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LA SCAPIGLIATURA

Descrizione di Gianfranco Contini: La Scapigliatura termine milanese, anzi ad aver locchio alla personalit del lettore, ambrosiano. Evidentemente ha presente il frontespizio del romanzo di Cletto Arrighi La Scapigliatura e il 6 febbraio, poi d una collocazione geografica precisa: Milano, citt ambrosiana perch S. Ambrogio il patrono di Milano. Da un lato situa il movimento nel luogo centrale dove la Scapigliatura ha sede, dallaltro si riferisce al romanzo che d letichetta a tutto il movimento. Il titolo un omaggio esplicito al racconto parigino di Murger La Vie de Bohme. Andando avanti nella sua descrizione, Contini evidenza altre tre marche distintive: La Scapigliatura sinonimo di un programma biografico antiborghese. Gli scapigliati fanno della loro vita un scelta esistenziale con comportamenti anticonformisti conseguenti. Il movimento ha un forte legame generazionale, si esaurisce nel campo di una generazione, e coloro che vi aderiscono nascono tutti verso la fine degli anni 20 e i primissimi anni 30 (ci determiner conseguenze salienti nelle loro scelte di vita e letterarie). Possiamo risalire a questo legame generazionale anche attraverso le loro relazioni documentate, il riferirsi tra loro nelle loro poesie e dediche dei romanzi. La Scapigliatura indica un costume tendenzialmente rivoluzionario. Non un caso che la propaggine estrema della scapigliatura venga denominata proprio per le sue scelte di tipo ideologico-politiche Scapigliatura democratica. Vi appartiene Filippo Turati, padre del socialismo italiano. In questo programma non si riconoscono gli scapigliati piemontesi, gruppetto pi sparuto ma soprattutto pi cauto, costumato e attenti allordine, senza gli eccessi che caratterizzano la scapigliatura milanese. Il loro elemento di rottura sta soprattutto nelle scelte linguistiche. La designazione di Scapigliatura ha confini molto labili, una mera etichetta letteraria: In fondo la Scapigliatura un cartellino di arte poetica. Ma soprattutto si caratterizza per essere la prima avanguardia italiana. Nasce subito dopo lesperienza romantica e avr i suoi momenti pi forti tra la seconda met degli anni 60 e 80. Questa unavanguardia letteraria dal respiro europeo che guarda con particolare interesse verso il Realismo francese (Zol, Balzac) e lumorismo inglese e tedesco. un movimento che cerca leccezione, ci che va verso la rottura anzich il conformismo, scagliandosi contro il mondo ordinato delle convenzioni del passato, arrivano anche verso unevasione magica e fantastica. Con Ugo Tarchetti abbiamo le prime manifestazioni della letteratura fantastica italiana.

Gli scapigliati per antonomasia sono soprattutto quelli del gruppo milanese, in particolare una terna di tre personaggi: Emilio Praga (1839-75), Igino Ugo Tarchetti (pur essendo piemontese di nascita, gran parte della sua vita la vive a Milano, 1839-69) e Arrigo Boito (padovano, milanese di adozione, 1842-1918). A questa terna si aggiungono altri nomi: il fratello di Arrigo, Camillo Boito, e Antonio Bislanzoni, che oltre ad essere un romanziere un grande amante del teatro. Scrive libretti dopera (es. LAida di Verdi) e fonda la rivista Minima dove Tarchetti pubblicher le sue riflessioni teoriche sul romanzo. Sono una societ letteraria che si identifica in alcuni luoghi deputati che non sono n le accademie n le universit; sono innanzitutto i caff (specialmente il Caff Saldini di Milano), e le case editrici, luoghi di ritrovo e conversazione.

Quali sono gli obiettivi del loro fare letteratura? Innanzitutto la ricerca del vero attraverso la rottura dellordine esistente, scompigliando le regole. Verit quindi realismo (francese), ma anche ricerca del realismo espressivo, la parola vera che fa riferimento allessenza delle cose e alla materialit della vita. C un ancoraggio al presente: hanno molti conti in sospeso col passato, a loro interessa vivere il presente. Questo realismo espressivo diventa a volte violenza linguistica, una lingua che a tratti diventa quasi blasfema (vedi la produzione di Faldella). Altra caratteristica dei poeti scapigliati quella di incarnare un ideale letterario nella loro stessa vita, facendo della vita unopera darte. Hanno costruito le loro biografie esasperando le connotazioni patologiche, descrivendo le loro vite come casi clinici, rimarcando le forme di disordine, eccesso e morbosit. In particolare in Lettera U di Tarchetti viene esasperata lossessione per la lettera U, resa visivamente con lingrandimento tipografico progressivo della suddetta lettera allinterno del testo. Questa teatralizzazione degli atteggiamenti trasgressivi far s che vengano etichettati come poeti maledetti o poeti dalle vite bruciate. Emilio Praga Preludio Noi siamo i figli dei padri ammalati: aquile al tempo di mutar le piume, svolazziam muti, attoniti, affamati, sull'agonia di un nume. Esempio di espressivismo linguistico

nume = Alessandro Manzoni

Nebbia remota lo splendor dellarca, e gi all'idolo d'or torna l'umano, e dal vertice sacro il patriarca sattende invano; sattende invano dalla musa bianca che abit venti secoli il Calvario, e invan l'esausta vergine s'abbranca ai lembi del Sudario... Casto poeta che lItalia adora, vegliardo in sante visioni assorto, tu puoi morir!... Degli antecristi lora! Cristo rimorto! O nemico lettor, canto la Noia, leredit del dubbio e dellignoto, il tuo re, il tuo pontefice, il tuo boia, il tuo cielo, e il tuo loto! Canto litane di martire e d'empio; canto gli amori dei sette peccati che mi stanno nel cor, come in un tempio, inginocchiati. Canto le ebbrezze dei bagni d'azzurro, e lIdeale che annega nel fango... Non irrider, fratello, al mio sussurro, se qualche volta piango: giacch pi del mio pallido demone, odio il minio e la maschera al pensiero, giacch canto una misera canzone, ma canto il vero!

Scelte linguistiche che fanno riferimento a un lessico evangelico, cristiano, ma per dissacrarlo dallinterno.

Dissacrazione che passa attraverso la figura di Manzoni, casto poeta, vegliardo in sante visioni assorto, poi presa di distanza totale: Degli antricristi lora!, Cristo rimorto!, non risorto!

Il poeta nuovo canta le litanie del martire o dellempio, connotazioni dissacranti. Ossimoro: gli amori dei sette peccati associati allidea del tempio. Bisogno di contrapporsi, di esibire questo anticonformismo, questa rottura con la societ e i letterati del tempo, esaltando le contraddizioni. Contrapposizione ma allo stesso tempo percezione che hanno questi poeti della loro marginalit e inutilit.

Emilio Praga Allamico [] Tu, biondo e malinconico compagno di visioni, cui palpitando mormoro le torbide canzoni, tu sai le mie battaglie, le mie superbie sai, e presto mi vedrai venir ridendo a te; e dirti: il ciuco e il ninnolo, il masso e la beghina, son scesi a conciliabolo, una bella mattina, e han giurata impossibile, in nome del buon senso, la cara arte ch'io penso quella che pensi tu. Arrigo, e alla materia e all'azzurro ineggiando, le sordit del prossimo ritenterem, cantando, forse profeti inutili, ma lieti, in santa guerra,

(Arrigo Boito) Si rivolge direttamente allamico come compagno di visioni che si traducono in torbide canzoni e battaglie.

Altro bersaglio sempre presente: la societ borghese, conformista per leccellenza, tutta proiettata in una dimensione meramente economicistica.

Continua contrapposizione tra reale e ideale, tensione verso lideale ma ancoraggio al quotidiano. Autodefinizione di Praga coinvolgendo contemporaneamente lamico: profeti inutili, proiettati verso un futuro ma che non hanno seguito, avvertono la loro marginalit.

gli aromi della terra, gli effluvii di lass!

Gli scapigliati sono ancorati al presente ma hanno conti in sospeso col passato, in particolare con la generazione dei loro padri. Non ne hanno potuto e saputo accettare leredit, ci che era stato il grande collante della generazione precedente: lideale dellunificazione nazionale. Gli scapigliati sono coloro che arrivano subito dopo: sono circa ventenni nel momento in cui lunificazione si compie, ma si trovano di fronte alle aspettative deluse, una frustrazione per coloro che avevano investito moltissimo in questo ideale. Non possono o non sanno accettare questeredit perch vi grava una penale, legata a una serie di simboli e toponimi, cio le sconfitte della prima guerra dindipendenza, anche per la modalit con cui stata raggiunta (diplomazia europea). In particolare su Pio IX si concentra tutta la loro acredine, perch stato colui che per primo si ritirato di fronte agli entusiasmi della prima guerra dindipendenza, portando alla disfatta lesercito sabaudo. In una poesia intitolata Inno a Pio IX si percepisce la distanza tra linvestimento emotivo anche da parte dello Pio IX al movimento della rivoluzione del 48 e il suo rompere la compattezza del fronte. La protesta della Scapigliatura ha le sue radici in questa eredit e nelle forme di dissenso civile che si esprimeranno con la protesta verbale e anticonformista, prendendo le distanze dalla societ borghese. Gli anni 60 sono il periodo in cui anche a Milano, dopo la tempesta, subentrata una bonaccia che non produce nulla se non immobilismo e stagnazione, e i giovani non tollerano questo clima. Le loro parole dordine sono ribellismo, disordine, vita maledetta, disperazione suicida. A volte realizzano forme di autoannullamento e autodistruzione di fronte a questa vita maledetta che li conduce al suicidio. Hanno la percezione di una mancanza di solidit, di vivere su delle macerie su cui si fatica a costruire qualcosa di duraturo che regga allimpatto del tempo. Di questo confronto con la storia del presente, gli scapigliati sono i primi sdegnosi critici. Sono i primi pittori della vita moderna perch alcuni di loro non sono solo poeti, bens esercitano anche pittura, disegno, musica. Il presente che descrivono non pi quello della realt rurale, ma il presente della citt. Si radicano nella vita urbana, in particolare Milano, di cui aborriscono il convenzionalismo, i valori borghesi, il perbenismo, mentre invece abbiamo uno scagliarsi ossessivo contro il Dio denaro. Gli scapigliati nelle loro opere trasmettono questo loro disagio esistenziale, questo sentirsi lacerati tra la tensione ideale a voler svolgere un compito di rinnovamento letterario e linadeguatezza, il senso di marginalit, e reagiscono allo scacco col ribellismo, la denuncia, e lanticonformismo. Ogni momento di disinganno coincide con la scelta di autodistruzione e autoannullamento. Trovano ununica valvola di sfogo, quella della denuncia sociale manifestata attraverso i romanzi. Cosa li caratterizza in positivo? Lattenzione non soltanto alla letteratura, bens alla ricerca di affinit tra le arti; non sono soltanto poeti e letterati, ma anche pittori, musicisti, critici darte Nelle loro scelte espressive c una contaminazione tra diversi generi artistici, per es. Tarchetti stato un grande maestro nella compresenza di moduli narrativi diversi. Pur non trattandosi di una vera e propria scuola ma solo di una comunit di pensiero, questi giovani fanno gruppo. Questo sodalizio viene rappresentato molto bene nei loro romanzi, ha un collante molto forte nel legame amicale e nel tipo di solidariet. Laltra modalit moderna di espressione lo strumento della rivista. Da questo punto di vista sono stati molto prolifici, hanno compreso limportanza della rivista come strumento per la circolazione delle loro idee. Prima dellopera propria, era importante diffondere le idee con uno strumento pi agile, dinamico, facilmente fruibile. Alcuni esempi di riviste fondate dalla Scap igliatura sono Minima di Bislanzoni, il Gazzettino rosa, la Farfalla. Questi scrittori realizzano una forma di sdoganamento rispetto al passato. Nonostante la loro esiguit e marginalit, riescono comunque a produrre qualcosa di nuovo. Sono molto originali e sono riusciti a far sentire al pubblico la loro voce che ha sempre una tensione ossimorica tra ideale e reale. Hanno una consapevolezza politica e letteraria allo stesso tempo delle contradizioni in cui vivono e delle lacerazioni del presente. Si scagliano contro i codici convenzionali della societ e si percepiscono come il nuovo che avanza, esprimendosi innanzitutto con lo stile di vita e poi con le loro opere. Questo gruppo esprimeva nel suo atteggiamento di rottura un dissenso civile. Ha rappresentato uninversione di tendenza verso i canoni letterari ufficiali, non soltanto dal punto di vista formale, ma anche scegliendo temi mai affrontati, uno tra tutti la polemica civile. Citiamo Una nobile follia di Tarchetti (1866-67), il primo romanzo antimilitarista della nostra letteratura. Tarchetti, che aveva fatto

esperienza dellesercito, si ergeva contro listituzione militare come istituzione totale, proprio nel momento in cui lopinione pubblica sentiva un senso di gratitudine per lunificazione. Lapparato ha reagito abbastanza velocemente, sollecitando un altro scrittore a proporre un testo che facesse argine a questa critica molto serrata, seppur motivata. Si tratta di Edmondo De Amicis che lanno successivo pubblica una raccolta di racconti intitolati La vita militare. La dimensione individuale-biografica, cio il fare della vita unopera darte. Oltre alla proiezione polemica contro la societ civile, cera nelle loro opere un interrogarsi sulla propria geografia interiore. Si ponevano quesiti di tipo esistenziale-introspettivo: chi erano, qual era il valore delle loro azioni, qual era il significato del loro fare arte? Si individuano nuovi simboli e nuove forme di espressione per esprimere tutto ci, per esempio la letteratura fantastica, tema inedito nella letteratura italiana. La Scapigliatura ha avuto una funzione letteraria importante perch ha sprovincializzato la cultura italiana attraverso tecniche nuove e lapertura di orizzonti nei confronti della produzione letteraria europea. Tramite recensioni e traduzioni, nelle loro riviste facevano conoscere le opere e le teorie che stavano attraversando lEuropa, in particolare Francia e Germania. Felice Cameroni, che firmava i suoi articoli sotto lo pseudonimo di Pessimista, stato colui che ha fatto conoscere il Realismo e il Naturalismo francese.

CLETTO ARRIGHI LA SCAPIGLIATURA E IL 6 FEBBRAIO


La Scapigliatura e il 6 febbraio apre la produzione narrativa scapigliata e ha una fama di tipo terminologico: attraverso questo romanzo si sancita la denominazione di questo movimento culturale. Il termine per non stato inventato da Arrighi ( uno pseudonimo, il suo vero nome Carlo Righetti), bens ha un origine letteraria attestata in raccolte di rime e capitoli piacevoli tra fine Cinquecento e Seicento. Di questo romanzo viene anticipato un capitolo intitolato La Scapigliatura milanese: frammenti pubblicato nel 1858 sulla rivista milanese LAlmanacco del Pungulo diretta da Leone Fortis, a cui Cleto Arrighi collaborava assiduamente. Solo nel 1862 questo romanzo uscir in volume, che lancia la denominazione e situa il movimento nella metropoli lombarda di Milano. Il titolo di questedizione viene aggiornato, diventando: La Scapigliatura e il 6 febbraio / Un dramma di famiglia / Romanzo contemporaneo. Il titolo sar ulteriormente modificato nella seconda edizione del 1880 in La Scapigliatura / Romanzo sociale contemporaneo. NellOttocento la Scapigliatura indica la generazione dei giovani nati tra la fine degli anni 20 e i primi anni 30, i quali avevano partecipato tangenzialmente alle imprese del 1848. Ci che li unisce, oltre al dato anagrafico, il fatto che hanno un credo ideologico-politico condiviso, quello democratico-libertario. Il romanzo di Arrighi in particolare realizza un innesto tra quello che il riferimento storico (Risorgimento, periodo post-quarantottesco) e il tema letterario tradizionale, quello della bohme che si fa allesperienza parigina, in particolare a Murger. Questo movimento conosciuto in Italia proprio grazie alle appendici di Cameroni. Il testo si presenta come una specie di mescolanza, vi la compresenza di pi filoni narrativi e registri stilistici. Nelle parti pi narrative viene utilizzato litaliano standard, mentre nella parti dialogate affiora una patina milanese legata alla territorialit della storia. Vi la marcata presenza della citt, abbandoniamo il tema campagnolo e ci spostiamo in area metropolitana. Tutti questi elementi di rottura li troviamo ben sintetizzati nel titolo del romanzo stesso, che si presenza scandito in tre stringhe di testo, composte da un titolo e due sottotitoli: La Scapigliatura e il 6 febbraio / Un dramma in famiglia / Romanzo contemporaneo. Queste definizioni suppletive concorrono a definire genere e temi oggetto del romanzo: La Scapigliatura e il 6 febbraio: individua la classe anagrafica e sociale, la Scapigliatura, molto ben descritta nellintroduzione al romanzo, a cui si aggiunge subito una data storica: il 6 febbraio del 1853, in cui fu tentata a Milano uninsurrezione di tipo mazziniano, fallita miseramente. Un dramma in famiglia: il termine dramma fa riferimento allepilogo drammatico della storia che prevede la morte di uno dei protagonisti, ma si sottolinea soprattutto la dimensione privata, un dramma che si consuma in famiglia. Romanzo contemporaneo: fa riferimento a un genere letterario ben preciso che rinvia alla tradizione del romanzo del primo Ottocento, in particolare I Promessi Sposi di Manzoni. Per vi una presa di distanza rispetto a questo archetipo perch laggettivo contemporaneo segna un distacco dal manzonismo, anche se continua a mantenere un qualche appiglio al romanzo storico. Non pi la storia del Seicento, bens del presente, o meglio di un passato prossimo (1853 vs 1862, data di pubblicazione). Se il romanzo pubblicato nel 1862, significa che stato scritto nei mesi immediatamente postunitari.

Questo romanzo pu anche essere letto come una specie di autobiografia, ma non di un singolo soggetto, bens dellintera generazione degli scapigliati milanesi. In questo testo abbiamo met storia con riferimento alla rivolta milanese e met invenzione: la Compagnia Brusca di cui si parla rappresenta il suddetto movimento. Nellintreccio vi la dimensione della lotta politica, ma anche la dimensione dei sentimenti (dramma in famiglia). La vicenda si sgrana tra situazioni parzialmente riconducibili al romanzo di appendice (triangolo amoroso, presenza di un trovatello) ma anche romanzo nuovo dal punto di vista tematico (romanzo politicosociale). La Scapigliatura e il 6 febbraio pu essere considerato il capostipite del romanzo sociale di denuncia. Da un lato il narratore guarda ancora con un po di attenzione al romanzo storico perch necessita di un ancoraggio alle fonti documentarie, dallaltro prende la distanza dallarchetipo ingombrante. Il recupero avviene soprattutto in chiave parodica e ironica, un recupero antifrastico. Le marche che fanno di questo romanzo un romanzo contemporaneo sono: Lambientazione metropolitana, insolita negli anni in cui sta ancora dominando la tradizione rusticale. Le storie private diventano pubbliche, un gruppo che partecipa alla vita pubblica, che si sporca le mani col ribellismo. La dimensione da commedia, soprattutto nelle parti dialogate, in cui i personaggi parlano in prima persona come in una rappresentazione scenica. La patina milanese emerge preponderante da un punto di vista linguistico e c laffiorare dellironia del narratore rispetto alla presa di distanza dalla tradizione precedente. Il patto col lettore che il narratore stipula fin dal prologo, che viene via via rinsaldato, come se il narratore sentisse la necessit di strizzare locchio al lettore e alla lettrice. Questa attenzione al lettore di coinvolgerlo direttamente nel testo ha a che fare con la rivoluzione che si assiste in questi anni nellambito del giornalismo. Questo ancoraggio ai lettori segnalato spesso dagli interventi autoriali, in cui lautore interviene direttamente nella narrazione, compiendo un salto di livello: non pi il narratore della storia, bens parla in voce propria e si rivolge direttamente ai lettori. Ci rispecchia la nuova filosofia della vita, il nuovo modo di relazionarsi con la realt e i suoi problemi. Il vero e linvenzione si intrecciano insieme. Realt storica + fiction (immaginazione).

Il tempo della storia si sviluppa allinterno della narrazione coprendo un arco temporale di quattro giornate, da gioved 3 febbraio a domenica 6 febbraio 1853. La storia ufficiale a cui si fa riferimento la matrice della rivolta mazziniana del 6 febbraio che fallisce miseramente. Lambientazione quella metropolitana della citt di Milano, con le sue vie, piazze e osterie come luoghi di ritrovo (aggiornamento in chiave scapigliata delle osterie de I Promessi Sposi). una Milano notturna, tutto si svolge prevalentemente di notte, e conseguentemente a ci la citt popolata spesso da ombre e figure mascherate, o perch ci sono feste carnevalesche, o perch ci sono scene di tipo goliardico, o anche eventi che hanno a che fare con qualcosa di segreto. Dal punto di vista strutturale possiamo individuare le tre parti canoniche di qualsiasi genere narrativo. Sono molto ben segnalate, ogni capitolo ha un proprio titolo che ne mette a fuoco il tema dominante. Scorrendo i titoli possiamo comprendere facilmente lo sviluppo della storia. INTRODUZIONE loggetto della narrazione viene p resentato e motivato al lettore. Si capisce dalla puntigliosit con cui il narratore sente il bisogno di presentarlo che ha la consapevolezza di qualcosa di inedito che sta proponendo allattenzione dei suoi lettori. Qualcuno ha definito questo romanzo come la carta statutaria della Scapigliatura perch il movimento rappresentato in tutte le sue sfaccettature e modalit di porsi rispetto alla societ. Non c solo la fisionomia ma anche il comportamento, lingegno, linadattabilit rispetto alla societ del presente, la ricerca del nuovo e la speranza e proiezione in un futuro positivo. In questa carta di identit del movimento scapigliato, abbiamo il riferimento alla dimensione metropolitana, un gruppo delimitato di individui pieni di ingegno e pi avanzati rispetto al loro tempo (dimensione dellavanguardia), dotati di indipendenza e capacit di giudizio autonomo rispetto ai benpensanti, irrequieti, travagliati e turbolenti (dimensione del travaglio interiore). Si sottolinea la differenza tra ci che hanno in testa e ci che hanno in tasca (dimensione ideale vs. dimensione materiale), aspirano a grandi progetti ma mancano di risorse economiche per realizzarli. Si parla della loro maniera eccentrica e disordinata di vivere, con riferimento alla bohme: sono il pandemonio del secolo, la rappresentazione dellanticonformismo, della ribellione, del disordine, dellopposizione. Sono una grande famiglia sociale sui generis, sono un gruppo. C un confronto per diversit con gli uomini seri. Ancora, la Scapigliatura una categoria storica non sociologica, che attraversa tutte le classe sociali, una specie di mistica consorteria: La speranza la sua

religione, la fierezza la sua divisa, la povert il suo tratto essenziale. Sul piano delle idee si parla della loro progettualit (hanno grandi progetti e utopie) e della loro forte passione artistica, letteraria e politica. C una litote (figura retorica che afferma qualcosa attraverso la negazione): La scapigliatura tuttaltro che disonesta, mentre nel movimento possono esserci persone tuttaltro che oneste, ci sono scorie che alterano la fisionomia del movimento. PROLOGO antefatto ambientato in una scena notturna invernale, la cui data enunciata in chiusura: 16 dicembre 1829. Si narra di una misteriosa visita da un medico ostetrico, Ambrogio Bartelloni, sollecitato da un giovane signore che va a bussare alla sua porta in cerca daiuto. Ci avviene in condizioni molto particolari: il giovane chiede mantenere lanonimato del nome suo e del luogo dove condurr il medico. Oltre al silenzio deve acconsentire a farsi bendare in modo che non possa indentificare il luogo. Una volta accertatosi che non ci sia nulla di illecito, il medico acconsente e viene portato in campagna, fuori da Milano. Una volta arrivati, il medico viene introdotto in una dimora, gli viene tolta la benda e rimane in attesa qualche minuto. Viene fatta la descrizione dellambiente, una sala malinconica, di cui scruta tutta una serie di particolari. In particolare il suo sguardo si fissa su un dipinto, che gli provoca unespressione di gioia e meraviglia insieme. un indizio che ci torner utile nel proseguo della storia, rappresenta una specie di firma che lui riesce a decodificare. Lantefatto si chiude con levento di una donna vicina al parto. Il narratore non entra nel merito del parto, ma ci d delle determinazioni telegrafiche: venuto alla luce un bambino, sono le 6 del mattino del 16 dicembre 1829. PRIMO CAPITOLO viene richiamata la Compagnia Brusca e subito dopo c unallusione molto esplicita al presente, che ci d la possibilit di risalire a un anno molto preciso. Si passa attraverso la data del 1848 a cui era succeduta una quiete torbida e desolata (macerie su cui questa generazione cerca con difficolt di costruire qualcosa). Si ritorna a questo anno determinante, di cui, nella mente dei giovani, rimangono dei toponimi connotati negativamente: quelli delle sconfitte della prima guerra di indipendenza e dei tentativi rivoluzionari del 48-49. In questo scenario si situa la Compagnia Brusca, composta da sette membri, numero mistico e cabalistico insieme. Questa piccola societ si ritrova apparentemente per fumare, passare il tempo e ciarlare. C unamicizia che serve da collante in quanto ch abbiamo ununiformit di posizione, caratteri e gusti. Poi abbiamo una determinazione di tempo precisa: la mattina del 3 febbraio 1853. Di seguito abbiamo il primo argomento che ha a che fare con la Scapigliatura: il tema dei debiti. Teodoro, uno dei protagonisti della compagnia, ha grossi debiti determinati dal fatto che questo giovane vuole far colpo su una donna, e ha a che fare con lusuraio. In chiusura di cap itolo irrompe trionfalmente sulla scena il protagonista Emilio che si presenta come se sulla scena si fosse levato il sipario. un atto di vittoria, deve comunicare che ha vinto una lotteria. Si mette in evidenza il contrasto tra lindebitato e il fortunato vincitore di una lotteria. SECONDO CAPITOLO incentrato sulla figura di Emilio, la cui voce assimilata al recitativo dellopera Ernani di Verdi. Entra in gioco il patto esplicito del narratore con le lettrici: parla in prima persona, affidando loro scherzosamente il compito di immaginare la fisionomia del personaggio. Fin dallinizio c il tentativo di chiamare i lettori a cooperare alla creazione del personaggio. La descrizione si mantiene sullapparenza esterna, labbigliamento e il tema della fortuna, poi si d il nome per esteso: Emilio Digliani, che per festeggiare linsperato guadagno organizza una cena con tutta la compagnia, duplicata perch ognuno dovr portare con s anche una donna. A turbare il clima di euforia c il fatto che Teodoro viene arrestato per debiti, e ci mette in evidenza il disprezzo per il denaro di questi giovani scapigliati. Accanto a Emilio prende forma la fisionomia di Gustavo, che diventa una specie di ideal tipus dello scagliato: un giovane che desidera la gloria, vuole fare il letterato di mestiere, per ha molte idee in testa e nessun soldo in tasta, cos approda in citt sperando che venga riconosciuto subito il suo talento. Si accenna indirettamente allorfanit di Emilio: i suoi amici non lo hanno mai sentito parlare di famiglia o fare parola del suo passato, e da ci si deduce che sia orfano. Emilio viene chiamato desolato sulla terra, figura senza legami, parentele e affetti. I suoi amici aveva rispettato religiosamente il suo segreto doloroso, poich lui ha pudore e non ha mai voluto parlarne. C poi una notazione ironica da parte del narratore che, dopo aver dato queste informazioni per sottrazione, afferma per ben due volte che Emilio non era un trovatello da romanzo. Si ritorna poi alla Compagnia Brusca, in particolare sul patto che teneva legati tra di loro i rappresentanti della compagnia: ciascuno per tutti, tutti per ciascuno. Questa societ di amici era basata sul principio del mutuo soccorso e della solidariet reciproca. Altra caratteristica su cui si rimarca la noncuranza che costoro portano rispetto al dio denaro e la mondanit. Il capitolo si chiude sullorganizzazione della suddetta cena che dovrebbe avere luogo in una delle prossime serate e viene definita una cena nabucodorosoresca, con un altro riferimento ironico agli eventi bellici degli anni immediatamente precedenti e unassimilazione incongrua tra i tappi delle bottiglie e i cannoni francesi.

Allapparenza il romanzo presenta una struttura ripartita. In realt larchitettura del romanzo pi complessa, perch non ci sono soltanto gli eventi delle quattro giornate, ma anche un intreccio che si viene dipanando lungo il filo del racconto che alterna due filoni narrativi: da un lato gli scapigliati della Compagnia Brusca, di carattere politico, dallaltro il dramma in famiglia. Questo dramma apparentemente una forma di parodia del romanzo dappendice, poich assume la scontata configurazione di un triangolo amoroso, ma in realt tematizza una serie di atteggiamenti attraverso i personaggi. Dietro questa copertura abbiamo una serie di pagine che intendono mettere a fuoco la polemica antiborghese caratteristica della Scapigliatura. Si mettono in figura il perbenismo, la falsit borghese, larte della simulazione (Cristina ne maestra), la devozione allara del dio metallo, la borsa (Emanuele Dal Poggio). La societ borghese perbenista si preoccupa tanto dellapparenza ma non dellessere, in rispetto alle convenzioni sociali del tempo; di ci si fa emblema la famiglia Firmiani, presentata dal capitolo terzo. Il filone familiare altro non che un espediente narrativo per contrapporre luniverso borghese a coloro che si oppongono a questo sistema di valori. Emanuele Dal Poggio si dimostra molto preoccupato per landamento della borsa (dimensione economicistica), la questione doriente (perbenismo), non tanto la preoccupazione per la patria e lunificazione, ma per qualcosa di lontano, in cui i borghesi poco possono interferire. largomento del giorno e bisogna dimostrare di essere aggiornati. Gli scapigliati vogliono creare unopinione pubblica che ha a che fare con le questioni quotidiane che riguardano i cittadini; per loro la politica pensiero ma anche e soprattutto azione, e si esprime attraverso un impegno. TERZO CAPITOLO ci spostiamo al filone del dramma in famiglia, nellinterno familiare di casa Firmiani. Il narratore ci squaderna davanti le diverse componenti della famiglia, mostrandoci le linee di forza che legano o oppongono tra loro i vari personaggi. un albero genealogico di tre generazioni: si parte dal nonno Lorenzo Firmiani, un vecchio uomo di mondo, ma un uomo saggio perch ha fatto esperienza di mondo, un uomo accorto attento ai cambiamenti del mondo circostante, un buon osservatore che non si ferma allapparenza, ma sa cogliere anche gli stati danimo specialmente dei nipoti, con una predilezione per Noemi. Ha avuto due figli morti abbastanza giovani che hanno lasciato entrambi un erede, i suoi due nipoti. Luna Noemi che nel frattempo convolata a nozze con Emanuele Dal Poggio, laltro il conte Girolamo che a sua volta ha sposato Cristina (non menzionato il suo vero cognome). Ci si sofferma sulla figura di Noemi, sottolineando lorigine biblica del nome: il padre laveva scelto per omaggiare il banchiere ebreo che gli aveva salvato la vita. Il suo un ritratto in piedi perch il narratore chiama direttamente in causa le lettrici a ricostruire con la loro immaginazione le fattezze della giovane. Questa donna risalta per differenza rispetto alle altre figure della famiglia: quella verso cui va lamorevolezza del nonno, ma anche la pi ingenua e la pi lontana da quella che la societ borghese, e diventer vittima degli altri famigliari. Il marito di Noemi proferiva parole glaciali, aggettivo connotativo verso la sua relazione col mondo esterno. Cos viene descritto: Il solo difetto suo era una dosa terribile di orgoglio e quella aridit di carattere che quasi un vanto per quelli cos detti uomini seri (contrapposti alla casta degli scapigliati); proprio perch uno di loro discute di borsa e della questione doriente. Laltro nipote Girolamo viene presentato come un uomo conformista, senza idee, opaco, non brilla se non di luce riflessa ma non riceve molta luce dagli altri. Per esempio, nel momento in cui va a scegliere la moglie chiede aiuto al nonno per accattivarsi la sua simpatia. Il nonno infatti non ha idee anticonformiste, sta bene nella societ in cui collocato e non ambisce a qualcosa di diverso. Girolamo non vuole inimicarsi il nonno perch da lui avr leredit, e non vuole mettere a rischio la propria sicurezza economica. Laltra figura che crea linee di forza oppositive rispetto a Noemi Cristina, presentata come donna cinica ma soprattutto grande simulatrice. C un gioco ironico nel definire questa figura, molto preoccupata di vestirsi bene e adornarsi. Lei pensa che Il primo dovere della donna piacere , preoccupata solo di apparire non di essere e ovviamente il narratore non molto daccordo. Le connotazioni con cui viene descritta diventano sempre pi pesanti: una donna di istinti perversi quali la cupidigia e linvidia, dominata dalla dimensione economicista. Il conte Girolamo preoccupato di conservarsi le grazie del nonno perch da lui ricever leredit, e Cristina una alleata del marito in questo tipo di promozione di s. Si dice che se il marito fosse stato diverso forse sarebbe riuscita a far prevalere gli aspetti positivi del suo carattere, per si trova in un piano inclinato dove scivola sempre pi verso il basso. I suoi diventano malvagi istinti, forse nelle sue vene cera anche un po di sangue dei Borgia; insomma un personaggio connotato tutto al negativo. Cristina si oppone frontalmente a Noemi, la pi implacabile e segreta nemica di sua cugina, ma questultima era ingenua e con poca esperienza di mondo, e non si accorge di tutte le macchinazioni e simulazioni che Cristina tesse introno a lei, finendo per cadere nella sua rete.

Si accenna alla formazione di Noemi: passata dal convento al matrimonio, senza esperienza di mondo e un minimo di formazione sentimentale. Si ritrova nella braccia del marito non perch lo amasse, ma perch era lunico uomo abbastanza attraente che frequentava in quel periodo il salotto Firmiani e sembrava potesse essere un buon marito. Emanuele dimostra invece unottusit maritale, un atteggiamento di estremo disinteresse verso la moglie. Come conclusione della presentazione abbiamo una specie di apostrofe contro il perbenismo borghese. una societ dove solo raramente attraverso i tribunali si riescono a individuare gli scheletri nellarmadio che dissemina sul suo cammino. Rispetto alla figura di Cristina vediamo che fin dallinizio il narratore ha una specie di accanimento nel definirla tutta al negativo. Tutto questo per ha una funzione: mette sullavviso i lettori, anticipando qualcosa che accadr in seguito: Cristina sar colei che con estrema abilit tesser in silenzio una tela micidiale nei confronti di Noemi. QUARTO CAPITOLO nella prima frase si sintetizza ci che verr raccontato, ovvero il piano di Cristina e il segreto di noemi, la quale soffre in silenzio per il marito assente: Era freddo, serio e sterile come la calva cima di un vulcano (sterile sia sul piano biologico che nel piano delle idee, non c uno sprizzo di vita in questo personaggio). Noemi dopo un po di tempo comincia ad avvertire questa aridit mentale e ci da agio a Cristina di mettere in atto il suo piano: vuole metterla in cattiva luce di fronte al nonno affinch venga eliminata dalla linea ereditaria. Se sar ritenuta colpevole di aver avuto comportamenti non in linea con le convenzioni del tempo, il nonno, pur prediligendola, dovr sconfessarla e Cristina e suo marito saranno trionfalmente gli eredi. Il primo momento in cui i due filoni narrativi si intersecano quando un giorno Noemi per distrarsi passa qualche ora nel salotto della cugina e vi incontra Emilio. Lintesa che nasce subito tra i due avviene prima dalla percezione della voce di lei, poi dal linguaggio sguardi. Il narratore comincia a darci dei segnali: tutte le donne possono trovarsi in certi momenti della vita su una china sdrucciola dove facile lasciarsi andare, rispetto alla conservazione del loro nome. Per Noemi questa china diventa precipitosa perch Cristina nascostamente la spinge da dietro invece che trattenerla. Tutta questa parte dedicata al legame tra Emilio e Noemi, ma non avviene nei quattro giorni della storia, bens viene recuperato dallautore in una specie di analessi temporale. SESTO CAPITOLO questo capitolo e il prossimo raccontano le fasi alterne di questo amore nascente, che lamore di uno scapigliato, evidenziando lincostanza da parte di Emilio che ha anche unaltra relazione aperta. Gli incontri si svolgono nel salotto di Cristina, nella casa di Emilio (nuova, la acquisisce proprio per ricevere Noemi, prima viveva in una stanza ammobiliata), e nel caff San Carlo, dove durante una serata ha luogo una specie di rissa in cui Emilio si intromette per cercare di dividere i contendenti, ma sar a sua volta aggredito. Questi due capitoli ci portano prima a un pranzo in casa Firmiani, poi alla cena al Rebecchino tra li scapigliati. Il pranzo, a cui presente anche Cristina, serve a mostrarci come procede la sua trama. Si insinua nella vita di Noemi e costruisce il suo piano, approfittando malevolmente di un discorso del nonno, che si era accorto da buon osservatore, di alcuni cambiamenti dumore della nipote. Ci doveva essere qualcosa che ha a che fare col sentimento: sa cogliere introspettivamente i pensieri, non gli sfugge nulla, contrariamente al marito arido e cieco che non percepisce nulla. Assistiamo a uno scambio di battute tra il nonno e Cristina, dove il nonno cerca di capire se Cristina sa qualcosa per confidenza tra donne. Inconsapevolmente il nonno diventa coadiutore di Cristina, e lei da buona attrice simula tutto per bene, sembra di essere in palcoscenico a teatro. Ci sono dei momenti in cui le scappa qualcosa a livello di scelte verbali: Noemi non ha assolutamente infranto i suoi doveri maritali, primo scivolone. Il nonno per non era tanto preoccupato di un eventuale tradimento, ma dei sentimenti della nipote. Sono su due lunghezze donda diverse: il nonno preoccupato dellinteriorit, mentre Cristina si ferma alle convenzioni sociali. Lo scambio di battute avviene quando Noemi sta suonando a pianoforte e lui la interroga: Lhai tu udita mai suonare in questo modo? Leffetto di queste note saranno leffetto dellamore che porta a suo marito?. Ha colto un trasporto di donna innamorata ma non certo di Dal Poggio. SETTIMO CAPITOLO evento conviviale della Compagnia Brusca allosteria Rebecchino, ci mostra una serie di comportamenti dei giovani scapigliati. Gli argomenti di conversazione sono il duello (consuetudine dellepoca abbastanza frequente, reminiscenza manzoniana del convitto da Don Rodrigo), leroismo scapigliato, la religione e lamore universale, la fisiologia del disordine (antagonista rispetto alla societ ordinata e al perbenismo), uguaglianza tra uomini e donne (ambiente aperto e libertario). Emerge anche il tema del suicidio attraverso la figura di Temistocle che, pur non essendo parte della Compagnia, ha tutte le connotazioni di uno scapigliato. Dopo che uno dei giovani ne ha raccontato la storia si dice che La storia di Temistocle degna di essere ramentata negli annali della scapigliatura. Il suicidio di Temistocle ci porta dentro la sua soffitta, dandoci la possibilit di osservare la camera o soffitta dartista, motivo molto fortunato nella letteratura di met Ottocento, una specie di topos iconografico (vedi La Vie de Bohme di Murger, Paolina e La nobile follia di Tarchetti, Piccolo mondo antico di Fogazzaro). Questo

tema ha avuto una notevole fortuna iconografica a partire dal pittore Tommaso Minardi e la sua tela dal titolo Autoritratto dellartista nella sua soffitta, che ritrae un giovane pittore sdraiato su un logoro materasso, elementi che rinviano alla figura del giovane artista squattrinato con tante idee in testa. Vi la variante della camera ammobiliata di Temistocle, da dove si butter nel vuoto preso dalla disperazione; ci rinvia a un disagio esistenziale, provocato dallo sradicamento affettivo e sociale: non ha nelle vicinanze dei legami parentali e non ha la possibilit di organizzarsi uno spazio abitativo pi ampio, vive lemarginazione. In questo momento storico la camera ammobiliata anche emblema della perdita dellidentit, perch il letterato nella societ borghese costretto ad essere emarginato, poich la sua arte non ha spazio (vedi Svevo). Ma la camera ammobiliata indica soprattutto la solitudine di chi si inurbato recentemente e non ha ancora costruito relazioni sociali solide che gli permettano di vivere un po pi agiatamente la vita quotidiana. Ci vivono gran parte degli scapigliati che, non essendo ancora riusciti ad affermarsi intellettualmente, si adattano a fare i correttori di bozze. Nel caso di Temistocle questo modesto rifugio diventer quasi la sua tomba. Tornando alla storia, attraverso questo evento della cena veniamo a conoscere laltra relazione che Emilio ha in essere, con una giovane modista di nome Gigia. una ragazza semplice e vulnerabile che si innamora facilmente di Emilio che le presta un po di attenzioni. Ma pur essendo ingenua non stupida, e a un certo punto capisce che ha unamante e ci la manda in crisi. NONO CAPITOLO assistiamo al rientro in scena di Dal Poggio con una specie di profilo molto lucido che ci illustra il personaggio nelle sue varie sfaccettature. il ritratto del marito che fonda il suo essere nellorgoglio smisurato ma soprattutto nel pensare che per accontentare una donna basti porgerle la mano e darle il proprio nome col contratto del matrimonio, non pensa che una relazione debba essere sostanziata da affetto e riconoscimento reciproco e alimentata quotidianamente. Ci ci fa capire come questa ottusit non possa che produrre quello che ha prodotto. Il Dal Poggio subisce una specie di accerchiamento realizzato da un lato in buona fede dal nonno, dallaltro da Cristina, che ha per oggetto il disagio che si percepisce in Noemi in questo periodo. Da un lato il nonno ha avuto il sentore che la nipote stia attraversando un periodo malinconico e vorrebbe spingere il marito a prestarle pi attenzione, dallaltro, avendo cercato appoggio in Cristina ma non avendolo trovato, anche lei si insinua malevolmente, soffia qualcosa allorecchio del Dal Poggio. C lombra di un sospetto, con molta reticenza, affermando e poi negando, con estrema arte della dissimulazione. Lui reagisce perch un uomo orgoglioso e solo il pensiero che la moglie possa tradirlo lo ferisce, ma non per i suoi sentimenti, bens per lincrinatura del suo orgoglio e la cattiva figura che farebbe in societ. Segue una scena dove Noemi ci viene presentata come lettrice di romanzi. Questa situazione ci fa entrare indirettamente dentro lanimo della protagonista : il narratore la coglie che interrompe una lettura perch troppo presa dai suoi pensieri. Questa pausa di lettura motivata da una certa svogliatezza, ci conferma che il personaggio sta attraversando un momento difficile, ha pensieri che la preoccupano, e la lettura non riesce a essere un balsamo salvifico, inefficacie. Ad un tratto sente che sta per tornare il marito ed un po preoccupata, cos utilizza il libro che aveva abbandonato in grembo come barriera che interpone tra s e il marito. Funziona come una specie di paravento che le consente di creare una distanza, e lo lascia intendere abbastanza chiaramente. Ora assistiamo a un alterco tra moglie e marito sul tema della lettura: secondo la prescrizione maritale lei non dovrebbe leggere romanzi (nellOttocento cera ancora un forte pregiudizio rispetto alla lettura dei romanzi). Il marito cita quelli francesi, facendo riferimento a una collana di tipo appendicistico con storie macabre, di basso profilo da tutti i punti di vista. Generalmente, nella letteratura pedagogica prescrittiva per le donne, il genere veniva visto con molto sospetto, a meno che non fossero romanzi particolari. I Promessi Sposi erano leccezione del precettistica del tempo, tutti i romanzi andrebbero messi da parte tranne quello. Lui le aveva vietato di leggere romanzi toucur perch i romanzi sono tutti i cattivi, e ci evidenzia la scarsa competenza e profondit intellettuale del personaggio. Lei non rimane zitta di fronte allintrusione forte del marito nel privato e avanza una difesa: Sto leggendo un romanzo italiano, I Promessi Sposi, non vorrai mica dire che un romanzo cattivo!. Lui ribatte: Quegli eterni Promessi Sposi sono stati scritti da un uomo che non riuscito a comprarsi neppure un cappello!, evidentemente un uomo di basso profilo. Nonostante Manzoni abbia venduto tanto, rimane comunque una figura inetta che non ha avuto ricaduta economica. Segue un lungo discorso sulla fortuna de I Promessi Sposi e la sfortuna economica dellautore: era benestante e poteva tranquillamente vivere di rendita, tuttavia nel 40 aveva pubblicato un edizione con un buon apparato iconografico, ma, poich a cui tempi non esisteva il dirotto dautore, molte tipografie concorrenti avevano a loro volta stampato il romanzo, cos ledizione rimasta invenduta. DODICESIMO CAPITOLO si ritorna al filone scapigliato. In questo capitolo c un ancoraggio molto forte al presente del 1853 e un discorso storico-politico sullattualit, supportato dalla citazione diretta di una fonte storica, il libro di Gutirrez intitolato Il Capitano di Cristoforis, che tratta dellarte della guerra analizzando questo momento storico. C la descrizione dello scenario della cospirazione a Milano dei primi anni 50. Dopo lesperienza del 48, negli anni 50-53 nuove societ segrete si erano andate organizzando, con centro a Milano. Il narratore, usufruendo di questa fonte storica, ci dice che i cospiratori non era tutti uguali, bens cerano delle divergenze. I

liberali si dividevano in due filoni, gli indipendenti e i mazziniani (per quando riguarda questi ultimi c una distorsione storica, sembra che vogliano insorgere a tutti i costi). Il narratore fa passare la differenza tra questi due filoni di cospirazione sul piano intellettuale: i primi erano costituiti prevalentemente dalla giovent studiosa e colta, ricca di virt civili, che si prepara per la societ del futuro. Daltro canto, Mazzini in esilio e i suoi agenti reclutano alla carlona tra il popolo ignorante. C chiaramente una polemica antimazziniana da parte dellautore, che prende le distanze dallinsurrezione armata ad ogni costo, che rischia di essere non preparata e senza sicure alleanze, dopo lesperienza del 48 andrebbe evitata. Il programma enunciato ci rinvia direttamente o indirettamente alle Confessioni; si tratta del programma di unificazione della patria e di allontanamento rapido dello straniero. Verso la fine del capitolo si ritorna al filo del racconto. Questo capitolo funzionale anche a un altro discorso: finora abbiamo conosciuto la Compagnia Brusca nel suo ribellismo e goliardia, ora ci viene mostrato laltro lato della medaglia, cio limpegno civile e politico. Si svela la collocazione politica di questo gruppo e la loro analisi del presente, tramite le riflessioni sulla politica del Piemonte sconfitto a Novara nel 49, su Massimo DAzeglio, e sulla presa di distanza rispetto al movimento mazziniano. Quello su cui il narratore insiste particolarmente la valenza culturale del gruppo: sono dei liberi pensatori, hanno capito che il sapere importante per poter leggere meglio il mondo. Ci consente loro di prendere le distanze dalla societ borghese consumista e coltivare le loro menti autonomamente. Il loro programma si riassume in tre verbi: associarsi, conoscersi, prepararsi: non c pi lindividuo singolo ma le piccole comunit, la relazione e la conoscenza, la preparazione e non limprovvisazione (siamo nel decennio di preparazione allo sviluppo degli anni 60-61). TREDICESIMO CAPITOLO su questo sfondo noi comprendiamo meglio anche la posizione di Emilio, tramite una sua confessione ad alta voce. Nel momento in cui si confronta col suo tutore, mostra tutta la sua coerenza e rettitudine morale, non ha paura di verbalizzare le sue inquietudini. Il tutore gli aveva fatto una profferta vantaggiosa: la possibilit di collocarsi allinterno di unistituzione bancaria, che gli avrebbe garantito la sicurezza economica e un certo prestigio. Lui replica: Ci che mi offrite una cosa da mille e una notte (fantasmagorica, molto appetibile), tuttavia non pu accettare perch, nonostante le sue inquietudini, deve mantenere la parola data: ha una relazione affettiva e non vuole tradire i suoi compagni. un uomo che ha gi una piena consapevolezza di s e che si gi impegnato sul piano politico-sociale e anche affettivo. Mostra anche di essere un uomo aperto alla speranza, vuole lottare perch spera che lItalia si unifichi, superan do la frammentazione sul piano politico e il servaggio verso lo straniero. Questo capitolo importante anche perch, in questo confronto, Emilio viene a sapere quali sono le sue origini, finalmente dopo 24 anni il suo tutore gli svela il segreto della sua nascita, che per noi gi conosciamo (vedi prologo). A questo proposito, in apertura di capitolo vi una riflessione autoriale che torner fuori verso la fine: una volta gli eroi rimanevano tali dalla nascita alla morte, oggi il destino pu interferire pesantemente sulla loro vita; si sottolinea lincertezza del momento, un modificarsi delle situazioni imprevedibile. per uno svelamento fino ad un certo punto, poich il tutore gli racconta levento di cui era stato protagonista, ma non rivela il nome del padre. Nella seconda parte del capitolo c un confronto tra Noemi ed Emilio dove abbiamo una specie di doppia confessione perch si rivelano reciprocamente lamore che li lega. QUATTORDICESIMO CAPITOLO ci presenta una fase cruciale, stiamo procedendo velocemente verso lepilogo e il tempo pi accelerato rispetto alla prima parte. Da un lato abbiamo lo scioglimento della trama infernale di Cristina, dallaltro un confronto molto duro tra il Dal Poggio e Noemi. Cristina non si limitata a tessere la sua ragnatela attorno a Noemi, ma ha anche stimolato lorgoglio del marito, insinuando che lei avesse attenzioni nei confronti di un altro uomo. Ora che i sospetti sono diventati pi profondi, Dal Poggio vuole saperne di pi. Presumibilmente lamante della moglie appunto Emilio Digliani, ma vuole averne la certezza. Cristina si intrattiene nuovamente con lui e gli fa capire che c una modista, la Gigia, che aveva una relazione con Emilio, il quale doveva recarsi da lei. Cerca di spostare la sua attenzione su questa ragazza perch Dal Poggio ha presa questa situazione molto sul serio, e il piano potrebbe portare verso la catastrofe. Poi avviene un confronto tra Dal Poggio e la Gigia dove emerge ancora il profilo meschino del personaggio, il quale usa strumentalmente il dolore della giovane modista che ha capito che Emilio la sta mettendo da parte. La circuisce e le dice di conoscere il mezzo per scoprire la verit: basta che vada dal marito della presunta amante del Digliani e tutto risolto. Questa solo una provocazione perch il suo obiettivo di carpire notizia, ma lei cade nel tranello. Lei risponde che non vuole prestarsi a queste macchinazioni, allora lui ribatte che lo avrebbe fatto lui al suo posto. Lei allora gli riferisce il suo nome: Dal Poggio. Ora ha la certezza di questa relazione. Dal Poggio torna a casa precipitosamente per scontrarsi con Noemi. Sottolineiamo il comportamento di Noemi perch, come in precedenza, riesce nuovamente a mantenere la sua dignit. Si presenta come la donna che pensa, che non si lascia invadere dalle prepotenze del marito. Interessanti sono le similitudini utilizzate dal narratore per avvicinarci a questa scena: lamore che Noemi nutre nei confronti di Emilio paragonato a un lampo in una notte buia che rischiara un attimo la scena e sparisce. Noemi ora si trova in mezzo a una tempesta, ma

poco prima cera stato un lampo di riconoscimento reciproco, soppiantato dal ritorno a casa del marito. Laltra immagine riguarda la sua situazione psicologica: come un cavallo che galoppa sfrenato. Noemi avverte luragano che la sta per travolgere e prefigura scenari oltre la realt, che fortunatamente non si realizzeranno. Questa immagine della corsa del cavallo sfrenato una reminiscenza de I Promessi Sposi, perch nel momento in cui Manzoni descrive la fisionomia di Ludovico (che poi diventer Fra Cristoforo), paragona lardore e la vigoria che sprigionano i suoi occhi a un cavallo sfrenato. Facciamo attenzione allepiteto la sventurata, usato ben tre volte in riferimento a Noemi, ma successivamente transita da un protagonista allaltro. Anche Dal Poggio, nel momento in cui viene svelata la sua paternit, verr definito uno sventurato. Poco dopo quando anche Emilio scopre lidentit del proprio padre biologico e capisce la sua inderogabile separazione definitiva da Noemi ritorna questo epiteto. Analizziamo la sfumatura di senso che assume tra i tre personaggi: rispetto a Noemi non siamo di fronte a un giudizio morale come in Manzoni (la sventurata rispose), bens si vuole sottolineare lavversit del destino. perseguitata dalla cattiva sorte, sono le circostanze impreviste che producono danno e dolore. Anche Emilio si ritrova vittima inconsapevole di alcune circostanze. Lunico su cui pu gravare unipoteca sul piano morale Dal Poggio, perch stata la sua azione in origine, la paternit negata, che ha generato tutto il resto. Nel confronto-scontro tra moglie e marito si rileva il comportamento stoico di noemi, che agisce con fierezza e fermezza allo stesso tempo: non arretra, non scende al livello dellinsulto come il marito, non risponde alle sue provocazioni. Quando lui le propone di allontanarsi insieme dalla citt di Milano come scappatoia, lei risponde con sicurezza Io non partir. Non si piega ai progetti del marito, originati da ragioni perbeniste: preoccupato soprattutto dello scandalo, di tutelare il suo orgoglio maritale. Lui sarebbe anche disposto a ucciderla, ma siccome lei porta il suo nome, deve mantenersi un nome onorato. Queste ragioni di facciata si oppongono alle ragioni sentimentali della moglie, che si dimostra pi forte del marito proprio perch non si lascia coinvolgere da queste ingiunzioni. Dopo questo brusco scontro dove viene aspramente insultata, il narratore cambia lepiteto: ora addolorata, una donna che soffre. Segue una riflessione autoriale: Dal Poggio non era uomo di humor, lo evitava come una cosa futile, ma se ne avesse avuto avrebbe capito che lo sconfitto della situazione era lui e saprebbe fare autocritica (rigidit vs elasticit mentale). Viene messo in scacco ben due volte dalla fermezza e pacatezza della moglie, donna di poche parole che per forte nei suoi sentimenti, e attraverso questa forza scopre una fedelt a s: nel momento in cui prende le distanze da suo marito non si preoccupa delle convenzioni sociali, ha capito fino in fondo la grettezza di questuomo e non pi disposta ad averlo al suo fianco. Poi avviene un confronto tra il nonno Firmiani e Dal Poggio, il quale lo mette al corrente della situazione matrimoniale. Il nonno, che un uomo di mondo, non si lascia coinvolgere dallira dellaltro, ma fa un rapido esame di coscienza e dimostra di stare dalla parte della nipote. Ha capito che allorigine di tutto c la bassezza morale del marito di lei. La sventura non tanto orientata al giudizio morale, ma al fatto che ha dato in moglie la nipote a un uomo del genere. SEDICESIMO CAPITOLO il punto clou di tutta la storia, i due filoni convergono: troviamo sulla stessa scena tutti i protagonisti del racconto, il momento della resa dei conti. A casa di Emilio ci sono lui e il tutore che si era recato a casa sua perch voleva una risposta alla proposta fattagli in precedenza. Arriva anche a Noemi, in fuga dal marito e dal viaggio riparatore, e poco dopo arrivano Dal Poggio e il conte Firmiani. Durante questa riunione capitata un po per caso, Noemi viene fatta accomodare su un salottino adiacente. lunica assente sulla scena, ma tutto il diverbio si concentra attorno a lei, oggetto conteso che il marito va a rivendicare. Emilio dimostra una particolare sicurezza, si presenta e si confronta apertamente e sfrontatamente con lavversario, il quale ricorre come consuetudine allinsulto (miserabile furfante Questo dovete considerarlo un oltraggio!, provocazione per arrivare al duello). Aggiunge anche: Uno di noi assolutamente di troppo a questo mondo!, un duello risolutivo perch uno di loro deve sparire definitivamente dalla scena, sottolineando il profondo accanimento verso Emilio. Dopo questo duello verbale c una riflessione meta-narrativa del narratore: in realt la scena in tempo reale era stata molto pi rapida. Siamo di fronte a una situazione che sembra portare inevitabilmente al duello, che sarebbe avvenuto tra padre e figlio. Il Bartelloni si vede costretto a svelare la paternit di Emilio. Si presenta come filosofo e uomo di pace, si intromette tra i due con un piccolo preambolo, cercando di cogliere il positivo nella negativit della situazione: L una grande sciagura ma l anche una grande lezione per tutti, dobbiamo fermarci a riflettere e comprendere la lezione della vita, in preparazione alla rivelazione. Lorribile verit la spiega in primis a Emilio, che per lui quasi un figlio adottivo, che essendo gi dentro a questo discorso gli basta un piccolo riferimento per capire la situazione: Egli quel desso. Non usa la parola padre, assolutamente inopportuna in quanto sarebbe contaminata dal contesto negativo, usa soltanto il pronome desso, per cui Emilio capisce subito che ha di fronte colui che gli ha dato la vita e si accascia senza forze. Il Bartelloni deve proseguire col suo svelamento, perch Dal

Poggio cos ottuso che non ha capito il senso delle parole. Rievoca allora quel lontano 6 dicembre del 1829, quando ha abbandonato quella creaturina alla notte, che senza volerlo si vendicata del suo abbandono. Vuole trasmetterci un insegnamento: il male produce sempre qualcosa di negativo, bisogna uscire da questo circolo vizioso. DICIASSETTESIMO CAPITOLO si abbassa il sipario e il narratore vuole mostrarci la sua officina, i suoi ferri del mestiere e come venuto costruendo la sua storia. Inizia accostando gli antichi maestri nellarte della narrazione ai romanzieri moderni. La differenza che gli antichi esprimevano i dolori umani attraverso figurazioni mitologiche (cita la Niobe, vedi il secondo capitolo de La Schiarnete), mentre i moderni ricorrono a espedienti molto pi banali come gli svenimenti. il momento di sdrammatizzare limpatto su Emilio di fronte alla sua misteriosa origine. Si pu fare un collegamento col mito di Edipo, perch anche lui ha unorigine misteriosa, deve scoprire chi veramente, da dove viene, chi sono i suoi genitori A questo punto, arriva il colpo del fucile nella storia privata sentimentale, poich irrompono la realt del presente e la politica. Emilio si ricorda che il 6 febbraio, che per quel giorno era prevista la sommossa mazziniana e di fronte a questa situazione deve scegliere tra privato e pubblico. La catarsi della tragica storia privata rappresentata dallinflessione del politica e del sociale. Emilio corre veloce allesterno, verso la piazza, fugge veloce come un turbine con laggressivit, la fierezza e la forza di una pantera. Si butta nella mischia anche se sar sicuramente una battaglia impari, data la sproporzione di forze tra lesercito austriaco e il gruppo di popolani che insorgono, infatti moriranno in molti. Dopo questo evento la Compagnia Brusca si ormai sciolta: quattro di loro sono morti durante linsurrezione, gli altri sono dovuti andare in esilio. La fine di tutto il racconto la trasformazione da scapigliati a eroi: Erano vissuti da scapigliati, erano morti da eroi. Lepilogo di tutto ci porta due anni dopo. Tutto lepilogo viene raccontato dal punto di vista di un giovane viaggiatore che osserva la scena dal margine, e man mano che la sua osservazione procede come se riuscisse a incastrare i diversi tasselli di un mosaico. Lui, che uno dei sopravvissuti della Compagnia Brusca, alla fine riconosce i personaggi rimasti in vita della storia raccontata. Segue una riflessione autoriale sul rapporto tra realt e immaginazione (storia vs. romanzo): in questo romanzo la realt superiore allimmaginazione! Il sigillo una nota negativa: quando tutto il gruppo rientra a Milano c in concomitanza il corteo funebre di Cristina morta di colera, che sparisce definitivamente non solo dalla scena ma anche dalla storia.

Con la Scapigliatura si spostata lattenzione verso linurbamento, fenomeno sociale che coincide con gli anni 60 in Italia. Questo movimento introduce un elemento di novit, la denuncia, sociale e morale, di cui La Scapigliatura e il 6 febbraio diventa capostipite. Un altro romanzo di denuncia sociale Paolina o il mistero del coperto Figini di Tarchetti, che evoca una specie di quartiere isolato che si collocava adiacente al duomo di Milano, abbattuto nel 1863 per fare spazio alla grande Piazza del Duomo e alla Galleria Vittorio Emanuele, simbolo della raggiunta unificazione. Questo avvenimento ebbe una grandissima ripercussione sulla stampa, poich il quartiere era abitato dal proletariato appena inurbato. Tarchetti apre il romanzo raccontando il momento della demolizione, osservando queste case sventrate che hanno ancora al loro interno le reliquie della povera gente, e comincia a raccontare la storia di uno di loro. il primo fenomeno di speculazione edilizia del nuovo regno. Altro documento interessante Milano sconosciuta di Paolo Balera, un reportage dei bassifondi della Milano di quegli anni, edito negli anni 80. Riprende il filone accennato in sottotraccia in Arrighi, ovvero la vita della Milano notturna, delle osterie. Questo giornalista-scrittore attraversa quelle vie e registra il tipo di vita e le situazioni di degrado sociale e morale (prostituzioni, latrocini, assassinii). un libro che vuole denunciare portando a conoscenza dei fenomeni che altrimenti verrebbero occultati e non creerebbero opinione pubblica.