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Composti perfluorinati nel sangue del cordone ombelicale ed eventi avversi alla nascita Nonostante i numerosi sforzi compiuti

per eliminare gli inquinanti ambientali, i composti perfluorinati sono ancora largamente diffusi e rilevabili nelle acque superficiali, nel suolo, nei ghiacci polari, negli animali selvatici e negli esseri umani. La cancerogenicit e gli effetti tossici sul sistema immunitario e sulle ghiandole endocrine di questi composti chimici sono ben noti, sia negli animali che negli esseri umani. Notevoli preoccupazioni suscitano gli effetti sulla sfera riproduttiva e sulla salute neonatale, poich alcuni parametri importanti al momento del parto, come il feto piccolo per let gestazionale, il basso peso alla nascita e la circonferenza cranica non soltanto influenzano la sopravvivenza neonatale ed infantile ma possono condizionare anche lo sviluppo nellet adulta di malattie come il diabete, lipertensione e le cardiopatie ischemiche. Pertanto, di fondamentale importanza indagare la tossicit dei composti perfluoroalchilici negli esseri umani, specialmente per quanto riguarda i loro effetti sulle malattie clinicamente evidenti. Il trasferimento dalla madre al feto attraverso la placenta dei composti perfluoroalchilici stato documentato sia in modelli animali che negli esseri umani. Poich questi composti hanno unemivita media variabile da 2,3 a 5,4 anni, si ritiene che una singola determinazione dei composti perfluorinati nel cordone ombelicale sufficiente per risalire allesposizione stabilizzata durante lintera gravidanza.Gli autori di questo studio hanno seguito in modo prospettico fra il 2004 e il 2005 429 coppie di madri con i loro neonati a Taiwan. Le concentrazioni medie nel sangue cordonale di acido perfluoroottanoico (PFOA) e di perfluoroottano solforato (PFOS) erano rispettivamente 1,84 e 5,94 ng/millilitro.Le concentrazione di PFOS nel sangue cordonale erano associate in modo inverso con let gestazionale, il peso alla nascita, laltezza alla nascita e la circonferenza cranica. La probabilit di avere un neonato pretermine o con basso peso alla nascita o piccolo per et gestazionale era pi elevata nelle donne con le concentrazioni di PFOS situate nel terzo e quarto quartile rispetto ai quartili inferiori. Questo studio ha dimostrato che i livelli di PFOS sono negativamente associati con let gestazionale, il peso alla nascita, la circonferenza cranica, la nascita pretermine e con un feto piccolo per let gestazionale. Suddividendo i livelli di PFOS in quartili, si osserva una correlazione dose-risposta, essendo tali eventi pi frequenti nei neonati con concentrazioni di PFOS poste nei quartili superiori. Gli autori non hanno tuttavia osservato alcuna associazione convincente e significativa fra questi parametri e lesposizione prenatale al PFOA ed altri composti perfluoroalchilici. Anche se non tutti gli studi condotti nelluomo hanno fornito risultati concordanti, gli studi epidemiologici nei quali stata misurata direttamente lesposizione ai composti perfluoroalchilici hanno dimostrato in maggioranza una correlazione fra aumento degli eventi avversi prenatali ed esposizione a queste molecole. In conclusione, gli autori di questo studio effettuato a Taiwan hanno osservato che i livelli pi elevati di PFOS nel sangue del cordone ombelicale erano associati con

eventi avversi alla nascita in una corte di neonati. Il follow-up longitudinale di questi neonati potr aiutare a chiarire limpatto a lungo termine dei composti perfluoroalchilici sulla crescita e sulla comparsa di malattie nellet adulta. 2-9-2013 Sostanze chimiche ed ipotiroidismo. Che cosa lega questi due elementi? Un rapporto di causa-effetto. I ricercatori, infatti, ritengono che il contatto con alcuni prodotti chimici espone al rischio di sviluppare disfunzioni alla tiroide.Le sostanze pi pericolose, secondo gli esperti, sono i prodotti chimici perfluorinati (composti ampiamente utilizzati nella fabbricazione di prodotti come tappeti, tessuti, rivestimenti di carta e cosmetici).Secondo il dottor Chien-Yu Lin dell En Chu Kong Hospital di Taiwan che ha a lungo studiato il fenomeno, gli studi sperimentali su animali e le risultanze epidemiologiche hanno dimostrato che queste particolari sostanze chimiche hanno effetti importanti sulla funzione tiroidea. LA RICERCA In uno studio pubblicato sul giornale della Endocrine Society of Clinical Endocrinology & Metabolism, Lin ed i suoi colleghi ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 1.81 pazienti, negli anni 2007-2008 e 2009-2010.Gli studiosi hanno cos scoperto che i pazienti che avevano livelli pi elevati di sostanze chimiche nel sangue, come il perfluoroottanoato (PFOA), il perfluoroottansulfonico (PFOS) ed il perfluoroesano sulfonato (PFHxS), mostravano allo stesso tempo un aumento dei livelli degli ormoni tiroidei, in particolare della triiodotironina (T3 ) e della tiroxina (T4). Sempre sulla base dello studio stato provato che le donne, esposte a queste sostanze, hanno sviluppato, nel tempo, un leggero ipotiroidismo (disfunzione che porta la tiroide a non produrre abbastanza ormoni, comportando sintomi come l aumento di peso e laffaticamento). I RISCHI DELLE SOSTANZE CHIMICHE Lesposizione a sostanze chimiche che favoriscono lipotiroidismo particolarmente diffusa negli Stati Uniti, nonostante i produttori abbiano severamente limitato lutilizzo di questi composti ed elementi, negli ultimi dieci anni.I PFC (acronimo di perfluorinati) si rompono molto lentamente e ci vuole molto tempo perch queste sostanze chimiche vengano espulse dal corpo e dallambiente circostante, ha dichiarato Linda Birnbaum, direttore del National Institutes of Health di (NIH), National Institute of Environmental Health Sciences.Oltre alle malattie della tiroide, molti studi epidemiologici hanno collegato lesposizione al PFC con lo sviluppo di malattie ai reni, fegato, cuore e ad alcuni tipi di tumori. Nel 2002, la societ di produzione di 3M ha deciso volontariamente di eliminare gradualmente la produzione di PFOS. Sulla falsa riga della 3M, numerosi produttori si sono impegnati nella riduzione e poi eliminazione totale di queste sostanze,entro il 2014.Gli effetti della riduzione di queste sostanze, ha osservato la Birnbaum,

gi sono leggermente visibili ma ci vorr ancora molto tempo per coglierli pienamente. 17-2-2013 Le molecole chimiche contenute nel rivestimento antiaderente di pentole e padelle sono associate a un aumento del rischio di sviluppare losteoartrite. A svelarlo uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives, che ha pubblicato uno studio dellUniversit di Yale che ha focalizzato lattenzione sui perfluorinati, composti utilizzati in centinaia di processi industriali e contenuti in diversi prodotti che utilizziamo tutti i giorni oltre alle pentole antiaderenti.In effetti i perfluorinati hanno caratteristiche che li rendono la soluzione ideale per diverse applicazioni: sono stabili sia dal punto di vista termico, sia da quello chimico e, soprattutto, sono allo stesso tempo idro- e liporepellenti. Per questo motivo sono utilizzati per produrre sia le pentole con rivestimento idrorepellente, sia schiume ignifughe, superfici sporcorepellenti e tessuti waterproof o antimacchia. Tuttavia, secondo il nuovo studio questi composti sono tuttaltro che amici della quotidianit, soprattutto per le donne, nelle quali aumentano significativamente la probabilit di avere a che fare con losteoratrite.Le due molecole su cui si sono concentrati gli studi dei ricercatori statunitensi sono lacido perfluoroottanoico (PFOA) e il perfluorottano sulfonato (PFOS). Dallanalisi dei dati raccolti tra il 2003 e il 2008 dalla National Health and Nutrition Examination Survey emerso che le donne pi esposte al PFOA hanno una probabilit allincirca doppia di sviluppare losteoartrite rispetto a quelle meno esposte. Nel caso degli uomini non stata, invece, rilevata nessuna associazione tra i perfluorinati e il rischio di osteoartrite.Fortunatamente luso di queste molecole si ridotto. Dallinizio del 2013, ad esempio, il noto marchio di abbigliamento svedese H&M ha messo definitivamente al bando i composti perfluorinati. Tuttavia, uomo e ambiente sono ancora esposti ad elevati livelli di questi tossici e, quindi, indespensabile approfondire i meccanismi biologici dei loro effetti. Non solo, per ora i ricercatori non sanno spiegarsi il perch delleffetto specifico sulle donne. Anche in questo caso solo nuove ricerche potranno dare una risposta.

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Raccomandazione della Commissione del 17 marzo 2010 relativa al controllo della presenza di sostanze perfluoroalchiliche negli alimenti (Testo rilevante ai fini del SEE) (2010/161/UE) LA COMMISSIONE EUROPEA, visto il trattato sul funzionamento dellUnione europea, in particolare larticolo 292, considerando quanto segue: (1) Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) sono ampiamente utilizzate in campo industriale e in applicazioni di consumo, ad esempio in rivestimenti antimacchia in tessuti e tappeti, rivestimenti resistenti allolio per prodotti di carta approvati per il contatto con alimenti, schiume antincendio, tensioattivi per lindustria estrattiva dei minerali e del petrolio, lucidanti per pavimenti e formulazioni di insetticidi. Importante il sottoinsieme dei tensioattivi organici perfluorinati (PER) a cui appartengono lacido perfluoroottansulfonico (PFOS) e lacido perfluoroottanoico (PFOA). (2) A causa del loro ampio uso, stata rilevata la presenza di PFOS, PFOA, dei loro sali e precursori nellambiente, nei pesci, negli uccelli e nei mammiferi. LAutorit europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pertanto chiesto al suo gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare di elaborare un parere sullimportanza degli alimenti e sul contributo relativo dei diversi prodotti alimentari e materiali destinati a entrare in contatto con gli alimenti per lesposizione umana al PFOS e ai loro sali, nonch di formulare raccomandazioni su come procedere nella valutazione dei rischi inerenti ai composti organici perfluorinati. (3) Il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare ha adottato un parere scientifico sul PFOS, il PFOA e i loro sali il 21 febbraio 2008 [1]. (4) In questo parere scientifico lEFSA ritiene improbabile che il PFOS e il PFOA abbiano effetti nocivi per la popolazione, ma rileva che sussistono incertezze quanto ai loro effetti sullo sviluppo degli organismi viventi. LEFSA ritiene auspicabile che si possa disporre di maggiori dati sui tenori di PFAS negli alimenti e nelluomo, in particolare per monitorare le tendenze nellesposizione. (5) Le parti contraenti della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti sono tenute a monitorare la presenza di inquinanti organici persistenti (POP), delle loro alternative e dei POP potenziali; inoltre, il PFOS, i suoi sali e il floruro di perfluoroottano e sulfonile (PFOSF) sono inseriti nellallegato B della Convenzione tra le sostanze soggette a limitazioni della produzione e delluso, HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:

Raccomandazione della Commissione del 17 marzo 2010 relativa al controllo della presenza di sostanze perfluoroalchiliche negli alimenti (Testo rilevante ai fini del SEE) (2010/161/UE) LA COMMISSIONE EUROPEA, visto il trattato sul funzionamento dellUnione europea, in particolare larticolo 292, considerando quanto segue: (1) Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) sono ampiamente utilizzate in campo industriale e in applicazioni di consumo, ad esempio in rivestimenti antimacchia in tessuti e tappeti, rivestimenti resistenti allolio per prodotti di carta approvati per il contatto con alimenti, schiume antincendio, tensioattivi per lindustria estrattiva dei minerali e del petrolio, lucidanti per pavimenti e formulazioni di insetticidi. Importante il sottoinsieme dei tensioattivi organici perfluorinati (PER) a cui appartengono lacido perfluoroottansulfonico (PFOS) e lacido perfluoroottanoico (PFOA). (2) A causa del loro ampio uso, stata rilevata la presenza di PFOS, PFOA, dei loro sali e precursori nellambiente, nei pesci, negli uccelli e nei mammiferi. LAutorit europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pertanto chiesto al suo gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare di elaborare un parere sullimportanza degli alimenti e sul contributo relativo dei diversi prodotti alimentari e materiali destinati a entrare in contatto con gli alimenti per lesposizione umana al PFOS e ai loro sali, nonch di formulare raccomandazioni su come procedere nella valutazione dei rischi inerenti ai composti organici perfluorinati. (3) Il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare ha adottato un parere scientifico sul PFOS, il PFOA e i loro sali il 21 febbraio 2008 [1]. (4) In questo parere scientifico lEFSA ritiene improbabile che il PFOS e il PFOA abbiano effetti nocivi per la popolazione, ma rileva che sussistono incertezze quanto ai loro effetti sullo sviluppo degli organismi viventi. LEFSA ritiene auspicabile che si possa disporre di maggiori dati sui tenori di PFAS negli alimenti e nelluomo, in particolare per monitorare le tendenze nellesposizione. (5) Le parti contraenti della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti sono tenute a monitorare la presenza di inquinanti organici persistenti (POP), delle loro alternative e dei POP potenziali; inoltre, il PFOS, i suoi sali e il floruro di perfluoroottano e sulfonile (PFOSF) sono inseriti nellallegato B della Convenzione tra le sostanze soggette a limitazioni della produzione e delluso, HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:

1. Si raccomanda agli Stati membri di monitorare nel corso del 2010 e 2011 la 1. Si raccomanda agli Stati membri di monitorare nel corso del 2010 e 2011 la presenza di sostanze perfluoroalchiliche negli alimenti. Il controllo dovrebbe presenza di sostanze perfluoroalchiliche negli alimenti. Il controllo dovrebbe comprendere unampia variet di prodotti alimentari che tenga conto delle abitudini di comprendere unampia variet di prodotti alimentari che tenga conto delle abitudini di consumo anche di alimenti di origine animale come i pesci, la carne, le uova, il latte e i consumo anche di alimenti di origine animale come i pesci, la carne, le uova, il latte e i prodotti derivati, nonch di alimenti di origine vegetale, al fine di consentire una stima prodotti derivati, nonch di alimenti di origine vegetale, al fine di consentire una stima esatta dellesposizione. esatta dellesposizione. 2. Si raccomanda agli Stati membri di applicare i metodi di campionamento di cui 2. Si raccomanda agli Stati membri di applicare i metodi di campionamento di cui allallegato I del regolamento (CE) n. 1883/2006 della Commissione, del 19 dicembre allallegato I del regolamento (CE) n. 1883/2006 della Commissione, del 19 dicembre 2006, che stabilisce i metodi di campionamento e danalisi per il controllo ufficiale dei 2006, che stabilisce i metodi di campionamento e danalisi per il controllo ufficiale dei livelli di diossine e di PCB diossina-simili in alcuni prodotti alimentari [2] al fine di livelli di diossine e di PCB diossina-simili in alcuni prodotti alimentari [2] al fine di garantire che i campioni siano rappresentativi della partita campionata. garantire che i campioni siano rappresentativi della partita campionata. 3. Si raccomanda agli Stati membri di analizzare le sostanze perfluoroalchiliche al fine 3. Si raccomanda agli Stati membri di analizzare le sostanze perfluoroalchiliche al fine di individuare la presenza dei composti PFOS e PFOA e, se possibile, dei loro di individuare la presenza dei composti PFOS e PFOA e, se possibile, dei loro precursori, come perfluoroottano sulfonamide (PFOSA), precursori, come perfluoroottano sulfonamide (PFOSA), N-etilperfluorottanosulfonamidetanolo (NEtFOSE) e 8:2 fluorotelomeri degli alcool. Gli N-etilperfluorottanosulfonamidetanolo (NEtFOSE) e 8:2 fluorotelomeri degli alcool. Gli Stati membri dovranno, ove possibile, includere composti simili ai PFOS e PFOA, ma Stati membri dovranno, ove possibile, includere composti simili ai PFOS e PFOA, ma con catena di diversa lunghezza (C4 C15), e tensioattivi a base di fosfati con catena di diversa lunghezza (C4 C15), e tensioattivi a base di fosfati polifluoroalchilici (PAPS), come 8:2 diPAPS e 8:2 monoPAPS, al fine di stimare polifluoroalchilici (PAPS), come 8:2 diPAPS e 8:2 monoPAPS, al fine di stimare limportanza della loro presenza negli alimenti. limportanza della loro presenza negli alimenti. 4. Si raccomanda agli Stati membri di analizzare le sostanze perfluoroalchiliche 4. Si raccomanda agli Stati membri di analizzare le sostanze perfluoroalchiliche conformemente allallegato III del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento conformemente allallegato III del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformit alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme verificare la conformit alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali [3], applicando un metodo danalisi che sulla salute e sul benessere degli animali [3], applicando un metodo danalisi che abbia dimostrato di produrre risultati affidabili. Idealmente, i tassi di recupero abbia dimostrato di produrre risultati affidabili. Idealmente, i tassi di recupero dovrebbero essere compresi tra il 70 e il 120 %, con limiti di quantificazione di 1 dovrebbero essere compresi tra il 70 e il 120 %, con limiti di quantificazione di 1 g/kg. g/kg. 5. Si raccomanda agli Stati membri di trasmettere regolarmente allEFSA i dati del 5. Si raccomanda agli Stati membri di trasmettere regolarmente allEFSA i dati del monitoraggio (espressi sulla base del peso complessivo), con le informazioni e nel monitoraggio (espressi sulla base del peso complessivo), con le informazioni e nel formato elettronico previsti dallEFSA ai fini del loro inserimento in una banca dati, formato elettronico previsti dallEFSA ai fini del loro inserimento in una banca dati, nonch di fornire i dati degli anni precedenti ottenuti tramite un metodo danalisi che nonch di fornire i dati degli anni precedenti ottenuti tramite un metodo danalisi che abbia dimostrato di produrre risultati affidabili al fine di monitorare le tendenze abbia dimostrato di produrre risultati affidabili al fine di monitorare le tendenze nellesposizione. nellesposizione. Fatto a Bruxelles, il 17 marzo 2010. Per la Commissione John Dalli Fatto a Bruxelles, il 17 marzo 2010. Per la Commissione John Dalli

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Parere del gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare relativo al perfluoctano sulfonato (PFOS), all'acido perfluoroctanoico (PFOA) e ai loro sali
21 luglio 2008
SINTESI Le sostanze perfluoroalchilate (PFAS) indicano un vasto gruppo di composti fluorinati, tra cui oligomeri e polimeri, che consistono in composti attivi con superficie neutra e anionica con elevata inerzia termica, chimica e biologica. I composti perfluorinati sono generalmente idrofobi, ma anche lipofobi e quindi non si accumulano nei tessuti adiposi, come di solito avviene per gli altri composti alogenati. Importante il sottoinsieme dei tensioattivi organici (per)fluorinati (PER) a cui appartengono il perfluoctano sulfonato (PFOS) e l'acido perfluoroctanoico (PFOA). Il metodo di rilevazione analitica per PFOS e PFOA attualmente la cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa (LC-MS/MS), considerando che sia la tecnica LC-MS/MS, sia la gas cromatografia associata alla spettrometria di massa (GC-MS) possono essere utilizzate per la determinazione dei precursori di PFOS e PFOA. Ci sono pochi report di analisi di prodotti alimentari che utilizzano questi metodi. A causa della sostanziale carenza di idonei dati analitici, sono state formulate molte ipotesi in modo da trarre stime di esposizione. Pertanto, i dati sui livelli nei prodotti alimentari e i dati di esposizione previsti nel presente parere, dovrebbero essere considerati come indicativi. PFOS, PFOA e altri composti organici perfluorinati sono stati ampiamente utilizzati in campo industriale e in applicazioni di consumo, per pitture resistenti all'acqua e allo scolorimento di tessuti e tappeti, per rivestimenti resistenti all'olio, per prodotti di carta approvati per il contatto con gli alimenti, per schiume antincendio, tensioattivi, lucidanti dei pavimenti, e formulazioni di insetticidi. Diversi composti organici perfluorinati sono stati ampiamente trovati nell'ambiente. PFOS Da uno studio subcronico in scimmie Cynomolgus, il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare (CONTAM) ha individuato 0,03 mg/kg di peso corporeo al giorno come il livello pi basso osservabile senza effetti avversi (NOAEL) e ha considerato questo una base adeguata per ricavare una dose giornaliera tollerabile (TDI). Il gruppo CONTAM ha stabilito una TDI per PFOS di 150 ng/kg di peso corporeo al giorno, applicando un fattore di incertezza (UF) di 200 per il NOAEL. Un UF di 100 stato utilizzato a causa delle differenze inter e intra-specie e un ulteriore UF di 2 per compensare le incertezze in relazione alla durata relativamente breve dello studio. Il gruppo CONTAM ha osservato che l'esposizione alimentare indicativa di 60 ng/kg di peso corporeo al giorno al di sotto della TDI (ingestione giornaliera tollerabile) di 150 ng/kg di peso corporeo, ma che la maggior parte delle persone esposte all'interno della popolazione generale potrebbe leggermente superare questo TDI. Il gruppo CONTAM ha riconosciuto che una parte significativa del carico corporeo potrebbe derivare da esposizione ad altre fonti e anche da precursori che potrebbero essere trasformati in PFOS nel corpo. Tuttavia, non vi era alcuna informazione affidabile sul carico corporeo nell'uomo e, quindi, il gruppo di esperti scientifici ha deciso di confrontare i livelli ematici negli esseri umani e animali riconoscendo le incertezze nella realizzazione di condizioni standard. Il margine tra i livelli sierici nelle scimmie al NOAEL e i livelli sierici nella popolazione generale stato tra 200 e 3000. Alla luce di tale margine, il gruppo di esperti scientifici ha ritenuto improbabile che gli effetti negativi dei PFOS si verificano nella popolazione in generale.

PFOA Il livello pi basso osservabile senza effetti avversi (NOAEL) identificato pari a 0,06 mg/kg al giorno, individuato da uno studio subcronico in ratti di sesso maschile, mentre i risultati di studi a lungo termine hanno indicato dei livelli di NOAELs superiori per gli effetti sul fegato. Il gruppo di esperti scientifici ha osservato che il limite inferiore dellintervallo di confidenza al 95% relativo alla dose di riferimento per una risposta del 10% dell'aumento degli effetti sul fegato (BMDL10) da un certo numero di studi in topi e ratti di sesso maschile rientra nel range di 0,3-0,7 mg/kg di peso corporeo al giorno. Pertanto, il gruppo CONTAM ha concluso che il valore pi basso BMDL10 di 0,3 mg/kg di peso corporeo al giorno stato un adeguato punto di partenza per ricavare la dose giornaliera tollerabile (TDI). Il gruppo CONTAM ha stabilito una TDI per il PFOA di 1,5 g/kg di peso corporeo al giorno applicando un fattore di incertezza UF di 200 per il BMDL10. Un UF di 100 stato utilizzato a causa delle differenze inter e intra-specie e un ulteriore UF di 2 per compensare le incertezze in relazione alla durata relativamente breve dello studio. Il gruppo CONTAM ha osservato che il livello medio e il livello pi alto di esposizione umana con la dieta per il PFOA pari a 2 e 6 ng/kg di peso corporeo al giorno, rispettivamente, sono ben al di sotto della TDI di 1,5 g/kg di peso corporeo al giorno. I livelli sierici nei ratti al valore BMDL10 dovrebbero essere nel range di tre ordini di grandezza in pi rispetto ai livelli sierici di PFOA nei cittadini europei che non sono soggetti a esposizione professionale. Alla luce di tale margine, il gruppo CONTAM ha ritenuto improbabile che gli effetti negativi del PFOA si verificano nella popolazione in generale, ma ha delle incertezze per quanto riguarda lo sviluppo degli effetti. Infine, il gruppo CONTAM ha raccomandato che ulteriori dati sui livelli di PFAS nei prodotti alimentari e nell'uomo sarebbero auspicabili, in particolare per quanto riguarda il monitoraggio delle tendenze nell'esposizione.

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