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Elettro pneumatica pratica

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1.1NTRODUZ IO N E BREVE STORIA CONSEGUENZA DI UN SISTEMA IBRIDO


Aspetto economico Aspetto tecnico

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Introduzione

INTRODUZIONE
BREVE STORIA
Esiste un considerevole lasso di tempo tra l'introduzione della pneumatica negli Stati Uniti d'America e l'Europa. La pneumatica era gi stata usata negli USA su vasta scala prima e durante l'ultimo conflitto mondiale. Il tipo pi diffuso di valvola di comando direzionale era la valvola a spola con azionamento elettromagnetico diretto. Un successivo miglioramento port alla creazione della valvola a cassetto piano. azionata da uno scarico di aria pilota attraverso piccole elettrovalvole 212. In entrambi i casi il controllo era elettrico, con circuiti a rel . Dato che gli elettricisti esistevano dappertutto, non ci fu nessun problema a costruire dei posti di controllo. e visto che l'affidabilit era decisamente alta, nessuno si preoccup di fare in altro modo. In Europa, il successo della pneumatica awenne dopo la Seconda Guerra Mondiale, in un momento in cui tutta l'industria doveva essere ricostruita e vi era scarsit di soldi e di manodopera specializzata. Non esisteva neanche la tecnologia necessaria a produrre le valvole senza guarnizione, che erano gi in uso negli USA da prima della guerra. Questa la ragione per la quale la produzione della pneumat1ca ebbe inizio con mezzi semplici basati soprattutto sulla valvola a fungo. Dato che la valvola a fungo pu essere azionata soltanto da un pistone pneumatico che ~i oppone ad una forza di lavoro elevata, i controlli pneumatici hanno rappresentato il naturale sviluppo. C'era anche un'altra ragione per tutto ci: le elettrovalvole erano state considerate, giustamente, non affidabili. Per impedire una debole interfaccia tra controllo elettrico e potenza pneumatica. in Europa i controlli puramente pneumatici sono stati sviluppati e portati a dei livelli molto alti. Negli anni '60, una nuova tecnologia proveniente dagli USA scosse il mondo industriale: la Fluidica, la scienza che si occupa della commutazione statica pneumatica (senza parti in movimento). Ci sono stati due principi, uno basato -sul fenomeno dell'effetto Coanda (attaccamento alla parete), e l'altro sugli amplificatori di turbolenza, nel passaggio dal flusso laminare al flusso turbolento . Entrambi scomparvero altrettanto silenziosamente di come erano apparsi, senza lasciare alcuna traccia nel mondo industriale. La ragione fondamentale di questo fallimento che in quel periodo il costo tlei controlli elettronici incominci a diminuire notevolmente e non c'era pi l'opportunit di fare le cose meno costose o migliori. Un'attra ragione era la totale mancanza di componenti periferici e della conoscenza tecnica necessaria a costruire in modo efficiente controlli fluidici. Oggi, le elettrovalvole sono estremamente affidabili e durevoli nel tempo. l controlli elettronici non devono essere pi progettati e costruiti per ogni prog etto; sono componenti standard, programmabili ed estendibili per soddisfare qualsiasi tipo di applicazione. Sia i controlli a rel che i controlli pneumatici continuano ad essere usati anche se in maniera saltuaria.

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Questi due tipi di controllo possono offrire delle soluzioni relativamente economiche laddove il circuito richieda soltanto un certo numero di elementi. Nei paesi con clima tropicale, per esempio, l'alta temperatura e il tasso di umidit possono danneggiare i circuiti elettronici; la rugiada che bagna i circuiti stampati pu provocare il corto circuito dei conduttori sul circuito stampato, rendendo il controllo inaffidabile o perfino distruggendolo se non ci sono le adeguate misure di protezione. In questi casi, l'elevato costo del controllo pneumatico giustificato. Anche la mancanza di specialisti pu essere una ragione valida per adottare i controlli a rel o pneumatici, in quanto avendo delle parti che si muovono, sono pi facilmente comprensibili da meccanici specializzati che non l'elettronica. Tutti gli esercizi che riportiamo in questo manuale, vengono effettuati con rel, non perch pensiamo che questo tipo di controllo sia di grande importanza oggi, ma perch costruire dei circuiti a rel operativi

un eccellente esercizio per una migliore comprensione dei circuiti elettrici. Per tutti coloro che non hanno
un valido background elettrico, questo esercizio aiuta a capire l'essenza dei collegamenti elettrici, una prerogativa per poter lavorare ed installare i moderni controllori elettronici, scopo finale del nostro corso sui "controlli elettronici".

CONSEGUENZA DI UN SISTEMA IBRIDO


ASPETTO ECONOMICO
l sistemi elettropneumatici vengono considerati ibridi, in quanto fusione di due diverse tecnologie. Questo comporta alcune conseguenze, che esamineremo brevemente. Si sottintende, ovviamente , che la potenza meccanica sia fornita principalmente da attuatori pneumatici. Prima di tutto esiste l'aspetto costo. Non sarebbe molto economico installare un sistema misto quando un sistema solamente pneumatico sarebbe meno costoso e altrettanto affidabile. Questa una questione complessa. La Fig. 1.1 mostra l'aumento del costo proporzionale all'aumento della complessit tra controllo solamente pneumatico (p) e controllo elettropneumatico (e). Ci dimostra che la differenza di investimento non determinante. per una chiara decisione; dipende intatti da aspetti imponderabili, come ad esempio la specializzazione dei manutentori, l'uni1ormit, ecc.

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Complessit

Fig. 1.1 Punto di incontro tra il controllo pn eumatico ed elettropneumatico

1.2

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Introduzione

Un sistema solamente pneumatico ha un costo iniziale piuttosto basso, ma il costo del compo.oente per funzione molto pi alto che quello per componenti elettrici. Il grado di complessit non pu essere definito in una figura. In certe condizioni, per esempio nei climi tropicali, c' il pericolo che si formi della condensa sui circuiti elettronici e che i contatti si ossidano. Questo rende i circuiti elettrici meno affidabili, o, con le dovute misure di protezione, molto costosi. L'investimento iniziale pi alto sposta la linea del costo (e) verticalmente (linea tratteggiata "e11~) ed il punto d'incontro molto pi a destra. Ci significa che la complessit del sistema deve essere molto pi alta per poter equivalersi con un controllo puramente pneumatico.

ASPETTO TECNICO
Esiste poi l'aspetto tecnico, con il suo contributo al costo iniziale. Un sistema di controllo solamente pneumatico, senza alcuna parte elettrica, non avr mai problemi durante un guasto elettrico. li lavoro pu continuare per tutto il tempo durante il quale c' pressione nelle linee d'alimentazione e nel serbatoio. Nel caso di mancanza di elettricit, tutti gli utensili elettrici si fermano immediatamente, mentre i meccanismi pneumatici continuano a funzionare normalmente. Questo richiede dei dispositivi di blocco di un certo genere. Di conseguenza, un sistema con utensili alimentati elettricamente ed un controllo pneumatico deve essere considerato un sistema elettropneumatico. In questo caso, il controllo elettrico ha il vantaggio che le elettrovalvole monostabili fanno ritrarre automaticamente l'utensile, in caso di mancanza di elettricit. Un controllo solamente pneumatico richiede almeno una elettrovalvola e dispositivi a blocco pneumatici per controllare la disponibilit di potenza elettrica e fermare il lavoro o azionare un ciclo di sicurezza. Tutto ci sposta la linea "p" nella Fig. 1.1 pi in alto, ed il punto d'incontro verso sinistra: a questo punto un controllo elettrico pu essere comparato ad un controllo pneumatico ad un pi basso grado di complessit. La sezione "Elenco sottocircuiti" nell'appendice mostra alcuni circuiti per il tipo di sicurezza sopra menzionati.

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2. TEORIA ELETTRICA DI BASE


CHE COS' l'ELETTRICIT'?
Elettricit statica Corrente continua, la pila Batteria Generatori

LEGGI DI BASE
Circuito elementare Legge di Ohm Collegamento in serie Collegamento in parallelo Legge di Kirchhoff

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MAGNETISMO
Magneti Elettromagnetismo Induzione Principio della dinamo, corrente alternata Trasformatori Solenoidi

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Teoria elettrica di base

TEORIA ELETTRICA DI BASE


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CHE COS' L'ELETTRICIT'?


ELETTRICIT STATICA
La parola elettricit nacque nell'antica Grecia, dove degli studiosi scoprirono che una barra di ambra
assumeva una strana forza che attraeva i capelli umani e poteva produrre delle scintille. Il nome "ambra", in greco, "elektron", e in ulteriori scoperte riguardo questi misteriosi fenomeni, questa forza prese il nome di "elettricit". Ci che i greci avevano scoperto quello che oggi chiamiamo "elettricit statica", e sappiamo anche che esiste un "campo elettrostatico" attorno all'oggetto carico, simile al campo magnetico. Anche oggi, nell'era dei computers, dell'energia nucleare e delle ricerche sulla super conduttivit, non

possibile rispondere direttamente alla domanda ~che cos' l'elettricit". Possiamo soltanto studiarne e
descriverne gli effetti, sappiamo che l'elettricit ha qualcosa a che vedere con lo scambio di elettroni in alcuni materiali (metalli) , ma non sappiamo dire che cosa sia realmente. L'energia statica non pu essere usata come fonte di energia. La sua tensione pu essere molto alta, ma non c' corrente e, una volta scaricata, tutto scompare fino al momento in cui lo sfregamento non produce un nuovo campo. L'energia elettrica che si usa ha bisogno di un'altra sorgente.

CORRENTE CONTINUA, LA PILA


Il conte Alessandro Volta, fisico italiano vissuto dal1745 al1827, fece delle scoperte e delle invenzioni
molto importanti. La pi importante in questo contesto' certamente la pila. Essa consiste in due piatti di diversi metalli (elettrodi), separati da una sostanza simile al feltro, imbevuto di acqua acida (elettrolite). Questo semplice sandwich crea corrente elettrica. Per aumentare la potenza, Volta impil un certo numero di queste pile e produsse una sorgente di energia elettrica utilizzabile. Per molto tempo, la pila di Volta, fu l'unica fonte di energia elettrica. La tensione dipende dai metalli usati come elettrodi. La pila di Volta viene chiamata "batteria a secco". Ma sono esistite anche le cosiddette "batterie ad umido" o "celle galvaniche", sviluppate da L. Galvani (1737 -1798). fisico italiano e professore di Medicina all'Universit di Bologna. La cella galvanica consiste fondamentalmente in un recipiente contenente dell'acido solforico diluito come elettrolite, una barra di zinco ed una di rame. La barra di rame si carica positivamente mentre quella di zinco negativamente e, se le si congiunge con un cavo, vi un passaggio di corrente elet1rica.

Che cosa succed? La risposta a questa domanda svela alcuni misteri. Per una migliore comprensione, occorre conoscere un po' di chimica. della quale far seguito una descrizione semplice ma corretta. Facciamo questo non solo per spiegare il funzionamento di una pila ormai obsoleta. ma perch ci introduce alla conoscenza degli stessi fenomeni nei componenti dei moderni semiconduttori.

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PH-H-t--

Acido solforico diluito Barra di zinco

I>H--+-Ht-+++- Barra di rame

Fig. 2.1 Antiche batterie ad umido


Una breve introduzione: il simbolo dell'ossigeno O, quello dell'idrogeno H. Nell'acqua, due atomi di idrogeno e uno di ossigeno si combinano in una molecola. La formul dell'acqua infatti H2 0 .

Fig. 2.2 Illustrazione schematica degli atomi di idrogeno ed ossigeno (a) e molecola dell'acqua (b)
Nella batteria di Galvani, l'elettrolita acido solforico la cui formula H2 SO4 . Ci significa che ciascuna molecola contiene due atomi di idrogeno, uno di zolfo e quattro di ossigeno. L'acido solforico si divide in due parti,~ e SO. {solfato). A questo punto si creano ioni negativi di soHato e ioni positivi di idrogeno. Che cosa sono gli ioni? Gli atomi di tutti i materiali sono formati da un nucleo e da un certo numero di elettronrorbltanti, che definiscono la materia. Peresempio, l'ossigeno ha otto elettroni che orbltano intorno al nucleo su due livelli o strati. lt livello interno contiene due elettroni e quello esterno sei. La stessa configurazione ma con 5 elettroni sull'orbita esterna quella dell'azoto. Gli elettroni rimangono legati al

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Teoria elettrica di base

nucleo grazie ad una forza elettrica che tiene tutto il sistema in perfetto equilibrio. Se a causa di un'influenza esterna, un elettrone lascia l'orbita esterna, l'atomo non pi completo e si carica positivamente: ione positivo. Allo stesso modo un elettrone pu occupare l'orbita esterna di un altro atomo, aggiungendo in questo modo la propria carica negativa e trasformando lo in ione negativo. Ma torniamo alla batteria. Lo zinco nell'acido solforico rilascia ioni zinco positivi. Quindi sulla barra di zinco rimangono degli elettroni negativi. Questo processo continua fino a che non si raggiunge l'equilibrio. La stessa cosa succede per la barra di rame, ma alla fine la barra di zinco avr una carica negativa pi alta della barra di rame o, in altre parole, un numero di elettroni superiore. Se si congiungono le due estremit delle barre con un filo metallico, gli elettroni passeranno dalla barra di zinco a quella di rame producendo una corrente elettrica. La differenza di carica tra le due barre viene chiamata potenziale o forza elettromotrice. La sua unit

il Volt, in onore dell'inventore italiano che scopr la prima fonte di energia elettrica.
Il potenziale viene comunemente chiamato "tensione". La cella zinco/rame sopra menzionata crea una potenza elettromotrice di 1, 1Volt. Quando una cella galvanica sta funzionando, gli elettroni passano attraverso l'elettrolita dall'elettrodo di zinco a quello di rame. Ci crea una decomposizione elettrolitica. Si forma dell'idrogeno che copre completamente l'elettrodo di rame impedendo cos il passaggio di elettroni. Il restante acido solforico si combina con lo zinco e ci diminuisce velocemente la forza elettromotrice. Per impedire questo processo, la barra di rame ricoperta di materiale che, rilasciando il proprio ossigeno, lega l'idrogeno e lo trasforma in acqua. Questo permette alla cella di lavorare fino a che tutto lo zinco non stato consumato. Per concludere e rispondere alla domanda lnizi~le possiamo dire che ul'elettricit un flusso di elettroni".

BATIERIA
Una batteria simile alla cella galvanica, ma invece di una barra di zinco e rame, ha due barre di piombo. L'elettrolita sempre acido solforico diluito. Ben presto la superficie delle due barre viene ricoperta di solfato di piombo, prodotto dalla combinazione del piombo con l'acido so!forico. Prima della carica abbiamo sotf ato di piombo, PbSO4 , su entrambe le barre e l'elettrolita, acido solforico H2 S04 . Lasciando passare una corrente continua attraverso ta cella, l'idrogeno (H2 ) si sposta con la corrente verso la barra negativa, mentre il rimanente acido (S04 ) si sposta dalla parte opposta. Da una parte l'idrogeno trasfo.rma il solfato di piombo in piombo puro, dall'altra parte l'acido rimanente si ricombina in acido solforico. Vediamolo in formule:

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