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Uno sviluppo a tre velocit: tecnologia, business e programmazione delle TLC nella corsa verso il futuro Atti del

Convegno

Prof Ugo !olli Presidente corso di laurea in Comunicazione di "assa e "ultimediale Universit di Torino Trovo abbastanza interessante la possibilit di un dialogo fra chi studia queste cose a livello accademico di Istituti di Ricerca e chi deve praticarle, chi deve innovare, chi deve poi concretamente fare business su queste cose. Io penso che lutilit di queste nostre tre relazioni, la mia in particolare, sia quella di fornire alcuni indizi, alcune domande, di fronte ad una situazione che a me sembra sostanzialmente di disorientamento, cio non si sa bene che cosa succede, questo il grande problema, un momento un po sospeso. i limpressione di un grande sviluppo tecnologico e che in questo momento non si sappia bene se le cose andranno avanti alla stessa maniera, con la stessa velocit, se rallenteranno, se vi una specie di vuoto daria nel volo della tecnologia. !llora io penso che un minimo di passa indietro, di riflessione, guardare le cose un pochino pi" da lontano, rispetto al giorno per giorno del business, possa essere utile, anche per tranquillizzare, da un certo punto di vista, e comunque per capire un po lo sfondo su cui ci muoviamo tutti, uno sfondo che non abbiamo modo di guardare, tanto meno voi che siete obbligati a lavorare concretamente giorno per giorno e spesso non avete il tempo di guardare. Io parler# di tre cose e questo mio scenario sar composto di tre grandi temi. $n tema storico, uno dei vizi della nostra accademia, della nostra mentalit quello di guardare un po indietro e di capire le cose sul fondo della storia, credo che questo si fondamentale per quanto riguarda la %omunicazioni e le Telecomunicazioni, credo che

guardare le cose sotto il profilo storico sia molto importante e, da un certo punto di vista. sia molto tranquillizzante. Il secondo tema che vorrei sfiorare, nel tempo che mi dato, quello degli usi della %omunicazione, dellutilit, del modo in cui il pubblico, per il quale tutte queste cose poi sono fatte, usa concretamente la %omunicazione, un argomento su cui spesso si pensa poco, spesso si fornisce il servizio aspettando di vedere cosa ne faranno gli utenti, ma non si capisce bene perch& e come, in generale, viene usata la %omunicazione. $n terzo elemento di riflessione che vi propongo specifica questo tema in quello che ho chiamato bilancio utente e vedremo bene che cosa vuol dire. !llora il primo tema e quello storico. 'oi pensiamo di essere nel pieno di una rivoluzione tecnologica, un luogo comune dice che siamo in un momento di rash tecnologico. 'on vero. (i fatto noi siamo in una parte avanzata ancora importante, ancora attiva di una lunghissima evoluzione tecnologica, che dura circa da due secoli. )isogna tornare allinizio dell*ttocento per vedere linizio della svolta che noi viviamo e, se possiamo fare un gesto di umilt, i momenti pi" intensi, i pi" creativi della grande espansione delle tecnologie, di cui noi siamo gli eredi, gli amministratori e gli innovatori, non avvenuta laltro ieri, non avvenuta ieri, non avviene oggi, avvenuta proprio nell*ttocento. 'ella slide che vedete vi sono alcune date. +o diviso questo piccolo momento storico in tre pezzi. Il primo grande momento di evoluzione tecnologica, il momento veramente cruciale avviene tra il ,-./ e il ,-01, in quegli anni si inventano i primi strumenti tecnologici di comunicazione fisica, perch& la %omunicazione prima di tutto comunicazione fisica, trasporto di atomi, non trasporto di bite, per usare la metafora di 'egroponte, si inventa anche il primo sistema tecnologico di comunicazione relativa alle immagini, quindi il primo sistema di simulazione tecnologico, che la fotografia, e si inventano i primi sistemi tecnologici di comunicazione di eventi, notizie ecc.2, attraverso lelettricit, che il telegrafo elettrico. 3invenzione

della ferrovia e delle navi a vapore, linvenzione della fotografia, linvenzione del telegrafo elettrico danno origine ai grandi filoni della %omunicazione moderna, cio la comunicazione fisica, la simulazione, lambito della rappresentazione e simulazione, e lambito della trasmissione mediatica. 4egue un periodo di 05675 anni in cui queste cose vengono lentamente assorbite, in cui lentamente si passa ad elaborare queste cose, a diffonderle, a renderle popolari, ad esempio la fotografia del .1, ma il dagherrotipo del 75, quindi lentamente queste cose si stabilizzano, trovano la tecnologia efficace ecc2 Il secondo grande importantissimo impulso, il secondo momento di grande innovazione tecnologica, cui noi assistiamo, di circa sessanta anni dopo, lultimo decennio dell*ttocento. In quei ,.6,/ anni nasce il telefono, come vedete, il cinema, la radio e laeroplano e, nel frattempo, si stabilizzano anche i mass8media come noi li intendiamo, ho indicato i commi sui giornali per parlare di un tipo di contenuti, e anche qui abbiamo uno sviluppo, un salto tecnologico fondamentale importantissimo della comunicazione mediatica, della comunicazione fisica e della capacit di trasmissione di informazioni attraverso strumenti di tipo elettronico. 4e ci pensate sono di nuovo ,56,/ anni in cui tutto cambia in maniera radicale. 'aturalmente, anche questi mezzi diventano lentamente operativi e lentamente trovano la loro identit. 9ensiamo al caso della radio, che molto significativo: nel ;< =arconi trasmette i primi segnale radio, i primi segnali voce, cio la capacit di trasmettere la voce attraverso la radio, arrivano dopo una decina di anni circa e allinizio =arconi molto irritato, combatte duramente contro il fatto di trasmettere un segnale radio che possono sentire tutti, lui vorrebbe che la radio fosse come il telefono, cosa che poi successa perch& i cellulari, in realt, sono radio, e sono radio a due punti, e lui vorrebbe questo, ma la radio invece circolare, arriva dappertutto e non sa come usarla. 4i inizia ad usarla ./ anni dopo, verso il ,;.5, quando in !merica qualcuno ha

lidea di fare la radio diffusione circolare, cio di trasmettere musica, questa la >iller application?, che viene sentita da tutti. @uindi, ./ anni per passare dalla invenzione tecnologica gi operativa alluso business e al commercio di questa faccenda, per laeroplano le cose vanno un po pi" veloci, poich& gi nella prima guerra mondiale gli aeroplani servono, per il cinema si va molto pi" veloci, quindi le velocit sono diverse. 3impulso successivo che noi troviamo quello degli A156-5 quando arriva il personal computer, in qualche modo !rpanet diventa Internet, si elaborano i primi broBser e si diffonde la telefonia mobile. !nche lC abbiamo un impulso, ma nettamente pi" debole sul piano dellinnovazione rispetto a quelli di cui abbiamo parlato primaD comunque un impulso di forte innovazione passato da una decina di anni, e oggi siamo in una fase importantissima, che non per nulla una fase passiva, di elaborazione, adattamento e utilizzazione delle nuove tecnologie, non siamo in una fase di creazione, ma in una fase di sviluppo, piuttosto che di ricerca. 3a cosa importante da dire che ogni impulso di innovazione tecnologica si somma ai precedenti, senza annullarli, senza sostituirli, in realt oggi noi scriviamo a mano pi" di quanto si sia mai scritto probabilmente nella storia dellumanit, forse anche gli scalpellini che sono la tecnologia dominante della comunicazione ai tempi di Roma antica ci sono pi" oggi che a quei tempi, certamente abbiamo pi" stampa oggi, e pi" libri oggi di quanti ve ne fossero nel ,-55. !lcuni fenomeni di conservazione dei mezzi sono straordinari, tutti pensavano che la radio sarebbe stata uccisa dalla televisione verso gli anni 05, in realt la radio non solo sopravvissuta alla televisione, ma prospera per vie estranee, prospera anche come sappiamo anche per Internet. @uindi, linnovazione tecnologica procede cumulativamente e procede secondo la forma caratteristica che la curva logistica, che qui vedete nel caso di unapplicazione commerciale, cio della

diffusione, della vendita di un computer, abbiamo due curve caratteristiche, la logistica della curva ad 4 che mostra come si procede alla diffusione, alle vendite di un computer o di unapplicazione, la curva a campana, che la curva classica della distribuzione normale in statistica, che mostra in qualche modo il tasso di innovazione, raddrizzando questa curva e considerando la percentuale rispetto allinnovazione totale otteniamo una retta, la cosa interessante che la diffusione dellinnovazione tecnologica funziona esattamente come il contagio, funziona secondo logiche virali, in questo caso vi mostro sulla slide la curva della peste di 3ondra, qui di seguito avete il numero delle prime stampe della )ibbia nelle diverse lingue, si vede che il modo in cui si afferma un nuovo prodotto commerciale, il modo in cui si afferma una nuova tecnologia, il modo in cui si diffonde unidea o una malattia ecc2 seguono la stessa logica, che una logica in qualche modo di contatto, una logica cumulativa che ad un certo punto raggiunge il suo vertice, la differenza che la malattia, sia che la gente guarisca o muoia tutta, ad un certo punto finisce, mentre le tecnologie non finiscono, ma si assestano su un certo livello. @ual la conclusione di questo discorsoE Io credo sia una conclusione abbastanza tranquillizzante, da un certo punto di vista, non siamo di fronte ad un fenomeno effimero, lesplosione tecnologica, il cambiamento, la rivoluzione cui crediamo di assistere non una bolla, al contrario delleconomia, non una cosa che scoppiata, si espansa e che rischia di implodere in seguito, un grande movimento sociale, tutto sommato il grande movimento sociale, nel senso che anche lespansione politica e sociale delle nostre societ dipende da questa. 3espansione delle comunicazioni in senso largo stata tutto sommato la tecnologia dominante nella nostra 4ociet, perch& dobbiamo considerare anche le ferrovie, le auto, gli aerei, si tratta sempre di comunicazione, di mettere in movimento le cose, ed stata

quella che ha retto leconomia fino ad oggi e, molto probabilmente, continuer a farlo, non ci sono ragioni per vedere la fine di questo processo. %redo sia anche consolante la questione degli impulsi e delle pause, che vi ho fatto notare, nel senso che vi bisogno di tempi fisiologici per assimilare le diverse innovazioni, questi impulsi fisiologici lentamente o meno lentamente si radicanoD appurato che il periodo di latenza tra linvenzione pura e la sua generalizzazione grosso modo si sta restringendo, per# sono periodi estremamente variabili, non si pu# pensare che immediatamente si affermi linnovazione, n& si pu# pensare che immediatamente la 4ociet trovi il modo usare una tecnologia, ricordiamo che i computer erano stati pensati come calcolatori e noi li usiamo poco per calcolare, mentre li usiamo per fare un sacco di altre coseD vi ho detto che la radio era stata pensata per essere una specie di telefono, a sua volta il telefono ebbe allinizio una certa ostinazione perch& si voleva cercare di farne una specie di radioD vi fu un periodo in cui si pensava che il servizio dominante del telefono fosse quello di sentire la musica da casa, di collegarsi ai concerti, di essere cosC una specie di radio. $na delle cose divertenti vedere il documento in cui Fdison propose gli usi possibili del fonografo, che poi unaltra grande tecnologia che arriva fina ad oggi, fino all=90, lui pensava che fosse una cosa buona, che poteva servire per i testamenti, per sentire la voce dei defunti, pensate a tutte queste cose molto divertenti che piano piano hanno portato a capire che poteva essere interessante sentire musica nelle case di tutti. %i si mette un po, e questa la cosa importante, non solo ad elaborare la tecnologia e a renderla sufficientemente affidabile e anche sufficientemente economica per essere diffusa, ma anche per capire che cosa si far con le nuove tecnologie. 3altro aspetto interessante che i mezzi, le tecnologie si richiamano lun laltro, una volta che la tecnologia diviene mezzo di comunicazione, lo fa di solito prendendo i vecchi mezzi di

comunicazione come proprio oggetto, la televisione in qualche modo prende il cinema da un lato, il teatro dallaltro come proprio oggetto, fa un po il mestiere del cinema e del teatro, in questa maniera diventa comprensibile, per esempio, il variet ripreso dal teatro, ed uno degli strumenti fondamentali della televisione, anche il cinema viene trasmesso in televisione, i due mezzi interagiscono tra di loro e, in questa maniera, il nuovo mezzo diviene pi" facilmente comprensibile. $n esempio del tutto ovvio il cellulare che simula il telefono inizialmente, che poi pu# trasformarsi, ma questa simulazione, o questa metafora di un mezzo passato, uno degli strumenti forti che consente ad una nuova tecnologia di affermarsi. 9erch& una tecnologia diventi mezzo di comunicazione di massa deve riprendere in qualche modo delle cose gi note al pubblico. 3a ragione questa: in realt, una nuova tecnologia ha di fronte due possibili strategie di presentazione. 9u# cercare di cancellarsi, pu# cercare di essere trasparente, pu# cercare di non apparire, oppure pu# cercare di apparire molto. 3a fotografia, ad esempio, quando stata inventata, era un mezzo che si presentava trasparente non aveva bisogno di essere utilizzato in nessun modo, al lato opposto il computer, in particolare Internet, nel momento in cui si presentato era molto opaco, pensate al (*4, ai comandi di stringa, e anche ora, dopo trenta anni circa di elaborazione che si sforza di rendere le cose facili, fortemente presente perch& rispetto ad unimmagine, a ogni partecipazione ecc.2, noi abbiamo barre di comando, allora se la prima strategia, che quella della trasparenza, la possiamo chiamare immediatezza? giocando sulla parola media, la seconda strategia, che quella di farsi presente, la possiamo chiamare ipermediazione?. 3e tecnologie sono sempre in equilibrio tra ipermediazione e immediatezza nella loro presenza sociale, vi una spinta naturale verso limmediatezza, cio verso la facilit, spesso per# la facilit produce ad un certo punto noia e stanchezza e i mezzi si iper8mediano, non se qualcuno di voi ha sentito

parlare di quel grande fenomeno che ha dominato la televisione negli ultimi anni che si chiama neo8televisione, secondo un concetto di Fco. 3a neo8televisione una televisione che parla di se stessa, che si parla addosso, che si fotografa, che si mostra, che invece di essere una finestra sul mondo, come si presentava prima, mostra un mondo dentro se stessa, invece di essere un pezzo del mondo che raffigura, diventa un contenitore del mondo, pensate ai tal>8shoB, pensate in qualche modo al Grande Hratello. 3a televisione passata, in questi ultimi ,56,/ anni, da una sensazione di immediatezza, in cui sostanzialmente non voleva essere vista se non come finestra, ad una sensazione di ipermediazione in cui continuamente sottolinea la propria presenza. @uesta dialettica tra immediatezza e ipermediazione una dialettica importante, perch& quella che consente al consumatore, allutente della comunicazione di usare i mezzi. !rriviamo a questo punto al mio secondo tema che quello degli usi della comunicazione. 'ormalmente, gli ingegneri pensano spesso cosC, si dice che la %omunicazione serve a trasmettere informazione e si tratta di trovare i fatidici contenuti, che sarebbero linformazione che deve essere trasmessa dalla comunicazione. ! costo di dire qui unaltra eresia, vorrei sostenere che linformazione non importante, che in realt le tecnologie della comunicazione non servono a trasmettere linformazione, o servono solo in parte a trasmettere linformazione, anche se naturalmente linformazione la condizione perch& la comunicazione avvenga, questo del tutto ovvio e diciamo il motore del mezzo di comunicazione, ma noi non andiamo in macchina per il divertimento di avere un motore che gira, noi usiamo il motore che gira per andare in macchina, allora noi non usiamo i mezzi di comunicazione per il divertimento di avere dellinformazione, noi usiamo linformazione per il piacere della comunicazione. @ual il piacere principale della comunicazioneE F essenzialmente lo stare assieme, il mettersi in relazione, lidentificarsi

in un gruppo, quella che io ho chiamato qui comunit facendo un piccolo gioca etimologico, pensate al momento in cui siamo, pensate ai mondiali, vero che ci interessano i risultati, ma molto di pi" ci interessa sentirci insieme a fare il tifo per la 'azionale, pensate alla gente che si raduna in piazza a guardare il maIi schermo con la partita, il piacere, il desiderio, luso di questa cosa non quello di avere il risultato, se si trasmettesse il risultato e basta si otterrebbe una comunicazione molto meno efficace. i

ricordo che quando si trasmettevano le partite del campionato di calcio sulla Rai, la Rai dava tutti i risultati salvo quello della partita che avrebbe trasmesso, perch& in questa maniera toglieva il gusto, pensate al cinema, certo non andiamo al cinema a vedere un giallo per sapere chi lassassino, se qualcuno ci dice chi lassassino allinizio ci rovina il piacere. 3a cosa che ci interessa, molto pi" che sapere delle cose, lessere assieme a condividere delle cose. @uesta tendenza largamente presente nella tecnologia della comunicazione contemporanea, pensate al modo in cui si usa Internet, le chat, le comunit, il gioco, pensate ai messaggini, pensate anche al modo in cui si usa la telefonia normale, fino a <61 anni fa, quando la telefonia cellulare era nuova, tutti prendevano il giro il povero signore che telefonava alla moglie dicendo: %ome staiE? oppure )utta la pastaJ? e cose del genere, ma il telefono serve esattamente a questo, non serve a dire: ?% stata la battaglia di Katerloo e 'apoleone ha vinto?, grande notizia ovviamente falsaD il telefono serve molto di pi", e credo sia facile trovare dei dati su questo punto di vista, a regolare reciprocamente e collettivamente il proprio comportamento. 9ensate anche al vostro comportamento non lavorativo, ovviamente qui siamo un pubblico un po speciale, che ha dei comportamenti un po speciali, ma la massa del pubblico gioca essenzialmente con i mezzi per coordinare il proprio comportamento, per identificarsi in una collettivit, come quella dei lettori di un certo giornale ecc.2, e per sostenere amicizie, gruppi, famiglie e

cose di questo tipo. @uindi il tema che io vorrei sottoporvi qui riguarda la funzione principale delle tecnologie, che la comunicazione e non linformazione, e la comunicazione essenzialmente questa attivit di ponte, di rete che noi tutti pratichiamo continuamente, compresa la rete rappresentata dagli uffici e il lavoro, oltre alla famiglia. ! questo punto, vorrei introdurre brevemente un terzo concetto che forse serve a spiegare meglio quello che accaduto con i mezzi, i successi, i fallimenti, le cose che sono andate bene, le cose che sono andate male, e pu# servire anche a farci capire meglio come andranno le cose in futuro. 4i tende a dire che non sappiamo cosa fa lutente, non sappiamo cosa fa il consumatore, il comportamento del consumatore imprevedibile, io sostengo che il comportamento del consumatore abbastanza prevedibile, perch& abbastanza razionale, purch& si tenga presente con chiarezza il suo punto di vista. $no dei modi per capire il suo punto di vista quello di pensarlo come il titolare di una specie di bilancio, che per# un bilancio complesso, non un bilancio semplice. In questo bilancio vi sono delle poste attive, delle cose che in qualche modo lutente prende dalla comunicazione, dai mezzi di comunicazione, che chiede ai mezzi di comunicazione, e vi , senza dubbio, una quota di informazione, che per# va misurata con le altre possibili fonti di informazione disponibile. Haccio un esempio molto concreto: sar difficile che chi non collegato ad Internet, lo usi per trovare un numero di telefono, perch& lelenco del telefono pi" comodo e continuer ad essere pi" comodo per sempre, e cosC per mille altre cose, allora chiaro che il consumatore, lutente confronta le fonti di informazione e sceglie quella pi" comoda, quella pi" semplice e quella pi" economica. 3altro aspetto che va fortemente sottolineato sulla posta attiva del bilancio dellutente la capacit di essere in rete, di essere in comunicazione, di essere in comunit, di essere socializzato, da questo punto di vista, anche questa un posta che si confronta con altre possibili relazioni, in

particolare con altre possibili fonti di comunicazione che possono essere quelle pi" tradizionali, se si tratta di fare una telefonata da casa naturalmente lLutente far pi" facilmente una telefonata sul telefono fisso piuttosto che sul cellulare, sempre che i costi restino quelli che sono. 4ul piano della posta passiva di questo bilancio dellutente, abbiamo da un lato, ovviamente, la questione economica, chiaro per chiunque abbia, come me, dei figli adolescenti, che questi, avendo un budget piccolo, calcolino la loro possibilit di fare telefonate, di mandare messaggini o di fare quella cosa gratuita e un po buffa, che magari d fastidio a chi vende queste cose, che sono gli squilli, e che per# servono fortemente a dire che io sono qui tu sei lC, siamo assieme, siamo amici e cose di questo tipo. Fd del tutto evidente, osservando il comportamento di questo gruppo che un gruppo importante che la scelta una scelta economica, cio volendo stare assieme, volendo fare comunit si sceglie il modo che sia il pi" economico possibile, questo perch& loro hanno un bilancio molto piccolo, per# in realt una considerazione di questo tipo andrebbe fatta anche su bilanci di tipo familiare, su bilanci utenti un po pi" grossi. F chiaro che vi un forte limite economico alla possibilit di uso delle tecnologie, che limita questo problema della comunit dellinformazione. 9ensate a come esploso Internet quando diventato gratuito, pensate a come sono esplosi i cellulari quando sono arrivate le schede pre8pagate, pensate anche a come esplosa la comunicazione interurbana, quando calato il costo e cosC via. $naltra posta di questo passivo di bilancio sono i costi di attenzione, chiaro che a parit di altri fattori molto importante la richiesta che ci viene fatta di attenzione e competenza. I nuovi mezzi non possono funzionare se non sono in grado di chiedere poca attenzione o di basarsi su una competenza che gi data, questa la ragione per cui vi sono quelle metafore di cui vi parlavo prima, che in particolare ricapitolano i mezzi precedenti e questa la regione per cui una strategia di

trasparenza e di semplicit sempre premiata allinizio di un nuovo mezzo. @uesta la ragione per cui per esempio si sono affermati cosC facilmente i cellulari, che non necessitavano affatto che si imparasse qualche cosa per il loro uso fondamentale, se si andasse a guardare il rapporto tra luso dei cellulari sulle funzioni fondamentali, cio sulla telefonata, e sulle funzioni pi" complesse, si scoprirebbe che i costi di attenzione spesso impediscono di usare funzioni pi" complesse, semplicemente perch& la gente non ha voglia di passare delle ore sul libretto delle istruzioni, questo il classico caso dei video registratori o dei ( ( ricchissimi e complicatissimi, che noi non usiamo perch& non abbiamo voglia di studiare queste cose. i sono dei costi e dei vantaggi di tempo, una

delle distinzioni nella storia della tecnologia fra le tecnologie time8saving e tecnologie time8Basting, non vero che noi scegliamo solo tecnologie time8saving, vi sono tante cose che ci fanno risparmiare del tempo e che noi usiamo per poi usare delle tecnologie che invece servono per occupare il tempo, la televisione una tecnologia essenzialmente time8Basting, per# questo spreco di tempo uno spreco strutturato, organizzato che gli d forma. $n ultimo punto che vi voglio dire quello dei costi percettivi, non detto che a parit di informazione, a parit di comunit, a parit di costo, di attenzione, due mezzi siano uguali se usano canali percettivi diversi. I canali percettivi sono preziosi, hanno caratteristiche particolari, una cosa di cui ha gi parlato =c3uhann, il fondatore di questi studi /5 anni fa, non possibile sempre usare in maniera indifferente limmagine ed i suoni, per esempio. Fsiste una tecnologia affermatissima, che tutti quanti conosciamo ed usiamo, di trasporto i suoni, si tratta di radioline, di Bal>man e cose del genere, mentre la tecnologia del trasporto delle immagini, anche se c perch& esistono le televisioni portatili, in realt ha avuto molto meno successo perch& i costi percettivi, il bisogno di concentrare lattenzione in un canale ad esclusione degli altri molto pi" forte nel caso delle immagini,

che nella comunicazione di tipo sonora. In conclusione, chiaro che le tecnologie andranno avanti perch& questa la grande onda, chiaro che vi saranno delle applicazioni che andranno bene, delle applicazioni che andranno male, non bisogna pensare che le applicazioni che andranno bene saranno quelle tecnologicamente migliori semplicemente con buoni contenuti, ma saranno quelle che risponderanno a dei bisogni o a dei desideri da parte degli utentiD questi bisogni, questi desideri in definitiva, pur essendo variamente strutturati, vanno considerati come razionali e vanno considerati come il risultato di un calcolo in qualche modo di bilancio da parte dei consumatori. @uindi, chi sapr fare questi conti in maniera pi" attenta, chi sapr tenere conto di queste esigenze in maniera pi" precisa probabilmente nella competizione fra coloro che producono e diffondono tecnologie sar colui che vincer. ?