, onde consentire il dimensionamento corretto delle zone operative e delle squadre di raccolta: dettagliata ricognizione sulla composizione utenze domestiche e non-domestiche, separandole per tipologia e numero di abitanti e/o di addetti. Come classificazione delle utenze si prendano a riferimento le categorie previste dal DPR 158/1999; analisi della distribuzione territoriale delle utenze e della viabilit, onde determinare la distribuzione della presenza antropica residenziale e produttiva nei diversi quartieri o nelle frazioni abitate;

436