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Lezione2:HOMOSAPIENS:LIMMAGINEDELLUOMONELLACULTURAGRECA

Inquestaprimapartedelcorso,vogliamoripercorrereleprincipaliimmaginicheluomo(occidentale)ha datodisestessolungoisecoli. Pu qui tornare utile il riferimento ad una conferenza di Max Scheler del 1926, intitolata Uomo e storia, dove quello che considerato uno dei padri fondatori dellantropologia filosofica contemporanea individua cinque immagini fondamentali delluomo che hanno attraversato la storia della cultura occidentale: homosapiens homoreligiosus homofaber homodionysiacus homocreator

Laprimadiquestefigureidealtipiche,quelladellhomosapiens,ciriportaalmondogrecoantico. IMMAGINI:esempidellasculturagreca:ildiscobolo(lorginale,perduto,eraoperadiMirone, realizzatonelVseca.C.);laNikediSamotracia(attribuitaaPitocrito,IIsec.a.C.) M.T. Pansera (cit., p. 3): facile intravedere, dietro la proporzione e lequilibrio che caratterizzano la scultura greca, una filosofia di tipo platonico che riconduce a unidea soprasensibile ogni realt ed esperienza terrena. La statua greca va ben oltre luomo concreto che vuol raffigurare, in quanto si riferisce ad un canone di proporzione, armonia ed equilibrio proprio dellidea secondo la quale gli uominisonostatimodellati,dandocosformasensibileadununiversale. ricercadelluniversale,delnecessario(nonsolonelplatonismo) TESTO:Sofocle,Antigone,primostasimo,vv.332375 Str.1Moltemeraviglievisonoalmondo, nessunameravigliapari all'uomo. QuandoilventodelSudsoffia intempesta,varcailmare biancodischiumaepenetra fraigorghiribollenti; annodopoannorivolge, conl'aratrotrainatodaicavalli, lapigrandefraledivinit, laTerrainfaticabile,immortale. Ant.1Egliuccellispensierati, glianimaliselvatici, ipescichepopolanoilmare, tuttilicattura,nelleinsidie dellesueretiritorte, l'uomopienod'ingegno; econlesueartidomalefiere selvaggechevivonosuimonti epiegasottoilgiogo ilcavallodallafoltacriniera eilvigorosotoromontano.

Str.2Haappresolaparola eilpensierovelocecomeilvento el'impegnocivile;haimparato amettersialriparo daimorsidelgelo edallepioggesferzanti. Pienodirisorse,maisprovvisto difronteacicheloattende, hatrovatorimedioamali irrimediabili.Soloallamorte nonpusfuggire.

Ant.2Padroneassoluto deisottilisegretidellatecnica, pufareilmale quantoilbene. Serispettaleleggidelsuopaese elagiustiziadeglidi, comehagiurato,nellacitt sarconsideratogrande; manesarcacciato seperarroganza lascercheilmalelocontamini. Sperocheunsimileindividuo nonsiaccostialmiofocolare, noncondividaimieipensieri.

LafilosofiadellanticaGreciapresentaunpensieroprevalentementeoggettivo. Losguardo rivoltoalmondo,alluniverso,alcosmo;sicercanoiprincpifondamentalidellarealt,le formeeleleggidituttelecose: primafase,naturalistica:ilprincipiodituttelecose(arch)individuatonellarealtfisica; con Platone ed Aristotele (IV sec. a. C.) si aprono gli orizzonti della metafisica, per cui i princpi della realt sono ricercati in una dimensione non empirica, sensibile, ma intelleggibile: sono princpi reali, oggettivi, che tuttavia si possono cogliere solo con lintelletto, con la ragione, non conisensi.

Eluomo? Linteresse per luomo non certo assente, innanzi tutto perch lui ad intraprendere la ricerca, ad interrogarsisulmondo:laricercadelprincipiomossadallasuaprospettiva. Alluomo,poi,riconosciutounpostocentrale.ComeaffermailpoetatragicoSofocle(Vsec.a.C): Moltemeraviglievisonoalmondo, nessunameravigliapariall'uomo.

(Antigone,primostasimo,vv.332333)

in greco deins significa, insieme, meraviglioso, straordinario e terribile, tremendo, misterioso.

Contemporaneo di Sofocle, il filosofo Democrito definisce luomo un microcosmo dove tutti i gradi dellessereedellavitasiconnettonoinuniteincuisiriflettelinterouniverso. Ci che distingue luomo rispetto a tutti gli altri esseri del mondo fisico la ragione. Il logos la proprietcaratteristicadelluomo,irriducibileallealtrechecaratterizzanoglianimali. Esemplare a questo riguardo la riflessione di Aristotele (IV sec. a.C), contenuta in particolare nello scrittoSullanima. Lanima, secondo Aristotele, il principio di unit e vita di ogni essere vivente. I fenomeni e le funzioni fondamentali della vita sono: 1) di carattere vegetativo (riproduzione, nutrizione, crescita), 2) di carattere sensitivo e motorio (sensazioni, percezioni, movimenti vitali), 3) di carattere intellettivo (conoscenza, deliberazione, scelta). Di conseguenza, lanima come principio vitale dovr essere di tre differenti tipi: 1) anima vegetativa, 2) anima sensitiva, 3) anima intellettiva, o razionale. Le piante possiedono solo lanima vegetativa, gli animali la vegetativa e la sensitiva, gli uomini la vegetativa, la sensitivaelarazionale. Se ci che contraddistingue luomo dagli altri esseri che sono nel mondo, e in qualche modo lo pone in tangenza con il trascendente, lanima razionale, virt delluomo sar la perfezione della ragione. qui ilcollegamentotralapsicologia(=dottrinasullanima)eletica. La tavola aristotelica distingue tra virt etiche, che consistono nelle abitudini di comportamento acquisite allenando la ragione a dominare le passioni e gli impulsi (legati alla parte sensitiva dellanima), e virt dianoetiche, che consistono nella perfezione della razionalit in se stessa, in tutta lampiezza delle sue possibilit: capacit tecniche, saggezza pratica, sapienza (cfr la pagina dellEtica nicomachea riportatasotto). Lenfasi posta sulla dimensione della conoscenza, a scapito di altri aspetti pur presenti nellanimo umano.ScriveEmerichCoreth(inAntropologiafilosofica,Brescia1978,p.2223):Per[Aristotele],come per lintero pensiero greco, la natura spirituale delluomo prevalentemente definita sulla base dellelemento conoscitivo. Lo spirito ragione: la facolt della conoscenza intellettuale. Esso non viene altrettanto visto come capacit di libert, di decisione, di responsabilit, di amore e comunione personale. Non si negano certo questi elementi, ma essi retrocedono a tal punto davanti alla ragione, cherestapredominanteuncertointellettualismo. Sempre Coreth osserva un altro aspetto importante che caratterizza limpostazione aristotelica del discorso sulluomo (cit., p. 23, sottolineature nostre): Lo spirito ordinato a ci che universale e necessario, allidea eterna di Platone, la cui natura rimane intatta anche nella dottrina aristotelica delle forme, sebbene la forma non pi unidea trascendente, ma il principio immanente della realt. Lessere intramondano, soggetto a divenire ed a scomparire, subisce una certa svalutazione. Esso non vero oggetto del sapere e, tanto meno, oggetto degno di scienza. Perci la dimensione di ci che storico,nonancorafattapienamentevalere,nellasuaimportanzaperluomo. 3

LETTURA2.ARISTOTELE,ETICANICOMACHEA,1177B Se lattivit dellintelletto, essendo contemplativa, sembra eccellere per dignit e non mirare a nessun altro fine allinfuori di se stessa ed avere un proprio piacere perfetto (che accresce lattivit) ed essere autosufficiente, agevole, ininterrotta per quanto possibile alluomo e sembra che in tale attivit si trovino tutte le qualit che si attribuiscono alluomo beato: allora questa sar la felicit perfetta delluomo,seavrladuratainteradellavita.(...) Se dunque in confronto alla natura delluomo lintelletto qualcosa di divino, anche la vita conforme ad esso sar divina in confronto alla vita umana. Non bisogna per seguire quelli che consigliano che, essendo uomini, si attenda a cose umane, ed essendo mortali, a cose mortali, bens, per quanto possibile, bisogna farsi immortali e far di tutto per vivere secondo la parte pi elevata di quelle che sono innoi;sepurinfattiessapiccolaperestensione,tuttaviaeccelledimoltosututtelealtreperpotenzae valore.