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VENEZUELA, LA MALEDIZIONE DEL PETROLIO alle pagine 6 e 7

nnn

Recensioni e segnalazioni
ALLE PAGINE 22 E 23

Pubblicazione mensile supplemento al numero odierno de il manifesto


euro 1,50 in vendita abbinata con il manifesto

nnn

n. 11, anno XX, novembre 2013 sped. in abb. postale 50%

Usa-Ue, un trattato capestro


LORI WALLACH

Palestina senza Europa


LAURENCE BERNARD

Usa, Prigione-Louisiana
MAXIME ROBIN

Cyberspazio senza privacy


MARIE BNILDE

Beirut, il parco per baby lavoratori


MONA CHOLLET

Kosovo, nessun ritorno per i rom


JJEAN-ARNAULT DRENS

Cile, Aborto e politica


MARA ISABEL MATAMALA VIVALDI

Come curare gli afghani


PIERRE MICHELETTI

Sommario dettagliato a pagina 2

INCHIESTA SUI MAGAZZINI DEL COMMERCIO ELETTRONICO

Amazon, dietro lo schermo

UNA DIPLOMAZIA PUGNACE

Il ritorno della Russia


Mentre le rivelazioni sul sistematico spionaggio dei suoi alleati imbarazzano Washington, Mosca sembra moltiplicare i successi sulla scena internazionale (caso Snowden, questione siriana). Erede di una diplomazia temuta ma affidabile, dal crollo dellUrss, la Russia ritiene di aver finalmente ritrovato il suo rango di grande potenza.

Con i suoi proprietari celebrati da Hollywood, i suoi schermi nitidi e i colori acidi, leconomia digitale evoca immaterialit, orizzontalit, creativit. Ma dalle inchieste su Amazon emerge unaltra faccia. Quella di fabbriche gigantesche dove umani pilotati da computer lavorano fino alla spossatezza.
dal nostro inviato speciale JEAN-BAPTISTE MALET*

TACCANDO lo sguardo dai comunicati del sindacato tedesco Ver.di il sindacato unificato dei servizi affissi nelle bacheche della sala riunioni, Irmgard Schulz si alza di colpo e prende la parola. In Giappone racconta, Amazon ha appena assunto delle capre perch bruchino lerba intorno a un suo centro. Le hanno fornite di un cartellino simile a quello che abbiamo noi al collo. C tutto: nome, foto, codice a barre. Siamo alla riunione settimanale dei dipendenti di Amazon a Bad Hersfeld (Land di Hesse). Con questimmagine, loperaia della logistica ha riassunto la filosofia sociale della multinazionale delle vendite on-line, la quale propone al consumatore di fare acquisti con pochi clic ricevendo entro quarantottore una scopa, i libri di Marcel Proust o una motozappa (1).
* Giornalista. Autore dellinchiesta En Amazonie. Infiltr dans le meilleur des mondes (Fayard, Parigi, 2013); per condurla ha lavorato come operaio interinale presso un magazzino francese di Amazon nel novembre 2012.

MARCOS SABOYA E GUALTER PUPO aMAZEme

Centomila persone in tutto il mondo si affaccendano in ottantanove centri logistici la cui superficie totale arriva intorno ai sette milioni di metri quadrati. In meno di venti anni, Amazon si proiettata sul palcoscenico delleconomia digitale, a fianco di Apple, Google e Facebook. Dopo il suo arrivo in Borsa, nel 1997, il suo fatturato si moltiplicato per 420, arrivando a 62 miliardi di dollari nel 2012. Il suo fondatore e presidente-direttore generale, Jeffrey Preston (Jeff) Bezos, libertario e bizzarro, ispira ai giornalisti ritratti ancor pi lusinghieri dopo che lo scorso agosto ha investito 250 milioni di euro l1% della sua fortuna personale per comprare il prestigioso quotidiano statunitense The Washington Post. Il tema della riuscita economica eclissa di gran lunga quello delle condizioni di lavoro.
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EL CORSO degli ultimi mesi, il presidente russo Vladimir Putin ha ottenuto due importanti successi sulla scena internazionale. Nel mese di agosto ha dato asilo allinformatico statunitense Edward Snowden, autore delle clamorose rivelazioni sui sistemi di sorveglianza digitale dellAgenzia per la sicurezza nazionale (National security agency, Nsa). Ha cos potuto vantarsi del fatto che la Russia sia lunico stato capace di resistere alle richieste di Washington. La Cina stessa si era defilata, seguita da Venezuela, Ecuador e Cuba, ciascuno con le proprie giustificazioni. Paradossalmente, le pressioni esercitate dal vicepresidente Joseph Bi* Dottore in scienze politiche e professore a contratto presso luniversit del Quebec a Montral. Autore del saggio Le Retour de la Russie (Varia, Montral, 2007).

di JACQUES LVESQUE *
den e dal presidente Barack Obama sui governi tentati di accogliere il giovane statunitense hanno ampiamente contribuito al successo di Putin. Washington ha agito come se Snowden rappresentasse un rischio per la sicurezza paragonabile a quello incarnato dallex capo di al Qaeda, Osama Bin Laden. Ha anche ottenuto che i suoi alleati chiudessero il proprio spazio aereo al presidente boliviano Evo Morales (1), sospettato di trasportare linformatico. Una simile atmosfera ha contribuito a dare risalto allaudacia di Putin, sia sulla scena politica russa sia su quella internazionale. A Mosca, molti oppositori hanno applaudito il suo gesto,
continua a pagina 12

(1) Malgrado le nostre ripetute richieste, Amazon ha deciso di non risponderci.

(1) Si legga Io, presidente della Bolivia, sequestrato in Europa, Le Monde diplomatique-il manifesto, agosto 2013.

di SERGE HALIMI
tomila profughi afgani in Pakistan, o a richiamare oltre cinquecentomila siriani in Giordania, regno che ha concesso loro asilo politico, bench il suo reddito pro capite sia appena un settimo di quello francese? Trentanni fa lOccidente brandiva la sua prosperit e le sue libert come punte dariete ideologiche contro il sistema che avversava. Invece oggi alcuni suoi leader fanno leva sulla tragedia dei migranti per dare un colpo dacceleratore allo smantellamento di tutti i sistemi di tutela sociale. Poco importa, per chi strumentalizza in questo modo la disperazione, che nella loro stragrande maggioranza i profughi del pianeta trovino accoglienza in paesi a malapena meno miseri di loro. Quando non ingiunge a questi Stati, gi vicini al punto di rottura, di far cessare lindegno business delle imbarcazioni di fortuna (2), lUnione europea vorrebbe obbligarli a fare da baluardo per proteggerla dagli indesiderabili, dando loro la caccia o rinchiudendoli in campi di internamento (3). Ma c un aspetto anche pi sordido: tutto questo non destinato a durare. Un giorno il Vecchio continente torner a fare appello ai giovani migranti per arginare il proprio declino demografico. Allora sentiremo dire lesatto contrario, i muri cadranno e si apriranno i mari.
(1) RTL, 15 ottobre 2013. (2) Tweet dell11 ottobre 2013 di Cecilia Malmstrm, commissario europeo agli affari interni, rivolto alla Libia e alla Tunisia. (3) Si legga Alain Morice e Claire Rodier, Come lUnione europea imprigiona i suoi vicini, Le Monde diplomatique/il manifesto, giugno 2010.

Oggi per i siriani, somali, eritrei che a centinaia di migliaia scelgono la libert non sono accolti con lo stesso entusiasmo. A Lampedusa, il 12 ottobre scorso c stato bisogno di una gru per caricare su una nave da guerra le spoglie di quasi trecento boat people. Il muro di Berlino stato per loro il mare, la Sicilia il cimitero. La cittadinanza italiana stata loro concessa post mortem. A quanto pare la loro fine ha ispirato alcuni politici europei. Ad esempio, il 15 ottobre scorso Brice Hortefeux, ex ministro dellinterno francese, ha ritenuto che il caso dei naufraghi di Lampedusa imponesse di rispondere a una prima emergenza: quella di rendere meno attrattive le politiche sociali dei nostri paesi (1). E ha puntato il dito contro gli eccessi di prodigalit, rei di attirare i profughi verso le rive del Vecchio Continente: Lassistenza sanitaria di Stato consente a chi entrato nel nostro territorio senza rispettare le regole [di fruire di cure gratuite], mentre ai francesi si chiede di pagare fino a 50 euro di ticket. La conclusione era quindi scontata: La prospettiva di beneficiare di una politica sociale costituisce un movente. Non abbiamo pi i mezzi per continuare cos. Non dato sapere se per il signor Hortefeux lo stesso ragionamento valga anche altrove: stata la generosit della politica sociale ad attirare un milione e seicen-

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RENTANNi fa i candidati allesilio, in fuga da un sistema politico oppressivo, raccoglievano gli elogi dei Paesi ricchi e della stampa. Si usava dire allora che i rifugiati avevano scelto la libert cio lOccidente. Un museo a Berlino rende omaggio alla memoria dei centotrentasei fuggiaschi, periti tra il 1961 e il 1989 nel tentativo di scavalcare il muro che tagliava in due la citt.

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NOVEMBRE 2013

LE MONDE diplomatique il manifesto

Lavoro domenicale: leterno ritornello


V
ENTIDUE ANNI FA, negli studi della trasmissione Lheure de verite (Antenne 2, 22 dicembre 1991), un esperto, abituale frequentatore dei salotti padronali pi che delle lotte sociali, dichiarava il suo sostegno allapertura domenicale del Virgin Megastore degli Champs-lyses, a Parigi, nonostante uningente sanzione pecuniaria. Io, uscendo, andr a comprarmi un disco al Virgin Megastore per contribuire al pagamento della multa si entusiasmava Alain Minc. evidente che la non-apertura domenicale un arcaismo. Il primo ottobre 2013 Minc negli studi diTl e il giornalista gli domanda: In Germania si lavora la domenica? Perch il grande argomento allordine del giorno in Francia... Dato che i tedeschi quel giorno si riposano, lesperto senza scomporsi spiega subito: Bisogna sempre tener presente che i tedeschi hanno pi mezzi di noi per essere arcaici. La catena Virgin, da parte sua, ha chiuso i battenti nel 2012. Eppure aveva ottenuto lautorizzazione a far lavorare i suoi dipendenti il settimo giorno della settimana... In due decenni, il dibattito ha preso le sembianze di un mostro marino che sbuca a intervalli regolari sullo schermo del telegiornale. Come fa notare Karl Ghazi, segretario generale della Confdration gnrale du travail (Cgt) commercio di Parigi, questo periodo stato contrassegnato da un valzer in tre tempi regolarmente e metodicamente martellato dal padronato. E dai media. Nel primo tempo del valzer, dei grandi nomi della distribuzione violano deliberatamente le leggi del lavoro: Printemps, Ikea e Virgin alla fine degli anni 80, Vuitton, Usines Center e il centro commerciale di Plan-de-Campagne (Bouches-duRhne) a met degli anni 2000, Castorama e Leroy-Merlin nel settembre 2013. Secondo tempo: il fronte giudiziario. Che importa se i cartelli perdono sistematicamente le battaglie che scatenano: si tratta innanzitutto di imporre il dibattito e un certo modo di porlo nello spazio pubblico e sulla stampa. Poich questultima non desidera particolarmente proteggere il diritto del lavoro, il dibattito simpone senza sforzo. Ingenuo, il presentatore del segmento mattutino dEurope 1, Thomas Sotto, durante la sua rassegna stampa del 30 settembre 2013, nota: Per i negozi di bricolage che ieri hanno deciso di sfidare la legge e di accogliere i propri clienti, la trovata promozionale ha avuto successo. In materia di comunicazione, il settore della grande distribuzione la sa lunga. Nel 1991, loffensiva padronale fu accompagnata da una campagna preparata dal pubblicitario Jacques Sgula: Signor ministro del commercio, se avete delle buone ragioni per impedire ai commercianti di aprire liberamente la domenica, avrete sicuramente delle buone ragioni per impedire ai francesi di vivere liberamente la propria domenica. La sua associazione Libert le dimanche, discretamente finanziata da Ikea e Virgin Megastore, benefici allora di unampia copertura mediatica. Quand che si sveglier questo paese? Quando andremo avanti? Sono trentanni che negli Stati uniti i negozi restano aperti la domenica!, si esasperava Sgula al Tg delle 13 su Antenne 2, il 14 maggio 1991. Nel 2013, unaltra agenzia di comunicazione, Les Ateliers Corporate, rilancia il proposito degli imprenditori del bricolage. Si scopre che i dipendenti di Castorama e Leroy-Merlin, riuniti nel collettivo Bricoleurs du dimanche (I bricoleur della domenica), cos pronti a sostenere la direzione, hanno ricevuto dei corsi di coaching finanziati dai propri datori di lavoro. Ricompare cos regolarmente il prototipo dellimpiegato volontario, preso in ostaggio dal diritto del lavoro. Preferibilmente una giovane donna per la quale sarebbe impossibile studiare
* Giornalista e coregista con Yannick Kergoat del documentario Les Nouveaux Chiens de garde (JEMProductions, 2012).

di GILLES BALBASTRE *

media, a dispetto di qualche pasticcio antisindacale volto a rovinare il bel paesaggio. 30 settembre 2013. Wendy Bouchard, presentatrice di Europe 1, riceve Ghazi, il cui sindacato ha ottenuto pi del 52% di voti tra le rappresentanze di Monoprix. Gli presenta una scarica di tweet. Mickael: Da quando lobiettivo dei sindacati impedire alle persone di lavorare? Frdric: Grazie alla Cgt, il lavoro sar ben presto abolito in Francia! Il giorno dopo, la radio di Arnaud Lagardre pubblicher sul suo sito il sondaggio del giorno: Vi sembra normale che un negozio sia costretto da un sindacato a non aprire pi dopo le 21?. La storia di Habib Hamdoud non andata in prima pagina n sul sito di Europe 1, n sul quotidiano Le Echos (propriet di Bernard Arnault, cos come il marchio Sephora, che ha annunciato di voler aprire di notte la sua boutique degli Champs-Elyses). Assunto dopo una cinquantina di contratti a termine in diversi negozi del gruppo, Hamdoud ha lavorato in un Auchan City di Tourcoing, nel Nord. Questo supermercato, creato tre anni fa, ha liberato i suoi ottantatr dipendenti dal peso di chiedersi come occupare meglio le proprie serate e le proprie domeniche. Qui, si lavora regolarmente fino alle 21 durante la settimana e dalle 9 alle 13 il giorno del Signore. Senza alcun aumento: Abbiamo una direzione che usa molto il bastone, assai meno la carota, precisa Hamdoud, il quale ha dei colleghi che lavorano fino a dieci giorni di filato. Un giorno, Hamdoud ne ha avuto abbastanza. Con laiuto della confederazione locale Cgt di Tourcoing, ha messo su una sezione locale, ha resistito ai superiori e ha ottenuto le elezioni che la direzione rifiutava. Nel giugno 2013, il 72% dei suoi colleghi ha votato per la Cgt. Unaltra Francia rispetto a quella tratteggiata dai tweet di Europe 1... Infine, il terzo giro di valzer, il pi importante. Si tratta di ottenere un sostegno politico sufficiente a smontare la legge e le norme a protezione dei lavoratori. Nel 1993, la mobilitazione del Parlamento sfociata nella legge Girard-Balladur. Nel 2009, nella legge Malli-Sarkozy (5). E nel 2013? Per Ghazi, la posta in gioco notevole: Attualmente, il contratto collettivo si impone ancora sul contratto individuale. Il lavoro volontario un concetto molto pericoloso. Ha come obiettivo quello di distruggere il contratto collettivo e di rendere normale la concorrenza tra i dipendenti. Ma gli ultimi ventanni ci suggeriscono che, in questo campo, la battaglia condotta dai padroni della distribuzione non sempre stata coronata dal successo. Perch sembrerebbe che qualche volta i dipendenti preferiscano essere presi in ostaggio dal diritto del lavoro piuttosto che dal proprio datore di lavoro... Una sorpresa? Stando alleconomista Frdric Lordon, non proprio: Si voluto convertire un corpo sociale a una nuova specie di vita collettiva, a una nuova specie di vita economica e sociale. E questo corpo sociale, fondamentalmente, non voleva, per delle ottime ragioni. perch aveva tutto da perdere. Allora, rispetto alla resistenza prima prevista, poi constatata, si dovuto fare uno sforzo di convinzione o di persuasione della stessa entit (6). In queste condizioni, il lavoro di indottrinamento di Minc sembrerebbe lontano dallessere compiuto...
(1) Tg delle 20, TF1, 26 febbraio 1989. (2) Mots croiss, France 2, 8 gennaio 2007. (3) Tg delle 13, France Inter, 29 settembre 2013. (4) Limpact du travail salari des tudiants sur la russite et la poursuite des tudes universitaires, Economie et statistique, n. 422, Parigi, novembre 2009. (5) Michel Giraud era ministro del lavoro nel governo di Edouard Balladur nel 1993; Richard Malli, deputato dellUnion pour un mouvement populaire (Ump) nel 2009, lautore del testo che alla base della legge. (6) Les Nouveaux Chiens de garde, JEM Productions, 2012. (Traduzione di V. C.)

AMIR ZAINORIN Shop Till U Flop, 2006

senza il suo lavoro integrativo. Nel 1989: Questo lavoro mi ha permesso di continuare i miei studi, e poi io ho due bambini, ci mi permette di crescerli tranquillamente durante la settimana (1). Nel 2007: Ho cominciato il lavoro quando ero studentessa. Avevo lezione tutta la settimana, e poter lavorare nel fine settimana, era veramente una libert (2). Nel 2013: Lobiettivo di pagarmi un appartamento vicino alla scuola. Perci il sabato e la domenica lavoro qui. Siamo pagati il doppio (3). pi raro che si divulghino le conclusioni di studi come quello di Magali Beffy, Denis Fougre e Arnaud Maurel sullimpatto scolastico del lavoro dipendente. In effetti, verremmo a sapere che loccupazione regolare riduce significativamente la probabilit di riuscita negli esami universitari di fine anno. Se non lavorassero, gli studenti lavoratori avrebbero una probabilit maggiore di 43 punti [percentuali] di superare lanno (4). Giustamente, gli studenti delle classes prparatoires (corsi pre-universitari di preparazione ai test di ammissione, ndt) o delle grandes coles (universit a numero chiuso, paragonabili alla Normale di Pisa e alla Bocconi di Milano, ndt) lavorano raramente nel fine settimana... Disponibilit totale a essere intervistati, eloquio calibrato: i lavoratori modello pronti a sacrificare i propri fine settimana piacciono di pi ai divi dei media editorialisti, presentatori, esperti catodici ampiamente conquistati alla causa della deregolamentazione del diritto del lavoro rispetto a quelli che sono costretti dai propri superiori a restare nel supermercato di domenica. Molte cassiere che spiccicano male il francese hanno paura di rappresaglie se raccontassero le loro condizioni di lavoro. Esse non sono dei buoni clienti per i giornalisti, sottolinea Ghazi. Fernando Malverde, giornalista di France 3 Ile-de-France, aggiunge: Il giornalista di base del Tg, oggi, lavora in un contesto sempre pi coercitivo. Non lui, bens sempre pi le agenzie di comunicazione, a scegliere il programma. Egli costretto a una rapidit esecutiva e a un format sempre pi breve. I lavoratori di Castorama e di Leroy-Merlin rispondono perfettamente alle nuove esigenze del mestiere. Lui stesso ne fa le spese, qualche giorno dopo il colpo di mano dei giganti del bricolage e dellarredamento: La catena Monoprix ha approfittato di questoccasione per annunciare, marted 1 ottobre verso le 8 di sera, che era costretta a chiudere i negozi alle 21 a causa di un ricorso della Cgt. La mattina dopo, ho dovuto preparare un servizio per il Tg di met giornata. Ho avuto una mezzora per girarlo. Il quadro di una Francia improbabile, popolata di lavoratori felici, si delinea allora come per magia sotto il pennello dei

In questo numero
PAGINA 3
La Corte dei conti, cerbero dellausterit, di Sbastien Rolland - Spinneys si rif un'immagine (M. C.).

novembre 2013
PAGINE 12 E 13
Il ritorno della Russia sulla scena internazionale, seguito dalla prima dellarticolo di Jacques Lvesque Piazza Smolensk, unlite tra nostalgia e ambizione di Yann
Breault

PAGINA 16
Il potere perde terreno in Malesia, di Charles Dannaud Un lascito del colonizzatore britannico (C. D.)

PAGINE 20 E 21
La caccia metodica allinternauta rivoluziona la pubblicit, di Marie
Bnilde Prismi multipli (M. B.)

PAGINA 9
Il fallimento dellUnione europea in Palestina, di Laurence Bernard Quando Parigi sonnecchia, di Alain Gresh

PAGINE 4 E 5
Il trattato transatlantico, un uragano che minaccia gli europei, di Lori Wallach

PAGINA 17
Cile, laborto nello scenario politico, di Mara Isabel Matamala
Vivaldi

PAGINE 22 E 23
DIPLOTECA. Brasile. Intervista a Jair Meneguelli. Recensioni e segnalazioni

PAGINE 6 E 7
Venezuela, la maledizione del petrolio, di Gregory Wilpert - Fare la spesa a Caracas, di Anne Vigna

PAGINA 10
Terrorismo somalo, malessere keniano, di Grard Prunier

PAGINA 14
Fuggiti dalla guerra della Nato in Libia, di Pierre Benetti

PAGINE 18 E 19
Amazon, dietro lo schermo, seguito dalla prima dellarticolo di JeanBaptiste Malet Come non si pagano le tasse (J.-B. M.)

PAGINA 11
La Corte penale internazionale sotto accusa, di Francesca Maria

PAGINA 15
Migranti apolidi, di Jean-Arnault Drens La Louisiana, prigioniera delle sue prigioni, di Maxime Robin

PAGINA 8
A Beirut, il parco dove i bambini giocano al lavoro, di Mona Chollet

PAGINA 24
Come curare gli afghani, di Pierre
Micheletti

Benvenuto

Chiuso in redazione il 7 novembre 2013. Il prossimo numero sar in edicola il 17 dicembre


TRADUZIONI Giuseppe Acconcia, Alice Campetti, Marinella Correggia, Valerio Cuccaroni, Ermanno Gallo, Elisabetta Horvat, Alyosha Matella, Emilio Pezzola RICERCA ICONOGRAFICA Giovanna Massini, Nora Parcu, Anna Salvati ISCRIZIONE al Trib. stampa n.207/94 del 12.5.1994 DIR. RESP. Norma Rangeri REALIZZAZIONE EDITORIALE Cristina Povoledo SAGP srl, via Nomentana, 175 00161 Roma DIFFUSIONE ABBONAMENTI

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il nuovo manifesto
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LE MONDE diplomatique
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1, avenue Stephen-Pichon, 75013 Paris tel. +33153949601 REDAZIONE Benot Brville, Alain Gresh, fax +33153949626 Evelyne Pieiller, Philippe Rivire, Philippe Rekacewicz (Cartografia), Anne-Ccile Robert EDITORE SA Le Monde diplomatique
REDAZIONE

Pierre Rimbert Martine Bulard, Renaud

Alice Barzilay, Maria Jerardi DOCUMENTAZIONE Olivier Pironet

Norma Rangeri

CONSIGLIO DAMMINISTRAZIONE

Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni

LE MONDE diplomatique il manifesto NOVEMBRE 2013

IL POTERE CRESCENTE DI UNISTITUZIONE BISECOLARE

La Corte dei conti, cerbero dellausterit


A mano a mano che il credito dei neoliberisti che reclamavano una nuova purga sociale si sgretolava, linfluenza di unistituzione creata dallImpero e giudicata al di sopra delle parti, la Corte dei conti, prendeva il suo posto. Ormai i suoi magistrati prestigiosi e il suo presidente mediatico si adoperano dunque, non senza successo, per offrire uno smalto di rispettabilit alle politiche di austerit pi rigorose.

BIEZIONI della caduta del Crdit lyonnais nel 1995, scappatelle dei responsabili dellAssociazione per la ricerca sul cancro (Arc) nel 1996, ecc.: a lungo, la Corte dei conti ha puntato il dito. Ora, esige di fare economia. Seguace dellortodossia finanziaria elaborata a Bruxelles o al Fondo monetario internazionale (Fmi), il suo primo presidente, Didier Migaud, venerato dai media francesi. Il 27 giugno 2013, la sua presentazione del rapporto sulla situazione e sulle prospettive delle finanze pubbliche (Rspfp) veniva trasmessa in diretta dai canali televisivi. La sera stessa, lex deputato socialista (peraltro ex presidente della commissione finanze dellAssemblea nazionale) concedeva interviste al Monde, La Chane info (Lci), Soir 3, poi, il giorno dopo, a Europe 1 e Bmf Business. Migaud che ci serve come primo ministro, concludeva Le Figaro una settimana pi tardi. Si tratterebbe davvero di una promozione? I primi bilanci del governo di Jean-Marc Ayrault sono stati elaborati sulla base degli inquadramenti della Corte: 33 miliardi di euro di risparmio da realizzare nel 2013, 28 miliardi nel 2014 e nel 2015. Non tanto perch Franois Hollande provenga dai suoi ranghi. Lattuale presidente della Repubblica ha lavorato molto poco in seno a unistituzione che ha persino ridicolizzato pubblicamente. Non sono neanche i talenti particolari di Migaud che spiegano il potere dellorganismo che dirige: da interno, il paragone con alcuni suoi predecessori Pierre Joxe (primo presidente ORGANISMO contribuisce alla L riflessione parlamentare facendo riferimento al modello del National

di SBASTIEN ROLLAND *
dal 1993 al 2001) o Philippe Sguin (dal 2004 al 2010) lo danneggia. Le riforme condotte dagli anni 90 spiegano meglio la trasformazione della Corte. Quando Migaud ne prende la direzione, nel 2010, la mutazione gi molto avanzata. Egli spesso presentato come il padre della Lolf [legge organica relativa alle leggi finanziarie]. Dal 1998 al 2001, in Parlamento, guida il progetto che declina le preconizzazioni dellOrganizzazione di cooperazione e di sviluppo economico (Ocse) per migliorare le performance della spesa pubblica. Ha lappoggio della Corte dei conti, i cui magistrati pi modernizzatori militano da lungo tempo a favore di una revisione della costituzione fiscale. Questa stata difesa nel 1995 da Jean Picq, magistrato consigliere alla Corte, nella sua relazione Lo Stato in Francia: servire una nazione aperta al mondo. E, nel 1998, il Club Cambon gli ha dedicato un convegno. Questo circolo di riflessione, composto da magistrati della Corte e battezzato col nome della strada parigina dove ha la sede, si caratterizza per lestasi di fronte al modello di valutazione del Government Accountability Office (Gao) statunitense. Listituzione accompagna dunque una riforma che la reiventa permettendole di cancellare la sua immagine di arcaismo (la funzione giurisdizionale che ricopre risale al XIV secolo), di inutilit (le sue pubblicazioni formulano generalit senza incidenza concreta) e di improduttivit (i suoi magistrati la frequentano soprattutto come una sorta di club).

lantina da buon cliente mediatico, questa doppia pubblicazione annuale consolida il nuovo ruolo della Corte in materia di finanze pubbliche. Il bicentenario dellistituzione, nel 2007, e la revisione costituzionale del 2008 offrono loccasione per celebrare queste evoluzioni e di proporne di nuove. Il 5 novembre 2007, Nicholas Sarkozy arriva alla rue Cambon per annunciare ai magistrati la trasformazione della Corte in un grande organismo di revisione e di valutazione delle politiche pubbliche. Il 23 luglio 2008, il presidente della Repubblica ottiene dal parlamento riunito in congresso liscrizione nella Costituzione di un nuovo articolo (47-2) che affida alla Corte questa missione di valutazione. Miguad vi si dedica dopo la morte di Sguin nel gennaio 2010. La valutazione comporta il ricorso a esperti provenienti da uffici di consulenza o da istituti demoscopici. E impone ai funzionari metodi ispirati dalle imprese private (2). Pubblicato dalla corte dei conti nel febbraio 2012, il rapporto di valutazione Le relazioni dellamministrazione fiscale con i privati e le imprese preconizza per esempio di concepire, pilotare e attuare una strategia di assistenza multicanale che ottimizzi lefficienza globale del dispositivo di informazione, indicazione, assistenza e trattamento delle pratiche amministrative dei contribuenti attraverso la segmentazione appropriata dei pubblici di riferimento e la razionalizzazione delluso dei diversi vettori, poi di stabilire alcuni reali indicatori di produttivit che mettano a confronto levoluzione degli effettivi e dei costi e quella delle prestazioni rese, misurate in termini qualitativi e quantitativi.

Trasformati in legge sotto Sarkozy, gli sforzi di modernizzazione della Corte sono stati ricompensati politicamente dal presidente Hollande: a partire dal 2012, i suoi magistrati dirigono parecchi gabinetti ministeriali. Jrme Filippini, magistrato consigliere, nominato segretario generale per la modernizzazione dellazione pubblica (Map), versione socialista della revisione generale delle politiche pubbliche (Rgpp). Soprattutto, fin dallinizio AVVERO? Leconomista Henri D Sterdyniak obietta tuttavia che i magistrati della Corte dei conti

HONOR DAUMIER Les gens de justice

del quinquennio, listituzione si vede affidare il copilotaggio della politica di bilancio. Il 18 maggio 2012, il primo ministro le ordina una revisione delle finanze pubbliche le cui conclusioni, incluse nel Rspfp 2012, giustificheranno lausterit. Anche gli sforzi supplementari imposti dal bilancio 2014 (3) sono giustificati dalla relazione del 2013: Ci che dice la Corte dei conti vero dichiara cos Ayrault il giorno della sua pubblicazione.

Nobilit di Stato...
di chi froda: la Corte propone, in effetti, di ridurre il costo di gestione dellimposta con la modernizzazione dei metodi del controllo fiscale (p. 184) (5). I magistrati della Corte forse nutrono simpatia per i debitori dellimposta di solidariet sulla fortuna (Isf) o dellimposta sul reddito calcolata al tasso marginale: il livello medio di remunerazione di un magistrato consigliere supera i 7.000 euro netti il mese. La nobilt di Stato pu dunque fare a meno dei servizi pubblici di cui preconizza lo smantellamento. Essa sa anche come accaparrarsi le posizioni di potere che giustificano la sua esistenza e rafforzano la sua influenza. Cos Migaud ha ottenuto da Hollande la presidenza dellAlto consiglio delle finanze pubbliche (Hcfp). Quattro magistrati della Corte dei conti siedono con lui tra gli undici membri di questo organismo creato nel 2013, nel quadro dei trattati europei, per vigilare sullesecutivo. Mentre la Corte deve accontentarsi di raccomandazioni, il Hcfp potr, da parte sua, imporre cambiamenti a un esecutivo che si allontanasse dagli obiettivi fissati dalla Commissione europea. Dopo la gestione con la performance imposta dalla riforma del 2001 (Lolf), dopo la certificazione e la valutazione, si tratta di un nuovo duro colpo allautonomia del potere politico in materia finanziaria.
(1) Yann Le Lan e Benjamin Lemoine, Les comptes des gnrations. Les valeurs du futur et la transformation de ltat social, Actes de la recherche en sciences sociales, n194, Parigi, aprile 2012. (2) Si legga Isabelle Bruno ed Emmanuel Didier, Lvasion, arme de destruction, Le Monde diplomatique, maggio 2013. (3) Senza precedenti, il bilancio 2014 prevede una riduzione di 9 miliardi di euro delle spese statali. (4) Haut Conseil des finances publiques: per farla finita con la democrazia, 5 maggio 2013, www.atterres.org (5) Si legga Alexis Spire, Dietro gli sportelli dellamministrazione fiscale, Le Monde diplomatique/il manifesto, febbraio 2013. (Traduzione di Em. Pe.)

Sotto lapparenza di informazione ai cittadini


plicano il procurare agli investitori le informazioni che questi esigono gi dalle imprese sui loro investimenti o le loro situazioni patrimoniali. Dal 2006, la Corte certifica la fidatezza di questi dati presso i mercati finanziari, come fa un revisore dei conti per gli azionisti. Muove cos mezzi importanti per garantire la qualit della firma francese. Le esigenze specifiche della certificazione, e in particolare lapplicazione delle norme di revisione internazionali, la obbligano a impiegare esperti provenienti da studi di revisione privati: quaranta nel 2012, ossia il 10% dei sui effettivi devoluti ai controlli. Quando la legge organica entra in vigore, nel 2006, Sguin dirige la corte dei conti da due anni. Lex oppositore al trattato di Maastricht ha aderito allora alla doxa economica, e dunque alla riforma in corso. Conformemente alle sue intenzioni, ottiene da Jacques Chirac al contempo lautonomia di bilancio della Corte rispetto al ministero delleconomia e delle finanze e un potere di controllo sulle modifiche apportate dalle amministrazioni alle sue osservazioni. Ma riesce soprattutto a fare dellorganismo che presiede un riferimento obbligato per tutto ci che concerne le finanze pubbliche. Nel dicembre 2005, Michel Pbereau aveva pubblicato una relazione intitolata Rompere con la facilit del debito pubblico, che aveva avuto una risonanza considerevole, imponendo nel dibattito pubblico limmagine del bambino che nasce con 20.000 euro di debito sulle spalle (1). Sguin decide, dunque, che dora in poi la relazione pubblicata ogni anno a febbraio si aprir con un capitolo sullo stesso tema. Impone anche la pubblicazione, a giugno, di un nuovo Rspfp. Aiutata dalla sua par-

audit office (Nao). Creato nel 1983 da Margaret Thatcher per passare le spese pubbliche al setaccio del rapporto costo/efficacia, il Nao usa metodi vicini a quello degli studi privati. Nel Regno unito, le sue conclusioni alimentano i lavori del comitato dei conti pubblici della Camera dei comuni, che formula le raccomandazioni a cui le amministrazioni devono dar seguito. In un rapporto depositato nel 1999, Migaud spiega di voler ispirarsi a questa dinamica, per tenere sotto controllo la spesa pubblica: il dispositivo ha contribuito a farla abbassare di dieci punti di prodotto interno lordo (Pil) durante il secondo mandato della Thatcher.

non sono a priori esperti di macroeconomia (4). Per rimediare a questa lacuna, le relazioni, e in particolare il Rspfp, si basano sistematicamente sulle analisi di altre istituzioni, come l'Fmi quando si tratta di affermare che meglio ridurre le spese che aumentare le imposte. Alimentano cos la circolazione circolare della perizia liberista. Sotto lapparenza di informazione dei cittadini un obiettivo della Corte dalla revisione del 2008 , contribuiscono alla saturazione del dibattito pubblico: bisogna tenere sotto controllo la spesa pubblica, ripetono ancora gli evangelisti di Washington, Bruxelles e della rue Cambon. Il Rspfp 2013 innova declinando questo messaggio sotto forma di precise preconizzazioni. Tra esse, laumento della durata del lavoro dei funzionari (p. 169), la diminuzione del loro stipendio (p. 170) e la soppressione di diecimila posti di lavoro nella pubblica amministrazione (p. 172). Nella stessa relazione, la Corte si mostra piena di attenzioni nei confronti

Adottata nel 2001, la riforma del bilancio francese mirerebbe cos a incidere nel marmo il principio del declino della spesa pubblica, secondo le parole di Marie-Claude Beaudeau, senatrice comunista. Piuttosto che in un progresso democratico, il rafforzamento dei legami tra il Parlamento e la Corte dei conti si traduce innanzitutto in un allineamento sul modello anglosassone: listituzione di controllo interviene come un cane da guardia (watchdog) che verifica, grazie ad alcuni indicatori di prestazione, lefficacia dellattuazione del bilancio, politica pubblica per politica pubblica. Un cane cattivo con i funzionari dei ministeri sospettati di essere spendaccioni e di sprecare, per vocazione o per incompetenza. Il dispositivo impone anche nuove norme contabili: il deliberato ricorso allindebitamento e laumento del finanziamento obbligazionario im-

Compiti

A CORTE DEI CONTI fu creata nel 1807 per sorvegliare i registri dei contabili pubblici, la cui responsabilit personale e pecuniaria valeva in caso di negligenza. Poteva essere emesso un dbet (un debito) di un importo uguale alla spesa irregolarmente pagata o allincasso non recuperato. La Corte conserva questa competenza, ma esamina anche la gestione degli organismi pubblici, delle imprese pubbliche, della Previdenza sociale e degli organismi che fanno appello alla generosit nazionale verificando la regolarit delle entrate e delle uscite e assicurandosi contemporaneamente del corretto impiego dei crediti. Le principali osservazioni che la Corte formula nel quadro di questi controlli sono riprese nel rapporto pubblico annuale (Rpa) e nel rapporto annuale sui conti della Previdenza sociale. Dal 1991, la Corte redige anche delle relazioni tematiche, come, nel luglio 2013, quella intitolato Dexia: un sinistre coteux, des risques persistants [Dexia: un incidente costoso, rischi persistenti]. Sulla base della sua missione costituzionale di consiglio al governo e al Parlamento, si pronuncia, in due altre pubblicazioni, sullesecuzione delle leggi finanziarie e sulla situazione e sulle prospettive delle finanze. Pu, peraltro, realizzare inchieste o valutazioni su richiesta del Parlamento. Infine, dal 2006, certifica i conti dello Stato e della Previdenza sociale.

* Giornalista.

NOVEMBRE 2013

LE MONDE diplomatique il manifesto

SICUREZZA ALIMENTARE,

Il trattato transatlantico,
Avviati nel 2008, i negoziati sullaccordo di libero scambio tra Canada e Unione europea sono terminati il 18 ottobre. Un buon segnale per il governo statunitense, che spera di concludere con il Vecchio continente una partnership di questo tipo. Negoziato in segreto, tale progetto fortemente sostenuto dalle multinazionali permetterebbe loro di citare in giudizio gli stati che non si piegano alle leggi del liberismo.
di LORI WALLACH *
si, sotto pena di sanzioni commerciali per il paese trasgressore, o di una riparazione di diversi milioni di euro a favore dei querelanti. Secondo il calendario ufficiale, i negoziati non dovrebbero concludersi che entro due anni. Il Ttip unisce aggravandoli gli elementi pi nefasti degli accordi conclusi in passato. Se dovesse entrare in vigore, i privilegi delle multinazionali avrebbero forza di legge e legherebbero completamente le mani dei governanti. Impermeabile alle alternanze politiche e alle mobilitazioni popolari, esso si applicherebbe per amore o per forza poich le sue disposizioni potrebbero essere emendate solo con il consenso unanime di tutti i paesi firmatari. Ci riprodurrebbe in Europa lo spirito e le modalit del suo modello asiatico, lAccordo di partenariato transpacifico (Transpacific partnership, Tpp), attualmente in corso di adozione in dodici paesi dopo essere stato fortemente promosso dagli ambienti daffari. Insieme, il Ttip e il Tpp formerebbero un impero economico capace di dettare le proprie condizioni al di fuori delle sue frontiere: qualunque paese cercasse di tessere relazioni commerciali con gli Stati uniti e lUnione europea si troverebbe costretto ad adottare tali e quali le regole vigenti allinterno del loro mercato comune.

OSSIAMO immaginare delle multinazionali trascinare in giudizio i governi i cui orientamenti politici avessero come effetto la diminuzione dei loro profitti? Si pu concepire il fatto che queste possano reclamare e ottenere! una generosa compensazione per il mancato guadagno indotto da un diritto del lavoro troppo vincolante o da una legislazione ambientale troppo rigorosa? Per quanto inverosimile possa apparire, questo scenario non risale a ieri. Esso compariva gi a chiare lettere nel progetto di accordo multilaterale sugli investimenti (Mai) negoziato segretamente tra il 1995 e il 1997 dai ventinove stati membri dellOrganizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) (1). Divulgato in extremis, in particolare da Le Monde diplomatique, il documento sollev unondata di proteste senza precedenti, costringendo i suoi promotori ad accantonarlo. Quindici anni pi tardi, essa fa il suo ritorno sotto nuove sembianze. Laccordo di partenariato transatlantico (Ttip) negoziato a partire dal luglio 2013 tra Stati uniti e Unione europea una versione modificata del Mai. Esso prevede che le legislazioni in vigore sulle due coste dellAtlantico si pieghino alle regole del libero scambio stabilite da e per le grandi aziende europee e statunitenATO CHE MIRANO a liquidare D interi compartimenti del settore non mercantile, i negoziati intorno al

IDELLE WEBER Hollis Taggart

Sotto un tale regime, le aziende sarebbero in grado di opporsi alle politiche sanitarie, di protezione dellambiente e di regolamentazione della finanza attivate in questo o quel paese reclamando danni e interessi davanti a tribunali extragiudiziari. Composte da tre avvocati daffari, queste corti speciali rispondenti alle leggi della Banca mondiale e dellOrganizzazione delle Nazioni unite (Onu) sarebbero abilitate a condannare il contribuente a pesanti riparazioni qualora la sua legislazione riducesse i futuri profitti sperati di una societ. Questo sistema investitore contro stato, che sembrava essere stato cancellato dopo labbandono del Mai nel 1998, stato restaurato di soppiatto nel corso degli anni. In virt di numerosi accordi commerciali firmati da Washington, 400 milioni di dollari sono passati dalle tasche del contribuente a quelle delle multinazionali a causa del divieto di prodotti tossici, delle normative sullutilizzo dellacqua, del suolo o del legname ecc. (4). Sotto legida di questi stessi trattati, le procedure attualmente in corso nelle questioni di interesse generale come i brevetti medici, la lotta allinquinamento e le leggi sul clima e sulle energie fossili fanno schizzare le richieste di danni e interessi a 14 miliardi di dollari. Il Ttip aggraverebbe ulteriormente il peso di questa estorsione legalizzata, tenuto conto degli interessi in gioco nel

commercio transatlantico. Sul suolo statunitense sono presenti tremilatrecento aziende europee con ventiquattromila filiali, ciascuna delle quali pu ritenere di avere buone ragioni per chiedere, un giorno o laltro, riparazione per un pregiudizio commerciale. Un tale effetto a cascata supererebbe di gran lunga i costi causati dai trattati precedenti. Dal canto loro, i paesi membri dellUnione europea si vedrebbero esposti a un rischio finanziario ancora pi grande, sapendo che 14.400 compagnie statunitensi dispongono in Europa di una rete di 50.800 filiali. In totale, sono 75.000 le societ che potrebbero gettarsi nella caccia ai tesori pubblici. VVIAMENTE gli avvocati che O compongono questi tribunali non devono rendere conto a nessun

Ufficialmente, questo regime doveva servire inizialmente a consolidare la posizione degli investitori nei paesi in via di sviluppo sprovvisti di un sistema giuridico affidabile; esso avrebbe permesso di fare valere i loro diritti in caso di esproprio. Ma lUnione europea e gli Stati uniti non sono esattamente delle zone di non-diritto; al contrario, dispongono di una giustizia funzionale e pienamente rispettosa del diritto di propriet. Ponendoli malgrado tutto sotto la tutela di tribunali speciali, il Ttip dimostra che il suo obiettivo non quello di proteggere gli investitori ma di aumentare il potere delle multinazionali.

Processo per aumento del salario minimo


conforme alle sue previsioni per il quale va inteso che il governo si vieter di modificare la propria politica una volta che linvestimento ha avuto luogo. Quanto al diritto di ottenere una compensazione in caso di espropriazione indiretta, ci significa che i poteri pubblici dovranno mettere mano al portafoglio se la loro legislazione ha per effetto la riduzione del valore di un investimento, anche quando questa stessa legislazione si applica alle aziende locali. I tribunali riconoscono anche il diritto del capitale ad acquistare sempre pi terre, risorse naturali, strutture, fabbriche, ecc. Non vi nessuna contropartita da parte delle multinazionali: queste non hanno alcun obbligo verso gli Stati e possono avviare delle cause dove e quando preferiscono. Alcuni investitori hanno una concezione molto estesa dei loro diritti inalienabili. Si potuto recentemente vedere societ europee avviare cause contro laumento del salario minimo in Egitto o contro la limitazioni delle emissioni tossiche in Per, dato che il Nafta serve in questultimo caso a proteggere il diritto a inquinare del gruppo statunitense Renco (6). Un altro esempio: il gigante delle sigarette Philip Morris, contrariato dalla legislazione antitabacco dellUruguay e dellAustralia, ha portato i due paesi davanti a un tribunale speciale. Il gruppo farmaceutico americano Eli Lilly intende farsi giustizia contro il Canada, colpevole di avere posto in essere un sistema di brevetti che rende alcuni medicinali pi accessibili. Il fornitore svedese di elettricit Vattenfall esige diversi miliardi di euro dalla
(1) Si legga Il nuovo manifesto del capitalismo mondiale , Le Monde diplomatique/il manifesto, febbraio 1998. (2) Some secrecy needed in trade talks : Ron Kirk, Reuters, 13 maggio 2012. (3) Zach Carter, Elizabeth Warren opposing Obama trade nominee Michael Froman, 19 giugno 2013, Huffingtonpost.com (4) Table of foreign investor-state cases and claims under Nafta and other Us trade deals, Public Citizen, agosto 2013, www. citizen.org (5) Andrew Martin, Treaty disputes roiled by bias charges, 10 luglio 2013, Bloomberg. com (6) Renco uses Us-Peru Fta to evade justice for La Oroya pollution, Public Citizen, 28 novembre 2012.

Tribunali appositamente creati


cora. Sicurezza degli alimenti, norme sulla tossicit, assicurazione sanitaria, prezzo dei medicinali, libert della rete, protezione della privacy, energia, cultura, diritti dautore, risorse naturali, formazione professionale, strutture pubbliche, immigrazione: non c una sfera di interesse generale che non passer sotto le forche caudine del libero scambio istituzionalizzato. Lazione politica degli eletti si limiter a negoziare presso le aziende o i loro mandatari locali le briciole di sovranit che questi vorranno concedere loro. gi stipulato che i paesi firmatari assicureranno la messa in conformit delle loro leggi, dei loro regolamenti e delle loro procedure con le disposizioni del trattato. Non vi dubbio che essi vigileranno scrupolosamente per onorare tale impegno. In caso contrario, potranno essere loggetto di denunce davanti a uno dei tribunali appositamente creati per arbitrare i litigi tra investitori e Stati, e dotati del potere di emettere sanzioni commerciali contro questi ultimi. Lidea pu sembrare inverosimile: si inscrive tuttavia nella filosofia dei trattati commerciali gi in vigore. Lo scorso anno, lOrganizzazione mondiale del commercio (Wto), ha condannato gli Stati uniti per le loro scatole di tonno etichettate senza pericolo per i delfini, per lindicazione del paese dorigine sulle carni importate, e ancora per il divieto del tabacco aromatizzato alla caramella, dal momento che tali misure di tutela sono state considerate degli ostacoli al libero scambio. Il Wto ha inflitto anche allUnione europea delle penalit di diverse centinaia di milioni di euro per il suo rifiuto di importare organismi geneticamente modificati (Ogm). La novit introdotta dal Ttip e dal Tpp consiste nel permettere alle multinazionali di denunciare a loro nome un paese firmatario la cui politica avrebbe un effetto restrittivo sulla loro vitalit commerciale.

Ttip e al Tpp si svolgono a porte chiuse. Le delegazioni statunitensi contano pi di seicento consulenti delegati dalle multinazionali, che dispongono di un accesso illimitato ai documenti preparatori e ai rappresentanti dellamministrazione. Nulla deve sfuggire. Sono state date istruzioni di lasciare giornalisti e cittadini ai margini delle discussioni: essi saranno informati in tempo utile, alla firma del trattato, quando sar troppo tardi per reagire.

elettorato. Invertendo allegramente i ruoli, possono sia fungere da giudici che perorare la causa dei loro potenti clienti (5). Quello dei giuristi degli investimenti internazionali un piccolo mondo: sono solo quindici a dividersi il 55% delle questioni trattate fino a oggi. Evidentemente, le loro decisioni sono inappellabili. I diritti che essi hanno il compito di proteggere sono formulati in modo deliberatamente approssimativo, e la loro interpretazione raramente tutela gli interessi della maggioranza. Come quello accordato allinvestitore di beneficiare di un quadro normativo

In uno slancio di candore, lex ministro del commercio statunitense Ronald (Ron) Kirk ha fatto valere linteresse pratico di mantenere un certo grado di discrezione di confidenzialit (2). Ha sottolineato che lultima volta che la bozza di un accordo in corso di formalizzazione stata resa pubblica, i negoziati sono falliti unallusione alla Zona di libero scambio delle Americhe (Ftaa), versione estesa dellAccordo di libero scambio nordamericano (Nafta). Il progetto, difeso accanitamente da George W. Bush, fu svelato sul sito internet dellamministrazione nel 2001. A Kirk, la senatrice Elizabeth Warren ribatte che un accordo negoziato senza alcun esame democratico non dovrebbe mai essere firmato (3). Limperiosa volont di sottrarre il cantiere del trattato statunitense-europeo allattenzione del pubblico si comprende facilmente. Meglio prendere tempo prima di annunciare al paese gli effetti che esso produrr a tutti i livelli: dal vertice dello Stato federale fino ai consigli municipali passando per i governatorati e le assemblee locali, gli eletti dovranno ridefinire da cima a fondo le loro politiche pubbliche per soddisfare gli appetiti del privato nei settori che in parte gli sfuggono an* Direttrice del Public Citizens Global Trade Watch, Washington, DC, www.citizen.org.

IDELLE WEBER Did Ruby Have a Hat?, 1964

LE MONDE diplomatique il manifesto NOVEMBRE 2013

DIRITTI SOCIALI, ECOLOGIA

un uragano che minaccia gli europei


Germania per la sua svolta energetica, che norma pi severamente le centrali a carbone e promette unuscita dal nucleare. Non ci sono limiti alle pene che un tribunale pu infliggere a uno Stato a beneficio di una multinazionale. Un anno fa, lEcuador si visto condannato a versare la somma record di 2 miliardi di euro a una compagnia petrolifera (7). Anche quando i governi vincono il processo, essi devono farsi carico delle spese giudiziarie e di varie commissioni che ammontano mediamente a 8 milioni di dollari per caso, dilapidati a discapito del cittadino. Calcolando ci, i poteri pubblici preferiscono spesso negoziare con il querelante piuttosto che perorare la propria causa davanti al tribunale. Lo stato canadese si cos risparmiato una convocazione alla sbarra abrogando velocemente il divieto di un additivo tossico utilizzato dallindustria petrolifera. Eppure, i reclami continuano a crescere. Secondo la Conferenza delle Nazioni unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad), a partire dal 2000 il numero di questioni sottoposte ai tribunali speciali decuplicato. Se il sistema di arbitraggio commerciale stato concepito negli anni 50, non ha mai servito gli interessi privati quanto a partire dal 2012, anno eccezionale in termini di depositi di pratiche. Questo boom ha creato un fiorente vivaio di consulenti finanziari e avvocati daffari. Il progetto di un grande mercato americano-europeo sostenuto da lungo tempo da Dialogo economico transatlantico (Trans-atlantic business dialogue, Tabd), una lobby meglio conosciuta con il nome di Trans-atlantic business council (Tabc). Creata nel 1995 con il patrocinio della Commissione europea e del ministero del commercio americano, questo raggruppamento di ricchi imprenditori impegnato per un dialogo altamente costruttivo tra le lite economiche dei due continenti, lamministrazione di Washington e i commissari di Bruxelles. Il Tabc un forum permanente che permette alle multinazionali di coordinare i loro attacchi contro le politiche di interesse generale che restano ancora in piedi sulle due coste dellAtlantico. Il suo obiettivo, pubblicamente dichiarato, di eliminare quelle che definisce come discordie commerciali (trade irritants), vale a dire di operare sui due continenti secondo le stesse regole e senza interferenze da parte dei poteri pubblici. Convergenza regolativa e riconoscimento reciproco fanno parte dei quadri semantici che Tabc brandisce per incitare i governi ad autorizzare i prodotti e i servizi che trasgrediscono le legislazioni locali. Ma invece di auspicare un semplice ammorbidimento delle leggi esistenti, gli attivisti del mercato transatlantico si propongono senza mezzi termini di riscriverle loro stessi. La Camera americana di commercio e BusinessEurope, due tra le pi grandi organizzazioni imprenditoriali del pianeta, hanno richiesto ai negoziatori del Ttip di riunire attorno a un tavolo di lavoro un campionario di grossi azionisti e di responsabili politici affinch questi redigano insieme i testi di regolamentazione che avranno successivamente forza di legge negli Stati uniti e in Unione europea. C da chiedersi, del resto, se la presenza dei politici in questo laboratorio di scrittura commerciale sia veramente indispensabile Di fatto, le multinazionali mostrano una notevole franchezza nellesporre le loro intenzioni. Sulla questione degli Ogm, ad esempio. Mentre negli Stati uniti uno stato su due pensa di rendere obbligatoria unetichetta indicante la presenza di organismi geneticamente modificati in un alimento misura auspicata dall80% dei consumatori del paese , gli industriali del settore agroalimentare, l come in Europa, spingono per linterdizione di questo tipo di etichettatura. LAssociazione nazionale dei confettieri non usa mezzi termini: Lindustria statunitense vorrebbe che il Ttip progredisse su tale questione sopprimendo letichettatura Ogm e le norme relative alla tracciabilit. Linfluente Associazione dellindustria biotecnologica (Biotechnology industry organization, Bio), di cui fa parte il colosso Monsanto, dal canto suo si indigna perch alcuni prodotti contenenti Ogm e venduti OFFENSIVA non meno viL gorosa sul fronte della privacy. La Coalizione del commercio diginegli Stati uniti possano subire un rifiuto sul mercato europeo. Essa desidera di conseguenza che il baratro che si scavato tra la deregolamentazione dei nuovi prodotti biotecnologici negli Stati uniti e la loro accoglienza in Europa sia presto colmato (8). Monsanto e i suoi amici non nascondono la speranza che la zona di libero scambio transatlantico permetta di imporre agli europei il loro catalogo ricco di prodotti Ogm in attesa di approvazione e di utilizzo (9). ti a crediti ipotecari (10). Il mastodonte tedesco vuole farla finita con la regolamentazione Volcker, chiave di volta della riforma di Wall street, che a suo avviso sovraccarica un peso troppo grave sulle banche non statunitensi. Insurance Europe, punta di lancia delle societ assicurative europee, dal canto suo auspica che il Ttip sopprima le garanzie collaterali che dissuadono il settore dallavventurarsi negli investimenti ad alto rischio. Quanto al Forum dei servizi europei (lorganizzazione padronale di cui fa parte la Deutsche bank), questi si agita dietro le quinte delle trattative transatlantiche affinch le autorit di controllo statunitensi cessino di ficcare il naso negli affari delle grandi banche straniere operanti sul loro territorio. Da parte degli Usa, si spera soprattutto che il Ttip affossi davvero il progetto europeo di tassare le transazioni finanziarie. La questione pare essere gi intesa, dal momento che la stessa Commissione europea ha giudicato tale tassa non conforme alle regole del Wto (11). Nella misura in cui la zona di libero scambio transatlantica promette un liberismo ancora pi sfrenato di quello del Wto, e dato che il Fondo monetario internazionale (Fmi) si oppone a qualunque forma di controllo sui movimenti di capitali, negli Stati uniti la debole Tobin tax non preoccupa pi nessuno. Ma le sirene della deregolamentazione non si fanno ascoltare solo nellindustria finanziaria. Il Ttip intende aprire alla concorrenza tutti i settori invisibili e di interesse generale. Gli e la prevenzione di politiche nazionali superflue (13), dal momento che viene considerato superfluo tutto ci che rallenta la circolazione delle merci, come la regolazione della finanza, la lotta contro il riscaldamento climatico o lesercizio della democrazia. In realt i rari studi dedicati alle conseguenze del Ttip non si attardano per nulla sulle sue ricadute sociali ed economiche. Un rapporto frequentemente citato, proveniente dal Centro europeo di economia politica internazionale (European centre for international political economy, Ecipe), afferma con lautorevolezza di un Nostradamus da scuola commerciale che il Ttip dar alla popolazione del mercato transatlantico un aumento di ricchezza di 3 centesimi pro-capite al giorno a partire dal 2029 (14). A dispetto del suo ottimismo, lo stesso studio valuta ad appena 0,06% laumento del prodotto interno lordo (Pil) in Europa e negli Stati uniti in seguito allentrata in vigore del Ttip. Ancora, un tale impatto decisamente non realistico dato che i suoi autori postulano che il libero scambio dinamizza la crescita economica: una teoria regolarmente confutata dai fatti. Un aumento cos infinitesimale sarebbe daltronde impercettibile. A titolo di paragone, la quinta versione delliPhone di Apple ha generato negli Stati uniti una crescita del Pil otto volte pi importante. Pressoch tutti gli studi sul Ttip sono stati finanziati da istituzioni favorevoli al libero scambio o da orga-

Le rivelazioni sul Datagate


council, Nppc) minaccia: I produttori americani di carne di suino non accetteranno altro risultato che non sia la rimozione del divieto europeo della ractopamina. Nel frattempo, dallaltra parte dellAtlantico, gli industriali raggruppati in BusinessEurope, denunciano le barriere che colpiscono le esportazioni europee verso gli Stati uniti, come la legge americana sulla sicurezza alimentare. Dal 2011, essa autorizza infatti i servizi di controllo a ritirare dal mercato i prodotti dimportazione contaminati. Anche in questo caso, i negoziatori del Ttip sono pregati di fare tabula rasa. Si ripete lo stesso con i gas a effetto serra. Lorganizzazione Airlines for America (A4A), braccio armato dei trasportatori aerei statunitensi, ha steso una lista di regolamenti inutili che portano un pregiudizio considerevole alla [loro] industria e che il Ttip, ovviamente, ha la missione di cancellare.

tale (Digital Trade Coalition, Dtc), che raggruppa industriali del Net e del hi-tech, preme sui negoziatori del Ttip per togliere le barriere che impediscono ai flussi di dati personali di riversarsi liberamente dallEuropa verso gli Stati uniti (si legga larticolo a pagina 20). I lobbisti si spazientiscono: Lattuale punto di vista dellUnione, secondo cui gli Stati uniti non forniscono una protezione adeguata della privacy, non ragionevole. Alla luce delle rivelazioni di Edward Snowden sul sistema di spionaggio dellAgenzia nazionale di sicurezza (National security agency, Nsa), tale opinione risoluta certo interessante. Tuttavia, non eguaglia la dichiarazione dellUs council for international business (Uscib), un gruppo di societ che, seguendo lesempio di Verizon, ha massicciamente rifornito la Nsa di

IDELLE WEBER Munchkins I, II & III, 1964

dati personali: Laccordo dovrebbe cercare di circoscrivere le eccezioni, come la sicurezza e la privacy, al fine di assicurarsi che esse non siano ostacoli cammuffati al commercio. Anche le norme sulla qualit nellalimentazione sono prese di mira. Lindustria statunitense della carne vuole ottenere la soppressione della regola europea che vieta i polli disinfettati al cloro. Allavanguardia di questa battaglia, il gruppo Yum!, proprietario della catena di fast food Kentucky fried chicken (Kfc), pu contare sulla forza durto delle organizzazioni imprenditoriali. LAssociazione nordamericana della carne protesta: LUnione autorizza soltanto luso di acqua e vapore sulle carcasse. Un altro gruppo di pressione, lIstituto americano della carne, deplora il rifiuto ingiustificato [da parte di Bruxelles] delle carni addizionate di beta-agonisti, come il cloridrato di ractopamina. La ractopamina un medicinale utilizzato per gonfiare il tasso di carne magra di suini e bovini. A causa dei rischi per la salute degli animali e dei consumatori, stata bandita in centosessanta paesi, tra cui gli stati membri dellUnione, la Russia e la Cina. Per la filiera statunitense del suino, tale misura di protezione costituisce una distorsione della libera concorrenza a cui il Ttip deve urgentemente porre fine. Il Consiglio nazionale dei produttori di suino (National pork producers

Al primo posto di questa lista compare il sistema europeo di scambio di quote di emissioni, che obbliga le compagnie aeree a pagare per il loro inquinamento a carbone. Bruxelles ha provvisoriamente sospeso questo programma; A4A esige la sua soppressione definitiva in nome del progresso. Ma nel settore della finanza che la crociata dei mercati pi virulenta, Cinque anni dopo lesplosione della crisi dei subprime, i negoziatori americani ed europei si sono trovati daccordo sul fatto che le velleit di regolamentazione dellindustria finanziaria avevano fatto il loro tempo. Il quadro che essi vogliono delineare prevede di levare tutti i paletti in materia di investimenti a rischio e di impedire ai governi di controllare il volume, la natura e lorigine dei prodotti finanziari messi sul mercato. Insomma si tratta puramente e semplicemente di cancellare la parola regolamentazione. Da dove viene questo stravagante ritorno alle vecchie idee thatcheriane? Esso risponde in particolare ai desideri dellAssociazione delle banche tedesche, che non manca di esprimere le sue inquietudini a proposito della tuttavia timida riforma di Wall street adottata allindomani della crisi del 2008. Uno dei suoi membri pi intraprendenti sul tema la Deutsche bank, che ha tuttavia ricevuto nel 2009 centinaia di miliardi di dollari dalla Federal reserve statunitense in cambio di titoli addossa-

stati firmatari si vedranno costretti non soltanto a sottomettere i loro servizi pubblici alla logica del mercato, ma anche a rinunciare a qualunque intervento sui fornitori stranieri di servizi che ambiscono ai loro mercati. I margini politici di manovra in materia di sanit, energia, educazione, acqua e trasporti si ridurrebbero progressivamente. La febbre commerciale non risparmia nemmeno limmigrazione, poich gli istigatori del Ttip si arrogano il potere di stabilire una politica comune alle frontiere senza dubbio per facilitare lingresso di un bene o un servizio da vendere, a svantaggio degli altri. Da qualche mese si intensificato il ritmo dei negoziati. A Washington, si hanno buone ragioni di credere che i dirigenti europei siano pronti a qualunque cosa per ravvivare una crescita economica moribonda, anche a costo di rinnegare il loro patto sociale. Largomento dei promotori del Ttip, secondo cui il libero scambio deregolamentato faciliterebbe i commerci e sarebbe dunque creatore di impieghi, apparentemente ha maggior peso del timore di uno scisma sociale. Le barriere doganali che sussistono ancora tra lEuropa e gli Stati uniti sono tuttavia gi abbastanza basse, come riconosce il rappresentante statunitense al commercio (12). I fautori del Ttip ammettono che il loro principale obiettivo non quello di alleggerire i vincoli doganali, comunque insignificanti, ma di imporre leliminazione, la riduzione

nizzazioni imprenditoriali, ragione per cui i costi sociali del trattato non appaiono mai, cos come le sue vittime dirette, che potrebbero tuttavia ammontare a centinaia di milioni. Ma i giochi non sono ancora conclusi. Come hanno mostrato le disavventure del Mai, del Ftaa e alcuni cicli di negoziati del Wto, lutilizzo del commercio come cavallo di Troia per smantellare le protezioni sociali e instaurare una giunta di incaricati daffari in passato ha fallito a pi riprese. Nulla ci dice che non possa succedere la stessa cosa anche questa volta.

LORI WALLACH (7) Ecuador to fight oil dispute fine, Agence France-Presse, 13 ottobre 2012. (8) Commenti allaccordo di partenariato transatlantico, documento del Bio, Washington, DC, mai 2013. (9) Eu-Us high level working group on jobs and growth. Response to consultation by EuropaBio and Bio, http://ec.europa.eu. (10) Shahien Nasiripour, Fed opens books, revealing European megabanks were biggest beneficiaries, 10 gennaio 2012, Huffingtonpost.com. (11) Europe admits speculation taxes a Wto problem, Public Citizen, 30 aprile 2010. (12) Messaggio di Demetrios Marantis, rappresentante americano al commercio, a John Boehner, portavoce repubblicano alla Camera dei rappresentanti, Washington, DC, 20 marzo 2013, http://ec.europa.eu. (13) Final report. High level working group on jobs and growth, 11 febbraio 2013, http:// ec.europa.eu. (14) Taftas trade benefit: A candy bar, Public Citizen, 11 luglio 2013. (Traduzione di Al. Ma.)

NOVEMBRE 2013

LE MONDE diplomatique il manifesto

INFLAZIONE

Venezuela, la maledizione
Il mese scorso Caracas ha pagato con buoni del Tesoro una parte significativa delle importazioni di cibo; il segno allarmante che il paese scarseggia di valute. Certamente il governo ha compiuto diversi errori di gestione. Ma il Venezuela, che ha le riserve di petrolio pi importanti al mondo, soffre anche a causa della sua ricchezza: una rendita che fugge dal paese senza irrorarne leconomia.
stirli in opulente megaopere come fa il Qatar, o destinarli a programmi sociali e alla lotta contro la povert? La giovane Repubblica bolivariana scelse la terza soluzione, abbinandola a una politica di controllo dei tassi di cambio per frenare la fuga dei capitali, che era diventata un problema di primo piano per il governo dopo il fallito tentativo di colpo di stato nel 2002. Questa politica, unita alla crescita demografica ha fatto s che i venezuelani consumino adesso il 50% di calorie in pi rispetto al 1998, e ha ridotto le diseguaglianze sociali molto pi velocemente rispetto agli altri paesi della regione. Ma ovviamente la redistribuzione della rendita petrolifera ai poveri presentava un rischio di inflazione, A SECONDA sfida economica L il fenomeno demoralizzante della rottura degli stock; la stessa Banca centrale del Venezuela (Bcv) registra il raddoppio del problema in appena un anno. Secondo il governo socialista, lalta borghesia locale starebbe orchestrando il sabotaggio delle catene di approvvigionamento e la speculazione sul mercato nero per mettere sotto scacco la politica governativa. Il presidente Maduro ha ripetuto queste accuse l8 ottobre, in un discorso daperch incoraggiando il consumo interno pi in fretta di quanto non cresca la produzione, si provoca meccanicamente un aumento dei prezzi. Il Venezuela soffriva di inflazione gi da venti anni, dal venerd nero del 18 febbraio 1983, quando il paese svalut bruscamente la moneta. Durante il decennio delle due presidenze che precedettero quella di Chvez, in media il tasso dinflazione arrivava al 52% allanno. Uno dei primi compiti del presidente bolivariano fu gestire questinstabilit. Con la riduzione dellinflazione a un tasso annuo medio del 22% fra il 1999 e il 2012, lobiettivo fu parzialmente raggiunto. Ma dopo la morte di Chvez, lo scorso marzo, linflazione ha ripreso a crescere arrivando in settembre al 49%. il settore privato, aiutato dalla Central Intelligence Agency (Cia), fomentava le penurie per indebolire il presidente Salvador Allende. Dal canto suo, lopposizione imputa le difficolt alla cattiva gestione governativa. Hanno probabilmente ragione gli uni e gli altri In effetti, il governo ha lasciato il mondo degli affari libero di mettere in atto i vari raggiri dei quali adesso accusato; e se i traffici, il contrabbando, la fuga dei capitali si rivelano pi vantaggiosi e semplici degli investimenti legali nella produzione e nella distribuzione, significa che da qualche parte la politica pubblica ha fallito. La scommessa di costruire il socialismo in un solo paese, mentre il capitalismo governa nel resto del mondo, non favorisce i disegni del governo bolivariano. Il Cile allinizio degli anni 70 e il Nicaragua degli anni 80 dovettero scontrarsi con lo stesso ostacolo. In quei due paesi, come ora in Venezuela, la volont politica di affrancarsi dalle leggi del capitalismo determin una massiccia fuga di capitali, creando uninstabilit di fronte alla quale i governi si ritrovarono impotenti. Certo il controllo dei prezzi e dei tassi di cambio permette, entro alcuni limiti, di porre rimedio alla controffensiva, ma sta creando altri problemi di grande ampiezza, come le penurie. A lungo il Venezuela riuscito a contenere i danni, perch la sua forza durto petrolifera gli conferisce un vantaggio commerciale e monetario importante. Ma nemmeno questa basta a garantire la stabilit della moneta, dal momento che il settore privato, che rimane molto influente nelleconomia del paese (con il 66% circa del prodotto interno lordo [Pil]), concentra nelle proprie mani una parte importante della manna petrolifera. Esso dispone anche di enormi masse di capitali che aspettano solo di lasciare il paese non appena trovino altrove collocazioni pi remunerative. Con Maduro come con Chvez, il principale meccanismo di protezione della moneta nazionale rimane la Commissione di amministrazione della moneta (Cadivi), la quale stabilisce a quali condizioni i venezuelani possono cambiare, al tasso ufficiale, bolivar contro dollari. Loperazione autorizMORICHAL, VENEZUELA, LUGLIO 2011 Un addetto davanti a un impianto petrolifero dell'azienda statale Pdvsa

VIDENTEMENTE qualcosa non va. File interminabili ai negozi per procurarsi prodotti di prima necessit come pane, latte, farina, olio e carta igienica; sviluppo di uneconomia parallela nella quale venditori di strada propongono quegli stessi beni a prezzi proibitivi. I venezuelani soffrono di penurie settoriali da molto tempo, ma laggravarsi del problema dallinizio di questanno ha preso tutti alla sprovvista. I disagi per la popolazione si sommano a quelli derivanti dai problemi infrastrutturali che portano a interruzioni nella fornitura di acqua e di energia elettrica. Chi pu si fa delle riserve riempiendo vasche da bagno, e tutti pregano di non dover gettare via il contenuto del congelatore In queste ultime settimane, quasi ogni giorno il governo ha annunciato nuovi provvedimenti, promettendo di contrastare linflazione e le scarsit. Le cause di questa crisi e le relative risposte sono al centro di accanite discussioni. Il regime bolivariano denuncia un sabotaggio economico perpetrato in modo congiunto dallopposizione, dal mondo delle imprese e dallamministrazione statunitense, la destra accusa la negligenza del presidente Maduro e della sua quipe. Ma la polemica sfiora appena il cuore del problema, ovvero: il Venezuela, uno dei principali produttori di petrolio al mondo, come dovrebbe gestire i proventi delle proprie risorse naturali?
REUTERS/CARLOS GARCIA RAWLINS

di GREGORY WILPERT*
allOrganizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec), per un aumento dei prezzi del barile, dallaltra parte costringendo le imprese petrolifere private a pagare il dovuto alla collettivit. In precedenza, lindustria venezuelana degli idrocarburi versava allerario pubblico solo il 30% dei profitti; in pochi anni il tasso dimposizione arrivato al 70%. Quando le casse dello Stato iniziarono a riempirsi di petrodollari, e dopo il fallimento, nel 2003, del tentativo da parte dellopposizione di bloccare lestrazione petrolifera per rovesciare Chvez, la questione centrale per il futuro della rivoluzione bolivariana divent come utilizzare tutto quel denaro e quale politica monetaria adottare. Conveniva accantonare fondi per i tempi duri, come fa la Norvegia, inve-

Contrabbando e fuga di capitali


vanti allAssemblea nazionale: Leconomia venezuelana attraversa una congiuntura particolare nella quale lapparato produttivo del paese subisce in pieno loffensiva della speculazione, dellaccaparramento, del contrabbando e del mercato nero delle valute (1). Il capo di Stato paragona le attuali difficolt del Venezuela a quelle che il Cile dovette subire prima del colpo di Stato di Augusto Pinochet, quando

Prima che Hugo Chvez arrivasse alla presidenza nel 1999, dei colossali introiti delloro nero beneficiavano esclusivamente le compagnie petrolifere. Appena eletto, Chvez rivoluzion questa politica, da una parte insistendo energicamente, in seno
* Sociologo. Autore di Changing Venezuela by Taking Power: The History and Policies of the Chvez Government, Verso Press, Londra, 2007.

(1) El Universal, Caracas, 10 ottobre 2013.

In Venezuela, curiosamente, pi aumenta la classe sociale pi gli scaffali dei supermercati scarseggiano di beni di prima necessit
dalla nostra inviata speciale ANNE VIGNA*

L si trovano gi altri clienti che fanno tutti le stesse analisi: inflazione, razionamento, disonest.

Fare la spesa a Caracas

Quando finisce questinflazione?, grida uno (secondo la Banca centrale del paese, laumento dei prezzi ha superato il 20% nel 2012). (1) Quando cambia questo governo?, lo rintuzza la vicina. Dovr per forza cambiare quando non ci sar pi niente nei negozi. E non ci vorr molto tempo! , esclama una terza. A queste parole, i volti degli astanti si aprono al sorriso. Qui, nessuno d il minimo credito alla tesi del governo secondo cui il padronato, che controlla la catena di approvvigionamento dei beni di largo consumo (praticamente tutti importati), organizza la penuria per attizzare la collera popolare. No: i clienti che stanno parlando con Alejandra aspettano il momento in cui, dopo quindici anni di chavismo, lopposizione riprender il potere. La cassiera, silenziosa, fa passare i prodotti, fra i quali alcune bottiglie di whisky o champagne (3.600 bolivar, ovvero 412 euro [2], lequivalente del suo salario). Stazione della metro Plaza Venezuela, al centro di Caracas, un quartiere abitato dalla classe media. Il Bicentenario, di propriet dello Stato dal 2011, identico a un classico ipermercato della periferia parigina. Vi si trova di tutto, o quasi: niente champagne.

Durante la nostra visita, nel giugno 2013, gli scaffali sono pieni di carta igienica e i cartellini dei prezzi non superano nemmeno di un centesimo il prezzo fissato dallo Stato: 51,56 bolivar per dodici rotoli, insomma 6 euro. I clienti acquistano al massimo due confezioni; nessuno ne riempie il carrello Cerchiamo di chiedere a un cliente perch non ne ha presi di pi. Si arrabbia: Una volta, quando non cera niente da mangiare, nessuno si preoccupava per noi. Adesso, lintero pianeta si rammarica per una pretesa mancanza di carta igienica! In effetti, sulla stampa internazionale sono pochi gli articoli sul Venezuela che non parlino dellargomento.

permercato di media dimensione. I negozi non hanno pubblicit n fanno svendite. Non sono cos ben forniti quanto i supermercati classici: niente alcol, poche marche. Ma vi si trovano tutti i beni di prima necessit i cui prezzi sono regolamentati, tanto nel campo dellalimentazione (cereali, carne, latticini, caff) che delligiene (dentifricio, shampoo, pannolini per neonati, sapone). Nel Mercal del 23 Enero, per 200 bolivar (23 euro), alcune donne gli uomini sono pochi riempiono le sporte di pollo, riso, olio, latte e sei rotoli di carta igienica. Vengono a fare la spesa qui in genere una volta al mese, talvolta due. Miriam Maura, operatrice nel campo della salute nel quartiere, passa vicino alla fila per individuare le famiglie in difficolt. Con discrezione si avvicina ad alcuni clienti: anziani ma anche giovani con bambini. Come va? Hai i soldi per pagare? Dillo pure, non c problema, fa loro sapere. Alcune giovani mamme pagano con buoni spesa che, in Venezuela, completano salari e pensioni e sono accettati in tutti i supermercati. Dunque lavorano, queste donne, o comunque lavorano i loro compagni. impossibile morire di fame oggi. Anche se non si ha denaro, si pu mangiare, spiega Maura. Ci sono
(1) Inflacin en Venezuela cerr 2012 en 20,1%, Ultimas Noticias, Caracas, 11 gennaio 2013. (2) Tutte le conversioni si basano sul tasso di cambio ufficiale.

TAZIONE della metropolitana Altamira, quartiere chic nellarea orientale di Caracas. Alejandra entra nel quarto supermercato in una giornata. Sua madre lha appena chiamata per confermarle che l, di sicuro, trover della carta igienica! Non senza aggiungere: Se trovi della farina di mais, prendine il pi possibile. Ecco in effetti la pila di rotoli di carta igienica, posta come un trofeo al centro della prima corsia. Finalmente!, si rallegra Alejandra, mandando subito un sms vittorioso alla madre. Il prezzo quattro volte pi elevato di quello che un cliente dovrebbe normalmente pagare per questo prodotto la cui commercializzazione regolamentata dallo Stato. Il supermercato si sta comportando in modo illegale, ma ad Alessandra non importa nulla. Riempie un carrello di pacchi di dodici rotoli, getta unocchiata rapida allo scaffale vuoto dove dovrebbe trovarsi la farina e si dirige verso la cassa.
*Giornalista.

Come va? Hai i soldi per pagare?

TAZIONE AGUA SALUD, una zona povera nellarea ovest di Caracas, sotto il 23 de Enero, uno dei grandi quartieri popolari della capitale. Si scende nella piramide sociale man mano che si salgono gli scalini irregolari di questa citt nella citt, cresciuta sui fianchi della collina. Una lunga fila aspetta davanti a un supermercato della rete Mercal, creata dallo Stato nel 2003; l i prezzi dei prodotti sono sussidiati. Come ogni mese, c una distribuzione a prezzi che sfidano qualunque concorrenza. In tutto il paese sono diffusi Mercal di diverse dimensioni, dal semplice negozio di ortofrutta fino al su-

LE MONDE diplomatique il manifesto NOVEMBRE 2013

FUORI CONTROLLO

del petrolio
zata solo in casi molto precisi, come limportazione di prodotti non forniti dal mercato locale, i viaggi, il sostegno a parenti allestero e alcuni acquisti su internet. Finch il governo autorizza un relativamente facile accesso alle valute estere, il tasso di cambio al mercato nero e linflazione rimangono a un livello tollerabile. Ma il Venezuela importa il 70% dei beni che consuma. E dunque cerca di mantenere un tasso di cambio favorevole alla propria moneta, affinch i prezzi al dettaglio dei prodotti dimportazione non aumentino troppo. Ora, questa politica provoca distorsioni: con il tempo, si accentua la differenza fra il valore reale del bolivar, che linflazione anche quando tenuta sotto controllo deprezza meccanicamente sul mercato interno, e il suo valore nominale sul mercato delle valute, mantenuto a un livello elevato. Leffetto quello di penalizzare le imprese venezuelane, perch il costo dei loro prodotti aumenta pi velocemente di quello dei beni importati. I produttori locali vengono schiacciati dalla concorrenza estera. Ecco perch il governo ha deciso di limitare le importazioni ai prodotti che sono fabbricati solo allestero; ma questa condizione spesso difficile da gestire. Gran parte degli alimenti di base prodotta in Venezuela, ma in quantit insufficienti rispetto alla domanda. Laltra conseguenza negativa del controllo dei cambi si riferisce al fatto che, poich il bolivar si svaluta sul mercato interno rimanendo forte sul mercato delle valute, aumenta la distanza fra il tasso di cambio ufficiale e quello praticato sul mercato nero. Cos, laccesso ai cambiavalute governativi diventa un privilegio via via pi ambito e conteso. Un anno di studi in ununiversit privata negli Stati uniti, per esempio, agli inizi del 2010 costava 10.000 dollari, lequivalente di 46.000 bolivar. Oggi costa altrettanto, anche se tecnicamente il bolivar ha perso il 50% del valore sul suolo venezuelano. In tre anni, il prezzo di un anno di universit allestero si dunque dimezzato. Insomma, il controllo del tasso di cambio diventato uno strumento vantaggioso soprattutto per le classi pi agiate della popolazione, perch gli acquisti in dollari sono riservati a chi ha i mezzi per viaggiare, mandare denaro a parenti e finanziarsi gli studi allestero. Queste tre motivazioni rappresentano quasi il 20% degli acquisti in valuta effettuati nel 2012 nel quadro della Cadivi, pari a 5,8 miliardi di dollari. Questo significa che il Venezuela ormai lunico paese dellAmerica latina nel quale i flussi di denaro vanno da Sud a Nord, invece del contrario. Fra il 2011 e il 2013 raddoppiato il numero di venezuelani recatisi allestero. Ma la maggior parte di loro tornano senza aver speso la gran parte dei loro dollari: li conservano per poterli poi scambiare contro bolivar sul mercato nero Il governo si sforza di combattere questo fenomeno, finora con scarso successo. In linea di principio, non possibile compiere bonifici bancari allestero senza autorizzazione. Ma superare lostacolo un gioco da bambini: basta rivolgersi a un intermediario che ha un conto dentro e uno fuori. Una volta incassato il denaro sul suo conto venezuelano, egli sbloccher la cifra corrispondente sul suo conto negli Stati uniti, meno la provvigione e gli introiti legati tasso di cambio sul mercato nero. Per lo Stato difficile contrastare un traffico cos fluido. Gli effetti perversi del controllo dei cambi si sono ulteriormente acuiti dagli inizi del 2013. Verosimilmente, la prima causa stata lazione di quegli QUESTO VANNO aggiunte manoA vre maldestre da parte del governo: nel momento in cui abbassava del 32% il
REUTERS/GIL MONTANO

ambienti degli affari favorevoli allopposizione, per esacerbare le difficolt economiche del paese approfittando delle opportunit aperte dallassenza di Hugo Chvez durante la sua malattia, e poi dalla sua morte. Nel corso dellultimo anno, pi volte le autorit hanno scoperto hangar pieni fino allorlo di bidoni di olio alimentare e di altre derrate di base, evidentemente sottratte al circuito delle vendite per aggravare la penuria.

CARACAS, VENEZUELA, 7 OTTOBRE 2012 Davanti a un murale, un'elettrice in attesa di entrare nel seggio per le elezioni presidenziali

paesi vicini. Gli abitanti delle zone di frontiera vedono passare con regolarit camion pieni di latte, olio o riso diretti in Colombia, Brasile o Guyana. I doganieri chiudono gli occhi. Fra i prezzi di questi alimenti in Venezuela e i prezzi che si possono negoziare oltre frontiera c un margine interessante, che permette ai trafficanti di comprare anche la benevolenza dei funzionari. Tanto peggio se dentro il paese le scarsit aumentano. Insomma, il sistema di controllo dei cambi, strumento di una politica sovrana e anticapitalista, finisce per avvantaggiare i venezuelani pi ricchi. I privilegiati che hanno accesso al mercato ufficiale dei cambi intascano benefici esorbitanti comprando merci al tasso legale e rivendendole ai prezzi vertiginosi del mercato nero. Nella repubblica bolivariana, tassi di profitto del 100-500% sono diventati la norma.

gi criticato da diversi economisti, che lo ritengono troppo timido per soddisfare la domanda e farla finita con il mercato nero. Lunica soluzione per bloccare levaporazione dei capitali consisterebbe indubbiamente nel riaffermare il controllo dello Stato sulleconomia, ad esempio con una nazionalizzazione totale del settore bancario e un pi rigoroso controllo delle importazioni. Un orientamento caldeggiato da molti, fra i quali alcuni politici che erano vicini a Chvez, come gli ex ministri delleconomia Victor Alvarez e Felipe Perez e anche il Partito comunista del Venezuela. Ma il governo Maduro sembra essersi incamminato per una via pi tortuosa. (I principali dirigenti dellesercito non si sono espressi pubblicamente in materia).

Convivere con l'inflazione


nel 2003, sono esplosi a un ritmo ben superiore a quello dellinflazione. Ma il dollaro mantiene il ruolo di valore rifugio. Quando linflazione si impennata, allinizio dellanno, fino ad arrivare al 6,1% in maggio, molti venezuelani si sono precipitati sul biglietto verde al mercato nero, provocando un nuovo aumento del tasso di cambio clandestino. Dal momento che il dollaro serve come base per calcolare i prezzi della maggior parte dei prodotti disponibili in commercio, questa febbre delloro verde ha spinto in su linflazione, il che a sua volta ha provocato unulteriore corsa al dollaro. Leconomia venezuelana intrappolata in in circolo vizioso di devastante potenza. Lo scarto sempre pi ampio fra il tasso di cambio ufficiale e quello sul campo causa di grandi guasti sociali. Non raro che i prodotti sovvenzionati dallo Stato in particolare le derrate alimentari siano contrabbandati nei

tasso di cambio ufficiale del bolivar, nel febbraio 2013, lo Stato sopprimeva anche il sistema di cambio secondario, chiamato Sistema di transazioni per i fondi in valute estere (Sitme). La concomitanza di queste due misure, annunciate un mese prima della morte di Chvez, ha avuto un impatto devastante sulleconomia, galvanizzando linflazione, salita del 2,8% gi nel mese seguente. Man mano, i venezuelani hanno imparato a convivere, bene o male, con questo flagello. Chi vuole proteggere i risparmi contro la costante svalutazione della moneta investe in modo oculato. In ordine decrescente, i pi abbienti puntano sugli immobili, le automobili e la Borsa (che ha le migliori performance del mondo, con un aumento del 165% fra gennaio e ottobre 2013): ecco perch questi tre mercati, dopo lintroduzione del controllo dei cambi

Il governo ha capito che non poteva rimanere inattivo. L8 ottobre, il presidente Maduro ha chiesto allAssemblea nazionale lautorizzazione a governare per decreti, non solo per lottare contro la corruzione, ma anche per rimettere in sesto leconomia. Poco dopo, Rafael Ramrez, presidente della compagnia petrolifera statale Petrleos de Venezuela Sa (Pdvsa) e vicepresidente della Repubblica incaricato degli affari economici, annunciava il varo di un nuovo sistema di cambio allasta che avrebbe permesso laccesso a 100 milioni di dollari ogni settimana. Destinato a sostituire il vecchio Sitme, questo regime

La condizione eccezionalmente difficile del Venezuela deriva al tempo stesso dal suo status di grande produttore di petrolio e dal suo impegno volto a costruire un sistema non capitalista. I proventi del petrolio non possono impedire che la realizzazione di unisola socialista in un oceano liberista provochi in modo diretto unepidemia di capitali in fuga. La manna petrolifera abbandona il paese velocemente lasciando dietro di s una popolazione sfinita dallinflazione, dalle penurie e dallinstabilit.
GREGORY WILPERT (Traduzione di M.C.)

delle borse pronte per chi non pu pagare. Sono gratuite, e vengono consegnate dopo un colloquio con assistenti sociali. Salendo sul fuoristrada, il cofano pieno di carta igienica, Alejandra continua a lamentarsi. Adesso la faccenda del teatro ad angustiarla. Dallarrivo di Chvez, spiega, il Festival di teatro di Caracas scomparso, la scena artistica e culturale si degradata, e non si riesce nemmeno pi a trovare libri esteri. Come a Cuba, conclude amaramente.

con una cittadina francese. La vita qui molto diversa dallimmagine che del paese si d allestero. Lui giornalista, lei insegna alluniversit e malgrado i loro stipendi ridotti, per loro qui la vita pi facile che in Francia. Guadagno 6.000 bolivar [700 euro], ma poi ho oltre 1.000 bolivar per la salute e 1.200 per lalimentazione, unassicurazione privata e un aiuto per pagare il nido dinfanzia. Mia moglie guadagna 4.000 bolivar [468 euro], poi 500 per ogni figlio e diversi sostegni sociali. Non abbiamo pagato niente per i bambini, n per il parto, n per la scuola o la salute Il salario minimo rimane basso in Venezuela: 2.700 bolivar (316 euro) pi 1.600 bolivar in buoni spesa alimentari. Gli affitti medi a Caracas sono fra i 1.500 e i 2.000 bolivar. Compresi i buoni alimentari, un operaio specializzato guadagna circa 6.000 bolivar, un insegnante 5.200. Gli abitanti dei quartieri popolari non esitano a dichiarare il proprio reddito. Invece quelli del quartiere di Alejandra rifiutano di farlo. Ma il salario non la cosa pi importante osserva un operaio della societ Kraft Food. Laccesso alla salute e allistruzione, il fatto di potersi organizzare in fabbrica o nel quartiere per migliorare il nostro quotidiano, tutte queste cose fanno s che in questo paese stiamo bene.
ANNE VIGNA (3) Xavier Bringu, Charo Sdaba e Jorge Tols, La Generacin Interactiva en Iberoamrica 2010. Nios y adolescentes ante las pantallas, Fundacin Telefnica, coll. Generaciones Interactivas, Madrid, 2011. (Traduzione di M.C.)

TRANO, perch a pochi metri dal caff Venezuela, ben visibile la Libreria del Sud, che fa parte della rete di librerie create dallo Stato. Vi si trovano i grandi classici della letteratura latinoamericana, della poesia, del teatro, e saggi politici Opere disponibili per pochi bolivar, lequivalente del prezzo di un caff. Dicono sempre che qua c la benzina pi a buon mercato del mondo, ma non dicono che anche i libri qui sono i meno cari al mondo, fa notare uno dei venditori. S, ma i libri esteri? S, vero, quelli costano, e dunque sono difficili da trovare. Quanto alle attivit culturali, teatro, cinema e concerti, costano quanto due caff, e i musei sono tutti gratuiti. E il festival del teatro, che sarebbe stato censurato? Ci informiamo. Lo spazio che lo organizzava stato espropriato

REUTERS/JORGE SILVA

Ne ho abbastanza di questo socialismo!

CARACAS, VENEZUELA, MAGGIO 2012 Coda per comprare carta igienica in un supermercato

per crearvi lUniversita sperimentale delle arti. Il festival ricomparso grazie a una fondazione privata e continua a praticare prezzi elitari. I miei genitori non capiscono, ma io non ne posso pi di questo socialismo! esclama arrabbiato il ventitreenne Luis. In questo paese non ci si pu concedere nulla, ci sono troppe restrizioni, tutto troppo caro. del tutto evidente che la situazione non va bene a tutti. Fra i giovani, il 95% dei quali ha un cellulare (3), la libert di consumare spesso considerata una priorit, soprattutto nella classe media.

Di recente Luis, con i suoi amici, ha fregato il governo, come dichiara con fierezza. Con il pretesto di fare un viaggio a Panama, hanno comprato valuta estera allo Stato 3.000 dollari, un bel gruzzolo e di Panama hanno visto solo i centri commerciali, dove hanno fatto il pieno di materiale elettronico: Possiamo avere dollari solo una volta allanno. Lo rifaremo lanno prossimo, stato un ottimo affare. Ormai viaggia anche la classe media, non solo quella alta. Prima non si poteva osserva Antonio, che ha vissuto in Francia e ha due figli

NOVEMBRE 2013

LE MONDE diplomatique il manifesto

ENTRINO SOLO I PICCOLI DAL CUORE PURO

A Beirut, il parco dove i bambini giocano al lavoro


dalla nostra inviata speciale MONA CHOLLET
L CONTRARIO di Disneyland, o del parco Asterix in Francia, KidzMondo, che ha aperto i battenti ai primi di giugno con vista sul mare di Beirut, non pretende di materializzare un universo fittizio gi conosciuto dai suoi giovani clienti. Per attirarli, ha dovuto creare completamente una mitologia suscettibile di colpire la loro attenzione, e diffusa sul loro sito internet: un giorno destate due bambini vanno a esplorare una grotta nei dintorni della loro casa di villeggiatura nella campagna libanese. Lintrepido Kozmo scopre l una misteriosa chiave che sua sorella Eena si ricorda di aver visto nel libro che sta leggendo, Tesori mitici e mondi antichi. Grazie a questo sesamo, potranno aprire una porta gigante che si erge fra le rovine dove passeggiavano prima. Penetrano allora in unantica citt abbandonata, con qualcosa di magico nel modo in cui la luce danza intorno a loro, creando dei riflessi e diffrangendosi in una serie di colori mozza fiato. Spazzando via la polvere da uniscrizione scolpita nella pietra, Eena vi legge: Che qui entrino solo i bambini dal cuore puro. Da quel momento, lei e suo fratello vedono migliaia di compagni di tutto il mondo convergere in questa citt dal nobile passato, da tanto tempo dimenticata dagli adulti, per ridarle vita (1).

Basta con i pirati e le fate: una nuova generazione di parchi per il tempo libero preferisce insegnare alla sua giovane clientela come si vive da lavoratori. Uno di questi ha appena aperto nella capitale libanese.
TRIPOLI, LIBANO, MAGGIO 2007 Giochi di bambini in un centro per gli sfollati dal campo assediato di rifugiati Nahr el-Bared

di 250 telecamere di videosorveglianza. Una volta passato il metal detector, si scopre una citt costruita a misura di bambino, al 70% delle dimensioni normali nel modo pi realistico possibile, ci spiega Mirna Souaide, responsabile marketing ed eventi. Prima tappa della visita: un passaggio alla banca Audi la banca pi grande del Libano, partner del progetto. Qui, i bambini possono scegliere di depositare sul loro conto l'assegno di benvenuto di 50 kidollari (la moneta fittizia del parco), o di incassarlo. Dispongono anche di una carta di credito a loro nome, il tutto con lo scopo di insegnare loro la responsabilit finanziaria. Al fine di aumentare questo gruzzolo, si disperderanno in seguito tra le 80 attivit proposte, di cui una sessantina sponsorizzate. Diventeranno cos imbottigliatori da Pepsi Cola, dentisti sotto gli auspici di Colgate, impiegati della ristorazione da Burger King, panettieri da Pain dOr, pasticceri da Dunkin' Donuts, giornalisti per Mtv [una delle principali catene televisive libanesi, ndt] o Nrj Libano, o ancora chirurghi, piloti da corsa, artisti, attori, modelli, Dj... Le attrazioni comprendono anche una facolt, ideata insieme allUniversit americana di Beirut. Non ancora aperta al momento della nostra visita, rilascia un diploma che permette in seguito di essere pagati di pi nelle altre attivit. Perch in ogni posto di lavoro si riceve un salario che si pu in seguito andare a spendere in un negozio di gadget allingresso del parco. Qui solo i kidollari sono accettati, commenta Souaid. A volte qualcuno vuole pagare in dollari o in lire libanesi, e allora noi rispondiamo loro: No, se vuoi questo gioco, devi prima lavorare. cos che la nostra vocazione educativa diventa chiara. Perch questo lobiettivo di KidzMondo: insegnare ai bambini che i soldi non crescono sugli alberi. Due bambini di una decina danni singozzano nel negozio. Questi potenziali comunisti pianificano di condividere i loro guadagni per regalarsi un pallone di plastica fluorescente. In quale attivit hanno raccolto questi kidollari

che contano febbrilmente? Abbiamo giocato ai piloti!, rispondono sovreccitati. Il falso aereo della Middle East Airlines, il cui muso oltrepassa i bordi del parco, dando alla facciata un fascino spettacolare, senza dubbio il pi grande successo di KidzMondo. Avete giocato o lavorato?, domanda loro Souaid, rendendoli perplessi. La citt costruita qui ha la caratteristica di rinunciare a ogni istanza politica: sulla piazza principale, si trovano un teatro a colonnato, il Burger King, la banca e il commissariato. A intervalli regolari, alcuni impiegati del parco escono dal teatro, danzano e cantano, per eseguire una parata per la gloria di KidzMondo. Alcuni sono travestiti da Kozmo, Eena, o sono nei panni dei loro compagni animali, la tartaruga Leeloo e il cane Dogzilla. Il numero termina, i bambini si fanno fotografare al loro fianco. Di fronte, dei bimbi in uniforme, con casco o chep in testa, escono dal commissariato in fila indiana dietro lanimatore che li fa esercitare a camminare al passo: Uno, due! Uno, due! Oltre al sottofondo musicale, le sirene dellambulanza o del camion dei pompieri veicoli elettrici che si muovono a passo duomo per le vie spaccano i timpani. Grazie agli stand di dolciumi, fluttua nellaria un odore di zucchero, al quale si aggiunge quello del fumo quando i valenti pompieri vanno a spegnere un finto incendio. Falsi palmeti, lampioni, cabine telefoniche (vuote) e pannelli giganti tipo Time Square completano lillusione di paesaggio urbano. Al secondo piano, davanti a un minihotel ricostruito con il partenariato di Phoenicia, prestigioso albergo sul mare, alcuni domestici filippini, addossati al parapetto, aspettano che i bambini di cui si occupano abbiano finito di imparare a fare un letto o a preparare una tavola. Dietro tutto questo, c Ali Kazma, uomo daffari libanese che ha fatto fortuna nelle telecomunicazioni, co-presiede la Comoro Gulf Holding, un gruppo che gestisce degli investimenti del Golfo nellarcipelago delle Comore. I 25 milioni di dollari necessari alla realizzazione di KidzMondo provengono per il 30% da sponsor, per il 30% da banche e per il 40% da fondi propri, ci spiega. Sua socia Hind Berri, la figlia del presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri che guida il movimento Amal, un partito sciita di volta in volta alleato e rivale di Hezbollah. Intercettazioni di Wikileaks (2) hanno recentemente confermato la sua reputazione di corruttore. KidzMondo si erge nel mezzo di una terra di nessuno: un polder [tratto di mare asciugato artificialmente, ndt] chiamato largine del Normandy, creato riutilizzando il ciarpame e i detriti che si erano accumulati nel mare davanti allhotel Normandy in seguito distrutto nel corso della guerra civile (1975-1990). Questo processo di sistemazione, lungo e delicato, appena terminato. Fra trentanni, questa area sar la pi cara del Libano ci spiega un agente immobiliare. Accoglier una nuova citt il cui progetto gi stabilito. Nellattesa, i lotti sono oggetto di folle speculazione. Per il momento, i soli edifici allineati lungo una larga via sono un centro artistico ultramoderno, un locale notturno dalla cupola rossae KidzMondo. Beirut non che una prima tappa: un parco simile gi in costruzione nelle Trump Towers di Istanbul, e un terzo dovrebbe aprire a Abu Dhabi. Per adattarsi al contesto locale, questultimo comprender unattivit di raffinazione del petrolio. In prospettiva, Kazma dice di mirare anche allEuropa dellEst. Cos da raggiungere al pi presto la concorrenza? Perch il concetto non nuovo: nel 1999, un uomo daffari messicano, Xavier Lpez Ancona, inaugurava in un centro commerciale del Messico un parco battezzato KidZania. Ne se-

guirono altri 14, principalmente in Asia (Tokyo, Giakarta, Seul, Bangkok). Gli ultimi hanno aperto nellagosto 2013 al Cairo e Bombay; un altro sar inaugurato nel 2014 a Manila. Lisbona per il momento il solo luogo in Europa che ospita questo parco. Alcune famiglie agiate che si divertono a KidzMondo conoscono gi KidZania di Dubai.

Attivit ben inquadrate


L RIFERIMENTO a KidZania il cui motto ufficiale : Siate pronti per un mondo migliore sembra tuttavia irritare i nostri interlocutori. Esistono anche Minopolis in Austria, Wannado City in Florida, relativizza Kazma. Questo concetto non appartiene a nessuno, rincara Souaid. universale: a tutti i bambini piace fare finta di lavorare come i grandi. Uno degli slogan del parco proclama in effetti: Il solo limite limmaginazione dei bambini. Qui, tuttavia, si fa fatica a vedere questa immaginazione allopera. Ogni attivit inquadrata, programmata. Sulla porta, un adesivo indica la sua durata (venti minuti in media) e il numero di partecipanti ammessi. Gli animatori alcuni indossano una maglietta United youth (Giovent unita) fanno entrare cinque o sei candidati e danno loro istruzioni, a volte guidando i loro gesti. Gli altri fanno la fila fuori, con pi o meno ordine e pazienza. I genitori sono invitati a osservare dietro i grandi vetri, ma non hanno diritto di entrare, il regno dei bambini. Mi piacerebbe almeno sentire quello che gli dicono, mormora una madre, contrariata. La figlia di 9 anni, aspirante dentista, ascolta con i suoi compagni il discorso dellanimatore, prima di mostrare le braccia cos cariche di campioni di dentifricio da farli cadere a terra. Le attivit proposte sono piuttosto sommarie, la cerimonia di consegna delluniforme sembra spesso bastare a deliziare i piccoli. Da l a vederci il semplice pretesto di un discorso promozionale... Per sedurre gli insegnanti, KidzMondo, che conta sulle gite scolastiche, si vanta di illustrare il concetto di edutainment contrazione di educazione (education) e intrattenimento (entertainment). Ma, come faceva notare un giornalista britannico a proposito di KidZania, sarebbe pi adatto parlare di advertainment: un mix di divertimento e pubblicit (advertising). Souaid non nasconde daltronde gli scopi promozionali del progetto: Lavoriamo con aziende tripla A, molto conosciute in Libano, in Medioriente o nel mondo. Colgono loccasione perch sanno che la lealt verso una marca [brand loyalty] si costruisce molto presto. Incrociando il responsabile di un laboratorio sponsorizzato dalle acque Nestl, gli chiediamo in cosa consista il suo lavoro. Ha appena aperto la bocca che il suo superiore gerarchico, apparso dal nulla, lo spinge da parte per rispondere al suo posto: Qui, si insegna ai bambini a misurare il pH dellacqua e a confrontarlo con quello di unaltra acqua, per esempio Contrex. Alla fine, se ne vanno con una piccola bottiglia dacqua Nestl. Si tratta quindi di unattivit scientifica. Per inciso, chiediamo a Kazma, cosa sognava quando era bambino? Non ho mai desiderato di essere medico o ingegnere, risponde. Ho sempre voluto essere un uomo daffari.
(1) What is KidzMondo?, www.kidzmondo.com (2) Libanon: Whats wrong with Amal?, numero #04BEIRUT4941, primo settembre 2011, www.cablegatesearch.net (3) Mike Deri Smith, State of play, 13 aprile 2011, www. themorningnews.org (Traduzione di Giu. Acc.)

Si insegna che i soldi non crescono sugli alberi


N VERIT, KidzMondo si presenta sotto forma di un centro commerciale, un hangar di 10.300 metri quadrati su due piani, con aria condizionata e luce artificiale. Gli ingressi imitano i check-in degli aeroporti. Per rassicurare i genitori, i visitatori dal cuore puro sono muniti di un braccialetto di radio-identificazione (Radio-frequency identification, Rfid) che non possono togliere da soli. Il parco fornito anche

di conserva che i loro compagni, alla cassa, faranno passare sotto il lettore ottico. Da Spinneys, cerchiamo sempre di migliorare la situazione delle comunit nelle quali operiamo, scrive Ralph el Kahi, direttore marketing del gruppo, secondo il depliant di KidzMondo. In Libano, dove d lavoro a 1.700 persone, Spinneys, di propriet di Abraaj, un fondo dinvestimento con sede a Dubai, ha riempito le pagine dei giornali nel marzo 2012, quando ha rifiutato di applicare il primo aumento del salario minimo da sedici anni, racconta Charbel Nahas, lallora ministro del lavoro, autore del provvedimento e in seguito dimessosi. Dopo tre mesi di attesa, un centinaio di impiegati ha indirizzato una petizione allamministrazione. Di fronte alle pressioni della direzione, solo due hanno mantenuto la loro posizione. Il principale animatore delliniziativa, Samir Tawk, stato trasferito dalla mattina alla sera da Beirut a Sada; avendo rifiutato il trasferimento, stato licenziato (1). Lui e una ventina di altri hanno deciso allora di creare un sindacato. Le pressioni sono cresciute, e alcuni sono stati licenziati. Ma, con un provvedimento d'urgenza, una giudice ha proibito i licenziamenti, decisione presa per la prima volta prosegue Nahas. Siccome molti degli impiegati devono il loro lavoro al clientelismo, centinaia di loro sono stati obbligati a firmare una lettera in cui dispensavano Spinneys dall'applicare laumento. Hanno anche dovuto partecipare a contromanifestazioni, o inviare lettere di dimissione dal sindacato, anche se non vi avevano mai aderito Una sera, un militante, Mkheiber Habchi, stato pestato nel parcheggio. Spinneys ha finito per attirarsi un avvertimento dallOrganizzazione internazionale del lavoro (Ilo) a Ginevra. Ci sono state manifestazioni di solidariet davanti ai negozi della catena, cosa molto rara, sottolinea la ricercatrice Marie-Nolle Abi Yaghi, specialista dei movimenti sociali allInstitut franais du Proche-Orient (Ifpo). Anche sostenitori esterni alliniziativa hanno ricevuto delle minacce dal loro datore di lavoro. Secondo Nahas, la battaglia pi dura perch una vittoria dei salari da Spinneys aprirebbe la strada a cambiamenti in tutto il settore.
M. C. (1) Cfr. http://spinneysceoagainstfreedoms.com (Traduzione di Giu. Acc.)

LCUNE DELLE MARCHE rappresentate a KidzMondo hanno un bisogno pi urgente di A altre della fedelt assicurata dal parco. il caso dei supermercati Spinneys, partner di unattivit ludica in cui i bambini pongono nel loro paniere frutti e ortaggi di plastica o falsi barattoli

Spinneys si rif un'immagine

LE MONDE diplomatique il manifesto NOVEMBRE 2013

PROTESTE SENZA CONVINZIONE CONTRO LOCCUPAZIONE

Il fallimento dellUnione europea in Palestina


Il presidente Franois Hollande andr a Tel Aviv e a Ramallah il 18 e 19 novembre. Al di l dei discorsi consueti, la Francia perseguir la sua cooperazione con Israele come se loccupazione non esistesse. E, se lUnione europea ha deciso infine di prendere delle misure di ritorsione contro la colonizzazione, lo fa con una timidezza che la rende incapace di imporre una pace duratura nella regione.
ropea a imporre le condizioni di una pace durevole nella regione. Eppure dispone di tutti i mezzi per farlo (7). In primo luogo, lUnione dovrebbe valorizzare il passo importante fatto con la pubblicazione della sua direttiva, invece di tentare di attenuarne la portata, e rifiutare di cedere alle pressioni esercitate da quel momento dalle autorit israeliane che hanno proibito ai suoi rappresentanti lingresso a Gaza e statunitensi. Inoltre, con un volume di scambi vicino ai 30 miliardi di euro lanno, lEuropa rappresenta il primo partner commerciale dIsraele, e un quarto delle sue esportazioni. LUnione potrebbe dunque minacciare Tel Aviv di ritorsioni nel quadro dellaccordo di associazione firmato nel 2000, congelare gli accordi specifici in vigore o in corso di negoziazione (Israele il primo beneficiario dei programmi mediterranei), e sospendere ogni negoziato di rafforzamento dellaccordo di associazione. Inoltre, potrebbe smettere di importare prodotti fabbricati o assemblati nelle colonie israeliane della Cisgiordania. Nel 2012, un collettivo di 22 organizzazioni non governative (Ong) stimava queste importazioni pari a 230 milioni di euro, cio 15 volte in pi delle importazioni europee di prodotti palestinesi (8). Poich non dipendono dai finanziamenti europei diretti, queste esportazioni non sono interessate in realt dalla recente direttiva. E, in mancanza di etichettatura specifica, questi prodotti made in Israel, in effetti originari delle colonie, beneficiano di unesenzione fiscale Con la preoccupazione di garantire la trasparenza ai consumatori europei, un processo di etichettatura in corso in 13 Stati. Tuttavia, alcuni tra loro, come lIrlanda, lamentano il fatto che questa iniziativa non arrivi allinterdizione vera e propria di questi prodotti sul mercato europeo. Infine, lUnione pu agire sul commercio delle armi con Israele, che continua a crescere malgrado il codice di condotta europeo proibisca ogni commercio di materiale militare con autorit che ricorrono alla repressione interna, compiono aggressioni internazionali o contribuiscono allinstabilit regionale. Questa importazione di materiale bellico, linvestimento nella ricerca (in parte grazie a sovvenzioni europee) e le recenti operazioni militari che hanno provocato vittime a Gaza vero laboratorio per le tecnologie di punta in materia di armamenti hanno permesso di accrescere le vendite di armi israeliane nel mondo che hanno raggiunto nel 2012 il livello record di 5,3 miliardi di euro, brillando al quarto posto nel palmars degli esportatori di armi in Francia. Un anno fa, lUnione europea ha ottenuto il premio Nobel per la pace. forse il momento che se ne ricordi?
(1) Conclusioni del consiglio degli affari esteri dellUnione europea, 8 dicembre 2009. (2) Nel 2004, la Corte internazionale di giustizia ha emesso una sentenza che dichiara il tracciato del muro illegale secondo il diritto internazionale. Si legga William Jackson, Cisgiordania, distruggere quel muro illegale, Le Monde diplomatique/il manifesto, novembre 2004. (3) Cfr. The prohibited zone, Bimkom, Gerusalemme, 2009, http://bimkom.org.il. (4) Cfr. il rapporto dellAssemblea nazionale sulla geopolitica dellacqua il quale denuncia la nuova apartheid praticata da Israele in questo ambito (dicembre 2011), www. assemblee.nationale.fr. (5) Rapporto dei capi missione dellUnione europea a Gerusalemme Est, febbraio 2013. (6) Si legga Joan Deas, A Gaza, il mare si restringe, Le Monde diplomatique/il manifesto, agosto 2012. (7) Cfr. Failing to make the grade. How the EU can pass its own test and work to improve the lives of Palestinians in Area C, Association of International Development Agencies (Aida), 10 maggio 2013, www. oxfam.org. (8) Trading away peace: How Europe helps to sustain illegal Israeli settlements, Federazione internazionale delle associazioni dei diritti umani, Parigi, ottobre 2012. (Traduzione di Giu. Acc.)

di LAURENCE BERNARD*
rifugi, bagni chimici) sono regolarmente saccheggiati dallesercito o dai coloni, senza che alcuna richiesta di risarcimenti sia mai stata formulata. Solo lUfficio umanitario della Commissione europea (Echo) ha richiesto per iscritto, nel 2013, dei risarcimenti finanziari. Ha ricevuto un rifiuto totale, con il pretesto che le strutture non erano state costruite in coordinamento con le autorit israeliane. Gli incidenti che coinvolgono tra gli altri diplomatici europei (si legga il riquadro) sono frequenti, ma pi spesso insabbiati da cancellerie preoccupate di non dare scandalo. Cos, il sostegno al rafforzamento istituzionale dellAutorit palestinese leit motiv dei donatori che scommettono sullo sviluppo economico in mancanza di una soluzione politica stato confermato senza esitazioni. Ma trasformato con il tempo in una trasfusione che permette di mantenere a galla lAutorit, della quale lUnione paga in gran parte i funzionari, al costo di 150 milioni di euro allanno. Le riserve idriche hanno sempre costituito un interesse fondamentale. Ma la loro suddivisione rimasta largamente sfavorevole ai palestinesi, dipendenti dal Joint Water Committee che dovrebbe favorire le decisioni condivise, ma usato da parte israeliana per bloccare la maggior parte dei progetti palestinesi che riguardano i bacini idrici. I palestinesi non hanno accesso che al 20% delle riserve della Cisgiordania, contro l80% per gli israeliani (4); consumano in media quattro volte meno acqua al giorno per persona. La comunit internazionale, Unione inclusa, non sembra

ENTANNI dopo gli accordi di Oslo, lUnione europea ha appena attraversato una prima tappa per rendere credibile la sua posizione ufficiale a favore di uno Stato palestinese indipendente, democratico, contiguo e duraturo. Una direttiva pubblicata a luglio 2013 rende infatti incandidabile per i finanziamenti europei, a partire dal gennaio 2014, ogni entit israeliana azienda, universit, laboratorio di ricerca, associazione situata al di l delle frontiere del 1967 e che eserciti unattivit in una colonia in Cisgiordania o a Gerusalemme Est.

REUTERS/YANNIS BEHRAKIS

Questo dovrebbe mettere fine al sostegno a unazienda come Ahava, che sfrutta fanghi e sali minerali del Mar Morto, inaccessibile alle industrie palestinesi; o ancora allIsrael Antiquities Authority, attraverso la quale le autorit israeliane esercitano un quasimonopolio sulla regolamentazione, la conservazione e la presentazione delle opere archeologiche in Palestina. Una tale decisione era tanto pi attesa dal momento che lUnione non ha mai potuto, o voluto, applicare le dichiarazioni e risoluzioni accumulatesi dal dicembre 2009 che esortavano il governo israeliano a mettere immediatamente fine a tutte le attivit di insediamento, a Gerusalemme Est e nel resto della Cisgiordania, inclusa lestensione naturale delle colonie, e a smantellare tutti gli insediamenti illegali dei coloni dal marzo 2001 (1). Ad oggi, malgrado le verificate violazioni delle risoluzioni dellOrganizzazione delle Nazioni unite (Onu) e delle convenzioni di Ginevra, malgrado il parere consultivo emesso dalla Corte internazionale di giustizia contro il muro di separazione (2), nessuna sanzione era stata decisa. Eppure la questione urgente, perch la politica del fatto compiuto continua giorno dopo giorno a erodere i territori palestinesi, mettendo a repentaglio la creazione di uno Stato. La Cisgiordania non gi niente di pi che un arcipelago di piccole isole urbane, a causa del muro di separazione, il cui tracciato annette di fatto circa il 10% del territorio palestinese, e per il fatto che il 60% della sua superficie mantenuto sotto il totale controllo di Israele la famosa zona C (3). Conta gi 350 mila colonie, per 140 mila palestinesi che vi risiedono. Lagenzia dellOnu per il coordinamento degli affari umanitari (Office for the Coordination of Humanitarian Affairs, Ocha) esprime preoccupazione tra laltro per laumento delle violenze perpetrate dai coloni, per lo stop ai permessi di costruzione palestinesi da parte dellamministrazione civile israeliana incaricata dei territori, infine per le demolizioni sistematiche degli edifici costruiti senza permesso. Queste demolizioni non risparmiano i progetti finanziati dallUnione europea, a cui capita di pagare la ricostruzione di infrastrutture distrutte dallesercito israeliano. Come per esempio il porto e laeroporto di Gaza, ma anche edifici amministrativi e della sicurezza dellAutorit palestinese in particolare a Nablus e Jenin, dove lUnione ha destinato 30 milioni di euro per la ricostruzione, che dovrebbe essere conclusa allinizio del 2014, di due sedi dellAutorit , o ancora infrastrutture di base nelle aree rurali. Anche degli equipaggiamenti mobili a uso umanitario (tende,
* Giornalista.

VILLAGGIO NILIN, WEST BANK, ISRAELE, DICEMBRE 2009 Manifestanti palestinesi lanciano pietre alle truppe israeliane dal discusso muro di separazione

provare imbarazzo nel finanziare progetti di trattamento delle acque i cui investimenti e costi operativi sono pi elevati a causa delle restrizioni imposte dalloccupante. A Gerusalemme, le autorit israeliane hanno espropriato pi di un terzo della parte orientale della citt, dichiarata poi territorio dello Stato. Nel 2013, si annoverano 250 mila coloni stabiliti nei quartieri palestinesi, nella citt vecchia, nei siti storici o nei vasti insiemi urbani disposti in cerchi concentrici intorno alla citt. Anche la cultura, la storia e il patrimonio sono settori strettamente controllati: ritiro dei permessi di guida turistica, recupero delle opere e dei manoscritti, controllo degli scavi archeologici Questo sembra rivelare, secondo lultimo rapporto dei capi missione diplomatica europei di stanza a Gerusalemme, uno sforzo organizzato che ha lo scopo di servirsi dellarcheologia per rinforzare la rivendicazione a una continuit storica ebraica a Gerusalemme, e anche per creare una giustificazione per la sua

definizione di capitale eterna e indivisibile di Israele (5). Malgrado le conclusioni inequivocabili di questo rapporto trasmesso a tutte le capitali europee, lUnione ha avuto molte difficolt a imporre una qualsiasi misura alle autorit israeliane, a cominciare dalla riapertura delle istituzioni ufficiali a Gerusalemme Est, in prima fila la Maison dOrient sede dellOrganizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) a Gerusalemme fino al 2000 e la Camera di commercio palestinese. Nel 2010, Israele ha chiuso linsieme dei punti di valico verso la Striscia di Gaza, a eccezione di quello di Erez (ad accesso limitato) e di Kerem Shalom, sola entrata autorizzata per le importazioni di alcune merci, a gran beneficio di Hamas. Le esportazioni restano proibite, solo con qualche eccezione. Lungo la Striscia di Gaza che gi uno dei luoghi pi densamente popolati del mondo con quasi due milioni di persone su 400 chilometri quadrati (4.500 abitanti per chilometro quadrato) le autorit israeliane hanno inoltre imposto una zona cuscinetto (buffer zone) da 100 a 500 metri lungo il muro di sicurezza, che impedisce ormai laccesso della popolazione al 17% del territorio, circa un terzo della sua superficie coltivabile. Simili restrizioni esistono anche sul piano marittimo, poich il limite per la pesca inizialmente stabilito a 20 miglia nautiche in base agli accordi di Oslo oggi compreso tra tre e sei miglia nautiche secondo i periodi (6). Risposta dellUnione: 15 milioni di euro supplementari per lestensione delle infrastrutture frontaliere del valico di Kerem Shalom, un investimento cio nellinfrastruttura di sicurezza israeliana, per il mancato ottenimento della cancellazione dellembargo malgrado sia stata richiesta ufficialmente. Peraltro, la condizione dei rifugiati palestinesi si ulteriormente deteriorata. Espulsi dai loro villaggi al momento delle guerre del 1948 e del 1967, sono circa cinque milioni registrati dalle Nazioni unite. Un terzo vive ancora in campi provvisori a Gaza, in Cisgiordania, in Giordania, in Libano e in Siria; tre milioni e mezzo dipendono dallAgenzia umanitaria delle Nazioni unite per i rifugiati palestinesi in Medioriente (Unrwa) per i servizi di base come sanit o educazione. Questa situazione, che costa allUnione europea circa 300 milioni di euro per anno sotto forma di sostegno finanziario allUnrwa, ulteriormente aggravata dallattuale afflusso di rifugiati siriani e dallinstabilit dei paesi della regione. Lo statu quo in Medioriente, che non ha dello statu quo che il nome, dimostra lincapacit dellUnione eu-

A TEMPO, la caccia ai beduini aperta, non solo nella Palestina occupata, ma anche in Israele, dove in decine di migliaia sono strappati alle loro terre (1). Venerd 20 settembre, in Cisgiordania, un convoglio umanitario si dirige verso il villaggio beduino di Makhoul, distrutto dalle forze di occupazione israeliane. Trasporta delle tende per offrire un tetto, anche se precario, alla sessantina di abitanti. Destinati a rimpiazzare quelli della Croce rossa, che gli israeliani hanno confiscato, questi rifugi di fortuna sono finanziati dallUnione europea e dalla Francia. Per evitare una nuova confisca, diplomatici europei e operatori umanitari scortano il camion. Molto velocemente, lesercito israeliano lo blocca. Per proteggere il carico, dei diplomatici salgono a bordo. Tra loro, Marion Fesneau-Castaing, incaricata della cooperazione al consolato francese a Gerusalemme, che dispone dellimmunit diplomatica. Alcuni soldati lafferrano per le braccia e le gambe, la estraggono dal veicolo e la gettano a terra. Si rialza. Interpellata da un militare che esige di prenderle lo zaino, lei lo respinge. Il suo gesto, in un video prodotto dalle autorit israeliane, diventer un cazzotto, versione che il corrispondente di Le Monde trasmetter con soddisfazione (2). Lincidente offrir a Parigi unoccasione di mostrare la sua pusillanimit, e ai media un diversivo che permette di passare sotto silenzio la repressione contro il convoglio, luso di granate assordanti e gas lacrimogeni, i colpi e gli arresti, senza parlare della violazione da parte delloccupante delle convenzioni di Ginevra. Quando lUnione europea protesta, il Quai dOrsay tace, poi decide di rimpatriare la diplomatica. Israele ha preso labitudine di molestare i diplomatici francesi in preferenza le donne, tra laltro (3) , senza suscitare la minima misura di ritorsione seria. Si tratta soprattutto per Parigi di non gettare unombra, per quanto leggera, sul viaggio che il presidente Franois Hollande effettuer questo mese in Israele, n sulle eccellenti relazioni che intrattiene la Francia con questo paese che malgrado tutto viola allegramente il diritto internazionale. Cera un tempo in cui le potenze coloniali pensavano che questo diritto non poteva applicarsi ai popoli selvaggi. In Palestina, siamo sempre a quel punto.
ALAIN GRESH (1) Emille Baujard, Et le phnomne des Bdouins disaparatra, Moshe Dayan, 1963, 20 ottobre 2013, Merblanche.com (2) Laurent Zecchini, Et du gauche, la dimplomatie frappe le soldat au menton, Le Monde, 23 settembre 2013; La diplomate boxeuse en poste en Isral sera mute, Le Monde, 28 settembre 2013. (3) Israele offende i suoi alleati, Le Monde diplomatique/il manifesto, aprile 2010. (Traduzione di Giu. Acc.)

Quando Parigi sonnecchia

10

NOVEMBRE 2013

LE MONDE diplomatique il manifesto

LE RADICI DELLATTENTATO DI NAIROBI

Terrorismo somalo, malessere keniano


Dopo essere implosa pi di due decenni fa, la Somalia uno stato fallito. Al nord, il Somaliland e il Puntland vivono in autarchia, mentre nel resto del paese, malgrado un aiuto militare internazionale, il potere centrale fa fatica a imporsi. Lorganizzazione jihadista degli Shabaab ha perso il controllo, ma si estesa, in particolare in Kenya, i cui dirigenti si distinguono per la loro negligenza.
ERITREA SUDAN GIBUTI Gibuti
Berbera

YEMEN
GOLFO DI ADEN

Bosaso

Addis Abeba ETIOPIA

Hargeisa

SOMALILAND
Burao Gardo

PUNTLAND
Garoe

di GRARD PRUNIER*
terroristi islamici, essi rivestono due altre dimensioni spesso sottostimate: costituiscono un ulteriore episodio nella guerra civile che devasta la Somalia sin dalle prime offensive della guerriglia nel 1988; e sono un sintomo grave del malessere politico che continua a crescere in Kenya dopo le elezioni presidenziali contestate del 2007 (1). La Somalia si lacera, a partire non dalla caduta del regime del dittatore Mohammed Siad Barre nel 1991, come spesso si sostiene, ma dalla grande ribellione del Somaliland, regione del nord del paese che ha proclamato lindipendenza nel 1991 senza ottenere il riconoscimento internazionale (2). Laumentata potenza, a partire dal 2004, del movimento armato al Shabaab (letteralmente i giovani) simboleggiaa linterminabile disfacimento politico del paese.
SUD SUDAN
Lago Turkana Lago Abaya

Ogaden
Ch

ABATO 21 settembre 2013, un piccolo gruppo che operava per conto degli Shabaab abbreviazione del movimento islamista somalo Harakat al Shabaab al Mujahidine penetrava nel centro commerciale Westgate, a Nairobi, in Kenya, e apriva il fuoco sulla folla dei clienti. Rifugiatisi nel dedalo di negozi, gli assalitori hanno poi sostenuto un assedio di quattro giorni, uccidendo tutte le persone che venivano loro a tiro. Le autorit keniane non solo non sono riuscite a fermare il massacro, ma non sono state capaci di identificare i membri del gruppo, di impedire loro di fuggire o di arrestarne anche uno solo. Pi di un mese dopo i fatti, lincertezza resta completa, incluso il numero delle vittime.

Galcaio
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Hobyo Belet Uen

Gedo

UGANDA

Baidoa

SOMALIA
Mogadiscio
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OCEANO INDIANO

KENYA
Kampala
Lago Victoria

Kisumu

Dadaab Nakuru
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Juba
Kisimayo
Territori che funzionavano in maniera autonoma Area popolata da somali Azioni terroristiche degli Shabaab al di fuori della Somalia dal 2009
Fonti: CIA; agenzie stampa.

Nairobi

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Lamu

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CCILE MARIN

400 km

Mombasa

Se questi avvenimenti sono stati percepiti prima di tutto come un attacco di I VOLUTO vedere nellattacco S del Westgate una vendetta contro il Kenya, il cui esercito intervenuto

Conflitto interno agli Shabaab


Nairobi cerca di proteggere la sua frontiera nord-orientale, di continuo colpita dai raid degli shifta (banditi somali), ma anche, senza dubbio, di prendere il controllo di una zona dellOceano indiano in cui si trovano probabilmente petrolio e certamente gas naturale. Nel 2011, sono occorsi nove mesi ai soldati keniani per avanzare di 200 chilometri, malgrado il fatto che non incontrassero praticamente alcuna resistenza; una tale lentezza si spiega in parte con il cattivo funzionamento della loro catena logistica. E al momento della presa del porto di Kisimayo, nel settembre 2012, hanno spinto in prima linea i miliziani del loro alleato locale Ahmed Madobe, le cui forze hanno assicurato il grosso della sicurezza della regione di Juba. E quando, nel gennaio 2013, Madobe ha chiesto aiuto per ripulire lentroterra del paese risalendo nella regione di Gedo, lesercito keniano si disimpegnato, dubitando delle proprie capacit di fronte agli Shabaab.

contro basi del gruppo islamista radicale, con lappoggio del governo federale somalo (Gfs) e dellaviazione francese, nellottobre 2011. Tuttavia, lesercito keniano non che uno degli eserciti stranieri che operano in Somalia e certamente uno dei meno efficaci. In effetti, delle forze dellUganda, del Burundi e di Gibuti agiscono dal 2007 sotto legida della Missione africana in Somalia (Amisom), cofinanziata dallUnione africana e dallOrganizzazione delle Nazioni unite (Onu). Ingenti truppe etiopi operano inoltre al di fuori del quadro Amisom. I keniani perseguono interessi nazionali che hanno poco a che vedere con il ritorno della pace in Somalia.

Nel 2012, il gruppo islamista ha perso molte delle grandi citt somale di cui si era impadronito, permettendo il varo di una nuova Costituzione e di un nuovo governo. Lelezione del presidente Hassan Sheikh Mohamoud, il 10 settembre 2012, ha completato il processo di transizione avviato nel 2004 sotto legida dellOnu. Sarebbe ugualmente sbagliato interpretare il raid su Nairobi come la prova di una rinnovata potenza strategica dei gruppi islamisti. In effetti si assiste a unestensione della guerra civile somala verso il Kenya, ma lattacco di Westgate la conseguenza del conflitto interno che ha logorato gli Shabaab tra aprile e luglio 2013. Questi scontri fanno seguito alle sconfitte militari inflitte dallAmisom. Ahmed Godane, uno dei principali leader del movimento, si violentemente opposto a molti suoi subordinati. Alcuni hanno pagato con la vita, e il pi importante tra loro, Hassan Dahir Aweys, storico responsabile del movimento islamista somalo, ha finito per arrendersi al governo federale, che sopravvive a malapena a Mogadiscio, sotto la protezione delle truppe internazionali. difficile sapere se il commando che ha colpito il Westgate fosse unemanazione del gruppo di Godane o di quello dei suoi rivali. Sembra certo che operasse per impressionare i media, che non si arrischiano pi in Somalia, e per attirare il denaro di al Qaeda, che non sarebbe in buona salute finanziaria e conterrebbe le spese. Godane si promuove anche a rango di star del terrorismo islamista mondiale, su una scena gi occupata da al Qaeda nel Magreb islamico (Aqmi), al Qaeda nella penisola araba (Aqpa), la Jamaa al Islamiya indonesiana, Boko Haram in Nigeria e i diversi movimenti siriani. Evidentemente, lesportazione del fenomeno non significa che non abbia pi una base in Somalia. Gli Shabaab controllano ancora circa la met del territorio. Cercano di riposizionarsi nei confronti del governo federale organizzando nelle zone che occupano dei lavori infrastrutturali, delle assemblee popolari e anche delle feste per bambini! Se il terrorismo costituisce la loro attivit essenziale, non la sola carta di un movimento la cui risorsa principale di rappresentare dei piccoli clan. Questi si sentono vittime dellimperialismo dei grandi clan, in prima linea il gruppo Hawiy, sovra rappresentato in seno al Gfs. Il governo federale deve spesso negoziare complicati accordi con gli Shabaab che altrove combatte, come nella regione di Juba, dove conduce una guerra in sordina a Madobe. Di questultimo, ci chiediamo se sia luo-

mo dei keniani o se, al contrario, li manipoli. Paese molto poco militarizzato (3), il Kenya si trova, a sua volta, in preda a un malessere politico profondo. Al momento dellelezione presidenziale del 2007, tensioni etniche risalenti allindipendenza e aggravate dal regime di Daniel Arap Moi (1978-2002) hanno portato a violenze che hanno fatto 1.300 morti. 300 mila persone si sono rifugiate sul territorio della loro etnia di origine per scampare agli attacchi degli altri. Molte non sono tornate a casa e si sono costituite milizie tribali, pi brutali quelle dei Kikuyu e dei Kalenjin (4). In seguito ai massacri, la Corte penale internazionale (Cpi) ha ordinato uninchiesta e messo sotto accusa uno dei principali uomini politici kikuyu, Uhuru Kenyatta, figlio dellex presidente Jomo Kenyatta, cos come un leader kalenjin che laveva combattuto nel 2007, William Ruto. Sottoposti a unintensa pressioA QUEL MOMENTO, KenD yatta e Ruto non sono pi dei sospettati sulla difensiva, ma dei ga-

ne giudiziaria e internazionale, i due incolpati hanno allora concluso unalleanza elettorale contro natura, ma efficace, che ha permesso loro di diventare luno presidente, laltro vice-presidente. Hanno in effetti vinto il voto di marzo 2013 di un soffio, al primo turno, con 8.400 voti di vantaggio, cio 50,07% dei 12,3 milioni di voti (su 14,4 milioni di iscritti). Eletti male, sospettato di crimini contro lumanit, obbligati a comparire di fronte alla Cpi, i due uomini erano spalle al muro. Lattacco di Westgate offre loro unancora di salvezza. Ruto si trovava gi a LAja, di fronte ai suoi giudici, al momento dellattacco del 21 settembre, e il presidente Kenyatta doveva presentarsi a novembre. Meno di 24 ore dopo lapertura del dibattimento, la Cpi ha accettato che il vice-presidente ripartisse per Nairobi per assicurare durgenza lesercizio delle sue funzioni.

* Membro del Consiglio atlantico e consulente indipendente in affari africani.

Club di dittatori?
ha dichiarato: Non ho sentito i leader parlare di giustizia per migliaia e migliaia di africani che hanno perso la vita o che sono stati obbligati a fuggire dalle loro case. Dov la giustizia per loro?. Il blogger sudanese Hafiz Mohamed, difensore dei diritti umani, ha intitolato uno dei suoi post LUnione africana ununione di popoli o un club di dittatori? (5). Niente risolto in Kenya, dove il fatto di aver messo Kenyatta e Ruto al riparo dal processo internazionale non ha cambiato niente del malessere politico. I deputati ai quali il presidente Kenyatta aveva domandato, in piena crisi finanziaria, di dare prova di moderazione nelle loro scelte, ne hanno daltra parte approfittato per votarsi a settembre un aumento di salario che, con circa 12 mila dollari al mese, li mette nel plotone di testa dei legislatori meglio pagati del pianeta
(1) Si legga Jean-Christophe Servant, La politica scende in campo, Le monde diplomatique/il manifesto, febbraio 2008. (2) Si legga Somaliland, eccezione africana, Le monde diplomatique/il manifesto, ottobre 2010. (3) La Kenya Defence Force (Kdf) non ha avuto alcuna esperienza di combattimento dopo lindipendenza del paese, nel 1963. E le sue operazioni di mantenimento dellordine hanno dato luogo spesso a derive sanguinose, come il massacro di tre mila civili a Waggala nel 1984. (4) Jomo Kenyatta, il primo presidente del Kenia indipendente, era kikuyu. Il suo successore, Daniel Arap Moi, era kalenjin, (5) Hafiz Mohammed, The AU i sit people union or dictators club, 14 ottobre 2013, www.sudan-tribune.com (Traduzione di Giu. Acc.)

AGOSTO 1975

Una promessa di liberazione


Nel reportage Somalia, restituire lo stato al popolo, apparso su Le monde diplomatique nellagosto del 1975, Basil Davidson sottolineava lemancipazione delle donne.

Prima del 1969, prima anche del 1972, le donne somale erano considerate senza importanza e non avevano diritto di parola, eccetto forse allinterno della famiglia (e anche l, a quanto pare, le loro prerogative rimanevano minime); era escluso che rappresentassero se stesse e parlassero a proprio nome. Sottomesse alloppressione secolare dei pregiudizi locali e dei costumi musulmani trapiantati in Somalia, erano nel migliore dei casi le domestiche dei loro mariti, al peggio le loro schiave. () Oggi, nellinsieme della Somalia sedentarizzata, le donne sono organizzate e prendono in mano la difesa dei loro interessi; dappertutto, finanche nei pi minuscoli villaggi, ci sono comitati di donne. () Di certo, non sono tutti daccordo, non tutti reagiscono favorevolmente, non tutti sono pronti ad ammettere queste infrazioni della tradizione. () Noi donne abbiamo sempre avuto numerose responsabilit, mi spiega una abitante di uno dei comitati di Hargeisa. Eravamo incaricate della costruzione delle case di paglia, della cucina, della tessitura, facevamo pascolare il bestiame. Tutti lo sanno. Ma queste responsabilit non valevano alcuna considerazione. () Nel mese di gennaio, il governo ha fatto un altro passo avanti nella sfida alla tradizione pubblicando un decreto in base al quale le donne avranno il diritto di ereditare allo stesso titolo che gli uomini. () Questo decreto non stato approvato allunanimit: ha anche sollevato, in alcuni contesti sociali, severe condanne; pi di una moschea si riempita del trambusto indignato di voci maschili. () La fronda ha poi fallito. () I leader religiosi somali pi importanti sembrano aver finalmente deciso di accettare di buon cuore il rinnovamento dellislam; vero che il regime si speso instancabilmente per non alienarsi i loro favori. Osservando scrupolosamente le prescrizioni dellislam, non ha mancato di andare a cercare nel Corano le giustificazioni della sua politica di progresso sociale. www.mondediplomatique.fr/archives
Tratto dal Dvd-Rom Archivi, 1954-2012.

ranti della legalit internazionale di fronte alla minaccia terroristica. Poco importa che le forze di sicurezza abbiano gestito malamente la situazione hanno fatto saltare in aria con lesplosivo il parcheggio situato sul tetto del centro commerciale, seppellendo numerose persone sotto i detriti; i soldati hanno saccheggiato negozi, bar, e si sono ubriacati al punto da mettersi a sparare alla cieca. Poco importa che la polizia non disponesse di una mappa delledificio e non si sia curata di sorvegliare le fogne, dalle quali i membri del commando sono riusciti a scappare. Poco importa che, dal primo giorno, lesercito, chiamato per i rinforzi, abbia ucciso per errore il capo delle forze di polizia. Poco importa che i funzionari incaricati di risolvere la crisi, il generale Julius Karangi e lispettore generale della polizia David Kimaiyo, abbiano litigato pubblicamente e impartito ai loro uomini ordini contraddittori, mentre il ministro dellinterno mentiva attribuendo lincendio del centro commerciale ai terroristi cosa a cui la gente non ha creduto nemmeno per un momento. I due accusati keniani hanno ricevuto il fervente sostegno del presidente nigeriano Goodluck Jonathan, del ministro degli esteri etiope Tedros Adhanom e della maggior parte dei paesi membri dellUnione africana riuniti ad Addis Abeba il 12 ottobre 2013. Solo lex segretario delle Nazioni unite Kofi Annan, ancora tormentato dai suoi ricordi del Rwanda e del Darfur,

LE MONDE diplomatique il manifesto NOVEMBRE 2013

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LA FRONDA DEI PAESI AFRICANI

La Corte penale internazionale sotto accusa


Riuniti in un vertice straordinario, il 12 ottobre 2013 i paesi membri dellUnione africana hanno chiesto la sospensione dei procedimenti intentati davanti alla Corte penale internazionale (Cpi) contro capi di Stato nellesercizio delle loro funzioni. Viene cos messo in discussione uno dei principi di base della Corte: lottare contro limpunit dei governanti. Motivata dalla situazione in Kenya, questa domanda evidenzia le contraddizioni inerenti al Tribunale.
zione, un rimedio contro la guerra, unarma per la sicurezza globale e un mezzo per rendere giustizia alle vittime e assegnare loro un giusto risarcimento. Altra innovazione dello statuto di Roma: la vittima partecipa attivamente allamministrazione della giustizia mentre, davanti ai tribunali ad hoc, semplice testimone, spesso strumentalizzato dallaccusa. Il suo contributo non pi limitato dalle frontiere probatorie della testimonianza. Ma cos, il processo internazionale scivola verso il percorso terapeutico. Secondo alcuni giuristi, la giustizia una tappa nella necessaria ricostruzione della vittima (11) e il nuovo ruolo ottenuto nel processo una prima pertinente risposta ai tanti traumatismi subiti (12). Interpretazioni che rischiano di allontanarci da ogni razionalit giuridica. Esse tradiscono un grave errore ermeneutico, confondendo il diritto di accesso alla giustizia con il diritto di ottenere giustizia, e avallando in tal modo una visione giustizialista delle istanze internazionali. Peraltro, la vittima pu essere un elemento perturbatore nel processo, perch la sua emotivit pu nuocere alla serenit del dibattimento. Davanti alla Corte penale, essa presenta elementi probatori per giustificare il danno subito, ma anche per stabilire la colpevolezza dellaccusato, giocando il ruolo di procuratore privato ufficioso. Cos la difesa si trova di fronte a due accusatori. Il simbolismo che rimane al centro della Cpi, tutto favorevole alle vittime, dimentica la figura dellaccusato e rende squilibrato il gioco processuale. Se le attese sono troppo grandi, lo saranno anche le delusioni finali: la Cpi comincia a trovarsi di fronte i mulini a vento creati dal simbolismo. dunque necessario ridurre gli elementi simbolici: perch, come ricorda Tzvetan Todorov, lobiettivo della giustizia deve rimanere la sola giustizia (13).
(1) Si legga Jean-Arnault Drens, Justice borgne pour les Balkans, Le Monde diplomatique, gennaio 2013. (2) Nacer Eddine Ghozali, La justice internationale lpreuve de la raison dEtat, in Rafaa Ben Achour, Slim Lagmani (a cura di), Justice et juridictions internationales, Pedone, Parigi, 2000. (3) Si legga Anne-Ccile Robert, Justice internationale, politique et droit, Le Monde diplomatique, maggio 2003. (4) Cfr. Nicolas Burniat, Betsy Apple, Gnocide au Darfour: dfis et possibilits daction, Le Moniteur. Journal de la Coalition pour la Cour pnale internationale, n. 37, LAja, novembre 2008 - aprile 2009. (5) Cfr. Jean-Baptiste Jeangne Vilmer, LAfrique face la justice pnale internationale, Le Monde, 12 luglio 2011. (6) Luis Moreno Ocampo, The International Criminal Court in motion, in Carsten Stahn, Gran Sluiter (a cura di), The Emerging Practice of the International Criminal Court, Brill, Amsterdam, 2009. (7) Situation en Palestine, ufficio del procuratore, LAja, 3 aprile 2012. (8) Per altri esempi relative al criterio della gravit, cfr. il rapporto dellufficio del procuratore relativo alle analisi preliminari, 13 dicembre 2011. (9) Cte dIvoire: la loi des vainqueurs. La situation des droits humains deux ans aprs la crise postlectorale, Amnesty International, Londra, 26 febbraio 2013. (10) Danilo Zolo, La Giustizia dei vincitori, Laterza, 2006. (11) Nicole Guedj, Non, je ne suis pas inutile, Le Monde, 30 settembre 2004. (12) Julian Fernandez, Variations sur la victime et la justice pnale internationale, Amnis, Aix-en-Provence, giugno 2006, http:// amnis.revues.org/890 (13) Tzvetan Todorov, Les limites de la justice, in Antonio Cassese e Mireille DelmasMarty (a cura di), Crimes internationaux et juridictions internationales.Valeur, politique et droit, Puf, Parigi, 2002. (Traduzione di M. C.)

IECI ANNI di lotta contro limpunit, proclama con orgoglio il sito internet della Corte penale internazionale (Cpi). A partire dalla sua entrata in vigore, nel 2002, questo tribunale di nuovo genere giudica le persone accusate di genocidio, crimini contro lumanit, crimini di guerra, e crimini di aggressione. Lo Statuto di Roma, il trattato fondativo della Cpi, deplora lelevato grado di impunit, e la nuova giurisdizione stata pensata proprio in rottura con il diritto penale internazionale classico, ritenuto inefficace. Al contrario del Tribunale penale internazionale per lex Jugoslavia, e di quello per il Ruanda, i cui interventi si limitano a un territorio e a un periodo storico determinati, la Cpi pu giudicare qualunque infrazione avvenuta dopo la sua messa in opera. sufficiente la presenza di una di queste due condizioni: che lindividuo sospettato sia cittadino di uno dei centoventidue Stati firmatari sui centonovantatr Stati membri dellOnu; che i crimini in questione siano stati commessi sul territorio di uno Stato membro. Questultima clausola permette di estendere la competenza della Cpi a paesi che non hanno accettato la sua giurisdizione. Inoltre la persona sospettata non pu pi esonerarsi dalla responsabilit riparandosi dietro la propria funzione ufficiale: lo status di capo di Stato o di governo, come quello di diplomatico, non protegge comunque dallincriminazione. Dal 9 settembre 2013, la Corte lavora sul vicepresidente in carica del Kenya, William Ruto, per le violenze seguite alle elezioni del 2007. E del resto nel 2009 la Cpi ha emesso un mandato darresto contro il presidente sudanese Omar alBashir per le violenze verificatesi nella regione del Darfur. Alla Corte si possono rivolgere gli Stati e il Consiglio di sicurezza dellOnu, ed essa pu inoltre agire per iniziativa diretta del procuratore (azione motu proprio), attualmente la gambiana Fatou Bensouda, succeduta allargentino Luis Moreno Ocampo (2003-2012). Complementare alle giurisdizioni penali nazionali, la Corte interviene solo se la celebrazione del processo si rivela impossibile nel paese in questione, per mancanza di volont da parte del governo o per lo stato di crisi del sistema giudiziario. La complementariet, concepita come una concessione alla sovranit statale (2), determina per una discriminazione a sfavore dei paesi con amministrazioni deboli, soprattutto i pi poveri. Non per nulla i venti casi trattati finora riguardano tutti conflitti africani. In chiusura dellultimo vertice dellUnione africana, lattuale presidente dellorganizzazione, letiope Hailemariam Desalegn, ha accusato La Corte di condurre una vera e propria caccia razziale. Cos, malgrado le interessanti innovazioni introdotte nel suo statuto, la Corte non pu sfuggire alle critiche. Essa sarebbe contesa fra due mondi, il politico il giuridico. Classico accordo internazionale, lo statuto di Roma vincolante unicamente per i paesi che lhanno accettato. Tre membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, Stati uniti, Russia e Cina, non lhanno ancora ratificato. Washington paventa la messa in stato di accusa dei suoi
* Avvocata, dottore in diritto penale internazionale alluniversit Napoli-II

di FRANCESCA MARIA BENVENUTO *


soldati impegnati in operazioni di mantenimento della pace Mosca e Pechino temono procedimenti legati alla Cecenia e al Tibet. Per motivi simili in riferimento alla Palestina, anche Israele non ha riconosciuto la Cpi. Il dipartimento di Stato degli Stati uniti ha fatto firmare ad alcuni dei suoi alleati, soprattutto in Africa, accordi di non estradizione di cittadini statunitensi verso la Cpi nel caso di una loro implicazione in crimini compiuti sul territorio di Stati parte (3). La Corte, dunque, oscilla fra il suo statuto di giurisdizione penale sovranazionale e i compromessi politici sui quali si fonda. Rimane dipendente dalla cooperazione effettiva degli Stati, soprattutto per far eseguire i mandati darresto emessi dal suo procuratore, non disponendo di una polizia o di un esercito propri. Malgrado la risoluzione 1556/2004 del Consiglio di sicurezza riguardante il Darfur, il governo sudanese ha sempre rifiutato di collaborare (4). Inoltre, il Kenya e il Chad riflettendo un ampio consenso sul continente nero hanno accolto il presidente al-Bashir sul loro territorio senza procurargli alcun problema Di fronte a simili difficolt, il procuratore deve dunque corteggiare i governi: la loro cooperazione la condizione sine qua non del processo, che potr aver luogo solo in presenza dellaccusato, non essendo previsti procedimenti in contumacia. Le scelte dellaccusa sono influenzate da una certa prudenza diplomatica. Per ottenere il sostegno dei governi, talvolta essa rinuncia alla prerogativa che meglio garantisce la sua indipendenza: la possibilit di avviare inchieste motu proprio. Questo potere, inedito nellordinamento internazionale, stato usato molto poco. Quattro dei casi ai quali la Corte sta lavorando attualmente riguardanti lUganda, la Repubblica democratica del Congo, la Repubblica centrafricana e il Mali sono stati presentati dai governi interessati. Moreno Ocampo ha agito di propria iniziativa in due soli casi: in Kenya e in Costa dAvorio, nel conflitto fra Laurent Gbagbo e il suo concorrente Alassa-

ABDUL KARIM MAJDAL AL BEIK The Trap 2, 2012-3

ne Ouattara, nel 2012. Per complicare ulteriormente il lavoro del procuratore, Uhuru Kenyatta, accusato di crimini contro lumanit, e destinatario di un mandato di arresto della Corte dal quale dovrebbe essere giudicato a partire dal 12 novembre, stato eletto presidente del Kenya il 9 aprile 2013. Ma il margine di manovra della Corte ulteriormente ridotto dallo ius vitae ac necis (diritto di vita e di morte) che il Consiglio di sicurezza esercita nei suoi confronti. Agendo in virt del capitolo VII della Carta dellOnu, il Consiglio pu sospendere lintervento, o al contrario estendere la giurisdizione della Cpi a Stati non parte (mediante un referral ). stato il caso per il Sudan nel 2003 e per la Libia di Muammar Gheddafi nel 2011. La risoluzione 1422 del luglio 2002 ha sospeso le indagini del procuratore sulloperato in Bosnia-Erzegovina paese che ha firmato lo statuto di Roma dei caschi blu dellOnu, in particolare quelli statunitensi. Lazione del Consiglio si rivela dunque eminentemente politica: nel caso del Kenya e del Sudan, lUnione africana ritiene che le misure adottate siano controproducenti e minaccino il processo di pace nei territori in questione (5). Il 5 settembre, il Parlamento di Nairobi ha chiesto al governo di denunciare la sua adesione alla giurisdizione internazionale, la cui azione minaccerebbe la stabilit e la sicurezza del Kenya.

Criticabili anche i criteri di selezione dei casi. Difatti il procuratore persegue solo i crimini che, in modo discrezionale, giudica pi gravi (numero di vittime, durata, campo dazione). E prende in considerazione anche il livello gerarchico dei potenziali responsabili. Questi criteri, molto incerti, hanno portato a scelte contestabili. Il procuratore ha rinunciato ad avviare indagini sulla guerra condotta in Iraq a partire dal 2003 perch i crimini commessi appaiono di natura isolata e non rispondono al criterio di gravit (6). Certo, i procedimenti avrebbero potuto essere intentati solo nei confronti di cittadini di paesi che riconoscono la Corte, come il Regno unito. Allo stesso modo, nel 2009 il procuratore non ha dato seguito alle accuse mosse dalla Palestina contro Israele. Moreno Ocampo ha ritenuto che spettasse agli organi competenti dellOrganizzazione delle Nazioni unite o allassemblea degli Stati parte decidere, sulla base del diritto, se la Palestina sia o no uno Stato ai fini delladesione allo statuto di Roma e, quindi, dellesercizio della competenza della Corte (7). Egli si trincerava cos, prudentemente, dietro le difficolt incontrate dalla Palestina nel vedersi riconosciuto dalla comunit internazionale lo status di Stato sovrano (8). Amnesty International, dal canto suo, critica la parzialit delle procedure condotte relativamente alla Costa dAvorio: mentre sono perseguiti lex presidente Gbagbo e sua moglie Simone, laltro attore del conflitto post-elettorale, Ouattara, presidente attuale, non coinvolto. Lassociazione denuncia la legge dei vincitori (9). Secondo il procuratore, i crimini compiuti dallex capo di Stato sarebbero di una gravit tale da giustificare la diligenza della giustizia internazionale. Un altro rimprovero che si pu muovere alla Corte di ordine simbolico. La formula lotta contro limpunit potrebbe nascondere una giustizia fatta su misura per i potenti (10). Il sistema penale internazionale corre allora il rischio di diventare uno strumento di legittimazione legale, ma anche morale, per i paesi in grado di sottrarsi alla Corte. Linvocazione di grandi valori dalla definizione forzatamente generica pu favorire la politicizzazione delle scelte e aprire la porta a una giustizia a geometria variabile, dimentica del proprio dovere di imparzialit. Inoltre, la ricerca dellesemplarit aumenta le attese. Oltre alla repressione dei crimini e alla punizione dei colpevoli, la giustizia internazionale diventa in una volta uno strumento di preven-

ABDUL KARIM The Night, 2012

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LE MONDE diplomatique il manifesto

Il ritorno della Russia


continua dalla prima pagina

UNA DIPLOMAZIA

in nome della difesa dei diritti e delle libert civili. Ma il vero successo di Putin, di portata ben maggiore, stato il caso siriano. Grazie alla promessa che egli ha strappato a Bashar al Assad di distruggere, sotto il controllo internazionale, tutte le armi chimiche del suo paese, Obama ha deciso di rinunciare provvisoriamente ai bombardamenti punitivi che aveva prospettato. Fin l, la Casa bianca aveva minacciato di isolare la Russia, accusandola di appoggiare il regime di Damasco e di opporsi alle sanzioni dellOrganizzazione delle nazioni unite (Onu). Cos, Putin si presenta come luomo di Stato che riuscito a evitare un intervento militare dalle conseguenze temibili. La sua vittoria stata facilitata dai cattivi calcoli dellamministrazione americana. Dopo aver subito il rifiuto del Regno unito di far parte delloperazione, Obama era sul punto di incassare un altro insuccesso, dalle imprevedibili conseguenze, nel suo tentativo di ottenere lavvallo del Congresso americano. Per quanto incredibilmente limitate, riportando le parole del segretario di stato John Kerry (2) del 9 settembre, le rappresaglie militari, accettate per mantenere la credibilit, non lo convincevano affatto. Allindomani dellaccordo reso possibile da Putin, il quotidiano Izvestia titolava cos: La Russia soccorre Obama (12 settembre 2013). Il presidente russo, con grande pru-

denza, si guardato dal manifestare la stessa ironia trionfalistica dei suoi turiferari. Come la sua diplomazia, egli vede negli ultimi avvenimenti un segno dei tempi e unoccasione storica da non sprecare assolutamente. Tanto che, se Snowden, invece che a luglio, fosse arrivato a Mosca in ottobre, dopo il surriscaldarsi della situazione, sicuramente non avrebbe potuto rimanerci. Latteggiamento della Russia negli ultimi due anni rispetto al conflitto siriano mette in luce i suoi timori e le sue frustrazioni, ma anche gli obiettivi e le ambizioni a lungo termine sulla scena internazionale. Al tempo stesso, evidenzia i problemi ai quali Putin deve far fronte sulla scena nazionale. Le due guerre cecene (1994-1996 e L PARI di osservatori americani A come Gordon Hahn, ricercatore del Center for strategic and Interna-

1999-2000) hanno lasciato numerosi strascichi. Nonostante gli attentati e gli attacchi contro le forze dellordine non abbiano pi la stessa intensit e non facciano pi lo stesso numero di vittime, rimangono ancora frequenti nel Caucaso del nord e si estendono a macchia dolio specialmente in Daghestan e in Inguscezia anche se gli scontri e i crimini riscontrati sono da attribuire pi al banditismo che alla politica. I gruppi militanti ceceni sono meno coordinati, pi dispersi, ma sempre presenti. Nel luglio 2012, due attentati senza precedenti hanno colpito il Tatarstan, nonostante la sua lontananza dal Caucaso del nord. E il capo clandestino ceceno Doku Umarov, proclamatosi emiro del Caucaso, ha promesso di colpire durante le Olimpiadi di Soi, nel febbraio 2014.

La crisi siriana
Per quanto riguarda i nodi della politica internazionale, gli obiettivi russi nel conflitto siriano sono spesso stati ridotti alla necessit di mantenere Tartus unica sede (pi che una vera e propria base) militare navale della Russia nel Mediterraneo e di tenere al potere uno dei suoi clienti sul mercato delle armi. Elementi non secondari, ma che non spiegano lostinazione di Mosca, che cerca soprattutto di ritagliarsi un posto e un ruolo nellordine internazionale post sovietico. Dal 1996, con linsediamento al ministero degli esteri dellaccademico Evgueni Primakov, ossia ben prima dellascesa di Putin (diventato presidente nel 2000), allinterno delle elite politiche si diffonde una convinzione che da allora non cessa di rafforzarsi: gli Stati uniti vogliono impedire alla Russia di riemergere come potenza di rilievo. I sostenitori di questanalisi trovano conferma nellallargamento successivo dellOrganizzazione del trattato dellAtlantico del nord (Nato) ai paesi baltici e a molti paesi dellEst, e nella volont statunitensi di includervi la Georgia e lUcraina, in violazione delle promesse fatte a Mikhail Gorbaciov per strappargli laccordo ad accettare la Germania unificata nellorganizzazione. I diplomatici russi affermano che Washington avrebbe cercato di limitare linfluenza di Mosca anche nelle sue pi legittime sfere di interesse. Per il Cremlino, laggiramento del Consiglio di sicurezza dellOnu da parte degli Stati uniti e dei loro alleati nellimporre sanzioni internazionali e ancor pi per giustificare guerre come quella del Kosovo, nel 1999, e dellIraq, nel 2003, un modo per sottrarsi a negoziati che li obbligherebbero a con-

tional studies (Csis) a Washington (3), una gran parte della stampa russa crede che diverse centinaia di militanti provenienti dalla Russia stiano combattendo in Siria contro il regime. Questo potrebbe spiegare il continuo invio di armi al governo di al Assad. Per Putin e il suo entourage, una sconfitta dellesercito siriano farebbe di questo paese una nuova Somalia, ma con un numero molto maggiore di armi, in una regione molto pericolosa e possibile retrovia per i combattenti che operano in Russia. C voluto del tempo perch Washington iniziasse a condividere questi timori.

RICCARDO SCHWEIZER Strutture in cerca d'architetto, 1993

siderare, se pur marginalmente, gli interessi russi. Mosca nutre unavversione profonda per le operazioni militari allestero e, peggio, per i cambiamenti di regime orchestrati senza lavallo del Consiglio di sicurezza. Opponendosi a qualsiasi operazione contro la Siria, la Russia ha invocato a pi riprese il precedente libico del 2011. Si era astenuta sulla risoluzione 1973, il cui scopo proclamato era la protezione delle popolazioni, ma che poi fu strumentalizzata per giustificare lintervento militare e il rovesciamento di Muammar Gheddafi. Allora, era presidente Dmitri Medvedev, e il Cremlino scommetteva su una svolta nei rapporti con la Casa bianca. A Mosca prevale oggi una visione essenzialmente geopolitica delle questioni internazionali come da antica tradizione russa. Dal 1996, lobiettivo centrale e ufficiale della politica estera il rafforzamento della tendenza alla multipolarit nel mondo, per ridurre gradualmente lunilateralismo statunitense. Realista sulle attuali capacit

e anche su quelle future del proprio paese, Putin come Primakov prima di lui ritiene che la Russia abbia bisogno di partner per proseguire su questa strada multipolare. La Cina diventata il suo primo partner strategico e quello dal maggior peso. La concertazione dei due paesi al Consiglio di sicurezza assicurata, soprattutto sul caso siriano, come prima stato per quello dellIran, della Libia e della guerra in Iraq del 2003. Pi paziente e fiduciosa dei propri mezzi, Pechino lascia che Mosca si faccia portavoce delle posizioni comuni. Da qui, la sacralizzazione da parte del Cremlino del Consiglio di sicurezza come unico luogo legittimo degli arbitrati politici internazionali.

RICCARDO SCHWEIZER La danza del polline, 1992

(2) Patrick Wintour, John Kerry gives Syria week to hand over chemical weapons or face attack, 10 settembre 2013, www.theguardian. com (3) Cfr. The Caucasus and Russias Syria policy, 26 settembre 2013, http://nationalinterest.org

Dopo la fine dellUnione sovietica, il prestigio di cui godevano i diplomatici russi appassito, ma il regno di Vladimir Putin gli ha ridato speranza.

si era distinto per i successi scolastici e per la militanza nel Komsomol (Unione comunista della giovent). Formati allAccademia diplomatica del ministero degli esteri (fondata nel 1934) o allIstituto di stato delle relazioni internazionali di Mosca (fondato nel 1944), avevano uneccellente conoscenza delle lingue straniere, cosa molto rara negli altri ministeri. Chiaramente, laccesso al mondo esterno era eccitante. Ma forse non quanto limpressione di poter avere un ruolo centrale, per la patria sovietica, spesso confusa con la Russia, ma anche per lumanit intera. Perch si credeva ancora che la sorte della rivoluzione mondiale dipendesse da Mosca. Dopo aver sofferto a lungo di un complesso di inferiorit rispetto allEuropa, come fa un diplomatico a non provare nostalgia per la statura internazionale della Russia di quel periodo? Se il peso delleredit architettonica staliniana ha senza dubbio contribuito ad alimentare i riflessi russofobi durante la guerra fredda, non ha per indisposto llite nazionale occidentalista favorevole allo smantellamento del potere sovietico. Quando Mikhail Gorbaciov si dimetteva da presidente dellUrss e consegnava a Boris Eltsin la valigia nucleare, il 25 dicembre 1991, il ministro degli esteri russo Andrei Kozyrev si era gi insediato con i suoi collaboratori nel palaz-

Piazza Smolensk, unlite


zo della piazza di Smolensk. In virt di un ukase firmato il 18 dicembre 1991, la Repubblica socialista federativa sovietica russa aveva messo le mani sullinsieme di ambasciate e sedi di rappresentanza sovietiche allestero. Dopo aver sepolto lUrss, i dirigenti russi ne hanno pienamente assunto la continuit diplomatica. Allo stesso tempo, mirando allamicizia del cosiddetto mondo civilizzato, rassicuravano le cancellerie occidentali affermando la volont della Russia di riprendere tutti gli impegni stabiliti dai trattati internazionali, specialmente in materia di disarmo. Con una semplice lettera datata 24 dicembre e indirizzata al segretario generale dellOrganizzazione delle nazioni unite (Onu), il presidente Eltsin informava, come se fosse cosa scontata, che il suo paese sarebbe subentrato allUrss al seggio del Consiglio di sicurezza. Altrettanto deffetto fu la stringata nota verbale trasmessa il 2 gennaio 1992 ai capi delle missioni diplomatiche a Mosca con cui il ministro Kozyrev chiedeva ai governi stranieri di considerare i rappresentanti sovietici accreditati nei loro paesi sotto la nuova veste della Federazione russa, mettendo in una posizione molto scomoda i non-russi che ancora lavoravano nelle ambasciate e nei consolati dellex Urss. Da principio, Kozyrev cercava di velocizza-

di YANN BREAULT*

OSTRUITO allindomani della grande guerra patriottica (1941-1945), il palazzo di ventisette piani che ospita il ministero degli esteri a Mosca ricorda, con la sua architettura pomposa quanto massiccia, il passato di superpotenza della Russia. Allepoca della sua costruzione, che dur dal 1948 al 1953, lavventura comunista guadagnava terreno. Lattivit diplomatica dellUnione delle repubbliche socialiste sovietiche (Urss) si estendeva a tutti i continenti. Lavorare agli esteri rappresentava allora il piano di carriera pi prestigioso possibile. I candidati erano scelti con la massima cura tra chi

re lavvicinamento con lOccidente iniziato da Gorbaciov, fino ad evocare la possibile adesione della Russia allOrganizzazione del trattato dellAtlantico del nord (Nato) e a negare lesistenza di contraddizioni tra gli interessi russi e quelli delle democrazie liberali. Ma questo romanticismo sfrenato lasciava un forte scetticismo tra i diplomatici, formatisi tanto se non di pi nella realpolitik quanto nel marxismoleninismo, daltronde ampiamente compatibili. Seguendo il proprio istinto, il presidente Eltsin non si fidava di Kozyrev, arrivando a denunciare pubblicamente lincompetenza del ministro degli esteri nellesercizio della sua nuova missione.

* Dottore in scienze politiche e professore a contratto alluniversit del Quebec a Montreal.

In un contesto di strangolamento finanziario, il prestigio associato ai servizi diplomatici si ridotto considerevolmente. Tra il 1991 e il 1993, la Russia decise di chiudere trentasei ambasciate e consolati. Nello stesso momento in cui bisognava creare nuovi dipartimenti per gestire i rapporti con gli stati periferici emersi dallo sfaldamento dellex impero, il ministero faticava ad attribuire nuovi incarichi. Essendo la conoscenza delle lingue europee particolarmente richiesta dalle aziende straniere in Russia, molti impiegati dei servizi diplomatici, sedotti dalle condizioni di lavoro pi allettanti offerte nel privato, abbandonarono la nave. Se il carattere sconcertante della politica in-

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PUGNACE

sulla scena internazionale


nare la cooperazione sulla questione afghana, gli Stati uniti hanno sempre rifiutato, preferendo trattare i problemi separatamente con i singoli stati, come nel caso dellinsediamento di nuove basi o del passaggio per lapprovvigionamento delle loro truppe. Putin non cerca una competizione a 360 con gli Stati uniti, non avendone evidentemente i mezzi. Certo, la reciproca accusa di adottare una mentalit da guerra fredda pu creare confusione. Ma quando la Russia si rallegra degli insuccessi internazionali di Washington, pi per ripicca che non per spirito di rivincita. per questo che non auspica la disfatta degli Stati uniti in Afghanistan, n il loro ritiro precipitoso dal paese. Quanto allo scontro sul caso siriano, riguarda innanzitutto le regole del gioco internazionale. La Russia cerca il riequilibrio dellordine mondiale che comporterebbe una ripresa dei suoi rapporti con gli Stati uniti e il mondo euro-atlantico su nuove basi; senza escludere tuttavia una competizione feroce in alcuni settori che la vedono pi forte. Ha buone possibilit di portare a termine il progetto per il gasdotto South stream a scapito del progetto Nabucco, sostenuto da Washington (6). militari statunitensi nei paesi alleati dellAsia centrale per la guerra in Afghanistan. E, per ribadire la propria volont di proseguire nella direzione di una distensione, aveva fatto chiudere gli ultimi insediamenti militari sovietici di controllo a Cuba (se pur di scarsa rilevanza). Ma nei mesi successivi, George W. Bush diede il definitivo via libera allingresso nella Nato delle tre repubbliche baltiche, annunciando il ritiro statunitense dal trattato anti missili balistici, detto trattato Abm, che limitava rigorosamente le armi di difesa antimissile. La schiarita era terminata. Ora, Putin crede possibile ritornare a una cooperazione pi fruttuosa. Una pesante ipoteca incombe tuttavia sulle possibilit di unevoluzione in questo senso ed strettamente legata agli affari interni russi. Dal suo ritorno alla presidenza, nel 2012, in un contesto di manifestazioni di opposizione popolare di grande entit a Mosca, Putin, per consolidare il proprio potere, ha coltivato lantiamericanismo come una componente del nazionalismo russo. Lo dimostrano le nuove leggi che obbligano le organizzazioni non governative (Ong) russe finanziate dallestero, anche con somme limitate, a dichiararsi al servizio di interessi stranieri. Riemerge qui una traccia della sua formazione nel Kgb, che lo porta a vedere le manovre e le influenze straniere come la causa prima dei fattori di instabilit politica. Un peggioramento o, al contrario, una correzione del deficit di legittimit del suo potere peseranno indubbiamente sulla realizzazione delle sue ambizioni internazionali.
JACQUES LVESQUE (4) Organizzazione creata nel giugno 2001, alla quale aderiscono Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Russia e Tagikistan. Tra gli stati osservatori figurano India, Iran, Pakistan. (5) Gli stati membri sono, oltre alla Russia, lArmenia, la Bielorussia, il Kazakistan, il Kirghizistan e il Tagikistan. (6) South stream il progetto di un gasdotto che collegherebbe la Russia allEuropa evitando lUcraina. Nabucco dovrebbe collegare i campi di approvvigionamento di gas del mar Caspio allEuropa. (7) Leggere Michael T. Klare, La grande svolta di Washington, Le Monde diplomatique/il manifesto, ottobre 2013. (Traduzione di A.C.)

FORSE suonata lora del grande riequilibrio ostinatamente cercato dal Cremlino? La sua volont di recuperare un ruolo non subalterno si sta realizzando? Il successo di Putin nella questione siriana rafforza limpressione forse lillusione che Washington si stia piegando alla multipolarit. La defezione del Regno unito, alleato incondizionato degli Stati uniti, sarebbe un segno dei tempi, come anche le discussioni che lhanno seguita durante il summit del G20 a San Pietroburgo, dove stata espressa con forza lopposizione a qualsiasi tipo di intervento militare in Siria (7). Un altro segnale verrebbe dal rifiuto manifestato al Congresso americano. Per gli analisti russi pi moderati, non bisogna puntare sui neo-isolazionisti del Congresso, ma sullObama prima maniera, ossia su chi vuole non un disimpegno americano destabilizzante, ma il disinnesco dei conflitti pi pericolosi sulla base di compromessi internazionali. Ora, i due conflitti pi minacciosi sono quelli strettamente legati tra di loro di Siria e Iran, alla cui soluzione la Russia sostiene di poter contribuire ampiamente.

Il successo di Putin
internazionale in via di progettazione, dandole cos lopportunit di concludersi positivamente. Fin qui, spronati da Israele, gli Stati uniti hanno rifiutato. Ecco perch la Russia si prodiga per attivare il dialogo abbozzato tra Obama e il neo presidente iraniano Hassan Rohani. Lavvio di un compromesso sulla questione nucleare faciliterebbe una dinamica pi ampia. Daltro canto, Mosca lavora sul rafforzamento dei suoi rapporti con lIran, deterioratisi in seguito alla sua adesione a molte sanzioni richieste da Washington al Consiglio di sicurezza nel 2010. Allepoca aveva annullato la consegna a Tehran di missili da difesa antiaerea S-300. Non la prima volta che Putin cerca di stabilire un rapporto forte con gli Stati uniti, sulla base di unuguaglianza almeno relativa. accaduto dopo gli attacchi del settembre 2001, quando gli era parso si potesse aprire uno spiraglio. Senza condizioni preliminari, aveva facilitato linsediamento di basi

Dallinizio di questa partnership, gli analisti occidentali aspettano il prossimo sfaldamento, provocato dai timori delle lite russe di fronte al peso demografico ed economico della Cina. Tuttavia, la cooperazione continuata sia sul piano economico (esportazione di petrolio e armi russe) sia su quello politico (concertazione allinterno dellOrganizzazione di cooperazione di Shangai [4]) e militare: pressoch ogni anno si svolgono manovre e esercitazioni congiunte che coinvolgono le forze aeree, terrestri e navali. Certo, esistono degli attriti, come ad esempio sul commercio con i paesi dellAsia centrale post-sovietica, dove la Cina ha superato, a partire dal 2009, la Russia. Ma Pechino finora ha rispettato il primato degli interessi geopolitici della sua vicina, senza cercare di installare delle basi. Riconosce lOrganizzazione del trattato di sicurezza collettiva (Csto) tra Mosca e la maggior parte degli stati della regione (5). In compenso, nonostante le ripetute richieste del Cremlino, che auspica una cooperazione tra Nato e Csto a coro-

Il riavvicinamento tra Washington e Mosca sul caso siriano iniziato ben prima del capovolgimento della situazione nel mese di settembre. Nel maggio 2013, Kerry aveva dato il proprio consenso al suo omologo russo sul progetto di una conferenza internazionale consacrata al futuro della Siria, pur continuando a esigere la destituzione di al Assad. Al summit del G8 di giugno, a Lough Erne, in Irlanda del nord, si posticipata lapprovazione di una dichiarazione comune sulla Siria in attesa di ottenere il benestare di Putin. La rinuncia da parte di al Assad delle sue armi chimiche, se confermata, legittimer il dirigente russo agli occhi delle cancellerie occidentali. Ormai da mesi, Mosca insiste perch Tehran partecipi alla conferenza

Giovane guardia

LTRE alle missioni permanenti presso le organizzazioni internazionali, il ministero attualmente dirige le attivit di centoquarantanove ambasciate e di novantatre consolati, ripartiti in centonovanta paesi. Lapparato centrale del ministero e gli uffici allestero occupano circa dodicimila persone, di cui un terzo composto da diplomatici. Un quarto del personale ha meno di trentanni. L80% di questi giovani sono diplomati allIstituto di stato di relazioni internazionali di Mosca e dellAccademia diplomatica del ministero degli esteri.

RICCARDO SCHWEIZER Esplosione del nucleo, 1996

tra nostalgia e ambizione


ternazionale ultraoccidentalista del ministro degli esteri non contribuiva a motivare le truppe, il susseguirsi di umiliazioni internazionali subite dalla Russia per tutti gli anni 90 accentuava il discredito della professione. Alle prese con un crollo dellattivit economica di circa il 40% tra il 1990 e il 1999, le forze che si proclamavano le pi democratiche nella storia della Russia avevano perso gran parte del loro credito. di non compromettere lavvicinamento allOvest che gli stava tanto a cuore, ma soprattutto temeva la simpatia che il ministro suscitava in molti degli oppositori per aver invertito la linea del suo predecessore. Per dimostrare apertura verso le opposizioni, l11 settembre 1998, il presidente aveva nominato Primakov primo ministro ma poco tempo dopo, l11 maggio 1999, lo aveva estromesso dalle sue funzioni, con grande soddisfazione degli oligarchi capeggiati da Boris Berezovski , privi di ascendente su Primakov. Esaminando lattuale situazione dellapparato diplomatico con un occhio ai primi anni dellera di Eltsin, evidente che il quadro sembra meno nero. Larrivo al potere di Vladimir Putin segna lavvio di unimpressionante ricostruzione delle strutture statali, resa possibile dalla ripresa favorita dal settore energetico e dallaumento spettacolare del prezzo degli idrocarburi. Gli effetti sulla politica estera non hanno tardato a manifestarsi. Sono stati fatti sforzi concreti per restituire prestigio allapparato, come testimonia la decisione presa nel 2002 di istituire un giorno dei diplomatici la cui data, il 10 febbraio, coincide con la prima menzione del dipartimento delle ambasciate creato da Ivan il terribile nel 1569.

Il rapporto dei servitori dello Stato con il tempo e con la storia si considerevolmente ampliato. La riabilitazione di diversi simboli non si limita al periodo comunista, ma attinge allegramente dalla gloria del passato zarista. Intendiamoci, le attivit del ministero degli esteri rimangono chiaramente subordinate al potere presidenziale. In compenso, la sfiducia reciproca tra la presidenza e lapparato diplomatico stata sostituita da una specie di simbiosi, particolarmente palpabile dallarrivo dellattuale ministro Sergej Lavrov, il 9 marzo 2004. Questesperto diplomatico ha occupato per dieci anni il posto di ambasciatore della Russia alle Nazioni unite. Questa simbiosi poggia su una nostalgia della potenza sovietica e su una profonda disillusione nei confronti dellOccidente. Riconoscendo la fine dellepoca messianica del regime sovietico, la diplomazia russa si accontenta di sognare una rinascita della societ sia in direzione slavofila, sia in direzione euroasiatica. Ora, se la Russia postsovietica si rassegna a rinunciare alla conduzione del destino dellumanit, tuttavia non accetta di buon grado che gli Stati uniti non facciano altrettanto. La denuncia delleccezionalismo americano firmata da Putin sul New York Times (1) toc-

ca una corda sensibile tanto per Mosca quanto per Washington per ragioni diverse. Fino a che questeccezionalismo non sar scomparso, la resistenza allunipolarit del sistema internazionale contemporaneo motiver la condotta di una politica pi attiva negli incontri internazionali in cui la Russia pu guadagnare sostegni per la propria causa. Si pensi allOrganizzazione per la cooperazione di Shanghai, la quale richiede che il permanere delle truppe statunitensi in Asia centrale non vada oltre la loro missione in Afghanistan, ma anche al gruppo dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), molto interessato dalla prospettiva di ridimensionare il ruolo del dollaro come tallone monetario internazionale. Recentemente, al summit del G20 del settembre 2013 a San Pietroburgo, la Russia ha preso la direzione di un vasto movimento di opposizione allintervento unilaterale statunitense nel Medioriente. Nel grattacielo staliniano della piazza Smolensk, lintesa russo-statunitense sul disarmo chimico della Siria placa un po la nostalgia dellapparato diplomatico russo.
YANN BREAULT (1) A plea for caution from Russia: what Putin has to say to Americans about Syria, The New York Times, 11 settembre 2013. (Traduzione di A.C.)

La nomina di Evgueni Primakov al posto di ministro degli esteri, nel gennaio 1996, determin un nuovo atteggiamento rispetto alla Alleanza transatlantica. La sua prestigiosa carriera accademica come specialista del mondo arabo e direttore dellIstituto di economia e relazioni internazionali era certamente pi importante del suo ruolo tardivo alla testa dellex prima direzione generale del Kgb posto accettato su richiesta di Gorbaciov dopo il tentato golpe dellagosto 1991. Tuttavia, che il capo dei servizi segreti esteri prendesse la testa del ministero era un avvenimento carico di significato. Il rispetto imposto dalla sua visione classica della realpolitik e il suo appello alla costruzione di un ordine multipolare ha lasciato una traccia duratura. Eltsin era comunque troppo diffidente verso il suo ministro per lasciargli carta bianca nella gestione della politica estera. Non solo cercava

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NOVEMBRE 2013

LE MONDE diplomatique il manifesto

RIFUGIATI DEL MALI NELLA PERIFERIA DI PARIGI

Fuggiti dalla guerra della Nato in Libia


Destinato a proteggere i civili, lintervento del 2011 in Libia ha costretto allesodo molti africani che l vivevano e lavoravano. Alcuni sono finiti a Montreuil, nei pressi di Parigi, dove le autorit rifiutano di accoglierli.
di PIERRE BENETTI *

LAWRENCE JACOB Migration of the negro

UI DAVANZALI delle finestre, in equilibrio precario, borse piene di panni addossate ai vetri; su un muretto, una pila di cartoni di minestra; sotto un banco, alcune grandi insalatiere di plastica. Su questa piazza di Montreuil (Seine-Saint-Denis), un centinaio di persone partecipa a unassemblea pubblica. Gli sguardi sono inquieti e affaticati, le sopracciglia aggrondate. Anche questa notte quegli uomini dormiranno sul marciapiede della scuola elementare Voltaire, alla fine della strada. Il giorno dopo non rimarr alcuna traccia della loro presenza notturna. Trascorreranno la giornata in giro, nei pressi della stessa piazzetta, piena di ragazzini sul monopattino. La sera torneranno, se nel frattempo non avranno trovato un riparo di fortuna, come altri che approfittano di un garage od occupano un edificio da qualche parte in citt. Nella folla, lunico che si mostra chiacchierone e su di giri Keita, il giubbotto chiuso fino al collo e un berretto. Agitando il pugno chiuso, dice di essere originario di Gao e Timbuctu, afferma di essere forte, di aver gi combattuto e che lo far ancora. Sul marciapiedi di fronte, altri gruppi discutono e commerciano dvd senza prender parte alla riunione. Un servizio dordine fa in modo che nessuno possa sistemarsi in uno dei pi antichi dormitori per lavoratori migranti in Francia, il foyer Bara, nella strada omonima: unex fabbrica di pianoforti riconvertita nel 1969 e diventata luogo di accoglienza cos noto presso i maliani da essere stato visitato alla fine di aprile da Modibo Sidib, uno dei candidati alle elezioni presidenziali. Comunque l gli ultimi arrivati possono, quantomeno, farsi una doccia e mangiare per 2 euro; il dormitorio potrebbe ospitare quattrocento persone ma sono gi in ottocento. una situazione pazzesca, secondo Cristina, unabitante del quartiere Bas-Montreuil dove, dallestate 2012, arrivano alla spicciolata gruppi di migranti maliani che raccontano di essere fuggiti dalla Libia sbarcando dapprima in Italia. Sono una novantina, in genere meno che trentenni, il loro numero cresce con i nuovi arrivi. Quelli come noi stavano bene in Libia! , esclama Mamadou Fofana, il pi anziano del gruppo, che funge da portavoce. Lavoravano e mandavano denaro a casa, alla famiglia. Non avremmo voluto lasciare la Libia per lEuropa, ma per noi era diventato troppo pericoloso, alla fine della guerra. Sapevamo che se la Francia avesse ucciso Gheddafi, saremmo stati uccisi anche noi, continua Keita. Se riportate pap Gheddafi torno in LibiaAltrimenti, rimango qui!, ironizza prima di cambiare bruscamente tono. Solleva il bordo del berretto e indica una grossa cicatrice sul sopracciglio sinistro: Questa la Libia Una traccia delle violenze subite dai neri dopo la sconfitta di Muammar Gheddafi.

Sostengono di non aver partecipato ai combattimenti. Ma quel che certo, che la guerra per la libert a loro non ha portato alcun beneficio. Genevive Jacques, che fa parte della Federazione internazionale delle leghe per i diritti umani (Fidh) ha partecipato a due missioni di inchiesta sulle violenze contro i lavoratori migranti in Libia (2). Per gli analisti dei movimenti migratori e i difensori dei diritti umani, la Libia un buco nero, sostiene. Ricorda il contesto peculiare della Jamahiriya araba libica il nome ufficiale del paese dal 1977 al 2011. Si trattava di un sistema autoritario in piedi da quarantadue anni, chiuso ai media, privo di organizzazioni della societ civile, senza un ufficio dellAlto commissariato Onu per i rifugiati (Hcr) e senza una coerente politica migratoria. Ma al tempo stesso, la Libia era uno Stato ricco, grazie ai proventi petroliferi, e la sua economia occupava un numero imponente di stranieri, di colpo privati del lavoro a causa della guerra civile e dei bombardamenti aerei dellOrganizzazione del trattato del Nord Atlantico (Nato). Tra febbraio e aprile 2011, ottocentomila lavoratori migranti dovettero lasciare un paese nel quale una parte di loro viveva illegalmente, facendo temere al ministero degli affari esteri italiano dellepoca un esodo biblico (3). Avevano tre possibilit: raggiungere uno dei campi dellHcr in Egitto o Tunisia, farsi rimpatriare dallOrganizzazione internazionale delle migrazioni (Oim), o partire per mare verso lEuropa. Questo contesto stato ignorato dai cantori dellintervento armato. Eppure, la risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dellOnu aveva come obiettivo primario la protezione dei civili in Libia. In tutta evidenza questa definizione non comprendeva gli stranieri, in questantica terra di transito ponte fra Africa ed Europa, fra Maghreb e Mashreq , ma anche di immigrazione. Genevive Jacques denuncia soprattutto lassenza di reazione da parte della Francia allappello che nel marzo 2011 il direttore dellHcr Antnio Guterres lanci ai paesi di potenziale accoglienza per questi rifugiati di guerra: uno scandalo spaventoso insiste la signora Jacques. Chi ha potuto stato rimpatriato, ma gli Stati che erano alla testa della coalizione non hanno assunto le proprie responsabilit. La Francia ha accolto un rifugiato solo dalla Libia, e dire che in seguito la situazione perfino peggiorata. Gli accordi migratori con lEuropa non sono stati modificati, e la Libia si trova in una tale instabilit politica che il governo incapace di garantire i diritti umani. I migranti continuano a finire in mano a milizie armate, le quali si sono assunte il controllo delle frontiere. Sotto una bretella autostradale a Bagnolet, alla fermata della metropolitana Gallieni, ecco la stazione delle autolinee internazionali di Parigi, gestita dalla compagnia Eurolines. Su una parete della sala dattesa c la mappa della rete, con destinazioni in tutta Europa; su unaltra, una grande pubblicit dellimpresa dichiara: Non ci sono frontiere fra noi!. Alla biglietteria, turisti squattrinati a fianco di migranti africani e asiatici, mentre lo schermo annuncia larrivo, per lindomani mattina allalba, di due pullman da Milano. Il tragitto costa circa 80 euro. in questo modo che i maliani della Libia raggiungono Montreuil, dove quelli della prima ondata, come li chiama Fofana, sono arrivati nellestate del 2012. Erano riusciti a stare qualche giorno nel foyer Bara, per poi essere messi alla porta dagli altri inquilini perch facevano chiasso; in seguito erano approdati in una struttura di ospitalit a Bagnolet. Ma, da quellestate fino al successivo mese di marzo, il passaparola ha continuato a lavorare, portando a Montreuil individui isola-

ti, talvolta minorenni, che l non conoscevano nessuno. Nel dicembre 2012, il quartiere ha assistito a una seconda ondata massiccia di maliani dalla Libia. Erano passati per lItalia, come Keita, che indica la scritta sul giubbotto: Ssc, il club calcistico di Napoli. Come lui, a causa della guerra in Libia e poi di quella nel nord del Mali, Baba e Sidib non vogliono ripartire. Hanno un permesso di soggiorno di tre anni, ma sono stati spinti verso la Francia dalle autorit italiane e dalla crisi economica dellEuropa del Sud; il loro visto, bench valido nellinsieme dei paesi Schengen, non permette loro di lavorare, n dunque di trovare un tetto. Aprendo un pacchetto di volantini stampati da poco, Fofana mostra sul cellulare le foto dellaccampamento durante linverno: coperte e vestiti sparsi al suolo. Immaginate ottanta persone qua dentro sospira. Per fortuna certi abitanti del quartiere ci aiutano. Molti di noi hanno perso ogni speranza, e a volte anche la testa, dopo tutto questo tempo. sempre pi difficile spiegare loro la situazione; e tanti non sono scolarizzati. cominciato il va e vieni di giovani maliani fra la piccola piazza e vari alloggi di fortuna nei dintorni. Ogni volta, il regno dellarrangiarsi; ogni volta, qualcosa si perde per strada e si torna al punto di partenza. Mentre percorrevano la zona di Bas-Montreuil al ritmo degli arrivi e delle espulsioni, la temperatura non saliva: Ancora agli inizi di aprile, la cosa pi importante era trovare un posto asciutto e caldo, ricorda Cristina. Alcuni abitanti hanno aperto per loro degli uffici vuoti sul viale della Rsistance, ed servito per due notti. In seguito i migranti hanno passato la Pasqua in una scuola superiore, ma al ritorno degli studenti hanno dovuto sloggiare. Fofana mostra un video sul suo cellulare. Il 6 maggio, la polizia ha sgomberato gli occupanti di un edificio vuoto di propriet del consiglio generale, in via Rapatel. E il 7 maggio, il comune ha chiamato la prefettura: i genitori degli studenti si erano lamentati di dover scavalcare dei corpi per arrivare alla scuola Voltaire. Il gruppo stato scortato da agenti municipali fino al parco Jean-Moulin-Les Guiland, al confine fra Montreuil e Bagnolet. Pioveva racconta Cristina. Hanno cercato di piazzare dei teloni, ma era il caos. E poi, provate a trovare dei teloni il venerd sera a Montreuil! Sono rimasti l solo il tempo necessario a far contenta la polizia. Mi sono vergognata. Nella stessa giornata altri agenti hanno messo i lucchetti alle porte di un locale della piazza, che era utilizzato per proteggersi dalla pioggia e per riporre le poche cose. Si sa che in seguito hanno trovato altri posti dove passare le notti, ma non dicono pi dove: temono di essere di nuovo sloggiati. Hanno capito che per non dormire alladdiaccio, bisogna star zitti. Quando va a prendere il figlio a scuola, Cristina incontra i giovani maliani e li aiuta come pu. Qualche parola, un po di tempo, un letto a casa, un po dacqua. la nostra mamma! grida Fofana. Veramente potrei essere tua sorella, risponde lei con il suo accento italiano e un sorriso. Durante linverno, Cristina come altri abitanti hanno fatto appello a diversi politici. Ma linverno passato e i maliani dalla Libia non hanno visto nemmeno un abbozzo di soluzione. Tutte le istituzioni si rimpallano il caso; i centri che fanno capo al 115, il numero telefonico del Samu (il servizio per lemergenza sociale) sono saturi; il prefetto del dipartimento Seine-SaintDenis sta andando in pensione. La risposta di Claude Reznik, che ha la delega del sindaco per i migranti, sempre la stessa da sei mesi: Vi vogliamo dire che, se Montreuil potesse accogliervi, lo farebbe. Ma qui non c posto per voi. lo Stato che si deve assumere le proprie responsabilit.

Oltre ad aggiungersi al problema dei rom di Montreuil (4), il dramma dei maliani dalla Libia cresce proprio mentre governo e municipio annunciano la demolizione e ricostruzione del foyer Bara; eppure questa emergenza non stata nemmeno evocata nel corso della visita, a febbraio, della ministra della casa Ccile Duflot. E, mentre aumentano le frizioni con gli altri maliani di Montreuil, i fuggiti dalla Libia con lavvicinarsi delle elezioni del 2014 diventano un nuovo argomento di polemica fra la vecchia amministrazione municipale comunista e quella della sindaca Dominique Voynet (Europe Ecologie-Les Verts). Una lettera inviata il 15 marzo al prefetto con la firma di otto associazioni maliane di Montreuil continua a far arrabbiare Fofana e gli altri. I firmatari approvano la linea del sindaco: Il massiccio arrivo di nostri compatrioti che migrano verso la Francia provoca gravi tensioni, delle quali non possono farsi carico n il foyer n la citt nel suo insieme, visti i numeri ingenti, dice la lettera, mandata per conoscenza allambasciatore del Mali in Francia e, a Bamako, al ministro incaricato dei maliani allestero. Vuol dire che anche loro vogliono che ce ne andiamo , commenta amareggiato Fofana. Alla disperazione si aggiunge il rancore, negli animi di questi esclusi da tutto e dovunque.

La ricerca di una vita migliore in Francia non avr esito

A SITUAZIONE stata discussa in tre consigli di quartiere consecutivi. stato proposto di utilizzare temporaneamente alcuni stabili vuoti, ma non stata presa nessuna decisione. Il 14 maggio, Reznik ha parlato di un progetto di sostegno al ritorno in patria: un modo per riconoscere che la ricerca di una vita migliore non avr esito in Francia, e meno che mai al capolinea della linea 9 della metropolitana parigina. In effetti, durante il lungo cammino fra la Libia e Montreuil, si susseguono i progetti. Fofana, 44 anni, pensa di andar via dalla galera Europa. Di tornare a casa, nella regione di Kayes (Mali occidentale), ma con dignit e garanzie di reddito. Creare unassociazione. Comprare macchinari agricoli. Coltivare la terra, allevare animali. E convincere i giovani a non andare a cercar fortuna altrove, e far appello agli espatriati perch tornino. Il contratto del foyer di Bagnolet scadr a breve. Tutti sanno gi che chi ci abita adesso si trover per strada, insieme agli altri, a Montreuil. Avete un buon rappresentante, potete fidarvi di lui, dice al gruppo Jean-Baptiste Eyraud, portavoce dellassociazione Droit au logement, la mano sulla spalla di Fofana. Quel che voglio dirvi prima di tutto : Benvenuti in Francia. Quando siete arrivati, vi siete trovati in una lotta, continua un militante. Nel vento della piccola piazza si sentono alcuni flebili applausi. Ogni genere di discorsi stato ripetuto cos tante volte agli esclusi di Montreuil che loro non riescono pi ad ascoltare per davvero.

Bastava essere neri per essere presi per gheddafiani


EL CONTESTO caotico del dopoguerra e dellaccresciuta militarizzazione della societ libica (1), i lavoratori stranieri hanno rapidamente raggiunto il campo dei vinti di un conflitto al quale non necessariamente avevano preso parte. Cacciati, imprigionati, uccisi, molti di loro hanno fatto le spese del potere incontrollato delle milizie, ma anche del diffuso razzismo e di un desiderio di vendetta: lex dittatore aveva arruolato nellesercito libico tuareg e subsahariani; cos, bastava essere neri per esser presi per gheddafiani, racconta Fofana.
* Studente.

(1) Si legga Patrick Haimzadeh, La Libia in mano ai miliziani, Le Monde diplomatique/ilmanifesto, ottobre 2012. (2) Genevive Jacques, Sara Prestianni, Messaoud Romdhani, Libye: en finir avec la traque des migrants, Fidh, Parigi, ottobre 2012. (3) La droite italienne croit affronter un exode biblique, LHumanit, Saint-Denis, 24 febbraio 2011. (4) In seguito allincendio, alla fine di aprile, di un accampamento che si trovava a rue de Paris, si trovano senza tetto a Montreuil anche diverse decine di famiglie rom, originarie della Romania e della Bulgaria. (Traduzione di M.C.)

LE MONDE diplomatique il manifesto NOVEMBRE 2013

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IL KOSOVO NON INTEGRA PI I SUOI ROM

Migranti apolidi
Il presidente Franois Hollande ha suscitato molte proteste quando ha dichiarato, il 19 ottobre, che Leonarda Dibrani, la studentessa di 15 anni arrestata durante una gita scolastica ed espulsa in Kosovo, avrebbe potuto tornare in Francia, ma senza la famiglia. Al di l della polemica scoppiata in Francia, lepisodio illumina il deterioramento della condizione dei rom in una regione in cui la loro situazione era un tempo esemplare
niche e i primi programmi televisivi rom al mondo. La situazione peggior negli anni 90, con linasprirsi del conflitto fra la maggioranza albanese kosovara e il regime di Belgrado. I rom furono obbligati a scegliere fra uno dei due schieramenti nazionalisti rivali. Poich la situazione economica del paese si stava rapidamente degradando, molti rom cercarono scampo allestero, mentre quelli che rimanevano nel paese si schieravano con Belgrado per garantirsi una protezione. Quando gli albanesi furono licenziati dagli impieghi pubblici o si dimisero in massa per protesta contro il clima di repressione che si abbatteva sulla loro etnia in Kosovo, furono sostituiti da numerosi rom; cos, questo popolo alla fine della guerra fu collettivamente accusato di collaborazionismo con il regime serbo di Slobodan Milosevic. Unaccusa usata come pretesto per i numerosi atti di violenza subiti dalla comunit nella estate terribile del 1999. Sotto lo sguardo impavido dei soldati dellOrganizzazione del trattato del Nord Atlantico (Nato) che controllavano il territorio, i quartieri rom della maggior parte delle citt kosovare furono sistematicamente saccheggiati e dati alle fiamme. I loro abitanti dovettero fuggire verso i paesi vicini. Macedonia, Montenegro o Serbia. L un certo numero di loro continua a vivere in centri collettivi. In Kosovo, decine di persone sono state assassinate, altre deportate in Albania (1). Dopo questi eventi tragici, si stima che solo trentamila rom continuino a vivere in Kosovo, in condizioni economiche particolarmente precarie. In effetti, praticamente hanno perso qualunque possibilit di impieghi pubblici e non possono nemmeno esercitare i loro mestieri tradizionali. Fra le rare eccezioni spicca la citt di Prizren, dove vivono tuttora circa seimila rom (novemila prima della guerra). Peraltro, molti di quelli cacciati dalle grandi citt kosovare vivono ormai nelle enclave serbe, soprattutto nel Kosovo centrale. Nel giugno 1999, estremisti albanesi distrussero completamente la mahala, il quartiere rom di Mitrovica, posto sulla riva sud, in maggioranza albanese, del fiume Ibar. stata ricostruita, essenzialmente grazie a fondi dellUnione europea, ma i vecchi abitanti non sono tornati. La mancanza di qualunque attivit economica e il permanere di un pesante clima di razzismo rendono molto poco attraente la prospettiva di un ritorno a Mitrovica. Chi vi stato rimandato dallEuropa cerca in tutti i modi di ripartire, anche se originario della citt. A partire dal 1999, con la creazione del protettorato internazionale, ai rom del Kosovo sono state destinate somme di denaro colossali, perfino impossibili da calcolare. Questi aiuti, elargiti dallUnione europea, dagli Stati membri, dalla cooperazione svizzera e da quella norvegese, nonch da strutture private come la fondazione Open Society, non hanno mai dato luogo a una vera reintegrazione della comunit rom, n allo sviluppo di attivit economiche. I fondi alimentano in realt soprattutto il budget di un gran numero di organizzazioni consapevoli che ogni progetto destinato ai rom ha grandi possibilit di ricevere finanziamenti, senza alcun vero obbligo di risultati. I criteri di valutazione, puramente formali, soddisfano le esigenze dei donatori senza che la condizione delle comunit migliori davvero. In cambio per, i donatori ritengono che questi sforzi finanziari giustifichino il rimpatrio dei rom del Kosovo, la cui domanda di asilo in Europa dellOvest stata respinta. Dopo la proclamazione dellindipendenza, il 17 febbraio, il Kosovo ha firmato accordi di riammissione con tutti gli Stati membri occidentali; accordi che consentono i ritorni forzati, anche per famiglie che hanno perso ogni legame con il Kosovo e che l non possiedono alcun bene immobile. Il nuovo Kosovo si dichiara Stato multietnico, ed esistono meccanismi di quote per garantire la rappresentanza delle varie minoranze (rom, turchi, bosniaci, gorani ecc.). Tuttavia, come risultato evidente anche nel corso dei preparativi delle elezioni locali del 3 novembre, tutte le pressioni internazionali si concentrano sullintegrazione della comunit serba nelle istituzioni del Kosovo, si tratti delle enclave o della zona serba omogenea del nord di Mitrovica. In queste condizioni, la sorte dei rom del Kosovo considerata una variabile trascurabile. Salvo per quanto riguarda la loro emigrazione in Europa occidentale.
(1) Numerosi rapporti internazionali documentano questi crimini. Nello specifico, ci si pu riferire ai lavori del Fondo per il diritto umanitario di Belgrado, www.hlc-rdc.org (Traduzione di M. C.)

di JEAN-ARNAULT DRENS *
tive emerge la realt umana delle migliaia di persone che le guerre degli anni 90 hanno gettato sulle strade dEuropa, obbligandole a reinventarsi unidentit sociale per cercare di sopravvivere. Da questo punto di vista, il destino della giovane Leonarda non ha nulla di eccezionale: negli anni 90, molti rom del Kosovo hanno chiesto asilo nei paesi dellEuropa occidentale presentandosi come albanesi perseguitati. Adesso, vengono rimpatriati verso un paese con il quale non hanno pi alcun legame, e del quale i loro figli, nati in Svezia o in Germania, non parlano la lingua principale, lalbanese In Kosovo vivevano allora dai cento ai centocinquantamila albanesi, il 5-10% della popolazione totale di quella che allora era una provincia autonoma. Il Kosovo era considerato un pioniere nelle politiche di integrazione sviluppate dalla Jugoslavia socialista: la lingua romani era insegnata nelle scuole, e a Prizren, poi a Pristina, erano nate le prime trasmissioni radiofo-

A TRAGICA e rocambolesca vicenda di Leonarda Dibrani, la ragazza rom espulsa dalla Francia il 9 ottobre scorso, ha riportato alla ribalta il Kosovo. Secondo le autorit francesi, il paese sicuro, il che autorizzerebbe a rimpatriare le persone in situazione irregolare. Ma la comunit rom del Kosovo, totalmente emarginata, continua a essere vittima di violenze e discriminazioni.

Al suo arrivo a Mitrovica, la liceale quindicenne ha detto di non conoscere lalbanese e di non aver mai sentito parlare del Kosovo Questa dichiarazione ha alimentato tutte le congetture possibili circa il complicato percorso della sua famiglia, nascondendo il punto centrale: i Dibrani sono oggi, di fatto, degli apolidi. Il padre nato in Kosovo, sostiene di averlo lasciato molto giovane per lItalia, dove ha incontrato sua moglie, anche lei rom originaria dei Balcani. Dietro le complicazioni amministra* Giornalista, caporedattore del sito Le Courrier des Balkans.

VILLAGGI DIPENDENTI DALLECONOMIA CARCERARIA

La Louisiana, prigioniera delle sue prigioni


Con due milioni trecentomila detenuti cifra in continuo aumento tra il 1972 e il 2010 , gli Stati uniti hanno il tasso di detenzione pi elevato del mondo. Il settore penitenziario, che impiega pi persone di General Motors, Ford e Wallmart insieme, rappresenta un importante fattore in gioco economico, in particolare nelle regioni rurali, dove gli sceriffi vengono incoraggiati a riempire le celle delle loro prigioni.
Questo tipo di carceri normalmente destinato a pene inferiori a un anno, ma in realt la durata media del soggiorno di otto anni e mezzo. Un detenuto su cinque vi sconta una pena superiore a undici anni 1, senza alcuna speranza di formazione. Infatti in Louisiana, paradossalmente, le politiche di reinserimento sociale sono di fatto riservate a chi stato condannato a pene molto lunghe o addirittura allergastolo. Nelle vecchie prigioni di Stato, i detenuti beneficiano di un aiuto psicologico e medico, di svaghi e programmi di reinserimento tramite il lavoro. Ogni anno la prigione di Avoyelles organizza il rodeo di Angola, aperto al pubblico; ai prigionieri, la maggioranza dei quali stata condannata allergastolo senza sconti di pena, si propone una formazione come garagisti o addetti alle caldaie. Niente di tutto ci nelle prigioni degli sceriffi. In Louisiana, il reinserimento riguarda quasi esclusivamente solo chi dal carcere non uscir mai, lamenta Dana Kaplan, dellorganizzazione non governativa Juvenile Justice Project of Louisiana. Con i proventi delle prigioni, gli sceriffi eletti dal popolo statunitense investono in materiale nuovo per le loro squadre: automobili, armi, computer, giubbotti antiproiettile Difficile stimare con esattezza i profitti. Con un dollaro e mezzo scarsi per i pasti, e i risicati stanziamenti per le attivit di svago e reinserimento, certo che il costo quotidiano per detenuto non arriva ai 24,39 dollari versati dallo Stato. Anche a metter nel conto il biglietto del pulman e i 10 dollari generosamente offerti il giorno della liberazione.
(1) Louisiana Department of Correction, Baton Rouge, gennaio 2013. (Traduzione di M. C.)

di MAXIME ROBIN *
sorta di patto faustiano: di fronte al sovraffollamento carcerario, si potevano ridurre le pene oppure costruire pi prigioni. Vinse la seconda opzione. Cronicamente deficitario, lo Stato non poteva per assumersi lonere di costruirle. Cos, gli sceriffi delle contee rurali furono incoraggiati a costruire e dirigere prigioni locali, le parish jails. Per questo investimento, non irrilevante per una contea di campagna, la Louisiana rimborsa agli sceriffi i costi della detenzione di ogni prigioniero: 24,39 dollari al giorno. Per fare un confronto, un detenuto in una prigione di Stato della Louisiana ne costa allerario pubblico ben 55. Cos, sono solo dodici i penitenziari di Stato (riservati alle pene molto lunghe), e si contano invece centosessanta prigioni, distribuite in contee remote, dai nomi evocativi come Acadia, Bienville, Beauregard o Calcasieu. Gli stabilimenti creano lavoro e la popolazione rurale, gravemente colpita dalla crisi del cotone, ne dipende in modo diretto. In questi posti isolati dalleconomia depressa, il sistema carcerario diventato un business, ci spiega Burk Foster, criminologo e visiting professor alluniversit Lafayette della Louisiana. Per molti residenti, diventare guardia carceraria la prospettiva di lavoro migliore: la paga ridotta (8

EL 2012, per il terzo anno consecutivo, negli Stati uniti il numero di detenuti sceso: trentamila in meno. Viste le difficolt di bilancio, gli Stati non sono pi in grado di addossarsi i costi della pletora carceraria, e con ununanimit politica abbastanza inusitata, agiscono a livello locale per disintasare gli istituti di pena. In California Stato che nel 2012 ha totalizzato da solo la met della riduzione di cui sopra come in Texas, il momento di alleggerire le pene e cercare soluzioni alternative. Al contrario, in Louisiana, per un assegno falso si pu essere condannati a dieci anni di detenzione, e la pena per uno scassinatore recidivo tuttora di ventiquattro anni, senza sconti. Nello Stato, il tasso di detenuti raddoppiato in venti anni, raggiungendo livelli superiori a quelli di qualunque altra parte del mondo. Vivono attualmente dietro le sbarre oltre quarantaquattromila persone un uomo ogni ottantasei , il doppio della media nazionale e tredici volte pi che in Cina.

BART EMERSON

NEW ORLEANS, LOUISIANA, MARZO 2012 Zion City, una delle carceri della contea

dollari allora) ma si ha la garanzia di una buona pensione. Il tasso di occupazione dei letti deve mantenersi ai livelli pi elevati per assicurare il maggior ritorno possibile agli investimenti. Altrimenti la prigione perder la propria redditivit economica e dovr licenziare dei secondini, o addirittura chiudere. un po come costruire un hotel. Per garantire la redditivit, gli sceriffi devono tenere occupati i letti, spiega Cindy Chang, ex giornalista al Times Picayune. Cos, i capi guardiani delle parish jails organizzano ogni mattina appelli telefonici per rimediare un po di detenuti dai penitenziari sovraffollati delle grandi citt, come New Orleans e Baton Rouge. I trasferimenti di prigionieri avvengono prima di tutto con il passaparola, grazie alle conoscenze fra direttori e sceriffi. In certe prigioni di campagna, il sistema cos ben collaudato che per ottenere unin-

fornata di detenuti non occorre nemmeno pi telefonare. Odio far denaro sulla pelle dei poveracci, assicura lo sceriffo Charles McDonald, proprietario del penitenziario di Richland, una contea di ventimila abitanti nel nord dello Stato. Ma dal momento che devono stare in prigione, tanto vale che sia la mia Lo Stato non costruisce prigioni da venti anni, e i penitenziari low cost di campagna ospitano attualmente oltre la met dei detenuti condannati in Louisiana. Le spese per detenuto sono ridotte al minimo, il che si traduce in condizioni di vita non dignitose. Tolte le spese di gestione, i salari delle guardie carcerarie e il profitto dello sceriffo, ai prigionieri non rimane pi molto, constata Foster. Dormono in camerate di diverse decine di letti, fino a ottanta. Le spese per il cibo sono minime e le cure mediche praticamente inesistenti.

Fatto ancora pi inquietante, la sopravvivenza economica di interi territori dipende da questa elevata presenza di detenuti. In effetti, agli inizi degli anni 90, la Louisiana fece una
* Giornalista.

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NOVEMBRE 2013

LE MONDE diplomatique il manifesto

RIFIUTO DELLA DISCRIMINAZIONE POSITIVA

Il potere perde terreno in Malesia


Quasi sei mesi dopo le elezioni legislative che hanno permesso al partito a capo del paese dallindipendenza, nel 1957, di tirare avanti, i problemi restano. I criteri etnici sui quali il potere ha giocato per molto tempo, con la divisione del paese tra malesi, cinesi, indiani, non sono pi tanto pregnanti. Quale che sia la loro origine, gli abitanti reclamano cambiamenti democratici.
THAILANDIA
Mar di Andaman
o ett Str

Isole Spratleys

PERLIS KEDAH

Mar della Cina meridionale


Labuan Isole Natuna (INDONESIA)

Mar di Sulu SABAH

KELANTAN PERAK TERENGGANU i M Dinding ala PAHANG cca SELANGOR Kuala Lumpur Putrajaya NEGERI SEMBILAN MALACCA JOHOR

PENANG

Bandar Seri Begawan BRUNEI

CINA

Isole Anambas (INDONESIA)

SARAWAK

LAOS VIETNAM CAMBOGIA THAILANDIA FILIPPINE ILI NE NE

L DILEMMA, per i cinesi, di impossessarsi del potere politico, quando hanno gi il potere economico, o aderire al principio della condivisione, che ha fatto di questo paese ci che oggi. Pubblicato alla fine di luglio, leditoriale di Mahathir Mohamad (1), primo ministro della Malesia tra il 1981 e il 2003, tipico dei luoghi comuni condivisi da lungo tempo dai dirigenti di questo paese dellAsia del Sud-Est dove i cinesi rappresentano un quarto della popolazione, secondo le statistiche etniche vigenti (si legga Da sapere). Menzionando il contratto sociale implicito dellindipendenza (ai malesi il potere politico, ai cinesi leconomia), lex uomo forte dellOrganizzazione nazionale dei malesi uniti (United Malays National Organisation, Umno) conserva questa visione della societ polarizzata, segnata dalle violente sommosse del 1969, le cui conseguenze pesano ancora oggi sul paese. Quellanno, le manifestazioni di gioia dei cinesi che celebravano i buoni risultati elettorali di un partito di opposizione erano degenerate in due mesi di scontri con i malesi, provocando ufficialmente 196 morti. A quel tempo il governo aveva giustificato le violenze con il risentimento dei malesi verso i cinesi, accusati di accaparrarsi le ricchezze del paese. In realt, lintesa delle borghesie malese, cinese e indiana al potere non avevano considerato la grandissima povert della societ, una delle pi diseguali dellAsia, proprio mentre la guerra contro la guerriglia comunista rendeva sospetta ogni rivendicazione sociale. La risposta del governo fu lattuazione della nuova politica economica (Npe), che tradusse in legge la distinzione tra i Bumipatras (i figli del sole, vale a dire i malesi e i popoli autoctoni) e gli altri. I primi hanno beneficiato prioritariamente della ridistribuzione delle ricchezze. La teoria del malese povero e del cinese ricco era solo una costruzione politica. Leconomista Elsa Lafaye De Micheaux (2) mostra che la maggior povert relativa dei malesi dipendeva prima di tutto dal dualismo tra attivit di sussistenza e attivit produttrici di valore, dalla divisione etnica del lavoro e da un accesso differenziato alleducazione. In realt, le disuguaglianze di classe in seno a ciascuna comunit, e il fatto che il 98% dei cinesi fossero operai o piccoli contadini [ stato allora] semplicemente ignorato. Al momento delle elezioni legislative del 5 maggio 2013, Mahathir ha partecipato alla campagna elettorale sullo stesso tema, strumentalizzando la paura dei malesi di perdere la loro sovranit a vantaggio della minoranza cinese. Una strategia vincente di misura. LUmno e la sua coalizione del Barisan Nasional (fronte nazionale), che include una componente cinese, la Malaysian Chinese Association (Mca), e una componente indiana, il Malaysian Indian Congress (Mic), ne sono usciti confermati, ma con il peggior risultato della loro storia. Hanno raccolto meno voti dellopposizione riunita in seno alla coalizione del Pakatan Rakyat (Patto del popolo) (3). E lo scrutinio, segnato da numerose irregolarit, si svolto in condizioni inique: circoscrizioni rimaneggiate, trasferimenti non chiariti di elettori, partigianeria dei media dominanti e, in maniera notevole, uso ingiustificato delle risorse
* Giornalista.

di CHARLES DANNAUD *
pubbliche per la campagna e lacquisto di voti, secondo la politologa Bridget Welsh, professore associato allUniversit di management di Singapore. Reagendo a questa debole vittoria, Najib Razak, primo ministro in carica, considerato pur un moderato, ha ripreso a sua volta il discorso razzista designando come responsabili della delusione del Barisan nasional gli elettori cinesi, che hanno voltato le spalle in massa al Mca, giudicato sclerotizzato e sottomesso allUmno. Parlando di tsunami cinese, il primo ministro nega la realt di un voto che ha visto una parte dei malesi stessi votare per lopposizione. Questa reazione illustra bene la difficolt dei dirigenti dellUmno ad ammettere che il divario etnico lascia il posto a un divario sociologico e geografico. Cambiando di continuo argomento, Najib, peraltro iniziatore del program-

INDONESIA

SINGAPORE
0 300 km

Ex Federazione della Malaisia, 1957 diventata indipendente nel 1957 Antichi territori britannici che hanno 1963 aderito alla Malesia nel 1963
1965 Antichi territori britannici 1984 diventati indipendenti

MALESIA M A
IN NDONESIA N DO NESIA

Antichi Straits Settlements (Insediamenti dello Stretto, amministrati dalla Compagnia britannica delle Indie orientali)

JOHOR Stato malese Labuan Territorio federale

Conitto territoriale
CCILE MARIN

ma l Malaysia, che mira a promuovere larmonia tra i popoli del paese, ha da allora fatto appello a una riconciliazione. Questo procedimento non ha molto credito agli occhi del politologo Ahmad Fauzi, dellUniversit delle scienze della Malesia: una vecchia tattica del Barisan nasional quella di comportarsi dai fautori del disordine, per poi parlare di riconciliazione ponendosi come pacificatore. A parte il fatto che i trucchetti non funzionano pi bene come in passato, in particolare nelle zone urbane, i cui abitanti sono, secondo il ricercatore, pi influenzati dai media alternativi, siti di informazione e blog, che dai media tradizionali controllati dal governo.

etnica ancora in vigore, in forma modificata. giunta al limite della sua logica, considera Lafaye de Micheaux. Politicamente, la scelta del criterio etnico ha accentuato le divisioni della societ, respingendo i membri delle minoranze cinese e indiana a uno status di cittadini di seconda classe: un accesso pi difficile alla funzione pubblici, alluniversit, alla propriet e alla partecipazione ai grandi gruppi politici nati dalla Npe. Peraltro, il sistema del padronato ha aggravato la corruzione per il controllo dei mercati pubblici o delle rendite, quali lo sfruttamento delle materie prime o dei siti turistici. Londata di privatizzazioni avviata nel 1986 ha favorito il nepotismo. E, secondo Lafaye de Micheaux, il 20% pi ricco possiede pi della met della ricchezza del paese. Unoligarchia prospera, legata da vicino allUmno, concentra tutti i vantaggi di una politica i cui beneficiari non sono pi i malesi poveri. Non pi delle popolazioni indigene del Borneo, le cui ricchezze del sottosuolo sono sfruttate su grande scala. Scoppiano scandali finanziari che i media alternativi svelano. Cos, Najib invischiato in un affare di corruzione riguardante lacquisto di sottomarini francesi quando era ministro della difesa. Dopo la denuncia in Francia di unassociazione malesiana, due giudici istruttori sono stati incaricati della faccenda. Lopposizione politica della coalizione del Pakatan Rakyat ha fatto la sua campagna sullesigenza di trasparenza. Ma il suo successo elettorale deve molto alla promozione di un modello di societ alternativo. Costituita da partiti che oltrepassano le divisioni comunitarie, che propongono che il criterio della politica di ridistribuzione non sia pi etnico ma sociale, essa riuscita a creare delle rappresentanze di tipo cittadino e non comunitarie analizza Lafaye de Micheaux. La posta identitaria tale che il dirigente del Pakatan Rakyat, Anwar Ibrahim, considerato come colui che ha partorito lidentit multiculturale della Malesia. A lungo presentato come lerede di Mahathir, di cui era ministro delle finanze prima di cadere in disgrazia nel 1998, Anwar ha conosciuto la prigione per corruzione ed stato scagionato da unaccusa di sodomia che mirava a impedirgli di presentarsi. Due elementi concomitanti hanno favorito questa evoluzione. Da una parte, lo sviluppo delle iniziative provenienti dalla societ, ispirate dalle primavere arabe, e che fanno appello a un cambiamento politico in particolare due manifestazioni organizzate dal movimento Bersih per una riforma del sistema elettorale. Dallaltra, la moltiplicazione dei mezzi di informazione alternativi, come i social network, che sono altrettanti megafoni per queste iniziative in un paese dove pi di una persona su due ha un profilo Facebook. Una nuova tappa dellimpegno politico stata superata con il voto del 5 maggio e la mobilitazione dellopposizione, che contestava i risultati delle elezioni. Parecchie decine di migliaia di persone hanno manifestato senza

Da sapere
Indipendenza: 31 agosto 1957. Nel 1965, Singapore lascia la federazione e diventa indipendente. Sistema: federazione di tredici Stati e di tre territori federali (Kuala Lumpur, Putrajaya e Labuan). Essi sono ripartiti in due regioni amministrative, la Malesia peninsulare (undici Stati e due territori federali) e la Malesia orientale, il nord dellisola di Borneo (due Stati e un territorio federale). Popolazione: 29.241.000 abitanti Regime politico: monarchia costituzionale, con una Camera dei rappresentanti e un Senato. Lingua: malese. Capo di Stato (il re): Abdul Halim Muadzam Shah (dal 2011), eletto per cinque anni tra i nove sultani. Capo del governo: Najib Razak (dal 2009). Composizione etnica: 60% malesi, 25% cinesi, 10% indiani, 5% autoctoni. Religione: Lislam la religione di Stato, ma garantita la libert di culto.

N UN PAESE dove il 56% della popolazione ha meno di 30 anni, la strategia dellUmno sembra maldestra. La giovane generazione si considera malesiana [piuttosto che malese, cinese, indiana] e mostra di essere meno razzista di quelle precedenti osserva Welsh, mentre il Barisan nasional coalizza alcuni partiti comunitaristi. Peraltro, adottando verso i giovani un comportamento paternalista, vale a dire limitandosi a offrire loro regali e a organizzare incontri con le star della televisione e del cinema, i dirigenti dal Barisan nasional non misurano la profondit del rifiuto della politica allantica simboleggiata dallautoritarismo di Mahathir.

I giovani sono meno razzisti degli adulti


ficiali. In linea con i suoi predecessori, Najib ha lanciato nel settembre 2010 il suo programma di trasformazione economica (Etp) che ha per obiettivo riconfermato che la Malesia raggiunga il gruppo dei paesi ad alto reddito nel 2020. Dotato di un budget di 300 miliardi di euro, questo piano combina lintervento pubblico, attraverso le societ legate allo Stato (in particolare nel settore energetico), e lincoraggiamento delliniziativa privata, tra cui gli investimenti stranieri. La Borsa malese diventata una piazza finanziaria riconosciuta, e non solo nella finanza islamica. Daltronde i mercati hanno ben accolto lannuncio della rielezione del primo ministro. Socialmente, Najib afferma di voler sviluppare il mercato interno, per diminuire la dipendenza del paese dalle esportazioni e al tempo stesso aumentare i redditi della popolazione da oggi al 2020. Nel maggio 2012 ha introdotto un salario minimo (circa 200 euro mensili), poco rispetto al costo della vita in citt. Se si giudica dai risultati delle elezioni, lEtp, nonostante i proclami di vittoria, non convince molto: i malesi sono preoccupati per la stagnazione del loro potere dacquisto e reclamano un miglioramento dei servizi pubblici, delle infrastrutture e dellinsegnamento superiore. Ma i loro critici si concentrano sulla discriminazione positiva in favore dei malesi, su cui si fonda la Npe dal 1969, anche se questa politica si tradotta in una riduzione delle disuguaglianze tra le etnie e in seno a ciascuna comunit. Questa politica ridistributiva su base

Questa giovent non ha conosciuto la formidabile ascesa del paese negli anni 80 e non si sente debitrice nei confronti del vecchio partito nazionalista. il paradosso dellUmno nota Fauzi. Ha guidato lo sviluppo del paese e permesso lemancipazione dei malesi, che, ora, gli votano contro. Secondo Lafaye de Micheaux, il vaso di Pandora stato scoperchiato con la crisi asiatica [nel 1997]. La popolazione accettava una societ autoritaria perch la crescita giovava a tutti; ma allora si sono resi conto di pagare molto caro in termini di libert qualche cosa che non cera pi. Oggi questa tigre asiatica presenta dei buoni indicatori macroeconomici: una crescita del prodotto interno lordo (Pil) del 5,6%, uninflazione contenuta al 1,7% nel 2012 (4) e un tasso di disoccupazione del 3,3% ad aprile 2013, secondo le statistiche uf-

violenza negli stadi di tutta la Malesia, chiedendo le dimissioni della commissione elettorale. Il governo di Najib ha reagito incolpando alcuni deputati, studenti, blogger e membri dellopposizione. La societ civile cresciuta e limpegno dei cittadini crescer ancora, ora che la paura scomparsa, sostiene Welsh. A dispetto del gran numero di ricorsi presentati, poco probabile che la commissione elettorale, che dipende dal gabinetto del primo ministro, riveda i risultati. Il cambiamento arriver, inevitabile, se non altro per motivi demografici considera Fauzi. Perdere il potere non sar un male per lUmno, che potr cos sradicare efficacemente i suoi elementi corrotti e ritornare con una nuova identit, seguendo lesempio dei vecchi partiti nazionali che sono il Partito del congresso in India o il Guomindang a Taiwan. Lorizzonte del 2020 fissato da Mahathir perch la Malesia si unisca ai paesi ad alto reddito potrebbe andare di pari passo con la nascita di una nazione democratica, capace di pensare la sua identit e di prendere coscienza della ricchezza della sua multiculturalit.
(1) Chinese better off after Merdeka, New Straits Times, Kuala Lumpur, 27 luglio 2013. (2) Elsa Lafaye de Micheaux, La Malaisie, un modle de dveloppement souverain?, ENS Editions, Lione, 2012. (3) Il Barisan nasional ha ottenuto il 47,4% dei suffragi ma il 59,9% dei seggi in Parlamento, contro il 50,9% e il 40,1% alla coalizione dellopposizione, Pakatan Rakyat. (4) World development indicators, Banca mondiale, Washington, DC, 2013. (Traduzione di Em. Pe.)

IVISA territorialmente tra la penisola malese e il nord dellisola del Borneo, la Malesia conta circa trenta milioni di abitanti. Il paese ha conosciuto diverse ondate di immigrazione: cinese dal sud dellImpero di mezzo a partire dallinizio del XIX secolo, indiana soprattutto Tamil alla fine dello stesso secolo. Gli immigrati e i loro discendenti nati nel paese hanno tutti ricevuto la nazionalit malesiana al momento dellindipendenza. La carta didentit di ciascun malesiano riporta la menzione della sua origine etnica e della sua religione. Come spiega leconomista Elsa Lafaye de Micheaux, si tratta di categorie arbitrarie e in gran parte fabbricate, estranee al mondo malese. Il colonizzatore britannico ha classificato la popolazione secondo le teorie razziali della fine del XIX secolo per motivi di efficacia amministrativa. Limportanza data nellorganizzazione coloniale al criterio etnico lha ancorato nella societ del paese.
C. D. (Traduzione di Em. Pe.)

Un lascito del colonizzatore britannico

LE MONDE diplomatique il manifesto NOVEMBRE 2013

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BIOPOTERE PATRIARCALE O LIBERT DI DECIDERE DELLE DONNE?

Cile, laborto nello scenario politico


E POSIZIONI politico-culturali dei candidati alla presidenza della Repubblica sono differenziate. Una candidata ha espresso la volont di portare avanti la sua posizione liberale in materia di aborto (2), contestando lapproccio punitivo dei partiti della sua alleanza. Un altro candidato, pur dichiarandosi a favore della libert di scelta delle donne, opta per laborto terapeutico per ragioni di fattibilit. E cos, la maggioranza dei candidati rimane su questultima linea, il che in fondo sposta la questione su un piano medico-legale. Anche se il cambiamento promesso sar una sconfitta per i conservatori, la redistribuzione di potere necessaria per una giustizia di genere nella gestione del corpo non ha voce in capitolo nelle agende dei candidati alla presidenza. Un altro evento stata la prima grande mobilitazione sociale per laborto legale sicuro, libero e gratuito, tenutasi lo scorso luglio a Santiago. Hanno marciato per le strade della capitale in ottomila, con una compresenza di generazioni e generi inedita, visto che per pi di venti anni in Cile a manifestare per il diritto allaborto erano stati solo gruppi di donne organizzate, adulte e anziane. La marcia di luglio stata organizzata da diverse organizzazioni femministe, unite nella richiesta dellaborto legale, sicuro e gratuito, e dellautonomia riproduttiva.

Negli ultimi mesi, quattro eventi hanno dato nuove coordinate al dibattito sullaborto in Cile. Nella campagna presidenziale stata manifestata la volont di recuperare laborto terapeutico vigente per cinquantotto anni nel Cdigo sanitario (Legge sanitaria) e abolito dalla dittatura nel 1989 (1).

di MARA ISABEL MATAMALA VIVALDI*


ruzione volontaria di gravidanza cos da salvaguardare la vita e la salute delle donne e delle adolescenti, migliorando la loro qualit della vita e diminuendo il numero di aborti. La delegazione ufficiale cilena ha dichiarato che il mondo cambiato negli anni trascorsi dopo il Cairo, che il processo elettorale lo rivela, e che il paese deve rendersi conto di questa tendenza. Ha reiterato limportanza della firma senza riserve da parte del governo cileno, perch insieme alla modifica della sua posizione nel contesto regionale, c un atteggiamento pi aperto anche nel dibattito interno. Un quarto elemento che rimasto in ombra per quaranta anni e che adesso fa irruzione nella memoria nazionale attraverso diverse testimonianze, la realt di donne incinte che nei centri di tortura furono assassinate o indotte ad abortire per le violenze subite. Autori intellettuali e complici passivi si nascondono fra le fila dei conservatori, criminalizzando laborto e portando avanti il discorso della difesa della vita cellulare, ma questo contraddice la mancanza di rispetto per la vita umana negli anni della dittatura. Le forze politiche che appoggiarono il regime militare sono responsabili anche di quegli aborti forzati e di quelle morti. Lipocrisia dei settori conservatori evidente e le loro richieste di perdono non li esonerano da un passato abortista legato alla violenza di Stato. In questo contesto nuovo si affrontano diverse posizioni politiche, sociali e culturali. I fondamentalismi civili e religiosi insistono nel considerare persona lo zigote formatosi dallunione fra spermatozoo e ovulo. La gerarchia cattolica e Provida, il movimento ispirato dal Vaticano, parlano di tutela delle vite umane dimenticando quelle che si perdono in Africa a causa dellaids, per il mancato uso di preservativi (3). I cittadini laici e i gruppi femministi fondano le proprie argomentazioni sui diritti, sulla scienza, sulla giustizia sociale, e sulla maggioranza etica rappresentata dai paesi che nel mondo hanno gi legalizzato laborto. Il Consenso di Montevideo rafforza queste buone ragioni. Ma le lite dei partiti tradizionali di sinistra, nelle loro proposte legislative, disconoscono la laicit dello Stato lasciano a met strada lattenzione ai diritti umani e alleguaglianza di genere. Come in altri paesi della regione, esse sono prigioniere del compromesso di governabilit imposto loro dalle chiese e dai partiti confessionali. (4) Nel dibattito femminista cileno coabitano di-

ELIDE CABASSI Maternit

verse prese di posizione che commenteremo ponendoci nella prospettiva di un femminismo autonomo, diverso, decolonizzatore e multietnico, che rifiuta il capitalismo e resiste alle influenze concettuali e politiche del patriarcato, in perenne riciclaggio di se stesso. A chi sostiene laborto terapeutico diciamo che non basta trasferire a unintermediazione medica e legale la decisione circa la validit della causa invocata dalla donna per interrompere una gravidanza non desiderata. Lasciar decidere ai medici certo aiuta quella minoranza di donne che vogliono abortire (5) avendo subito uno stupro, o per cause legate alla tutela della propria vita e salute, o alla sopravvivenza del feto dopo il parto, ma non restituisce alle donne cilene il diritto alla sovranit sui loro corpi. Il dispositivo medico interviene partendo dal biopotere patriarcale, e di fatto rende la donna oggetto della propria decisione.

Affinch sia assicurato alle donne leffettivo godimento della libert di decidere, occorre legalizzare linterruzione volontaria della gravidanza non desiderata, garantire lautonomia riproduttiva e mettere le donne in condizione di esigere che sia loro garantito laborto sicuro secondo gli standard consolidati. Combinando la strada e le istituzioni, chi sostiene questa linea sottolinea la necessit di una proposta normativa per laborto legale, sicuro, gratuito e libero sulla scena legislativa, e di una lotta per una nuova Costituzione democratica, che ponga i diritti sessuali e riproduttivi nel corpus dei diritti umani. Gli attuali progetti di legge presentati al Congresso si riferiscono solo allaborto terapeutico, allo stupro e alle patologie del feto. Sono un tentativo di ottenere consenso su una base minima, e bloccano una discussione pi ampia che abbia fondata sui diritti gi indicati, la democrazia e la giustizia di genere. Anche le candidature al Parlamento nate dalla base sociale, o indipendenti, non propongono nella loro agenda il riconoscimento alle donne della libert di decidere. Come punto di incontro per il dibattito, suggeriamo di concepire questa libert come un cambiamento di civilt, e non come una moneta di scambio o un costo politico.
(1) Allora fu modificato larticolo 119 che recitava una gravidanza pu essere interrotta solo a fini terapeutici, stabilendo invece vietato realizzare azioni il cui fine sia provocare un aborto. (2) Nel dicembre 2010 la senatrice Matthei e il senatore Rossi presentarono un progetto di legge per la depenalizzazione dellaborto nel caso di patologie del feto o quando la morte del feto si verifica come conseguenza di un intervento, di un trattamento, di un farmaco ritenuti da almeno tre medici indispensabili per salvare la vita della donna. La proposta fu poi respinta nellaprile 2012, quando il Senato vot contro lidea di legiferare sullaborto. (3) La Chiesa ha proibito per lungo tempo luso dei profilattici nella prevenzione del virus dellaids/hiv. (4) I partiti al governo in Brasile, Nicaragua ed Ecuador sono altri esempi di questa tendenza. (5) Secondo listituto statunitense Alan Guttmacher (2007), in Cile si verificano 120.000 aborti allanno. (Traduzione di M.C.)

Una nuova voce per le strade di Santiago


AMPIEZZA della mobilitazione ha reso evidente lindignazione popolare per il biopotere statal-ecclesiastico fondamentalista che aveva condannato a una gravidanza forzata la piccola Beln, appena undicenne, ripetutamente violentata dal patrigno. Il superiore interesse della bambina, che lo Stato cileno avrebbe dovuto garantire, diventato semplice retorica, negando a Beln il diritto allinfanzia e alladolescenza. Per le strade di Santiago si udita una nuova voce, intenzionata a sovvertire liniquo ordine patriarcale in materia di sessualit e riproduzione. Il terzo evento importante per il dibattito sullaborto si verificato in agosto a Montevideo, in una delle riunioni regionali pi importanti degli ultimi tempi. Quasi venti anni dopo lapprovazione da parte delle Nazioni unite del Programma di azione del Cairo nel 1994, delegazioni ufficiali di 38 paesi latinoamericani e caraibici hanno approvato il Consenso di Montevideo su popolazione e sviluppo, gettando le basi per le politiche pubbliche da realizzare a partire dal 2015. Tutti i paesi hanno firmato senza riserve: un fatto di grande rilevanza, specialmente per il Cile, paese che non ha mai riconosciuto i diritti sessuali e riproduttivi, e nel quale laborto completamente illegale. Il Consenso esprime preoccupazione per gli elevati tassi di mortalit materna, in gran parte dovuti alla difficolt di accesso a servizi adeguati di salute sessuale e riproduttiva, e alla realizzazione di aborti insicuri, e sottolineando poi che esperienze nella regione indicano come la penalizzazione dellaborto provochi un aumento della mortalit e morbilit materna e non riduca il numero di aborti. Di conseguenza, gli stati partecipanti hanno convenuto che i paesi nei quali laborto legale o depenalizzato dalla legislazione nazionale, assicurino la presenza di servizi per laborto sicuro per le donne che hanno in corso gravidanze non desiderate e non accettate, e gli altri Stati considerino la possibilit di modificare leggi, normative, strategie e politiche pubbliche in materia di inter* Medico, membro della Articolazione femminista per la libert di decidere e della Rete di salute delle donne di America latina e Caraibi.

Servono una proposta normativa e una nuova Costituzione


UANTO a chi dichiara la libert di abortire al di fuori del contesto giuridico istituzionale, proclama su basi individuali la libert di decidere linterruzione di gravidanza ricorrendo a un farmaco oggi offerto dallindustria. Si rinuncia cos alla garanzia statale del godimento dei diritti, e alla loro esigibilit. Ma la libert non coincide con luso del misoprostol. Nel mondo globalizzato, la percezione della realt e la costruzione delle soggettivit e dei desideri sono veicolate dal mondo dei media e dalla rete, che condizionano le menti dando lidea di una libert la quale per acceca la visione del collettivo e della riduzione dei diritti. Allaffermazione sono libera perch posso utilizzare il misoprostol senza permesso bisogna aggiungere perch ho la possibilit di comprarlo. Questa frase manda in pezzi lillusione di una giustizia e di una redistribuzione del potere in favore delle donne, e mette a nudo la perdita di senso del concetto di libert nella sua relazione di reciprocit con leguaglianza.

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LE MONDE diplomatique il manifesto

Amazon, dietro lo schermo


continua dalla prima pagina

INCHIESTA SUI MAGAZZINI DEL COMMERCIO ELETTRONICO

In Europa, Amazon ha scelto la Germania come testa di ponte. Il gruppo ha realizzato otto impianti logistici e ne sta costruendo un altro. Al volante della sua automobile, Sonia Rudolf imbocca la strada chiamata Amazon Strasse (2) il comune ha finanziato linsediamento della multinazionale con oltre 7 milioni di euro. Si dirige verso un enorme capannone di lamiera grigia. Dietro un recinto di filo spinato, ecco il magazzino. Al terzo piano di Fra-1 (3) non ci sono finestre, nessuna apertura e nemmeno laria condizionata riferisce questa ex lavoratrice. In estate la temperatura supera i 40 gradi e allora i malori sono frequenti. Un giorno me ne ricorder finch campo , mentre stavo cogliendo [prendendo delle merci sugli scompartimenti metallici], ho trovato una ragazza che vomitava stesa a terra. Aveva il viso bluastro. Ho creduto davvero che stesse per morire. Poich non avevamo una barella, il manager ci ha mandati a cercare un bancale e su quello e abbiamo usato quello per trasportarla fino allambulanza. I media hanno riferito di vicende simili negli Stati uniti (4). In Francia, stato il freddo a colpire, nel 2011, gli operai del magazzino di Montlimar (Drme), obbligati a lavorare con giacche a vento, guanti e berretti finch una decina di loro non ha fatto sciopero ottenendo laccensione dei riscaldamenti. anche cos che Amazon ha catapultato il suo fondatore al diciannovesimo posto nella classifica mondiale dei miliardari (5). La particolarit del supermercato elettronico che, attraverso la piattaforma Marketplace, permette ai venditori di proporre i loro prodotti in vendita sul proprio sito, in concorrenza diretta con la propria stessa merce. Linsieme gonfia il fatturato e aumenta leffetto coda lunga laggregazione di tanti piccoli volumi di ordini per prodotti poco richiesti il cui costo di stoccaggio basso , che alla base del successo dellimpresa. Questo sistema, efficace per il consumatore, imbarca i librai nella promozione del gigante che vampirizza la loro clientela e distrugge la loro attivit.
REUTERS/FABRIZIO BENSCH

striali, che noi non conosciamo: quel che deve passare sotto silenzio la durezza delle nostre condizioni di lavoro. Alla fine dellanno, nel periodo di punta detto Q 4 quarto trimestre , entrano in azione anche le squadre notturne, e ogni centro logistico impiega in modo massiccio una manodopera interinale per smaltire gli ordini delle feste. In questo periodo dice Heiner Reimann, uno dei sindacalisti permanenti distaccati da Ver.di nel 2010 per mettere in piedi e accompagnare unazione sindacale il numero dei lavoratori passa bruscamente, per i due centri, da tremila a oltre ottomila. Interinali provenienti da tutta Europa arrivano a Bad Hersfeld; alloggiano in condizioni terribili. Per trattare queste migliaia di contratti interinali, Amazon ha assunto segretarie cinesi. Lanno scorso lavoravano in una grande sala vuota, senza mobili, impilando i contratti sul pavimento, uno alla volta. Era surreale. Disoccupati spagnoli, greci, polacchi, ucraini, portoghesi arrivano in pullman da tutta Europa, reclutati da agenzie interinali. I manager si vantano di questa manodopera internazionale, ne fanno motivo di fierezza testimonia Brumma. Nel corso di una festa organizza dallimpresa, mi hanno chiesto di appendere le bandiere di tutte le nazionalit presenti: ce nerano quarantaquattro! Gli spagnoli erano i pi numerosi. Fra di loro, persone con molti studi alle spalle: uno storico, dei sociologi, e poi dentisti, avvocati, medici. Sono disoccupati, cos vengono qua, per un periodo di lavoro interinale.

Hard-rock a pieno volume durante il lavoro


L TEDESCO Norbert Faltin, ex quadro informatico licenziato di colpo nel 2010, ha dovuto accettare di diventare da un giorno allaltro operaio picker interinale a Bad Hersfeld. In pieno inverno, per tre mesi ho dormito con cinque stranieri in un bungalow normalmente usato per le vacanze estive, dunque privo di riscaldamento. Non ho mai avuto cos freddo in tutta la mia vita. Noi, tutti adulti, a turno dovevamo dormire in un lettuccio da bambini. La firma eventuale di un contratto a tempo indeterminato la conclusione di una serie di contratti di breve durata durante i quali non affatto consigliabile iscriversi al sindacato, e ancor meno scioperare. Limponente ricorso, nel periodo natalizio, a una manodopera interinale immigrata controbilancia leffetto di scioperi indetti da Ver.di in questultimo trimestre dellanno, il periodo nel quale Amazon, per una volta vulnerabile, realizza il 70% del proprio fatturato annuo. Per onorare il suo motto, Work Hard, Have Fun, Make History (Lavora tanto, divertiti, fai la storia, affisso nei centri logistici Amazon di tutto il mondo, il gigante statunitense inquadra i dipendenti con una tecnica di management estremamente rigorosa, la 5 S, ispirata alle fabbriche automobilistiche giapponesi, e organizza molti eventi di stampo paternalista, durante e al di fuori del lavoro. Nel periodo Q 4, i manager diffondono musica a tutto volume nel magazzino per stimolarci racconta Rudolf. Un giorno, durante le feste, ci avevamo messo musica hard-rock per farci lavorare pi velocemente. Era cos sparata che mi venuto mal di testa, e perfino le palpitazioni. Quando ho chiesto al manager di abbassare il volume, si preso gioco di me perch avevo pi di 50 anni, dicendomi che questa era unimpresa per giovani. Ero senior, e mi si chiedeva di avere al picking la stessa produttivit di un giovane di 25 anni. Del resto, dopo la morte di mio marito non avevo scelta, ho dovuto accettare questo lavoro. I lavoratori di Bad Hersfleld ricordano di aver visto Bezos allinaugurazione del primo ma(2) Ci sono strade Amazon anche a Graben, a Pforzheim e a Kobern-Gondorf, in Germania, e due in Francia, a Sevrey (Sane-et-Loire) e a Lauwin-Planque (Nord). (3) I siti Amazon hanno tutti nomi formati da tre lettere e una cifra. I magazzini logistici sono chiamati con il nome dellaeroporto internazionale pi vicino; in questo caso, Francoforte. (4) Spencer Soper, Inside Amazons warehouse, The Morning Call, Allentown (Pennsylvanie), 18 settembre 2011. (5) Bezos stato eletto businessman dellanno 2012 dalla rivista statunitense Fortune. (6) Amazon ha anche realizzato un mercato del lavoro elettronico, Amazon Mechanical Turk (Il turco meccanico di Amazon), che propone agli internauti di compiere lavori micro in cambio di una remunerazione micro. Si legga Pierre Lazuly, Tltravail prix brads sur Internet, Le Monde diplomatique, agosto 2006.

Il sorriso sul pacco non il nostro


L SINDACATO delle librerie francesi ha calcolato che, a parit di fatturato, una libreria di quartiere produce diciotto volte pi posti di lavoro rispetto alla vendita elettronica. Per il solo 2012, lAssociazione dei librai statunitensi (American Booksellers Association, Aba) stima in quarantaduemila i posti di lavoro eliminati nel settore a causa di Amazon: 10 milioni di dollari di fatturato per la multinazionale equivalgono secondo lassociazione a trentatr posti di lavori in meno nelle librerie di quartiere. Inoltre, i posti di lavoro scomparsi nelle librerie e quelli creati nei magazzini logistici sono di natura molto diversa. Sparisce da un lato un lavoro qualificato, diversificato, stabile, situato in citt, un lavoro nel quale si mescolano gestione, relazioni pubbliche, contatti umani, consigli. Dallaltro spuntano in estrema periferia delle fabbriche di vendita nelle quali la produzione continua di pacchi di cartone si ripercuote su una manodopera non qualificata, assunta per ununica ragione: per ora costa meno dei robot. Ma non sar cos a lungo: dopo aver acquisito nel 2012 per 775 milioni di dollari la societ di robotica Kiva Systems, Amazon prepara la messa in funzione nei suoi magazzini di piccoli automata mobili: esaedri arancioni alti trenta centimetri e capaci, ad esempio, di inserirsi sotto uno scaffale per spostare carichi che, secondo i modelli, possono andare da quattrocentocinquanta a milletrecento chilogrammi. Si tratta di ridurre a soli venti minuti il lasso di tempo fra linvio dellordine da parte del cliente e la spedizione. Bezos ha un obiettivo diventato leggendario: proporre e vendere qualunque merce consegnandola ovunque lo stesso giorno dellordine. Fin dallinizio, Amazon ha investito somme astronomiche nei suoi server e continua ad aumentare le capacit di calcolo algoritmico per migliorare lefficacia della logistica e le potenzialit del sito di vendita. Il quale propone sempre nuovi prodotti a chi gi stato cliente, grazie a una gestione complessa dei dati personali e delle abitudini di consumo. E, perch non si perda niente, le risorse informatiche in eccesso sono date in affitto alle imprese, attraverso un servizio specifico, Amazon Web Services (6).

In tutti i paesi, i centri logistici presentano unarchitettura e unorganizzazione del lavoro simili. Collocati nelle vicinanze degli svincoli autostradali, e al tempo stesso in aree il cui tasso di disoccupazione supera la media nazionale, sono protetti da societ di sorveglianza. Questi parallelepipedi di lamiera si estendono su una superficie a volte superiore a centomila metri quadrati, quasi quattordici campi di calcio. Sembrano animati al ritmo di un balletto di pesi massimi: ogni tre minuti, il gruppo Amazon riempie di pacchi un mezzo rimorchio. Sul solo territorio degli Stati uniti, durante le feste di natale 2012 limpresa ha venduto fino a trecento articoli al secondo.

LEIPZIG, GERMANIA, DICEMBRE 2008 Operai alle prese con i pacchi del periodo natalizio

stanno fianco a fianco con un pacchetto di slip da uomo, un orso in pelouche, i condimenti per le grigliate o Metropolis di Fritz Lang. Nellunit di ricevimento, gli operai eachers (riceventi) svuotano i bancali dai camion e classificano la merce. Gli stowers (stoccatori), sistemano gli articoli dove possono sulle enormi scaffalature, realizzando un bazar repertoriato solo da uno scanner Wi-Fi lettore di codice a barre. Per coordinare la vertiginosa geografia dei chilometri lineari, in questa formidabile accumulazione di merci, la tecnologia pi avanzata guida, controlla e misura la produttivit di operai che svolgono lavori ripetitivi e pesanti. Nellunit di produzione, i pickers (raccoglitori), anchessi guidati dal loro scanner, vanno avanti e indietro fra le file di scaffali. Per prendere continuamente articoli, percorrono oltre venti chilometri per ogni turno di lavoro questa la cifra ufficiale delle agenzie interinali, ma i sindacalisti la ritengono sottostimata. Quando un articolo viene prelevato dallo scaffale, sullo scanner appare un conto alla rovescia, che ordina al lavoratore di passare allarticolo successivo. La scelta viene fatta dal computer per ottimizzare la distanza da percorrere. Quando il muletto trasportatore pieno, i pickers lo portano ai packers (imballatori). Questi ultimi imballano a catena i prodotti, per poi spingere i pacchi su enormi convogliatori informatizzati, i quali pesano i cartoni decorati con il sorriso di Amazon, incollano gli indirizzi, ripartiscono il tutto a seconda dei servizi postali o dei corrieri internazionali. Il sorriso sui pacchi non il nostro, dice Jens Brumma, 38 anni, stower dal 2003. Dopo aver alternato per sette anni periodi di disoccupazione e contratti interinali da Amazon, dal 2010 passa da un contratto di breve durata allaltro, perch la direzione rifiuta di assumerlo stabilmente. Come a ogni altro dipendente, i suoi contratti gli proibiscono assolutamente di parlare del lavoro con la famiglia, con amici o con giornalisti. Il silenzio che ci impongono precisa non per proteggere segreti indu-

La profusione di prodotti proposti ai centocinquantadue milioni di clienti del sito si materializza nei magazzini nei quali, fra foreste di scaffali metallici, sgobbano i lavoratori, costretti al silenzio dal regolamento interno. Tutti, considerati come potenziali lestofanti, sono sottoposti a minuziosi controlli da parte dei vigilantes: passano per varchi di sicurezza quando escono non solo la sera ma anche durante la pausa pranzo, accorciata fra laltro da questo fastidioso controllo che provoca lunghe file dattesa. Poich Amazon rifiutava di piazzare i timbra-cartellini dei magazzini al punto dei varchi di controllo, i lavoratori del centro di distribuzione del Kentucky, del Tennessee e dello Stato di Washington, negli Stati uniti, hanno gi avviato quattro cause per chiedere il pagamento dei tempi di attesa non remunerati, che hanno calcolato in quaranta minuti la settimana. La distribuzione dei servizi e la gestione degli stock di Amazon sono informatizzati secondo la logica dello chaotic storage: si dispongono gli articoli sugli scaffali in maniera aleatoria. Questo stoccaggio caotico ha il vantaggio di una flessibilit maggiore rispetto allo stoccaggio tradizionale: inutile prevedere spazi supplementari per ogni tipo di articoli in caso di variazione dellofferta o della domanda, perch tutto sistemato a caso. Ogni scaffalatura ha diversi piani, e ogni piano ha diverse aree, i bins (alveoli), nei quali gli scritti di Antonio Gramsci

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deo a circolazione interna che abbiamo potuto visionare, due dirigenti delle risorse umane di Saran si sono filmati mentre scimmiottavano dei sindacalisti, reggendo una bandiera dalla Cgt. I ritmi sono spossanti confida con tono grave Mohamed, operaio a Saran, chiedendo lanonimato. E in cambio, che cosa ci propongono? Un po di have fun: tombole durante le pause, distribuzione di cioccolatini e caramelle Ma io non posso accettare lidea di venire a caricare dei camion vestito da clown. In effetti, sulla base di temi scelti dai manager, i dipendenti sono regolarmente invitati a venire al lavoro mascherati da streghe o giocatori di basket. Ma ovviamente la nostra produttivit continua a essere registrata per via informatica continua. Ci chiedono di essere dei top performers, superare noi stessi, battere continuamente i nostri record di produttivit. Dal mese di giugno 2013, i manager ci fanno anche fare collettivamente degli esercizi di riscaldamento e ginnastica prima di iniziare il lavoro.
REUTERS/LISI NIESNER

Gli interinali sono trattati come pezzi di carne


BAD HERSFELD, GERMANIA, MAGGIO 2013 Lavoratori di Amazon partecipano a uno sciopero indetto dal sindacato Ver.di

gazzino tedesco della societ, nellestate del 2000. Arrivato apposta dagli Stati uniti, aveva fatto atterrare lelicottero nel parcheggio dei dipendenti e aveva appoggiato su una targa le mani intinte nella vernice. Ad Amazon, si dice e si scrive tutto in inglese. I dipendenti sono chiamati le hands, le mani spiega la signora Schulz. Jeff Bezos ci ha mostrato le sue mani dicendo al microfono che eravamo tutti delle mani, come lui, e che eravamo i suoi soci, perch dopo diversi anni di lavoro nellimpresa si ha diritto a delle azioni. Ci ha spiegato che formavamo una grande famiglia. In seguito, a volte chiamava anche al telefono e la sua voce veniva diffusa dagli altoparlanti nel magazzino; per stimolarci. E funzionava. Di Amazon eravamo fieri; per noi era il sogno americano. Ma ben presto diventato un incubo. Ecco perch adesso partecipo agli scioperi. Vicino a un tavolo pieno di volantini, distintivi, documenti legali con sottolineature e ritagli di stampa sullultimo sciopero, i membri della squadra del pomeriggio si alzano di colpo dalle loro sedie per andare a timbrare. Quando sono arrivato era molto difficile. I lavoratori avevano il terrore di parlarci o accettare i nostri volantini, confida il sindacalista Reimann, aspettando larrivo della squadra della mattina per animare una seconda riunione. Egli ha iniziato questa missione per Ver.di nel 2010, dopo oltre dieci anni allIkea e una solida formazione in diritto societario.

Il risultato? La stessa signora Rudolf lo nota, quando incontra degli ex colleghi mentre passeggia al centro di Bad Hersfeld: Limmagine del sindacato cambiata molto. I lavoratori hanno sempre meno paura di iscriversi al sindacato, e anzi farlo diventato quasi un riflesso per loro quando subiscono unumiliazione. Vogliono contrattaccare, per difendere diritti e dignit. In Francia il 10 giugno 2013 un centinaio di dipendenti del centro logistico di Saran (Loiret) hanno scioperato, guidato dalla Confdration

gnrale du travail (Cgt). Il giorno dopo sono stati tutti convocati individualmente. Dal momento che sono sindacalista, mi volevano sottoporre a perquisizioni arbitrarie durante lorario di lavoro testimonia Clment Jamin della Cgt. Le ho rifiutate; allora mi hanno chiesto di sedermi su una sedia, per aspettare larrivo della polizia. Sono rimasto seduto sei ore davanti a tutti, e la polizia non mai arrivata. Hanno cercato di fare la stessa manovra il giorno dopo, e il giorno dopo ancora. La Cgt ha fatto causa. Ostili ai sindacati, i quadri di Amazon cercano anche di umiliarli. Di recente, in una parodia vi-

L REGOLAMENTO interno impone che la produttivit individuale sia in costante aumento. Il fatto di registrare in tempo reale la performance dei lavoratori permette ai caporeparto di geo-localizzarli nel magazzino in qualunque istante, cos da ottenere landamento dei loro rendimenti, ma anche organizzare la competizione fra gli uni e gli altri. Reimann ha scoperto da poco che questo calcolo, che un dato personale, viene inviato ogni giorno dai depositi tedeschi a Seattle negli Usa dove viene archiviato. completamente illegale!. Gi dirigente di Amazon in Francia, Ben Sihamdi, che ha seguito la formazione interna in Lussemburgo, conferma questa pratica che gli operai ignorano: Tutti i dati sulla produttivit sono registrati, centralizzati allistante al computer, e inviati a Seattle. Se gli operai sono messi in competizione gli uni con gli altri, la semantica della casa li invita anche a segnalare anomalie. Pu essere un pacco lasciato a ostruire una porta spiega Mohamed. Ma pu essere anche un collega che protesta. Allora va denunciato. Questo ben visto per salire di grado e diventare lead, caporeparto. Un giorno ricorda Sihamdi a un collega che mi chiedeva del patrimonio di Jeff Bezos, risposi che mi faceva vomitare. Mi denunci, e fui richiamato allordine per aver osato criticare! Lambiente di lavoro deleterio; tutti si sorvegliano. E lavoratori interinali sono trattati come pezzi di carne, il che per me era insopportabile. Conosco bene il mondo industriale, soprattutto quello dellautomobile. Ma la mia esperienza ad Amazon stata di gran lunga la pi violenta della mia carriera di ingegnere. Cadute, malesseri, dita tagliate sul convogliatore, sindromi da sovraffaticamento: ad Amazon gli incidenti sul lavoro sono numerosi. Ma i media preferiscono commentare con toni elogiativi i successi borsistici della multinazionale, la storia del suo fondatore o la costruzione di nuovi centri logistici le cinque unit che entreranno presto in funzione in Polonia e Repubblica ceca, del resto, pesano come una minaccia di dumping salariale sui lavoratori tedeschi. Si vanta la creazione di posti di lavoro precari e invisibili che ne distruggono altrettanti nel commercio di prossimit. A sostegno degli scioperi minacciati da Ver. di, il giornalista tedesco Gnter Wallraff segue con attenzione lo sviluppo folgorante di Amazon. Da Colonia, racconta di aver tentato un braccio di ferro con il mastodonte del commercio elettronico: Quando ho scoperto le condizioni di lavoro degli operai, ho subito lanciato un appello al boicottaggio e ho chiesto al mio editore di ritirare i miei libri dal sito. stato problematico per lui. Amazon totalizza il 15% delle sue vendite. Dopo aver discusso lidea, comunque, la casa editrice ha accettato la mia linea. Ma adesso Amazon si rifornisce da grossisti, per continuare a vendere i miei libri! E io non posso impedirlo. Cos, la gente mi critica: Fai tanti bei discorsi, ma poi i tuoi libri continuano a essere venduti su Amazon In realt, non ci si pu battere contro questa impresa in modo individuale. una multinazionale organizzata secondo una ideologia ben definita. Il suo sistema non ci pone la domanda semplice, neutra, se vogliamo o no consumare ricorrendo al suo sito Internet; ci pone questioni politiche: relative al tipo di societ che vogliamo.
JEAN-BAPTISTE MALET (Traduzione di M.C.)

Dirigenti che si filmano scimmiottano i sindacalisti


NA VOLTA constatate la depoliticizzazione e lassenza di cultura sindacale della maggior parte dei dipendenti di Amazon, egli si adattato alla situazione e a poco a poco sta arrivando a qualche risultato, grazie ad azioni organizzate a partire da un nocciolo duro. Dal 2011, ad esempio, i militanti incollano un po dappertutto nei magazzini tedeschi dei foglietti autoadesivi colorati sui quali, in modo anonimo, campeggia una domanda che si riferisce a una violazione del diritto del lavoro, a uningiustizia o a un peggioramento. Gli esempi sono sempre scelti dagli stessi lavoratori, che li fanno scrivere dai loro familiari perch non si possa riconoscere la loro grafia. Questi foglietti, appiccicati a migliaia sul posto di lavoro senza provocare danni, diffondono il panico fra i dirigenti. Sulla base delle decisioni prese nel corso delle riunioni settimanali aperte a tutti, da Bad Hersfeld e Leipzig emergono rapidamente delle rivendicazioni. A Leipzig, nessuno viene pagato alla tariffa del settore della distribuzione, negoziato da Ver. di. Mentre gli accordi salariali dei Lnder dellEst stabiliscono una remunerazione minima oraria di 10.66 euro, Amazon applica una griglia propria: 9,30 euro. A Bad Hersfeld, stessa differenza fra la tariffa di settore (12,18 euro orari) e il salario offerto dal centro Amazon: 9,83 euro. Due anni e mezzo dopo le prime riunioni Ver.di, circa seicento dipendenti tedeschi fanno ora regolarmente picchetti e scioperi per esigere lapplicazione della convenzione collettiva (Tarifvertrag) del settore. Al punto tale che i sindacalisti e i loro simpatizzanti ostentano ormai, anche sul lavoro, un braccialetto rosso con le parole Work Hard, Have Fun, Make Tarifvertrag.

REUTERS/MICHAEL DALDER

AUGSBURG, GERMANIA, DICEMBRE 2012 Un addetto al lavoro nel centro logistico Amazon di Graben

HE SI TRATTI di un libro comprato in Spagna o di un aspirapolvere in Francia, gli ordiC ni fatti sul sito di Amazon sono fatturati in Lussemburgo, dallimpresa Amazon Eu. Questa societ, che ha solo duecentotrentacinque dipendenti, ha realizzato nel 2012 un fatturato di quasi

Come non si pagano le tasse

10 miliardi di dollari ma, grazie a unastuta montatura finanziaria, risultano solo 20,4 milioni di profitti. Limpresa controlla le sezioni nazionali delle strutture basate in Europa che compiono il lavoro effettivo della multinazionale: logistica, marketing, relazioni con i fornitori, ecc. Al vertice di questa piramide di holding troneggia la riserva finanziaria della societ, Amazon Europe Holding Technologies Scs, a sua volta detenuta da tre entit che hanno sede nello Stato del Delaware, un paradiso fiscale negli Stati uniti. Al centro di questa impalcatura fiscale, la Amazon Europe Holding Technologies scs, anchessa con residenza in Lussemburgo, inghiotte e riversa fiumi di denaro: alla fine del 2011 aveva accumulato 1,9 miliardi di euro di riserve, senza avere un solo dipendente. Questo complesso meccanismo finalizzato allevasione fiscale permette alla multinazionale di sottrarsi al pagamento delle tasse nei paesi dove lavora, e dai quali preleva somme colossali. Dopo che il dirigente Andrew Cecil ha fornito un quadro dettagliato ai parlamentari britannici membri della commissione finanze, il fatturato francese noto: arriva a 889 milioni di euro per il 2011. Ma le filiali francesi dichiarano al fisco somme notevolmente pi basse, al punto che in corso una revisione della base imponibile, per 198 milioni di euro. Ma poco importa. La filiale francese di Amazon logistica, che gestisce i magazzini e ha oltre mille dipendenti, nel 2012 ha dichiarato un fatturato di 75 milioni di euro e un risultato netto contabile di 3,2 milioni. Quando ha aperto il terzo centro francese a Chalon-sur-Sane, incoraggiata e difesa dal ministro per la ripresa produttiva Arnaud Montebourg, ha ottenuto sovvenzioni pubbliche. Oltre ai sussidi dello Stato e del consiglio generale di Sane-et-Loire, il consiglio regionale di Borgogna, presieduto dal socialista Franois Patriat, ha versato ad Amazon 1,125 milioni di euro in cambio dellassunzione di duecentocinquanta persone con contratti a tempo indeterminato. La cosa peggiore commenta lex manager della societ Ben Sihamdi che questi politici non vogliono vedere che Amazon sta investendo in modo massiccio e con progetti molto seri nella robotizzazione. Quei posti di lavoro sono inevitabilmente destinati a sparire.
J.-B. M. (Traduzione di M.C.)

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LE MONDE diplomatique il manifesto

IL DIRITTO ALLA VITA PRIVATA

La caccia metodica allinternauta


Mentre lo spionaggio dei dati informatici da parte del governo statunitense genera proteste lodevoli ma senza conseguenze, le aziende, dal canto loro, affinano le tecniche che permettono loro di tracciare gli internauti. Sono aiutate dalla moltiplicazione delle informazioni personali in rete. Sfuggire ai loro messaggi pubblicitari diventa allora un percorso a ostacoli
potrebbero essere rifiutati, in futuro, dal navigatore Chrome di Google (4). Google, peraltro, si specializzato nellindividuazione del target in funzione del contesto editoriale attraverso il suo programma AdSense: che indirizza la pubblicit in funzione del tema presente sulla pagina web consultata. O attraverso la commercializzazione dei link sponsorizzati in risposta a richieste sul motore di ricerca, ma anche in funzione di parole prese sui conti di messaggeria Gmail per esempio una pubblicit Vacanze in Marocco se lindirizzo elettronico che avete ricevuto cita questo paese. A questa individuazione del target contestuale e comportamentale si aggiunge una nuova dimensione, basata sullinterazione sociale. Pi opaca ancora di Google sulluso che fa dei dati personali, Facebook sfrutta informazioni fornite volontariamente dai suoi membri destinati ai loro amici. Et, citt, interessi, professione. A queste informazioni si uniscono gli amici localizzabili degli utilizzatori della rete sociale. Le nostre agende di indirizzi sono interamente scannerizzate da Facebook attraverso il nostro telefono cellulare o la nostra email, e unidentificazione biometrica per default permette di riconoscere luoghi e volti sulle foto senza che i contributori abbiano dato la loro autorizzazione esplicita, spiega lassociazione Internet senza frontiere (Afp, 18 maggio 2012).
NICK GENTRY

di MARIE BNILDE*
sumatore deve quindi sapere che esso raccolto, per quale durata, approvare il suo utilizzo a fini pubblicitari o per lindividuazione di un target. Questo testo regolativo, che deve essere presentato al Parlamento europeo a fine 2013, ha gi determinato la consegna di quattromila emendamenti presentati con zelo dalle lobby. Dovrebbe essere votato dalla Commissione la prossima primavera, per essere applicato nel 2006. I soli dati di localizzazione terrestre sono in questo momento oggetto di una richiesta di accordo preliminare da parte dei fornitori di applicazioni per la telefonia mobile. Ma gli internauti della telefonia mobile sono meno esitanti a farsi localizzare, perch per loro l'unico modo per accedere ai servizi in loco (intorno a me) per trovare un ristorante, un noleggio gratuito di biciclette, una stazione della metro, ecc. E laccordo del fruitore non sempre richiesto. Secondo uno studio della Commissione nazionale informatica e libert (Cnil) e dellIstituto nazionale di ricerca informatica e meccanica (Inria) reso pubblico nellaprile 2013, il 31% delle 189 applicazioni testate per tre mesi su iPhone accede automaticamente alla localizzazione terrestre dellinternauta su telefonia mobile, e l8% alla sua rubrica di contatti. Per Apple obbligatoria la presenza di un identificativo a fini di target pubblicitario per usare il suo sistema di utilizzo iOS 6. Questo codice permette la classificazione delle abitudini di navigazione, secondo il modello cookies. I cookies? Sono i piccoli file automatici che tracciano la nostra navigazione sul web rendendo la pubblicit su internet particolarmente efficace. Secondo il rapporto della senatrice centrista Catherine-Morin Dessailly, ne vengono classificati in media 300 su un navigatore (Explorer, Safari, Firefox). Nel marzo 2013, il coordinamento dei Cnil europei, chiamato G29, ha pubblicato delle raccomandazioni con lo scopo di limitare ai minimi laccesso ai dati personali degli utilizzatori. Consiglia di ricorrere a identificativi temporanei, e soprattutto di informare gli internauti sui dati raccolti, o anche di chiedere il loro consenso prima di ogni tracciatura pubblicitaria. Questa opzione, chiamata opt in, che lascia allutilizzatore il controllo reale dei dati che fornisce, rifiutata dalla lobby della pubblicit online. Questultima, rappresentata in Europa dallInternet Advertising Bureau (Iab), preferisce lopt out, che implica un intervento esplicito di ritiro dellinternauta. LIab promuove anche la piattaforma Youronlinechoices. eu, che rinvia a una pagina di disattivazione dei file spia. Per accedervi, linternauta in invitato a cliccare su unicona dove, nel migliore dei casi, gli viene proposto in verde di accettare tutte le societ che inviano dei cookies o in rosso di rifiutare tutte le societ. Prima ancora che si clicchi sullopzione rossa, Google comunica solo in inglese, ed eBay annuncia che alcune pubblicit continueranno a essere postate ma [che] rischiano di essere meno pertinenti. Una volta pigiato il tasto fatidico, Yahoo spiega che il mezzo non riuscito a connettersi a tutte le aziende, e che lincidente probabilmente imputabile a... dei plug-in di blocco pubblicitario del tipo Adblock Plus (3) [che] possono far fallire le disattivazioni. Quanto a Msn, il portale di Microsoft, preferisce distrarre linternauta dallicona scegliere la propria pubblicit orientandolo verso una zona saperne di pi che contiene una dichiarazione di privacy. A questo punto,

NA GUINNESS, John?; John Anderton, stressato? Ha bisogno di una vacanza Interpretato da Tom Cruise, leroe di Minority Report non pu fare un passo senza essere assalito dai messaggi pubblicitari personalizzati diffusi sugli schermi. La trama di questo film si svolge nel 2054. Il suo regista, Steven Spielberg, senza dubbio non immaginava al momento di girare, nel 2001, che molte delle invenzioni che rappresentava sarebbero gi esistite dieci anni dopo. Oggetti connessi a internet, touch-screen, interfacce gestuali, riconoscimento vocale, giornali online che si aggiornano in tempo reale, pannelli digitali capaci di riconoscere il passante seguendone lo sguardo (eye tracking) Tutte queste tecnologie vengono sperimentate quotidianamente e permettono alle industrie pubblicitarie di reinventarsi.

Google promette di commercializzare dallanno prossimo i suoi Google Glass, degli occhiali grazie ai quali possiamo consultare una pagina web o cliccare sulle email con una semplice inclinazione della testa. In connessione mobile, un individuo potr entrare in un aeroporto e vedere apparire sul vetro dei suoi occhiali non solo il percorso segnalato fino alla zona di registrazione, ma il numero del volo e lorario di imbarco. Laltro versante di questa prodezza tecnologica facile da immaginare: niente di quello che vedrete potr sfuggire al gigante californiano quello che fate, i luoghi che frequentate, i prodotti che consumate, le persone che incontrate. Un tempo lumanit consumatrice si suddivideva in tanti target, quanti erano i tipi di pubblico da attirare attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Questo tempo passato (1). Ormai dei server usati a fini pubblicitari vagliano i nostri interessi, i contatti sui social network, i gusti culturali, i luoghi che visitiamo e gli acquisti. Insomma, anche se ufficialmente non si tratta di sorvegliare una popolazione, la categorizzazione pu essere cos precisa che, anche senza conoscere per nome il consumatore, una marca pu sapere tutto di lui. Come sostiene Herv Barzot, presidente dellAssociazione Ufc-Que choisir, si osserva una registrazione di dati tentacolare, nellopacit, e un uso allinfinito di questi dati personali (2). Eppure in Francia, la legge su informatica e libert del 1978 chiede di assicurare la trasparenza e la preliminare informazione di ogni persona di cui si sono registrati i dati. E se i dati vengono archiviati, deve avvenire per un tempo limitato. Ma impossibile sapere quanto tempo Google, Facebook, Yahoo e altri gruppi conservino i nostri dati. LUnione europea ha adottato nel 1995 una direttiva per assicurare la protezione delle informazioni a carattere personale, e ha riformulato questesigenza nel 2009 con unaltra direttiva detta pacchetto telecom recepita in Francia da unordinanza del 24 agosto 2011; ma fa fatica a far applicare un testo che deve essere trasformato in legge in ognuno dei 28 stati membri. Nel gennaio 2012, Bruxelles ha quindi adottato un regolamento applicativo diretto per evitare le interpretazioni multiple. Se i giganti di Internet si difendono dicendo di disporre di dati anonimi, la Commissione europea tende a considerare che lindirizzo Ip che sta per Internet protocol, ovvero lidentit del computer un elemento che porta alla formazione di un dato personale. Il con* Giornalista.

ci ricordano che i cookies servono ad attivare alcune funzioni di ricerca. E anche se proposto un link verso la nostra pagina di rifiuto della pubblicit, linternauta ritorna sullinterfaccia di partenza, dopo un percorso che lha portato da altri elementi da conoscere a post di pubblicit, in seguito a una pagina di ritiro che si conclude con un nulla di fatto. Bisogna allora contare sul controllo da parte del navigatore? A raccomandare lautoregolamentazione la Digital Advertising Alliance (Daa), che unisce agenzie di individuazione dei target, inserzionisti e dei media statunitensi come Times, Washington Post o il gruppo Cond Nast, e che rappresenta il 90% delle pubblicit mirate su Internet negli Stati uniti. Alla fine del 2012, i suoi 400 membri si erano impegnati a non tracciare pi gli internauti che lo chiedevano dal loro navigatore. Mozilla, che funziona sul modello libero, ha annunciato lo scorso febbraio che avrebbe bloccato per default i cookies commerciali sul suo navigatore Firefox; ed stato il primo a proporre lopzione navigazione privata (do not track). A loro volta, Internet Explorer (Microsoft), Safari (Apple) e infine Chrome (Google) hanno adottato dispositivi simili. Bisogna dire che la semplice evocazione da parte dellamministrazione Obama, nel 2012, di un progetto di carta per la protezione dei dati dei consumatori, prima del voto di una legge al Congresso, ha spinto gli operatori della pubblicit a dare prova di buona volont per evitare una legislazione restrittiva. Ma queste soluzioni non sono certo

perfette. Prima di tutto perch possibile per le societ di individuazione dei target pubblicitari di ottenere informazioni di navigazione allinsaputa dellinternauta passando per la memoria cache, la memoria informatica che registra temporaneamente copie di dati per ridurre il tempo di accesso ai contenuti. Non possibile dappertutto in particolare su Firefox , ma lo su Safari. Quanto al sistema di navigazione privato, il Cnil ha rilevato che non era conforme al diritto alla privacy riconosciuto dalla direttiva comunitaria recepita in Francia nel 2011 che era attivata per default sui computer. Una via rifiutata categoricamente dai giganti della pubblicit, che sono spesso i produttori americani dei software di navigazione. Per il momento, lEuropa dellopzione di adesione (opt in) continua a opporsi allAmerica dellopzione di ritiro (opt out). Una pubblicit per lavatrice invade tutti i siti che consultate dopo che avete tentato di conoscere il prezzo dei modelli esistenti? il segno che siete tracciati, attraverso i famosi cookies. Ma per adattarsi ai refrattari che li cancellano e alle applicazioni per telefonia mobile che non vi ricorrono, alcuni operatori sono gi nel dopo-cookies. Scommettono in particolare sullimpronta digitale, una tecnologia nata a partire dalle tracce lasciate dal navigatore o dallapparecchio stesso. quello di cui si occupa Criteo, la societ francese di successo che ha il progetto di quotarsi al Nasdaq: individua gli internauti a partire dai cookies, i quali con lapparizione di altri metodi per tracciare le informazioni,

Nel 2007, Facebook ha dovuto scusarsi per il suo programma Beacon, che avvisava la comunit degli amici, ogni volta che uno dei suoi membri effettuava un acquisto online. Oggi, la pubblicit perde colpi di fronte alla comunicazione definita sociale. Linternauta che clicca su mi piace e diventa fan di una marca condivide automaticamente la notizia con tutta la sua rete. Lesposizione a un segno like da parte di uno o pi amici moltiplica per quattro lintenzione di acquisto degli utilizzatori esposti a queste pubblicit, indica Matthieu de Lesseux, presidente di Ddb Parigi (Challenges, 5 aprile 2012). La pubblicit appariva nella cronologia (timeline) tra gli oggetti pubblicati dagli amici. Anche Twitter inserisce dei messaggi sponsorizzati nel campo riservato normalmente agli account selezionati dallutilizzatore. Una pubblicit qualificata come nativa, perch nata in seno al flusso di informazioni. La comunit amica pu sapere quello che lutilizzatore ascolta attraverso il servizio di musica online Deezer, ci che legge grazie ad accordi con i media, e dunque quello che spera di comprare. Pochissimi utilizzatori capiscono completamente e ancor meno controllano lo sfruttamento dei dati utilizzati per sostenere la pubblicit su Facebook, sottolinea Jeff Chester, direttore del Center for Digital Democracy (Afp, 1 febbraio 2012). sufficiente cliccare sul tasto Facebook connect perch i social network forniscano a un sito terzo le informazioni sullidentit di un cliente. Le condizioni generali di utilizzo del network sociale, che modifica regolarmente i suoi parametri di privacy, sono generalmente illeggibili. I data centers, questi aggregatori di server che stoccano i dati, sono daltra parte di propriet di giganti californiani e sfuggono a ogni controllo delle autorit europee (5). Si pu pensare che i mastodonti di Internet che vivono di pubblicit non ci costino niente. falso: ci costano i nostri dati. Un valore totale stimato in 315 miliardi di euro nel mondo nel 2011, se(1) Si legga Ariane Krol e Jacques Nantel, Pescare il cliente nella vasca da bagno, Le Monde diplomatique/il manifesto, giugno 2013. (2) Agence France Presse (Afp), 27 giugno 2013. (3) Estensione che si pu scaricare su alcuni navigatori per bloccare le pubblicit. (4) Alistair Barr, Google may ditch cookies as online ad tracker, Usa Today, McLean, 17 settembre 2013. (5) Si legga Herv Le Crosnier, A lre de linformatique en nuages, Le Monde diplomatique, agosto 2008.

N MILIARDO di transazioni certificate, 7 milioni di numeri di cellulare, 20 milioni di email, 150 criteri di qualificazione.... Questo insieme di dati per una banca centrale di dati non di Prism, il programma di sorveglianza della National Security Agency (Nsa) statunitense, ma di Mediaprism, filiale del gruppo La Poste. Possiamo sapere quello che avete comprato in un secondo, afferma la sua presidente Frdrique Agns (Stratgies, 27 giugno 2013). Dalla conoscenza delle abitudini di consumo alla sorveglianza generalizzata dei consumatori, non c che un passo. Negli Stati uniti, Prism, entrato in funzione nel 2007, ha potuto appoggiarsi sui server dei nuovi giganti statunitense di Internet, tra cui Google, Yahoo, Facebook, Microsoft e Apple, per accedere ai dati di cittadini stranieri. Lagenzia di spionaggio avrebbe beneficiato di un accesso diretto ai data base di queste societ.
M. B. (Traduzione di Giu. Acc.)

Prismi multipli

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FATTO A PEZZI PER VENDERE MEGLIO

rivoluziona la pubblicit
condo il Boston Consulting Group. Una ricchezza fornita dagli stessi internauti, che diventano dei quasi collaboratori, volontari, delle aziende, come scrivono Nicholas Colin e Pierre Collin in un rapporto sulla fiscalit nellera del digitale (6). Ospitati in Europa, sottratti alleconomia reale da sistemi di evasione in paradisi fiscali, questi giganti praticamente non pagano imposte societarie e sfuggono alla tassa sul valore aggiunto (Iva). Per un volume di affari in Francia da 2,5 a 3 miliardi di euro, Google, Apple, Facebook, e Amazon (si leggano gli articoli a pagina 1, 18 e 19) versano solo 4 milioni di euro, mentre dovrebbero pagare 500 milioni di euro se il regime fiscale fosse pienamente applicato, secondo un parere del 14 febbraio 2012 del Consiglio nazionale per il digitale (7). I grandi attori nordamericani di Internet destabilizzano il mercato pubblicitario. I loro profitti esplodono, mentre quelli dei media tradizionali non fanno che diminuire. Tra il 2007 e il 2012, in Francia, il mercato passato da 4,8 a 3,2 miliardi di euro per la stampa, e da 3,6 a 3,3 miliardi di euro per la televisione. Eppure i media tradizionali finanziano la creazione di contenuti: fiction, pellicole cinematografiche, documentari, inchieste, reportage In Francia, su 1,8 miliardi di euro di profitti pubblicitari online link sponsorizzati inclusi , Google ha ricevuto da sola una cifra come 1,5 miliardi di euro. La televisione cerca di rispondere creando propri servizi di pubblicit personalizzati. In Francia, alcune applicazioni destinate al secondo schermo (telefono, tablet) permettono di raccogliere informazioni sul telespettatore internauta con il pretesto di un gioco a premi. Diventa possibile cos inviare messaggi ultramirati e aggirare le regole che proibiscono la pubblicit televisiva di settori come lalcol, il cinema o leditoria. Nel Regno unito, B Sky B, loperatore televisivo satellitare che appartiene a Rupert Murdoch, ha iniziato ad agosto campagne pubblicitarie che mirano ai telespettatori abbonati in funzione della via dove vivono, della composizione della loro famiglia o dei loro programmi preferiti (8). In seguito a un accordo, di settembre e ottobre 2013, con dei media statunitensi (Cnn, Abc, Nbc), britannici (B Sky b) e francesi (Tf1 e Canal Plus), Facebook ha dal canto suo accettato di consegnare a canali televisivi dei dati sullet, il genere e il domicilio di chi commenta i loro programmi sui social network. UESTI LUOGHI di mercaQ to sono gestiti dai giganti del web, Microsoft, Facebook o Yahoo per esempio, ma anche da operatori specializzati. Per far loro fronte, i media francesi hanno deciso nellagosto 2012, fatto unico nel mondo, di associarsi al fine di creare due piattaforme automatiche confrontabili, dette ad exchanges, che mettano in relazione diretta clienti e venditori su Internet: La Place Mdia e Audience Square. Da un lato, i gruppi Lagardre, Tf1, Le Figaro, Amaury, France Tlvisions o Marie Claire; dallaltro, i gruppi M6, Rtl, Prisma, Le Monde, Le Nouvel Observateur, Le Point o Mondadori. Lobiettivo resta lo stesso: riunire le pagine invendute su internet e proporle in massa agli inserzionisti che offrono di pi. Un lavoro che necessita di nuove competenze nel management pubbliciUno strumento interessante per affinare lindividuazione del target pubblicitario come i soggetti che fanno reagire. Di fronte a questo straripare del sacrosanto big data (9), i media fanno fatica a difendere il valore del loro spazio pubblicitario, non solo sul supporto tradizionale, ma oramai anche in rete. I format classici dei siti dei media e i banner pubblicitari sono meno appetibili. Penalizzati dallavere un costo rispetto alla gratuit dei contenuti disponibili su Internet, sono anche minacciati da piattaforme di distribuzione dellaudience digitale a basso costo che aggregano diversi siti, blog o spazi sociali e non valorizzano lambiente editoriale, anche se questultimo pi qualitativo. Il paradosso che questo mercato basato sulla pertinenza di un algoritmo compromette il mestiere tradizionale dei pubblicitari dei media, e dei loro intermediari in consigli e acquisti di spazi. Niente proibisce da qui in avanti la connessione quasi diretta tra un inserzionista e laudience: il lavoro di individuazione del target non richiede pi labilit degli agenti, si impone automaticamente grazie al trattamento dei dati degli internauti e alla potenza di calcolo delle piattaforme di vendita. Chi detiene i dati alla fonte pu venderli. Per adattarsi, le agenzie create dai gruppi Publicis, Havas, Wpp o Omnicom hanno daltra parte sviluppato propri programmi di brokeraggio online, anche se questo costituisce uninfrazione della legge Sapin del 1993, che proibisce che un venditore sia allo stesso tempo acquirente di spazio pubblicitario. Lo scorso luglio, Maurice Lvy, presidente di Publicis, ha annunciato la fusione del suo gruppo con la statunitense Omnicom con lo scopo di rispondere meglio allesplosione del big data e dellanalisi in tempo reale e di divorare miliardi di dati per ottenere un messaggio che sia pertinente a unaudience molto ristretta (11). Chi uscir vincitore in questo gioco? Tanto la vendita su Google AdWords si effettua su una risorsa rara la parola ambita dagli inserzionisti , quanto quella che riguarda gli spazi pubblicitari invenduti delle piattaforme riguarda un prodotto quasi infinito, cosa che non pu far altro che abbassare i prezzi della pubblicit su Internet. In questo piccolo gioco, ancora e sempre Google che vince, e dagli ad exchanges dei media viene solo una risposta globale difensiva, senza garanzie sui rendimenti. In Francia, gli investimenti pubblicitari generati dai motori di ricerca, di 1,2 miliardi di euro, sono tra laltro quasi il doppio di quelli della pubblicit online classica. Nel 2020, secondo uno studio recente del gruppo svedese Ericsson, 50 miliardi di oggetti saranno connessi in rete nel mondo (La Tribune, 22 settembre 2013). Questonda che ci sommerge e che permetter di seguirci negli angoli reconditi della nostra intimit sembra tanto pi incontrollabile in quanto basata sullinnovazione digitale, nuovo pilastro della crescita capitalistica. Ma alimentata solo dalla nostra tendenza allex-timit (rendere pubblica lintimit, ndt), ogni giorno incoraggiata sui social network. Il maggiore pericolo riassume il blogger americano Andrew Queen siamo noi stessi, i Little Brothers che sono il Big Brother del XXI secolo (12).
MARIE BNILDE (6) Nicolas Colin e Pierre Collin, Rapport sur la fiscalit du secteur numrique, ministero della Riorganizzazione produttiva, Parigi, 18 gennaio 2013, www.redressement-productif.gouv.fr (7) Ibid., p. 65. (8 ) Robert Budden, A TV that knows who you are, Financial Times, Londra, 31 gennaio 2013. (9) Si legga Kenneth Cukier e Viktor MayerSchnberger, La trasformazione del mondo in dati, un diluvio digitale, Le Monde diplomatique/il manifesto, luglio 2013. (10) Si legga Frdric Kaplan, Quando le parole valgono oro, Le Monde diplomatique/il manifesto, novembre 2011. (11) International Herald Tribune, Neuilly-surSeine, 29 luglio 2013. (12) Afp, 24 gennaio 2012. (Traduzione di Giu. Acc.)

Chi vincer?
tario: data scientists (esperti di dati), architetti di database, ecc. I media sono cos entrati, sul modello di Google e della sua rete di commercializzazione di parole chiave (Ad Words) (10), in un mondo di offerte in tempo reale (real time bidding) che funziona come la Borsa per gli intermediari finanziari online (trading desk). In questo mondo in cui il numero di transazioni dodici volte superiore a quello del New York Stock Exchange, in 120 millisecondi, dal momento in cui un internauta consulta una pagina web, uno spazio pubblicitario proposto in vendita, lofferta pi elevata ottiene lallocazione della pubblicit. Questo tipo di commercializzazione che si fonda su un algoritmo di vendita rappresenta circa il 15% dellacquisto pubblicitario online in Francia, e gi il 30% negli Stati uniti.

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MONDOKID

NOVEMBRE 2013 LE MONDE diplomatique il manifesto

RECENSIONI E SEGNALAZIONI

LA SICILIA FIABESCA

BURUNDI

Di giorno medico per lumile gente e, di notte, filologo e studioso compulsivo, che cercava di trascrivere e mettere ordine nelle storie che aveva ascoltato, solo una manciata di ore prima, a casa dei suoi pazienti. Giuseppe Pitr dedic la sua intera vita a raccogliere testimonianze del folklore della sua terra, la Sicilia. Uno sforzo che lo port nel 1870 alla redazione di una monumentale opera in 25 volumi, la Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane. Di questa serie fanno parte i quattro volumi di Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani, editi nel 1875. Adesso, la casa editrice Donzelli fa un regalo bellissimo a tutti gli adulti e i bambini italiani: riporta in vita, in due versioni, le fiabe dellisola. In 4 volumi rilegati, un cofanetto preziosissimo (165 euro) e in un raffinato libro dal titolo Il pozzo delle meraviglie, dove si raccolgono trecento novelle (con 18 tavole a colori, 30 euro, illustrazioni dellargentino Fabian Negrin, introduzione di Jack Zipes, edizione integrale tradotta dal siciliano e curata da Bianca Lazzaro). Un patrimonio quasi sconosciuto ancora oggi, poich Pitr rimase fedele alla lingua che aveva dato origine a quelle storie. Ora, c la traduzione integrale ad orientare il lettore. Per capire limportanza di quel corpus, basti pensare che nel 1956, quando Calvino cominci il suo lavoro di immersione nelle regioni per trovare le duecento pi belle fiabe italiane, quaranta le individu nellarchivio di Pitr da Giuf a La volpe Giovannina, da Rosmarina, la principessa che viveva dentro la pianta al celebre Cola Pesce, rimasto in mare a sorreggere la Sicilia per non farla sprofondare negli abissi.

Decalogo per un nuovo paese


propria follia mette in dubbio la presunta realt circostante, RESENTATO al Festival Babel di Bellinzona (12e ha creato il premio letterario Kakoya per cercare di reinserire 15/9/2013) diretto da Vanni Bianconi e questanno dedilindividuo nel cuore della finzione letteraria, perch da anni in cato allAfrica di lingua francese Vivi!, secondo romanzo del Burundi per colpa della Storia non si scrivevano pi storie. ventiseienne giornalista, scrittore e sceneggiatore del Burundi, Ed proprio quello che succede nella narrazione dove i due Roland Rugero, approdato nella cittadina ticinese in italiano protagonista, un ragazzo prima finto muto poi muto davvero (trad. di Giorgio Tognola) con contributi del Festival e cura e (disdegnava la parola, credeva solo nei gesti, nella materia, postfazione di Giuseppe Sofo che fin dal titolo ne svela la prinpoich i suoi genitori non erano morti a causa delle parole, cipale chiave di lettura: Riscrivere la storia attraverso le storie. ma di machete e di odio, di asce mortali), e unanziana mezLoriginale francese era apparso nel 2012, presso leditore inza cieca, sono gli unici a sapere veramente parlare e dipendente Vents dAilleurs nella collana Fragments, guardare. La storia di Nyamuragi (il muto appunto) diretta dallo scrittore malgascio Raharimanana, invitaquindi quella di un quiproquo, di un tragico malinteso, to anche lui a Bellinzona questanno, anche per parlare in cui la folla guidata dal solo odio porta un innocente della sua collana e delle sue ultime e molteplici attivit. al rogo, metafora di un paese in cui, come nel vicino Baho!, il titolo originale che significa Vivi! nella lingua Ruanda, innocenza, colpevolezza e giustizia, hanno del Burundi, da intendere come un imperativo, uninperso ogni significato per colpa di un passato recentimazione a tutti i cittadini di vivere al fine di costruire te traumatico che continua a pesare come un macigno un nuovo Paese dopo oltre dieci anni di guerra civile anche su individui ben intenzionati che per paura della (1993-2006) e di lotte fratricide. Ed proprio per questo violenza praticano una violenza estrema. Una narranuovo Burundi che Rugero ha deciso di agire: pubblizione scorrevole, intensa, immersa nelloralit tradicando articoli, racconti, romanzi, riscrivendo la storia zionale di cui difficile fare a meno ma totalmente recente a partire delle mille narrazioni della sua terra. orientata verso un futuro che invece di Ma Rugero non si limita a scrivere: anima a Bujumbura, VIVI! praticare la pena di morte dovr solo capitale del Burundi dove ora tornato a vivere dopo Roland Rugero applicare la pena di vivere. anni di esilio forzato, il primo caff letterario del Paese, Edizioni Socrates, 2013, 9 euro MARIE JOS HOYET Samandari che significa buffone, colui che mediante la

meno quel filo rosso ideale che ci rendeva partecipi di un movimento collettivo e internazionale, ognuno stato abituato a pensare per s, ogni ipotesi politica confrontandosi col particolare e mai con un pensiero generale scomparso dallorizzonte. Il lavoro di Militant rappresenta il frutto della volont e la dimostrazione della possibilit in piccolo di costituire un intellettuale collettivo che rifugga la logica e la tendenza al punto di vista individuale, alla manifestazione di un pensiero sganciato dalla realt, allelucubrazione magari dotta ma fine a se stessa. E che contrasti efficacemente il trionfo del pensiero debole. Sforzo assai apprezzabile in un contesto nel quale blogs e social network, che pure potrebbero costituire un utile strumento di diffusione delle informazioni altrimenti celate e di una visione antagonista del mondo e dei rapporti sociali, si rivelano spesso fonti di un indistinto e innocuo rumore di fondo allinterno del quale spesso difficile se non impossibile districarsi. Nonostante tutto ci che accaduto in questi anni tristi, c ancora la necessit di un pensiero radicale scrive Militant Perch una parte della popolazione e dei compagni non si sono arresi al politicamente corretto, alla politica post-moderna e alle sirene del pensiero debole. C ancora chi resiste, nonostante tutto.
MARCO SANTOPADRE

assurdi

IL CONDOMINIO DI VIA DELLA NOTTE Maria Attanasio


Sellerio 2013, 14, euro

TUTTI FRA LE QUINTE

Rizzoli manda tra gli scaffali un volume-gioco, con le figurine tutte ritagliate in un dcoupage che ricorda le decorazioni del Settecento: si chiama Il Piccolo teatro di Rebecca e sul palcoscenico immaginario lautrice Rbecca Dautremer, francese, classe 1971 mette in scena circa cento personaggi attinti dalle fiabe del mondo e dal suo album personale (a cominciare da quelle eccentriche Principesse dimenticate e sconosciute che nel 2003 conquistarono una fama editoriale internazionale). Sorta di scatola magica, piena di sorprese, questo libro (cartonato, 30 euro) fa animare i personaggi, semplicemente sfogliandolo. Pochissime pe parole che accompagnano le azioni acrobatiche delle silhouettes fra le quinte, le storie sono tutte da inventare, genitori insieme ai bambini.

LA GUERRA DI ELENA

Il fascino dei greci, i loro miti, la cultura e le battaglie indimenticabili dei suoi eroi, vittoriosi o perdenti. Yvan Pommaux, autore del libro La guerra di Troia che sempre ricomincia, albo illustrato portato in Italia da Babalibri (22.50 euro, traduzione di Anna Morpurgo) ha rievocato le gesta dellIliade e ricollocato al centro della scena quel poderoso percorso di iniziazione, spesso messo in ombra dallOdissea e dalla parabola umana del naufrago Ulisse. E per raccontare la guerra ai bambini della scuola primaria, si ispirato al linguaggio dei manga: piani simultanei, testi complessi, immagini preponderanti. Cos quel conflitto, futile nel motivo leggendario che lha annunciato (il rapimento di Elena e lamore di Paride), feroce nel suo svolgimento che attraversa anni e anni di un vero e proprio bagno di sangue, diventa (fin nel titolo scelto) una metafora-contenitore dei tanti eventi bellici che squassano il mondo. Una volta come ora.
ARIANNA DI GENOVA adigenov@ilmanifesto.it

Norda, citt immaginaria, sicura e intollerante: Ordine e Vigilanza sono i cardini della vita sociale e della costituzione che sancisce linvalicabile distanza legislativa tra il nativo e lo straniero, il fuori luogo, uno scarto anche abitativo perch la citt divisa in zone. Lordine asfissiante ma si radica tra lindifferenza generale e un coriaceo adattamento allesistente, mentre destra e sinistra minimizzano. Con la Grande Emergenza, un lungo periodo di rigore e leggi speciali, le elezioni sono sostituite da sondaggi mentre da grandi depuratori vengono spruzzati nellaria potenti getti di amnesina. La protagonista, Rita Massa giornalista, va ad abitare nel condominio, inaspettatamente ereditato, Sicurezza e libert di Via della Notte, regolato da un decalogo sotto il controllo di un grande inquisitore: non si possono tenere animali n piante, n cucinare piatti speziati. Queste assurde regole in unatmosfera di noi e lei, faranno capire a Rita quello che aveva cercato di ignorare, anche se prima il marito e poi la figlia erano fuggiti: in una vita blindata e videosorvegliata, soffocata dalla finanza e dai mercati, la protagonista si trova cos invischiata in una deriva autoritaria, invisibile, ma incombente, contro la quale cerca di testimoniare attraverso la scrittura. Capisce improvvisamente come il potere gestiva il presente dopato da reality-fiction e sondocrazia, togliendo visibilit alle esistenze, perci con la ribellione la tragica fine. Lautrice, come ha raccontato, ha inteso cos raccogliere tutti i segni di autoritarismo, da cui siamo circondate/i, e a cui talvolta non diamo importanza, dai divieti alle tecnologie di controllo (smart dust, droni e altro), ambientando il romanzo, come altre autrici di fantascienza, in un futuro contemporaneo. Coerentemente a tutta la narrativa di Attanasio, dove le protagoniste resistono alla violenza politica e etica di qualsiasi tempo, anche da sole e contro tutto, Rita si oppone con la forza della parola.
CLOTILDE BARBARULLI

giare con gli occhi. Utile da consultare la lista dei ristoranti e mense vegetariani e vegan in tutta Italia. La Vegagenda per consumatori etici che vogliono anche essere attivisti. Ogni mese, una pagina fa il punto su diverse tematiche: alimentazione e salute, no alla caccia, antivivisezione, bambini e benessere animale, zoomafie, filosofia antispecista, comunicazione... Infine, sedici pagine sulla veg-onomia: lineamenti, in giro per il mondo, di unutopia che conosce sprazzi di realt gi oggi. Uneconomia di liberazione anche dei non umani, settore per settore: cibo e agricoltura, salute, abbigliamento. Lavori non sfruttati stanno nascendo da quelle parti.
MARINELLA CORREGGIA

la guerra, lespionage act del 1907, e il decreto di respingimento del 1903, che dichiarava indesiderabili gli anarchici, insieme a epilettici, mendicanti e importatori di prostitute. Ma non tenne solo testa allo Zio Sam, tuttora imbevuto di spionismo e xenofobia, contro il nemico interno. Per lideale rivoluzionario Gabriella Antolini fu soprattutto la meravigliosa nemesi furiosa, mossa dalla vendetta.
ERMANNO GALLO

prospettive

RINVIATO A GIUDIZIO Angela Matassa e Mimmo Ronga


Pironti, 12 euro

blog

IL LATO CATTIVO DELLA STORIA Collettivo Militant


edizioni Red Star Press, 2013, 16 euro

gure

DYNAMITE GIRL. Gabriella Antolini e gli anarchici italiani in America Filippo Manganaro
Nova Delphi, 2013, 12 euro

priorit

VEGAGENDA 2014
Sonda, 2013, 10,90 euro

Nel 2014 festeggia i dieci anni lagenda antispecista ideata da Sonda. Liconografia dedicata alle capre che campano animali non pi da affettare ma da affezione ritratte nelle loro tante razze fra riccioli, corna e occhi spaziati. Il 2013 era invece dedicato agli asini non pi sfruttati. Qui e l nelle pagine a quadretti dellagenda, citazioni che ispirano e lindicazione delle giornate internazionali dedicate al tema del rispetto attivo di animali e viventi. Al centro, un inserto sulle veg-grigliate con foto dei piatti: da man-

Di Filippo Manganaro, noto il romanzo storico Un sogno chiamato rivoluzione. Nel testo attuale lautore, si distingue da altre analisi pi teoriche dei flussi anarchici (es.: Gianfranco Ragona, Anarchismo, le idee e il movimento, Laterza, 2013), coniugando fra loro vicende personali e scenari politici. La citt di Paterson nel New Jersey allinizio del novecento, sottolinea lautore, una roccaforte anarchica. Da questa temperie rivoluzionaria che non dimentica lo sciopero sanguinoso del 1886, a Chicago, e il mito di Gaetano Bresci, regicida di Umberto I, nel 1900 emerge uneroina per caso. Gabriella Antolini, per i compagni Ella, figlia di emigranti ferraresi. Nel 1918, ha 19 anni, quando sale su un treno per Chicago. Nella sua cabina letto cova una borsa contenente 36 candelotti di esplosivo, e un revolver. Un facchino, insospettito, frugher nella borsa e, sbalordito, correr ad allertare la polizia. Esplode il caso Dynamite girl, e inizia la leggenda di Giovanna DArco dellanarchia. La giovane ha fatto un patto dinamitardo con Emilio Cota, suo amante; o forse fiancheggiava i galleanisti, gruppo antibellicista e bombarolo? Sullaffaire, Ella non pronuncer una parola. Imprigionata, nel penitenziario Jefferson in Missouri, diventa unicona rivoluzionaria: molto bella, slanciata, con una fervida intelligenza, scriveranno le compagne Emma Goldman e Kate O Hare. Inseparabili, vengono soprannominate trinit. Singolare lesistenza, di Ella, raccontata da Manganaro, al passo con la storia libertaria, fino alla sua morte, nel 1984. Restituita dallautore alla memoria e allimmaginario, appare una figura femminile, in grado di compendiare in un secolo e in un paese, negazionista, seduzione e vendetta. Si battuta con i suoi compagni contro

Il lato cattivo della storia raccoglie alcuni degli articoli postati negli ultimi anni dal Collettivo Militant su uno dei blog pi interessanti, graffianti e ben fatti del panorama italiano. Il che giustifica lentusiastica prefazione di Valerio Evangelisti. Molti gli articoli raccolti e che intervengono su numerose questioni passando sempre dal particolare al generale, a partire da questioni sulle quali il piccolo ma combattivo collettivo romano intervenuto in maniera diretta, con azioni spesso esemplari capaci di bucare il muro di gomma dellinformazione mainstream ma senza mai nulla concedere alla pubblicistica disobbediente spesso ricercata o addirittura stimolata dalla fabbrica del falso. Articoli militanti quindi, espressione di un metodo di lavoro e di ragionamento di tipo strutturato e indipendente, costruiti a partire da una proposta forte di rottura con lesistente, da un bagaglio culturale, storico e ideologico che negli anni stato capace di evolvere, arricchirsi e incrociarsi con i cambiamenti in atto in una realt sociale e politica in rapido mutamento. Interventi stimolanti, capaci di avere una funzione pedagogica per migliaia di giovani e giovanissimi lettori spesso coetanei degli anonimi estensori dei post e anche di sferzare un pubblico di sinistra spesso incline alla semplificazione e poco aduso a ragionamenti complessi e problematici. Un linguaggio aggressivo adottato con lobiettivo di portare la lotta di classe anche sul piano culturale e che ha sempre rifuggito il politicamente corretto, attraverso prese di posizione nette e la denuncia chiara e diretta di responsabilit e mistificazioni. Il tutto accompagnato e amplificato da una grafica originale, capace di creare senso e identificazione in un mondo, quello dellinformazione di sinistra, sempre pi appiattito e subalterno alluniverso valoriale dellavversario. A distanza di anni dalla loro pubblicazione gli articoli rivelano una scientifica e continua capacit di fornire di nuovo senso e restituire capacit esplicativa a termini e categorie di cui lavversario di classe si impossessato, quelle per cui sarebbe riformista chi vuole smantellare diritti e garanzie e conservatore chi invece si ostina a combattere per un futuro diverso. La scomparsa di una narrazione alternativa alla retorica liberale-liberista ci ha lasciati spaesati, senza quei riferimenti culturali che determinarono per gran parte del Novecento lautonomia di pensiero delle classi subalterne. Oggi, venuto

Quando la superficialit del magistrato incompetente incontra il pregiudizio delluomo comune e la cattiveria degli invidiosi di turno, sperabile nascano, a compensare il danno, opere di giornalismo impegnato come Rinviato a giudizio, di Angela Matassa e Mimmo Ronga, ricostruzione attenta e circostanziata del calvario umano e professionale dello stesso Ronga, ex primario del servizio trasfusionale dellospedale Pascale di Napoli, vittima di un increscioso caso di malagiustizia. Probabilmente qualcuno ricorder la vicenda che coinvolse lo stimato medico napoletano che, nonostante le sue riconosciute qualit professionali, fu ritenuto responsabile di un reato inesistente, cio il reato di aver trasfuso sangue di omosessuale, sangue non infetto, appartenente a un uomo gay in ottime condizioni di salute e con uno stile di vita regolare e non promiscuo. Per fu sufficiente appurare che il donatore fosse un individuo dichiaratamente gay per far s che la macchina del fango iniziasse il suo inesorabile lavoro di denigrazione e distruzione dei giusti, cos il livore di alcuni colleghi di Ronga, nutriti da unambizione ignobile e spregiudicata, facendo leva sullignoranza che alligna ovunque, perfino tra chi dovrebbe interpretare e amministrare la giustizia, condizion una sentenza assurda, pronunciata dal giudice monocratico Marcella Suma, sorella della pi nota Marina. Il 22 novembre 2000, Ronga fu condannato a otto mesi di reclusione, unammenda in danaro e linterdizione dallesercizio della professione sanitaria per due anni per aver trasfuso sangue di un individuo sanissimo ma pericolosamente gay. Il libro curato da Angela Matassa, giornalista e autrice teatrale, ci conduce di stazione in stazione nella tragica via crucis vissuta da Ronga, via crucis di cui sono ancora vivi alcuni strascichi, fino allassoluzione da tutte le accuse perch il fatto non sussiste, pronunciata nel gennaio del 2003, assoluzione a cui ha contribuito anche la solerte azione dellavvocato Siniscalchi che fece del caso Ronga un vessillo di libert al fine di provare che lequazione omosessuale = donatore a rischio, unequazione stupida ed infondata, come ha dimostrato anche il decreto Veronesi del 2001. Come ricorda nella prefazione Franco Grillini, presidente onorario dellArcigay, non c nessuna differenza tra omo ed eterosessuali nelle pratiche a rischio ed quindi semplicemente miope una classificazione dei gruppi umani in gruppi a rischio, classificazione che troppo spesso arresta il flusso delle donazioni e danneggia la stabilizzazione di un sistema autosufficiente che garantisca a tutti i cittadini le cure appropriate e uguali condizioni di qualit e sicurezza delle stesse terapie trasfusionali.
CLAUDIO FINELLI

LE MONDE diplomatique il manifesto NOVEMBRE 2013

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RECENSIONI E SEGNALAZIONI

BRASILE. INTERVISTA A JAIR MENEGUELLI

Il riscatto dei
E FOSSI NATO in una favela, forse sarei come loro: un ragazzo a cui nessuno ha dato unopportunit, dice al manifesto Jair Meneguelli, presidente del Consiglio nazionale del Sesi. Lo abbiamo incontrato a Roma il 26 settembre, quando venuto a presentare il libro Cambia vita!, invitato dal Centro servizi per il volontariato del Lazio Cesv-Spes. Meneguelli, nato a So Caetano do Sul nel 1947, lideatore del progetto Vira vida, rivolto agli adolescenti brasiliani che hanno subito sfruttamento e abusi sessuali, e raccontato nel libro attraverso la voce di alcuni protagonisti. Nella sua lunga carriera politica stato dirigente sindacale, ha fondato il Partito dei lavoratori (Pt), ha subito il carcere durante la dittatura. Com arrivato a dirigere il Sesi, un organismo degli industriali? Ho cominciato come presidente del sindacato metalmeccanici di San Bernardo do campo, lavoravo come operaio alla Ford. Ho preso il posto di Lula, che in quel momento era stato cacciato dalla dittatura e non aveva potuto completare il suo mandato. Nell83 sono stato tra i fondatori del sindacato Centrale unica dei lavoratori (Cut). A quel congresso erano venuti a portarci solidariet anche Cgil e Cisl. Sono stato presidente della Cut per 11 anni, poi sono stato eletto deputato federale per due mandati. Da 11 sono presidente del Consiglio nazionale dellindustria, il Sesi. Lunico incarico che viene indicato dal presidente della Repubblica, nel mio caso mi ha nominato Lula. Il Sesi ha 67 anni di storia e per la prima volta la carica di presidente del Consiglio non occupata da un impresario ma da un ex sindacalista, da un lavoratore metalmeccanico. Come funziona il Sesi? Si tratta di una istituzione che fornisce servizi sociali allindustria. Viene finanziata da una tassa obbligatoria a cui sono tenute tutte le imprese brasiliane del settore industriale, che devono versare l1,5% della busta paga di ogni lavoratore. Il Consiglio nazionale composto dal presidente, che come dicevo nominato dal capo di stato e poi da tutti i presidenti delle federazioni di ogni stato, essendo il nostro paese una repubblica federale. Con il mio arrivo, siamo riusciti a inserire anche 5 rappresentanti dei sindacati, e a fare in modo che lorganismo, preposto allerogazione dei servizi sociali ai lavoratori del settore industriale e alle loro famiglie, fosse rivolto a tutti. Il Sesi svolge un ruolo complementare in termini di salute, educazione scolastica, sport. Offre le migliori scuole che esistono in Brasile. Quando sono arrivato, oltre a occuparmi delle attivit classiche, ho avuto 3 nuove preoccupazioni: lambiente, in primo luogo. Abbiamo un progetto di recupero di sorgenti dacqua che comporta un programma di riforestazione, impiantato in tutto il paese. E poi il progetto Cucina Brasil. Non si tratta di cucina, ma di un programma per rieducare allalimentazione, per imparare come usare e rendere pi economici gli alimenti in modo integrale, evitando gli sprechi e valorizzando i nutrienti. Secondo la Fao, dalla coltivazione al consumo finale in Brasile c il 50% di spreco dei prodotti. Il progetto gi stato esportato in molti paesi come Mozambico, Guatemala, Honduras, Salvador, Uruguay, una metodologia implementata con lapporto di tecnici in loco. Abbiamo un
IL CANTO DEGLI ULTIMI

I ragazzi del corso ViraVida

Al cuore del cristianesimo, di Leonardo Boff (Emi 2013, 12 euro) presentato dal suo autore uno dei padri della teologia della liberazione come il canto del cigno. Una riflessione dalla parte degli ultimi e degli oppressi che vede il cristianesimo e il suo mistero come strumento per la loro liberazione. Con la chiesa, grande istituzione gerarchica, il cristianesimo stato sottomesso alle patologie del potere, dice Boff. Un percorso contrario al messaggio evangelico che presenta il potere sotto forma di tre tentazioni diaboliche: il potere profetico delle parole efficaci che trasformano le pietre in pane; quello sacerdotale che fa una riforma dei costumi partendo dal tempio; quello politico che domina i popoli e crea imperi. Invece il cammino di Ges non quello del Messia che tutti aspettano, portatore di tutti e tre i poteri, ma quello del servo sofferente e del profeta perseguitato annunciato da Isaia. Con la chiesa invece, dice ancora Boff, avvenuto esattamente il contrario. Parole di speranza per una nuova apertura, sono invece rivolte dallautore allarrivo di Papa Francesco, il pastore che si mostra spoglio di tutti i simboli del potere, povero e semplice, capace di mescolarsi con facilit alla gente e animato da un desiderio maggiore: una chiesa povera e per i poveri.
(GE.CO.)

discutere e convocare una manifestazione si giaccordo con la Fao per fornire questo metodo ai rava in una macchina con laltoparlante sul tetto paesi che ne facciano richiesta, soprattutto agli per una settimana davanti a tutte le imprese della africani. E molti governi sono gi venuti da noi citt. Oggi in pochi minuti la gente comunica, il a vedere come funziona per replicarlo nei propri mondo cambiato. Ci sono movimenti che si difpaesi. Da due anni lo stiamo presentando con fondono anche senza un leader e che reclamano successo anche a Milano alla fiera Fa la cosa cose giuste. Non abbiamo un sistema di istruziogiusta. Stiamo anche discutendo con il Comune ne soddisfacente, mezzi di trasporto decenti nelle e con Milano ristorazione, lazienda municipacitt, molta gente che abita a San Paolo per andare lizzata che prepara pasti scolastici per estendere da casa al lavoro e viceversa impiega anche cinil programma, i cui men sono stati ideati nelle que ore: su autobus concepiti per 30 persone e sui nostre universit. Stiamo anche sviluppando un quali ne salgono 60. Allora bisogna protestare. ramo del progetto rivolto allalimentazione dei Abbiamo problemi nella sanit, centinaia di pabambini. In Brasile cominciamo ad avere prozienti vengono curati e seguiti nei corridoi degli blemi di obesit infantile, un bambino su tre ha ospedali. Allora bisogna protestare, per esempio problemi di sovrappeso. Stiamo mettendo a puncontro i troppi soldi spesi per preparare gli stadi to un programma di prevenzione delle malattie per la coppa del mondo: a me interessa di pi un croniche non trasmissibili legate alla cattiva aliospedale che un grande stadio. Abbiamo centinamentazione. Il tutto realizzato con il concorso ia di municipi senza un medico, la gente per farsi delle imprese, le quali sono interessate a evitare visitare deve percorrere lunghe distanze. Celassenteismo dei lavoratori, per marano progetti di legge che giacevano nei caslattia propria o dei figli. Il nostro fine setti del Congresso da ventanni e che, dopo sociale, il loro prevalentemente ecole proteste, sono stati votati dal Parlamento nomico. Il terzo progetto gi attivo in due settimane. Ora c un programma di in 20 stati, si chiama Vira vida, cambia vita e riguarda giovani da 15 a 23 governo che si chiama Pi medici per far anni, maschi e femmine, in situazioni venire il personale medico da fuori. Le protedi abuso sessuale o sfruttamento sesste fanno bene alla democrazia. suale. Il programma implementato C per stata una polemica nei riguardi dei dal Sesi, ma in ogni stato sono coinmedici cubani, apparentemente poco graditi. volti il governo, la famiglia, e tutti Medici che prestano la loro opera CAMBIA VITA! gli attori suscettibili di intervenire in in tutti i paesi dellAlba, lalleanza AA.VV. casi simili. E siccome sono rimasto un bolivariana per i popoli della noTerre di mezzo, 2013, 15 euro stra America. Che pensa dei goversognatore, sto discutendo col governo per farlo diventare parte delle politini che si richiamano al Socialismo che pubbliche. In Guatemala e Salvador lo stanno del XXI secolo? gi facendo. Indipendentemente dallideologia politica, ho Come funziona il progetto? sempre saputo che Cuba ha un sistema sanitario molto avanzato. Lho anche sperimentato di perI ragazzi selezionati nei colloqui in base ai resona una volta che sono stato l e che ho avuto un quisiti di cui parlavo, vengono inseriti nei proproblema a una gamba dovuto al caldo. Sono stato grammi di formazione professionali come gli altri allospedale, mi hanno dato una pomata non tute senza canali preferenziali. Come gli altri parta la confezione, ma solo la dose necessaria, per tecipano alle selezioni, frequentano per un anno evitare sprechi e costi eccessivi e il giorno dopo corsi di formazione professionale in tutti i settori stavo bene. Ora per lavorare in Brasile devono fare industriali. Prima facciamo una ricerca sul merun test del consiglio federale di medicina che dicato del lavoro per definire le figure richieste, ne mostri la loro professionalit. Il presidente boliviadiscutiamo con le imprese, e formiamo i ragazzi no Morales, come Chvez in Venezuela quandera di conseguenza lavorando con i servizi sociali, i in vita, dice che il Brasile un paese imperialista. tribunali, lOrdine degli avvocati, le istituzioni, e Il mondo bello perch vario. Io penso che ocfornendo anche accompagnamento psico-sociale corra soprattutto il dialogo: tra gli Stati uniti e la alle famiglie. L80% delle violenze alle ragazSiria, tra la Cina, la Russia... ze avviene in famiglia. Tuttavia non intendiamo Un dialogo non asimmetrico, per. spezzare i legami dorigine, ma ricostruirli agendo Sono daccordo. E mi sembra che Dilma abanche sul contesto. Una volta che i giovani sono bia reagito bene di fronte al Datagate rivelato da stati formati, c bisogno del partenariato con le Snowden. Le mire degli Stati uniti sono prevalenimprese, pubbliche e private. Anche l, dopo il temente economiche. Da noi sono molto interescorso, i ragazzi e le ragazze devono affrontare le sati al petrolio che abbiamo scoperto nel bacino di difficolt che hanno tutti: con in pi lhandicap del fronte a Spiritu santo. Ma devono capire che non pregiudizio, quando si tratta di transessuali o di possono pi essere i padroni del mondo. gay. Il lavoro contro i pregiudizi in questo campo MATTEO BARTOCCI GERALDINA COLOTTI ancora lungo. Il nostro corso di formazione paSeguimi su twitter: @matteobartocci gato, spendiamo i nostri soldi per formare figure professionali per il mercato del lavoro, svolgiamo un compito che dovrebbe essere dellimpresa per fornire unopportunit a chi ha talento e intelligenRICORDI DEL FUTURO za ma parte svantaggiato per via del contesto in Mario Melndez cui nato e dove ha vissuto violenze insopportabiLarcolaio 2013, 12 euro li. Io lo dico sempre ai ragazzi: se fossi nato in una Non sto, non sono, non appartengo / vago da una parte allaltra come un grande verme nero / Il mio cuore favela, forse sarei come voi. ha i suoi pidocchi / la mia storia un collage di cani vecchi / che non abbaiano per paura di scomparire Lei, per, non ha subito la propria condizione recitano i versi del poeta cileno Mario Melndez, nella bella traduzione di Emilio Coco. Nato a Linares nel 71, di partenza, ha lottato per s e per gli altri in Melndez trascorre linfanzia sotto il regime di Pinochet, si trasferisce a Citt del Messico, base a una coscienza politica. Come trasferisce dove partecipa al fervente dibattito artistico e letterario, per poi raggiungere alla fine lItalia, questa sua esperienza ai ragazzi e alle ragazze? le Marche, in cui tuttora risiede. La sua una voce poetica potente, di unintensa leggerezza, Nonostante io faccia parte di un partito, il mio luminosa e surreale, incontenibile nella sua vitalit immaginifica. Che ci fa riflettere ancora una lavoro non quello di fare proseliti, n di cercavolta sullimportanza della poesia transnazionale, transligue, sulla ricchezza e loriginalit di una re il colore politico quando parlo con sindaci o produzione che scardina le impalcature del canone nazionale per aprire prospettive nuove governatori. Alla politica, nei corsi, si arriva ate necessarie. Quanti sono stati, dal dopoguerra in poi, i poeti stranieri che si sono trasferiti traverso leducazione alla cittadinanza, alla conoin Italia Wilcock, Eielson, Mendes, Bachmann, Alberti fino ai migranti italofoni degli scenza dei propri diritti e agli strumenti per difenultimi decenni con una scrittura poetica nella lingua madre, in italiano, o bilingue? Chi si derli. Esiste unattivit seminariale che affianca i occupato criticamente, negli anni, di questa scrittura, in rapporto a quella nazionale? Chi se ne corsi professionali e alla quale partecipano anche sta occupando? Quali sono le relazioni, i rapporti intellettuali, che legano fra loro poeti italiani figure politiche. e quelli transnazionali? Sono domande scomode e necessarie, che un giorno bisogner cominciare a porsi. Molti giovani delle favelas sono scesi in straIntanto i Ricordi del futuro di Mario Melndez sono qui a ricordarci come canta la vera poesia, al di l di tutte da. Rimproverano al suo partito e al governo le frontiere, che la poesia esiste comunque, dovunque, e a tutti i costi: Che devo fare per cantare / se a volte Rousseff di avere pi attenzione per gli interessi perdo il grillo / che porto dentro / mi si stacca la campana / il campanello, luccello / e solo mi resta il battito delle industrie che per quelli degli strati popo/ di qualche cardellino nel ricordo / che lotta per sciogliere la sua melodia / sulle ali dellabbecedario. lari. Qual la sua opinione? MIA LECOMTE Quandero sindacalista, tanto tempo fa, per

IN THE CLOUD

HO VISTO IL FUTURO DEI GIORNALI ED NON-PROFIT

La crisi economica e la rivoluzione tecnologica stanno costringendo i giornali di tutto il mondo a ristrutturazioni selvagge, tagli al personale, ricerca ossessiva di nuove fonti di ricavi. Per non tutto il male vien per nuocere. Negli Stati uniti, ad esempio, c unondata di nuovi editori che si prepara a cambiare un settore che dal punto di vista industriale (redazione, stampa, distribuzione, resa) fermo allOttocento. Com noto, il patron di Amazon, Jeff Bezos ha comprato lo storico Washington Post, mentre il fondatore di eBay, Pierre Omidyar ha arruolato il giornalista del Guardian Glenn Greenwald con un fondo si dice di 250 milioni di dollari per mettere in piedi da zero una nuova impresa giornalistica dedicata esclusivamente alle malefatte dei governi e che non prevede fin dallinizio un ritorno economico immediato. Leditoria tradizionale che in America era generalmente affidata a famiglie di editori puri in fortissima sofferenza. Il New York Times, per esempio, ha venduto il Boston Globe per 70 milioni di dollari, quando 12 anni fa laveva acquistato per 1 miliardo. Gli esempi di disastri e fallimenti non mancano. Tanto che, ormai, il giornalismo pi innovativo si trova spesso in organizzazioni diverse da quelle storiche. Un rapporto pubblicato a fine settembre dalla Knight Foundation ha analizzato 18 testate giornalistiche non-profit (la pi famosa delle quali ProPublica) per verificare non tanto la loro qualit editoriale quanto la sostenibilit economica dei modelli industriali che stanno sviluppando. I risultati sono sorprendenti. Primo, questo tipo di giornali in proporzione spendono molto di pi di quelli for-profit per le proprie redazioni. Secondo, riescono a coinvolgere pi stabilmente il proprio pubblico e, terzo, stanno sperimentando una sorta di syndication, di federazione di editori per ampliarlo ancora di pi. Lunione fa la forza insomma. Soprattutto visto che per statuto queste organizzazioni giornalistiche non devono fare profitti. In un certo senso, la modernit del manifesto, della nostra impostazione cooperativa e non-profit, della trasparenza nella propriet e nella gestione, nella partecipazione totale dei lavoratori allimpresa comune, si prende la sua rivincita su giornali generalisti, in preda a scelte finanziarie spericolate (vedi Corriere della sera), tagli spietati alle redazioni (vedi Repubblica), trasformazione in supplementifici cartacei scollegati da un piano coerente (Sole 24 Ore). Il giornalismo non-profit era visto se non come una bestemmia con un certo scetticismo nellambiente anglo-sassone. Il timore di uninformazione orientata era mal riposto. I giornali non-profit, proprio perch vivono di donazioni volontarie e non di scelte del mercato, sono costretti a unenorme trasparenza sulle proprie strategie e le proprie finanze. Un aspetto che abbiamo sperimentato con successo anche al manifesto durante lultima campagna di crowdfunding per le nuove edizioni digitali (oltre 47mila euro raccolti in un mese, da parte di circa 1.500 donatori). Coinvolgere i lettori nei progetti, accompagnarli passo passo e mantenere le promesse faticoso. Ma la strada giusta, pi di festival gastronomici o di idee che spesso si risolvono in una fiera delle vanit e in un malriposto star system giornalistico che ignora una realt brutale fatta invece di tanto precariato e eccessi di marketing. Quarantanni dopo la sua nascita, anche se con tanti limiti, il modello-manifesto un modello da esportare. E che cento fiori, di carta, fioriscano.

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LE MONDE diplomatique il manifesto

LE DEVASTAZIONI DELLA GUERRA E DELLA POVERT

Come curare gli afghani


REUTERS/MOHAMMAD ISMAIL

Le truppe statunitensi dovrebbero lasciare il paese entro la fine del 2014, ma il sistema sanitario afghano pi disastroso che mai. E i quattrocentocinquantamila profughi hanno grandi difficolt nellaccedere alle cure.

dal nostro inviato speciale PIERRE MICHELETTI *

KABUL, AFGHANISTAN, OTTOBRE 2013 Bambini giocano su un'auto distrutta

N CAMIONCINO giapponese stracarico si ferma a qualche centinaio di metri dai primi ripari di fortuna. primavera inoltrata e la pianura di Gull Butta, alla periferia di Kabul, spazzata da un vento mite e polveroso che obbliga a proteggere il viso. Non appena il veicolo fermo, tutti i passeggeri saltano gi. Cos ci si accorge degli animali che occupano linterno. Una decina di vitelli e di vacche vengono spinti fuori senza tanti complimenti; le donne li legano subito a picchetti metallici che hanno piantato non appena scese. I viaggiatori erano quattro famiglie jogi (1). Hanno fatto quattro ore di strada, ammucchiate sul tetto del camion, per arrivare a uno degli insediamenti che circondano la capitale afghana, chiamati Kabul Informal Settlements (Kis). LAlto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Hcr) ne ha censiti una cinquantina, per un totale di circa trentacinquemila persone. In questo paese che nel 2013 conta oltre quattrocentocinquantamila profughi (2), e nel quale il 75% degli abitanti ha conosciuto almeno uno spostamento forzato nel corso della vita, si ritrovano gli stessi fenomeni e la stessa terminologia intorno alle altre principali citt afghane: Herat e i suoi His, Mazar-e-Sharif e i suoi Mis A Kabul, questi insediamenti irregolari possono avere alcune decine di migliaia di persone, come a Puli Gozargah, o intorno cinquemila, come a Charahi Qambar. I pi antichi risalgono al 2002 e agli inizi delloperazione militare della coalizione; i pi recenti, come Gull Butta, hanno alcuni mesi di esistenza. Hanno conosciuto una forte espansione a partire dal 2008, con unimpennata nel 2011. Accolgono popolazioni ormai sedentarizzate, altre in transito, oppure famiglie nomadi che vanno e vengono sulla base dei rigori dellinverno o dellintensit della violenza e della miseria. Altre persone sono tornate dopo essersi rifugiate allestero, in Pakistan nella maggioranza dei casi; e costituiscono il 60% della popolazione dei Kis. Per i profughi interni come per i rifugiati, la prima causa della fuga la violenza. Hanno tutti in comune il fatto di non aver ricavato alcun vantaggio dalla presenza dellarmada internazionale, n dai miliardi di aiuti arrivati nel paese. E tutti vivono, magari da dieci anni, in condizioni di miseria estrema, in tuguri fatti di materiali di risulta, senzacqua, perch le autorit, volendo evitare qualunque prospettiva di insediamento stabile, rifiutano di scavare dei pozzi. Il reddito medio quotidiano negli insediamenti di 0,20 euro per persona. Ventidue famiglie occupano larea di Gull Butta. Sono ripartite in due piccoli insiemi di tende separate da un terrapieno. Qui si appena fermato il camion, che sembra aver esitato fino allultimo fra i due campi. Si avvicinano dei visitatori: sorrisi, abbracci, saluti. Dallaltra parte del terrapieno, ci accoglie Herwaz Ron, nella sua qualit di anziano. In cinque tende vivono una ventina di persone. Sono dei kuchi, nomadi, arrivati alcune settimane prima da Jalalabad. Il caldo dellestate e la miseria ci hanno fatto lasciare quella provincia alla frontiera con il Pakistan, sulla strada di Peshawar, spiega il patriarca. Speriamo che qui nella capitale sia pi facile trovare dei lavoretti, e cibo e acqua. Per parlare del suo gruppo egli usa la parola sheik mohammadi (trib nomade di ambulanti e altri piccoli mestieri): i kuchi ricorrono spesso a questo stratagem* Medico, co-responsabile del master Organizzazioni internazionali allInstitut dtudes politiques (Iep) di Grenoble. Ha curato Afghanistan. Gagner les coeurs et les esprits, Presses universitaires de Grenoble (Pug) Radio France Internationale (Rfi), 2011.

ma per nascondere la loro reputazione di ladri, mendicanti e prostitute. Parlando delle condizioni di vita, luomo si lamenta di non ricevere niente del modesto aiuto governativo che arriva a quel Kis, perch se lo accaparra per intero il campo di fronte jogi. I registri dei dispensari e delle cliniche sciorinano le patologie della povert, il cui impatto acuito allinsalubrit di quellabitare. Ai primi posti le patologie otorinolaringoiatriche e polmonari, e in estate ogni tipo di diarree, causa di unelevata mortalit infantile. Gli uomini, che rimediano come possono lavori di fatica a Kabul per poco pi di 2 euro al giorno, sono spesso colpiti da patologie osteoarticolari. Bambini e adulti sono anche esposti alle infezioni cutanee, alla malnutrizione e ai parassiti, come si pu facilmente dedurre anche dal cattivo stato igienico delle persone incontrate. La met delle donne si sposa prima dei 15 anni. Fra quelle che allattano o sono incinte, una su cinque soffre di malnutrizione moderata o grave (3). Il numero di bambini in vita in media di sei per famiglia.

esse lavoreranno. Dunque bisogna alloggiarli e nutrirli e, affinch una donna non sposata possa occupare un posto di lavoro lontano da casa, occorre prevedere la presenza di un marham, magari trovargli un lavoro. Cos il sistema sanitario si trova appesantito da una logistica che lo blocca, e che provoca importanti costi aggiuntivi, ipotecando le future capacit finanziarie. In altre province, vicine alla frontiera con le zone tribali del Pakistan, malattie trasmissibili come la poliomielite hanno conosciuto una recrudescenza inquietante nel 2012, per mancanza di vaccini una conseguenza inaspettata dellamorte di Osama bin Laden. Le voci fatte girare dai talebani pakistani che si muovono in quelle province, sostengono che alcuni addetti alle vaccinazioni, ad Abbottabad, siano stati coinvolti nella localizzazione del capo di al Qaeda, spiega un medico afghano. Una conseguenza stata lassassinio in Pakistan, diversi mesi fa, di addetti alle vaccinazioni del Fondo delle Nazioni unite per linfanzia (Unicef) (4). Un altro flagello il consumo di oppio, di cui lAfghanistan il primo produttore mondiale. Si stimano attualmente un milione di utilizzatori, centocinquantamila dei quali si iniettano eroina, con modalit e in condizioni igieniche disastrose. Al momento della partenza dei sovietici dallAfghanistan, nel 1989, la produzione di oppio era pari a 1.200 tonnellate allanno; nel 2009 aveva raggiunto le 6.900 tonnellate. Con il ritiro delle truppe della coalizione, la produzione annuale sta conoscendo unulteriore accelerazione: pi 7% nel solo 2011 (5). Una ricerca condotta alla fine del 2012 dallUfficio delle Nazioni unite contro la droga e il crimine (Onudc) in centoquarantasei villaggi mostra un aumento del 30% delle superfici piantate (6). I proventi di questa coltura rappresentano circa il 60% del prodotto interno lordo (Pil) afghano. Al vertice di Tokyo, nel luglio 2012 la prima riunione si era svolta nel luglio 2002 per gettare le basi per la ricostruzione dopo la sconfitta dei taleban , i paesi donatori e le organizzazioni internazionali hanno discusso di aiuti con il governo afghano. In un paese il cui Pil calcolato in circa 17,24 miliardi di dollari (2010), un recente studio della Banca mondiale (7) sottolinea che i redditi nazionali sarebbero incapaci di coprire negli anni le spese dello Stato. Stando ai criteri di questo organismo, il deficit di bilancio sarebbe del 21% nel 2025, con un picco al 39% nel 2014.

Per la popolazione povera quindici milioni circa di persone su un totale di trenta milioni di abitanti , il futuro del sistema sanitario sar affidato, a partire dal 2014 ma soprattutto dal 2017, allefficienza del ministero della salute e del suo personale. I finanziamenti accordati da Unione europea, Banca mondiale e Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (Usaid) non andranno pi alle Ong come avviene adesso, ma direttamente allo Stato. Senza per che i donatori si siano dotati di effettivi metodi di controllo. Analizzando la situazione nelle quattro province Kabul, Kapisa, Parvan e Panjshir che gi sono amministrate esclusivamente dal ministero della salute, il dipendente medico afghano di una Ong internazionale assicura che i risultati di questa gestione diretta lasciano tutti molto scettici rispetto alla generalizzazione di questo sistema. Le strutture lontane dalle strade principali sono trascurate; ci sono ruberie; si chiede ai pazienti la bakshish per cure che dovrebbero essere gratuite; c un forte assenteismo del personale, rotture negli stock dei materiali; i superiori gerarchici non fanno la supervisioneInoltre, alcuni medici esercitano parallelamente in cliniche o studi privati, il che spiegato in parte dal livello di remunerazione: fra 200 e 550 dollari al mese.

Formare alla medicina una generazione di donne


L SISTEMA SANITARIO del tutto carente, anche se le organizzazioni non governative (Ong) e il ministero della salute cercano di costruire unofferta di cure primarie: vaccinazione, lotta contro la mortalit da parto, contro la malaria, contro il virus dellaids Per farsi carico in modo efficace della salute delle donne, in un paese dove esse possono essere curate solo da altre donne e per andare a farsi visitare devono essere accompagnate da un uomo della famiglia, fondamentale la formazione di unintera generazione di professioniste agenti di salute comunitaria, infermiere, medici, ostetriche. Ma gli ostacoli sono tanti: i bassi livelli di scolarizzazione e alfabetizzazione, le famiglie che non vogliono che le ragazze si allontanino da casa per andare a formarsi Una volta vinta questa resistenza sorge un nuovo, imprevisto ostacolo, con la necessit di gestire i marham, cio gli accompagnatori designati dalle famiglie: fratelli, cognati o cugini. Essi devono sempre accompagnare le donne durante il periodo di formazione e anche l dove

E dopo la partenza della coalizione?


L VERTICE di Tokyo stato deciso un intervento a titolo di aiuto pari a 16 miliardi di 16 miliardi di dollari entro il 2017; 230 milioni saranno offerti dalla Francia che, dal 2008, ha gi fornito circa 2 miliardi in aiuti civili e militari (8). Il finanziamento del sistema sanitario compreso nel pacchetto. Per, secondo la responsabile di una Ong medica, tutto dipender da come il ministero della salute affronter i suoi attuali disservizi, e anche dalla capacit delle Ong di agire ai margini, come avviene attualmente per i Kis, e denunciare le carenze sul territorio afghano. Ma si tratta anche di sapere se le condizioni di sicurezza ci permetteranno di rimanere qui ed essere attivi. In effetti, latteggiamento dei talebani rispetto alle Ong internazionali unincognita. Va detto che alcune di loro si comportano come organismi di appoggio alle forze armate straniere (9). E dunque potrebbero essere ridotte allimpotenza od obbligate a fare le valigie nei prossimi mesi, sulla scia dei loro mentori della coalizione internazionale.
(1) Minoranza etnica originaria del Tajikistan, conta circa centomila persone. (2) Profil doprations 2013. Afghanistan, www.unhcr.fr (3) Sulla nutrizione e sulla salute mentale nei Kis, cfr. Giovanna Winckler-Roncoroni, Survey of mental health and child care practices in the KIS , Action contre la faim, missione Kabul-Afghanistan, maggio 2012. (4) Frdric Bobin, Au Pakistan, la lutte antipolio est la cible des talibans, Le Monde, 19 dicembre 2012. Gli statunitensi hanno riconosciuto di aver utilizzato un addetto alle vaccinazioni nella loro caccia a Bin Laden. (5) Afghanistan. Opium survey, 2011, Ufficio delle Nazioni unite contro la droga e il crimine (Onudc), Vienna, dicembre 2011, www.unodc.org. (6) Afghanistan. Opium risk assessment 2013, Onudc, aprile 2013. (7) Afghanistan: From transition to transformation, Banca mondiale, Washington, Dc, 1 luglio 2012. (8) Jacques Follorou, LAfghanistan a cot la France prs de 2 milliards deuros depuis 2008, Le Monde, 28 gennaio 2012. (9) Lire Operatori umanitari vittime delle logiche di stato, Le Monde diplomatique/il manifesto, giugno 2007. (Traduzione di M.C.)

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JALALABAD, AFGHANISTAN, FEBBRAIO 2013 Un bambino riceve la vaccinazione antipolio