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cchio. E per chi voterete voi? A. Per Loubet risponde Clmenceau, richiudendo l'occhio che aveva aperto.

Molti e molti anni dopo, Clmenceau s'incontra con Loubet e gli narra quest'episod io. Poi conclude: Del resto, rendetemi questa giustizia: che io non vi ho mai chiesto nessuna rico mpensa per il voto che vi ho dato. t vero risponde Loubet; ma rendetemi anche voi giustizia, riconoscendo che io no n vi ho mai offerto niente! (REGISMANSET, Contradictions) 3244. Clmenceau da giovane era medico. Suo fratello Alberto era avvocato. Un gior no Alberto and a trovarlo e disse di volerlo consultare come-medico. Ma sono tanti anni che non esercito pi. Non importa. Parla pure: Mi sento una strana stanchezza... Lavori troppo. Una noia mortale... Ti ascolti troppo! (L'esprit de Clmenceau). 3245. Un deputato si lamentava di sentir un freddo persistente alle gambe e non sapeva che cosa fosse. Un collega gli disse, celiando: - Perch non domandi un parere a Clmenceau? Sai che, in giovent, ha fatto il medico? Gliel'ho domandato rispose il deputato. Ebbene, che cosa ti ha consigliato? Di amputarmele. Il che dimostra che, se Clmenceau non era pi un buon medico, aveva tuttavia un mod o brusco e reciso di risolvere le questioni. (L'esprit de Clmenceau). 3246. Una sera Clmenceau e un suo intimo amico deputato discorrevano insieme. All'epoca del vostro primo ministero gli diceva l'amico io ero all'opposizione. E anch'io rispose Clmenceau. Come anche voi? Voi eravate il Presidente del Consiglio. Appunto; ma ero all'opposizione contro tutti i miei ministri! (L'esprit de Clmenc eau). 3247. Durante una crisi ministeriale, l'on. Sarrien, che era stato incaricato di formare un nuovo ministero, mand a chiamare Clmenceau a casa sua, forse soltanto per consultarlo. Clmenceau trov l alcuni uomini politici, e tutti fumavano e bevevano. Il padrone di casa volle offrire qualcosa da bere a nche a Clmenceau e gli domand: Voi, Clmenceau, che cosa prendete? Clmenceau pronto: - Il Ministero degli Interni. (L'esprit de Clmenceau). 3248. Aveva promesso la croce della Legion d'onore a un giornalista, che pertant o si 'credeva sicuro.- Ma comparve la notizia coi nomi dei decorati, e il nome del nostro giornalista non c'era. Costui si reca da Clmenceau, che gli dice: Amico mio, ma voi non mi avevate detto che vivete a spalle delle donne! Intendia moci: io apprezzo tutti i mestieri e non vi tolgo mica la mia stima per questo. Per bisognava avvertirmi! Ora non c' nulla da fare: bisogna rinunciare alla croce; in compenso mi darete l'indirizzo di qualche bella ragazza, dal momento che ve ne intendete... Il povero giornalista protest, indignato di quelle infami calunnie. E Clmenceau si convinse facilmente. L'avevo detto io che voi non mi sembravate abbastanza intelligente da far quel m estiere l. Beh! Non ci pensate. Si sar trattato di un'omonimia, e avrete la croce alla prossima infornata! (L'esprit de Clmenceau). 3249. Accanto alla casa di Clmenceau, c'era la casetta di un buon prete; e dietro a questa un piccolo giardino. Ma nel giardino cresceva un albero che toglieva l a vista a una finestra di Clmenceau. Questi and a trovar il vicino e si lament dell a cosa. Il prete, che oltre. a essere un santo uomo era anche persona di spirito, gli pr omise di abbattere l'albero e concluse: Ma vi pare? Dio non voglia che qualcuno possa un giorno rimproverarmi di aver im pedito a Clmenceau di vedere il cielo! (L'esprit de Clmenceau).

3250. Clmenceau era buon amico di Giulio Renard; e trovandosi un giorno con lui, tra le altre cose venne a parlare di s, dell'et, dei giovani ch non hanno pi brio. Se io avessi vent'anni osserv metterei una bomba sotto tutti i monumenti pubblici . Sono cose che si dicono quando si hanno sessant'anni gli osserv Renard. (RENARD, Journal). 3251. Un giorno, a un Consiglio dei Ministri, il Ministro della Pubblica Istruzi one propose timidamente: Bisognerebbe dare la croce della Legion d'Onore a un uomo valoroso e modesto... Insomma interruppe, poco cerimoniosamente, Clmenceau diteci subito chi l persona c he ha tanti meriti. t l'architetto della cattedrale di Reims rispose il ministro. Come! esclam ridendo Clmenceau sono millecento anni che quest'uomo ha costruito la cattedrale e non stato ancora decorato? Riparate, riparate presto, signor minis tro, a questa omissione! Il ministro rest di stucco e tanta fu la sua sorpresa che non os replicare. (L'esp rit de Clmenceau). 3252. In un viaggio ufficiale sulla Costa Azzurra, Clmenceau dovette visitare un piccolo comune, dove fu accolto con ogni sorta di cerimonie e, tra l'altro, con un interminabile discorso del sindaco, il quale s'era abbandonato a una lunga di vagazione storica sulle origini pi remote del paese. E se il villaggio primitivo disse a un certo momento l'oratore fu fondato sulla nuda roccia, stato per salvaguardarlo dai Saracini... A questo punto Clmenceau, che non ne poteva pi, lo ferm e gli disse: E ci siete riu sciti, perch infatti da quando sono qui non ne ho incontrato ancora nessuno! (L'e sprit de Clmenceau). 3253. Quando Francis de Croisset venne a Parigi, Clmenceau lo raccomand a Mirbeau, il quale, per far cosa grata al suo amico, tratt assai bene il giovane letterato e scrisse anche una prefazione a un suo volume di versi. Pi tardi Mirbeau ebbe a lamentarsi di de Croisset e, ritrovando Clmenceau, gli dis se: Colpa vostra! Voi me lo avevate raccomandato vivamente, dicendomi che dovevo tra ttarlo come un figlio. Appunto, io volevo dire con quelle parole che dovevate tirargli le orecchie e nu lla pi. (L'esprit de Clmenceau). 3254. Un giorno Carlo Benoist stava parlando con Clmenceau che si divertiva a dir male di un suo ministro. Mi maraviglio disse Benoist che voi diciate tanto male di un vostro ministro. - Ma un idiota rispose Clmenceau. - E sia; ma siete voi che l'avete nominato ministro. Se sapevate com'era, perch l 'avete scelto? Clmenceau lo guard fisso e poi gli domand: Ditemi la verit: ne conoscete forse uno pi idiota di lui. (L'esprit de Clmenceau). 3255. Clmenceau aveva nel suo gabinetto -un ministro che alla Camera dei Deputati , salendo alla tribuna, faceva sempre pessima figura, pel fatto che improvvisava i suoi discorsi e spesso restava col periodo sospeso in aria, senza saper come finirlo. Ma perch chiedeva un amico a Clmenceau quel tuo ministro, invece di far cos pietose figure, non legge il suo discorso? Impossibile rispose, serio serio, Clmenceau non sa leggere. (Aneddoti sU Clemence ati). 3256. In una sua visita a una scuola francese di Creta, domand a una piccola scol aretta: Dimmi quanto fanno due e due. la bambina, seriamente: Secondo come volete intenderla. Clmenceau rest sbigottito e domand spiegazioni, e la bambina tranquillamente: - Se le due cifre sono l'una sotto l'altra, due pi due fan quattro; se invece le due cifre sono l'una accanto all'altra, fanno ventidue.

In verit concluse Clmenceau non dimenticher mai questa risposta fin che vivo. (Les nouvelles littraires, 2 luglio 1932). 3257. Un deputato, che aveva sempre da chiedergli nuovi favori, gli si raccomand ava perch desse non so che posto a un suo protetto. Vi accontenterei rispose Clmenceau ma dopo che vi avr fatto questo favore, sono si curo che voi mi domanderete qualche altra cosa ancora... non so... vorrete che v i faccia avere la Presidentessa della Repubblica! (REGISMANSET, Contradictions). 3258. Di un suo ministro diceva maliziosamente: Non ha idee, ma le difende con passione. (REGISMANSET, Contradictions). 3259. Un giorno Clmenceau vide il parlamentare Michon che in piedi, davanti alla bouvette della Camera, sorseggiando una bibita, faceva scivolare nella tasca del la sua giacca alcuni sandwiches. Avvicinatosi allora, con mossa leggerissima, gl ieli lev, a mano a mano che quello li intascava, fra la grande ilarit dei presenti . Alla fine, Michon, intascando quello che doveva essere l'ultimo, si accorse di avere la tasca vuota e cap lo scherzo. Non disse parola, ma rimase molto seccato verso l'autore di esso. Qualche settimana dopo, alle elezioni del presidente de lla Camera si presentavano due candidati, uno dei quali era Clmenceau. Michon, ch e avrebbe dovuto dargli il voto, memore dell'atroce scherzo, e d'altra parte tro ppo galantuomo per darlo all'avversario, si astenne. Fatto lo spoglio, i due can didati si trovarono ad avere l'identico numero di voti e fu eletto il competitor e di Clmenceau per anzianit. Cos, per un voto, quello del mangiatore di sandwiches, Clmenceau perdette quella volta l'agognato seggio presidenziale. (Il Secolo, mar zo 1923). 3260. Alla Camera, un avversario di Clmenceau lo accus di aspirare alla dittatura. Voi vi preparate a salire sul Campidoglio gli disse. E voi ne date gi l'allarme! replic Clmenceau, alludendo alle famose oche. (Il Secol o, marzo 1923). 3261. Una sera, al ritorno da una partita di caccia nella tenuta di un senatore, uno degli invitati, un finanziere di assai dubbia moralit, che tra l'altro era s tato condannato a qualche mese di prigione, si avvicin a Clmenceau e premurosament e gli disse: Badate che, di sera, e facile smarrirsi in questa regione per chi non conosce il paese. Dite al vostro autista che segua la mia vettura. Partito il finanziere, Clmenceau disse al suo autista. Giovanni, hai inteso? Segui la vettura del signore... ma con prudenza, eh! mi ra ccomando... perch quello tipo che, a seguirlo, si finisce direttamente in galera! (L'esprit de Clmenceau). 3262. Parlando con alcuni amici, enunci il seguente programma: Bisogna anzitutto saper sempre quel che si vuole. E quando si sa quel che si vuo le, bisogna aver coraggio di dirlo. E quando si detto, bisogna aver coraggio di farlo. (L'esprit de Clmenceau). 3263. Clmenceau era stato un dreyfusardo ardente. Quando perci Dreyfus torn, riabil itato, dall'Isola del Diavolo, Clmenceau corse a vederlo. Ne rest molto deluso. Sembrava disse poi ai suoi amici un venditore ambulante di matite. E volete che vi dica la mia opinione? Egli stato forse il solo che non ha capito nulla dell'a ffare Dreyfus: nulla, proprio nulla! (Les nouvelles littraires, 28 dicembre 1929) . 3264. Joffre, nel 1915, non riscoteva pi fiducia ne dall'esercito n dagli uomini p olitici. Bisognava dargli un successore. Il generale Sarrail ne stava discutendo un giorno con Clmenceau, che per allora non era ancora al governo. Clmenceau fece il nome di Ptain. La sinistra non lo poteva soffrire: si diceva che fosse troppo religioso e che fosse molto sgarbato verso i membri del Parlamento e verso le al tre persone di riguardo che si recavano al suo comando. Egli non dei nostri osserv Sarrail. E Clmenceau rispose: Che cosa me ne importa, se egli pu condurci alla vittoria? (CHURCHILL, Memorie). 3265. Nel 1917 Clmenceau a Verdun ispezionava il fronte insieme con un capitano c he l'accompagnava e gli faceva da guida. A un tratto i cannoni tedeschi si miser o a tonare. Abbassate il capo, Eccellenza, gli raccomandava il capitano. Sentite quei fischi

? Sono i proiettili nemici che arrivano. - Sar, ma io non ci credo! rispose Clmenceau, e rimase a testa ritta. (L'esprit de Clmenceau). 3266. Come noto, Clmenceau non era punto ottimista sulla durata della guerra. Un giorno, visitando il fronte, incontr un medico suo amico, Filippo Marcombes, che era semplice capitano medico. So che in guerra vi siete comportato molto bene gli disse Clmenceau bravo! Che co sa desiderate: una promozione o la croce della Legion d'onore? Signor Presidente, rispose il medico se la guerra finisse presto, preferirei la croce della Legion d'onore, ma se dovesse durare ancora a lungo, sarebbe meglio una promozione! E Clmenceau: Allora sarete nominato maggiore, e farete a tempo ad esser colonnello! (Manuel gnr al, 6 luglio 1935). 3267. Durante la guerra, Clmenceau mand un deputato come ambasciatore presso una c apitale straniera. Un ambasciatore di carriera osserv: Per scegliere un imbecille, il governo non aveva bisogno di cercar tanto altrove : non c'eravamo gi noi di carriera? (REGISMANSET, Contradictions). 3268. Col maresciallo Foch ebbe urti violentissimi. Un giorno che Clmenceau prete ndeva da lui cieca obbedienza, il maresciallo gli rispose imperturbabile: Ma io, signore, non sono mica un vostro subordinato! Clmenceau lo guard bieco. Poi gli rispose, con una calma terribile: Foch, amico mio, siamo a quattr'occhi, e quel che mi avete detto or ora ve lo to llero appunto perch nessuno vi ha inteso; ma voglio darvi un consiglio: non ripet ete mai queste parole altrove, altrimenti vi giuro che uno di noi due sar spezzat o come una canna, e non sar certo io! Tuttavia ammirava il maresciallo, specie per le parole sublimi che aveva .dette ad Amiens: Se i Tedeschi avanzano, mi batter davanti Amiens; se avanzano ancora, mi batter dentro Amiens; e se prendono Amiens, mi batter dietro Amiens; ma, in nom e di Dio, comunque mi batter e li batter, statene certi! Insomma concludeva Clmenceau - era veramente un uomo! E fremeva d'entusiasmo. (Les nouvelles littraires, 28 dicembre 1929). 3269. Il maresciallo Foch era malato alla prostata. Clmenceau, a cui Foch aveva c hiesto consiglio, gli disse: Fatevi operare. Vi sono due cose inutili al mondo: la prostata e il Presidente d ella Repubblica. (REGISMANSET, Contradictions). 3270. Nel 1918 Parigi era nuovamente minacciata dalle truppe tedesche. Fu allora che Clmenceau, schierandosi contro Ptain per il quale la presa di Parigi sarebbe stata una catastrofe irreparabile, pronunci la frase rimasta famosa: Parigi. - Combatter dinanzi a Parigi, combatter in - Parigi, combatter oltre Parigi. (CHURCHILL, Memorie). 3271. Durante le trattative del. Congresso di Versailles, dopo l'armistizio, Clme nceau diceva: Tutti vogliono qualche cosa, gli Italiani, gli Inglesi, i Serbi, i Polacchi, tut ti... meno gli Americani che non domandano nulla, e questo veramente terribile! (L'esprit de Clmenceau). 3272. Nel fissare l'ora della riunione delle quattro Potenze dell'Intesa a Parig i, il delegato americano propose che le riunioni non fossero tenute oltre le sei della sera perch egli, per consiglio del medico, doveva riposare qualche ora pri ma di andare a pranzo. Il delegato italiano propose che non fossero tenute prima delle tre pomeridiane, perch egli doveva riposare dopo colazione. Il delegato in glese tacque. Allora il vecchio Clmenceau, che presiedeva, dispose: Le sedute cominceranno alle tre e termineranno alle sei. Cos il delegato americano potr dormire dopo la sedut a, il delegato italiano prima della seduta, ed il delegato inglese durante la se duta. (Giornale d'Italia, luglio 1925). 3273. Durante le trattative di pace dopo la prima guerra mondiale, essendo sorte delle discrepanze tra Wilson e Lloyd George a proposito delle conquiste fatte d ai Dominions e che questi volevano mantenere, Lloyd George pens di portare alla r iunione del Consiglio Supremo i Ministri del Canad, della Nuova Zelanda e dell'Au

stralia. Clmenceau disse in quest'occasione a Lloyd George: Ho capito: volete portar con voi i vostri selvaggi. E quando i ministri di questi Stati intervennero, a Hugues, il vibrante ministro laburista australiano, Clmenceau disse: Signor Hugues, ho sentito dire che nei primi anni della vostra vita eravate un c annibale. E Hugues, pronto: Credetemi, signor Presidente, hanno assai esagerato. (CHURCHILL, Memorie). 3274. Durante le trattative di pace, Clmenceau dovette lottare a morte col presid ente Wilson che, a proposito della Sarre, aveva un punto di vista opposto al suo e si mostrava inconciliabile. Stando cos le cose disse una volta Wilson non mi resta altro che rimbarcarmi per l'America. Vi accompagner sino al piroscafo rispose, senza scomporsi, Clmenceau. (Histoires p our lire en voyage). 3275. Il colonnello Repington narra-in un suo libro di aver inteso un giorno Clme nceau dire: Quel benedetto Wilson mi d terribilmente ai nervi coi suoi quattordici comandamen ti. Pensare che lo stesso Padre Eterno s'era accontentato di soli dieci! (Minerv a, 1 maggio 1926). 3276. Quando il Presidente della Repubblica Deschanel cadde da un treno in corsa , Clmenceau, a chi gli dava la notizia, rispose maliziosamente che non la credeva vera. Eppure insisteva l'altro . la sacrosanta verit. Oh, no, no! Non mi farete mai credere che Deschanel ha la testa pi pesante della codal E poi aggiunse: Se vero, si potr dire che Deschanel ha trovato finalmente la sua strada... ferrat a! (Histoires politiques). 3277. C'era consiglio dei ministri all'Eliseo sotto la presidenza di Poincare, a llora Presidente della Repubblica, noto anche come valente giurista. Clmenceau ar riv in ritardo e se ne scus: Ho incontrato per strada un tale che mi ha trattenuto per raccontarmi un'infinit di stupidaggini. Non potete immaginare quanto stupido quest'uomo... stupido quas i quanto un giurista... E subito, voltandosi al Presidente: - Oh, scusate, signor Presidente! (Le Cri de Paris, 31 luglio 1927), 3278. Parlando un giorno di Poincar, disse: - Un uomo straordinario! Dicono che ci sia in lui un avvocato. No. Ci sono in lu i due avvocati, perch sempre, in ogni questione, egli vede il pro e il contro. (H istoires pour lire en voyage). 3279. Quando Paderewski era presidente della Repubblica di Polonia, s'incontr con Clmenceau, allora Presidente dei Ministri. Furono presentati l'uno all'altro, e Clmenceau disse al Maestro: Paderewski? Siete Paderewski, il celebre pianista? E vi hanno fatto Presidente d ella Repubblica? Oh, poveretto, qual decadenza! (DANDELOT, Petits ctes amusants d e la vie musicale). 3280. Eletto all'Accademia, non volle mai partecipare alle sedute. Capirete rispose Clmenceau agli amici che se ne maravigliavano se vado all'Accade mia, dovr fare il discorso di recezione, e mi dovr rispondere Poincar. Ora io non p osso ammettere che egli abbia per ultimo la parola! (Les nouvelles littraires, 27 luglio 1927). 3281. t costume dell'Acadmie Franaise che il nuovo eletto faccia l'elogio dell'acc ademico defunto al quale succede. Avendo il celebre avvocato Henry-Robert pronunciato, come nuovo accademico, una vibrante orazione in elogio di Alessandro Ribot, Clmenceau disse: Bellissima difesa; ma cattiva causa... Fra il Tigre e Ribot, non c'era mai stata molta cordialit. (Candide, giugno 1924) . 3282. Clmenceau faceva grandi elogi di Clotilde la sua cuoca.

Una grande artista! diceva. La cucina per lei una vocazione. In certi momenti de lla mia vita ho dovuto pensare a lei e prenderla per modello delle mie azioni. E ho cercato, come lei, di mettere in ci che facevo quanto pi potevo di cuore e di ragione. (Histoires pour lire en voyage). 3283. Vollard, un giornalista, aveva un amico nella stessa casa di 'Clmenceau, e spesso, mentre era presso di lui, si affacciava a guardare il giardino sottostan te, il giardino appunto di Clmenceau, nella speranza di vedervi Il terribile Tigr e. Invece di lui, vi vedeva sempre un vecchio giardiniere, il vero tipo del vecc hio diventato indifferente a tutto ormai nella vita e che non si occupava d'altr o che dei suoi fiori. Figuratevi che un giorno, in cui la sorte del suo padrone era in giuoco e che tutta la Francia, sia pur con vario animo, trepidava per sap er come Clmenceau se la sarebbe cavata nel momento difficile che attraversava, il giardiniere, assolutamente incurante del suo padrone, s'era occupato tutto il s anto giorno a mondare i rosai, quasi che al mondo non ci fosse altro di pi import ante! Quella trascuranza, in un giorno come quello, parve al giornalista un'indi fferenza troppo accentuata e volle proprio rimproverarne il giardiniere. Ed ecco che, mentre si avvicin a lui per muovergli le sue lagnanze, s'accorse... che il giardiniere indifferente era proprio Clmenceau, lui in persona! (Les nouvelles li ttraires, 30 novembre 1929). 3284. Ai funerali di Anatole France, Clmenceau vide un ufficiale a cui la guerra aveva lasciato un braccio solo precipitarsi verso un giornalista influente ma di pessima fama, e stringergli con grande effusione la mano. Poveretto! esclam Clmenceau ha ancora un braccio di troppo! (REGISMANSET, Contradi ctions). 3285. Clmenceau si compiaceva di ricordare i suoi vecchi. Una volta, in una riuni one di amici raccont: Il mio nonno paterno era un profondo osservatore. Quando ero ragazzo, mi prendev a per mano e mi portava a far delle lunghe escursioni in campagna. E ogni giorno mi dava una nuova lezione. Tra le altre sue osservazioni, ricordo questa: Quand o esci da un prato mi diceva voltati indietro: troverai quasi sempre un asino ch e sta l a guardarti . dopo una pausa, riprese: come quando uscivo da un Consiglio dei Ministri. (Les nouvelles littraires, 27 ag osto 1927). 3286. Quando Clmenceau andava in campagna, non voleva esser disturbato da nessuno . Un giorno alcuni suoi amici, passando in automobile nei pressi di Jard, in Van dea, dove Clmenceau stava villeggiando, pensarono .di fargli una sorpresa. Dovett ero sudar sette camicie per persuader Clotilde, la vecchia domestica dell'illust re uomo, a introdurli e, quando finalmente furono alla presenza del terribile Ti gre, lo trovarono che stava facendo la siesta su una poltrona. Aveva tale un atteggiamento, che i pi coraggiosi si intim idirono, e uno di essi osserv, con voce tremante: Passavamo di qui con la nostra macchina... e abbiamo voluto concederci il piacer e di stringerti la mano... Benissimo rispose Clmenceau, alzandosi e stendendo la mano. Ecco qua. E ora arriv ederci. Non era possibile replicare, e il gruppo dei visitatori credette pi opportuno pro seguire il viaggio senza indugio. (Eloquenza). 3287. Clmenceau fu sorpreso una sera, in un ristorante di lusso, mentre stava oss ervando alcune coppie che ballavano il tango. Che cosa ne dite di questa danza moderna? gli chiese un amico. Clmenceau croll le spalle con aria sdegnosa, ed, allontanandosi, mormor: Questo il famoso tango? Io non ho visto se non dei deretani che si divertono e d elle facce che s'annoiano. (Il Secolo, agosto 1923). 3288. Un amico faceva osservare a Clmenceau che gli uomini politici europei arriv ano facilmente a tardissima et, e citava il caso di Giolitti, di lord Balfour, de l maresciallo Hindenburg. Si direbbe concluse che la politica conserva. Clmenceau, con un fine sorriso: - Avviene per gli uomini politici come per gli abitanti delle citt dove c' malaria

, che o muoiono giovani o arrivano a cento anni. (Histoires diplomatiques). 3289. Alcuni anni fa, aveva ricevuto una visita del celebre dottor Voronof, che si offr di ringiovanirlo col suo metodo. Non dico di norma ne riparleremo quando sar vecchio rispose. Aveva ottantatr anni. (L'esprit de Clmenceau). CLEMENTE VI (Pietro Roger) nato a Marmont nel 1291, morto il 6 dicembre 1352; eletto papa nel 1342. 3290. Il papa Clemente VI era una specie di malato immaginario e si teneva sempr e intorno un nuvolo di medici. Il Petrarca, che fu suo intimo, cerc inutilmente di persuaderlo a licenziarli. Quando mor, fu fatto un epiramma: Questo un voto del gran papa Clemente alla Madonna, ch molto soddisfatto perch da sette medici ad un tratto lo liber miracolosamente. (Giornale delle donne, 19 gennaio 1888). CLEMENTE VII (Giulio de' Medici ) n. nel 1478 - m. nel 1536; eletto papa nel 1523. 3291. Il papa Clemente VII non era veduto di buon occhio dai Romani. Ammal, e poi ch i suoi medici ordinari non riuscivano a guarirlo, egli cambi medico, ma dopo po chi giorni mor. I Romani misero sotto la statua di Pasquino il ritratto del medic o, con sotto questa iscrizione: Ecce agnus Dei, qui tollit peccatum mundi . (Ency clopdiana). CLEMENTE XIV (Lorenzo Ganganelli) nato a Sant'Arcangelo di Romagna nel 1705; morto nel 1774; eletto papa nel 1769. 3292. Lorenzo Ganganelli fu molto precoce. A dodici anni mand al vescovo escovo d i Rimini una sua composizione, che fece esclamare al santo uomo: - Ecco un ragazzo che potr fare molto bene alla religione! Era studiosissimo, e per le lunghe veglie e le assidue fatiche dello studio si a mmal e poco manc che non morisse. Salvato dalla morte, si fece frate e, a soli dic iotto anni, entr nell'ordine dei conventuali di Urbino. Il papa Benedetto XIV, me ttendo un giorno la mano sul capo del fraticello, disse al Generale dell'Ordine: Tenetemi bene da conto questo ragazzo. Ve lo raccomando vivamente. Egli nel temp o stesso savio e gaio. (Encyclopdie mthodique). 3293. Lorenzo Ganganelli era cos modesto nelle sue maniere, che spesso veniva sca mbiato per un semplice frate converso. Cos gli capit- una volta che, andando a pie di ad Assisi, fece la strada insieme con un signore, che dopo averlo inteso parl are, gli disse: - veramente un peccato che un uomo del vostro ingegno e della vostra prodigiosa memoria non abbia studiato, e debba restar tutta la vita un semplice converso. S e aveste studiato, chi sa mai che cosa potevate diventare un giorno! Il fraticello sorrise, ma non sment. (Encyclopdie mthodique). 3294. Il frate Ganganelli era stato chiamato a Roma da Benedetta XIV e nominato consultore del Santo Ufficio. Dopo la morte del papa suo protettore, egli fu chi amato un giorno dal cardinal Rezzonico, nepote del nuova papa Clemente XIII; e d opo essere restato a lungo a guardarlo in silenzio, come imbarazzato per quel ch e aveva da dirgli, proruppe in tono brusco e severo: Sono state dette al Pontefice molte cose sul conto vostro. E Sua Santit ha gi pres o gli opportuni provvedimenti; tali che io in verit non oso ripetervi, perch so ch e essi apporteranno una profonda rivoluzione nella vostra vita monastica. Il cardinale tacque qualche tempo; e Ganganelli, intimidito da quell'esordio, an dava pensando che razza di provvedimenti eran quelli che gli si minacciavano. Ve dendo che il cardinale esitava ancora, si fece coraggio e gli domand, con un filo di voce, di che si trattava, mostrandosi disposto a obbedire in tutto al Santo Padre. Allora il cardinale si rasseren e disse: Padre Ganganelli, il papa vuole che voi siate sin da questo momento... insomma, s, egli vi nomina cardinale. (Encyclopdie mthodique). 3295. Il cardinal Ganganelli fu eletto papa dopo un conclave durato tre mesi, il 19 maggio del 1769. Finita la cerimonia dell'adorazione, che, come si sa, dura a lungo, gli domandarono se era stanco. - Niente affatto rispose il papa, mi sono anzi goduto a mio agio una cerimonia che non ero riuscito mai a veder bene; perch le altre volte io, ero un povero fraticello, e mi si era sempre impedito di assistervi. (Encyclopdie mth

odique). 3296. Il cardinale di Bernis aveva fatto molto perch fosse eletto papa il cardina l Ganganelli. Ebbene diceva Ganganelli, diventato papa io non mi stupisca affatto della cosa. Essendo il cardinale di Bernis un buon lettore di poesie, na turale che ami le metamorfosi. (Encyclopdie mthodique). 3297. Il buon Ganganelli, eletto papa, non cambi nulla nella sua vita semplice e modesta. Volle restare frate anche in mezzo alla sua splendida corte. I suoi pas ti erano frugalissimi, e gli erano preparati da frate Francesco, un converso che egli prediligeva per la sua umilt e ingenuit. I cortigiani gli facevan presente c he la dignit papale era diminuita da quel regime di vita; ma egli rispondeva inva riabilmente: - Che volete? San Pietro e San Francesco non mi hanno insegnato a pranzare pi spl endidamente. Il cuoco and a supplicarlo di non volere che egli fosse licenziato. Il papa gli GS PLIT:uPalazzi-Zanichelli 1.txtArchivio GSplit&{5F9160D1-68ED-4692-9DC5-DA0556BA26 AC}sm'm D