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COMUNICAZIONE E ASCOLTO

COMUNICAZIONE E ASCOLTO

Senzaki N. 101 Storie Zen Adelphi Nan-In, un maestro giapponese, ricevette la visita di un professore universitario che era andato a trovarlo per avere notizie e spiegazioni sullo Zen . Nan-In serv il t. Colm la tazza del suo ospite e poi continu a versare. Il professore guard traboccare il t, poi non riusc pi a contenersi: E ricolma! Non ce ne sta pi! Tu sei come quella tazza rispose Nan-In Sei pieno delle tue opinioni e delle tue congetture: come posso spiegarti lo Zen se prima non vuoti la tua tazza?

Comunicazione e ascolto

Il processo di comunicazione finalizzato alla messa in comune tra due o pi interlocutori di esperienze, informazioni, pensieri. Mettere in comune vuole dire anche aprirsi allaltro. La prima regola per una comunicazione efficace saper fare spazio dentro di s

Linformazione comunicazione?

le INFORMAZIONI devono utilizzare tracce e sentieri razionali e affettivi per poter giungere ai destinatari, altrimenti resteranno inascoltate. Comunicare significa entrare in relazione

Parole identiche, uguali per ciascun ascoltatore, possono produrre in chi le ascolta effetti diversi. utile porre lattenzione sugli aspetti centrali e basilari costituenti il messaggio comunicativo nellinterazione (azione tra persone). Tradizionalmente gli elementi base sono caratterizzati da un emittente del messaggio, dal messaggio stesso, dal canale di trasmissione, dal codice utilizzato e dal feedback.

Il Feedback consente di determinare la circolarit dellinformazione poich consente al destinatario di emettere informazioni utili allemittente stesso: la circolarit delle informazioni (verbali e non) permette ad entrambe le persone di essere efficaci nella trasmissione del messaggio. In una interazione a due, per esempio, lemittente ricopre anche il ruolo di ricevente, nel momento in cui si pone in una situazione di ascolto e di comprensione del destinatario.

Circolarit nellinterazione:

Emittente MESSAGGIO ricevente Ricevente FEEDBACK emittente

1 Regola: Fare spazio dentro di noi 2 Regola: Lascolto ed il parlare ad altri deve essere preceduto ed accompagnato dallascolto di noi stessi. NB: Il feedback c sempre anche quando non si parla!

ANATOMIA DI UN MESSAGGIO

Esempio di un messaggio: situazione quotidiana. Un uomo ed una donna in macchina fermi al semaforo, la donna al volante:

luomo (mittente) : guarda che verde!

La donna (destinatario) : guidi tu o guido io ?!

CONTENUTO Rappresenta su cosa verte il mio messaggio. Nellesempio apprendiamo che il semaforo verde. Eppure ci che sta accadendo nella comunicazione non si esaurisce solo in questo contenuto.

LA RIVELAZIONE DI SE

Ovvero: che cosa comunico di me stesso In ciascuna notizia si rivela non solo il contenuto vero e proprio, ma anche informazioni sulla persona del mittente. Dallesempio possiamo notare che il mittente parla in italiano, che in grado di vedere i colori e soprattutto che attento a cosa sta succedendo nella situazione in cui si trova.
Inoltre: forse ha fretta. In ogni messaggio il mittente rivela qualcosa di s (pu essere una rivelazione voluta o non voluta)

RELAZIONE (ovvero: che cosa penso di te e come ci consideriamo lun laltro) Dal messaggio emerge come il mittente considera il destinatario. (questo atteggiamento di solito si manifesta nel tono della voce e altri messaggi non verbali). In questo esempio, luomo che d il messaggio lascia intendere di non fidarsi completamente della donna e che pertanto necessario il suo aiuto. A questo punto pu succedere che la donna si difenda da questa prevenzione nei suoi riguardi in modo brusco: Guidi tu o guido io?!. Questo rifiuto non riguarda laspetto di contenuto del messaggio, ma laspetto di relazione percepito. In generale, trasmettere un messaggio, significa esprimere allinterlocutore un modo di porsi nei suoi confronti.

APPELLO (ovvero: che cosa vorrei indurti a fare)

E raro che qualcosa venga detto tanto per dire, quasi tutti i messaggi hanno la funzione di esercitare uninfluenza sul destinatario. Nellesempio sopraccitato, lappello potrebbe essere : accelera un po, che forse riusciamo a passare ancora col verde!. Il messaggio serve allora a indurre il destinatario a fare, o non fare, qualcosa. Il tentativo di influenzare pu essere pi o meno evidente Un altro caso la manipolazione.
Lappello distinto dallaspetto di relazione, poich allo stesso appello possono correlarsi messaggi di relazione completamente diversi. Nellesempio, la donna potrebbe trovare lappello ragionevole, ma reagire risentita allidea che qualcuno voglia esercitare tutela. Oppure, potrebbe trovare lappello irragionevole (non dovrei andare pi veloce di quanto sto andando), senza risentirsi del fatto che luomo le stia dando consigli di guida.

Contenuto Rivelazione di s Messaggio

Mittente

Appello

Destinatario

Relazione

LA LIBERA SCELTA DEL DESTINATARIO

Esaminiamo Ora il quadrato secondo la prospettiva del destinatario.

A seconda dellaspetto a cui il destinatario presta ascolto, cambia la sua attivit di ricezione.

Contenuto: il destinarlo tenta di comprendere il contenuto oggettivo del messaggio Rivelazione di s: occupandosi di questo aspetto, diventa una diagnostico della persona

Nella relazione: il destinatario attento alla relazione in atto (cosa pensa di me? Come mi sento trattato?) Appello: si riassume nella domanda Cosa vuole da me?

A seconda delle quattro orecchie il destinatario si dispone allascolto e la conversazione prende un andamento del tutto diverso.

Ritornando allesempio, la risposta che d la donna guidi tu o io?!, rappresenta una reazione determinata dallaspetto di relazione: la donna si difende da ci che ha percepito sul piano della relazione. La donna avrebbe potuto rispondere Abbiamo trovato tutti verdi, che fortuna!, in questo caso avrebbe reagito al contenuto oggettivo, o alla rivelazione di s (hai fretta?) o allappello (accelera!).

In molti destinatari, un orecchio ben addestrato a spese degli altri

Orecchio per il contenuto oggettivo Orecchio di relazione Orecchio della rivelazione di s Orecchio dellappello

La moderna psicologia della comunicazione spiega le caratteristiche personali degli individui come espressione di rapporti comunicativi del momento.

Tendenzialmente si crede, ad esempio, che se Mattia logorroico, lo per sua natura innata o ereditaria; in realt, dobbiamo sempre considerare che egli logorroico in relazione ad unaltra persona, in un dato momento. Quando una persona si comporta in un certo modo con gli altri, la situazione prevede un minimo di due persone.

Nel nostro esempio, se Mattia sicuro di s e logorroico, tender ad avere a che fare con partner che giocano con lui il suo gioco, ad esempio con persone che ascoltano in silenzio e pazientemente.

I logorroici ci saranno solo finch altre persone si comporteranno in modo complementare.

Es: pensa un po io lo invito a casa mia e lui ha la sfacciataggine di portarsi dietro il cane! Tra laltro sa perfettamente che ho appena cambiato la moquette e che sono allergica!

Spesso la sfacciataggine dellaltro semplicemente il corrispettivo della mia incapacit di dire o di esprimere ci che mi sta a cuore!!.

LA COMUNICAZIONE IL RISULTATO DI UN AZIONE RECIPROCA CHE RICHIEDE MINIMO DUE PARTECIPANTI: LE CARATTERISTICHE PERSONALI E I COMPORTAMENTI INDIVIDUALI SONO CONDIZIONATI DALLINTERAZIONE.

Questa visione pu sembrare scomoda o sconcertante. Prima si era abituati a vedere solamente laltro come cattivo, disturbato, mentre ora necessario considerare la propria co-responsabilit. Ma, al di l della iniziale difficolt, la visione interattiva offre anche unopportunit: nel momento in cui si riconosce la propria parte di responsabilit, aumenta il proprio potere, in quanto non si pi in balia dell altro difficile e ci assicura una superiorit morale senza procurare fastidi.

Alla luce di quanto visto finora, cosa pu significare la somma:

1+1=3?

Questa ipersomma attesta che in ogni comunicazione c una specie di surplus, un valore aggiunto, che non si spiega solo con la somma dei contributi dei singoli partecipanti allinterazione. Questa visione dedica maggiore attenzione alla relazione tra gli elementi, piuttosto che allindividuo, approdando all affermazione di uninfluenza reciproca (circolarit), nella quale non c inizio, ma solamente una preferenza arbitraria per una interpunzione.
(3 assioma della comunicazione)