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Guido Cavalcanti Chi questa che vn, chognom la mira E7

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Chi questa che vn, chognom la mira, che fa tremar di chiaritate lre1 e mena seco2 Amor, s che parlare nullomo pote3, ma ciascun sospira ! "eo, che sem#ra quando li occhi gira, dicalAmor, chi nol savria contare$% cotanto dumilt& donna mi pare, chognaltra ver di lei i la chiamira'( )on si poria contar la sua piagen*a+, cha le sinchinogni gentil vertute,, e la #eltate per sua dea la mostra-( )on fu s alta gi& la mente nostra e non si pose n noi tanta salute, che propiamente navi&n canoscen*a.(

Chi/ re% Chi costei che avan*a, che ognuno 0ognom, impersonale1 guarda con stupore, e che fa vi#rare di luce 0chiaritate1 laria intorno a s2 3l pronome 4la5 pleonastico 0la fun*ione di complemento oggetto gi& svolta dal relativo 4che51( 6interrogativo ini*iale riecheggia due passi #i#lici% il Cantico dei Cantici 0+, .% 47uae est ista quae progreditur 51 e 3saia, +3, 1% 047uis est iste, qui venit 51( 6a domanda, che rimane sen*a risposta, crea un clima di mistero e di sospensione( 8anto pi9 che, come ha notato Contini, nel :edio ;vo lesegesi cristiana riferiva questi passi #i#lici alla <ergine( 6incedere della donna viene quindi accostato a unappari*ione soprannaturale, come sottolinea anche lalone luminoso di cui la figura circonfusa 0lidea del river#ero dellaria sottolineata al v( 2 dallallittera*ione delle consonanti t e r1(
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mena seco% porta con s2(

3 $

nullomo pote% nessuno pu=> nullomo un gallicismo(

dical/ contare% lo dica Amore, perch2 io non saprei spiegarlo, esprimerlo(


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cotanto/ ira% a tal punto si manifesta a me 0mi pare1 come signora 0donna, dal latino domina1della #enignit& 0umilt&1, che, in confronto a lei 0ver lei1, io chiamo 4super#ia5 0ira1 ogni altra donna( 3l pronome personale 4la5 pleonastico(
+

)on/ piagen*a% )on si potre##e descrivere la sua #elle**a 0piagen*a1( ?i#adisce il concetto della ineffa#ilit& della #elle**a femminile, gi& espresso al v( +, passando per= dal piano dellimpossi#ilit& soggettiva 04i nol savria contare51 a quello dellimpossi#ilit& assoluta(
,

cha le/virtute% perch2 dinan*i a lei si inginocchia ogni no#ile virt9% si riprende il tema del v( ,, in cui la donna appare gi& come domina% cos come la #enignit&, ogni altra virt9 non pu= che renderle omaggio(
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e la #eltate/ mostra% e la stessa virt9 della #elle**a la indica come sua dea( 6a donna appare dunque come una miracolosa, ma sensi#ile manifesta*ione di virt9 ideali, tra cui spiccano la #enignit& 04umilt&51 e la #elle**a(
.

)on/ canoscen*a% 6a nostra mente 0per il significato di questo termine si veda lanalisi del testo1 non fu mai 0gi&1 cos elevata, e non fu posta in noi tanta perfe*ione 0salute1 che possiamo adeguatamente 0propiamente1 averne conoscen*a( 3l pronome personale 4n5 pu= riferirsi alla donna, ma sem#ra pi9 pertinente collegarlo alle 4virt95 04umilt&5 e 4#eltate51 di cui essa la manifesta*ione sensi#ile(

6ivello metrico @onetto con rime incrociate, secondo lo schema AAAA, AAAA, C";, ;"C( 3n tale schema lomofonia delle rime molto pi9 serrata nelle quartine( )elle ter*ine restano li#ere da riprese foniche le prime tre rime, con un incremento notevole dellariosit& del dettato, affidato solo alla simmetria degli endecasilla#i> laretrogradatio della seconda ter*ina, con perfetta dialettica, crea una nuova simmetria nella nuova succesione di rime( 6e rime in C restano comunque distan*iate da quattro versi( 6ivello lessicale, sintattico, stilistico @ul piano lessicale, da notare il frequente ricorso a sostantivi astratti 0il latinismo 4chiaritate5, 4umilt&5, 4ira5, il proven*alismo 4piagen*a5, e poi 4virtute5, 4#eltate5, 4salute5, 4canoscen*a51, che contri#uiscono a creare unatmosfera rarefatta, nella quale il dato sensi#ile tende a sfumare(

@iamo allopposto della teatrali**a*ione dei moti dellanima, osservata nel sonetto <oi che per li occhi mi passaste l core% mentre, in quel caso, la precisione terminologica mirava a dare concrete**a a moti interiori ordinariamente non rappresenta#ili in maniera visiva, qui un dato concreto 0il passaggio della donna amata1 viene trasportato in una dimensione trascendente 0sottolineata sia dai richiami scritturali, sia dalla esplicita invoca*ione a "io del v( '1( "i grande rilevan*a anche il ruolo delle nega*ioni% 4nullomo5 0v( $1, 4i nol savria contare5 0v( +1, 4)on si poria contar5 0v( .1, 4)on fu s alta5 0v( 121, 4non si pose5 0v( 131( 3 due ultimi periodi del sonetto 0corrispondenti alle due ter*ine1 ini*iano con lavver#io 4non5> in due casi 0ai vv( + e .1 la nega*ione si riferisce al ver#o 4contare5% ne risulta una forte insisten*a sullimpossi#ilit&, per la parola poetica, di descrivere adeguatamente lappari*ione della donna( Con questa enuncia*ione di una poetica dellineffa#ile, Cavalcanti si colloca agli antipodi di Buini**elli CE2D1( @ul piano sintattico sono frequenti le relative e le consecutive( E presente unenFam#ement 0vv( 3-$1( 6ivello tematico 3l tema di questo sonetto quello, gi& guini**elliano, della lode della donna amata( @ono molti, sia sul piano tematico che su quello formale G per esempio nelle parole-rima G, i riferimenti a 3o voglio del ver la mia donna laudare CE2D( A prima vista dunque la rappresenta*ione della figura femminile, di cui fin dalle quartine si sottolinea la trascenden*a 0con lattri#u*ione addirittura di tratti mariani1 sem#rere##e ricondurre il componimento di Cavalcanti nellalveo di uno stilnovismo cristiano 0molti tratti, tra cui la stessa poetica dellineffa#ile, sem#rano anticipare "ante1( 3n realt&, se vero che la donna appare come una figura superiore e inattingi#ile, non ci sem#ra che questo contraddica i presupposti averroistici del pensiero-poesia di Cavalcanti( 8utto sta a capire cosa de##a intendersi per 4trascenden*a5 in questo contesto( Hi9 che apparire come un vero e proprio angelo, la donna qui infatti presentata come una manifesta*ione sensi#ile dell4umilt&5 e della 4#eltate5% manifesta*ione dunque di due 4virt95, di altissimi ideali 0o di forme, se vogliamo usare la terminologia aristotelica1 che possono essere conosciuti solo dallintelletto e per giungere ai quali si deve andare oltre limpressione lasciata sui nostri sensi dal phantasma( 6appari*ione della donna ha, a #en vedere, conseguen*e paradossali( "a un lato essa la manifesta*ione sensi#ile di un mondo ideale e perfetto, che pu= essere conosciuto solo intellettualmente( "allaltro per= proprio la sua appari*ione impedisce alluomo di trascendere la perce*ione sensi#ile, di elevarsi alla conoscen*a intellettuale della 4umilt&5 e della 4#eltate5( E questa appunto leterna sconfitta delluomo innamorato% egli deve confessarsi incapace di conoscere queste 4virt95 proprio nel momento in cui, in qualche modo, le 4vede5( Appare chiaro che luomo sia destinato a questa sconfitta( 3n primo

luogo, ce lo dimostra linsisten*a sullimpossi#ilit& di rappresentare adeguatamente con la parola lappari*ione della donna% dapprima 0vv( 3$1 essa toglie la parola agli uomini che la vedono> poi 0v( +1 il poeta proclama la sua personale impossi#ilit& di descrivere 04contare51 la sensa*ione prodotta dal suo sguardo> infine 0v( .1 limpossi#ilit& di 4contare5 non pi9 solo dellio lirico, ma diviene universale 04)on si poria contar51( 6e ragioni di questinsisten*a sulla poetica dellineffa#ile 0un vero e proprioclimaI che parte dal verso +1 si chiariscono nellultima ter*ina, dove limpossi#ilit& di 4contare5 viene fatta discendere direttamente dallimpossi#ilit& di avere 4canoscen*a5% in altre parole, non si pu= dire ci= che non si pu= sapere( 6a donna, a##iamo detto, manifesta*ione sensi#ile dell4umilt&5 e della 4#eltate5> ma la compiuta conoscen*a di queste idee 0non sensi#ili, ma universali e puramente intellettuali1 non pu= essere data alluomo innamorato( 6a 4mente5 infatti non pu= giungere a quellalte**a 0v( 121, alluomo non data questa possi#ilit& di salve**a 04salute5, v( 1311( ; ci= perch2 la mente 0come a##iamo chiarito nellanalisi di <oi che per li occhi mi passaste l core CE6D1 non lintelletto, ma piuttosto una parte dellanima sensitiva, e precisamente il luogo della memoria e dellimmagina*ione( @econdo la filosofia averroistica lintelletto 0che pu= conoscere le verit& universali sen*a il continuo supporto dei sensi1 non dato ai singoli uomini( ;siste soltanto un intelletto unico e universale, immortale, comune allintera umanit& 0lanima del singolo uomo invece destinata a perire1( E vero che per Averro lintelletto si congiunge 0copulatur1 ai singoli uomini, i quali contri#uiscono alla conoscen*a e possono, a loro volta, riceverla, ma per far questo essi devono saper astrarre dalla visione sensi#ile, andare oltre il phantasma che domina la memoria e limmagina*ione% cosa, come sappiamo, impossi#ile per luomo in preda alla passione amorosa( @i spiega quindi perch2 la 4mente5 0che appunto, lo ripetiamo, il luogo della memoria e dellimmagina*ione1 non porta luomo innamorato verso il luminoso cammino della conoscen*a, ma piuttosto lo allontana da essa( Come si vede, ancora una volta, la terminologia di Cavalcanti rigorosissima( 6a trascenden*a delle verit& intellettuali, di cui la donna manifesta*ione sensi#ile, lungi dal disegnare, come qualcuno ipoti**a, il ritratto di un Cavalcanti vicino allortodossia cattolica, sem#ra confermare appieno le radici averroistiche del pensiero di cui si nutre la sua poesia(

E significativo il fatto che il termine 4salute5, desunto da Buini**elli, sia qui presente in un enunciato negativo> lo stesso accade dellavver#io 4propriamente5, anchesso guini**elliano(