Sei sulla pagina 1di 3

Laboratorio di Ricerca Educativa e Didattica Rete Istituti Secondari di secondo grado Padova Pianificazione del percorso di ricerca-azione in autoformazione

e con supporto formativo Terzo anno di attivit 2009/2010

step 1

IL COMUNE DI PADOVA NEL MEDIOEVO1

[foto: ricostruzione grafica della facciata est del Palazzo della Ragione nel 1219 (sopra) e nel 1306 (sotto)] La rinascita di Padova attorno al 1000 avvenne, come in buona parte dItalia, per opera del clero e dei monaci. Furono il vescovo ed i monaci di S. Giustina che promossero lo sviluppo urbanistico di Padova e lo sviluppo della vita pubblica. Pi fedele allimperatore che al papa fu il vescovo Milone, che, tra il 1090 ed il 1095, ospit a Padova nel suo palazzo limperatore Enrico IV e sua moglie Berta. Enrico in cambio concesse alla citt il dominio dei territori circostanti e allabbazia di S. Giustina ed alla nascente abbazia di Praglia dei benefici terrieri. Fin dal 1081 Enrico aveva poi anche autorizzato i padovani a disporre del Carroccio, un carro con le insegne della citt, simbolo di fede e di libert. Si intensific in questo periodo anche il flusso migratorio dalla campagna verso la citt, dando slancio al piccolo commercio, allartigianato, allagricoltura. Questa situazione favor soprattutto la crescita di un ceto artigianale e mercantile urbano; inoltre sempre pi numerosi furono i notai, i giudici e gli avvocati che, redigendo documenti, ratificavano gli affari e ponevano termine alle eventuali controversie. Morta nel 1115 la potentissima contessa di Toscana Matilde di Canossa, che aveva lasciato in eredit i suoi vasti possedimenti nellItalia centro-settentrionale al Papa, il nuovo imperatore Enrico V scese in Italia per recuperare i suoi diritti su molte terre. Le citt venete lo accolsero o gli resero omaggio sostanzialmente tutte: solo Padova si oppose al suo passaggio. Il sovrano ricorse alle armi per entrare in citt e la sua vendetta non si fece attendere: tolse al vescovo ed ai nuovi soggetti giuridici che amministravano con lui la citt, i buoni viri, tutti i beni ed i privilegi di cui godevano. Fu una punizione breve, perch mor poco dopo, ma significativo ricordarla perch nellamministrazione cittadina troviamo per la prima volta una presenza di laici, oltre che di ecclesiastici, a fianco del vescovo. Un grave episodio di questo periodo cui dovette far fronte la citt in questo periodo fu il terremoto del 1117, che colp con lei tutta la Pianura Padana. Per 40 giorni la terra trem paurosamente e i pi begli edifici di Padova, come la cattedrale, il palazzo del vescovo, il monastero di S. Giustina (ad eccezione delloratorio di S. Prosdocimo) e la chiesa di S. Sofia crollarono miseramente e la citt fu ridotta ad un cumulo di macerie. [foto: ricostruzione grafica dellinterno del salone grande al primo piano, sede del tribunale] [foto: Piazza delle Erbe] Lopera di ricostruzione dei patavini per fu immediata e rapida. Tra il 1142 e il 1174 il governo di quello che le fonti ormai chiamano comune assunse una forma pi complessa, istituzionalmente decisamente laicale, essendo retto da un numeroso Collegio di Consoli, scelti ancora tra i vassalli e i cittadini pi ricchi e fedeli al vescovo. Ma ancora una volta le neonate autonomie comunali furono di nuovo minacciate. Nel 1152 in Germania sal al trono imperiale il giovane Federico I Barbarossa, che, sceso in Italia, convoc a Piacenza i rappresentanti di tutti i comuni e i grandi vassalli per un giuramento di fedelt. Nel 1163 mand anche a Padova un suo vicario, ma la citt si ribell, e non fu la sola: si form prima una lega locale, tra esponenti delle principali famiglie di Padova, Verona, Vicenza e Venezia per cacciare i conti imperiali, la quale conflu poi unalleanza pi estesa, culminante nella lega di Pontida del 1167, che coinvolse molti liberi comuni del nord Italia e che port alla vittoria di Legnano del 1176 sulle truppe imperiali ed i loro alleati. Alla seguente Pace di Costanza, firmata nel 1183, erano presenti tra i rappresentanti della lega anche tre nobili padovani Englesco da Fontaniva, Gnanfo da Vado ed il giudice Ezzelino. La sopravvivenza del comune di Padova fu messa in pericolo anche a causa del grave incendio del 4 marzo 1174, probabilmente doloso, che distrusse per tre quarti la citt. Ben 2614 case furono distrutte dal fuoco. Ma
1

Riccardo Carpanese

Laboratorio di Ricerca Educativa e Didattica Rete Istituti Secondari di secondo grado Padova Pianificazione del percorso di ricerca-azione in autoformazione e con supporto formativo Terzo anno di attivit 2009/2010

anche da questo grave episodio la citt si riprese e, utilizzando pietra invece del legno, avvi una rapida ricostruzione. Ottenuta la libert e lautonomia politica la citt fior, il territorio di pertinenza del comune fu ampliato con lannessione di terre vicine, laspetto urbanistico andava sempre pi caratterizzandosi in bellezza: spiccavano in particolare le residenze delle famiglie pi nobili e ricche, come i Camposampiero, i Manfredini, i Carrara, solide e dotate di alte torri. Ma anche gli edifici pubblici si fecero notare. Per ottimizzare la vita cittadina il Consiglio dei Consoli, scosso da periodiche contese, era stato sostituito agli inizi del 200 da un podest forestiero (il primo fu il milanese Alberto da Ossa), che, al di sopra delle parti, mirava solo al bene pubblico. E durante il governo del podest Giovanni Rusconi, nel 1218, si inizia la costruzione del tribunale cittadino, il Palazzo della Ragione (da ratio, ragione, diritto; ma nei documenti pi antichi era detto regale palacium, magnum palacium, principale palacium comunis), simbolo della nuova realt politica non pi rivolta al privilegio privato e nobiliare, ma al diritto uguale per tutti. [foto: Piazza della Frutta] Tale costruzione, alta m. 15, lunga m. 80 e larga m. 28 circa, fu alleggerita ed abbellita con pilastri e arcate in pietra dIstria, con finestre monofore e bifore. Al piano terreno, internamente cerano le prigioni, sotto i portici esterni botteghe; il piano superiore era diviso in tre grandi ambienti: la grande sala centrale, con gli ampi spazi riservati ai giudici ed allesercizio della giustizia, alle due estremit uffici e altri tribunali per le cause minori. Era luogo di riunione anche del Consiglio Maggiore (400 membri notabili della citt), e del Minor Consiglio, eletto tra i rappresentanti dei quartieri, in cui potevano essere eletti anche esponenti del popolino. Attraverso il Corridoio della Corda, il palazzo era poi collegato al vicino Palazzo del Podest ed alla Torre degli anziani, un altro organismo amministrativo cittadino. [foto: Palazzo e Torre degli Anziani] Nella vicina piazza delle Erbe si compravano le verdure, gli aromi, in quella dei Frutti le primizie: la carne, i salumi, i latticini, le stoffe pregiate. Lagricoltura appunto si svilupp, vicino ai corsi dacqua cittadini furono costruiti mulini per la farina ed il pane, lartigianato (tessitori, fabbri, falegnami, ecc.) si innest nel tessuto urbano, si moltiplicarono i piccoli negozi, aument insieme il numero dei notai, dei medici e dei farmacisti o speziali. Con la nascita poi dellUniversit, nel 1222, ad opera di un gruppo di scolari e maestri provenienti da Bologna, Padova si trasforma anche in un importante centro di cultura. Unaltra presenza determinante in questo periodo fu quella di s. Antonio, che nel 1230 giunse in una citt sconvolta dalle lotte tra le fazioni, divise sul prestito ad usura e sulla scelta della citt di essere alleata del papa (guelfa) o dellimperatore (ghibellina). Antonio predic la solidariet, la pazienza, lamore, proponendo pi volte soluzioni a molti problemi e riunendo attorno a s, in soli due anni di permanenza, un vasto consenso. Mor a 40 anni in odore di santit ed i francescani iniziarono subito la costruzione della basilica, terminata 80 anni dopo. Purtroppo per il riaccendersi delle lotte tra impero e papato pose fine alla libert del comune ed alla sua struttura democratica. Nel 1237 entr in citt Ezzelino da Romano, nobile feudatario trevigiano vicario dellimperatore Federico II di Svevia. Il condottiero nomin un podest di sua fiducia ed uccise, esili o tenne in ostaggio in prigione molti esponenti della citt suoi nemici, numerose torri e palazzi di famiglie in vista furono abbattuti. Iniziava a Padova una fase di sottomissione al signore locale ed allimperatore, che dur fino alla met del 200; ma poi, morti Ezzelino e Federico II, il comune riprese vigore fino alla nuova signoria dei Carraresi, che inizi nel 1318.
passi e immagini scelti da: RIGOBELLO AUTIZI M.B., Storia di Padova, Ed. Atesa, Bologna 1991 AA.VV., Il Palazzo della Ragione di Padova, Ed. Programma, Verona 2000 PUPPI L.TOFFANIN G., Guida di Padova, Ed. Lint, Trieste 1993

Laboratorio di Ricerca Educativa e Didattica Rete Istituti Secondari di secondo grado Padova Pianificazione del percorso di ricerca-azione in autoformazione e con supporto formativo Terzo anno di attivit 2009/2010

Attivit: costruiamo una tabella. Le pagine che hai appena letto ripropongono in dimensione locale, padovana, quanto studiato nel manuale relativamente al comune medievale, alla sua nascita, vicende, istituzioni ed edifici rappresentativi. Alcuni termini, eventi dovrebbero esserti noti, alcuni luoghi, per esempio le piazze, sicuramente li hai visti. Rileggile con attenzione e: - individua, sottolinea le informazioni principali, evidenzia le parole chiave che caratterizzano, come ogni evento storico fin qui studiato, la storia del comune patavino: date e fatti significativi, istituzioni, attivit economiche, personaggi importanti, luoghi significativi) - riporta le pi importanti, per punti, con ordine, nella tabella sottostante

alunno/a: _____________________

classe ______

Il comune di Padova nel Medioevo (schema sintetico)

date e fatti significativi

istituzioni

attivit economiche

personaggi importanti

luoghi significativi