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lurlo

Pubblicazione periodica a diffusione gratuita - Numero 43 - FEBBRAIO 2014

CAMBIARE ORA Questa la fatica la fatica dellequilibrio, mantenersi a galla perch tu sai nuotare, ma dopo tante ore a bagno lo sai cosa succede: i primi crampi alle gambe. E allora devi fare forza sulle braccia, ed l che la riva sembra allontanarsi. Cosi la mente comincia ad accusare la prima stanchezza e, lo sai, la mente importante. come essere al posto del pilota di un grande boeing 747, dei 4 motori, 2 si sono surriscaldati, ora sono gli altri due a fare volare il bestione, ma non puoi dirlo ai passeggeri, lo puoi dire solo a te stesso, e devi fare i conti con la tua mente. Ricordi la tua mente, i primi crampi e ti accorgi che sei sempre tu, solo, sempre pi solo, solo e stanco. Comunque tu la vedi sei stanco, solo, ancora solo, sai che quei crampi tra poco SOMMARIO
Cambiare ora La tossicodipendenza una malattia? Tossicodipendenza: la deriva dellanima La tossicodipendenza una malattia? La Tox una malattia? La tossicodipendenza una malattia? Intervista al Professor Leonardo Benvenuti La tossicodipendenza una malattia? Intervista a don Nilo Nannini 1 1 2 3 4 4 4 5 6

La tossicodipendenza una malattia ?


Una sola definizione per la dipendenza da sostanze non esauriente. Dopo sessantanni la definizione data dallOrganizzazione Mondiale della Sanit (O.M.S.) rimane valida per descrivere il problema nelle sue componenti bio-psicosociali: La tossicodipendenza uno stato di intossicazione periodico o cronico, prodotto dal consumo ripetuto di una droga naturale o sintetica. Le sue caratteristiche sono: 1) un desiderio invincibile di continuare ad usare la sostanza; 2) una tendenza ad aumentare le dosi; 3) una dipendenza dordine psichico e generalmente fisico nei confronti degli effetti della sostanza; 4) effetti nocivi allindividuo e alla societ. Se prendiamo ad esempio la dipendenza da oppiacei, la cura prevede lutilizzo di farmaci come il metadone cloridrato sotto forma di soluzione per uso orale e la buprenorfina in compresse sublinguali (Subutex) per il trattamento della sindrome di astinenza da oppiacei ed il trattamento di mantenimento, mentre il naloxone cloridrato (Narcan) lantidoto in caso di overdose da oppiacei. Esistono inoltre le patologie organiche correlate alla dipendenza da oppiacei come ad esempio quelle dovute allo scambio di siringhe nel caso di assunzione per via endovenosa, vale a dire 1

passeranno, che quei 2 motori riprenderanno ad andare, ma la mente ti dice che sarai ugualmente stanco, stanco e solo, solo e stanco, ecco il momento giusto per distrarre quei 2 motori, quella solitudine: per dire che quella riva non cosi distante. Una pausa e poi si riprende. Perch, vedi, come quando ti lanci con il paracadute, al secondo ed ultimo tentativo le vele, guarda caso sono due, non si apre niente, ma tu cerchi con le mani di arrivare dietro la schiena, dove non arrivi mai, lo sappiamo tutti e due. Come per quei crampi alle due gambe, insisti, e insisti ancora, per cambiare, cambiare ora, come il titolo: cambiare ora. E allora perch insisti con le mani per aprire il paracadute? Perch lunico modo per non accorgersi di Morire. inviatoinmotociclo@gmail.com

linfezione da HIV e lAIDS e le epatiti acute e croniche da virus B e C. La dipendenza da oppiacei infine pu influire sullandamento della gravidanza e causare una sindrome di astinenza da oppiacei nel neonato. Discorsi analoghi sui farmaci, le patologie organiche correlate e le conseguenze sulla gravidanza, sul feto e sul neonato si possono fare anche per le altre forme di abuso o dipendenza da sostanze a cominciare da quelle dovute allalcool ed alla cocaina. Luso di sostanze pu alterare i riflessi ed avere ripercussioni negative sulla guida di veicoli. Per gli stessi motivi lassunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope pu comportare particolari rischi per la sicurezza, lincolumit e la salute in lavoratori addetti a determinate mansioni ed a terzi. Le persone con disturbi da uso di sostanze possono riprendere luso di sostanze chimiche anche dopo un lungo periodo di astensione. Ci configura una ricaduta. La prevenzione delle ricadute centrale nel percorso di trattamento dei disturbi da uso di sostanze. In medicina per ricaduta si intende un aggravamento o un nuovo episodio di una malattia. La ricaduta nelle forme di abuso e dipendenza equivale alla riacutizzazione nelle altre patologie croniche. Questo difficile da accettare da parte di chi non addetto ai lavori. In considerazione di tutto ci ed in particolare dellutilizzo di farmaci per la cura di determinate forme di tossicodipendenza, della possibilit di contrarre malattie a seguito della tossicodipendenza, della possibilit di causare incidenti a s e agli altri guidando veicoli o usando determinate attrezzature sotto leffetto di sostanze, come rispondereste alla domanda: la tossicodipendenza una 2

malattia? Daniele G.

Tossicodipendenza : la deriva dellanima


E innegabile che tra gli innumerevoli motivi che spingono lessere umano a far uso di sostanze ci sia un disagio,un malessere di fondo al quale si cerca di porre rimedio con una sorta di autocura. Questo ormai consolidato schema della nostra mente,che fin dai nostri primi momenti di vita cicostringe a una continua ricerca di piaceregratificazione, ha origini assai remote. Pensiamo per un attimo ai metodi curativi dei nostri padri, e quanto aiuto siamo stati in grado di avere per i nostri mali dalle sostanze che si trovano in natura,nelle erbe, nei frutti,nelle bacche,nelle radici. Siamo quindi arrivati tramite prima un processo per esclusione, e poi successivamente nel tempo alla classificazione e lo studio dei principi attivi, a determinare che cosa e per che motivo assumere una certa pianta-sostanza. Il fine ultimo, ci al quale aspiriamo

fermamente,quello che, con tutta la nostra caparbiet cerchiamo di perseguire nellarco della nostra vita terrestre si pu riassumere in tre parole: benessere, piacere,felicit. Se per quel che riguarda le prime due entra in campo soprattutto il fattore fisico e mentale,la terza ci spinge in un territorio che nella societ odierna, e sopratutto in occidente, stato relegato ad uningiusta marginalit:quello della nostra anima. La figura dello sciamano-guaritore nelle societ primitive, come del resto ancora al giorno doggi in alcune trib in diverse parti della terra che hanno mantenuto modi e stili di vita che ne ricalcano le strutture,si pu definire come immaginario ponte tra il mondo reale e quello spirituale. Esso infatti preservava la salute psicofisica per mezzo delle sue conoscenze erboristiche,ma anche riusciva in qualche modo a entrare in contatto con entit dalle quali poteva aver sostegno e indicazioni sul corretto modo di agire o di prendere decisioni,anche a livello collettivo, e questo ha sicuramente influenzato levoluzione umana. Non un mistero che tra le modalit per r a g g i u n g e r e determinati stati di coscienza si sia fatto uso,oltre che a particolari tipi di suoni, musiche ,litanie e danze,anche di sostanze psicoattive e allucinogeni. Possiamo dunque comprendere come il nostro rapporto con le sostanze, in epoca moderna si sia evoluto con una grave dicotomia, separando ci che invece fa parte di un tuttuno. Lattuale medicina si occupa attivamente del benessere fisico, curando con prodotti chimici sempre pi mirati ed efficaci la macchina del corpo umano... E dellanima, chi si prende cura? Le droghe, chiamate da qualcuno anche stupefacenti (forse per il tipo di reazione che

12345678901234567890123456789012 12345678901234567890123456789012 si ha assumendoli), 12345678901234567890123456789012 In questo numero pubblichiamo alcune immagini 12345678901234567890123456789012 della campagna della LILA il lavoro un diritto possono essere prese 12345678901234567890123456789012
tentando una sorta di auto-medicazione, con tutti i rischi che il fai da te pu dare anche coi medicinali: sovra dosaggio, effetti collaterali,(anche gravi),e per alcune di esse assuefazione. Si pu dunque condannare un uomo per aver cercato di alleviare il proprio malessere,sia pure nellincoscienza? Il vero passo avanti sar nel capire di quanto queste persone abbiano bisogno, oltre che a delle cure mediche, anche di una solida guida che li induca a una crescita spirituale. Marco

La tossicodipendenza una malattia ?


La tossicodipendenza una malattia, come definita dallOMS: grave cronica e recidivante. Questo tanto pi vero quando la tossicodipendenza fisica, come nel caso delleroina la nicotina e lalcol, in cui la libert del soggetto di scegliere se usare o meno f o r t i s s i m a m e n t e compromessa dai sintomi dellastinenza. Ma altrettanto vero da un punto di vista psicologico, come nel caso della cocaina, la cannabis o il gioco dazzardo, quando comunque non se ne pu fare a meno e in certi momenti la mente sequestrata dal craving, il desiderio compulsivo, per cui anche in assenza di sintomi astinenziali si in qualche modo costretti allazione, consumare o giocare che sia. Tuttavia questa malattia ha un fortissimo vincolo con la volont, che il vero e unico motore della guarigione. Il rapporto tra tossicodipendenza e volont un rapporto ambivalente e ambiguo. Ambivalente perch spesso nella persona tossicodipendente la resistenza al cambiamento e la volont di cambiare c o n v i v o n o

contemporaneamente come due anime autentiche e contrapposte insieme; ambiguo perch se la dipendenza obbliga lindividuo a ripetere gli stessi gesti, come pu la volont aiutarlo ad uscirne, a cambiare, a guarire? Ci che sappiamo che la volont ha una forza cos potente che capace di vincere la fatica e la sofferenza che la guarigione della tossicodipendenza richiede. Senza volont non vi cura possibile, ed una responsabilit tutta individuale, della persona che ha il problema, nessuno pu mettersi al suo posto. Detto questo, dal nostro punto di vista, la volont non basta, ha bisogno di supporti, farmacologici, educativi, psicoterapici, anche solo di un sostegno per non sentirsi soli in una lotta durissima con le proprie abitudini, con il sistema che uno ha scoperto di procurarsi piacere e lenire la fatica di vivere. La volont ha bisogno in primo luogo di consapevolezza. Fintanto che una persona non ammette di avere un problema e che non riesce ad affrontarlo da sola,

quel problema continuer a perseguitarla. Lo far anche dopo, ma almeno ha iniziato a guardarlo, a chiedere aiuto, ha iniziato a curarsi. In secondo luogo la persona deve avere la determinazione e lumilt di apprendere nuovi stili di vita, nuovi modi per stare al mondo senza la sostanza. Le sostanze non sono cattive in s, procurano piacere e in quanto tali rispondono ad un bisogno, godere, che tutti cerchiamo nella nostra esistenza. Per chi usa sostanze in maniera continuativa, per non dire compulsiva o problematica, difficilmente le usa per il solo piacere, assolvono infatti ad una funzione di auto cura: sedare lansia, la depressione, la paura, la timidezza, la rabbia, oppure al contrario le utilizza per sentirsi pi vivo, meno vuoto, energico, attivo, lucido. Quando ci si abitua a queste soluzioni per poter affrontare le debolezze e le fragilit si pu strutturare lentamente una dipendenza. Le sostanze devono la loro fortuna allimmediatezza della risposta, la velocit con cui fanno fronte al bisogno (godere: subito! sedare lansia: subito! sentirmi disinibito: subito! meno depresso: subito!), peccato che la loro immediatezza non coincide con la cura del problema che devono affrontare e svanito leffetto il problema a monte non solo rimane intatto ma ne ha aggiunti altri: le conseguenze delluso in termini di salute psichica, fisica e sociale. Per quanto una persona non ne possa pi di usare sostanze, liberarsene una gran fatica, e questo perch, come si diceva prima, sono servite. E interrompendone luso ne sentir la mancanza. Per questo i percorsi di cura sono sempre percorsi di apprendimento: dobbiamo imparare come fare senza. Ed per questo dunque che la 3

volont ha poche speranze di bastare a se stessa: c bisogno di qualcuno che ci accompagni in questa fatica e qualcuno che ci insegni un po a fare senza. Grazia G. Davide R.

la tossicodipendenza una malattia, una delle pi gravi anche. Dea

La tossicodipendenza una malattia ?


Lesigenza pi antica e fondamentale delluomo la nutrizione, a questa si venuta ad aggiungere nel corso degli anni lassunzione di droghe sintetiche : l individuo che ne fa uso collocato nel percorso storico e sociale dellumanit. Per chi incomincia, la droga, una realt sino ad allora celata e sconosciuta, diventa unenorme ossessione : lindividuo si impegna anima e corpo per il raggiungimento della sostanza desiderata, esso ad una condizione attuale preferisce una prospettiva futura. La droga, tramite di piacere, diventa la cura del dolore che essa stessa provoca con la propria assenza. Il problema della droga sarebbe quello di essere un bisogno superfluo, non essenziale per la sopravvivenza, di cui lindividuo cos indebolito

La Tox una malattia ?


Linterrogativo se la tossicodipendenza sia una malattia se lo pongono in molti, lalcolismo, che pure lui una tossicodipendenza, viene ritenuto una malattia, e ci pu far ritenere che anche la droga sia una malattia. Quando uno non gestisce pi il farsi, e per quasi tutti cos, si scatenano una serie di patologie che hanno a che fare con le malattie. Lastinenza, oltre ai tremori, scatena nausea, vomito che va curato , ansia che va curata, oltretutto con benzodiazepine che, a loro volta, danno dipendenza! dolori articolari che vanno curati e chi pi ne ha, pi ne metta. Faccio un esempio un po stupido, anzi, stupido: mangiando delle uova prese dal contadino, se non si lava il guscio, si rischia di prendere al 90% la salmonella che va curata, a mangiare la carne cruda si rischia la toxoplasmosi che bisogna curare. Unaltra malattia che deriva dalle dipendenze, ed grave, la depressione, il c h i e d e r s i continuamente perch queste cose sono capitate a me e la depressione va curata, ma quasi sempre ti accompagna nella vita, fedele come un cane che hai da quando era cucciolo. E quando sembra che non ci sia solo perch gioca a nascondino, poi riappare alla prima occasione negativa. Gli antidepressivi sono come la pastiglia della pressione, sempre e sempre da prendere tutti i giorni. Quindi evinco che: si! per me

potrebbe fare a meno, ma bisogna riconoscere che gli esseri umani attuali (rispetto agli antichi ) sono gi dipendenti da tantissime cose, i progressi compiuti nel campo di medicina e tecnologia ci hanno rinforzato per certi aspetti e indebolito per altri : per banali malesseri assumiamo antidolorifici e aspirine, siamo costretti a sterilizzare e cuocere gli alimenti, inoltre i mezzi di trasporto, le reti di comunicazione e lelettricit sono elementi irrinunciabili per il nostro modo di vivere. La dipendenza dalla droga pu essere curata come una malattia, lindividuo elimina cos un bisogno specifico, ma impossibile che esso smetta di bramare, di tendere verso qualcosa : il desiderio un profondo moto spirituale radicato in tutte le creature viventi. La vera malattia delluomo , a livello esistenziale, il permanente stato di bisogno : abbiamo un corpo che ci chiama e una mente in cui si generano immagini e rappresentazioni che ci seducono come il canto delle sirene. Il pregiudizio maggiore della massa nei confronti del tossicodipendente quello di considerarlo uno scavezzacollo dedito al piacere artificiale, ignorandone la sofferenza ed il tedio : valutare la tossicodipendenza come malattia porta ad una maggiore tolleranza perch il malato viene commiserato, il delinquente no.......... N. Enrico

Intervista al professor Leonardo Benvenuti


1) Riccardo : La tossicodipendenza una malattia? Leonardo : No non una malattia, come ho detto pi volte,ho usato il termine malattie mediali, non solo per indicare i disagi legati alla comunicazione e alla relazionalit, ma anche per tirare via agli

ospedali il monopolio del termine malattia, o quantomeno di allargarne il significato. unalterazione di una comunicazione. Le sostanze, tutte le sostanze sono strumenti di comunicazione, daltro canto lo possiamo vedere nei vari tipi di dipendenza da internet, dal gioco, consumismo ecc ecc La tossicodipendenza parte soprattutto ma non solo,nelladolescenza, parte anche perch una persona spesso ha bisogno di uno strumento per entrare in un gruppo,per entrare in comunicazione con gli altri ecc ecc. in questo senso ad esempio anche il cibo pu portare alla dipendenza, intanto separiamo il discorso d a l l a tossicodipendenza da una o pi sostanze alla dipendenza come caratteristica di una cultura. Nella nostra cultura il punto nodale ma interessante unincapacit di gestire una comunicazione. Q u i n d i tossicodipendenza vuol dire che noi pensiamo di usare uno strumento, una sostanza che, in effetti, ci usa: anche la sigaretta crea dipendenza, la usiamo e sembra non avere effetti sul nostro corpo, ma questo vero solo in apparenza. Non mi interessa una valutazione morale: nel momento in cui si instaura una dipendenza, come diciamo noi in socioterapia, il problema della dipendenza non potere,non volere due negazioni apparentemente affermano invece non vero. Vuol dire che io ho quella che chiamiamo una sindrome, una patologia della volont per cui se volessi smettere e avessi instaurato un rapporto di dipendenza , non potrei smettere. E una riduzione riguardante lincapacit di una persona

di gestirsi, per cui usando un altro termine una patologia. 2) Riccardo : Cos una malattia? Leonardo: La malattia, nei nostri termini, una qualunque affezione, qualunque disagio, qualunque agente patogeno che aggredisce il nostro corpo, il nostro hardware, paragonando il cervello come se fosse un hardware. Diciamo lorganizzazione culturale del cervello, quindi la mente paragonabile al software. Allora la malattia di solito il termine che serve per indicare un disagio fisico, corporeo. La sindrome invece

un lungo periodo pu avere problemi di tachicardia. Bisogna stare attenti, chiaro che il nostro corpo, la nostra mente e il nostro cervello non sono scindibili, per cui stati di ansia continua creano alla fine stati di malattia del corpo.

La tossicodipendenza una malattia ?


Sulla domanda se la tossicodipendenza una malattia sento di avere alcune cose da dire: la prima che non si pu dare una risposta netta e definitiva a questa domanda proprio per una serie di aspetti legati a come funziona il nostro avvenire e in particolare la nostra mente. E poi perch quando si parla di questo argomento bisogna distinguere la dipendenza psichica da quella fisica. Prima di tutto vorrei definire quello che io intendo con il termine dipendenza, per me si tratta di un legame patologico rispetto a certe sostanze, ma non solo, si pu essere anche dipendenti da attivit specifiche (sport estremi, esibizionismo, ecc.) oppure da persone. Qui vorrei rispondere solo alla domanda se la tossicodipendenza una malattia, secondo me la possibilit di definirla malattia varia da persona a persona perch ci sono alcune persone che hanno pi resistenza mentre altre no, nel senso che ci sono persone che assumono sostanze e diventano dipendenti in poco tempo, mentre ci sono altre persone che, anche a parit di consumo, non manifestano gli stessi problemi, ovviamente il percorso verso la dipendenza dipende dalla struttura cerebrale a livello chimico e neuronale. A volte la dipendenza nasce da degli autoinganni, dal fatto che chi usa sostanze crede di essere dipendente dalla sostanza che usa, mentre in realt quella sostanza e ci che gli serve 5

riguarda la capacit di gestione di quello che chiamiamo il nostro sofware la nostra dimensione culturale. Quindi preferisco dire che i problemi legati alle dipendenze patologiche sono problemi riguardanti soprattutto il software, naturalmente se una persona in uno stato di ansia, eccitazione culturale o simbolica per lungo tempo potr avere dei problemi fisici. Per esempio se una persona sta sotto stress per

per non sentire i propri problemi o affrontarli in maniera distorta. Secondo me luso di sostanze stupefacenti diventa una malattia solo quando chi le utilizza non riesce a smettere da sola e per farlo costretta a rivolgersi ad un servizio che gli dia supporto. In altri casi non la considero una malattia perch un uso occasionale non scontato che crei dipendenza o che stimoli un desiderio compulsivo. Dal mio punto di vista la tossicodipendenza una malattia perch quello che la caratterizza un consumo ripetitivo ed assillante. Alessandro

Intervista a don NILO NANNINI


Don Nilo responsabile della comunit di Sasso Monte Gianni nata a Marradi, il paese di Dino Campana, nel 1980. I principi della comunit sono semplici: perdono, povert e obbedienza alle indicazioni di questi stessi principi. Da tempo aspettavamo loccasione di poter intervistare il don perch non cosa facile. La domanda che abbiamo fatto al sacerdote, quella che da il titolo a questo numero de lurlo: la tossicodipendenza una malattia? Ecco che cosa ci ha risposto don Nilo: Dunque tu mi chiedi di parlare di quella che lossessione di questi anni, ma se non conosci bene il mistero della tossicodipendenza come si fa a dare una risposta puntuale ai ragazzi che sono qui per liberarsi dalla tossicodipendenza? Possiamo dire che una malattia cronica? Se fosse solo cos il nostro lavoro sembrerebbe essere perdente per definizione, per non del tutto vero. La tossicodipendenza una malattia cronica nel senso che una ferita che si presentata nel proprio vissuto, nella quotidianit della persona che ha vissuto certe esperienze che non gli hanno fatto amare abbastanza la vita. Secondo

me le frustrazioni sono il modo per poter intendere e capire la cronicit. Le frustrazioni sono sempre di carattere psico-affettivo, sono ferite intime. A partire da queste idee la comunit ha pensato che la scommessa per superare questa malattia quella di impegnarsi nei rapporti interpersonali, facendo si che la qualit della vita corrispondesse alla qualit dei rapporti, da custodire con tenerezza e comprensione. Quando la comunit conosce le lacerazioni di qualcuno, sa che queste si presenteranno nel quotidiano in forme molto diverse, per esempio in forma di rabbia, di depressione, di indifferenza a tutte le proposte della Comunit stessa; ma sa anche che queste lacerazioni non sono altro che il riflesso dello stile di vita che il ragazzo ha avuto prima di arrivare qui a Marradi, questo ci che si porta nella valigia e che lui sente come tutto quello che ha. Per questo assolutamente normale la paura del ragazzo al solo pensiero di aprire quella valigia. Dunque, per quanto riguarda la nostra comunit, mettere in pratica il nostro primo passo, che il perdono, concede subito un respiro di sollievo. Il Perdono nei confronti della cronicit del tossicodipendente, che vive in una tana fatta di egoismo e di annullamento di se stesso, ci che lo mette nelle condizioni, successivamente, di poter uscire da quella tana e che lo mette anche nelle condizioni di camminare insieme. Noi pensiamo che questa malattia, che anche una malattia dellanima, una sfida che pu essere affrontata camminando
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insieme per creare dei rapporti riconciliati, costruttivi e creativi. Lo scopo quello di far capire che, tutte le volte che non si cammina insieme, si perdono delle occasioni di uscire da questa tana, questa la porta verso la cronicit. Il punto su cui insistiamo il fatto che si pu vincere la malattia nel momento in cui il ragazzo sceglie di essere un dono verso i suoi compagni; al contrario, se viene sopraffatto dal proprio io, il suo cammino sempre pi difficile proprio perch la cronicit riprende il sopravvento. Se i conflitti sono vissuti come un dono in completa gratuit, proprio in quel momento possiamo fermare la cronicit, nel senso che il ragazzo vive il quotidiano come un dono nel darsi anzich vivere per ricevere. Ecco che il movimento della malattia cambia, un tossicodipendente avr sempre il richiamo alla sostanza, ma se si ricorda di quello che stato di lui quando era nella sua tana, se lentamente il ragazzo, senza essere pi nella sua solitudine distruttiva, prova, giorno per giorno, ad aderire ad i nostri 3 semplici principi: perdono, povert e obbedienza, se vive del proprio sudore, ogni giorno, quando arriva a sera pu scoprire di essere diventato un po migliore, oppure un po peggiore! Questa la cosa importante che dico tutte le mattine a tutti i ragazzi prima di cominciare le attivit che la comunit gli propone: la scelta che ognuno di noi fa, e questo vale per gli operatori ed i ragazzi, la vera cosa importante, ossia nessuno sotto e nessuno sopra. Lintervista stata curata da Danco e da Linviato in motociclo. P.S.:Oltre allintervista a don Nilo avevamo anche raccolto una serie di interviste e testimonianze dei ragazzi ospiti di Marradi. Purtroppo per motivi di spazio non riusciamo ad inserirle in questo numero de lurlo ma lo faremo certamente nel prossimo (N.d.R).