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MEMORIA DIFENSIVA DEGLI IMPUTATI DEL PROCESSO 7 APRILE DEL VENETO

IO RICORDO. SU PADOVA E DINTORNI

PER UNA LETTURA DI CLASSE DI QUINDICI ANNI DI STORIA DEL NOSTRO PAESE

SOMMARIO: Introduzione IL NOSTRO GIOCO E GIOCARE A CARTE SCOPERTE IO RICORDO. SU PADOVA E DINTORNI Premessa La fase 68 !": #$ %#e&&#' (')' #$ %#e&&#' I$ !* !6 I$ !! e #$ !+ 8, PER UNA LETTURA DI CLASSE DI -UINDICI ANNI DI STORIA La rea.#'&e a$ /'&0ra00a//' La s#01a.#'&e #&0er&a.#'&a$e Nas/#0a (e# 2r1))# La&0#fas/#sm' I$ m'3#me&0' (e2$# s01(e&0# 4#&e (e# 2r1))# 5 &as/e $A10'&'m#a ')era#a M'3#me&0' (e$$A10'&'m#a ')era#a e f'rma.#'&# /'m%a00e&0# ALCUNE CONSIDERA6IONI SUL METODO CALOGERO Ge&es# e s0r1001ra (e$ ma&(a0' (# /a001ra (e$ ! a)r#$e 7+!+ L#&/8#es0a )a('3a&a )r#ma (e$$77 mar.' 7+8, La s3'$0a (e$$77 mar.' 7+8, La (ef#&#.#'&e (# 1& &1'3' rea0' ass'/#a0#3' I$ %$#0. (# -1ares#ma Da -1ares#ma a$ 9" 2#12&' 7+8" #$ )ass' : %re3e

IO RICORDO. SU PADOVA E DINTORNI


Memoria difensiva degli imputati del processo 7 aprile del Veneto Io ricordo su Padova e dintorni Per una lettura di classe di quindici anni di storia del nostro paese

Il nostro gioco giocare a carte scoperte Nel presentare questo documento vogliamo spiegare i perch delle scelte in materia di difesa processuale che ci caratterizzano da anni come imputati di varie inchieste giudiziarie, tutte riassumibili nel troncone centrale noto come 7 aprile padovano. Scelte che segnano, quindi, in modo preciso quello che diremo e come lo diremo lungo le udienze del processo iniziato nel dicembre dello scorso anno, sospeso nel giugno e ripreso nel dicembre 8 . !arliamo del processo per direttissima del "#8$. Si ricorder% che in quellaula &$ comunisti e militanti proletari ricordarono e ribadirono le motivazioni politiche, sociali, economiche, culturali, di classe del loro impegno politico dentro il movimento proletario padovano. 'in( con una condanna ma anche con il riconoscimento della limpidezza delle ragioni portate a sostegno della difesa. ) non fu poco se pensiamo agli altri processi dellepoca e successivi, allimpronta torbida che li segna tutti indistintamente, al di l% dei distinguo di dettaglio. * distanza di anni lesperienza e una ponderata riflessione ci fanno dire che quella scelta di fondo va mantenuta in quanto lunica che pu+ pagare politicamente e, forse, nelleconomia processuale. In definitiva, pensiamo che non ci siano linee difensive alternative. ,i rendiamo anche conto che largomento complesso e per tanti aspetti scabroso. ,ercheremo perci+ di seguire una scaletta di ragionamento. ,i hanno proposto- collaborate con linquisitore. Nel senso di riconoscere per vero limpianto accusatorio, portando altra acqua al suo mulino, e, quindi, linfamia di .omito, .avanello, /ovo, 0ignone, !aesetto, per non parlare di altri 1al margine2 come 3emil o di illustri 1forestieri2 come Savasta, 4alati, e via cantando. *bbiamo detto no fin dai primi interrogatori davanti al !0. No, perch la collaborazione e linfamia, la chiamata di correo e nuovi arresti con tanta galera per amici, compagni, conoscenti o sconosciuti ci ripugna, ci schifa come lodore e il volto della morte. Non siamo assassini, non tagliamo 1a pezzi2 la vita di nessuno, perch far mandare in galera un essere umano come ucciderlo, forse con pi5 cinismo in quanto lo si uccide mantenendolo in vita. No, perch ci sono nemici irriducibili allimpianto accusatorio del 3eorema, e delle sue varianti. !er due motivi il 3eorema oggettivamente falso e falsa la sua ricostruzione politica di pi5 di dieci anni di lotta di classe su cui si legittima6 ricostruzione fatta a tavolino, frutto non pi5 di follie giuridiche quanto di lucide decisione ideologiche e politiche per mettere le braghe alla storia, per imporre nelle coscienze e nella memoria del popolo italiano il ricordo di un determinato periodo cos( come si vuole lo si ricordi. !er intenderci la storia ufficiale che finisce nei sussidiari e nei libri di testo della scuola o nelle operazioni culturali dellinformazione televisiva o giornalistica. ,i hanno detto- ammettete i reati. .iconoscereste cos( che violenza c stata, a questo punto, cadrebbero cos( i pregiudizi di certi ambienti di partito, variabile da non poco perch influenzerebbe il clima dentro laula di processo. 0ah7 *bbiamo comunque risposto no e per due motivi. ,onosciamo perfettamente i meccanismi interni che mantengono in vita la logica accusatoria. ,onsistono di dare di fatto, a volte inconsapevolmente altre imprudentemente, pezze dappoggio per riscontri 8al "$$ per cento o al "$ per cento poco importa in questo tipo di processi9 alla chiamata di correit% dei cosiddetti pentiti. In certi casi riconoscere per vero un singolo fatto e spiegarne i motivi e perch si partecipato non sarebbe un problema, ma la conseguenza immediata ed automatica a questo classico atteggiamento processuale sarebbe il canto di vittoria

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della pubblica accusa che userebbe subito lepisodio come conferma del 3eorema. Infatti, allinquisizione non tanto interessa, se si vuole, la verifica delle chiamate di correo nel senso di cercare ben pi5 di un riscontro, che non sia solo 1verbale2, quanto di usare tutto per rafforzare la tesi politica dellesistenza della banda armata e di una regia vasta e illegale del movimento e via dicendo. Inoltre, non potendo ammettere, noi, lobiettivit% di una banda inesistente, rimangono i cosiddetti fatti specifici e su questi, se lor signori permettono, vorremmo difenderci contestando le 1prove2, portarne altre a nostra difesa6 insomma usare, accettandoli, tutti gli strumenti del processo penale lungo le udienze del dibattimento. Non essendoci seguaci dellaccusa e non essendo rassegnati su un processo 1gi% perso politicamente in partenza su tutta la linea2, vorremmo dar battaglia processuale, anche solo per la soddisfazione, dopo cinque anni e passa di retate, istruzioni, rinvii a giudizio, tanta galera, di dire, appunto la nostra opinione. ,hi ci propone questa linea difensiva in sostanza, sembra quasi che tema un 1processo difficile2 e ci chiediamo il perch. ,i dicono- dissociatevi. In questo caso la risposta semplicissima e nello stesso tempo la pi5 difficile perch dovrebbe spiegare la semplicit% logica del nostro rifiuto. Infatti, da che cosa ci dovremmo dissociare: Se si vuole ragionare con i piedi per terra, senza barare, allora pensiamo a questo processo, ai fatti contestati in questo processo, alle cose accadute a !adova e in ;eneto e riconducile allarea dei movimenti dellautonomia operarla. Non del terrorismo o di altre esperienze politiche altri fatti, altre storie, altre citt% e regioni dItalia. !erch pacifico che non essendoci mai stata promiscuit% carnale tra il movimento dellautonomia operaia in ;eneto e altra progettualit% politica proletaria come il combattentismo clandestino, non ci si pu+ dissociare < cio dire di non essere pi5 associati < con le pratiche altrui. Sarebbe ridicolo e ipocrita. Su tutto questo in verit%, noi diamo un nostro giudizio storico e politico, da compagni a compagni, e su questo invitiamo a ragionare. .imane, al dunque, il 0ovimento, con le sue lotte, lillegalit% di massa, eccetera. ) allora: Su di noi abbiamo scritto delle cose, altre le diremo in aula. !arliamo del == e dintorni, parliamone7 0a seriamente, ricordando per benino i ruoli e le politiche di tutti gli attori di allora e non solo alcuni. ,ome possono un uomo o una donna cancellare, rinnegare, parte della propria vita, di cui non ci si vergogna, semmai si ricorda con gli strumenti della critica di classe: ,ome si fa a dissociarsi da noi stessi, perch certo 1altri2 non ci sono da cui prendere le distanze. *llarghiamo il discorso. Il processo ripreso in un periodo in cui il dibattito su postemergenza, pacifismo, riconciliazione attraversa istituzioni pubbliche e private, associazioni politiche e culturali, uomini di buona volont% e politicanti, chi allora lavorava per i blitz e chi stava a guardare, chi fu padrino del pentitismo e chi garantista. ,i consigliano- sarebbe opportuno che diciate la vostra, altrimenti altri monopolizzano la platea a vostro danno. ,he dire: /approccio come sempre pu+ essere diverso a seconda dellangolazione con cui lo si guarda. Si pu+ dire ignorare per scemenza o per eccessivo separatismo della cosiddetta dimensione sovrastrutturale della politica6 si pu+ al contrario accettare passivamente dei terreni di confronto imposti da altri e cos( cadere nella trappola6 si possono, infine, stanare i postemergenzialisti sui reali problemi e la vera posta in gioco. )d quello che tenteremo di fare lungo il processo. Non pochi oggi dichiarano finita lemergenza ma, poi, a parte il neoideologismo, non si capisce bene cosa questo vorrebbe significare in concreto. ,he sia la furbizia del 4attopardo: >el resto gli irriducibili della repressione e penale e sociale sono ancora ben sani e vegeti, forti ed influenti, in particolare in una certa !adova ufficiale e istituzionale. ) allora: 'ine dellemergenza per noi non ha che un significato- smantellamento, con la pressione delle lotte proletarie, della legislazione speciale che fa di !adova e gran parte del ;eneto un territorio sotto tutela. 0agistratura, polizia e carabinieri, hanno unenorme potere operativo. Sono innumerevoli le ordinanze, i divieti, le ingiunzioni, le multe, i fermi di polizia, gli arresti, gli obblighi, le perquisizioni, le intercettazioni telefoniche, i pedinamenti, le schedature, le minacce, i ricatti, i processi, che interferiscono e

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limitano le nostre libert%, il nostro diritto alla libert% e che costituiscono la sostanza base per il nuovo maquillage della cosiddetta /ibert% di regime. >a parte nostra, quindi una rivendicazione di sgretolamento per mano e per iniziativa proletaria delle non?libert%, per le libert% 8un plurale ricco di autoderminazione9 di comunisti e proletari. Non pochi, furbescamente, intendono per pacificazione lo svuotamento del conflitto sociale, per normalizzazione il desiderio di pace sociale. 0a appunto un desiderio. /o scontro di classe su interessi generali e particolari, le contraddizioni ineliminabili nei rapporti di produzione e riproduzione capitalistici tra operai e padrone, tra proletari e Stato sociale non svaniscono per incanto. >unque, da qui non si scappa- conflitto sociale contro normalizzazione, lotta contro la pace del padrone, antagonismo contro la societ% del conformismo e delle morti 8un plurale ricco di inquinamenti, alienazioni, guerre,@9. Non si venga a dire che il problema il terrorismo, oggi. >ove sta questo terrorismo: !adova e il ;eneto sono terrorizzati da qualcosa: ) il terrorismo il movimento contro limperialismo, gli ecologi, gli operai in lotta: ) terrorismo occupare una casa bloccare una centrale nucleare: /e parole pesano. ,hi si riconcilia con chi: Se loperaio col padrone, se il senza casa con lo speculatore, se il proletario col politico affarista, se la gente con la morte nucleare, se@, allora non ci capiamo e la distanza abissale. Siamo stati e siamo comunisti. ,osa si vuole, dunque, dagli imputati del = aprile padovano: ,he si iscrivano alla >c o al !ci, che bacino le istituzioni: Appure, che scelgano volontariamente la morte civile, lauto?lobotomia politica e si perdano nel vasto mare degli anonimi e pretesi felici cittadini: Sarebbe un po troppo, un incesto. Non c quindi che il riconoscimento dellesistenza di unanomalia della realt% vera di estesi movimenti sotterranei dellautonomia proletaria, di cui lart. #$ socialmente esteso non fa che emergere le punte di un iceberg. Non ci si 1riconcilia2 reprimendo e ignorando comitati, gruppi, organismi, associazioni, cooperative, collettivi e singoli che giorno dopo giorno esprimono in mille modi lantagonismo dei proletari allordine costituito delle cose. ) infine, quando si dovranno tirare le somme, il problema dei problemi , in questo processo, un solo- la qualit%, la quantit% e il significato della sentenza. Sappiamo che condanna ci sar%, cos( vuole la ragione di Stato, ma per quanto ci riguarda lotteremo contro. Noi vogliamo la libert% per i compagni e il significato uno solo con la fine dellesilio e della latitanza, la fine dellincubo di essere riarrestati, la fine delle restrizioni, degli obblighi e della galera sociale. Bui si misurer% lo spessore di tanto blaterare, di iniziative, convegni te deum, analisi e prese di posizione. Buanta galera sar% somministrata alla fine del dibattimento di primo grado: Buinti anni ancora da aggiungere a quelli della direttissima del "#8$. !erch loggetto di tanto parlare sono alla fin fine gli imputati di questo processo. Non facciamo del pietismo, anzi. /a violenza che in questi anni abbiamo subito con la carcerazione, lesilio, la latitanza, le perdite di un lavoro e quindi una fonte di reddito per noi e le famiglie, lostracismo nei posti di lavoro, la lacerazione degli affetti e mille altre violenze, non ha prezzo e noi comunisti lo abbiamo pagato e lo paghiamo senza vergogna, a testa alta, senza pentimenti n richieste di carit% come altri fanno. ) questo devono tenere ben in mente, dalle loro careghe, i facitori di consenso dellopinione pubblica. ) su questo che vogliamo si discuta e su questo che portiamo iniziativa di lotta. Il nostro gioco chiaro, giocare a carte scoperte.

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1Io ricordo2 su !adova e dintorni Premessa Buesta parte del documento che , lo ribadiamo, la nostra difesa politica collettiva vuole soffermarsi su quello che stato il 0ovimento e, in particolare, lautonomia operaia a !adova negli anni =$, come esemplificazione, e, di riflesso, in tutto il ;eneto. Cn 0ovimento con le sue lotte, i suoi passaggi organizzativi, le sue fasi di sviluppo e quelle di resistenza, luso della forza6 per forza di cose abbiamo presente il discorso dell*ccusa < sia nella versione del !ubblico 0inistero che in quella del 4iudice Istruttore < quindi il nostro discorso la segue in parallelo, ma non meccanicamente. Buesto non un racconto, non una 1storia2 generazionale e esistenziale, non una chiacchierata, non una confessione di alcun peccato. ) un 1io ricordo2 collettivo e politico, memoria collettiva sui nodi principali, per grandi linee, del dibattito, della pratica, dei discorsi politici di migliaia di compagni, di quel ricco universo che a volte in modo improprio si definisce 1movimento2. Si dovrebbe invece parlare di movimenti, di pluralit%, di movimento comunista dove per continuit% si intende la capacit% che fette significative di proletariato hanno avuto, qui a !adova, e nel ;eneto, di riprendere sempre liniziativa di lotta < lotta politica, di massa, antagonista < e di uscire dai periodi di crisi generata dalliniziativa capitalistica, di rifiutare il ghetto e lestremismo militarista e lottarmatista, che sempre minoritario, suicida e separato dalle lotte proletarie, per cercare invece sempre percorsi di sviluppo maggioritari dentro le masse, a partire dai bisogni della gente, senza mai rompere completamente il filo della memoria, dellesperienza, la ricchezza delle lotte, quella del giorno prima, di ieri. In questo senso si pu+ parlare di movimento unico, ma solo in questo senso6 per il resto e pensiamo allaccusa, il movimento proletario antagonista stato ed qui un qualcosa di estremamente complesso, variegato, ricco, differenziato strutturalmente e, nello stesso tempo, omogeneo su grandi temi emersi e maturati nella pratica e nel metodo collettivo in tanti anni di lotta di classe- il bisogno non rinviabile di comunismo, lodioDrifiuto per lo sfruttamento ovunque e in tutte le forme si manifesti, il desiderio e la lotta per un diverso modo collettivo di vivere, per altri rapporti sociali, per unuguaglianza reale ricca, perch la libert% sia qualcosa di concreto per tutti e non una rappresentazione formale della libera e sostanziale compravendita sul mercato della moderna forza lavoro, per cancellare per sempre quei poteri che fanno della violenza, quella istituzionale e non, ma che legalizzata e 1civile2, la base della loro esistenza, per una qualit% della vita la pi5 alta possibile a partire dai livelli raggiunti oggi della cooperazione umana, sociale, produttiva e scientifica, per una societ% fondata non sulla scarsit% ma sullabbondanza e una ricchezza per tutti, perch gli uomini e le donne diventino padroni del tempo della loro vita. Cnutopia possibile, da conquistare, per cui si lottato, per cui si lotta. /a nostra quindi una forte rivendicazione di tutti quegli anni del movimento di massa padovano e veneto, di autonomia delle lotte proletarie. Non siamo stati n fantasmi n criminali nella nostra citt% e nel ;eneto ma proletari e comunisti. Se il comunismo come movimento reale sia sovversione o meno riguarda le scelte politiche di chi governa e giudica, di chi ha potere, riguarda le categorie giuridico?politiche di interpretazione e repressione dei conflitti sociali. Non riguarda noi. 4uardiamo al nostro passato collettivo con orgoglio, ma anche con un atteggiamento non acritico. Sappiamo distinguere le diversit% dei periodi storici, non per furbizia processuale o per opportunismo ma perch la nostra cultura, storia, esperienza ce lhanno insegnato. 4uardare il passato con il metodo della critica di classe non abiurare, falsare, inquinare e sporcare ma volere riportare 1il come2 della nostra identit% collettiva con i piedi per terra, contro i teoremi, contro tutto quello che vuole ricondurci ad una dimensione criminale e di banda. ;ogliamo offrire a chi vuole ascoltare alcuni argomenti, strumenti, ragionamenti, riferimenti in merito al nocciolo dellaccusa e contro laccusa sui cosiddetti 1anni caldi2 a !adova e nel ;eneto. ,erchiamo di dire le cose in modo chiaro e semplice < a volte non proprio 1scientifico2 secondo il nostro linguaggio e la strumentazione culturale di comunisti, e i compagni non ce ne vogliano < ma la cosa voluta- tentiamo di riuscire a rendere comprensibile a tutti chi siamo e cosa siamo

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stati, impresa questa titanica e forse impossibile in una situazione maturata nellemergenza, nella volont% di reprimere, di stravolgere i fatti, di punire. !er comodit% dividiamo il movimento in tre fasi- anni EF8D=&, E= D=F, E==D8$ con unappendice sul dopo 8$. *bbiamo fatto questa scelta perch laccusa che ci obbliga a farlo. Il EF8D=&, perch per laccusa sarebbe linizio di tutta la 1storia2 della banda armata e perch ci sarebbe stata la fine strumentale dellesperienza operista6 il E= D=F, perch ci sarebbe stato, nella continuit%, lo sviluppo del 1progetto criminale2 con la nascita dellautonomia e il passaggio da movimento pi5 o meno del 1buon criminale2 e quello della quasi fine della banda, dopo e grazie alliniziativa repressiva < che ne dimostra quindi a posteriori lesistenza, con i risultati di 1pacificazione2 ottenuti dopo l8$ perch secondo laccusa la banda ha 1cambiato pelle2 continuando a riprodurre e praticare il 1noto2 disegno eversivo. 3ra periodi e varie interpretazioni che noi rigettiamo con forza. 4li anni successivi ci danno ragione- il movimento non stato mai una banda, dopo l8$ non morto, vive, lotta, si sviluppa. Non vogliamo raccontare la storia interna di nessun 1partito2, n di !otere Aperaio come proto? banda, n dei ,ollettivi !olitici padovani e veneti come banda compiuta < cos( recita laccusa < perch uninterpretazione romanzata della realt% che abbiamo vissuto che non ci interessa, non ci riguarda. ;ogliamo parlare invece del perch, per cosa, in quanti abbiamo lottato. 0oltissime cose sono rimaste fuori, sappiamo che cos( diamo unidea di quello che siamo stati, quello che stato il movimento dell*utonomia Aperaia in ;eneto negli anni =$. ;elleitario sarebbe chiedere il contrario e non questa la nostra intenzione, ci saranno altre occasioni dentro il movimento. 0a pur sempre un contributo, piccolo, alla battaglia senza tregua che il movimento porta avanti contro la 1verit%2 dei cosiddetti partiti. La fase 68/73: il Biennio 4li anni precedenti il biennio EF8DF# in ;eneto non sono anni di quiete, anzi6 fin di primi anni F$ la conflittualit% operaia scova e svela, allinterno di una nuova composizione di classe per caratteristiche sia tecniche che politiche, obiettivi e pratiche di lotta che indubbiamente furono uno strappo rispetto a quello che era e faceva la sinistra politica e sindacale in quegli anni. ,era chi pensava ancora ad un ;eneto tutto bianco e contadino, senza quelle contraddizioni che tradizionalmente distinguono le grandi aree operaie del nord del !aese da tutto il resto. Bui non possibile materialmente analizzare < se non proponendo i soliti schemini < quella realt% cos( complessa, ricca e nello stesso tempo cos( nascosta ai pi5, e non solo in quegli anni < ci riferiamo alle analisi del riformismo piciota, incapace di 1vedere2 per molti anni ancora il nuovo che stava nascendo. Schematicamente, possiamo focalizzare in alcuni punti forti lesemplificazione del nostro ragionare su quel periodo. ,entinaia di proletari scoprono la fabbrica. In maggioranza di origine contadina questa massa di lavoratori entra allinterno di una fabbrica che proprio in quegli anni sviluppa al massimo quellorganizzazione del lavoro basato sulla non?professionalit% sulla massificazione delle operazioni manuali, sullaumento dei ritmi, sulla dequalificazione delle funzioni, insomma su una produzione di massa che non tiene certo in gran conto i bisogni, le esigenze, la dignit% degli operai. Su questa nuova 1alienazione2 operaia, sulloperaio massa si scritto e detto moltissimo. * noi interessa sottolineare invece il rapporto conflittuale nel polo di !orto 0arghera ma < anche nel vicentino, padovano e in altre zone. < ,hi era loperaio?tipo che lavora a !orto 0arghera: ) importante che chi non ha partecipato di persona alle lotte di quegli anni se ne faccia almeno unidea generale, perch una delle chiavi per capire lo sviluppo successivo di tematiche e pratiche di classe esterne alla sinistra tradizionale, che hanno inequivocabilmente segnato e inciso sul movimento e sui movimenti di lotta, non solo operai, per tutti gli anni =$ e anche dopo.

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Buelloperaio lavorava quasi sempre pi5 di otto ore, era pagato poco, le operazioni che doveva fare erano sempre le stesse, la nocivit% del reparto era altissima, larroganza dei capi umiliante. Buelloperaio si alzava allalba e andava a lavorare in corriera, in bicicletta, in motorino o in automobile < ma quello era pi5 raro almeno che non facesse il viaggio con altri per pagarsi il pieno. < Nebbia, pioggia o sole quelloperaio dormiva, mangiava, si spostava dalla casa alla fabbrica, lavorava ogni santo giorno dellanno, tempo libero poco e a fine mese i soldi non bastavano, la paga non copriva le spese della famiglia. Buesta strana razza pagana con il proprio lavoro sfruttato ha permesso lo sviluppo industriale, il boom economico, il 1benessere2 anche nel ;eneto. Cn operaio che molto spesso nelle poche ore libere coltivava un orto o un piccolo campo vicino a casa e per molti la domenica voleva dire andare a messa con tutta la famiglia. Cn operaio che conosceva perfettamente come funzionava il ciclo produttivo, un operaio massa in grado di padroneggiare la 1macchina2 del momento di cui ne conosceva ogni minimo particolare. /a conoscenza operaia o come si diceva una 1scienza operaia2 capace di comprendere le decisioni del comando di impresa < quindi in grado di rifiutarle 1a ragion veduta2. Il !ci e i sindacati si dimostrarono incapaci di capire quello che maturava sotto i loro occhi e di conseguenza la loro presenza nei luoghi di lavoro quasi sempre sar% un ostacolo in pi5 che gli operai dovranno superare per poter gettare sul terreno dello scontro con il padrone i loro bisogni. In fabbrica si riscopre la democrazia di base. /assemblea diventa lorgano sovrano di discussione e decisione. ) nellassemblea, scavalcando la burocrazia sindacale, che si pongono gli obiettivi che caratterizzeranno il biennio EF8DF# e gli anni successivi. >alle lotte per le pensioni agganciate al salario, alla lotta contro le zone salariali per un salario minimo garantito per tutti, per la riduzione dellorario di lavoro a $ ore 8&= per i turnisti e &F alla ,hatillon9, contro la nocivit%, per lassistenza e le ferie uguali per tutti. 4li operai ritrovano e impongono la solidariet% di classe e legualitarismo. )sempi sono lappoggio alle lotte degli operai della 0arzotto di ;aldagno e la richiesta di G mila /ire uguali per tutti in busta paga6 la lotta sul numero degli 1indispensabili2 a mantenere in funzione gli impianti al minimo tecnico, con la serrata del " agosto, lotta vincente alla 0ontedison che si riprodusse in tutta !orto 0arghera 8H# indispensabili invece di "=$9 con le lotte alla ;idal e alla Scac", lo sciopero per H ore per due morti di *vola per mano della polizia e il cosiddetto problema dei 1negri di !.0.2, cio gli operai delle imprese dappalto, con rivendicazioni per il salario, categorie, abolizione dei salari neri e assunzione in organico nelle aziende per le quali le imprese < generalmente di comodo < lavorano6 lotte delle imprese < la principale quella della )lectron della 0ontedison ? che culminer% poi nel HD& agosto =$ in tutta !.0. col famoso blocco del cavalcavia e con la perdita di un occhio di un operaio colpito dal getto di un idrante della polizia 8chi si ricordava di questo operaio e chi sa se lo hanno risarcito:9. *l !etrolchimico nasce il comitato operaio, degno erede ma anche qualcosa di pi5 e di diverso delle esperienze degli anni precedenti 8ricordiamo solo gli scioperi del F", la lotta alla Sice del F&, i comitati di classe legati al giornale 1!rogesso veneto2 nella lotta del F& alla ;etrocoIe, al !orto, alla 0ontecatini, alla )dison, la vertenza alla Sirme nel EF DFG e lintervento di 1,lasse Aperaia2 a 0arghera e in particolare alla Sicedison, futura 0ontedison, con le richieste di forti aumenti salariali, che individua con molto anticipo la chimica come polo avanzato delle lotte, mentre il riformismo piciota puntava tutto e solo sulle metalmeccaniche. Si sente il bisogno di unorganizzazione nuova. *ssemblea e comitato, per lorganizzazione dellautonomia operaia, questa gridavano gli operai, questo chiedevano nei volantini. Il sindacato investito da una massiccia critica, sembra non capire o non voler capire. Non vuole il salario minimo, n i contratti anticipati e simultanei, continua a contrattare la nocivit%, il premio di produzione, i licenziamenti, le pensioni, continua a volere le commissioni interne come istituto di rappresentanza per mediare, ecc. 4li operai invece vogliono e impongono"."9 assemblee di fabbrica al posto delle commissioni interne6 H.H9 comitati di reparto per il coordinamento delle lotte6 &.&9 cortei interni per comunicare al posto dei comizi, delle riunioni e dimostrazioni dei mestieranti6 . 9 un comitato operaio, centro di decisione politica operaia, al posto della 1segreteria2

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romana dei sindacati. Si riscopre la comunicazione delle lotte e delle esperienze anche al di l% dellambito regionale. Il riferimento alla 'iat per gli operai del !etrolchimico e delle altre fabbriche venete in lotto dobbligo 8ricordiamo i &$mila sospesi di 3orino per bloccare le lotte per aumenti salariali per la parit% normativa con gli impiegati e per la riduzione dellorario9. /a lotta dura paga6 il sindacato viene incalzato a tal punto che nello stesso !ci e !siup ci sono alcune autocritiche che spingeranno il sindacato a costruire il ,omitato unitario con delegati di reparti per arginare in qualche modo londata disgregatrice degli operai sulle tradizionali istituzioni di mediazione e contrattazione nella compravendita della forza lavoro. /a lotta continua, scrivevano sui volantini gli operai della petrolchimica, dei fertilizzanti, della ,hatillon- non pagheremo pi5 laffitto contro il carovita e i prezzi della casa, sar% illegale ma in questa societ% legale solo ci+ che fa comodo ai padroni, tutta una questione di forza e oltre laffitto non pagheremo pi5 i treni, i pullman, i libri di scuola, i supermercati. Buesto dicevano i volantini di quel biennio. /eggerli se si scettici. 4i% allora la lotta esce dalla fabbrica con assemblee di casa e di quartiere, preannuncio di anni di lotte dispiegate sul terreno della 1riproduzione2 come si dir% poi. Buesto breve affresco sul !etrolchimico e dintorni ci aiuta a capire laltra faccia del movimento EF8DF#- gli studenti. !erch, se le lotte nelle scuole e nelle universit% sono partite da esigenze e tematiche peculiari, indubbio, sicuramente per !adova, che linfluenza delle lotte operaie e del !etrolchimico prima di tutto, sulla cultura conflittuale, la mentalit%, i metodi di lotta, le scelte operative, ecc., che si andavano sviluppando nel movimento degli studenti, stata grandissima e fondamentale. ;ogliamo cio dire che se tra gli studenti medi di 0estre e gli operai di !.0., se tra gli operai della /anerossi e gli studenti di ;icenza, se tra lCniversit% e le fabbriche della zona industriale di !adova o della bassa padovana, per fare degli esempi, non cera inizialmente un rapporto organizzativo e chiss% che di contatti umani, indubbiamente gli uni e gli altri si faranno riferimento reciproco. /unit% operai?studenti nasce cos(, oggettivamente, per forza di cose, perch le caratteristiche di contestazione del movimento degli studenti erano simili e a volte coincidenti con quelle operaie. !er questo e solo per questo che si daranno sempre pi5 momenti e occasioni di rapporti politici soggettivi e collettivi, che diventer% normale la presenza di 1avanguardie2 studentesche davanti alle fabbriche. ,hi non si ricorda la bellissima esperienza 1operai?studenti2 alla !er aro di !adova o quel lunghissimo corteo di studenti mestrini che al canto di 1@e se la ,ina ci d% il fucile, guerra civile, guerra civile@2 si ferm+ stanco ma entusiasta davanti alla ,hatillon di !.0. in appoggio alla lotta operaia: 0a cosa fu quel 0ovimento degli studenti nel famoso biennio: *nche qui capirlo significa saperne leggere correttamente gli sviluppi negli anni seguenti. !er gli operai, !orto 0arghera6 per gli studenti, !adova. Non si pu+ fare di questa citt% lesempio di un fenomeno nuovo allinterno del mondo della scuola. Cniversit% nel EF8DF# voleva dire scuola di massa. /a liberalizzazione degli accessi alluniversit% aument+ enormemente il numero degli studenti che portarono dentro le silenziose ed ovattate aule della baronia accademica padovana, le urla, le parole, i bisogni, la dissacrazione del 1mondo esterno2 di una realt% in movimento, ricca di fermenti e di conflittualit%. Nelle scuole medie entravano in massa i figli di quegli operai veneti che il salario duramente strappato negli anni F$ permetteva finalmente < e con tanti sacrifici < di mandare i propri figli a studiare oltre la scuola dellobbligo. /a scuola si dimostrava vecchia e reazionaria, da una parte, riformabile solo rispetto alle esigenze del capitale dallaltra. Se i contenuti dellinsegnamento erano 1vecchi2 e soprattutto distanti mille miglia dai bisogni di 1parte operaia2, anche vero che la loro 1riforma2 era funzionale rispetto ai compiti che il sistema assegnava alla scuole nelle diverse condizioni di sfruttamento dellorganizzazione del lavoro, cos( come si era andata configurando e precisando in quegli anni. Cna grossa area di parcheggio per contenere il pi5 possibile a lungo lingresso di grandi masse giovanili nel mercato del lavoro, quindi un aumento della disoccupazione, perch il ciclo produttivo non poteva sostenere un aumento alle nuove esigenze, quindi la scuola doveva formare e sfornare

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nuovi lavoratori che non studiavano per apprendere quello che poteva essere loro utile, ma per poter essere 1adattati2 alle molteplici funzioni massificate e dequalificate allinterno del ciclo stesso. Il giovane 1medio2 o universitario scoprono che il diploma o la laurea non valgono granch dal punto di vista qualitativo, di 1cosa2 hanno studiato, e contemporaneamente, che quel pezzo di carta non innalza automaticamente la loro condizione sociale, ma che il lavoro non era sicuro e che potr% essere 1non qualificato2. Buindi una sensazione che qualcosa era cambiato. )ssere studenti non significava pi5 conquistare un privilegio, ma semplicemente diventare una nuova figura proletaria massificata < compaiono le prime analisi sullo studente?massa da inquadrare allinterno delleconomia del modello capitalistico. Il nuovo 1tipo2 di studente universitario impatta drammaticamente con le nuove condizioni oggettive di vita. Non pi5 garantito perch figlio di borghesi < se lo era 1rompe2 con il proprio ambiente familiare < in maggioranza proletario, figlio di proletari, si trova ad affrontare una realt% certo e non entusiasmante. 'requenta le lezioni in aule strapiene dove capisce ben poco e quello che capisce noioso o, peggio, falso e reazionario6 se ha fortuna conquista un posto per dormire in una delle case dello studente di !adova, poco confortevoli dormitori, mangia alle mense cibo scadente dopo lunghe file e pagando caro in proporzione alla qualit%, quantit% e ai soldi che ha in tasca6 il costo dei libri altissima6 in alternativa alla casa dello studente fa il pendolare con ulteriori costi per il trasporto < solo negli anni successivi il mercato offrir% massicciamente in affitto migliaia di mini appartamenti a prezzi di rapina, creando nuove e ben pi5 drammatiche situazioni di conflitto ?. Negli istituti medi lo studente scopre che non ha senso starsene seduto cinque ore e pi5 in una stanza ad ascoltare insegnanti incapaci di rispondere alle 1domande2 o stupidamente reazionari, ancorati ad uno status che li distingueva dai lavoratori 1manuali2. Il diploma non valeva molto, mentre i costi di studio e della propria riproduzione aumentavano. ) una situazione generale. *ncora due caratteristiche di questo periodo0ovimenti di classe nelle fabbriche e nelle scuole, e poco dopo nei quartieri, nascono innanzitutto da contraddizioni oggettive dentro lorganizzazione del lavoro e dentro lorganizzazione dello studio, in cui vengono a trovarsi milioni di proletari. ) quindi, un rifiuto, una 1contraddizione2 della realt% il motore principale della rivolta. 0a tutto questo non aveva pi5 la solita caratteristica del ciclo capitalista, cio che a un periodo di sviluppo e sfruttamento selvaggio della forza?lavoro seguivano scioperi e richieste di miglioramenti nelle condizioni di fabbrica, a cui corrispondeva un aggiustamento generale capitalistico dellorganizzazione produttiva, dove il capitale faceva proprie < noi diciamo, sussumeva < alcune delle rivendicazioni operaie, che quindi ne costituivano lo stimolo, il cardiotonico, la spia per un cambiamento necessario6 nelle nuove coordinate tracciate per lo sviluppo, i livelli dello sfruttamento aumentavano e con loro i tassi di profitto. Il biennio EF8DF# invece, rompe questa diabolica dialettica. Si diceva che il 1cavallo non vuole pi5 tirar la carretta perch non vuole pi5 mangiare n bere, non vuole pi5 fare il cavallo2. ) una rivolta sui valori per nuovi valori. Il lavoro viene rifiutato perch, si diceva, si pu+ concepire e realizzare anche nel nostro tempo una societ% dove 1leconomia2 sia unaltra cosa. Ne parliamo anche in altre parti del documento, qui vogliamo solo ricordare la forte carica di rifiuto della gerarchia, del comando, del controllo, che investe la fabbrica e la scuola. In fabbrica sar% la lotta contro i capi e i 1valori2 stessi su cui si basa lorganizzazione del lavoro. * scuola sar% la lotta contro lautoritarismo, la selezione e il senso di unistituzione immutabile da millenni, sempre legata a chi sfrutta. * !adova questo rigetto del concetto di autorit% e comando sar% fortissimo ed una delle spiegazioni del radicato e duraturo movimento degli studenti, che avr% caratteristiche particolari fino ai nostri giorni. *ltro terreno riscoperto delle lotte un forte internazionalismo e in particolare la solidariet% al popolo vietnamita. /a ,ina, naturalmente, anche se con diversi approcci a seconda della collocazione culturale del singolo e del gruppo nel variegato mondo del marJismo internazionale e storico. !er riassumere, quindi, i punti essenziali fin qui affrontati, si pu+ affermare con sicurezza che nel EF8DF# che si danno le basi per lo sviluppo di quelle tematiche che furono centrali poi allinterno del movimento rivoluzionario, a !adova e nel ;eneto. come la

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critica alla forma partito come si era fino ad allora configurata, nella riscoperta della assemblea di lotta e organizzazione, la consapevolezza che lillegalit% conseguente alla condizione proletaria e che lottare per i propri bisogni voleva dire quasi sempre porsi 1fuori2 da quellinsieme di leggi e regolamenti che nei decenni avevano 1ordinato2 il libero sviluppo capitalistico, che la lotta paga, e solo la lotta, che gli obiettivi bisognava prenderseli, che non bisognava avere paura delle minacce, aggressioni, rappresaglie dei padroni, della loro polizia. Buesto noi imparammo, non da cattivi maestri ma dalle lotte operaie6 siamo figli della lezione storica che quel movimento di classe ha dato allintero proletariato. Cn esempio per tutti, gi% accennato- la lotta sul numero degli 1indispensabili2 al !etrolchimico. Cna lotta che diede questa lezione, una lotta che ha pagato"."9 che la lotta deve danneggiare il padrone e non gli operai6 H.H9 che le forme di lotta vanno decise autonomamente sui propri interessi e non su quelli della controparte6 &.&9 che, in quel caso, scioperare voleva dire portare al minimo tecnico gli impiante e che per farlo bastavano poche persone e che tutte le altre, che la direzione voleva al lavoro, si configurarono come crumiri, che vanificavano lobiettivo dello sciopero, cio colpire la produzione6 . 9 che quindi da parte del padrone cera la volont% di 1militarizzare2 gli impianti, farli funzionare e quindi svuotare la forza degli scioperanti6 G.G9 che questa volont% doveva essere battuta impedendo al sovrappi5 8"=$ su H#9 di entrare in fabbrica6 F.F9 che per farlo non cera che un mezzo- impedirlo fisicamente6 =.=9 per cui bisognava organizzarsi ed essere preparati ad un 1impatto2 sia con eventuali crumiri, sia con i guardiani e sia con polizia e carabinieri6 8.89 che perci+ si usciva da 1una dialettica2 legalizzata tra le parti e che usare la forza forse era indispensabile6 #.#9 che ne valeva la pena poich si era nel giusto e perch la manovra del padrone non doveva passare. *bbiamo fatto questa pedante lista consequenziale sullepisodio, perch lo schema < modello per capire tutti i successivi momenti di illegalit% e di uso della forza che si sono dati nel ;eneto. certe tematiche e pratiche cio non sono il parto di chiss% quale complotto soggettivamente organizzato ma uno dei modi di lottare, con cui si imparava a lottare. /o stesso vale per il concetto di sabotaggio. ,hi insegn+ al movimento di classe che le forme di lotta normalmente usate in certi casi non bastavano pi5 e che, quindi, bisognava sostenerle con altre, come il sabotaggio: ,ome si sbloccava una situazione di stallo quando il padrone 1si incaponiva2 nel rifiutare la richiesta operaia e le lotte non riuscivano a danneggiarlo oltre un certo limite per lui sopportabile: ,e lo insegnarono le lotte degli operai e fu unindicazione politica, pratica di lungo respiro. Sabotare, danneggiare le cose. ,osera il 1salto della scocca2 cio di lavorare su una macchina si e una no, lungo la catena di montaggio < se non sabotaggio: ,ome si fermava < ti ricordi 1compagno2 .omito: < una macchina se non danneggiandola: ,ome si faceva 1impazzire2 in un punto il ciclo della chimica se non inceppandolo: ,ome si 1convincevano2 gli impiegati delle fabbriche a scioperare se non con un corteo interno che metteva a soqquadro uffici e suppellettili: Buante volte una mano operaia ha danneggiato un impianto elettrico come segnale di fermata della catena e inizio dello sciopero: ,hi tra di noi, allora presente, non si ricorda dei copertoni ammucchiati allingresso del !etrolchimico, pronti a prendere fuoco se la situazione degenerava durante un picchetto o un corteo interno: )ra una mano operaia 1interna2 che accendeva il cerino. 0olti vogliono dimenticare queste cose, aiutando cos( passivamente la ricostruzione non vera, non storica ma reazionaria e poliziesca della pubblica accusa. Il !ci non pu+ dire niente, non tanto perch i suoi militanti 1non facevano2 quelle cose < non vero < ma perch erano ben poco presenti nelle lotte delle avanguardie. 3utti, oggi, santificano quel biennio. 3utti cerano < come tutti hanno fatto la .esistenza ?, mentre in realt% quasi tutti quelli che oggi fanno gli storici su come andarono le cose < i giudici in prima fila < o non cerano affatto o stavano ai margini. *i margini delle lotte di centinaia di migliaia di operai e

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proletari e delle loro avanguardie di massa. Buesto il nostro punto di vista, non sar% condivisibile, ma viene da proletari che hanno vissuto dal di dentro la lotta, che hanno scritto e distribuito i volantini. Non si pu+ comprendere alcunch andando a rileggersi dopo anni alcuni e solo alcuni dei numeri dei giornali, documenti, volantini prodotti da quella lotta, magari con laiuto 1scientifico2 di qualche imputato cosiddetto pentito e poi tradurre il tutto in articoli e commi del codice penale. /e 1aggravanti2 poi7 !er fare un picchetto ci vogliono sicuramente pi5 di cinque persone, non parliamo di un corteo interno o di un altro. 0a quel 1pi5 di cinque2 per chi lottava allora stava nella quotidianit% 1naturale2 della propria pratica sociale. ,ome pu+ essere fissato e punito larticolo ""H:7 Non c rapporto, solo volont% vendicativa e repressiva per quelli che allora furono danneggiati- i padroni e chi deteneva il potere. Dopo il Biennio >i questo periodo vogliamo elencare brevemente i momenti, i terreni principali di lotte e movimento dopo il biennio, soprattutto a !adova e 0argheraD0estre. Infine una puntualizzazione storica delle forme, passaggi organizzativi del 0ovimento e dei gruppi, perch temiamo fortemente che dopo questo fiume di parole, il pubblico ministero, che evidentemente non ci sente e non gli frega un gran che, chieder%- 1@ma lei era della banda di !.A., come eravate organizzati, i livelli militari@:2. Sul terreno della fabbrica nei primi anni =$ si andranno a sviluppare le parole dordine, le indicazioni del biennio EF8DF#. ) nel =$ che il sindacato fa uno sforzo per sopravvivere e si adegua facendo propria lassemblea, in questo appoggiato dal !ci. Cna parte del !ci veneziano, ad esempio, ammette che i problemi sono il costo della vita, la casa e laffitto, la riforma sanitaria, il calo delloccupazione, la ripresa dellemigrazione, la crisi, il costo dei trasporti, lo sgravio della tassazione sui redditi, ecc., e proporre di obbligare per lapertura di vertenze in tutto il paese con lotte sindacali e popolari, assemblee di inquilini e persino con proposte di autoriduzione. Saranno i primi segnali di quella politica di 1lotte per le riforme2 che non otterr% quasi nulla, ma che in compenso cercher% di trasformare le tensioni, la pratica, lautonomia delle lotte operaie in grandi vertenze di interesse nazionale, dove linteresse operaio, che sempre settario e di parte, verr% mediato con quello del profitto. Cn esempio, per tutti, il ribaltamento del discorso operaio sulla casa, come bene duso e accessibile a tutti in un 1prezzo equo dellaffitto2 da contrattare con il proprietario, dove la natura di propriet% della casa privata 8non sociale9 non viene messa in discussione. * queste parole dordine piene di fumo il ,omitato Aperaio del !etrolchimico ad esempio, risponde attaccando la commissione interna che contratta circa mila lire in pi5 al mese, mentre il costo della vita cresce vertiginosamente. !i5 potere e pi5 soldi, meno ore di lavoro &F ore, parit% normativa, prima categoria per tutti, chiedono gli operai di !orto 0arghera e delle altre fabbriche venete. !erch sia chiaro, il clima di quel periodo e di come la memoria per qualcuno molto corta ricordiamo che anche gli operai !ci e !siup del !etrolchimico furono contro la monetizzazione, per la diminuzione del lavoro per unit% e parit% di salario, per la diminuzione della produttivit%, forme di incentivo al salario, contro i ritmi, i carichi, ecc. Sembra quasi impossibile che iscritti al partito, che poi teorizzer% il compromesso storico, la solidariet% nazionale, i sacrifici e laumento della produttivit%, abbiano avuto queste posizioni. Infatti, a !adova il !ci era tuttaltra cosa. *lla fine del =$ !.A. e il 0anifesto propongono il ,omitato politico degli operai di !orto 0arghera e prenderanno posizione contro gli scioperi per le riforme, contro la pace in fabbrica, contro il ruolo di mediazione del !ci in !arlamento tra interessi operai e interessi generali, contro il centro sinistra, contro il tentativo di governare le tensioni del mondo del lavoro, per la lotta operaia contro lorganizzazione del lavoro, per linsubordinazione operaia e la 1guerriglia2 nelle fabbriche, per le &F ore, per leliminazione delle qualifiche, per la non monetizzazione e non contrattazione della nocivit%, per sostanziali aumenti salariali in busta paga, perch queste richeiste vengano

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sottoposte nelle assemblee, nel consiglio dei delegati, nel coordinamento, contro le divisioni tra categorie e categorie, tra imprese. !er unire le avanguardie reali di fabbrica intorno ad una linea politica di attacco e ad un unico strumento di direzione, per lotte di attacco complessivo allorganizzazione capitalistica della fabbrica, del quartiere, della scuola, c bisogno di un comitato politico. *nche a !adova e in altre parti del 3riveneto nasceranno comitati politici, allinterno di una tendenza nazionale di unificazione tra questi due importanti gruppi politici di allora. Il lungo elenco di rivendicazioni che abbiamo fatto, pi5 che chiss% quali analisi e interprestazioni storicistiche, esemplificativo del 1tono2 di quellesperienza con laggiunta magari di determinati altri punti a seconda delle caratteristiche del territorio e della citt%. Insomma, al centro del dibattito e della pratica operaia cera la struttura del salario, contro le parti variabili, per lallargamento della paga base. Nel =" lesperienza dei comitati politici in ;eneto andr% avanti. Nelle fabbriche la lotta contro la pace sociale, le qualifiche < su questultimo punto alla 0ontedison si vincer% parzialmente ?. *d un massiccio attacco padronale alla rigidit% del posto di lavoro 8la Sava di !orto 0arghera, ad esempio con le minacce di cassa integrazione, con il sindacato in posizione difensiva alla ,hatillon con i tentativi di rompere lunit% di classe con minacce di licenziamento per gli operai pi5 combattivi, mentre i capi e i capetti rialzano la voce e ricompaiano i ruffiani9, gli operai chiedono la non applicazione del turno delle $ ore, cento lire in pi5 allora per tutti, parit% normativa completa, una scadenza generale di massa per riaprire la discussione, per trattare capi capetti e ruffiani come una volta, usare le ore di lavoro per riaprire un dibattito politico. /a sinistra storica incapace di attivarsi su queste parole dordine6 solo il !siup ammetter% che i prezzi aumentano, la ristrutturazione avanza con nuovi disoccupati e chiusura di impianti, con laumento dei ritmi e dei carichi, della produttivit% e della repressione, con luso della polizia contro i manifestanti e luso di fascisti. Si dice no7 alla monetizzazione, cio a pi5 produzione, carichi e straordinari. Il salario si assottiglia con laumento di tasse e di prezzi. /autoritarismo e la nocivit% aumentano nelle fabbriche ed sempre sullorario, salario e ambiente 8in particolare i turnisti9 che punta lautonomia di lotta degli operai. !ag. " Sarebbe complicato elencare ulteriormente le lotte nelle fabbriche nel ;eneto in quel periodo. *ccenneremo solo a quelle per il salario alla Sava, 0iralanza e //.>I0 della 0ontedison, alle lotte per la quinta squadra e le &=, H$ ore, contro il decretone e laumento dei prezzi 8un vero e proprio ricatto sociale9 e agli innumerevoli momenti di conflittualit% sulla chiusura degli impianti, la riduzione degli organici, la cassa integrazione < che faceva capolino come uno degli strumenti principali della reazione padronale agli anni della 1contestazione2. Il !ci e il sindacato usano il bastone e la carota e, con le nebulose lotte per le riforme, cercheranno di separare la lotta in fabbrica dalle lotte sociali, perch indubbio che lantagonismo operaio in quel periodo tende a generalizzarsi su un terreno sempre pi5 politico, contro la divisione e lisolamento. Saremo noiosi, ma vogliamo insistere sulla natura di quel movimento, di cui siamo figli, di cui abbiamo fatto parte < chi ha presente il clima politico nazionale nel =" capir%, ad esempio, limportanza di parole dordine 1di rottura2 che chiedevano a 0arghera e altrove aumenti in busta paga inversamente proporzionali alle categorie disagiate di appartenenza, cio aumenti uguali per tutti e abolizione tra categorie, riduzioni per tutti dellorario di lavoro, quinta squadra e abolizione tra categorie, riduzione per tutti dellorario di lavoro, quinta squadra e abolizione del Kolli. Nel =H la lotta si fa aspra, lanno dei contratti e a .eggio )milia c la manifestazione dopo i morti contro le provocazioni dei fascisti 8lo slogan dellunit% nord?sud9 , lasse politico si sposta a destra col governo *ndreotti?0alagodi. /a lotta si assesta su una difesa del diritto di sciopero, mentre il governo attacca le libert% di stampa. Buel governo che chiede agli operai di lavorare di pi5. *l !etrolchimico ci sono fughe di gas- lanno della nocivit%. Sono continui gli incidenti dovuti alla nocivit% del 1reparto della morte2 3>I al !etrolchimico6

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questo e altro determina un grande rilancio della lotta contrattuale con il blocco di molti reparti tra cui il ,racIing. Si diffonde la pratica padronale della 1sospensione2 per chi 1rompe i coglioni2 in fabbrica 8!etrolchimico, 0iralanza, ecc.9, le ore di lotta sono contate dal padrone come ore illegali, si crea un clima di terrore dentro la fabbrica. /a ristrutturazione a pieno regime con la chiusura delle fabbriche, laumento dello sfruttamento e dei prezzi- questo il clima, da questa situazione maturano le spinte verso una lotta di resistenza e di ripresa delloffensiva adeguata al livello dello scontro imposto dallavversario di classe. Non dimentichiamoci che *ndreotti vara il fermo di polizia a #F ore anche per il semplice sospetto, con perquisizioni senza mandato e il "H dicembre in migliaia scenderemo nelle piazze6 la polizia attaccher% i dimostranti. Non ci riferiamo soltanto alla grande?media fabbrica, ma anche alle piccole piccolissime unit%, ai laboratori artigianali. /e lotte investono anche qui lorganizzazione del lavoro basata sul paternalismo, il super sfruttamento e condizioni bestiali di lavoro. ;ogliamo accennare alle lotte nella bassa padovana della 3olone nel =H, contro i licenziamenti, per il salario, ferie, festivit% non pagate e il lavoro pericoloso. ,ome in altre situazioni- /uisa, 'ranca, I0*,, S*I*,), tutte fabbriche che il movimento imparer% a conoscere anche in futuro. Il sindacato era praticamente inesistente, pochissimi i consigli, nessun diritto, un clima di intimidazioni. Lasti pensare che alla S*I*,) il lavoro era stagionale e che dopo 8 mesi si era licenziati, che lorario non era fisso ma imposto dal padrone di anche "HD"& ore in piedi al giorno, con un salario insufficiente a fronteggiare laumento ei prezzi6 mente dall" gennaio =H i prezzi dei generi alimentari aumentavano del "$ per cento. Non solo. 4li straordinari venivano pagati di pi5 ai 1fissi2 e di meno agli stagionali, mentre le donne a parit% di lavoro avevano la terza categoria e gli uomini la prima. ,ascadan allI0*, sospendeva con disinvoltura &$ operai a zero ore. *llC3I3* 8ti ricordi 1compagno2 .omito:9 la situazione era peggiorata dai giorni del EF8D=$ quando cera un gruppo combattivo. 3i ricordi .omito le proposte che si facevano: Bualche sciopero articolato di mezzora a met% orario per discutere e organizzarsi nei reparti, cortei interni contro i crumiri, picchetti ai cancelli contro gli impiegati e i crumiri, assemblee per decidere le forme di lotta, un controllo sul consiglio di fabbrica che faceva poco o niente ? queste cose facevamo, dagli operai abbiamo imparato che un crumiro va educato se occorre, che un macchinario va sabotato se necessario. 3i ricordi .omito: ,hi tra noi era il 1cattivo maestro2: Sono solo alcuni esempi. Il =& si apre anche in ;eneto con lo sciopero generale nazionale di gennaio per i contratti, contro la disoccupazione e il caro?vita, &F ore e scala mobile integrale, salario minimo vitale, contro il governo di centro destra, per lautodifesa operaia degli operai e degli studenti contro i fascisti. Su questultimo punto ci fermiamo un momento. I fascisti in Italia negli anni settanta non sono mai stati un pericolo per lo Stato e per lordinamento sociale capitalistico. /unico scopo per cui venivano foraggiati, tenuti in piedi, era luso anti?operaio delle squadracce nere contro i picchetti davanti alle fabbriche6 non vengono usati pi5 i soliti crumiri ma i fascisti, le cui azioni magari giustificavano lintervento di polizia e carabinieri per sedare gli scontri tra 1opposti estremismi2. /a parola dordine operaia rivolta a tutto il movimento fu chiara- contro i neri bisogna difendersi con lauto?organizzazione. ,io una lotta, una protesta doveva tenere nel conto una possibile provocazione, quindi bisognava organizzarsi, stare pronti e non essere presi alla sprovvista dal comparire delle squadre nere armate di bastoni, coltelli, catene, pistole. ,he fare: /ungo i cortei, davanti alle scuole e nei picchetti cerano gli operai, i proletari, i compagni

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sufficientemente 1armati2, a volte con molotov, pronti a fronteggiare laggressore. )ra lunico modo per poter continuare una lotta, un corteo, una occupazione, una assemblea6 non reagire significava smobilitare ed era quello che volevano i mandanti dei fascisti. ,os( tutte le componenti del movimento si adeguarono al salto ? come dice- rinnovarsi o morire. )rano anni in cui imparare a 1fare2 e usare una molotov non era un problema, era un comportamento di grosse dimensioni e 1palese2 tanto che alcuni giornali e libri perfettamente autorizzati e in vendita stampavano le istruzioni con tanto di disegni su come si fabbrica una 1boccia2 8ricordiamo il numero di /otta ,ontinua quindicinale col paginone centrale tutto dedicato alla molotov pi5 famosa, la /illM9. /a pratica dellautodifesa militante non peculiare a !.A., ma allintero movimento ? auto? organizzarsi per lautodifesa voleva dire formare i Servizi dordine che, come dice il nome, erano appunto un 1servizio2 volontario di alcuni compagni ? mai fissi ? per mantenere lordine in un corteo, in unoccupazione, un picchetto, ecc. 3utti sentivano che era necessario un ritorno alla democrazia di base che i compromessi al vertice tra padroni, sindacato e governo avevano annacquato e stravolto gi% dal =$. ,era una spinta ad esempio a !orto 0arghera, per forme pi5 incisive come la limitazione del rendimento, il blocco delluscita delle merci, la lotta articolata a scacchiera, i cortei interni, ecc. Insomma indietro dal F# non si torna. 4li attacchi e le provocazioni fasciste continueranno soprattutto al sud 8Napoli9, a !adova e nel ;eneto. ,hi non ricorda il boia *lmirante che il "8 gennaio aveva convocato il congresso 0si a .oma, le decine di mobilitazioni in tutta Italia, e non solo, di quello che era il movimento 1eJtraparlamentare2: *ndreotti e .umor proteggevano i fascisti e ne un esempio il comportamento di questori e prefetti a !adova e nel ;eneto. 4li operai accusano i fascisti di essere i responsabili materiale della strage di piazza 'ontana, pedine delle stragi ai treni, dei pestaggi ai picchetti, nella scuola, quartieri e fabbriche, delle devastazioni di sedi antifasciste e lelenco potrebbe continuare. In gennaio ci sono giornale di forte mobilitazione ? a 0ilano la polizia carica alla Locconi, due feriti, viene ucciso il compagno .oberto 'ranceschi- ne ricordiamo la morte perch sar% uno degli avvenimenti principali che fanno discutere il movimento e che spingeranno verso forme di autodifesa sempre pi5 efficaci. /attacco al diritto di sciopero forte, con la chiusura di fabbriche e non solo nel polo di 0arghera 8alla /ancia interviene la polizia9. Nella bassa padovana, ad esempio, ricordiamo i volantini per il contratto e sulle 1bandiere rosse alla 'iat2. Il riferimento sempre 3orino6 la firma del contratto deve essere subordinata al ritiro totale dei licenziamenti e delle rappresaglie, il corteo interno paga e se occorre occupare la fabbrica. Intanto- = avvisi di reato a operai e sindacalisti alla Siemens de /*quila e = mandati di cattura, " operai arrestati alla Ignis di 3rento, arresti all*lfa, moltissimi i licenziamenti@ *nche nella bassa padovana la situazione, dicevamo, critica e la volont% operaia inadeguata allo scontro se riferita alla politica sindacale. *llCtita .omito veniva licenziato con altri "H operai. 4razie alla lotta i compagni venivano riassunti. 3e lo sei dimenticato 1compagno2: *llImac ,ascadan aumenta i ritmi, lo sfruttamento, lillegalit%. *lla /uisa e in altre piccole aziende idem. I compagni sostenevano che bisognava opporsi, non aver paura, denunciare i soprusi e le irregolarit% in busta paga premendo sul sindacato e il consiglio perch ci si mobilitasse. No alla tregua7 In questo slogan, pu+ essere riassunta la mobilitazione del movimento. !erch con la tregua ed 1uneconomia forte2 gli operai sono pi5 deboli6 perch i padroni possono ammassare grosse scorte e cos( fare la serrata e mettere in cassa integrazione 8non , questa, illegalit%:9. In una parola, una tregua troppo prolungata va in culo agli operai. *llora non bisogna fare pi5 gli straordinari 8pi5 soldi e aumento del premio di produzione9, bisogna collegarsi con le altre metalmeccaniche della provincia per linquadramento unico, un passaggio automatico di categoria per tutti dopo tre anni di anzianit%, per il rifiuto del turno di notte, per una mezzora pagata per i turnisti. Su questo lottavano i compagni della Lassa, fuori e dentro la fabbrica, cos( dappertutto.

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) lanno in cui si fa pi5 forte il divario fra la linea riformista e quella del movimento. 0entre con il 1blocco dei prezzi2 in verit% non si blocca niente, mentre con la 1riforma fiscale2 aumentavano sole le trattenute in busta paga, mentre il sindacato firmava gli accordi dove vengono un po ovunque accettate le questioni dei licenziamenti e non viene respinto lattacco al diritto di sciopero, mentre si strappa un misero aumento salariale di "F mila lire, mentre lorario sempre di $ ore e &# per i siderurgici 8a partire per+ dal =G9, mentre si concedevano molte ore di straordinario e poco sulle ferie, il movimento e le avanguardie operaie nelle piccole come nelle grandi imprese chiedevano e volevano tuttaltro. Nella Lassa si chiedono aumenti di organici, si chiede di saltare il meccanismo delle qualifiche, per scatti automatico di qualifica per anzianit%, sempre le &F per salari inversamente proporzionali, contro laumento dei prezzi e della contingenza. 'a capolino lausterit%, imputata allaumento del petrolio 8cio aumenti e fine del 1controllo sui prezzi29. /e richieste operaie sono chiare- smascherare i grossisti che imboscano le scorte del gasolio, non pagare le bollette )nel, per i comitati di paese, per trasporti gratis, per il pagamento del salario integrale, per aumenti salariali 8 $ mila lire per tutti9. Scioperi autonomi si danno un po ovunque, con cortei, sollevazioni, anche a !orto 0arghera. /assemblea autonoma 8!etrolchimico, ,hatillon, *nmiD>imm9 chiede la costruzione dei comitato di reparto aperti a tutti i lavoratori, per un collegamento e per contatti tra turnisti e giornalieri. /e deleghe non servono contro il contratto?bidone. Nel contratto gli operai vogliono il passaggio di qualifica per anzianit%, il privilegiare le categorie pi5 basse, &$ mila lire daumento. /aria al !etrolchimico era brutta- aumenti non uguali di salario, lorganico ridotto al reparto >/ per intossicazione e gli operai si rifiutano in quelle condizioni di far ripartire limpianto mentre il padrone calcolava come improduttivo 8ore non pagate9 questo rifiuto. , la necessit% di forme di lotta che costino poco e che provochino il massimo danno alla produzione e al padrone. /e cosiddette 1strutture operaie2 sindacali sono prese alla sprovvista dalle decisioni autonome di lotta. 'ette consistenti di classe operaia capiscono che la lotta deve essere una sola con quella delle imprese, che per opporsi alle provocazioni, trasferimenti, licenziamenti occorre una forza organizzata, che con i solito scioperi si perdono solo dei soldi 8per cui il !etrolchimico va bloccato9 e quindi che pagano di pi5 i cortei interni che fanno rimangiare ai capi le minacce, ecc. ) lanno del ,ile e anche i n ;eneto il movimento si interrogher% sul significato internazionale di quella tragedia politica e umana. Il !ci teorizza il compromesso storico che porter% alla solidariet% nazionale interclassista, con conseguente smobilitazione e freno alle lotte. Nel movimento prender% sempre pi5 convinzione che ai 1colpi di stato2 possibili e striscianti in Italia non c che un modo per rispondere- sviluppare ulteriormente movimento, costruire la forza organizzata, reagire alle provocazione, non farsi rinchiudere gli spazi organizzai in anni di lotta. Buesta consapevolezza porter% fra laltro il ;eneto e !adova a imprimere al movimento quelle caratteristiche che faranno, s(, delluso della forza un terreno da praticare se si costretti ma che altres( non porter% mai a fughe in avanti, nel combattentismo clandestino, nella logica della guerra per la guerra, nella pratica dellomicidio politico. ) su questo tutti dovrebbero riflettere, dovrebbero cio 1provare a immaginare2 come poteva evolversi lo scontro politico e di classe a !adova e nel ;eneto in quel periodo se la forza dellautonomia operaia non avesse sviluppato una libea e una pratica che privilegiavano lintervento di massa, nelle molteplici forme di lotta in cui si poteva dare. ) fuori dalla fabbrica: /incompleto e schematico 1percorso di lotta2 degli operai fin qui tracciato delinea anche gran parte della natura e della pratica dei movimenti di classe non operai. ,era infatti una stretta sintonia tra lotte degli studenti e quelle operaie 8si imparava reciprocamente 1come lottare29? Non facile come per le fabbriche fare un elenco quasi cronologico del 1bollettino2 di lotta del movimento padovano in quanto la lotta era quotidiana ed infiniti gli episodi e i momenti di conflittualit%. !ossiamo fare alcune scelte di discorso per facilitare la lettura e la comprensione su quel movimento. 0ovimento prevalentemente su base studentesca, in una citt% dove la presenza dellCniversit% era ed predominante, con tutte le attivit% economico, le professioni, gli interessi che si trascina

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dietro. I responsabili della cosa pubblica ? 4iunta, .ettorato, !residi, ,api Servizio, Insegnanti, ecc. ? nel compresso si dimostravano incapaci di recepire le richieste di quel movimento. 'u quasi sempre muro contro muro. *bbiamo precedentemente delineato la figura dello studente?massa. )ccone i percorsi di lotta e i temi principali dello scontro. Nelle medie nascevano strutture assembleari e di comitato, collettivi, che ponevano al centro della loro pratica una critica radicale allorganizzazione dello studio. /otta sui contenuti delle materie, sui sistemi di insegnamento, sui criteri di valutazione e voto. .ifiuto del nozionismo, del voto individuale, per un apprendimento collettivo- i seminari su argomenti di attualit% inerenti alle materie di studio e voto finale discusso collettivamente. /otta per un uso dei locali dellIstituto oltre lorario scolastico, per un Cfficio studenti, per un ciclostile, una bacheca, ecc., contro il costo dei libri, per una biblioteca di classe. ,ontro il caro?trasporti, per prezzi dei biglietti e degli abbonamenti gratuiti, contro la presenza fascista, per una vigilanza militante6 per terreni comuni con il movimento delle facolt% che portava una critica radicale ai corsi delle varie materie, allorganizzazione dello studio, per i piani di studio universitari liberi, contro la selezione e per i seminari di corso e intercorso. /e forme di lotta erano i cortei interni, il blocco delle lezioni per sollecitare il docente al contraddittorio6 il controllo degli esami perch, come capitava spesso, lo studente non fosse 1torchiato2 senza motivo6 loccupazione delle facolt% quando le richieste non erano prese in considerazione dal ,.d.'. e quindi per obbligarli a 1trattare2, ecc. ,oserano questi seminari universitari: ,ose serissime. *llinterno di un corso si organizzavano gruppi di studio, coordinati dal docente, su determinati argomenti sempre inerenti alla natura dello studio del corso di laurea, argomenti che venivano proposti al docente eDo con lui elaborati. Si usava, a differenza del tradizionale metodo di studio, un metodo interdisciplinare per arrivare a dei risultati, cio consultare libri, materiale, biblioteche, fare indagini sul territorio, interviste, con laiuto di esperti interni alle facolt%, ecc. *lla fine cerano gli elaborati da discutere, lintervento degli esperti, varie relazioni. In questo modo lo studente apprende qualcosa di interessante imparando anche a fare ricerca. Il voto alla fine diventava una formalit% burocratica che si dava se no lo studio non era 1legale e valido2. 3utto qua. Niente seminari 1di partito2. *lcuni docenti concordavano subito questo tipo di programma con gli studenti, altri si rifiutavano 1a priori2 non tanto di accettarlo quanto di discuterlo, gelosi del loro 1sapere2 cio del loro 1potere2. Inevitabilmente, si determinavano situazioni di dialettica tra le parti, anche aspra, dove il docente usava il suo potere di dire di no e gli studenti, che questo potere non hanno, cercavano di 1obbligarlo2 a scendere a patti bloccandogli le lezioni, con i famosi 1megafonaggi2 che tanto disturbavano la quiete ipocrita dei luoghi sacri della conoscenza e del sapere ufficiali. /otte che mutuavano, pari pari da quelle operaie, il metodo, la determinazione e, se vogliamo, lillegalit%. 0a in quanti, a migliaia, lo abbiamo fatto7 I libri costavano, perci+ le assemblee chiedevano luso di dispense a prezzo di costo. /o studente si scopriva proletario, lo abbiamo detto. !er studiare ci vogliono soldi e tanti. *i pi5 1bisognosi2 si dava un presalario annuale molto misero 8HG$?G$$ mila lire9, in realt% un salario vero e proprio, assolutamente insufficiente a pagare i costi di produzione e riproduzione del giovane proletario. >alle fabbriche era partita la parola dordine del salario politico, di un salario adeguato ai bisogni proletari e non misurato sul rendimento lavorativo. ,os( il movimento degli studenti chiede un salario politico per i proletario che studiano 8perch studiare lavorare9. /e controparti non sentivano questa campana. ,he fare: *l costo dei libri si rispondeva frequentando le biblioteche ed usando le dispense. 0angiare a pranzo e a cena costava6 partono le lotte nelle mense cittadine dellApera Cniversitaria per un controllo del prezzo ed il libero accesso, oltre che per una migliore qualit% del cibo. /e richieste delle varie delegazioni al .ettorato, allA.C., vennero sempre umiliate e respinte. ) allora si 1entrava2 nellillegalit%- occupazioni delle mense e distribuzione gratuita dei pasti. Buanti di noi hanno partecipato, lavando gomito a gomito centinaia di piatti, alle occupazioni delle mense 'usinato e di via del Santo: Accupazioni che mettevano in contatto gli studenti con i lavoratori delle mense. 0ai questi operai si opposero alliniziativa del movimento, la appoggiarono perch lottare per un migliore servizio di mensa a un prezzo politico era un tuttNuno con le rivendicazioni ? mansioni, salario, qualifiche, organico, ecc. Ctili furono quelle occupazioni,

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perch vedemmo con i nostri occhi come erano organizzate le cucine, la scadente qualit% del cibo, come lNA.C. ci guadagnasse sopra. *ltro terreno di lotta furono i trasporti. Cna massa di studenti usava mezzi pubblici e privati in condizioni di disagio 8treni, corriere, tram, biciclette, motorini,...9. Cna condizione 1quasi2 operaia dove il confine tra lo studio e il lavoro si confondeva. Si formarono assemblee e comitati, si bloccarono le corriere, si distribuirono volantini, per prezzi politici6 ci si rivolgeva ai responsabili delle aziende, ma a anche a !residi, .ettore, ecc. perch facessero qualcosa. !ochissimi si dimostrarono attenti al problema. 'urono lotte dure, in molti casi coronate da successo. ,ome per le mense si chiedeva il libero accesso anche per chi non era studente, cos( per i trasporti il movimento lottava per lNunit% tra operai e le diverse figure sociali proletarie. Cn esempio. /a lotta lungo la .iviera del Lrenta. !adova come polo terziario e !orto 0arghera come polo operaio, in mezzo un continuo agglomerato di case e paese. /ungo la strada che unisce le due zone, ogni giorno migliaia di lavoratori percorrono i due sensi, per ritornare alla sera a riprodursi in questo lungo dormitorio che la .iviera. Cn via vai di corriere, un fiume umano infreddolito e assonnato nelle prime ore dellNalba e stanco alla fine del lavoro. /e aziende di trasporto fanno i soldi su questa vita sfruttata. 'u una di quelle occasioni in cui il movimento padovano si misur+ con le condizioni operaie dentro e fuori la fabbrica. /Noperaio si organizza in fabbrica durante le otto ore di lavoro, per il resto della giornata ridiventa un proletario che spende il resto del tempo e il suo salario per riprodursi 1per il padrone2 e non 1per s2. Il tempo di viaggio, andata e ritorno, giornaliero non era pagato. Buindi non di otto, ma di due, tre ore in pi5 consisteva la quota giornaliera di vita data al profitto capitalistico. Non demagogia o pietismo, ma la cruda realt%.. 0isurarsi con il problema non fu facile, scarsi furono i risultati. Lisognava determinare momenti di organizzazione operaia fuori dalla fabbrica, che ripercorressero le linee del pendolarismo e, a partire da questo, investire con la lotta tutti gli altri problemi dellNoperaio e della sua famiglia 8scuola, affitto, tasse, luce, ecc.9. Buante levatacce prima dellNalba per andare a distribuire i volantini alle corriere e parlare con gli operai, ma che esperienza indimenticabile7 /a lotta non pag+ molto per due motivi- una mentalit% ancora 1fabbrichista2 per cui la contraddizione principale restava sempre e solo in fabbrica mentre 1il fuori2 non era ancora visto come territorio della riproduzione della forza lavoro, quindi terreno importante e per nulla secondario di lotta e di movimento. Len presto questi furono problemi che il movimento affront+ apertamente dal N= in poi, ribaltando quasi lNimpostazione e lNottica precedenti. 0olte furono le scadenze di piazza di quel periodo, con grossi cortei che sfilavano per le vie della citt%. .icordiamo la grande manifestazione per lNintervento CS* in ,ambogia. .icordiamo anche il # marzo N=H, su cui lNaccusa si sofferma con insistenza. * livello nazionale, i primi mesi del N=H erano tra lNaltro investiti da grandi manifestazioni contro la stage di stato, la strategia della tensione, per ;alpreda, contro i fascisti e lNintervento poliziesco nelle lotte, contro il governo di centro destra. Il movimento padovano decise di scendere il piazza il # marzo. 'ra lNaltro proprio quel giorno la polizia era entrata a scienze politiche con la scusa di 1salvare2 un professore, fermando i compagni, schedando in massa gli studenti presenti. In realt% era solo una scusa6 era in corso una lotta che non aveva niente di speciale e pericoloso allNinterno di alcuni corsi della facolt%, in particolare quello di diritto privato ? materia fondamentale per laurearsi, un esame estremamente selettivo non tanto su criteri di 1qualit%2, obiettivi della preparazione dello studente, quanto perch il docente notoriamente un fascista, un nostalgico che durante le lezioni e gli esami teneva un comportamento estremamente provocatorio nelle cose che diceva e in quelle che pretendeva agli esami, autoritario nel metodo di insegnamento. ,hiamare la polizia che non aspettava altro, voleva dire non volere discutere minimamente con gli studenti sui problemi del corso. Lene. Il corteo si form+ davanti alla casa dello studente 'usinato, composto da qualche centinaia di compagni di tutti i gruppi politici presenti a !adova ? da !.A. agli anarchici, dal 0anifesto agli 0./., a /otta ,ontinua. ,ome sempre si chiese lNautorizzazione alla Buestura e quella volta 1inaspettatamente2 venne il divieto6 la celere si schier+ compatta in gran parata allNinizio della strada a cento metri dalla testa del corteo. Il motivo del divieto erano le bandiere rosse che, a detta del questore, potevano diventare oggetti contundenti, e i caschi. ,he scoperta7

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>al NF8 le manifestazioni a !adova si facevano cos(, evidentemente 1si cercava2 lo scontro. I caschi poi erano di plastica ed avevano un valore simbolico perch ricordavano gli operai e servivano a proteggere la testa nel caso, non raro, di aggressioni con sassi, bastoni, spranghe, dallNesterno. Agnuno si portava dietro anche un limone contro il fumo di lacrimogeni. ,i dissero che il corteo forse poteva partire se prima si consegnavano bandiere e caschi. ,i fu una discussione in quelle condizioni e si decise che si potevano consegnare i caschi ma le bandiere rosse proprio no. Non si fece in tempo a comunicare la decisione che partirono i primi lacrimogeni ad altezza uomo. !anico, fuga e in molti ci rifugiammo nella casa dello studente sbarrando la porta. Inizi+ 1lNassedio26 !adova sembrava in stato dNassedio. !erch: Bualcun o fece uso di bombe molotov, ma dopo lNaggressione della celere, e fu un fuoco di paglia rispetto alla violenza usata per sciogliere un 1corteo2. >opo le trattative vennero aperte le porte e 1furono schedati tutti2, mentre i celerino salirono ai piani di sopra come 1ubriachi2, entrarono nelle camere spaccando teste e mobili. )cco come andarono le cose. /o diciamo per far capire come lavora lNaccusa e come stravolge a uso suo e consumo la realt% cos( come si dava 8e come si d%9. In quel caso non vero che ci fu un attacco preordinato o che fu !.A. a prepararlo o che la 'usinato fosse un covo o altre panzane del genere. Agnuno pu+ leggere i fatti 1che appaiono2 in superficie come meglio crede, ma non si pu+ giocare sugli anni di galera7 8;edi articolo de /NCnit%9. >icevamo che non era un problema fare una molotov, non cNera bisogno di chiss% quale preparazione o di esercitazioni sui colli )uganei, perch per tirare una bottiglia non ci vuole n un poligono di tiro n istruttori, o apparati militari. ) non cNera bisogno di sciomiottare i ragazzi della via !aal ? in edizione eJtraparlamentare ? di cui evidentemente il !0 conosce la storia. Non parliamo poi se cNerano livelli di L.*. Cn ultimo punto che vorremmo toccare nella pratica di massa la questione dei fascisti a !adova e dellNantifascismo militante. !ratica dellNantifascismo che segner% le giornate di lotta a !adova non solo in quel periodo, ma anche dopo e in particolare nel N= ?N=G. >ue considerazioni. Il movimento padovano e veneto fin dal NF8 assume in s una chiara e netta discriminante- le lotte dei neri. *ntifascismo il nostro che non era quello di regime, commemorativo parolaio, ma quello militante e cio lNunico antifascismo possibile. ,on questo il movimento voleva mettere bene in chiaro che si sentiva erede legittimo delle lotte della resistenza, dei tanti morti di 1parte2 dellNodio profondo per il nazi?fascismo, comunque si presenti, in doppio petto o con il manganello. Buesto rimando 1ideologico e sentimentale2 ad un pezzo di storia della lotta del popolo italiano trovava conferma poi nella realt% di quegli anni. ,ome abbiamo gi% detto i fascisti ricomparvero nel NF8?NF# ? in realt% sempre esistiti dal N G ad oggi alla faccia della lotta partigiana, nei sindacati gialli, nelle provocazioni del NF$ in combutta col governo 3ambroni, per citare solo alcuni esempi. !iazza 'ontana il rilancio in grande della loro funzione antioperaia e anticomunista. * !adova, gi% prima di quella strage, i gruppi neri si erano fatti vivi con attacchi fisici ai compagni, agli studenti in lotta, con la bomba al rettorato, con tentativi di inquinare la natura di classe del 0ovimento 8vedi 1libretto rosso2 di 'reda9. Cna presenza forte, sia come 0si sia come 'uan, sia come 1area2, con la sede di via Oabarella vero e proprio ritrovo per le spedizioni squadriste. ,hi si ricorda i 'reda e i Locchini provocare i lavoratori delle ,ave in sciopero: /a sinistra parlamentare, il sindacato, non facevano niente, se non formali proteste e condanne. 'u il movimento, con una pratica quotidiana, a contenere il 1fenomeno2 e a ricacciarlo nelle fogne. 'u il movimento come vedremo in giornate memorabili nel N=G a 1chiudere2 per tutto un ciclo storico il problema fascista nel padovano. 'u il movimento a denunciare il carattere di strategia di morte e lNuso che qualcuno faceva dei fascisti. 'u il movimento a trovare le prime tracce che indicavano nei fascisti e servizi segreti i responsabili di !iazza 'ontava. )N nellNantifascismo che si sviluppavano i primi servizi dNordine, che si impar+ a non avere paura fisica delle aggressioni, minacce e a rispondere adeguatamente. /o ripetiamo, nessun altro fra le forze politiche faceva qualcosa. ) non si venga a

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dire che non era cos(. Buando la stessa magistratura con 3amburrino individu+ a !adova nella .osa dei venti un importantissimo centro nazionale di quella strategia della tensione e del golpismo che tanto ha segnato la vita politica del paese di allora, 3amburrino fu fermato in tempo, silurato il tutto si perse negli insabbiamenti del !alazzo di giustizia e della !rocura ? con 'ais come 1patron26 e mai pi5 si scaver% a fondo. Infatti fu solo un 1contentino2, un espediente per confondere le idee, aver lasciato a ,alogero le inchieste sui fascisti padovani, che si ridussero alla persecuzione di qualche piccolo pesce, della manovalanza giovanile. 'u un errore, allora, lo ammettiamo, aver sopravvalutato come movimento, in senso positivo, quellNoperazione. Si cap( subito dopo, e a nostre spese, che ,alogero si era fatto unNimmagine 1ad hoc2 di persecutore di fascisti, un vestito con il quale poteva lanciarsi nella campagna contro lNautonomia, senza essere criticato tanto 1era imparziale2. !iccolissimo Lignami del sinistrese modello NF8DN=&. L*S) .ASS*- il riferimento ideologicoDstorico era la rivoluzione cinese. Spesso si mutuavano concetti e slogans di esperienze politiche rivoluzionarie molto distanti nello spazio e nel tempo che erano 1cariche2 di enorme significato. 3rasportati poi concretamente in Italia assumevano pi5 unNindicazione simbolica che una concretizzazione vera e propria. In effetti, non cNera mai stata una basa rossa 1alla cinese2 a !adova. ;i sono stati, in determinati momenti in luoghi come scuole, fabbriche, case dello studente, case occupate, un centro sociale, ecc., che per il movimento venivano ad assumere 1provocatoriamente2 il simbolo di 1una base rossa2, sia per il radicamento di classe che per lNagibilit%, lNuso degli spazi fisici o provocatori e in cui con molta diffidenza era 1tollerata2 la presenza della polizia. Buindi sovraccaricare la realt% in questione ridicolo e fuorviante. Cn giorno, un inquilino casa dello studente 'usinato decise di tracciare a grandi lettere e con vernice rossa la scritta 1base rossa2 sul muro esterno dellNedificio, in modo che fosse ben visibile. !erch: Lisognerebbe chiederglielo, comunque erano tempi di lotte e la 'usinato era un luogo di ritrovo assembleare del movimento6 in una citt% di preti, di speculatori, di mini appartamenti e di baronie accademiche, quella scritta aveva un qualcosa di 1eretico2, stava a significare che anche a !adova i proletari potevano conquistarsi spazi politici 1liberati2. Si poteva, in effetti, scrivere 1spazio liberato2 ma a quel compagno andava bene 1base rossa2, e poi tutti ne parlavano facilmente e si adottavano termini 1militari2, da 1guerra di popolo di lunga durata2, per lNinfluenza della grande rivoluzione culturale cinese su tutti noi. Niente a che spartire con quel 1covo2 di colegeriana fattura. 0en che meno la 'usinato poteva essere una base di !.A., e usata da tutti i gruppi politici del movimento. Buindi mai la 'usinato fu 1presa con le armi2 e tenuta come territorio liberato come dovrebbe essere nel caso di una base rossa. 0I/I3*.IOO*OIAN)- un altro esempio di come il vocabolario sinistrese facesse molto uso di termini guerreschi per indicare situazioni e realt% conflittuali certo pesanti ma che di 1guerra2 avevano ben poco. Cn linguaggio infantile?estremistico se si vuole, che in realt% indicava cose ben precise. >icevamo dei fascisti, che ci furono le stragi, la polizia era arrogante nella piazza facendo uso di armi, in fabbrica il padrone tenta di capovolgere i rapporti di forza a suo favore. /Navversario di classe quindi usava la forza, si 1militarizzava2. )ra perci+, secondo unNopinione maggioritaria, necessario adeguarsi allo scontro, diventare 1capaci di non subire2. Si potevano usare altri termini, certo. 0ilitarizzazione voleva anche dire lanciare una molotov se era necessario ma non era un concetto 1militare2, nessuno voleva un esercito, certamente, nessuno voleva diventare un 1soldato2. Si fatto lNesempio dei 1comandati2 al !etrolchimico. !repararsi ai picchetti duri per impedire lNentrata in fabbrica del sovrappi5 di operai era 1militarizzarsi2, e lNelenco potrebbe continuare. ,he ognuno tragga le conclusioni che vuole certo che lNaccusa falsa il concetto sotto il profilo della verit% storico?politica, di come andavano realmente le cose. !erch leggere i documenti dellNepoca, cos( enfatici, con termini 1truci2, senza questa chiave di comprensione vuol dire stravolgere tutto e rimanere alla superficie apparente. INSC..)OIAN)- intanto non lNinsurrezione russa. A meglio, come sempre, si prendevano come idee?forza esperienze lontane ma non perch si potessero realizzare pari?pari. )ra un volersi riconoscere un patrimonio incredibile nella storia della lotta di classe e del movimento internazionale comunista. In concreto stava a significare che bisognava lavorare affinch i

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proletari insorgessero contro lo sfruttamento, nelle molteplici forme in cui si d%. In parole povere, mettersi a lottare, organizzarsi, prendere 1coscienza2 anche per un aumento salariale ma lottare, e non tanto 1complottare2 in una scantinato. )rano quindi una visione e prospettive epocali, tuttNuno con il concetto di rivoluzione. !ieno di contraddizioni e influenzato dalle numerose anime del marJismo, questo concetto non aveva niente a che fare con lNora P. !A3).) A!).*IA- pi5 esattamente, il potere deve essere operaio. Bui il concetto chiaro- al potere dei padroni si preferiva e si lottava per il potere degli operai. >I33*3C.* !.A/)3*.I*- al solito un uso dei concetti vecchi per realt% nuove. ;oleva significare che alla dittatura del capitale, cio dellNorganizzazione capitalistica del lavoro, bisognava sostituire la dittatura proletaria, cio transizione verso il comunismo che, a dispetto della dittatura, deve avere il massimo di sviluppo delle libert% singole collettive, senza pi5 forme di sfruttamento dellNuomo sullNuomo. Buindi quella 1dittatura2 sta per 1libert%2. .I'IC3A >)/ /*;A.ADS3C>IA- non era un invito alla pigrizia e allNignoranza. Semplicemente voleva significare il rifiuto, nella realt% delle cose, del lavoro salariato e quindi del lavoro perch il lavoro salariato o non lavoro, qualcosNaltro, unNaltra 1forma2 di attivit% umana, per attivit% umane socialmente utili, tendenti non allNaccumulo del profitto ma al benessere, felicit%, ricchezza materiale e spirituale di tutti. .ifiuto dello studio, e quindi di questa scuola 1millenaria2, per attivit% di apprendimento del sapere che fosse tuttNuno con quanto sopra, quindi non a conoscenze di morte e morte, per il profitto, ecc. ;IA/)NO* !.A/)3*.I*- il padrone usava ed usa la violenza come sistema ? nelle condizioni generali di sfruttamento, nelle morti bianche, le guerre, lNuso di polizia e delle leggi solo esclusivamente per conservare i propri privilegi e i frutti della rapina quotidiana sul lavoro salariato e operaio. Buindi bisognava rispondere in modi e forme che colpissero questa violenza ? certo con livelli infinitamente inferiori a quelli del padrone ? stato. Cna parola dNordine nei cortei che aveva una forte carica di incitamento alla lotta, alla mobilitazione pi5 che 1ad un incendio26 urlavamo 1...le citt% bruceranno...2 ma non ci risulta che abbia preso fuoco alcuna citt% italiana. ,os( pure per 1partito armato, bisogna armarsi, comunismo subito, ecc.2, di cui abbondantemente se ne chiarito il vero significato al processo del = aprile romano, in altri processi, nelle contro? requisitorie stampate. !er finire, vogliamo delineare i percorsi generali dNorganizzazione del movimento in quel periodo. Intanto cosNera il movimento: )ra quellNinsieme composito, non statico, di istanze di lotta, di momenti di mobilitazione, di movimenti di massa, di gruppi politici, su tematiche e obiettivi a partire da determinati strati della moderna composizione sociale. ,on un chiaro segno antirevisionista ? si era cio a sinistra del !ci ? e anticapitalista ? no a questa societ% dei padroni. >ata di nascita il NF8DNF#, il movimento non ha carattere chiuso, da partito o 1sempre lo stesso2. )N lo sviluppo e continuit% delle lotte. /Nassemblea come forma generale dNorganizzazione, come mentalit%, e lNautonomia dal sistema partitico, gli eJtraparlamentari, erano i due cardini su cui si articolava il movimento. ,oncretamente questo voleva dire comitati, coordinamenti, intercomitati, ecc., nelle scuole ? 1facolt%26 i comitati operai, assemblee di reparto, ecc., nelle fabbriche. * !adova, ad esempio, cNera lN*ssemblea dN*teneo o dellNinterfacolt%, si svolgeva in grandi aule ed era, appunto, lN*ssemblea generale degli studenti dellNCniversit%, mobilitati su determinati problemi e piattaforme. 3utti partecipavano allNassemblea, anche quelli del !ci. ,Nerano gli ordini del giorno, proposti e modificabili durante le discussioni, cNerano gli interventi, le votazioni sulle mozioni, la mozione che vinceva diventava la posizione ufficiale di tutta lNassemblea sul determinato problema. /Ninfluenza di !.A. era forte ma interna alla dialettica democratica del movimento. *nche il !ci presentava le sue mozioni, che quasi sempre erano bocciate. 'orse parte da l( quellNodio irrazionale e vendicativo che lo porter% a farsi promotore e collaboratore delle retate, della repressione contro i compagni del movimento e dellNautonomia, contro quelli che non era mai riuscito a battere politicamente nelle sedi assembleari di movimento. Non si capisce dove stavano i 1banditi o gli eversori2 quando pubblicamente, a porta aperta, nellNassemblea dNateneo, mediamente sulle G$$ persone, le mozioni di !.A. conquistavano #$ voti ? cifra questa fatta tanto per far capire le proporzioni. ,Nerano i gruppi. Nascevano sullNonda del NF8. *lcuni avevano origini pi5 antiche, altri no.

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4li 0./. a !adova, ad esempio, hanno una gloriosa tradizione, gi% nel NFH quando Qruciov attacc+ i fuoriusciti dal partito di !adova. 3ra questi, soprattutto il 'ronte Cnito mantenne una costante presenza allNinterno del 0ovimento. Il 0anifesto a !adova era una delle prime realt% nazionali del gruppo, nato da una costola del !ci ma, per un certo periodo, ben inserito nelle fabbriche e nelle scuole. !oi /otta ,ontinua, *vanguardia Aperaia, il ,entro /enin, /otta ,omunista, ecc. ,Nera anche !.A., che per peso qualitativo e quantitativo era maggioritario6 unNarea che andava ben al di l% dei militanti in senso proprio- ad esempio, il giornale vendeva moltissime copie. 0olti 1erano di !.A.2 semplicemente perch leggevano la stampa, ne appoggiavano le posizioni, partecipavano alle lotte. /Nintergruppo era una specie di 1parlamentino degli eJtraparlamentari2 che a !adova funzion+ per molto tempo. )rano riunioni di confronto e coordinamento delle iniziative. *d esempio, cNera da scendere in piazza, si concordavano le parole dNordine, il significato e la gestione politica della manifestazione, chi avrebbe parlato al comizio6 si coordinavano i rispettivi servizi dNordine ? ogni gruppo aveva il suo S.A. ?, chi doveva stare in testa, in coda o ai fianchi del corteo, sempre per proteggerlo da attacchi fascisti o di !olizia. I gruppi riflettevano le diverse anime del marJismo. Si riscopre il marJismo a livello di massa, anche grazie al lavoro di talpa che negli anni sessantMa piccoli gruppi di militanti ed intellettuali avevano svolto per soffiare la polvere e togliere le incrostazioni che via via si erano andate depositando sul 1pensiero di parte operaia2 originario. In pi5, con una messa in risalto dei principali filoni del marJismo storico e militante. In questo senso nei gruppi convivevano passato e presente, in proporzioni diverse caso per caso. Il '74/'76 Se sul periodo precedente abbiamo dovuto giocoforza tralasciare molte cose, anche per il periodo N= DN=F che stiamo per trattare faremo altrettanto, evidenziando possibilmente le questioni pi5 importanti e i percorsi di lotta del movimento. !rima di elencare il 1curriculum2 delle lotte vogliamo soffermarci su due punti, che per lNaccusa sono centrali. ,i riferiamo al problema dello sviluppo delle forme organizzate dentro il movimento a partire dal N=&DN= e allNuso della violenza, in particolare nella pratica antifascista. !.I0A. !er restare sempre nella chiarezza e comprensione per tutti diciamo che il problema organizzativo sempre stato un punto importante nel dibattito e nella pratica del movimento. ,on il NF8DN=&, abbiamo detto, il movimento riscopre terreni nuovi di democrazia, lNassemblea e il comitato, sviluppandoli con estrema fantasia e articolazione completa. ,ontemporaneamente, nascono i gruppi 1eJtraparlamentari2, fenomeno sia ideologico che espressione politica in forme organizzate delle lotte in fabbrica, nelle scuole e nelle universit%. Buesti infatti sono i due spezzoni della composizione di classe ? lNoperaio e lo studente massa ? da cui verranno fuori le famose 1avanguardie di lotta2. *lla fine di quel periodo assistiamo ad un cambiamento dei termini scontro di classe, cio si avvi+ una profonda modificazione sia nei rapporti di forza tra le classi, sia nella composizione stessa della classe operaia e del proletariato, con nuove figure sociali quindi anche nelle stesse prospettive del processo rivoluzionario ? in parole povere si riarticolano i modi, i programmi, lo stile di far politica, ecc. In quegli anni, si diceva che 1bisognava agire da partito2. Buesto 1bisogno2 poi lNaccusa lo ha interpretato a modo suo, appiattendo tutto e tutti, dando per scontato che il 1partito2 cNera, era bello e fatto. Noi vogliamo ricordare che la realt% era meno semplicistica e infantile di quanto le teorie dellNaccusa vogliono sostenere. *nche qui cN un problema ideologico e uno storico?politico. 3utto un filone, quello mDl, che si rifaceva pari pari a una ideologia mummificata terzinternazionalista, aveva messo in piedi piccoli partitini con tanto di comitati centrali6 una 1linea2 che non avr% molto successo come movimento, se non un proliferare di sigle, sedi, giornali e in proporzione un numero ben misero di militanti rispetto al radicamento di massa ? a parte la variante L..., che per+ fa tuttNaltra scelta, di 1compromesso2 con lNideologia, quella clandestina e militare poco conciliante con lo schema leniniano classico. Cn altro filone, maggioritario, prodotto genuino del NF8DNF# ? /.,., !.A., i ,ub, ecc. ? pone invece la questione del partito in modo problematico, ne riscopre cio la forte valenza politica anche provocatoriamente rispetto al revisionismo, e il patrimonio storico, ma altres(

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riconosce che il 1partito rivoluzionario2 che fino ad allora si era dato non era pi5 attuale in quanto la realt% politica, sociale ed economica dellNItalia era ben diversa da quella dei paesi di un passato pi5 o meno lontano e che, quindi, 1lo strumento2 per la rivoluzione doveva essere reinventato, in quanto forse di pi5 strumenti si trattava. !er questa parte del movimento dire che bisognava agire da partito stava quindi a significare- "9 che la lotta doveva essere di parte, dalla parte della classe operaia6 H9 che queste lotte dovevano portare al 1partito di tutti gli operai e proletari2, per il potere politico, per lNimposizione come 1dittatura di classe2 dellNinteresse operaio. *nche qui si poteva usare unNaltra espressione, ma forte era la volont% di recuperare il patrimonio ideale del movimento comunista internazionale. Avviamente tutto questo si scontr+ con enormi difficolt% perch, a parte i gruppi canonici mDl e lNorganizzazione per colonne delle L..., si fu sempre consapevoli che porre il problema non voleva dire risolverlo, che era infantile 1tirare la corda2 e inventarsi un partitino definitivo, che forse il problema di ricreare continuamente il 1possibile partito2 dei proletari in lotta, sempre dentro alle modificazioni della lotta di classe. >a questo punto di vista 1lNagire da partito2, diventava lo stimolo per riprendere sempre la lotta e la ricerca di passaggi di massa per la rivoluzione. *nche in ;eneto e a !adova il problema si pone e, come a livello nazionale, diversi furono i tempi e i modi delle risposte da parte dei compagni dei vari gruppi e dentro il movimento. !.A. fu il primo gruppo, importante nazionalmente e maggioritario in ;eneto, che impatt+ lucidamente col problema, dibattendolo alla luce del sole, ricercando soluzioni che non furono univoche ma diverse. !.A. cap( di 1non essere2 il partito, che questo partito dei desideri e delle speranze era tutto da conquistare. !.A. era un gruppo, ma anche parte del movimento. I compagni di !.A. erano anche i compagni di tanti comitati, assemblee, strutture di massa. !.A. si sciolse e i suoi militanti continuarono ? non tutti per+, ci fu chi si ritir+ a 1vita privata2 ? allNinterno delle lotte e dei movimenti lNeterna ricerca dei terreni di massa per la trasformazione radicale delle realt% e degli strumenti idonei per attuarla. Non quindi un gruppo compatto che si scioglie 1furbescamente2 cambiando solo la pelle. 3utta lNarea eJtraparlamentare entra in crisi6 alcuni gruppi si sciolsero, altri si modificarono o sparirono del tutto. Su questo punto non vogliamo pi5 ritornare perch per noi la faccenda talmente chiara che continuare a sostenere il contrario ci sembra solo tremendamente provocatorio e falso. /Naccusa non pu+ sostenere una 1continuit% dNorganizzazione nascosta2 di una qualche banda onnicomprensiva solo perch dopo il N=& ritrova nelle lotte nomi di molti compagni che avevano vissuto lNesperienza di gruppo e di movimento in passato. Infatti, non ci fu un 1pensionamento2 di massa6 molto pi5 banalmente migliaia di compagni continuarono a lottare nelle nuove condizioni. Non solo la forma del gruppo spariva, ma le stesse istanze organizzative del movimento conoscevano un processo di ridefinizione e 1allargamento nel sociale2. /a base era sempre la forma assembleare, che in questo periodo si estendo non solo in fabbrica o nelle scuole, ma nei territori. Buindi nei quartieri, nei paesi, nelle zone6 da qui la nascita dei gruppi sociali, comitati e decine di altre realt%. I proletari di un quartiere, in un paese, decisero di riunirsi, di discutere dei problemi della loro realt%, delle possibili soluzioni, dei modi per attuarle. Non solo. >a quartiere a quartiere, da paese a paese, si riscopre la circolazione di uomini e di idee, ci si confronta sulle lotte, sulle proprie esperienze, ci si riunisce, si affittano sedi, si inventano 1funzioni organizzative2, come chi paga lNaffitto di una sede, chi usa il ciclostile, chi impara la serifgrafia, ecc. Si scende in piazza, si fa agitazione nelle strade, nei luoghi di lavoro, nelle case6 insomma si reinventa o si impara a 1fare politica2.. Buindi centinaia di riunioni, migliaia di volantini, documenti, circolari, appunti, ricerche, inchieste, bollettini. ), allora, 1attivo2 significa riunione dei pi5 attivi tra i compagni, quelli che sgobbano di pi5, il momento dove si fa il punto del lavoro fatto nel quartiere, nel paese, ecc., quello che cN da fare. 4li attivi ci sono anche nel !ci, nel sindacato e in genere in tutte le forze politiche di sinistra. >a qui lNinterattivo o coordinamento degli attivi, cio momenti pi5 larghi perch comprendenti pi5 paesi, pi5 quartieri e pi5 zone, come metodo assembleare, come democrazia dal basso per un confronto e per eventuali decisioni comuni.

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Avviamente nascono ulteriori funzioni- quelli che vengono incaricati di mantenere i 1contatti2, quelli che organizzano materialmente le sedi delle riunioni, quelli che di volta in volta introducono le discussioni, le relazioni. Sempre per+ in forma assembleare e collettiva, mai da 1organizzazione centralizzata2. Non era possibile strumentalizzare questa complessa realt% perch sarebbe inconcepibile che 1uno da fuori2 del movimento portasse ordini, indicazioni, programmi, linee. A si era del gruppo di base, del comitato dellNattivo, del coordinamento in quanto tali o non si aveva diritto di parola. Buel filone maggioritario di cui dicevamo, non era esterno al movimento di base, era il movimento di base. /o diciamo soprattutto pensando a una tesi del 4.I. ? lo stesso ragionamento vale per 1sezione, nucleo, cellula, ecc.2. * pag. F e seguenti del rinvio a giudizio per il =. veneto ? "".& il 4.I. sostiene- 1/e strutture di RbaseR non vengono inizialmente costituite dai ,ollettivi ma sorgono per lNiniziativa spontanea di alcune persone che ricercano prima della met% degli anni N=$ nuovi modi e nuove sedi di attivit% politica anche in conseguenza di un mutamento del quadro degli interessi che intendono tutelare. .ispetto a questa situazione i ,ollettivi svolgono unNopera di inserimento e di aggregazione inviando loro aderenti alle riunioni di tali organismi con una pluralit% di scopi- dal condizionamento dei contenuti del dibattito allNindividuazione di militanti pi5 attivi e preparati, dal collegamento con le iniziative di organismi paralleli e degli stessi ,ollettivi allNinserimento di questi prima di singoli aderenti e poi, in alcuni casi, di intere strutture... Sono quegli attivi di zona, gi% definiti come si visto nel documento = , che svolgono questo lavoro complesso di immissione e progressiva annessione- Rsedi politiche della direzione dei ,ollettivi nel lavoro di massa e sedi di organizzazione nelle zone dei quadri operai e proletariR. ) ancora- Ranche rispetto a organismi studenteschi..., anche con dette strutture non sembrano raggiungere quel tipo di rapporto di tipo organizzativo che si instaura tra i ,ollettivi e i nuclei dirigenti di alcuni gruppi sociali, cos( aderenti dei ,ollettivi compaiono nei comitati di agitazione, nei comitati interistituto e nei comitati interfacolt%.. In sostanza, moltiplicando lNimpegno organizzativo, i rappresentanti dei ,ollettivi cercano di essere presenti ovunque vi sia o si prospetti la possibilit% di creare unNaggregazione antagonista. 3ale opera produce risultati. /e iniziative vengono sollecitate, i contatti con aggregazioni parallele favorite, i contenuti delle concrete scelte politiche condizionati. 3utto ci+ ovvio, non determina ancora lNesistenza di unNunica associazione tuttavia si verificano, ad un certo punto e in certi casi, esiti ulteriori. /a capacit% organizzativa, lNintervento e di egemonia dei ,ollettivi induce singoli e strutture di base, almeno nel loro nucleo dirigente, ad accettare ? oltre il limite di un rapporto solo politico ? questo progressivo inserimento, diventando cos( protagonisti, in grado diverso, della vita di tale organizzazione. *ccanto a ci+ matura la decisione di costituire, dove ancora non ci sono, altri gruppi sociali territoriali- di tali invenzione, come dellNinserimento negli spezzoni autonomi di base gi% esistenti, vi sono numerose prove, in questo caso strumentali2. Noi invece sosteniamo che"9 strutture di base e collettivi ? tutti i collettivi ? sono la stessa cosa6 H9 quelle 1alcune persone che ricercano2 sono in genere compagni che hanno fatto esperienza nei gruppi 80D/, !.A., /.,., 0anifesto, ecc.9 e che, 1tornando2 nei loro quartieri, paesi e zone vi portano lNesperienza fatta in fabbrica o a scuola o in facolt%, con tutta la carica culturale di rottura e i metodi di militanza del movimento6 &9 non ci furono collettivi formati 1a parte2 che si infiltrarono ed aggregarono il movimento su una linea di organizzazione, dal momento che questi 1aderenti2 per poterlo fare avrebbero dovuto uscire dalla porta di una sede di collettivo e rientrare un secondo dopo nella stessa come sede di struttura di base. I compagni non potevano 1autoinfiltrarsi27 9 Nessuno poteva condizionare il dibattito 1dallNesterno2 ma solo dallNinterno, come movimento. G9 Non cNerano i selezionatori che sceglievano i pi5 attivi per inserirli in chiss% quale squadra maggiore, dal momento che era allNinterno della struttura di base che si riconosceva lNimpegno di un compagno, non per conto di terzi, ma tra compagni che facevano lo stesso lavoro politico. F9 i collegamenti delle lotte e delle strutture non avvenivano attraverso dei 1sensali2 ma direttamente. ,i si coordinava solo con chi lottava concretamente ed era un 1pezzo2 del movimento.

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Non si trattava di unire realt% lontane nelle miglia tra loro, ma tra quartieri di una stessa citt%, tra paesi di una stessa zona e nessuno di noi era cos( minorato da non conoscere i compagni, le strutture della citt% o della provincia6 non cNera bisogno di un intermediario, ridicolo. =9 gli attivi non sono gli attivi di unNorganizzazione ma forme assembleari del movimento per riunirsi. ,erto, qualcuno poteva anche studiare questa realt%, farvi sopra chiss% quali progetti, scrivere documenti e circolari, ma questo non in rapporto con le dinamiche e 1lNindipendenza2 del movimento. 89 Se compagni sono presenti in pi5 collettivi di lotta questo non vuole dire che gli uomini die collettivi politici compaiono in pi5 strutture per fini particolari6 semplicemente cNera mobilit% allNinterno del movimento. Se dal N=&DN= , in particolare, si scopre il sociale, il territorio, ci+ vuole dire che il compagno che a scuola impegnato politicamente lo sar% anche nel suo quartiere e che quindi sar% presente in pi5 strutture di base. #9 Nessuno cercava di essere presente ovunque per fini di 1banda2. I soggetti della composizione di classe data non sono 1fermi2. Se si abita allN*rcella ma si lavora alla 4uizza, a !adova il compagno lotta nel gruppo sociale dellN*rcella e nel comitato sul posto di lavoro alla 4uizza. 0agari vorr% coordinarsi con altri sui suoi problemi, e in pi5 magari lotter% per il divorzio frequentando altre sedi movimento. /a mobilit% e la presenza territoriale quindi non significano automaticamente che cN unNorganizzazione unica che agisce su una realt% statica. )N proprio la realt% che mette tutto in movimento, accelera le trasformazioni e le velocit% delle modificazioni dei rapporti di forza allNinterno della classe e, quindi, le aggregazioni tra proletari. Inseguire queste mobilit%, cio la ristrutturazione capitalistica, significava diventare a sua volta mobili e 1onnipresenti2. "$9 Non cN centralizzazione ed egemonia di nessuna ma auto?organizzazione. *nche nel documento presentato al processo per direttissima ne abbiamo parlato. .imandiamo alla lettura di quel documento puntualizzando quanto seguea9 il concetto di auto?organizzazione non ha niente a che fare con la spontaneit% in senso 1classico2, in quanto nellNepoca presente niente spontaneo, cio niente nasce dal nulla e per incanto. /a spontaneit% moderna tuttNaltra faccenda. b9 nella nostra epoca i proletari ? ci riferiamo ai paesi a capitalismo maturo ? lottano a partire da prime aggregazioni che si danno su determinate condizioni politiche, sociali, economiche e su determinati obiettivi, pratiche e metodi di lotta. c9 organizzarsi a partire dai propri bisogni, oggi, non significa lNesplosione pi5 o meno violenta della rabbia di un proletario abbruttito, ignorante ed esasperato6 la moderna composizione sociale di classe vive e conosce lNintero ciclo produttivo, dentro e fuori la fabbrica6 a un livello di scolarizzazione alta rispetto a ieri, lotta a partire dalla consapevolezza che non per un poN di pi5 di minestra si lotta ma perch la ricchezza sociale prodotta enorme e appartiene, che questa ricchezza pu+ essere goduta diversamente e prodotta organizzando lNattivit% sociale in altri modi o forme. Buindi sa6 quindi si organizza al di fuori del sistema dei partiti istituzionali ? perch tutti interni alla logica capitalistica ?, al di fuori delle forme previste del diritto e della consuetudine che trasforma in legge critica e dissenso6 si d% autonomamente, non crede nella delega, nelle rappresentanze di altri dei propri interessi6 vuole e pratica forme di democrazia diretta, dal basso. Buesto auto?organizzazione- aggressione dal basso e fuori dalle forme ufficiali di rappresentanza. Insomma, lNautonomia operaia allNinterno del moderno proletariato vuol dire semplicemente questo- autonomia dal padrone, dal burocrate sindacale, dalle corporazioni statali, autonomia di classe per s e non pi5 compatibile con la dialettica dello sviluppo del comando e del controllo capitalistico, a meno che non vengano cambiate le regole generali del gioco che tengano conto di tutto questo, il che vuol dire trasformare profondamente questo stato e questa organizzazione sociale"9 se, nel tempo, sorgono pi5 gruppi sociali, questo non vuol dire che cN qualcuno che per suoi fini ed artificialmente moltiplica forme organizzative ma, semplicemente, che il movimento si

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sviluppa su coordinate di lotta e dNorganizzazione dimostratesi paganti. Non una questione di pi5 bravura organizzativistica7 Buindi la realt% era complessa. /Naccusa fa la stessa operazione della televisione, quando, da un libro o da squarci della realt% vera e propria reinventa uno sceneggiato, una riduzione, che non n carne n pesce perch vorrebbe spiegare una cosa reiscrivendola secondo esigenze di copione6 fa un racconto, una storia, una favola. !u+ diventare anche accattivante ma non mai la realt% reale. ;i sono tanti modi per ricostruire le riunioni di un collettivo- lo spettatore pu+ capire che uno dei tanti collettivi, oppure che una banda travestita da collettivo, il dialogo il medesimo ma la luce con cui lo si ascolta che ne cambia il senso, il significato. S),AN>A. /e lotte antifasciste a !adova, al di l% della cronaca spicciola. *bbiamo gi% detto che a !adova cNera una forte presenza fascista a tutti i livelli. ,ome in tutta Italia, i fascisti erano usati contro la lotta operaia e studentesca. Buesto il punto, allNinterno di un clima generale molto pesante, con nuove leggi antisciopero7 ? vedi la legge .eale ?, anticomunista, con lNintervento sempre pi5 frequente e deciso di polizia e carabinieri contro dimostranti, scioperanti, contro chi lottava, parecchi proletari ci lasciarono la pelle. Intanto gli stragisti mettevano bombe sui treni. ,ome sempre lNindicazione pi5 chiara viene dalle fabbriche- gli operai dicono basta alla presenza attiva e provocatoria dei neri e memorabili saranno le giornate dellNaprile N=G a 0ilano e 3orino. Il = marzo le strade e le piazze a 0ilano sono invase da migliaia di operai, lN*lfa .omeo in testa, in un clima teso per la morte del compagno ;aralli ,laudio per mano fascista. /e sedi nere vengono prese dNassalto6 i covi, i ritrovi setacciati, con la polizia che li difende. * 3orino H$ mila compagni assalirono e incendiarono la sede regionale dellN0si. Buesta era la situazione. * !adova i compagni da anni si scontravano con la presenza fascista. Nel giugno N=G vi sono le elezioni regionali, i partiti tengono comizi, annunciato lNarrivo di ,ovelli e *lmirante. Il movimento dice di NA7 >ue tra i maggiori caporioni della canaglia nera non potevano parlare impunemente nella citt% da cui partirono molte strategie di tensione e di strage ma anche nella citt% di un forte e vasto movimento di classe. 0olti gridarono allo scandalo, anche il !ci6 fecero interpellanze, chiesero al questore di vietare la piazza al boia missino, alla fine fu tutto inutile. Sia ben chiaro una cosa. >al N G a oggi, cN stato insegnato che questa .epubblica nata dalla lotta antifascista, ecc., che i fascisti vanno combattuti e nel NF8 il movimento riscopr( quel genuino sentimento che port+ molti partigiani a morire in montagna. )N indubbio che 0si, 'uan, ecc., sono organizzazioni fasciste tollerate e poi accettate dentro le istituzioni come valvola di sfogo a destra, come mezzo da usare contro la sinistra e la classe operaia in determinati momenti. Buindi per noi *lmirante e ,ovelli non dovevano parlare. 4rossa fu la discussione nel movimento e la stragrande maggioranza scese nelle piazze per presidiarle. In piazza dei Signori si concentrarono centinaia di compagni per manifestare il loro sdegno e la loro collera per un comizio fascista tenuto a pochi metri di distanza, in unNaltra piazza. 'u la polizia ad attaccare quasi subito e per prima col lancio di lacrimogeni, sassi e caccia allNuomo. I compagni non fuggirono, si dispersero e dimostrarono la loro protesta come poterono, nelle nuove condizioni. Si usarono anche molotov senza alcun piano preordinato di sovvertimento della citt% ma semplicemente, per autodifesa in caso di attacco. Cna molotov pu+ essere fatta sul momento, non cN bisogno di nessuna santabarbara. .eazione spontanea, e se *lmirante e ,ovelli parlarono, anche se per pochi minuti, fu una vittoria politica di cui andiamo orgogliosi. >a quel momento, si pu+ dire, la crisi della presenza nera a !adova fu irreversibile. Si vergognino coloro che anni dopo hanno sostenuto la tesi accusatoria, applaudendo alle varie condanne inflitte ai compagni su questi e altri episodi analoghi. Il problema fascista doveva essere affrontato, drasticamente, avendo il coraggio di farlo. Se non ci fossero

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state quelle giornate 1resistenziali2 del giugno N=G, se non ci fossero stati tanti altri momenti di mobilitazione e vigilanza, probabilmente quel cancro si sarebbe sviluppato e chiss% quante altre morti proletarie avrebbe provocato. !erch non furono le inchieste giudiziarie, addomesticate e castrate, che ridussero il fenomeno a proporzioni minime. Non vogliamo medaglie, semplicemente la verit% storica. ,he poi il codice penale condanni questa lotta ci fa anche onore6 e infatti il codice .occo, di fattura fascista, non pu+ certo approvarla, perch diretta contro i figli e i nipoti di chi ha voluto, scritto e applicato queste leggi. >a questo punto di vista pu+ essere ben chiaro ? per chi voglia capirlo ? che i due morti di via Oabarella nel N= furono un qualcosa che riguardava unNorganizzazione clandestina e basta. Il movimento non aveva bisogno di ammazzare per battere i fascisti, perch il movimento voleva il loro isolamento e la loro sconfitta a livello di massa, dentro una pratica quotidiana di vigilanza e azione politica. Il combattentismo invece ha unNaltra linea politica e pratica, cio vuole inserirsi con determinate proprie azioni dentro la lotta, per dare indicazioni, direttive, ecc. ), infatti, quei due morti non spostarono e aiutarono di un millimetro le lotte dei compagni, perch il problema non era quello di 1eliminare2 singoli avversari, quanto di attaccare il fenomeno politico dentro comportamenti di massa, dove erano i proletari, in prima persona, che si facevano carico del problema, senza bisogno di 1giustizieri2 per conto terzi o altro. Notiamo fin da allora che la logica della polizia e della magistratura sar% calogeriana. ,hi furono le persone fermate poche ore dopo con lNaccusa di omicidio: ,ompagni di movimento, dimostratisi poi completamente estranei, ma oggetto di un tentativo di provocazione molto grave per il semplice fatto che la questura li voleva coinvolti in episodi di antifascismo davanti alle scuole e nelle piazze. ,ome se vigilare e mobilitarsi ogni giorno contro i fascisti, e alla luce del sole, portasse consequenzialmente alla pratica dellNomicidio politico, alla pratica terroristica. 4i% da allora, quindi, la repressione contro il movimento partiva da alcune teorie e interpretazioni completamente sballate, infantili ed estremamente pericolose, di una realt% multiforme e nello stesso tempo molto 1evidente2 per chi avesse voluto capirci qualcosa. !er concludere, mentre tutta una logica e una pratica gappista giustificavano e praticavano unNazione come via Oabarella, il movimento di massa e le sue istanze organizzate daranno vita alle memorabili giornate del giugno N=G6 allNinterno di una mobilitazione continua. *pparentemente lNobiettivo lo stesso, combattere il fascismo, in realt% erano due logiche diametralmente opposte, con risultati diversi, perch la prima non lo sconfiggeva n politicamente n a livello di massa, n militarmente, mentre la seconda riusciva a determinare livelli di coscienza, di consapevolezza tra la gente- che rifiutare il fascismo, sotto qualsiasi spoglia, era ancora una meta non raggiunta del tutto, perch anche su questo terreno ci sia consapevolezza e auto?organizzazione di massa. >icevamo che tra il N=& e il N= si fa sentire con pi5 forza la politica padronale e governativa a livello sociale e di fabbrica. /Nobiettivo uno solo- rompere la rigidit% dellNoperaio?massa, ristrutturare e convertire lNapparato produttivo, ricercare le basi per un rilancio dellNaccumulazione. Il problema, dunque, per il padrone era di ordine politico. Sul piano generale le forze della sinistra istituzionale e il sindacato abbandonarono via via quelle parole dNordine che in parte avevano dovuto far proprie nel NF8DN=& sotto la spinta dellNattacco operaio al reddito. Il ,ile poi aveva dato la pennellata finale ad una strategia che punter% al compromesso sociale, alla solidariet% nazionale alla politica dei sacrifici. /e strutture operaie, come i consigli, vengono s( tenute in piedi ma via via svuotate di quel contenuto antagonista e radicale che in parte le aveva caratterizzate precedentemente, 3utto questo mentre in fabbrica il padrone attaccava la rigidit% operaia con licenziamenti, cassa integrazione, mobilit% interna e esterna sul territorio. Non nuovi investimenti tecnologici ma con un aumento dello sfruttamento a partire dalla base produttiva data6 si lavorava sotto organico e si produceva di pi5. !roduttivit% la nuova parola dNordine capitalistica. /Noperaio doveva produrre di pi5 per unit% di prodotto, contro anni e anni di

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rifiuto del lavoro, di assenteismo, di sabotaggio, di attacco allNorganizzazione del lavoro. >alla fabbrica la crisi si riversa sul territorio, dove non solo il reddito familiare viene abbassato con la perdita di quote di salario monetario ma anche il potere dNacquisto, in quanto tale, dei proletari, viene colpito con un poderoso aumento dei prezzi, una robusta svalutazione della lira, una inflazione galoppante. /a qualit% della vita peggiorava e tutte le conquiste di 1libert%2 da pi5 tempo libero conquistato, alle donne che lavoravano 1fuori dalla famiglia2, a quel poco di benessere acquisito, ecc. ? venivano rimesse in discussione. /a reazione operaia sar% dura6 a livello territoriale anche soggetti non operai, investiti dalla crisi, reagiranno con la lotta. /a figura centrale dellNoperaio?massa di fabbrica viene messa in discussione, la proletarizzazione di ampie fasce del lavoro dipendente crea nuove figure sociali che nel N== confermeranno la sempre maggior preminenza di una nuova figura, lNoperaio sociale, che ancora operaio ma non pi5 rigidamente alla fabbrica tradizionale, che produce valore anche fuori dai cancelli, perch la produzione, il ciclo, diventano generali, coinvolgendo tutto il territorio, ove produzione e riproduzione assumono la stessa importanza per il capitale e di conseguenza diventano nuovo terreno di inchiesta e di lotta per i movimenti proletari. /a produzione si decentra6 dalla fabbrica?madre il ciclo attraversa piccole imprese, laboratori, a domicilio, per tornare sempre al punto di partenza. Cn ciclo e quindi una forza?lavoro spezzettata6 priva di potere, disorganizzata, divisa, sconosciuta a se stessa, dove non cN pi5 unNunica forma di lotta, gli stessi obiettivi e bisogni contingenti. Il padovano, il veneziano, tutto il ;eneto ne sono investiti. /Noperaio diventa una figura completamente sociale dove le 8 ore di fabbrica sono una parte di unNintera giornata dedicata a produrre e riprodursi. Saranno questi, negli anni dopo il N=&, i terreni di nuove sperimentazioni e di pratiche di lotta del movimento organizzato, dei movimenti autonomi di classe. In questo quadro, indubbiamente la volont% padronale e governativa supportava sempre meno comportamenti che si ponevano 1fuori2 dalla mediazione con il revisionismo ormai avviato verso la strada della svendita, pi5 che decennale, di cui oggi si avvertono le conseguenze a livello macroscopico. /o studente sempre meno 1studente2 e sempre pi5 proletario. *umenter% il numero di giovani che pur andando a scuolaDuniversit% cercheranno lavori saltuari, sottopagati, neri, supersfruttati, con al centro dei loro problemi quotidiani il bisogno di reddito, prima e al di l% del conseguimento di un diploma, di una laurea e di un lavoro poi, che sempre pi5 una chimera. Buindi anche le contraddizioni interne allNorganizzazione dello studio nella scuola e nellNuniversit% si riverseranno sul territorio dei quartieri e dei paesi, con unNenorme carica sovversiva, in quanto andavano a scontrarsi contro le nuove linee della tendenza capitalistica che erano contro qualsiasi forma di reddito garantito e salario politico e, su questo, di rigidit% operaia e proletaria a 1farsi ristrutturare2. *nche qui dunque lNintelligenza proletaria si misurer% innestando nel tessuto sociale nuovi movimenti, nuove forme aggregative, nuovi metodi di lavoro politico, con tanta e tanta fantasia e buona volont%. Il N= un anno di passaggio per il movimento veneto, un anno in cui le forze rivoluzionarie del movimento si guardano attorno, studiano le nuove dinamiche sociali6 lNinchiesta operaia diviene lo strumento principale di conoscenza e di lotta, per le lotte. Non unNorganizzazione criminale e sovversiva ma nuovi ambiti di discussione, di proposizione e di lotta. Se a livello cittadino la pratica del movimento ricalca ancora, ad esempio a !adova, superati schemi ereditati dagli anni precedenti e nel complesso sulla difensiva, le cose non cambiano a livello territoriale e nel polo di 0arghera, anche se si possono individuare segnali, iniziative, comportamenti, aggregazioni che anticipano il 1nuovo2 degli anni seguenti e del N==. *d esempio, nella bassa padovana la lotta continua a livello di fabbrica e in un clima sempre pi5 pesante. *llNCtita si lotta per passaggi uguali per tutti. *l QennedM, istituto superiore di 0onselice, la lotta sui trasporti, per fasce orarie gratuite, la pubblicizzazione del trasporto, il potenziamento del servizio, e inoltre per una mensa interaziendale operai?studenti, per libri gratis, per lNufficio studenti, per gruppi di studio per classe e interclasse, per assemblee di corso, per spazi politici, per il cineforum, per il # in condotta per tutti, per scrutini vincolanti, per lNabolizione del segreto dNufficio. Su questi punti si muoveranno un poN tutte le scuole della provincia e sarebbe problematico

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elencare la microconflittualit% diffusa di quellNanno /e bombe di Lrescia, nel maggio, si faranno sentire anche a !adova e nel ;eneto con una maggiore mobilitazione e vigilanza contro le provocazioni fasciste e di polizia. Non a caso ricompare la ,isnal. *umenteranno gli straordinari, che il sindacato concede 1in cambio di investimenti e blocco dei prezzi2, che n il padrone e n il governo attueranno in quanto la loro linea era diametralmente opposta. Il movimento denunci+ la manovra dei petrolieri che con lNimboscamento delle scorte gridavano alla crisi e intanto aumentavano i prezzi ? una parte di questi soldi servir% a foraggiare i fascisti della ,isnal. Il terreno del contratto non era pi5 la 1scadenza2 ma solo unNoccasione, tra le altre, per lottare. Il movimento nel complesso tiene ancora. Nel ;eneto la lotta per forti aumenti salariali, per il blocco politico dellNaumento di alcuni prezzi di generi di prima necessit%, per la gratuit% dei trasporti pubblici, ecc. Il corteo interno era sempre la forma di lotta vincente6 come vincevano le lotte alla 'iat, le lotte di reparto come alla !irelli e allN*lfa, nei chimici di !orto 0arghera, nei tessili. ,Nera paura di un golpe di generali, tra di noi se ne parl+ molto. Indubbiamente, acceler+ quel dibattito sullNautodifesa e sullNuso della forza, cos( centrali negli anni seguenti. ;ogliamo ancora ricordare le lotte alla ,ascadan su categorie, salario, straordinario, prezzi, ecc., come terreni di 1lotta larga2 per lNunit% di operai e proletari contro la crisi. *nche a 0estreD0arghera la lotta continuava e come sempre dal polo operaio che verranno le principali indicazioni per il movimento. 4i% nel N=& istanze proletarie, come lNassemblea autonoma e il collettivo autonomo San 0arco, sostenevano la necessit% che allNattacco al salario, di cui la contingenza copriva gli aumenti del costo della vita ? parificazione al massimo della stessa, era la richiesta ? occorreva praticare lNautoriduzione, per un salario garantito, non pagando lNaffitto, per trasporti gratis e il rifiuto di pagare super?bollette della luce, gas, telefono, per prezzi politici. )N una lotta che dar% dei risultati. *l ;illaggio San 0arco il prezzo politico del pane scende a "$$ lire al Ig6 a ,hioggia i proletari vincono la lotta sui trasporti portando il biglietto da 8. $$ a H.8$$ lire per i pendolari che lavoravano a !orto 0arghera6 a Noale impedito un aumento di tasse. *lcuni esempi presi a caso, di una pratica sociale diffusa. /otte non di soli 1eJtraparlamentari2 ma di migliaia di proletari, appoggiati sovente da strutture sindacali 8come a 0argherae e, fuori dal ;eneto, a 3orino, 0ilano, ecc.9. Nel N= a 0arghera interi impianti vengono chiusi senza alcuna motivazione e con conseguente cassa integrazione. *nche nel grande polo si teme un colpo di mano golpista. ,Nera il processo a &= operai, sindacalisti e militanti politici, e la presenza operaia in aula ricorda lNinquinamento fascista nelle forze armate e nella magistratura. *ument+ la vigilanza. Non erano timori gratuiti- il processo ;alpreda era stato annullato dalla ,orte di ,assazione, il processo al compagno 0arini si svolse tra provocazioni e pestaggi in aula, il processo di !eteano vedeva assolti gli imputati, le forze armate erano in allarme, il governo e il Sid sapevano di 'umagalli fin dal N=$ e dellNattivit% nellNesercito e nei carabinieri di personaggi come Spiazzi, esplodeva in quel periodo il caso della .osa dei ;enti. 'acciamo questo elenco che sembra non interessare per intero il ;eneto perch ci ricordiamo le numerose volte che molti hanno dormito fuori casa a ogni notizia allarmistica 8se lo dovrebbero ricordare i militanti del !ci9. Buella situazione, lo ribadiamo, contribu( a spingere verso scelte di difesa e offesa proletaria. >opo i prezzi, la casa il terreno di iniziativa. * 0estreD0arghera cNera lo sciopero della spesa. >allo sciopero nasce un comitato?prezzi di casalinghe nel ;illaggio San 0arco, si ottiene la riduzione di una lista di prezzi di generi alimentari e il comitato controlla lNapplicazione del nuovo listino. /e forme di lotta erano i volantinaggi e i picchetti al supermercato, per invitare la gente a non comperare. Sono esperienze che si diffusero anche nel padovano. 4li operai del !etrolchimico entrano in lotta sui prezzi, i costi. Nasce un comitato di coordinamento e di autoriduzione dei costi sociali tra diversi consigli di fabbrica. ;engono raccolte le bollette dellN)nel nel capannone del !etrolchimico, contro gli aumenti, per una diversa politica tariffaria e una diversa politica energetica, contro lNaumento generalizzato dei prezzi e la politica sindacale sulla contingenza e le pensioni pi5 basse, ecc. Si chiese ai lavoratori dellN)nel la solidariet%. Nasceranno altri comitati al !orto, a ;enezia, allNInps, alla Sip, ai cantieri, alla Sunghans6 si raccolgono le bollette che autoridotte, si

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riconsegnano di blocco allN)nel. I tentativi di intimidazione, con lettere minacciose e denunce alla magistratura, non sortiranno nessun affetto. Solo lNunit% del ,omitato e non singolarmente, solo lNorganizzazione diretta, garantisce la gente dalla repressione. ,oordinamenti, assemblee, comitati si sussegueranno nei territori. Nella sola provincia di ;enezia, ad esempio, verranno raccolte circa "& mila bollette, che coinvolgono circa &$ mila lavoratori. ,N sempre pi5 consapevolezza che lNautoriduzione unNarticolazione delle lotte in fabbrica, sul territorio, contro la gestione padronale della crisi e lNaumento dei prezzi. Cna parte dei sindacati verr% coinvolta, volente o no, perch lNautoriduzione voluta dai lavoratori per le vertenze nazionali 8contingenza, prezzi, salario garantito, occupazione9. 0olti comitati di quartiere e consigli di fabbrica verranno coinvolti. Nel N=G, sempre nel veneziano, lNautoriduzione si estender% alle bollette del telefonomila bollette telefoniche autoridotte, vi aderisce il sindacato provinciale dei telefoni, il consiglio di zona Sip, comitati di quartiere, mentre i lavoratori presidiano ogni giorno la sede centrale dellNazienda a 0estre. 0inacce anche in questo caso, che i proletari respingeranno con fermezza. !resso il centro sociale San 0arco si dar% un coordinamento delle varie iniziative. *lcune famiglie occupano gli stabili sfitti per il diritto alla casa, mentre il problema della nocivit%, in particolare il cloruro di vinile, sempre centrale sia per la salute degli operai e sia per la lotta. * !adova e provincia, il =G lanno di una forte ripresa su tutti i terreni delliniziativa di classe. /e lotte non investono solo qualche fabbrica o le scuole e luniversit% ma il territorio nel suo complesso, le zone. Il movimento impara a conoscere la geografia produttiva e di classe. ,era un movimento in un quartiere, come in un paese del nord padovano o della bassa, a !onte di Lrenta come a .ubano. Il movimento prende definitivamente atto delle natura della crisi, che il salario attaccato in tutti i modi, svalutato con aumenti della produttivit%, con pi5 inflazione, tassazione diretta e indiretta, pi5 tariffe, ecc. solo cos( il padrone poteva rastrellare "$ mila miliardi, liberando per lesportazione quelle parti della produzione che prima veniva consumata dagli operai e dai lavoratori dipendenti e permettendo cos( il risanamento della bilancia dei pagamenti e laccumulazione di altri capitali per la riconversione produttiva con lutilizzo delle strutture produttive esistenti. I risultati furono un assenteismo quasi scomparso, ritmi aumentati, ripresa degli straordinari, trasferimenti di manodopera, spostamenti da un settore allaltro, ecc. Aperai espulsi, colpite le donne e i giovani, in crisi numerosi settori, dal tessile al manifatturiero. *umentava in tutta la provincia il lavoro nero, a domicilio, precario e la produzione era decentralizzata. Cn salario di HG$ mila lire veniva ridotto di =G mila lire con una svalutazione del &$ per cento ? mentre il sindacato chiedeva HG mila lire di aumento nel contratto7 In tutta la provincia di !adova " mila licenziamenti. Interventi della polizia contro disoccupati e picchetti operai ? come nella zona industriale di !adova ? contro le manifestazioni degli studenti, le donne in lotta. /applicazione della /egge .eale si fa sentire. .icordiamo la lotta in quel periodo degli studenti per le mense, per i pendolari a prezzo politico. >opo essere stati irrisi dal !rovveditore che 1consigliava di andare a rapinare le banche2, gli studenti decidevano di occupare la mensa di via San 'rancesco e di prendersi il pasto, ripetendo una pratica usata decine di volte nel passato. /a polizia aggred( selvaggiamente gli studenti dentro la mensa agli ordini del nuovo questore 'errante, ferendo decine di compagni arrestandone cinque e distruggendo i locali, fatto di cui poi si incolperanno gli studenti ? un metodo consuetudinario per polizia e carabinieri. !er completare lopera ci fu poi laggressione in piazza dei Signori dove la polizia isterica spar+ ad altezza duomo, e senza nessun 1pericolo2 incombente. Cn esempio tra molti. * tutto questo il movimento rispose con il rilancio delliniziativa, costruendo coordinamenti operai, strutture di paese, ronde operaie, contro licenziamenti e ristrutturazione, contro i ritmi, per lautoriduzione. !rima di fare una breve scorribanda in citt% e provincia, vogliamo ricordare il giugno =G. Non tanto delle giornate antifasciste, gi% affrontate, quanto delle elezioni politiche. 4overnava 'anfani, il clima di restaurazione era palpabile, il problema dellaborto era in discussione, il quadro sociale era pesante, la provocazione fascista e poliziesca non cessava dopo G anni di morti proletari ? ricordiamoli questi compagni e proletari ammazzati, tra questi, Santarelli, 3avecchio, !ardini, Seratini, 'ranceschini, ,eruso, Oibecchi, Loschi, 0iccich, ;aralli, ,ostantino,@ ? In questo clima noi, a maggioranza, votammo !ci@ 'u il massimo politico elettorale del revisionismo e linizio della

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sua discesa. In quel momento, in quelle elezioni, gli operai e proletari votarono tutti !ci perch si sperava che laumento elettorale del !ci comportasse una crescita complessiva della classe nella societ%. ) invece, quasi subito, gi% nella successiva scadenza contrattuale, i risultati furono una delusione. Invece di gestire la massa di voti e il potere conquistato 1per la classe2, il !ci vide nella vittoria lo stimolo ulteriore per portare avanti il discorso del compromesso, sullinteresse operaio come interesse generale, ecc., disperdendo negli anni quellenorme forza di 1fiducia2 espressa con il voto dai proletari. 'ece lopposto di quello che gli operai si aspettavano facesse. /e conseguenze per il movimento furono irreversibili. Il distacco dal revisionismo fu totale, ma non per scelta nostra quanto per scelta di questo patito che non solo si allontan+ dalle lotte ma si predispose anche a compartecipare alle repressione dellautonomia gi% dal ==. Si pu+ dire che mai come in quel caso la miopia politica e la cattiva coscienza del !ci vennero fuori cos(, nitidamente. 'u una scelta del !ci lo scontro tra i movimenti dellautonomia di classe e il suo apparato. Buando si chiudono, per volont% daltri, tutti gli spazi di mediazione e confronto ? non accettando la realt% dei movimenti antagonisti certe dinamiche sono inevitabili, se si vuole, da parte proletaria, nel continuare le lotte 1per s2 e contro il padrone. In provincia il movimento come una talpa. !er la prima volta in zone considerate 1bianche2, prive di livelli organizzativi pure minimi, sia sindacali che politici, qualcosa si muove. /o diciamo con orgoglio- abbiamo contribuito al risveglio delle lotte nel nord, nellovest, nellest padovano, abbiamo sostenuto le lotte al sud. Niente di eversivo. Buante volte abbiamo 1messo in piedi2 consigli di fabbrica in medie e piccole imprese7 /ungo la .iviera del Lrenta era intenso il lavoro dei compagni per sensibilizzare la gente sulle condizioni di migliaia di lavoratori delle calzature, supersfruttati e malpagati. Nessuno, prima, laveva fatto in modo cos( chiaro e con volont% di lotta. Cnificare gli operai in un coordinamento, ripristinare gli attivi operai, creare comitati dentro le fabbriche, far vivere i gruppi sociali nei paesi. !raticare le ronde lottare contro la nocivit%, per mense, trasporti e asili gratis. ) cosera questa ronda: Intanto una pratica diffusa, praticata non solo dagli 1operai autonomi2 ma anche da consigli di fabbrica. Cna forma di lotta allinterno in particolare delle realt% delle piccole imprese e laboratori. Nella grande fabbrica gli operai sono gi% concentrati, quindi pi5 facile organizzarsi e lottare6 limpatto di una massa operaia unita indubbiamente preoccupa il padrone. Nella dimensione della produzione decentrata e della microimpresa il problema si centuplica. 4li operai sono sparsi sul territorio, fisicamente impossibile riunirsi in assemblea in mezzora o partire tutti con uno sciopero, per la semplice ragione che- "9 c difficolt% per comunicare sul come, dove si lotta, chi fa da tramite, H9 che i pochi dipendenti di un laboratorio hanno poca forza e poco coraggio per entrare in sciopero e, ad esempio, a bloccare lentrata o luscita delle merci. )cco allora questa formidabile invenzione operaia- la ronda. Serve per fissare un momento preciso per la mobilitazione, per concentrare in un punto pi5 operai possibili, a fare un corteo per le strade della zona e dirigerlo verso i punti 1pi5 difficili2, per dare una mano nel picchetto davanti ad un laboratorio, per sostenere le lotte interne, per fare circolare le parole dordine, per aggregare in momenti stabili pi5 fabbriche nella zona, per costruire una piattaforma di zona, un coordinamento, ecc. Buesta era la .onda7 ,ome sempre saranno gli operai che diffonderanno questa pratica, ripresa poi massicciamente a !adova dagli studenti ? al posto della fabbrica c la scuola o la facolt% ?, e sempre per rompere con la disgregazione e unirsi in forme assembleari di lotta a livello territoriale. Sempre in provincia, zone come /imena conosceranno iniziative e mobilitazioni come mai prima. *lla 0arin e Lorina, alla .oder, alla ,elte, alla Sifra, la lotta contro la cassa integrazione, la ristrutturazione, per la terza categoria, per il salario, con occupazioni di fabbriche, picchetti, volantinaggi, assemblee, mostre, megafonaggi. *lla ,arraro, grossa metalmeccanico, nella zona tra ,ampodarsego, San 4iorgio delle !ertiche e ,omposanpiero, il problema per i compagni non solo la lotta sulle condizioni interne ma, per la prima volta, sul decentramento della produzione con il lavoro a domicilio. Il ,.d.'. viene coinvolto e investito. Il movimento pone come centrale il problema dellorganizzazione tra operai della fabbrica?madre e operai decentrati attraverso un consiglio di zona ? la struttura sindacale meno attuata e la pi5 svuotata di contenuto ? e un coordinamento tra i consigli della zona. Non solo sulle piattaforme interne ma anche sul costo della vita, sui prezzi. ,os( si lotta a San 4iorgio delle

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!ertiche contro lo spreco dei soldi per abbellire un ponte e perch i problemi della gente vengano realmente affrontati e risolti, con il dibattito, coinvolgendo direttamente i proletari, tenuti da sempre in salamoia dal potere democristiano. 4li ostacoli sono infiniti. ) un problema affittare una sede come punto di incontro tra operai e proletari, in alternativa alla parrocchia. , difficolt% a concedere luso di un cinema per unassemblea di paese la domenica mattina. I compagni sono ostacolati dai carabinieri del luogo, che schedano e denunciano, i volantinaggi, le affissioni dei manifesti, considerati come atti illegali e sovversivi. Sono perquisiti i compagni del paese visti come virus infetti e portatori di turbamento nella quieta, tranquilla e apparente vita di provincia, che nasconde sempre tanti drammi umani e miserie. Buante volte, nei giorni di riposo, decine di operai e proletari hanno dovuto spostarsi a !adova, soprattutto all*rcella, nei locali e sedi del movimento per poter tenere una riunione sindacale, politica, organizzativa, di dibattito, ecc.7 Si lotta anche contro 1i casolini2 per i prezzi politici6 contro i proprietari delle linee dei trasporti 8Siamic, ;enete, ecc.9 per un prezzo del biglietto dellabbonamento che fosse basso e politico. Buante riunioni e levatacce7 I compagni del movimento sembravano quasi dei civilizzatori in zone politicamente e socialmente arretrate e con scarsa presenza sindacale e di sinistra. *nche in citt% nel =G le cose si svilupparono, pian piano. ,entrale il problema?casa- case popolari e miniappartamenti, sono i due corni del problema. Si dar% agitazione nei quartieri sui blocchi di case minime e popolari, per un inizio di organizzazione degli inquilini sul canone, sulle spese condominiali, sul conguaglio, sulla salubrit% degli stabili, sulle condizioni igieniche di case che il ,omune e la I.*.,.!. non curavano, lasciandole deperire, mentre laffitto saliva, troppo in relazione al reddito della famiglia. *utoridurre laffitto facile- questo fu lo slogan, la parola dordine. !adova citt% terziaria, con una profonda e selvaggia ristrutturazione abitativa. Interi blocchi, zone, di case vengono svuotati dei loro vecchi abitanti e 1rifatti2 come appartamenti di lusso e mini appartamenti carissimi. /a gente verr% scacciata dal centro storico e 1accampata2 in periferia, in quartieri dormitorio privi di servizi e strutture moderne. Cn terreno che era completamente ignorato dai pi5. Il movimento spulcer% tra le carte, nel catasto, studier% i contratti e le leggi sulledilizia, consulter% esperti, 1far% informazione2 sul problema, legher% immediatamente al problema dei trasporti cittadini, del gas, della luce, del telefono. Arganizzare lautoriduzione dellaffitto voleva dire allargare le lotte allintera condizione proletaria, allintero ventaglio dei costi di riproduzione. Su queste cose nasceranno i gruppi sociali cittadini ? con tempi ed occasioni diverse ? dell*rcella, Lrusegana, ecc. !er queste cose si affittano locali come sedi di movimenti, si fanno mostre, 1mercatini rossi2, si raccolgono le bollette autoridotte, ecc. Solo la lotta diretta paga6 la politica del Sunia criticata perch basata sulla denuncia, sulla protesta formale, sul giudizio che alla fin fine 1la legge dalla parte dei proletari2. ) allinterno di questa dimensione di lotta che il meglio del movimento venne fuori. i nuovi valori di libert% del F8 si materializzeranno nelle lotte di quartiere. la condizione della donna, il femminismo, terreni fondamentali di rivolta negli anni =$ si concretizzeranno nei quartieri, nelle lotte delle donne sulla casa, per asili nido, per il verde, per pi5 libert% fuori dalla casa, dalla famiglia e nella famiglia delle donne. In un quartiere grande come l*rcella i trasporti dell*,*! sono assolutamente carenti, con sovraffollamento nelle ore di punta, orari che non tengono conto delle esigenze lavorative e del tempo libero dei proletari. 0ancano gli asili ? un asilo per =$F bambini ?6 mancano le scuole ? G materne per HG mila abitanti ?6 ecc. /e mense dei ferrovieri, del >onatello, del Severi sono chiuse agli abitanti del quartiere. anche il problema droga entra nel dibattito del movimento- le droghe non sono tutte uguali, le droghe pesanti sono vendute per esigenza di mercato e fini politici e usate per 1fregare2 i proletari che lottano o che potrebbero lottare, e lo spacciatore di morte sar% sempre considerato un provocatore, uno da isolare e allontanare. Buesta della chiarezza sar% sempre una peculiarit% del movimento a !adova e nel ;eneto. Non possiamo, per il =G, non soffermarci sui 1fatti di !onte di Lrenta2 del settembre. Si sempre cercato, allora come nellultima variante della summa calogeriana, di far passare un discorso provocatorio sullepisodio, coinvolgendovi sia un compagno

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che lintero movimento padovano. ;orremmo solo che si andassero a leggere i volantini del movimento sul fatto e quellopuscolo firmato dai collettivi padovani. Su quella firma si molto speculato. Semplicemente erano tutta una serie di collettivi di base che in quelloccasione avevano trovato un accordo pr rivendicare quel compagno e per smontare la montatura nei suoi confronti. Non era un partito o unorganizzazione unica e centralizzata ? come sempre il sinistrese inganna, infatti quando si dice organizzazione si intendeva lorganizzazione del movimento e non di partito o di banda ?6 erano solo alcuni collettivi operanti nel =G nel territorio. Non corrisponde al vero pensare che debbano essere gli stessi del = , del =F, ecc. Buante volte capitato che diverse realt% usassero la stessa denominazione ? ogni struttura di massa, se vogliamo, era un collettivo politico. ,hiarito questo, almeno per noi, il giudizio sullepisodio la dice lunga sulle diverse realt% non riconducibili ad un unico schema, su diverse 1impronte2 politico ideologiche nel movimento. /a critica al terrorismo, in quanto tale, fu netta, come al combattentismo. /a forza del discorso del movimento era tutta centrata su linee di massa. ,erto, il tutto era inserito nella fase politica di allora, non estrapolato dalla concreta realt%.. ,os( come il dibattito sulla violenza era una costante allinterno dei movimenti. !erch negarlo: Scaturiva da cose concrete, come la giornata del giugno =G o sullazione Lr in via Oabarella, sullautoritarismo delle risposte dello Stato alle rivendicazioni proletarie, sul controllo e lazione di polizia nei posti di lavoro e studio, sulle azioni gappiste, ecc. Non erano differenze tattiche ma 1strategiche2, profonde. Il problema della violenza non lo abbiamo inventato noi, cera prima del F8, lo abbiamo ereditato dal marJismo storico e militante. Nessuno di noi era ed violento 1per partito preso2, ognuno lottava e lotta perch finisca questo mondo di sopraffazione e sfruttamento, che sono violenza, contro luso quotidiano del padrone e dello Stato, perch non sempre si pu+ porgere laltra guancia. Bualcuno non sar% daccordo per+ si deve ammettere che la questione non uninvenzione artificiale ma un dato costante nella storia6 non una questione di 1demoni2, e soprattutto ben difficile dibatterla in unaula di tribunale. Intanto, nelluniversit%?impresa gli studenti si rifiutavano di erogare lavoro cio studio ? gratuito ? per uno sgorbio sul libretto. 3erreno prioritario della lotta erano i seminari autogestiti e fiscalizzati, come strumenti di attacco alla selezione e allaumento dei carichi di studio. Seminari sulla didattica, sui servizi sociali, sul lavoro nero- tematiche che centravano direttamente la condizione di giovani proletari. /o scontro con la parte pi5 reazionaria dei 1controllori e docenti2 fu indubbiamente acuto6 in particolare spiccava lo zelo dei riformisti, pi5 volte sconfitti in una battaglia politica che aveva demistificato il progetto piciota sulluniversit% e la falsa ideologia della qualificazione dello studio e della professionalit%. *d esempio a Scienze !olitiche sono centinaia gli studenti che partecipano ai lavori dei seminari. Ne ricordiamo uno, a mo di esempio- quello di diritto pubblico del !rof. .eposo, con il quale vengono affrontate tematiche legate allapprovazione di nuove leggi repressive e al fenomeno del nuovo fascismo. !arteciparono H$$ studenti in quattro commissioni- /egge .eale, la normativa contro il disciolto partito fascista, lo statuto dei lavoratori, laborto ? sotto la guida di compagne femministe. ,onferenze, dibattiti con la partecipazione di studiosi e *ssemblee generali per la discussione sono ambiti dello studio?lavoro. !erch ,alogero non cita questo ed altri seminari invece di quello famoso 1sulla lotta armata2, di cui nessuno si ricorda, se non compiacenti 1pentiti2 che i seminari non li hanno mai seguiti, n mai studiato con quello spirito ed interesse e in quei modi6 erano l( come 1osservatori2, come lo erano i funzionari della >igos e lidea che si facevano coincideva6 sono tutte persone ignoranti, poco avvezze al dibattito culturale, incapaci di capire, cosera un corso universitario e come si svolgeva lattivit% didattica. 3ra il =G e il =F il movimento padovano cittadino allarga il proprio intervento, viene scovato e denunciato il fenomeno del lavoro nero nei quartieri. ,hi lo aveva fatto prima: /e mense sono sempre nel mirino delliniziativa. Il presalario sempre tra le HG$ mila e le G$$ mila lire annue- una carit%. 0angiare in una

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trattoria costava tra le ".#$$ e le H.G$$ lire. Agni mensa distribuiva pi5 di H mila pasti al giorno. Il costo della vista cresceva come il numero degli utenti delle mense, soprattutto i pendolari, quelli che non hanno soldi per fermarsi a !adova. 4li operai dellA.C. erano in lotta per lindennit% di rischio, lampliamento dellorganico, la riduzione di ritmi6 anche i medi volevano usufruire delle mense. Aperai in cassa integrazione, disoccupati, personale liberato delle ristrutturazioni dei servizi, della distribuzione, ecc., caricavano il problema?mensa di un significato che andava bene al di l% degli ambiti scolastici. /universit% un padrone e va combattuta come tale. >a cinque anni gli operai dellA.C. chiedevano senza ottenere nulla mentre lazienda era in attivo di ".H$$ milioni. *nche il sindacato cercher% di dire la sua, facendo solo danni. !ropose infatti la chiusura delle mense come protesta, danneggiando cos( gli utenti proletari che erano costretti a pagarsi il pasto in qualche trattoria, inoltre agli scioperanti veniva fatta una trattenuta in busta?paga e lA.C. risparmiava sui soldi erogati per ogni pasto consumato ? questo per ricordare sia quel vecchio discorso operaio secondo cui la lotta deve danneggiare il padrone e mai chi lotta e per far capire, in quegli anni, la differenza tra linea riformista e linea di movimento. /a quota di lavoro precario in citt% aumentava6 ad esempio gli insegnanti, categoria che solo da poco si era inserita nel movimento dei lavoratori con unottica non corporativa. Nasce il movimento dei precari delle scuole, con tanti giovani laureati, reduci dalle lotte come studenti e che, come docenti, scoprono le contraddizioni oggettive del loro lavoro. Cniversit%, enti locali, laboratori, sono i grandi datori di lavoro di migliaia di proletari non garantiti. *utoriduzione e lotta dura erano le uniche risposte credibili, le uniche che pagavano. Nel gennaio =F 0ichele Spadafina libero- il compagno vittima della repressioni per i fatti del giugno =G usciva di galera dopo unintensa mobilitazione del movimento. ;ogliamo anche ricordare il tentato omicidio del compagno ,arbone per mano di elementi fascisti, tanto per ricordare che anche nel =F i neri potevano innescare pericolose provocazioni contro i compagni. ) anche un periodo che vede lospedale, con il problema sanitario e della salute, entrare nele liste della lotta proletaria. Settore poco conosciuto 1dallinterno2, eppure cos( importante, questo era il policlinico di !adova con i suoi H.=$$ dipendenti, di cui H$$ medici e H.G$$ ausiliari, paramedici, ecc. Cna vera e propria impresa, attorno a cui ruotavano ? e ruotano ? enormi interessi e guadagni, tutti sulla pelle degli ammalati. Il movimento rende di dominio pubblico le 1radiografie2 dellospedale, frutto di inchieste meticolose. Cna griglia salariale impressionante, con differenze enormi tra alcuni medici e personale paramedico, un caos nelle mansioni e negli organici, con turni illegali e massacranti, con categorie come gli inservienti, i portantini, gli infermieri e gli operai completamente subalterni al potere dei baroni. Il movimento si impegn+ in una lotta per indire le prime assemblee di clinica e di reparto, per la riduzione delle sperequazioni salariali, per laumento dellorganico, per labolizione del lavoro straordinario. ,ontemporaneamente, il movimento degli ospedalieri si muoveva contro la concezione di un ospedale fatto solo per rimettere in sesto gli ammalati senza fare nulla sulla prevenzione sociale delle malattie, contro lo sfruttamento degli ammalati come campo di sperimentazione e fonte di guadagno per medici e case farmaceutiche. I prezzi aumentavano anche nel =F e solo le patate costavano $$ lire al chilo. /a benzina e la carne erano pi5 care. >i nuovo la pratica dellautoriduzione con le bollette della Sip. Buesta pratica porter% salutari contraddizioni allinterno del movimento rivoluzionario, a !adova si svilupperanno nella manifestazione degli edili e dei medi, sfociata politicamente nella distruzione dell0si all*rcella ? il corteo era formato, dalle varie forze rivoluzionarie locali. /e 8 mila bollette autoridotte al G$ per cento staranno a dimostrare che il 0ovimento non n ai margine e n una banda complottarda. 'urono anche le cartine al tornasole tra chi come il sindacato voleva fare della disubbidienza politica, trasformando le lotte sui prezzi in una questione di onest% o meno delle istituzioni e il 0ovimento, che poneva al centro la condizione operaia, la costruzione di organismi reali e radicati nel territorio che coinvolgessero direttamente il personale di fabbrica, e non organismo effimeri e strumentali- insomma tra lautonomia di classe e il

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riformismo. Il movimento veneto e padovano si misur+ spesso sui livelli politici generali. .egnava *ndreotti e i provvedimenti governativi contro la classe operaia si facevano sentire, erano 1urgenti2, come laumento delle tariffe e dei prezzi. /a lotta era contro gli scioperi generici, per scioperi articolati zona per zona, perch in fabbrica fosse ristabilito il punto di vista operaio. 4i% allora gridavamo che la scala mobile non si tocca, che i padroni paghino la contingenza7 Agni scadenza sindacale era usata dal movimento per determinare mobilitazioni nelle zone con la pratica delle ronde operaie e il rafforzamento e la costruzione dei coordinamenti operai di zona. /a politica di *ndreotti fu vera politica di guerra. ,ome sempre era il padrone che imponeva linnalzamento dei livelli dello scontro sociale. *llinterno delle fabbriche padovane la tensione non calava, anche per lo scontro tra linee diverse, tra proposte di classe e politiche di compromesso. Se gli operai delle Smalterie venete di Lassano in lotta contro i licenziamenti occupavano la sede della confindustria, il ,omune e la stazione ferroviaria, la situazione generale non da meno ? a 3orino gli operai della Singer occupavano la Stazione, anche a /amezia 3erme gli operai della Sir, ecc., a dimostrazione che ancora la comunicazione e la circolazione delle lotte funzionavano. /a lira viene svalutata del "H per cento, cera la spartizione di HF mila milioni del piano a medio termine, aumentava la benzina, il gasolio, ecc. ,era chi propone lo slittamento dei contratti e lo scaglionamento degli aumenti salariali. Strappare liniziativa dalle mani dei padroni era limperativo per il movimento. /a polizia e i fascisti continuavano a sparare. In maggio a Sezze .omano viene ucciso /uigi >e .osa per mano fascista6 a ;enezia la polizia spara su una manifestazione della sinistra rivoluzionaria contro la presenza del deputato missini 0enzioni e un compagno ferito da un proiettile in modo gravissimo. Nel novembre gli studenti sono in lotta e il movimento blocca le lezioni negli istituti superiori6 si forma una ronda di centinaia di compagni che va alla mensa di via del Santo e organizza un blocco stradale. /a polizia interviene. 4li studenti, come risposta, scendono in piazza sui problemi delledilizia a !adova, la polizia tenter% di impedire il corteo e numerose sono le provocazioni contro i compagni. !adova assediata da centinaia di celerini e carabinieri6 anche da 0ilano arriva il III ,elere, viene presidiato il centro, la !refettura, il Lo, le mense, la zona universitaria, il 4azzettino, viene sciolto un blocco organizzato dai pendolari sul problema dei trasporti davanti allistituto 0arconi. *lla richiesta di servizi sociali si rispose con la repressione. /e lotte non erano il piano di qualche bandito schizofrenico in una realt% beata. *lle mense, ad esempio, le code erano sempre pi5 lunghe, il pasto sempre pi5 scadente6 la 'usinato viene chiusa per rappresaglia. /e case dello studente disponevano di ".&$$ posti letto su $ mila studenti pendolari, i mini appartamenti costavano "H$D "F$ mila lire al mese e negli appartamenti si stava anche in dieci per risparmiare sullaffitto. /T.C. non dimostr+ la pur minima disponibilit%, pur con un attivo di ".=$$.$$$.$$$ lire. Buando vennero occupate le ,.d.S. la risposta fu il togliere il personale di servizio, tagliare il riscaldamento, chiedere lallontanamento degli abusivi, cio i non assegnatari. /a selezione nelle facolt% aumentava del =$?8$ per cento con carichi di studio pesanti. nelle scuole cerano aule fatiscenti e gli studenti facevano lezione negli scantinati. Il movimento rispose con le lotte su servizi sociali e prezzi politici. *bbiamo fatto questi esempi, su cui ritorneremo, per far capire il clima di allora. Schematicamente le dinamiche conflittuali si evolvevano in questo modosu determinati bisogni, strati proletari si organizzavano autonomamente, si stilavano piattaforme, si faceva agitazione politica e pubblica, si chiedevano confronti con le controparti come la !rovincia, la !refettura, lA.C. e i vari centri del potere locale ? che rispondevano puntualmente in modo arrogante, ignorando completamente il movimento sia per non volont% politica e sia per incapacit% di riconoscere le nuove caratteristiche di quei soggetti proletari e di quelle lotte, che non si accontentavano di una mediazione sindacale in cambio delle briciole che venivano concesse, ma pretendevano di essere ascoltati e riconosciuti come controparte autonoma e sociale. Buesta miopia sar% la principale causa dellinasprimento dello scontro sociale a !adova e nel ;eneto. *l NA7 *l !otere il movimento adott+ forme di lotta 1illegali2, come occupazioni e blocchi, per farsi

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sentire, per non essere chiuso in un ghetto, perch la polizia si scagliava regolarmente contro i movimenti di lotta. >entro queste difficili condizioni il movimento venetopadovano continu+ a mantenere una linea di massa, 1nonostante tutto2, senza mai cadere nellesasperazione e nelle fughe in avanti minoritarie e suicide. Indubbiamente, si innesc+ anche un processo di pratica della forza che si esemplific+ nel 1sabotaggio2 delle cose, nelle 1notti dei fuochi2, ecc. Noi non vogliamo per forza trovare delle giustificazioni, unattenuante, per quei fatti, vorremmo semplicemente far capire, a chi vuole capire, le condizioni oggettive, storiche e politiche in cui si manifest+ la chiusura a qualsiasi forma di confrontoDscontro con il movimento da parte del potere, cio la scelta di criminalizzare a priori qualsiasi manifestazione di dissenso e di contestazione al di fuori dellalveo istituzionale ? gi% dalla prima met% degli anni =$ il solvente che innesc+ linnalzamento, allinterno di una realt% di massa, di metodologie 1illegali e violente2.. Se una critica politica il movimento deve fare al suo passato questa- lesperienza ci ha insegnato che bisogna avere pazienza, che in molte occasioni occorre dimostrare pi5 buon senso di chi comanda, che la risposta prioritaria sempre un innalzamento delliniziativa di massa e del radicamento e non viceversa, che bisogna continuamente rendersi conto se si determinano dinamiche soggettive che semplificano tutto a dimensione di puri rapporti di forza. 0a soprattutto la nostra critica di non aver fatto mai abbastanza per smascherare e pubblicamente indicare nei padroni della cosa pubblica i maggiori responsabili di una realt% piena di ruberie, sfruttamento, inquinamento e peggioramento delle condizioni di vita. !erch da allora poco cambiato, anche oggi le varie controparti dei movimenti dellantagonismo proletario non hanno capito granch delle lezioni storiche di quel periodo a differenza del movimento antagonista. .itornando al =F, sempre a !adova, le lotte dellautoriduzione si estesero dalle bollette ai prezzi politici nei servizi sociali ? trasporto, mense ?, al blocco dei supermercati, come a Lrusegana, 4uizza, *rcella. Sulle mense unaltra cosa ancora. Il movimento propone e organizza i comitati di mensa, struttura unitaria di studenti medi, universitari, pendolari, lavoratori dei servizi e militari, disoccupati, ecc., sui problemi del costo della vita. ,osa c di sovversivo in tutto questo, cos( come per decine di altri gruppi, comitati e coordinamenti: )rano forse illegali i 1pasti autoridotti2 nelle trattorie con le leotte degli intercomitati di mensa: Cna forma di lotta, questa, attuata per portare allattenzione pubblica una situazione drammatica e il menefreghismo di chi poteva fare qualcosa. ,he qualcuno ci spieghi come si cambiano le cose, realmente, in situazioni del genere. * tuttoggi il problema irrisolto e lunica risposta sempre e solo la repressione e la galera. ,osa poteva fare un giovane proletario quando per $ metri quadrati doveva pagare #$ mila lire777 Buando su "$. $$ domande di presalari, G. $$ venivano respinte, quando per poter mangiare in una mensa si doveva esibire 1il tesserino2, neanche fossero stati i tempi del razionamento del tempo di guerra7 !erch non si rispose mai positivamente a questa richiesta- ritiro dei tesserini, costruzione di nuove mense, apertura della 'usinato, apertura di una delle ,ase dello studente nel centro cittadino, conferma dellassegnazione dei posti letto e degli assegnatari precedenti, controllo delle assegnazioni, un doppio turno per gli operai alla mensa con un aumento del personale e del tempo di distribuzione dei pasti: ,osa avevano di sovversivo questa e altre piattaforme: >ove sta la banda, chi erano i terroristi: >omande chiare, risposte mute, eccetto che in una cosacondanne e galera. !er completare il quadro sul movimento delle facolt% a !adova, nel =F, ancora poche parole sui seminari e sullillegalit% delle lotte, su cui tanto insiste laccusa. !erch la pubblica accusa non ricorda la lotta del movimento a S.!. per i seminari di )conomia politica, !olitica economica finanziaria dei prof. 3oniolli, Sterpi, Lenedetti, e poi i corsi di diritto pubblico, privato e costituzionale dei prof. .eposo, del fascista Simonetto e del preside /ucatello: !erch non ricorda il contenzioso che si era aperto con il ,onsiglio di facolt%, dove una parte dei

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docenti appoggiava le richieste degli studenti e unaltra le osteggiava con argomenti reazionari: ) non cerano 1i soliti prof. autonomi2 a sostenere le richieste per i seminari7 Lenedetti, Sterpi, 3oniolli, anzi, ne furono molto interessati, tanto che si organizz+ un seminario su questi punticrisi petrolifera e sue ripercussioni a livello internazionale, crisi del sistema monetario internazionale, studio della moneta, crisi in Italia, ristrutturazione del sistema di produzione capitalistica in Italia, lavoro nero, decentramento produttivo, crisi donna e mercato del lavoro. ) il lavoro?studio consisteva sempre in inchieste, dibattiti, conferenze, ecc. ,os( furono organizzati decine di altri seminari autogestiti a S.!. e nelle altre facolt%. !erch non ricorda latteggiamento del prof. ;entura che non ne voleva sapere assolutamente di mettere in discussione il suo corso: Il movimento non ce laveva con lui personalmente, gli chiedeva semplicemente che si potesse studiare anche qualcosaltro oltre a come si faceva il pane nel EG$$ o a come si vestivano i soldati polacchi che invasero lItalia. 3utto qui, evidentemente c chi maniaco di protagonismo. >overano i 1seminari di partito2 che usavano le strutture universitarie: !erch, una volta per tutte, non si ascoltano i docenti interessati, gli studenti e non sempre quei quattro ignoranti di 1pentiti2, che di cultura e conoscenza masticano poco7: Intanto nelle ,.d.S. cera la caccia allabusivo e la stampa locale non si risparmi+ in articoli scandalistici pur di 1denunciare la gentaglia2 che viveva in quei dormitori pubblici. Nei quartieri tutto un susseguirsi di iniziative, con i mercatini rossi e mostre di contro? informazione, con occupazioni di centri sociali, come quello via 3icino all*rcella, con la lotta degli inquilini delle case minime di via 0oretto da Lrescia. * Lrusegana e 3encarola il 4.S. organizz+ la lotta al supermercato >espar, con il blocco, il volantinaggio e la gestione di un mercatino popolare. Sciopero della spesa7 ) la parola dordine a livello cittadino con cui & mila studenti, operai e donne andranno in !refettura con una lista di richieste ? H$$ lire per pane, latte, pasta, frutta e verdura, zucchero, H mila lire per la carne. *ll*rcella il 4.S. e il ,omitato popolare si mobilitano contro il !am, cos( in altri quartieri. /elenco potrebbe continuare ancora per molto, abbiamo voluto fin qui evidenziare con pochi esempi i livelli di conflittualit% nel centro e nei quartieri della citt% e il clima politico, indubbiamente aspro e poco sereno. Non sappiamo se ci siamo riusciti. Nella bassa padovana la lotta sui trasporti, contro la Siamic e la giunta regionale. Si trasformano i comitati di linea, in coordinamento anche con il nord padovano ? ,amposampiero, ,armignano, )ste, 0onselice, ecc. Cn coordinamento operaio di 0onselice era mobilitato sui laboratori6 si succedono i picchetti in quei laboratori dove il padrone impediva il diritto a lottare. /a presenza sindacale era debole e centrata su una piattaforma di svendita ? una paga?base di "H$D"&$ mila lire, nessuna indennit% salariale in caso di assenza non superiore ai sei giorni, divieto di organizzazione nelle aziende con meno di otto persone. Nel Lollettino del coordinamento sono chiaramente indicate le richieste della maggioranza dei lavoratori- un salario uguale a quello dellindustria ? giocattolo, eliminazione dellapprendistato, garanzia delloccupazione attraverso il ritiro del lavoro nero, settimane di ferie, indennit% di malattia e infortunio come per le fabbriche, diritti sindacali. S(, anche i diritti sindacali, perch i 1pericolosi autonomi2 possono dire di aver sindacalizzato intere zone operaie, portato lo statuto dei lavoratori dentro le piccole fabbriche e nei laboratori. ,hiss% perch non siamo stati accusati anche di questo: )videntemente per il !ci e il sindacato certe cose meglio non ricordarle. ,ome, ad esempio, la pratica delle ronde e il coinvolgimento di decine di consigli di fabbrica e intere sezioni sindacali, che su questa pratica 1ci stavano2 e le attuavano in prima persona. In tutta la provincia il movimento si faceva sentire. Nella Oona industriale di !adova si costitu( il 4ruppo Aperaio, su un discorso sia di fabbrica che verso la costruzione di gruppi sociali di paese nella zona 8Saonara, ,amin, San 4regorio, ecc.9, dove la condizione operaia e proletaria si ricompone. /a ronda operaia era lo strumento principale di lotta ma anche il corteo interno ? come alla !recisa. Sui prezzi politici, come veicolo per ricucire quello strato di classe che determina la lotta in fabbrica e che gi% si muove sul territorio, come i 4ruppi Sociali della .iviera del Lrenta, di 'Ass+, ;igenza, 'iesso, ecc. !recisa, Attogalli, 0Anterverde, Sordina, Cnus, 0iazzo, sono solo alcune

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delle fabbriche investite dalla crisiDriconversione, dove il monte ore degli straordinari aumentava paurosamente, contrattato dal sindacato dove i maggiori ritmi sono barattati con tenue garanzie di mantenimento del posto di lavora6 insomma, fabbriche in cui il padrone recupera pesantemente quella quota di potere effettivo eroso dalle lotte operaie negli anni precedenti. No agli straordinari, per un aumento delloccupazione, per loccupazione delle fabbriche, per prezzi politici come salvaguardia del salario. ,hi si ricorda la ronda operaia nellaprile =F alla SI*3)0, !ompe ;arisco, Attogalli: .onda vincente, con una forte presenza operaia. Il movimento apr( vertenze anche nel settore dei mobili ? Scattolin, Larbiero ?, settore ipersfruttato e con minimi livelli sindacali. /ungo la .iviera il movimento svilupp+ le tematiche sulla condizione operaia, soprattutto sul problema del controllo degli investimenti, del lavoro a domicilio, delloccupazione, della mobilit%, del decentramento produttivo, della nocivit%. Il problema della fabbrica non separato dal resto dei problemi dei paesi. Il movimento lotter% per un coordinamento operaio delle fabbriche della zona con i proletari di paese. Nel nord la parola dordine era estendere lorganizzazione proletaria di paese. Il 4.S. di ,amposampiero, ad esempio, lotter% sul terreno dei prezzi, per la creazione di assemblee di paese, rafforzando organismi gi% esistenti, i ,onsigli di contrada, per ununit% militante con i ,onsigli di 'abbrica, i delegati, gli operai della zona. ,i sono anche momenti di coordinamento tra quei paesi, come /oreggia, !ieve, ,urtarolo, ecc., che si muovevano su tematiche simili. !er i prezzi ribassati, per la riduzione delle tariffe pubbliche ci si inventa un coordinamento operaio di zona ? chiamato, di volta in volta, interattivi, coordinamento degli attivi, assemblea del nord, ecc. *nche al nord come al sud il decentramento produttivo era lasse centrale della riconversione industriale. *llinterno del coordinamento?nord, le cui assemblee o attivi raggiungeranno anche le "$$ persone, grossa era la partecipazione di compagni di movimento, sindacasti, delegati, operai, militanti di gruppi politici della zona, con un ricco dibattito e nel complesso si ha una bellissima esperienza unitaria di lotta ? collettivi di base, delegati della ,arraro, !avan, Sim, gli m?l della zona, solo per fare alcuni esempi. ;ennero coinvolte nelle iniziative del coordinamento numerose fabbriche ? ,adoneghe, Afficine San 4iorgio, le fonderie *nselmi, l*ermatic, la !um, lAmme, lAlmar, ecc., la zona di /imena. *nche l( come altrove alla lotta contro lo straordinario era legato lo sforzo di unire tutte quelle numerose e piccole unit% produttive da sempre in balia del padrone. Nellovest padovano la lotta era all)lleb(, alla 4reggio, alla Lieffe, oltre allesperienza del 4.S. Lrusegana?3encarola con lautoriduzione del H$ per cento di H$ generi di prima necessit% e un prezzo politico per altri e la lotta contro gli aumenti del pane comunale per un prezzo di &$$ lire al Ig.- e ci fermiamo con gli esempi. ) nel ;eneto: I livelli di diffusione della conflittualit% erano sempre alti. ,ome sempre ci soffermiamo su 0estre?0arghera. /e donne del villaggio San 0arco continuavano lo sciopero della spesa al supermercato ,adoro, con picchetti e ladesione del quartiere, anche se la polizia provocava. Il supermercato abbasser% alcuni prezzi. !assava la linea 0oro e il sindacato si dichiarava disponibile al blocco e allo scaglionamento degli aumenti salariali e annessi. ,ontro il contratto bidone, lotta generale, fermata totale- dicevano le avanguardie di fabbrica. *l !etrolchiimico, contro le manovre di ,efis, gli operai dicono di fermare gli impianti e bloccare gli indispensabili6 un vecchio problema che 1ritorna2 8prima si ferma tutto e dopo entrano i comandati9. /a lotta andava estesa a tutta la zona con lautoriduzione delle tariffe, loccupazione delle case, il blocco dei supermercati6 come al !am, con la richiesta della riduzione del prezzo di G$ generi, per prezzi minimi per tutti i generi, per spacci comunali. Si fa una spesa collettiva, cos( da imporre quantit% e prezzi voluti ? ricordiamo quei 1santi2 di compagni che gratuitamente compravano e distribuivano per tutti. Non solo, anche la distribuzione doveva essere efficiente. ;enne denunciato un compagno per estorsione, perch aveva presentato al supermercato la lista dei generi da ribassare7 Su istigazione dellCnit%, il !etrolchimico verr% perquisito, come le case di alcuni compagni che lottavano contro il carovita. Buello era il clima politico, pesante e minaccioso. Nella zona veneziana per molto tempo la conflittualit% conoscer% un abbassamento di tono, per rialzarlo dopo l8$ con il rilancio della lotta al !etrolchimico guidata dai cassaintegrati. 4li ultimo anni =$ in questa zona, quindi, non sono oggetto della nostra attenzione in questo documento anche se ci saranno altre occasioni per 1scavare2 in quella microconflittualit% ?

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pensiamo al problema della casa presente nella metropoli operaia veneta in quegli anni, con il modesto e paziente lavoro dei compagni di movimento. !er finire due appunti- su .adio SherUood e sul famoso passaggio alla pratica violenta tra il =F e il ==. Nel =F nasce .adio SherUood. ) una radio libera e privata, dunque, che voleva essere 1un microfono aperto2 delle lotte e lo strumento da usare per i nuovi soggetti ? dalle donne ai giovani precari, agli omosessuali, ecc. )ra, , una radio che ha vita propria. Nel =F metter% a disposizione un tot numero di ore di trasmissione per le istanze del movimento. 0ai prima di allora noi del movimento avevamo avuto a che fare con uno strumento radiofonico. /ignoranza sul problema era grande. 0olte furono le riunioni, in radio e nelle varie sedi di movimento, di decine e decine di compagni. Si discusse di cosa volesse significare usare una radio, di come si 1costruiva2 unora di trasmissione, come si 1parlava2, cosera un menab+, ecc. Agni comitato o gruppo aveva sue priorit% e esigenze. 'urono discussioni piene di 1casino2 e bellissime per la passione politica e la voglia di fare che i compagni dimostravano. *nche sul numero di ore per ciascun gruppo non ci fu subito e sempre un accordo. , chi vi rinunzi+, chi si mise a trasmettere. )ra una 1nuova cultura2 sullinformazione. 'ino a quel periodo il movimento aveva fatto solo della controinformazione, cio denunciava la realt% esistente, si trattava quindi di imparare a fare dellinformazione autonoma ? cio al di fuori dellinformazione di stato o delle radio commerciali? sulla realt% delle lotte e dei movimenti. ) allora loperaio di un coordinamento doveva imparare a convivere con lomosessuale, la femminista, i medici, la musica, il teatro, ecc., perch tutta questa attivit%, realt%, soggettivit% e cultura avevano il diritto allinformazione. Il movimento 1non entr+2dentro la radio per accordi presi tra 1stati maggiori2. /auto?organizzazione, checch ne dica l*ccusa, esisteva ed era il modo di agire del movimento. /a radio non esprimeva la 1linea politica2 di nessuna organizzazione. /a radio era 1autonoma2 ed aveva, ha, una sua linea redazionale decisa in proprio. Il lavoro in radio era gratuito, gratuito, basato sul volontariato, lautofinanziamento ? collette, elargizioni, autotassazione, ecc. I locali della radio erano, sono sempre aperti a chiunque, non una sede di partito, n di un organo di qualche comitato centrale. /a !ubblica accusa farebbe bene ad andarsi ad ascoltate le bobine registrate in Buestura, sfogliare i menab+ delle trasmissioni e non solo enucleare qualche frase, qualche parola per costruirci su un castello di insinuazioni e di accuse. Cltimo punto6 il famoso 1salto2 tra il =FD== sui livelli di lotta armata. /a requisitoria del 4.I. sostiene questa tesi, e cio che unorganizzazione centralizzata di collettivi si trasforma da gruppo, bene o male interno alle dinamiche 1compatibili2 del conflitto, in gruppo eversivo, in banda armata. /o sostiene in molte pagine, come a pagina FH, quando dice1@non tutto il personale di tale organismo accetta la svolta che si maturata a partire dallautunno del =F fino a quello del ==, e qualcuno progressivamente si allontana, adducendo ragioni diverse, anche con pretesti anzich formalizzando le ragioni del dissenso26 oppure a pagina GG- 1@nel ;eneto non sorgono organizzazioni clandestine del tipo !./. e '.,.,., ma nellambito dei ,ollettivi vi chi decide di adottare modi di intervento violenti, con lesecuzione di veri e propri attentati26 oppure a pagina #&- 1@,ontemporaneamente, nel ;eneto, la situazione caratterizzata dalla preminenza dei ,ollettivi, la cui posizione politica ha subito profonde modificazioni, cos( come si visto, a partire dallautunno =F, ma sempre nel rifiuto del passaggio alla clandestinit% per lo svolgimento solo di unattivit% armata con labbandono della lotta Vdi massaW, ecc.2. * questa tesi rispondiamo cos(- "9 Non ci fu alcuna 1profonda modificazione2 nella pratica del movimento in quel periodo. /o si dimostri. *nzi si punt+ allallargamento di massa delliniziativa. H9 *bbiamo gi% detto che i collettivi erano strutture di base e che le sigle e le realt% cambiavano con il tempo. Nessun 1gruppo di collettivi2 teorizz+ e pratic+ quello che sostiene laccusa. &9 Non si pu+ basare questa tesi essenzialmente sulle parole del Sig. 0ignone e del Sig. !aesetto i quali stravolgono lesperienza collettiva dei movimenti, in cui anche loro gravitavano, perch reinterpretando la realt% a partire dalle loro fobie personali e per calcolo processuale ? 1se dico cos( e cos( mi danno poco e rimango libero72. 9 ,ome abbiamo gi% cercato di spiegare linasprimento dei conflitti avviene dentro un quadro generale nazionale 8e locale9. 4enerale fu la propensione di tutto il movimento alluso della forza, se era necessario. 4enerale fu la pratica di questo uso della forza. Non pu+ quindi essere 1imputato2 ad unorganizzazione di

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collettivi. Invitiamo ad andarsi a documentare e a leggere le cronache di quel periodo nel ;eneto e in Italia. )ra un intero movimento e non una banda che poneva al centro del dibattito la questione della violenza, allinterno di un peggioramento dellatteggiamento del governo, dei poteri locali e delle forze politico?sindacali verso lautonomia operaia e proletaria, verso quei nuovi movimenti antagonisti, di cui ci si rifiutava di capire la natura, che si voleva solo criminalizzare e obbligare in un angolo, obbligandoli a reagire anche con luso della forza a livello di massa. ,os(, secondo noi. e un giudizio storico che deve essere dato, non penale. !erch, se 1questa giustizia2 dovesse essere fatta, si dovrebbero riempire gli stadi di decine e decine di migliaia di compagni, giovani, proletari che in quellanno e dopo praticarono a tutti i livelli lillegalit% di massa, la violenza di massa. *ltrimenti solo vendetta di stampo nazista ? 1si fucili uno ogni mille72. G9 ,oncludendo, non esistono obiettive prove, perch possono esistere, che indichino la causa della diffusione dellillegalit% di massa e di episodi di violenza non in un comportamento collettivo, massificato, storico e sociale ma nella 1volont%2 di organizzazioni numericamente misere rispetto al fenomeno di massa ? o in bande armate, quelle dalle cinque persone in su77 Buante bande operarono allora in Italia e quante furono presenti nei cortei di .oma e Lologna nel ==: 'orse centinaia: Il E== e il E=#D8$ Buesto periodo lo dividiamo in due parti, il == e il E=8D=#. /8$ con gli arresti dell"" marzo, fa parte di unaltra fase, quella fino ai nostri giorni. >unque- il ==. *bbiamo riletto il documento che alcuni degli attuali imputati hanno presentato come documento politico di difesa nella direttissima dell8$, dove si giudicarono e condannarono soprattutto fatti, episodi di quellanno. Noi lo inseriamo in questo punto dellattuale documento come 1vecchio2 ma utile contributo alla chiarezza. !artiamo da qui per delineare alcuni discorsi generali, ripetendo e arricchendo alcune cose gi% dette nel processo 8$6 altre generali, ripetendo e arricchendo alcune cose gi% dette nel processo 8$6 altre le riconosciamo tuttora valide e quindi invitiamo tutti a leggere o rileggere con attenzione quel documento che, se da una parte attraversato da punte polemiche giustificate dal clima processuale di allora, dallaltra sostiene giudizi e analisi su quellanno, il ==, sostanzialmente giusti e corretti. *nche per !adova e il ;eneto il == uno spartiacque, tra anni di lotta e ristrutturazione in fabbrica e nel sociale, ? con la nascita di nuovi soggetti proletari e nuove condizioni dello scontro di classe ?, e anni successivi, dove si svilupper% ulteriormente a livello generale della produzione e riproduzione il movimento del == con le sue caratteristiche, programmi, pratiche, ecc., di lotta e di organizzazione. *bbiamo gi% accennato ai passaggi della crisi nel ;eneto tra il =& e il =F. Il == vede una grande massa di proletari che, respinti dalla fabbrica, non trovano occupazioni stabili e garantite. Soprattutto giovani e donne6 i primi ad essere licenziati dalla riconversione in fabbrica e i primi a non essere riassunti in fabbrica6 a disoccupati di tutte le et%. Buesta massa per sopravvivere costretta a lavorare in condizioni precarie- lavori stagionali e neri, a part?time, sottoccupati, a cottimo, fuori busta paga, alla giornata, a domicilio, per 1chiamate2, ecc. Buindi, con un reddito assolutamente inferiore al 1minimo2 per sopravvivere dignitosamente. Cn reddito eroso senza piet% dai costi di riproduzione della propria esistenzacasa, trasporti, alimentazione, cultura, tempo libero, servizi, ecc. Buesta massa di non garantiti poteva diventare un esercito di riserva del buon tempo antico, cio poteva rassegnarsi a mettersi in fila disciplinatamente davanti agli uffici di collocamento, con atteggiamenti individualistici e non collettivi, prendendo quello che il padrone offriva e costituendo oggettivamente una forza di ricatto e di pressione verso la forza lavoro occupata, contro le lotte e le rivendicazioni, oppure diventare qualcosaltro. Buella massa, in effetti, non si prest+ n a essere usata in funzione antioperaia, n assunte comportamenti corporativi, n rivendic+ per s diritti a scapito di altri, acquisiti dalla classe operaia, ma lott+ allinterno di piattaforme che ponevano al centro di tutto lunit% occupati? disoccupati, precari e garantiti, per soluzioni comuni che andassero a criticare ed attaccare lorganizzazione sociale e produttiva complessiva del capitale, unica e sola responsabile delle

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condizioni di sfruttamento e di divisione del proletariato. Cna massa con un livello di istruzione medio?alto, con esperienza nei movimenti antagonisti dal F8 in poi, cosciente dei propri diritti e dellenorme ricchezza disponibile in grado di soddisfare i bisogni di tutti i proletari. )ra questa consapevolezza, di una sicurezza e un benessere possibili, di unorganizzazione del tempo lavorativo e del tempo liberato che poteva essere diversa, a fronte di una realt% brutale, di sfruttamento, di fatica, di miseria, che innesc+ quella rabbia cos( massificata, organizzata che caratterizz+ i movimenti, di quellanno e anche dopo. 0igliaia e migliaia di non garantiti chiedevano a gran voce che i loro bisogni fossero soddisfatti, che la loro esistenza fosse pi5 sicura, per un reddito e per unoccupazione stabili. /a tragedia sta nella totale indifferenza e miopia delle parti, dal 4overno alla .egione, dai ,omuni ai politici, dai padroni ai sindacati. Non si volle riconoscere la novit% storica di quei movimenti, li si volle relegare nei tradizionali ghetti, come sacche di disoccupati da controllare, considerandoli una turbativa ? ma forse erano e sono unanomalia irreversibile nel sistema capitalistico ? nelle normali condizioni di gestione di una crisi e di una riconversione, nei codificati rapporti conflittuali tra le parti. Lisognava farsi rappresentare da partiti e sindacati, dentro la loro strategia, se si voleva essere 1riconosciuti come un problema2. 0a noi, allora, in decine di migliaia ci sentivamo 1fuori2 da quel mondo istituzionale cos( lontano, estraneo, nemico dei nostri interessi, dei nostri problemi. Il !ci chiam+ 1diciannovisti2 quei soggetti, dimostrando una incredibile incapacit% di capire il nuovo, basandosi su schemi teorici, politici e organizzativi che 1non comprendevano2 questa grossa fetta della realt% sociale. >iciannovisti come anticamera del fascismo7 ,he grande stupidit% e malafede7 Buei movimento non erano 1proto?fascisti2, non ne avevano alcuna caratteristica. ) poi, prima del "#"# cera stato il E"GD"8, cio una guerra. !rima del == che guerra c stata, forse il EF8DF#: ) la cosa la dice lunga sul giudizio di questo partito sullintero ciclo di lotta negli anni =$. In realt%, il !ci vide nel movimento == un nemico per s stesso, per la sua egemonia storica dentro il proletariato italiano. Cn movimento capace di erodere il potere di rappresentanza dentro la classe di quegli strati di aristocrazia operaia e di lavoro dipendente che ponevano al centro della loro strategia il mantenimento corporativo dei livelli di reddito e di qualificazione sul lavoro raggiunti e conquistati. Nel ;eneto e a !adova in particolare, a questo irruento movimento si rispose sempre di NA7 Buesto il punto. Noi sosteniamo che, se 1rottura2 ci fu, il responsabile solo chi deteneva il potere. Si pu+ ribaltare la responsabilit%, certo, le conclusioni del ragionamento sono diverse e il giudizio politico e penale sui fatti opposto. Non si pu+ parlare, intanto, di banda armata perch il movimento ==, che fu ribelle, aveva una dimensione larga, enorme. Lisognerebbe processare, tutti, ma allora i tribunali diventerebbero degli stadi. Nel documento 8$ si ricorda la situazione socio?economica a !adova, e di riflesso in tutto il ;eneto- dai quartieri della speculazione edilizia allo sfruttamento delleconomia sommersa, dalle condizioni di lavoro e di 1non lavoro2 al costo della vita, ecc. Nessuno ci ha mai detto che lanalisi sbagliata, che la citt% era unoasi felice, che i problemi potevano essere affrontati in altro modo, che cerano altre soluzioni alla lotta dura, che cerano politiche paganti, che cerano partiti e gruppi di potere attenti e disponibili al dialogo. 'aremo poi un breve elenco delle iniziative di lotta del movimento in quel periodo. !rima vogliamo sviscerare ulteriormente alcuni punti chiave. "9 Se, come sosteniamo, le lotte del ==, quelle lotte, con tutta la loro carica violenta, sono frutto della situazione generale e particolare allinterno dei rapporti di lavoro, tra le classi, nelle condizioni di vita oggettiva di milioni di persone, se quella situazione a distanza di anni non migliorata o cambiata in meglio, allora il problema politico e non penale e repressivo. H9 Nel ==, pi5 che nel E=8D=# dove lo scontro si era 1incancrenito2, non c stata da parte del movimento una volont% di chiusura irreversibile per possibilit% di confronto, se si vuole di mediazione, con lavversario di classe, a partire per+ dalle piattaforme, i programmi, le richieste del movimento. Il movimento chiedeva a gran voce, rumorosamente, irruentemente, con forza e si aspettava delle risposte, che non ci furono, e di quelle poche decisioni governative prese in quel

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periodo si pu+ dire con serenit% di giudizio e senno di poi che furono una presa in giro, un modo per aggravare ulteriormente il clima gi% pesante. *d esempio, alla richiesta di un reddito garantito il governo emana la legge *nselmi sul lavoro ai giovani, una cosa ridicola, poco seria, vera e propria 1carit%2 data nel segno dellemergenza, tanto per fare qualcosa, che dimostrer% poi concretamente il proprio fallimento. Appure lintervento di /ama allassemblea?manifestazione universitaria di .oma. Si chiedevano decisioni coraggiose, si chiedeva il rilancio della lotta e il recupero del patrimonio politico del movimento operaio degli anni precedenti e /ama pensa bene di fare un intervento a mo di predica, tutto incentrato sui sacrifici ? come se non se ne facessero gi% abbastanza ?, sul lavoro ? come se ce ne fosse ?, sulle riforme, sulla solidariet% nazionale, ecc.7 Il movimento stava nelle piazze, nelle strade, le occupava, le percorreva in cortei di decine e decine di migliaia e lo Stato pens+ bene di usare solo e unicamente la forza militare lo stato di guerra, i divieti, gli arresti, le cariche, ecc., buttando fuoco su una situazione gi% di per s esplosiva, incendiando lincazzatura dei proletari, costringendo il movimento a risposte anche violente, illegali, incentrate sulla forza. &9 /abbiamo detto nell8$ e lo ripetiamo qui. /uso della forza non compare per incanto nel == una costante del movimento proletario e comunista in questo secolo 8per restare vicini nel tempo9 in Italia e altrove. *bbiamo gi% detto come, a partire dal F8, via via negli anni, dalle fabbriche vennero fondamentali indicazioni sulle forme di lotta e sulla pratica militante. /otte tutte e sempre illegali, per definizione. Nel ==, in pi5, c questa dimensione di massa delluso della forza da parte proletaria, un uso pi5 spettacolare dellorganizzazione della forza nei cortei, nelle manifestazioni, nella lotta quotidiana. Solo una concezione autoritaria della storia pu+ catalogare tutto questo come terrorismo, banda, criminalit% politica. /a tensione politica, il dibattito, le iniziative, ecc., nei luoghi deputati del movimento, come assemblee, centri sociali, sedi di quartiere, ecc., assumevano immediatamente e contemporaneamente il problema di un possibile uso della forza nella lotta, se la controparte voleva lo scontro, per dare maggiore incisivit% alle iniziative. !erch era dal F8 che il movimento di classe lottava e chiedeva, mentre il padrone ristrutturava, licenziava, tutto in nome del profitto. ,era una sempre minore fiducia nella lotta tutta 1legale2, nella protesta tutta 1civile2- tanto non pagava, era una perdita di tempo. ) quindi in questa dimensione, in questi ambiti ? pubblici e non clandestini, di movimento e non di partito ? che in migliaia praticammo anche livelli di illegalit%. * distanza di anni il giudizio pu+ essere storico? politico, non giudiziario. !er quanto ci riguarda, possiamo affermare che se il movimento non seppe in quellanno raccogliere il meglio delle lotte, le indicazione che ne scaturivano, la grande ansia di liberazione sociale, la forte spinta allauto?organizazione e allallargamento dellautonomia operai, in quanto prefer( evidenziare di quelle lotte il loro carattere anche di 1irriducibilit%2, tutto forzato sullinasprimento della pressione militante, che poi degener+ nel combattentismo L... e simili ma anche in un eccesso dei livelli di forza allinterno dellautonomia operaia e del movimento antagonista, che pure conservarono sempre la loro natura politica di massa ? senza virgolette, >ott. !alombarini ?, se quindi, per quanto ci riguarda, abbiamo imparato che limpazienza un errore e quel che conta non sono tanto o solo le forme della lotta ? e quindi la dose di forma violenta che pu+ assumere una lotta ? quanto la capacit% dei proletari di auto?organizzarsi, privilegiando quindi sempre lo sviluppo del movimento di massa e mai il contrario, se abbiamo capito tutto questo ? cio che gli errori non vanno ripetuti ? anche vero che nel == il responsabile maggiore della drammatica situazione che si era determinata va ricercato in chi deteneva il potere e le chiavi per decidere sia a .oma, come a !adova o altrove. 9 >i auto?organizzazione e auto?difesa abbiamo gi% parlato per il periodo precedente, per cui per il == i due concetti vanno visti in espansione e in molteplici forme a livello territoriale. ,hiariamo allora unaltra idea?forza, a molti di difficile e corretta comprensione- lappropriazione della ricchezza. Buesto concetto legato ad un altro, lautovalorizzazione proletaria, ed entrambi spiegano e interpretano la realt% 1pi5 vera2 dei movimenti antagonisti e dellautonomia proletaria. >icevamo dei nuovi soggetti proletari 1nati2 attorno alla met% degli anni =$, che possono essere riassunti in una figura generale produttiva, loperaio?sociale. ,era sempre pi5 consapevolezza ? o 1coscienza2 ? da parte di larghi strati del proletariato metropolitano che la propria esistenza era

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condizionata, diretta, manipolata dalla logica e dal profitto del capitale, che cio da mattina a sera, e per tutta la vita, il tempo, i modi, le forme, i valori, i gusti, le esigenze, i bisogni, i piaceri, le angosce, la felicit% o la non?felicit% erano 8sono9 prodotto di questo modo di produrre ricchezza e di questa societ% cos( come si d%. .ibellarsi a tutto questo voleva ? vuole ? dire lottare in forme, tempi, modi autonomi, su una propria capacit% e un autonomo apprendimento per determinare ci+ che utile realmente 1per s2, ci+ che non lo , quello di cui c bisogno per s, i modi di organizzare la propria giornata e 1fuori2 dal tempo del capitale, in una parola valorizzare lesistenza dei proletari, in quanto proletari, contro la condizione proletaria, in modo autonomo. Cno di questi modi quello di appropriarsi della ricchezza, prodotta dai proletari e a loro tolta, se non per poche briciole date come salarioDreddito. 0a le 1cose2, i beni, le merci, cio la materialit% della ricchezza devono essere pagati prima di poterli possedere e godere. ,os( per i servizi sociali, la cultura, il divertimento, il tempo libero, ecc. Il movimento del == port+ allattenzione di tutti questo diverso modo di concepire la dinamica sociale. !er cui le mense vanno occupate e il cibo mangiato gratis o a prezzo politico ? cio su un rapporto di forza determinato di volta in volta ?6 le case vanno occupate e abitate determinando poi il prezzo eventuale6 i trasporti vanno usati e poi eventualmente pagati6 i supermercati vanno 1riformati2, per spacci e luoghi di distribuzione dei generi alimentari, di abbigliamento, di svago, ecc. e il prezzo determinato dopo la soddisfazione dei bisogni e delle esigenze7 ,erto, un sovvertimento delle regole che fanno funzionare il mercato e arricchire una parte del popolo italiano, ma questo non giustifica il non riconoscimento del problema, della 1novit%2. Sarebbe pi5 onesto accusare quel movimento di aver posto pesantemente il sovvertimento del mercato capitalistico, per diversi rapporti 1economici2 tra gli uomini, invece di elevare a singoli accuse di rapina aggravata, danneggiamento, ecc. Non erano 1classici malfattori2 . che non sono mai pericolosi per lordinamento capitalistico e che sono invece consunstanziali al padrone e al ricco ? ma proletari che chiedevano lavoro garantito, reddito garantito, un soddisfacimento dei loro bisogni a partire dalla ricchezza sociale disponibile, e non per una ricchezza voluta 1di per s2 ? nessuno di noi diventato ricco o ha venduto 1la refurtiva2 o trafficato. Se dovessimo fare dei paragoni di onest%, altruismo, socialit% e solidariet%, quei proletari, alcuni dei quali qui processati, batterebbero tutti i record. *ppropriarsi della ricchezza voleva dire perci+ impattare con le leggi penali, i divieti, a 1trasgredire2 i limiti oltre i quali non bisogna andare perch permesso solo 1guardare2 la ricchezza e mai toccarla e prenderla6 guai desiderarla, guai organizzarsi a livello di massa. 'u un fenomeno sociale e non un prodotto di diaboliche direttive di una qualche banda o organizzazione. *nche qui noi diciamo che se la storia non si ripete mai in modo identico, anche vero che quei problemi, quelle problematiche, quella 1diversit%2 sociale nei comportamenti dei movimenti antagonisti, quel problema della ricchezza, ecc., si ripresentano pari?pari, sotto diverse forme forse, ma ci sono. ;orremmo chiedere se, per loggi, qualcuno ha trovato delle soluzioni diverse da allora, delle prospettive visibili in avanti, che rispondano concretamente ai bisogni dei proletari. G9 *lla militarizzazione del territorio il movimento del == rispose con una sua propria capacit% di autodifesa e di offesa. *nche qui si tratta di capire. Si diceva militarizzazione, perch alla richiesta di pi5 spazi e di pi5 libert% il potere rispondeva con una loro progressiva diminuzione e un uso di forze di polizia, pubbliche e private, sempre pi5 capillare, di controllo e di repressione ? delle lotte ? a livello territoriale. !rima si formava un corteo senza troppi problemi- prima una casa veniva occupata senza eccessivi pericoli per la propria incolumit% fisica, cos( per le facolt% le scuole, le fabbriche6 prima si poteva fare un picchetto sapendo che normalmente la polizia se ne stava in disparte, prima si scioperava senza il rischio di essere poi sospesi, licenziati o minacciati dai guardiani, e la lista sarebbe lunga. Nel ==, proprio in una fase di crescita delle contraddizioni maturate in anni di lotta e con una composizione di classe in trasformazione, ci vedemmo contro uno Stato centrale e periferico, partitico e sociale, determinato a chiudere drasticamente qualsiasi 1velleit%2 proletaria di 1aprire le lotte2 sulle politiche governative e dei partiti. Buel movimento non accett+ il ricatto e la lotta si inaspr(. Se fu giusto o meno lo sviluppo di quelle lotte in certe forme e modi dopo il == in parte lo abbiamo detto e vi ritorneremo, per+ non si pu+ negare una verit% cos( lapalissiana- che nei conflitti sociali il potere risponde con la repressione

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ogni volta vengono messi in discussione alcuni pilastri di tale potere6 non della democrazia, che unaltra cosa, un terreno su cui il movimento si sempre misurato, si misura, che considera irrinunciabile per il proprio sviluppo, ma che la democrazia di base del F8, delle assemblee, dei comitati, dei consigli e, oggi, del movimento degli autoconvocati, dei pacifisti di ,omiso, degli antimilitaristi. F9 >unque, violenza sulle cose, sabotaggio, cio un modo di manifestare la propria rabbia quando si convinti che c sempre minor spazio per una lotta 1normale2. >a questo punto di vista devono essere inquadrate le famose 1notti di fuoco2, come danneggiamento delle cose di propriet% di controparti che allinterno dei conflitti non avevano voluto mai concedere qualcosa alle piattaforme, ai movimenti, alle lotte. ,erto, allinterno di questo quadro, vi furono in quegli anni anche episodi di violenza sulle persone e gesti di offesa sui singoli. 0a furono momenti assolutamente episodici, dentro ai livelli di illegalit% di massa. 0ai si teorizz+ e pratic+ lomicidio politico. ), allora, quei casi di un certo tipo di violenza sulle persone devono essere giudicati allinterno di quel contesto storico, non generalizzati al dopo, men che meno ai nostri giorni. >altronde la violenza fisica il movimento la subiva continuamente- le cariche di polizia, le botte agli arrestati, le aggressioni fasciste, gli sgomberi brutali delle case occupate, i colpi darma da fuoco sparati da agenti in borghese contro i manifestanti, le richieste dintervento di polizia e presidi, speculatori, pescecani delledilizia, bottegai, ecc, ogni qual volta si innescavano situazioni di conflittualit%, che in genere potevano benissimo essere affrontate in condizioni normali. Buello che vogliamo dire che nel ==, e dopo, la tensione era 1violenta2 in entrambi gli schieramenti, che il metodo della violenza era entrato preponderantemente nei rapporti di classe tra le controparti, che questa quota di violenza dispiegata non stava solo da una parte e che ad uso sempre pi5 massiccio di impiego delle forze di repressione da parte dello Stato e dei capitalisti il movimento rispose innalzando la sua quota di illegalit% di massa anche armata, per poter continuare la lotta. Cna spirale che si avvit+ su se stessa. Il movimento ha saputo gi% allora e soprattutto dopo capire i suoi errori, criticando la pratica combattente e luso sproporzionato di forza da parte dei movimenti autonomi rispetto ai reali rapporti di potere tra le classi e al reale radicamento di classe. Non ci risulta che lo Stato dei partiti abbia fatto altrettanto, se non con una risposta solo ed esclusivamente repressiva e una cultura del pentimento, che mai potr% risolvere il problema della presenza negli anni =$, e in questi anni 8$, di settori di classe, strati proletari, dinamiche sociali, comportamenti, movimenti, aggregazioni che erano e sono fuori e contro questo sistema politico, economico, sociale. =9 >entro tutto questo, nel == e dopo, si davano le forme e i modi di aggregazione del movimento. Nel ;eneto il == vede un fiorire di numerosi gruppi sociali, comitati e collettivi, di assemblee, di coordinamenti, di sintesi organizzative, di programmi, piattaforme. ,erto, nelle sigle, per situazioni a volte simili, a volte diverse. Non solo le principali citt% ma molti paesi, zone, comprensori, vallate, furono investiti da unondata di lotte e di movimenti organizzati che tendevano inevitabilmente, 1per affinit%2 di classe e omogeneit% in molti punti dei programmi e della militanza, ad incontrarsi, riunirsi, discutere e auto?organizzarsi. /e grandi assemblee cittadine e territoriali saranno nel == i momenti di raccordo di tutte le situazioni di lotta, momenti decisionali, indicativi e programmatici. Nelle grandi assemblee si decidevano le scadenze generai di movimento, si indicavano le parole dordine principali. I programmi di quelle assemblee erano poi materializzati dalle singole strutture e dai coordinamenti di lotta regionali, provinciali, di zona. ) per questo che si diedero occasioni di 1assemblamento2 di sigle e realt% organizzate sia sui livelli di iniziativa politica di massa che di illegalit%. Nessuna organizzazione centralizzata, unica e onnicomprensiva, nessuna 1piovra2. Buei coordinamenti, che si formavano per attuare le decisioni generali delle grandi assemblee pubbliche del movimento, siano stati formati per iniziative cosiddette illegali o meno, duravano il tempo necessario, poi si scioglievano e se ne riformavano altri ? non gli stessi ? solo se cera la necessit% o la richiesta di farlo.

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/auto?organizzazione non era solo il metro di lavoro per le microrealt% ma anche, e soprattutto, per le macrorealt% territoriali e sociali. /e parole dordine che venivano fuori dalle grandi assemblee erano i punti su cui lottava tutto il movimento nazionale. *ppropriarsi della ricchezza, procurarsi e ottenere reddito reale e garantito voleva indicare una pratica concreta per raggiungere lobiettivo, come abbiamo gi% accennato6 e le forme di lotta erano inevitabilmente illegali. Buando si diceva che i covi del lavoro nero andavano chiusi si voleva dire chiaramente che quei luoghi di sfruttamento e di umiliazione per milioni di proletari andavano in qualche modo chiusi, o con la lotta di massa, sindacale, o se ogni sforzo risultava inutile, in altro modo. Non era il programma di un qualche 1partito2 ma il comportamento generale di migliaia e migliaia di proletari. 4rande era la rabbia, spontanea la rivolta sociale- non capirlo vuole dire, come sempre, imputare le responsabilit% dei grandi rivolgimenti sociali non alle masse, alle classi, ma ai singoli, a piccoli gruppi. 89 !er concludere questa scaletta, una riflessione sugli errori commessi dal movimento. /o abbiamo gi% detto nel punto &, il movimento dellautonomia organizzata si dimostr+ immaturo a raccogliere la ricchezza dei movimenti antagonisti, non seppe condurre con maggior determinazione e convinzione la battaglia contro lavventurismo delle organizzazioni combattenti, che proprio dopo il == conosceranno un rilancio della loro strategia, pescando a piene mani nelle grandi masse di proletari che avevano creato e vissuto le grandi mobilitazioni della primavera e dellautunno. *nche larea dell*utonomia operaia dette troppo peso ad alcuni aspetti di antagonismo violento evidenziati dalle lotte e, cercando di battere le A.,.,. sul loro terreno preferito ma a un livello molto pi5 basso e largo ci facemmo invischiare in una logica di rincorsa e di 1tamponamento2 dei continui guasti della pratica combattente,, cosicch molto spesso si sprecarono enormi energie e sottostim+ limportanza fondamentale dello sviluppo non fittizio del movimento di massa, come unica barriera capace di infrangere le onde della repressione e dellannientamento, come poi si dimostr+ tragicamente vero. 0a se questi errori ci furono ci+ non vuol dire che il movimento dellautonomia operaia oper+ come una banda terroristica. 'u un movimento organizzato, radicato ma non sufficientemente sviluppato, un movimento di significativi settori di classe, un movimento che us+ la forza e pratic+ lillegalit% di massa, ma che non pu+ essere equiparato ad unassociazione criminale. Cn coordinamento di collettivi e comitati, per definizione politici, a livello provinciale e regionale, pi5 coordinamenti non identici nel tempo, erano, appunto, dei coordinamenti dellauto? organizzazione proletaria e non unassociazione tesa a insorgere con le armi contro lo Stato o una banda di criminali e delinquenti 1politici2 che operava per chiss% quali fini demoniaci e contro la 1convivenza civile2. Lisogna riflettere su tutto questo, il movimento dellautonomia operaia non ha avuto importanti e numerosi 1pentiti2 al suo interno. !erch: )videntemente i compagni e militanti dellautonomia non erano e non sono membri di organizzazioni militari e armate che conducono una loro guerra contro lo Stato e che, una volta 1catturati2, si arrendono, consegnando al 1nemico armi e bagagli2. I blitz contro lautonomia operaia sono stati blitz contro i movimenti di lotta, contro i proletari che si organizzavano sui loro bisogni e che lottavano alla luce del sole, anche illegalmente, ma sempre a livello di massa. I piccoli pentiti dellautonomia hanno contribuito a reprimere le strutture di massa, i momenti di aggregazione organizzativa e sociale del movimento a !adova e nel ;eneto. Buando vi sono pentimenti di 1caratura maggiore2 che toccano anche il movimento dellautonomia operaia e il movimento antagonista si tratta sempre di 8eJ9 compagni passati nelle file clandestine del combattentismo lottarmatista che gi% facendo 1questo salto2 si erano di per s pentiti della loro precedente militanza politica per sceglierne unaltra, perch fra militanza clandestina delle A.,.,., e in genere lottarmatista, e militanza comunista di massa non c alcuna conciliabilit% ma una profonda incomprensione teorico?politica e una netta differenza di linea politica, strategica e organizzativa. 0a torniamo brevemente al bollettino delle lotte di quellanno.

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/intero ;eneto, dicevamo, conoscer% una ventata di mobilitazioni, manifestazioni e lotte. Nel vicentino, nel !olesine, nel veneziano, nel ;eneto orientale, come nel padovano, sbocciano numerose iniziative di lotta che vedono come protagonisti non tanto e non solo gli operai delle fabbriche quanto le nuove figure sociali che la ristrutturazione e i movimenti avevano plasmato e che nel == emergono chiaramente come strati di nuova composizione sociale di classe, centrali sia per lavversario di classe che, soprattutto, per le lotte proletarie. /a fabbrica cio, con il ==, non pi5 il luogo centrale e primario della contraddizione di classe e della lotta di classe ma uno dei terreni, certo sempre importante, delliniziativa di massa, da cui non solo potevano partire per tutto il proletariato indicazioni e parole dordine generali ma verso cui, da altri settori e situazioni pi5 1avanzate2 di lotta, andavano proposte, programmi, pratiche, forme organizzative, per una ripresa della lotta di fabbrica che stentava, con molta fatica, a tenere le posizioni acquisite precedentemente. ,ome sempre prendiamo il padovano come esemplificazione, con delle scelte su zone, programmi e movimenti. ;ogliamo dire che soprattutto per il ==, di cui fa laltro come per il F8 si 1parla2 spesso e in vari modi, non possibile qui elencare tutta la filigrana di quel movimento, tanto diffusa stata la microconflittualit% quotidiana a livello territoriale, con momenti di grandi mobilitazioni generali. *d esempio, nella Lassa padovana il ,oordinamento operaio si mobilita contro i provvedimenti del governo *ndreotti ? il periodo del governo forte grazia alla 1non sfiducia2 del !ci ?, che eliminano le festivit% infrasettimanali, bloccano la contrattazione articolata, con decreto aumentano i prezzi, aumentano gli straordinari e la mobilit%, eliminano la contingenza ai fini della maturazione dellindennit% di licenziamento, attaccano la scala mobile, mentre si fa forte il ricatto del 'ondo monetario internazionale. 4i% nel =F la produttivit% era aumentata del "F per cento7 In questa situazione il coordinamento fa la proposta ? veramente pericolosa7 ? di usare le due ore di sciopero simbolico del sindacato come rilancio delle lotte. Buesta era la pesante situazione dentro le fabbriche7 Il F8 era proprio lontano. 4ruppi operai, comitati coordinamenti, consigli di fabbrica in lotta, comitati territoriali, saranno i momenti organizzativi attraverso i quali si svilupper% la lotta e liniziativa. Il picchetto, il corteo e soprattutto la ronda operaia territoriale saranno le forme principali di promozione e organizzazione della lotta. ;ogliamo citare un passo di un volantino del ,oordinamento operaio !> Sud bassa padovana che, secondo noi, esempligica il clima, la linea politica di movimento, la propositivit% delle lotte e nelle lotte- 1@per andare ad iniziare a praticare questo programma ? lotta per la riduzione generalizzata dellorario di lavoro ? fondamentale fin da subito lanciare una pratica generalizzata di blocco degli straordinari in qualunque parte vengano fatti, il ,oordinamento operaio !> Sud bassa padovana lancia questa proposta a tutti gli organismi di fabbrica, ai disoccupati, ai lavoratori precari, agli studenti per bloccare definitivamente gli straordinari in ogni fabbrica della zona6 al di l% dunque delle petizioni di principio e di parola, sui fatti che si misurano le intenzioni di trovare e ricercare una nuova unit% di tutto il proletarariato2. Buesta e altre proposte verranno appoggiate anche dai consigli di fabbrica della 3olone, Oerbetto, IntertoMs, ecc. * livello di paese continua liniziativa dei gruppi sociali sul programma proletario, con momenti anche di unit% con il coordinamento operaio come, ad esempio, quando il pretore Invidiato fu costretto a ordinare la riassunzione delloperaio 'ongaro allItalcementi. * 0onselice un terreno privilegiato di lotta la casa, con il rifiuto dellaumento dellaffitto nelle case popolari e il pagamento del 1vecchio2 tramite le !oste. Nasce il comitato dei quartieri delle case popolari. !ag.8# *nche nel nord padovano c movimento su medesime e simili piattaforme di lotta ? forte era la circolazione delle informazioni sulle lotte a livello territoriale. Il coordinamento operaio e i gruppi sociali saranno impegnati in una durissima battaglia contro gli straordinari, in una zona tradizionalmente roccaforte democristiana e con un sindacato molto allacqua di rose. /otta allofficina San 4iorgio, allIlve di ,ampodarsego, alla Lano, ad esempio, con picchetti, volantinaggi, assemblee, scioperi- perch 1anche i compagni dei consigli di fabbrica siano pi5

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attivi nel dibattito e nello scontro per eliminare la piaga dello straordinario, per assumere le responsabilit% di interpretare in prima persona le esigenze operaie, perch i delegati prendano una posizione senza tentennamenti e debolezze, a fianco degli operai in lotta2. /otta quindi per un aumento di reddito, per aumenti salariali ? cio aumenti nel premio di produzione, per la quattordicesima mensilit%, per il controllo e lattuazione dei passaggi di categoria, ecc. ? e per un salario reale ? cio limposizione di prezzi politici su tariffe, affitti, trasporti, e per lottenimento di mense e spacci interaziendali. !erch se si praticava lo straordinario voleva dire che si produceva e allora voleva dire che il lavoro ci doveva essere per tutti7 I compagni si muovevano sempre per trovare terreni unitari di lotta con i consigli di fabbrica, di zona, le /eghe, perch anche questi organismi si pronunciassero sul blocco degli straordinari- ad esempio, con la /ega dei metalmeccanici della zona industriale di !adova sulla pratica del picchettaggio contro lo straordinario il sabato. Solo se il picchettaggio impenetrabile, solo se la ronda militante, solo se si blocca realmente lo straordinario, non solo al sabato, ma alla sera e nei laboratori decentrati, potr% essere ostacolato il tentativo del padrone di distruggere lorganizzazione operaia in fabbrica- questo sostenevano i compagni. !roposte, analisi, pratiche politiche inserite in una situazione sociale non certo idilliaca. Solo nella provincia di !adova, per fare il solito piccolo esempio, cerano ben . $$ giovani iscritti nelle liste speciali, = mila posti di lavoro erano in pericolo, non si contavano i casi in cassa integrazione. !ag.#$ * tutto questo si rispondeva con la pratica massiccia dello straordinario in molte aziende e con il decentramento del lavoro a domicilio, in piccoli laboratori con salari inferiori alle normative sindacali, con il mancato ricambio del turn?over ? cio non si sostituivano i lavoratori andati in pensione o licenziati. ) tutto questo in nome della produttivit%7 In molti consigli di fabbrica anzich essere rappresentata la volont% operaia con propri delegati eletti democraticamente dal basso, cera sempre pi5 una specie di sommatoria dei partiti dellaccordo a sei, con conseguente minor partecipazione agli scioperi e una delega ai consigli sempre pi5 burocratica. I gruppi sociali 8come al sud9 di ,amposampiero, del !iazzolese, ecc., saranno mobilitati su importanti terreni del programma proletario. *d esempio, sul problema del trasporto ci sar% una grossa lotta che investir% tutta la provincia. Nascono i comitati di linea che volantinano, bloccano le corriere e le biglietterie della Siamic per il non pagamento degli abbonamenti e dei biglietti, per un prezzo politico del trasporto. !artecipano alla lotta anche gli studenti di numerose scuole medio superiori della zona, coordinamenti operai. /aumento del costo del trasporto, in quel caso, si inseriva nella pi5 ampia mobilitazione contro i costi sempre pi5 alti dei generi alimentari, dei servizi in genere, dei costi di produzione. 0a in citt%, a !adova, che il movimento del == conoscer% le scadenze pi5 massificate e i momenti pi5 alti di lotta. Nella scuola e nelle facolt%, la lotta, mai assopita, trova nuovo slancio nelle sempre pi5 pesanti contraddizioni economico?sociali in cui vivono ampie fasce di giovani proletari, di donne, di non garantiti e precari. *lcuni esempi. *umenta il prezzo del biglietto dellautobus del "$$ per cento, il servizio peggiora e intere zone, in particolare quelle a forte densit% proletaria come Lrusegana, *rcella, via ;enezia, ecc., sono servite da pochi mezzi superaffollati, che dopo le H" non circolano pi5 o riducono di molto le corse. !er cui molti proletari sono costretti a fare chilometri a piedi o in bicicletta. * questo il movimento si oppone e propone un servizio speciale a prezzo politico, efficiente, pagato dai vari evasori fiscali e dai vari ladri di Stato di cui le cronache dei giornali erano piene. !ag.#" *nche qui la prima forma di lotta, il primo passaggio, la pratica di non pagare il biglietto. Su questo problema si coordineranno vari organismi di base come i gruppi sociali dei quartieri, i comitati di base delle scuole medie superiori, i comitati di linea, ecc. ,ome fa laccusa a sostenere che quelle e altre lotte fossero pianificate e imposte artificialmente

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da una banda centralizzata: Il problema cera e nessuna associazione sovversiva poteva inventarlo e calarlo nella realt%7 *ltro esempio. I lavorator delle mense rivendicavano un aumento dellorganico contro i ritmi disumani e i lavoratori studenti un aumento del salario contro il lavoro nero, precario e sotto pagato. >opo giorni di sciopero lA.C. 8la cui amministrazione non dimentichiamo era gestita da >c, !ci, !si e rappresentanti studenteschi di questi partiti9 rispondeva negativamente, con atti di rappresaglia come la chiusura della mensa di via del Santo. In quella situazione vennero levate critica sia alle forme di lotta fino allora adottate ? come lo sciopero e la chiusura totale delle mense che non danneggiavano minimamente la controparte, che cos( accumulava diversi milioni sui contributi del pasto non usufruito, e recava grande disagio agli utenti ? sia ai ricatti e alle minacce dellA.C., sia al 1terrorismo2 sindacale delle confederazioni nei confronti delle lotte incisive e non autolesioniste. I compagni dellinterfacolt%, insieme ai lavoratori, riuscirono in unaffollata assemblea di circa G$$ persone, di operai e utenti delle mense, a rilanciare la lotta su un terreno unitario. .iarticolando liniziativa con scioperi senza preavviso dei lavoratori e con conseguente autogestione della mensa da parte degli utenti, distribuzione dei pasti a prezzo politico, con cortei e delegazioni di massa allA.C. e al rettorato e eventuali blocchi stradali per pubblicizzare le lotte6 per il rispetto del riposo domenicale dei lavoratori senza per+ la chiusura delle mense, problema risolvibile imponendo allA.C. di far mangiare gli studenti in trattorie e tavole calde appositamente convenzionate a G$ lire. Buesto era il clima7 Non criminali, terroristi, sovversivi, delinquenti, ma un movimento forte politicamente !ag.#H maggioritario e egemone in significativi settori di classe, capace di fare politica alla luce del sole con proposte pratiche e programmi, capace di dare battaglia politica alle posizioni riformiste a viso aperto, vincendo per maggiori capacit% politiche di capire le contraddizioni proletarie e con ipotesi di lotta fattibili e paganti. >ove stava quel clima di 1terrore, prevaricazione, imposizione2, di cui tanto parla laccusa e di cui tanto sbraita il !ci: 3utto era in movimento mai i momenti aggregativi di movimento erano stati pi5 liberi e democratici, mai come prima cera stato un clima di 1voglia2 di lottare, di vincere. Nessuno era intimidito, a nessuno era impedito di dire la sua6 in verit%, i partiti e le forze politiche, in special modo i riformisti, imputano la loro incapacit%, assenza e pochezza nelle lotte di quellanno e nello slancio propositivo in avanti per svilupparle, a un comodo alibi, ad un fantasma, quello di unautonomia operaia cattiva ? cattivissima, sopraffattrice. Niente di pi5 falso e di pi5 meschino7 /a realt% che la situazione di lotta sfuggiva sempre di pi5 al controllo riformista, compito assegnatogli istituzionalmente, e cos( matur+ quel proposito, poi tramutato sciaguratamente in linea politica, di togliere di mezzo quellavversario politico alla sua sinistra con linvenzione e lattuazione di quella 1lotta al terrorismo di *utonomia a !adova e nel ;eneto2, collaborando con la magistratura. I risultati nefasti si ebbero poi con il =. ."#=#, ma gi% nel &.== si davano le premesse, le prove, la messa a punto del grande teorema ,alogeriano con lincriminazione e larresto di numerosi compagni per associazione a delinquere. Cn blitz tutto basato sulla lettura poliziesca e inquisitoria di materiali politici di movimento, che in poco tempo si sgonfier%, ma che sar% il primo segnale ? forse un po sottovalutato da parte del movimento ? dellintenzione repressiva dello stato dei partiti contro il movimento dell*utonomia. Il HF.&, F mila e pi5 compagni da tutta la regione scendono in piazza a !adova contro ,alogero e le forze politiche che lo sostengono, per lunit% operai?proletari, contro i corrotti democristiani, i ladri e i baroni universitari, gli speculatori edilizi, lo sfruttamento 1garantito2 e il lavoro sottopagato, il lavoro nero, per la liberazione dei dodici compagni buttati in galera per la riduzione generale dellorario di lavoro ? ad esempio, leliminazione delle festivit% aveva sottratto HG$ mila posti di lavoro ?, per limposizione di servizi sociali a prezzo politico ? come la lotta del movimento

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per togliere dalle mani degli speculatori lhotel Storione perch venda adibito a casa dello studente e mensa sociale per tutti i proletari. Buesta la repressione nel == e questo il movimento con i suoi programmi, le sue richieste, le sue lotte. Sul "#.G rimandiamo ad una lettura del documento degli interrogatori in aula nella direttissima del "#8$. Sempre nel == vogliamo ricordare un altro momento di repressione delle lotte. *lla notizia dellassassinio di tre compagni della ..*.'. nelle carceri tedesche, le razioni del movimento sono spontanee e immediate. Il "$."$, H mila compagni scendono in piazza6 seguono numerose iniziative militanti, vengono arrestati militanti di /.,., compagni autonomi e due compagne fermate mentre andavano ad una manifestazione. I processi sanciscono per la prima volta e in modo netto a !adova la nuova politica dei 1due pesi e due misure2, nel senso che per gli stessi reati le condanne possono essere diverse a seconda di come si era schedati in questura ? cio se 1autonomi2 o meno. I compagni di /.,. vengono liberati 8buon per loro9 mentre 4iovanni e 'abio, pure minorenni ma indicati come 1autonomi2, vengono tenuti in galera. ,os( per le due compagne. Buesta dei 1buoni e cattivi2 sar% una scelta precisa per le autorit% con lo scopo di dividere il movimento. Sulla manifestazione del "G."" e occupazione delle case in via Savonarola rimandiamo sempre ai documenti e atti del processo dell8$. 3utte le facolt% e le scuole superiori saranno continuamente in lotta per tutto il ==, sui terreni delledilizia scolastica, la selezione, i costi, il reddito, ed problematico farne un quadro dettagliato, per cui invitiamo a leggere i volantini e i documenti allegati agli atti processuali. .icordiamo solo le occupazioni delle facolt% e i tantissimi seminari allinterno dei corsi di laurea e dei programmi scolastici su tematiche e argomenti particolarmente interessanti e qualificati. *nche in questo caso chiediamo che vengano ascoltati i tanti docenti che avevano appoggiato, favorito e lavorato nei seminari autogestiti, ritenendoli perfettamente compatibili con le materie insegnate i programmi di corso annuali. .icordiamo anche le lotte nella casa dello studente sui sempre eterni e annosi problemi del posto letto, delle graduatorie, degli abusivi, dei prezzi da pagare, ecc. !er chi non lo sapesse gli abusivi erano quei proletari che non avendo possibilit% economiche di pagarsi un miniappartamento e che non avendo avuto 1la fortuna di vincere2 nelle graduatorie un posto letto in una delle case dello studente risolvevano il problema organizzandosi e occupando abusivamente stanze e locali vuoti delle case o facendosi ospitare presso qualche inquilino non abusivo. 'u una lotta durissima- da una parte lA.C. che minacciava e attuava la cacciata degli abusivi, dallaltra i proletari che non accettavano quella linea e quella gestione politica del problema casa delluniversit%. ,itiamo le occupazioni delle case di via 3artaglia, di via 0ontecengio e di via ;enezia. *ssemblee, comitati e coordinamenti furono in quelloccasione come in altre i veicoli, i vettori organizzativi della lotta. /a risposta della controparte fu la disoccupazione delle case con lintervento della polizia, con schedature, perquisizioni e sequestro di materiali 8macchine da scrivere, magafoni, volantini, ecc.9. /otte che cercavano subito un contatto, un momento di confronto e di iniziativa comune con i proletari dei quartieri. ,os( ai gruppi sociali, ai coordinamenti, si affiancheranno anche comitati di zona formati da studenti delle case dello studente e proletari di quartiere6 con mostre volantinaggi, questionari sui principali problemi della zona, come trasporti e case. Nei quartieri liniziativa febbrile. )ccone un breve esempio. *l !ortello nasce il gruppo sociale, in un contesto sociale e economico di grosse contraddizioni ? speculazione edilizia, politica universitaria, mancanza di servizi e spazi, sciacallaggio dei negozianti. 'u una struttura, simile a molte altre, formata da proletari del quartiere, aperta, socializzata e riconosciuta allinterno del quartiere, tesa a restituire a i proletari la loro soggettivit%, la loro capacit% di incidere con le lotte, in termini di massa e non delegati, sul problema della casa, in un

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quartiere sconvolto dalla speculazione, svuotato dai vecchi abitanti e riempito di un numero molto superiore di inquilini di centinaia di miniappartamenti a prezzi stellari. Il gruppo sociale promuove unindagine con questionario nel quartiere, con volantinaggi, manifesti e mostra di controinformazione. Sul problema degli spazi fisici e politici, dove non esistevano spazi pubblici. 0ancava il verde ? anche oggi del resto ? a meno che non fosse 1privato2, i bambini dei proletari giocavano ? e giocano ? per le strade, scuole materne insufficienti, ecc. Nel "".== i compagni del gruppo sociali con altri abitanti del quartiere occupano una palazzina comunale da anni inutilizzata per farne un ,entro sociale. 4rande sar% il successo delliniziativa e grossa la partecipazione degli abitanti alla vita del ,entro. Sul problema dei prezzi, con una lotta sul prezzo del pane a $$ lire il Ig, con una lotta per una mensa sociale, uno spaccio comunale in relazione alla spudorata speculazione sugli alimentari di alcuni negozianti6 lotta per la mensa, che sar% riversata in un ciclo di lotte in tutta la citt% e che porter% decine di occupazioni di mensa concordate con i lavoratori dellA.C. che, ricordavamo prima, chiedevano migliori condizioni di lavoro e aumenti salariali. /otta per la mensa che si collegava con il medesimo problema che avevano gli studenti dellIstituto darte !.Selvatico, con grosse ronde unitarie di controinformazione in tutto il quartiere. ,os(, con gli studenti della casa dello studente della zona. Bueste e altre furono le lotte nel quartiere e in altri quartieri. ,ome a Lrusegana, a 3encarola, all*rcella, ecc. !er uninformazione pi5 dettagliata alleghiamo al presente documento i 1dossier2 che sono stati fatti sulle lotte, le motivazioni, lintervento quartiere per quartiere a partire dalle specifiche contraddizioni e situazioni delle zone. Il se ondo! "iennio >opo il ==, il biennio E=8D=#, quasi che la storia si ripetesse. Buasi per+, perch quel biennio fu diverso in molte cose. Nel =8, anche se rischiamo di essere ripetitivi, la lotta continuava. Nella Lassa il ,omitato lavoratori disoccupati, precari e stagionali di 0onselice mobilitato nellorganizzare assemblee in fabbrica ? come era alla ,ascadan, Lambole 'ranca, finch non rientrano due licenziati, contro le assunzioni fuori regola, contro il contratto sempre pi5 duro, sul lavoro a domicilio e contro il clientelismo allufficio di collocamento. Il ,oordinamento operaio fra gli altri punti della piattaforma di lotta pone il problema di una mensa inter?aziendale, contro la logica corporativa del sindacato che, ad esempio, alla 'ranca vuole una mensa aziendale ignorando gli operai dei laboratori. .icordiamo la mobilitazione contro il licenziamento di unoperaia stagionale della Saiace. 0a il =8 sar% soprattutto nella Lassa, in provincia, nelle altre zone del ;eneto e a livello nazionale ? come all*lfa di 0ilano, a 3orino, ecc. ? la crescita della lotta agli straordinari, contro il sabato lavorativo. I rapporti di forza in fabbrica erano talmente degenerati, la gestione della crisi era andata talmente avanti che ormai in numerosissime fabbriche si lavorava al sabato ocn tantissime ore di straordinario ? in alcuni casi anche di domenica. Il sabato di riposo era stata una delle pi5 importanti conquiste operaie, diremo di civilt%6 si era ritornati indietro a prima del F8. /unit% degli operai era incrinata, largo spazio aveva ormai un rapporto individualistico con il padrone e il proprio salario6 alla decurtazione del salario reale con linflazione e il singolo operaio rispondeva arrangiandosi con quote di cottimo e di straordinari. Non era un problema moralistico, ma politico. /operaio aveva bisogno di pi5 soldi, il sindacato non offriva alternative di lotta pagante, quindi ognuno tirava avanti come poteva6 nel migliore dei casi questo aggravio di lavoro era contrattato collettivamente per squadre, per gruppi, per reparti di operai, quindi la lotta al 1sabato2 aveva il significato di bloccare concretamente gli straordinari, creare organizzazione operaia che ponesse al centro del problema il recupero del potere dacquisto del redditoDsalario operaio, un rilancio delle lotte in fabbrica, su aumenti salariali automatici e egualitari, contro ritmi e tempi aumentati, su una lotta nel territorio a partire dalla fabbrica contro il carovita, praticando il metodo dellauto? organizzazione e auto?determinazione dei propri bisogni e interessi. Buindi picchetti durissimi, ronde, cortei interni, furono le forme di lotta che organizzarono la rabbia e la delusione operaia.

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* !adova il movimento delle facolt% sviluppa le tematiche fissate dalle lotte dellanno precedente. Il coordinamento delle facolt%, o interfacolt%, sar% impegnato contro la selezione dei baroni accademici. .iprendono le ronde militanti nell*teneo e nella citt%. dentro le facolt% gli studenti chiedono e vivono lesperienza dei seminari autogestiti, finanziati dalluniversit%, con il voto garantito. Si trattava di inventare, come movimento, scadenze generali complessive che potevano ricomporre tutti i fronti di lotta dentro luniversit%. >ue erano queste scadenze generali- una campagna di lotta per il controllo politico degli esami e la pratica delle ronde militanti contro il lavoro nero e lo straordinario dentro e fuori luniversit%. ,itiamo un passo di un volantino- 1dobbiamo garantirci attraverso il controllo politico degli esami la riduzione della giornata lavorativa gi% impegnata per la grossa maggioranza degli studenti in lavoro part?time, nero, super?sfruttato sia allinterno dellorganizzazione universitaria che nel tessuto cittadino. .ifiutiamo questo ulteriore carico di lavoro che lesame, da sempre strumento di controllo e di comando sullinsubordinazione degli studenti2. *llinterno delluniversit%, infatti, esistevano dei veri e propri covi di lavoro nero, altamente produttivi dove venivano massicciamente praticati gli straordinari con alte quote di precariato. * proposito del 1tempo della cultura27 !ertanto la parola dordine fu- chiudere questi covi. /e ronde proletarie percorrevano gli istituti per imporre il punto di vista e i bisogni dei proletari ? riduzione della giornata lavorativa e imposizione dei prezzi politici. /a lotta era tuttuno con quella degli operai dei servizi ? ospedalieri ? ferrovieri ? ecc., del commercio, della miriade di laboratori del lavoro nero disseminati nel centro e in periferia. Cn esempio saranno le ronde nel settore del commercio ? fra laltro contro le festivit% regalate ai padroni. I comitati di lotta delle facolt% si opponevano allobbligatoriet% della frequenza alla lezioni, alle esercitazioni in laboratorio, spesso inutili perdite di tempo. ,itiamo ancora- 1@ci vogliono preparare al nuovo mercato del lavoro diffuso, inseririci fin da subito attraverso il lavoro nero che siamo costretti a fare fuori e dentro luniversit%, cos( da bloccare e impedire lorganizzazione della riappropriazione della ricchezza sociale. Accorre quindi produrre momenti di lotta vincenti, contro la selezione e il comando a partire da un impegno collettivo di tutto il movimento, attraverso ronde proletarie che allarghino il fronte di lotta a tutte le facolt%2. I seminari vertevano su argomenti attuali e qualificati come, ad esempio, quello su 1universit% e mercato del lavoro2 che, a /ettere, coinvolger% gli esami di Storia della filosofia, Storia moderna e contemporanea, Storia della logica, )stetica. *lle ronde militanti, si sviluppava contemporaneamente anche la pratica dellautoriduzione dentro le mense degli affitti, per i servizi sociali a prezzo politico. 'u un movimento ampio e cosciente di ci+ che voleva- come ad esempio impedire lespulsione di &$ mila studenti dalluniversit% ? attraverso una feroce selezione secondo il progetto 0erigliano. ,i furono risse tra le ronde e docenti del !ci, come a 'isica, facolt% che i piciotti considerano quasi una sezione di partito ? vogliamo ricordare che in una occasione i piciotti erano muniti di spranghe, bastoni ed estintori, mentre i compagni erano 1armati delle loro nude mani2. /e ronde a 0edicina, *graria, ecc. ,itiamo- 1)sperienze come a Scienze politiche e !sicologia ? controllo politico dellesame e seminari autogestiti, le commissioni ecc. ? rappresentano un tentativo nuovo e collettivo di riappropriazione del nostro sapere sociale, di riappropriazione della nostra organizzazione di classe, per determinare anche nella 'abbrica?Cniversit% un nuovo processo di aggregazione politica delloperaio?sociale e della sua rigidit% nel mercato del lavoro, a cui sempre stato costretta senza possibilit% alcuna di contrattazione collettiva@ oggi abbiamo costruito una tela di ragno fatta di momenti di lotta, seminari, ecc. che riducono in pratica la nostra giornata lavorativa acquisendo la possibilit% scientifica su come costruire la nostra lotta dentro il programma comunista, imponendo il voto politico contro il comando, determinando pratica di contropotere contro i capi e lorganizzazione del lavoro, contro lorganizzazione dello studio, per riappropriarsi del nostro sapere collettivo e ribaltandolo contro il comando sulla forza? lavoro, contro il progetto di espulsione dei proletari dai loro quartieri2. Cn movimento e un processo rivoluzionari, dunque, come insieme dinamico e potente di un esercizio continuo di contropotere e di alternativa di vita in una dimensione arrabbiata ma non meno composta. Nel quartiere !ortello, intanto, prende piede la proposta dei comitati di condominio, con affollate

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assemblee in quasi tutti i condomini di studenti- ricordiamo i comitati in vicolo San 0assimo, in via 3iepolo 8il famoso condominio Sereno9, vicolo !ortello, ecc. !artono le prime esperienze di autoriduzione dellaffitto. Nel condominio Sereno si comincia a pagare di meno. Si prende sempre pi5 coscienza che la casa un servizio sociale il cui prezzo deve essere politico. Cn esempio, al Sereno cerano GF miniappartamenti con un affitto mensile di lire #$ mila 8G$ mila pi5 $ mila di spese condominiali96 la lotta parte con il rifiuto di pagare la $ mila lire, per arrivare a unautoriduzione quasi totale 8 da $ a HG mila lire al mese9. Buesta la realt% allinterno di molti quartieri. I comitati di zona non si soffermano solo sul problema della casa ma anche sui prezzi, spazi, trasporti, ecc. Nel centro sociale 8occupato9 si susseguono le assemblee di quartiere. In una viene decisa lautoriduzione di pi5 di G$ persone abitanti in numerosi condomini del quartiere !ortello. ,era il problema dei senza tetto e si arriver% nel quartiere alloccupazione d numerosi vani sfitti. *nche nelle case popolari della I.*.,.!. cresce liniziativa6 laffitto era cresciuto vertiginosamente. I compagni dicono subito che laumento non va pagato ? sia come forma di lotta contro la G"&, sia per ottenere fondi per il risanamento delle abitazioni. Buasi tutte le famiglie del quadrato 4radenigo praticheranno queste forme di lotta, a cui in ritardo si assocer% il Sunia 8articolazione sindacale del !ci9, che per+ non ha il coraggio di dire che la legge G"& sulla casa, causa del disagio, era stata approvata con il consenso dei riformisti. ,ontro loccupazione del centro sociale si scatena subito la sezione di quartiere del !ci6 che con volantini distribuiti nel quartiere insinuava che il centro fosse un covo di terroristi7 /a richiesta e la pressione del !ci in consiglio comunale cos( forte che la polizia in forze obbligher% lo sgombero del centro sociale, con perquisizioni, schedature, denunce per i compagni e proletari presenti. 0a poco dopo il centro sar% rioccupato. Buesti sono solo alcuni flash del lavoro politico del 4ruppo sociale !ortello, simile a quello in altri quartieri. *nche quellanno rimandiamo alla lettura dei materiali e dossier che sono allegati a questo documento. !ossiamo tirare un po somme sul "#=8 a !adova e nel ;eneto. *bbiamo cercato di far comprendere e di ricordare innanzi tutto il clima sociale, le conflittualit%, i movimenti, le forme organizzate, la mentalit%, lo stile politico di lavoro del movimento dellautonomia operaia. * !adova e nel ;eneto, pi5 che in qualsiasi parte dItalia, il movimento mantenne sempre e solo una dimensione di massa, al cui interno svilupp+ il massimo di iniziativa possibile cercando sempre di costruire momenti effettivi di socialit% delle lotte, di crescita della consapevolezza dei proletari dei loro diritti, cio momenti di autodeterminazione e auto?organizzazione. ) vero fu lanno del massimo innalzamento dellillegalit% di massa da parte del movimento. ) qui bene fermarci un momento. Speriamo che sia chiaro, a questo punto del documento, qual il nostro giudizio storico sulla genesi, sulle cause delluso della violenza da parte dei proletari. Cn uso che deve essere collocato ? se no si perdono di vista i contorni e la sostanza del problema ? dentro dinamiche larghe di scontro e conflittualit% tra classe operaia e capitale, tra proletari e Stato, tra movimenti autonomi e sistema dei partiti. /a quota di violenza a livello generale, allinterno dello scontro, era indubbiamente alta6 sembrava che tutti gli attori sociali puntassero sempre pi5 a un confronto duro e 1risolutivo2, tutto incentrato su chi il 1pi5 forte2. *llinterno del movimento rivoluzionario, dopo il ==, lipotesi conoscer% unenorme spinta in avanti, unaccelerazione semplicistica della soluzione dei problemi, un privilegiare il soggettivismo e la crescita esponenziale, numerica e di potenza di s, senza prestare pi5 sufficiente attenzione alla situazione dei movimenti di lotta ai problemi e alle difficolt% per la continuit% delle lotte di massa. Il proletariato o 1il popolo2 diventeranno 1problemi tattici2, di supporto, di fiancheggiamento delliniziativa combattente, i cui programmi contenevano 1di per s2 gi% la soluzione a tutti i problemi, delineavano gi% i contorni di una societ% rivoluzionaria, secondo schemi ideologici, secondo una pratica separata e strumentale delle lotte. Cna fuga in avanti suicida quella combattente e 1lottarmatista2 propria delle organizzazioni clandestine che ben presto diverr% una tragedia per lintero movimento di classe, con gli effetti diretti e collaterali delle proprie sconfitte militari, dei pentimenti, delle controreazioni disperate e schizoidi per la conservazione di se stessi, con scarsissima attenzione alle dinamiche dei movimenti di lotta. /a nostra critica allora come oggi durissima e impietosa. /a battaglia politica con quei compagni non cess+ mai. Nel =8 in Italia legemonia del combattentismo la faceva da padrone in quasi tutte le regioni, creando incredibili problemi ai compagni del movimento dellautonomia operaia. Nel

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;eneto fu diverso. Non si tratta di volere chiss% quali 1riconoscimenti2, che non vogliamo, perch diverso il nostro modo di ragionare6 semplicemente vogliamo che venga dato un giudizio corretto sul movimento, e non pretendiamo che sia certo di parte. ) lanno delloperazione 0oro, di numerose azioni combattenti con la pratica dellomicidio politico, lanno del cosiddetto attacco al cuore dello Stato. Il movimento veneto era su ben altre posizioni. )ra allinterno della lotta che esplodeva prepotentemente la richiesta di incisivit% e durezza nei comportamenti conflittuali senza pi5 compromessi e impotenza di fronte al filo spinato della legalit% del ,apitale. )ra una domanda oggettiva, che comunque avrebbe dato delle risposte. Si poteva 1lasciar andare2 a briglia sciolta, in percorsi incontrollabili, questo 1bisogno di forza2 potenziale ed inespressa dei nuovi soggetti, delloperaio?sociale si trasformasse in slancio, sviluppo, crescita dellorganizzazione di massa, del contropotere di massa, di pratica dellillegalit% di massa ? che, ripetiamo, covava sotto il fuoco delle lotte al di l% dei livelli politici soggettivi ?, per far maturare e rafforzare la presenza del movimento antagonista nei territori. Buesta illegalit% fu essenzialmente sabotaggio sulle cose, sui beni. * distanza di anni possiamo giudicare quei fatti con distacco e molta serenit%. Siamo assolutamente convinti che se non si fosse condotto, allora e in quelle condizioni, quel tipo di lotta politica dentro il movimento, non solo la pratica combattente avrebbe messo piede nel ;eneto molto prima in forme pi5 stabili e durature, ma soprattutto avrebbe innescato dei processi degenerativi allinterno del movimento che ne avrebbero sancito la fine storica e politica gi% da molto tempo. Buindi, non di differenze 1compatibili2 si trattava ma di interessi diametralmente opposti. I livelli delle lotte nel =8 e dopo hanno consentito al movimento ? pur in condizioni molto diverse, con impostazioni politiche pi5 mature, meno irrequiete e pi5 radicate nel tessuto sociale. /uso della forza non un concetto, religioso, un dogma, un galateo immutabile della pratica militante. Aggi il movimento lotta contro la guerra, blocca ,omiso, manifesta per il /ibano, lotta per una pi5 alta qualit% della vita, privilegia la crescita dellorganizzazione proletaria di massa, di movimenti organizzati. Nel =8 le contraddizioni allinterno del movimento erano diverse e le contraddizioni di classe avevano determinato certe soglie nello scontro6 le tendenze e le controtendenze operavano in precise realt%, databili, peculiari a quel periodo. *llinterno della pratica militante dellillegalit% proletaria si diedero anche alcuni episodi di azione 1violenta2 contro esponenti del potere locale, economico, sociale e culturale i cui livelli di violenza, se riferiti a quelli nazionali, furono minimi. 0ai si pratic+ lomicidio politico, perch per il movimento non era un problema 1tattico2 quanto di scelta strategica. *nche questi momenti, diremo di illegalit% combattente, non furono mai giudicati come nocivi o disgreganti dalle iniziative di massa del movimento organizzato. )ra un riportare il 1combattimento2 a dimensioni meno enfatiche ed estremistiche- un aspetto secondario, che comunque non contribu( molto a quella battaglia politica di cui dicevamo. 3utto questo nostro ragionare, per chi ci vuole ascoltare ? che crediamo sia basato su parametri politici e distacco, per il tempo trascorso, dalle tensioni di quel periodo ? ritorna sempre, alla fin fine, sulla natura pi5 vera del movimento dellautonomia operaia in ;eneto. Non ci fu mai una banda, anche in quellultimo scorcio degli anni =$, n unorganizzazione unica criminale, dedita a sovvertire e attaccare il cuore dello Stato, in una guerra pi5 o meno simulata. Non era una banda armata perch migliaia di compagni non lo potevano diventare, ma un movimento organizzato in strutture plurali, coordinate e autonome, un movimento che pratic+ anche lillegalit% di massa e momenti di violenza. Non cerano comitati centrali ma istanze di direzione larga delle lotte, mai immutabili, mai codificate. Nessuno statuto, niente tessere, nessun esercito guerrigliero. I singoli episodi devono essere giudicati di per s e allinterno dei conflitti sociali di allora e non come prodotto di politiche banditesche che usavano strumentalmente i compagni, i proletari, i movimenti. !er finire sul =8 una breve precisazione su due parole, lautodeterminazione e il combattimento. "9 !er autodeterminazione proletaria si intende, per essere semplici nella definizione, lintreccio tra auto?organizzazione e auto?valorizzazione, di cui nelle pagine precedenti abbiamo parlato. ,io lo sviluppo di momenti e realt% in cui i proletari determinano, fuori dalla logica istituzionale, proprie dinamiche organizzative, politiche e sociali, dentro un movimento comunista e proletario, attraverso organismi, strutture autonome antagoniste che 1durano nel tempo2 e non muoiono con

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una singola lotta. ) la base materiale per il contropotere proletario, cio per una pratica di classe, larga, non clandestina, pubblica, di esercizio di forza6 una forza che non 1militare2 ma sociale e di maggioranza. H9 Nella seconda met% degli anni =$ dire combattimento non voleva necessariamente indicare una pratica con le armi6 certo, anche con le armi, ma innanzitutto stava ad indicare un modo di porsi verso i problemi. ,ombattere le battaglie di classe, combattere giorno per giorno per il comunismo, combattere contro il lavoro salariato. )ra un rafforzare il concetto di lotta di classe. >iciamo questo perch nel linguaggio politico del movimento erano una parola ed un concetto molto usati e spaziavano da realt% di base a 1nuclei di combattimento2, quindi con intendimenti e pratiche diverse, anche se li univa il desiderio di fare qualcosa per cambiare la realt% cos( come si dava, cio combattere il nemico o i nemici di classe. *nche oggi, se non fosse sputtanato e molto pericoloso da usare, un concetto che interpreta la realt% dei movimenti antagonisti. I manifestanti di ,omiso cosa sono se non combattenti per la pace, quelli di ;oghera se non combattenti per la libert%, quelli contro le centrali nucleari se non combattenti per una diversa qualit% della vita e quindi per la vita in quanto tale, contro la barbarie imperialista e capitalistica: 0a torniamo al nostro 1ricordo2 collettivo. Il =#7 *nno cruciale, lanno del grande blitz contro il movimento, lanno dellinizio dellimbarbarimento dello stato di diritto in Italia. Sul = aprile si detto e scritto moltissimo. ,on quelloperazione di polizia si voleva e s credeva di 1tagliare la testa alla piovra del terrorismo2, dove per terrorismo si indicavano tutte le lotte, i movimenti della classe operaia e del proletariato di pi5 di dieci anni di storia di classe del nostro paese. 3utto era ? ? mescolato- il movimento dellautonomia operaia con le A.,.,., le occupazioni delle fabbriche nei primi anni =$ con loperazione 0oro, e via di seguito6 cose note e arcitnote. >a quel = aprile molto stato fatto per smontare quella stupida e folle provocazione. Sta di fatto che decine di compagni furono costretti alla latitanza e, soprattutto, gettati in galera. ,onfessiamo che ci d% fastidio e anche noia ripetere alcune verit% che da anni andiamo dicendo per cui saremo telegrafici. >unque"9 non mai esistita una mente nazionale che ha diretto come un burattinaio i movimenti di classe autonomi negli anni =$. H9 non mai esistito un cervello organizzativo?militare centralizzato e unico che ha comandato la nascita, lo sviluppo, le trasformazioni strumentali, ecc., di un 1partito armato2 nazionale, articolato in !.A., *utonomia, Lrigate rosse, ecc. &9 una mente e un cervello che non erano n riferibili ad una singola persona n a un gruppo di persone. 9 il movimento dellautonomia operaia veneta non era una banda armata. I compagni arrestati e imputati per questo reato, il = aprile, non erano capi di alcunch, perch di un movimento di massa si trattava. Buindi ogni compagno poteva essere dentro i propri livelli collettivi autonomi di dibattito ed organizzazione, di discussione, oppure farsi gli affari propri. G9 il = aprile unoperazione di odio e di vendetta. >i odio contro i movimenti e le lotte autonome dei proletari6 di vendetta contro alcuni malcapitati compagni, presi a mo di ostaggio o di esempio, il cui unico torto era di essere o troppo intelligenti o troppo impegnati dentro le lotte sociali o troppo poco compromessi con il sistema dei partiti, in definitiva troppo onesti politicamente e moralmente, troppo incazzati contro le condizioni di sfruttamento e di sopruso in cui vivevano, troppo comunisti e poco riformisti, troppo liberi nel pensiero e poco inclini al conformismo. ,olpendo questi compagni si voleva colpire in realt% il movimento, le strutture di massa, lantagonismo proletario. >iciamo il vero, perch al = aprile si susseguirono a !adova e nel ;eneto altri quattro grandi blitz, tutti tesi in un crescendo repressivo a far tacere, a cancellare, scompaginare, intimidire le istanze di massa del movimento antagonista. Buella serie di blitz sono la dimostrazione inconfutabile e tangibile che l*ccusa, man mano che andava avanti, scopriva, ad ogni blitz, che 1quella mente e quel cervello2, funzionavano ancora, perch le lotte continuavano, perch i proletari si organizzavano, perch i movimenti di classe non morivano. ) allora ogni volta cresceva il numero degli imputati, si ingrossava questa 1piovra2, si dilatava questa banda, che diventava una strana banda, perch centinaia erano i suoi aderenti. Non di una banda si trattava quindi, ma di unorchestra, una grande orchestra il cui 1direttore2 non era n una 1direzione o un ufficio politico2 ma quelloperaio massa, prima, e quelloperaio

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sociale, poi, che hanno insegnato a tutti noi come si lotta, come ci si organizza, per cosa, come si combatte. Buelloperaio masse e quelloperaio sociale delle cui esistenza abbiamo capito anche leggendo e scoprendo con avidit% intellettuale e scientifica gli scritti, le opere il pensiero di Qarl 0arJ. Siamo stati e siamo suoi figli, da lui abbiamo capito che lodio per lo sfruttamento va compreso e organizzato. >i questo s( che siamo colpevoli6 per questo, il nostro canto di lotta e di gioia, di comunisti, non cesser% mai di levarsi dalle lotte del proletariato. F9 Non vero che i blitz hanno colpito 1nel giusto2 perch la 1violenza2 a !adova e nel ;eneto scemata o finita. Infatti se, da una parte, i movimenti di lotta, lantagonismo proletario, pur tra tremende difficolt% e momenti di arretramento, hanno continuato dal E=#D8$ in poi a lavorare e attaccare le contraddizioni capitalistiche e hanno innescato conflittualit% dentro le contraddizioni di classe, dallaltra, il movimento, le strutture organizzate di base hanno dimostrato saggezza nel non accettare il terreno di scontro basato su rapporti brutali di forza, e maturit% politica nel comprimere quel 1bisogno di forza2, da parte della moderna composizione di classe, di cui dicevamo, per reinvestirlo e indirizzarlo verso una forte ripresa delliniziativa di massa, per ricostruire, l% dove passato il bulldozer della repressione, le istanze di massa, la voglia e il coraggio di lottare. 0a in quellanno fu anche grande la rabbia per lazione di polizia e magistratura. Cna rabbia contro chi voleva ridurre a problema di criminalit% una realt% di movimento, a chi voleva chiudere in quel ghetto, in una riserva, organismi proletari, singoli e collettivi momenti di aggregazione soggettiva accusati di aver troppo tirato la corda per rompere quellequilibrio sociale di interessi, profitti, guadagni, privilegi, poteri e sfruttamento che gli ipocriti chiamano anche convivenza civile e di cui quel 1civile2 proprio fuori luogo. Nel =# quindi le lotte saranno segnate da quella grossa operazione di regime che fu il = aprile, ma non per questo furono abbandonati i tradizionali terreni di movimento e organizzazione6 solo che in pi5 cera questo nuovo livello dello scontro che, la repressione di grande dimensione e durata nel tempo. Il tam?tam del movimento in pochissimo tempo port+ informazione ed innesc+ discussione sul significato delloperazione = aprile. /a mobilitazione fu immediata, la rabbia tanta, in tutti i territori del ;eneto. Buelloperazione sembrava confermare le posizioni pi5 pessimistiche sulla crescente impossibilit% di agibilit% politica, di spazi, di libert% di lottare6 sembrava che quella sfilza di ordini di cattura, una specie di esecuzione a casaccio, uno sparare nel mucchio, completasse un lungo periodo di forti tensioni, di politica solo repressiva da parte dello Stato, di chiusura autoritaria del sistema dei partiti. Sembr+ a molti che sempre pi5 lunica strada percorribile fosse lallargamento e lintensificazione dellillegalit% armata del movimento. Cna rabbia che cost+ la vita a tre giovani compagni, a cui, al di l% di qualsiasi altra considerazione e al di l% di qualsiasi speculazione politica o inquisitoria, va il nostro commosso ricordo. /accusa li ha voluti 1ficcare2 dentro oscure bande e tentacolari strategie, non capendo o non volendo capire che erano tre delle centinaia di migliaia di giovani proletari, quelli delle manifestazioni e dei movimenti del ==, quelli della lotta per un reddito garantito6 tre giovani impegnati socialmente nel loro paese, nelle loro zone e che, alla notizia di unoperazione 1ingiusta2 e persecutoria contro tanti altri compagni del movimento veneto, che magari neanche conoscevano, hanno reagito come molti altri, con rabbia e con tanti gesti autonomi di uso della forza. Buesto noi pensiamo e su questo chiediamo venga riflettuto con onest% politica e intellettuale. * !adova, pochi giorni dopo il = aprile si teneva unimponente assemblea di GDF mila persone al palazzetto dello sport, con compagni provenienti da tutta Italia. In quelloccasione lo Stato dispieg+ lintera sua forza facendo presidiare da migliaia di poliziotti e carabinieri interi quartieri cittadini. )ra la consacrazione ufficiale di una nuova linea politica, basata sullinnalzamento repressivo di quelle precedenti, una linea che non tollerava pi5 nessun momento di dissenso organizzato, che chiuder% via via tutti gli spazi fisicie politici conquistati dal movimento a !adova e nel ;eneto6 che molto prima che in galera, estender% al sociale una specie di articolo #$ trasformando !adova, in particolare, in una 1citt% speciale e differenziata2 dove non vero che non c pi5 8o molto meno9 lautonomia operaia e i movimenti antagonisti, perch questi

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movimenti e lantagonismo proletario cerano, ci sono nel =# come nell8 , solo che vivono in un clima di semi clandestinit% imposta loro dallo Stato che ha calato, ma con sempre maggior fatica, un pesante coperchio alla pentola ribollente dellauto?organizzazione proletaria e dei movimenti di lotta. Nel =# a questo tentativo 1ultimo2 di repressione si rispose in vari modi- rilanciando liniziativa di massa e chiedendo di poter di nuovo scendere in piazza. * livello territoriale nel ;eneto, nelle province, il = aprile non fermer% la mobilitazione di massa. Cn esempio come sempre la bassa padovana. Il comitato interistituti di )ste?0onselice lotter% contro luso antioperaio della spesa pubblica, contro il piano !andolfi ? i famosi #$ punti ?, contro il lavoro nero, a domicilio, per una mensa sociale. ,os( numerosi altri comitati. Il gruppo sociale del conservano ad esempio lottava per nuove assunzioni alla cantina sociale, per passaggi di categoria, per un aumento del premio di produzione, per lapplicazione del contratto, per il blocco degli straordinari. .icordiamo lepisodio del licenziamento di unoperaia delle bambole 'ranca di ,ascadan e lo squallido comportamento del sindacato che non prese posizione, ma anzi giustific+ il fatto come conseguenza della lotta delle operaie7 )ra un periodo di contratti e i problemi erano la ristrutturazione nelle fabbriche, il blocco del turn? over, il supersfruttamento con gli straordinari, lintroduzione di nuovi macchinari nel ciclo in funzione antioperaia ? ricordiamo che lanno alla 'iat di uso di robot e computer ? la cassa integrazione, i licenziamenti. /Ctita, la ,apica, la Oedapa?Oetronic sono investite dalla stessa crisi. Il sindacato latitava e la bozza del contratto ha caratteristiche pre?F8- basso laumento salariale con sono & mila lire, aumentano le differenze salariali, peggiorano gli scatti di anzianit%, si riduce lorario solo in alcuni settori. Il movimento antagonista rilancia il programma dellegualitarismo, dello sganciamento del reddito dalla professionalit%, per obiettivi esterni alla Soprem aperta a tutti. ) cos( in tutte le fabbriche e i territori dove cera movimento e dove si dava conflittualit%. * livello cittadino il movimento viveva lo slancio e lo sviluppo delle lotte del E==D=8. *d esempio, verso la met% del $=# allinterno di tutte le case dello studente si apriva un lungo dibattito con tutta una serie di iniziative, rispetto alla pesantezza dellattacco antiproletario del progetto di ristrutturazione che lopera universitaria voleva attuare. Nasce un coordinamento delle case, cme momento di sintesi del dibattito e delliniziativa dei singoli comitati di agitazione. Si daranno momenti di controinformazione, dibattiti, assemblee con il personale delle pulizie e con mozioni firmate da studenti e operaie. /A.C. non metter% molto tempo a far sentire la nuova politica che voleva far passare6 ad esempio, in via 3artaglia verranno murate le mansarde che gli abusivi usavano, installato lo 1sgabiotto antiproiettile2 per il portiere della 'usinato, trasferito il personale nelle mense non verr% pi5 distribuito materiale per le pulizie. Il movimento reagisce e vengono riaperte le mansarde in via 3artaglia, mentre la stampa locale pubblica una serie di articoli sulla situazione nelle case dello studente, sulle lotte e sulle prese di posizione da parte delle assemblee. /assemblea di 0ontecengio decide di riempire di immondizie i cortili della casa, espropria il materiale immagazzinato delle pulizie, che distribuito a tutti gli studenti, protesta contro il trasferimento del personale e il taglio dei servizi. Buesta pratica delle immondizie si estende6 saranno riempiti gli uffici dei direttori in via 3artaglia e in via ;enezia. /a stampa intanto disinforma gettando calunnie sulla lotta degli studenti. *lla 'usinato lassemblea decide di riempire di immondizie le aule e bloccare le lezioni di fisiologia come mobilitazione continua contro la ristrutturazione6 interverr% la polizia che ai secchi di immondizia contrapporr% le pistole puntate. Si susseguiranno moltissime assemblee e dibattiti e assemblee generali ? come lintercase, linterfacolt%, ecc. ? su tutti i problemi allora sul tappeto. !artono una serie di occupazioni a tempo determinato di alcune case dello studente. Si pratica la ronda, come quella della casa dello studente di via 3artaglia, 0ontecengio e Nievo che blocca cospergendolo di immondizie e volantinando il cavalcavia di ,hiesanuova. ,ome una analoga ronda al !ortello e altre iniziative. /A.C. continua intanto nelle sue provocazioni. !er tutto

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dicembre la mobilitazione sar% continua, con rende di controinformazione nei quartieri. Nelle facolt% il movimento sviluppava le tematiche maturate in anni di lotta6 le strutture di base non conosceranno pausa nella loro iniziativa, anche con la conseguenza repressiva del = aprile. Nei quartieri partono le occupazioni dei mini appartamenti, come il !ortello, con successivi sgomberi della polizia. /a campagna intimidatoria dei piciotti si far% pi5 arrogante, contro ogni forma di lotta e insubordinazione proletaria alla politica dei sacrifici, resi baldanzosi dalloperazione del = aprile. /e promesse piciote agli abitanti degli I.*.,.!., ad uso elettorale, non vengono mantenute- niente faranno per gli studenti proletari che nei quartieri devono pagare un affitto di H$$ mila lire per &$ metri quadrati di mini appartamento, niente faranno contro i bottega che facevano a gara nellaumentare i prezzi, se non cercare di 1tesserare2 questi pescecani, niente faranno per nuovi spazi fisici e politici nei quartieri se non provocare, attaccare i centri sociali occupati e autogestiti dai proletari. ,on il = aprile ha inizio una grossa campagna denigratoria attraverso la stampa locale e lopera del !ci in ,omune e nei quartieri tesa a presentare i compagni come 1terroristi2, a chiudere i centri sociali, a cancellare la presenza del movimento nelle piazze, impedendo ogni manifestazione, ogni possibilit% di ricomposizione e organizzazione dei proletari, ogni socializzazione della lotta. /a parola dordine sar% di riprendere liniziativa e gli spazi politici. /organizzazione di questa risposta proletaria allattacco generalizzato alle condizioni di vita e ai salari operai come alla conquista di libert% del passato si concretizzer% nello sviluppo di strutture stabili di lotta a livello cittadino e regionale- dai comitati di zona a quelli di condomino ai comitati cittadini per i prezzi politici6 per lautoriduzione dei canoni di affitto, per loccupazione di case sfitte, con delegazioni di massa degli inquilini dello I.*.,.!. Il terreno della casa, cos( disastrato a !adova, vedr% dispiegarsi il massimo di iniziativa e di movimento. )cco quello che chiedevano i proletari e il gruppo sociale dell*rcella, nellottobre- la riapertura di un centro sociale come punto di aggregazione6 una nuova dimensione delledilizia popolare a partire dalla situazione degli inquilini dello I.*.,.!.6 una posizione collettiva contro laumento incessante dei prezzi e delle bollette contro la logica della crisi?calamit%6 miglioramento dei servizi, a partire dall*cap6 ripresa di tutti gli spazi politici6 una controinformazione sullinchiesta del = aprile6 inoltre la consapevolezza che i licenziamenti dei F" operai alla 'iat, riconosciute avanguardie, fossero il primo campanello dallarme che la logica del = stava entrando in fabbrica, con il lavoro di delazione e di calunnia del !ci, nel tentativo di buttare nel calderone del terrorismo chiunque tentasse di opporsi alla tregua sociale. Nuovamente invitiamo alla lettura dei dossiers sulle lotte allegati al documento. ) in questo clima, a cavallo tra =# e 8$, che si daranno alcune scadenze su cui dobbiamo e vogliamo dire qualcosa. ,i riferiamo al & dicembre =# e ai blitz del H" dicembre e del marzo 8$. Sul & dicembre =#. *bbiamo cercato di spiegare il clima politico a cavallo e dopo il = aprile nel ;eneto e soprattutto in una citt% come !adova. /o riassumiamo ancora una volta. "9 Il = aprile la risposta, lunica, da parte dello Stato e del sistema dei partiti alle lotte di anni e anni della classe operaia, di larghi e moderni strati proletari. /o Stato e i partiti non riconoscevano lesistenza di unanomalia sociale e di massa allinterno del sistema attuale di potere. .iconoscerlo significava prendere atto di unautonomia sociale e di classe non minoritaria e n subalterna. H9 Il = aprile gettava in galera alcuni compagni e nello stesso tempo 1militarizzava democraticamente2 i rapporti sociali. * !adova non verranno pi5 autorizzate manifestazioni in piazza del movimento ? fino a oggi ?6 per molto tempo saranno vietate le assemblee pubbliche, verranno impediti i volantinaggi, ostacolava lagitazione politica, ripetutamente minacciati e intimiditi compagni e proletari6 verranno continuamente perquisite abitazioni, chiusi i centri sociali6 verranno picchiati continuamente e schiacciati gli occupanti delle case sfitte6 denunciati gli studenti nelle scuole e ogni minima infrazione dei regolamenti6 nelle facolt% aumenter% la selezione e ci sar% il divieto per luso di locali interni da parte di comitati6 ecc. ecc. ecc. &9 >opo il = aprile il movimento della autonomia operaia non aveva abbandonato liniziativa di

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lotta, anzi, conoscer% unimpennata in fatto di mobilitazione ed invenzione delle forme di lotta. Il movimento cio non metter% a ferro e fuoco !adova e il ;eneto, ma cercher% di ribadire le ragioni sociali della sua indubbia presenza a livello di massa nei territorio. Insomma agli arresti il movimento rispondeva con le immondizie7..., a parte la prima reazione violenta e di rabbia alla notizia dellinfame provocazione. ,io il movimento privilegia ancora una volta e nonostante tutto una linea politica aperta e pubblica tra i proletari, non minoritaria o suicida. 9 Il movimento pochi mesi dopo il = aprile constatava la volont% del !otere di chiudergli tutti gli spazi politici e fisici6 poneva al centro delle piattaforme di lotta il diritto e la volont% di poter ancora scendere in piazza. G9 'u una richiesta alla luce del sole rivolta a tutte le forze politiche, notificata regolarmente in questura. /intero movimento veneto lo voleva. ;olevamo poter scendere nelle strade e nelle piazze di !adova, sfilare pacificamente, testimoniare e dimostrare con una grande presenza di massa lesistenza del movimento antagonista, volevamo dimostrare che non cerano terroristi nel movimento dellautonomia operaia, ma compagni e proletari con i quali ogni giorno si lottava in fabbrica, nei paesi, nelle zone, nei quartieri6 volevamo dimostrare che ,alogero si sbagliava, che non cera nessuna banda, ma migliaia di proletari. F9 !erch fu vietata quella manifestazione: I casi sono due- o i responsabili politici e militari di !adova allepoca erano tremendamente idioti e stupidi, oppure fu una decisione calcolata, 1un acconto2 alloperazione del = aprile, una provocazione contro il movimento per esasperarlo. !erch non si volle che per !adova sfilassero alcune migliaia di compagni ? di tale spessore sarebbe stata la manifestazione ?, che non volevano altro che poter scendere in piazza senza doppi fini, senza piani guerriglieri, senza intenzioni sovversive: =9 *l divieto, lennesimo e il pi5 importante, allinterno di migliaia di compagni, in tutto il ;eneto si innesc+ una reazione arrabbiata contro la decisione della questura e di potere politico. Cnincazzatura incontenibile da cui era inevitabile una risposta violenta. 'orse il movimento doveva per lennesima volta ingoiare larroganza di chi comandava, non sappiamo6 a distanza di anni ci interroghiamo sul significato di quelle giornate. Sta di fatto per+ che quella rabbia a livello di massa non poteva, allora, essere compressa ed esorcizzata. /auto?organizzazione di una manifestazione pubblica e di massa si tramut+, allinterno del movimento, in auto?organizzazione immediata di una manifestazione 1comunque2 di piazza. 3utto quello forse poteva essere evitato, forse con un po pi5 di sangue freddo da parte del movimento, sicuramente da una diversa gestione dellordine pubblico a !adova6 perch nei responsabili del potere che vanno ricercati i maggiori responsabili di quel periodo d forte tensione e violenza di massa. 0olte altre volte, dopo, il potere ha esasperato i conflitti sociali, imposto divieti e provocato la pazienza dei proletari ma il movimento ha sempre risposto rilanciando liniziativa di massa, privilegiando lallargamento delle lotte sociali, denunciando la situazione di quasi stato dassedio che si respira a !adova, mostrando cos( di avere imparato qualcosa da quei fatti ormai lontani e di aver mostrato maggiore responsabilit% politica di chi governa, amministra, comanda. 89 /accusa ha ricostruito quel periodo e quei fatti sulle parole di piccoli cosiddetti pentiti. *ncora una volta contestiamo quel metodo inquisitorio e rifiutiamo il castello accusatorio. Non vi fu nessuna banda dietro i fatti del dicembre =# n ci fu un piano preordinato prima del divieto alla manifestazione. 'urono le varie istanze del movimento a porsi il problema del significato di quel divieto e di cosa fare. Non cerano generali, caporali o soldati. Il principio della democrazia di base era un 1dogma2 intoccabile anche nel movimento del =#. Non vero che la 1natura2 del movimento dellautonomia operaia era di per s violento e che erano gi% programmati i fatti in questione. >i nuovo laccusa fa finta di non capire dellesistenza di un largo movimento organizzato orizzontalmente, con il metodo dellauto?organizzazione e di come 1funzionavano2 gli ambiti di

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dibattito, circolazione delle idee, di coordinamento delle iniziative. Sul H"."H e "".& del E=#D8$ ,he il !otere avesse scelto una unica linea politica repressiva contro i movimenti autonomi, i singoli compagni e le istanze organizzate, lo si cap( definitivamente con i due successivi blitz. Il H"."H venivano arrestati altri compagni in Italia e nel ;eneto sulla base delle accuse di un 1famoso pentito2 di allora, ,arlo 'ioroni, oggi misterioso esule con tanto di passaporto rilasciato dal governo. 'urono colpiti compagni che molti anni prima avevano militato nel movimento, su fatti vecchi, compagni che in molti casi da anni avevano cessato la militanza politica attiva. ,on gli arresti del gennaio 8$ loperazione fu completa. >ovevano essere la prova vivente che la banda era sempre esistita e che nel ;eneto, in particolare, non cera mai stata interruzione nella continuit% organizzativa e sovversiva del 1partito armato2. Su quel blitz e sul castello accusatorio si parlato molto, soprattutto nel processo del =. romano, a cui rimandiamo. ,on l"".&.8$ il progetto repressivo allarga il tiro e colpisce a raffica lintera articolazione del movimento, le strutture di base, decine di compagni e comunisti. ) tutto sulle dichiarazioni iniziali di un drogato, di una coppia di psicopatici poi. *nche su quel blitz il movimento ha detto la sua, in particolare in occasione del processo per direttissima dell8$ contro trenta dei compagni arrestati l"" marzo. .imandiamo nuovamente alla lettura del documento politico collettivo di fase e ai verbali delle udienze. !ossiamo aggiungere solo una cosa- quel blitz non ha colpito nessun livello altro o medio di una qualche banda armata ma solo comunisti e compagni impegnati nelle lotte di quella fase. Buel blitz doveva essere il 1de profundis2 per il movimento perch sarebbero stati colpiti 1i livelli dirigenti2 dellillegalit% di massa a !adova. *bbaglio madornale, dal momento che il !ubblico ministero ha ordinato altri due grossi blitz successivi e dal momento che il movimento dellautonomia operaia, superato limpasse iniziale, ha ripreso a svilupparsi, ad aprire nuovamente grosse contraddizioni allinterno dei rapporti di classe, a lottare, a sedimentare autodeterminazione e auto?organizzazione nei movimenti antagonisti. ,on il blitz dell"".&.8$ per il movimento si apriva unaltra fase che durer% fino a oggi. >i questa fase ci occuperemo non a lungo, come appendice a questa parte del documento. Ne avremmo fatto a meno se non fosse per il blitz di quaresima dell8H e per le gravissime provocazioni contro il movimento comunista portate avanti da una magistratura sempre pi5 1persa2 in teoremi diabolici, smontati e rimontati con maniacale perseveranza. *!!)N>I,)- >A!A /"" 0*.OA E8$ !recedentemente, quando abbiamo analizzato il =# e i tre blitz dellaprile?dicembre =# e del marzo 8$, chi ci legge avr% notato la nostra insistenza su un aspetto della situazione di allora- la continuit% di un tessuto proletario di lotte e di organizzazione di movimento anche se in presenza di unoffensiva repressiva senza precedenti. Se il problema era solo quello di colpire e 1mettere a tacere2 una banda armata o unassociazione sovversiva, quella sfilza di ordini di cattura avrebbe dovuto risolvere il problema. In fondo era successo cos( in altre parti dItalia. )ppure i risultati sperati non vennero fuori. !erch: )videntemente, e ci scusiamo se siamo cos( ossessivi a ripetere un concetto e una verit%- non era una banda n un sodalizio criminale ma un vasto movimento, organizzato, s(, per+ plurale e articolato orizzontalmente6 un movimento con determinati momenti di centralizzazione politica e di lotta, non un movimento burocratico6 come altres( quel movimento del dopo "".&.8$ non liquefatto, ritirato in chiss% quali ultime spiagge, ma ha rivisitato il suo passato, ragionato su pi5 di dieci anni di antagonismo proletario e autonomo dalla logica istituzionale, discusso sul presente per guardare al futuro. Cna rivisitazione, un ragionamento e una discussione a livello collettivo, dentro tutte le istanze del movimento, una critica pratica, cio unacquisizione che solo la ripresa, pur difficile e in condizioni drammatiche, della linea di massa, lunica linea comunista possibile, avrebbe vinto, tagliato,

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abbattuto il filo spinato che era stato innalzato attorno ai territori sociali e al movimento di lotta. Solo una concezione autoritaria della storia, com quella pubblica accusa, ha potuto sostenere che la 1banda2 conoscer% una profonda crisi, defezioni, scossoni, ecc., grazie ai successi ottenuti dalle operazioni militare delle varie inchieste. Se fosse stato vero, a !adova e nel ;eneto sarebbe sparita per un lungo periodo ogni dinamica conflittuale, autonoma e non istituzionale, ci sarebbe stata 1una pace vinta con una guerra2, una normalizzazione. Buesta ulteriore 1tacca2 al teorema stata possibile grazie alle rivelazioni del signor 0.!aesotto, che ha raccontato la 1sua storia2. Cna storia incredibile secondo la quale la ricchezza delle posizioni politiche culturali, comportamentali, generazionali e sociali presenti allinterno del movimento di massa, posizioni non uniformi, spesso omogenee, mai univoche, a volte contrastanti, ma sempre espressione della natura di classe dei movimenti, dellessere questi movimenti estrinsecazione fisica e sociale di strati proletari, questa ricchezza, dunque, sarebbe stata nientaltro che la sceneggiatura teatrale di ferocissime lotte intestine di una banda ormai in agonia. In verit%, nell8$ e dopo, il movimento dellantagonismo proletario di ributtato con maggior convinzione dentro lo scontro di classe, ha aperto il suo orizzonte teorico e politico a pi5 larghe e lunghe dimensioni, ha puntato allauto?organizzazione proletaria sui bisogni, valori, desideri, comportamenti e diverse culture della moderna composizione di classe, di quelloperaio sociale ormai svelato e che chiede solo di poter autodeterminare una sua progettualit% verso la transizione al comunismo. Buindi, in questi quattro e pi5 anni, si potrebbe dire che 1la vita andata avanti2, che nuovi movimenti e tematiche di lotta si sono determinati, che il movimento dellantagonismo degli organismi di massa organizzati cresciuto, mentre specularmene, la linea repressiva rimasta immutabile, sugli stessi presupposti iniziali del teorema, semmai leggermente ritoccato per esigenze di sopravvivenza, sulla stessa premessa di chiusura totale con, lo ripetiamo, unanomalia sociale che c, esiste, si allarga e che non pu+ essere cancellata tagliando unipotetica testa di unipotetica banda. !er capirci, da una parte il movimento presentava via via importanti novit% di natura politica, tattica e strategica, che nessuno pu+ negare, dallaltro una logica repressiva maniacale che continua a vedere solo e sempre 1il diavolo, il complotto, le sovversioni2, anche se le generazioni passano, anche se il mondo cambia. Buesta lultima e pi5 significativa accusa che a nostra volta lanciamo contro chi ha gestito gli sviluppi processuali e repressivi dall8$ in poi- un 1re pazzo2 che non vuole ammettere di aver sbagliato nella sostanza, che si copre gli occhi e si tappa le orecchie di fronte allattuale conflittualit% sociale. ) allora vede e crede di ascoltare bande travestite e mai morte, piani sovversivi da qualche parte operanti e cos( via. In questappendice non faremo la cronistoria politica e sociale dei movimenti di lotta di questi ultimi anni perch storia recente che va conosciuta sfogliando i giornali, informandosi e discutendo con i compagni che oggi lottano, in ambiti che non sono e non possono essere aule di tribunale, leggendo i volantini e i documenti delle lotte, che possiamo anche raccogliere, scegliere e consegnare alla ,orte perch si faccia unidea la pi5 corretta ed essenziale possibile dei propri interlocutori?imputati ? se ci dar% il tempo e la possibilit% di farlo durante il dibattimento. >opo aver trattato questi punti, vogliamo fare chiarezza su alcuni cardini dellipotesi accusatoria emersa nei blitz successivi e in particolare con quello di quaresima dell8H. !.I0A ,on il blitz di quaresima ci fu una grossa novit%- laccusa portava a sostegno delle sue tesi la testimonianza di grandi e piccoli 1pentiti2 nazionali e soprattutto locali delle A.,.,., delle L... in particolare. /accusa gongolava- per anni allinterno del movimento era riuscita a 1pescare2 solo piccoli pesci putrefatti perch le sue esche non piacevano al ## per cento dei compagni e dei proletari. )ra ben difficile alla lunga sostenere unaccusa ambiziosa e monumentale con cos( deboli pilastri.

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)ra allora un insperato aiuto ? su questo aspetto, in realt% siamo poco convinti, che cio fu 1insperato2, e cercheremo di dimostrarlo nel dibattimento ? di 1osservatori esterni2 al movimento che coprono cos( gli enormi vuoti del castello accusatorio. Non entreremo in merito a quello che dicono signori come 4alati, Savasta, Alivero e altri, poich sar% oggetto della discussione in aula ma alcune cose opportuno chiarirle subito. ) dopo il = aprile che in ;eneto ricompare la pratica clandestina combattente. I compagni pi5 giovani alle volte ignorano la differenza di peso, di sostanza, di qualit% e durata nel tempo tra il movimento dellautonomia operaia veneta e il lottarmatismo clandestino. I tab5 non ci sono pi5, oggi si possono dire alcune cose di chiarificazione senza minimamente intaccare la solidariet% umana verso compagni morti lottando o rinchiusi nelle patrie galere6 perch quello che occorre fare ristabilire le giuste proporzioni e l1importanza2 nella lotta di classe dei vari protagonisti. ,hi nicchia sar% bene che si faccia riconoscere allinterno del movimento per quello che e per quello che fa. >unque. Nel ;eneto la pratica combattente delle A.,.,. fu assolutamente minoritaria. ,essata, dopo un breve periodo di vita, con lepisodio di via Oabarella, ricompare nel periodo del = aprile =#. )videntemente quei compagni pensavano che finalmente era possibile 1passare2 allinterno dei movimenti di lotta, movimenti che avevano sempre criticato con la propria esistenza unimpostazione della milizia politica e di lotta proletaria sbagliate e non adeguate ai complessi problemi dello scontro di classe in questa parte del mondo. ) interessante osservare come i vari 4alati, invece vogliano nobiliare e pompare le loro esperienze personali e di 1gruppo2 nella regione sostenendo una continuit% progettuale, una presenza comunque interna al movimento. Lalle7 Se presenza ci fu, nessuno di noi la not+6 e vi sono compagni tra noi che 1vivono2 la politica del movimento da pi5 di "G anni. >opo il = aprile lorganizzazione delle Lr 1impianta2 una sua presenza raccogliendo chi 8pochi9 nel movimento aveva mostrato una sfiducia irreversibile verso le lotte di massa e lorganizzazione autonoma dei proletari e gli organismi di massa come base strategica e non strumentale verso la transizione al comunismo. !er dirla senza fronzoli. *nche in quella fase, per+, non si pu+ certo sostenere che il peso di quella organizzazione 8o di pseudo organizzazioni minori9 potesse competere con quello del movimento. Non cera e non c paragone tra il radicamento sociale di lotta del movimento antagonista, dove tutti i proletari lottano e si organizzano alla luce del sole, e quello di un pugno di clandestini, fiancheggiatori e tifosi7 /esperienza Lr in ;eneto dopo il = aprile e fino al sequestro >ozier fu di tre omicidi politici e, appunto, di un sequestro. !unto e basta. Nello stesso periodo il movimento dellautonomia dava vita a centinaia di momenti di conflittualit% e centinaia e centinaia furono i proletari coinvolti. Non era una differenza strumentale, dott. ,alogero, ma sostanziale e netta. Non lo diciamo solo ora e in questa occasione, ma da tempo. ) da sempre che ai compagni delle eJ A.,.,. abbiamo portato questa critica politica, senza compromissioni. Non poteva esserci 1operativit% comune2 tra un movimento di lotta, il movimento comunista e impianti, progettualit%, pratica del combattentismo clandestino. N dialogo tra organizzazioni n complicit% in azioni. /e parole di Savasta e simili porci delinquenti ? tali sono ? su una sorta di dialettica politica ? organizzativa tra movimento antagonista e 1direzioni e colonne2 locali servono solo a dare una parvenza di legittimit% politica alla loro esistenza ? 1se gli autonomi, cos( maggioritari, ci davano credito vuol dire che eravamo parte ed utili del movimento rivoluzionario veneto26 8in realt% mai presenza fu pi5 nefasta allinterno del movimento- quanti guai ha combinato, quali mostruosit% politiche messe in piedi, quanto infantilismo artigianale, quanta spocchia e presunzione, quanta poca modestia rivoluzionaria, quanto poco sporcarsi le mani nel lavoro di massa79. Bueste ricostruzioni servono solo a dare un prezioso aiuto allimpianto accusatorio. Il #$ per cento di quei compagni, come risultato dopo gli arresti, aveva vissuto ai margini la

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dimensione di lotta del movimento veneto e in certi casi ne era stato completamente fuori, come quelli che 1erano stati mandati a dirigere lattacco al cuore dello Stato2 a livello veneto. ,os( stavano le cose, e allora laccusa prende dei grossi abbagli se pensa di avvalorare la provocazione contro il movimento prendendo come esempio il sequestro 3aliercio. *llinterno del !etrolchimico di !orto 0arghera, nell8", matur+ un forte movimento di cassintegrati6 in questo movimento si organizz+ in forme assembleari di lota ed organizzazione come il ,onsiglio dei lavoratori, il ,omitato operaio, l*ssemblea al capannone, ecc. Cna lotta maggioritaria sulla linea riformista, una presenza dei compagni in fabbrica e di fabbrica riconosciuta da tutti gli operai, quindi una legittimazione politica e di classe inconfutabile. Buel movimento non aveva bisogno di sequestrare nessuno per ottenere il riconoscimento della propria esistenza, dal momento che il padrone aveva gi% dovuto riconoscerlo, dal momento che quel movimento andava a .oma a trattare con il ministro competente, che quel movimento puntava allorganizzazione autonoma e di massa dentro la fabbrica e allunit% su programmi di lotta e ambiti organizzativi con il territorio. /a garanzia del posto di lavoro, &G ore, attacco allorganizzazione del lavoro in quanto tale, lotta sul terreno dei costi della vita, contro la nocivit%, contro@- su questo lottavano gli operai del !etrolchimico. 3ale era il radicamento, che ci furono cortei interni, fermate, scioperi autonomi, assemblee 1autoconvocate2 ? anticipando e prefigurando il movimento degli autoconvocati ?, e con la linea riformista sempre pi5 minoritaria. 3ante furono le provocazioni- dai poliziotti che minacciavano i singoli compagni a rinunciare a lottare, ai poliziotti che, a nome della direzione e della propriet% dellimpresa, offrivano centinaia di milioni per comprarli, dalle perquisizioni per strada e in casa alle insinuazioni, calunnie sui compagni. Insomma, le provavano tutte, ma il movimento dei cassintegrati e il pi5 largo movimento antagonista 1tenevano botta2 e si sviluppano. Il sequestro?omicidio 3aliercio, quindi, fu una manna per il padrone e il riformista che cos( poterono farsi forti di ci+ che era successo per attaccare gli operai e i compagni, discriminando tra 1terroristi2, cio chi lottava autonomamente e non, sulla semplice alternativa- 1o stai con chi ha ucciso 3aliercio o stai con noi2- una manna per la repressione, che cos( poteva allargare il tiro e la soglia a livello territoriale, sul presupposto che le lotte producevano morte e terrorismo e che, quindi, andavano represse. ,ome poteva perci+ il ,omitato dei lavoratori del !etrolchimico appoggiare e consigliare unazione che- "9 non lo avrebbe rafforzato nel proseguo delle lotte perch non aveva bisogno di questa 1spinta26 H9 lo avrebbe, invece, indebolito allinterno dei rapporti di forza complessivi dentro la classe e sottoposto a pesanti attacchi da tutte le parti, vanificando in un colpo solo tanto lavoro di massa: ,he la !ubblica *ccusa risponda a queste domande. Noi abbiamo risposto alla sua provocatoria tesi. *llinterno del movimento ci fu chi pens+ di 1sgonfiare2 lenfasi che quella 8eJ9 organizzazione poneva nel sequestro praticando momenti di illegalit% armata di massa. Si riproponeva, in fondo, lantica fatica di Sisifo che vedeva il movimento di classe 1ripercorrere2 le iniziative gappiste e clandestine, contrapponendo un altro possibile uso della foza, propagandando un altro modo di rapportarsi allinterno dello scontro d classe sul terreno dellattacco militante. 'u uno sforzo vano6 come sempre quelle 1modeste2 azioni sul piano del livello della violenza esercitata non sortirono alcun effetto e lIng. 3aliercio ? sulla cui liberazione si erano pronunciati gli operai del !etrolchimico, di altre imprese, il ,omitato operaio e tutte le istanze del movimento ? fu ucciso. Si dimostr+ definitivamente, almeno per noi, che una determinata linea strategica, basata sullazione solo esemplare ed esponenzialmente sempre pi5 violenza, una determinata pratica, di fatto separata dai tempi di lotta del movimento, dai vari modi di lottare dentro dimensioni di massa, in sostanza estranea alla natura pi5 vera e ai desideri ? interessi della moderna composizione di classe, che questa strategia e questa pratica, dunque, 1andavano avanti per conto loro2, secondo propri piani, secondo propri interessi di gruppo, fregandosene sostanzialmente ? a parte le roboanti arteriosclerotiche summe ideologiche ? dei movimenti di lotta e dellorganizzazione di massa del proletariato, sminuendo la lotta di classe in lotta tra apparati.

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'inendo su questo punto possiamo dire che in quella fase 1i reclutatori2 giravano negli ambienti del movimento dellautonomia operaia, avvicinando persone, contattandole, ecc.6 fu sempre per fini di reclutamento, e ben pochi furono i frutti bacati raccolti perch quei compagni non volevano capire che 1certi discorsi2 qui nel ;eneto storicamente sono perdenti. S),AN>A /a !ubblica accusa, col blitz di Buaresima e ultimamente con quello del H& giugno, sostiene che la banda ha continuato ad operare sotto altri paludamenti ? una riedizione insomma del nucleo centrale del teorema, secondo il quale !.A. non si sciolse ma si travest( dai panni dell*utonomia Aperaia ? ,ollettivi, questi ultimi poi riciclati in 0ovimento ,omunista Arganizzato. Noi rispondiamo cos( a questa tesi. Non entriamo nel merito ai meccanismi interni della 1mentalit% calogeriana2 per cui non esponiamo unaltra tesi sullo stesso ragionamento di fondo dellaccusa6 cio a noi non interessa dare unaltra verit% sulle sorti di una qualche organizzazione o apparato. Noi sappiamo che il movimento antagonista, lautonomia operaia non erano una banda, sappiamo che allinterno di quel vasto universo proletario infinite sono state le esperienze politiche soggettive e collettive, che cera tanta mobilit%, tanta libert% di espressione politica, tanto entusiasmo, tanta voglia di discutere, di confrontarsi, di darsi battaglia politica sulle idee e sullimpegno militante. Il movimento antagonista, le istanze di base, quella soggettivit% politica di massa di comunisti che si d% in movimento organizzato ? un movimento e non un apparato sovradeterminato, se le parole hanno ancora un significato ?, in questi anni hanno sviluppato le vecchie tematiche proletarie degli anni =$ e ne hanno definite di nuove, rispondenti alla maturit% attuale delle contraddizioni di classe. Sul terreno di fabbrica, il movimento ha caparbiamente riproposto una critica radicale dellorganizzazione capitalistica del lavoro, non pi5 riformabile. Se le condizioni di lavoro sono state di nuovo reinvestite dalle lotte ? categorie, mobilit%, salario, nocivit%, ecc. ? il movimento di classe ha via via preso coscienza che va affrontato senza pi5 timidezza lessenza stessa di questo modo di produzione, cio cosa produrre, per chi, come, ecc. Il movimento cio sostiene che bisogna lottare allinterno dellintera dimensione dello sfruttamento. !er cui la giornata lavorativa non sono solo le P ore passate in fabbrica, in ufficio o su un calcolatore ma lintera giornata sociale, che fatta anche di attivit% riproduttiva, culturale e di svago, ecc. .idurre la giornata lavorativa sociale per un tempo a disposizione sempre pi5 lungo e liberato, per s, da gestire autonomamente come proletari, come proletariato. Sui territori il movimento ha portato avanti grandi campagne contro i costi della vita, per un reddito garantito6 sul piano dei disoccupati, dei precari ha innescato lotte, momenti e forme organizzative. ,os( per gli spazi di libert%, di aggregazione, fisici e politici. 0a sta nellimpegno su ulteriori nuove tematiche di lotta la nocivit% sostanziale. ,ontro le produzioni di morte. Il movimento ha ben chiaro che lo sfruttamento assume varie forme, il profitto mercifica tutto, compresa laria. /operaio oggi non lotta solo per migliori condizioni di esistenza in fabbrica, tradizionale o del terziario, ma per una migliore qualit% della vita in generale. Il capitale produce morte, inquinando la natura con gli scarichi, le scorie atomiche, i fiumi, ecc. Il movimento lotta contro tutto questo, sostenendo le lotte sul territorio che pongono al centro delliniziativa la salute dei proletari, il rispetto dellequilibrio ambientale, in un processo di appropriazione del territorio, consapevole che il capitale 8in quanto tale9 non espropria solo del suo lavoro loperaio che produce ricchezza e valore ma che gli trasforma sotto il naso anche lambiente in cui vive, distruggendolo e imponendogli un livello di vita schifoso. Il movimento contro la guerra, contro la presenza delle forze armate Nato nel nostro paese, contro le avventure militari in /ibano, contro le produzioni di armi, contro la presenza di missili atomici in Italia, per lautodeterminazione dei popoli, per la fuoriuscita dellItalia dalla Nato e la Nato dallItalia, per la smilitarizzazione dellesercito italiano, per lo smantellamento delle centrali nucleari e dei missili a ,omiso, come nel ;eneto, in 'riuli e in altre regioni italiane, contro ogni

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forma di galera e di segregazione. Il movimento antagonista non solo contesta, denuncia, critica ma oggi in grado di proporre pratiche, forme, modi alternativi di cooperazione a livello della produzione di ricchezza e della riproduzione sociale. Cn terreno di autodeterminazione con movimenti di lotta, liste, piattaforme, piani, programmi, motivati e sostenuti da istanze organizzate di massa. In questi anni il movimento ha organizzato assemblee, occupazioni, forme di protesta come blocchi stradali, picchetti, azioni dirette e come il blocco delle basi militari, manifestazioni nazionali e locali contro il carcere e limperialismo, la morte nucleare. Il movimento ha aperto sedi, ciclostilato volantini, documenti, attaccato manifesti, organizzato mostre, veglie, raccolte di firme, gestito linformazione con bollettini, giornali, radio, indetto conferenze stampa, imposto delegazioni di massa, stilato cominciati, convocato assemblee e coordinamenti, gestiti seminari nazionali contro la tortura e la repressione, sostenuto con la solidariet% politica i movimenti di liberazione di altri paesi. 4ruppi sociali, comitati popolari e proletari, collettivi vari, coordinamenti, assemblee militanti, ecc., sono le forme di questo movimento degli anni 8$. ,ome si vede la sua esistenza e le condizioni del suo sviluppo poggiano su quel tipo di democrazia di base, nato nel F8, e oggi molto pi5 radicata e larga. ) questa sarebbe lultima versione della banda: Non pu+ reggere, dott. ,alogero7 Buesti 1banditi2 oggi hanno riconquistato legittimit% di esistenza dentro la gente6 mentre la pubblica accusa rimuginava su come imbastire altri blitz, questi 1banditi2 hanno lottato alla luce del sole6 con questi 1banditi2 le varie controparti hanno trattato6 con questi 1banditi2, attraverso la stampa, altri strumenti e altre occasioni, ci si dovuti confrontare, anche se con fatica, anche se da pi5 parti forte la resistenza 1ancien regime2 per uninversione di tendenza, per la fine della politica dellemergenza a !adova e nel ;eneto. 3).OA Negli ultimi blitz laccusa pone laccento e insiste nel voler criminalizzare a tutti i costi, cio sopprimerli, alcuni strumenti nati in questi anni allinterno del movimento sul terreno della controinformazione e dellinformazione. ,i riferiamo al giornale *utonomia e a .adio SherUood. >i .adio SherUood abbiamo gi% parlato accennando al periodo in cui nata e ai primi tentativi da parte degli organismi del movimento di usare questo nuovo strumento di comunicazione sociale e politica. /e caratteristiche della radio non sono mutate6 rimasta fino a oggi un 1microfono aperto2 nel movimento, una struttura autonoma, con propria linea politica redazionale. >a otto anni questa radio trasmette a un pubblico di ascoltatori sempre pi5 vasto. >a otto anni questa radio subisce periodiche provocazioni- dalle perquisizioni di polizia allincendio per mano di 1ignoti2, alle denunce a singoli compagni che vi lavorano alle inchieste contro lautonomia operaia. Insomma, da otto anni che .adio SherUood d% fastidio a qualcuno per le cose che dice e non certo perch lancia ogni giorno programmi insurrezionali o perch diffonde piani eversivi al di l% di un corretto uso del diritto di cronaca e informazione. >a otto anni il movimento dice ben chiaro che .adio SherUood non va toccata. ) una sede politica come lo qualsiasi sede di unemittente radiofonica o televisiva. ) gestita da una cooperativa che fa tutto alla luce del sole. .adio SherUood vive essenzialmente del lavoro gratuito di decine e decine di compagni e proletari. Buesto il suo segreto, per questo continua a trasmettere nonostante tutto. ;i sono compagni accusati di banda armata solo perch parlano attraverso i microfoni della radio. .adio SherUood non lorgani di nessuna organizzazione, in questi lunghi anni non stata 1conquistata2 da nessuna banda6 rimasta la radio del movimento che tutti possono frequentare senza speciali lasciapassare. I piccoli 1pentiti2 di questa misera provocazione dicono delle stupidaggini se ne sostengono machiavelliche funzioni allinterno di unassociazione armata e sovversiva. /eggendo i loro stessi verbali si pu+ benissimo capire, per chi onesto e vuole farlo, che se hanno frequentato la .adio lhanno frequentata e basta, come moltissimi altri compagni, mentre il resto, quellatmosfera misteriosa da film della suspence che vorrebbero far credere, sa troppo di invenzione e di volgare compravendita con laccusa.

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>el resto invitiamo la corte a spostarsi per una volta, per un 1giro di ricognizione sul luogo del delitto2, per rendersi conto che .adio SherUood solo una radio, che le stanze sono sempre aperte, che le persone che vi sostano e vi lavorano sono persone normalissime. Lasta con la caccia alle streghe7 .adio SherUood non finir% nel rogo perch una delle poche voci libere a !adova e nel ;eneto7 *nche sul giornale *utonomia si tenta la stessa operazione. >a sei anni questo giornale, regolarmente autorizzato, esce pi5 o meno periodicamente. Cn giornale che ha visto in poco tempo criminalizzare lintera sua redazione. /accusa sostiene che lorgano di stampa della banda, le prove sono alcuni articoli pubblicati e il fatto che i redattori sono stati imputati di banda armata. *nche qui non si vuole capire che ci si sofferma alla apparenze, e in malafede. *utonomia nasce nellanno delloperazione 0oro e del massimo delliniziativa combattente, su iniziativa di un gruppo di compagni, alcuni dei quali firmeranno il giornale e ne costituiranno a tutti gli effetti la redazione. /o scopo delliniziativa era duplice- da una parte provare a mettere su un giornale, tendenzialmente un settimanale, dal momento che il movimento ne era sprovvisto e, dallaltra, aumentare i gi% pochi e 1poveri2 strumenti di informazione del movimento, aumentando cos( la capacit% di comunicare e informare sulle lotte. 0a vi ricordate cosera il =8, e anche dopo, nel campo dellinformazione: Sui giornali non cera spazio per i movimenti di classe, le loro lotte, le loro piattaforme6 i padroni della carta stampata 1informavano2 solo quando si trattava di dare notizie su azioni combattenti, su omicidi politici, come se il movimento fosse tutto o solo quello. In definitiva, il movimento non aveva n un accesso sui mass media ? a cui interessava solo se cera il morto ? e n strumenti propri per informare un pi5 vasto numero di proletari della natura, dellesistenza delle lotte e dei movimenti organizzati. Buindi uno strumento per dare battaglia politica dentro il movimento sulle pi5 scabrose tematiche di allora, sulla lotta armata innanzitutto e creare informazione, abituare i compagni a fare informazione. )ra uniniziativa partita da quei compagni, senza 1padrini2 alle spalle, un gruppo di compagni lavor+ con il metodo dellauto?organizzazione, alla cui iniziativa afflu( tanto lavoro volontario6 s(, anche in questo caso, perch tra noi, tra i compagni, i rapporti umani, politici, di collaborazione e di lavoro non sono rapporti salariati o di profitto. Sappiamo che a molti ci+ sembra impossibile e ce ne dispiace6 essere servi di una logica in cui tutto si basa sullinteresse e lo sfruttamento, invece che sulla solidariet%, il rispetto e lamore, ben triste. !er questo nelle pagine di *utonomia furono pubblicati documenti di organizzazioni politiche, articoli della redazione su scottanti argomenti, ecc. /intento fu sempre quello di provocare discussione, dibattito, di entrare nel merito di argomenti tab5 per portare elementi di razionalit% politica, correttezza teorica, informazione culturale, per combattere anche cos( lirrazionalit% suicida di certe pratiche armate, per obbligare al ragionamento, per mostrare che in quel periodo non cerano solo strade univoche dentro il movimento sul terreno delluso della forza, che allinterno del movimento altri erano allora i possibili approcci al problema. 3utto questo provocatoriamente e non perch la redazione condividesse sempre tutto quello che succedeva in giro per lItalia. /accusa invece trasforma volgarmente i fatti, le intenzioni, le responsabilit%, per insinuare chiss% quali compiti 1strategici2 di una redazione obbligata lanno dopo alla latitanza e alla galere. ,ome pure nella redazione non cerano 1esponenti2 di chiss% quale potenza organizzativa, per influenzare la linea editoriale. )ra una redazione autonoma e tutto veniva deciso l( dentro autonomamente. Sul come poi la redazione e i singoli redattori entrassero in possesso di documenti politici, considerati dallaccusa sovversivi, la risposta sar% banale ma una sola- come tutti i giornali, come tutti i giornalisti7 Buando la grande stampa nazionale pubblic+ interi documenti 1molto pi5 pericolosi2 di quelli pubblicati da *utonomia che conclusione si poteva trarre: ,he quei giornali o singoli giornalisti fossero interni a qualche banda armata: Non siamo ridicoli e giudichiamo le cose per quello che sono e non per quello che si vorrebbe che fossero7

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BC*.3A Negli ultimi due blitz laccusa 1perfeziona2 il teorema. !artita da ipotesi e certezze sul cervello unico della sovversione in Italia, sul partito unico armato, ha abbassato con il tempo il tiro, riducendo il teorema a dimensione veneta ? i ,ollettivi, le Lr, loro rapporti e collaborazione ? e rilanciando un altro cervello unico dentro il movimento dellautonomia operaia nazionale. ,ome rispondere a queste farneticazioni: ,ome sbugiardare laccusa dal momento che le 1fonti di prova2 sono tutti militanti delle A.,.,. passati alla collaborazione 1su percentuale2 con gli organi di repressione, che non si limitano a dare la loro 1verit%2 sullesperienza che loro hanno fatto ma anche avanzano tesi, suggerimenti, racconti, versioni, ecc., su quello che era lautonomia operaia e il movimento nel ;eneto6 da 1esterni2 quindi, per la felicit% ovviamente della !rocura della .epubblica di !adova. Non possiamo, sul livello veneto, che ribadire la falsit% del teorema e a livello nazionale lincompatibilit% dellaccusa, cresciuta tutta dentro una logica militare e come unico 1modello2 quello clandestino bierre e simili ? 1perci+ non ci possono essere che esecutivi, direzioni strategiche, colonne, ecc.2 ? con la realt% del movimento di lotta dellautonomia operaia negli anni =$. Se momenti nazionali di lotta ci furono la loro natura e funzione non furono quelle di pianificare 1lotte da fare2, semmai coordinare lotte gi% in piedi. ,oordinamenti quindi di avanguardie di lotta e non di uffici politici. ,entralizzazione nelleconomia complessiva delle campagne di massa sui terreni dei bisogni proletari, nelle fabbriche come nei territori. 0ai ci fu una segreteria unica o un comitato centrale o un comando unificato o nazionale, come li si voglia chiamare. Non cera una banda che si coordinava con altre bande ma movimenti territoriali che si coordinavano tra loro. >ove sta il 1reato2 se cerano svariate assemblee e riunioni nazionali, ad esempio sulla situazione in fabbrica, e su come si doveva rispondere alla ristrutturazione: /a fa il !ci, il sindacato, altri gruppi e partiti politici, e nessuno li ha accusati di niente, e si che non sempre in quelle riunioni si decidono cose molte legali, come quella di attaccare anche fisicamente 1Lenvenuto e i socialisti2 in ogni occasione. A ci sbagliamo: *bbiamo detto che lappendice sar% breve e rispettiamo le promesse. >urante il dibattimento forse sar% possibile completare e approfondire quanto finora scritto. /o avevamo del resto anticipato allinizio di questa parte del documento, dedicata al movimento dellautonomia operaia in ;eneto. *lcune cose sono saltate, altre solo sfiorate. ,i viene da sorridere ed allargare le braccia sconsolati se pensiamo che la pubblica accusa, in particolare, ma forse anche qualcun altro, dopo aver letto fin qui, dopo aver sentito le nostre ragioni e la nostra difesa politica generale, chieder% 8agli imputati9, con la faccia di bronzo di chi pu+, di chi ha potere, di chi pu+ ammanettare- ma, in sostanza, lei era dei ,ollettivi, cosera un collettivo, un interattivo, un servizio dordine: ) allora, per finire, ma proprio finire, vogliamo riassumere il tipo di risposte che abbiamo via via dato, anche in ordine sparso, analizzando pi5 di dieci anni di lotta di classe e dei movimenti antagonisti nel ;eneto6 un riassunto e una risposta che vogliamo essere collettivi. a9 ,ollettivi politici Sono stati strutture di base fin dal F8. Negli anni sono nati nei diversi settori della composizione di classe su diverse tematiche, con diverse metodologie e diverse forme di intervento. !er ,ollettivi politici si potevano intendere i collettivi di lotta, le assemblee di base, le istanze territoriali. I nomi cambiavano, rimaneva questo modo 1unitario2 di definire una realt% complessa, articolata. 3utti noi abbiamo militato in collettivi politici, in strutture collettive di organizzazione e di dibattito sulle iniziative del movimento, sia nel padovano, che nel veneziano, sia nel vicentino, come in tutto il ;eneto. >a questo punto di vista siamo stati tutti militanti dei ,ollettivi di !adova e del ;eneto. Se cerano e si firmavano 1collettivi politici2 non per questo quelle realt%, quelle strutture di base erano le stesse nel =& come nel = , nel =G, nel =F, nel ==, come nel =8, ecc. *uto?organizzare per i proletari significa, appunto, determinare istanze collettive, i collettivi, che si

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muovono sul terreno delle contraddizioni di classe e delliniziativa militante, quindi su una linea politica, perci+ anche politici. b9 *ttivo ) unassemblea normale di movimento. 3utti noi abbiamo partecipato e discusso in centinaia di attivi. >a quelli della fabbrica a quelli della scuola. /attivo il modo di discutere di una qualsiasi struttura di base del movimento. Agni comitato o collettivo o gruppo sociale ha il suo attivo cio la sua assemblea, che assemblea o attivo di militanti6 portare avanti un determinato intervento politico di massa vuol dire essere militanti, 1militare2 in quella struttura determinata. Agni coordinamento operaio ha il suo attivo. ,i sono attivi nel !ci, nel sindacato, ecc.6 lattivo non era una riunione ristretta e da iniziati, ma lassemblea di base e il modo di riunirsi periodicamente dei proletari nei loro livelli organizzati. c9 Interattivi /assemblea di pi5 attivi, quindi assemblea di pi5 strutture di base. Buesto tipo di assemblea scaturiva dalla necessit% di coordinare le lotte o di discutere di certe tematiche ad un livello pi5 ampio, tra strutture che avevano gli stessi terreni di intervento, ecc. 3utti noi abbiamo partecipato negli anni agli interattivi del movimento veneto nei territori come nelle zone cittadine. *nche questo un modo e una forma di milizia politica comune non solo alla sinistra del !ci ma a tutta la sinistra tradizionale. d9 Servizio dordine ) un servizio, cio un livello organizzativo finalizzato a uno scopo, a 1mantenere lordine2 allinterno delle lotte proletarie e contro le provocazioni e attacchi di terzi. Il !ci ha i suoi servizi dordine, cos( nel sindacato e in altre forze politiche. I servizi dordine del movimento usavano anche i sistemi bruschi di autodifesa da attacchi esterni, come fanno tutti i servizi dordine di questo mondo, del !ci e del sindacato in particolare. ,hi tra di noi dal F8 in poi non ha fatto parte di un servizio dordine: 3utti7 Negli anni, a livello nazionale come locale, i servizi dordine si sono adeguati al livello dello scontro, ma la loro funzione non era tanto quella di 1combattimento2 quanto di uso della forza in caso di autodifesa e di sostengo delle iniziative sociali e politiche del movimento che il potere per definizione definisce illegalit% di massa- come difendere un corteo, un picchetto davanti il supermercato, una occupazione di case. Il servizio dordine era la base della pratica di autodifesa dei proletari. Non erano strutture fisse, n apparati militari, n necessitavano di chiss% quali addestramenti o istruttori. Il servizio dordine non aveva quindi un apparato alle spalle ? tipo logistica, depositi o altro ?, tutti i gruppi politici nei primi anni settanta avevano i loro servizi dordine, praticamente tutte le centinaia di strutture del movimento della seconda met% degli anni settanta avevano il loro servizio dordine. Il servizio si formava ogni qual volta se ne richiedeva la presenza, per sciogliersi subito dopo, vogliamo cio dire che era 1un momento2 allinterno della conflittualit% sociale che ne seguiva i tempi e levoluzione. e9 Nucleo, ,ellula, ecc. 3re o trenta persona in una scuola o in una fabbrica si mettevano assieme per fare un intervento politico, per promuovere iniziative e determinare movimenti organizzati- queste persone per definizione formavano una cellula o un nucleo. ;i sono nuclei nella >c, ci sono nuclei socialisti, le cellule del !ci e del sindacato. ,osa c di perverso, se anche nel movimento si davano queste aggregazioni minime: Non lo capiamo7 )cco, la conclusione che abbiamo tratto dopo un cos( lungo parlare che 1siamo stati tutti dei ,ollettivi !olitici a !adova e nel ;eneto2, perch tutti noi ci riconosciamo in un vasto movimento di

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classe che con volont%, sacrifici e intelligenza ha scavato per anni come una talpa allinterno delle contraddizioni capitalistiche per determinare percorsi, momenti, pratiche, lotte, movimenti di liberazione dallo sfruttamento e dal comando capitalistico, per una vita pi5 dignitosa e felice. Buesto movimento e questi movimenti, questa autonomia e queste autonomie continuano a lottare7

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#Gennaio 1985 C.i.p. via Belzoni, 14 Padova