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La cosmologia di Massimo il Confessore di Rosanna Gambino In Cosmogonie e cosmologie nel medioevo, Louvain 2008

Nei Capita theologica et oeconomica (IV) I, 10 vi unaffermazione importante, non solo per la metafisica, ma anche per la cosmologia e la cristologia di Massimo il onfessore che cos! suona"#$io principio, mezzo e fine degli esseri, in senso attivo e passivo %&'( Infatti, principio in )uanto il reatore, mezzo in )uanto *rovvidenza, fine come limite, poich+ ,da -ui . come dice /an *aolo . e per mezzo di -ui e in -ui tutto011( *er Massimo, il principio non indica una ,condizione0 che ha realmente preceduto lesistenza presente, nella )uale la perfezione dello stato finale a22ia avuto un totale e reale compimento3 piuttosto il principio, e con esso anche linizio, sono leterna decisione creatrice di $io che precede lesistenza concreta( -a decisione comprende non solo lintenzione di $io di creare )uesto determinato essere particolare , ma anche la finalit4 propria dello stesso $io( /econdo Massimo, $io, come si legge in Mystagogia 5IV, ha un modo desistere semplice e sconosciuto, a tutti inaccessi2ile e totalmente in 6 indaga2ile, %&' al di l4 di ogni affermare e negare%&'2, in una sorta di coincidentia oppositorum ante litteram( In particolare, Massimo, spiegando allegoricamente la 7rasfigurazione di risto sul 7a2or, presenta la luminosit4 del suo volto come metafora della teologia apofatica in cui, il fatto stesso di non conoscere nulla, un conoscere superiore allintelletto, come hanno detto in )ualche luogo i teologi 8regorio e $ionigi3. -o splendore del volto del /ignore unimmagine della teologia mistica negativa, secondo cui la 2eata e santa $ivinit4 , per sua natura, superineffa2ile e superinconosci2ile, infinite volte pi9 irraggiungi2ile di ogni infinito e agli esseri che si trovano al di sotto non concede assolutamente la minima traccia di comprensione, n+ permette di giungere ad una cognizione di come essa possa a un tempo essere :nit4 e 7rinit4 poich+ alla creatura non spetta comprendere lIncreato, n+ al limitato possi2ile a22racciare col pensiero lIllimitato4.
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M;//IM< I- <N=>//<?> , Capita theologica et oeconomica, (IV), I, 10, MI8N>, (@), A0, 10@B $ . 10@@ ;( Idem, Mystagogia, 5IV, MI8N>, (@), A1, DDE ( F Idem, Capita de caritate, (III), I, 100, MI8N>, A0, A@E ;( E Idem, Ambiguorum liber, I, 10, MI8N>, A1, 11D@ ;6G(

;ccanto agli attri2uti presenti in )uesto passo, riguardanti la su2lime infinitudine di $io, Monade divina e ineffa2ile (Qei;a kai; a[rrhto~ monav~) sono da ricordare, per la teologia apofatica, gli appellativi introdotti dall av privativa come i seguenti, che si leggono in una splendida se)uenza degli Ambigua (I)," del tutto indivisi2ile (ajmerhv~ pavnth), totalmente senza )uantit4 (pantelw a[poso~), totalmente senza )ualit4 (pantelw a[poio), del tutto infinito (pavnth a[peiro~), totalmente imprincipiato (pantelw a[vnarco), del tutto ingenerato (ajge;nnhto panth), assolutamente ineffa2ile e inconosci2ile (panta;pasin a[rrhtov te kai; a[gnwsto)( 7utte )ueste espressioni indicano inoltre lassoluta trascendenza delloujsi;a di $io che, oltre ad essere imperscruta2ile, anche espressione di definizioni antitetiche come" -a 7rinit4 , infatti, veramente Monade, perch+ cos! 3 e la Monade veramente 7rinit4, perch+ cos! sussiste%&'5. /i trova in Massimo anche luso di ejpevkeina per cui ricordiamo, fra tutte le Quaestiones ad Thalassium (VIII), infinite volte %&' al di l4 di tutto (ajpeira;ki ajpei;rw ((((ejpe;keina pa;ntwn)D( ;llousia di $io spettano, altres!, secondo il onfessore, tutti gli attri2uti e gli appellativi introdotti da uJpevr come " al di sopra della 2ont41 (ujpera;gaqo), #al di sopra della potenza1 (ujper u;namo) #al di sopra della sostanza1 (ujperou;sio), #al di sopra della /apienza1 (ujperso;!o), #al di sopra di ogni essenza1 (pa;sh oujsi;a ujpere;keina)( Infine, ricordiamo numerosi appellativi composti con aujto;, fra i )uali sono da rilevare" #autologos1 (aujtolo;go), #autoessenza1 (aujtoousi;a), #autosapienza1 (aujtoso!i;a)( Huesti ultimi appellativi esprimono propriamente laffacciarsi di $io, il ,tra2occare0 di $io fuori di s+, il tracimare di $io" ovvero )uello che $ionigi ;eropagita chiama teologia positiva o cata2atica, la prodos di $io( In )uanto tali, )uesti attri2uti possono essere intesi come opere (e[rga) di $io( Il ,tra2occare0 (volontario e conseguente alla Gont4) di $io fuori di /+ , nel contempo, $io stesso e opera di $io stesso" la prima ,opera0 (dal punto di vista ontologico) dellesistente reale che puI in )ualche modo essere afferrato e compreso dalla mente umana(

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Idem, Ambiguorum liber, MI8N>, A1, 10FD ( Idem, Quaestiones ad Thalassium, (VII), DF, MI8N> A0, DJF $(

Ne consegue che tutti gli appellativi (sapienza in s+, 2ont4 in s+ etc) esprimono ciI che $io #pi9 primariamente 1 (ta; prw;to o[nta)" )uindi si possono considerare e chiamare ,enti0, distinguendosi in )ualche modo dallousa di $io che, rimanendo sempre e comun)ue nascosta dietro le opere o manifestazioni dellousa stessa di $io, n+ si puI in alcun modo nominare n+ si puI in alcun modo considerare come un ente( Ne consegue che, mentre lousia di $io non un ente ed un non-ente (perch+ al di sopra e oltre ogni ,entit40 e sostanza), le opere pi9 immediatamente prossime allousia di $io, invece sono enti, anzi, come dice Massimo, #enti primissimi1" non nel senso che )ueste opere a22iano una )ualche ipostasi propria, ma semplicemente perch+ in )ualche modo noi possiamo cogliere lesistenza di essi e perch+ possiamo dire in maniera affermativa ciI che sono, contrariamente a )uanto avviene nei confronti dellousia di $io, della )uale non possiamo dire n+ in maniera positiva, n+ in maniera negativa ci che non . -e opere ( o enti) pi9 #prossimamente immediate1 allousia di $io stesso, che sono $io e manifestazioni di $io e che Massimo chiama con lespressione dionisiana #i primissimi enti1, corrispondono con ciI che $ionigi ;reopagita chiama #nomi1 e #partecipazioni in s1" )uindi sono enti (o opere) increati( > attraverso )ueste /ue opere e ,primissimi enti0 che $io " #&dal nulla portI allessere degli esistenti&13 ed >gli personalmente e perennemente presente in ogni sensi2ile particolare3 offre alluomo una scala dalla )uale poter risalire, gradualmente e ordinatamente alla /ua non conoscenza( Il motivo per cui $io, nella /ua <nnipotenza, crea, la sua Gont4" #$io, sussistendo dalleternit4 come reatore, )uando vuole crea col Ver2o consustanziale e con lo /pirito per infinita 2ont41J( ;ccanto allopera creatrice di $io, la teologia catafatica considera la /ua attivit4 provvidenziale " #:nica, semplice, una, senza )ualit4, piena di pace e di sta2ilit4 la /ostanza Infinita, onnipotente e creatrice di tutto( <gni creatura, invece, composta di sostanza e accidente, e ha sempre 2isogno della divina provvidenza, non essendo li2era da mutevolezza1@( In un passo molto significativo degli Ambigua (I) Massimo spiega che, considerando gli enti per mezzo di un metodo razionale, gli uomini sono giunti a cogliere, a partire dagli effetti, la loro ausa( In particolare i concetti di sostanza, differenza, movimento sono molto utili come iniziazione alla conoscenza di $io" # %&' $io diviene conosci2ile agli uomini, che colgono dagli enti i segni di -ui come reatore, *rovvidente e 8iudice %&'( *oich+ la sostanza maestra di teologia, cercando per mezzo di essa, la causa degli enti, veniamo a sapere, per mezzo di loro, che la ausa esiste, senza tuttavia giungere a conoscere cosa sia sostanzialmente codesta ausa, perch+ tra gli enti non vi nemmeno un 2arlume di immagine, che ci permetta in alcuna maniera di risalire dal causato alla
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I2idem, Capita de caritate, (III), IV, F, MI8N>, A0, 10E@ ( I2idem, Capita de caritate (III) , IV, F, MI8N>, A0, 10EA G(

ausa( Il movimento poi un segno della *rovvidenza degli enti, per mezzo del )uale, contemplando lidentit4 essenziale, immuta2ile di ogni ente generato nella sua specie e nel suo orientamento costante e senza deviazione, riconosciamo olui che conserva e mantiene in ununit4 ineffa2ile tutte le cose, che sono state saggiamente delimitate le une rispetto le altre, conformante ai logoi secondo i )uali ciascuna sussiste( -a differenza poi un segno del 8iudizio3 %&' non parlo )ui di una *rovvidenza che converte e , per cos! dire, dirige il ritorno di )uelli di cui si cura da ciI che proi2ito a ciI che dovuto, ma della *rovvidenza della Mente che mantiene luniverso e lo conserva in modo conforme ai logoi originari del suo essere( N+ si parla di un 8iudizio che educa e, per cos! dire, castiga coloro che peccarono, ma della divisione che mantiene gli enti nella loro delimitazione( *er essa ciascun ente generato, in uno stretto legame con il logos secondo il )uale fu creato, mantiene inviola2ilmente la conformit4 alla legge immuta2ile della sua identit4 naturale, nel modo in cui il reatore ha distinto e determinato da principio il suo essere, la sua essenza, il suo ausa in modo e la sua )ualit4 %&'( > avendo inteso, per mezzo di un metodo razionale, che la saggia e vivente1A( <ra, se ogni essere particolare espressione sensi2ile di un logos divino, ne consegue che tra mondo sensi2ile e mondo intellegi2ile si instaura un rapporto di mutua correlazione " il mondo intelligi2ile in )ualche modo ,contenuto0 in ogni singolo particolare ed ogni singolo particolare ,precontenuto0 nel mondo intellegi2ile( $io, )uindi, in primo luogo vuole singolarmente ogni esistente particolare3 nel volere le cose, $io ,assegna0 ad ogni esistente particolare una determinazione (proorismo;) propria, che contiene la )uiddit4 della cosa e la sua collocazione e funzione nel cosmo3 ad ogni logos inteso come definizione e come concetto di ogni singolo particolare, corrisponde un logos proprio, cui, a sua volta, corrisponde un essere particolare proprio( Viceversa" ad ogni essere particolare proprio corrisponde un logos (parola), cui corrisponde un logos (concetto) e, )uindi, una precisa volizione, esistente nel !ogos (Mente) di $io( In definitiva" i sensi2ili particolari sono espressioni ( rh;mata) del !ogos (della MenteK Volont4KIntenzione di $io) realizzate o se, vogliamo, confluenza nei singoli particolari logoi (pensieriKvolizioni) in -ui ab aeterno preesistenti( Intesi come pensieri, i logoi presuppongono un carattere personale" tra il !ogos (di $io), *ersona per eccellenza e il logos di ogni singola persona umana, viene )uindi ad instaurarsi un dia-logos, che si fonda sui nomi delle cose e si sviluppa a partire da essi( *rerogativa indispensa2ile, )uindi, per il retto agire delluomo la conoscenza dei logoi degli esseri particolari che, pertanto, puI avvenire solo attraverso una rivelazione divina( > dal momento che tutti i logoi riposano nel !ogos
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diversi modi si offre alla contemplazione nei causati, compresero pienamente che esiste e che

I2idem, Ambiguorum liber, (I), 10, MI8N>, A1, 11FF G . 11FD G(

divino, ne consegue che la conoscenza dei singoli logoi conduce direttamente al !ogos ovvero alla conoscenza di $io( *er Massimo i logoi non sono identici allessenza di $io, dato che non sono essere attuale e infinito3 nello stesso senso" seguendo $ionigi, che aveva identificato i para eivgmata e logoi preesistenti, definendoli voleri divini e 2uoni, il onfessore afferma che )uesti logoi , preesistenti nel onsiglio divino, principi della creazione, sono volizioni( os! scrive" #Non , infatti, possi2ile che iI che al di sopra delle cose esistenti le conosca a partire dal loro esistere, ma diciamo piuttosto, aggiungendo anche ciI che stato convenientemente osservato, che conosce le cose esistenti come proprie volizioni( /e, infatti, ha creato tutto di propria volont4, e nessuno confuter4 che $io conosca il proprio volere, e che sia secondo piet4 e giustizia ammettere che ha fatto volontariamente ciascuna creatura, dun)ue $io conosce le cose esistenti come proprie volizioni, poich+ le ha create volontariamente110( Nello stesso tempo, i logoi e le Idee non coincidono con lesistenza delle cose nel mondo creato11" )ueste non sono state condotte allesistenza simultaneamente alle loro Idee, ma vengono create al momento opportuno, in modo conforme ai loro logoi secondo la /apienza divina( #> in -ui sono saldamente fondate le Idee di tutte le cose, secondo le )uali si dice che >gli le conosce tutte, prima della loro genesi, poich+ sono in -ui e da -ui, nella verit4 stessa di tutto( iI vale anche se tutte le cose stesse nel loro insieme, sia )uelle che sono, che )uelle che saranno, non sono state condotte ad esistere simultaneamente alle loro Idee, e al loro essere conosciute da $io, 2ens! vengono create, secondo la /apienza creatrice, ciascuna al momento opportuno, in conveniente conformit4 con la propria Idea, e ciascuna ottiene lesistenza per se stessa( In verit4, il reatore sempre in atto, mentre )uelle sono in potenza, non ancora in atto3 invero, non neppure possi2ile che siano insieme lIllimitato e il limitato, n+ si potr4 presentare nessun ragionamento che dimostri che possano essere condotti ad identit4 lIncommensura2ile con il commensura2ile, l;ssoluto con il relativo, che iI di cui non si predica nessuna specie di categoria sia associato a ciI che costituito dallinsieme di esse11C( Inoltre, precisa Massimo riguardo il rapporto fra Idee e cose esistenti" #&le cose della cui essenza presso $io preesistono le Idee, sono invero precisamente )uelle che, secondo il divino decreto, vengono allesistenza&11F, tale affermazione esclude una concezione delle Idee come mondo di meri possi2ili( Nella dottrina di Massimo sul rapporto fra Idee, logoi, -ogos, accanto agli elementi che a22iamo appena presentato ed alla riaffermazione dellassoluta trascendenza del reatore nei confronti della
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I2idem, Ambiguorum liber, (I), J, MI8N>, A1, 10@B G fr, M( -( 8;77I, Massimo il Confessore saggio di bibliografia ragionata e contributi per una ricostru"ione scientifica del suo pensiero, ed( Vita e *ensiero, Milano 1A@J, pp(FD16FDC( 1C M;//IM< I- <N=>//<?> , Ambiguorum liber, I, J, MI8N>, A1, 10@1 ; . G( 1F I2idem, Ambiguorum liber, (I), J, MI8N> A1, 1FCA G(

creatura, da segnalare anche lunificazione di tutti i logoi nel -ogos, fondata sul mistero dellIncarnazione del Ver2o, concezione grazie alla )uale viene corretta e inverata la dottrina alessandrina del -ogos( /econdo )uesta dottrina, in Massimo si ha una triplice Incarnazione del -ogos" Huella che si verifica nei logoi dei singoli particolari, Huella che si riconosce nei logoi (parole) della /acra /crittura, Huella in cui il -ogos risto assume la carne umana(

In )uesto modo il !ogos costituisce il punto di incontro di tutti i logoi particolari3 2ench+ di numero infinito i logoi che si riconducono al -ogos di $io non implicano una pluralit4 o composizione ma" # ome al centro la posizione delle linee rette che sono tratte da esso si scorge del tutto indivisa, cos! risultano trovarsi tutti i principi degli esseri preesistenti in -ui con una conoscenza semplice e indivisa11E( Il pro2lema dellunificazione dei logoi nel !ogos viene risolto da Massimo nellajsuvgcuto e[vvnwsi del dogma calcedoniano dellIncarnazione del Ver2o, centro del cosmo e della storia, per il )uale rimangono pertinenti i principi della teologia catafatica e apofatica" in )uesta relazione non si ha una semplice identificazione, perch+ vengono ser2ate identit4 e differenza, dato che proprio nella loro distinzione i logoi sono tenuti insieme dal !ogos, loro ausa, e tale unit4, preesistente nel 2uon prospettiva escatologica( ontro <rigene che vedeva la creazione come risultato del Movimento delle anime in )uanto stanche di stare impassi2ili in $io (ki;nesi 6 ge;nesi" sta;si), Massimo antepone il movimento alla creazione del mondo, considerandolo come unapparenza naturale del creato (ge;nesi "ki;nesi" sta;si)( In )uanto tale, il movimento anchesso creato assieme col mondo, intrinseco alla creazione e, )uindi, non conseguenza del peccato n+ )ualcosa di per s+ negativo" in )uanto creato da $io, il movimento un 2ene( =inalit4 delluomo non )uella di annullare il movimento ma di ,pilotarlo0in maniera conforme (eJnergopoiein)( Il movimento del cosmo , nella sua esistenza terrena, una passivit43 il cosmo si muove verso $io3 sicch nella passivit4 c movimento, e nel movimento passivit4( os! scrive Massimo"#Huanto creato possiede passivamente il movimento, poich+ non movimento in s+, dinamismo in s+( /e dun)ue anche gli spiriti sono creati, vengono mossi necessariamente, in )uanto, allontanati naturalmente da unorigine in forza della loro eL6sistenza ( iav to; ei#nai), sono spinti verso una meta, e ciI volitivamente, per amore dellesistenza ricca di valori ( iav to; eu #ei#nai)$ Il fine,
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onsiglio divino, viene considerata uJpartikwv solo in

I2idem, Ambiguorum liber, II, E, MI8N>, A1, 10JJ

invero, del movimento, rispetto a coloro che sono mossi, risiede nellesistenza eterna e 2uona (ajei; eu #ei#nai);;;;;3 cos! lorigine lesistenza in generale ed $io( >gli, infatti, il datore dellessere, cos! come il donatore della grazia dessere nel 2ene, in )uanto origine e fine11B( <ccorre osservare che la concezione che Massimo ha del cosmo fondata sulla triade ousa . dyvnamis . energheia" un essere , capace di agire, agisce( /i tratta di un universo triadico, ma la triade di cui costituito non )uella neoplatonica di mone, prodos, ed epistroph" il movimento non caratterizzato da uscita e ritorno, ma semplicemente un anello di congiunzione tra essere e compimento( Huesta innovazione possi2ile perch+, mentre nella concezione plotiniano6procliana prodos ed epistroph appartengono alla categoria della )uiete, le posizioni si invertono nella dottrina di Massimo, secondo la )uale solo la dyvnamis spetta alla categoria del movimento ed invece ousa e enrgheia rientrano in )uella della )uiete( #; partire dalla dottrina aristotelica del movimento come passaggio dallessere in potenza allessere in atto, inverata e rifondata dalla concezione 2i2lica creazionista, il realt4 creata, che tende verso la realizzazione della propria natura11D( ;ttraverso la suddivisione in triadi, non sempre formulate con coerente precisione terminologica, Massimo afferma che $io il *rincipio, il reatore del divenire( -a sostanza, la natura degli enti creati si realizza nel movimento, che tende allatto, fino a raggiungere $io che puI essere detto *rincipio e =ine, reatore, *rovvidenza, Meta" #Invero, principio di ogni movimento naturale la genesi di ciI che viene messo in moto, ma il principio della genesi di ciI che viene messo in moto $io come reatore( =ine del divenire naturale degli esseri creati la )uiete, che viene creata dallinfinitudine, )uando supera del tutto ciI che finito3 in essa, essendovi distanza, viene trasformato ogni moto di ciI che viene mosso naturalmente, non rimanendo n+ luogo, n+ modo, n+ oggetto verso cui muovere, avendo $io, che termina anche la stessa infinitudine, che tende ad un termine, di ogni movimento, come =ine e ausa( $un)ue, $io *rincipio e il =ine di ogni genesi e movimento degli esseri, poich+ da -ui derivano, per mezzo di -ui si muovono, e in -ui avranno )uiete( Invero, prima di ogni movimento naturale degli esseri si considera la genesi, e prima di ogni stasi per natura si pensa il movimento( /e dun)ue si pone per natura prima del movimento la genesi, mentre la stasi viene pensata per natura dopo il movimento, evidentemente impossi2ile che onfessore dimostra che la #inesis non la conseguenza di una caduta e di una ri2ellione, 2ens! la positiva caratteristica della

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I2idem, Ambiguorum liber, MI8N> A1, 10JF G$ M( -( 8;77I, Massimo il Confessore saggio di bibliografia generale ragionata e contributi per una ricostru"ione scientifica del suo pensiero metafisico e religioso, Milano 1A@J, p( FDB(

genesi e stasi sussistano simultaneamente, avendo entram2e il movimento come medio che separa naturalmente11J( > proprio in un passo di Ambigua (I), che ha esercitato un profondo influsso su /coto >riugena, che Massimo ha presentato e spiegato cin)ue distinzioni fondamentali" 1( fra natura creata e natura increata C( fra mondo intelligi2ile e mondo sensi2ile F( fra cielo e terra E( fra *aradiso e mondo a2itato dalluomo B( fra uomo e donna( #-a cin)ue tappe di )uesta divisione si inseriscono nello schema della processione e del ritorno, della moltiplicazione e dellunificazione3 le fasi del movimento di ritorno sono in senso inverso, )uelle percorse dalla processione, a partire dalla divisione uomo6donna1( 1@ -uomo, essenzialmente affine, per gli elementi da cui costituito, a tutti gli estremi, avre22e dovuto essere lanello di congiunzione naturale di tutti gli opposti, riconducendo il 7utto a $io3 dato che non ha realizzato )uesto compito, $io stesso ha intrapreso lopera di unificazione in modo straordinario nellipostasi del senza ,mescolanza0( #I santi che hanno ricevuto la maggior parte dei divini misteri da coloro che sono stati seguaci e ministri del -ogos, e che )uindi hanno ottenuto immediatamente la conoscenza dei misteri trasmessa loro per successione dai predecessori, dicono che la sostanza di tutto ciI che stato fatto distinta in cin)ue divisioni( $icono che la prima di esse )uella che distingue la ?ealt4 increata da )uella creata nella sua totalit4( %&' Invece, la seconda divisione in 2ase alla )uale si distingue tutta la natura che ha ricevuto lessere da $io nella creazione, )uella tra intelligi2ile e sensi2ile( -a terza, )uella secondo cui la natura si distingue in cielo e terra( -a )uarta, poi, )uella secondo la )uale la terra si divide in paradiso e terra a2itata, e la )uinta )uella secondo cui luomo, che sta sopra tutti come crogiuolo che contiene in s+ la totalit411A( ;ccanto ad osservazioni pi9 dettagliate sulla cosmologia, )uali laffermazione che la terra il centro di tutto, che al di sopra di essa si eleva la volta delletere, la descrizione del divenire, della composizione degli enti di materia e forma, la presentazione della sua concezione del tempo, del movimento del rapporto tropos-logos, da sottolineare nel pensiero di Massimo soprattutto la dialettica di distinzione ed unit4( os! scrive Massimo" #&nei molti vi sono differenze, alterit4, e diversit43 in $io, invece, che veramente uno e solo, vi sono soltanto identit4 e semplicit4 ed
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risto6-ogos, in cui la natura umana e )uella divina si sono unite,

M;//IM< I- <N=>//<?> , Ambiguorum liber, (I), 1B, A1, 1C1J 6$( M( -( 8;77I, Massimo il Confessore saggio di bibliografia generale ragionata e contributi per una ricostru"ione scientifica del suo pensiero metafisico e religioso, Milano 1A@J, p( FDD( 1A M;//IM< I- <N=>//<?> , Ambiguorum liber, (I), E1, MI8N>, A1, 1F0E $, 1F0@ $(

uguaglianza1C0( Negli Ambigua Massimo mostra come nel cosmo a22ia luogo ununit4 senza mescolanza, in cui viene conservata la peculiarit4 degli individui, dato che vi dominano nello stesso tempo iavkrisi~ e ajsuvgcuto~ e%vnwsi~( $al rapporto di continuit$ %successione dipende )uello di unit$-molteplicit$ delle creature( Il fatto che gli esseri creati e& nihilo siano contingenti e individuati nei limiti del loro essere, fonda il duplice registro nel )uale esistono" la molteplicit4 delle manifestazioni create dellunico -ogos nei logoi secondo i )uali stato creato luniverso provoca la relazione dinamica tra unit4 esemplare e )uella risultante dalla diversit4 particolare in ogni specie e in ogni natura creata3 la convergenza verso lunit4( > il movimento di tutti gli esseri verso il !ogos causa della loro esistenza e loro telos3 tale movimento che li fa crescere autenticamente nellespressione della propria creaturalit4 e nella tensione alla perfezione (tevleion)( -unificazione resa possi2ile dal movimento percettivo che orienta la li2era volont4 creaturale verso la causa comune di tutti gli esseri( Il grado di perfezione dipende dal grado dellespressione sempre pi9 perfetta dellarchetipo comune nel modo di esistenza dellessere particolare( <gni essere contingente, pi9 perfetto, pi9 manifesta nella sua esistenza la causa prima, pi9 diventa simile al !ogos esemplare nella sua identit4 particolare( Massimo sottolinea che la differenza ( ia!ora;) e la molteplicit4 (poikili;a) sono caratteristiche del mondo creato( -unico !ogos puI essere riconosciuto nella molteplicit4 dei logoi, attraverso la loro indivisi2ile differenza, in seno allunica creazione( In )uesta indivisi2ile differenza, i molti logoi possono essere considerati espressione dellunico !ogos grazie alle relazioni che esistono tra il !ogos e linconfondi2ile (ajsu;gcuton) particolarit4 di ogni individuo( $a una parte il !ogos viene espresso nella molteplicit4 dei logoi degli esseri particolari3 dallaltra, gli esseri particolari esistenti nella molteplicit4 indivisa sono uniti nellunico !ogos( -a generalit4 costitutiva di tutte le cose si muove attraverso la volont4 creatrice di $io nella direzione della dilatazione, dellespansione dallidea esemplare fino allessere concreto( -archetipo non si esaurisce negli esseri particolari, diversamente si distruggere22e e non si rivelere22e( Huesto fenomeno della manifestazione del !ogos generale ed increato delle creature attraverso la sua immagine creata (la persona umana), lunione attraverso di essa degli esseri particolari, prima di essere un processo logico, un evento ontologico( In )uesto movimento, la relazione tra contenuto e contenente non frutto di astrazione mentale(
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iastolhv, cio della

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Ambiguorum liber, (I), 10, MI8N>, A1, 11AC ;6G(

Il !ogos di tutte le creature contiene in s+ tutti i logoi molteplici in una relazione di indivisi2ile differenza( $iverse dal !ogos, le creature particolari non sono separate dal loro archetipo, ma hanno una funzione strettamente iconica e sono da -ui attratte secondo il logos della natura di ciascuno( $a una parte l;rchetipo fonda il particolare nella molteplicit4 e distinzione, lo attira a s+3 dallaltra viene partecipato al particolare che diventa perfetto nella somiglianza con loriginale( -a li2ert4 creatrice dell;rchetipo fonda lesercizio della li2ert4 dellimmagine( -a persona umana, creata a immagine della persona di risto incarnato e in vista di -ui, immagine dotata di aujte&ousi;a per volere li2eramente la relazione con lIpostasi divina, come immagine divina anchessa padrona dei propri atti li2eri e volontariC1 ( essenziale del suo essere( on essi puI corrispondere al dinamismo os! scrive Massimo" #/e luomo stato fatto ad immagine della

2enedetta e sovraessenziale divinit4 e la divina natura per essenza autopotest4, certo che anche luomo per natura autopotest41CC( -autopotest4 che scaturisce dalla natura iconica delluomo ha gi4 di per s+ una sua dignit4( -a morale ortodossa, essendo teologica, non considera luso dell aujte&ousi;a se non nella dimensione spirituale della fede, che sono il fondamento e il fine dellagire cristiano( -a facolt4 autopotestativa della persona umana nella sua realt4 iconica non puI mai essere neutra( In )uesta relazione limmagine di $io non lidea di una natura o di una specie, ma la totalit4 dellessere creato( In )uesto senso si parla di volont4 creatrice dellIpostasi di risto, che concepisce le idee di tutte le cose prima della loro venuta allesistenza, e che per mezzo di essa crea( -Incarnazione di )uesta Ipostasi, lunione ipostatica della natura increata con il mondo degli esseri particolari, ha segnato linizio delleschaton, il nuovo eone nella realt4 del creato( $a )uesto deriva l'indivisibile diversit$CFnel mondo degli esseri concreti e particolari contenuti nel logos comune( ,>ssere particolare0 non significa separato dalla totalit4 della creazione( -a diversit4 viene relazionata allunit4 del cosmo fondata nellunico -ogos della creazione( Il concetto di diversit4 ( ia!ora;) era gi4 stato utilizzato da irillo d;lessandria per esprimere il tipo di unione delle due nature nella sola persona di risto, immagine della relazione tra il !ogos increato e i logoi delle nature create( Hueste due nature, 6divina e umana . in risto sono descritte come distinte ma non separate nellIpostasi di ristoCE( $ionigi ;reopagita usa )uesto termine in un contesto cosmologico, )uando parla di ia!orav come caratteristica di tutte le cose create nella loro mutua relazionalit4 , sia tra di
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fr, *(>V$<MIMV (glise et soci)t). !a dimension sociale de l'eccl)siologie orthodo&e, in # ontacts1 1A (1ADJ), p(C10( M;//IM< I- <N=>//<?> , *isputatio cum +yrrho, MI8N>, A1, F0E CF *er luso di )uesto termine da parte di Massimo il onfessore si veda, -( 7N:NG>?8, Microcosm and Mediator. The Theological Antrhopology of Ma&imus the Confessor, hicago O -a /alle 1AAB, pp(B16BB( CE rf, I?I--< $;->//;N$?I; , ,cholia de incarna"ione -nigeniti, *8 JB, 1F@B (

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loro che in riferimento alla totalit4 del creato e )uando analizza le diversit4 generali tra gli esseri creatiCB( In )uesto modo viene superata la diffidenza greca verso il particolare e la ricerca esasperata delluniversale tramite lastrazione logica e la negazione del mondo visi2ile" lessere concreto riceve la sua importanza, ma non viene isolato dalla sua totalit4 del mondo creato( $allaltra parte viene superata la tendenza neoplatonica di far procedere tutto da unemanazione dellessenza divina, con le inevita2ili conseguenze di panteismo( Massimo, descrivendo il movimento di perfezione degli esseri apersonali attraverso la li2era autodeterminazione umana, cos! afferma" #&secondo il logos particolare di ogni creatura $io opera con la sua *rovvidenza la crescente assimilazione degli esseri alluniversale, fino a conformarli nellessere razionale del loro logos generale, tramite la forza di autoterminazione di )uesta, che unisce i singoli esseri nel movimento verso la realizzazione dellessere62ene, li armonizza tra di loro e con la totalit4, facendone un unico movimento, poich+ avendo unificato la diversit4 gnomica degli esseri razionali nella loro orientazione verso luniversale presso la totalit4 che contemplano la ragione ultima della propria esistenzaCD1CJ( Il movimento universale di sustolhv presentato come la realizzazione del logos particolare di ogni essere creato attraverso la somiglianza dellessere umano, che anche il loro logos generale, con il suo ;rchetipo( os! la divinizzazione dellessere umano comporta la trasfigurazione di tutto il cosmo( Huesta idea della perfezione presentata come armonizzazione degli esseri con il reatore e tra di loro attraverso aujqai;resi umana centrale anche nel pensiero di >vdoPimov( -a sua teologia della 2ellezza, la riflessione sulla realt4 dellicona, la sua ecclesiologia e morale, gravitano attorno a )uesta realt4( -essere creato ina2itato dal suo ;rchetipo costituito come realt4 iconica e opera come tale solo attraverso la li2era autodeterminazione in risto( Huesto processo della volont4 personale tende verso lunificazione con la volont4 universale nella teandria ipostatica a immagine di )uella di risto( 7ale movimento viene chiamato da Massimo sunstolhv ( 8razie ad esso gli esseri particolari #ottengono la loro permanenza e continuit41 C@( ; differenza della filosofia neoplatonica, secondo cui la scelta umana soppressa a favore del movimento ontologico, determinista, verso lunit4 finale, nella riflessione di Massimo, invece, lessere differenziato, nel suo movimento percettivo, non perde le sue caratteristiche personali(

CB CD

$I<NI8I ;>?<*;8I7; , *e ecclesiastica hierarchia, *8, F, EJF ( fr, N( :( V<N G;-7N;/;? , Massimo .l Confessore liturgia cosmica, Qaca GooP, Milano, C001, p(1FA( CJ M;//IM< I- <N=>//<?> , Quaestiones ad Thalassium, *8 A0, CJC ;G C@ M;//IM< I- <N=>//<?>, Ambiguorum liber, *8( A1, 11@A $ . 11AC ;(

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-;rchetipo, il !ogos non muta in s+ )uando manifestato nella pluralit4 dei logoi. -essere concreto resta pienamente se stesso con tutte le caratteristiche particolari, ma divinizzato" diventa simile al suo esemplare( Huesto processo non n+ automatico n+ evolutivo( /e nella creazione del cosmo, nella iastolhv dell;rchetipo, sottolineata la li2era volont4 creatrice divina, la )uale ha circoscritto ogni essere nella sua essenza, nel processo di perfezione e unificazione della sunstolhv, un ruolo primario appartiene alla li2era volont4 ipostatica umana, che attua in se la sinergia con )uella divina( Massimo illustra la tensione tra la sunstolhv e la iastolhv come un movimento cosmico tra

la volont4 e li2ert4 umana3 tale dinamismo si 2asa su tre fattori" 1( !o stato originario del movimento. >presentato come una caduta dallunit4 originaria e dalla vita ipostatica della persona umana nel peccato originale( -a persona umana, )uale immagine del !ogos creatore, il centro di tale unit4 orientata verso il suo reatore( Ma la2uso della volont4 originale provoca il disordine di )uesto movimento e la disgregazione dellunit4 sia umana che cosmica( ; causa della perdita dellorientamento perfettivo della persona #verso $io1CA, tutto il cosmo perde la spinta iniziale del suo movimento ,orientato0 e unificante #)uesta forza movente (intendo lanelito naturale dello spirito verso $io) il primo uomo, non appena venuto allessere, la rivolse verso il sensi2ile1F0( C( !a cessa"ione del disordine( NellIncarnazione di risto, attraverso la volont4 umana della *ersona divina di 8es9 fondato il ritorno del cosmo verso il reatore( -a sinergia delle due volont4 . divina e umana . unite secondo lIpostasi ha influsso sulla restaurazione del cosmo nella direzione unificatrice( F( .l ricongiungimento dell'unit$ dell'ini"io e la tensione verso la fine " la *arusia del mondo di $io( -a volont4 personale delluomo, con le sue potenzialit4 stata rigenerata in teandrica attua nellIpostasi di risto6 -ogos, diventa potenzialmente volont4 universalizzata e universalizzante( Nella sinergia risto, partecipa alla sua azione salvifica e, )uando agisce rettamente, orienta il cosmo verso la sua perfezione( *er )uesto motivo lattivit4 morale incide non soltanto sulla persona, ma anche sullumanit4 e sullintera creazioneF1, in )uanto nella li2ert4 del volere che contenuto lappello e la tensione verso $io( Il logos della natura umana non condiziona in alcun modo la persona ma la ,chiama0 a scoprire la pienezza in s+, a scoprirsi nel suo ;rchetipo(
CA F0

N7, /v 1,16; M;//IM< I- <N=>//<?>, Quaestiones ad Thalassium, *8 A0, DC@ ;G F1 fr, N( :( V<N G;-7N;/;? , !iturgia cosmica l'immagine dell'universo in Massimo il Confessore, ?oma, 1AJD( p( 1@0

1C

Il nesso fondamentale che lega lessere umano al resto della natura creata consiste nel dato creaturale( -e creature sono legate dal fatto che tutte partecipano allesistenza che viene loro data da $io( *erciI, secondo Massimo, deve esistere un logos comune a tutte le creature, un piano divino glo2ale su tutta la creazione, una /aggezza divina che circoscriva la realt4 stessa della creaturalit4( -uomo puI avere la potest4 partecipativa nella realizzazione di )uesto logos creaturale universale solo nella misura corrispondente al suo posto in )uesto progetto divino, secondo il ruolo che compie il suo logos della natura umana in riferimento al fondamento ontologico della creazione( > la teologia russa che fonda e risolve )uesto pro2lema posto da Massimo del logos universale del cosmo creato, nelle linee portanti del pensiero sofiologico di autori come >vdoPimov, GulgaPov, /olovev( -a /ofia per )uesti autori come unentit4 di mezzo che trasmette le energie divine al mondo, elevandolo dallo stato di caos a )uello di cosmo( In )uesto processo luomo gioca un ruolo centrale in )uanto il tramite con cui la /aggezza di $io si con)uista la realt4 creata( >vdoPimov distingue tra la /ofia increata , espressione della volont4 creatrice di $io, dalla /ofia creata, sfera ideale del mondo #eternit4 eonica increata1, unit4 dei principi reali, condizione e struttura di ogni concreta unit4( -a /ofia si trova ad un livello pi9 profondo dellaspetto fenomenico, mutevole dellessere3 essa ne il fondamento ideale, #che lega il multiplo in cosmo1FCin un tutto che vive nei suoi aspetti multiformi" cosmologico, logico, etico, estetico, antropologico( -a visione #sofiologica afferma il legame organico tra laspetto ideale e laspetto empirico del mondo, constatando le perversioni dovute alla li2ert4 della creatura di violare le sue norme1FF( Il cosmo fondato sulla realt4 della /ofia creata limmagine della /ofia celeste che racchiude le idee, i logoi di $io sul mondo( -e due concezioni teologiche delluomo, come immagine dellIpostasi di risto e della /ofia creata e come immagine della /ofia celeste, si trovano in stretta relazione( -a /ofia terrestre, radice ideale creata del mondo, deve pervenire alla sua somiglianza con la /ofia celeste attraverso la li2ert4 dello spirito umano( Il ruolo chiave delluomo in )uesta somiglianza tra lideale e il reale si rivelato nel fatto che la2uso della li2ert4 gnomica dellipostasi universale umana del primo ;damo ha provocato lo sconvolgimento della gerarchia sofianica del mondo, la falsificazione delle manifestazioni del logos universale delle creature, #pervertendo i rapporti dellessere con i principi sofianici( Il male si insinua nelle falle dellessere( >sso il terreno di coltura del mondo parassitario, delle escrescenze che costituiscono la parodia della /ofia, laspetto notturno delle creature, la loro maschera

FC FF

/( R>VS:M, !a vita trasfigurata in Cristo saggio introduttivo, ?oma C001, p( 10@( *( >V$<MIM<V, !'0rtodossia, Gologna 1A@1, p( 1C1(

1F

demoniaca1FE( Nella visione sofianica del mondo, alluomo viene dato un valore importantissimo" egli diventa il protagonista della piena realizzazione della creaturalit4 del cosmo( Nel cele2re capitolo settimo della Mystagogia , in cui si spiega perch+ il cosmo, costituito da cose sensi2ili ed intelligi2ili, sia detto #uomo1 e luomo, composto di anima e corpo, sia detto #cosmo1, Massimo afferma che" #&lintellegi2ile lanima del sensi2ile, mentre il sensi2ile il corpo dellintellegi2ile( > il mondo intellegi2ile sta nel sensi2ile come lanima nel corpo3 e il sensi2ile nellintellegi2ile come il corpo congiunto allanima3 dai due insieme, poi, risulta un unico cosmo come dallanima e dal corpo si forma un unico uomo, senza che nessuno dei due elementi cresciuti insieme respinga o allontani dallaltro, secondo la legge di colui che li un! insieme1FB( -a visione sofianica delluomo e della creazione, anche se formulata con termini nuovi, esprime un modo classico di concepire la relazione tra luomo e il cosmo, riflette lidea diffusa tra i padri greci sul fondamento di tale relazione( *er Massimo luomo come microcosmo (mikro;~ ko;smo~)FD, come essere intelligi2ile6sensi2ile, centro, vertice e sintesi di un universo orientato 2ipolarmente secondo lasse orizzontale e verticale, nei due am2iti della creazione, ossia )uello sensi2ile e intelligi2ile" #se, infatti, tutta la natura degli esseri si divide in intelligi2ile e sensi2ile, e gli uni sono detti e sono eterni, gli altri temporali, luomo, invero, costituito di anima e corpo sensi2ile, per la relazione reciproca naturale con i due am2iti della creazione e per la sua peculiarit4, e viene circoscritto e circoscrive, il primo regno per essenza, il secondo, invece, per potenza, poich+ diviso dalle sue parti che tendono verso )uesti, e li attira in s+ nellunit4 con le proprie parti( Infatti, viene circoscritto dalle cose intelligi2ili e sensi2ili, poich+ costituito di anima e corpo, e le circoscrive per potenza, perch+ dotato di pensiero e sensazione&1FJ( ome si puI notare dal 2rano citato luomo suvn esmo~, mediatore, #copula mundi1, un sunektikwvtaton ejrgasthvrion, che contiene in s+ e unifica gli opposti, grazie alla propria prov~ e'nwsi~ uvnami~( Massimo rifiuta lidea che la persona umana sia una persona sintetica, nel senso che unisce in s+ due nature diverse (sensi2ile e intelligi2ile)( /e la natura umana costituisce ununit4 nella sua struttura ontologica, senza divisioni sopraggiunte in uomo celeste e terrestre, da )uesta divisione si possono derivare due conseguenze"

FE FB

I2idem, p( 1C161CC M;//IM< I- <N=>//<?> , Mystagogia, *8, A1, D@B ;( FD M;//IM< I- <N=>//<?> , 1pistulae, VII, *8 A1, ECA ; G FJ M;//IM< I- <N=>//<?> , Ambiguorum liber, 10, *8 A1, 11BF ;6G

1E

1( tra limmagine di $io nelluomo e il concetto di uomo6microcosmo non esiste contraddizione( Il destino soprannaturale della persona umana iscritto in essa come limmagine di $io e il destino del mondo nelluomo6microcosmo( C( /enza essere creato ad immagine di $io, luomo potre22e essere un vero microcosmo a s+ stante, cio non potre22e riflettere il mondo nella sua relazione autentica con $io, sua ausa primaria( Huesto significa che luomo rappresenta il legame (suvn esmo~) tra gli elementi opposti della creazione, ma anche il punto centrale di contatto del cosmo con $io( -a nozione di microcosmo rappresenta il cam2iamento di visione di gerarchia degli esseri del mondo creato( -o schema piramidale dellontologia degli esseri proposta da $ionigi ;reopagita, secondo il )uale gli esseri inferiori partecipano alla gloria divina attraverso gli esseri inferiori, viene sostituita dallo schema circolare di Massimo( -uomo occupa il posto centrale in )uesto cerchio, forma il cuore della creazione ed il punto di contatto tra il mondo creato e )uello increato( -o stesso >vdoPimov incorpora nella visione sofianica le idee antiche coltivate in seno alla tradizione teologica greca( Il pro2lema della tensione tra limmagine di $io e limmagine del mondo nelluomo, tra luomo celeste e luomo terrestre, trova il suo parallelo nella dottrina delle due /ofie, creata e increata, le )uali si incontrano nelluomo senza contraddizione( ;nche >vdoPimov colloca luomo al centro del mondo creato, secondo lo schema di Massimo( In )uesta logica, riferendosi alla dottrina palamita, spiega che limmagine di $io una caratteristica tipicamente umana che lo diversifica persino dagli angeli" #&ciI che diversifica luomo dagli angeli il fatto che egli a immagine dellincarnazione&1 F@( >ssere ad immagine dellincarnazione significa che, come nellIpostasi di risto non solo luomo entrato nellunione ipostatica con $io, ma anche tutto il cosmo creato, cos! attraverso lipostasi umana tutte le creature entrano nella pericoresi con le energie divine( ;ttraverso luomo, il mondo visi2ile diventa sim2olico, cio congiunto con $io, capace di comunicare la grazia divina, di rivelare la presenza del mondo invisi2ile, di essere veicolo del trascendente( Il fatto di essere microcosmo nella stessa struttura del suo essere, conduce luomo ad agire come mediatore( -uomo, visto come espressione del volto divino nel cosmo, come sua immagine, segue lo stesso schema del movimento perfettivo( Massimo sottolinea il carattere volitivo di )uesta crescita nella somiglianza divina( os! limmagine diventa pi9 simile alla ausa prima e sempre pi9 chiaramente occupa il centro metafisico della creazione( $al momento che il microcosmo-microtheos FA il punto di contatto e di pericoresi con il !ogos divino nella sua ipostasi, tutte le creature nel loro movimento
F@ FA

*( >V$<MIM<V, !'0rtodossia, Gologna 1A@1, p( 11E > il termine che usa >vdoPimov specificando il significato dellimmagine divina nelluomo e citando 8regorio Nisseno( fr, !'0rtodossia Gologna 1A@1, p( A1 e 8regorio di Nissa, *e hominis opificio, *8 EE, 1@0 ;6G(

1B

perfettivo si muovono verso luomo e sono orientate, tramite lui, ,ver2o cosmico0, alla sua meta finale( Nel tempo intermedio della #inesis, della perfezione umana, Massimo distingue tre stagioni o livelli della crescita nella somiglianza, attraverso le )uali il microcosmo compie nella li2ert4 ipostatica il suo ruolo di mediatore" la vita pratica, )uella contemplativa, )uella mistica( T molto significativo che Massimo ponga come fondamento per tutte le stagioni della perfezione umana la vita pratica o praktikhv !iloso!i;a$() -a vita pratica determinata da due fattori" -a volont4 gnomica determina il modo di essere del microcosmo che segue la triade di essere . essere bene . essere bene per sempre( -o stadio intermedio di essere 2ene determinato dalla volont4 gnomica (actus secundus) della persona umana e da esso dipende la possi2ilit4 di essere 2ene per sempre che corrisponde alla vita mistica o unione con $io( Nello stato di #insis, luomo usa la facolt4 del movimento, e la volont4 gnomica che le corrisponde determina non solo il modo dessere nella #insis, ma anche il modo di essere nella st$sis finale( -a persona attualizza )uesta facolt4 attraverso il retto uso del li2ero ar2itrio e della scelta che viene espressa nello stadio di essere 2ene, frutto della vita pratica( Il secondo motivo di importanza della vita dovuto al fatto che la volont4 gnomica del microcosmo )ualifica il modo di essere non solo delluomo, ma anche del cosmo orientato verso di lui( -essere del macrocosmo (actus primus della nature particolari) )ualificato o specificato nellessere 2ene del microcosmo( *erciI, dalla volont4 gnomica retta delluomo dipende lessere 2ene per sempre delluniverso, lunione della natura creata con )uella increata senza confusione, divisione, mescolanza, separazione( ;ttraverso le)uili2rio cristologico calcedonese dellunione ipostatica, viene valorizzata limportanza della li2era azione della volont4 umana nellopera salvifica del risto cosmico( Nella discussione con i monoteliti, Massimo dimostra come sia importante il retto uso della volont4 umana nel dramma cosmico e come sia indispensa2ile la guarigione della volont4 umana operata nellipostasi del Ver2o incarnato( Huesta riflessione cristologica fonda limportanza e luniversalit4 dellatto morale cristiano per il compimento finale del creato, la partecipazione della volont4 umana specificata secondo lessere 2ene della natura, nella comunicazione dellessere 2ene a tutte le nature del macrocosmo( *arlando dellarmonia cosmica che deve essere rista2ilita attraverso la mediazione delluomo, >vdoPimov evoca la dottrina del onfessore sulla trasmissione dellessere bene dalla persona

E0

M;//IM< I-

<N=>//<?> ,

Ambiguorum liber, *8, A1, 1FD0 , 1FDA (

1D

singola a tutto il macrocosmo( -a natura di )ueste mediazioni consiste nel mediare il modo di essere bene E1 e nellunificazione di tutto )uello che separato, compreso $io e la sua creazione( ;lla luce della profonda concezione di Massimo sul cosmo, in cui tutto ricapitolato nella figura di risto, in cui tutto consiste, ac)uista pieno valore la tematica della #liturgia cosmica1 delineata da von Galthasar, che mette in risalto la percezione massimiana dellesistenza e del mondo come ,adorazione trasfiguratrice0( *er Massimo, la hiesa sta a met4 tra il cosmo naturale e sovrannaturale3 come la hiesa un mondo, cos! il mondo una # hiesa cosmica1, la cui navata il mondo sensi2ile e il cui coro il mondo spirituale( os! afferma Massimo" #&la hiesa di $io la figura e limmagine dellintero cosmo, costituito di esseri visi2ili e invisi2ili, perch+ presenta in s+ la stessa unione e distinzione( *ur essendo infatti, )uesta, come sola casa per la costruzione, per una certa particolarit4 nella disposizione della struttura ammetter4 la distinzione, essendo divisa, sia in parte riservata esclusivamente ai sacerdoti e ai ministri, chiamata santuario, sia in unaltra, accessi2ile a tutto il popolo credente, detta navata( %&' os! anche lintero cosmo degli esseri, generato da $io, suddiviso sia in un mondo intelligi2ile, formato da essenze intelligi2ili ed incorporee, sia in )uesto mondo sensi2ile e corporeo, intessuto anche magnificamente da molte forme e nature( /i tratta per cos! dire di unaltra natura hiesa, non fatta da mani di uomo, rivelata sapientemente da )uesta, fatta da mani duomo, e che ha, come santuario, il cosmo superiore, costituito dalle potenze dellalto e, come navata, )uesto di )uaggi9, riservato agli esseri cui tocca in sorte la vita sensi2ile1EC( Massimo, trasponendo le diverse fasi della liturgia dellanima, afferma che luomo diviene vero sacerdote del mondo e offre a $io la parte pi9 intima del proprio cuore, avviandosi alla conoscenza dell;ssoluto nella meditazione mistica( os! afferma il onfessore" #-uomo una hiesa mistica" con la navata del corpo, illumina virtuosamente la parte attiva dellanima con la potenza dei comandamenti3 secondo la filosofia etica, mentre con il santuario dellanima conduce in $io, secondo la contemplazione naturale, per mezzo della ragione, le forme delle cose sensi2ili, tratte nello spirito in modo puro dalla materia ed infine, con laltare della mente chiama a s+ il silenzio, cele2rato nei templi, dalla grande voce invisi2ile ed in conosci2ile della $ivinit4, per mezzo di un altro silenzio, lo)uace e dai molti suoni1EF( Il pensiero di Massimo totalmente dominato dallo spirito cristiano della distinzione, unit4, grazia, partecipazione tra $io e la realt4 creata" in esso non si parla n+ di semplice #liturgia celeste1, n+ di

E1 EC

*( >V$<MIM<V, !'0rtodossia Gologna 1A@1, p( FJF M;//IM< I- <N=>//<?> , Mystagogia, (5IV), C, *8, A1, DD@ EF I2idem, Mystagogia (5IV), @, *8 A1, DJC ;6 (

. DDA G(

1J

pura #gnosi cosmica1, 2ens! di unesistenza volta alladorazione, offerta, in un tempio che ha come navata lintero cosmo, ossia di una trasfigurante #liturgia cosmica1(

1@