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SE MI AMASSI

di Doris J. Lorenz

Colophon

Tutti i diritti sono riservati. La riproduzione, trasformazione, moltiplicazione o distribuzione, totale e parziale, della presente opera, attraverso memorizzazione digitale (fotografia, microfilm o altro), sono espressamente vietati in assenza di unautorizzazione scritta dall'autore. Le vicende narrate in questo romanzo sono frutto della fantasia dellautore. I luoghi citati in alcuni casi sono immaginari, mentre altri sono reali,

quantunque costituiscano solo uno spunto narrativo. Tuttavia, ogni coincidenza con situazioni e persone reali puramente casuale.

Sinossi

A pochi giorni dall'inizio del primo anno di universit alla TUM di Monaco di Baviera, Lene Winter non disposta a credere che quel ragazzo, apparso dal nulla nel labirinto degli specchi, possa cambiare la vita fatta di certezze che si costruita addosso e che non intende abbandonare, per ripiombare nell'insicurezza che le ha segnato l'adolescenza. Shaun Keller, invece, desidera vincere il campionato nazionale di motociclismo e ha bisogno di lei. Un passato nelle piste e una sensibilit innata per i motori, fanno di

Lene un tecnico prezioso, ma lei non vuole tornare alla vita agonistica: ha paura di un nuovo lutto. Shaun, per arrivare a Lene, dovr scavare nel suo animo tormentato che non le permette di relazionarsi con gli sconosciuti, infondendole una paura costante di essere avvicinata e toccata da estranei. Shaun cercher in ogni modo di farle capire che non solo un ottimo pilota che attira schiere di fan disposte a tutto pur di passare ore piacevoli con lui, ma anche un tenero e appassionato amante che sapr arrivare a parlare al cuore ferito di Lene. Il destino li ha fatti incontrare e solo un forte sentimento potr sopravvivere a nuove sofferenze da superare...

Sei la mia passione, la mia vita, il mio respiro.

Un ringraziamento a Francesca, Elisabetta e Simone

SE MI AMASSI
di Doris J. Lorenz

La prima volta che lo vidi ci separava un vetro. Mi era apparso davanti all'improvviso e invece di continuare a cercare una via d'uscita dal labirinto degli specchi iniziammo a guardarci. Poi lui avvicin la mano fino a toccare la superficie trasparente e io appoggiai il palmo in corrispondenza della sua mano. Il labirinto era affollato di gente che rideva, che gridava o che sbatteva contro le pareti trasparenti, ma in quell'attimo che non sentii il calore della

sua mano, noi continuammo a guardarci e tutto il frastuono che proveniva dal luna park dell'Oktoberfest sembr svanire. Era da molto che cercavo il meno possibile contatti con altre persone, soprattutto con gli estranei, ma in quel momento a proteggermi c'era un vetro. Lo sguardo di quel ragazzo sconosciuto era profondo e intuii dai suoi occhi verdi che non avevo nulla da temere. Poi, si volt repentinamente verso la sua sinistra. I capelli biondi e lisci, gli lambirono il viso, alcuni si impigliarono sul velo di barba che gli incorniciava il mento. Mi avvicinai di pi alla superficie trasparente, lui mi sovrastava di una ventina di centimetri, non potevo

toccarlo, ma lo guardai attentamente: il naso dritto, le labbra carnose, le ciglia lunghe e... poi, lui si volt di nuovo dalla mia parte. Io scostai il viso dal vetro, ma le nostre mani rimasero appoggiate e iniziarono a spandere un alone che sembrava fondere la superficie trasparente come fosse acido. Ora era lui che mi accarezzava con lo sguardo, soffermandosi sul viso, sulle mie labbra, sui capelli che segu fino a dove si adagiavano sulle spalle per poi scendere a guardarmi il seno che sotto la t-shirt nera si sollevava con un ritmo sempre pi sostenuto. Quello sguardo attento e silenzioso mi stava delicatamente eccitando e

quando io guardai il suo torace ampio, i muscoli del suo braccio sollevato e infine, scesi ad osservare i suoi fianchi, intuii che anche il suo respiro si era accelerato. Io stavo pensando a come sarebbe stato essere stretta da quelle braccia forti, immaginai l'odore della sua pelle e mentre la mia mente galoppava, mi resi conto che se non ci fosse stato quel vetro non mi sarei mai lasciata andare a quelle fantasie, tantomeno con uno sconosciuto. Staccammo le mani nello stesso istante, come se la superficie fosse diventata incandescente a causa soprattutto dei nostri sguardi reciproci. Lene! mi voltai verso la mia amica che mi stava cercando.

Hai visto a chi assomiglia il ragazzo al di l del vetro?, le dissi quando lei mi raggiunse. Quale ragazzo? e il movimento rapido del suo capo da una parte all'altra nell'intrico di vetri e passaggi, mi fece capire che lui se ne era gi andato. Ma testimone di quel singolare incontro che si era appena svolto, c'era ancora l'impronta della sua mano sul vetro. Un attimo fa, mi sono trovata di fronte... iniziai a ridacchiare. E pensa che ancora non ha bevuto neanche un goccio di birra, disse a Betsy che ci aveva raggiunte. E secondo te quella potrebbe

essere l'impronta della mia mano? replicai, facendo aderire il palmo al vetro. Passaggio di yeti? si giustific Christine. Sarebbe una bella invasione se assomigliassero tutti all'attore che ha impersonato Thor. Per me ha gi bevuto, prima di raggiungerci alla Parata. Certo che siete proprio perfide. Non mi credete? Va bene, vuol dire che uscite di qui mi metter a cercarlo e vi dimostrer che esiste, ma risi per prima. Sapevo benissimo che era impossibile incontrarlo di nuovo, ma sarebbe stato sorprendente scovarlo in quella confusione di corpi e di volti.

Per, stai migliorando finalmente parli di ragazzi e se incominciassi anche ad interessarti di pi a loro, forse saresti meno scontrosa. S, credo sia un miracolo che tu ti sia accorta di qualcuno. Dobbiamo assolutamente trovare il tipo che l'ha riscossa dal suo torpore, non trovi Betsy?. Le mie amiche ridacchiarono e poi, cercarono di uscire da quell'intrico infernale di passaggi e trabocchetti, io le seguivo. Sapevo che avevano ragione, ma al momento avevo altro per la testa e quella serata al luna park, per me era solo un diversivo che mi ero concessa prima di immergermi nel semestre autunnale del corso universitario che stava per iniziare.

Ero ansiosa di misurarmi con quella nuova sfida, ma nello stesso tempo mi resi conto che quel contatto fuggevole con quello sconosciuto aveva risvegliato in me qualcosa di profondo, al punto da spingermi, appena uscite dal labirinto, a voltarmi pi volte tra la folla alla ricerca di quel volto.

I bagordi dell'Oktoberfest erano ancora nell'aria, quando mi recai al campus e dovetti faticare non poco per orientarmi in quella struttura che abbracciava un'area enorme nella cittadina di Garching, a meno di venti chilometri da Monaco di Baviera. Era l'inizio di ottobre e l'aria era ancora mite. Mi concessi un viaggio in moto, mi piaceva sentire i differenti odori e il calore che pian piano si lasciava dietro la citt. Parcheggiai la mia Ducati Monster e mi tolsi il casco.

Non avevo visto posti all'ombra mentre procedevo lentamente nel parcheggio del campus, cos mi rassegnai al fatto che, al mio ritorno, avrei dovuto mettere il mio sedere sulla sella surriscaldata dal sole. Ma in quel momento non aveva importanza: stava per iniziare qualcosa che avevo programmato da tempo insieme a mio padre e sapere che lui non sarebbe stato vicino a me in questa particolare circostanza mi provocava una profonda amarezza. Contavo per di arrivare fino in fondo al nostro sogno: quello di laurearmi in ingegneria meccanica a pieni voti. Presi un bel respiro e mi avviai verso l'entrata.

Sin dalla prima volta che avevo varcato le porte della TUM a Garching avevo pensato che la luce regnasse padrona in quella struttura avveniristica e funzionale. Era un ambiente estremamente stimolante, anche se non avevo degli amici con cui condividere quell'emozione. Non conoscevo nessuno, ma non sarebbe stato un problema: non ho mai amato la compagnia. Le lezioni sarebbero iniziate solo il giorno dopo, ma io avevo voglia di immergermi nei rumori, negli odori e nella vita di quella che sarebbe stata la mia facolt. V olevo vedere la biblioteca dove

avrei studiato e preparato gli esami; cercare quello che sarebbe stato il mio angolo preferito, dove sarei stata a mio agio e mi sarei sentita a casa, io che una casa non l'avevo pi. Christine e Betsy mi attendevano per il pranzo nella mensa della loro facolt al centro di Monaco, quindi, avevo tutto il tempo di farmi un giro per gli ampi atri luminosi, passeggiare sui balconi che si affacciavano negli spazi comuni interni e anche provare uno degli scivoli che facilitavano gli spostamenti dal terzo piano dell'universit al piano terra. Era una cosa che avevo programmato da tempo: impossessarmi mentalmente e fisicamente di quello spazio enorme in cui avrei dovuto

passare parecchio tempo da l in avanti e che di certo non aveva le misure del monolocale in cui abitavo, sopra l'officina dove lavoravo. Sapevo che quella passeggiata sarebbe servita per tranquillizzare la mia ansia e il solito problema di avere tutto sotto controllo, quando invece sapevo che non sarebbe stato assolutamente cos. Finita quella specie di iniziazione che mi imponevo ogni volta che dovevo affrontare un ambiente nuovo, uscii dalla facolt e raggiunsi le mie amiche alla loro mensa universitaria, al centro di Monaco. Non fu semplice trovare parcheggio:

biciclette e moto avevano gi occupato tutti gli spazi disponibili. Feci un giro attorno all'isolato e alla fine riuscii a trovare uno spazio libero dove parcheggiare la Monster. Sapevo che sarebbe stato tutto pi semplice se avessi accettato l'ospitalit di mia madre e di suo marito Kurt, nella loro villa a pochi chilometri da Monaco, ma io ero diventata testarda e introversa, soprattutto dopo la morte di mio padre. Avevo chiamato Christine, un attimo dopo aver parcheggiato, e lei mi aveva detto che stava arrivando, cos decisi di fare la fila e di prendere il pranzo, poi, con il vassoio in mano, scelsi un tavolo che avesse la vista migliore sulla strada. Mi sedetti e iniziai a mangiare la

Brotsuppe. Alzati questo non il tuo tavolo!. Sollevai lo sguardo dalla ciotola che conteneva quella zuppa poco invitante e guardai con sufficienza la ragazza bionda che, per un attimo, aveva arricciato il labbro superiore e poi, aveva subito ripreso a masticare la gomma che aveva in bocca, imitata da un'altra ragazza ugualmente bionda che l'aveva raggiunta e aveva posato un vassoio dal lato opposto in cui ero seduta. La bottiglietta dell'acqua cadde e rotol sul tavolo, io l'afferrai al volo e la restituii alla ragazza. Mi sembra che ci sia posto per tutte, mi costrinsi a dire, vedendo che

al gruppo si stava aggiungendo un'altra ragazza, dai capelli corti e neri. Per te non c' posto a questo tavolo! riprese a dire la prima ragazza, posando il suo vassoio e nello stesso tempo, cercando di non far scivolare i manici della borsa che aveva stretto chiudendo l'avambraccio. Questione di punti di vista, io trovo che il posto ci sia. La prima bionda sput la sua gomma da masticare che fin dentro la mia zuppa di pane. Ero divisa tra due reazioni: prenderla per i capelli e trascinarla per tutta la mensa o darle un pugno in pieno viso. Pessime reazioni per una ragazza,

ma io ero cresciuta in un ambiente prettamente maschile e mio padre non aveva mai frenato i miei istinti aggressivi, quindi, ero un tipo pi predisposto allazione che a subire, quando venivo provocata. Stavo per alzarmi, quando sopraggiunsero in sequenza prima le mie due amiche che, conoscendomi bene, si erano gi scambiate un'occhiata significativa e poi... Alex, aiuti la signorina a sloggiare? disse la prima bionda, cambiando tono alla parola signorina; certo il mio abbigliamento: jeans scoloriti, t-shirt e gil di pelle neri stonavano vistosamente con la sua mise da cubista.

Io alzai lo sguardo e mi trovai davanti il ragazzo che avevo incontrato nel labirinto degli specchi. Aveva tagliato i capelli e si era rasato, inoltre, i suoi occhi erano minacciosi e il suo sguardo mi fer, pi di ogni altra cosa: non mi aveva riconosciuto. Era 'bello e irraggiungibile', anche se dalla prima occhiata che ci eravamo scambiati meno di due settimane prima, mi sembrava pi 'bello e tormentato'. Questo il nostro tavolo, rincar la dose Alex. Ma certo, tolgo subito il disturbo! dissi con un tono che non aveva niente del remissivo. Pescai con le dita la gomma da masticare che la sua amica mi

aveva sputato nella zuppa, la misi in bocca e poi, la sputai a mia volta nel piatto della bionda, che lanci un grido come se qualcuno la stesse scuoiando. Poi, rifilai un'occhiata ad Alex che sperai gli comunicasse tutto il mio disprezzo, facendogli capire che lo detestavo, lui e le sue amiche. Misi lo zaino sulle spalle e poi, afferrai il vassoio, cercando con lo sguardo un altro tavolino, a quel punto, mi accorsi che tutta la mensa aveva gli occhi puntati su di me. Una presentazione con i fiocchi, non c'era dubbio. Mi dispiacque solo per le mie amiche che dovevano frequentare quell'ambiente, mentre io, da quel

giorno, avrei evitato rigorosamente quella mensa. Notai che molti ridacchiavano, forse a qualcuno la mia lezione era piaciuta. Non pensare di cavartela cos!, sentii gridare la bionda, mentre io e le mie amiche ci stavamo allontanando il pi possibile da quel gruppetto di studenti. Ti aspetto domani mattina, all'Hofgarten vicino al tempio di Diana, alle cinque, con i tuoi padrini, le dissi voltandomi e la fissai come se avessi pensato seriamente ad una 'singolar tenzone'. Lei rimase per un attimo interdetta e il mio sguardo si pos su un tavolino vicino a quello che avevo appena

lasciato. Un ragazzo stava sorridendo, anche se in modo poco evidente: aveva solo un lato della bocca leggermente sollevato, i capelli lunghi e biondi gli erano scesi davanti agli occhi, ma stavolta non potevo sbagliarmi: 'Bello e tormentato'.

Si accettano scommesse e commenti, dissi alle mie amiche, quando riuscimmo a trovare un tavolino abbastanza lontano da quello che avevo inavvertitamente occupato meno di dieci minuti prima, da non riuscire a sentire quello che l'isterica bionda stava dicendo ad Alex. Ma non serviva un'indovina per capire che era incazzata a morte. Alcune compagne di corso ci avevano gi avvertito delle regole base per non incappare in certe situazioni... spiacevoli? mi disse Christine, con un

tono di voce leggermente teso. Veramente il lato 'spiacevole' capitato a me, dato che quella scema ha sputato la sua gomma da masticare nella mia zuppa e anche se non aveva un aspetto invitante, era comunque il mio pranzo. Mi sono seduta a quel tavolo perch non c'era nessuno e non c'era neppure scritto: 'Prenotato da Ken e le sue Barbie'. Una delle bionde mi ha intimato di alzarmi e sai che io non apprezzo che qualcuno mi dica cosa fare, soprattutto se non rientra nelle mie amicizie o non lo conosco e in special modo se me lo chiede in modo sgarbato. E poi scusa, ma siamo tornate all'asilo? Segnano il territorio come i cani, sottolineai contrariata.

Christine prese un profondo respiro prima di parlare. Sei troppo tesa. Mi ha sputato la gomma nel piatto, sono stata anche troppo accomodante!. Va bene, lascia stare. Spero solo che non avremo ritorsioni in futuro. La guardai sorpresa. Mi dispiace, ma se pensi che ti possa creare problemi, mi alzo e me ne vado subito, presi il mio zaino, ma Betsy mi afferr una mano. Mangiamo questo delizioso pranzo, poi, a stomaco pieno, ragioneremo meglio. Non mi vedranno pi. Sono venuta oggi solo per stare in vostra compagnia, ma lo sapete benissimo che poi manger

e studier a parecchi chilometri da qui. Si dimenticheranno presto di me. Mmm... forse, ma sai, credo che qualcuno non sia intenzionato a dimenticare l'accaduto e non parlo dell'isterica, ma del gemello che seduto in disparte e anche se sta parlando con un altro studente, non ha smesso un attimo di guardare dalla nostra parte, ammise Christine eccitata. Quando si parla di ragazzi, ti passa sempre tutto. Mi spieghi come funziona questa cosa? le chiesi e poi, continuai, prima che lei potesse rispondermi. Ti avevo detto che avevo incontrato un ragazzo nel labirinto degli specchi. Vuoi dire che il tuo 'Thor' lui?. Dai, ammettilo, un po' gli

somiglia. S, forse, vagamente... i gemelli Keller. Secondo anno di economia Alex e l'altro si chiama Shaun e indovina. Odiavo Christine quando lasciava le frasi in sospeso per accentrare tutta l'attenzione su di s. Poi, sul suo viso si allargava un sorriso sornione, si sistemava le ciocche di capelli lisci e lunghi dietro le orecchie e finalmente, si schiariva la voce e proseguiva. Secondo anno, ingegneria meccanica. Si vede che oggi neanche lui ha lezione. Sei molto informata, le dissi, fingendo di non essere piacevolmente sorpresa dalla notizia. Gemelli, ero incappata in due

gemelli. Bene, almeno non avevo sbagliato sul fatto che il 'mio' di gemello era quello che non detestavo, per il momento, comunque, un fuggevole scambio di occhiate non lo aveva ancora posto al centro della mia vita. Ci siamo solo imbattute nel gruppetto stamattina. Eravamo con altre ragazze del nostro corso e le Barbie, come le chiami tu, stavano sbavando dietro ad Alex e ci hanno 'illuminato' sugli ultimi gossip che conoscendoti non ti interesseranno immagino, continu Betsy. Immagini bene, le confermai, affondando la forchetta nella mia Kartoffelsalat.

Allora cambiamo discorso se non sei interessata, anche se dentro il labirinto degli specchi mi sembravi un po' delusa che noi non avessimo visto 'Thor'. Non ho gli ormoni sempre in subbuglio, io, qualche volta riesco anche a tenerli a bada, al contrario di voi due. Peccato che tu non riesca a tenere a freno altrettanto facilmente la tua rabbia e comunque sappi che non sai mentire. Alzai gli occhi e la guardai. Se faccio un apprezzamento su un ragazzo, non detto che io pensi subito a come sarebbe rotolarmi con lui in un letto. Lo guardo, dico che carino e finisce l. La tua solita freddezza teutonica.

Sei proprio sicura che nelle tue vene scorra anche un po' di sangue italiano?. A quel commento mi irrigidii: sapevano che tra me e mia madre non correva buon sangue. Mi ero trasferita a Monaco da qualche mese, ma non avevo mai dormito sotto lo stesso tetto di mia madre, avevo preferito trovare un'altra sistemazione, che per me era soddisfacente e anche per il mio datore di lavoro, dato che gli facevo anche da custode nella sua officina. Forse, viene fuori quando mi arrabbio o quando qualcuno mi dice cose che non mi piacciono. Scusa, non volevo offenderti, mi disse Christine.

Lascia stare, non importa. Finimmo il pranzo in silenzio, lasciando che le chiacchiere e i rumori della mensa si insinuassero tra noi. Era stato un giorno particolare per tutte e tre e quando le lasciai per andare all'officina, mi abbracciarono. Lo sai che se vuoi ci stringiamo un po' e ti ospitiamo nel nostro appartamento, mi ripet l'invito, per l'ennesima volta, Betsy. No, a me piace dove sto e poi, pi semplice da l raggiungere il campus. Non voglio ogni giorno attraversare Monaco con la moto. Per, sarebbe pi comodo per questo inverno, quando la moto dovrai per forza tenerla in garage.

Poche decine di metri e ho la fermata della metro. Va bene, inutile insistere con te. Ma alla prima festa stai da noi. Non ti lasciamo andare via ubriaca. Sono riuscita ad allontanarmi con le mie gambe dall'Oktoberfest, cosa vuoi che sia una festa studentesca?. Mi accompagnarono fino alla moto, poi, proseguirono verso l'appartamento che dividevano. Io invece mi immersi nel traffico di Monaco. Quando eravamo uscite dalla mensa, non mi ero voltata, anche se avevo sentito la bionda isterica fare un commento. Le matricole abbandonano il

campo. Avrei potuto risponderle, ma non ne avevo voglia, e poi, Christine e Betsy erano le mie migliori e uniche amiche, non volevo creare loro dei problemi. Non era la mia facolt e con un po' di fortuna, non ci saremmo pi incontrate: frequentavano sicuramente altri locali e compagnie.

Hans Meyer era amico di mio padre da tanti anni, quando decise che Garmisch gli stava troppo stretta e, chiusa la societ che aveva con lui, si era trasferito a Monaco. Quando alcuni mesi prima mi ero presentata nella sua officina per un attimo si era grattato la testa, come faceva sempre quando qualcosa lo impensieriva, ma poi mi aveva presentato il suo collaboratore. Questa ragazza sa aprire e chiudere un motore anche ad occhi chiusi, quindi, mi aveva abbracciato quasi

stritolandomi e mi aveva offerto di restare. Avevo contato molto sul fatto che lui mi offrisse un lavoro per mantenermi agli studi, ma fece di pi. Ho bisogno di una mano, ma non in modo continuativo e anche che qualcuno dia un'occhiata all'officina. Non mi fido degli allarmi, quindi, se sei d'accordo, ti offro vitto e alloggio, mi aveva detto, poi, mi aveva portato a vedere il piccolo appartamento, proprio sopra alla sua attivit. Non avrei potuto chiedere di meglio, lo avrei aiutato quando non avevo lezione e lui mi avrebbe pagato anche qualche extra per il lavoro svolto. Non mi aveva chiesto perch non ero

andata a stare da mia madre e lo apprezzai molto, era molto discreto, lui e la sua famiglia, mi invitavano spesso a casa loro, ma cercavo di essere di peso il meno possibile. In quel primo pomeriggio, dopo il pranzo in mensa con le mie amiche, percorsi la breve distanza che mi separava dall'officina con relativa calma, quasi avessi bisogno di smaltire la rabbia che mi aveva causato l'alterco con quel gruppo di isteriche snob e il 'playboy' di turno che per un attimo avevo erroneamente scambiato per il ragazzo che avevo incontrato nel labirinto degli specchi. Christine aveva ragione, la notizia che Shaun frequentava la mia facolt, mi

aveva messo di buon umore, sebbene non fossi certa di poterlo rincontrare di nuovo. Allora come stato il tuo 'giretto turistico'? mi chiese Hans appena ebbi parcheggiato la moto dentro la sua officina. Istruttivo, il campus enorme e la facolt sembra una stazione spaziale costruita nel posto sbagliato: doveva stare tra le stelle. Lui rise di gusto, facendo vibrare la tuta blu che indossava. Prima o poi ti stancherai di questo posto maleodorante e buio e viaggerai nello spazio con i tuoi amici. Non conosco nessuno in facolt. Le mie amiche frequentano economia, a

loro i motori non interessano, tantomeno la fisica e la meccanica dei fluidi. Non vedo l'ora che tu esca a pieni voti dall'universit. Dovrai aspettare qualche anno, spero solo quelli canonici e non qualcuno di pi, ma te lo sapr dire appena mi render conto di quanto sia dura la facolt che ho scelto. Sei troppo in gamba per non farcela, per me ti contatter immediatamente qualche multinazionale, oppure lo far la BMW. V orrei avere solo parte della tua indefessa fiducia nelle mie capacit. Ripongo in te la stessa fiducia che aveva tuo padre. Io annuii senza rispondergli.

Dopo un attimo sentimmo il rumore di una moto che si avvicinava al minimo. Io mi andai a cambiare e Hans si diresse verso l'uscita dell'officina. Mi sembrava passato solo un giorno da quando mio padre mi aveva portato per la prima volta nel suo 'regno', come lo chiamava mia madre, eppure erano passati tanti anni. Avevo imparato tante cose. Ora, oltre alla pratica dovevo studiare la teoria: sperai con tutta me stessa che ci sarei riuscita. Dopo aver indossato una tuta, mi infilai un paio di guanti in lattice, presi una chiave inglese dal supporto fissato alla parete e mi avvicinai al cofano

aperto di un'auto. Hans mi aveva spiegato il problema che aveva riscontrato il padrone della macchina, quando l'aveva portata la sera prima, cos, iniziai a smontare il filtro dell'aria. Avevo appena fatto in tempo ad allentare un bullone che... Lene? mi sentii chiamare, per la sorpresa lasciai cadere la chiave sul pavimento e sbattei la testa nell'interno del cofano. Mi massaggiai il capo e con la coda dell'occhio vidi delle sneakers. Non appartenevano di sicuro a nessuno dei frequentatori assidui dell'officina e non conoscevo neppure la voce della persona che mi aveva chiamato. Pensai fosse il proprietario

dell'auto, molte volte avevo visto uomini storcere il naso appena Hans mi chiamava per un consulto e mi preparai pazientemente ad ascoltare la velata protesta per la mia supposta incompetenza, ma mi sbagliavo: Shaun Keller era davanti a me e mi guardava serio. Ma non ride mai? S, sono io, cosa vuoi? gli chiesi in modo scontroso. Hans dice che devi dare un'occhiata alla mia moto. Credo di aver capito il problema, ma non vuole che tocchi neanche una chiave della sua officina, disse contrariato. Se ti facessi male, la responsabilit ricadrebbe su di lui, gli risposi e poi,

gli feci il gesto di avviarsi verso la sua moto. Bene, ora lui, suo fratello e le sue perfide amiche sputatrici di gomme da masticare avrebbero avuto altro su cui sparlare. La cosa mi indispettiva perch quello era il mio mondo, la mia vita, la mia normalit, anche se gli altri non la consideravano tale. Ero sempre stata considerata la diversa, quella con le mani sporche di grasso, che puzzava di gas di scarico dei motori, anche se non era vero, ma cos venivo dipinta. Non ero mai riuscita ad entrare in qualche gruppo a Garmisch, ero troppo sopra le righe, cos mi ero isolata al

punto che dopo la morte di mio padre non aveva pi senso rimanere in citt e cos, finito il Gymnasium, decisi di andarmene. La spia del liquido del radiatore segnala surriscaldamento.... Shaun mi riport alla realt e io lo bloccai subito. So perfettamente cosa indica la spia del liquido di refrigerazione, ora vediamo da cosa potrebbe dipendere. Ero stata eccessivamente brusca con lui, me ne rendevo conto. Lui non rispose e io mi chinai, feci scorrere lo sguardo fino a dove potevo vedere il tubo del radiatore e vidi una minuscola goccia, ci posai leggermente il dito, sapevo che era bollente.

Hai una perdita dal tubo.... So, dove va quel tubo, mi rispose lui cupo. Mi sono fermato subito appena ho visto la spia accendersi e ho immaginato che potesse essere quello il guaio. Strano che non hai notato prima questa perdita anche se minima. Il tubo deve essersi forato o lacerato da tempo, altrimenti non avresti perso cos tanto liquido dal radiatore da far segnare la spia sul cruscotto, a meno che tu non abbia dimenticato di controllare il liquido nel radiatore e di rimboccarlo da molto tempo. V orresti dire che sono un pessimo manutentore?. Forse, sei solo distratto.

Gli occhi chiari di Shaun si incupirono e pensai che stesse per mandarmi al diavolo, forse me l'ero meritato, ma la mia reazione eccessiva dipendeva dalla convinzione che pensavo che quella stessa sera si sarebbero divertiti alle mie spalle. Che stupida, ancora mi illudevo di essere accettata per quello che ero. Quanto tempo ci vorr per sostituirlo?. Intanto vediamo se c' in officina e poi, il tempo di far raffreddare l'acqua del radiatore, gli dissi con sufficienza, solo perch il mio modo perfido di rispondergli era dettato dal desiderio di proteggermi. Lui si allontan senza commentare

ed entr nell'officina. Lo vidi parlottare con Hans il quale mi indic. Non vidi il viso di Shaun e non sentii la sua risposta, ma capii che era seccato, da come irrigid le ampie spalle e la schiena, sotto il giubbotto di pelle nera. Come lo sapevo? Lo sapevo e basta. Sembrava che nonostante ci fossimo scambiati poche battute e guardati per pochi attimi, io lo conoscessi benissimo. Anzi, iniziavo a sospettare che lui non fosse l per caso. Forse, mi ha seguita? Mi posi quella domanda mentre mi avvicinavo a loro due: Hans mi aveva chiamato.

Accompagna Shaun a casa, poi vai a comprare il tubo: in officina non c' di quella misura. Mi voltai in cerca dell'auto che usavamo per riaccompagnare i clienti o che prestavamo, poi, mi ricordai che l'aveva presa Derek. Con la tua moto, l'auto, stamattina, serviva a mio figlio per andare fuori Monaco, mi disse Hans. Prendo la metro, disse Shaun evidentemente in imbarazzo. No, ti porta lei. Non mi va di mandare via a piedi un mio cliente che presto diventer famoso. Io guardai prima Hans e poi, Shaun, ma il primo ridacchi e il secondo si incup ancora di pi.

Io allargai le braccia e andai a prendere il mio casco. Non si fidava o forse, non voleva farsi vedere in giro con me. Non sapevo quale delle due cose mi offendesse di pi. Non troppo convinto, mi attese fuori dall'officina, mentre io uscivo con la moto. Vai piano! mi disse, prima di infilarsi il casco. Hai paura che ti scarichi per strada?. No, che tu non senta le mie indicazioni. Chiss perch non ti credo. Sei sempre cos malfidata?. Solo consapevole che se potessi

cancellare questo momento dalla tua vita lo faresti immediatamente, mi dispiace, potevi scegliere un'altra officina e pensa un po', pu darsi sia io a mettere le mani sulla tua preziosa BMW, credo che questo non ti far dormire. Lui non comment, si infil il casco e sal sulla mia Monster e alto com'era sembrava appollaiato come un gufo sul ramo di un albero in attesa che passasse la sua preda, credo che avesse anche lo stesso sguardo circospetto e arcigno. Il tragitto fu breve, per fortuna sua e mia. Di sfuggita vedevo la nostra immagine riflessa sulle vetrate dei negozi, mentre cercavo di evitare il traffico. Strana coppia: io china sul manubrio

e lui che svettava dietro, teso, aggrappato ai maniglioni, come se quel gesto lo preservasse dal patibolo. Pi che indispettirmi mi faceva ridere, ma forse cercavo solo una scusa per non pensare che stava facendo di tutto per non avvicinarsi troppo al mio corpo: non c'era pi un vetro che ci divideva, sempre se si ricordava di quell'incontro o l'aveva gi rimosso. Gira a destra e poi fermati, poco dopo aver imboccato la via, mi disse, allungando la mano per farmi vedere dove dovevo svoltare. Io frenai un po' bruscamente, lo feci di proposito e lui fin con il corpo addosso alla mia schiena: non aveva fatto in tempo a rimettere entrambe le

mani sui maniglioni per tenersi. Non avevo calcolato che lui si sarebbe aggrappato a me, ma soltanto che si sbilanciasse un po' e che poi, avrebbe afferrato i maniglioni come aveva fatto per tutto il breve tragitto. Non mi piaceva essere toccata, non mi piaceva che qualcuno mi abbracciasse, mi irrigidivo immediatamente; non avevo ancora superato quello che mi era successo anni indietro. La mia provocazione si era ritorta contro di me: sentire il calore del suo corpo, delle sue braccia e delle sue mani allacciate alla vita mi fece un effetto strano che non avevo immaginato e non era n di ripudio n di terrore.

Mi fermai quando sentii la sua voce superare il rombo della Ducati. Sono arrivato!. Pensai che fosse un sollievo per lui: salt gi dalla moto come se il sellino scottasse. Si tolse il casco e i capelli lunghi e biondi gli ricaddero confusamente davanti al viso, lui se li ravvi con una mano. Quando i suoi occhi verdi si posarono sui miei, pensasi ancora una volta che fosse bello e tormentato. Hans mi ha detto che telefoner lui quando la moto sar pronta. Io annuii, avevo solo alzato la visiera del casco. Pensi di metterci le mani subito?

mi chiese speranzoso. Lui il capo e quello che decide. Intanto vado a comprare il tubo. Va bene. Grazie! La porti molto bene, si decise a dirmi. Anni di pratica, affermai. Ci mancava che parlassimo del tempo e poi avremmo esaurito tutti gli argomenti. Per come era sceso in fretta dalla moto, pensai sarebbe entrato in uno dei palazzi lungo la via senza neanche salutarmi, ma forse un po' di riconoscenza me la meritavo. In quel momento una BMW Z4 Roadster con la capote abbassata e la musica a tutto volume si affianc alla Ducati. Problemi, fratello? chiese Alex.

Io misi la prima per allontanarmi e al rumore della marcia inserita, Shaun mi afferr un braccio. No, tutto ok, ho avuto problemi con la moto, ma ora c' chi se ne occuper. Alex mi stava guardando intensamente, ma dubitai mi avesse riconosciuta. Non solo perch indossavo il casco e la tuta con il logo dell'officina, ma anche perch i 'belli e irraggiungibili' quando ti incontrano non ti guardano in faccia se per loro rappresenti una nullit. E come dargli torto, con tutte le 'distrazioni' che hanno sempre nelle vicinanze, per non dire ragazze prostrate ai loro piedi. Ok! Allora ci vediamo tra un po' a casa e si allontan sgommando.

Shaun aveva ancora la mano sul mio braccio e quando si volt era di nuovo pensieroso. Se ti serve un padrino per il duello di domani, puoi contare su di me e accompagn la frase con un mezzo sorriso. Non credo che le tue amiche siano disposte a confrontarsi in un duello leale faccia a faccia con una persona, a loro piace colpire quando sono in gruppo perch sanno che c' chi le difender, anche se compiono ingiustizie e prepotenze. Conosco il genere e se posso ne sto alla larga, ammisi. Di certo non perch non sai difenderti, stavolta rise divertito e lo fece in modo sensuale e profondo. La

sua risata in quellistante mi entr dentro come fosse stata una carezza. Anche per quello ho anni di pratica sulle spalle, il mio tono era amaro e interruppe quel momento spensierato che sembrava essersi creato tra noi. Shaun mi guard. Renate, quella che ti ha sputato nella zuppa la sua gomma da masticare, era la mia ragazza, credo che, se avesse potuto, avrebbe elargito a me quel trattamento. Allora leggermente miope, dato che non sono alta, bionda e tantomeno la stavo provocando. Non giustificarla una stronza e credo che si meriti la compagnia che ha, abbassai la visiera e questa volta lui non mi imped di partire.

Ero furiosa, arrivai al negozio di ricambi che neanche mi ricordavo la strada che avevo percorso. Perch mi sconvolgesse tanto quella notizia non lo capii, non al momento almeno.

Allora domani il grande giorno, mi disse mia madre, quando mi chiam quella sera. Stavo lavando i piatti e le stoviglie che avevo usato per la cena nel mio piccolo appartamento. S, risposi con il cellulare tra la spalla e l'orecchio. Bene, sono felice che tu ti sia trasferita a Monaco, anche se da quando l'hai fatto ci siamo viste cos poco, la sentii sospirare. Non so quando iniziato con precisione l'allontanamento costante e

irreversibile tra i miei genitori. L'avevo capito a cose fatte, mentre mio fratello che era a conoscenza dei loro problemi, non era stato propenso a spiegare quello che stava accadendo. Forse, mia madre si era sentita abbandonata, dato che mio padre passava la maggior parte del suo tempo in officina, ben oltre l'orario di lavoro. Io lo andavo a trovare dopo la scuola, stavo con lui e anche mio fratello Sven, quindi, a noi l'affetto di nostro padre non era mai mancato. A volte lasciava perdere il lavoro per spiegarci i rudimenti del mondo dei motori, ma mia madre era esclusa da quella complicit che cera tra noi, cos, con il passare del tempo, capii che lei

aveva avuto le sue ragioni per lasciarlo. Per, nello stesso tempo aveva diviso la nostra famiglia e questo non glielo avevo ancora perdonato. Sven era maggiorenne e aveva deciso di seguirla a Monaco, mentre io ero rimasta con mio padre a Garmisch. Era molto pi precisa la data nella quale avevo capito che tra me e lei qualcosa era cambiato e definitivamente, anche se con il tempo il rammarico si era ammorbidito e tante cose si erano appianate, ma non tutte. Continuavo a non voler dividere con lei la mia vita. Preferivo avere la mia casa, il mio lavoro e soprattutto la mia libert. C' una stupenda novit che per,

non sar io a comunicarti e tantomeno per telefono. Il tono gioioso di mia madre mi incurios. Mi potresti dire almeno a chi diretta questa stupenda novit?. No, sar Kurt ad informarti della sua decisione, ma lo far solo la sera del ricevimento che daremo a fine ottobre nella nostra residenza. Ricevimento?. Dopo il divorzio, mia madre si era rifatta una vita. All'inizio non avevo preso bene la notizia, ma con il tempo avevo conosciuto pi approfonditamente Kurt, quello che poi era diventato suo marito, e mi ero resa conto che era tutto

l'opposto di mio padre e mia madre, probabilmente, cercava proprio un uomo come lui: una persona solare che si prendesse cura di lei e che la riempisse di attenzioni e di amorevoli cure. Dai, non puoi farmi incuriosire e poi non anticiparmi niente, protestai. Mi dispiace, ma Kurt stato categorico, fino al ricevimento non deve trapelare quello che ha intenzione di fare e io non voglio toglierli il gusto di rivelare la sorpresa la sera del ricevimento. Va bene, ho capito, forse giusto cos, ammisi. Perch non andiamo a fare un po' di shopping in vista di questa occasione?. Non ricominciare, mamma. Ho gi

tutto quello che mi serve. Non credo che dentro l'armadio non abbia niente da mettermi per una serata a casa tua. Non hai capito l'ufficialit dell'evento, sar un ricevimento molto formale e quindi, quello che hai nell'armadio non credo sia adatto ad un'occasione simile. La cosa iniziava a mettermi ansia e quando mi prendeva, mi sentivo come un animale costretto in un angolo e tutte le mie paure riaffioravano. Non ti preoccupare, non ci sar molta gente, per, sar una festa elegante e se dico elegante vuol dire che hai bisogno di qualcosa adatto all'occasione che sono certa non hai dentro il tuo armadio, dal suo tono insistente, ma

tranquillizzante, intuii avesse capito il mio stato d'animo e cercasse di venire in mio aiuto. Una bella passeggiata nei dintorni di Odeonsplatz e credo che troveremo la boutique che fa al caso nostro oppure un bel giro nel Fnf Hfe. Se ti va anche sabato, poi potremmo pranzare al Caf Luitpold. So che non resisterai alle praline che sanno fare i maestri pasticceri. Mi stai prendendo per la gola?. No, ho solo voglia di passare una giornata con mia figlia: il cioccolato e lo shopping sono solo una scusa. Non sapevo se l'appuntamento di sabato nella giornata 'madre figlia' o il mio primo giorno di universit mi

mettessero pi ansia, ma accettai prima di chiudere la telefonata. Un suono ripetuto che proveniva dal mio laptop aperto sul tavolo mi fece capire che qualcuno mi stava contattando da Skype. Sorrisi, immaginando fossero le mie amiche. Ciao! Tutto ok? mi chiesero in coro appena aprii la videochiamata. Dovrebbe esserci qualcosa che non va?. Loro scossero la testa insieme. Stavamo solo pensando alla discussione di oggi in mensa. Avete avuto problemi in facolt?. No, ci hanno solo guardato con aria minacciosa quando ci siamo incrociate

lungo i corridoi. Sono delle povere frustrate, soprattutto Renate. Come fai a conoscere il nome della peggiore del 'Trio snob'?. S, mi ero tradita e senza accorgermene. Ora dovevo raccontare di Shaun e della sua moto. Sapevo che sarei precipitata in un girone dantesco, ma erano le mie amiche e prima o poi avrei dovuto confidarmi con qualcuno. Shaun venuto in officina, oggi, dopo pranzo. La sua moto aveva un problema e poi l'ho accompagnato sotto casa. La cosa si fa interessante, disse Christine e il suo sguardo divenne malizioso, Betsy atteggi la bocca come

se volesse baciarmi. Smettetela! Era l'officina pi vicina alla mensa universitaria. S, ma non ci hai detto come mai sai il nome di Renate. Shaun si scusato da parte sua per come si era comportata, ha detto che sicuramente era pi un gesto diretto a lui, ovviamente, gli ho risposto dove doveva mettere le sue scuse e che Renate una stronza. E il bel 'Dio del tuono' non ti ha detto come mai Renate ce l'aveva cos tanto con lui, da prendersela con una che non c'entrava niente?. Ha detto che era la sua ragazza. Probabilmente, leggermente inviperita per il fatto di essere stata scaricata? Ma

questa solo una mia supposizione. In facolt gira un'altra voce e cio che il giorno della parata dell'Oktoberfest si sia interrotta una storia che durava da qualche anno, tra la suddetta sciacquetta snob e il 'gemello tenebroso', come viene chiamato Shaun, ma non si sa il perch. Sembra che lui l'abbia mollata su due piedi, dopo essere uscito dal labirinto degli specchi. Sai, i dettagli sono importanti in certe cose e poi come tutti i gossip viaggiano alla velocit della luce. Dove vuoi arrivare? la interruppi, dal suo modo di fare: lisciarsi i capelli e lanciare occhiate complici a Betsy, compresi che aveva in mente qualcosa di preciso da mettere in evidenza.

Non ci hai detto che avevi incontrato Shaun dentro il labirinto degli specchi?. E tu credi che per quell'incontro, lui abbia lasciato la sua ragazza? risi divertita e anche leggermente scocciata. Io la trovo una succulenta notizia, oltre che fantastica! aggiunse Betsy. Domani se vedo Shaun gli dico invece che deve stare attento, il tubo che gli ho sostituito aveva un foro, netto, come se qualcuno l'avesse fatto con un chiodo. Qualcuno gli ha manomesso la moto, certo non tanto pericoloso quanto costoso: si potrebbe fondere il motore. Le mie amiche si zittirono immediatamente, ma dopo un attimo vidi gli occhi di Christine illuminarsi.

E se avesse manomesso lui il tubo?. No, era un foro vecchio. Quando arrivato in officina, aveva perso parecchio liquido refrigerante, e quindi era da un po' che quel buco si trovava sul tubo, chiss, forse proprio dalla Parata dell'Oktoberfest. Sei tu l'esperta... ma ammettilo la cosa non stuzzicante?. Io non ci trovo niente di stuzzicante. Ipocrita!. Io alzai le spalle, ma ricordai listante del contatto delle braccia di Shaun attorno alla mia vita mentre eravamo in moto. Pensai che se l'avessi detto alle mie

amiche non avrebbero pi smesso di tormentarmi. Ho appena terminato una chiacchierata con mia madre, sabato non posso venire con voi: mia madre e io facciamo un giro in centro per delle compere. A fine ottobre, Kurt dar un ricevimento, di cui non conosco il motivo, mia madre mi ha detto che una cosa che lui sveler solo quel giorno. Penso di contattare Sven per saperne di pi. Shopping, party e Sven? chiese Christine in estasi. Non necessariamente insieme, sottolineai. E siamo invitate? propose Betsy. Sentir mia madre. Mi piacerebbe

avere pi spalle su cui contare, dato che da quanto ho capito, nel mio armadio non ho un vestito adatto per l'occasione. Non ho idea di come si svolger la serata e quanto a Sven, sapete che un gran bastardo con le donne e se ve lo dico io che sono sua sorella, potete crederci. S, ma cos affascinante!. Pericoloso, molto pericoloso... lo conosco da una vita, quindi lasciatelo perdere per il vostro bene e se poi c' un ricevimento, lui sar certamente accompagnato da una ragazza: stupenda e senza cervello. Ma sei terribile! Se ti sentisse. Sa perfettamente quello che penso di lui e delle sue accompagnatrici, anche

se molte non credo siano in grado di capire le mie battute. V orrei avere io una madre con i gusti della tua. Credo che ti consiglier delle cose stupende da indossare. S, sicuramente e non vedr l'ora che finisca tutto, per colpa delle scarpe che mi costringer a calzare. Sei la solita fortunata e noi che penseremo a te mentre chiacchieri o balli tra le braccia di qualche bel ragazzo che sono sicura tua madre inviter. Su questo puoi stare certa. Peccato che io abbia qualche problema a farmi avvicinare e toccare da qualcuno che non conosca molto bene, dissi con amarezza.

Dai, che prima o poi riuscirai a vincere questa tua ritrosia, mi rassicur Christine. Lo speravo tanto e forse, quel pomeriggio con Shaun, qualcosa di positivo era gi accaduto, ma loro non sapevano quello che da anni mi tormentava. Non ero ancora pronta a raccontarlo a qualcuno.

Il giorno dopo, quando mi sedetti al tavolo della mensa al termine della lezione di matematica, ero cos presa da quello che avevo appena appreso che lo stavo ripassando mentalmente e non lo sentii arrivare, vidi solo il vassoio appoggiato in fretta sul tavolo e poi, lo zaino lasciato cadere dritto sulla sedia. Ciao! mi disse Shaun. Lo guardai mentre si accomodava di fronte a me. Immaginai che volesse sapere della moto e attesi che iniziasse lui a parlare. Hans mi ha telefonato ieri sera e mi

ha detto che la moto pronta. S, ho sostituito il tubo e rimesso il liquido refrigerante. Grazie! i suoi occhi mi fissarono attenti. il mio lavoro, aggiunsi con indifferenza. Le due ciocche ribelli che gli erano scese davanti agli occhi le fece passare velocemente dietro alle orecchie, doveva essere un gesto che ripeteva spesso durante il giorno, perch non aveva avuto esitazione nel farlo. La leggera barba bionda che gli incorniciava il viso sembrava non essere aumentata dal giorno prima o forse, gli cresceva cos tanto che gi all'ora di pranzo era un velo dorato che

risaltava sul viso abbronzato. Non so perch continuavo a notare tutti quei particolari, come se individuarli mi avrebbe aiutato a conoscerlo meglio. Osservai i suoi occhi verdi e mi sembr leggermente imbarazzato, ma non capivo perch, dato che io non potevo interessagli, visto il tipo di ragazza con il quale era stato fidanzato. La moto era una scusa, ma perch continuavo a trovarlo davanti a me? Ero in grado di riconoscere uno sguardo di desiderio e uno che nascondeva curiosit o sorpresa, quindi, conoscendo abbastanza il comportamento maschile, andai subito al punto. Ti attrae fare da scudiero alle

matricole? gli dissi, guardandolo dritto negli occhi, ma poi aggiunsi. Perch se ti premeva cos tanto aiutarmi, potevi farlo ieri, dato che mi hai confessato che la tua ex 'spunta gomme' era con te che ce l'aveva, inoltre, credo che tu non sia qui solo per la tua moto, perci, vorrei mi spiegassi che cosa vuoi da me. Hai ragione, ho un altro motivo. Me l'aspettavo, ma ammetto che la sua sincerit mi spiazz e credo che lesse perfettamente lo stupore sul mio viso. Lui sorrise, quell'impercettibile virgola che allungava il contorno delle sue labbra, dandogli un aspetto ancora pi intrigante. Sono parecchi anni che corro in

moto e ho conosciuto Sven. Mi diede modo di assimilare la notizia che mi sorprese ancora di pi. Era questo ci a cui si riferiva Hans ieri, parlando del tuo prossimo successo?. S, ma lui esagera; anche lui venuto molte volte a vedere le mie gare, insieme a tuo fratello. un amico di famiglia, sottolineai, ma vidi che sapeva anche questo, perch annu, la ciocca dietro l'orecchio destro scivol davanti al viso, coprendolo solo in parte, questa volta lui la lasci dov'era. Un giorno ho chiesto a Sven come mai avesse tante foto che ti ritraevano sul suo smartphone. Avevo pensato fossi

lunica ragazza che gli avesse spezzato il cuore, quando glielho detto si messo a ridere e mi ha confidato che eri sua sorella e che hai un intuito particolare per i motori. Pratica anche quella, mi limitai a sottolineare. Registrai mentalmente che dovevo telefonargli, anzi no, sarei andata personalmente a parlare con Sven e gli avrei chiesto come mai si lasciasse sfuggire con degli estranei particolari della mia vita, sapendo quanto ci tenevo che rimanesse privata. Poi, mi resi conto che Shaun, quando ci eravamo incontrati nel labirinto degli specchi, sapeva gi chi ero. Lui riprese a parlare.

Non mi aveva detto che eri a Monaco e che avresti iniziato a frequentare la TUM, ma quando ci siamo incontrati... o meglio ci siamo osservati nel labirinto degli specchi io ti ho riconosciuto. Era un altro punto a suo favore. Sembrava che lui sapesse di me molto pi di quello che io sapevo di lui, anche perch da quando era morto mio padre io non avevo pi guardato una corsa di moto, non avevo pi seguito campionati n nazionali n mondiali. Avevo azzerato quel mondo che immancabilmente mi faceva riaffiorare il suo doloroso ricordo. Bene, dato che la mia vita non ha pi segreti per te, ora vorrei sapere il

motivo per il quale sei tanto interessato a quello che faccio e a proposito, non so cos' successo al tubo della tua moto, ma io lo guarderei con una lente di ingrandimento, forse, c' qualcuno a cui non sei poi cos simpatico. In che senso? ma non era sospettoso, molto pi curioso. Il suo comportamento stava iniziando ad irritarmi, sembrava che niente lo toccasse, che tutto gli scivolasse addosso. Il mio spassionato parere che sia stato forato di proposito, forse, con un chiodo. Sven aveva ragione, sei la migliore, per questo ti vorrei nel mio team come meccanico.

Avevo appena messo un boccone in bocca e lo risputai nel piatto. Accidenti! Erano passati solo due giorni e per colpa di due ex fidanzati non riuscivo a gustarmi il pranzo. Lui mi allung un tovagliolo e poi attese che mi passasse lo sconcerto, perch a quel punto pensai che avevo a che fare con un pazzo. Scordatelo! Io con le corse di moto ho chiuso! gli dissi categorica. Lo so, ma vedi per avere la certezza che fossi veramente brava, ho forato io stesso il tubo della mia moto, poi ho scaricato parecchio liquido refrigerante dal radiatore, quel tanto che non mi facesse fondere e arrivare con la spia accesa fino all'officina di Hans.

Omicidio perfetto! dichiarai, poi ripresi a mangiare e per il resto del pranzo, rimasi in silenzio, mentre lui continuava a osservarmi senza toccare cibo. Aspettava una risposta, ma io non avevo nessuna intenzione di dargliela. Finii il pranzo, presi lo zaino e poi il vassoio. Lui mi guard, mentre mi alzavo. Faceva quasi tenerezza, se non avessi saputo che ipocrita era. Io ho gi un lavoro per mantenermi agli studi e soprattutto non aggiusto pi moto, ora mi occupo di quattro ruote. Lui mi segu dopo un attimo, cerc di mettersi davanti a me prima che potessi infilare il vassoio negli appositi

carrelli. Ho bisogno di una persona in gamba e sono certo che tu lo sia. I tuoi bisogni non corrispondono con i miei. Ho lezione, quindi lasciami andare. Mi tocc un braccio e stavo quasi per mollare il vassoio. In quel momento non volevo essere toccata, ma lui si abbass fino a incontrare i miei occhi. Non succeder ancora! nei suoi occhi c'era tanta amarezza.

Sapeva come era morto mio padre e quindi, voleva rassicurarmi che non sarebbe pi successo. Ma io avevo gi superato due prove terribili nella mia vita e non volevo tornare in quel vortice che mi aveva risucchiato e dal quale ero uscita con enorme fatica. Non riuscii a concentrarmi nell'ora successiva, ascoltavo per un po' il professore e poi, la mia mente tornava a rivivere come un flashback tutti gli eventi traumatici che mi avevano fatto chiudere a riccio per tanti anni. Eravamo in un'altra citt e solo la

mia famiglia e Hans sapevano quello che mi era accaduto. Io non volevo assolutamente tornare a difendermi dagli sguardi di compassione e di pena. Avevo il diritto di vivere la mia vita e non avrei permesso a nessuno di tormentarmi per i suoi tornaconti. Quando uscii dalla facolt, trovai Shaun che mi aspettava accanto alla Monster, avrei voluto sparire, diventare trasparente, sarebbe stato molto meglio. Sperai soltanto che non fosse stato mio fratello a raccontargli anche quello che mi era capitato, non glielo avrei mai perdonato. Non stato Sven a dirmelo, mi disse, appena lo raggiunsi. Era come se mi leggesse nel pensiero e questo mi

faceva sentire ancora peggio. Allora ti sei divertito a cercare su Internet, immagino!. S, Sven mi ha solo detto che dopo la morte di vostro padre, tu non avevi pi partecipato alla vita agonistica, anche se fino a quel momento facevi parte integrante del box, aiutando tuo padre e Sven nel testare le moto e metterle a punto e a gareggiare. Tuo fratello ha continuato a correre, ma non era portato, non aveva la stessa sensibilit di tuo padre e tua, nel sentire la moto. Lui mi ha detto solo questo, ma l'indicente mortale di tuo padre ha suscitato molta morbosa curiosit e io ho trovato molte notizie in proposito tra cui quella della tua rinuncia a far parte

del team e del tuo crollo emotivo per cause legate al passato. Misi lo zaino sulle spalle e poi, infilai il casco, per me l'argomento era chiuso. Pensaci soltanto, hai ragione, non posso costringerti, ma per me sarebbe un onore avere la figlia di Simon Winter nella mia squadra. Io non gli risposi, inforcai la moto, l'accesi e poi lasciai l'universit. Sapevo che l'avrei rivisto molto presto e questo iniziava a diventare pesante, sperai che mi lasciasse in pace. Dimmi soltanto chi ti ha dato il diritto di spiattellare la storia della nostra famiglia ad un perfetto

sconosciuto, dissi a Sven, appena il suo telefono risult raggiungibile. Ero in officina e non avevo tempo da perdere con lui. Allora vediamo che intendi Lene?. Intendo sapere cosa sei andato a raccontare a Shaun Keller di quando facevo parte del team e nostro padre correva. Vi conoscete? Gli ho solo detto che sei nata per sentire i motori che capisci ad istinto le cose, oltre ad avere anni di pratica sulle spalle. Ma perch, cosa ti ha detto?. Vuole che faccia parte del suo team. Ci manca solo questa, io sono venuta a Monaco per studiare e non ho

voglia di farmi incastrare in qualcosa che non ho pi cercato da anni. Pi che conoscerlo mi sono scontrata con una sua ex, mi venne da ridere al ricordo dello stupido episodio di cui ero stata protagonista e lo raccontai a Sven. Poveretta, non sa cos'ha rischiato, anche lui rise, sapeva benissimo di cosa ero capace se mi arrabbiavo. Ci parlo io con Shaun, vedrai che si sistema tutto. un bravo ragazzo oltre che un ottimo pilota. Ma gli hanno costruito una moto su misura? Perch altrimenti si deve accartocciare per riuscire a stare in posizione mentre ne guida una. Sei la solita... vero molto alto, ma anche molto forte, credimi, per me

far strada, per questo sono il suo manager. Rimasi un attimo interdetta. Va bene, non mi interessa. Parlaci tu, io ho altro da fare che occuparmi di ragazzi viziati con il pallino delle corse. Ti lascio, altrimenti Hans mi licenzia... e un'altra cosa, quando incontri Shaun, chiedigli dello stratagemma che ha usato per farsi aggiustare la moto e mettermi alla prova nello stesso tempo. Forse, avr l'aspetto di un bravo ragazzo, ma mi ha mentito e questo non mi piace, gli dissi e dopo averlo salutato, chiusi la comunicazione. Avevo da poco messo in moto l'auto che avevo riparato, quando vidi arrivare

Shaun. Lui mi salut e io con il capo risposi al suo saluto, poi uscii dal recinto esterno dell'officina e andai a provare l'auto. Sperai al mio ritorno di non trovarlo e fui fortunata: lui e la sua moto non c'erano pi.

Il sabato successivo mia madre mi attendeva vicino ad una delle vetrine della pi bella boutique di Monaco, ma io, prima di entrare volevo mettere in chiaro con lei alcune cose. Ciao, mamma, la salutai e lei mi abbracci sorridendomi, poi mi guard un attimo scostandosi da me. Notai qualche ruga in pi attorno ai suoi occhi. Dall'ultima volta che ci eravamo viste, la trovai ancora pi bella, inoltre il suo portamento e la sua classe innata, facevano ancora voltare parecchi

uomini. Invidiavo la sua eleganza e il modo in cui riusciva sempre a mettere a suo agio le altre persone. Sven aveva preso da lei il modo di sorridere che riusciva ad incantare qualsiasi interlocutore, cosa che a me non riusciva mai, io avevo invece sviluppato la qualit opposta: quando non polemizzavo, riuscivo a creare prolungati e imbarazzanti silenzi. Ma ti sei abbronzata? mi disse. Ho fatto lunghe passeggiate nell'Englischer Garten con le mie amiche. Bene, hai una carnagione stupenda e con un po' di trucco..., ma lasci la frase a met, sapeva perfettamente che

non ero molto brava con ombretti, fard e mascara. Non importa, aggiunse la sera del ricevimento ti aiuter io a truccarti. Non dissi niente in merito, per una volta potevo anche sottopormi alla sua maniacale tortura di vedere attorno a s tutto perfetto, dal colore dei tovaglioli, al mio aspetto che anche in quel momento soppes con lo sguardo, pur non facendo alcun commento. Si sistem una ciocca di capelli neri che era scesa lentamente davanti al suo viso, molto pi abbronzato del mio e truccato con colori caldi che le davano un aspetto solare e nello stesso tempo rafforzavano il nocciola ambrato dei suoi occhi, molto simili a quelli di Sven.

V olevo solo chiederti, prima di sottopormi al supplizio di provare non so quanti capi di vestiario, la mia idea di vestito comodo e allo stesso tempo elegante, le dissi. Lei mi sorrise accondiscendente. Spero mi permetterai di dire, se secondo me non adatto o se non ti sta bene. Io annuii, per me, quella che stava per iniziare era una tortura, per lei era la cosa pi esaltante che potessimo fare insieme, oltre che confidarci gli ultimi pettegolezzi, ma io avevo molto poco da riferirle. So gi che in mezzo a tanti estranei non sar a mio agio, quindi, vorrei almeno avere un abbigliamento che non

mi faccia sentire ancora pi in imbarazzo e fuori luogo. Sceglierai a tuo piacimento, il mio consiglio solo questo: quando ti guarderai allo specchio dovrai sentirti come se quell'abito facesse la differenza, che possa valorizzarti e nello stesso tempo farti affrontare qualsiasi sguardo e commento. Ti deve dare la stessa sicurezza che ti danno i tuoi jeans e quel look total black che a volte ti rende cos cupa, ma che capisco per te, un valido aiuto per affrontare il mondo. Afferrato il concetto, bene, ora sono pronta. Perfetto, andiamo! disse lei convinta.

Tu che vestito ti metterai per l'occasione?. Lungo e nero, con pizzi e... ma lo vedrai presto. Ho gi detto a Sven che deve portati in villa il sabato mattina, cos abbiamo il tempo per un'acconciatura.... Mamma! Ti prego, non mi far pentire di aver accettato a scatola chiusa questo ricevimento. Non sar niente di complicato, solo che mi piacerebbe vederti i capelli finalmente sciolti e... insomma, poi deciderai tu come metterli, ma una volta tanto lasciami il piacere di poterti vedere in un'altra veste che non sia quella del meccanico. A me piace come mi vesto e poi

con Sven ho un conto aperto, le dissi, mentre la seguivo dentro la boutique. Cosa avrebbe combinato questa volta?. Va spiattellando in giro le mie capacit di meccanico, che tu tanto detesti, con i suoi amici i quali poi, mi vengono a fare delle richieste assurde. Spero niente di compromettente o.... Ma no.... Una ragazza con un sorriso che colmava da parte a parte il viso ci accolse dentro la boutique e io rimandai il discorso appena intrapreso con mia madre. Vi posso essere utile?. Qualcosa di sobrio ed elegante per

una serata mondana, per la signorina, le disse mia madre indicandomi. La commessa soppes per primo i miei anfibi, per salire con occhio critico e anche se lo nascondeva bene, schifato, il resto del mio abbigliamento. Ha qualche idea?. Ovviamente, la ragazza non si rivolse a me, ma fui io a rispondere. Mia madre stava rispettando i patti e non apr bocca. Pensavo ad un tubino, ma vorrei abbinarlo con qualcosa di pelle, ovviamente di colore nero. La ragazza annu. Bene, seguitemi disse accompagnando le parole con un gesto elegante della mano.

Attraversammo il negozio, l'arredamento vintage rigorosamente bianco e nero ci accompagnava, mentre le nostre immagini venivano catturate e riflesse dagli specchi. Eravamo uno strano trio e io mi sentivo come se fossi atterrata su un altro pianeta, totalmente spaesata e senza conoscere gli usi e costumi del luogo. La commessa ci port in una stanza pi piccola e inizi a mostrarci tutti i vestiti, ordinatamente appesi alle grucce. Corti o lunghi, con pizzi, trasparenze, ricami, scollature, decorati con perline e paillettes. Appoggi i vari modelli di tubini neri che erano dentro

al negozio, sopra ad un bancone di cristallo e poi attese. Rimasi per un attimo a bocca aperta. Devo ammettere che rimasi molto stupita dalla fertile fantasia degli stilisti italiani. Io inizierei con questo, consigli mia madre che si era avvicinata al bancone di cristallo. Nel frattempo, mi porti dei dcollet da abbinarci e anche delle pochette. Appena la commessa si allontan per eseguire gli ordini di mia madre, io osservai i tubini e i cartellini dei prezzi. Ma... ma sono pazzeschi.... Mia madre non fece una piega e tolse dalla gruccia il tubino che

sembrava aver catturato la sua attenzione. Niente sbirciata ai cartellini. La commessa che ci aveva adocchiato mentre discutevamo fuori dal negozio, sono certa che stava pensando: 'Ecco un'altra madre che impartisce la lezione alla figlia prima di entrare su come valutare prezzo qualit', ma tu sai che abbiamo il problema opposto: io voglio che tu scelga un abito per come ti fa sentire quando lo indosserai. Non mi importa un accidenti di quanto coster, se hai tuoi occhi ti far sentire una principessa. Presi il vestito che lei aveva scelto e poi, quello che piaceva a me e mi avviai al camerino.

Mentre li indossavo, avevo persino paura di rovinarli. Mi infilai per primo quello che aveva scelto mia madre e uscii dal camerino. Mettiti queste, mi disse lei, appoggiando le scarpe vicino ad divano bianco sul quale era seduta. Per quel vestito e quelle scarpe, io direi di abbinarci questa pochette, disse la commessa allungandomela. Mi guardai allo specchio. Non mi sentivo a mio agio, forse era troppo vistoso per via delle perline argentate del corpetto. Guardai mia madre e lei scosse la testa. Mi infilai dentro lo spogliatoio,

lasciandomi le dcollet che avevano un tacco abbastanza alto, ma che per una ragione che mi era sconosciuta non erano cos scomode e soprattutto, riuscii a camminarci senza slogarmi una caviglia. Il tubino che avevo scelto io aveva un corpetto di pizzo nero che copriva parte delle spalle e terminava con una manica a tre quarti, anche quella completamente traforata. Uscii e mi sottoposi allo sguardo attento di mia madre e della commessa. Quando mi specchiai, le ciocche di capelli uscite dalla treccia un po' scomposta erano lunica cosa stonata. Bene ora darei un tocco... inizi la commessa, ma mia madre che aveva le

idee chiare si ricord della mia richiesta. Una chanel nera di pelle, disse e la commessa part come un razzo, facendo ticchettare i tacchi a spillo sul pavimento bianco. Dato che il vestito, a parte il gioco di trasparenze del pizzo su spalle, seno e braccia molto semplice, io lascerei le dcollet nere che nonostante i dieci centimetri di tacco vedo riesci a controllare ottimamente, ma aggiungerei un tocco di colore con la pochette. Mi diede in mano una borsetta nera con paillettes argento. E poi, faremo un salto a prendere degli orecchini e un bel bracciale. Ma non credi....

Shhh! mi intim lei. Mi guardai allo specchio e sorrisi soddisfatta. Posso invitare Christine e Betsy o un ricevimento a numero chiuso?. Sarei felice se loro venissero. Allora scattami una foto con il mio cellulare, voglio far vedere loro l'ufficialit della cosa. Loro avranno di sicuro nell'armadio qualcosa di altrettanto elegante. Mia madre prese il cellulare dalla mia borsa. Hai un messaggio, mi disse, dopo aver scattato la foto. Lo aprii e ridacchiai divertita. Shaun/Thor, il tuo Dio del tuono , c'era scritto nell'MMS, accompagnato da

una foto presa da una pagina di giornale in cui campeggiava Shaun in moto. Sono incorreggibili!. Mia madre guard il display del mio cellulare. Ho avuto un alterco con la sua ex ragazza, ma me lo ritrovo tra i piedi per altre ragioni e per questo devo ringraziare Sven. Lei mi guard con aria interrogativa. Ti spiegher tutto quando andremo a pranzo. Perch ricordare il Dio del tuono?. Anche quella una lunga storia, ma sai come sono le amiche, ricamano alla grande su tutto quello che gli capita loro a tiro, anche se sinceramente non c'

niente su cui ricamare. Mia madre mi guard poco convinta, ma non replic. Uscimmo dalla boutique con due buste di carta voluminose. Prossima tappa: Tiffany! disse prendendomi sottobraccio. Se pensi che debba avere degli orecchini e un bracciale per completare il tutto, io ho visto qualcosa che mi piace molto e non da Tiffany. Allora guidami tu. Gli orecchini li indossai subito. Li avevo visti mesi prima e ogni volta che passavo davanti a quel negozio etnico mi fermavo a guardarli. Avevo detto a me stessa che potevo anche

permettermeli, non erano cos costosi, ma poi pensavo alle occasioni alle quali avrei potuto indossarli e non me ne venivano in mente molte. Ti stanno molto bene. Hai buon gusto per scegliere le cose, anche se fino ad ora non mi hai mai permesso di comprartene molte, se escludiamo i vestiti di quando eri ancora un'adolescente. Lascia stare mamma, piuttosto, posso sapere almeno l'argomento di cui Kurt vuole parlare?. Lo sai che non posso, gliel'ho promesso, invece, tu mi avevi detto che una volta a pranzo mi avresti chiarito lo strano messaggio con annessa foto che hai ricevuto dalle tue amiche e anche

cosa c'entra Sven con tutto questo. Mi armai di pazienza e le raccontai tutto. Compreso il primo incontro nel labirinto degli specchi con Shaun. Sapevo che era un errore, perch come alle mie amiche, anche a lei apparve quel sorriso malizioso sul viso. Lui mi ha avvicinato solo perch sa che potrei aiutarlo nella sua carriera, anche se gli ho specificato a chiare lettere che non intendo mettere piedi in un circuito e tanto meno dentro un box. Shaun venuto spesso alla villa, anche in compagnia di suo fratello. Quei due sono come il giorno e la notte: due gocce d'acqua o quasi, ma due caratteri completamente diversi.

Bene, a quanto pare ha conquistato proprio tutti. Si vede che a me ha riservato il peggio. Mi ha mentito quando ha portato la sua moto ad aggiustare, anche sul fatto che mi conosceva gi o almeno aveva idea di chi ero quando piombato nell'officina di Hans, le dissi arrabbiata. Io trovo che sia un perfetto 'Dio del tuono'. La guardai, non riuscendo a capire dove volesse arrivare, ma poi lei inizi a ridere e io mi ritrovai a frenarmi per non farlo.

Giornataccia ? mi canzon Christine, mentre insieme a lei e Betsy, stavamo mangiando e bevendo dentro un pub del centro. E lei, per testimoniare la mia giornata, mostr la foto sul suo cellulare a Betsy. Che faticaccia ? incalz Betsy. Quando Christine mi aveva chiesto se volevo unirmi a loro per la serata avevo subito accettato, anche se la serata minacciava di diventare pesante. Smettetela, altrimenti me ne vado. Certo, lei prende su la sua moto e

se ne va. Peccato si sia scolata una quantit di birra tale da raddrizzare parecchie curve, comment Christine. Reggo bene la birra! Reggo di meno chi si diverte a prendermi in giro e vogliamo commentare la foto che mi hai mandato? Di chi stata l'idea?. E dai, perch te la prendi, era solo un gioco?. S, peccato che mia madre ha voluto sapere coma mai Shaun Keller fosse il mio 'Dio del tuono'!. Dai che quella stata una bella trovata. Lo conosce, anzi, conosce entrambi i gemelli: sono amici di Sven. Se quello schianto di tuo fratello non fosse sempre impegnato a farsi oche

giulive senza cervello, potremmo uscire tutti insieme, osserv Christine. Fammi capire, tutti insieme, vuol dire con i gemelli Keller?. Ma certo, tu avresti il 'Dio del tuono' e Betsy avrebbe Alex. No, non ci posso credere Ti piace Alex? chiesi alla mia amica che alz le spalle con indifferenza. E tu cosa mi dici di Shaun?. Un bel niente, tagliai corto, poi ripresi il discorso, pensando al ricevimento. Oddio, non che ci saranno entrambi... no che senso avrebbe? Accidenti a Kurt e alla sue idee strampalate! Illustrer uno dei suoi futuri investimenti in qualche impresa, magari nel mercato orientale.

E se invece fosse un party a sorpresa per te? Una specie di debutto nell'alta societ?. Diciotto anni l'ho compiuti da un po', non credo proprio che sia al centro dei suoi pensieri la mia et, comunque, ho allargato l'invito anche a voi: parteciperete alla serata, se vi fa piacere. La foto che ti ho mandato era proprio per mostrarvi il grado di eleganza che intende mia madre. Davvero? Siamo invitate ufficialmente?. S e per tua gioia, Sven ci porter alla villa di Kurt sabato mattina, cos potremo restare per tutto il weekend. Devo subito fare mente locale e vedere se ho qualcosa di adatto, disse

Christine, iniziando a picchiettare il tavolo con le unghie e guardando con eccitazione prima me e poi Betsy. Anche io. Abbiamo solo una settimana, no meno per fare tutto, le rispose lei. E che dovrete mai fare?. Prepararci psicologicamente!. Le guardai inorridita. Ma siete fuori di testa? Sar un ricevimento noiosissimo, con uomini d'affari e donne vestite sontuosamente, manco fossimo al cospetto di qualche re. Non avete idea di cosa significhi un ricevimento per Kurt e soprattutto se formale. Mi toccher ascoltare i discorsi di vecchie matrone che decanteranno le gioie di lussuose crociere per i mari del

mondo e poi dovr sorbirmi i loro mariti gonfiarsi a dismisura mentre parlano del loro lavoro e di quanto sono bravi a farlo. Non un party, ci romperemo le palle. Vedrete se non ho ragione. Intanto saremo presenti allevento ed questo che conta, disse Christine con una risolutezza che mi fece storcere il naso. Per, dopo non venite a lamentarvi con me se non vi divertite, se non mettono musica adatta alla nostra et, ma solo Strauss. Io spero ci sia anche qualche lento e perch no, anche Strauss. bello farsi portare in un valzer, specie se a farlo Sven, rispose Christine con aria

sognante. Io evitai di ribattere. Il luned mattina inizi con vento e pioggia. A malincuore lasciai la moto in garage. La metro che presi per raggiungere Garching non era ancora affollata, ma non trovai posto seduta. Mi tenni con un braccio ad un palo di ferro, mentre ripassavo fisica. Dopo alcune fermate, nel mio capo visivo entrarono delle sneakers che conoscevo. Niente moto oggi?. Alzai lo sguardo rassegnata. Non mi avrebbe dato tregua, ne ero certa, ma ancora non mi conosceva a fondo.

Decisi di ignorarlo. Ripresi a leggere i miei appunti, senza degnarlo di un saluto. Shaun era pi testardo di me a quanto pare o forse, era solo molto motivato. Ero certo che avresti sfidato il tempo, fissata come sei, continu lui. Io presi le cuffiette dalla borsa che avevo a tracolla e poi infilai lo spinotto nel cellulare, sperai capisse che doveva lasciarmi in pace. Le formule di fisica, la canzone dei Coldplay e la voce di Shaun si mescolavano, facendo un bel casino nella mia testa. Alzai lo sguardo e lui smise di parlare, mi fiss in silenzio.

Non mi interessano le tue considerazioni e rituffai la testa tra i miei appunti. Se tu decidessi finalmente di ascoltarmi, scopriresti che quello che ho da dire interessante. Eccoci arrivati al punto: io non voglio starti a sentire, feci un sorriso che assomigliava pi a un ghigno e poi non gli prestai pi attenzione. Shaun rimase un attimo in silenzio e poi lo sentii canticchiare Viva la vida , la canzone dei Coldpaly che stavo ascoltando: era stonatissimo. Ma che ho fatto di male? Smettila! e gli diedi una spinta, nell'attimo in cui la vettura della metro, riprendeva la sua corsa. Non avevo

sentito l'avviso acustico della chiusura automatica delle porte che indicava l'imminente partenza. L'accelerazione mi fece ruotare sul tubo e gli finii addosso. Ti stai esercitando a ballare la lap dance? mi chiese, tenendomi stretta a lui per non finire entrambi a terra. Perch mi piaceva in modo sconsiderato il calore del suo corpo? Mi ricomposi e mi tenni di nuovo stretta al palo, senza commentare, n dargli soddisfazione, non volevo capisse che, nonostante lo evitassi, era l'unico che in tanti anni era riuscito a non terrorizzarmi con un contatto cos ravvicinato. V olevo solo invitarti ad una festa

sabato prossimo, ci verresti con me?. A quel punto lo guardai come se fosse ritardato. Non mi sembra che tra noi ci sia quel tipo di feeling o complicit da poter passare una serata insieme divertendoci, al pi potremmo litigare o ignorarci. Abbiamo fatto passi avanti: ora mi guardi in faccia. Ma in sostanza, tu da me che accidenti vuoi? Mi sembra di essermi espressa chiaramente: non intendo aiutarti con la tua carriera da pilota. V olevo invitarti ad una festa sabato, tutto qui. Non sono interessata e poi, sono gi stata invitata a un ricevimento a casa

di Kurt. So che conosci tutta la mia famiglia e a quanto pare anche bene. Ti dispiace? i suoi occhi sembravano scrutarmi in profondit, come se per lui fosse importante quello che pensavo. Solo divergenze per il fatto che mi hai preso in giro, ma devo ancora incontrare Sven, con lui sar molto pi acida. Gli far capire una volta per tutte che non mi piace che lui sbandieri a chiunque la mia vita privata. Non sa nessuno quello che fai per mantenerti agli studi, se questo quello che ti preoccupa. Capisco quando qualcuno si sente in difficolt. Difficolt? In che senso? Che mi vergogno della mia situazione? O che

sono una pezzente che cerca di sbarcare il lunario riempiendosi i polmoni di gas di scarico mentre ripara delle auto?. Questa volta gli diedi una spinta pi energica, ma anche se non lo spostai di un millimetro, comprese la mia rabbia e non mi segu quando mi allontanai da lui. Avrei voluto avere una chiave inglese per dargliela in quella testa bacata che si ritrovava, spocchioso, presuntuoso e... Presi un profondo respiro, ma non riuscii pi a concentrarmi su quello che volevo ripassare. In mensa, durante la pausa pranzo, come se non fosse successo niente, mi si

sedette di fronte, come aveva fatto il primo giorno. Non sapevo pi che fare: il suo modo di invadere il mio spazio era a dir poco sconcertante. Mi devo scusare. Non volevo dire che sei in difficolt perch la tua situazione ... ma io interruppi l'accorato pentimento di Shaun, dato che non lo sentivo tanto sincero. Senti, ho capito benissimo quello che intendevi. Sono stata derisa, considerata una ragazza a dir poco strana. Non ho avuto molte amicizie e la solitudine ti rende molto diffidente e scontrosa, ma io non sono in difficolt perch non ho la tua cerchia di amici, le tue conoscenze o i tuoi divertimenti. Io

mi sento in difficolt quando devo trattare con persone come te che considerano gli altri come fossero dipendenti dalle loro priorit o capricci. Quindi, se non vuoi che ti denunci per stalking stammi alla larga. Mi sono spiegata?. Shaun mi guard un attimo. I suoi occhi chiari sembravano dannatamente sinceri, ma perch non gli credevo? Sei una persona speciale e non lo dico solo perch ti voglio nel mio team. Sven mi ha chiamato, mi ha detto esplicitamente di starti alla larga e il tuo messaggio, stamattina nella metro, mi arrivato, forte e chiaro. Aspetter che sia tu a spiegarmi il perch non riesco a togliermi dalla testa il nostro primo

incontro nel labirinto degli specchi, prese lo zaino, il vassoio con il suo pranzo e poi si allontan. Non si sedette molto lontano, quel tanto da non essere troppo invadente, ma non mi stacc gli occhi di dosso fino a quando non andai via dalla mensa. La videochiamata su Skype la feci io quella sera. Hai una faccia da funerale, che ti succede? mi chiese Christine e Betsy annu soltanto. Pensavo che la TUM fosse un'universit difficile da frequentare per le materie non certo per i suoi studenti. Una spiegazione meno ingarbugliata?.

Shaun, ammisi. Ti sei presa una cotta spaventosa per lui e finalmente ce lo vuoi confessare, tir le conclusioni Betsy. Non mi sono presa un bel niente: lui che mi da il tormento, me lo trovo in metro che mi sta addosso, mi invita alle feste e poi, quando lo mando al diavolo, neanche tanto velatamente.... S conosciamo i tuoi modi delicati e diplomatici di far capire a qualcuno il tuo pensiero. S certo, fai la spiritosa, ma prova a mangiare con qualcuno che ti sta a pochi tavoli di distanza e ti guarda per tutto il tempo. Tuoni e fulmini? chiese Christine e ridacchiarono entrambe.

Certo, un sacco di fulmini, se fossero stati disponibili almeno avrei potuto incenerirlo. Ma ti avr detto qualcosa, non ti avr solo invitato... ma a quale festa?. Non lo so. Gli ho detto che avevo gi un altro impegno a casa di Kurt che lui conosce bene. Mi ha detto che Sven gli ha telefonato e che gli ha consigliato di girarmi alla larga, ma.... Poi, mi ricordai le sue parole e a quel punto io non riuscii pi ad andare avanti, chinai il capo sul tavolo. Lene, che ti succede? Stai bene? LENE? sentii nella voce della mia amica una sincera preoccupazione. S, sto bene, almeno credo... la mia ritrosia verso chi mi si avvicina non

perch sono scontrosa o perch voglio mantenere le distanze. Io... ho il terrore che qualcuno mi si avvicini e mi faccia del male, come mi successo anni fa. Solo la mia famiglia a conoscenza di questo problema che mi spinge ad avere meno contatti possibili con le persone che non conosco molto bene. Ma che ti successo? mi chiesero apprensive. Ve lo racconter sabato, dopo il ricevimento, cos avr modo di spiegarvi meglio tutto, ma quello che volevo dire che con Shaun non mi succede: il primo ragazzo che anche se mi si avvicina non mi sento minacciata o terrorizzata e credo che questo lui l'abbia intuito. Deve aver capito che

qualcosa mi turba, ne sono convinta. Con lui diverso, ma non perch mi sono presa una cotta per lui. Non so spiegarlo difficile. In quel dannato labirinto successo qualcosa e anche lui se n accorto e mi ha detto questo, prima di lasciare il mio tavolo in mensa: 'Aspetter che sia tu a spiegarmi il perch non riesco a togliermi dalla testa il nostro primo incontro nel labirinto degli specchi' e io non so che dirgli, ma ha ragione. Riuscii a spiazzare le mie amiche, forse, tanto quanto mi aveva sorpreso e lasciato senza parole Shaun. I giorni successivi continuammo ad incontrarci in metro e soprattutto in

mensa, ma lui non mi rivolse pi la parola, per, sentivo i suoi occhi su di me e quando alzavo i miei avevo la conferma che mi stava osservando. Il giorno prima del ricevimento lasciai il tavolo dove mi ero seduta per mangiare e lo raggiunsi. Avevo anche notato che, se qualcuno si sedeva accanto a lui, Shaun si alzava e prendeva posto da un'altra parte, quasi aspettasse da un momento all'altro che lo raggiungessi. Allora, io ho seri problemi a relazionarmi con il mondo, ma credo tu l'abbia gi capito. Con te, questo non mi succede: non mi sento minacciata dalla tua presenza, come invece mi capita con il resto dei ragazzi che conosco appena.

Ci non toglie che il fatto di sentirmi sempre osservata da te mi infastidisce; per quanto riguarda il labirinto, invece, io non ho spiegazioni, proprio come te. Lui allung una mano e sfior la mia. Quando ti ho visto al di l di quel vetro per un attimo come se fossi entrato in un sogno. Seguivo tuo padre da anni, mi piaceva il suo stile di guida, il suo coraggio in pista, forse per qualcuno non stato un grande campione perch non ha vinto corse su corse, ma per me contavano altre cose che avevano fatto di lui il mio idolo. come la squadra di calcio, si sceglie con il cuore e io ho fatto lo stesso: mi bastato vederlo correre. Ho seguito tutta la sua carriera e quando ho conosciuto Sven,

per me stato come veder realizzato un sogno, poi, ho visto le foto sul suo cellulare e lui mi ha detto che eri sua sorella e il tuo ruolo nelle vittorie di vostro padre. Per me, sei diventata parte di quel sogno, proprio come Sven. Non sapevo fossi a Monaco e quando ti ho vista nel labirinto ho pensato che dovevo conoscerti. Ma perch?. Non lo so, dovevo farlo e basta. Soltanto dopo riflettendo ho concluso che con il tuo aiuto potevo anche fare grandi progressi come pilota. Se eri a Monaco, sapevo che era questione di tempo e prima o poi ti avrei incontrato, magari insieme a Sven, invece.... Sono stati un luna park e una

gomma da masticare a farci incontrare. Lui sorrise e annu. Io trovo tutto questo straordinario, disse con enfasi. Io lo trovo eccessivo. E anche se con te non sono terrorizzata, non ci lega niente, quindi, per favore, lasciami in pace. I suoi occhi si spalancarono per lo stupore. Ma stai scherzando? Noi abbiamo la stessa passione: viviamo per i motori e anche se a te non interessa pi correre o stare nei box, non si pu dimenticare qualcosa che ti ha cambiato la vita o che fa parte di te come l'aria che respiri. Per sei anche un poeta. Shaun io

mi sono ripresa a fatica da quello che il destino mi ha riservato e non permetter a nessuno di portarmi di nuovo dentro a quel vortice, quindi, ringrazio il fatto di averti incontrato, perch cos ora mi sento pi fiduciosa e forse, se racconto la mia storia, forse riesco finalmente a superarla. Mi hai insegnato a non nascondermi e per questo ti ringrazio mi alzai dal tavolo, ma lui mi afferr la mano e si alz per avvicinarsi a me. Ma io lo guardai cupa e Shaun cap che doveva lasciarmi andare e cos fece.

10

Guardavo Christine, mentre osservava mio fratello che parlava. Non pendeva dalle sue labbra, ma i suoi occhi luccicavano. Il viaggio in auto con lui e le mie amiche era stato relativamente breve e ora che eravamo nella lussuosa dimora di Kurt, lei non perdeva occasione di controllare le sue mosse, ma con discrezione. Mi sarebbe piaciuto vederli insieme, ma sapevo che lui era un vero bastardo e che non si sarebbe mai impegnato seriamente con lei, del resto, lei lo

sapeva quanto me e non si faceva troppe illusioni, anche se sperava ugualmente in un suo cambiamento. Bene ragazze, vi ho sistemato in un'unica camera. Sono certa avrete molti pettegolezzi da raccontarvi a vicenda, ci disse mia madre. Christine e Betsy l'adoravano. Guardarono con occhio critico il sobrio tailleur grigio che indossava, i suoi capelli raccolti in una coda di cavallo e mi accorsi, dal sorriso beato che apparve nei loro occhi, che lei aveva passato a pieni voti l'esame a cui lavevano sottoposta. Grazie, Nora! Lei sa sempre come mettere a proprio agio le persone. Vorrei avere la stessa padronanza che ha

lei, quando avr una casa mia e degli ospiti da accogliere. Feci un gesto rassegnato, alzando gli occhi al cielo, ma sapevo che la sua non era affettazione, quello che aveva detto Christine a mia madre, lo ripeteva spesso anche a me, quando parlava di lei. Dai andiamo a sistemarci, ne abbiamo di cose da fare per stasera, dissi, anche se non avevo idea che altro dovessimo fare oltre a vestirci. Lene ha ragione, andate di sopra, poi diede disposizione al maggiordomo per portare i nostri bagagli in camera. Io guardai contrariata Christine e Betsy: avevano portato tante di quelle cose che sembrava intendessero

trasferirsi in casa di Kurt per una decina di giorni, invece che per una notte soltanto. Ma che cavolo c' dentro a ben due trolley per ognuna di voi?. Devo provare quello che voglio mettere e anche se ho deciso, voglio essere sicura dell'umore dell'ultimo momento, mi rispose piccata Christine, ma quando eravamo gi sul pianerottolo del primo piano della villa aggiunse. Credo e spero di poter attirare l'attenzione di un certo affascinante ragazzo. Sospirai rassegnata. L'avevo avvertita, non so quante volte, che con Sven giocava con il fuoco, ma non avevo altro rimedio che lasciarla

scottare per capire quanto avessi ragione, lei lo conosceva da pochi mesi, io da una vita. Allora devi ancora raccontarci come andata la tua chiacchierata con Shaun. Gli ho detto che capivo tutto il suo coinvolgimento con la mia famiglia a causa del suo amore per le corse e per mio padre, ma che io e lui siamo su due binari paralleli che non si incontreranno mai e che era meglio che mi lasciasse in pace. Brava, allontanalo, l'unico che non ti terrorizza avere vicino e... ma scusa, questo non lo capisco proprio, non credi ci sia qualcosa da parte tua, considerato che lunico che non scateni in te una

reazione di timore? Io credo che proprio perch ti piace non lo temi, anzi, lo desideri. Ma che dici e quando mai ti ho detto una cosa simile?. Va bene, lasciamo stare, ma ora dimmi, la sua reazione?. Mi lascer in pace. Christine fece una sonora risata. Scordatelo, se ti ha confessato che non sa spiegarsi perch non riesce a togliersi dalla mente il vostro incontro nel labirinto perch anche lui perso quanto te, ma come te non ci capisce pi niente. Per me, Renate riuscita nell'intento di fargli credere che noi donne siamo tutte uguali a lei: superficiali e vanitose. Quando capir

perch con te diverso... altro che tuoni e fulmini. Non le risposi, non ne avevo pi voglia. Il supplizio di quella giornata era solo all'inizio e lo scoprii ben presto: quando mia madre ci chiam perch erano arrivate le parrucchiere. Avrei pagato non so cosa per stare a chiacchierare con Sven e Kurt, anche di finanza, per fortuna fui quella che si liber per prima: la mia acconciatura, era molto semplice, aveva richiesto solo un leggero taglio dei capelli e un intreccio di perline argentate ai lati del capo per tenere ferme alcune ciocche in un accenno di treccia, mentre il resto

della mia chioma ricadeva morbida e liberamente arricciata fino a met schiena. Quando raggiunsi mio fratello e Kurt nella veranda che dava sulla piscina e il parco dietro la villa, era mattina inoltrata. Allora, non posso avere un'anticipazione sul tema della serata? chiesi con noncuranza, mettendomi seduta sulla sedia di midollino libera accanto a mio fratello. Stai benissimo, mi disse lui osservandomi con attenzione. Grazie, ma non cambiare discorso, perch so che tu sai perfettamente il motivo per il quale siamo qui e sinceramente, se devo stringere mani

sudaticce a profusione e ritirarmi quando qualcuno vorrebbe baciarmi entrambe le guance, vorrei sapere almeno qualche ora prima il perch sto facendo questo sacrificio, cos mi metter meglio l'animo in pace, mi voltai verso Kurt. Lui rise divertito, i suoi occhi verdi si ridussero a due fessure, tanto che per un attimo ne vidi solo i riflessi. Sei fantastica, per me avrai una gradita sorpresa, intanto dovresti guardare questa e mi pass un foglio dentro ad una busta trasparente. Era una scaletta di brani. Peccato, avrei preferito Strauss: i valzer sono il mio forte. Sono gli unici balli in cui ho la certezza di poter

evitare di pestare i piedi a qualcuno, anche se poi baller solo con Sven e lui si merita di essere pestato. Lui rise di nuovo. Dovresti venire pi spesso da noi, era da tanto che non ridevo cos, mi confid l'uomo. Mio fratello non viene pi con le sue ragazze? In tal caso il divertimento assicurato. Kurt rise di nuovo. Che hanno le ragazze con cui esco?. Niente, appunto, carenza di cervello sicuramente, ma abbondano di silicone e botox, ma non ti stancherai mai di stare con persone che se gli parli di compressione pensano subito a

qualche pagina del Kama Sutra che sfuggita alla loro attenta lettura? Ops, forse alcune non conoscono neanche lesistenza di quel libro, anche se semplice da leggere: ha molte figure e condii il mio velenoso commento con un sorriso da vipera. Sven dal canto suo mi rifil uno sguardo minaccioso, ma poi fu contagiato dalla risata aperta di Kurt. Stavo cercando di preparare il terreno per Christine, anche se sapevo che sarebbe stata un'impresa ardua. Stasera non ho nessuna compagna, contenta? V olevo dividere questa serata con la mia famiglia e fare tanti giri di danza con quella iena di mia sorella, ammise.

Riempir il mio carnet con il tuo nome, sempre meglio di anziani con la dentiera. Hai ragione, ce ne saranno molti, ma dato che ho invitato anche Hans e la sua famiglia, ci sar anche Derek. Almeno potr scrivere anche il suo nome sul carnet. Io e Derek eravamo cresciuti insieme, fino a che Hans non si era trasferito con la sua famiglia a Monaco e lui era stato il primo e unico ragazzo che mi aveva baciato. Ricordi di una dodicenne che aveva poi visto la sua vita cambiare di colpo. Veramente Derek non era stato il mio primo amore. Quello per cui avevo perso il sonno, non mi aveva mai filato

di striscio, ma con Derek avevo un'amicizia di lunga data. Mi faceva piacere che sarebbe venuto anche lui. Era diventato un bel ragazzo, della stessa et di Sven. Sono felice che ci sia anche Derek alla festa, cos mi aiuter a farti tacere per un po'. Non mi sembra di essere logorroica, protestai. No, ma il tuo sarcasmo a volte molto pesante e fastidioso. La cosa mi affascina. Ballare con Derek? mi chiese mio fratello. No, vedere cosa farai per tutta la durata della festa senza una ragazza che pende dal tuo braccio, ridendo come una

stupida a tutte le battute che di solito ti faccio senza capirne neppure una. Lui non replic e Kurt, per poco non si strozz con quello che stava bevendo. La musica che proveniva dal salone era invitante. Accidenti, vorrei sentire qualche pezzo dei Coldplay. Chiss se ne suoneranno almeno uno, dissi alle mie amiche che stavano ancora scegliendo il vestito giusto per la serata, mentre l'isterismo era alle stelle. Io rimasi ad osservarle seduta sulla poltrona di pelle nera che era in un angolo della nostra stanza. L'arredamento di quella camera era molto sobrio e lineare.

Mia madre aveva un gusto eccezionale, niente centrini sul tavolino rotondo, ma un foulard che dava un tocco di colore alla stanza, completamente bianca e nera. Che dici se metto questo? Christine mi si par davanti, impedendomi di guardare ancora le testate di pelle bianca con due rombi neri al centro dei nostri letti. Qualunque cosa ti metterai valorizzer la tua carnagione chiara e il tuo stupendo fisico. Scegli solo quello che ti fa sentire meglio, le consigliai. Certo, parla lei che sua madre le ha regalato un tubino da urlo e poi il resto.... Io sarei venuta anche con dei

pantaloni di pelle o i miei jeans. L'ho fatto solo per non metterla in imbarazzo davanti ai suoi invitati, ma credimi, se non mi sentissi a mio agio non scenderei quello scalone di marmo bianco per niente al mondo. Lei mi prese le mani e mi obblig ad alzarmi dalla poltrona. Ma ti sei vista, stai da favola. Spero solo di non pentirmi di questi tacchi appena dopo mezz'ora dell'inizio del ricevimento. Quando iniziarono ad arrivare i primi invitati, mi resi conto che c'erano parecchie persone che conoscevo e questo poteva essere un bene perch non mi sarei sentita tra estranei ma,

purtroppo, tutti o quasi mi ricordavano mio padre. Eravamo scese gi da un po', dopo che Christine e Betsy, finalmente, avevano deciso come vestirsi, quando nel salone entrarono Hans e la sua famiglia. Mi precipitai a salutarli e trascinai con me le mie amiche. Questo il mio principale e la sua famiglia, li presentai e vidi che Derek stingeva con forza la mano a Betsy e anche lei lo guardava con interesse. Non mi ero mai sentita cupido, ma quella sera sperai tanto di poter avere tante frecce al mio arco, soprattutto per vedere Sven per una volta dedicare le sue attenzioni a una ragazza che aveva

cervello, oltre che delle grosse tette e un bel culo. Per ora, la scintilla non era scoccata, mio fratello stava parlando con delle persone dalla parte opposta del salone e dalla mascella tirata di Christine, mi resi conto che lui non l'aveva degnata di uno sguardo fino a quel momento e men che meno quando eravamo scese dallo scalone. Cupido doveva fare gli straordinari. Allora? Ti piacciono i nostri invitati? mi chiese mia madre che si era avvicinata al braccio di Kurt. S, insieme ai loro ricordi, commentai, ma senza un tono amaro nella voce. Dopo un attimo, Sven ci raggiunse, il

suo sguardo si pos prima su di me; mi sorrise e finalmente not Christine. La conosceva, ma con il vestito che aveva indosso quella sera anche lei era un vero schianto. Sperai che prima della fine della serata le chiedesse almeno di fare un ballo insieme. Poi, il brusio che aveva riempito il salone fino ad un attimo prima spar. Tutti gli sguardi si concentrarono alle mie spalle, mentre un applauso si propagava per l'ampia stanza cogliendomi di sorpresa. Christine sgran gli occhi e smise di guardare Sven, anche Betsy si volt e rimase interdetta, mentre sul viso di mio fratello, di mia madre e di Kurt si

materializz un ampio sorriso, mentre applaudivano. Mi voltai e mi chiesi cosa avessi fatto di male nella vita.

11

Si era rasato e con un elastico nero aveva raccolto i capelli sulla nuca. Riflessi biondo chiaro contrastavano con quelli pi scuri alla base del collo. Ammisi con me stessa che il completo grigio e la camicia nera sbottonata, quel tanto da mostrare un cordoncino nero che portava al collo, erano un mix che poteva stendere una ragazza alla prima occhiata. Sapevo che si sarebbe voltato a cercarmi e che il suo sguardo mi avrebbe scavato dentro. Quando i suoi occhi verdi mi individuarono, anche se ostacolati dalle

persone che gli erano andate incontro, ammisi che aveva un fascino che lo faceva sembrare pi maturo dei suoi vent'anni. Perch sembrava sempre che avessi ben chiara la situazione tra noi due quando lui mi stava a distanza e tutto diventava cos complicato quando mi guardava e si avvicinava a me? Per un istante, desiderai che tutti sparissero e che rimanessimo solo noi due: ci stavamo fissando con la stessa perduta intensit con la quale ci eravamo guardati la prima volta che ci eravamo incontrati. Sentii una mano che mi stringeva un braccio. Darei non so cosa perch Sven mi

guardasse come sta facendo ora Shaun con te, mi confid Christine in un orecchio. Almeno ora so a quale festa voleva invitarmi. Peccato mi abbia mentito ancora una volta e altrettanto abbia fatto la mia famiglia, risposi con astio. Avevo gi intravisto diverse, vecchie conoscenze nell'ambito delle corse, ma mi chiesi cosa ci facesse Shaun, forse, Kurt voleva fare una commemorazione per ricordare mio padre? Non era mai stato un filantropo. Il nuovo compagno di mia madre era simpatico, brillante, ma di certo non era un sognatore, era un uomo daffari, piuttosto pragmatico e, quindi, quel

ricevimento doveva nascondere un tornaconto per lui, ma quale? Shaun si diresse verso di noi, ma prima che ci raggiungesse, una ragazza attravers la sala gli si avvicin e lo abbracci, stampandogli un bacio su una guancia. Distolsi l'attenzione, quel gesto mi aveva dato fastidio, in quel momento, incontrai lo sguardo di mia madre e poi, quello di Sven. Feci una specie di smorfia, ma sapevo che non ero riuscita a nascondere il mio disappunto che aument, quando mi resi conto che Alex, che fino a quel momento non avevo notato, si stava dirigendo verso mia madre e mio fratello.

Ora siamo al completo, dissi con crescente fastidio e ascoltai con disgusto le smielate frasi di circostanza con le quali salutava i miei parenti accompagnandole con il suo falso sorriso. Mia madre aveva ragione, non poteva essere pi diverso dal fratello. Ti vorrei presentare mia figlia, disse lei, prendendomi in contropiede e per me, ora, eclissarmi era diventato un problema. Alex punt su di me gli occhi. Lei e Anna... e mia madre non termin di fare le presentazioni che Alex aveva gi allungato una mano per prendere la mia. Io feci un passo indietro, infastidita. V olevo solo stringerti la mano, si

difese lui, sorpreso dal mio rifiuto e dal suo sguardo capii che non mi aveva riconosciuto: la cosa mi divert immensamente. Avevo ragione, la disputa nella mensa universitaria non gli aveva lasciato nessun ricordo. Mia sorella molto diffidente: lei fatta cos, venne in mio aiuto Sven. Ma non ho la faccia da bravo ragazzo, Anna?. Detestavo il fatto che mia madre continuasse a presentarmi con il mio nome completo: Anna Lene, ma in quel momento, l'equivoco era cos divertente che non pensai proprio di dilungarmi in spiegazioni. Direi che hai pi la faccia di uno

che se la tira, ma solo la mia personale opinione. Alex incass la battuta con un largo sorriso. Sar intrigante farti cambiare opinione, disse, sorridendo ancora, mentre il suo sguardo si faceva malizioso. Ci stava provando? Era un vero spasso. Non credo cambier idea, per quanto tu possa sforzarti, ribattei. Questa volta il mio messaggio gli era arrivato, forte e chiaro e aveva capito che tutte le sue manfrine, erano tempo sprecato con me. Avevo, per, la sconfortante intuizione che non avrebbe mollato,

nonostante fossi stata molto sgarbata con lui. Ciao, mi disse Shaun, quando finalmente ci raggiunse. Il fatto che suo fratello mi conoscesse, aument l'interesse di Alex nei miei confronti e di conseguenza il mio disappunto. Vi conoscete? chiese lui, mentre Shaun stringeva la mano a Kurt e poi, chin il capo per salutare mia madre. S, ci siamo incontrati alla TUM. Non mi aspettavo che mentisse a suo fratello. Ingegneria meccanica, specificai subito, prima che Alex mi chiedesse qualcosa e con la scusa di andare al bagno mi eclissai, non prima di aver

guardato con aria rabbiosa Shaun. Il buffet era un trionfo della cucina italiana e gli invitati sembravano una massa di formiche brulicanti che si gettavano sulla prima briciola di pane abbandonata: Parmigiano Reggiano a scaglie, formaggi pecorini da ingentilire con il miele, mozzarelle, pomodorini e olive e poi, lasagne a scacchi, timballi di pasta, frittate. Era stata dura scegliere. Alla fine avevo optato per un grissino con prosciutto arrotolato e nonostante la confusione dovuta all'andirivieni attorno al cibo, non smisi di osservare quello che faceva Shaun, ma soprattutto, tenni docchio la bionda che gli sedeva

accanto; sembravano molto intimi. Erano allo stesso tavolo con la mia famiglia, Kurt, Alex e un altro uomo che non avevo mai visto. Perch stato invitato?. Dissi alla mia amica. Io se fossi in te glielo chiederei, mi invit Christine, anche lei interessata a quel gruppo di persone, mentre Betsy, accanto al buffet, scambiava notizie con Derek sui salumi serviti su vassoi decorati con verze e lattughe. La cosa che mi rende infinitamente felice sapere che tutti mi hanno mentito: mia madre, Sven, Kurt e anche Shaun. Lui ha avuto anche il coraggio di invitarmi a una festa alla quale sapeva avrei partecipato con sicurezza. E se gli

avessi detto di s?. A quel punto, forse, sarebbe stato costretto a dirti a quale festa sarebbe andato e tu avresti saputo il perch stato invitato. Non credo... ma se dovesse saperlo... guardai la mia amica, anche lei pensierosa e poi, continuai. Credo che questa serata riserver molte sorprese. Ho questo presentimento. Mettila cos, per ora l'unica che si sta proprio divertendo Betsy, inoltre, Derek pi simpatico di Alex ed proprio carino, disse, sapendo che la loro amica aveva un debole per il gemello presuntuoso di Shaun. Pensa che stato il primo che mi ha baciato e... non riuscii a terminare la

frase. La band che aveva suonato fino a quel momento in toni abbastanza sopportabili, visto il repertorio, alz il volume e invit le coppie a prendere posto nel salone. Spero che Sven mi inviti almeno per un ballo e spero che la canzone, lenta e sdolcinata, possa durare un tempo vergognosamente lungo, mi disse Christine. Io, invece, spero di riuscire a eclissarmi, quindi, ti ceder volentieri il posto. Mi sa tanto che per non riuscirai a evitare... ma non riusc a terminare la frase: Alex ci stava raggiungendo e mi stava fissando.

Difendermi da due Keller era troppo. Scelsi una mossa tattica e prima che lui potesse chiedermi di ballare, mi alzai dal tavolo e gli andai incontro. Furono pochi secondi, ma mi provocarono comunque un infinito piacere: vidi il suo sorriso malizioso tramutarsi in sorpresa, quando lo evitai per un soffio e mi diressi verso il tavolo da cui si era allontanato Alex. Ricordi? Primo ballo prenotato, dissi a Sven e raggiungemmo le altre coppie che stavano ballando un valzer. Alex troppo invadente? mi chiese, appena iniziammo a volteggiare. So cavarmela da sola con i lumaconi. Piuttosto, ora mi dici che ci

fanno qui i gemelli Keller? Credo di meritarmi una spiegazione, soprattutto per come stato accolto Shaun. Sono quasi sicura che solo io non ho capito cosa ci sia sotto a questo ricevimento, mentre gli altri credo sappiano gi quello che deve accadere. Sei sempre stata una ragazza perspicace, ma Kurt mi ammazza se te lo dico. Risparmiati il tuo sorriso che ammalia le bambolone senza cervello. Ti ammazzo con le mie mani se non mi dici che ci fa qui Shaun. Un passo avanti, s, la sorpresa riguarda lui. Sei sulla buona strada, non posso dirti altro, perdonami e finita la musica, mi baci sulla guancia e si

allontan. Ero furiosa, mi ero distratta e questa volta non riuscii ad evitare Alex. Presa! disse, afferrandomi per una mano, con la chiara intenzione di portarmi a ballare. Mi irrigidii, come se fossi stata a contatto con l'azoto liquido, ma mi voltai. Non toccarmi! e strattonai il braccio, per liberarmi dalla sua stretta. Non si aspettava la mia reazione e il mio sguardo minaccioso. V olevo solo ballare con te e parlare un po', si scus, evidentemente in imbarazzo. I suoi occhi verdi, leggermente pi scuri di quelli del fratello, mi scrutavano con attenzione.

Sondavano il mio viso, increduli e sospettosi. Le coppie sempre pi numerose ci vorticavano intorno. La melodia del valzer si diffondeva nel salone. Stretta tra quei corpi, con Alex che ancora mi teneva una mano, mi sembr di soffocare. Non riusciva a capire o semplicemente non gli sembrava possibile che una ragazza potesse rifiutarlo, specie in modo cos brusco. Mi arrivava la fragranza del suo profumo che si mescolava con quella delle altre coppie che volteggiavano a pochi passi da noi. Mi sentivo in trappola. Non voglio ballare con te e neanche

parlarti. Sono stata abbastanza chiara? E ora lasciami la mano o giuro che ti mollo un calcio tra i gioielli. Al pensiero che avrei messo presto in atto la mia minaccia, abbandon la mia mano come se scottasse. Mi sentivo meglio, anche se per un attimo avevo avuto paura di ripiombare nel mio incubo. Lo sapevo che avevo ancora tanta strada da percorrere per superare quello che mi era successo, ma almeno non mi era venuto un attacco di panico e questo era gi un buon segno. Pensai che anche quello poteva essere un segnale di inizio guarigione. Stavo reagendo, anche se la rabbia era un sintomo della paura che ancora

provavo. Ma che ti prende, volevo solo ballare con te. Dato che sei la pi bella ragazza che partecipa a questo ricevimento, tent di riguadagnare terreno Alex. Non mi piace ripetermi e se ti dico di non toccarmi, tu non devi farlo e non starmi addosso, cercai un varco tra le coppie avvinghiate, tornai al mio tavolo e mi accorsi che Christine non c'era pi. Mi voltai a cercarla tra le persone vicine al buffet, poi, guardai quelle sedute ai tavoli che parlavano tra loro, infine, la vide passarmi accanto, mentre Sven la teneva tra le braccia. Li seguii con uno sguardo soddisfatto e sentii la mia bocca

atteggiarsi in un sorriso compiaciuto. Stai massacrando mio fratello perch ce l'hai con me, mi disse Shaun e senza chiedermi il permesso, mi port in mezzo alle altre coppie. Le sue braccia erano rassicuranti, il suo sguardo cupo, ma sincero. Con te non ho ancora iniziato. Mi sembrava strano che potessi cavarmela con delle semplici occhiatacce. Non ti sei comportato un po' da ipocrita con me? Invitarmi ad un ricevimento, a cui sapevi gi che avrei partecipato?. Sei tu che non mi hai chiesto niente. Non fare il furbo. So perfettamente

che se avessi accettato non mi avresti detto niente, per, mi sarebbe piaciuto vedere come ti saresti arrampicato sugli specchi, mentre venivamo qui. Ti avrei detto il motivo per il quale sono stato invitato. Mi bloccai e, per un attimo, dato che lui aveva continuato a muoversi persi lequilibrio e gli finii addosso, completamente appoggiata al suo corpo. In quellistante la mia attenzione fu catturata dal ciondolo che oscillava appeso al suo collo, catturando le luci del salone. I tuoi orecchini sono simili al mio Triskell e sono i pi belli di tutto il ricevimento, mi disse, con un accenno di sorriso.

Il suo sguardo era sincero e spazz via tutti i dubbi: mi aveva fatto un complimento e in un modo cos spontaneo che mi fece provare una fugace sensazione di gioia. Per quale dei significati che rappresenta lo porti al collo? gli chiesi. Passato, Presente, Futuro oppure Alba, Mezzogiorno, Tramonto?. Il cerchio che racchiude il tuo Triskell, indica il Fuoco il quarto elemento, creato dal movimento in cui si uniscono gli altri tre elementi: Terra, Acqua e Cielo. Mentre tu non hai il Fuoco che racchiude le tre spirali che pendono dalle tue orecchie e che si avvolgono su se stesse ad indicare la 'manifestazione'.

Le tue energie turbinano dall'interno verso l'esterno e forse, per te indicano Azione, Sentimento, Pensiero oppure Corpo, Emozioni, Spirito. Il suo modo particolare di abbassare il tono della voce per sottolineare le parole a cui voleva dare pi risalto era come una carezza, un respiro caldo sul viso. La musica era cambiata, il valzer aveva lasciato il posto ad un lento. Il significato del mio si avvicina di pi al Triscele dell'isola di Man. Quel Triscele ha solo tre gambe. Lo so, fino a che non correr il Tourist Trophy non sono degno di portarlo. A quell'affermazione il mio sangue

sembr mutarsi in ghiaccio. Sentii un inarrestabile terrore pervadermi. I suoi occhi mi fissarono cupi, mentre il suo tormento sembr essere parte del mio. Non succeder di nuovo, mi disse, poi, mi prese per mano, mi abbracci e inizi a muoversi, seguendo il ritmo lento della musica. Io lo assecondai. Quella rivelazione mi aveva colpito, come avrebbe potuto fare una lama perforandomi il cuore. Non riuscivo pi a parlare e neppure a muovermi, mi limitai a lasciarmi trasportare dai movimenti di Shaun. Il calore del suo corpo e il profumo della sua pelle erano cos reali, eppure

io stavo immergendomi ancora una volta nel mio incubo. Sai qual il motto che accompagna il Triscele dell'isola di Man? mi chiese. Scossi il capo, strusciandolo sulla sua camicia. Ovunque lo si getti, rester in piedi. Non mi aveva rassicurato, anzi, ero talmente spaventata che pensai che se mi avesse lasciato andare in quel momento, in mezzo alle altre coppie che erano strette in abbracci simili al nostro, sarei rimasta immobile. Lene, so quello che faccio, mi disse, e nonostante avvertissi la sua voce che proveniva dal suo torace, ero

incapace di realizzare se arrivasse dal passato, dal presente o dal futuro, simile ad un altro dei significati del Triskell: un continuo temporale, come nella festa celtica di Sambain, dove la leggenda dice che gli uomini incontrassero i loro antenati e i loro discendenti. Avrei voluto avere a disposizione la conoscenza di un mio discendente per sapere se avrei sofferto ancora. Il TT ha gi avuto il suo tributo di morte e... ma fui interrotta dalla voce di Kurt che si era impossessato del microfono e aveva esordito chiedendo attenzione. Shaun lasci che fossi io a slacciarmi dal nostro abbraccio e poi, trattenne la mia mano, mentre Kurt

iniziava il suo discorso.

12

Bel party, non siete d'accordo? chiese Kurt agli invitati che nel frattempo si erano radunati di fronte a lui e ai musicisti che avevano smesso di suonare. Qualcuno fischi, altri batterono le mani; io ero ancora scioccata dalla rivelazione di Shaun. Il mistero 'misterioso' per il quale siete tutti qui, scusate il giro di parole, ma voglio tenervi in suspense ancora per un po' Bene, allora sapete che da un po' mi sto interessando al mondo delle corse motociclistiche, soprattutto per la

passione che da sempre Sven ha per questo sport e che sta coinvolgendo anche me, sempre di pi. Quindi, ho deciso di sponsorizzare un pilota che sta ottenendo degli ottimi risultati. Ha gi una squadra che lo sostiene, dai Gustav, avvicinati, disse all'uomo che aveva mangiato al suo tavolo. Conoscete tutti Gustav Werner, il patron della scuderia per cui corre Shaun Keller, bene, per la prossima stagione Shaun avr un altro sponsor: il sottoscritto!. L'applauso esplose nel salone e tutti si voltarono a cercare con lo sguardo il ragazzo che era accanto a me. Lui sorrise impacciato e chin leggermente il capo per ringraziare gli

astanti. Raggiungici! lo invit Kurt. Lui mi lasci la mano, ma non prima di avermi rassicurato con un'ultima occhiata. Non riuscivo a liberarmi da una strana sensazione: qualcosa di oleoso che mi si appiccicava addosso. Una sostanza viscida che scivolava su di me, mi avvolgeva completamene e mi faceva sentire pesante, come fossi inchiodata al pavimento. Shaun raggiunse i due uomini e Kurt gli pass il microfono. Lui scosse il capo. Credo non ne abbia bisogno, la sua voce era profonda, il suo sguardo serio. Sapevo alla perfezione che per un

pilota uno sponsor in pi significava soprattutto pi soldi da poter spendere in innovazione e tecnologia, acquistando materiali migliori e tecnici pi abili. Sono lusingato dell'interessamento di Kurt per i miei progressi sportivi. Mi aiuter molto poter contare sul suo appoggio, cos potr avere a disposizione tecnici e materiali all'avanguardia e questo mi consentir di competere con le case ufficiali che hanno a disposizione molte pi risorse dei team privati. Spero inoltre di colmare il gap con gli altri piloti, grazie alla mia esperienza e professionalit. V orrei ringraziare Sven, senza il suo aiuto non credo che Kurt avrebbe mai investito in questa avventura.

Tutti applaudirono e molti ridacchiarono. Kurt mise un braccio attorno alle spalle di Shaun, anche se dovette alzarsi un po' sulle punte dei piedi. Poi, con un gesto che intimava il silenzio, Shaun riprese a parlare. Avrei un altro desiderio, per vedere completamente appagato il mio sogno: avere al mio fianco uno dei migliori meccanici che abbia mai conosciuto la storia del motociclismo amatoriale tedesco. So che sei contraria, ma io ti rinnovo l'invito: Lene vuoi far parte della squadra?. Tutti si voltarono verso di me e avvertii la stessa sensazione sgradevole di poco prima, di essere ricoperta dalla

testa ai piedi da una sostanza oleosa. Kurt e Gustav, dovevano essere stati informati, perch furono i primi ad applaudire. Incrociai lo sguardo di Sven, anche lui sapeva. La nausea e l'attacco di panico, arrivarono contemporaneamente. Dovevo uscire da quella stanza, il prima possibile, mi mancava l'aria e lo sguardo di Shaun, puntato su di me, non faceva che peggiorare la situazione. Mi scontrai con alcune persone, mentre tentavo di raggiungere le portefinestre del salone aperte sulla veranda. Agli occhi dei presenti dovevo apparire come qualcuno che fugge inseguito da uno sciame di calabroni

impazziti. Una volta fuori, mi incamminai sul bordo della piscina, la superai e continuai a camminare, anzi, quasi a correre, quel tanto che mi consentivano i tacchi delle scarpe che si infilavano nel terreno morbido inzuppato di pioggia. Non mi ero accorta, ero troppo sconvolta, che la pioggia fitta, ma leggera, stava scendendo mentre percorrevo il parco. Avvertivo lo stormire delle foglie sugli alberi mosse dal soffio regolare del vento. Mi chiam per la prima volta, ma non mi voltai. Continuai imperterrita a camminare, senza sapere dove stavo andando.

V olevo solo allontanarmi il pi possibile da quegli sguardi, dal senso di oppressione e di profonda delusione che si agitavano dentro di me. Lene!. Era a pochi passi da me, tentai di correre pi forte, ma il terreno era troppo viscido, mi tolsi le scarpe le lanciai contro il mio inseguitore e poi ripresi a correre, ma sapevo che Shaun mi avrebbe raggiunto. Ci riusc, senza troppo sforzo. Mi afferr per un braccio. Ti prego, smettila di scappare!. La pioggia gli scendeva sul viso, bagnando i suoi capelli che stavano sfuggendo dal codino dietro la nuca. Le ciocche chiare si liberavano

ricadendogli davanti agli occhi. Mi hai reso ridicola davanti a tutta quella gente, gli dissi con una voce cos minacciosa che stup anche me per il carico di odio e amarezza che conteneva. Ho detto solo quello che penso e che pensa la buona parte delle persone che ti conoscono e che conoscevano tuo padre. Gustav ha chiesto a Sven di collaborare con lui, ma tuo fratello gli ha detto subito che la messa a punto delle moto era dovuta a te e a tuo padre. V oi, tu... avete parlato di una cosa alle mie spalle. Avete tradito la mia scelta, il mio bisogno di lasciare quel mondo. Io non voglio pi farne parte!.

Afferr entrambe le mie braccia e mi scosse lievemente. Perch non ti guardi allo specchio quando dici che non ti interessano pi le moto a livello agonistico? Io sono certo che la tua passione per i motori pi forte di qualsiasi altra cosa, altrimenti avresti scelto un'altra facolt, non certo la TUM e ingegneria meccanica. Tu ce l'hai nel sangue, come me e non puoi farne a meno. Non so se correr mai il TT, per ora, far solo gare del campionato nazionale, ma il mio sogno, come lo stato per tuo padre, per la stessa passione.... Lo interruppi. Per la stessa passione che l'ha portato a morire in quella maledetta

gara. Ogni volta che sali sulla moto potrebbe essere l'ultima volta che lo fai. Potrebbe capitarti al centro di Monaco: qualcuno che non ti da la precedenza o apre lo sportello dellauto mentre stai sopraggiungendo. Questo non ti impedisce di continuare, lo stesso accade in gara. Continui a farlo, nonostante i rischi, per quella sensazione di totale abbandono e di profonde emozioni che ti assalgono quando tagli il traguardo, anche se non sei arrivato primo, ma sai di aver dato il massimo. Non mi appartiene pi quel mondo Shaun, da anni, e non dovevi permetterti di dire davanti a quelle persone quello

che hai detto. Mi liberai dalla stretta delle sue mani e continuai a camminare. Lui tent di raggiungermi di nuovo. Iniziavo a sentire freddo ed ero completamente bagnata, ma senza scarpe ero pi veloce. I capelli mi si appiccicavano al viso e le fievoli luci che segnalavano il sentiero del parco non arrivavano ad illuminare completamente il terreno viscido. Non vidi un basso recinto di pietre finch non fu troppo tardi, cercai di evitarlo facendo un salto, ma atterrai male e finii a terra. Il fango gelato mi impiastricci il viso. Mi voltai, Shaun mi aveva raggiunto, io rimasi a terra, senza forze,

dolorante, sconfitta e rabbiosa. Ma perch non mi lasci in pace?. Lui si chin e mi porse le mani per farmi alzare. Mi sollev senza sforzo e atterrai tra le sue braccia. Una fitta lancinante al piede destro mi costrinse ad appoggiarmi completamente a lui. Gli colpii il torace con un pugno. Sapevo che non gli avrei fatto male, ma almeno potevo sfogare la mia frustrazione. Quando era morto mio padre non avevo versato una lacrima. Neppure quando ero uscita da quel maledetto centro commerciale, dopo ore di angoscia tra la vita e la morte, mentre ora, per uno stupido dolore al piede, le

lacrime scendevano copiose sul mio viso, mescolandosi alla pioggia. tutta colpa tua! gli dissi, guardandolo nella penombra del parco. Il tuo pianto per colpa del piede che ti fa male o per qualcos'altro? Dai, fammi vedere, si chin e io approfittai per spingerlo e farlo cadere. Ora sai cosa si prova a sentirsi nel fango! gli dissi con soddisfazione. Lui inizi a ridere. Non me l'aspettavo. Pensavo di farlo arrabbiare, di farmi odiare, invece, era l, disteso a terra che rideva. Si tir su a sedere e mi afferr deciso per un braccio, attirandomi verso s finch non fummo entrambi distesi a terra.

O meglio io ero letteralmente spalmata sul suo corpo. Con le mani infangate mi scost i capelli dal viso, lo prese delicatamente e lo guid verso il suo. Le sue labbra erano calde, anche se umide di pioggia. Io iniziai a tremare. Avevo ricevuto il primo bacio quando avevo dodici anni. Derek era stato il primo e unico che aveva varcato la soglia della mia bocca, dopo, non c'era stato pi nessuno. Avevo paura di essere avvicinata da chiunque, ma cera un motivo. Avevo vissuto la terribile esperienza di essere tenuta in ostaggio da un rapinatore, in un centro commerciale, insieme ad altre nove persone. Quelluomo aveva ucciso

uno di noi prima che ci liberassero e quel ricordo non solo mi tormentava, ma aveva cambiato per sempre la mia vita. Shaun cap che c'era qualcosa che non andava e non perch sentissi freddo. Scost il mio viso dal suo e mi guard. Cosa c' Lene? Non vuoi che ti baci? me lo chiese con infinita dolcezza. Non lo so, gli dissi sinceramente. Credo capisse la mia confusione e sorridendo mi aiut ad alzarmi. Poi, mi prese in braccio e mi riport alla villa. Sentivo le mie guance avvampare e credo che fossero fucsia tendenti al viola, per mia fortuna, per, avevo un

bello strato di fango a mascherare il tutto. Mia madre sbianc nel vedermi entrare completamente infangata e tra le braccia di Shaun. Sven rimase interdetto, ma solo per un attimo: cerc subito di rendersi utile. C' un dottore al ricevimento? Credo di essermi slogata una caviglia, per questo lui mi ha portato in braccio, rassicurai tutti. In effetti, il fatto che mi fossi slogata una caviglia non spiegava come mai avessimo entrambi del fango addosso e non solo sui piedi. Shaun mi port in camera e poi, si presero cura di me le mie amiche e mia madre. Mi sentivo come l'ape regina

nell'alveare. Tutte quelle premure, per, mi stavano dando ai nervi. Non ho niente, anche il dottore l'ha confermato. Un po di ghiaccio e qualche giorno di riposo e torner come nuova; ora lasciatemi in pace, dissi alla fine esasperata. Ti devi cambiare, altrimenti prenderai qualche malanno, ribad mia madre. Va bene, alla fine cedetti. Quando mia madre lasci la stanza, sapendo che ero in buone mani, le mie amiche si misero entrambe sul letto pi vicino al mio e sdraiate prone, attesero il mio racconto. Che c'? Non avete sonno?. Smettila Lene, sono appena le

undici di sera e il ricevimento non ancora terminato. Senti? Stanno ballando e pensi che noi staremmo qui, perdendoci l'opportunit di fare un po' il filo ai ragazzi che ci piacciono solo perch ti vogliamo tenere compagnia?. Ingrate! Andate alla festa, vi racconter tutto dopo. Dallo sfavillio dei tuoi occhi, io dico che Shaun abbia segnato un punto... no decisamente due... io direi anche qualcuno di pi, che ne dici Betsy?. E tu cosa mi racconti di Sven e tu di Derek?. Le mie amiche, come se fossero state animate da due molle, si alzarono dal letto immediatamente e si precipitarono fuori dalla stanza, ma un attimo dopo

Christine torn dentro. Tua madre ha dato una stanza a Shaun, l'ultima del corridoio. Non solo per darsi una ripulita: ho saputo che dorme qui. Deve parlare di affari con Kurt e Gustav domani. Per me ti verr a trovare molto presto. Vi approfittate del fatto che non sono nel pieno delle mie capacit motorie per stuzzicarmi, ma io me ne ricorder quando star meglio e allora, sapete come reagisco quando vengo provocata. Sparirono all'istante e io ridacchiai.

13

Presi un libro, convinta di potermi concentrare almeno nella lettura. E no, mi suonano adesso i Coldplay! dissi alla stanza vuota, sentendo le note di Viva la vida provenire dal salone. Dopo un attimo, qualcuno buss alla porta. Posso entrare?. Non credo possa impedirtelo, non riesco neanche darmela a gambe, risposi e dopo un attimo, Shaun entr nella stanza. Almeno non hai perso il tuo spirito

combattivo, mi disse, mettendosi seduto sul bordo del letto che sotto al suo peso si inclin e fece cadere la borsa del ghiaccio che avevo sulla caviglia. Sei un po' ingombrante!. Lui si alz, guard la mia caviglia. Sembra un prosciutto!. Grazie! Ti chiamer quando sar gi di morale; sono certa mi aiuteresti a sollevarlo, ribattei scocciata. Potevi evitare di correre su un terreno scivoloso. E tu potevi evitare di inseguirmi. Sei ancora arrabbiata? Pensavo che Viva la vida ti tirasse su di morale. L'hai fatta suonare tu?. S, so che ti piace e volevo farmi

perdonare. Non te ne frega niente del mio perdono, altrimenti, non mi avresti mai messa in imbarazzo davanti a tutti con quell'uscita infelice. vero! Non voglio essere perdonato, perch so che non sarebbe un pentimento sincero perch se avessi la possibilit, ti chiederei ancora una volta, davanti a tutti, di farmi da meccanico o da consulente. S, devi aver battuto la testa da piccolo, sempre che tu sia stato piccolo, ma quanto accidenti sei alto? Ma ti hanno fatto una moto su misura?. Non cambiare discorso, continui ad evitare il problema tirando in ballo altre questioni che non hanno importanza.

Sono anni che corro e ho sempre avuto la moto giusta. Allora, puoi continuare con le stesse persone, gli dissi, alzando le spalle con indifferenza. Lui mi osserv per un lungo istante. Aveva i capelli umidi che gli lambivano il collo. Non era pi vestito elegante, ma la polo blu sbottonata e i jeans gli davano un'aria casual-sexyintrigante niente male. Quando sai di poter avere il migliore non puoi rinunciarci cos facilmente. Non sono il migliore, casomai la migliore, ma lo ero tempo fa, ora sono cambiate tante cose, sono passati... Due anni, sono solo due anni che ti

sei allontanata dai circuiti e sono certo che non hai cos tante cose da imparare che tu non sappia gi. E poi io sono interessato al tuo istinto e quello di certo non si fermato con l'incidente di tuo padre. La prova come mi hai incastrato con il chiodo che ho infilato nel tubo della mia moto.... Ti rendi conto che mi hai mentito in continuazione?. Lui scosse il capo, mi si avvicin lentamente e io non potevo indietreggiare o scappare. Io suoi occhi erano fissi nei miei, dischiuse leggermente le labbra e io provai una fitta allo stomaco, no, era pi un pugno che mi tolse il fiato. Mi prese il viso tra le mani grandi e

calde e sfior i miei capelli sciolti. Chiusi gli occhi al tocco leggero del suo respiro sulle mie labbra, un istante prima che la sua bocca si posasse delicatamente sulla mia. Il tempo scorreva lento, scandito dalle sensazioni, mentre il respiro e il battito del mio cuore si velocizzavano. La bocca di Shaun si schiuse sulla mia e io timidamente cercai il caldo protettivo della sua. Gli presi ciocche di capelli bagnate tra le dita, mentre gli accarezzavo il viso. Una disperata sensazione di abbandono e di felicit mi pervase quando sentii il suono basso di un gemito vibrargli nel petto e ripercuotersi

all'interno delle nostre bocche allacciate, unite, perse in un bacio sempre pi profondo e coinvolgente. Il profumo della sua pelle riusciva a confondere i miei pensieri. Non mi ero mai sentita cos: in balia di un'infinit di sensazioni, senza alcun controllo. Le sue mani scesero ad accarezzarmi le braccia, poi tornarono ad infilarsi tra i miei capelli. Lasci la mia bocca di colpo, come se l'urgenza di baciarmi, fosse stata allimprovviso superata da qualcos'altro. Tuo fratello mi ammazza!, disse, poi sorrise e appoggi la fronte contro la mia. Incapace di respirare regolarmente,

volevo riprendere almeno una parvenza di normalit nel tono della voce prima di rispondergli. Ammesso che ci sarei riuscita. Per un bacio? gli chiesi ingenuamente. Con la mente sono andato molto oltre e non solo con la mente. Era la seconda volta quella sera che riusciva a farmi apparire in technicolor. Credo che con la nostra entrata ad effetto nel salone abbiamo sollevato parecchi interrogativi, non solo nella testa di Sven. Hai ragione, abbiamo proprio dato spettacolo. Credo che tu debba tornare di sotto: sei l'ospite d'onore, gli suggerii.

S, hai ragione. Ma non si mosse di un millimetro, mentre continuava a guardarmi negli occhi. Io non avevo nessuna intenzione di lasciarlo andare, temendo potesse finire tra le braccia della bionda che gli era corsa incontro quando era arrivato al ricevimento. S, avrei anche potuto fare una strage. Gli ravviai la ciocca ribelle che era scesa a coprirgli il viso e aveva sfiorato la mia bocca, lasciando una scia umida e fresca che mi aveva fatto il solletico. Ero venuto per invitarti domani alle prove della nuova moto. per questo che ti fermi qui

stanotte?. Come lo sai?. Sar inchiodata in questo letto, ma ho comunque i miei informatori. Giusto, non ci avevo pensato, hai le tue 'spie', ma la tua risposta?. Domani fammici dormire sopra. gi molto che tu non mi abbai detto subito di no, sorrise soddisfatto. Mi piace far rosolare bene sulla graticola il nemico. Shaun mi guard cupo e decise di aggiungere altra confusione nella mia testa per quella notte: mi baci ancora e questa volta mi tolse il respiro. Poi, prima di andarsene, sfil il laccio di cuoio nero con il Triskell e me lo mise al collo, sollevandomi i capelli.

Cos non ti scorderai di me... questa notte! Nel parco avevamo lasciato una cosa a met. Ho capito che eri confusa, ma ora so con precisione quello che vuoi. Mi accarezz con lo sguardo le labbra e poi, usc dalla stanza. Io sospirai per una mezz'ora buona, forse molto di pi, giocando con il ciondolo d'argento tra le dita.

14

Ero ancora sveglia, quando Christine e Betsy entrarono nella stanza. Mia madre era venuta a trovarmi, poco dopo che Shaun se ne era andato. Anche Sven venne a sincerarsi delle mie condizioni e mi chiese cosa avessi deciso per il giorno dopo. Lo mandai via in malo modo, ma solo per farlo sentire in colpa: non mi aveva detto del progetto di Kurt, ma soprattutto aveva taciuto il fatto che Shaun voleva inserirmi nel team, quando sapeva bene che ero contraria. Troppe cose tutte insieme, mi

stavano mandando in confusione, ma Shaun aveva ragione: quella notte avrei pensato a lui, a lungo e non solo per il ciondolo che mi solleticava la pelle. Allora, come sta la nostra Cenerentola che ha perso entrambe le scarpette? mi chiese Christine, abbandonandosi supina sul letto, poi si gir su un fianco per guardarmi. Sono certa che l'hai fatto di proposito. No, gliele ho tirate, mentre mi inseguiva, risposi tranquillamente. Ma si tratta cos il meraviglioso 'Shaun/Principe Azzurro'? protest Betsy, che si era seduta sul mio letto. Senza scarpe correvo meglio, ma non sono riuscita a distanziarlo, ci siamo scambiati...

Baci appassionati, rotolandovi impunemente nel fango? disse Christine, sottolineando la frase con un'occhiata maliziosa. No, gli ho ricordato che mi aveva mentito e che non doveva permettersi di chiedermi davanti a tutti di fare parte del team, soprattutto perch sapeva bene che non ero d'accordo: avevamo affrontato l'argomento in precedenza. Betsy, non ti sembra che la nostra amica stia trattando la cosa come se stesse stilando un rapporto? Una biologa che analizza la ranocchia che sta vivisezionando?. S, decisamente! ridacchi Betsy. E di solito la nostra amica, quando fa la superiore, non che per caso evita

di affrontare il vero nocciolo della questione? continu Christine. Va bene, dopo aver battibeccato, ho cercato di mettere pi distanza possibile tra noi, ma sono inciampata, sono finita con la faccia nel fango. Shaun mi ha tirato su e ha capito che mi ero fatta male alla caviglia, si chinato per guardarla e allora io l'ho spinto, facendogli perdere l'equilibrio, ma quando caduto a terra, invece di arrabbiarsi come avevo previsto, lui si messo a ridere. Ce lo vedete Shaun che si abbandona ad una forte e travolgente risata?. No, ma siamo tutte orecchie per il seguito, tagli corto Christine affamata di particolari.

Ha smesso di ridere, mi ha preso per un braccio e mi ha attirato a s: gli sono praticamente finita addosso. Sai che schifo scontrarsi con tutti quei muscoli al posto giusto e con quegli occhi verdi che ti guardano come se fossi l'unica ragazza sulla terra... una tragedia, ironizz Christine. Betsy rise e io feci una smorfia. E poi? Perch c' stato un poi. Lui ha posato le labbra sulle mie e io ho iniziato a tremare come una foglia, ammisi. Almeno per un attimo riuscii a farle stare zitte. Perch? mi chiese Christine. Me l'ha chiesto anche lui e io non ho saputo rispondergli. Ma ha capito che

ero in uno stato confusionale, poi, mi ha portato in braccio fin dentro la villa. In effetti, dopo che te ne eri andata come se un fantasma ti corresse dietro, perch, scusami se te lo dico, ma ogni volta che scappi da qualcosa che non ti piace, hai quell'espressione persa e arrabbiata allo stesso tempo... e lui che ti corre appresso, come se questa sia la cosa pi importante della sua vita. Per un attimo, siamo rimasti tutti ammutoliti. Poi, tuo fratello ha fatto una battuta: 'Riusciranno a fare pace? Si accettano scommesse!'. Bastardo! Lo ammazzo e pensare che Shaun... iniziai a ridere di gusto. Le mie amiche si guardarono interrogativamente.

Va bene... posso solo aggiungere che Shaun venuto a trovarmi, come avevate ipotizzato, prima di tornare al ricevimento e.... E s, stavolta ha terminato quello che aveva solo accennato mentre eravate sotto la pioggia a giocare con il fango. Annuii soltanto. E si direbbe che ha fatto un gran bel lavoro. Io mi limitai a sospirare. Bene, allora dobbiamo passare al piano B, mi disse Christine con aria complice. Perch, c'era un piano A che gi stato superato o fallito?. Oh no, il piano A ha funzionato benissimo: tu hai finalmente aperto le

porte del tuo cuore a qualcuno e non dobbiamo farle richiudere, non prima di averci imprigionato Shaun. Calma, calma, ho solo detto che mi ha baciato e che l'ha fatto divinamente o almeno, data la mia poca esperienza, non passiamo subito alle rime cuore e amore... frena. Allora, ti devo avvertire: appena Shaun ci ha raggiunto al party, dopo averti deliziato con la sua lingua, la bionda che lo aveva gi braccato in precedenza gli si praticamente incollata addosso e ha subito notato: 'Ma dove il tuo Triskell?' a quanto sembra per lui una specie di talismano dal quale non si separa mai e osservandoti bene, direi sia quello che pende ora dal

tuo collo e tu non hai smesso un attimo di giocarci da quando siamo entrate. Lasciai andare il ciondolo che si appoggi delicatamente sulla mia pelle. Non che facendo finta di niente supererai quello che sta succedendo tra te e Shaun e per tua informazione, la bionda si chiama Ingrid ed la figlia di Gustav Werner. Merda!. S, hai ragione. No, non hai capito mi riferivo al ciondolo. Io non sono superstiziosa, ma i piloti s, lo sono tutti: devo restituire subito questo a Shaun dissi. Afferrando il monile che avevo al collo. Credo sia evidente che ti vuole sul circuito, quando prover la nuova

moto. Ma l'ha detto al party?. Ha solo detto: ' in buone mani, le migliori' e poi ha cambiato discorso. Riesce sempre a spiazzarmi! Non riesco proprio a prevedere quello che gli passa per la testa. Vado subito a restituirgli il ciondolo, tentai di alzarmi, ma Betsy mi blocc. Lo farai domani, dopo che avrai deciso se venire al circuito. Noi ci andiamo, tutti. Tutti?. Certo non tutti gli invitati del party, ma il ricevimento stato fatto proprio per questo, per presentare il nuovo sponsor: Kurt e la moto con cui correr Shaun. Inoltre, dato che la buona parte

degli ospiti presenti alla festa, era composto da appassionati di motori e nello specifico di moto, credo siano davvero pochi quelli che non verranno ad assistere ai giri di prova che Shaun far domani, tempo permettendo. Lo intercetter prima che se ne vada domattina e gli dar il ciondolo. Lui ti ha dato la possibilit di scegliere e questa per me, una notevole prova di fiducia, se dici che i piloti sono cos superstiziosi. Ognuno ha i suoi gesti scaramantici e li seguono alla lettera, inoltre, hanno anche dei talismani. un modo come un altro per sentirsi protetti, anche se sanno perfettamente che... anche mio padre indossava sempre un foulard rosso

bordeaux, ma non gli servito al Tourist Trophy di due anni fa. Strinsi di nuovo il Triskell di Shaun tra le dita. Credo abbia bisogno di rassicurazioni da parte tua, non tradire la sua fiducia, mi consigli Christine. Mentre sotto i polpastrelli facevo scorrere le spirali del Triskell, iniziai a raccontare. A dodici anni sono stata presa in ostaggio da un rapinatore dentro a un centro commerciale, con me c'erano altre nove persone. Ero andata l con mio padre, ma mi ero allontanata da lui per vedere il reparto cartoleria. Lo facevo sempre, andavo a cercare una penna da comprare. Lui me lo lasciava

fare, tanto sapeva che poi, lo avrei raggiunto nel reparto dove si trovava lui ad attendermi. Quella volta, per, le cose non andarono come il solito. Il rapinatore blocc dieci persone, tra cui cero anche io e fece uscire tutti gli altri clienti dal supermercato del centro commerciale. Teneva la pistola alla tempia di un ostaggio. Mio padre si offr volontario al mio posto, ma il rapinatore non ne volle sapere. V oleva i soldi di tutte le casse. Ci port in un angolo, tra cuscini e tappeti in vendita e ci tenne sotto la costante minaccia della sua pistola, feci una pausa e osservai i volti tesi e impauriti delle mie amiche, poi continuai. La trattativa dur parecchie ore.

Nel frattempo, il centro commerciale era stato circondato dalla polizia. Il rapinatore era bloccato allinterno con noi e la sua sacca piena di denaro. C'era una bambina di dieci anni con sua madre, tre ragazzini di quindici anni, tre donne sui trenta, un uomo sui quaranta e io. Ci guardavamo terrorizzati, finch abbiamo capito che era meglio evitare gli sguardi: la paura colta negli occhi degli altri non faceva che accrescere quella che ognuno sentiva dentro di s, mi fermai un attimo. Ogni volta che ricordavo quello che era successo, rivivevo ogni singolo minuto di quellesperienza da incubo, come se fossero passati solo pochi minuti da quel maledetto giorno.

Christine mi prese una mano, Betsy aveva gi afferrato laltra. La bambina inizi a piangere e questo fece saltare i nervi al rapinatore che le punt la pistola in faccia. La madre lo implor, lo preg di non fare del male a sua figlia. L'uomo abbass il braccio, come se la donna lo avesse convinto, poi, un istante dopo, lo rialz e spar... uccidendo uno dei ragazzini. Dopo quel gesto folle, si mise ad urlare che se non gli davano quello che voleva, avrebbe ucciso un altro ostaggio, fino ad eliminarci tutti, abbassai lo sguardo, poi, ripresi. Io mi sveglio ancora di notte urlando. Dopo quello sparo, quel primo colpo secco, ci fu solo un cupo silenzio,

mentre il sangue caldo di quel povero ragazzo ci sporcava i vestiti. impossibile liberarsi da quella sensazione di impotenza e paura che ti scivola addosso, si impossessa di te, mentre tu rivivi in continuazione quel tragico istante e pensi che avresti potuto essere al suo posto. Il silenzio era sceso anche dentro la stanza e le mie due amiche mi guardavano, non sapendo pi cosa dire. Il rapinatore ci ordin di portare il ragazzino vicino alle casse, in modo che si potesse vedere da fuori, ma credo che le telecamere del centro commerciale avessero gi ripreso quello che era successo. Scelse me e l'uomo per spostare il corpo. Non so perch avesse

indicato proprio me: avevo solo dodici anni e c'erano delle donne, sicuramente pi forti di me, forse, tra tutti gli ostaggi il rapinatore ci aveva individuato come quelli pi lucidi nonostante il terrore che provavamo. Presi Hans per le caviglie. Ho saputo solo dopo il suo nome; erano ancora calde e non dimenticher mai quel calore sotto le mie dita. L'uomo invece aveva afferrato le spalle. Percorremmo un bel tratto del corridoio tra le scaffalature e lo depositammo delicatamente vicino alle casse, poi, tornammo nell'angolo dove eravamo confinati poco prima. Avremmo potuto tentare di metterci in salvo, ma sapevamo che cos avremmo condannato un altro degli ostaggi. Il

bastardo ci aveva spiegato dettagliatamente le sue intenzioni, prima di lasciarci andare con il corpo del ragazzo, mentre tornavamo indietro, per, passammo di fianco al reparto degli accessori per le auto. Io presi una chiave inglese e la infilai nei jeans, la coprii con il maglione e fui cos veloce in questa operazione che neppure l'uomo che era con me si accorse di quella mia manovra. In un momento di angoscia, mi era apparsa come una cosa familiare e inoltre, pensai che, se proprio dovevo morire, avrei venduto cara la pelle. Se mi avesse puntato la pistola contro avrei potuto tentare di tirargliela addosso. Ora me ne rendo conto, ero solo una stupida ragazzina terrorizzata, mi ravviai i

capelli ancora umidi dopo che mi ero fatta la doccia. Le mie amiche erano ancora silenziose e io ripresi a raccontare. Dopo che portarono via il corpo di Hans, tentarono di scendere a patti con quel pazzo. Sentivamo il capo della polizia parlare con il megafono e quel bastardo rispondere. V oleva una macchina veloce, davanti allentrata, pronta, con il motore acceso. Avrebbe portato tre di noi con s per evitare che la polizia facesse qualche tentativo di fermarlo. Scelse me di nuovo, risi amaramente, poi proseguii. Uno dei due ragazzini rimasti e una donna erano gli altri candidati per quella fuga disperata. Ci separ dai restanti ostaggi, convinto che le sue richieste sarebbero state

esaudite immediatamente, ma non fu cos. Immaginavo che i poliziotti cercassero di prendere tempo, ma lui si innervos, cos tanto che punt di nuovo la pistola verso la bambina che aveva ricominciato a piangere. Poi, come aveva fatto in precedenza punt un altro bersaglio: l'uomo. In quel momento, la voce al megafono lo distolse dal suo intento. 'L'auto che hai richiesto qui fuori' disse il capo della polizia e lui finalmente sorrise soddisfatto, prese per un braccio il ragazzino che nel frattempo si era pisciato nei pantaloni per la paura. Gli disse di mettersi vicino a me, poi, intim con la canna della pistola alla donna di alzarsi e con una mano sollev la sacca piena di denaro sulla

spalla. Si volt e spar alla gamba destra dell'uomo: 'Non provate neanche a muovervi da qui', disse, mentre il capo della polizia urlava ancora nel megafono: 'Hai avuto quello che volevi, perch hai sparato?'. Il bastardo ci disse di disporci a cerchio attorno a lui e poi, rispose al poliziotto: 'Non successo niente solo ferito: vivr'. Alla fine, ci incamminammo lentamente. Sentivo il sudore freddo scivolarmi lungo la schiena. Il rapinatore era leggermente piegato per evitare i cecchini. Era un vero bastardo, ma di certo non era stupido. Il ragazzino era davanti, la donna di lato, mentre io stavo dietro. Mi arrivava lodore di urina, misto a quello della paura che s, posso confermarvelo,

ha un odore tutto suo. Il poliziotto continuava a rassicurare il nostro rapitore e a chiedergli di poter raggiungere la vittima che era stata ferita. Lui non gli rispose, era concentrato sulla sua fuga. Mentre mi trovavo praticamente alla sua altezza, ebbi la netta sensazione che non ci avrebbe lasciato andare o che qualcosa sarebbe andato storto. Camminava leggermente curvo e non era molto pi alto di me; la donna e il ragazzino non potevano vedermi e quindi, non si accorsero neppure di ci che intendevo fare. Guardai solo un attimo al di l delle casse e scrutai i poliziotti inermi: non potevano intervenire senza uccidere uno di noi, gli facevamo scudo con il

nostro corpo. Ero sicura, per che dovevano esserci dei cecchini da qualche parte. Infilai la mano nei jeans, mentre tenevo l'altra attaccata al suo fianco come mi aveva detto di fare. La chiave inglese da ventidue si era scaldata a contatto con il mio corpo, l'afferrai con la mano destra, era talmente familiare per me avere quelloggetto tra le mani che per un attimo dimenticai dove mi trovavo. Staccai anche l'altra mano dal fianco, lui si volt, impercettibilmente, forse, aveva colto qualcosa con la coda dellocchio, ma era troppo tardi: calai con decisione la chiave inglese sulla sua mano, quella che impugnava la pistola. Lo colpii con tutta la forza che avevo in

corpo. Il suono delle sue ossa che si spezzavano mi sorprese; ebbi solo una frazione di secondo per pensarci. Lui url e lasci la presa. La pistola produsse un suono metallico, cadendo sul pavimento; la spinsi con un calcio lontano, poi corsi verso gli scaffali. Lo sparo giunse nello stesso istante in cui mi rifugiai tra le braccia di un enorme peluche. Non vedevo pi quello che stava succedendo. Alcuni urlavano impazziti, poi, sentii la voce del poliziotto che dal megafono annunciava che il rapinatore era stato ucciso, dei brividi percorsero la mia schiena, anche se ormai ero ben lontana da quei brutti ricordi, e iniziai a tremare. finita Lene, finita. Quelluomo

non pu pi farti del male, le mie amiche mi abbracciarono e dopo un po' smisi di tremare. Aspettate, devo raccontarvi il resto, le pregai e loro si allontanarono da me. I poliziotti mi trovarono avvinghiata a quell'enorme orso. Non volevo separarmi da lui; cercarono di tranquillizzarmi, ma solo quando mio padre ci raggiunse riuscii ad alzarmi in piedi. Non piansi e non lo feci in seguito, ma non riuscii pi ad avere dei contatti normali con le persone, soprattutto se erano degli estranei. Avevo problemi anche al solo pensiero che qualcuno potesse toccarmi. Avevo anche paura dei luoghi affollati. Mi

prendevano degli attacchi di panico e ben presto mi trasformai da eroina in 'strana del villaggio'. Derek stato l'unico ragazzo che mi abbia mai baciato. Lha fatto prima di quel maledetto giorno, poi non ho permesso pi a nessuno di avvicinarmi, fino a questa sera, ammisi, poi mentre prendevo un lungo respiro, riafferrai con le dita il Triskell di Shaun.

15

Gli incubi tornarono quella notte. Mi svegliai urlando. Me ne resi conto dagli sguardi impauriti delle mie amiche che cercarono di rassicurarmi. Tra i volti che mi fissavano preoccupati c'erano anche Sven, mia madre e pi distaccato, ma non meno cupo, Shaun. Accidenti, stavolta devo aver fatto proprio un gran casino. Di solito sveglio si no il gatto di Hans che mi viene a fare compagnia la notte, dissi con un sorriso per tranquillizzare il mio

pubblico angosciato. Tutto bene? disse Sven, senza attendere la mia risposta. Hai ragione, sono stato uno stronzo e hai fatto bene a ricordarmelo. Avrei dovuto dirti lo scopo del ricevimento, della nostra idea di farti entrare nel team, ma era una cosa a cui tenevo moltissimo. V olevo riprendessi a lavorare con me, potremmo studiare le tattiche, le piste, le imperfezioni dell'asfalto, le traiettorie migliori per le curve e poi aiuteremmo il pilota. Lo so, nostro padre non c' pi, ma io ci sono ancora.... Mi misi a fatica a sedere sul letto, la caviglia aveva ripreso a pulsare, ma mio fratello mi aiut a sollevarmi. Fa parte del passato Sven. Io non

riesco pi a concentrarmi: ho troppa paura, gli confessai, poi guardai Shaun, in fondo al letto. Il suo sguardo assonnato, i capelli arruffati e il pigiama mezzo sbottonato che gli era scivolato sulle ampie spalle, mi ispirarono un miscuglio di tenerezza e di sensualit che mi fecero dimenticare l'incubo. Riusciva a infondermi una serenit che non provavo pi da molto tempo, da quella maledetta giornata e poi, gli bastava guardarmi per capire ogni cosa. Siamo stati scorretti nei tuoi confronti, aggiunse mia madre. Lo so, pensavate potesse essere un'ottima idea, ma le cose cambiano negli anni e a volte, non si pu e non si

vuole tornare indietro. Io mi sento fuori luogo e inadatta al mondo delle corse, tanto quanto mi sentivo parte integrante di quellambiente fino a che c' stato mio padre. Forse, con la sua morte si spezzato definitivamente il legame che avevo con le competizioni. Non lo so. So di deludervi, ma io.... Non ci devi delle spiegazioni, disse Shaun che fino a quel momento, mi aveva osservato in silenzio. una scelta che puoi fare solo tu. Se ritieni di essere fuori da questo mondo: inutile stare a discuterne. Riposati, disse e usc dalla stanza. Nel suo tono avevo avvertito una profonda delusione, non per il mio rifiuto, ma perch aveva intuito che

avevo smesso di combattere per qualcosa che un tempo era stato molto importante per me. Amarezza e delusione, li sentivo anche io, non per le sue parole, ma perch lui era stato in grado di leggere dentro di me, come nessun altro riusciva a fare. Vi dispiace aiutarmi ad alzarmi?. Sven mi scost il piumone. Devi andare in bagno? mi chiese. No, ma allungami le stampelle che ho ereditato dal tuo ultimo infortunio, dissi a mio fratello. Devo ridare una cosa a Shaun, scusate dissi a tutti e un po' goffamente uscii dalla camera e raggiunsi quella di lui.

Impiegai un po' di tempo: non ero abituata a camminare con le stampelle. Non bussai alla porta ma entrai, eseguendo qualche complicata manovra a causa del pigiama che si era arrotolato attorno al manico di una stampella. Alla fine, riuscii ad aprire la maniglia, mentre il mio cervello ragionava su quello che volevo dirgli. Lo trovai disteso sul letto che fissava il soffitto, lunica fonte luminosa: un abat-jour sul comodino. Non si volt, come gi sapesse che l'avrei raggiunto: non riuscivo mai a sorprenderlo. Ti devo ridare il Triskell, ho saputo che il tuo talismano e non posso proprio tenerlo, so perfettamente cosa

significa per un pilota averlo addosso. S, perch un tempo ne avevi uno anche tu? mi chiese e si volt. Non seppi decifrare il suo sguardo: delusione, amarezza, rassegnazione? Non ne ho avuto mai bisogno, non mi serviva attaccarmi ad un oggetto o compiere gesti scaramantici prima di salire in moto. vero, tu sei una ragazza determinata che programma e prevede tutto. Non ti servono appigli, ti basta confidare nella ragione, questa volta il tono della sua voce basso era colmo di amarezza e rabbia. Appoggiai una delle stampelle al muro e mi sfilai il ciondolo dal collo. Tieni! gli dissi. Non avevo voglia

di litigare con lui e gli allungai il Triskell. Lui si tir su a sedere sul letto e lo prese. Le nostre mani si sfiorarono. Lo guard, ma non se lo mise al collo. Il mio talismano, ora, sei tu, pensavo l'avessi capito. Mi accarezz le dita della mano. per questo che mi vuoi ai box?. Lui scosse il capo, cos lentamente che lo vidi sorridere. Cosa ti tormenta tanto da urlare nel sonno? mi chiese. Non era facile rispondergli, soprattutto se mi guardava in quel modo sensuale e profondo.

una brutta storia.... S, lo so e noi stasera con la nostra improvvisa proposta abbiamo scatenato di nuovo i tuoi fantasmi?. Annuii. Perch non mi racconti quello che ti tormenta?. Non stasera, non ce la faccio a rivivere quel momento ancora una volta. Stavolta fu lui ad annuire, poi, fece cadere la stampella, mi prese in braccio e senza darmi spiegazioni, mi port in camera mia. Sta diventando un'abitudine! dissi, leggermente imbarazzata, quando nel corridoio vidi mia madre, Sven e le mie amiche che ci osservavano.

Pare sia un ottimo mezzo di trasporto osserv Christine. Shaun mi adagi sul letto, poi usc dalla stanza senza dire niente. Ritorn dopo un po' con le stampelle e il Triskell. A domani! disse, mi mise al collo il ciondolo e mi stamp le sue labbra sulla bocca. Io non riuscii ad oppormi, ma lo volevo? Lui si avvicin a Sven. Tua sorella la ragazza pi testarda che abbia mai incontrato. Mio fratello gli mise una mano sulla spalla, come a volerlo consolare e in quel momento, sentii di essere passata dalla parte del torto.

Incrociai le braccia sul petto. Voi ragazzi vi coalizzate sempre. Loro non risposero Christine e Sven si scambiarono uno sguardo che non riuscii ad interpretare: ero troppo arrabbiata, poi in silenzio, tutti tornarono nelle proprie stanze. Allora, credo che ormai sia ufficiale, mi disse Christine. Cosa? Scusa, non ci arrivo. Ma dai, ti ha baciato davanti a noi! esclam Betsy, infilandosi sotto il piumone. Era il bacio della buonanotte risposi con indifferenza. S, raccontalo a qualcun'altra, ribad Christine e spense la luce. Non racconto niente a nessuno,

protestai nella stanza buia. Ecco, se te lo racconti forse puoi crederci almeno tu. Ti ha rimesso il suo talismano al collo, questo vuol dire che ti considera parte di lui e quindi, il fatto che lui non lo indossi indifferente, se lo hai tu. E adesso dormi poi, colta da un ripensamento che culo che hai!. Ma.... Hai sofferto, vero, ma adesso la fortuna ha cambiato direzione. Domani ti istruiremo a dovere, su quello che devi fare con lui, ora, per, stai zitta per favore e dormi, disse Christine. Mi tirai su il piumone fino al mento e poi, con le dita sfiorai il Triskell. Sapevo che non l'avrei pi tolto dal collo.

16

Un tiepido raggio di sole mi stuzzic il viso e mi svegli: ci eravamo dimenticate di chiudere le imposte la sera prima. Mi voltai, Christine e Betsy dormivano ancora. Mi alzai e a fatica, raggiunsi la stanza da bagno, mentre mi chiedevo quanto tempo ancora avrei dovuto girare con le stampelle: mi sentivo cos impacciata. Sarebbe stato un problema anche andare all'universit, il mattino dopo. Certamente, avrei impiegato il doppio

del tempo per arrivare alla fermata della metro, cercando di non inciampare o peggio ancora cadere. Lungo il corridoio incontrai Shaun che usciva dalla sua stanza ed era gi vestito. Buongiorno! mi disse, un leggero sorriso gli illumin gli occhi chiari. Io mugugnai un saluto in risposta. Pronta? mi chiese. Per cosa?. Mi hai detto che dovevo rosolare bene sulla graticola. Pensi che io sia rosolato abbastanza? mi disse raggiungendomi. Annuii. Allora? e mi prese tra le braccia. Stai cercando di forzare la mia

risposta, usando perfide tecniche di seduzione?. No, ho altri motivi per abbracciarti. Senza che potessi avere il tempo di protestare o di rispondere, mi baci. Pensai fosse un ottimo risveglio, dopo una nottata passata tra confessioni e incubi. Questo era il miglior risveglio che avessi mai avuto. Lui riusciva a farmi provare sensazioni di piacere per me, completamente nuove. Forse, avrei dovuto analizzare quello che stava succedendo tra noi, ma per una volta decisi di non pormi alcuna domanda, mi lasciai andare tra le sue

braccia e cancellai ogni pensiero dalla mente. Un rumore che veniva dal salone al piano terra, ci fece ricordare dove eravamo e riprendemmo un certo contegno, scostandoci luno dallaltro, ma non smettemmo di guardaci dritto negli occhi. Verr in pista, ma non ho ancora deciso niente. V oglio solo vedere come te la cavi. Mi basta, mi disse e mi sfior le labbra con la sua bocca, lasciandomi come un ebete a guardarlo, poi, lui si avvi verso lo scalone. Le mie amiche avevano ragione. Dovevo smettere di mentire a me stessa: Shaun mi piaceva e quello che

provavo nei suoi confronti, non era paragonabile a niente di quello che avevo provato per altri ragazzi prima di lui. Quell'ammissione mi terrorizz. Mi incamminai verso il bagno e quando la mia immagine si riflesse nel grande specchio sopra al lavabo, una strana luce brillava nei miei occhi. Risi da sola come una stupida. Quando entrai nel box del team di Gustav Werner, in un istante tornai al passato: alla febbrile attivit che c' dietro alla preparazione di una moto nella giornata dedicata ai test. Mi guardai un po' attorno, spaesata; non pensavo che il suono dei motori e

l'odore del carburante mi fossero mancati cos tanto. Sven, un attimo dopo che arrivammo, mi pass un blocco con sopra un foglio stampato, di Shaun e della sua moto non c'era traccia. Queste sono le caratteristiche della moto di Shaun, mi disse. Christine era al mio fianco e diede un'occhiata, poi scosse il capo e insieme a Betsy si misero a un lato del box per non dare fastidio. Sta passando adesso sul rettilineo, Sven interruppe i miei pensieri e mi indic lo spazio di pista che si vedeva dalla serranda alzata del box. Ascoltai il suono del motore e poi, lo cercai con lo sguardo. Vidi solo una

freccia colorata schizzarmi davanti, al di l del muretto che divideva la pista dalla corsia dei box. C' ancora a disposizione uno scooter? chiesi a mio fratello. Lui mi sorrise e poi, annu. Dai, vieni che ci facciamo un giro. Ehi! Ma dove andate? chiese Christine. A fare il nostro lavoro, gli rispose Sven e poi, le regal un sorriso seducente. A Christine, per il momento, bast come spiegazione. Un attimo prima che uscissimo dal box, ci scontrammo con Alex, Renate e le altre due sue amiche. Allora sei venuta! mi disse Alex,

la cosa sembrava entusiasmarlo, a me molto meno. Non avevo di meglio da fare, commentai con distacco, ma nel frattempo avevo squadrato Renate che sembrava indossasse vestiti di una taglia pi piccola della sua, tanto erano aderenti e striminziti. Ma lei che ci fa qui? chiese Renate, urlando per farsi sentire: un'altra moto stava passando sul rettilineo. la sorella di Sven e.... Mi piacciono le moto, invece tu perch sei qui? le chiesi. Ma perch, vi conoscete? Alex cerc di prendere parte alla conversazione. Ma lei quella che mi ha sputato la

gomma da masticare nel piatto, non te la ricordi? rispose lei inviperita. Ops, mi ero dimenticata di dirtelo... comunque, ha iniziato la tua amica lama, centrando la mia Brotsuppe, poi guardai Renate. Mi rimetter presto, possiamo sempre scontrarci all'arma bianca o se preferisci scegli pure tu larma poi, trovando superfluo quello scambio di battute, mi avviai dietro a Sven, notando lo stupore di Renate e lo sguardo attento delle altre due piuttosto interessate al lato B di mio fratello. Renate mi segu, mi prese per un braccio e mi fece quasi perdere l'equilibrio. Non mi toccare! le intimai e il mio sguardo minaccioso, la fece desistere

immediatamente dal trattenermi ancora. Tu non ti devi permettere di provocarmi e poi andartene cos. Per me il discorso era terminato, ripeto, fammi rimettere e poi potremmo terminare il discorso, prenderci per i capelli o sputarci a ripetizione gomme da masticare nei rispettivi piatti. Ora ho da fare. Avrei anche avuto una gran voglia di dirle anche di girare alla larga da Shaun, ma quella precisazione l'avrei affrontata in un altro momento perch ero convinta che prima o poi sarebbe venuto fuori anche che... Che Shaun era il mio ragazzo? Io ero la sua ragazza? S in effetti era meglio rimandare

anche questo discorso con lui, non ero molto pratica di relazioni, anzi ero proprio inesperta. Senza pi degnarla di uno sguardo ripresi a camminare con le stampelle verso il retro del box. Sentii solo una sfollata che mi fece storcere il naso e Sven girandosi, inizi a ridere. Oggi non gira solo Shaun, mi rassicur mentre si era messo a cavalcioni di uno scooter e attendeva che mi sedessi dietro di lui. Ti serve una mano?. No, credo di farcela. Certo che se era Shaun, eravamo in mezzo ad un mare di guai. Sven avvi lo scooter e usc dal

paddock, evitando i curiosi e quelli che stavano transitando a piedi nella parte retrostante i box. Il vento mi scompigliava i capelli anche se lui andava pianissimo. Quante volte avevamo percorso le strade di servizio che affiancano i circuiti, seguendo dal muretto nostro padre che girava e cercando di capire dove sbagliava se lo faceva. Sei pronta per segnare ogni minimo dettaglio? mi chiese fermando lo scooter e attendendo l'arrivo di Shaun. Con che numero corre?. Il quattordici. Lo guardai e in quell'attimo mi indic la pista. Sta arrivando.

Attesi che impostasse la curva, la visuale non era ottima, ma per me la staccata era stata troppo anticipata e lo scrissi, annotando vicino il numero della curva. Curva uno, troppo presto, dissi a beneficio di Sven. S, l'ho notato anche io, Shaun da molto di pi in gara, negli allenamenti o nei test tende a perdere la concentrazione: gli serve sempre il mordente. Quindi dovremmo lavorare molto sulla concentrazione durante i test. Ottima idea, aspettavo che lo dicessi tu. Tu sei brava a provocare e poi sono certo che seguir le tue lezioni come un attento scolaro. Docile come un

cucciolo di cane sbavante. Smettila! Non mi sembra che sia poi cos arrendevole. Lo conosco da troppo tempo per non sapere che per te prova qualcosa di profondo e poi non gli avrei mai permesso di avvicinarti se non avessi capito che anche a te lui piace in modo, posso dire devastante. Gli allungai uno scappellotto sulla nuca. La prossima volta mi metto il casco, protest Sven. Non gli risposi, mi concentrai sul giro successivo di Shaun, questa volta la staccata era molto pi precisa ed efficace, ma and quasi lungo. Andiamo alla prossima curva, certo

che mi manca una visione dall'alto, se riuscivo a camminare decentemente, dovevamo fare anche il giro di tutte le tribune e colline disponibili. Ti rimetterai presto e il tuo aiuto vedrai lo far migliorare tantissimo. Ha una potenza che per me non ha ancora utilizzato completamente, credo che doveva trovare il mordete, non perch non abbia vinto fino ad ora, l'ha fatto e molto, altrimenti non sarei riuscito a convincere Kurt e altri sponsor a sganciare, ma per me doveva trovare qualcosa o qualcuno a cui voler dimostrare il suo valore completo. Ti ha dato il Triskell, questo dimostra quello che ho sempre sostenuto, ora correr anche con il cuore, non solo con la

testa. Non riuscii a rispondere e non solo perch Shaun sopraggiungeva di nuovo.

17

Quando tornammo al box Shaun era gi sceso dalla moto e si stava dissetando. La tuta di pelle rossa e bianca con parecchi loghi di sponsor era aperta sul torace e si intravvedeva il sottotuta nero. Mi sorrise appena mi vide, ma non si avvicin. Renate e Ingrid, stavano praticamente cercando di impossessarsi della sua attenzione, senza riuscirci e questo mi diede molta soddisfazione. Il tuo giudizio? gli chiese Sven, mentre Gustav e un altro uomo che

doveva essere il suo capo meccanico si erano appoggiati al banco degli attrezzi. Io appoggiai le stampelle alle cassettiere e mi misi seduta. Credo che avr un bel feeling con questa 'piccola'. In effetti i 600 cm3 di cilindrata e con la potenza di 150 CV limitata a 130 CV, sembrava piccola se ci saliva lui. Il meccanico gli fece qualche domanda sulla tenuta, sull'impianto frenante, poi arriv un altro uomo con il cronometro in mano e un palmare nell'altra. Discreto Shaun niente da dire, cosa dici Sven?. Mio fratello alz le mani e mi indic.

L'uomo che avevo visto anche la sera prima al ricevimento spost lo sguardo su di me, ma non sembrava come gli altri componenti del team, felice di sapere il mio parere. Io presi con calma il blocco degli appunti. Non sono potuta salire con Sven sulle tribune e non avendo a disposizione telecamere lungo il circuito, ho solo ascoltato e visto le traiettorie in punti anche non troppo scoperti, ma posso dire dove deve migliorare e dove invece contenere la potenza della moto a meno che i suoi errori non siano dettati dalla poca conoscenza della 'piccola', oppure che il tutto sia un problema di telaio e senza

aggiungere altro, passai il blocco a Shaun che si era avvicinato e dopo un attimo anche il tecnico si accost al ragazzo e in silenzio lessero le mie note. Io nel frattempo non sopportando pi lo sguardo delle streghe che avevano impestato l'aria di costosissimi profumi che mi privavano di quel sano odore di cui avevo quasi dimenticato l'effetto benefico che faceva al mio umore, presi le stampelle e mi diressi al di fuori del box, volevo vedere gli altri piloti sfrecciare sul rettilineo. Appena feci qualche metro, sopraggiunse un motociclista che si arrest a pochi metri da me, anche se il suo box intuii dovesse essere quello dopo del team di Gustav.

Non ci posso credere! sentii pronunciare dalla visiera aperta del casco. Il pilota spinse con i piedi la moto fino a raggiungermi e un solerte meccanico si affrett ad avvicinarlo, dopo che il motociclista era smontato, e mentre l'uomo portava a spinta la moto nel box adiacente a quello di dove stavamo, il pilota si tolse il casco e poi si ravvi i capelli neri. IceLene tornata tra noi poveri mortali? Non potevo sbagliarmi il tuo stupendo culo lo riconoscerei tra milioni. Lars, la tua finezza non smetter mai di stupirmi, gli risposi. Ma dai come mai sei qui? Non

dirmi che ti mancava questo mondo di pazzi? Ma che hai fatto al piede?. Quante domande Lars, non hai qualche ragazza da consolare che ti aspetta trepidante nel tuo box?. Lui rise divertito e mi abbracci, quasi stritolandomi, facendo attenzione a non farmi del male con il casco. Bentornata! Mi sono mancate le tue battute acide. Non credo! aggiunsi. I suoi occhi azzurri mi soppesarono un attimo, quando smise di abbracciarmi e mi allontan da s per guardarmi. Mi sono mancati i tuoi attenti consigli, ammise. Sei sempre stato un ottimo pilota, non ti servivano i miei appunti. Come ti

va con il nuovo team?. Non mi posso lamentare, anche se c' un biondone che non fa che rubarmi podi e l'attenzione del pubblico femminile. Poi lo sguardo di Lars si spost alle mie spalle intuii che qualcuno stava sopraggiungendo. La prossima stagione credo che avr da penare per stargli davanti, anche se oggi, per me era fuori forma. Stai parlando male di me, Lars? chiese Shaun. Non c' bisogno di parlare male di te, sbagli da solo senza nessuno che ti insegue, pensa quando ti strapper gli adesivi dalla tua moto, mentre ti sorpasso.

Se mi sorpassi vuol dire che ti sto davanti e potrebbe succederti per tutte le gare. A me basta vedere sventolare per primo la bandiera a scacchi, se poi succede dopo l'ultima curva prima dell'arrivo, non ha importanza. Sentii la mano di Shaun sulla mia spalla, anche Lars se ne accorse e rimase sorpreso. Ci vediamo in pista Lars, il tono di Shaun era basso, quasi minaccioso. Lui mi sorrise, mi diede un buffetto sul mento con la mano guantata e poi si allontan verso il suo box. Mi voltai e vidi che Shaun osservava cupo Lars. Geloso?

La cosa mi piacque. Sapevo che vi conoscevate: parla spesso con Sven. Correva nello stesso team di mio padre all'inizio, ha la stessa et di mio fratello, ma ha un'esperienza da vendere ed un ottimo pilota, se quando ti alleni te lo trovi davanti guarda attentamente quello che fa, puoi solo imparare da lui, ha una guida molto simile a quella che aveva mio padre. S, lo so, ammise, ma sembrava contrariato. Il mio soltanto un suggerimento. Scusa, hai ragione, solo che... torn a guardami, ma nel frattempo era arrivato il tecnico. Credo che quello che ti ha scritto

Lene, sia azzeccato avevo notato che in T1 e in T3 avevi dei rallentamenti, sicuramente per questo tipo di errore, indic il blocco con le mie osservazioni. S, so perfettamente dove ho sbagliato, Bernard, lo disse brusco e l'uomo sembr sorpreso. Ci lasci senza aggiungere altro e Bernard mi ridiede i miei appunti. Benvenuta nella squadra. Metter a tua disposizione le registrazioni delle gare che Shaun ha disputato quest'anno e l'anno scorso, cos vedrai se e dove sbaglia negli altri circuiti. Ogni gara a s, non detto che ci siano state le stesse condizioni climatiche o la stessa temperatura dell'asfalto. I piloti non sono dei robot,

la sensibilit una cosa che si acquisisce con l'esperienza e con l'istinto. Tutti i dati che raccogliamo servono, ma fino ad un certo punto. Io sono della vecchia scuola, forse superata, ma credo che gli sbagli si facciano sulla propria pelle, cos si evita di caderci di nuovo. Per la maggior parte, dipende dal pilota. Io devo ancora capire lo stile di guida di Shaun, ma ho gi visto una cosa: sente la moto. Ci salito oggi per la prima volta, ma gi ha individuato i punti da migliorare: quando prima parlava con il suo meccanico gli ha spiegato alla perfezione dove intervenire. Non sprecherei questa sua dote. Le nostre chiacchiere servono a poco: sulla moto

ci stai lui e lo lasciai con tutte le sue sofisticate tecnologie. Mi portai verso il muretto, volevo osservare gli altri piloti, poi sentii il rombo del quattro tempi alle mie spalle, Shaun usc dal box, lo osservai mentre si allontanava. Feci un profondo respiro e pregai, s, pregai che lui avesse ragione: 'Non succeder ancora!'. Il numero quattordici era quello di mio padre; sapevo che l'aveva scelto per rendergli omaggio anche sulla pista. Cosa avrebbe pensato mio padre se l'avesse conosciuto? Credo gli sarebbe piaciuto. Sei riuscita a far star zitto Bernard: un'impresa che potevi portare a

termine solo tu, mi disse Sven mettendosi accanto a me. Come tutti i tecnici, un po' con il paraocchi, ma questo non fa di lui un cattivo tecnico. No, molto bravo, ma come dici tu, ha bisogno di un po' di empatia, quella che non manca di certo a te. Vedremo, gli dissi soltanto. Lene, io ho visto come ti brillavano gli occhi quando arrivato Shaun sulla sua moto. una sensazione forte quella che proviamo quando siamo in una pista; una caratteristica che ci contraddistingue a livello genetico: non possiamo stare lontano dai circuiti. Non gli risposi, guardai passare Shaun sulla moto. Era piegato per

fendere l'aria. Era uno spettacolo stupendo e il mio cuore stava battendo forte, per la paura, ma non solo, Sven aveva ragione: quella sensazione di potenza che solo la velocit ti d, faceva parte della nostra vita come una seconda pelle e io non potevo restarne a lungo lontano.

18

Come ti ha chiamato Lars? mi chiese Shaun, mentre stavamo mangiando un panino dentro al box. Erano andati tutti al ristorante del circuito, mentre io e lui avevamo rifiutato entrambi, senza neppure consultarci; ci eravamo scambiati una rapida occhiata che non sfugg a Sven, il quale convinse gli altri a seguirlo per lasciarci soli. IceLene, me l'ha affibbiato tanto tempo fa. Diceva che ero l'unica ragazza che non aveva ceduto al suo fascino, risi divertita al ricordo.

Lui ti piaceva?. La tua domanda non ha senso, dissi guardandolo dritto negli occhi. Se mi fosse piaciuto perch avrei dovuto essere fredda con lui?. Forse, perch non vuoi farti coinvolgere e sembra che tu assuma questo atteggiamento proprio con quelli che ti piacciono. Avevo quindici anni quando conobbi Lars, tra me e lui c' solo una bella amicizia. Faceva parte del team e io lo stimavo come pilota; mi ha sempre rispettato, anche perch sapeva cosa rischiava se avesse fatto il cascamorto con me. Lo so, ti sai difendere piuttosto bene. Mi ha solo dato fastidio il modo

pesante con cui si rivolto a te, ammise contrariato. Dovresti conoscerlo ormai, lui fatto cos, proprio perch l'ha detto lui, non mi sono offesa. A me non piaciuto, mi si era avvicinato e si era piegato sulle ginocchia, per guardarmi negli occhi mentre ero seduta. Non hai pi quindici anni e forse, ora, lui ti vede sotto unaltra luce. Credo gli far presente che deve starti alla larga, oltre a smettere di guardarti come se fossi alla sua portata. Se facciamo questo discorso, allora io dovrei cavare gli occhi a Renate, Ingrid e chiss a quante altre, ma non credo di avere il diritto....

Lui rise ed era impossibile resistere al suo sguardo che si illuminava quando lo faceva. Dillo ancora, mi disse, avvicinando il suo viso al mio. Che caver gli occhi a tutte le smorfiose che ti girano attorno?. No, che non hai il diritto. Bugiarda! Sai perfettamente che ne hai tutto il diritto. Io preferivo la storia di cavare gli occhi, dissi con un tono divertito. Non hai bisogno di cavare gli occhi a nessuno, anche se avessi voluto non avrei potuto fare un bel niente: le tue amiche mi hanno tenuto sotto stretta osservazione, distratte solo da qualche rapido sguardo a Sven o a Derek e sono

sicuro che ti hanno riferito che per me non esistono altre ragazze, oltre a te. Mi sembrava di essere stato abbastanza chiaro, vuol dire che ribadir il concetto. Mi prese il viso tra le mani e poi affond le dita tra i miei capelli. Io dimenticai tutto quello che avevo detto o fatto fino a quel momento. La sua lingua, percorse il perimetro delle mie labbra, poi si fece spazio, dentro la mia bocca. Fui felice di capire il suo concetto di fare parte di lui, anche se sembrava pi che la sua bocca volesse cibarsi della mia, non lasciando pi dubbi riguardo a ci che provava per me. Non potevo dire che non fosse stato

convincente, ma sembrava che non rispondere pi di me stessa o delle mie sensazioni, invece di aiutarmi a capire, mi confondesse sempre di pi. Shaun, sin dal nostro primo incontro, era riuscito a scavare uno spazio dentro di me, per quanto avessi cercato in tutti i modi di negarlo. Gli accarezzai le spalle coperte solo dal sottotuta e il tessuto leggero mi consent di percepire i suoi muscoli tesi. Mi chiedevo se sarei mai riuscita a consentirgli di avermi completamente. Quel pensiero mi fece irrigidire e lui lo not. Stacc le labbra dalle mie e mi guard: i suoi occhi erano pieni di passione e io sentii pi che le classiche farfalle, dei rinoceronti impossessarsi

del mio stomaco. Come aveva detto mio fratello: lo desideravo in modo devastante. Che c' Lene? Se non tremi, diventi rigida come una lastra di ghiaccio, mi disse, ma con dolcezza. Io ho tante cose da superare, non solo quella di rientrare nel mondo dei motori, allinterno di un box e su un circuito. Io vorrei solo far parte della tua vita per quanto tormentata o difficile possa essere. Ma perch sei cos... cos accidenti a te!. Lui mi guard sorpreso e per una volta sembr non capire. Scusa, io sono solo confusa, e poi,

sono una totale imbranata su.... L'ho capito dalla prima volta che ci siamo baciati e questo non fa che accrescere il desiderio, credimi. Si alz con uno sguardo tra il frustrato e l'imbarazzato. Iniziai a ridere, notando la protuberanza all'inguine. Brava, prendimi anche in giro... tutta colpa tua!. Chiss se lo sponsor che ti paga contento di sapere come passi il tuo tempo nel box, invece di allenarti. Sei perfida, IceLene!. Mi prese in braccio e poi, mi baci; mi condusse fino alla sua moto e mi lasci scendere delicatamente, fino a toccare la sella.

Non hai una voglia pazza di provarla? mi chiese. Misi i piedi sulle pedane, presi in mano le manopole e poi, mi appiattai sul serbatoio. Ci arrivo a malapena osservai si vede che impostata per un gigante. Per ti piacerebbe portarla in pista. S, ammisi. Riprendi l'uso del piede destro e quando sar certo che sarai in grado di frenare anche la ruota posteriore, la proverai. No! gli dissi e scesi, appoggiandomi a lui. Ma un attimo fa, sembrava volessi farlo e che niente ti avrebbe reso pi

felice. la tua moto. Guidavi anche quella di tuo padre o quella di Sven, perch non dovresti provare la mia, cos ti renderai conto se ho sbagliato le traiettorie di entrata nelle curve o se un problema di telaio. Se lo sai, perch non me lo dici tu?. Perch potrei dare la colpa al telaio, mentre magari un problema mio, forse perch non sono bravo quanto Lars. Ancora con Lars?. Certo, lui assomiglia molto a Sven o a mio fratello: le ragazze non sanno resistergli. Non ti facevo cos insicuro in fatto

di ragazze. Mi sembravi molto pi consapevole del tuo fascino, comunque, l'ho conosciuto molto prima di te eppure non vorrei stare tra le sue braccia n ora n in un altro momento qualsiasi. Il sorriso che si allarg sul suo viso mi conferm quanto fosse gi importante per me, tanto da pensare seriamente di lasciare da parte tutte le mie passate paure per essergli pi vicina. Ero io quella insicura, anche dell'aria che respiravo, per, ogni minuto che trascorrevo con Shaun mi faceva desiderare di passare sempre pi tempo accanto a lui, anche solo per dividere un panino tra l'odore dei gas di scarico, come stavamo facendo in quel momento, forse, perch mi bastava

guardarlo per sentirmi molto pi serena.

19

Mia madre aveva protestato un po' quando, terminate le prove sul circuito, ero tornata a casa sua e insieme alle mie amiche incominciai a fare la valigia. Domani ti porto io alla TUM oppure ti fai dare un passaggio da Sven. Non ho intenzione di mettermi a pregarlo per alzarsi, preferisco essere autosufficiente. Ma non sei autosufficiente, come fai a scendere le scale?. Mi arranger, l'avevo assicurata. Non era molto convinta, ma quando

Shaun si offr di portarmi a casa e poi di darmi un passaggio il mattino seguente, si tranquillizz. Sven accompagn le mie amiche e Shaun mi aiut a salire sulla sua auto. Ma non la BMW di tuo fratello?. In estate e se non piove la prende lui, io uso la moto, proprio come te, ma se mi serve e non ho voglia di prendere la metro, la uso io. Anche perch la mia auto e poi, la sua facolt vicina a dove abitiamo. Guid piano, fino al mio appartamento; una volta arrivati mi prese in braccio e sal le scale sopra all'officina di Hans. Avevamo ridacchiato nel tentativo di aprire la porta: lui con le mani

impegnate a sostenermi e io che non riuscivo ad infilare la chiave nella toppa, alla fine, mi aveva lasciato scendere, poi mi aveva ripreso in braccio e mi aveva depositato sana e salva sul divano. Subito dopo, era sceso a prendere la mia valigia. Quando ricomparve nel salotto stringeva le mie stampelle e il suo trolley. Lo guardai sorpresa. Non avevo voglia di andare nel mio appartamento, voglio stare con te. Lo vidi che armeggiava con la zip della valigia. Non ho avuto neanche il tempo di farmi una doccia, devo puzzare come un caprone e senza darmi modo di

protestare, si avvi verso una porta, non sapendo che quella era la mia camera. Ops, non quella giusta e apr l'altra accanto. Il mio appartamento era talmente piccolo che poteva dirsi a tutti gli effetti un monolocale; non avevo una camera per gli ospiti e il divano era decisamente corto per l'altezza di Shaun. Non ho capito vuoi fermarti qui stanotte? chiesi allarmata alla porta chiusa del bagno, subito dopo essermi avvicinata aiutandomi con le stampelle. Perch, ti dispiace? lui apr la porta. Era praticamente nudo, se non fosse stato per i boxer neri che indossava. Mai visto uno pi veloce a

spogliarsi e accamparsi, riuscii a dire, mentre cercavo di ingoiare la saliva che stava pericolosamente sostando nella mia gola. La velocit una mia prerogativa, mi sorrise e senza aggiungere altro, chiuse la porta, ma prima di mettersi sotto la doccia continu. Se poi hai voglia di darmi un'energica insaponata alla schiena, sei la benvenuta. Non riuscii a rispondergli e solo perch la mia mente era gi andata al di l della porta: avevo una curiosit morbosa di vederlo completamente nudo. La sua risata distolse la mia mente da altre immagini altamente erotiche. Se era una provocazione non l'ho

colta, cercai di darmi un contegno, peccato che la mia voce era salita di un tono, forse due. Lene, posso dormire sul divano, stai tranquilla. Non lo ero per niente, ma non perch pensassi che lui avrebbe approfittato della mia ospitalit. Era di me che non ero sicura: non sapevo quello che avrei fatto trovandomelo cos vicino. Mi servivano dei suggerimenti, cos feci il numero di Christine e mi chiusi in camera per non farmi sentire dal mio ospite. Pronto? dissi, quasi sussurrando al cellulare. Ma che ti successo? Ti calata

improvvisamente la voce?, mi chiese Christine. Sei a casa con Betsy?. S, tuo fratello, purtroppo, non si fermato neanche per bere una birra o qualsiasi altra cosa avesse voglia di bere... se n' andato in tutta fretta, dopo averci aiutato a portare su le nostre cose, come se fosse inseguito da... capii che Christine doveva aver fatto un gesto di stizza che al telefono somigliava a unimprecazione. Ma perch non mi hai chiamato con Skype? mi chiese sorpresa. Lui qui! dissi quasi disperata. Shaun?. S, sta facendo la doccia nel mio bagno. Ti telefono appunto per questo

a che lettera eravamo rimaste... no lascia perdere un'idiozia. Dimmi che devo fare: ha intenzione di passare la notte qui!. L'attimo di silenzio che accolse le mie parole mi gett nel panico assoluto. Christine? Dove accidenti sei?. Scusa, ho chiamato Betsy, ma fantastico!. Ma che cazzo dici? Io me la sto facendo... dai, hai capito. Mi ha detto se gli insaponavo la schiena. L'ha detto per scherzo, solo che mi ha aperto la porta del bagno e indossava solo i boxer e credimi, dopo oggi e ieri insomma divino, ha un fisico da urlo ... cosa faccio? Io non sono pronta, cio non so che cosa si sia messo in testa, io,

comunque, non sono pronta.... Ehi! Frena, non ho capito niente, tranne che hai Shaun che sta facendo la doccia e che la cosa ti attizza e vorresti insaponargli la schiena. Non proprio cos... e va bene, lui mi piace da morire, ma io... io... sentii perfettamente l'acqua smettere di scorrere, il silenzio cal nel mio appartamento e poi, sentii distintamente la porta della doccia aprirsi. Lene? mi chiam Shaun. Oddio! dissi a Christine e poi, uscii dalla camera. Che c'? mi chiese la mia amica. Non lo so, mi ha chiamato, le dissi sempre sussurrando. Lene? Scusa mi sono dimenticato di

chiederti un asciugamano. Io glielo porterei immediatamente, mi consigli Christine dal cellulare che tenevo incollato all'orecchio. Aspetta che te lo porto subito!. Ehi! Mi stai urlando in un orecchio! protest la mia amica. Scusa. Scusa, perch ti sei dimenticata dell'asciugamano o perch non intendi entrare nel bagno a portarmelo? mi chiese Shaun. Stavo facendo un bel casino. No arrivo, ora te lo porto, rientrai in camera e per la fretta, feci scivolare il cellulare dall'orecchio che fin sotto al letto. Con le stampelle non riuscivo a piegarmi, cos decisi che l'avrei

recuperato in seguito. Presi l'asciugamano, lo annusai per sentire se profumava, poi, aprii la porta del bagno e a occhi chiusi entrai nella stanza. Se non vuoi slogarti un'altra caviglia, credo sia meglio che tu apra gli occhi. Scossi la testa e gli allungai l'asciugamano. Sentii la mano bagnata e poi, lui che mi attirava a s. Sei uno spasso IceLene. Il vapore che aleggiava nella stanza mi avvolse, come il suo corpo bagnato e caldo che mi stava stringendo. Spero che prima o poi aprirai gli occhi e tornerai a respirare, altrimenti

mi vedr costretto a portarti a letto per rianimarti. Smettila Shaun ti ho detto che.... Sei troppo bella quando arrossisci e sei cos buffa: non hai paura di andare a trecento all'ora, ma hai il terrore se ti stringo tra le mie braccia. Cosa ti hanno fatto Lene?. Asciugati e te lo racconter, gli dissi, consapevole che ora, pi che mai, avrei voluto che sapesse tutto di me e che mi aiutasse a liberarmi da tutte le paure che finora mi avevano costretto a una vita rarefatta e lontana da sentimenti forti come lamore. Mi lasci andare e io uscii dal bagno. Mi affrettai a recuperare il telefono:

dovetti piegarmi e lo feci con difficolt, poi, strisciai sotto il letto. Eccomi! dissi sempre a voce bassa al cellulare. Ma dove eri finita?. Lascia stare, credo sia meglio che ti lasci: sar una lunga nottata. Ci puoi giurare ma con chi stai parlando? Lene che ci fai sotto il letto? mi disse Shaun, osservandomi dallalto. No, dimmi che entrato nella stanza ed nudo... ti prego, dimmelo se cos, mi chiedeva Christine. Sei solo... poi risi e chiusi la comunicazione, cercando di uscire da sotto il letto. Shaun aveva un asciugamano avvolto attorno alla vita e io guardandolo, mi

chiesi se avrei ripreso a respirare. Comunicazioni importanti con le spie? Oppure stavi telefonando a qualcun altro? Magari.... Sta zitto! gli dissi con un tono autoritario che non sapevo da dove l'avessi tirato fuori. Lui alz le mani, come a volersi scusare, ma poi le pass sui capelli che gli sfioravano il collo, gocciolandogli sulle spalle. Ce l'hai un pigiama? gli chiesi. S, ma non molto sexy. Non come quello che indossavi tu ieri sera. Certo una vera bomba, ma mentre parlavo non riuscivo a distogliere gli occhi da lui. Basta che ti volti oppure chiudi gli

occhi se non vuoi guardare, fece il gesto di togliersi l'asciugamano e io distolsi lo sguardo, ma solo per un attimo, quando sentii che usciva dalla stanza ridacchiando, ripresi a guardarlo e feci in tempo a notare che anche il suo sedere era un vero schianto. Quando lui si fu vestito, uscii dalla camera, lo trovai seduto sul divano, io passai davanti a lui e mi chiusi nel bagno. Presi un profondo respiro e iniziai i miei riti serali prima di andare a dormire. Mi resi conto di aver dilatato i tempi: solo per spazzolare i denti impiegai almeno il doppio del tempo abituale.

Quando aprii la porta del bagno, lui era voltato su un fianco. Controllai se stesse dormendo e vidi che un lato della bocca si sollev in un sorriso. Posso avere almeno il bacio della buonanotte? mi chiese, aprendo gli occhi. Allungai una mano invitandolo a prenderla. Credo di aver bisogno del tuo calore per raccontare quello che mi capitato anni fa. Lui non se lo fece ripetere due volte e senza perdere tempo mi prese in braccio e mi port in camera mia. A pochi centimetri di distanza dal suo viso, iniziai il mio racconto e man

mano che andavo avanti, vedevo nei suoi occhi delinearsi il mio tormento. Pass dalla sorpresa al terrore e poi, al dolore, comprendendo finalmente la mia paura e i miei evidenti problemi a lasciarmi andare. Non deve essere stato facile per te superare questa terribile esperienza e poi, la morte di tuo padre, tutto nel giro di pochi anni. Scossi la testa. Lui mi accarezz il viso lentamente, poi avvicin il suo e mi baci. Sentii la sua mano scorrere lungo il mio braccio per scivolare dietro la schiena, mi attir ancora pi vicino e poi, mi fece appoggiare il capo sul suo petto.

Mi addormentai con il suo respiro caldo tra i capelli.

20

La mattina seguente un leggero movimento accanto a me, mi svegli. Realizzai subito che Shaun aveva dormito nel mio stesso letto. Fino a quel momento, non avevo avuto occasione di poterlo osservare senza dover sostenere il suo sguardo. Il suo viso era rilassato. Pensai a quanto ero stata idiota la sera prima. Avevo una curiosit spasmodica di conoscere ogni centimetro del suo corpo, ma mi ero fatta prendere dal panico e anche se lui non me l'avesse

ricordato, sapevo di avere il viso in fiamme. Ma lui era capace di spiazzarmi in continuazione. Sospirai e sollevai il suo braccio che era ancora attorno al mio corpo, a quel leggero movimento si svegli. Ciao e il suo modo poco appariscente di sorridere riemp il mio mattino. Avresti mai pensato di svegliarti con me vicino?. L'ho voluto sin dalla prima volta che ti ho visto, ma devo ammettere che ieri sera, dopo il tuo racconto, ho pensato che avresti potuto avere degli incubi. Io invece ero stranamente certa che

stavolta non sarebbe successo dissi con profonda convinzione. Allora il mio bacio della buonanotte ha funzionato?. Sei un ottimo 'ghostbusters'. Non pensavo che anche lui, come me, avesse subito un profondo cambiamento e si fosse lasciato alle spalle latteggiamento tenebroso che aveva di solito. Inizi a cantare la sigla del famoso film; aveva una voce profonda, peccato fosse stonato. Ti prego, smettila! Altrimenti mi pentir di non essermi volatilizzata questa notte. Impossibile, eri stretta a me e in risposta decise di alzare il volume della voce.

Per farlo smettere lo baciai. Era la prima volta che prendevo io l'iniziativa e capii da come reag che la cosa non gli dispiacque per niente. Le sue mani scivolarono lungo la mia schiena, fino a raggiungere il sedere e mi attir a s. Sentii perfettamente la sua erezione premere verso il mio inguine. Non posso avere tutto dalla vita: sono un bravo studente, un ottimo pilota, ho una ragazza bellissima che ogni volta che mi si avvicina mi provoca questo effetto... non posso essere anche intonato, ammise ridendo. Non ero cos ingenua o a digiuno di esperienze legate al sesso: le mie amiche erano piuttosto loquaci riguardo

a certi argomenti. In teoria, sapevo come placare il suo desiderio, ma metterlo in pratica per la prima volta non era semplice. Lui cap il mio imbarazzo e si alz dal letto. Ogni cosa a suo tempo, ora, per, vado a fare una doccia gelata. Sospirai, il letto sembr di colpo troppo grande e freddo senza di lui. Non solo non conoscevo il corpo di un ragazzo, ma ancora peggio, non sapevo niente del mio; non nella misura in cui il desiderio si era insinuato in me e mi aveva stretto lo stomaco e fatto palpitare le parti pi intime. Istintivamente compresi che molto presto anche io avrei dovuto placare il

mio desiderio e sapevo che soltanto Shaun ci sarebbe riuscito. Quando arrivammo a Garching una leggera pioggia accompagn il nostro tragitto dal parcheggio all'entrata della facolt. Avevo evitato di accendere il cellulare, perch sapevo che sicuramente le mie amiche mi avrebbero chiamato per avere le ultime novit. Attesi che Shaun si fosse allontanato, dopo avermi salutato con un bacio davanti all'ascensore, per collegarmi con filo diretto alle 'spie', come ormai le chiamava lui. Sorrisi, pensando al suo spogliarello di quella mattina.

Qualcosa di piacevole? mi chiese Paul un compagno di corso che mi si era avvicinato. Molto, ho passato un bellissimo fine settimana e tu?. Non si direbbe disse, indicando le mie stampelle. Nel frattempo, una ragazza ci pass vicino correndo, si diresse verso Shaun che era ancora nell'atrio della TUM e io con la coda dell'occhio vidi che gli si avvicinava per chiedergli qualcosa. Anche se non sentivo quello che gli diceva, capivo dalla sua postura e dal suo modo di protendersi verso di lui che stava cercando in modo spasmodico di fare colpo su di lui. Mi salirono immediatamente i

bollori e non ascoltai pi quello che Paul mi stava dicendo. L'ascensore si apr davanti a noi. Non sali? mi chiese, io guardai il ragazzo e poi, lanciai un'ultima occhiata verso Shaun, ma lui non c'era pi e anche la ragazza era sparita, sicuramente gli stava ancora zampettando attorno. Salgo dopo, mi sono ricordata di una cosa, dissi alle porte d'acciaio che si erano ormai chiuse sulla faccia stupita di Paul. Mi incamminai il pi velocemente possibile per scoprire l'angolo che mi impediva di vedere il resto dell'atrio della facolt e pensai di essere eccessiva, oltre che ridicola. Mi fermai, accomodandomi su una

delle panche del grande ingresso. I tubi scuri degli scivoli mi sovrastavano, alzai lo sguardo e inquadrai il soffitto dalle grandi lastre di vetro intervallate dall'infrastruttura di acciaio. La luce di quel luned mattina di fine ottobre penetrava diretta, anche se il tempo nuvoloso donava un tono grigio all'interno della facolt. Cosa mi stava succedendo? Io non lo sapevo e non riuscivo a capirlo. Presi il cellulare e chiamai Christine. Scusa se sono stata latitante, ma ero con Shaun e dato che so che parleremo prevalentemente di lui, ho atteso che mi

lasciasse da sola. Perch l'ha fatto?. In che senso?. Era solo una battuta. Ora raccontami qualcosa di piccante, tra un po' ho lezione e visto che sar pesante preferirei pensare a qualcosaltro. Stamattina mi ha fatto uno spogliarello da paura... era bellissimo!. Sta impazzendo!. Allora siamo in due. Praticamente, si trasferito a casa mia. andato nel suo appartamento e ha preso altri vestiti e alcuni suoi effetti personali. Staremo un po' stretti, ma non me ne frega niente. Stamattina, quando mi sono svegliata tra le sue braccia, mi sono sentita cos serena e non mi succedeva da

un'eternit. E vedrai pi avanti, quando tra voi ci sar una vita sessuale come si deve, allora s che non vorrai pi uscire dal tuo appartamento. Christine rise, io rimasi in silenzio. Lene? Che c'?. E se non sono all'altezza?. Ma sei scema? Sei solo vergine, quando ti inizier ai piaceri della carne, vedrai che non solo sarai all'altezza, per me lo farai impazzire!. Io credo che lui lo abbia capito, mi ha detto qualcosa su come l'ho baciato la prima volta e poi, io gli ho raccontato tutto del mio passato. Hai fatto bene. Credo sia un ragazzo speciale, niente a che vedere

con il fratello: Alex, un emerito coglione e sai, sono strafelice che Shaun abbia rotto con Renate, una vera vipera, lei e il suo entourage sono un esempio di come non vorrei mai essere. Solo che purtroppo, mentre Renate ha ancora in testa di riconquistare Shaun, le sue amiche sbavano per Sven e credimi, ho gi tante di quelle rivali che non ce la faccio pi a combattere. Tuo fratello non mi degna di uno sguardo, devo farmene una ragione: non gli piaccio proprio. Credo che anche lui faccia parte della schiera dei coglioni. Lei rise, ma con un tono amaro e io continuai. Ti sei presa una bella sbandata per quello scapestrato; te l'avevo detto che

non meritava la tua attenzione, a lui piacciono ragazze vistose e stupide. Mentre tu sei bella e intelligente. Vuol dire che per ora la fortunata sei tu e non farti prendere dal panico, quando sar il momento lo capirai. So solo che poco fa mi stavo precipitando a inseguirlo per vedere cosa faceva, dato che una ragazza l'aveva raggiunto. Mi sono sentita morire... non mi era mai successo non so pi chi sono. Sei solo all'inizio: la gelosia potr farti fare cose molto pi puerili, da vera idiota e poi, sei confusa ed normale. Lene, tu non ti sei mai innamorata prima, quindi normale che il tuo stato ti sembri molto vicino alla follia.

Rilassati! Lui pazzo di te, non vede proprio nessun'altra. E io, comunque, investigherei sul perch abbia lasciato Renate, guarda caso, subito dopo averti incontrato nel labirinto degli specchi. O forse, se sei fortunata come credo, sar lui stesso a dirtelo, prima o poi. Era davvero cos importante sapere il perch Shaun avesse rotto il rapporto con Renate? E il fatto che l'avesse fatto subito dopo il nostro incontro... riflettendoci poteva essere importante: lui mi aveva detto che non riusciva a spiegarsi come mai dal nostro incontro in quel labirinto non era riuscito a dimenticarmi. Quello che poi era successo a me, non volevo ammetterlo, almeno fino alla

notte appena trascorsa tra le braccia di Shaun.

21

Cosa vuoi? mi chiese Shaun, avvicinandomi mentre ero in fila per prendere il pranzo. Sorpresa e nello stesso tempo felice di vederlo avrei voluto rispondergli: 'Te', ma sarebbe stato eccessivo, quindi, mi limitai ad elencargli quello che avevo gi individuato nel men del giorno. Vai ad aspettarmi al nostro solito tavolo. Arrivo subito!. Ma ci riesco da sola, protestai. Certo, se facessi la giocoliera ti riuscirebbe bene il numero: 'Tutto con

una mano'. Pensavo di usare una sola stampella e.... Smettila di trovare scuse per dimostrare che sei autosufficiente: in questo momento non lo sei. Scusate! Quando avrete smesso di litigare, potreste avanzare nella fila? ci domand una ragazza dietro di noi. Io mi tolsi dalla fila e decisi che per una volta avrei lasciato fare a Shaun. Lui si volt verso la ragazza. Scusami, ma la mia ragazza un po' testarda. Mi irrigidii, come se qualcuno mi avesse preso a schiaffi. Non puoi prenderti gioco di me, parlando come se io non ci fossi, gli

dissi rabbiosa. Ma che ti salta in testa? Quando mai mi sono preso gioco di te?. Il nostro diverbio non solo bloccava di nuovo la fila, ma era diventato un interessante diversivo per gli studenti nella mensa. Che ne dite di andare a chiarirvi da unaltra parte?. Questa volta fu un ragazzo a parlare. Ecco, sarebbe meglio, aggiunse qualcun altro. Vedi che casini che combini? Vatti a mettere seduta!, mi intim Shaun. Non ti permettere di darmi ordini! esclamai stizzita. Spero di non dovermi mai legare con una ragazza come la tua Shaun. Non

sar tanto semplice per te questa volta, disse con un tono canzonatorio un altro che era davanti a noi. 'Legare con una ragazza'? Il termine mi fa accapponare la pelle; temo sarai tu a non trovare nessuna disposta a 'legarsi' a te e poi, che significa 'questa volta'? e guardai con un'aria talmente minacciosa il mio interlocutore che quello attese prima di replicare. Mi dispiace di aver toccato un tasto dolente ridacchi, dopo avermi osservato stupito. Ero furiosa, altroch se aveva toccato un tasto dolente, soprattutto, dopo aver avuto la conferma da Christine che Renate non aveva intenzione di abbandonare il campo.

E per chi sarebbe dolente questo tasto, Ivan? gli chiese Shaun. Il ragazzo non si aspettava che lui intervenisse e neanche io, in effetti. No, intendevo solo dire che scegli sempre ragazze bellissime, ma non sei altrettanto fortunato con i loro caratteri. Non credo volessi dire questo, lo apostrof Shaun. L'ambiente si stava surriscaldando, mentre molti si divertivano per questo 'svago' inatteso. Riuscivo sempre a farmi notare, anche se non ne avevo la minima intenzione. Mi dispiace che la tua frustrazione ti faccia insultare il carattere di Lene. Lei speciale, anche se testarda come

un mulo. Se avessi le sue stesse capacit nella meccanica e a guidare una moto, forse, ti roderebbe di meno e invece di attaccare lei, te la prenderesti con me, dato che so che ce l'hai con me, Ivan. Battimi in pista se ci riesci e smetti di insultare la mia ragazza. Mi avvicinai a Shaun e lo baciai. Fu un bacio talmente sensuale e coinvolgente che non ci accorgemmo che met della mensa faceva il tifo per noi. Diventerai campione nazionale, Shaun; lo sappiamo tutti che hai le doti per riuscirci e sappiamo anche chi Lene, sentii qualcuno dire e molti altri applaudirono. Sei famoso! gli dissi, staccandomi da lui.

Oggi lo sono ancora di pi e grazie a te: tu hai una bella storia alle spalle, gli appassionati di moto ricordano tuo padre e te e sorrise. Bene, ora per festeggiare la ritrovata pace, che ne dite di far scorrere la fila?. Io mi scostai, ma prima lanciai un'occhiata minacciosa ad Ivan. Non sapevo ci fosse anche lui in pista il giorno prima; pensai di chiedere a Sven qualche notizia in proposito, di certo mi avrebbe detto molto di pi di Shaun. Ivan abbass lo sguardo, quando cap di essere in minoranza. Fino a quel momento, avevo ignorato quanto Shaun fosse popolare tra gli studenti e le

studentesse, purtroppo. Sei una vera mina vagante, mi disse Shaun appena mi ebbe raggiunto con il vassoio che conteneva il nostro pranzo. Non sopporto chi mi d ordini e tu stavi sconfinando e poi... lo ammetto, stamattina ho visto una ragazza che ti 'zampettava' intorno e quando Ivan ha fatto quella battuta ho pensato alla tua storia con Renate. Perch vi siete lasciati?. Bella domanda, alla quale ho intenzione di rispondere, ma non ora, stasera nel tuo letto, allung una mano e sfior la mia. Aveva delle dita lunghe e ossute; la sua mano era elegante e forte al tempo

stesso e mi trasmise un'infinit di emozioni. Perch? Non puoi dirmelo ora?. No, tu mi hai raccontato quello che ti capitato tanti anni fa e mentre lo facevi, io mi sono reso conto... te lo dico stasera. Promesso!. Va bene, frener la mia curiosit. Ma sappi fin da ora che non devi essere gelosa di lei, n di nessuna altra, pu bastarti?. Per adesso gli sorrisi. Anzi, stasera avevo pensato di accettare l'invito di Sven in centro per una birra e qualcosa da mettere sotto i denti, mi ha detto di avvisare te e le tue amiche, credo che le spie saranno felici di sapere che si unir a noi anche

Derek. Stai macchinando qualcosa 'biondone'? Ecco, se tu evitassi di chiamarmi con quel soprannome che mi ha dato Lars, sarei molto felice, disse contrariato. Lars non Ivan e a quanto pare, anche lui era della partita ieri e io non lo sapevo. C' un largo interesse per le corse di moto alla TUM, come per quelle di auto, dovresti capirne facilmente il motivo: tutti quelli che frequentano questa facolt sognano di entrare a far parte di un'azienda che si occupa di motori. Ingegneri che progetteranno i propulsori del futuro; esperti di galleria

del vento o, come te, talenti puri in meccanica e tecnica, oltre che guida. Oppure aspirano a entrare in qualche team. Quindi, io ho i miei fan, Ivan i suoi, ma lui quest'anno non ha fatto dei buoni piazzamenti, per questo stamattina ha preso la palla al balzo per attaccarmi. Tu confondi sempre quelli che attaccano te, con quelli che se la prendono con me, ti sono grata di essere intervenuto, ma.... S, lo so te la saresti cavata da sola. Sai? Ho contato fino a dieci, forse qualcosa di pi, sapendo che mi avresti ripreso se ti intromettevo, ma ho pensato che avrei fatto la figura del verme se non fossi intervenuto, in effetti, la cosa che

mi ha fatto decidere, stata la presenza della tua stampella: avevo paura per lui che tu gliela rompessi sulla testa. Mi vedete tutti cos violenta e rancorosa?. Lui annu e poi, scoppi a ridere. Shaun, se rinunci al tuo alone di mistero finirai per perdere il tuo vasto pubblico, quello che adora il tuo lato tenebroso e se questo dovesse accadere per colpa mia, non potrei mai perdonarmelo dissi con finto dispiacere. Finimmo la giornata con un ultimo spettacolo: ci baciammo appassionatamente attraverso il tavolo.

22

Niente vestito provocate di pizzo nero, autoreggenti e capelli sciolti come la sera del ricevimento? mi chiese Shaun da dietro la porta del bagno. Secondo te posso mettermi dei dcollet?. Certo, se sapessi che accidenti sono, ma fai tu. Scarpe!. Ecco, fino a scarpe con i tacchi a spillo ci arrivo, ma dcollet... un po troppo per un pilota, ex bel tenebroso. Shaun mi guard in silenzio appena fui uscita dal bagno.

Non c' che dire, anche con i pantaloni di pelle attillati non stai niente male. Stasera sei una biker di quelle toste, gil e anfibi, ma non ti da fastidio la caviglia?. No, ormai non pi gonfia, anche se mi fa ancora male appoggiarla, quindi, stasera lascio a casa una stampella: amo vivere pericolosamente, ridacchiai. Di cosa ti preoccupi, sar io la tua rete di protezione, nessun pericolo con me nei paraggi, disse Shaun, mentre con le dita sfiorava l'orecchino sinistro con il Triskell. Non avrei mai accettato se tu non mi avessi accompagnato; andiamo, altrimenti faremo tardi.

S, ma prima voglio assaggiarti, mi prese tra le braccia e mi baci a lungo. Quando sentii le sue mani stringere il mio sedere ridacchiai, mentre la sua lingua indugiava sul lobo del mio orecchio per poi scendere di nuovo sulle mie labbra. Lascia qualcosa per dopo! lo ripresi. Non mi provocare, Lene, i suoi occhi si erano fatti improvvisamente cupi e poi, abbassando la voce, continu. Ho una confessione da farti, lunga e particolareggiata, pensi che non la condir adeguatamente?. Per questo ti dico di conservare le tue energie per il dopo cena.

Ne ho da vendere di energie poi, con delicatezza, mi prese la mano e me l'appoggi sul suo inguine. Lo guardai, mentre senza alcun invito, lentamente gli accarezzai i jeans che contenevano la sua erezione. Doccia gelata? gli sussurrai. Lene... se continui cos faremo molto tardi. Va bene, allora andiamo! mi staccai da lui, saltellando verso la stampella. Dammi un attimo, accidenti a te! Finirai per uccidermi ma molto lentamente. Niente da fare: un colpo secco, io sono pi da reazione immediata. Me ne ricorder, quando sarai tu ad

implorarmi di non smettere e sono certo che lo farai, altro che IceLene, diventerai di fuoco tra le mie braccia, promesso. Non sei credibile come sbruffone, lo sei molto di pi quando fai il tenebroso, quando in silenzio mi guardi, come.... La prima volta che ci siamo incontrati?. S, come quella volta. Ero certo che anche a te sarebbe rimasto in mente quel nostro fortuito incontro, anzi, io credo che il destino abbia fatto un gran lavoro per noi due. Ne sei convinto?. Lui annu, mi prese per mano e poi, mi aiut a scendere le scale.

Quando arrivammo al pub, l'atmosfera era gi calda: un gruppo di clienti, stava intonando canti augurali per qualcuno che compiva gli anni. In fase di guarigione? mi disse Sven, abbracciandomi e baciandomi su una guancia. Come va la vostra convivenza? mi disse in un orecchio, senza che Shaun sentisse, anche perch in quel momento stava salutando Derek. Le voci corrono volevo dirtelo io stasera. Mi ha gi informato Shaun, lo sa che lo controllo e che se sgarra.... Non fare il protettore della mia virt, chiss quante ragazze ti sei portato a letto in modo non troppo onesto, senza

pensare a fratelli, padri, quindi.... Proprio perch tu sei mia sorella e conosco i ragazzi non voglio che tu soffra, anche se so che Shaun non coglione come me: se trova la ragazza giusta, non se la far sfuggire. Hai fatto dei passi avanti fratello. Mi sto guardando intorno. Nessuna sventola senza cervello all'orizzonte?. Lui scosse la testa e sorrise con aria complice. Mi preoccupi. No, non farlo, goditi un po' di felicit anche tu, te lo meriti. Shaun si avvicin e noi interrompemmo il nostro scambio di considerazioni.

Ci sediamo? Tanto le tue spie, arriveranno in ritardo come fanno sempre tutte le ragazze per darsi importanza, disse lui. Spie? Sven mi guard. S fissato che Christine e Betsy lo controllino e che poi vengano a riferirmi se fa qualcosa di poco corretto nei miei confronti. Ma ti rendi conto? Stiamo insieme da due giorni e gi litighiamo come una coppia che sposata da vent'anni e poi, lui pretende anche di darmi degli ordini. Non ti ho dato nessun ordine, oggi, volevo solo evitare che gli studenti in fila per il rancio ti sbranassero. Guarda che avrei avuto la meglio anche senza il tuo aiuto.

Ma fate sempre cos? Cos' questa storia del rancio e degli studenti? Che avete combinato? chiese Sven. Hanno dato spettacolo, si intromise Christine che nel frattempo era sopraggiunta con Betsy, mentre noi ci stavamo per mettere seduti. Anche se ero un po' alterata per l'ultimo battibecco che era intercorso tra me e Shaun, notai che Sven aveva dedicato un attimo pi del dovuto a soppesare l'abbigliamento di Christine impeccabile come sempre e questo mi piacque immensamente. E poi, dimmi se sono esagerato! Shaun si rivolse a Sven e incroci le braccia sul petto. Le hai gi informate? mi chiese.

Niente affatto, le 'spie' l'hanno saputo ascoltando i pettegolezzi in facolt oggi pomeriggio, sottoline con sarcasmo Christine. Per il gossip ha una vitalit sorprendente. Di cosa ti meravigli? Siete sulla bocca di tutti. Ieri, ai test sul circuito c'erano met degli studenti della TUM e hai un sacco di fan, quindi normale, rincar la dose Betsy. Ma si pu sapere cosa avete combinato? chiese Sven esasperato. Dopo esserci seduti, ordinato da bere e da mangiare, io e Shaun raccontammo il nostro diverbio che aveva coinvolto buona parte della fila alla mensa.

Mio fratello inizi a ridere e ben presto, anche noi lo imitammo. Credo che stavolta, Ivan ti abbia dato una dritta Shaun e conoscendo la vostra simpatia reciproca, ha usato anche molto tatto per dirti che mia sorella ti far a pezzi se oserai contraddirla. Io ho imparato a mie spese: di solito usa le chiavi inglesi. Non posso togliere dal box i ferri del mestiere: dovr gestire in qualche modo la sua esuberanza, rincar la dose Shaun. Conoscendo bene Lene, penso che ti far pentire di questa frase, comment Sven. Tranne Betsy e Derek che erano come il solito presi da qualche loro

interesse comune e avevano seguito solo in parte i battibecchi fra me Shaun, gli altri si voltarono a guardarmi. Ti stai prendendo un sacco di spazio e io non te l'ho concesso, quindi, frena i presupposti. Forse, quando Ivan ha detto 'questa volta' aveva ragione, non so come eri abituato, ma io sono stata bene da sola fino ad ora e se qualcuno ostacola il mio cammino, trova un muro. Sei solo testarda e ostica! ribad Shaun. Ti ho solo detto come sono, se vogliamo andare d'accordo devi interpellarmi prima di impormi qualcosa: divento intrattabile quando qualcuno decide per me.

Io non voglio importi niente, voglio solo farti ragionare e oggi non stavi ragionando, come non lo stai facendo ora. Ma la volete smettere? disse Christine. La guardammo entrambi sorpresi e poi, riprendemmo a sfidarci, ma solo con lunghe occhiate minacciose. Sembrava non potessimo fare a meno di scontrarci, per qualsiasi cosa. Lui si incup e evit di parlarmi; io cercai di non pensare che mi stavo rovinando una perfetta serata con gli amici. Anche se avrei voluto dirgli che quella sera mi piaceva come si era vestito, che gli stava bene la camicia

nera sopra ai jeans scoloriti e che quella leggera ombra di barba chiara gli dava un fascino sensuale e irresistibile. Continuavo comunque, a percepire quel suo fastidioso modo di impormi la sua volont. V olevo capisse che io non ero come le sue ex ragazze. Il locale si era riempito e la confusione stava diventando alquanto fastidiosa, non mi piaceva quel continuo via vai di persone ed ero ancora arrabbiata e nervosa. Non stavo gestendo al meglio la nostra conflittualit: era questo che mi disturbava pi di tutto. Forse, ero solo stanca e avevo bisogno di prendere una boccata d'aria. Il frastuono e la vicinanza di tutte

quelle persone stavano mettendo alla prova il mio grado di resistenza allo stress. Avevo convissuto per tanti anni con gli attacchi di panico ed ero in grado di capire quando stava per sopraggiungerne uno. Vado a prendere una boccata d'aria, dissi e mi alzai dal tavolo. Ti accompagno, Shaun si alz anche lui dalla sedia. No, preferisco restare da sola, mi passer subito, ribadii; notai che era dispiaciuto, ma stavolta non prov a controbattere. Appena uscii dal locale, mi sentii molto meglio. L'aria pungente della sera mi calm.

Osservai per un po le coppie e i gruppi di amici che passeggiavano chiacchierando per Theatinerstrae. Dovevo calmarmi e cercare un compromesso; io e Shaun stavamo correndo troppo o avevamo calcolato male le nostre divergenze di pensiero, anche se non sapevo perch litigassimo anche per delle stupidaggini. Forse, avevo solo smesso di combattere con me stessa per tentare di avvicinarmi a qualcuno, ma cera una parte di me che ancora non accettava la nuova direzione che aveva preso la mia vita. Presi un profondo respiro e rientrai. Al tavolo, purtroppo, si era aggiunta una sorpresa sgradita: Renate e le sue

inseparabili amiche stavano chiacchierando con Sven e Shaun. Notai il viso di Christine irrigidito in una smorfia, intuii che la conversazione non fosse piacevole. Bene, ora siamo proprio al completo: c' anche il meccanico! esclam Renate, appena li raggiunsi. Almeno servo a qualcosa. Tu invece, come mai sei qui? Il tuo impegno come soprammobile o ragazza ombrello alle corse gi terminato?. Io almeno non faccio fare figuracce a nessuno. Tu invece pare ti stia specializzando in figure di merda. Credo tu debba andare subito a sciacquarti la bocca: una ragazza per bene come te non deve dire parolacce,

ma ricordati di sputare la gomma prima, potresti centrare qualche boccale e qualcuno potrebbe prendersela con te e metterti le mani addosso o forse stai cercando proprio questo?. Lei cap al volo l'allusione alla fine della sua storia con Shaun e i suoi occhi divennero due fessure, ma non riusc a ribattere, perch lui ci interruppe. Smettetela! Non potete, ogni volta che vi incontrate litigare in questo modo. Inizia sempre lei, se fosse per me la ignorerei e basta, anzi, me ne vado, cos potrete continuare a parlare, proposi e mi avviai verso l'uscita del pub. Lo vedi come fa? protest Renate e poi, riprese a parlare. Non si riesce

neanche a litigare, fa una battuta e scappa. Io non scappo, me ne sto solo andando. Non ho altro da dire, quindi, non intendo restare qui a sentire le tue lamentele isteriche. Se devi chiarire qualcosa, fallo con Shaun, io non ho niente da aggiungere. E certo, tu la fai facile, arrivi e mi rubi il fidanzato. Era troppo, mi stava proprio salendo la rabbia dallo stomaco. Iniziavo anche a sentire dolore alla caviglia, una stampella sola e gli anfibi non erano stati una bella idea e poi, non avevo nessuna intenzione di starmene ancora in piedi a dare spettacolo. Purtroppo, non sono mai riuscita a

passare sopra alle provocazioni, ma mentre pensavo questo, Shaun intervenne nella discussione. Tra noi era finita, anche molto tempo prima che incontrassi Lene. Pensai che almeno, ora, Renate avrebbe suddiviso la sua rabbia, ma mi sbagliavo: come se non l'avesse neanche sentito o che addirittura non fosse presente, si scagli contro di me e non solo a parole. Sei una puttana! Sono certa che ti vedevi con lui, anche mentre stava con me. Tent di prendermi per i capelli, ma non ci riusc. Allora, mi diede uno schiaffo in pieno viso. Ora s che mi aveva fatto incazzare.

Il rumore secco dello schiaffo attir l'attenzione dei clienti agli altri tavoli, pi degli insulti che ci eravamo scambiate fino a quel momento e provoc un istantaneo, quanto imbarazzante silenzio nel locale: tutti attendevano con il fiato sospeso, la mia reazione, almeno cos mi sembrava. Pensai che se l'avessi colpita le avrei fatto sicuramente molto male, poi, vidi lo sguardo preoccupato di Shaun, e quello, altrettanto teso di mio fratello: entrambi sapevano di cosa fossi capace quando perdevo le staffe, soprattutto Sven. Non and come si aspettavano tutti; per una volta ragionai, non lasciai che il mio istinto prendesse il sopravvento.

Un cliente, seduto a pochi passi da me, mi osservava a bocca aperta, in attesa di una mia reazione. Sputala! gli dissi. Lui al momento non cap, poi, tolse la gomma da masticare dalla bocca e me la diede, io la presi e mi avvicinai a Renate. Decisi che quella era una punizione sufficiente e adeguata al suo schiaffo: le appiccicai la gomma ai capelli e poi, le feci anche un massaggio sulla sommit del capo. Chi di gomma ferisce di gomma perisce! esclamai con un tono soddisfatto Al solo pensiero di come farai a togliertela dai capelli, credo che mi rotoler dal ridere, comunque, per tua informazione, io e Shaun stiamo insieme da due giorni, quindi, credo ti

abbia mollato molto prima di sabato sera. Renate emise un urlo di rabbia misto a dolore: la gomma da masticare si era intrecciata saldamente ai suoi lunghi capelli biondi e districarla da l in mezzo doveva fare piuttosto male. Ero soddisfatta, mi voltai e guadagnai l'uscita.

23

Non parlammo per tutto il tragitto. Shaun rispett il mio silenzio, credo avesse capito che la mia rabbia non era scemata. Quando arrivammo all'officina di Hans, salii le scale e poi, mi buttai letteralmente sul divano. Lui chiuse la porta dell'appartamento e ci si appoggi, guardandomi pensieroso. Forse, ora che tu mi dia qualche spiegazione. Renate sar isterica, snob e frustrata, ma non credo sia cos pazza da affermare che la tradivi con me senza

aver alcun motivo per farlo, quindi, perch ha detto una cosa simile?. Lo guardai, lui prese un profondo respiro e mi si avvicin. Ricordi quando ti dissi che avevo chiesto a Sven chi era la ragazza di cui aveva le foto sul suo smartphone?. S, ed successo prima che ci incontrassimo nel labirinto degli specchi e mi hai detto che tu sapevi gi chi ero. Lui annu, poi, continu. Ti avevo detto che ti avrei raccontato tutto questa sera; Renate con la sua scenata di gelosia ha solo anticipato quello che ero gi intenzionato a dirti. Vuoi dire... no, non so che vuoi dire, ma dillo il pi in fretta possibile.

successo circa un anno fa, giorno pi giorno meno. Eravamo al Seehaus a bere una birra; Sven quel giorno era solo e si era unito a noi: un gruppo di amici e le loro ragazze. Tuo fratello ricevette una telefonata. In un primo momento sorrise con trasporto e i suoi occhi si illuminarono, era una ragazza e immaginai fosse una persona importante per lui. Lo conoscevo gi da diversi anni e sapevo che non aveva mai avuto una relazione duratura, quindi, la cosa mi incurios e lo osservai con pi attenzione. Dopo alcuni istanti trascorsi al telefono, il suo viso si era contratto e il suo sguardo era diventato cupo. Allaltro capo ceri tu e gli stavi dicendo qualcosa che lui non mi rifer,

ma si vedeva che era preoccupato. Fiss per un po' il lago e rispose a monosillabi, la telefonata non dur a lungo, ma quando mi guard di nuovo, l'allegria che aveva manifestato allinizio della chiamata era scomparsa. Gli chiesi se andava tutto bene. Lui mi rispose che c'era una ragazza che lo faceva disperare e poi, mi mostr le tue foto: ne aveva tante. Appena incontrai i tuoi occhi sul display, sentii una morsa allo stomaco: lidea che quella ragazza appena vista fosse di un altro mi fece sentire inspiegabilmente male, lui si sedette sul divano, ma non si appoggi allo schienale, si gir in modo da potermi guardare negli occhi. Tu sei pazzo!.

Fammi finire di raccontare, poi puoi dire quello che vuoi, anche mandarmi al diavolo. Che cavolo hai combinato Shaun?. Lui mi prese i piedi che avevo liberato dagli anfibi e li appoggi sopra alle sue gambe, iniziando a massaggiarli. Renate si interess alla conversazione; vide le tue foto, ma tuo fratello non disse subito chi eri. Lei si volt a chiacchierare con la ragazza di Alex, mentre io cercavo di approfondire largomento che mi stava a cuore. V olevo sapere il tuo nome, non so neppure io perch, ma appena Sven mi confid che eri sua sorella, trassi un sospiro di sollievo. Non mi disse che

saresti venuta a Monaco a frequentare la TUM, probabilmente, allepoca non avevi ancora deciso. L'avevo deciso eccome! Non appena sono venuta a sapere dell'esistenza di una facolt che insegnava la teoria di quello che sapevo fare in pratica, quindi, mio fratello sapeva con certezza che l'avrei raggiunto a Monaco. Lui voleva andassi ad abitare con nostra madre o magari in citt con lui, ma io ho sempre rifiutato, chiss, forse in quella telefonata, stavo proprio rimarcando quel punto. Sempre dritta per la tua strada?. Se non l'avessi fatto non sarei mai uscita da tutto quello che mi capitato vai avanti, ora voglio proprio sapere fin

dove ti ha spinto la tua pazzia. Il suo labbro superiore si inarc in un impercettibile sorriso di soddisfazione. Ero sorpresa dalla mia capacit di riconoscere buona parte delle espressioni che comparivano sul volto di Shaun e di come fosse facile per me collegarle ai suoi mutevoli stati danimo. Non so se Sven si rendesse conto che pur essendo discreto, gli chiedevo spesso di te. Quel giorno al Seehaus mi parl della tua bravura sia come meccanico sia come collaudatrice e io sfruttai quella particolare confidenza per fargli altre domande. Ti ho cercato su Facebook, ma non ti ho mai chiesto

l'amicizia, avevo paura di essere invadente e che tu non mi avresti accettato. Avevo notato che avevi pochi amici e che non postavi niente che riguardasse la tua vita. Guardavo la tua foto e mi chiedevo se ti avrei mai incontrato di persona. Qualche mese prima che mi lasciassi con Renate, lei mi sorprese su Facebook, a sbirciare il tuo profilo. Non si ricord dove ti aveva gi visto e non sapendo che eri la sorella di Sven, mi fece una scenata da manuale. Quando si rese conto che non avevo scambiato con te neanche una parola, dato che le permisi di controllare i miei messaggi privati, si calm. Le avevo detto che avevo aperto per caso il tuo profilo, dato che eri tra le

amicizie di Sven, senza rivelarle che eri sua sorella. Pensai che stavo proteggendo una storia che non sarebbe mai nata, ma al tempo stesso, continuavo una relazione senza senso: noiosa e per di pi, appesantita dalla diversit dei nostri interessi che con il tempo stava iniziando a dividerci, pi della mia ossessione per te. Speravo, comunque, di poterti incontrare, dato che Sven era mio amico. Poi, il giorno della Parata... interruppe il suo racconto e rise. Io ero ancora sconvolta dalle sue parole e non riuscii a dire niente, attesi che lui riprendesse a parlare. Non ci volevo neanche entrare, ma Alex e gli altri fecero il biglietto e alla fine, per non starmene per una buona

mezz'ora ad aspettare fuori come un imbecille, entrai nel labirinto degli specchi insieme agli altri. A un certo punto, mi sono ritrovato solo, sentivo gli altri sghignazzare e imprecare quando sbattevano da qualche parte e in quellistante sei apparsa tu. Credo che il mio cuore si sia fermato e poi abbia iniziato a battere all'impazzata. Eri bellissima, pi bella che nelle foto e io ero l dietro a quel vetro, impossibilitato a raggiungerti, ma forse, se in quel momento ti avessi affrontato direttamente, tu saresti scappata. Osservai le nostre mani emanare calore e lasciare un alone leggero mentre ci guardavamo incantati. Finalmente, ti avevo trovata. Eri a Monaco e in quanto

a conoscerti, era solo questione di tempo: avrei costretto Sven a presentarci, a costo di picchiarlo. Poi, pochi giorni dopo la Parata, fu lui stesso a dirmi dove lavoravi. Avevo un piano perfetto: forare il tubo della moto e precipitarmi in officina, ma decisi di metterlo in atto solo quando Renate ti attacc in mensa. Non ti aveva riconosciuto, credo lo abbia fatto solo quando ti ha visto in pista e ha saputo che eri la sorella di Sven. Io l'ho lasciata subito dopo essere uscito dal labirinto degli specchi: quando ti ho visto ho capito che per te provato qualcosa che non avevo mai provato per nessun'altra ragazza e volevo essere libero di dimostrartelo, si alz e mi

prese in braccio, io ero sconcertata e ancora pi confusa. Ma come facevi a pensare certe cose: non mi conoscevi nemmeno; veramente, non mi conosci neanche adesso e tutta quella storia di volermi per meccanico? gli chiesi con un filo di voce. I suoi occhi erano pieni di passione e non riuscivo neanche a parlare, tanto mi si era chiuso lo stomaco. Quello fa parte di te, se posso avere anche il tuo cervello, oltre al corpo e al tuo cuore, perch no. Mi adagi delicatamente sul letto. Deglutii pi di una volta, in realt, lo feci a ripetizione. Non riuscivo pi a parlare; era cos

bello guardarlo nella penombra della camera mentre si spogliava. Avevo voglia di toccarlo, di accarezzarlo, ma nello stesso tempo non osavo farlo, ero come paralizzata. Tutto quello che mi aveva detto si sommava a quello che provavo ed era tutto cos nuovo che il mio stato di confusione era totale. Rimase con i soli boxer neri indosso, poi, si inginocchi sul letto ai miei piedi. Io ero nella stessa posizione in cui lui mi aveva lasciato. Pensavo che se mi avesse toccata, mi sarei frantumata in mille pezzi, come fossi fatta di ghiaccio. Shaun si avvicin e mi accarezz le

gambe attraverso i pantaloni di pelle. I capelli gli erano scivolati davanti al viso, ma non riuscivano a nascondere il suo desiderio, i suoi occhi chiari catturavano i riflessi della luce che arrivava dal soggiorno. Le sue grandi mani, scivolarono delicate sul mio ventre per arrivare alla zip che fece scorrere lentamente. Lo assecondai quando mi abbass i pantaloni, sollevandomi il bacino, la caviglia mi fece male, ma fu soltanto un attimo, nel frattempo, avvertii il calore delle sue dita che mi alzavano la maglia, prima di sfilarmela. I capelli mi ricaddero sul viso, impedendomi di vederlo, lui li scost prontamente e poi la sua bocca cerc la

mia. Le sue labbra precorsero con lentezza il profilo delle mie per abbandonarle e baciarmi il collo, fino a scendere tra l'incavo dei seni. Le sue mani cercarono le mie, accarezz le mie dita, mentre scivolava fuori dal letto, costringendomi, poi, a mettermi in piedi di fronte a lui. Mi slacci il reggiseno e rimase a guardarmi per qualche istante. Non mi tocc, ma sentii il suo respiro sfiorarmi il viso e poi i seni, fino a raggiungere il ventre. Le sue lunghe dita si infilarono tra la pelle e il pizzo delle mie mutandine che lui fece scivolare fino a toccare terra, poi le sfil dai piedi e torn a fissarmi; prese le mie mani e le mise sui suoi fianchi.

Iniziai a far scorrere i suoi boxer in basso. Lui gemette, quando con i capelli gli sfiorai il torace, ma poi emise un gemito di piacere, quando gli accarezzai il pene. Aspetta, disse in un sussurro, mi prese in braccio e mi distese di nuovo sul letto, poi si liber dei boxer gettandoli lontano. Quando si mise al mio fianco e inizi ad accarezzarmi, iniziando dal collo per poi raggiungere i seni e infine scivolare sul ventre, sembrava non avesse alcuna fretta. Solo il suo respiro veloce tradiva il suo desiderio. Io ero letteralmente stregata dal suo sguardo e dalle sue mani.

Poi, sentii le sue dita scivolare lentamente tra le mie cosce e non riconobbi il suono rauco che usc dalla mia bocca, quando la sua mano inizi ad accarezzarmi. Le sue labbra cercarono i miei capezzoli, la sua lingua li stuzzic e io avvertii una sensazione di dolore e di piacere insieme. I suoi capelli mi fecero per un attimo il solletico, poi, non capii pi nulla: il mio corpo liberato dalla ragione e abbandonato come creta tra le sue mani, si lasci andare in mille fremiti e in spasmi di piacere che non avevo mai provato. Shaun cerc la mia bocca afferrando gli ultimi rochi palpiti di desiderio che si liberavano come vapore dalle mie

labbra. Poi, mi prese la mano e la guid verso la sua erezione. Credo che per farmi andare in paradiso bastino pochi secondi, mi sussurr, mentre la mia mano inesperta si chiudeva sul suo membro duro come la roccia.

24

Gli occhi gli brillavano la mattina dopo, quando si svegli dopo che l'avevo baciato. Ciao! esclam e mi attir a s con tutta la sua forza. Come sta la mia bad girl?. Cosa ho fatto di cos cattivo? gli chiesi. Sven aveva ragione, mi aveva avvertito che eri pericolosa. Dovr tenere a portata di mano un pacchetto di gomme da masticare, cos non dovrai chiederle al primo che passa. Spero di non averne pi bisogno,

anche se devo ammettere che sono piuttosto curiosa di vedere la nuova acconciatura di Renate. Sei una vipera, ma mi piaci anche per questo. Non sono una vipera, lei che mi ha attaccato per prima! esclamai piccata. Ora sai il perch. La prima volta in mensa non aveva nessun sospetto, l'hai detto tu quindi, per lei normale attaccare tutte le persone che non le piacciono. Io spero di non incontrarla mai pi sulla mia strada. Accetta il lavoro che ti offre Gustav e la bandir dal box. Speravo la bandissi comunque.

Vuol dire che accetti di fare parte del team? mi chiese speranzoso. Ci devo ancora pensare, gli dissi e mi voltai per alzarmi, ma lui mi prese per un braccio e mi imped di lasciare il letto. Pensi di cavartela cos? il suo sguardo malizioso e la sua mano sul mio seno riaccesero rapidamente il desiderio. V olevo solo andare a preparare la colazione mi giustificai. Ho in mente qualcosa di molto pi piacevole da proporti e poi... lui si zitt, quando gli sfiorai l'inguine. Guarda avanti, altrimenti guido io, lo ripresi, quando mi accorsi che per

l'ennesima volta si era voltato ad osservarmi. Sto andando piano di proposito, cos ho tutto il tempo di deliziarmi con il tuo profilo. Abbiamo uninfinit di tempo dopo le lezioni. Lui fece scivolare la mano dal cambio al mio ginocchio e poi, sal lentamente. Quel gioco mi piaceva e lo lasciai fare; i leggings che indossavo non erano di grande ostacolo e gi solo il calore della sua mano, mi provocava un'infinit di sensazioni piacevoli che gi intuivo dove mi avrebbero condotto, mentre le sue dita si avvicinavano pericolosamente al mio inguine. Siamo quasi arrivati! dissi, ma

non volevo smettesse e lui non lo fece. Infil la mano nei leggings e poi, scese evitando il tessuto delle mutandine. Eravamo in balia del desiderio che sembrava consumarci a vicenda. Non possiamo continuare cos, dissi, la mia voce non usc molto convincente, mentre il mio corpo si abbandonava al piacere scatenato dalle abili dita di Shaun. Io trovo sia un ottimo inizio e dopo aver parcheggiato, mi baci a lungo. Durante la lezione, pensai a Shaun, praticamente, sospirai per tutto il tempo, mentre distrattamente tracciavo ghirigori

senza senso sul mio quaderno. Righe, quadretti vuoti e altri riempiti a met, poi il suo nome camuffato tra petali di fiori, tra segni indecifrabili che solcavano sempre pi decisi la superficie del foglio. Dovevo concentrarmi, ma non ci riuscivo, volevo solo rivederlo e abbandonarmi ancora tra le sue braccia. Ero pazza di desiderio, nonostante non avessi ancora fatto l'amore con lui. Ridacchiai al pensiero di come aveva sistemato il pile, prima di uscire dalla sua auto, per non far vedere la sua erezione. Eravamo due pazzi. Io mi sentivo sempre pi coinvolta anche se non ritenevo fosse il sesso la

causa del mio stordimento, ma la consapevolezza di amare e di essere amata da Shaun. Lui mi faceva ridere, mi capiva, anche quando litigavamo e poi mi faceva impazzire di desiderio. Era diventato parte di me. Cercai con le dita il Triskell che mi aveva donato e capii che non potevo pi fare a meno di lui. Tu hai capito cosa intendeva il prof con quella dichiarazione di pochi attimi fa? mi chiese Paul che si era sporto verso di me. Come potevo confessargli che la mia concentrazione era svanita dopo solo due minuti che era iniziata la lezione? Che nella mia testa c'era solo Shaun

che mi salutava prima di andare a seguire la sua lezione? Devo pensarci un po' su dissi con un tono serio credo me lo dovr studiare con attenzione questo passaggio. Lui annu, a me venne da ridere. Posso parlarti? Oppure devo chiedere al tuo segretario personale di prendere un appuntamento? mi disse Christine al telefono. Dai, non esagerare, certo che puoi parlarmi, le risposi. Allora vuol dire che Shaun non nei paraggi, perch quando gli sei accanto ormai, sei una perfetta ebete e non ascolti nessun altro, tranne lui,

ovvio. Inoltre, c Renate che ti tiene piuttosto impegnata in battibecchi allultimo sangue, purtroppo, a noi amiche sono rimasti dei brevi ritagli del tuo tempo e questo non bello, Lene, mi rimprover. Hai ragione, ci stiamo isolando da tutti, ma io sono in una tale confusione: non faccio che pensare a lui. Non mi era mai capitato, finora; dovevi vedermi oggi a lezione e ridacchiai. Ma lui dov'? mi chiese Christine. A fare la spesa, dato che io sono ancora lenta con una stampella e dovevo anche studiare. Le lezioni che ho seguito oggi sono un totale buco nero, in compenso, ho fatto dei fantastici disegni sul mio quaderno, roba da esposizione.

Non riesco pi a concentrarmi su niente che non sia Shaun magari, posso darmi alla pittura. Provo una schifosissima invidia, sappilo. Io non ti ho chiesto niente di come finita la serata di ieri, dopo che io e Shaun ce ne siamo andati. Vuoi dire dopo che tu hai aggiunto un tocco artistico alla testa di Renate?. V oglio sapere cosa avete fatto tu e Betsy, non quellisterica senza cervello. Betsy e Derek, hanno chiacchierato tutto il tempo di cose futili che neanche ricordo. Sono talmente presi l'uno dall'altra, un po' come te e Shaun, no precis voi siete al top della classifica,

mentre io e Sven, abbiamo scambiato s e no una decina di frasi, forse, anche meno: tuo fratello non molto loquace ultimamente o una mia impressione?. Non so che cosa passi nella sua testa. difficile leggergli dentro, fa uno dei suoi sorrisi... lei mi interruppe. So perfettamente come sorride tuo fratello, come i suoi occhi diventino profondi e il suo sguardo sembri trapassarti. Lui non fa nessuno sforzo, non muove neppure un muscolo, gli viene naturale fece una breve pausa e poi prosegu Io sono pazza di lui e lui non lo : punto. Mi avevi avvertito che sarebbe stato devastante, ma pensavo che forse, frequentandoci avrebbe capito... o certo qualcosa ha capito, che

sono un'emerita stupida che continua a sperare. Non feci commenti, semplicemente non avevo niente da dire: aveva gi detto tutto lei, poi la sentii sospirare e infine, riprese a parlare. Dove eravamo rimaste? Ah s, tu e Shaun, tutt'altra storia. Che sta succedendo tra voi? I piaceri del sesso si stanno affacciando nella tua vita da monaca di clausura?. S, ma siamo solo allinizio, anche se... ora, fui io a sospirare. Sono in palla e pazza quanto te. Mi dispiace per come vanno le cose con mio fratello. Ti avevo detto di non farti illusioni, anche se ieri sera, mi ha detto che Shaun non coglione quanto lui e che si sta

guardando intorno, ma non so proprio cosa volesse dire. Le avevo mentito, ma solo perch volevo essere sicura di quello che avevo visto anche la sera prima: non volevo si illudesse. Sven non aveva bisogno di incitamenti, sapeva come muoversi, se l'avesse voluto e io sperai tanto che quel minimo di interesse che avevo notato sfociasse in qualcosa di pi profondo e non solo perch Christine era la mia migliore amica, ma perch volevo bene anche a lui. Lo ammetto. Ho impiegato uninfinit di tempo per scegliere ogni dettaglio del mio abbigliamento di ieri sera. Appena ho ricevuto la tua

telefonata ho iniziato a pensarci e anche se ho avuto poco tempo per prepararmi credo di aver fatto un buon lavoro: un paio di secondi in pi me li ha dedicati. Se vado avanti cos, tra una decina d'anni potrei arrivare a qualche minuto della sua attenzione In realt, tra una decina d'anni spero di avere gi qualcuno che mi riscaldi il letto e sia innamorato di me come il tuo 'Dio del tuono'. Mi stavo dimenticando di Thor, accidenti non gliel'ho detto che la prima volta che ci siamo incontrati ve l'avevo descritto come somigliante a... veramente devo ammettere che avevi ragione. Su cosa? Che sia molto pi bello

dell'attore? Che ti far gemere di piacere? O che sei molto fortunata perch ti ama alla follia?. Posso rispondere solo alla prima domanda ed s, per il resto dovr aspettare: non prevedo il futuro. Io, per, intendevo un'altra cosa. Non ti sembrato strano che ieri sera, Renate ha detto che lei sospettava che tra me e Shaun ci fosse una storia prima che lui la lasciasse? Tu sai bene che non cos e che io l'ho visto per la prima volta dentro al labirinto degli specchi, ma ho chiesto a Shaun perch lei se ne fosse uscita con quella battuta. Avevi ragione Christine, presi un lungo respiro e le raccontai quello che la sera prima lui mi aveva confidato. Le dissi anche con

quale tenerezza mi avesse fatto provare il mio primo orgasmo e capii dalla sua voce che era commossa e felice per me. Sperai tanto che anche lei potesse provare la mia stessa felicit, molto presto.

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Il weekend successivo eravamo di nuovo sul circuito, io finalmente avevo abbandonato le stampelle e con Sven potei fare tutto il giro della pista, appostandomi sulle tribune. Segnai i tempi di Shaun e osservai con attenzione il suo stile di guida. Avrei voluto percorrere con lui la pista a piedi era il metodo migliore per memorizzare il circuito, ma non ero ancora in grado di camminare a lungo senza provare dolore. Dalla domenica precedente era migliorato, forse, gli erano servite le

svariate ore passate davanti al computer ad analizzare le sue gare. Lo avevamo fatto durante la settimana. La sera ci mettevamo sul divano e mentre lui mi massaggiava le gambe o mi grattava la schiena, seguivamo attenti le registrazioni digitali delle gare disputate l'anno prima. Vedi, tendi sempre a fare questa traiettoria nelle curve molto larghe, perch? Perdi tempo e anche se non sembra che tu ci rimetta nei distacchi sia con il pilota che ti precede sia con quello che ti segue, io ti consiglierei di cambiare traiettoria. Se i tempi rimangono uguali, vuol dire che il tuo modo di affrontare quel tipo di curva giusto, ma se provando una traiettoria

diversa, trovi una tangente pi proficua in decimi di secondo, vuol dire che ho ragione io. Tu sei il guru delle piste, mi aveva detto. Io non sono il guru di niente, ci sei tu sulla moto e sai tu come reagisce, forse, la moto con cui hai disputato il campionato o le gomme che hai usato non ti consentivano traiettorie pi aggressive, ma ora hai un telaio e una moto nuova, cerca di capire se cambiare pu fare la differenza. Lui aveva messo subito in pratica i miei suggerimenti. Nel circuito dove provava c'era solo una curva abbastanza simile a quelle che aveva affrontato nelle gare e nelle quali

sembrava perdere tempo prezioso. I tentativi non furono inutili e il cronometro mi diede ragione. Non ebbi neppure bisogno di comunicarlo a Shaun: appena tornai al box, il mio sorriso fu sufficiente a mostrare che i nostri studi avevano dato i loro frutti e lui aveva capito dove spremere la moto per raccogliere risultati migliori. Senza di te non ci sarei mai riuscito! esclam, abbracciandomi. Da solo, avresti impiegato un po pi di tempo ma saresti arrivato alle stesse conclusioni, dovevi solo tentare e tu l'hai fatto. Mi sembra che il tuo aiuto sia fondamentale. Hai deciso cosa vuoi

fare? mi chiese Gustav che non si era perso neppure un secondo della mia conversazione con Shaun. A me basta stare nei box, non mi serve altro, gli dissi. Ingrid non sembrava molto entusiasta, ma tanto sapevo che se la nostra relazione sarebbe continuata, avrei avuto una marea di fan agguerrite che avrebbero tentato di insinuarsi tra me e Shaun, quindi, decisi fosse meglio restargli vicino. Benvenuta nel mio team! disse Gustav stringendomi la mano. Fu il primo a congratularsi con me, poi vennero tutti gli altri: meccanici e tecnici. Sperai che quei sorrisi, quelle strette

di mano e quelle pacche sulle spalle fossero sincere, avevo sempre lavorato in pieno accordo nelle scuderie in cui correva mio padre o Sven e non volevo si creasse un clima diverso con il team per cui correva Shaun. Che strana situazione, mi sembra di essere tornata indietro nel tempo, quando io e te, insieme a nostro padre, ci scambiavamo sensazioni e notizie sulla pista, dissi a Sven, mentre entrambi eravamo al muretto dei box a controllare i dati che Bernard continuava ad annotare, mentre Shaun aveva ripreso a girare in pista. Bella sensazione, vero?. S, devo ammettere che mi mancava, ma non ho saputo quanto, fino

a che non mi ci sono immersa di nuovo... ecco che arriva Shaun, dissi e ascoltai il rombo del motore della sua moto. Bene, sceso di altri due decimi, disse Bernard soddisfatto, Gustav che stava leggermente distaccato non comment, ma sorrise. Lars gli sta appiccicato, replicai, quando fermai il cronometro. Prendi ancora i suoi tempi? mi chiese Sven. sempre stato un ottimo riferimento. ancora un pilota costante nei risultati? chiesi a mio fratello. Costante nei risultati e sregolato nella vita. Su questo siete sempre stati molto simili.

Sven annu. Shaun diverso, lui molto concentrato, sempre, non ha lo stesso intuito di Lars nei confronti della moto, non sfiora impeccabile i cordoli come fa lui, ma riesce, grazie al suo fisico possente a far cambiare direzione alla moto in uno spazio piuttosto ridotto, inoltre, uno che non molla mai la presa, non si demoralizza: va avanti come un treno, poi, si volt a guardare l'altro pilota che sopraggiungeva sul rettilineo. Ivan, lui s che arranca. Da met stagione non migliorato, eppure dispone di molti sponsor e di un gran team, proprio lui che non va: non ha quel quid, quelle particolarit che

distinguono, seppure in modo diverso, Lars e Shaun. Non ti ho chiesto una cosa, Shaun mi ha confessato che... sorrisi, con mio fratello non avevo mai parlato di ragazzi e un po' mi imbarazzava. Mi ha detto che da quando gli hai mostrato le mie foto che hai sul cellulare... insomma.... Siete due incorreggibili romantici. Pensi che non mi fossi accorto dell'interesse che aveva Shaun quando chiedeva di te? Non dirglielo, ma io speravo proprio che continuasse a chiedermi di te. Con la scusa che amavi le moto, stava sempre a biascicare qualche scusa, sapevo che moriva dalla voglia di incontrarti, ma non gli dissi che saresti venuta a Monaco. Prima o

poi, se non vi foste incontrati per caso, vi avrei fatto incontrare io. Dopo la Parata, mi confid che si era lasciato con Renate, ma non mi disse che ti aveva visto nel labirinto degli specchi, dato che parlavamo sempre di motori, la buttai l e gli dissi dove lavoravi. Renate non lo meritava e non ho mai capito cosa lui trovasse in lei. Scusa se penso a cosa combini tu con le ragazze lui al confronto.... Non fraintendermi, io ci passo una notte, credo che una settimana sia il record di durata di un mio rapporto con una ragazza, invece, lui con Renate c' stato due anni e quando ho ricevuto la tua telefonata che per l'ennesima volta rifiutavi la mia ospitalit, ho pensato di

dare una mano a Cupido mostrandogli le tue foto. Non gli ho detto subito che eri mia sorella: gli ho fatto credere che fossi una ragazza che mi faceva disperare, ho visto il suo sguardo cambiare. Shaun per certe cose ingenuo quanto te e poi, ho avuto la conferma che gli interessavi da come mi tempestava di domande. Lene io sono veramente contento della vostra relazione e quando mi hai raccontato che non lo volevi tra i piedi e cosa aveva fatto lui per avvicinarti ho pensato: ' fatta!'. Non mi sembra cos sprovveduto o ingenuo come credi, ma ammetto che con lui non ho mai provato il senso di inadeguatezza e terrore che avverto in

presenza di estranei. Lui mi capisce alla perfezione, sin dalle prime volte che ci siamo parlati, ma forse, devo ringraziare te per questo. No, Shaun un ragazzo eccezionale, io ho solo voluto dargli una possibilit con la mia ragazza preferita, disse e mi diede un bacio sulla guancia. Quando si stacc, osservai il suo sguardo cambiare totalmente, da sereno e malizioso, era diventato furioso; era stato solo un attimo, ma io l'avevo colto. Mi voltai, per vedere cosa avesse scatenato quella reazione. Lars si era fermato e stava chiacchierando con Christine. Sven era sempre stato un vero bastardo con le donne, ma forse, questa

volta le cose non sarebbero andate come in precedenza: la mia amica non era trasparente per lui.

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Non mi hai mai parlato della tua famiglia, mentre tu, della mia sai praticamente tutto, gli dissi, mentre stavamo mangiando un piatto di spaghetti che aveva voluto cuocere lui, ma sotto la mia attenta supervisione. Non c' molto da dire, abitano a quasi cento chilometri da Monaco e lavorano in un'azienda di informatica: mio padre ingegnere, mia madre segretaria. Prima o poi li incontrerai, mi disse. Ero solo curiosa di sapere da dove venivi.

Speravi fossi il figlio di qualche ricco industriale?. Non che abbia molta importanza, ero solo curiosa. Mi sono sempre mantenuto da solo agli studi, veramente mantengo anche Alex: la moto e l'auto sono frutto di quello che guadagno con le corse, cos come i soldi per l'affitto dell'appartamento dove ormai abita solo lui. Non volevo farti i conti in tasca, volevo solo conoscere qualcosa di pi della tua vita: non parli mai di te stesso. Non ho molto da dire. Sono come mi vedi: niente scheletri nell'armadio. Ne sei certo?.

Lui mi guard sorpreso. Scherzavo, aggiunsi. Ho visto che oggi parlavi con Lars, cosa vi dicevate?. Segreti di scuderia, ma gli sorrisi. Non vero, stavamo parlando dei bei tempi. Lui era molto legato a mio padre e noi siamo amici da lunga data. Non ci proverebbe mai con me, se questo che ti preoccupa. Non era convinto, lo capii dal grugnito che segu alle mie parole, mentre si metteva in bocca un'altra enorme forchettata di pasta. Ma sai come si mangia? Non che devi ingurgitare per forza una quantit astronomica di pasta ogni volta che sposti la forchetta dal piatto.

Mi piace, mi disse con la bocca piena. Sar il mio sugo? gli chiesi. Sar... serve avere una madre italiana. S, mi ha insegnato lei a cucinare. Credo intendesse impararmi molte pi cose, ma io trascorrevo gran parte del mio tempo in officina, con mio padre, piuttosto che in cucina con lei. Per lei deve essere stata una vera disperazione: non sono mai stata come le altre ragazze e quella complicit che si instaura tra madre e figlia tra noi non c mai stata. Poi, lei se ne andata, forse, proprio quando avevo bisogno di una figura femminile. Mio padre, pur avendo avuto altre donne, non si mai risposato:

aveva le moto e le corse. Hai sofferto molto quando si sono separati?. Dicevo che ci eravamo dimezzati: Sven andato con lei e anche se non l'ho mai dimostrato, lui mi mancato moltissimo: mi ha insegnato tante cose. Avete una complicit che rimasta intatta, nonostante siate stati separati a lungo. Annuii. Io e Alex, non abbiamo quell'empatia che di solito caratterizza i fratelli gemelli. Non me lo sono mai spiegato, ma lui molto pi... non saprei come definirlo Sembra non abbia niente che lo entusiasmi. Con le ragazze, ad esempio, passa da una storia all'altra,

ma non mai veramente coinvolto. Anche io ho avuto parecchie ragazze, ma almeno ho provato a fare funzionare le mie relazioni. Siete cos diversi, anzi, direi che, per certi aspetti, Alex somigli a Sven. Mio fratello, per, ha un pregio: non ha mai illuso le ragazze con cui esce, tuo fratello, invece, non mi sembra sia altrettanto corretto, ammisi. S, hai ragione e anche per questo siamo totalmente diversi. Avrei voluto dire, per fortuna. Il suo aspetto fisico mi aveva tradito: l'avevo scambiato per Shaun, la prima volta che si eravamo incontrati nella mensa della sua facolt, e l'avevo odiato immediatamente, per come si era

comportato. Poche ore prima, mentre eravamo al circuito, aveva tentato di nuovo un approccio e la cosa mi aveva dato la nausea. Mi dispiace per il modo in cui mi sono comportato quando Renate mi ha chiesto aiuto dentro la mensa, mi aveva detto e mi aveva sorriso. Forse, pensava bastasse un sorriso malizioso, per farmi dimenticare l'arroganza con la quale continuava a parlare di quell'episodio. Sei libero di difendere chi ti pare, gli avevo risposto a mezza bocca, continuando a confrontare i tempi di Shaun e di Lars che stavano girando in pista.

Shaun non mi ha detto assolutamente niente di te, anzi, continua a essere evasivo quando provo a chiedergli qualcosa. Permetti che la cosa mi incuriosisce? aveva cambiato repentinamente argomento, rendendosi conto che il precedente non mi interessava. Tu gli racconti tutte le tue storie?. Lui era rimasto un attimo in silenzio. Non aveva neanche la met del carisma del fratello, era bello s, forse, anche affascinante, ma era evidente una freddezza e una superiorit che mi causavano un senso di repulsione. I suoi tentativi di diventare il mio migliore amico non funzionavano, per quanto lui si impegnasse: non mi fidavo

di lui. Sin dal ricevimento, avevo capito che era interessato a me solo perch mi aveva vista agghindata in modo vistoso. Come tutte le persone superficiali, era interessato solo allapparenza: se la confezione lo soddisfaceva si entusiasmava e si lanciava alla caccia. V olevo solo dire che, praticamente, convivete e l'avete fatto dal primo giorno che vi siete messi insieme, con le altre ragazze non l'ha mai fatto. Spero sia un cambiamento positivo. Io trovo la nostra convivenza una buona cosa e ora scusami, ma devo concentrarmi, se voglio aiutare Shaun. Per fortuna, lui aveva smesso di farmi domande, anche se era rimasto accanto a me sul muretto.

Non capivo il suo comportamento, ma avevo la strana sensazione che a lui non importasse niente di sapere come procedeva il nostro rapporto. V oleva solo capire perch avessi scelto suo fratello e detestassi apertamente lui. La sua arroganza non gli consentiva di sopportare qualcuno che lo ignorasse o, ancor peggio, lo detestasse. Ero molto felice del fatto che Shaun non avesse parlato di me con suo fratello. Speravo fosse un segno che gli importava di me, dato che di solito non si comportava cos.

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Non aveva smesso di piovere neanche un minuto e tutti osservavamo le pozzanghere allargarsi nella corsia box. Credo ci convenga andarcene tutti a casa, dichiar Gustav. Shaun lo guard e poi, guard il resto del team. Era passata un'altra settimana e quel sabato avremmo dovuto provare alcune modifiche apportate dai meccanici e dai tecnici, in seguito alla riunione che avevamo fatto nel weekend precedente. Ehi! Come butta da queste parti? Lars si era affacciato al nostro box, poi

si era appoggiato alle cassettiere accanto a me. Tu che dici? Si pu girare? gli chiese un po' scocciato Shaun. Se vuoi ammazzarti, accomodati pure. Io non ci penso proprio, poi, mi pass un braccio attorno alle spalle. Che dici ci andiamo a fare una birra da qualche parte?. Io alzai le spalle con indifferenza, mentre Shaun che non si era neanche cambiato, si avvicin con aria minacciosa. Veramente, credo debba essere io a invitarla a bere qualcosa, dato che la mia ragazza. Dai, ti sei fatta circuire dal 'biondone'? mi chiese nel suo modo

scanzonato, fingendosi sorpreso. stato molto convincente e non ho saputo resistergli, ammisi e Lars rise. Shaun abbass la guardia: vidi la sua mascella rilassarsi, non appena Lars ebbe tolto il braccio attorno alle mie spalle. Allora toccher portare anche lui, poi, si era rivolto a Sven. Ti unisci a noi?. S, tanto oggi comanda il tempo. Lars si avvicin a Christine, Betsy e Derek che erano diventati il pubblico fisso al box di Shaun. Ci vediamo allora tra una mezz'ora al.... Posso scegliere almeno dove andare? disse Sven, avvicinandosi alle

mie amiche. Certo! Dopo di me, sei tu il maggior intenditore di birra e di donne e scambi un'occhiata complice con mio fratello. Pensai che la giornata stesse diventando di colpo spumeggiante. Lars era un cane sciolto ed era difficile capire cosa avesse in mente, ma credo fosse interessato a Christine e mio fratello sembrava non gradisse molto la cosa. Ai tempi che faceva parte del team insieme a mio padre, lui e Sven si erano divisi ragazze e bevute; stavolta, per, con Christine, sembrava che mio fratello non fosse del tutto intenzionato a mantenere le vecchie abitudini.

Mi vado a cambiare. Ah, sappiate che, se la birra far schifo, tutta colpa sua!, dichiar Lars, mentre indicava mio fratello. Risero entrambi, ma Sven mi sembrava meno rilassato del solito. Shaun era nervoso e leggermente cupo, non aveva potuto provare e io capivo perfettamente il suo sconforto. C'erano tante cose da valutare e lui non si sentiva tranquillo. V oleva trovare la soluzione ad alcuni problemi che aveva notato la settimana prima, ma il tempo sembrava non concedergli nessuna possibilit. Credo che una bella bevuta servir ad allentare la tensione, suggerii, mentre lui guidava piano verso il centro

di Monaco. Devo proprio fare un discorsetto a Lars, disse e mi guard. Mettiti in fila gli risposi. Che significa?. Non hai visto che anche Sven non era al settimo cielo quando si avvicinato alle mie amiche?. S, inizia proprio a darmi ai nervi. Sento i muscoli delle braccia contrarsi e una voglia di spaccargli quella faccia da schiaffi che si ritrova. Faresti piangere una montagna di ragazze, sottolineai ridendo, poi continuai. V oglio bene a Lars, per me come uno di famiglia. Non sai quante volte mi ha protetto quando c'era qualcuno che faceva lo scemo o mi

prendeva in giro. Io non voglio sentirmi in difetto se lui mi abbraccia o si avvicina a me, lha sempre fatto, da quando lo conosco. Shaun, io sto con te, di lui apprezzo solo la sua amicizia, quindi, smettila di essere geloso. Lui non mi interessa, sotto quell'aspetto, mentre tu... accidenti se mi piaci! e lo baciai, mentre stava guidando. Tu sei pericolosa, mi disse, poi, mi attir a s e mi restitu il bacio. Parcheggiammo l'auto nel garage sotto il suo appartamento, poi proseguimmo a piedi fino al pub che aveva scelto Sven. Pioveva ancora, noi corremmo, mano nella mano e raggiungemmo rapidamente la tettoia, senza entrare.

Dopo andiamo ad asciugarci nel mio appartamento. Tu hai in programma qualcos'altro, lo capisco dal tuo sguardo, dissi guardandolo dritto negli occhi. Ho una stupenda vasca, mi disse e mi scost una ciocca di capelli bagnata dal viso. Lo sapevo che avevi un secondo fine. Credo ti piacer molto. Ti insaponer la schiena e tu la insaponerai a me e poi... sorrise, interrompendosi. Avete finito con le vostre sdolcinatezze, qualcuno potrebbe cariarsi i denti disse Christine che nel frattempo era sopraggiunta insieme a Betsy.

Le lasciammo passare e restammo ad attendere l'arrivo degli altri. Eravamo quasi a met novembre, le giornate si erano accorciate notevolmente e iniziava a fare freddo. Lui mi strinse a s. Non riusciremo a provare neanche domani e presto arriver la neve. Non avete previsto di spostarvi, magari in qualche circuito in Italia?. S, Gustav aveva detto che per i test non possiamo aspettare la primavera qui a Monaco. Come farai con l'universit?. Salter qualche lezione, tu potresti darmi ripetizioni. Non credo di poterti insegnare molto: sei un anno avanti a me.

Vieni con me. Lo sai che non posso. Lui annu. Sven ti accompagner?. S, ha gi preso contatti per il circuito di Misano, sai dov'?. S, ci sono andata qualche volta, in estate. Mi piacerebbe vedere il mare. Perch non mi raggiungi? mi chiese, preferii non rispondere, perch non era possibile, quindi cambiai discorso. Quanto tempo resterai in Italia?. Tre settimane, praticamente tutto il mese di novembre. tantissimo!. S, un'eternit, mi tenne stretta e io

mi sentii morire, non potevo resistere per tutto quel tempo senza vederlo. Ma quando avete deciso?. Ieri, ma volevo la conferma, una spesa non indifferente, Kurt, per, si offerto di aiutarci, per lui, farsi notare in Italia, un bel biglietto da visita. Immagino ci sia il solito zampino di Sven e di tua madre. Ci giurerei. In parte, credo sia anche per merito tuo: sono l'unico ragazzo che riuscito ad avvicinarti senza rischiare la pelle. Lo guardai sorpresa, poi mi resi conto che mi stava prendendo in giro. Ma il rischio non finito e senza preavviso gli sferrai un pugno in pieno ventre, non glielo diedi forte, ma, comunque, lo sent.

Sei pazza? si mise in posa da boxer e inizi a tirare pugni all'aria, vicini al mio viso. Sei abbastanza allenato, campione? gli dissi imitandolo. Palestra con maestri di fama mondiale, IceLene, mi disse e senza colpirmi allung un braccio e io glielo afferrai e poi lo torsi dietro la sua schiena. Non si aspettava che lo immobilizzassi con tanta facilit. Non mi sembra ti abbiano insegnato molto: questa una tipica tecnica di autodifesa che ho imparato presto, quando facevo a pugni con i maschi, gli dissi soddisfatta. Stupenda presa, per fortuna che sei

grande e grosso, disse Lars che nel frattempo era sopraggiunto. Poi, mi fece il solletico e io allentai la presa sul braccio di Shaun. Mi devi un favore! disse al mio ragazzo, ma si prese subito una spinta da parte mia e iniziammo a picchiarci per finta. L'avevamo fatto tante di quelle volte che mi sembrava di essere tornata una ragazzina che sperava sempre di avere la meglio e invece non ci riusciva mai. Tanto prima o poi... gli dissi, con il fiatone. Ci stavamo studiando a poca distanza. Lui scart e tent di afferrarmi, ma io riuscii a schivare la sua presa e poi, corsi da Shaun e mi rifugiai dietro di lui.

Lars rise. Sei furba, piccola peste! Hai una montagna di muscoli che ti difende, ora. Dai, che ero brava a difendermi anche allora, protestai. S lo ammetto. Eri l'unica che mi tenesse testa. Sei fortunato Shaun, ma ricordati che se le farai del male, sarai anche una montagna di muscoli, ma credimi ci metto due secondi a prenderti a pugni. Mi piace essere minacciato. Un giorno s e l'altro pure da Sven e ora anche da te, disse lui cupo. Che avrei fatto? chiese Sven arrivando da dietro. Ha detto che lo minacci, gli riferii.

Certo, se non vince, Kurt vender la mia pelle!. Il soggetto era Lene, chiar Lars. Ah in quel senso vender io la sua, sottoline Sven. Lars ridacchi. Credo che se le dovessi mancare di rispetto, sarei io il primo a sentirmi un verme, concluse quello scambio di battute Shaun. Ammetto che quelle parole mi commossero, ma non glielo feci capire, poi, Christine mise la testa fuori dal pub. Avete intenzione di entrare o di gelarvi le chiappe fuori?. Lars le si avvicin. Non mi permetterei mai di lasciare voi mademoiselle Christine da sola:

sarebbe un vero peccato mortale e con un gesto teatrale le prese la mano e gliela baci. Christine scosse la testa un po' sorpresa, ma stette al gioco. Messere, voi mi confondete! Quindi, mi dite che la temperatura di Monaco, pur forgiando il vostro fisico, comunque, un po troppo rigida per continuare a discorrere allaperto?. Buffone! comment Sven. Christine gli rifil un'occhiata che tradussi: 'Vedi? C' qualcuno che si accorto di me, al contrario di te'. Mentre Lars gli mostr il dito medio da dietro la schiena, per non farsi vedere da Christine. Sven gli dedic un sorriso forzato,

non certo per il suo insulto.

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Frena, frena, ricomincia da capo. Non ho capito niente, mi disse Christine. Ho poco tempo per spiegare, non li bloccheranno per tutta la sera, protestai. Figurati, hanno scelto un pub di appassionati di moto, non si schioderanno da qui fino a che non avranno bevuto e chiacchierato per ore. Abbiamo tutto il tempo, ora prendi un bel respiro e raccontami tutto dall'inizio, mi invit la mia amica. Betsy si era protesa verso di me,

perch nel pub c'era un chiasso assordante. Shaun e Lars stavano raccontando a dei fan estasiati tutti gli eventi del campionato motociclistico appena trascorso, Sven e Derek ascoltavano insieme agli altri. Lars parlava molto pi di Shaun che interveniva ogni tanto, non aveva proprio la stoffa delloratore. Allora? Smetti di guardarlo e ci racconti qualcosa?. Dopo, andremo ad asciugarci nel suo appartamento, anche se ormai, c' ben poco da asciugare. Shaun mi ha detto che ha una vasca fantastica che ci attende e lui ha intenzione di scambiare con me lente insaponature, dissi,

ridacchiando in modo nervoso, poi, trangugiai una discreta quantit di birra e fissai le mie amiche a turno. Non sei pronta, immagino. Scossi la testa, solo un po' terrorizzata. Basta che glielo fai capire, vedrai, non ti forzer. Lene, importante che la prima volta tu sia rilassata il pi possibile; certo, non lo siamo mai troppo, normale, nessuno sa come affrontare qualcosa che non conosce. Limportante che tu lo voglia. Io... lo voglio, accidenti se lo voglio, ma ho paura. Oh tesoro, ma certo! lei mi abbracci comprensiva, poi continu. Da come ci hai raccontato fino ad ora,

Shaun stato fantastico, ha atteso i tuoi tempi, quindi se gli chiederai di aspettare ancora un po', per me, non sar deluso. Ti ama troppo per rischiare di perderti, solo perch deve aspettare ancora un po per averti totalmente. S, ma io me la faccio sotto lo stesso e poi, sono una totale imbranata... e lui mi confonde quando inizia a guardarmi mi sento come se avessi una mandria di rinoceronti che mi scorrazzano per il corpo. Questa mi mancava, di solito ci sono le farfalle nello stomaco ma lasciamo stare, immagino che nella tua situazione anche io mi sarei sentita come una savana percorsa da rinoceronti inferociti. Immagino che lui ci sappia

fare. E che ne so? Credo di s... ma io non ho alcuna esperienza e non posso fare paragoni, ma credo comunque, sia fantastico, ammisi ridacchiando. Ragazza, tu sei sbronza e non una bella cosa, se vuoi farti capire da un ragazzo e sai credo che lui abbia in mente, vediamo... musica soft, vasca, candele profumate e... ma non abita con il fratello?. Non gli ho chiesto dov' Alex, spero a qualche anno luce da Monaco. Non sei riuscita a rappacificarti con lui?. un superficiale e anche stronzo!. S, ma suo fratello, quindi, eviterei di ricordarglielo.

Quando dico di Sven che un bastardo con le donne, non mi sembra di andarci leggera. S, Lene, tu e la diplomazia siete praticamente agli antipodi. Ecco!. S, ecco! Per me, dovr portarti in spalla, altro che serata romantica e speriamo che non gli vomiti addosso. Non sono cos sbronza, sono solo un po' alticcia, la reggo bene la birra. S, ne riparliamo quando ti alzerai e inizierai a camminare, ribad Christine. Ma che accidenti dovranno ancora raccontarsi e poi, dicono di noi donne che quando iniziamo a parlare non la smettiamo pi, dissi indispettita.

Ma i loro sono discorsi sportivi, mentre le nostre sono solo chiacchiere. Se andavo a dormire facevo meglio, aggiunsi. E no! Questa volta non ci siamo proprio. Tu almeno puoi decidere di farti scaldare il letto, il nostro, invece, penosamente freddo, disse Betsy. Ma se passi ore a parlare con Derek. Non ti ha ancora fatto capire che gli piaci?. Sai, non lo capisco Non ci ha provato, non palesemente almeno: mi ha sfiorato una mano, ma quasi per caso e poi, quando mi guarda, non ha quella luce particolare negli occhi che ti fa capire che ti desidera... per ora, solo tu

hai questa fortuna. S, davvero una fortuna sfacciata. Partir tra pochi giorni e star via per tre settimane e scolai il boccale di birra. Dove va? chiese Christine. In Italia, a provare la nuova moto, anche Sven va con lui. Bene, stupenda notizia. Adesso che avevo trovato il modo per farlo ingelosire. S, volevo dirtelo, immaginavo avessi capito che non sembra molto felice delle avance che ti fa Lars. Sai, se tuo fratello non si decide a farsi avanti mi sa che una bella scopata con Lars me la faccio. Christine, Lars no peggio di mio

fratello! un ragazzo dal cuore d'oro, ma inaffidabile e non sa proprio cosa significhi essere fedele. Sven, almeno finch sta con una ragazza, non se la spassa con altre; Lars, non ha questa delicatezza. Ti userebbe soltanto. A me sta bene, se servisse a far smuovere tuo fratello. Credo che farlo ingelosire sia sufficiente, per me, se tu andassi a letto con Lars, otterresti l'effetto contrario. Un tempo loro due si scambiavano le ragazze, come se niente fosse, ma almeno questa brutta abitudine, con il tempo Sven l'ha abbandonata, Lars non credo. Christine fece una smorfia contrariata.

Un mese fa non avrei mai immaginato che saremmo state qui a fare tattiche e a parlare di prime volte dissi sconcertata. Lene, stai vivendo una cosa fantastica, non la sprecare. L'unico consiglio che poso darti : lascia che tutto avvenga da solo. Vedrai, quando sar il momento giusto per stare con lui lo capirai da sola. Annuii, ma ero ancora un po' incredula. E mi raccomando, non fare la stupida: proteggiti adeguatamene, anzi, dato che lui mi sembra molto preso, io inizierei gi a prendere la pillola. Lui lo apprezzer moltissimo, credimi, puoi anche dirgli che sono state le 'spie' a

consigliartelo. Iniziai a ridere e non smisi fino a che non mi venne il singhiozzo. La sua mano era calda e contrastava con la pioggia fredda che si insinuava tra le nostre dita intrecciate, nonostante ci camminammo piano fino al suo appartamento. Non importava a nessuno dei due che continuasse a piovere. Il salotto di Shaun, era grande come tutto il mio appartamento. Spazioso, dissi, guardandomi intorno. Shaun accese una piantana e la luce illumin la stanza; le coppe e le medaglie conservate in uno scaffale a

fianco dellentrata mandarono bagliori dorati e argentei. Notevole!. Ti esprimi per aggettivi stasera? Pi enigmatica del solito. I miei neuroni faticano a trovarsi e ridacchiai. S, ho notato che sei leggermente sbronza. Giusto!. Lui mi guard e sospir. Si tolse il giubbotto di pelle e poi, mi aiut a fare lo stesso. Per poco non gli caddi addosso. Mi ricordo ogni singola parola di quella sera, ogni gesto e sorriso, anche se mi chiedo come sia stato possibile considerato che ero andata gi pensante

con la birra. Spero che la prossima volta che alzer una coppa tu sarai sotto il podio ad applaudirmi. Spero proprio di esserci. Io non ho dubbi, solo non so se ti ricorderai di questa promessa. Gli gettai le braccia al collo. Niente musica soft?. Lui mi guard in modo strano. V orresti che la mettessi su? Io preferirei portarti a letto, ma non nel senso che i tuoi neuroni stanno pensando. Solo metterti a letto, sei troppo fuori. Io non lo ascoltavo e a rallentatore iniziai a declamare la lista di cui mi avevano parlato le mie amiche.

Musica soft, candele attorno alla vasca da bagno, profumi... e... ma tuo fratello nei paraggi o sta viaggiando su un'astronave nell'iperspazio?. Non credo sia andato cos lontano; sar nel letto di una ragazza, molto terrestre, qui a Monaco o nei paraggi: questo weekend, abbiamo l'appartamento tutto per noi!. Fate a turno a portare le ragazze? chiesi, neanche troppo stupita. Non ci disturbiamo, se questo che intendi. Ah!. Lui mi prese per mano e mi port in camera sua. Non avevo cercato di immaginare la sua stanza, neanche quando mi aveva

detto che quella sera saremo andati a casa sua, ma vedendola, conclusi che rispecchiava la sua personalit. Non sembrava per niente unalcova, era invece molto accogliente. Anche nella sua stanza c'erano parecchi trofei, ma anche molti libri. Ti piace?. Lasciai la sua mano e mi avventurai a guardare da vicino i dorsi dei suoi libri e poi toccai qualche coppa. Qui tengo quelle che mi hanno emozionato di pi, mi disse, senza mettersi ad elencare tutte le vittorie o i piazzamenti. Forse, in quel momento mi resi conti di quanto fosse un ottimo pilota. Tre punti di distacco a fine stagione

non sono niente. Il prossimo anno sar Lars a subirne molti di pi, gli dissi sicura e lo guardai. Si era tolto il maglione ed era a torso nudo, con un gesto del capo scost i capelli dal viso, poi si sfil i jeans. Era perfetto e io ero in piedi che lo guardavo, sapendo che avrei sentito sempre quel senso di stretta allo stomaco, ogni volta che lui mi avesse fissato o mentre si fosse spogliato. Io... volevo dire tante cose, ma la voce mi si strozz in gola, quando inizi a togliermi la felpa. Lene, so perfettamente come ti senti, perch quello che provi tu, lo provo anche io. Non ho mai fatto l'amore con una vergine e soprattutto anche io mi

sento impreparato e ho paura di non essere all'altezza quando succeder. So solo questo, quando saremo pronti lo capiremo; ora andiamo a dormire. Voglio solo stringerti tra le braccia. Prese dall'armadio una felpa e me la infil, mi scost i capelli dal viso, dopo averli sciolti. Credo sia abbastanza grande e lunga per tenerti caldo, stanotte, anche se ho intenzione di scaldarti io stesso. Notai il numero giallo stampato su sfondo blu, lui rise guardandomi. Signorina ventinove, vuole sdraiarsi accanto a me?. Lui scost il piumone, poi ci si infil sotto, si mise di lato e mi guard, sorreggendosi la testa con la mano

sinistra. Mi accoccolai tra le sue braccia. Cos va molto meglio, mi sei mancata per tutta la sera e non dovevi bere cos tanto, mi rimprover. V olevo annegare la mia insicurezza... no, ho proprio paura, gli confessai. La supereremo insieme e mi baci. La sua bocca indugi a lungo sulla mia e le nostre lingue si rincorsero lentamente, giocarono, si inebriarono del respiro dell'altro. Ancora una volta mi aveva spiazzato. Avrei voluto essere io per una volta a lasciarlo senza parole e con il cuore colmo di felicit.

29

Le dita si appiccicavano alla pasta elastica. La lavoravo da ormai una decina di minuti e sentivo le braccia e le spalle dolenti, ma era una sensazione esaltante. Quanto avrai terminato di prendertela con quella palla simile a pongo, finalmente ci racconterai quello che ti fa sorridere come un'ebete? mi chiese Christine. Perch stavo sorridendo?. S, da quando siamo arrivate e cio da circa una mezz'ora. Scusa, ero solo presa dalle

sensazioni della pasta tre le dita. Ma sentila: 'La sensazione della pasta tra le dita', ma smettila, altro che pasta tra le dita, per me il motivo del sorriso ricorrente dovuto a un certo 'Dio del tuono' che deve averti fatto vedere fulmini e saette. cos palese? chiesi stupita. Non dovrei ricordartelo, ma stamattina, la fonte del tuo piacere salpata per altri lidi e scusami se sono un tantino nervosa, dato che io, non ho avuto la tua stessa fortuna: non ho neanche potuto salutare tu sai chi e mise il broncio. Ma sabato sera, quando io e Shaun, siamo andati via, Lars, aveva detto che sarebbe andato via presto, quindi, siete

rimasti solo voi quattro: Betsy, Derek, tu e lui. S, infatti, ma il tuo caro fratellino ha parlato solo del tempo. Del tempo?. Era un modo di dire, per farti capire che sta divagando, mi evita. Io mi fermai un attimo e la guardai. Sei sicura?. Non sono sicura pi di niente. Quando mi pianta i suoi occhi scuri addosso, io mi sento... lo sai non c' bisogno che te lo spieghi, ma poi li abbassa e cambia discorso. Ripresi a torturare l'impasto, facendolo rotolare sul piano laminato della penisola. Stamattina, mentre mi dirigevo

verso l'universit, senza Shaun, ho avuto la sensazione di fare un tragitto infinito e noioso. Le ore di lezione sono state una vera tortura, non riuscivo a concentrarmi e poi, ogni tanto mi arrivavano i messaggi di dove si trovava. Non so se resister tre settimane senza vederlo. Io se fossi in te, prenderei il primo aereo, treno, monopattino disponibile e lo raggiungerei. Ho delle lezioni importanti alle quali non posso mancare. Per Shaun lavoro e anche per me lo , ma qui a Monaco, dissi amareggiata. Va bene, ora solo il primo giorno e avete passato gli ultimi due insieme, quando accumulerai qualche altra giornata grigia come questa appena

trascorsa ne riparliamo, ribatt Christine convinta. Io non le risposi, sapevo che aveva ragione, solo che non volevo pensarci. Allora, questa tua totale assenza dal mondo reale ce la vuoi raccontare?. Presi un profondo sospiro. Sabato sera ero leggermente alticcia. L'avevamo notato. Quando siamo arrivati nel suo appartamento... grande, bello, caldo.... Taglia quella parte, non faccio l'interior design, raccontami quello che ha fatto il bello, caldo, magnifico ragazzo che ti ha accompagnato nel suo appartamento. Non successo niente.

Entrambe mi guardarono stupite. Allora quel sorriso che hai dipinto sulla faccia dovuto a qualche sostanza proibita che hai assunto senza dircelo?. No, voglio dire sabato sera, mi ha dato una sua felpa e potete immaginare quanto potesse starmi larga e poi, mi ha detto di raggiungerlo a letto e ci siamo addormentati, abbracciati. Allora, passa alla domenica, disse Betsy impaziente. Aspetta... sabato sera, io ho ammesso che avevo paura di quello che stava succedendo tra noi e come vi avevo detto, lui ha capito perfettamente che sono ancora vergine e... mi ha detto che quando sar il momento lo capiremo e insieme lo supereremo, perch anche

lui ha paura di non essere all'altezza. Mi ha spiazzato per l'ennesima volta, ma perch lui cos... cos.... E si lamenta! sottoline Christine. No, non fraintendetemi, solo che non riesco mai... poi risi di gusto. Senti, mi fai il piacere di smettere di torturare quell'impasto, stendilo e mettilo in forno e finisci di raccontare!. Annu. Domenica mattina, ci siamo svegliati e poi siamo usciti, abbiamo fatto un bel giro per Monaco, senza meta, mano nella mano, parlando, raccontandoci episodi della nostra vita, soprattutto motoristici. S, capisco una noia mortale, voglio il lato piccante, perch, ne sono

certa, c' stato, incalz Christine. Mi sembra che ultimamente lasci un po' in disparte il tuo lato romantico osservai. Ora, ho bisogno di sapere quanto sei fortunata. Dopo la passeggiata mi ha portato a mangiare al Caf Luitpold, ha voluto che andassimo nella sala interna, anche se la giornata era grigia e piovigginava. Dalla cupola di vetro del soffitto entrava abbastanza luce, sufficiente a rivelare ogni cambiamento di sfumatura nel colore degli occhi di Shaun e sospirai. Se continui a sospirare in questo modo non mangeremo mai, ma non stendi la pasta? mi interruppe

Christine. Pazienza, ora deve lievitare, misi l'impasto a forma di palla in una terrina e poi la coprii con un canovaccio. Dove eravamo rimaste?. Occhi che cambiano di colore sugger Betsy. S, sono bellissimi, ammisi. Ma che dessert avete preso? mi chiese ancora lei. Cielo, Betsy! Il dessert se lo sono offerto a vicenda dopo, nel grande, bello e caldo appartamento, disse spazientita Christine. Scusa, volevo solo sapere, perch fanno delle cose favolose al Luitpold e.... Taci! gli intim Christine che

aveva preso a rigirare tra le dita alcune ciocche dei suoi lunghi capelli biondi. Betsy le rifil un'occhiata minacciosa, ma poi si interess di nuovo al mio racconto. Siamo rimasti a lungo dentro al ristorante, non avevamo fretta, poi ci siamo fatti un altro giro per Monaco. Nel tardo pomeriggio, la citt ha un aspetto pi cupo, fino a che le luci non iniziano ad accendersi e io appoggiata al suo braccio, ho commentato le vetrine dei negozi che ci sfilavano davanti. Mentre passeggiavamo pigramente mi venuto in mente quello che tu mi avevi detto la sera prima, cos ho deciso che, appena tornati nel suo appartamento, avrei messo in pratica quello che tu

supponevi avrebbe fatto lui per sedurmi. Una descrizione pi chiara?. Aspetta, ci arrivo. Appena Shaun ebbe chiuso la porta io corsi a trafficare con il suo impianto hi-fi: ho trovato un cd perfetto... vediamo se indovini. Non ne ho idea, disse. Coldplay: Viva la vida : il pezzo che ha chiesto ai musicisti di suonare prima di venire a trovarmi nella mia stanza, la sera del ricevimento; sapeva che mi piaceva. Io avrei scelto qualcosa di pi lento e romantico. S, hai ragione, ma dovevo sbrigarmi, lui mi aspettava in salotto e io non volevo limitarmi alla canzone:

avevo notato che in camera sua c'erano delle candele. Ho sperato che non le avesse mai utilizzate con Renate o con le altre sue ex, almeno non nel modo in cui volevo usarle io. Sono andata in bagno, ne ho accese alcune, quel tanto da lasciare, comunque, la stanza in penombra. Poi, ho aperto il miscelatore della vasca, infine, mi sono spogliata e ho infilato una sua T-shirt. La ragazza sta seguendo i nostri consigli, Betsy e dimmi, dimmi come l'hai fatto impazzire? mi chiese lei curiosa. Sono andata in salotto, la scollatura della maglietta era scesa e avevo parte di una spalla scoperta. Lui ha capito che non indossavo altro, mi sono legata i

capelli, poi ho allungato le mani e lui mi ha seguita. V oglio un bicchiere con qualcosa di forte, mi avvert Christine. Anche io, molto forte, si accod Betsy. Ma che vi succede ragazze, quando mi avete raccontato voi le vostre esperienze io non ho battuto ciglio. Tu non avevi idea di cosa si provi prima di aver conosciuto Shaun, ora che lo sai, se ti raccontassi dei particolari piccanti credo mi chiederesti un estintore. Ci guardammo tutte e tre e scoppiammo a ridere. Vai avanti e versaci da bere. Ho solo della birra in casa.

Christine alz le spalle e accett la bottiglia che le offrivo, Betsy attese che gliene passassi un'altra. Shaun si liber dei vestiti in pochi secondi e poi, si immerse nell'acqua della vasca. Inutile dire che se uno assomiglia al 'Dio del tuono' deve avere anche i suoi attributi. Immagino, del resto lunica cosa che posso fare ultimamente: lavorare di immaginazione... e poi bevve un sorso di birra dalla bottiglia. Io misi un po' di bagnoschiuma in una spugna e poi gliela passai, quindi, mi spogliai a mia volta... adoro quando mi guarda in quel modo cos pieno di desiderio da farmi sentire una mandria di....

Rinoceronti, s ricordo, ma gliel'hai mai detto del soprannome Shaun/Thor che gli abbiamo affibbiato?. Scossi la testa. Era solo una stupidaggine, ammise Christine e fece il gesto di continuare il mio racconto. Quando mi immersi nella vasca, lui mi insapon la schiena, dicendomi che avevo avuto un'idea strepitosa; ho capito che era sincero dalla reazione della parte pi sensibile del suo corpo. Un coro di sospiri ci fece di nuovo ridere. stata la prima, la pi lenta e lunga insaponatura che abbia mai ricevuto. E immagino che tu abbia anche restituito.

Annu. Poi, ci siamo divertiti a schizzarci un po' e a baciarci, ma per quello che avevo in mente io dovevamo passare al letto. E cosa avevi in mente? chiese Christine sempre pi curiosa. Ci siamo asciugati sommariamente. Una volta usciti dalla vasca, lui mi ha messo sul suo letto e mi ha accarezzato, baciato, leccato indovinate dove? dissi con un tono malizioso. Io sarei attaccata al TIR diretto in Italia, comment Betsy alle mie ultime rivelazioni. Una risata sonora invase il monolocale. Ma scusa, questo quello che ha

fatto lui, ma tu che cosa avevi in mente allora?. Di fare la stessa cosa ma tra le sue gambe!. E... lhai fatto? chiesero insieme Christine e Betsy allibite. Certo! V olevo avere su di lui lo stesso potere che ha lui su di me quando mi provoca piacere. Direi di aver fatto un ottimo lavoro come prima volta, a giudicare da come gemeva, dissi soddisfatta. Abbiamo creato una macchina del sesso disse Christine. Io voglio conoscere tutto di lui e ho fatto un primo passo. Credo che sia stato un ottimo passo.

S, stato stupendo vedere i suoi occhi appena sono riuscita a guardarlo. Stavolta fu Christine a sospirare. Odio tuo fratello, non mi regaler mai dei momenti irripetibili come quelli che stai vivendo tu e odio me stessa perch me ne sono innamorata! esclam e abbass la testa fino ad appoggiarla sul piano della penisola.

30

Mentre stavamo mangiando la pizza, Shaun mi videochiam con Skype. Ciao, sei sola?. Guardando il suo volto rassicurante, il suo sguardo caldo e la sua bocca, desiderai infinitamente di averlo vicino. No, mi sto deliziando a raccontare cattiverie su di te con le mie amiche. Lui sorrise e poi una mano, si materializz sul monitor del mio PC per salutare le mie interlocutrici. Tuo fratello! Pensi che riusciremo a convivere per tre settimane in pochi metri quadri? mi chiese.

L'hai voluto tu come compagno di avventura. Hai ragione e ora non mi posso lamentare, avrei preferito avere qui sua sorella, ma come essere intonato il suo solito sorriso, appena accennato, gli illumin gli occhi. Che significa? chiese Christine e la stessa domanda arriv da mio fratello attraverso il mio PC. Era un messaggio solo per tua sorella, ma sembra che stasera sia impossibile, avere un po di privacy, protest Shaun, mentre il viso di Sven, leggermente deformato, veniva colto dalla web cam. Nervosetto l'amico, speriamo che domani tutta questa energia la metta in

pista, disse Sven e poi rise. E vedrai come peggiorer giorno per giorno, disse lui, offeso. Poi, prese la tablet e mi fece vedere l'interno del camper alle sue spalle. Pareti di legno color faggio erano abbinate a tendine e cuscini color ruggine. Che ne dici della nostra sistemazione? un vecchio camper, c voluta un po di pazienza, ma siamo riusciti a farci entrare tutto. Il problema pi serio per noi evitare di scontrarci a met corridoio, ma ci stiamo abituando poi, si misero vicini per farmi vedere quanto fosse complicato camminarci accoppiati. Neanche se ci schiacciamo come

due sardine, ma dovremmo resistere senza scannarci, concluse soddisfatto. Poi, mi mostr il letto sopra la cabina di guida. Qui ci dormo io, disse, ... e laggi tuo fratello. Sotto al letto c' il garage dove teniamo lo scooter per muoverci dal circuito alla citt. Questo invece il megagalattico bagno: fare la doccia un'impresa e infine abbiamo l'angolo cottura, dove tuo fratello ci delizia con manicaretti da sballo. entusiasta che siamo in Italia, cos dice che pu finalmente trovare tutti gli ingredienti per i suoi piatti raffinati. Vidi la testa di Shaun spostarsi velocemente. Che succede? chiesi e lui

riapparve un attimo dopo divertito. Ho solo schivato un colpo dietro la nuca di tuo fratello. Stavo scherzando, cucina veramente bene e lo so per esperienza. Gli altri? Sono in albergo? chiesi curiosa. No, figurati se Geert il capo meccanico o Lukas abbandonavano il TIR e la mia 'piccola'. Loro hanno a disposizione una specie di cella abitabile con tutti i comfort, dietro alla parte dedicata all'officina, hanno cuccette, angolo cottura e un bagno. Forse stanno anche pi larghi di noi, anche se sono in tre. Siamo parcheggiati affiancati nel paddock del circuito di Misano.

Sei andato a vedere il mare? gli chiesi. No, siamo arrivati che stava facendo buio e ci siamo sistemati. Per, quando ci siamo fermati nelle aree di sosta dell'autostrada ho comprato molte candele colorate e profumate. Il ragazzo ha apprezzato l'atmosfera comment Christine a voce alta. Mi voltai per rifilarle un'occhiataccia, ma ormai era troppo tardi. Gliel'hai gi raccontato? chiese Shaun contrariato. Cosa non dovevi raccontare? si intromise Sven. Figurati se lui non interveniva,

ribatt Christine. Shaun fece una smorfia che mi ricord Kermit la Rana. La prossima volta, prima di collegarmi, ti telefono e mi accerter che tu sia SOLA! il suo sguardo divenne minaccioso. Dai, che problemi. Lo sai che mi confido con loro, perch tu.... No, accidenti! Certo che non l'ho detto e poi a chi, a tuo fratello?. Cosa non dovrei sapere che invece le sue amiche sanno? chiese Sven curioso. Fatti gli affari tuoi! intervenne di nuovo Christine. Sono affari miei: Lene mia sorella!.

abbastanza cresciuta per sapere quello che deve fare e poi, tu non sei proprio un esempio da seguire, ribatt secca la mia amica. Vidi il viso di Sven irrigidirsi, Shaun mi guard, non sapendo che accidenti dire. Scusate! Me ne vado, aggiunse Christine. No, ora mi spieghi cosa volevi dire, Sven strapp di mano la tablet a Shaun. Davvero ti devo spiegare quello che sai gi? Ma non ti rendi conto che tua sorella e Shaun stanno vivendo una cosa meravigliosa, cosa che tu non credo abbia mai provato in vita tua con qualcuno, quindi, lasciali in pace! Si

vogliono bene e questo quello che conta, o no?. Certo che sono contento, ma... ma.... Ecco vedi? Non devi sapere altro. Sven ridiede la tablet a Shaun e dopo un po' sentii un forte rumore, sembrava quello di una porta sbattuta. Se sapevo che bastava cos poco per farlo allontanare poi, rivolto a me, aggiunse con un tono perentorio vai in camera!. Non mi dare ordini! risposi brusca. In camera, per favore, disse, ma il suo tono non ammetteva repliche. Hai ragione Shaun, colpa mia, siamo noi che dobbiamo andarcene,

Christine mi diede un bacio e poi, trascin Betsy fuori dal mio appartamento. Ora siamo soli. Shaun prese un lungo respiro, aveva appoggiato la tablet, perch vidi che faceva passare i capelli umidi, dietro a entrambe le orecchie. Mi manchi da morire, mi disse soltanto. Concordo, oggi in mensa non ho potuto neanche dare spettacolo. Mi dispiaceva deludere il nostro pubblico, anche se, la nuova pettinatura stile skinhead che si fatta Renate il gossip pi gettonato della TUM. Sei una vera bad girl. Lascia stare, mi mancano le nostre

chiacchierate, le passeggiate e anche le litigate. Per, non mi dispiace di essermi confidata con le mie amiche, per me stata un'esperienza indimenticabile e volevo condividerla con loro. Noi ragazze non siamo come voi che lo fate solo per pavoneggiarvi. Non l'ho mai fatto, non sono il tipo e questo dovresti averlo capito. Mio fratello lo fa e forse anche il tuo, s, decisamente, loro l'hanno fatto pi di una volta, anche se devo ammettere che Sven, ultimamente, ha qualcosa che lo tormenta. Prima, quando Christine l'ha attaccato era veramente arrabbiato e non l'ho mai visto cos prima. Inoltre, per tutto il viaggio ha cercato, velatamente, di documentarsi sulle nostre 'tappe',

rise divertito. Adesso s che mi hai messo in imbarazzo. Sono stato molto franco con lui e gli ho chiesto cosa avrebbe fatto lui al mio posto, se una ragazza gli piaceva cos tanto come tu piaci a me. Lui mi ha detto che capiva, anche se mi ha confidato che fino ad ora a lui non mai capitato. Per mi ha ricordato per l'ennesima volta che sei sua sorella e che mi devo comportare di conseguenza. Che bravo fratello che ho, sottolineai con ironia. Sai perfettamente che sei tu a decidere e l'hai dimostrato ieri sera. Oh se l'hai dimostrato non mi ci far

pensare altrimenti prendo il primo volo per Monaco e armato di candele ti vengo a trovare. Anche se nella tua doccia leggermente pi scomodo insaponarsi e rilassarsi. Chiamer degli installatori: faccio sostituire immediatamente la doccia con un'enorme vasca. Sarebbe un'ottima decisione, anche se non disdegnerei neppure il tuo letto, ma solo per il proseguo. Smettila, Shaun!. Hai ragione, il sesso a distanza una vera stronzata, ammise amareggiato. Anche la distanza .... Devastante... e oggi solo il primo giorno.

Annuii.

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Parlammo ancora per un po', ma capii che era stanco. Quando chiusi la videochiamata, mi sembr che il gelo fosse sceso nella mia vita. Quando gli avrei detto che l'amavo? Sarebbe servito a non sentire quei chilometri che ferivano come lame? Sapevo anche che questo era solo linizio: sarebbe arrivato il campionato nazionale l'anno futuro e lui avrebbe girato per tutta la Germania; se poi lo avesse notato qualche osservatore sarebbe finito nelle categorie

internazionali e lo avrei visto ancora meno. La sua carriera doveva decollare e non sarei stata di certo io a chiedergli di rinunciarci. Conoscevo bene la febbre della velocit e la passione scatenata da una gara: respiravo quell'atmosfera gi nel ventre materno. Inoltre, sapevo che lavrebbero notato perch lui aveva molto talento; l'avevo capito dai test e dai filmati delle gare della stagione appena trascorsa. Se non fosse bastato questo, avevo colto nello sguardo di Lars un profondo rispetto: quello che si concede a un rivale che vale tanto quanto te. Mi ero addormentata e il suono di una videochiamata mi fece quasi balzare

dal letto. Che c'? chiesi a Christine che mi stava fissando in silenzio dallo schermo del mio portatile. Primo, mi volevo scusare. Ho aspettato che passasse un po' di tempo, per lasciarti parlare con Shaun in pace; secondo, ho trovato questa nella cassetta della posta del nostro appartamento, mi mostr un foglio di carta, ma non riuscii a leggere quello che c'era scritto, perch lei lo aveva girato verso di s. Betsy era vicino a lei, ma non fece nessun commento. Mi dici cosa c' scritto? le chiesi dopo un po', dato che lei sembrava confusa. S, scusa, che devo capire... no,

non posso farlo, vediamo se ci riesci tu. Io mi spostai pi indietro con il sedere sul letto, fino ad appoggiare la schiena sul muro. Sono un bastardo, l'ho sempre saputo, ma ora ne ho la conferma. Mai stato capace di scrivere una lettera o due parole da dedicare a una ragazza e forse, non ci riuscir neanche adesso. Sono stato sempre troppo preso da me stesso e troppo indaffarato a saltare da un letto a un altro, senza mai trovare chi riuscisse a riempire una profonda sensazione di vuoto. Ho scopato con molte ragazze e non ho mai avuto problemi, ma ora, ci sei tu e ho capito perch continuo a comportarmi come

un bastardo. scritto al computer e lautore si firma: 'Irriducibile' cosa ne pensi? lo sconcerto trapelava dalla voce di Christine. Bella! Non c' che dire, una vera e propria confessione. Non saprei Christine, ma posso fare delle congetture dissi. Fai pure, cos vediamo se sono le stesse che abbiamo fatto noi. Allora, sicuramente conosci questo ragazzo e avresti riconosciuto la sua scrittura se lui avesse scritto a mano il foglio, le mie amiche sul monitor assentivano. Se non si inventato la fama di 'scopatore' a ripetizione, deve anche

essere molto popolare; deve conoscere il tuo indirizzo, ma potrebbe anche averti seguito. Bene, finora siamo giunte alle stesse conclusioni. Qualche nome?. Lars ha un linguaggio abbastanza simile, ma dalle righe che hai letto direi che 'Irriducibile' sia arrabbiato, anche un po frustrato, per, sembra intenzionato a farti sapere che un emerito testa di cazzo e che continuer a esserlo. Deduzione magistrale, ora mi chiedo se voleva dirmi solo questo, a che scopo scrivermi? V oglio dire, chi fa una confessione pentito e magari desidera cambiare... sto correndo, ma se ho capito tra le righe, sembra che lui si

sia accorto di me o che mi ami, ma che intenda andare avanti con la stessa vita allora, non sarebbe stato pi giusto dirmi: ti amo ma sono un puntini, puntini?. Interpretando correttamente quei puntini, troveremo la persona che ti ha scritto. Lars, a pensarci bene, non ce lo vedo a scrivere... e in effetti, il tuo misterioso 'ammiratore' dice di non averlo mai fatto, quindi, non posso scartarlo, anzi. Posso azzardare Sven? Lo so, sono una povera illusa, il suo viso esprimeva smarrimento, unespressione che non avevo visto spesso su di lei. S, anche lui non da escludere. Shaun mi ha confessato che qualcosa lo

tormenta e lui di solito un ottimo osservatore e poi, lo conosce da diverso tempo. Non gli hai detto niente, vero?. No, lo far solo se e quando potr contare sul suo silenzio e sul fatto che prevarr la nostra storia sull'amicizia che ha con Sven. In quel caso, cercher di fargli capire quello che provi per mio fratello, anche se credo lo sappia gi; solo mio fratello non si accorto. Sono cos prevedibile?. Leggermente, tanto quanto lo ero io. Bene, sono fregata!. Stiamo facendo congetture, ma in effetti non sappiamo chi sia... sai, penso che non sar l'ultima che riceverai. Se si

confidato una volta, potrebbe farlo ancora: pu darsi che questa lettera sia solo la prima di una serie. Lo so che sono patetica, ma io spero si tratti di Sven. Non sei patetica, sei.... Innamorata persa e tu mi avevi avvertito. Che serve avvertire? Mi sono resa conto che io, per prima, non avrei ascoltato alcun consiglio, da chiunque fosse stato pronunciato. Non puoi farci niente, ammisi. S, lo so, ma andarci a sbattere fa male; anche stasera, non sono riuscita a starmene zitta, gli avrei voluto gridare: 'Sono qui, dammi una possibilit!'. Oggi il primo giorno che mi

separo da Shaun e mi sento come se tutto mi dovesse crollare addosso. Le lezioni alluniversit sono diventate pesanti e il tempo non passa mai, persino il viaggio in metro fino a Garching insopportabile e poi, mangiare da sola Ho qualche compagno di corso, ma se mi parla mentre mangiamo o a lezione non lo ascolto. Hai ragione, far qualche sacrificio, ma andr da Shaun. durato davvero poco il mio proposito di resistere a stargli lontano. Bene, saremo in due ad andare in Italia: io non mollo, disse Christine determinata, poi, continu. Certo, se vuoi che ti accompagni. Sicuro, dobbiamo stanare uno stupendo bastardo, anzi, un 'irriducibile'

bastardo. Sul viso di Christine torn il sorriso.

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Nei giorni successivi cercai di evitare il discorso lontananza con Shaun: feriva entrambi, ma sorridevo estasiata quando il mio cellulare si illuminava sopra il banco per avvisarmi di un altro messaggio. Durante le ore mattutine e pomeridiane, ne ricevevo a raffica in un breve lasso di tempo e poi, il silenzio, ma solo per un po, qualche ora dopo ne arrivavano altri, altrettanto ravvicinati. Mi sembrava di vederlo, fermo ai box a parlare con Geert, per effettuare dei miglioramenti alla moto. Poi, mi

immaginavo il suo capo meccanico mettersi subito all'opera con le sue dita lunghe e scheletriche per effettuare le modifiche; Shaun nellattesa faceva passare una ciocca dei suoi capelli biondi dietro a un orecchio, mentre con un sorriso appena accennato sulle labbra, mi inviava tutti quegli SMS che mi dicevano che gli mancavo, anche se non cera scritto. A volte, le sue informazioni diventavano pi tecniche: mi parlava dei tempi sul giro, della temperatura dell'asfalto e dell'aria, dell'usura delle gomme e degli immancabili progressi, quelli, per, li lasciava sempre per ultimi, cos ne parlavamo soprattutto di sera, quando lui si collegava con Skype.

Anche se non me lo disse, intuii che aveva stabilito che Sven non ci fosse quando parlava con me e io, da parte mia, evitavo di avere le mie amiche attorno quando accadeva. Quello era il nostro momento, anche se a distanza. Oggi ho migliorato di due decimi il giro. Inizio a fare gli stessi tempi di quelli che bivaccano qui tutto l'anno, non sai quanti ce ne sono. I piloti italiani sono forti, motivati, pazzi e bravi. Se avevo bisogno di accaniti rivali per pungolarmi, il posto migliore per trovarli era qui o in Spagna. S, sono d'accordo, sono i migliori e puoi solo imparare da loro e poi, sei nella patria di Valentino Rossi, non

dimenticarlo. Hai ragione, mi sarebbe piaciuto avere anche il tuo di aiuto, so perfettamente che conosci questo circuito. S, ci ho girato, tanti anni fa. Credo che da quella volta, per, abbia subito delle modifiche. S due curve: la Rio e il Carro. Saprai interpretarle al meglio anche senza di me. Io ripeto che avrei fatto molto meglio con te accanto, aveva insistito lui. Non aveva idea che io e Christine eravamo intenzionate a raggiungerli. Avevamo trovato il modo di gestire i nostri impegni universitari e se tutto

andava per il verso giusto, la seconda settimana di permanenza di Shaun e Sven in Italia ci saremmo state anche noi. Ne avevo parlato con lei e alla fine avevamo scelto il treno: l'aereo, per me, era troppo costoso. Mi ero incontrata con lei spesso per pianificare la nostra partenza. Avevamo deciso di stare pi giorni, includendo il fine settimana, proprio per evitare di perdere molte ore di lezione. Lei era eccitata quanto me per quel viaggio, ma non sapeva come sarebbe stata accolta, a differenza di me che avrei avuto, di sicuro, unaccoglienza molto calorosa. Ma cosa ti inventerai per rendere

credibile il tuo arrivo al circuito? Lo sai che sono l'avvocato del diavolo, ma immagino che Sven si far qualche domanda in proposito, le avevo detto una delle sere che ci eravamo viste a casa mia. Che senza di me eri persa, poi, si era messa a ridere della sua stessa affermazione. Tu che ti senti in difficolt per un viaggio, quando sei stata per un anno da sola, dopo la perdita di tuo padre e dopo... sei una roccia Lene, io sarei crollata per molto meno. Forse, non sono crollata come hai detto tu, ma ci sono voluti parecchi anni per riprendermi e non sono ancora del tutto sicura di esserne fuori, anche se

effettivamente, qualcosa sta cambiando e il merito non solo mio, devo ringraziare Shaun e la sua mano appoggiata a un vetro. Sospirammo a lungo e poi ridemmo delle nostre rispettive fragilit. Hai preso tutto? le chiesi, mentre percorrevamo la stazione centrale di Monaco con i nostri trolley al seguito. S, mi rispose Christine. Guardai il suo bagaglio e mi stupii. Stai diventando pragmatica, le dissi. Ho pensato che per correre dietro a tuo fratello non devo avere troppo peso con me. Vedrai, prima o poi, si fermer.

Spero solo che quando si decider, si volter a guardarmi negli occhi. Lo sai che tifo per te, le sorrisi. Il treno era gi fermo sul binario. Le voci dei viaggiatori si confondevano con i rumori dell'immensa Hauptbahnhof, anche se stavolta mi sembrava meno chiassosa del solito, ma le altre volte non ero distratta dal mio cuore che stava battendo cento volte pi veloce e produceva un rumore assordante. Lo speaker annunci la partenza del nostro treno. Attraversammo un rettangolo di luce proiettato sul pavimento bianco dalle vetrate coperte in parte da giganteschi loghi pubblicitari e poi, salimmo sul

vagone. Monaco quella mattina si era svegliata con uno splendido sole. Non ho mai fatto una pazzia del genere, per nessuno dei ragazzi dei quali sono stata innamorata, ma loro non erano Sven, mi confid, appena ci fummo sedute, dopo aver sistemato i trolley nella rastrelliera. Io ne ho fatte molte, ma non per amore. Finalmente, hai ammesso che lo ami, mi disse lei e i suoi occhi verdi si illuminarono. Mi chiesi quanto fosse cieco e stupido mio fratello: Christine, non solo era bellissima, ma aveva cuore, coraggio e un'ironia senza pari.

Non facile ammetterlo e poi, ho sempre pensato che amare renda vulnerabili e fragili, invece, sento una grande forza dentro di me che neppure immaginavo potesse esistere. Non avrei fatto questo viaggio per nessun altro e per nessun'altra cosa. Tranne le moto, aggiunse lei. Una volta, ora non pi. Per me, ti sbagli anche su questo. V oi due vi siete capiti al volo perch condividete la stessa passione per la velocit e per entrambi qualcosa di molto importante. Shaun sa che tu non lo costringerai mai a scegliere tra te e le corse. La sera del ricevimento mi ha confidato che vuole correre un giorno o

l'altro il TT. Il Triskell che mi ha dato gli ricorda il Triscele dell'isola di Man. Credo che a quella corsa mi opporr con tutte le mie forze, anche se so che lui la far comunque, le confidai amareggiata. Lei allung una mano per stringere la mia, nello stesso istante mi arriv un messaggio sul cellulare. No, non dirmelo vediamo se indovino? Alto, biondo, occhi verdi penetranti e farebbe di tutto per te, disse Christine ironica. Dice che a Misano c' un bellissimo sole e che oggi, con la moto ha fatto un tempo strepitoso. Adoro questo ragazzo, mi dar un sacco di soddisfazioni! esclamai estasiata.

Riuscite ad eccitarvi solo scambiandovi dei numeri, siete eccezionali, comment con ironia la mia amica. Non vedo l'ora di vedere la sua faccia: non si aspetta proprio di vedermi di persona proprio mentre sta facendo i suoi test. Io invece muoio dalla voglia di vedere la faccia di tuo fratello. A proposito Christine frug nella borsa, mentre io inviavo una faccina sorridente a Shaun. Lene, mi arrivata un'altra lettera, come avevi pronosticato tu e sperato io. Purtroppo, non pu essere tuo fratello il misterioso 'irriducibile': in Italia da una settimana. Non affrancata, come la

prima e l'ho trovata tra i miei libri. qualcuno che ieri era in facolt. Quindi, non Sven e neanche Lars. Hai lasciato i libri sul banco?. S, credo l'abbia infilata l, mentre io e Betsy siamo andate a prendere un caff al distributore automatico. Qualche sospetto?. Lei scosse la testa e poi, mi allung il foglio aperto. La prima volta che ti ho vista me la ricordo bene. Mangiavi un gelato insieme alle tue amiche. Una la conoscevo, ma non mi sono avvicinato. Non so cosa mi avesse colpito di te, forse, il tuo sorriso o il tuo modo di camminare. S, eri su un altro pianeta e non era il mio. Come lo so? Semplice,

tu non mi avresti degnato di uno sguardo se mi fossi avvicinato. Non sono certo uno che rimane a corto di parole o di argomenti, ma con te avevo paura di passare per lo scemo del villaggio perch credimi, per la prima volta, ho avuto paura di fare la figura dell'idiota. Forse, proprio questo che mi ha fatto capire che qualcosa, in me, era cambiato. La firma era la stessa: 'Irriducibile'. La cosa si stava complicando e non poco. Christine aveva ragione, Sven era in Italia e non poteva essere lui l'artefice di quelle parole. Non lo dissi a Christine, ma anche io avevo sperato fossero le sue.

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Era ormai pomeriggio inoltrato quando raggiungemmo il circuito. Non si sentivano pi le moto girare. Appena scendemmo dal taxi, si udiva solo il rombo isolato di un motore acceso all'interno dei box. Mi faceva sempre uno strano effetto tornare in un posto dove ero gi stata con mio padre. Dove saranno? mi chiese Christine spaesata. Io direi di percorrere tutta la corsia box, cos li individuiamo, altrimenti, se hanno gi chiuso la saracinesca,

andiamo dietro, nel paddock: riconoscer il TIR del team di Gustav. I nostri passi erano accompagnati dal rumore dei trolley trascinati sull'asfalto. Le macchie d'olio e il vago odore di carburante mi riportarono indietro nel tempo a una sensazione familiare: quella di essere a casa. Un gruppo di piloti e meccanici fermi in uno dei primi box che incontrammo fecero degli apprezzamenti pesanti. Coshanno detto? Perch sono certa che ce l'avessero con noi, mi chiese Christine. meglio non parlare se ci sentono conversare in tedesco, non la smetteranno pi, l'avvertii.

Come avevo previsto, si voltarono tutti e iniziarono a discutere tra loro, cercando di attirare la nostra attenzione. Da dove vengono tutte quelle curve? disse uno dei piloti, un ragazzo che era appoggiato al muro esterno del box; aveva ancora la tuta di pelle e gli stivali addosso. Ma continuano? chiese infastidita Christine. Siamo in Italia e in un circuito di moto, qui i ragazzi hanno il testosterone sempre in fermento e l'eccitazione della velocit non fa che peggiorare la caratteristica tipica degli italiani: pavoneggiarsi e provarci con tutte. Mi voltai e guardai minacciosa l'ultimo che ci aveva indirizzato

lennesimo apprezzamento. Christine mi prese per un braccio, quando si rese conto che stavo per abbandonare il trolley per partire all'attacco. Lascia stare, sono solo degli imbecilli!. Appunto, volevo solo ricordarglielo, lei mi lasci andare con un profondo sospiro. Dopo quasi otto ore di viaggio, non ero molto ben disposta verso il prossimo, soprattutto verso un gruppo di ragazzi arrapati che non avevano altro da fare che importunare due straniere per riderci sopra. Cerca di imprimerti bene in testa le dieci curve a destra e le altre sei a

sinistra, quando percorrerai questa pista, perch sono le uniche delle quali potrai dire di aver visto!. Rimase sorpreso che mi rivolgessi a lui in italiano, ma poi cerc di recuperare il terreno perso con un'altra battuta. Sei la manager di qualche pilota? era solo un'altra allusione, aveva sottolineato con un sorriso malizioso la parola manager e non mi piacque. Quando farai il nuovo record assoluto del circuito ne riparleremo. Non corro in MotoGP. Se ti avvicini a 1'33138, il tempo che ha fatto Casey Stoner nel 2011, pu darsi che qualcuno ti noti e chiss forse, arriveranno anche le curve a cui ti

riferivi prima. Ma se stai qui solo per dar fiato alla bocca, non diventerai mai un grande pilota!. Una moto che era tenuta al minimo dentro al box, fece sentire il suo rombo, qualcuno aveva aperto il gas. Se la tua, meglio se controlli la carburazione, gli dissi e poi me ne andai. Il silenzio che mi lasciai alle spalle, mi fece sorridere. Cosa gli hai detto per lasciarli tutti cos basiti? mi chiese Christine. Ho sottolineato la sua idiozia e gli ho detto che la sua moto aveva un problema. Dai, ora dobbiamo trovare Shaun e Sven. Riesci sempre a sorprendermi con

le tue doti, devi averli convinti sono corsi tutti dentro al box a guardare la moto. Ma dai, che l'avevano capito da soli, solo che sentirselo dire da una ragazza unaltra cosa. Ti adoro, lo sai?. Ecco questo il rombo della 'piccola' di Shaun, dissi pochi metri pi avanti. Ma come accidenti fai a riconoscere un rumore dall'altro? Per me sono tutti uguali. Tu hai altre doti che io non ho: annusi la scia che ha lasciato una ragazza e sai riconoscere la marca del suo profumo o individuare tra tanti, il look perfetto. Io invece, riesco a

distinguere il rumore di un motore da un altro, anzi, per me non si tratta di rumori, ma di suoni: una sinfonia per le mie orecchie che si diffonde in tutto il corpo... ecco, diciamo che mi eccito in un certo senso e poi, se penso a Shaun che sale sopra ad una moto e la porta al massimo della velocit... quanta voglia ho di ficcargli la lingua da qualche parte!. Christine mi guard sorpresa e poi, si mise a ridere. L'arrapamento sta diventando contagioso. Dai prendi un bel respiro, anche se per te qui deve puzzare tutto, le dissi e poi, mi affacciai al box. Non mi ero sbagliata, erano tutti accanto alla moto e

stavano parlando, ma non sentii quello che si dicevano. Sven fu il primo ad accorgersi di noi, rimase immobile, tranne il gesto di battere sulla spalla di Shaun che era chinato accanto a Geert il quale stava stringendo la sua mano ossuta sulla manopola destra della moto dando gas. Shaun lo guard interrogativamente, ma lui gli fece un gesto con il capo indicandoci. Mi hanno detto che serve una cronometrista, questo il box giusto? sorrisi a Shaun che mi venne incontro, un attimo dopo che la sorpresa sul suo viso serio si era trasformata in gioia: mi stritol tra le sue braccia. Non mi sarei sorpresa, se qualche

logo dei suoi sponsor si fosse tatuato sulla pelle del mio viso. Non un sogno vero? riuscii a capire, ma solo perch me l'aveva praticamente detto nell'orecchio. Spegni! ordin un attimo dopo, voltandosi verso il capo meccanico, poi torn a fissarmi incredulo. Se volevi farmi morire di un colpo ci sei quasi riuscita. Si capisce che sono felice che tu sei qui?. E ci vorrebbe che non lo fossi dopo che mi sono fatta ben otto ore di viaggio in treno. I suoi occhi si persero nei miei e per un momento, ci limitammo a guardarci, sorridendo, poi, lui mi strinse di nuovo a s.

Non me l'aspettavo proprio, disse Sven, avvicinandosi a me e Shaun, poi, lanci una rapida occhiata a Christine. Per questo si fanno le sorprese, dissi, cercando di respirare. Shaun smise di stritolarmi e mi permise di abbracciare mio fratello. Avete gi un posto dove dormire?. No, ma credo che troveremo di sicuro una camera: siamo in bassa stagione e voi potete indicarci in quale albergo andare, dato che ormai un po che siete piazzati qui, saprete darci qualche dritta!. In quellistante ripensai alle notti trascorse abbracciata a Shaun e speravo solo di trovare qualcosa a basso prezzo che mi permettesse di stare con lui, ma

fu Shaun ad intervenire. Credo che il divorzio con tuo fratello abbia effetto immediato, trovati un albergo per... quanti giorni starai qui? mi chiese. Pensavamo di riprendere il treno domenica. Bene, fai i bagagli e trovati un albergo, disse rivolto a Sven. S, tratta cos un amico di lunga data? mio fratello mise il broncio, ma solo per un attimo, poi diede una sonora pacca sulle spalle di Shaun e guard Christine. Metto qualcosa dentro uno zaino e poi, andiamo a cerarci una sistemazione anche noi. Se non ti crea problemi, altrimenti

prendo un taxi e.... Lo scooter baster, le disse e si dilegu verso il fondo del box. Dai ragazzi, mettiamola a dormire, tanto le modifiche le possiamo fare anche domattina e poi, credo ce ne saranno altre da fare, disse guardandomi. Non essere pessimista, non ti ho ancora visto girare. Bernard, Geert e Lukas mi diedero il benvenuto e poi, rapidamente raccolsero le chiavi da terra, gli altri attrezzi sparsi sopra le cassettiere e ci salutarono. Vi mostro la nostra reggia, disse Shaun, poi, chiuse la saracinesca del box e ci guid verso il paddock. Il TIR officina era enorme: il

camper, al confronto, sembrava una formica. Ma ci entriamo tutti? chiese Christine perplessa, guardando il camper. S, con i turni e i semafori ci si sposta alla grande. Io e Sven, oramai, siamo perfettamente sincronizzati, soprattutto per il bagno. S, immagino. Mio fratello famoso per le sue lunghe sedute. Shaun ridacchi. Appena salite, toglietevi le scarpe. Io vi raggiungo subito, vado nel TIR a togliermi tuta e stivali, l c' molto pi spazio per cambiarsi. Mi accarezz i capelli e poi, si allontan.

Sei presentabile? chiesi a Sven, bussando alla porta del camper. S, ma sto cercando di far sparire i calzini e i boxer sporchi. Dalla sua voce capii che era contento della decisione di Shaun, anzi, sembrava addirittura allegro. Ok, allora rischieremo. Io entrai e come mi aveva detto Shaun mi tolsi le scarpe. Christine aveva lasciato il trolley fuori ed entr dopo un attimo. Sven da solo riempiva la parte in coda del camper e pensai che condividere con Shaun quello spazio ridotto, non doveva essere stato facile. Questa la mia zona, disse, mostrandoci il letto rialzato. La

mansarda di Shaun. Per, si sta al calduccio qui dentro, comment Christine. Si sta benissimo, anzi, a volte anche troppo caldo, la guard un attimo, poi, riprese a riempire lo zaino con la sua roba. Ho quasi fatto, le disse, lei annu e si guard intorno. Io invece mi concentrai su mio fratello, per capire cosa pensava del nostro arrivo o meglio, del fatto che ci fosse anche la mia amica. Ma lui era imperscrutabile n dispiaciuto n al massimo della felicit. La porta del camper si apr e apparve Shaun. Mi misi seduta nella dinette, altrimenti ci saremmo ostacolati a

vicenda nei movimenti. Allora, vi piace la nostra sistemazione? chiese e si sedette accanto a me sul divanetto, mi pass un braccio attorno alle spalle e mi attir a s. Forse, state un po' stretti, ma credo sia bello avere anche se sono solo pochi metri quadri,tutti tuoi da poter gestire liberamente. Ormai ci siamo abituati: lo facciamo da diversi anni. Ci spostiamo sempre con il camper e il TIR, cos siamo subito in pista e non perdiamo tempo la mattina, anche durante il periodo delle gare. Noi stavamo molto pi stretti, ti ricordi Sven?.

S, gliel'ho raccontato tante volte di come dormivano in un furgone in tre, comprese le moto e l'officina. Eravamo molto pi piccoli tu un po' meno. Per, ci siamo divertiti. Annuii. Sono pronto! disse a Christine, poi si rivolse a noi. Stasera vi va proprio bene: ho preparato un po' di riso al forno, dovete solo riscaldarlo, poi, i suoi occhi si posarono sulla mia amica. A noi due conviene mangiare al ristorante dell'albergo. Immagino tu sia stanca e non credo abbia voglia di tornare al circuito per cenare tutti insieme. S, hai pensato bene, ma se tu hai

voglia di tornare qui, fai pure, una volta sistemata, posso mangiare anche da sola, gli disse Christine. Secondo te, posso lasciare una turista tedesca 'indifesa' in un ristorante italiano? rise divertito della sua stessa battuta. Anche Christine rise e dopo averci salutato, uscirono dal camper. Domani arrivo presto! disse a Shaun. Era il suo modo di fargli capire che lo teneva docchio. Smettila di fare il fratello maggiore e goditi la serata! gli dissi e poi, gli sbattei la porta del camper in faccia. Vuoi che dimentichi la mia parte italiana? disse lui, riaprendo la porta e mettendo la testa dentro il camper.

Usa la tua parte passionale per le bambole di gomma che ti porti a letto e ora, vattene! gli intimai. Lui fece una smorfia e chiuse la porta. Ho sempre una certa sottile preoccupazione, quando iniziate a litigare, ma so che tanto la spunti sempre tu. Cerca di capirlo, sa perfettamente che cercher, in ogni minuto che mi starai accanto, di placare i miei desideri repressi, sorrise e poi, mi baci. Forse la sua pi una critica sul fatto che io abbia l'intenzione di lasciarti fare. Sei venuta per questo?. Non ce la facevo pi a mangiare da sola in mensa senza bisticciare con

qualcuno e mi mancava anche il tuo sguardo sempre addosso. Finora, non mi hai lasciato molto spazio e ora, pretendi di metterne cos tanto tra noi?. Lui sorrise e poi mi abbracci, tenendomi stretta per un tempo cos lungo che pensai non mi lasciasse pi andare.

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Svegliati! mi disse Shaun la mattina dopo. Io aprii gli occhi, ma mi sembrava che fosse buio come quando eravamo andati a dormire. Ma che ore sono? l'alba! protestai, cercando di girarmi dall'altra parte. Quasi, devo mostrarti una cosa. Dai, alzati! mi invit di nuovo, poi, le sue mani scivolarono sul mio corpo e le sue labbra si chiusero sulle mie. Era impossibile riprendere a dormire, quando lui iniziava a

provocarmi. Ieri sera, quando sei venuta a letto con l'accappatoio stretto in vita, sono riuscito a pensare soltanto che sotto non avevi niente, ma ho visto che eri troppo stanca. Ho sentito i tuoi respiri regolari e ho capito che ti eri gi addormentata appena avevi appoggiato la testa sul cuscino. Hai ragione, non pensavo che un viaggio in treno potesse ridurmi a un colabrodo e dopo la doccia nel tuo bagno 'lussureggiante', avevo solo una gran voglia di calore e di sonno. Ma ora ci dobbiamo alzare, disse risoluto Shaun, scavalcandomi e scendendo dal letto di Sven, dove avevamo dormito insieme.

Un piumone buttato sopra ed ero stata benissimo, ma d'altra parte a me bastava stare tra le braccia di Shaun per sentirmi bene, completa come non ero mai stata fino ad incontrarlo. Ma che vorresti fare? chiesi ancora insonnolita, dopo che lui mi aveva tirato per le braccia e fatto alzare. Lo capirai presto e spar dentro il minuscolo bagno. Io mi guardai attorno. Preparo la colazione?. No, ti devi solo vestire. Usciamo. Ma a quest'ora?. Lui mise la testa fuori dalla porta, si doveva mettere di profilo per far passare le spalle. Perch non mi lasci fare per una

volta? protest lui. Va bene, mi vesto, ma prima dovrei fare pip, gli dissi con un sorriso. Lui usc dal bagno, aveva solo i boxer. Gli diedi una pacca sulle natiche sode e poi, chiusi la porta. L'aria era pungente, ma non era freddissimo. Shaun stava guidando piano lo scooter, ne avevano due per muoversi dal circuito al centro di Misano. Le strade erano deserte. Parcheggi vicino a una fontana, poi mi guid verso la spiaggia. Appena arrivammo sulla battigia, mi prese per mano e iniziammo a

camminare lentamente, seguendo il ritmo delle onde. Vengo a correre la mattina presto, non cos presto per, poi, faccio un giro del circuito, ma non tutte le mattine. Non posso andare in palestra quando sono qui, ma correre mi aiuta molto per il fiato. Sei un vero professionista, ammisi. Pensavi diversamente?. S, quando ti ho conosciuto pensavo fossi il tipico ragazzo ricco che per noia aveva scelto di correre e che non sentissi il 'sacro fuoco' della passione per la velocit. Non ti avevo fatto una bella impressione.

No, ma ero prevenuta, lo ammetto, sono molto diffidente. Lui mi pass un braccio sulle spalle e continuammo a camminare. Ma come fai con l'universit? Hai degli ottimi voti, ma se sei sempre il giro per allenarti o fare le gare, quando prepari gli esami?. Ho dei validi alleati, dei compagni di corso che riprendono le lezioni e poi, mi inviano i dvd per posta, anche adesso che sto via per diverso tempo dalla Germania. Io, in cambio, ricarico le loro paypal. Ieri sera non ho studiato, c'eri tu e non sarei mai riuscito a concentrarmi, mentre spandevi deliziosi profumi di shampoo e docciaschiuma. Stasera puoi partecipare allo

spalmo della crema dopo la doccia, se ti va. Non ci provare ad insinuare nella mia testa certe immagini o non combiner niente in pista. So perfettamente che non vero: appena ti infili il casco e i guanti, diventi un robot. Mi vedi cos freddo mentre attacco la pista?. No, era solo per distogliere il tuo cervello. Ad un certo punto un lieve chiarore all'orizzonte ci fece fermare. Non so quanto tempo rimanemmo immobili a osservare il sorgere del sole, abbracciati, con il rumore delle onde come sottofondo e il vapore dei nostri

respiri che si spandeva nell'aria. Ti vedo molto rilassata dissi a Christine, quando mi raggiunse nel box. Mi stai prendendo in giro? Tuo fratello di mattina intrattabile, rispose con una smorfia indispettita e poi, si ravvi i capelli. Si volt un attimo a guardare se lui fosse abbastanza distante, stava parlando con Shaun e Geert, ma anche se non fosse stato impegnato in una conversazione, non avrebbe potuto udirci: il rombo della moto copriva ogni nostra parola. Andiamo al muretto, altrimenti ci toccher urlare, anzi prendi queste o se vuoi ci sono i tappi, le passai delle

cuffie e ne presi un paio anche per me, ma non ce le infilammo subito. Mi aveva detto che alle sei e mezzo dovevo essere pronta nella hall dell'albergo, inizi a raccontare. E io c'ero. S stupito, forse, le ragazze con le quali uscito finora, le bambole di gomma, come le chiami tu, non sono puntuali. Dopo aver grugnito una specie di saluto, mi ha detto che saremmo andati in un bar a fare colazione. Siamo saliti sullo scooter e devo dire che alle sei e mezzo di mattina non poi tanto caldo, visto che siamo a novembre inoltrato; non mi sono lamentata comunque e quando siamo entrati nel bar ho ordinato qualcosa per riscaldarmi.

S comportato da insensibile?. No, ma era come se fossi trasparente e soprattutto dispensa sorrisi a tutte le donne che incontra: cameriere, bariste, donne delle pulizie, netturbine solo a me niente, silenzio e mutismo. Devo proprio stargli sulle palle, ammise, rivolgendo uno sguardo rabbioso a Sven dentro il box. Non stata una bella idea accompagnarti, se in questi giorni far sempre cos. Tu stai con me per tutto il giorno e poi, la sera ti chiudi in camera; parli un po' con Betsy e poi, vai a dormire. Tanto se si comporta cos non ci puoi fare niente, tranne prenderlo a legnate. Hai ragione, non so che fare. Non puoi fare molto se il suo

atteggiamento questo. Lei si rassegn con un profondo respiro e poi, si volt verso la pista. C'erano gi delle moto che giravano, Shaun stava facendo delle rettifiche e poi, sarebbe entrato anche lui nel circuito. Presi il blocco e il cronometro; scrissi il giorno, l'ora, le condizioni atmosferiche e la temperatura. E la tua nottata e linizio mattina come sono andate? mi chiese lei. Ieri sera, dopo la doccia, sono crollata tra le sue braccia, stamattina mi ha svegliato e mi ha portato a vedere l'alba sulla spiaggia, lo sapeva che mi piaceva vedere il mare. La perfezione andata tutta da

Shaun e non ne rimasta neanche una briciola per Sven. Sul rettilineo pass una moto e io feci una smorfia. Ma quello che appena passato non il pilota con cui discutevi ieri? Oppure indossa la sua tuta. Non ti sfugge nessun abbinamento di colori. L'hai detto anche tu. S, proprio lui, ha un problema con i rapporti del cambio: nel rettilineo la moto gli si imballa molto prima di affrontare la curva uno. Una sgasata che proveniva dal box di Shaun mi fece voltare. Tra un po' metti le cuffie, ci saranno parecchi piloti in pista. Appena

parte Shaun, io e Sven andiamo a fare un giro del circuito, tra tribune e appostamenti nelle curve, decidi tu se vuoi venire con noi o restare qui. Sarei di impiccio, gi mi immagino la faccia di Sven e poi, non andate con lo scooter?. No, oggi andiamo a piedi: studiamo tutta la pista e osserviamo come si comportano la moto e Shaun, per, mi dispiace lasciarti sola. Sei venuta per stagli vicino e sapevo gi prima di venire che questo faceva parte del pacchetto. Non ti preoccupare, mi sono portata da leggere e da studiare, mi rassicur con un sorriso. Avrei volentieri preso a schiaffi

Sven, ma non potevo dirgli che Christine si era lamentata del suo comportamento, se l'avessi fatto, lui avrebbe capito. Entrare nel suo cervello stava diventando sempre pi complicato, eppure ero certa che lui osservava quello che Christine faceva. La mattinata pass presto, avevo tanti di quegli appunti da riferire a Shaun che quando andammo a pranzo nel ristorante della pista, non feci che discutere di tattiche, traiettorie e modifiche. E coincidevano tutte con le sue sensazioni. Perch non la provi? mi chiese alla fine del pranzo tra il caff e il dessert.

Io non risposi subito, me lo aveva proposto gi altre volte e la sua insistenza mi spiazzava. Guardai Bernard e poi tutti gli altri, non sembravano scioccati, anzi, forse Shaun ne aveva parlato anche con loro. Non ho l'assicurazione n la licenza e neppure una tuta, la buttai l. Shaun rise. Per fare qualche giro non ti serve l'assicurazione: neanche si accorgeranno chi la sta guidando. Infatti, abbiamo la stessa statura, gli dissi, ma mi sentivo alle strette. Basta spostare le pedane e guard Geert che assent con una velocit supersonica. Ma io volevo dire....

Lo so che volevi dire, ma lascia stare, non trovare scuse. So perfettamente che muori dalla voglia di farci qualche giro, per la tuta rimediamo, vero Geert?. Io ho la tua statura e qualche volta quando proprio non capisco cosa vuole Shaun, ci faccio un giro anchio, ma non sono in grado di portarla al massimo come faresti tu mi disse l'uomo. Ho capito mi avete incastrato, dissi rassegnata. Credo ti far felice. Spero di non rovinarla: cos bella. Un coro di risate accompagnarono la mia affermazione.

Nel primo pomeriggio, dopo un'ora che Shaun spremeva la sua moto, appena torn al box, decisi di cambiarmi e di salirci io. Proprio in quel momento, pass davanti al box il pilota con il quale avevo battibeccato il giorno prima: stava rientrando in pista. Allora, ti ricordi dov' il freno e l'acceleratore? mi chiese Sven. Scossi la testa, gi dentro il casco, poi, per ultimo guardai Shaun, era raggiante, sembrava molto pi eccitato di me. Christine aveva ragione: eravamo due drogati della velocit. Entrai in pista e il primo giro cercai di sentire quanto potevo ritardare la

staccata e verificare la tenuta della moto in curva. Curve che non affrontai come facevo anni prima con la moto di mio padre: la potenza della 600 di Shaun era paurosa, ma ne sentivo la ciclistica e capii immediatamente la sua reattivit. Dai bella, facciamogli vedere cosa siamo capaci di fare noi due. Dissi a me stessa nel pieno dell'eccitazione, quando, dopo dieci giri, avevo memorizzato le due curve nuove del circuito. Il rombo della moto e i suoi cavalli erano una sinfonia cos piacevole che dovetti fare violenza su me stessa per tornare al box, avrei potuto non tornare pi. Sorrisi come una scema, quando

spensi la moto. Allora? mi disse Shaun, ma si vedeva che era soddisfatto. una vera gioia guidare la tua 'piccola'! dissi. E tu la porti meglio di me: eri sotto di due decimi del mio tempo migliore e nessuno in questi giorni ha girato meglio di me. Non ho perso la sensibilit sottolineai con un sorriso. Solo tu non ci volevi credere ancora, credo che ora tu sia parte integrante del team. Bernard ha ripreso le tue performance e presto arriveranno a Gustav, non credo ti lascer andare. La prossima stagione ti vorr presente a ogni gara, come scrutatrice e

collaudatrice. Ma... passai lo sguardo su tutti gli occupanti del box. L'avete fatto di proposito! esclamai esterrefatta. S, arriveranno presto: licenza, assicurazione e una bella tuta nuova, gemella di quella di Shaun, con stivali e tutto il resto, disse Sven. Rimasi a lungo tempo senza parole, ma ero felice.

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Grazie per la stupenda giornata, dissi a Shaun, quando rientrammo nel camper, dopo aver cenato tutti insieme al ristorante del circuito. Dovrei essere io a ringraziarti. Hai fatto un sacco di chilometri e solo per farmi da cronometrista. Era giusto premiarti con qualcosa di pi della semplice pacca sulle spalle che riservo a Geert. E spero che tu ti limiti a quella gli dissi con malizia. Non il mio tipo, preferisco le pazze che vanno a trecento all'ora, mi

prese per un braccio, ma io mi divincolai. Scossi la testa e poi, gli feci capire che doveva aspettare. Lui mi guard e fece passare i lunghi capelli biondi dietro le orecchie. Andai nel bagno del camper con sotto il braccio il mio beauty case. Che cosa combini stavolta? mi chiese. Era sicuramente appoggiato alla porta chiusa e il tono della sua voce era compiaciuto. Si aspettava che facessi qualcosa di simile alla serata con le candele, ma stavolta sarebbe stato diverso: non volevo rischiare di andare a fuoco. Finiti i miei preparativi osservai la

mia immagine riflessa allo specchio: di sicuro avrebbe avuto una reazione esplosiva. Il babydoll di pizzo e il tulle trasparente nero mettevano in mostra il mio corpo nudo e il tanga faceva il resto. Sciolsi i capelli e li spazzolai con vigore. Presi un profondo respiro, poi, passai sulle labbra un leggero strato di glossy con le mani che mi tremavano. Decisi che ero pronta per quello che avevo in mente, sempre se sarei riuscita ad arrivare fino in fondo. Avevo l'aspetto di una donna fatale, ma dentro ero terrorizzata e quando aprii la porta del bagno, vidi che Shaun aveva messo alcune candele accese sul piano

cottura del camper. Stavolta era stato lui a creare l'atmosfera. Cercai di sorridere, per non far vedere la mia tensione. Lui era disteso sul letto, si era spogliato e la luce tremula delle candele illuminava a tratti la sua pelle e i suoi occhi che non riuscirono a nascondere la sua eccitazione, appena mise gli occhi sul mio abbigliamento notturno. Tu sei pericolosa e non solo in pista, mi disse e quando si tir su per afferrarmi una mano e attirarmi a s, mi si era seccata la gola. La sua mano afferr con delicatezza la spallina del mio babydoll, la fece scivolare lentamente verso il basso e

poi, pos le sue labbra sulla mia spalla nuda. Ero gi in uno stato di grazia, mentre lui baciava le parti della mia pelle che non erano coperte dalla stoffa leggera che avevo addosso. Non mi ero mai soffermata a pensare come sarebbe stata la mia prima volta. Non l'avevo enfatizzata e neppure sognata, dato che prima di Shaun non avevo nessun ragazzo a cui pensare. Ma ora la mia determinazione stava svanendo. Le mie ginocchia iniziarono a piegarsi quando lui mise le mani sotto al babydoll e le fece scivolare sulla mia schiena, facendo contemporaneamente aderire il suo corpo al mio. Non hai bisogno di truccarti o

metterti lingerie sofisticata, non perch la cosa non mi piaccia, anzi, rise e stringendomi ancora un po', sentii la sua erezione premere sul mio ventre. Non servono, perch a me piaci anche con la tuta di pelle sporca di grasso o con i capelli legati e scomposti. Mi piace il tuo broncio come la tua freddezza, quando sei cinica o ironica. Adoro il tuo caratteraccio e anche la tua aggressivit improvvisa. A me piaci comunque. Sei sicura che quello che vuoi e che lo vuoi stasera? mi disse e mi scost da s per guardami negli occhi. Io annuii soltanto, difficile parlare quando un groppo di desiderio, aspettative e paure si fermano pericolosamente in gola.

Credevo ti sarebbe piaciuto farlo con un'atmosfera pi adatta, magari, in un letto comodo e con una privacy maggiore di quella offerta da un camper, continu lui. Oggi sono riuscita a superare qualcosa che mi teneva saldamente lontano dalle corse: tu mi hai dato una possibilit che non sapevo neanche di desiderare cos tanto, mentre tu l'avevi capito sin dalla prima volta che ci siamo confrontati. Non voglio fare l'amore con te per gratitudine, mi disse e sentii che le sue braccia si irrigidivano attorno al mio corpo, mentre il tono della sua voce diventava quasi rabbioso. Ti sto dando questa impressione?

chiesi perplessa. Le tue parole dicono questo. Allora, mi sono espressa male. V olevo dire che respirare quest'aria, portare al limite la tua moto, mi ha fatto capire dove era il mio posto. Erano anni che non riuscivo pi a capirlo. Shaun io voglio far parte di te totalmente: questo il mio unico pensiero e desiderio, in questo preciso momento. La sua bocca si avvicin alla mia e la sua lingua fece cadere tutte le barriere: se non mi avesse sorretto, sarei scivolata a terra senza neppure accorgermene. Mi sfil il babydoll e si impossess dei miei capezzoli, succhiandoli e baciandoli, poi, mi tolse il tanga,

chinandosi fino a terra e mentre lo faceva, mi baci il ventre. Aspetta un attimo, disse, poi, mi fece distendere sul letto e mi sovrast con il suo corpo, senza appoggiarsi a me. Se cerchi i preservativi, so perfettamente dove li tiene Sven. Mettendo in ordine le sue cose li ho trovati, ma non ti serviranno: sto prendendo la pillola. Un altro regalo per questo povero mortale?. Oh no, tu sei il Dio del tuono prima o poi te lo racconter. La storia di Thor? mi chiese perplesso. La tua storia Shaun/Thor.

No, non la voglio sapere, dal tuo sguardo ironico immagino si tratti di qualcosa di avvilente, me lo sento. Risi divertita e lui mi zitt. Mi baci con trasporto, travolgendo i miei sensi. Mentre si stendeva di lato, la sua mano scivol sui miei seni e prosegu sull'addome. Le sue dita scesero ancora e si insinuarono tra le mie cosce, io le allargai istintivamente. Era piacevole sentire la sua mano calda sfiorarmi e lasciare dietro di s una scia di piacere che offusc ogni mio pensiero. Con un gesto rapido si mise sopra di me e si stacc dalle mie labbra. Posso ancora.... Scossi la testa.

Io ti voglio Shaun, con tutta me stessa, gli dissi e poi, lo guardai. La sua bocca accenn un sorriso, mentre il desiderio era evidente nel suo sguardo. Quando avvertii una delicata penetrazione tra le mie cosce, non mi irrigidii, anzi, volevo che lui entrasse completamente, per sentire quella parte di lui pulsarmi dentro. Una ciocca dei suoi capelli mi sfior il viso, mentre un gemito usc dalla mia bocca, quando lui si spinse pi a fondo dentro di me. Mi guard preoccupato e sentii i muscoli del suo ventre irrigidirsi, ma io appoggiai le mani sulle sue natiche e lo accompagnai verso di me.

Sentii solo un leggero bruciore, una lingua di fuoco che si sciolse in una languida sensazione di calore. Shaun, da quando mi era scivolato completamente dentro, era rimasto immobile Ti ho fatto male? mi chiese preoccupato. No sto solo bruciando dissi in un sussurro. Non farmi eccitare ancora di pi, sei... sei bellissima e io ti voglio cos tanto che non so quanti secondi ancora potr resistere. Credo tu debba andare molto piano ora, al contrario di quanto fai in pista. Lui rise e io gli scostai la ciocca di capelli dal viso, mentre facevo quel gesto, lui inizi a muoversi dentro di me

con un ritmo lento all'inizio, poi, pi rapido. Dopo alcune spinte sentii il mio corpo reagire alla sua passione: stavo iniziando a provare piacere. Lo guardavo e poi chiudevo gli occhi in una curiosa alternanza, mentre il mio corpo reagiva puntuale alle sue sollecitazioni. Lo sentii gemere mentre i suoi occhi si aprivano per guardarmi. Il fuoco che avevo scatenato si diffuse nel mio corpo e quando raggiunsi l'orgasmo avvertii una gioia, profonda e selvaggia, consapevole che Shaun stava vivendo le stesse emozioni insieme a me.

36

I vostri sguardi di oggi sono da carie istantanea. Mi costerete un patrimonio dal dentista, mi disse Christine. Io le risposi con un sospiro e lei mi parl direttamente nell'orecchio. Se sospiri un'altra volta ti uccido e ora dimmi subito come ti ha tolto il babydoll e il glossy. Ci devo pensare, cio, devo pensare da dove iniziare per raccontarti tutto. Non devi raccontarmi tutto, vai al sodo: voglio i particolari!. Annuii, con un sorriso che doveva

essere esagerato e lei capii che stavolta ero arrivata fino in fondo; prima fece una smorfia di sorpresa e poi, mi abbracci stretta. Mi girai verso il box e vidi Shaun che scuoteva la testa, ci aveva visto parlare e aveva capito di cosa stavamo parlando io e Christine. Shaun, ci sta osservando e ha capito che te l'ho detto. Non mi interessa quello che pensa il Dio del tuono. Sei la mia migliore amica, ovvio che parli con me di quello che ti successo, se non lo facessi sarebbe innaturale... o Lene, sono cos contenta, perch vedo dai tuoi occhi e dai suoi che tutto andato alla perfezione.

Ero talmente felice che dopo che abbiamo fatto l'amore ho pianto. Io che non l'ho fatto mai nonostante tutto quello che mi capitato... lui stato di una dolcezza disarmante. Prima si preoccupato, ma poi, quando gli ho spiegato che per me era stato cos bello dividere con lui delle emozioni cos forti che mi ero commossa, mi ha cullato tra le braccia fino a che non mi sono addormentata. Shaun straordinario e io mi sento cos fortunata. Gi e ti ha conquistato perch un ragazzo straordinario, non si mai arreso neppure quando lo maltrattavi senza alcun riguardo. Per questo credo che Renate torner alla carica e credimi, ora che so

cosa ha perso, la capisco, lotterei con i draghi per non farmelo portare via. Betsy dice che non fa che parlare male di Shaun e di te. Sta inventando tante di quelle cattiverie da sommergervi, quando sapr che farai parte del team, duplicher i suoi sforzi. Per, io non credo che Shaun si sia comportato con lei o le sue innumerevoli ragazze, come sta facendo con te. Innumerevoli? chiesi curiosa. Oh s, Betsy... credo che prima o poi te lo racconter lui. Se Shaun non degner le altre, ma soprattutto Renate di uno sguardo, non avr alcun timore. Pu dire ci vuole, certo se la incontrassi, magari mentre sono in moto, chiss... ridacchiai,

pensando a Renate che correva cercando di sfuggire alla mia due ruote. Un motociclista si avvicin al muretto: ormai conoscevo la sua moto e la sua tuta di pelle. Si tolse il casco. Ma tu chi accidenti sei?. E a te cosa importa? gli risposi, acida. No, scusa, solo che hai capito al volo quello che non andava nella mia moto, lo sapevo gi, ma tu l'hai azzeccato in pieno. Poi, scendi in pista e ci dai la biada a tutti... si giustific lui. Hai modificato qualcosa nei rapporti del cambio? Ieri, la tua moto era impiccata nel rettilineo davanti ai box.

S, hai perfettamente ragione, speriamo che oggi vada meglio, ma non hai ancora risposto alla mai domanda. Lene e ora ne sai quanto prima. No, ora so che se venite dalla Germania a batterci sulla nostra pista, di lavoro ne abbiamo da fare, eccome. Io mi chiamo Stefano e spero mi darai la possibilit di invitarti almeno a cena, solo per parlare di moto, si intende. Avevo visto Shaun avvicinarsi. Sei arrivato tardi, stasera sono a cena con lui: il mio ragazzo. Stefano allarg le braccia, come a voler sottolineare il suo disappunto, poi aggiunse qualcosa in dialetto romagnolo che non riuscii a capire, anche perch si era infilato di nuovo il casco.

Problemi? disse Shaun. Stefano diede gas e si allontan. Tranquillo, solo suggerimenti motoristici, lo informai. Non iniziare a fare il geloso, gli suggerii. Quella mattina a me sembrava anche pi bello del solito, con una leggera barba bionda che gli incorniciava il viso e i capelli scomposti che gli davano l'aria di un selvaggio. Non lo sono mai stato, ma con te diverso, mi prende sempre una morsa allo stomaco se vedo qualche moscone girarti attorno poi, mi baci appassionatamente, come se fosse la prima volta che lo faceva. Non vi sopporto pi! Lo giuro, giratemi alla larga o mi farete venire il

diabete, disse Christine scocciata, poi si mise a ridere, quando la guardammo sorpresi. Cosa avete stamattina tutti quanti? chiese Sven, raggiungendoci al muretto dei box. Perch? Non si pu prendere un attimo di respiro? gli rispose Shaun. Ma certo, solo che vi vedo confabulare gi da un po'. Sembrate delle vecchie comari. Anche oggi si alzato con il piede sbagliato, sentenzi Christine. Stai diventando insolente, la attacc mio fratello. Meglio insolente che trasparente! Se ti d fastidio avermi tra i piedi, non hai che da dirmelo. Posso raggiungere il

circuito anche da sola: ho i soldi per pagarmi un taxi e cos non sar costretta a sopportare la tua arroganza. Adesso sono anche arrogante? Sven incroci le braccia sul torace e il suo sguardo si incup. S, spocchioso, arrogante e presuntuoso, ma cosa pensi che ti basti schioccare le dita per vedere tutte le donne cadere ai tuoi piedi? Sei patetico e sai una cosa? Le donne, quelle vere, non ti si filano per niente!. Non avevo mai visto prima Sven arrabbiarsi tanto. Sei solo... gelosa, esplose con un tono basso e minaccioso. Gelosa? Ma quanto sei scemo e perch dovrei essere gelosa? Tu puoi

scoparti chi ti pare, se ti fa piacere, solo cerca di contenere il tuo testosterone, quando sei vicino a me e trattami da persona, perch io non sono uno dei soprammobili a cui sei abituato. Non devi trasportarmi da una parte all'altra come se fosse un immenso sacrificio e neppure guardarmi come se avessi un inizio di lebbra, lei gli punt un dito sul torace. Inoltre, Shaun ha avuto anche lui i suoi successi con le donne , ma non come te: non si pavoneggia. Stai molto attento a fare il pavone, pare che qui attorno abbiano aperto la caccia! lo sfid, sollevando il mento e i suoi capelli scesero un po' dietro la schiena. Ma chi va dicendo in giro che ho avuto tante donne? Ma dai, Shaun rise e

io lo guardai contrariata. La tua ex, sta raccontando delle stupende storie su di te, di quello che facevate tu e Sven nei circuiti in cui si tenevano le gare, specific la mia amica. Guardai Shaun chiedendogli con lo sguardo spiegazioni. Ai pavoni non sparano, fu lunico commento di Sven. Certo, sono cos ridicoli con tutte quelle piume, mi fanno venire in mente le ballerine del carnevale di Rio de Janeiro che con indosso un corteo di piume sculettano a ritmo di samba, fece qualche passo imitando le ballerine e Sven la guard come se fosse impazzita. Va bene, allora stasera torni da

sola in albergo, sentenzi. Ci puoi scommettere! Sono stufa di megalomani, irriducibili ma un ragazzo normale, non c' pi in giro?. arrivata un'altra lettera? non so cosa mi avesse spinto a rivelarlo proprio in quel momento. Forse, lo feci sono per far ingelosire Sven e Christine sfrutt la cosa in modo molto astuto. Non avevamo pianificato nulla, ma venne un capolavoro. S, ieri sera. Nella cassetta della posta, cera unaltra missiva anonima, la terza, me l'ha detto stamattina Betsy, dopo avermi raccontato delle che voci che girano in facolt, ammise Christine. Non sapevo se stava mentendo riguardo alla lettera, ma se fosse stato cos era

bravissima e io ressi il suo gioco. Solite confessioni: 'Io vorrei, ma non posso'? le chiesi. Solite, ammise lei con amarezza. Ma di cosa state parlando? chiese Shaun. Un ammiratore segreto di Christine o meglio un 'Irriducibile': si firma cos dissi con una lieve alzata di spalle. Per me, solo uno che non ha le palle per dirle in faccia certe cose, conclusi contrariata. Per me, quel poveretto, che sar certamente uno sfigato, visto che vuole inguaiarsi con una che polemizza su qualunque cosa, si sta struggendo d'amore e voi lo trattate in questo modo? disse Sven.

Che ne sai che uno sfigato? Magari, solo uno che sta pensando di farsi avanti e ha un modo tutto suo, piuttosto originale devo dire, di farsi notare. La sua tattica sicuramente migliore di quelle che adotti tu. Peccato che le mie funzionano, mentre quelle dello sfigato non hanno altrettanto successo. E chi ti ha detto che io non aspetto con trepidazione ogni sua missiva? Mi scoccia non sapere chi sia, perch le sue confessioni sono profonde e danno l'idea di una persona sensibile, anche se si definito un 'bastardo'. Per caso tu ne conosci qualcuno? gli chiese e lo guard con impertinenza. Sei impossibile! e si allontan.

Shaun ci guard. Ci sono parole ossessive in quelle lettere che ricevi? chiese a Christine. No, direi introspettive parla di s e della sua... ma perch mi fai questa domanda?. V olevo solo sincerarmi che tu non sia oggetto delle attenzione di qualche maniaco. Ce ne sono tanti che iniziano in maniera soft e poi passano alle maniere aggressive. Non ci avevo pensato, ma non mi sembra appartenga a quel genere pericoloso, sembra pi uno che si piange addosso perch ha una vita sentimentale pessima. Shaun annu, poi mi accarezz il viso e si diresse verso il box.

Non hai ricevuto nessun'altra lettera vero?. No, ma sei stata formidabile a darmi la possibilit di parlarne, almeno ora so per certo che non lui lautore di quelle lettere, in compenso, ho ulteriormente esasperato il nostro rapporto, rise amaramente e poi aggiunse. Rapporto, si quello che fanno dopo che qualcuno morto: un'autopsia. Ho ucciso definitivamente quel poco di complicit che avevamo mentre facevamo colazione. La abbracciai, poi le chiesi. Ma cosa ti ha detto di preciso Betsy sulle voci che circolano alla LMU su Shaun?. Te lo dir lei con pi chiarezza nel

pomeriggio. Ieri ha sentito delle voci per caso, ma mi ha detto che oggi si sarebbe informata meglio. Durante il pomeriggio, Shaun miglior ancora i suoi tempi sul giro e questo lo galvanizz cos tanto che alla fine della giornata, quando tornammo al camper, non riuscii ad arginare il suo entusiasmo. Io, invece, avevo in mente di chiedergli alcune cose. Avevo chiamato Betsy e lei mi aveva descritto nei minimi particolari quello che era riuscita a scoprire, uscendo con ragazze che frequentano da pi di un anno la sua facolt. Sai, mi piacerebbe avere dei

chiarimenti su una certa 'cosa', gli dissi e lo guardai seria. Lui mi prese tra le braccia con la chiara intenzione di proseguire in altro modo la serata, ma io lo respinsi con freddezza. Prima parliamo e gli indicai la dinette. Di cosa? chiese, non aveva neanche idea di quello che gli stava per piombare addosso, infatti, era tranquillo e sorrideva. Oggi, quando Christine ha attaccato Sven, ho lasciato correre. Aspettavo di venire qui nel camper per parlartene, poi ho chiamato Betsy che mi ha riferito le uscite di Renate e anche altre cosette ovviamente, ho gi chiesto a

Sven e lui da ipocrita qual , mi ha detto di chiedere a te delle spiegazioni, e io ora, te le chiedo: cosa avete combinato tu e mio fratello nei circuiti dove hai corso?. Lui prese un profondo respiro e si ravvi i capelli nel suo modo sensuale. Stava prendendo tempo e ci, per me significava che Renate non aveva esagerato nei suoi racconti. Durante le trasferte ho avuto dei rapporti occasionali con delle ragazze mentre stavo con Renate. Erano loro a farci delle avance molto esplicite. Renate sapeva tutto e non ha mai fatto storie, fino a che non ho incontrato te e lei ha capito che con te era diverso: tu non eri una fan scatenata, una che

intende portarsi a letto il pilota famoso. Ha capito subito la differenza. Feci pochi passi sulla moquette del piccolo corridoio, la sensazione di tepore e solletico che provai sotto la pianta dei piedi, mi distolse per un istante da quello che stava dicendo Shaun. Sentii che mi mancava laria: avevo un disperato bisogno di spazio per riflettere. Sperai di non avere un attacco di panico. Erano quasi completamente spariti, ma quella confessione mi aveva tolto il respiro ed ebbi paura di sentirmi male di nuovo. V orresti dire che su... mi voltai e indicai il letto. Quante Shaun, quante scopate avete fatto tu e mio fratello su

questo letto? solo il pensiero di lui abbandonato ad amare altre ragazze nello stesso letto dove aveva fatto l'amore con me con tanta e tale delicatezza, mi mand il sangue al cervello. Lui si alz dalla dinette e si avvicin, gli bast fare un passo, in effetti. Nessuna, il camper era la nostra casa per le trasferte e nessuna ragazza, tranne te e Christine, ha messo piede qui dentro. Ci invitavano a casa loro, sempre, la sua voce era cupa, ma primi di avvicinarsi ancora, prosegu. Che giorno oggi?. Che cosa c'entra? gli risposi arrabbiata.

Sabato, oggi sabato. Poco lontano da qui ci sono delle discoteche da sballo. A inizio stagione, abbiamo fatto dei test e siamo venuti qui. Ogni sabato andavamo tutti a ballare. Se dai un'occhiata al TIR, le luci sono spente, questo vuol dire che sono gi andati via. Io sono qui e anche sabato scorso non mi sono mosso e altrettanto far sabato prossimo, se il tempo non ci costringer a partire prima. Shaun tu mi hai mentito. Tu e Sven, mi avete fatto credere che eri diverso, che non eri come mio fratello o il tuo. Non serviva mentire, io avrei accettato la verit. Non mi mai piaciuto sbandierare la mia vita e neppure raccontare delle

mie conquiste, inoltre, ora, tutto questo fa parte del passato: ho fatto una scelta, quando ti ho incontrata. Ma se Renate non si fosse sfogata, io non avrei saputo niente. Prima o poi te l'avrei detto e poi, che cosa cambia questo tra noi? Non stavo con te, anzi, non ti avevo neppure incontrata. Anche tuo fratello cambiato per controllare me, da bravo fratello maggiore, neppure lui pi andato di sabato a ballare con gli altri del team. Perch rigiri sempre il discorso, evitando le cose fastidiose per te? mi guard e quell'ombra di sorriso che gli incurvava le labbra mi disse molto pi di tante parole, ma lui volle precisare ulteriormente.

Conosco Sven da molto tempo e intuisco quello che gli passa per la testa, per, credo che abbia capito che pu fidarsi a lasciarmi tra le mani la sua preziosa, stupenda, bellissima sorella.

37

La domenica arriv presto e non fu facile per me e Christine separarci dal sole autunnale che splendeva in un cielo senza nuvole. Shaun e Sven ci accompagnarono in stazione, in un silenzio imbarazzato. Sia lui che mio fratello si erano offerti di pagarmi il volo aereo, ma io non avevo accettato: ero stata abituata a contare sulle mie forze e non intendevo cambiare. Specie ora che Gustav mi aveva proposto un nuovo lavoro. Mi aveva contattato telefonicamente ed era stato felice di potermi avere nel

team. Aveva parlato anche di test primaverili, prima dell'inizio della stagione agonistica l'anno dopo, avrei, quindi, dovuto far collimare studi e esami con questo nuovo impegno, proprio come faceva Shaun. Era un'ottima possibilit quella che Gustav mi offriva. Passeranno presto, mi disse Shaun, mentre mi teneva abbracciata. S, lo so, ma sono sempre sette giorni. Ti chiamo appena arrivo, cos mi aiuterai a fare i bagagli per portare pi cose possibili nel tuo appartamento, sempre che tu non voglia stare da me.

Non avremmo la privacy che abbiamo nella mia minuscola casa, anche se la tua vasca mi mancher, sottolineai con una smorfia. I fratelli si impacchettano, come ho fatto con il tuo, dammi qualche giorno e lo spedisco fuori casa. Non ti preoccupare, trover dove dormire, ridacchi. Ne sono convinta. L'annuncio freddo della speaker mi ricord che mancava poco alla partenza. Il treno arriv dopo qualche minuto e si ferm con un leggero stridio di freni. Lo baciai, mi appesi letteralmente al suo collo e quella passione che ci aveva unito sin dall'inizio, rese ancora pi

dolorosa l'imminente separazione. Pochi giorni e sar a Monaco, mi ricord, quando le punte delle nostre dita si sfiorarono per l'ultimo contatto, prima di salire sul treno. Il vagone era caldo, un misto di sudore e aria stagnante mi tolse il respiro. Christine mise il trolley sulla rastrelliera, mentre io continuavo a guardare Shaun che aveva appoggiato la mano sul finestrino, con un sorriso feci combaciare il palmo della mia con la sua. Il treno si mosse lentamente e lui tolse la mano; la sua impronta, per, rimase qualche istante, poi svan, come la figura di lui a terra sul marciapiedi

che diventava sempre pi piccola, mano a mano che il treno prendeva velocit. Mi decisi a sedermi solo quando non riuscii pi a scorgerlo, sistemai il mio bagaglio. Il convoglio aveva lasciato la stazione, piegando un po' a destra e solo allora, mi resi conto che Christine stava piangendo. Oh tesoro! Che ti successo? Io ero troppo presa da Shaun mi giustificai per la mia insensibilit. Tu stavi salutando la persona pi importante della tua vita e non posso di certo biasimarti se non hai fatto caso alla freddezza con la quale ci siamo salutati io e tuo fratello. Praticamente, ha grugnito, ma perch non mi tratta come fa con tutti gli altri? Non gli

chiedo cerimonie particolari e neppure ossequi o manifestazioni di affetto, ma almeno un 'Ciao' o un asettico e distante 'auf Wiedersehen', non si nega a nessuno, disse amareggiata. S, hai ragione, il vostro livello di conflittualit ha superato ogni limite e non mi riferisco a te, io farei molto peggio se una persona che mi sta accanto mi trattasse come se non ci fossi. Io non lo capisco proprio, mi dispiace, ma quando torner a Monaco gli chieder spiegazioni. Lei si asciug le lacrime con le dita, poi scosse piano la testa. La massa di capelli biondo oro vibr davanti al suo viso e mi dedic un debole sorriso.

una cosa che dobbiamo chiarire tra noi: non servono intermediari, anche se mi sembra ci sia poco da chiarire, lui mi detesta o peggio ancora, gli sono del tutto indifferente. Ho perso la battaglia, non mi resta che ritirarmi, mi passer. Ti arrendi? le chiesi. Che altro posso fare? Mi sono fatta tutti questi chilometri e lui non si degnato neanche di chiedermi il motivo della mia presenza. Gli avrei detto la verit: 'Sono qui per te', ma, evidentemente, non gli importava saperlo. Sono stata cos egoista da non chiederti neppure che cosa successo ieri sera. Non mi ha fatto prendere un taxi, mi

ha accompagnato con lo scooter e abbiamo cenato insieme, per fortuna che nel locale c'era un compleanno, cos mi sono fatta quattro risate, anche se amare, ma almeno in questo caso, tuo fratello si comportato da persona civile: mi ha tradotto gran parte di quello che si dicevano quel gruppo di amici festanti e ubriachi. Sai se per caso andato via dall'albergo?. Via, dove?. Ti sei accorta se dopo aver cenato si allontanato dall'albergo?. Abbiamo cenato in un ristorante sul lungomare, poi, abbiamo fatto una passeggiata. Dopo l'allegria e il tepore del locale, mi veniva da urlare per la

rabbia a causa del penoso silenzio in cui cadevano tutte le mie domande e i miei tentativi di iniziare un dialogo con tuo fratello. Dopo, siamo tornati in albergo e Sven ha messo lo scooter nel garage. Se fosse andato via, l'avrei sentito. Non so se poi si allontanato dall'albergo con un taxi. Perch me lo chiedi?. Per una cosa che mi ha setto Shaun riguardo ai loro sabato sera. Lei mi guard sorpresa e io le raccontai per filo e per segno la confidenza di Shaun della sera prima. L'ho visto con tante di quelle ragazze che una pi o una meno osserv Christine. Invece, a me ha dato fastidio, anzi, mi ha proprio fatto incazzare sapere di

quello che Shaun e mio fratello facevano insieme e Renate a lei non importava. Ci crederesti? Io non la capisco proprio. Fa parte del passato. Shaun ha ragione, non ci pensare pi. Se avesse avuto intenzione di continuare allo stesso modo, non sarebbe stato cos pazzo da volerti nel team per la prossima stagione: gli avresti rovinato la piazza. S, lho pensato anche io, per questo non gli ho cavato gli occhi ieri sera. Lei si un alla mia risata, poi, precisai. Ora dobbiamo solo decidere come muoverci.

In che senso? mi chiese lei sorpresa. Se Sven non andato in discoteca con gli altri, ma ha preferito fare scena muta accanto a te, direi che ci nasconde qualcosa Sai, io credo che tu gli interessi, ma non sa come gestire questa situazione per lui completamente nuova. Sei troppo ottimista, io sono stanca di farmi trattare male. C' sempre l'Irriducibile'. Di sicuro un'ottima carta per far uscire definitivamente allo scoperto mio fratello. Intendi ingelosirlo? Ma se avesse voluto farmi capire qualcosa, ha avuto molto tempo a disposizione: giorni

e notti Per me, ti sbagli, io gli sono del tutto indifferente, mi sopporta solo perch sono la tua migliore amica. Se fosse cos, avrebbe avuto pi tatto. Lei alz le spalle. Io mi concentrai per un po' sul paesaggio fuori dal finestrino. Sembrava che il sole ci stesse salutando. Non era immaginabile la pena che sentii quando arrivai a casa: ogni cosa mi parlava dell'assenza di Shaun. Le stanze erano fredde e io mi sentivo sola. Tutto sembrava gigantesco al confronto del camper, nonch,

terribilmente desolato. Per tutto il tragitto in treno, io e Christine parlammo di tante cose, evitando l'argomento che ci stava pi a cuore. La domenica soleggiata in Italia si trasform in grigia e piovigginosa lungo il tragitto verso casa. Non trovi sia un segno? disse Christine rivolta al cielo grigio, fuori della Hauptbahnhof, mentre la pioggia fitta e insistente ci bagnava il viso, le mani e gli indumenti che avevamo addosso. S, una vera tristezza e domani si torna in facolt. Dovr fare il viaggio da sola, proprio ora che mi stavo abituando alla presenza di Shaun. Le lezioni, poi,

mi sembrano interminabili e le materie che non vedevo l'ora di studiare, stanno perdendo qualsiasi interesse per me. Per non parlare della fila alla mensa, senza bisticci su cosa prendere da mangiare: cibi super calorici o verdure, sar cos noiosa, rammentavo pi a me stessa che dirlo a Christine. Dai torniamo dentro la stazione e andiamo a prendere la metro. Sono distrutta e voglio tornare a casa. L'avevo seguita e poi ci eravamo divise, lei aveva preso la linea U3 e io la U2. Dopo un paio d'ore dal mio arrivo a casa, ero riuscita a disfare la valigia, farmi una doccia e alla fine esausta mi ero buttata sul letto.

Pensai a Shaun e dopo un po' sentii il suono dell'arrivo di un SMS. Andai a prendere il mio cellulare. Sei la mia passione, la mia vita, il mio respiro -6 giorni. Se avessi seguito listinto di quel momento, avrei dato fondo ai miei risparmi e preso il primo aereo per raggiungerlo e colmare quella distanza che lasciava un grande vuoto dentro di me.

38

La telefonata che aspettavo, arriv verso le sei del pomeriggio, la domenica successiva al mio ritorno a Monaco. Sono a casa, hai fatto un po' di spazio nellarmadio? mi chiese Shaun. Met nell'armadio e met nel com, anche se un cassetto dovremo tirarlo a sorte visto che i cassetti del com sono dispari, stavamo giocando, felici che l'attesa stesse per finire. Ogni dettaglio, anche insignificante, serviva allo scopo di rendere sempre pi forte la nostra complicit. Se ci metti la lingerie di pizzo che

hai portato a Misano, non occuper tanto spazio, di sicuro, i miei calzini e i miei boxer ci entreranno comodi. Rideva, una risata bassa e piena di eccitazione, questo mi bast per precipitarmi da lui. Arrivo! gli dissi e uscii di casa. Pioveva, era giorni che il tempo era cos, sembrava una nebbiolina, lenta e inconsistente che entrava nelle ossa, dopo aver inzuppato i vestiti. Anche la metro era lenta, troppo visto dove ero diretta. Sembrava che tutti mi stessero guardando. Vedevo la mia immagine riflessa tesa e sorridente proiettarsi sui finestrini del vagone sovrapposta, in un insolito collage, al riflesso dell'interno della carrozza della

metro. Sentivo i miei pensieri girare nella mia mente e combinarsi casualmente come in un caleidoscopio a formare strane e sorprendenti figure. Il pensiero che tra poco avrei riabbracciato Shaun si sovrapponeva alle insistenti richieste della bambina alle mie spalle che chiedeva a sua madre di leggerle una pagina del suo libro preferito. La metro era troppo lenta, cos lenta che ormai non ne potevo pi di sentire la stessa canzone sparata a tutto volume nelle orecchie di un ragazzo che mimava il ritmo, dietro di me, a sinistra della mamma con la bambina. Sentivo la musica attutita dalle cuffie confondersi con il rumore del convoglio

che correva nell'intestino buio, caldo e maleodorante del ventre di Monaco. Quando presi la scala mobile per salire, non aspettai che mi portasse su, preferii passare nel corridoio lasciato libero dalle altre persone. Facevo gli scalini a due a due, superando chi non aveva fretta come me: di certo, non avevano qualcuno che li aspettava con ansia. Arrivai trafelata e bagnata davanti alla porta di Shaun. Lui l'apr e senza neppure lasciarmi dire una parola, mi attir a s e mi strinse tra le braccia, mentre la sua bocca mi tolse il fiato, gi piuttosto esiguo, a causa della corsa che avevo fatto per arrivare al pi presto nel suo

appartamento. Che bel quadretto!. Mi irrigidii tra le braccia di Shaun. Se ne sta andando! disse lui, guardandomi negli occhi, ma io mi scostai per vedere meglio. Non credo, gli risposi io. Shaun si volt. Che cazzo stai facendo? disse Shaun con un tono minaccioso che risult sincero alle mie orecchie. Poi, guardando di nuovo Renate in lingerie di pizzo rosso, a piedi nudi e in una posa provocante, avvertii il desiderio di spaccare tutto e cancellare la soddisfazione sulla faccia di lei e la sorpresa su quella di lui. Vattene, tu sei completamente

pazza! disse Shaun. Ma come? Non aspettiamo l'arrivo di Alex? O magari hai chiamato Sven?. Devi proprio essere disperata se prima, dividere Shaun con altre ragazze non ti faceva n caldo n freddo, e ora vuoi far credere che avevi anche dei mnage trois. Non posso mettere la mano sul fuoco per i gemelli Keller, ma per Sven... lui di certo non divide con altri, nello stesso momento, le sue conquiste, poi, con una calma che era solo apparente, guardai Shaun. Risolvi i tuoi problemi con lei, poi, sai dove abito, ma non detto che troverai aperto quando verrai da me. Non c' niente da chiarire. Lei venuta a salutarmi, mi ha chiesto di

andare al bagno e poi, tu hai suonato al portone del palazzo, disse Shaun cupo. Bel tempismo, non c' che dire! poi guardai Renate. La nuova acconciatura ti dona: sembri proprio una cagna bastonata, evitai Shaun che cerc di afferrarmi per un braccio e uscii dal suo appartamento. Non vorrai credere a quello che Renate ti ha detto? mi disse lui seguendomi per le scale. Hai mai provato a mettere in un angolo un gatto selvatico? gli dissi fermandomi a met di una rampa di scale. Ho capito quello che vuoi dire, ma devi credermi: ha fatto tutto da sola. Soffia e graffia, si gonfia e non

vuole saperne delle tue carezze, anche se a te sembrano la cosa pi bella che potresti fargli. Semplicemente, lui non le vuole. Ora mi sento come quel gatto. Lui rimase immobile, ammutolito, fermo a met della rampa, mentre io riprendevo a scendere a precipizio le scale. V olevo mettere pi spazio possibile tra me e Shaun. Anche se sapevo che la nostra disputa era solo all'inizio. Riuscii a tornare a casa, viaggio al contrario nella metro, stesse sovrapposizioni di immagini riflesse dai vetri, ma stavolta, niente bambina ansiosa di sentire per l'ennesima volta

cosa faceva il suo personaggio preferito; la musica in cuffia era cambiata, come chi me la faceva ascoltare seduto di fronte a me. Anche i miei pensieri erano opposti a quelli di prima: rabbiosi e disperati. Mi soffermai sui volti dei miei compagni di viaggio, a parte il ragazzo di fronte a me che si dilettava ad ascoltare un pezzo hip hop e sorrideva, cantando a bassa voce, gli altri erano occupati in diversi compiti: chi leggeva il giornale, chi fissava il muro di cemento armato al di l del finestrino. Ascoltavo inerte la voce elettronica che annunciava le fermate, scandendo lo scorrere del tempo eppure a me sembrava come se tutto fosse fermo. Il

mio corpo avvertiva gli scossoni leggeri, le frenate e l'aria che entrava ad ogni stazione sotterranea e io mi costringevo a guardare il nome della fermata, per non perdere del tutto il contatto con la realt. La prossima la mia. Dissi a me stessa, per trovare la forza di alzarmi: avrei anche potuto procedere fino al capolinea e poi tornare indietro infinite volte, solo per non affrontare di nuovo quello che mi era successo e per non pensare a Shaun e alle sue spiegazioni che di certo sarebbe venuto a darmi. In realt, io non ne avevo alcun bisogno: avevo capito che lui non poteva essere cos stupido da chiamarmi

al telefono e dirmi di raggiungerlo, sapendo che Renate era pronta per una 'ripassata'; sapevo anche che non l'aveva toccata neppure con un dito e che non l'avrebbe fatto, ma non potei impedirmi di pensare: per quanto tempo mi sarebbe rimasto fedele? Non corsi per tornare al mio appartamento, per cui ero bagnata fino all'osso quando vi giunsi, ma non avevo alcuna fretta; stavo cercando di preparami per ribattere alle spiegazioni di Shaun. Arriv poco dopo che ero entrata in casa e io non ero neppure riuscita a cambiarmi. Fammi entrare! disse rivolto alla porta chiusa del mio appartamento.

Ti avevo detto che forse non avresti trovato la porta aperta. Potevo sentire la pioggia che colpiva il portone e se non si era bagnato fino a quel momento, di certo molto presto sarebbe stato fradicio di pioggia. Secondo te, sarei cos stupido da farti venire da me dopo aver dato appuntamento a Renate?. No, non sei cos stupido. Infatti, ho capito che stata solo una sua commedia, un tantino deprimente oltretutto, ma contenta lei. Allora, perch mi lasci fuori dalla tua porta? chiese Shaun, la sua voce era bassa e si intuiva la sua frustrazione. Ho pensato che queste scene

potrebbero ripetersi. Tu potresti trovarti in situazioni simili, spesso, specie quando sei fuori per le gare e mi sono chiesta: per quanto tempo riuscir a resistere a inviti di questo tipo? gli dissi ancora attraverso la porta. Noi dovevamo solo incontrarci Lene, io dovevo trovarti, il resto non ha pi importanza per me, disse con amarezza. Aprii la porta e lui mi cadde quasi addosso. Aveva i capelli completamente appiccicati al viso, se li scost e io attesi in silenzio, fece qualche passo per entrare in casa e io non glielo impedii. Hai ragione, prendimi a schiaffi e fallo con tutta la rabbia che senti. Sono

stato un'idiota a farla salire, lui sporse il viso verso di me e io lo colpii con uno schiaffo, la mano mi bruci e il suo volto scatt di lato dopo il colpo ricevuto. I capelli rilasciarono gocce di pioggia che mi arrivarono fredde sulle labbra, i suoi capelli si riappiccicarono al viso. Schiaffeggiami ancora, perch sono stato cos stupido da non capire che potevo farti soffrire. Gli diedi un altro schiaffo, molto pi forte. Sentii il freddo della sua guancia e la leggera barba sotto le mie dita. Quando mi guard di nuovo, i suoi occhi erano tormentati e infinitamente

belli, una morsa allo stomaco mi avvert che ero stata troppo dura. Dammi un altro schiaffo perch ancora non ti ho detto quanto siano stati interminabili questi giorni senza di te. Ti amo Lene. Delle gocce di pioggia scesero sul suo viso e si fermarono sul labbro superiore leggermente sollevato. Potevo ancora negare di provare il suo stesso sentimento? Gli accarezzai la guancia che gli avevo schiaffeggiato. Lui mi prese la mano, port le mie dita all'altezza della sua bocca e le baci a lungo. Non avevo mai provato una sensazione di cos totale trasporto. Solo sentire le sue labbra fredde a contatto

dei miei polpastrelli mi provoc un brivido, sospirai e i suoi occhi pieni di desiderio si posarono sul mio viso. Ti voglio Lene, pi di ogni altra cosa al mondo, mi disse, poi, scost alcune ciocche dei miei capelli bagnati e attir il mio viso verso il suo. Ci spogliammo lentamente, per non rovinare neanche un attimo di quel momento unico, magico, lasciandoci andare sul letto, nudi e tremanti, bagnati dalla pioggia come due gatti che non hanno trovato un riparo allasciutto. Le sue mani mi accarezzarono delicatamente, mentre continuava a baciarmi, poi, sollev impercettibilmente il labbro superiore e mi entr dentro con un gemito.

Non aveva mai fretta, lasciava che mi adattassi al suo ritmo. Io gli mostravo tutto il mio desiderio, baciandolo, abbracciandolo e affondando i polpastrelli sulla sua schiena mentre i suoi muscoli si contraevano ad ogni spinta. Se quello era il paradiso a me stava bene, perch sapeva del profumo della sua pelle e appariva come il colore dei suoi occhi che diventavano due stelle luminose e trasparenti mentre mi guardava. Era Shaun e questo a me bastava.

39

Il capo appoggiato sulla sua spalla. La citt si stava svegliando, mentre io continuavo a tenere gli occhi chiusi. Shaun guardava fuori dal finestrino del treno che ci portava a Garching. Io pensavo alla notte appena trascorsa tra le sue braccia e a quello che ci eravamo detti. Sven voleva buttarmi fuori dal camper quando gli ho detto che avrei preso un aereo per tornare a Monaco, subito dopo la tua partenza da Misano. Mi ha detto: 'Se non riesci a stare lontano da lei diglielo, non c' bisogno

di accelerare i tempi!'. Poi, gli ho detto che avevamo fatto l'amore. E lui?. stato in silenzio per un attimo, poi, ha aggiunto: 'L'avevo gi capito, ho visto una strana luce negli occhi di mia sorella quando vi siete salutati alla stazione'. Ora, devo sperare che non mi uccida se gli arriva all'orecchio quanto sono stato coglione oggi. Non ti preoccupare, glielo dir io, gli avevo detto, poi avevo sorriso, gettando il cuscino bagnato dai nostri capelli umidi a terra, dove gi cerano sparpagliati alla rinfusa i nostri vestiti e il piumone. Lui aveva fatto una faccia strana, poi, aveva imitato il mio gesto, ma il suo

cuscino era atterrato sul divano del salotto. Stavo scherzando, mi hai detto quello che volevo sapere e mi basta, avevo aggiunto e l'avevo abbracciato. Un leggero scossone del vagone e il mio capo scivol dalla sua spalla, lui con delicatezza lo riposizion e poi, riprese a scorrere i suoi appunti da un quaderno che teneva sulle ginocchia. Quella era la nostra routine mattutina e io speravo non cambiasse mai. Dobbiamo andare al mercatino natalizio di Marienplatz o preferisci quelli con un'atmosfera pi accattivante nello Schwabing, il quartiere degli artisti, non poi cos lontano da casa mia oppure ti piace di pi

l'Haidhausen. Se vogliamo essere pignoli, Marienplatz, in linea daria, mi sembra il pi vicino a casa tua. Io, comunque, ho visto solo quello di mercatino, perch ho messo piede a Monaco solo pochi mesi prima di frequentare la TUM, quindi, non conosco quasi niente. Ma conosci me e questo basta, disse ridacchiando. Scegli tu e lasciamo perdere la tua poca modestia. Sto gi pensando a quando mi rimpinzer di Lebkuchen disse. Pensi sempre al tuo stomaco, comunque, per mandare gi un biscotto simile, ci vuole anche un po' di Glhwein.

Quale dedica sceglierai per il mio cuore ricoperto di cioccolato? mi chiese. Ci devo pensare forse 'Flocke'. Pensi a me come a un soffice fiocco di neve?. No, solo per il colore candido della tua pelle. V orrei accompagnare ai biscotti una buona quantit di Feverzangenbowle. Ci vai pesante, e immagino che lo cercherai con la gradazione di rum pi alta. Indovinato! Poi, per smaltire le calorie andiamo a pattinare sul ghiaccio.

Certo, e se finirai a terra e aliterai, scioglierai tutto il ghiaccio allistante. Chi ti dice che sono cos imbranato sui pattini?. Troppo alto e poi, sarai anche ubriaco... e io che pensavo che non volevi perderti la poesia dell'albero in Marienplatz, lodore di cannella che si diffonde per le vie del centro e le stupende luminarie natalizie. Betsy e Christine, mi hanno accompagnato all'accensione dell'albero di Natale, stato un momento davvero emozionante, avrei voluto stringere la tua mano. Lo faremo l'anno prossimo, disse, senza esitazione. Era veramente straordinario come lui non avesse incertezze sulla durata del

nostro rapporto, io invece avevo il terrore di fare progetti, anche solo per il giorno dopo, forse, perch non mi sarei mai immaginata di innamorarmi. Quando avevo preso la decisione di trasferirmi a Monaco, l'avevo fatto solo per frequentare la TUM. Possiamo fare i giri che ti pare e andare a dormire a casa mia, cos non dovr fare troppa strada con te in braccio, piena di ematomi per le cadute, dopo aver perso la sfida con me sul ghiaccio. Stiamo a casa, ho capito. Hai paura che ti batta, dai ammettilo!. Adoro sfidarti. Lui rimase un attimo in silenzio e

poi, prosegu. Per Natale, vorrei farti conoscere i miei genitori, dato che la tua famiglia io la conosco gi. Mi svegliai del tutto e tirai su la testa dalla sua spalla. Non me l'aspettavo, mi sembrava presto e io non mi sentivo pronta. Ma... perch vai a casa tua il giorno di Natale?. Di solito ci incontriamo. Certo non facciamo grandi pranzi, ma stiamo insieme e sarei felice di farteli conoscere, gli ho gi parlato di te. Immagino che non saranno al settimo cielo di conoscere la ragazza che ha fatto interrompere un fidanzamento durato due anni,

commentai amaramente. Non ero fidanzato con Renate, stavamo insieme, ma come gi sai, il nostro era un rapporto di comodo e so che anche lei durante la nostra relazione mi ha tradito pi volte. Ci stava bene cos, ma non ho mai avuto intenzione di far conoscere Renate ai miei. Quando capirai che con te tutto diverso?. Forse, se me lo rammenti spesso mi convincerai. Lui rise, mi accarezzo il viso e mi baci. Mi dava sempre un motivo per avere la testa da qualche altra parte, invece che sugli argomenti delle ore di lezione. Ci incontrammo con i nostri amici in

Marienplatz, dopo due sere, per pattinare, ingozzarci di dolci e bevande esplosive a base di rum, zucchero caramellato e cannella. Faceva freddo. Accettai la sfida di Shaun sui pattini, mentre Christine viaggiava alla velocit della luce con Sven alle calcagna. Lei era bravissima sul ghiaccio e mio fratello sapeva correre bene, ma non era all'altezza della grazia della mia amica che l'aveva praticato come sport. Betsy invece era alle prese con la recinzione di protezione e Derek l'aiutava a non cadere a ogni passo. Betsy sembra molto pi ubriaca di me, disse Shaun ridacchiando. Tu non sei ubriaco, con tutto quello

che hai bevuto dovresti essere gi stramazzato al suolo. Non ti sembra di aver esagerato un po'?. Se non esagero come faccio a starti dietro? tent di prendermi, ma io cambiai traiettoria repentinamente per sfuggirgli. Mi stai provocando? Lo sai che non resisto quando mi eviti con quell'espressione negli occhi. Prova a prendermi! gli dissi e lo sorpresi con due falcate veloci. Sapevo che mi avrebbe raggiunta, ma se ero abbastanza veloce a scartare e intrufolarmi tra gli altri pattinatori, non sarebbe riuscito ad afferrarmi con tanta facilit. Quasi mi scontrai con Sven che con

una potente frenata cercava di bloccare Christine, la quale era riuscita con grande abilit a passare tra due bambini e Sven era rimasto come un cretino al centro della pista. Non avevo pi avuto la possibilit di parlare di Christine con mio fratello, perch non ci eravamo pi incontrati, cos afferrai quell'occasione, volevo capire cosa pensava di lei, senza ovviamente rivelargli i sentimenti della mia amica. Quando Shaun vide che mi ero messa al fianco di mio fratello, ci raggiunse e mi prese per la vita. Fatti un giro, devo conferire con il fratello maggiore, gli dissi e lui si diresse verso Betsy che nonostante gli

amorevoli suggerimenti di Derek, non accennava a migliorare la sua andatura, sempre pi simile a quella di un ubriaco. Non ci siamo pi sentiti da quando sono partita dall'Italia. So che sei molto occupata con la facolt e con Shaun. Perch dovevo romperti le scatole? Cosa strana tu che non ti impicci della mia vita osservai stupita. Lui rise. Hai trovato qualcuno che ti protegge, molto pi di me e ti insegner molte pi cose sui sentimenti di quanto possa fare io. Sbaglio o sento una vena amara nelle tue parole?.

Non ti pare strano, se gi non ne hai parlato con Shaun, che non ho pi una ragazza da non so quanto?. Per questo sei cos acido? Perch sei in crisi di astinenza? Dai, per te, trovare una ragazza in qualche circuito non di certo difficile. Non sei stato un bravo fratello tacendomi il passatempo che avevate tu e Shaun. L'ho scoperto grazie ai pettegolezzi e poi me lha confermato il tuo compagno di scopate, lo rimproverai. Ti ho gi detto che lui un bravo ragazzo e non ti dovevi preoccupare. Infatti, non solo ti ha detto per filo e per segno quello che succedeva, ma soprattutto che quella vita fa parte del suo passato e anche del mio. Solo che

lui cambiato perch innamorato di te, io ancora non so perch ho fatto questa scelta. Forse, ti sei innamorato anche tu? gli suggerii. Lui rise di gusto e si allontan da me senza darmi una risposta. Lo trovavo sempre pi strano, anche il suo continuo litigare con Christine e poi cercarla con lo sguardo, come stava facendo ora. Non potevo dire che ne fosse innamorato, ma di sicuro lei gli piaceva. La cosa strana era che n lui n Derek, si fossero espressi con le mie rispettive amiche, pur uscendo sempre tutti insieme. C'era qualcosa che mi sfuggiva,

mentre stavo ancora riflettendo arriv Shaun che mi prese per mano e mi trascin per una decina di metri. Non sono ancora caduto anche se, ammettilo, ci speravi. Perch dovrei sperare che tu ti faccia male?. Solo che cada. Mi hai promesso che non lo farai mai, gli dissi e lui si volt, lasci che con l'abbrivio arrivassimo al bordo della pista e non mi stacc gli occhi da dosso fino al tonfo secco del suo corpo contro le protezioni. Sarai sempre con me: sei il mio portafortuna e io mi rialzer sempre con te accanto, mi disse, accarezzandomi il viso con le mani gelate.

Rabbrividii e non solo per le sue dita sulla pelle. Ovunque lo si getti, rester in piedi, gli ricordai il motto del Triscele dell'isola di Man. Lui annu. Sei ancora convinto di voler corre il TT?. Per ora no. La prossima stagione avr una moto che metteremo a punto insieme e credo finalmente di avere delle possibilit per superare Lars. V oglio concentrarmi solo su questo, l'unica distrazione sarai tu. E non poco. Dobbiamo anche preparare gli esami e anche quelli non saranno uno scherzo.

L'anno scorso non ho avuto problemi e per il prossimo avr una validissima mano per migliorare. Abbiamo molto lavoro da fare. Per, a Natale, verrai a conoscere i miei?. Ci tieni cos tanto? Stiamo insieme da cos poco tempo e.... Lui aveva un mondo molto convincete di farmi stare zitta e lo us.

40

Partimmo la mattina di Natale. Io ero tesa come un pesce surgelato e faceva abbastanza freddo da consentirmi di rimanere in quello stato per tutto il viaggio. Le rassicurazioni di Shaun furono inutili. Lui si stava divertendo un mondo, io invece, pensavo che sarei stata in imbarazzo davanti ai suoi genitori e avrei avuto anche da ridire con Alex che a causa mia, era stato costretto a prendere il treno per passare il Natale con la sua famiglia: l'auto di Shaun era solo per due persone.

Ti piaceranno e gli piacerai. Una delle tue perle di saggezza?. Dai, non iniziare a fare l'ironica, lo so che sei agitata, come lo ero io, quando ho detto a tuo fratello che stavamo insieme. Non ci avete fatto una bevuta su? Magari con qualcosa che stronca, tipo il Feverzangenbowle?. Sei incorreggibile! S, vero, ha bevuto alla tua salute e mi ha detto: 'Tanti auguri'!. Gentile mio fratello, un'altra delle cose che mi ricorder di mettere nella lista delle battute che si poteva risparmiare. Senza di lui non ci saremmo mai conosciuti, solo incontrati.

S, e in quelloccasione, io ho detto alle mie amiche che assomigliavi all'attore che ha interpretato Thor. Ecco da cosa deriva Shaun/Thor osserv lui, ma non mi fece rispondere. Lo sapevo che era una cosa avvilente: io sono molto pi affascinante. Stai diventando sempre pi presuntuoso. S, lo ammetto, ma la presunzione fa parte del pacchetto se sei il Dio del tuono Comunque, quando siamo insieme fuoco e fulmini non mancano, mi prese una mano, la avvicin alle labbra e la baci lentamente. Smettila!. Lo so che ti eccita, almeno cos

penserai a qualcos'altro, oltre a preoccuparti per la nostra destinazione che si tratti del regno di Asgard?. Non gli risposi, ma tolsi in fretta la mano dalla sua, mentre lui si lasciava andare ad una delle sue sonore, ma rare risate. Frank Keller era un gigante, proprio come i suoi figli. Aveva capelli biondo scuro e due occhi azzurri penetranti. Mi sorrise e mi strinse la mano con forza. Benvenuta! disse e mi fece entrare in casa. Un piccolo corridoio e poi, un salone luminoso dai mobili chiari e

lineari. Nelle stanze aleggiava un forte odore di cannella, mescolato ad altri odori che mi ricordarono linfanzia, anche se mia madre preferiva la cucina italiana. Grazie dell'invito risposi, dopo essermi sfilata la mantella che mi aveva regalato mia madre per Natale. Ero andata a trovarla e avevo approfittato di quelloccasione per farmi consigliare su cosa donare ai Keller. Lei, pochi giorni dopo la mia visita, aveva consegnato a Sven una lista da cui avrei potuto scegliere il regalo che preferivo per i genitori di Shaun e insieme una stupenda mantella nera, di cashmere, per me. Appoggiale pure, mi disse Frank,

quando si rese conto che tenevo ancora in mano le buste di carta colorata. Deve controllare se apparir qualche altro super eroe, disse Shaun. Frank mi guard interrogativamente, io sentii salire un forte calore al viso, poi assestai una forte gomitata al fianco del mio ragazzo che non riusc a ridere. Sembra che sia lei una super eroina, se riesce a tenerti testa. Sorrisi soddisfatta al padre di Shaun e poi, ci raggiunse anche sua madre. Indossava un Dirndl lilla a pois di una tonalit leggermente pi scura, con sotto una blusa bianca con le maniche corte. Un nastro rosa si incrociava pi volte sul corpetto e il grembiule tenuto in vita da un fiocco, era verde scuro con

motivi floreali di svariate tonalit di lilla. Non sai che piacere di averti qui Lene, io sono Anabel, il suo abbraccio sapeva di cannella, anice, zenzero e chiodi di garofano. Io rimasi fredda, ma solo per un attimo, sentii la mano di Shaun su una spalla e mi lasciai andare. Lebkuchen fatti in casa, ecco perch adoro mia madre, disse lui e ci abbracci entrambe. Mi scusi, non sono un tipo molto espansivo, ma grazie a Shaun sto migliorando, dissi per giustificare la mia freddezza di pochi istanti prima. Non ti devi giustificare e dammi del tu. Shaun il pi chiuso dei miei due

figli, ma se ti ha portato qui, vuol dire che per lui sei speciale e quindi, lo sei anche per noi, disse lei con naturalezza. Non ci fate caso, lei puntualizza sempre tutto, concluse Shaun, sciogliendosi dall'abbraccio. Guardai Anabel e trovai molti tratti del viso di suo figlio. Aveva i capelli chiari come lui e li teneva raccolti in uno chignon, mentre i suoi occhi erano di un verde leggermente pi scuro di quelli di Shaun. Ma prego, accomodati, mi indic il divano del salotto. Ho portato del vino e... Shaun? lo invitai a prenderlo dalle buste di carta. Devo mettere qualcosa in frigo, c' posto?.

Anabel annu. Ho pensato... poi sorrisi. Sono per met italiana e mi sono fatta consigliare da mia madre, italiana anche lei, cos dietro suo suggerimento ho pensato di portarvi del vino e dello spumante. Chianti e bollicine da Franciacorta, lesse le etichette Shaun. Stanno bene con quello che hai preparato?. Anabel rise divertita. Non ne ho idea, ma credo che di vini e bollicine se ne intenda pi Lene o sua madre, una risata generale stemper definitivamente l'atmosfera. Aiutai Shaun ad apparecchiare il

tavolo del salotto. Anabel aveva proibito a Shaun di entrare in cucina e Frank era andato a prendere Alex alla stazione. Tua madre sa bene che deve farti stare lontano dal cibo. Appetito famelico, ma dall'odore, so gi cosa ha preparato, tu per, dovrai tenere a bada la tua curiosit, perch non te lo dir. Non gli risposi, mi limitai a stendere la tovaglia immacolata con intarsi di pizzo sul tavolo. Shaun prese i piatti e me li pass, poi, appoggiamo con estrema delicatezza i bicchieri per evitare di romperli, ma questo non ci imped di scherzare ugualmente un po: ad ogni

bicchiere che posava sulla tavola, Shaun mi scrutava serio attraverso il prezioso cristallo. Alex e Frank arrivarono, mentre io e Shaun litigavamo animatamente per la posizione corretta delle posate. Fatto buon viaggio? chiese ironico. Smettila di fare la vittima, lo zitt il fratello. Alex mi guard cupo, ma non rispose. Salut sua madre con un sorriso radioso e poi, la abbracci. Che hai preparato di buono?. Lo vedrai presto. Shaun metti l'Advendskranz al centro del tavolo e accendi tutte le candele. Lui prese la corona fatta con i rami

di abete intrecciati e accese le quattro candele rosse, gi leggermente consumate. L'avevamo fatto tante volte anche io e la mia famiglia a casa nostra: ogni domenica, prima dell'Heiligabend, la vigilia di Natale, ne accendevamo una. Lui mi guard mentre le accendeva e il suo labbro superiore si incurv in un leggero sorriso. Mi mim con la bocca: 'Stasera'. Sentii una morsa allo stomaco e la solita eccitazione mi pervase, ripensando al nostro personale rito delle candele. In Italia, ne aveva comprate una quantit industriale e quando decise di trasferirsi a casa mia, aveva impiegato

pi tempo a scaricare le candele che i suoi vestiti. Avrei voluto ucciderlo, invece, gli sorrisi e ad Alex, non sfugg. Non mi piaceva il modo in cui mi guardava quando ci incontravamo, forse, era per questo che con lui non ero mai riuscita a rilassarmi, tutto dipendeva da quella sensazione di fastidio che non ero mai riuscita a superare, da quando mi aveva attaccato alla mensa della LMU. Non lo detestavo, ma non lo trovavo neppure simpatico. Speravo che un giorno avrei attenuato quel disagio che ci divideva, ma per il momento mi limitavo a sopportare la sua presenza. Per fortuna, non ci incontravamo spesso. Io e Shaun usavamo il loro

appartamento solo quando Alex non cera, come quella sera, dato che lui si sarebbe fermato dai suoi, mentre noi saremo tornati a Monaco. Ero sempre tesa e credo che lui lo percepisse, soprattutto, quando si avvicinava perch io cercavo di allontanarmi da lui, ma quel giorno, a tavola, me lo trovai di fronte. Shaun fece un complimento a sua madre, quando dopo il brodo, fatto con lo stinco di bue, Anabel port in tavola un'enorme fiamminga con un'oca ripiena di prugne e albicocche secche e un contorno di Kndel. Poi, torn di nuovo in cucina per prendere altri due vassoi pieni di crauti rossi con pezzetti di mele e una montagna di patate, il tutto bagnato

con il sugo dell'oca cotta al forno. Il profumo invase la stanza e Frank si accinse a tagliare l'oca. Alex inizi a raccontare degli episodi divertenti e l'atmosfera si rilass molto, mia madre diceva sempre che il buon cibo a tavola, rasserena gli animi. Quell'atmosfera conviviale che io non condividevo pi da molti anni con la mia famiglia, sembrava l'avessi trovata in quella di Shaun e questo mi sorprese, perch solo poche ore prima erano solo degli sconosciuti. Mentre mangiavamo li osservavo in silenzio, mentre parlavano tra loro, si scambiavano battute o semplicemente degustavano il Chianti o masticavano il

cibo. Mi accorsi che Alex, mi stava studiando, anche mentre raccontava in tono divertito quello che gli era capitato in facolt o con i suoi amici. Ti voglio mostrare una cosa, mi disse Shaun, dopo aver dato fondo anche alla Kaiserschmarren. Adoravo quella specie di crpe dolci con salsa di mirtillo. Anabel aveva aggiunto anche una spolverata di zucchero a velo e salsa di vaniglia. Aspetta, prendo un Lebkuchen, gli dissi, prima di alzarmi dal tavolo. Quelli di mia madre sono eccezionali e mi prese per mano. Non ci avete ancora raccontato dove vi siete conosciuti, ci chiese

Anabel, allungandomi il vassoio dei biscotti speziati e ricoperti di cioccolata. Shaun guard prima sua madre e poi, me; si rimise seduto, prese un Lebkuchen e prima di mangiarlo, inizi a raccontare. La prima volta che ho visto Lene stato in foto. Suo fratello, Sven, ha diverse sue immagini memorizzate nel cellulare, poi ci siamo incontrati, ma un anno dopo, dentro al labirinto degli specchi, nel giorno della Parata dell'Oktoberfest di quest'anno: mi ha scambiato per l'attore che interpreta Thor. Non vero, ho detto solo alle mie amiche che gli assomigliavi, ribattei

piccata. Frank inizi a ridere, sua moglie non cap il perch, mentre Alex sembr improvvisamente mettere insieme tutti gli elementi della nostra storia che suo fratello, evidentemente, non gli aveva raccontato. La Parata e il labirinto degli specchi molto romantico, ironizz lui. Ma passato ancora del tempo prima che ci incontrassimo e.... Lene si allenasse a centrare minestre altrui con le gomme da masticare, aggiunse Alex. Ha iniziato la tua amica isterica! puntualizzai in modo brusco. Eri seduta al nostro tavolo, ribatt

lui. Non c'erano targhette con su scritto: 'Per gli snob della LMU'. E mentre loro litigavano, io mi sono gustato la scena, disse Shaun. Hai lasciato Renate quello stesso giorno e nessuno aveva capito il perch, gli rinfacci Alex. Con Renate non era mai iniziato niente: non poteva finire che in quel modo, aggiunse Shaun cupo. L'atmosfera idilliaca che si era creata con il pranzo di Natale, ora stava degenerando. Shaun e Alex stavano litigando sotto gli occhi stupiti dei loro genitori. Smettetela! dissi ad un certo punto e loro fecero silenzio. Io non capisco

perch tu continui a difendere Renate, a me non interessa n lei, n le tue ragioni, per, sono stanca di sentirla nominare in continuazione. Se tra lei e tuo fratello fosse stata una cosa seria, avrebbe funzionato, ma non andata cos e non colpa mia se si sono lasciati. Io non vado in giro a 'rubare' i ragazzi delle altre. Sono anni che ho problemi anche solo ad avvicinarmi a un estraneo. Credevo ti fossi accorto della mia reazione al ricevimento a casa di Kurt. Tuo fratello lunico a essere riuscito a entrare nel mio mondo, nessuno prima di lui ne era stato capace. Se sar costretta a litigare con te o con altre ragazze per riuscire ad averlo accanto anche un giorno di pi, puoi stare certo che lo

far e user tutti i mezzi possibili. Spero di essere stata chiara una volta per tutte! poi, morsi con decisione il biscotto che avevo tra le dita. E ti andata bene che non ha una chiave inglese a portata di mano, quando incazzata come adesso, me le tira, aggiunse Shaun. Frank fu il primo a iniziare a ridere, poi, gli altri lo imitarono finch tutti, tranne me e Alex, furono contagiati da quellallegria sorta cos spontaneamente. Io e Alex ci fissavamo in silenzio.

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Bella figura che ho fatto con i tuoi, dissi a Shaun, un attimo dopo che avevamo lasciato il salotto e lui mi stava conducendo verso una porta chiusa. Non sai quanto l'abbiano apprezzata. Ma stai scherzando? Ho fatto la figura dell'isterica ad attaccare tuo fratello in quel modo. Sei riuscita in poche e sintetiche parole a dimostrare che tieni a me e questo credo sia la cosa fondamentale per loro, visto che gi sapevano cosa

provo io per te. Hai fornito la spiegazione pi onesta e possibile della nostra storia, sfidando Alex davanti a loro, lui apr la porta della stanza e mi trascin dentro. Non riuscir mai a... ad avere una reazione normale io... poi, mi bloccai. Attaccati alla parete, tinteggiata di un verde chiarissimo, sopra ad un letto singolo, c'erano poster, locandine, foto, ritagli di giornale, una miriade di colori e scritte che raccontavano una sola cosa: la passione di Shaun. Ti piace? mi chiese. Si vedeva che era orgoglioso di quel collage che doveva aver impiegato anni a realizzare. Questa la stanza che dividevo con mio fratello e indic l'altro letto vicino

alla parete opposta. La mia passione iniziata qui. Qui ho fatto i miei primi sogni di pilota. Mi avvicinai. Riconobbi le foto di campioni che anche io avevo collezionato, su una parete simile alla sua. Io e Sven avevamo costruito insieme il nostro collage di immagini da ammirare e adorare. Anche io... cercai di dirgli, ma lui stava gi sorridendo. Te l'ha detto lui?. S, mi ha raccontato delle pareti della sua stanza e della passione che mettevate nel riempirla e anche delle liti per la scelta del campione che doveva stare pi vicino al tuo o al suo letto. stato un bel periodo, la passione

per le moto era l'unica cosa che mi aiutava a uscire dal mio isolamento. Era la mia unica ragione di vita, ammisi. Spero che in quella parete prima o poi metterai anche la mia foto, mi disse prendendomi tra le braccia. Mi piacerebbe, ma non esiste pi. Quando Sven se n' andato, pi di quattro anni fa, si portato via gran parte di quel collage. Non so che fine abbia fatto. La mia parte l'ho staccata con la morte nel cuore, quando ho lasciato la casa che avevo diviso con mio padre. Nellappartamento di Monaco non ho ancora fatto nessun collage e lo sai bene. Vuol dire che ne faremo uno insieme, quando avremo una stanza tutta

nostra da dedicare a coppe, medaglie e ricordi. Stai correndo troppo. S, lo so ma mi piace e pos le sue labbra delicatamente sulle mie. La porta della stanza si spalanc. State sempre appiccicati! disse Alex e si butt sul suo letto. Hai qualcosa che ti rode, fratello? gli chiese Shaun. Vado ad aiutare tua madre a riordinare, dissi e mi staccati da lui. Tu sei un ospite, vado ad aiutarla io. Tu intanto deliziati con le foto di quelli che di certo mancano dalla tua collezione e mi indic la parete con il collage. Ne sei cos convinto?.

Lui annu, mi baci e usc dalla stanza. Siete patetici! comment Alex, io non lo ascoltai, mi avvicinai alla parete e sorrisi ad ogni volto a cui riuscivo a dare un nome. L cera la storia del motociclismo sotto forma di immagini. Alla vista di cos tanti piloti italiani che davano lustro a quello sport, mi sentii orgogliosa. solo questione di tempo, comment ancora lui. Cercai di non ascoltarlo, mi infastidiva sentirlo parlare tanto quanto vederlo. Verrai da me in ginocchio. Mi voltai. Era disteso, con le braccia intrecciate dietro la nuca e mi

stava sfidando con lo sguardo. L'importante che sei convinto e tornai a guardare verso la parete. Certo, dici di aver avuto problemi a relazionarti con il mondo. Solo quello scemo di mio fratello pu credere ad una storia cos assurda. In realt, fai solo la preziosa, per sembrare pi interessante. inutile che fingi con me: ho capito dal primo sguardo come sei fatta. Sei solo un'arrivista hai fiutato il bel ragazzo che diventer molto famoso e ricco. Se ne sei cos convinto, perch non riferisci tutto a tuo fratello? Fossi in te mi precipiterei a dirglielo. troppo preso da te, non mi ascolterebbe. Sei stata molto abile, devo

ammetterlo, non so come tu ci sia riuscita, ma l'hai reso molto simile a un cagnolino obbediente. Non hai capito niente di me e ancora meno di tuo fratello. Ma lo immaginavo: quando ci siamo scontrati la prima volta alla mensa ti ho inquadrato subito. Al ricevimento, mi sono divertita molto per il fatto che tu non mi avevi riconosciuto. Tu non riesci proprio a guardare al di l dellapparenza. Sei vuoto, come le persone che hai accanto. Non hai nessun ideale, non hai mete da raggiungere, ma soprattutto, non sei capace di provare passioni forti, quelle che ti tengono sveglio la notte, che ti fanno sognare e vivere. Sei una nullit.

Puoi insultarmi quanto ti pare, tanto so che finirai nel mio letto, come tutte quelle che sono state con Shaun. Peccato che molte non ho potuto farmele, dato che le 'pescava' quando era in trasferta per qualche gara... non te l'ha detto? Oh scusa pensavo lo sapessi che si.... Brutta cosa non capire le persone. Con me hai preso proprio una cantonata. Non ti disturbare a parlarmi ancora, neppure a insultarmi o provocarmi. Questa lultima volta che ti rivolgo la parola. V olevo passare sopra al fatto che ti detesto, solo per Shaun, ora non mi far pi scrupoli. Mi rivolse un'occhiata piena di disprezzo e continu per un po a insultarmi. Io mantenni la promessa, non

lo ascoltai e non gli risposi, mi limitai a guardare la stupenda parete creata da Shaun. Quando abbracciai Anabel per andarmene, lei mi disse piano in un orecchio. Shaun fortunato, ma non farglielo capire. Credo tu sia arrivata tardi, le risposi. Lei mi strinse pi forte e poi, mi lasci andare. Spero vi facciate vedere, un po prima di Natale dell'anno prossimo, ci disse Frank. Quando volete siete i benvenuti in pista. Non dista tanto da casa vostra e ci

troverete entrambi, almeno fino a che non inizier il campionato, continu Shaun. Sar un'annata da incorniciare, ribad Alex, con ironia. Io non lo guardai neppure. Salutai Frank e Anabel e poi, con un gesto rapido, mi infilai la mantella. Sperai di non incontrarlo, almeno per un altro anno.

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Finalmente, una sera riuscimmo a fare un'uscita 'tutte donne', come la chiamava sempre Christine, accompagnata da una pizza e un boccale di birra. Vediamo se riusciamo a fare un riassunto della situazione, a beneficio, della qui presente Lene che, ultimamente, sembra si sia dimenticata di avere due amiche e si sia degnata di incontrarci nel bel mezzo della settimana, perch, udite udite: troppo impegnata nei weekend', cos, ci troviamo in un locale semideserto, in

compagnia di tre coppie occupate a scambiarsi saliva da quando sono entrate qui dentro. Ora, posso quindi decretare che siamo tra quelli che stasera avrebbero potuto starsene a casa, invece di scaldare questo locale con il loro alito, sentenzi Christine. Sto parlando con te! continu dopo avermi chiuso il men che avevo davanti. Ho sentito, stavo solo cercando di farmi un'idea di quello che potevo prendere. Ma se prendi sempre la stessa pizza. Non ti sforzare, so perfettamente che non vedi l'ora di tornare da quello che ti scalda il letto. Adesso smettila! Shaun star sicuramente studiando: ci dobbiamo

preparare per gli esami, poi, nel fine settimana abbiamo le prove con la moto e alla fine, ci rimane ben poco tempo per lintimit. Hai detto bene: ci scaldiamo a vicenda il letto e basta. Raccontalo a qualcun'altra, io non ti credo, ma lasciamo perdere il tasto Shaun, altrimenti, mi fai di nuovo gli occhi estasiati e ti perdiamo ancora una volta. Noi vorremmo parlare un po' con te di noi, di come ci siamo perse di vista e quello che ci sta accadendo. Sono qui per questo, ma ti prego, ordiniamo, cos forse mi riscaldo un po'. Lei sospir e dopo aver fatto l'ordine, riprese a parlare. Mi arrivata un'altra lettera.

Sempre durante una lezione, ma chi accidenti pu essere? Non vedo mai aggirarsi nessuno tra i miei libri chiese pi a se stessa Christine che a noi due. Stanno diventando dei sorvegliati speciali ed umanamente impossibile arrivare a loro senza passarmi sotto il naso. A quanto pare non sono abbastanza sorvegliati, se non riesci mai a vedere l'Irriducibile'. Certo, altrimenti stavo qui a parlartene, avevo gi risolto, dato che il messaggio dell'ultima lettera conciso, preciso e credo definitivo: 'Ich liebe dich'. Almeno stavolta non ha usato giri di parole: andato dritto al punto e

sappiamo che ti ama. Lo sapevo anche prima, per me, questo il suo ultimo messaggio, disse Christine con amarezza. Si dichiarato e forse, si far avanti. Se a un certo punto era sua intenzione presentarsi e dire: 'Eccomi qua!', non si sarebbe dipinto cos negativamente, definendosi addirittura un bastardo. Forse hai ragione; ne ho parlato con Shaun. Che cosa ne pensa? mi chiese Christine. Secondo lui, si tratta di qualcuno che ha paura di essere respinto. Sta mettendo le mani avanti, conosce me o

Betsy e vuole magari crearsi un appoggio, prima di dirti chi . Secondo Shaun, quindi, lui si sveler a una di voi due? ci guard alternativamente. Se Shaun ha visto giusto. E poi dicono che siamo noi le complicate, disse con tono stizzito Christine. Le nostre pizze arrivarono proprio nell'attimo di silenzio che si era creato dopo le sue ultime parole. Io continuavo a nutrire un'esile speranza che quelle lettere anonime fossero opera di Sven. In effetti, cerano alcune coincidenze che facevano ben sperare: Christine e Betsy, le avevo presentate io a mio

fratello, quindi, potevo essere io quella che conosceva, inoltre era uno che non si era mai fatto scrupoli a portarsi a letto molte ragazze, per, perch un per cera, non poteva aver consegnato lui le lettere. Come avrebbe fatto a non farsi notare? E poi, una delle lettere, era finita tra le pagine del libro di Christine, proprio quando lui era a parecchi chilometri di distanza. Era un bel rompicapo. Cambiamo discorso, dai raccontaci il tuo Natale, mi disse Christine. Prima voglio chiedere a Betsy come vanno le cose tra lei e Derek. Ci vediamo spesso, mi aiuta nelle materie in cui sono meno brava, ma non si mai sbilanciato, sembra anche lui

poco o per niente interessato, ammise Betsy. Se non l'avessi ancora capito, solo tu sei la fortunata vincitrice del premio 'ragazzo d'oro dell'anno', dai, raccontaci il tuo Natale a casa Keller, anche se secondo me, il dopo di sicuro pi interessante. Non riuscii a non sorridere. Beccata! Dai racconta i particolari, insistette Christine, mentre tagliava la pizza e continuava a guardarmi. Anabel e Frank Keller, mi hanno fatto sentire parte della famiglia, ma a pranzo concluso, ho litigato con Alex. No, dimmi che non hai rovinato tutto.

C'era un'atmosfera stupenda e Anabel ci ha chiesto come ci eravamo conosciuti. Quando Shaun ha raccontato della prima volta che ci siamo incontrati nel labirinto, Alex ha collegato subito... insomma, io non ci sono andata gi leggera, ma a quanto pare hanno apprezzato la mia sincerit, perch un attimo prima di andare via, Anabel mi ha abbracciato e.... No, non dirmi che ti ha fatto qualche raccomandazione come se fossi sua figlia? No, non lo posso sopportare, troppo, dico, ma ti rendi conto... Christine fu interrotta da Betsy che le tolse un pezzo di mozzarella che pendeva dal suo mento. Vedi? Mi fai anche sbrodolare! mi

accus. Ma prima della sua 'benedizione' se vogliamo chiamarla cos, ho dovuto scontrarmi con Alex un'altra volta. Mi ha detto che cadr ai suoi piedi. Vi rendete conto? Lui si scopato tutte le ragazze di suo fratello, io lo trovo disgustoso! dissi, con la voce che era salita di qualche tono. un povero frustrato, disse Betsy, anticipando per una volta Christine. Mi sentivo cos avvilita e furente allo stesso tempo che durante tutto il viaggio fino a Monaco, sono stata quasi in silenzio. Shaun, mi ha chiesto cosa avevo e io gli ho mentito per la prima volta. Gli ho detto che volevo rivivere attimo per attimo la stupenda giornata

che avevo passato dai suoi; in parte era vero, ma il mio silenzio era dovuto per lo pi al fatto che stavo rimuginando sulla sfacciataggine di Alex. Vivere all'ombra di Shaun deve aver esasperato il suo egocentrismo. S, l'ho pensato anche io. Mi ha detto che sono interessata ai soldi di suo fratello, quelli che guadagner quando diventer ancora pi famoso come pilota. Figurarsi! Io non sapevo niente della vita di Shaun quando l'ho conosciuto e allinizio, volevo addirittura che la smettesse di importunarmi. Se poi penso a quello che Shaun ha fatto per suo fratello: lo mantiene agli studi, condivide con lui la casa e tutto il resto. Bella gratitudine!

Credo che se sapesse quello che dice ne resterebbe ferito. Evita quel bastardo, hai fatto unottima scelta di stare nel tuo appartamento con Shaun. Peccato per la vasca: illuminata dalle candele una cosa da sballo. Ora arriva la parte interessante, com finita la serata? chiese Betsy. Ho lanciato la sfida dentro il garage, dopo che Shaun aveva parcheggiato. Sfida?. A chi cede per primo. Abbiamo diverse parole chiave del tipo: prendimi, candele, leccami.... E la sera di Natale quale hai adottato? mi chiese curiosa Christine.

Mentre lui scaricava i pacchetti dallauto, io mi sono sfilata le mutandine e poi lho chiamato. Lui ha alzato la testa e io gliele ho gettate in faccia. Poi gli ho detto: 'Prendimi!. Siete incorreggibili, disse Betsy e ridacchiammo tutte insieme. Ho preso l'ascensore, lui era ancora sorpreso ed esterrefatto o semplicemente aveva voglia di giocare quanto me e mi ha lasciato salire da sola nel suo appartamento. Mentre l'aspettavo, mi sono tolta tutto, tranne le autoreggenti nere, le dcollet e la mantella. Quando arrivato Shaun, ha appoggiato i pacchetti e mentre mi guardava ha iniziato a spogliarsi: 'Hai bisogno di una mano per toglierti i

vestiti?' mi ha chiesto. Io ho scosso la testa e gli ho sorriso, poi ho scoperto solo leggermente le gambe e lui ha capito. Abbiamo fatto l'amore sul tappeto del salotto, ormai labbiamo fatto dappertutto, tranne nella stanza di Alex: non ci metterei piede neanche morta. Credo che il tuo Natale sia stato proprio stupendo, disse Betsy, con aria sognante.

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Ascolta dissi a Shaun appena Sven ebbe parcheggiato il camper e noi due fummo scesi a terra. Cosa? Il rombo dei motori?. Anche, ma io sento qualcosaltro, lui mi guard e per un attimo sembr non capire, poi annu. Adrenalina, hai ragione, si respirano scariche fortissime di adrenalina. La prima gara del campionato ha un odore particolare. Mia sorella ha ragione, conferm Sven che ci aveva raggiunto.

Il TIR officina parcheggi accanto a noi nel paddock e Shaun si stiracchi appoggiandosi alla lamiera. Ci aspetta un gran lavoro, continu Sven. Siamo qui per questo, gli rispose Shaun. Ho visto il TIR di Lars gi parcheggiato. Se non si infiler qualcun altro tra te e lui, anche quest'anno sar una battaglia tra voi due, pronostic Sven. Errato, ci sar un terzo litigante, Lars era apparso da dietro al nostro TIR, diede la mano a Shaun, poi, a Sven e abbracci me. Ora, mi sembra davvero di essere tornato indietro nel tempo. Sar una

magnifica stagione. Bentornata Lene!. Grazie, a cosa ti riferivi poco fa, parlando di un terzo incomodo? gli chiesi. Ivan, ho saputo i tempi dei suoi test invernali e credo che il nuovo tecnico abbia fatto un gran bel lavoro alla ciclistica della sua moto. Lui non ha la sensibilit di Shaun e neppure la mia, ma ha molti soldi, Lars si lasci sfuggire una sonora risata, nel suo stile goliardico che ci coinvolse tutti, compreso Geert e Bernard che ci avevano raggiunto. Comunque, la differenza si vedr in pista, disse Shaun. S, vedremo cosa sapr fare. Non ti ho visto in giro per le piste di

motocross, quest'anno, disse Lars rivolto a Shaun. Ho preferito fare dei test in Italia. Saggia decisione, anche perch il pi delle volte, con le moto da cross, oltre a divertirti un mondo, ti spacchi qualche osso. Shaun annu. Bene, vado a vedere di combinare qualcosa. Ciao Lene, spero mi darai qualche dritta come ai vecchi tempi, anche se non faccio parte del tuo team. Inoltre, un po' di stimolo non pu fare che bene al biondone. In ogni caso, anche quest'anno saremo noi due i pi forti in pista, salut tutti e poi, spar. Dai mettiamoci al lavoro, disse Shaun e mi spinse verso il retro del TIR

per andare insieme a tirare gi la sua 'piccola'. Ci eravamo sistemati tutti e tre nel camper. Stavamo un po' stretti, ma per due notti ce la saremmo cavata. Sven ci aveva lasciato il suo letto: aveva paura che il peso di noi due insieme avrebbe sfondato la mansarda, ma sono certa che l'ha fatto per farci stare pi comodi. Come aveva detto Lars, mi sembrava di essere tornata indietro nel tempo, solo che al posto di mio padre ora c'era Shaun. Avevamo superato brillantemente gli esami e finalmente, potevamo concentrarci sul campionato che si

prospettava molto promettente per Shaun. Durante le prove libere del venerd io e Sven, avevamo fatto ripetutamente il giro di tutto il circuito, per vedere dove Shaun perdeva pi secondi. Cronometrai anche Ivan. Lars aveva ragione, i suoi tempi erano migliorati, mentre la sua simpatia continuava a difettare: l'avevo incontrato nel paddock e ci eravamo appena salutati. Lars e Shaun fecero fermare il cronometro sugli stessi tempi e il giorno dopo ci sarebbe stata una dura lotta per la prima fila. Allora come sono andato? chiese Shaun al walkie-talkie che avevamo per comunicare, quando, come in quel

momento, lui si era preso una pausa e noi eravamo dall'altra parte del circuito. Bene, stai andando molto bene. Te la stai giocando con Lars per pochi decimi: a volte fai meglio tu a volte lui, ma Ivan cresciuto molto, non molto lontano dai vostri tempi. La lotta si fa sempre pi serrata. La mia met cosa dice?. Sven mi pass la ricetrasmittente. Dico che nella curva dieci non dai il massimo e prendi una traiettoria strana, qual il motivo?. Nei primi giri, mi derapava sempre la ruota posteriore, cos ho cercato di correggere in qualche modo la traiettoria. Problemi di gomme, di asfalto o

tuo?. Di gomme, con il pieno difficile tenere la moto in una traiettoria ottimale. Allora, pensa alla gara, a quando non avrai pi gli pneumatici freschi. Ragiona su questo e correggi quella traiettoria, troppo larga, perdi decimi preziosi e per uno come Lars, se alle tue calcagna, sar una passeggiata superarti. S, lo so. Ci lavorer, promesso. Chiusi la comunicazione. Sante parole, anche se io le avrei dette con meno cattiveria, ma sei proprio un'arpia! disse mio fratello. Shaun ha le carte in regola per vincere e non lo voglio morbido, lo

voglio incazzato e concentrato. Non ricordavo quanto fossi determinata. Lo anche Shaun, tantissimo, deve solo trovare il giusto stimolo per migliorarsi e so che pu farcela. Credo che quest'anno faremo grandi cose, tutti insieme. Shaun le far sicuramente: il migliore. Sta iniziando a seguire i nostri consigli e, soprattutto, ho notato che si attacca a Lars, per capire dove sta la differenza che gli ha regalato il campionato dell'anno scorso. La prossima settimana faremo altri test. Geert e Bernard vogliono provare altre migliorie, ovviamente, contano su te e Shaun per trovare tutti i difetti.

Ci sar, sono a buon punto con gli studi. Sto preparando un altro esame, Shaun mi ha aiutato per quello di Fisica mi dispiace solo di non essere pi di grande aiuto ad Hans, ma ho capito che lui felice di questa mia scelta. Credo di s, quando siamo usciti l'altra sera, anche Derek ha detto che molto importante la tua esperienza per aiutare Shaun. Tutti vogliamo vederlo vincere quest'anno: se lo merita. Guardai mio fratello che osservava il via vai dalla tribuna dove eravamo seduti. Anche se era venerd e si disputavano solo prove libere, c'erano parecchie persone interessate ai piloti

che provavano in pista. Perch sento che hai voglia di dirmi qualcosa e non ci riesci? mi chiese lui, voltandosi. Ti do questa impressione?. S, da mesi, ma ora mi sento cos sotto osservazione che temo tu possa estrarre un bisturi e vivisezionarmi. Hai ragione, a volte mi piacerebbe sapere che cosa c nella tua testa. Sono molto arrabbiata con te e con Derek. Che intenzioni avete con Christine e Betsy? Il vostro interessamento chiaro, ma sembra che la cosa vi stia scivolando di mano, nel senso che non fate alcun passo, perch? Io sono certa che Christine ti piace e credimi, a lei non ho detto niente, non potrei....

Vedi, non puoi neanche pensare di dirle che mi piace, perch sai che persona sono e io, so che tua amica per cui non vorrei mai ferirla. Lei mi piace, s hai visto giusto, ma io non sono come Shaun. Non riuscirei a esserle fedele e tu, bada bene, non dirle niente, mi piant i suoi occhi nocciola addosso, con una vaga aria di minaccia. Ho visto come hai respinto le fan che da stamattina affollano i box per farsi fare un autografo da Shaun. Tu sei cambiato Sven, una volta avresti scherzato con loro o addirittura flirtato, senza nessun rimorso, ora sembra quasi che ti diano fastidio. Lui prese un forte respiro, distolse lo sguardo, per concentrarsi di nuovo

sugli spalti sotto di noi, poi, la voce di Shaun dalla ricetrasmittente interruppe la nostra conversazione. Parto per altri giri, occhio al cronometro. Ok, gli rispose Sven e capii che per lui quell'argomento era chiuso, almeno per il momento.

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Il giorno della gara c'era un bel sole sulla pista. Avrei voluto essere pi fredda, per non trasmettere a Shaun la mia ansia e sperai che non la notasse, mentre attendevamo il via sulla griglia di partenza. Era in prima fila, ma non era suo il miglior tempo: Lars era davanti a tutti per pochi millesimi. Ma questa deve stare cos appiccicata? chiesi a Sven in italiano. La ragazza che teneva l'ombrello sopra la testa di Shaun per ripararlo dal

sole, gli sorrideva estasiata. Pensa che questa solo la prima gara, se inizi a roderti il fegato per cos poco, alla fine del campionato sarai al ricovero per gli alcolizzati. Tutte civettano un po' con i piloti, lo sai perfettamente, mi rispose Sven ridacchiando. Sapevo che aveva ragione, ma feci in modo di far spostare la ragazza sul posteriore della moto, mentre ascoltavo gli ultimi suggerimenti che Bernard dava a Shaun. Dopo un attimo, gli passai il casco, me ne aveva regalato uno uguale al suo per Natale ed era stupendo. Sono certa che farai un'ottima gara, gli dissi in un orecchio, prima che

si mettesse i tappi. Hai scommesso su di me? rispose lui osservandomi con la visiera alzata del casco che aveva appena indossato. Annuii, poi, toccai il Triskell che portavo al collo. Shaun, prima di infilarsi i guanti, sfior la tuta in corrispondenza del suo: per Natale, gli avevo regalato un Triscele originale dell'isola di Man. Le nostre mani si sfiorarono e poi, io strinsi forte la sua. Puoi batterlo, devi solo concentrarti. Vidi dagli occhi che stava sorridendo. Sven tolse la copertura termica della gomma posteriore e Geert fece lo stesso

con quella anteriore, poi, tolsero anche i cavalletti, ognuno dalla sua parte. Shaun accese la moto. Io gli lanciai un bacio e lui fece finta di averlo stretto nella mano destra che poi, port al cuore. Bernard gli chiese se tutto andava bene e lui annu. Sgombrammo la pista, dirigendoci, insieme a tutti i tecnici e meccanici degli altri team, al di l del muretto dei box. Dopo un attimo, con un rombo sordo, i piloti partirono per il giro di ricognizione. Come vanno i battiti? mi chiese Sven. Sto per avere un infarto, ma si capiva anche prima?.

S, ma devo ammettere che l'hai mascherato bene. No, non sono stata abbastanza brava: lui ha intuito sicuramente la mia ansia e la mia apprensione, capisce sempre i miei stati d'animo. Siete terribilmente belli insieme, poi Sven mi mise un braccio sulle spalle e mi attir a s. Anche tu saresti terribilmente bello se cercassi un po' di volerti bene o ti impegnassi con una ragazza che te ne vorr, lui fece una smorfia e io ripresi a parlare. Ho chiesto a Shaun se preferiva che rimanessi ai box o mi trovassi sulla griglia di partenza, perch di solito, un pilota impiega gli ultimi istanti prima di

una corsa per cercare la massima concentrazione. In effetti, ha sempre voluto un po di assoluta solitudine, per quanta se ne possa avere stando in mezzo a tante persone che cercano di capire se tutto sia perfetto. Ma ora ha te e non poteva tenerti lontana, magari potevi offrirti come 'ombrellina'?. Non ci tengo a essere classificata per una che cerca in ogni modo di farsi notare dalla telecamera che inquadra il pilota o dal pilota stesso. Non ti preoccupare, hai troppa stoffa addosso per essere confusa con un'ombrellina. Poi, indic, con un gesto del capo, i piloti che stavano per arrivare.

Era impossibile non sentirli, il rumore sordo dei motori a quattro tempi si spandeva nella pianura dove era stato costruito il circuito. Strinsi la mano di Sven che penzolava dalla mia spalla. I piloti davano gas per tenere la moto su di giri e sembrava il ruggito di tanti leoni che si rincorrevano e si sfidavano con ruggiti sempre pi forti. Non vedevo i semafori, ero con lo sguardo fisso su Shaun, ma capii che si erano accesi quando il ruggito divenne unisono e altissimo. Sfrecciarono via con qualche impennata e qualche slittamento di gomme, molti invece, fecero una partenza perfetta, senza sbavature.

Corremmo verso il box per guardare la corsa sul televisore. Geert e Lukas si erano gi piazzati, mentre Bernard era al muretto con i suoi strumenti elettronici. Gustav mi sorrise e poi, mi indic la sedia accanto alla sua. Sven rimase in piedi, dietro di me. Alla prima curva Lars era ancora primo, ma aveva Shaun attaccato al posteriore della sua moto. Avevo mille sensazioni che mi attraversavano la mente e il corpo. Mi sentivo viva. Vederlo correre era una vera poesia, ma ero anche piena di paure. Nelle curve riusciva a raggiungere un angolo di piega al limite delle leggi

fisiche, poi, rialzava la moto, apriva il gas e si spingeva fino alla sesta marcia se il rettilineo era abbastanza lungo da poter sfruttare tutta la potenza della moto. Provai una serie di alternanti emozioni: gioia, orgoglio, apprensione, paura, mentre Shaun tentava di insinuarsi tra la moto di Lars e il cordolo o quando rischiava, uscendo fuori traiettoria, per sorprenderlo all'esterno. Lars era perfetto, ma Shaun aspettava che commettesse un errore, anche piccolo, per poterlo superare. I tempi sul giro parlavano chiaro: il loro distacco viaggiava sul filo dei millesimi, dietro di loro cera il vuoto. A pochi giri dalla fine, tutti notammo

che la moto di Lars iniziava a perdere aderenza, intraversandosi. Era un'occasione che Shaun non si sarebbe lasciato sfuggire, lui aveva ancora un inserimento di curva molto pi pulito, aveva certamente preservato meglio le gomme ormai finite. Gli bast un altro giro, per riuscire a passare attaccato al cordolo, avendo una linea ideale e poi, sfil davanti al suo avversario. Lars cerc nella controcurva successiva di infilarsi tra il cordolo e la moto di Shaun, ma lui fece una staccata al limite, rischiando di andare lungo, ma non successe, richiam la moto, come solo la sua sensibilit riusciva a fare, e Lars non lo raggiunse pi.

Unimpennata al traguardo e poi, in piedi sulle pedane a salutare il pubblico. Pass accanto al muretto dei box a salutarci, noi eravamo appiccicati l'uno allaltro; attaccati alla recinzione di metallo per dimostrargli la nostra gioia per quella prima entusiasmante vittoria.

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Tra non molto dovrai traslocare in un appartamento pi grande o non saprai pi dove mettere tutti i tuoi trofei, dissi a Shaun, disteso sul letto in coda al camper. Mentre leggevo la targa, la coppa cattur una lama di luce che entrava dall'obl aperto del soffitto. un modo come un altro per dire che vorresti un appartamento pi grande del tuo solo per noi due? mi disse, sorreggendo la testa con il braccio piegato. Te l'avrei detto chiaramente, se

avessi voluto questo, senza usare la scusa dei trofei. Lo so, tu vai sempre dritta al punto, ma sento che tra te e Alex c' una certa tensione quando vi incontrate. Non ho mai fatto mistero che tra noi non corre buon sangue. Anche se non me l'avessi detto, mi sarebbe bastato vedere come lo guardi. Ho paura che uno di questi giorni lo incenerirai con un raggio laser, rise divertito. Non gli risposi, ma cercai un posto dove mettere la coppa, per non farla rotolare durante il viaggio di ritorno a Monaco. So perfettamente che il tuo appartamento troppo piccolo e il mio

senza alcuna privacy se c' Alex, ma quando inizia il campionato, io mi concentro cos tanto che ho spazio solo per lo studio, non riesco a pensare ad altro, tantomeno a traslocare. Hai iniziato tu il discorso dell'appartamento, io stavo solo parlando di logistica per i tuoi trofei futuri, poi, dopo aver posizionato la coppa sulla mansarda avvolta in un sacco a pelo, mi sedetti sul letto, accanto a Shaun. Lui mi afferr per la vita e mi costrinse a voltarmi. stato emozionante vederti insieme agli altri sotto il palco, mi disse. E io che pensavo tu fossi distratto da qualche lato B un po' troppo

sculettante, mentre eri sul gradino pi alto del podio. Mi attir a s e mi baci, poi, mise la mano sul suo torace, all'altezza del cuore. Batte cos, solo quando mi sei vicina e quando sono in pista. Era solo per fare una battuta, sminuii la cosa, ma lui scosse la testa. Stai tirando fuori di nuovo la gelosia. Pensavo invece avessi capito che io ero talmente agitata che la gelosia fosse il mio ultimo pensiero considerata lansia che provo quando scendi in pista. L'avevo capito, stavo aspettando che fossi tu a confessarlo.

Difficile mentirti, ammisi. Anche tu mi capisci subito. Comunque, un po' di fastidio per le tue fan lho provato eccome!. Fa parte del passato, lo sai. Anche quella che ti ha avvicinato nel paddock?. Non ti sfugge niente, mi accarezz un braccio, poi, prosegu. L'anno scorso ho passato qualche ora con lei. Un conto era avere una rivale indefinita, un'altra cosa era una ragazza in carne ed ossa che lui aveva baciato e stretto tra le braccia e... Non riuscivo a pensarci senza sentire una stretta allo stomaco che mi bloccava il respiro e mi faceva diventare rabbiosa.

Come vedi, sono qui con te e non con lei o con tutte le altre che probabilmente mi verranno ancora a cercare. Stai sicura che presto si sparger la voce che sono legato a te e allora, sar anche peggio, questa volta rise di gusto e non mi lasci andare fino a che non risposi adeguatamente ai suoi baci appassionati. Un bussare ripetuto e la voce di Sven che accompagnava i colpi ci imped di proseguire con le nostre effusioni. Sven guid per riportarci a Monaco, io ero al suo fianco in cabina, mentre Shaun si era addormentato sul letto. Commenti per questa prima

trasferta? mi chiese a un tratto mio fratello. Bella, sono stata proprio bene. Mi sono divertita, emozionata e mi sembrato di tornare indietro nel tempo. Non mi ero resa conto quanta nostalgia avessi di questa vita da nomadi. Anche a me mancava. Dopo la morte di nostro padre, seguire Shaun stato come riappropriarsi di una parte di me. Credo stia succedendo la stessa cosa a te. S, hai fatto una giusta osservazione. Il tuo coinvolgimento poi, doppio dato che devi seguire anche il tuo ragazzo. Pensa se non mi fossero piaciute le

moto e tutto quello che ruota attorno a esse. Non vi sareste mai incontrati e innamorati. Annuii.

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Il luned successivo alla prima gara di Shaun, eravamo di nuovo a lezione alla TUM, ognuno a seguire le sue, ma come il solito ci eravamo dati appuntamento in mensa. Non mi aspettavo che Shaun venisse accolto da un lungo applauso e da fischi di apprezzamento. Lui sorrise e alz la mano per dimostrare la sua gratitudine. Quando ci sedemmo al tavolo, dopo gli applausi arrivarono anche i fan a chiedere un autografo. Mi stupii ancora una volta della

popolarit e dell'affetto che lo circondavano. Era strano, ma piacevole, almeno fino a un istante prima che si avvicinasse Ivan. L'attimo di tensione era palpabile quando arriv al nostro tavolo. Era giunto quarto e dopo la gara, l'avevo sentito discutere con i meccanici e i tecnici, ma non se la poteva prendere con loro: avevo visto nelle riprese televisive della gara i suoi errori e a mio giudizio, anche il quarto posto era un piazzamento rubato. Ma aveva una gran moto e ottimi materiali a disposizione, grazie alla moto e al lavoro di quelli del suo team era riuscito a ottenere una velocit di

punta e una potenza alla moto che nei rettilinei faceva la differenza. I nostri meccanici e i tecnici erano altrettanto bravi. Tutti nel team di Shaun avevano molta esperienza, erano una squadra molto affiatata che stimava il proprio pilota. Ivan era fortunato, quando hai una moto che ti consente di avere dieci chilometri in pi sul rettilineo, facile sfilare davanti a chi non ha altrettanti mezzi a disposizione, anche se poi, sul tratto misto che si vede il bravo pilota. Non gioire tanto, tra un po' ci sar anche io in bagarre e dimostrer a te e Lars, quanto valgo. Mai detto che tu non sia bravo, ma intanto la prima gara l'ho vinta io.

Quando vincerai tu, avrai gli stessi onori, gli rispose prontamente Shaun, autografando il quaderno di una ragazza che gli sorrideva ebete. Il gigante buono, ma sotto sotto sei solo un presuntuoso che se la tira da morire e la tua ragazza degna di te. Te l'ho detto gi una volta: lascia Lene fuori dalle nostre discussioni. E come potrei? la tua collaudatrice!. Ora mi fai una colpa anche di questo? chiesi a Ivan. La stagione scorsa non eri stato efficace dall'inizio, hai impiegato parecchio tempo prima di carburare. Credo di capire la differenza questanno, lei, il tuo asso nella

manica: ti mette a punto la moto e ti elargisce i suoi preziosi suggerimenti, e tu vinci, disse Ivan, rivolgendosi di nuovo a Shaun, senza rispondere alla mia domanda. Tu hai due collaudatori e ti puoi permettere una moto che io e Lars non possiamo neppure sognarci di avere afferm Shaun. Le possibilit economiche di Ivan e quelle di altri piloti erano notevolmente migliori di quelle di Shaun e Lars, ma loro erano due fuoriclasse, con una sensibilit che agli altri mancava. Quello che Ivan disse dopo mi spiazz completamente. Io invece, dico che la differenza tra i tuoi risultati e i miei dovuta a lei. Ho

visto come sonda la pista insieme a suo fratello e poi, quando sale in moto riesce in pochi giri a tirare fuori il meglio dalla tua 'piccola', disse rivolto a Shaun. Poi, si volt e mi fiss, un silenzio di tomba fece da sottofondo alle sue parole. Ti offro il doppio di quello che ti paga Gustav Werner, io posso essere per te la carta vincente come ingegnere meccanico, in una squadra al top della categoria. Perch, credimi, Lene, io arriver in Moto GP, lui no, mi disse. Rimasi un attimo senza parole e Shaun rispose per me. Dato che predici il futuro, come finir il campionato? Sai, Lene ha il

vizio del gioco e scommette sempre contro di me, se io potessi sapere quando perdo e quando vinco, potrei almeno sfidarla ad armi pari, molti ridacchiarono, rompendo il silenzio e anche io accennai un sorriso; intanto prendevo tempo per trovare le parole giuste per rispondere ad Ivan. Era talmente convinto di quello che aveva appena detto che non aveva neppure spostato lo sguardo dai miei occhi, lasciando scivolare la battuta di Shaun, come se non l'avesse sentita. Le nocche che stringevano il vassoio con il suo pranzo erano bianche. In quella stretta ferrea scaricava la tensione palpabile in tutto il suo corpo teso allo spasmo, in attesa della mia

risposta. Sono lusingata dalla tua proposta, ma io seguo le mie sensazioni: sono un'istintiva e il team di Gustav mi piace. Ti faccio anche notare che ieri non cero io sulla moto, bens, Shaun, e se ha vinto, tutto merito suo. Questo vale anche per il futuro. La sensibilit di un pilota qualcosa di innato, nessun altro, neppure un abile collaudatore pu trasmetterla. Certo, potrei aver tirato fuori dalla sua moto il meglio, ma sempre il pilota a fare la differenza. Io credo che ci ripenserai molto presto, disse Ivan e poi, si allontan. Si vede che non mi conosci, ma soprattutto, non conosci Shaun: lui e Lars arriveranno in Moto Gp. Vuoi

scommettere? gridai alle sue spalle che si allontanavano.

47

Furono mesi frenetici, nei quali si alternarono esami, gare e vittorie. Shaun e Lars, come l'anno precedente, accumulavano vittorie su vittorie e agli altri non restavano che le briciole. A pi di met stagione, Shaun aveva un vantaggio sul suo diretto inseguitore: Lars, di parecchi punti che non gli davano la vittoria matematica del titolo, ma che sicuramente lo avvicinavano alla meta. Era met settembre e stavamo festeggiando la sua ultima vittoria,

quando Gustav chiese il silenzio dentro il box. Shaun mi strinse una mano, guardai Sven e il suo sorriso mi fece capire che c'era qualcosa di grosso nell'aria. Kurt avrebbe voluto essere qui per comunicare la bella notizia, ma degli impegni lo hanno trattenuto, cos ha lasciato a me lonore di darvela. Sven ha ricevuto pressioni, nonch richieste per nuove stupende scritte sulla tuta di Shaun e dato che il nostro pilota gode di una certa altezza, siamo stati ben felici di comunicare che c'era ancora molto posto e anche sulla nuova moto ce ne sar parecchio: il prossimo anno arriver una moto nuova fiammante e diventeremo uno dei team satellite della

Honda. Chiss se ero l'unica a non sapere niente, ma in quel momento non me ne import granch: sentii la gioia di Shaun passarmi attraverso il suo abbraccio. Era un'occasione fantastica e per tutto il viaggio di ritorno verso Monaco, Sven elenc, instancabile, tutte le possibilit che ci avrebbe riservato lanno a venire. Quando passammo a casa di Shaun per sistemare lultimo trofeo in salotto, lui prese un raccoglitore da dentro un mobile. Che c' l dentro? Dai, non dirmi che sei cos narciso da raccogliere tutte le foto e gli articoli dei tuoi successi?. No, quello lo fa mio padre. Qui c'

qualcosa che mi sono sempre ripromesso di farti vedere, attendevo solo il momento giusto. Abbiamo ancora un po' di candele in casa tua?. Certo, tra un po' ci saranno solo quelle, se non compriamo anche qualcosa da mangiare, ci ritroveremo a pasteggiare con la paraffina. Ci fermammo in una pizzeria da asporto lungo la strada verso il mio appartamento. Dopo aver mangiato, Shaun mi chiese di raggiungerlo sul divano. Siediti e rilassati. Ma che accidenti conservi l dentro? chiesi sempre pi curiosa, cercai di aprire la copertina cartonata del raccoglitore, ma lui me lo imped

con uno schiaffo deciso sulla mia mano. Ehi! protestai e gli diedi un pugno sul braccio. Aspetta solo un attimo, poi, apr la copertina. Mi apparve una scritta dai caratteri infantili. 'Un pilota e il suo sogno: Simon Winter'. C'erano tutte o quasi le tappe che mio padre aveva fatto da quando correva con una semplice tuta di pelle nera fino a quando arrivarono i primi sponsor: amici, conoscenti che avevano un negozio o un'attivit a Garmisch. Neanche io ho tutto questo materiale; sono una vita di ricordi, ammisi. S, ed da diverso tempo che non

lo sfogliavo pi neanche io, poi, una sera che ero solo in casa, quando tu sei uscita con le tue amiche, ho riguardato quelle foto e i ritagli di giornale. Non ti sei sorpresa che a casa mia, sul muro sopra al letto non ci fosse neanche una foto di tuo padre?. Veramente me lo sono chiesta, ma.... S, mi avrai preso per un imbecille che spara cazzate, invece questo raccoglitore dimostra che per me, tuo padre sempre stato nel mio cuore. Gli accarezzai il viso, lui mi prese la mia mano e insieme girammo le ultime pagine. Negli articoli che riguardavano lincidente e poi il funerale, c'erano

alcune foto dove eravamo presenti io mia madre e Sven. Io avevo uno sguardo perso e arrabbiato. Non mi ricordavo che tu eri sempre stata qui, sotto ai miei occhi. Chiusi il raccoglitore con un colpo secco che lo sorprese. Non voglio vedere quelle foto, tutte le altre va bene, quelle no. S, scusa. Mi alzai dal divano. Ora, concentrati solo sulla tua vita: mio padre non c' pi. Sarebbe stato felice di conoscerti e magari di darti anche dei consigli, di sicuro pi efficace dei miei. Sven mi ha detto che gli sponsor hanno voluto sapere se il prossimo anno

farai parte del team e ovviamente, tuo fratello ha risposto di s. Lo ha dato per scontato, lo so che doveva parlartene prima, ma volevamo fare una sorpresa a tutti. S, ho capito che era una cosa a cui tenevate e ha fatto bene a confermare la mia presenza: io ci sar. Lui mi sorrise compiaciuto e poi aggiunse. Per, non ti ha detto un'altra cosa, mi daranno comunque la moto nuova per la prossima stagione, ma alcuni sponsor hanno chiesto se eri disposta a correre: una ragazza che va forte piuttosto rara. Hanno detto a Sven che ci sarebbe un consistente cachet, se, nel frattempo, per,vuoi valutare la proposta di

Ivan. Non capii subito che la prima offerta era seria, mentre la seconda era solo una battuta. Questo un colpo basso, mi toccher accettare la proposta di Ivan, per non avere fastidi in futuro. Che vuoi dire? mi chiese sospettoso. Non voglio tornare in pista per gareggiare, mi basta seguire te e farti da collaudatore, ma dai, una manina a quel caro ragazzo di Ivan gliela devo dare: non posso vederlo ogni volta su quel podio, sempre pi incazzato, perch, prima o poi, quella bottiglia di champagne finir per rompertela in testa.

Vorresti abbandonarmi?. Tu ormai sei affermato, gli dissi, ma mi veniva da ridere. Cercai di sfuggirgli, ma guidare per tanti giri una moto richiedeva anche una preparazione fisica non indifferente e lui si allenava scrupolosamente in palestra e anche se io avevo ripreso a frequentarla, non potevo certo stare al suo livello. Fece mezzo giro intorno al divano e con uno scatto da centometrista mi afferr e mi strinse con forza, ma senza farmi male. Sospirai, quando mi ritrovai tra le sue braccia, assaporando l'odore della sua pelle sotto la t-shirt. Se prova a rifarti una proposta

simile lo faccio fuori, mi disse con voce cupa. Povero Ivan, il bambino viziato e incompreso. Non lo ama nessuno. Tutti quei soldi a disposizione da spendere per avere il meglio, ma c' un biondone che lo batte ogni volta. Lo sai che non mi piace quando.... Gli feci il solletico e lui allent la presa, riguadagnai terreno: qualche metro di distanza. Tanto lo sai che ti prendo, ma se ti venisse qualche bella idea nel frattempo come a Natale, la leggera curva che gli sollevava il labbro superiore mi fece accelerare i battiti. Ti rimasta proprio impressa quella delle mutandine in faccia.

S, lo ammetto, a biancheria intima in faccia non mi ci aveva ancora preso nessuna, ammise. Che ragazze scarse di fantasia hai incontrato finora Chiss se quelle due di oggi che facevano gli occhi dolci a te e mio fratello avevano in mente qualche giochetto pi divertente dei miei. Sei una vera iena e soprattutto.... S, non mi sfugge niente. Ricordi? Ho passato pi tempo in mezzo ai ragazzi che alle ragazze e se con le ultime condivido il genere, i maschietti li capisco perfettamente, vista la semplicit dei loro pensieri. Quando si avvicina una bella ragazza sono combattuti tra: 'Come me la faccio? Come me la farei?'.

Iena, sei una perfida e sanguinaria iena e infierisci su un povero ragazzo innamorato. Sei patetico! V orresti dire che non hai in mente sempre quello? Dai, mi deludi Shaun! Sento che ti stai eccitando, lo fai sempre quando ti provoco, gli dissi con malizia. Siamo in due, mia bellissima collaudatrice, poi, scavalc il divano e con un salto mi placc; perdemmo lequilibrio e finimmo sul pavimento, tra il divano e il tavolo del soggiorno. Il tuo appartamento troppo piccolo per fare certe acrobazie, ammise Shaun col fiato corto, sopra di me. Ma l'importante arrivare ai

punti, gli accarezzai il viso e lo attirai verso me. Lui, prima di baciarmi, si liber dei vestiti e io potei ammirare lo stupendo gioco di muscoli sotto la sua pelle. Poi non pensai pi a niente, sentivo solo le sue mani che mi spogliavano e la sua bocca che mi baciava alla ricerca di nuovi piaceri. Con un gemito mi scivol dentro e provai un immenso piacere. V olevo durasse pi a lungo, per continuare a guardare i suoi capelli davanti al viso, i suoi occhi persi nei miei e il Triscele che afferrava avido ogni riflesso delle candele che avevamo acceso. La passione esplose quando mi baci la pelle tra l'incavo dei seni e mi

sussurr. Smetterei di respirare, ora.

48

Aveva piovuto per tutta la notte e anche se eravamo arrivati gioved, invece di venerd, Shaun non riusc a provare la pista. Aveva corso altre volte con il bagnato e non aveva avuto molti problemi, anzi, sia lui che Lars avevano fatto il vuoto dietro di loro. La loro capacit di avvertire ogni minimo cambiamento della moto, li poneva a un livello nettamente superiore a quello degli avversari. Sapevano tutti ormai che il campionato, come la stagione precedente, era alla portata di Shaun o

di Lars. Ivan non era molto lontano, ma doveva vincere ben quattro gare: le ultime rimaste e, contemporaneamente, i suoi avversari non avrebbero dovuto fare pi neppure un punto. Tempo di merda! disse Lars affacciandosi al nostro box. Ciao campione! gli dissi andandogli vicino. Il biondone dov'? mi chiese, quando si rese conto che Shaun non c'era. Un'urgenza, ridacchiai. Anche noi siamo umani, poi, il suo sorriso si smorz. Ho saputo che, l'anno prossimo, ripeterai l'esperienza di vivere in questo pazzo mondo. Le voci stanno gi circolando?.

S, Lene e ho anche saputo della proposta che ti hanno fatto di correre. Annuii. Sarebbe meraviglioso!. Ma dai? Non pensavo mi volessi tra i piedi, dissi, sorridendogli, poi continuai. Quando ero una ragazzina, tu, mio padre e mio fratello eravate la mia famiglia, Quando Sven si trasfer a Monaco, tu, per me, hai preso il suo posto. Ti ho sempre considerato un secondo fratello. Grande sbaglio avere una ragazza per amica. Non si riesce a mentire, infatti, io ti ho sempre detto la verit. Shaun un ottimo pilota e quest'anno credo che patir le pene dell'inferno per raggiungerlo. Rispetto all'anno scorso

maturato moltissimo e stavolta sono io quello costretto a inseguirlo. Per me, ha avuto un'infallibile collaudatrice disse guardandomi di sottecchi. Ho saputo che Ivan ti ha chiesto di fare parte del suo team. So che non accetterai mai e non solo perch stai con Shaun, ma anche perch Ivan un ragazzino viziato, la sua squadra non ha laffiatamento che hanno la mia e quella di Shaun. Lui si sempre considerato migliore degli altri, solo perch ha molti soldi e quindi la possibilit di avere il meglio in tutto. Non mi piace come persona: freddo, non sa perdere ed anche vendicativo. Dopo questo bel quadretto mi eclisso: il tuo ragazzo, sembra molto incazzato e a me non piace

doverlo sfidare anche fuori dalla pista, ma non ha ancora capito che tra me e te non ci sar mai niente che possa mettere in difficolt il vostro rapporto?. No, testone da morire, gli confidai e Lars se la svign, dopo aver fatto rapido cenno di saluto a Shaun. Che avevate da confabulare voi due?. Mi ha solo dato dei consigli, come ha sempre fatto da quando ci conosciamo. Smettila di vederlo come un rivale, lui come un fratello per me. Ma non Sven. Scossi la testa e sospirai rassegnata. La domenica la pista era asciutta, ma la pioggia dei giorni precedenti aveva

lavato quel velo di grip che aiutava la tenuta degli pneumatici sull'asfalto. Nei primi giri, con il pieno di benzina, le moto sarebbero state anche pi nervose del solito. Bernard sulla griglia di partenza lo ricord a Shaun, io annuii senza aggiungere altro. Sei silenziosa, mi disse lui. Non volevo dirgli che la conversazione che avevo avuto con Lars su Ivan mi aveva innervosito, senza un preciso motivo, ma mi aveva lasciato lamaro in bocca. Stavo solo pensando alle parole di Bernard: fai attenzione, sar una gara faticosa e quando a met gara le gomme saranno ormai alla frutta, ci dovrai

mettere del tuo per arrivare agli ultimi giri, dove conteranno resistenza fisica e determinazione. Non ho mai avuto un punteggio cos alto in campionato. Dovr iniziare a lavorare di testa e pensare che mancano soltanto quattro gare, compresa questa, e che non mi conviene rischiare se i miei diretti avversari non prendono pi punti di me. Non ti ci vedo a fare i conti con il pallottoliere, mentre Lars o Ivan tenteranno di infilarti in qualche curva, tardando la staccata. Hai ragione, non ne sono capace. Io lotto sempre, fino alla fine, mi disse, mentre gli passavo il casco. L'operatore della televisione che

riprendeva l'evento si avvicin con la telecamera a Shaun che di solito non si lasciava mai andare in saluti o sorrisi, ma rimaneva concentrato. L'ombrellina' accanto a lui sorrideva felice per quell'attimo di notoriet. La guardai e mentre lei sgranava gli occhi e snocciolava un sorriso a cento denti, non potei fare a meno di pensare a cosa sarebbe accaduto, se avessi ceduto alle lusinghe degli sponsor che mi volevano in pista insieme a Shaun. Mi avrebbero affiancato un palestrato abbronzato e muscoloso a farmi ombra? Che hai da ridere? mi chiese Shaun. una cosa troppo idiota, te la dir

a fine gara. Tu sei pericolosa. Rimani concentrato, solo una scemenza. Vedrai che stasera, quando te la racconter, ci rideremo insieme. Gli passai i guanti. Lui scosse la testa, ma lasci perdere. Sentivo la sua tensione molto pi delle altre volte: sapeva che il titolo era a portata di mano e questo lo rendeva particolarmente nervoso, ma non gli feci capire che ne ero consapevole quanto lui. I piloti accesero i motori, e noi, progressivamente, con tutta l'attrezzatura, ci allontanammo dalla griglia di partenza.

Gli ripetei il gesto del bacio e lui se lo port al cuore. Un attimo dopo part per il giro di ricognizione insieme a tutti gli altri. Attesi insieme a Sven che tornassero davanti ai box e quanto la griglia fu completata, un addetto alla sicurezza del percorso sventol la bandiera verde in coda allo schieramento. Un altro addetto teneva davanti alla linea di partenza la bandiera rossa aperta e ferma, si spost velocemente verso il muretto dei box, poi, all'accensione dei semafori rossi, il ruggito dei quattro tempi divenne un unico boato. Pochi secondi e allo spegnimento tutti scattarono in avanti. Li guardai sparire, mentre il rombo

si allontanava, poi corsi verso il box per guardare la gara. Ormai, ognuno aveva il suo posto assegnato. La platea era composta sempre dalle stesse persone, solo in qualche gara, vicino a Monaco, oltre a noi e Gustav, venivano ai box Ingrid, Alex, Derek e le mie amiche. Ma quella pista era a parecchie centinaia di chilometri da Monaco, cos erano presenti solo i componenti del team e Gustav, il proprietario della scuderia. Al primo giro ci rendemmo conto subito che la pista, come avevamo notato nel warm-up della mattina, aveva un'aderenza molto limitata. A farne le spese, a pneumatici

freddi, furono alcuni piloti meno esperti, che dopo qualche curva scivolarono fuori pista, senza alcun danno, tanto che ripartirono immediatamente. Asfalto vecchio, liscio e, dopo la pioggia, senza alcun grip, sar una gara difficile fino all'ultimo metro, disse Sven, io annu. Shaun era primo, Lars sembrava avere difficolt a stargli attaccato al posteriore. Se arranca anche Lars... mio fratello lasci il commento in sospeso. Ho visto che ha montato una gomma media sul posteriore, sar pi difficile portarla a temperatura, ma potrebbe avere una vita pi lunga di quelle morbide che hanno adottato Shaun o

Ivan, feci osservare. Shaun pennella le curve, vedrai che riuscir a preservare gli pneumatici fino alla fine, soprattutto, se ha pista libera davanti e pu fare la sua corsa, ribatt Gustav. Ivan arriv fortissimo ad una staccata e per poco, dopo aver infilato Lars, non lo butt fuori pista. Che testa di cazzo! fu il commento di Sven. Io non commentai, la rabbia per quell'entrata cos pericolosa e inopportuna ai primi giri, con gli pneumatici freddi, mi fece cadere la penna con la quale prendevo appunti. Mi chinai per raccoglierla, il Triskell oscill in avanti, quando mi

rimisi seduta, si adagi sulla mia pelle e avvertii tutta la freddezza del metallo. Ebbi la sensazione che fosse un segno negativo. Tornai a concentrarmi sulle immagini che trasmetteva la televisione. I telecronisti, proprio come noi, non commentarono con parole esaltanti la manovra di Ivan nei confronti di Lars. Ivan aveva guadagnato qualche metro di vantaggio su Lars che con le gomme ancora fredde, faticava a tenere il passo dei due piloti che lo precedevano. A fine gara, ero curiosa di vedere cosa avrebbe fatto Lars, immaginavo sarebbe andato da Ivan a chiedere spiegazioni per quell'entrata cos brusca

che soprattutto nei primi giri non aveva senso. Shaun sembrava tranquillo, come la sua moto che rimaneva in una traiettoria ottimale ad ogni piega. Un altro giro e il distacco di Shaun con i diretti inseguitori aumentava, solo Ivan si stava avvicinando. Si vedeva che voleva vincere a tutti i costi. Durante la stagione, aveva vinto una sola volta, ma gli ottimi piazzamenti gli permettevano di sperare ancora per il titolo, ma doveva vincere tutte e quattro le gare rimaste. Se in quella che si stava disputando fosse arrivato secondo era gi matematicamente tagliato fuori dal titolo che sarebbe andato a Shaun o a

Lars. Ivan sembrava cos determinato che a met del terzo giro arriv cos sotto a Shaun che, per un attimo, sembr tamponarlo, ma nella staccata la sua moto perse aderenza e Ivan riusc a riprenderla, un attimo prima di finire sull'asfalto, bruciando istanti preziosi che permisero a Shaun di guadagnare qualche metro. Ivan non si arrese, si incoll di nuovo al posteriore di Shaun e alla fine del rettilineo successivo, prima della curva sette, fece una staccata pazzesca e tutti intuimmo che non sarebbe riuscito a piegare a sinistra con una traiettoria interna ottimale. Tenemmo il fiato sospeso, sperando

che sarebbe scivolato via senza ostacolare Shaun gi in piega, invece, Ivan entr nella curva come una palla da bowling impazzita e colp lo pneumatico posteriore della moto di Shaun, poi scivol sull'asfalto, mentre la ruota posteriore di Shaun si spost di lato perdendo aderenza e quando lo pneumatico torn a mordere l'asfalto, la sua angolazione era molto diversa dall'asse della moto e Shaun fu scaraventato in aria. La moto carambol sulla pista come impazzita per poi, scivolare tra mille scintille. Shaun cadde pesantemente sulla spalla sinistra, battendo il capo protetto dal casco, produsse altre scintille

scivolando sull'asfalto e ad ognuna io sentivo una tremenda fitta dentro. La moto prosegu verso la ghiaia della via di fuga della curva sette, Shaun slitt ancora, senza richiamare le gambe a s e senza reagire in alcun modo. Quando il suo corpo incosciente si ferm sulla ghiaia e la polvere, sollevata dalla moto, si pos, il silenzio dentro il box, sembr risucchiasse anche il tempo. Tutto sembrava congelato: il Triskell sulla mia pelle, il mio corpo che guardava i commissari di percorso avvicinarsi a Shaun ancora immobile. Mi alzai e cercai le chiavi dello scooter. Dove vai? mi disse Sven.

Non riuscivo a parlare, ma le gambe si mossero per me, correndo verso lo scooter nel paddock. Non riuscii ad infilare la chiave, mi tremavano le mani. Sven le prese, mi fece scorrere sulla sella e dopo un attimo, percorrevamo la strada di servizio accanto alla pista. La sirena dell'ambulanza lacer laria e super il rumore delle moto che tornavano lentamente ai box. I commissari di percorso stavano sventolando le bandiere rosse per fermare la corsa. In pochi attimi, ci trovammo dietro al muretto che delimitava la via di fuga della curva sette. Cercammo il varco e poi, ci

avviammo di corsa verso la pista. I piedi affondavano nello strato spesso di ghiaia. Quando arrivammo accanto ai barellieri e al medico, non riuscii a capire nulla: tutto si svolgeva con estrema rapidit, sentivo solo la mia voce che urlava forte il suo nome, ma lui non mi rispondeva.

49

Andiamo all'ospedale, disse Sven, scuotendomi dal torpore che impediva di fare qualsiasi cosa. Tornammo ai box. L'avete visto? ci chiesero in coro e Sven li inform. S, ma soltanto un attimo: stato portato via immediatamente; non sembrava fosse cosciente. Io annuii soltanto. La televisione dietro alle mie spalle continuava a parlare dell'incidente di Shaun e a farlo rivedere ancora. Prima di andare all'ospedale dovevo

fare una cosa. Mi diressi fuori dal box. Sentii la voce di Sven che descriveva agli altri quello che avevamo visto farsi sempre pi lontana. Quando arrivai al box di Ivan, c'erano gi altri piloti, ma era Lars che litigava animatamente con lui. Quando mi vide, smise di urlargli contro e venne verso di me. Come sta? mi chiese. Nei suoi occhi azzurri vidi sfumare la rabbia e comparire la preoccupazione. Scossi la testa, poi, scansai Lars che voleva abbracciarmi, e mi avvicinai a Ivan, tutti mi facevano spazio. Lene, io... disse Ivan, ma io gli feci il gesto di stare zitto.

Lene! mi chiam Lars e dopo un attimo, sentii anche la voce di mio fratello. Lene, lascia stare!. Io guardavo Ivan dritto negli occhi, volevo trasmettergli tutto il mio odio e poi, avvertii dei brividi lungo la schiena, mentre rivedevo il corpo esanime di Shaun sollevato a fatica dai quattro barellieri. Il pugno part rapido e feroce, colpii il suo volto con grande precisione e con forza: il sangue schizz dal suo naso un attimo dopo. Non sentii neanche il dolore alla mano, non subito almeno, pulii il sangue di Ivan sulla sua tuta di pelle. Sei una merda! gli dissi e poi,

Sven mi prese per un braccio, tirandomi via. Ivan non disse niente, non tent di difendersi o di attaccarmi. Ero certa che tutti i piloti dentro al suo box avrebbero voluto fare quello che avevo appena fatto io. Durante tutta la stagione, Shaun era caduto una sola volta in gara e due, durante le prove. Un buon pilota sente la moto e la pista con una sensibilit particolare che gli fa capire in ogni momento quanto pu osare e quindi, calcolare limiti e rischi. Ivan aveva abbastanza esperienza da sapere che quello che aveva fatto a Shaun era unassurdit. Il suo gesto

sconsiderato non solo andava contro le leggi della fisica, ma anche a quelle regole non scritte che prevedono il rispetto verso un altro pilota. Ci ritrovammo tutti all'ospedale, a pochi chilometri dalla pista ad attendere una risposta a una domanda pressante: Come sta Shaun?. Io e Sven camminavamo avanti indietro, come se una forza superiore ci impedisse di fermarci, ma evitavamo di guardarci in faccia: era troppo doloroso. Anche Ivan era con noi in ospedale, ma solo perch gli avevo rotto il setto nasale. Io, invece, mi ritrovavo con una mano sproporzionatamente gonfia, anche se non avevo niente di rotto. Il mio cellulare squill.

L'avevo acceso da poco. Lene, ti prego dammi qualche notizia, sia tu che Sven avevate il cellulare irraggiungibile e qui non sa niente nessuno, neanche Derek, mi disse Christine, con la voce rotta dal pianto. Scusa, vero. L'ho spento quando mi hanno fatto le lastre alla mano. Lastre alla mano? Che accidenti hai fatto? Oh mio Dio!. Niente, ho solo la mano gonfia, ho dato un pugno a Ivan, gli ho rotto il setto nasale. Bastardo maledetto! Hai fatto benissimo, la televisione non fa che mandare le immagini dell'incidente e hanno detto che anche Ivan era in

ospedale, ma non si era capito il perch, dato che si vede benissimo che ha falciato Shaun in scivolata, ma che poi risalito subito in moto, illeso e ha continuato beatamente per la sua strada... ma Shaun come sta?. Non lo sappiamo, ancora in sala operatoria e nessuno ci dice niente. Stiamo impazzendo anche noi. Ho paura Christine, ho paura che non torner pi da me. Quando siamo arrivati sul luogo dell'incidente lui era incosciente. S, in televisione ho visto il tuo arrivo e quello di Sven. Ho capito che tu lo stavi chiamando, poi ti ho vista pietrificata e Sven che ti portava via. Non so che pensare. Ho paura, continuavo a ripetere disperata.

Non possiamo fare niente, ma prenderemo comunque il primo treno disponibile e verremo l, magari saremo di supporto psicologico. Grazie, ma.... Niente ma, ci vediamo tra qualche ora. Ti prego, tienici aggiornate. Va bene, la salutai e poi, chiusi la comunicazione. Non ce la faccio a stare qui senza fare niente. Vado a prendere il camper e lo parcheggio vicino all'ospedale, se... ma Sven non continu, gli vidi luccicare delle lacrime negli occhi che tent di ricacciare indietro. Ci abbracciammo e fu terapeutico. Non succeder, me l'ha promesso, dissi, ma mi resi conto di quanto

quell'affermazione, in quel frangente, fosse effimera e priva di significato. Sven si stacc da me e mi accarezz il viso. Lui forte. Vedrai, vivr e ti dir ancora che ti ama. Ne sono certo. Io annuii, cercando di convincermi. Accendi il cellulare. Christine mi ha detto poco fa che entrambi eravamo irraggiungibili. S, hai ragione, l'ho acceso da poco, devo chiamare Derek. Kurt e mamma, si sono gi messi in viaggio per raggiungerci e Gustav ha chiamato anche i Keller. Io mi sono dimenticata di loro... io.... Non ti preoccupare, ha fatto tutto

Gustav. Anche Christine e Betsy arriveranno, spero che lui sentir tutto l'affetto che lo circonda. Anche le tue amiche? mi chiese sorpreso. S, prenderanno il primo treno disponibile. Vado a prendere il camper, mi disse, prima di allontanarsi. Il resto del mondo ora aveva tratti sfumati, come il tempo. In quel susseguirsi di forti emozioni e grande dolore, per, riusc comunque a cogliere negli occhi di Sven una debole luce alla notizia che, presto, le mie amiche ci avrebbero raggiunto.

Erano passate dieci ore e la sala d'attesa dell'ospedale sembrava il surrogato della pista: oltre al nostro team, amici e parenti, c'erano anche tanti piloti, tra cui Lars che era sempre accanto a me o a Sven. La stampa e la televisione erano state lasciate fuori, Gustav e Kurt se ne erano occupati personalmente e furono loro a dare le prime notizie ai mass media. La televisione accesa in sala d'attesa mostrava le immagini dell'intervista. Shaun ancora in sala operatoria e non sappiamo niente delle sue condizioni, quindi, non premete e lasciate passare chi ha il diritto di stare accanto alla sua famiglia.

Finalmente, verso l'una di notte un infermiere ci avvicin. Il chirurgo che ha operato Shaun Keller vi attende. Non tutti, ovviamente. Seguimmo l'uomo, io, Sven e la sua famiglia. In silenzio, percorremmo le corsie deserte dell'ospedale, fino ad arrivare davanti a una porta che l'infermiere apr. Buonasera, sono il dottor Herrmann, ci accolse l'uomo, dentro il suo studio e, dopo aver stretto la mano a tutti, ci diede la notizia che pi attendevamo. Abbiamo dovuto operare la sua clavicola sinistra, dato che aveva una frattura scomposta. Ma questo non lo mette in pericolo

di vita, disse Frank, quasi sollevato. No, questo no, ma il trauma cranico s, il silenzio che segu fu pesante. Abbiamo fatto tutto il possibile, ora, dobbiamo attendere che Shaun si svegli. Non potrebbe essere pi preciso? sentii la mia voce uscire dal mio corpo, come se avesse vita propria. Vuole sapere il mio parere personale? mi chiese il chirurgo. S, quello che pensa veramente, non quello che vorremmo sentirci dire. Seguo le corse da anni e ho rimesso in sesto molti piloti. Oggi ho assistito allincidente e dalla dinamica direi che per Shaun serva un miracolo. Ad Anabel sfugg un singhiozzo,

Frank cerc di consolarla, abbracciandola. Alex che fino a quel momento non aveva detto una parola imprec; Sven mi strinse la mano. Shaun un combattente mi ha promesso che non sarebbe pi successo dissi, quasi balbettando e solo Sven nella stanza fu in grado di capire a cosa facevo riferimento. Spero che lei abbia ragione, comunque perch avvengano, i miracoli hanno bisogno di molta fede. Un mio collega ha ricucito la faccia di un altro pilota e qualcosa mi dice che lei centra qualcosa... Signorina Winter, si faccia coraggio, lei potrebbe far avverare questo miracolo. Ma come medico. S, ho capito, per lei non ci sono

speranze, dissi senza mezzi termini. Intanto, facciamo passare la nottata e poi, vedremo. C' qualcos'altro che dobbiamo sapere? chiese Frank. S, ma ripeto, ora dobbiamo fare in modo che lui lotti per vivere. Il nostro cervello ha vie talmente misteriose e il cuore ne ha ancora di pi, poi, il dottore si concentr di nuovo su di me. Mi guard a lungo e pensai che mi avrebbe rimproverata di essere stata inopportuna, che avrebbe dovuto essere la famiglia a chiedere il suo parere. I suoi occhi stanchi, ma profondi, mi scrutarono per un po', mentre i singhiozzi di Anabel divennero pi forti. Le permetto di vedere Shaun e di

stargli accanto, se il resto della famiglia non si oppone, disse, invece. I Keller scossero la testa con vigore. Vai tesoro. Se riuscir a sentirti, lotter con tutte le forze. Mio figlio un combattente e poi, Anabel mi abbracci Sentivo di avere una strana, fredda lucidit, che non sembrava mi appartenesse, ma anche la rabbia si stava facendo strada dentro di me. Mio padre non aveva potuto lottare: il destino lo attendeva alla fine di quella curva del Tourist Trophy. Stavolta, forse, avrei avuto una chance e Shaun non sarebbe stato solo a lottare, io gli sarei stata accanto, ogni istante della sua battaglia contro la

morte. Herrmann mi accompagn personalmente nella camera dove avevano portato Shaun. Ci tenga il ghiaccio, almeno per due giorni, disse il dottore, indicando la mia mano, io annuii, poi gli chiesi. Mi pu sentire se gli parlo?. Gli abbiamo somministrato una dose di farmaci per indurre un coma controllato, ma prima o poi, si sveglier... se tutto va come speriamo che vada. Grazie per la sua sincerit. Mi mise una mano sulla spalla e poi, mi fece entrare nella stanza. Shaun era immobile nel letto, bianco come le lenzuola e con una vistosa

fasciatura sulla testa. Aveva addosso tubi e tubicini e diversi fili colorati. Quel riposo artificiale indotto, come lo aveva definito il chirurgo, lo faceva somigliare a un automa ibernato. La lascio sola con lui. Prima che il medico si allontanasse, lo presi per un braccio. Continua a pensare che non abbia speranze? lo osservai attentamente. Capii che gli costava dirlo, ma annu. Io mi sentii morire e i miei occhi si riempirono di lacrime. Lei ha dimostrato di avere coraggio, glielo faccia sentire. Ho visto tutte le gare di Shaun quest'anno. Ho

tifato per lui e ho notato anche che la televisione si soffermava spesso su di voi, quando vi scambiavate sorrisi o sguardi preoccupati sulla griglia di partenza. Sono un appassionato di corse, oltre che un chirurgo, e per andare a quella velocit, rischiando ogni volta la pelle, bisogna avere un gran cuore: il suo fidanzato lo ha e credo che batta per lei, glielo ricordi, mentre gli sta accanto. Lo far. Lui si allontan, io presi una sedia e mi misi seduta accanto al letto di Shaun. Afferrai la sua mano e l'accarezzai fin dove potevo, evitando cerotti e tubi; la sua pelle era fredda. Sapevo che non dovevo abbattermi,

ma era cos difficile non lasciarsi andare e piangere disperatamente. Mi feci coraggio e iniziai a parlare. Sto aspettando che tu mantenga la tua promessa Shaun, ricordi? 'Non succeder ancora'. Nei tuoi occhi c'era tanta amarezza, quando me l'hai detto e io non volevo saperne perch pensavo fossero idee strampalate. Mi hai coinvolto e non solo nellavventura del tuo team lo sai, sono persone eccezionali, sono tutti qui fuori, c chi sonnecchia sopraffatto dalla fatica e chi si consuma nellattesa e nel dolore. Ci sono tanti di quei piloti e amici che ho pensato che alla reception dell'ospedale scoppiasse un gran casino. Sono tutti cos preoccupati presi un attimo

distanza da quel groviglio di parole e tornai a concentrarmi su quello che volevo dirgli. Quando ti ho conosciuto ero nel buio pi totale, in un vicolo cieco. Rabbiosa, sfiduciata, incapace di relazionarmi in modo normale con il mondo. Anche ora ho problemi e controllo con difficolt la mia collera: a farne le spese stavolta stato Ivan, ma se lo meritava. Sapeva che quella staccata non era possibile, ma lha fatta ugualmente, innescando l'high side che ti ha portato qui. Credo che, se non gli avessi rotto io il setto nasale, l'avrebbe fatto Lars. Io non vivevo, sopravvivevo, poi, sei arrivato tu. Accidenti che botta ho preso. Sin dalla prima volta che ti ho

visto. Ho mentito alle mie amiche e a me stessa. Ho cercato di non pensarti, di andare contro a quello che tu avevi capito sin dal primo momento: noi ci eravamo trovati. Ma era difficile ammetterlo. Ero partita dalla mia cittadina per arrivare in una grande citt, prestabilendo tutto, come dici sempre tu, avevo programmato ogni cosa. Poi, sei arrivato tu a spezzare le mie certezze e i ponti che volevo costruire si sono interrotti. Non sono pentita, neppure di un minuto di quello che successo tra noi, mi fermai un attimo e lo guardai. Immobile, nel silenzio della stanza, si udiva soltanto il flebile bip del macchinario collegato al corpo di Shaun, a scandire chiss quale

misterioso parametro vitale. Non volevo sapere quale, cos ripresi a parlare. Sai cosa mi ha fatto ridere oggi, prima della tua partenza? Un'idiozia, una cosa talmente stupida che poteva venire in mente solo a me, mentre quella cretina della tua ombrellina sorrideva all'operatore che riprendeva te e la moto No, non te lo dir, lo far quando ti sarai alzato da questo letto e potremo riderne insieme. Ho tante cose che non ti ho ancora detto, ma non voglio raccontartele, preferisco discuterne con te, quando sarai di nuovo in grado di farlo. Perch anche litigare meglio che stare qui a stringerti la mano e a chiedermi se puoi sentirmi.

Lo fissai per qualche attimo, gli occhi chiusi e il viso immobile non davano segni di vita. Mi chiesi se stesse combattendo per vivere, se avvertisse dolore, ma soprattutto se la mia voce fosse in grado di raggiungerlo. Pensa come sar incazzato Geert: deve riuscire a rimettere in sesto la moto per la prossima gara. Star gi pensando a come restituirtela bella, luccicante e a puntino, senza un graffio sulla carena. Sai che puoi contare su di lui, ci sar, come il resto del team. Gustav una persona eccezionale, mi ha sorpreso la sua compostezza e competenza anche in questo momento cos particolare: ha avvisato tutte le persone dalla tua famiglia agli amici. Mi ha detto che sul

sito ufficiale e sulla tua pagina Facebook, i tuoi fan stanno impazzendo: chiedono tue notizie e poi ti fanno tutti gli auguri di questo mondo. riuscito a seguire anche quello, mentre io e Sven, siamo andati completamente nel pallone. Appoggiai la testa sulle lenzuola che sapevano di disinfettante, poi presi la mano di Shaun e la posai sulla mia guancia. Non sapevo pi che cosa dire, ma continuai a parlare, per tutta la notte. In qualche momento, mi appisolai, qualcuno mi mise una coperta addosso, forse, un'infermiera, venuta a controllare Shaun, che mi aveva trovato addormentata. iniziato l'Oktoberfest e tu non

puoi aver dimenticato il nostro appuntamento nel labirinto degli specchi: il Dio del tuono non pu deludere una semplice mortale, poi, non riuscii pi a parlare; piansi, cos tanto che la mano di Shaun scivol dalla mia guancia per le lacrime che vi si erano depositate rendendo scivoloso e umido il mio viso. Presi un lungo respiro e tornai a parlare, di tutto, di quando ci eravamo conosciuti, di come erano cambiate le cose da un anno prima e quello che il futuro ci avrebbe riservato. Mentii, pregai, imprecai e poi, tornai a piangere e a raccontare. Non sapevo neanche pi che ora fosse del giorno, quando il dottor

Herrmann entr nella stanza. Da quanto non mangia?. Alzai le spalle. Perch non si fa dare il cambio dalla madre di Shaun o da suo fratello? Stavo parlando con loro proprio adesso. Io devo stare qui, dissi risoluta. Lui annu, poi, inizi a visitare Shaun, a guardare i grafici e i numeri verdi dei monitor. Sono passate abbastanza ore per avere un responso diverso da quello che mi ha dato ieri sera? gli chiesi. Lui scosse la testa. Tra poche ore sar di nuovo sera, non passato neanche un giorno: troppo presto.

Cosa deve ancora dirci dottore delle sue condizioni? ebbi il coraggio di chiedergli, anche se non sapevo se avrei retto ad altro dolore. Una cosa alla volta, prima deve uscire dalla fase critica. Quanto tempo deve passare, perch si possa considerare fuori pericolo o che stia reagendo?. Fino a che non ha parametri accettabili, non star qui a spiegarle numeri o valori degli analisi. Lei deve mangiare qualcosa, altrimenti dovr ricoverare anche lei e si faccia dare dell'altro ghiaccio per quella mano. Annuii e mi rimisi seduta. Il mio non un consiglio, un ordine. La sostituir per un po' la

signora Keller. Ha ragione, giusto che lo veda anche lei.

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Quando raggiunsi la sala d'attesa, guardai l'orologio, erano le otto di sera del giorno dopo lincidente. Fuori era buio, ma dalle vetrate dell'ospedale riuscii a vedere una moltitudine di persone. I flash iniziarono a scattare, come lampi di un temporale lontano fatto solo di bagliori, senza alcun rumore. Ma oltre ai flash e alle lampade delle telecamere, vidi anche candele, candele accese sui gradini dell'ospedale, appoggiate alle vetrate e anche tante persone che le tenevano in

mano. Sven mi prese per un braccio, delicatamente, poi mi port lontano dalla finestra. Una voce concitata mi fece voltare: la mia immagine confusa e stralunata apparve sul televisore della sala d'aspetto. Per un attimo non mi riconobbi neanche: spettinata, con lo sguardo disperato, perso. La fidanzata di Shaun Keller uscita dalla sua stanza, ma da quanto sappiamo le condizioni del pilota sono ancora critiche, disse la voce fuori campo della telecronista. Lars abbass il volume della TV con il telecomando.

Christine e Betsy, mi abbracciarono. Il dottore ci ha detto che devi mangiare? mia madre mi sfior la testa, ravviando alcune ciocche di capelli che erano fuoriuscite dalla coda. Non ho molta fame, le risposi. Non puoi crollare adesso. Lui ha bisogno di te, mi disse Frank che si era avvicinato. Vidi anche Geert, Lukas e Bernard che annuivano. Gustav un po' pi distaccato parlava con Kurt, si avvicinarono a me, solo Alex rimase al suo posto, seduto su una sedia e piegato in avanti, non riuscii a vedergli il viso che teneva stretto tra le mani. Va bene, avrei bisogno di un caff, di tanto caff, dissi con un tono stanco.

Sven e Christine si allontanarono insieme. Riesci a capire se sta reagendo? mi chiese mia madre. Non lo so, non cosciente. immobile, come lho trovato appena sono entrata nella sua stanza ieri. Ho parlato con il dottore, immagino che con voi si sia sbilanciato molto di pi che con me. No, ci ha detto solo che non ancora fuori pericolo e che tutto dipender da come reagir il suo fisico. Lo so, lui dice che senza speranze, ma io non voglio, non posso crederci, dissi disperata. Aspettiamo tutti il miracolo, disse

Frank. I miracoli non esistono, ma io stavolta voglio crederci, mentre gli stringo la mano, spero che senta la mia voglia di aiutarlo a vivere, come quella di tutte le persone che gli vogliono bene, anche quelle fuori dellospedale con le candele in mano. Sono venuti da tutte le parti della Germania, mi disse Gustav. Devo dirglielo, deve saperlo, dissi risoluta. Christine mi pass un panino e Sven tenne il bicchiere di caff in mano fino a che non mi vide dare un morso al pane. Un'altra notte con la mano di Shaun nella mia, un'altra notte con la

disperazione nel cuore, ma con la determinazione di lottare insieme a lui. Quando ho acceso la prima volta quelle candele sulla tua vasca da bagno, non avrei mai pensato di associarle ad altro che non fosse il nostro rapporto, ma devi sapere, che fuori dall'ospedale, ci sono tante persone che stanno tifando per te, perch tu raggiunga il pi difficile dei tuoi traguardi. Questa volta, non ci sar nessuno direttore di gara a sventolare la bandiera a scacchi, Shaun. Devi solo aprire gli occhi e decidere di tornare da tutti loro e da me. Lui continuava a non reagire. Immobile, nel sottofondo di suoni che accompagnavano i momenti di silenzio del mio monologo.

Mi sentivo come se io e Shaun fossimo dentro alla capsula di un'astronave sparata nello spazio, isolata da tutto, asettica, fredda, mortale che non avrebbe pi fatto ritorno sulla terra. Avevo perso la cognizione del tempo, ma non mi importava, speravo solo che qualche ora in pi significasse per Shaun che era pi vicino al risveglio e alla guarigione. Io non ho mai avuto il coraggio di dirti che ti amo. Certo, te l'ho fatto capire, ma non te l'ho mai detto e ora che l'ho fatto, non so neppure se tu l'abbia sentito. Tirai su la testa, ma da lui non ebbi alcuna risposta.

Reclinai il capo e rimisi la sua mano sulla mia guancia. Pensai che ora, eravamo in due mondi paralleli che non potevano ricongiungersi. Alzai il capo e posai delicatamente la mano di Shaun sulle lenzuola, poi, uscii dalla stanza. Cercai lo studio del dottor Herrmann, sperai che fosse ancora in ospedale. Bussai alla porta, la sua voce mi arriv forte. Avanti!. Si svegliato? mi chiese sorridendo. Allora non cos improbabile che succeda, ribattei. No, improbabile no, ma....

Non aggiunga altro, lasci stare, ho capito. Non si risvegliato, ma io le volevo chiedere una cosa. Mi indic la sedia davanti alla sua scrivania, piena di blocchetti pubblicitari di farmaci. Allontan la tastiera del computer e poi, appoggi le mani sul piano di legno scuro. Cosa mi deve chiedere?. Lo so, pu sembrare una pazzia e mi sento anche un po' in imbarazzo, ma.... Se secondo lei qualcosa che potrebbe aiutare Shaun a guarire, dica pure. Non lo so, quello che ho in mente potrebbe aiutarlo ad avvertire la mia presenza, a sentire che sto lottando con

lui... mi spiego. Io e Shaun parliamo per ore abbracciati, a volte litighiamo stando abbracciati, stringendoci cos forte da farci male. In poche parole, vorrei chiederle se mi sdraiassi sopra di lui, per fargli sentire il calore del mio corpo, potrei nuocergli?. No, non pu nuocergli, basta che stia attenta a non pesargli troppo sulla cassa toracica e per poco tempo, pu farlo. Certo, non la normale prassi per aiutare un paziente a interagire con il mondo dopo uno stato di coma, ma faccia pure. Se una cosa che facevate abitualmente, potrebbe, come dice lei, avvertire meglio la sua presenza che con una semplice stretta di mano. Grazie, ero gi con la mano sulla

maniglia della porta, quando il medico aggiunse. Il fatto che non sia peggiorato e che le sue condizioni siano stazionarie gi un buon segno. Corsi verso la stanza di Shaun e per un attimo, non mi scontrati con un infermiere. C' qualche urgenza? mi chiese preoccupato. S, devo fargli capire che sono l con lui, dissi, ovviamente l'infermiere mi prese per pazza, ma che importava. Il dottore aveva detto che le sue condizioni stazionarie erano un buon segno, era una flebile speranza, ma c'era. Entrai nella stanza, Shaun era sempre immobile.

Mi avvicinai e salii sul letto, stando attenta a non urtare fili, tubi e cannule. Rimasi a fissarlo, inginocchiata sopra di lui, poi, mi stesi lentamente, senza pesargli addosso, ora, potevo sfiorargli il viso con i capelli e sentire il suo torace sollevarsi ad ogni respiro. Ho pensato che non mi avresti capito se non te lo facevo sentire con tutta me stessa. Non dirti che ti amo stato un errore; dare per scontato che tu lo capissi, anche senza che io te l'avessi detto stato un errore. Ti amo Shaun e non posso vivere senza di te. Questo lo so, l'hai sempre saputo, ti sto solo dando la conferma, il viso si stava bagnando delle mie lacrime, ma lo sentivo cos vicino, anche se lui continuava a non

rispondere ai miei stimoli. Ti amo, come non ho mai amato nessun altro e ho bisogno di te. Cosa diceva il messaggio che mi avevi inviato dopo che ero andata via da Misano l'anno scorso? 'Sei la mia passione, la mia vita, il mio respiro' e poi, avevi aggiunto i giorni che mancavano per rivederci. Ti prego, dammi dei giorni, delle ore o dei minuti, passati i quali io possa sperare di riaverti con me. Silenzio, assoluto silenzio, solo il suono costante degli strumenti. Mi rimisi ancora un po' a contatto con il suo corpo e poi, iniziai a cantare Viva la vida. Arrivai al ritornello. I hear... Jerusalem bells... are

ringing.... Roman... Cavalry, Shaun apr gli occhi. Per un attimo lo fissai, non stava guardando me. S, sei il pi bello e forte cavaliere che io conosca anche se non sei romano, poi continuai. ... choirs are singing, conclusi, piangendo di gioia. Poi, lui inizi ad agitarsi. Shaun, sono qui, stai tranquillo. Ora chiamo il dottore, c'era qualcosa di strano, lui mi sentiva, ma sembrava che, per lui, non fossi l.

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Non ti muovere... suonai il campanello, dopo essere scesa dal letto, stando attenta a non toccare niente dei fili e tubi collegati al suo corpo. Shaun continuava ad agitarsi, gli fermai la mano un paio di volte, sembrava volesse staccarsi quello che aveva addosso. Shaun, per favore, stai tranquillo, nessuno rispondeva al campanello. Shaun, sono qui, va tutto bene. Devo chiamare qualcuno, ma torno subito. Non ti agitare, i suoi occhi mi fissarono smarriti, poi, la sua mano mi

sfior il viso, io gliela baciai e lui finalmente si calm. Spalancai la porta e corsi per il corridoio. Raggiunsi la porta del dottore, ma lui non mi rispose. Incontrai un'infermiera. Il dottor Herrmann?. appena andato via dall'ospedale. Lo pu richiamare... Shaun Keller si svegliato, le dissi e la scossi prendendola per entrambe le braccia. Rischiavo di andare nel reparto neurologico, ma che importava, Shaun si era svegliato, anche se... Aspetti che lo chiamo. Io torno da... S, vada pure e mi sorrise.

Shaun si stava toccando gli occhi, quando rientrai nella stanza, li chiudeva e li riapriva. Herrmann, era questo che voleva dirci? Mi chiesi. Mi avvicinai e gli strinsi una mano. Allora, come sta il mio paziente? la voce profonda del dottor Herrmann, mi sorprese alle spalle, sussultai. Lui mi regal un sorriso radioso e poi, si avvicin a Shaun. Una schiera di infermieri e dottori lo seguivano, si avvicinarono al letto di Shaun e io dovetti arretrare, da quella posizione non riuscivo pi a vederlo. Signorina Winter? Pu andare dai familiari e dagli amici e riferire che

Shaun ha passato brillantemente la fase critica? poi, vidi i piedi di Shaun agitarsi e il dottore riprese a parlare. Stia tranquillo, ora le spieghiamo tutto, il dottore si chin su di lui. Cosa c' che non va? chiesi al dottore, prima di lasciare la stanza. Le avevo detto che c'era una complicazione, mi disse il dottore avvicinandosi, mentre gli infermieri erano indaffarati attorno a Shaun. Si aspetti molta confusione, le chieder spesso cosa sta succedendo, potrebbe anche non ricordare niente, ma soprattutto, ora, non pu vederla. Non potr.... Le spiegher tutto dopo, ora vada a dare la bella notizia, nel frattempo,

rassicurer io Shaun. Mi riparai la bocca da un singhiozzo, mentre uscivo dalla stanza, ma quando arrivai nella sala d'attesa, piangevo. Tutti avevano visto rientrare il dottore in fretta e il personale correre verso il corridoio da cui ero apparsa io. Che sta succedendo? Sven fu il primo a chiedermelo, ma quella domanda era negli occhi di tutti gli altri. Shaun fuori pericolo, dissi. Un sollievo generale, un'esplosione di gioia, poi tutti guardarono me che anche se sorridevo, continuavo al contempo a piangere. Ci sono delle complicanze: il dottore mi ha detto che, per ora, non in

grado di vedere. Toccare il fondo del mare in apnea e riemergere alla velocit della luce per prendere fiato era stupendo, ma ora, Shaun doveva affrontare le conseguenze di essere riemerso e con lui tutti noi. Un incidente? ripet pi a stesso che a tutti quelli che erano nella sua stanza e che lui non poteva vedere. Herrmann si schiar la voce. Shaun, senta io devo parlare con lei, con calma. In questo momento, lei confuso e la capisco, ma vorrei spiegarle quello che le accaduto a livello medico. Lene... dove sei?. Mi avvicinai al suo letto e gli strinsi

una mano. Non ti vedo... ti sto ancora sognando?. No, non stai sognando Shaun, ma ascolta il dottore che ti ha operato. Lui fece un profondo respiro e io gli accarezzai la mano. Il dottore chiese a tutti gli altri di uscire, dopo che ognuno si era avvicinato e aveva salutato Shaun. Era straziante vedere la confusione sul suo volto e la sua mano libera alzarsi, annaspando nell'aria nel tentativo di toccare il viso della persona che gli si era avvicinata per parlargli, per fargli una carezza o solo per dargli un rapido bacio. Quando la porta si chiuse dietro a

Sven, l'ultimo a lasciare la stanza, il dottore gli parl. Si ricorda cosa le successo?. Shaun scosse la testa, poi si tocc gli occhi, io guardai il dottore. Lei ha avuto un incidente e la sua temporanea cecit dovuta al trauma che ha subito. Ombre... solo ombre.... Dovrebbe avere una visione soffusa dei neon del soffitto, luci sfuocate e ombre normale. Entro una settimana, questo disturbo dovrebbe scomparire, gradualmente riuscir a distinguere stimoli luminosi puntiformi, in seguito, recuperer la sensazione del movimento, poi, percepir i contorni degli oggetti e come ultima cosa, rivedr i colori. Il suo

disturbo si chiama cecit corticale: i suoi occhi non hanno niente che non funzioni, il suo cervello ad avere problemi, lei ha subto un danno al lobo occipitale: la sede delle percezioni delle immagini visive. Mi segue?. Io... credo, disse Shaun. Non importa, glielo spiegher con comodo pi avanti, ora deve riposare, lei stato molto fortunato. Non riesco a ricordare... niente. Non si preoccupi, anche la memoria torner e poi, sono certo che Lene la riempir di particolari della vostra vita. S... l'ho sognata... o... forse.... Ero qui, sono qui da quando ti hanno portato fuori dalla sala

operatoria. Lui gioc con le dita della mia mano. Lo lasci riposare, mi disse, poi si rivolse di nuovo a Shaun. Ci vediamo domani Shaun, sono certo che passer una buona nottata, poi, mi fece il segno di seguirlo fuori. Shaun, vado un attimo a parlare con gli altri e a spiegargli tutto. Mi prometti che starai tranquillo?. S, ma non lasciava andare la mia mano. Shaun, torno subito. Le sue dita lasciarono la presa e chiuse gli occhi. Non si preoccupi, gli abbiamo dato un leggero sedativo, deve riposare il pi

possibile, ma se le chiede qualcosa gli spieghi tutto. Se fa fatica a ricordare le cose, non lo forzi; anche dell'incidente, vedr, non si ricorder molto, pu darsi che non ricordi nulla neppure del suo risveglio e di tutto quello che abbiamo detto ora. Dottore, pu essere sincero con me anche questa volta?. Certo, mi dica. Lei ha detto che la cecit dovrebbe scomparire beh, il dovrebbe che non mi fa stare tranquilla. Dipende dalla lesione riportata durante la caduta. Come le ho detto, ai traumi ognuno reagisce in modo diverso. Inoltre, lei sa perfettamente che fino a ieri sera non avrei scommesso sul suo

recupero, quindi, diciamo che normalmente ci vuole una settimana, ma potrebbe volerci di pi. Mesi?. Anche anni e, spesso il recupero non totale, lui mi mise una mano sulla spalla. Shaun ha lottato contro la morte, lotter ancora, soprattutto se ci sar lei al suo fianco a combattere. Un passo alla volta, ora vada a parlare con la sua famiglia e i suoi amici, quando rientrer, lo trover addormentato. Non le dico di lasciarlo per riposarsi anche lei, perch so che tanto non lo far, ma si metta almeno una coperta addosso, altrimenti prender freddo. Gli sorrisi, era il primo sorriso che facevo da quanto avevo visto Shaun

rimanere immobile dopo il terrificante high side.

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Ciao, buongiorno! gli dissi, quando Shaun apr gli occhi la mattina dopo. Durante la notte c'erano state molte visite. A turno avevano vegliato Shaun, ma solo perch era giusto che anche la sua famiglia avesse la possibilit di stargli vicino. Io mi ero appisolata sulla spalla di Sven, sulle scomode sedie della sala d'attesa. Lars, il team di Shaun e tutti gli altri erano tornati a Monaco, tranne Christine. Quando avevano saputo che lui era

fuori pericolo, avevo insistito perch tornassero alle loro occupazioni, non aveva senso rimanere tutti l. Lene? Perch non ti vedo?. Il dottore mi aveva avvertito. Ieri sera, non ti ricordi la spiegazione del dottore?. Dottore? Ma dove sono? tent di mettersi seduto. Ehi! Fermati!. Lui si blocc e si distese di nuovo. Sei un paziente indisciplinato! dissi scherzando. Una smorfia di sofferenza gli irrigid il viso, forse, era colpa della frattura alla clavicola. Non ricordo nulla. Vuoi che ti aiuti?.

S. Ricordi la corsa di domenica?. La partenza... poi, tutto si offusca. Ivan, nella curva sette, praticamente ha staccato sulla tua ruota posteriore e tu.... Uno stupendo high side? chiese. S, te lo ricordi? chiese Shaun. No, ma oggi .... Mercoled, risposi. E nel frattempo, cos successo?. Hai lottato contro la morte. Io... ho sognato, disse e strinse la mia mano. Raccontami i tuoi sogni e vediamo quanto si avvicinano alla realt. Tu mi parlavi... ma non ricordo. Lascia stare, non importa,

l'importante che tu possa guarire presto. Perch non ci vedo?. Gli spiegai quello che il dottore mi aveva detto la sera prima, ma mi accorsi che si era riassopito. In quei giorni mi sentii come Bill Murray nel film Ricomincio da capo, nel suo ripetitivo 'Giorno della marmotta'. Shaun immancabilmente dimenticava tutto quello che gli avevo raccontato del suo incidente e di come mai fosse relegato in un letto di ospedale. Non aveva perso gli altri ricordi, quelli precedenti alla partenza della gara e i pochi istanti prima

dell'incidente, ma quello che veniva dopo svaniva ad ogni risveglio. A me sembrava che la sua disperazione aumentasse con il susseguirsi dei giorni. Lene, sei sicura di avermi detto tutto? mi disse allo scadere della settimana. Forse, il tuo trauma ha bisogno di pi giorni per risolversi, ma capii che ormai la guarigione completa della sua vista avrebbe richiesto pi della normale prassi. Avrebbe impiegato pi tempo, ma quanto? Il dottore mi ha detto che presto potremo tornare a casa, per la clavicola ti metteranno un tutore e.... Lene, non mi hai risposto.

Pensai che si dimenticava di tutto, ma quel conteggio sembrava fosse lunica cosa ad avere scolpita in testa. Herrmann mi ha detto che il tempo di recupero varia da paziente a paziente, forse, tu hai bisogno di pi tempo di una settimana. Quanto?. Non lo so Shaun, non lo sa neanche lui. Lene, per favore, non mentirmi. Presi un profondo respiro. Potrebbero occorrere mesi o.... Anni? mi interruppe lui. S e.... Potrei non tornare a vedere pi, termin lui. Io non gli risposi.

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Era diventato silenzioso dopo il giorno che aveva saputo che la sua cecit poteva essere permanente. Con il tempo, riprese a memorizzare tutto quello che gli dicevo, io invece avrei preferito che non ricordasse. La sua vita, sempre sul filo dei centesimi di secondo, ora, doveva procedere lentamente e tra mille incognite. Salutammo il dottor Herrmann e lasciammo l'ospedale dopo quindici giorni dal suo incidente. I mas media avevano dato la notizia

che si era ripreso, ma che, per ora, non sarebbe tornato a correre. La sua momentanea disabilit era di dominio pubblico. Sven ci venne a prendere. Riuscimmo ad evitare gran parte delle domande dei telecronisti all'uscita dall'ospedale. Io e mio fratello facemmo da scudo a Shaun che era cos frastornato da sembrare in uno stato confusionale continuo. Il dottor Herrmann mi aveva vivamente consigliato di portare Shaun da un bravo psicologo, per aiutarlo ad affrontare questo momento difficile della sua vita. Ha bisogno di un professionista che

lo aiuti a capire che si deve integrare di nuovo nel mondo, facendo a meno del senso della vista. Deve imparare a fare affidamento sugli altri sensi, svilupparli, per potersi muovere liberamente. Non aspetti che si chiuda dentro casa e si demoralizzi. Perch, potrebbe succedere. Cosa farebbe lei al suo posto? Se la sua vita fosse cambiata cos drasticamente come la sua?. Ero sicura che il dottore avesse messo quella domanda alla fine di tutto il discorso perch voleva fossi io ad essere determinata, se Shaun si fosse arreso o se i miglioramenti fossero tardati ad arrivare. Decidemmo che era meglio trasferirsi nel suo appartamento:

avevamo molto pi spazio e lui lo conosceva meglio del mio. Alex era un problema che avrei affrontato in seguito. Stare tutti insieme rischiava di farmi impazzire, ma in quel momento non potevo proprio permettermelo. Sven mi aiut a portare un po delle mie cose nell'appartamento di Shaun. Tu come stai? mi chiese Sven. Bene, non si vede? gli risposi. Smettila di dire cazzate. Hai bisogno di aiuto, ne avete bisogno entrambi. S, lo so ma che devo fare? Ho capito che Shaun demotivato, sembra svuotato, non migliora e io comprendo la sua frustrazione.

Gustav mi ha chiesto di parlarti, ma devi essere tu a decidere, aveva smesso di mettere i vestiti di Shaun dentro ai cartoni e si era seduto sul divano di casa mia. Ti ascolto. La corsa dove Shaun ha avuto l'incidente stata annullata. Ivan anche se vince la gara di oggi e le altre due, non ha il punteggio necessario per stare davanti a Shaun, mentre Lars ancora in gioco, ma anche lui deve vincere le prossime tre gare. S, purtroppo, ho avuto un sacco di tempo per fare i conti e pensarci, anche se non ho mai detto niente a Shaun. Credi che lui non l'abbia pensato?. Annuii.

Gustav mi ha detto che la moto pronta e vuole sapere se tu vuoi provare a contrastare Lars. Sei l'unica che pu riuscire a portagli via dei punti per non fargli raggiungere Shaun in classifica, mi disse. Non me l'aspettavo, mi aveva preso in contropiede. Perch non tu?. Lo sai anche tu che quella che ha ereditato la sensibilit di nostro padre sei tu e poi, tu, insieme a Shaun avete sviluppato la moto di quest'anno; inoltre, conosci le due piste che sono rimaste molto bene. Era vero, ci avevo corso pi volte. Sarebbe uno stupendo regalo per Shaun e anche per te, concluse.

Come pensate che io possa contrastare Lars? Lui in forma e motivato, non potrei mai batterlo. Non detto che sia cos bravo da fare tre primi piazzamenti. Oggi, per esempio, non ha fatto il miglior tempo. Parte in prima fila, ma ha accusato un ritardo di qualche decimo, non da lui. Devo chiederlo a Shaun. Trovammo Alex e Shaun davanti alla TV a seguire la gara. Non era ancora iniziata, ma il televisore era sintonizzato sull'emittente che la trasmetteva. Sono anni che non seguo questa categoria dal divano di casa mia, disse con amarezza Shaun.

Alex mi guard. C'era qualcosa di diverso nel suo sguardo, non era pi provocatorio, ora, sembrava sofferente. Dai, sedetevi e prendete una birra, ci invit Shaun. Lo osservai, i capelli tagliati a zero quindici giorni prima, stavano iniziando a ricrescere anche sulla cicatrice, aveva un leggero filo di barba. Osservai i suoi occhi che reagivano alla luce, erano cos espressivi, ma, purtroppo, non riuscivano a vedere che luci offuscate, in una penombra quasi totale, cos lui aveva descritto la sua condizione eppure io lo trovavo ancora cos bello. Per me, non era cambiato niente, anzi, la sua situazione mi fece pensare al

Kintsugi, la tecnica che i giapponesi usano per riparare gli oggetti preziosi che si rompono: non nascondono le crepe, usando una colla trasparente, ma le esaltano con colate d'oro, proprio per dare importanza all'imperfezione e alla diversit che deve far amare ancora di pi quell'oggetto che ha subto una profonda ferita. Era proprio cos, Shaun aveva pi di una ferita ad attraversarlo, ferite nel corpo e nell'anima che per me, lo rendevano ancora pi speciale e unico: lo amavo pi di prima. La gara part, il telecronista fece un'attenta analisi, ricordando pi volte la mancanza di Shaun, ma anche quella di Ivan che era stato squalificato,

almeno per quella gara. Io mi soffermai sulle espressioni che attraversavano il volto di Shaun, invece, di seguire la corsa. Anche se tentava di sorridere o di appassionarsi, io vedevo quelle ferite allargarsi sempre di pi. Avrei corso, non sapevo cosa ne avrebbe pensato lui, ma potevo tentare di dargli almeno questa possibilit: scrivere il suo nome nell'albo d'oro dei piloti di moto. Erano quindici giorni che non dormivamo pi nello stesso letto. E sembrava che la determinazione che avevo avuto a strapparlo alla morte e che lui aveva percepito, avesse creato un muro tra noi, invece di avvicinarci.

Ora, siamo nella stessa condizione: buio anche per me. Sto cercando di capire come ci si pu sentire a trovarsi nelle tenebre per tutto il giorno. Domani ti sveglierai e potrai decidere se continuare a provarla, tenendo gli occhi chiusi oppure dire: 'V oglio vedere' e poi farlo, semplicemente aprendo gli occhi, disse con amarezza. Eravamo vicini, ma non ci eravamo abbracciati come facevamo sempre, un po' perch con il tutore che aveva alla scapola, non sapevo se gli avrei fatto male e un po' perch sembrava che lui preferisse cos. Sven mi ha detto quello che ha in mente Gustav.

Ha ragione, mi disse e si gir mettendosi supino. Lo sai gi?. L'ho immaginato, oggi poteva avere gi preso un pilota al mio posto, ma non credo avessero la moto pronta, per le prossime due gare, per, sarebbe da stupidi lasciare un posto vacante. Certo, devono trovare qualcuno che possa contrastare Lars, per vincere almeno il premio costruttori. Sarebbe fantastico se riuscissero a trovare qualcuno in grado di farmi mantenere il distacco in classifica che avevo guadagnato su di lui. Gustav ha chiesto a me di guidare la tua moto. Lui si volt e anche nella penombra

vidi un sorriso allargarsi sul suo volto. Era la prima volta che lo vedevo sorridere di nuovo dalla griglia di partenza dellultima gara che aveva disputato. Sarebbe magnifico, mi disse e mi baci. Non so da quanto aspettavo che lo facesse, da quanto desideravo che mi prendesse ancora tra le braccia e mi facesse ancora sentire speciale. A me bastava anche un solo, lungo e intenso bacio.

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Nei giorni successivi mi allenai anima e corpo per riuscire a reggere la moto di Shaun durante i lunghi giri delle due corse che avrei dovuto disputare. Non avevo la potenza di Shaun e neanche la sua preparazione fisica, ma avevo una salda determinazione a fare di tutto per regalargli quel titolo tanto desiderato. Mi allenai in palestra, seguendo le indicazioni di Shaun. Anche lui non aveva smesso di andarci e anche se per ora, non poteva forzare la scapola, si manteneva

comunque in allenamento. Mi seguiva anche in pista e l, il lavoro era molto pi duro che in palestra. In meno di quindici giorni dovevo riuscire ad abbassare il tempo sul giro di cinque decimi: unimpresa titanica se si corre sul filo dei trecento all'ora. I ruoli si erano invertiti, ora era Shaun che seguiva Sven, anche se non poteva vedere, riusciva a sentire se la moto era a punto oppure no e mi dava consigli, mentre mio fratello mi rimproverava quando rischiavo troppo o se, secondo lui, facevo la lavativa. Ero distrutta quando tornavo a casa: tenere a bada 130 CV non era impresa da poco e, piano piano, rammentai

quanto avevo lottato negli anni passati quando era ancora vivo mio padre. Sei scesa di un altro decimo di secondo oggi, mi disse Shaun, mentre mangiavamo, seduti al tavolo della cucina, alla vigilia della partenza per la prima gara. Avevamo cercato con Alex di non lasciare niente fuori posto nellappartamento e di sistemare ogni cosa nell'esatta posizione, per evitare che Shaun inciampasse in qualche oggetto inavvertitamente spostato. Mi ero accorta che voleva provare a fare tutto da solo e spesso ero io a ripulire i disastri che combinava, ma non gli dicevo niente. Riusciva anche ad apparecchiare il tavolo, trovando le

posate, i bicchieri e tutto il resto con facilit. A volte, mentre mangiavamo, lo osservavo e quando c'era Alex, ci scambiavamo delle occhiate furtive per capire se stesse migliorando, dato che lui non ne parlava pi. Alex era molto cambiato: aiutava suo fratello e lo coinvolgeva nelle uscite con i suoi amici, inoltre, non mi aveva pi importunato in alcun modo. Dici che riuscir a raggiungere i tempi degli altri? gli chiesi, mentre continuavamo a mangiare. Lene, non importa, tu stai gi dando tutto il possibile, anche se non ci vedo, capisco quanto sei stanca, quando la sera ti butti sul letto e dopo un attimo, ti

addormenti. Sono sfinita, hai ragione, sento dolori in tutto il corpo, in punti che non pensavo neppure di avere, risi a quell'affermazione. Shaun prese del pane e lo intinse nel sugo, una parte scivol, sulla sua t-shirt, prima che riuscisse a portarlo alla bocca, lasciando una striatura rosso cupo. Scossi la testa divertita e alzai le spalle. Perch stai ridendo? mi chiese, quando parte del boccone successivo gli fin sul mento, lo asciug con il tovagliolo di carta che piegava a triangolo con una meticolosit che non ricordavo.

Ti sei macchiato la maglietta e tentai di pulirgliela con il mio tovagliolo. Lui mi afferr la mano, appena la sent vicino al suo torace. Lo so che sono retrocesso allo stadio di bambino che non si sa muovere e che inciampa ovunque, che sporca il bagno, che.... Smettila Shaun! Non ha importanza, lo rassicurai. Per me ne ha, mi prese la mano la avvicin alla guancia e io accompagnai la sua carezza. Con questo dolore alla scapola, non posso neanche abbracciarti e non riesco neanche a fare pi l'amore con te, mi disse, quasi con disperazione.

Dai al tuo fisico il tempo di riprendersi. Se ci riuscir, aggiunse con un tono amaro. Non passato neanche un mese da quando hai avuto l'incidente e credimi, il dottore ci aveva dato poche speranze di una tua ripresa. Lui annu e mi lasci la mano. Oggi in mensa successa una cosa... stupenda. Quanto mi mancano le nostre litigate. Dai smettila e ascoltami. Arrivo in mensa e mi metto a fare la coda, non ci sono ancora molti studenti, sembra che quest'anno i postumi dell'Oktoberfest, siano stati distruttivi, commentai

ridendo. Anche Alex dice la stessa cosa della LMU, mi confid. Insomma, prendo il mio vassoio di sbobba, mi siedo al nostro solito tavolo e dopo un po', mi raggiunge Paul. Sempre tra i piedi quel ragazzino?. Mi ha aiutato con le lezioni, quando ero impegnata con te sulle piste. Quindi, gli sono debitrice. Fammi finire! conclusi spazientita. Lui mi fece un gesto con la mano e per poco, non fece volare il piatto dal tavolo. Paul mi dice: 'I ragazzi hanno qualcosa da dirti' e poi, mi indica un gruppetto di persone attorno ad un

tavolo nel mezzo della mensa. Io non ci avevo neanche fatto caso. Uno del tuo corso sale in piedi sul tavolo e inizia a parlare: 'Non sapevamo come dimostrare il nostro affetto a Shaun e a te. Sappiamo che parteciperai alle ultime gare per togliere i punti a Lars, gran pilota anche lui, ma Shaun il nostro campione e tu ora sei, comunque vada, la nostra campionessa. Specializzata in alta velocit: ti abbiamo seguito negli ultimi allenamenti e... ragazzi le vogliamo far sentire come andata?' Un boato di urla e di fischi seguirono questa prima esternazione e poi, il ragazzo sopra al tavolo prosegue: 'Brava nel difendere il titolo del suo ragazzo e nel cambiare i connotati a un

pezzo di merda. V ogliamo dirti che noi della TUM faremo il tifo per te. Saremo presenti a tutte e due le gare rimaste, stiamo preparando gli striscioni e i pullman per raggiungere i circuiti e ora, se ci permetti' un lungo applauso riemp la mensa, poi, spuntarono fuori delle ragazze e mi presero per mano, mi hanno costretto a seguirle fino allaula magna, l ad attenderci, c'era la band della TUM e appena sono arrivata si sono messi a suonare.... Viva la vida ... lo so, gli vidi gli occhi inumidirsi. S, anche io ho pianto come una fontana, ci abbracciammo e rimanemmo per un tempo interminabile l'uno stretto all'altro.

Mancavi solo tu. Non sono ancora pronto per rientrare in universit. Prima o poi, dovrai farlo. Lui trasse un profondo respiro e io non dissi pi niente.

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Sei sicuro di avermi visto andare in bagno? chiesi a Sven sulla griglia di partenza. S, ci sei andata, disse lui paziente. I capelli li ho legati ben stretti e messi tutti nel casco? lui guard il retro del mio Shoei, gemello di quello di Shaun. S, perfetti, neanche una ciocca spunta fuori. Mi chinai accanto alla 'piccola' di Shaun rimessa a nuovo, la tuta mi tirava un po', doveva ancora cedere all'usura.

Salii sulla moto e vidi che arrivava di gran carriera il telecronista della TV che riprendeva l'evento. Toglimelo con galanteria dai piedi, dissi a Sven in italiano. Ero un fascio di nervi e sapevo che mio fratello avrebbe esaudito la mia richiesta: nelle pubbliche relazioni non ero il massimo, proprio come Shaun che non apprezzava quell'intromissione nei minuti prima della partenza. Gli avevo chiesto se voleva venire con gli altri sulla griglia di partenza, ma mi aveva risposto che sarebbe stato solo d'impaccio. Aveva ragione e io non avevo insistito, ma mi aveva detto che sarebbe stato sotto il palco durante la

premiazione. Lui era ottimista, mi vedeva gi tra i primi tre, peccato che avevo fatto solo il decimo tempo e quindi, partivo in terza fila. Per, lui mi aveva dato un bacio da piegare le ginocchia e continuavo a sentire il suo odore addosso. Questo mi diede la carica per buttarmi in mezzo alla mischia e sapevo gi che non sarebbe stato facile: alla prima staccata ci sarebbe stato da fare a carenate. Il telecronista si diresse verso di me. Lei una sorpresa continua Lene, disse il ragazzo sorridendomi. Ha bisogno di concentrazione, rispose per me Sven. Non sa quante mail e richieste di

informazioni su di lei ci sono arrivate in redazione, continu lui. Presi un profondo respiro per rispondere, ma Sven mi precedette. Quello che sa fare meglio Lene, lo vedranno in pista, tagli corto Sven. Alla fine il telecronista si diresse verso il pilota accanto a me sulla griglia. Quanto vorrei essere diplomatica come te. Ho capito dal tuo sguardo che stavi per inveire contro di lui e questo non avrebbe fatto bene all'immagine del team, mi disse sorridendo. Dici a quella demente dell'ombrellina di riparare me dal sole e non il suo bel culo?.

Non ricordavo quanto fossi intrattabile prima di una partenza. Te lo ricordavi eccome. Sei il contrario di tutti gli altri piloti: diventi un fascio di nervi indisponente, invece di concentrarti. Io mi concentro cos, faccio uscire le tossine dal mio corpo, attacco il prossimo e mi rilasso, cos potr combattere contro gli altri piloti assetati del mio sangue. Ne farai fuori parecchi. Puoi giurarci. Iena poco, mi disse Sven. Gli diedi un leggero pugno sullo stomaco. Riprovaci e ti mollo qui da sola mi disse, ma sorrideva.

Lo sai che sei il mio 'rilassatore' preferito. Bernard e Geert tolsero i cavalletti. Stendili Lene! mi disse Sven, sovrastando il rumore delle moto che i piloti iniziavano ad accendere. Bernard si trattenne un attimo pi degli altri, per vedere se tutti i parametri erano in ordine e poi, con un cenno del capo mi salut. Si incomincia. Pensai. Giro di ricognizione e poi, di nuovo griglia di partenza. Il respiro si mozza, lo trattengo, insieme alla leva della frizione; un colpetto del piede sinistro e metto la prima, fino a che il rumore diventa

assordante, quando i semafori rossi si spengono, si butta fuori anche l'anima e si parte, manopola del gas tutta aperta. Alla prima staccata, come avevo previsto, ci fu un ingorgo, ma avevo fatto un bel giro di pista con Sven e avevo visto che anche se fossi uscita un po' fuori traiettoria non avrei compromesso di tanto il grip sull'asfalto anche con le gomme fredde e poi, mi sarei trovata nella traiettoria ottimale per la curva successiva. Due piloti davanti a me si toccarono, ma furono in tre a scivolarmi davanti. Non so come riuscii ad evitarli, ma proseguii. Di quella gara ricordo poco, anche ora, forse, ero troppo tesa, inoltre la

pressione che avevo addosso mi consentiva solo di vedere le segnalazioni che Sven mi faceva con la lavagna. A testa bassa proseguii fino a met gara, quando la fatica divenne una costante e gli pneumatici iniziarono a perdere tenuta, ma la moto si stava alleggerendo di carburante e forse, stringendo i denti potevo farcela. Innescai una battaglia con un pilota che aveva fatto il quarto tempo e dopo, aver alternato le nostre posizioni nel rettilineo di arrivo, impostai la curva nella sua scia e la sfruttai per sorprenderlo all'arrivo. Non salii sul podio, ma finii la gara quarta. Un ottimo risultato che portava punti

alla squadra di Gustav, ma non riusciva a portarne via a Lars che arriv terzo e, vincendo l'ultima gara, avrebbe potuto strappare il titolo a Shaun. Ivan vinse, ma non gli serviva a niente quel podio, non per stare davanti a Shaun. Mentre facevamo ritorno a Monaco, mi addormentai nel camper: era stata una giornata faticosa e non erano serviti gli incoraggiamenti e gli abbracci di tutti quelli che erano nei box, compresi gli amici. La mia fatica non era servita a niente ed ero demoralizzata.

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Per la seconda e ultima gara, mi allenai cos tanto in palestra che questa volta, se avessi dato un pugno a Ivan, l'avrei steso di certo. Con tanta caparbiet, consumai una bella serie di pneumatici, con partenze e giri su giri sulla pista che in assoluto conoscevo meglio. Non voglio che per colpa mia tu debba rimetterci la salute: sono giorni che crolli sul letto come un automa, non riusciamo neanche pi a parlare, mi disse Shaun la sera prima della gara, mentre stavamo vicini nel letto in coda

al camper. Sven era andato fuori a mangiare con Christine, Betsy, e Derek. La pista non distava tanto da Monaco e sarebbero ritornati tutti la mattina dopo per il warm-up. Io e Shaun eravamo rimasti invece nel camper parcheggiato nel paddock. Quando una cosa mi sta a cuore, mi impegno al massimo, dovresti saperlo, gli risposi. C'era qualcosa che stonava tra noi e non riuscivo a capire cosa, non dipendeva dalla mia stanchezza e neanche dalla sua scapola: la guarigione era sempre pi vicina, per sentivo che eravamo distanti. Mi ero resa conto che evitava

qualsiasi contatto con me e il fatto che non avevamo pi fatto l'amore da prima dell'incidente era un campanello d'allarme per il nostro rapporto. Avrei fatto quella gara per terminare il campionato e poi, avrei affrontato l'argomento con lui. Allungai la mano per accarezzargli il viso. I lampioni del paddock illuminavano il suo profilo, lui aveva gli occhi aperti che fissavano il soffitto. Mi accorgevo che, ogni giorno, un po di pi, anticipava le mie mosse. Aveva iniziato a sviluppare gli altri sensi per sopperire alla cecit. S volt verso di me. Avevo un bisogno fisico che lui mi

toccasse, che mi tenesse stretta a s, ma anche questa volta lui non fece niente per agevolare la mia muta richiesta. Riposati, ne hai bisogno. Domani sar una giornata massacrante e si volt dall'altra parte. Era un rifiuto, ne ero convinta, ma non capivo il perch. Mi addormentai, dopo aver sentito il respiro di Shaun diventare regolare. Sven mi sopport con una pazienza da santo, perch il giorno dopo ero una vera iena. Ero nervosa, ma soprattutto frustrata, con Shaun sembrava andasse tutto a rotoli, anche quella mattina era lontano: mi aveva dato un bacio su una guancia,

Sven ci metteva pi affetto quando lo faceva. Ero cos arrabbiata che avevo scaraventato, in sequenza, tre chiavi inglesi senza motivo contro una parete del box. Un silenzio spettrale era sceso tra tutti i componenti del team. Shaun non aveva capito cosa fosse successo, Gustav mi venne vicino. Ti stiamo chiedendo troppo, lo sappiamo perfettamente. Era una persona eccezionale, l'avevo capito con chiarezza da quando Shaun stava lottando tra la vita e la morte in ospedale. V oglio che tu decida con calma, ma sappi fin da ora che il prossimo anno

avrai un posto in squadra come pilota, accanto a Shaun, io non riuscii a rispondere. Una risata amara, prima solo accennata e poi, sempre pi forte, rimbalz tra le pareti del box, molto pi sinistra del rumore delle chiavi inglesi che io avevo scagliato pochi attimi prima. Lo osservai e anche gli altri si girarono verso di lui. Il suo sguardo perso nel vuoto mi raggel: non sapevo pi chi fosse. Con quel clima teso, mi presentai sulla griglia di partenza. Rilassati Lene, vedrai che tutto si sistemer, mi disse Sven. Sembrava l'unico che avesse ancora

un po' di buon senso da elargire. Sta precipitando tutto e la cosa che pi mi preoccupa che non capisco il perch, non riesco pi a riconoscere Shaun, i suoi atteggiamenti sono distanti e freddi. Concentrati sulla gara, in questo momento, lunica cosa che pu ripagarti delle delusioni e quietare la tua e la sua rabbia. Aveva ragione, partecipare a una gara mi aveva sempre scaricato. Ero un fascio di nervi prima del via, poi, lenergia che scaturiva dalla tensione mi era utile sulla pista. Che ne pensi di quello che mi ha proposto Gustav?. Dovete decidere tu e Shaun.

Non potei commentare perch era ora di partire. Fu una gara memorabile: io e Lars non risparmiammo staccate al limite per infilarci a vicenda, quasi a ogni curva e per tutta la gara. Non ci furono sconti da ambo le parti e il pubblico era entusiasta. Tagliai il traguardo per prima, dietro a quel bastardo di Ivan. Il mio secondo posto toglieva punti a Lars che con il terzo non pot superare in classifica generale Shaun. Ero sul podio, ma Shaun non era l sotto a festeggiare con il resto del team, come mi aveva promesso. Lo champagne che Lars mi vers addosso copr le lacrime che mi

pungevano gli occhi: avrei voluto festeggiare con un altro umore nel cuore. Con Ivan scambiai solo uno sguardo cupo e non mi accostai a lui per la foto di rito, neanche Lars sal sul gradino pi alto per farsi ritrarre con lui. Quando ci ritrovammo nel paddock, subito dopo essere scesi dal palco, iniziammo a ridere. Sei stata fantastica quando gli hai dato quella spallata dietro il palco e poi, hai visto che faccia aveva quando non siamo saliti nessuno dei due sul gradino pi alto del podio per la foto di rito? mi disse Lars. Cosa si aspettava? Che gli sorridessi felice, dopo quello che ha fatto?.

Sei stata grande 'peste', mi hai stracciato! Il prossimo anno mi farete a pezzi tu e Shaun: io non ho pi la vostra et. Smettila di commiserarti Lars, sei in ottima forma e il tuo calo dopo l'incidente di Shaun, per me ha un'altra causa, credo tu abbia parecchi mesi davanti, prima dell'inizio della prossima stagione, per capirlo da solo. Hai ragione! mi disse soltanto e poi, mi abbracci. Shaun un campione e torner a dimostrarlo presto. Lo spero Lars, poi, ci avviammo ognuno verso il proprio box. Il bagno di folla cominciava a piacermi, ma solo perch cos potevo

rimandare il pi possibile l'incontro con Shaun. Non mi andava di farlo davanti a tutti. Sven fu il primo a venirmi incontro. Nel parco chiuso ci eravamo solo scambiati alcune frasi concitate, sommerse dalle grida festanti degli altri componenti del team. Sapevo che avresti dato il meglio, mi disse e mi strinse forte, a quell'abbraccio si strinse un attimo dopo anche Derek. Poi, Christine e Betsy che in stereofonia mi urlarono nelle orecchie che ero grande. Gustav, Kurt, mia madre. Mi ha chiesto di portarlo a festeggiare il suo titolo a Monaco, mi

disse Alex, quando cercai Shaun tra le persone che si scambiavano pacche sulle spalle e si congratulavano a vicenda. Pensavo lo facessimo insieme, dissi sorpresa. S, lo pensavo anchio, ma mi ha chiesto di portarlo a Monaco. Va bene, dimmi solo dov'. stato sotto il fuoco incrociato della stampa fino a un attimo fa, mentre ti premiavano. Capii che cercava di giustificarlo. Dov' Alex? chiesi arrabbiata. In auto che mi aspetta. Lo scansai e con ancora la tuta addosso andai verso il paddock. Il suo sguardo era puntato verso di

me, ma sapevo che non mi vedeva. Si sorprese, quando aprii la sua portiera. Grazie Lene, sei stata grande, mi sei piaciuta. Hai fatto una grande gara... puoi scegliere l'opzione che preferisci, cos non devi neppure disturbarti a pensarne una. Non credevo potessi andartene senza nemmeno salutarmi. Sono molto stanco, mi disse con un tono piatto. Sono troppo incazzata per ragionare e dirti dove puoi metterti le tue scuse. So perfettamente che non per questo che te ne stai andando via cos da vigliacco, ma almeno potevi trovare delle spiegazioni pi plausibili. Ne riparliamo dopo e sbattei la portiera

della sua BMW. Lene!. Mi voltai, Alex era alle mie spalle, sembrava dispiaciuto. Non ci siamo mai chiariti, ma sappi che dopo quello che successo a Shaun, ho capito che avevi ragione e quello che mi hai detto a Natale a casa dei miei era vero. Riesco almeno a parlare con uno dei due gemelli Keller senza incazzarmi, mai che riuscissi a farlo con entrambi allo stesso momento, lo salutai e me ne tornai furiosa al box.

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Quando arrivai a casa, Shaun e Alex erano addormentati sul divano. Se erano andati a festeggiare, avevano fatto molto presto. Al circuito, mentre caricavamo la moto e l'attrezzatura, nessuno aveva chiesto dove fosse Shaun, ma forse se l'erano immaginato. Avevamo bevuto qualche bottiglia di champagne e rimandato tutto alla festa ufficiale che si sarebbe fatta per la premiazione di Shaun a campione della stagione appena conclusa. Mi chiesi se quel giorno saremmo

stati ancora insieme. Mi inginocchiai davanti a loro due e li guardai mentre dormivano, poi mi concentrai sulle bottiglie di birra vuote, sulle buste di patatine fritte aperte e rovesciate. Non avevo voglia di mettermi a pulire a quell'ora della sera. Ero stanca, amareggiata e mi sentivo sola, anche se mi avevano acclamato in molti, soprattutto, avevo sentito l'affetto degli studenti della TUM che erano venuti a festeggiare entrambi. Avevo usato la stessa pietosa bugia che lui mi aveva riservato poche ore prima, quando mi chiesero di lui, avevo detto che era stanco e che era tornato a casa, ma che li salutava tutti

affettuosamente. Presi un forte respiro e in quel momento, Shaun si svegli. Ora, aveva un udito molto sensibile e avvertiva la presenza di persone in una stanza, sperai che quelli non fossero i segnali che la sua guarigione non sarebbe mai avvenuta. Io ci speravo ancora, lui, evidentemente, no: aveva smesso anche di andare dallo psicologo. Sei tornata? disse con una voce un po' impastata, non era ubriaco, ma sicuramente aveva bevuto molto. Speravi che non lo facessi?. Avresti preferito farlo?. E tu avresti preferito che lo facessi?. Una bella vittoria si deve

festeggiare, sempre e credo tu avessi compagnie pi interessanti di un cieco. Solo compagnie meno stronze, hai ragione, dovevo rimanere a festeggiare da qualche parte, invece di ricevere da te la solita freddezza che ultimamente ti piace riservarmi. Shaun diede una gomitata al fratello che gli era scivolato addosso. Alex si svegli di soprassalto e si accorse di me, inginocchiata davanti a loro e a luce spenta. Che accidenti fate al buio? ci chiese. Per me, una cosa normale, disse Shaun con amarezza. Quando avrai finito di compatirti, fammelo sapere. Io vado a dormire, ne

ho proprio bisogno, dissi e stavo per alzarmi. Pensavo ti sarebbe piaciuto finire la serata in un altro modo, disse Shaun con sarcasmo. Perch, avevi qualcosa in mente?. Forse, lo avevi in mente tu, mentre ridevi con Lars dietro al palco. Certo, ridevo, ma sai il perch, brutto deficiente?. Non sono riuscito a sentire quello che vi stavate dicendo, forse, era qualcosa di piacevole: Lars ci sa fare con le ragazze. E tuo fratello ci sa fare con le ragazze? chiesi. Li spiazzai entrambi, anche se per un attimo, nella penombra della stanza, vidi

Alex sgranare gli occhi. Cosa significa? chiese Shaun. Mi stai accusando di farmela con Lars o di volere qualcuno che stasera mi scaldi il letto e perch no tuo fratello? qui disponibile, forse, pu ricordarti dei trascorsi, quando vi scambiavate le ragazze, non cos Alex?. Per un attimo, lui si irrigid. Mai fatti mnage trois, ma potrebbero piacere a te, continu a provocarmi Shaun. Senza rispondergli, mi alzai e iniziai a spogliarmi. Alex sembrava un gatto costretto in un angolo. Che stai facendo? mi chiese Shaun che aveva certamente capito dal

frusciare dei vestiti le mie intenzioni. Solo, vorrei sapere quando entri in gioco tu, al mio primo gemito o dopo che ho scopato con tuo fratello?. Rimasi in biancheria intima e volevo continuare quella farsa, ma solo per vedere quando Shaun avrebbe ceduto, perch finalmente avevo capito dove voleva arrivare: lui mi voleva allontanare e io non glielo avrei permesso. Allora Shaun? Devo iniziare prima con Alex e poi... sono sempre stata curiosa di sapere se i gemelli siano uguali proprio in tutto. Alex finalmente cap, stava per mettersi a ridere, ma io gli intimai con un gesto del capo di allontanarsi.

Io vi lascio, non vi sopporto quando litigate, soprattutto, quando non avete niente per cui farlo. Shaun rimase sorpreso da quell'uscita di Alex, il quale, dopo un attimo, chiuse con forza dietro di s la porta dell'appartamento. Vogliamo parlarne? gli chiesi. Di cosa?. Smettila!. Mi avvicinai lentamente e poi, mi misi a cavalcioni del suo corpo. Capii dal suo respiro che si stava eccitando, ma mi prese per le braccia e mi allontan da s, anche seduto, aveva una tale forza che riusc a sollevarmi e a farmi scivolare sul divano. Lui si alz, inciamp nelle bottiglie

che erano a terra e cadde in ginocchio. Vattene Lene! Ti prego, vattene via! disse con una voce cupa e disperata allo stesso tempo. Perch non mi permetti di aiutarti?. L'hai gi fatto, mi hai fatto vincere il titolo. Senza di te non avrei neanche quello. Ti importava solo di quello?. S! mi disse, si alz e i suoi piedi colpirono una bottiglia che rotol fino a cozzare contro lo scaffale dei suoi trofei. Bugiardo!. Lui non mi rispose. Io rimasi sul divano, con le braccia strette attorno alle ginocchia.

Sapevo che mi amava, ma sentirmi rifiutata, aveva minato profondamente il mio orgoglio. Dovevo trovare il modo di entrare di nuovo nella sua vita, ma in quel momento non sapevo come. Piansi piano, per non farmi sentire, poi, mi addormentai.

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Non me ne andai dal suo appartamento e lui non mi chiese perch non l'avessi fatto. Continuavamo ad ignorarci e da nemici giurati, trovai in Alex un sostegno che non mi aspettavo. Mi aiutava a riordinare l'appartamento e quando il mutismo di Shaun diventava insopportabile, lui tirava fuori qualche storia per alleggerire l'atmosfera. La sera della premiazione fu lui ad accompagnare Shaun, io arrivai con mio fratello, le mie amiche e gli altri del

team e rimanemmo in platea. Shaun gli aveva anche chiesto se poteva aiutarlo con i vestiti da mettersi, di solito, chiedeva a me di scegliere gli abiti che avrebbe indossato e io glieli appoggiavo sul letto: 'Ma solo per non fare casini con i colori' mi aveva detto pi volte, quando ancora voleva che facessi parte della sua vita. Era stato un altro colpo a quella che solo io continuavo a chiamare relazione. Ero uscita dall'appartamento, prima che lui terminasse di vestirsi e ora, vederlo sul palco, con il completo che aveva indossato la sera del ricevimento a casa di Kurt, poco pi di un anno prima, mi fece male e non riuscii a frenare una lacrima che scivol veloce

sul mio viso. Sapevo che odiava quel bastone che era segno della sua disabilit, ma quella sera lo us per salire da solo il palco: se qualcuno lo avesse accompagnato si sarebbe sentito ancora pi ferito nell'orgoglio. Il conduttore della serata, sorridendo gli fece alcune domande, dopo che ebbe ricevuto il premio, ma Shaun non rispose a quello che l'uomo gli chiedeva, fece, invece, un breve discorso. stata una stagione fantastica, nonostante quello che mi successo, vorrei ringraziare il mio team che mi ha sempre sostenuto: Geert, Lukas, Bertrand e Gustav Werner per avermi

dato moto fantastiche e poi, vorrei ringraziare Sven, amico e manager e Lene, senza di lei non potrei stringere questo trofeo tra le mani. I prossimi anni li dedicher a rimettere in sesto la mia vita, quindi ringrazio tutti e auguro ai piloti una stagione altrettanto esaltante come questa che si appena conclusa, aveva salutato e si era allontanato dal palco. Il conduttore, per un attimo, era rimasto spiazzato, ma poi aveva concluso, chiamando sul palco gli altri protagonisti della serata. Rimasi in platea insieme agli altri e non prestai attenzione a quello che stava succedendo; stavo ripercorrendo mentalmente quell'anno appena trascorso

e tutto quello che mi aveva riservato. Poi, l'ultima immagine di Shaun che scendeva dal palco, con la sua andatura lenta e incerta, mi costrinse ad allontanarmi dalla platea per raggiungerlo. Lene, possiamo parlare un attimo? mi disse Christine che mi aveva seguito. S, certo, dimmi. Ti ho visto piangere prima e non erano lacrime di gioia, perch non mi dici che sta succedendo tra te e Shaun?. Niente, la parola che riassume meglio la nostra situazione. Rispondi sempre cos evasivamente, ma io so che c' qualcosa che non va. Lene, l'hanno capito tutti, ma io sono quella che oltre a Sven o Betsy,

ti conosce meglio e sento rabbia e frustrazione ad ogni tuo respiro, mi disse, ma prima che potessi racimolare un po' di tranquillit per risponderle, lei continu. Andiamo a sederci da qualche parte, prendiamo qualcosa da bere e ne parliamo, ti va?. Annuii. Lei mi prese sotto braccio e lentamente ci incamminammo fuori dal sontuoso albergo dove si era svolta la premiazione. Lui mi sta allontanando, le dissi appena ci accomodammo nelle panche di un pub. S, anche questo si vede piuttosto bene, ma tu, che vuoi fare?. Bella domanda, ho tentato un po' di

tutto, ma non funziona niente. Ho provato anche a farlo ingelosire, ma lui continua a tenermi lontana. Si sta difendendo da quello che prova per te e non vuole piet da nessuno, soprattutto da te: sa che la sua disabilit non gli permetter pi di avere una vita normale, disse lei. Io lo amo, lo amo lo stesso, non mi importa se non ci vedr pi, non mi importa, se come dice lui, diventato un bambino al quale stare sempre dietro. A me, non interessa, per me sempre Shaun, il mio Shaun... ma lui, lui non pi lo stesso. sempre cupo, silenzioso, rabbioso. Non permettere che la sofferenza che gli causa il suo deficit visivo lo

porti a farsi del male pi di quello che ha gi fatto la vita. Christine, io non so pi cosa fare per arrivare a lui e fargli capire che per me, non cambiato niente. Io credo che troverai, prima o poi, la strada per raggiungerlo di nuovo, come hai fatto quando lo hai strappato alla morte sul quel letto di ospedale. Hai fatto un miracolo, non permettere che il tempo scavi un solco incolmabile tra voi due. Per me, siete ancora cos innamorati che assurdo quello che vi sta accadendo. Io sorseggiai la birra, ma poi, cambiai discorso. Io sono cos presa dai miei problemi che non ti ho chiesto niente di

quello che capita a te o a Betsy. Betsy sembra aver rinunciato: Derek non proprio interessato, io sono nella sua stessa situazione: tuo fratello mi tratta come un'amica e niente pi, cos, ho deciso di guardarmi intorno. Sono stanca di soffrire per lui. Si fatto pi vivo l'Irriducibile?. No, come avevamo intuito, la sua dichiarazione d'amore stata la sua ultima esternazione. Sono stanca di questi ragazzi cos complicati, ho bisogno di sentire un po' di calore accanto a me e lo cercher altrove, mi disse con amarezza. Hai gettato la spugna?. Non lo so, non so pi niente, ma tu non farlo: Shaun ti ama ancora, per

questo ti sta allontanando. Sa che la prossima stagione sarai sopra ad una moto e non vuole ostacolare i tuoi progetti. Non ho progetti, non ho ancora deciso niente e comunque, lui un campione, io sono brava a lavorare dietro le quinte. Non so se posso resistere per un intero campionato: mi devo ancora riprendere da queste due gare e poi, chiedi a Sven, cosa combino prima di ogni partenza, ammisi, sorridendo. Trova la strada per raggiungere Shaun e non ti demoralizzare se lui continuer ad evitarti o peggio, a ferirti. Tiralo fuori da quel mondo cupo e silenzioso di cui mi parlavi prima: la

sofferenza non una buona compagna. Attravers il tavolo con le mani per stringere le mie, sentii che i miei occhi erano inumiditi dalle lacrime, ma lei scosse la testa e io capii che dovevo agire. Quando tornai a casa, Shaun e Alex non erano ancora rientrati. Probabilmente, Alex era riuscito a portarlo a festeggiare da qualche parte. Andai in camera di Shaun e presi il pigiama, poi, aprii il cassetto dove tenevo la mia biancheria. In fondo al cassetto c'era il completo che avevo indossato la prima volta che avevamo fatto l'amore. Mi sentii cos male a ricordare la

dolcezza che aveva avuto nell'amarmi. E riaffiorarono tutte le altre volte che in posti speciali o con atmosfere stupende, mi ero abbandonata alle sue carezze, ai suoi sguardi e alle sue parole. V olevo ancora rivivere quelle sensazioni, volevo trovare quella complicit fatta di ore di discussioni e scambio di battute e pensai a qualcosa che ancora non avessi tentato, per scuoterlo, per risvegliarlo da quell'amarezza di cui si era volutamente circondato. Li sentii entrare dopo parecchio tempo, mi ero quasi appisolata. Andai nel salone e vidi Alex che sosteneva Shaun, completamente

ubriaco. Lene, dammi una mano, mi disse Alex. Come sei vestita? mi chiese Shaun, con la voce strascicata. Ho il pigiama. Portammo Shaun fino in camera sua e iniziammo a spogliarlo. Niente tubino nero di pizzo e autoreggenti?. No, solo nuvolette bianche su sfondo azzurro, replicai, mentre gli toglievo le scarpe e i calzini. Peccato, i piloti presenti alle premiazioni ti avrebbero finalmente visto bella come sei, quando non indossi la tuta. Almeno, loro ti avrebbero visto, ridacchi.

Non riusciva a connettere che era gi a casa. Ma quanto l'hai fatto bere? chiesi ad Alex arrabbiata. Prova a metterti contro di lui, quando incazzato, mi rispose Alex che era riuscito a togliergli la giacca e sfilargli i pantaloni. Incazzato? Io sono cieco, non vedr pi niente, non potr pi guidare una moto e... per un attimo, sembr di nuovo sobrio. Si tir a sedere sul letto e scans le mie mani che gli stavano sbottonando la camicia nera. Faccio da solo, ma aveva le dita che gli tremavano e riprese a ridere. Non riesco neanche a fare una semplice cosa come sbottonarmi una camicia.

Sono diventato una larva. Alex mi guard e prese un profondo respiro; io scossi la testa e poi, presi la mia decisione. Potevi evitare di bere come una spugna, gli schiaffeggiai le mani per riprendere a sbottonargli la camicia. Lui mi afferr una mano e la strinse forte, facendomi male. Lasciala! intervenne immediatamente Alex. Perch? la mia ragazza e.... Vuoi picchiarmi? ma gli mollai io uno schiaffo. Questo, per farti ricordare che anche se sei ubriaco, non ti devi permettere di umiliarmi ancora. Una volta mi hai detto che se mi avessi mancato di rispetto ti saresti sentito un

verme. A che stadio sei Shaun? gli diedi uno spintone, ma lui riusc ad afferrarmi una mano e a portarmi con s. Sarebbe stato cos bello se l'avesse fatto perch mi voleva ancora accanto, mentre capii che era solo arrabbiato. C'era una ragazza al pub stasera che mi si avvicinata cos tanto che ho sentito l'alito caldo del suo respiro sul mio viso, mi provoc. Mi divincolai dalle sue braccia e sentii montarmi dentro una profonda gelosia. E perch non te la sei portata a letto? gli dissi invece. Non... Alex tent di intromettersi. Vattene Alex! gli url Shaun. No, me lo deve dire Lene di

andarmene, non ti lascio solo con lei!. Shaun esplose in quella risata cupa e sorda che faceva accapponare la pelle. Lo so che ti sei portato a letto tutte le mie ex ragazze, compresa Renate e so perfettamente che Lene ti piace, ma prova a sfiorarla solo con un dito e ti ammazzo!. Sta a lei decidere, non trovi? In fondo tu non le stai dando molto, mentre la porta della mia stanza sempre aperta, se vuole una spalla su cui piangere. Sarei felice di consolarla. Mi voltai, lui mi sorrise e scosse la testa. Capii che stava cercando di scuotere suo fratello: la gelosia poteva ancora funzionare.

Shaun si alz, con una ritrovata forza e placc Alex, entrambi finirono a terra, ma per fortuna, Shaun era troppo ubriaco, altrimenti, non so se Alex sarebbe riuscito a contrastare le sue manovre per picchiarlo. Come un automa che aveva terminato la sua energia, Shaun si accasci sul fratello che lo riport di nuovo a letto. Gli slacciai la camicia e avrei voluto sfiorargli la pelle tesa sui muscoli del torace, poi, i miei occhi si fermarono sul Triscele dell'isola di Man che gli avevo regalato. Avrei voluto baciargli la bocca, tirata in una smorfia di rabbia, ma non feci niente di tutto questo. Lui si fece mettere docilmente sotto

il piumone, ormai sopraffatto dall'alcol e dallamarezza. Chiusi la porta della camera, mi avviai verso il salotto: era da un po' che dormivo sul divano. Al pub dove siamo andati c'erano effettivamente delle ragazze che si sono avvicinate a Shaun per fargli i complimenti, chiedergli l'autografo e anche qualcos'altro, ma lui le ha respinte con forza. Ti ha detto una cazzata, ha parlato sempre di te. Peccato che quando gli sono accanto mi evita o peggio mi ferisce. Shaun ha ragione, tu mi piaci, ma tu questo l'hai sempre saputo. Io, per, so perfettamente che tu non hai altri che lui nel tuo cuore, quindi, cerca il modo per

fargli capire che a te non importa se lui non ci vede pi. Ti sta allontanando solo perch non vuole la tua piet, da te, non l'accetterebbe mai. Vai a dormire Alex, forse, un giorno capir anche lui quello che sotto gli occhi di tutti. Se pensi di potertela cavare con lui, io avrei un appuntamento, mi disse e sorrise. Sei veramente incorreggibile. Io non ho la fortuna di mio fratello. Sto ancora cercando la persona che mi ami quanto tu ami lui, mi accarezz una guancia e poi, usc dall'appartamento. Rimasi a guardare il soffitto per un tempo lunghissimo che non riuscii a quantificare. Avrei voluto alzarmi e

andare da lui, accoccolarmi tra le sue braccia, sarebbe stato tutto cos semplice. Mi voltai sul fianco destro e cercai di prendere sonno. Un leggero rumore, solo un movimento dell'aria, a pochi passi da me, mi svegli di soprassalto. Shaun era in piedi accanto al divano e anche se non poteva vedermi, mi stava fissando. Lo so che sei sveglia, mi disse. Da cosa l'hai capito?. Il tuo respiro cambiato. Da quanto sei l?. Abbastanza da sapere che non sei mai andata nella camera di Alex.

Solo il fatto che tu avessi pensato che potessi esserci mi fa capire quanto tu non mi conosca. Invece, avrei voluto che tu avessi accettato, cos avrei un motivo per odiarti. Ma ci stai riuscendo bene ugualmente. Non ci sto riuscendo per niente, Lene, io non faccio che pensare a te. Ho flash che mi arrivano nel cervello, come se ti vedessi, invece, sono solo frutto di impulsi che non posso controllare. Io sto impazzendo, cieco e pazzo. Si inginocchi lentamente e io mi tirai su a sedere. Eravamo a meno di mezzo metro di distanza eppure eravamo ancora molto

lontani. Sai cos' il Kintsugi?. Lui scosse la testa, io allungai una mano per accarezzargli il viso, ma lui mi precedette e spost la testa di lato. Ritirai la mano, quasi mi fossi scottata, poi, ripresi a parlare. I giapponesi, quando si rompe un oggetto molto prezioso, invece di incollarlo con della colla trasparente, colano tra le crepe dell'oro per valorizzare quelle fessure che secondo loro danno, come le ferite nella vita di una persona, il senso del continuo tra frattura e ricomposizione, perch la vita ti forgia anche attraverso il dolore e quando la sofferenza passata e ti ha cambiato, perch non far vedere le

imperfezioni che hanno reso possibile il cambiamento? Tu quando mi hai conosciuto ero come un vaso rotto, incollato con la colla trasparente. Nessuno, nemmeno io ero riuscita a imparare dalle mie perdite, dalle mie sofferenze e se sono riuscita a lasciarmi alle spalle quelle ferite perch tu hai saputo colare tra le mie fratture dell'oro, ora, pensi che io possa non valorizzare le tue imperfezioni? Ti amo Shaun e niente pu cambiare questo. Ho bisogno di sentire il tuo respiro che mi sfiora il viso la notte, che tu mi faccia sentire il tuo calore. Ho bisogno di te, cos come sei. Lui continu a fissarmi, non muoveva nessun muscolo del corpo. Non

sembrava intenzionato ad avvicinarsi, ma neppure ad allontanarsi. Io non sono imperfetto, forse, tu lo eri. Io non posso pi vederti, n difenderti, non posso correrti incontro e prenderti in braccio, non posso dire: 'Come sei bella oggi', perch io non so come sei oggi e non lo sapr domani, n dopodomani, n mai pi. La settimana di cui parlava Herrmann passata da tanto tempo e sappiamo entrambi che non migliorer. Che continuer a sbattere da qualche parte, se tu o Alex non mi togliete tutto da davanti e questo se sono nel mio appartamento, ma quando sono fuori da qui? Non posso pretendere che tu o qualcun altro mi spostiate il mondo davanti. Non posso chiederti di legarti a

me, anche se gi l'ho fatto, neppure di vincere delle gare per regalarmi un campionato. Io non vedr pi il sole, non potr pi guidare una moto, non sapr chi avr davanti, se non l'ho conosciuto prima dell'incidente. Non potr neppure guardarti vincere, n sorridere mentre anche tu mi stai sorridendo. Non potr pi cogliere la luce di una candela riflessa nei tuoi occhi che mi chiedono di amarti ancora. Mi buttai tra le sue braccia e lui non mi respinse, anche se non mi strinse a s. Non hai bisogno di vedermi per sentirmi. Gli accarezzai il viso e poi, i capelli

ancora corti. Prima, timidamente, poi, con pi convinzione, mi strinse a s e io sentii le lacrime calde scendere dai suoi occhi che non potevano guardarmi. Tienimi stretta e saprai sempre cosa provo, quello che sento. Se sono serena o se ho paura, se sono triste o se sto sorridendo, se sono emozionata o arrabbiata, ma soprattutto capirai quanto sono io ad avere bisogno di te. Le sue mani percorsero il mio corpo sopra alla stoffa pesante del pigiama, me lo tolse, in un attimo, divenne impaziente, il suo respiro sul mio petto era forte. Mi prese le labbra e le assapor a lungo, come se non sapesse o non

riconoscesse il mio sapore. Chiusi gli occhi, lasciandomi trasportare da lui, mi lasci scivolare lentamente sul tappeto, mentre mi sfilava gli indumenti che avevo ancora addosso. Si spogli a sua volta e poi, si distese sopra di me: non poteva pi aspettare. Mi entr dentro e io provai una sensazione di appagamento, la sensazione di appartenergli ancora. Quando fu impossibile frenare ancora l'eccitazione, il gemito di piacere di entrambi si fuse con un singhiozzo, un pianto liberatorio che era meglio di mille parole. Le nostre fratture, per quanto profonde e difficili da sanare, non ci avrebbero pi separato perch le

avremmo affrontate insieme, di nuovo. Solo questo ci mancava: di sentirlo ancora.

Epilogo

La pioggia sempre stata importante per noi: la prima volta che avevo sfiorato la sua bocca, quando avevo corso a perdifiato fino a casa sua e ora, mentre accanto a me. Ascoltavo la pioggia picchiettare sui vetri, mentre aspettavo che si svegliasse. Sorrisi e una lacrima mi scese lentamente dagli occhi. Ancora una volta aveva avuto ragione. Appena apr gli occhi, mi restitu il sorriso e poi, lessi lo stupore sul suo viso, quando le spostai una ciocca di

capelli neri che le era finita davanti agli occhi. Lene, cap immediatamente che ora la vedevo. Ma da quanto? mi chiese con la voce strozzata dall'emozione. Quindici giorni fa: prima distinguevo solo gli stimoli luminosi puntiformi, in seguito, ho recuperato la sensazione del movimento, poi, ho iniziato a percepire i contorni degli oggetti e per ultimo, ho visto il tuo viso a colori, stamattina. Quando ho capito che stavo guarendo, non volevo dirtelo, almeno, finch non avessi recuperato tutte le funzionalit. Senti la pioggia? lei annu lentamente, ma io avevo voglia di dirle altre cose e lei attese che lo

facessi. Ti ho sentito ancor prima di vederti, avevi ragione, per, vederti di nuovo una cosa stupenda. Vidi le sue lacrime, trattenute a fatica, scendere copiose, le asciugai ad una ad una, prima con le dita e poi, con le labbra. Ti avevo promesso che avremmo guardato insieme accendere le luci dell'albero di Natale in Marienplatz, siamo giusto in tempo. S, Shaun, sar meraviglioso stare al caldo, tra le tue braccia mentre ti ingozzi di Lebkuchen. Sapevo che mi avresti capito. Lei mi sorrise e io non sentii pi nessun peso sul cuore.

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Colophon Sinossi Ringraziamenti SE MI AMASSI 1 2

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