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simo, per averlo toccato con mano, che tu sei donna.... (TREICH, Histoire thtrale) . BROHAN Maddalena n.

1833 - m. 1900; attrice francese, figlia di Agostina. 1958. Dicevano, davanti a Maddalena Brohan: - Non si pu essere ed essere stati! - Scusate, - protest l'artista - guardate gli sciocchi: sciocchi sono stati e sci occhi resteranno! (DE' LA BATUT, L'esprit des grands hommes). 1959. Era un pozzo di erudizione, tanto che i suoi amici la chiamaval'Enciclopedi a vivente. E la maliziosa Brohan, sorridendo, rispondeva loro: - Ebbene, sfogliatemi pure! (Les nouvelles littraires, '21 luglio 1934). 1960. Suo marito, trovando che era un po' troppo spendereccia, per mettere un ce rto ordine nelle sue finanze, pretese che facesse ogni giorno il conto di quel c he spendeva. Maddalena infatti il giorno dopo gli present il conto seguente: Date a un povero in carit lire 5,Miglio per uccelli lire 0,50 Spese diverse lire 1000,Non sembra che il marito continuasse nell'idea del resoconto giornaliero. (Les n ouvelles littraires, 21 luglio 1934). 1961. Maddalena Brohan, pochi mesi prima della sua morte, non lasciava pi il suo appartamento di via Rivoli e non riceveva che pochi intimi. Un giorno, il colonn ello Eyl, un suo buon amico, and a trovarla e le si present ancor tutto affannato per i quattro piani che aveva saliti. - Sono alti, quattro piani! - sospir. E Maddalena Brohan col suo bel sorriso: - Che volete, amico mio, l'unico mezzo che mi rimane per far battere il cuore de gli uomini. (T.S.V.P.). 1962. Di un suo conoscente, che si trascurava troppo nel vestire e non era un mo dello di pulizia, disse: - Quando muoio, non voglio che costui venga dietro al mio feretro: puzza tanto, che tutti crederebbero che sono io che puzzo in tal modo! (Les nouvelles littrair es, 21 luglio 1934). BRNTE Carlotta nata nel Yorkshire nel 1816 - morta nel 1855; illustre scrittrice inglese. 1963. Aveva scritto il romanzo Jane Eyre; ma non faceva che proporlo agli editor i, senza trovarne mai uno che glielo accettasse. Tuttavia non si scoraggiava aff atto; e appena il pacco le tornava indietro, non faceva, senza nemmeno disfarlo, che cambiar l'indirizzo e spedirlo a un altro editore. E la sua ostinazione fu premiata, perch finalmente trov un sedicesimo editore che le scrisse: Ho passato la notte a leggere il vostro romanzo.... E il libro fu pubblicato. (Minerva, 30 set tembre 1932). 1964. Il romanzo Jane Eyre ebbe un successo pronto e strepitoso. Thackeray disse : - Io ho messo dieci anni di duro lavoro per ottenere quell'entusiasmo che questo romanzo ha suscitato in soli quindici giorni Il romanzo era stato pubblicato con uno pseudonimo: nemmeno l'editore sapeva chi l'avesse scritto. Il pubblico discuteva animatamente su questo misterioso autor e: chi diceva che era un autore novellino e chi invece un autore gi celebre; chi sosteneva che l'autore era un uomo, e chi invece che si trattava di una donna. E mentre tanto chiasso si faceva su di lei, la piccola Carlotta attendeva, con mo desta noncuranza, alle solite faccende domestiche, preparava le patate, cucinava il pranzo. Nemmeno l'agiatezza assicuratale da tanto successo, dopo anni di dec orosa povert, riusciva a scuoterla: diffidente di natura e per le tante passate p rivazioni, non sapeva abbandonarsi alle legittime ebbrezze del trionfo. (Nuova A ntologia, 1900). 1965. Aveva scelto come pseudonimo quello di Currer Bell. Per dileguare le conse guenze di un malinteso, Carlotta dovette decidersi un giorno a palesare la propr ia identit all'editore. Si rec a Londra con sua sorella Anna e si present timida e tremante nello stabilimento dell'editore Cornhill. Diede il

suo biglietto da visita; ma l'editore, che non conosceva affatto l'esistenza di una certa signorina Brnte, non voleva riceverla. Dietro le sue insistenze fin per farla entrare. - Vengo dall'Yorkshire e desidero parlarvi in privato... - Ma io non ho tempo da ascoltarvi. Chi siete voi? - Io sono colei che ha scritto Jane Eyre. L'editore non voleva credere ai propri occhi, e guardava trasognato quella creat urina sparuta e melanconica. Quando si fu persuaso, cambi subito tono e fece tant e e tante feste all'autrice, insistendo perch lei e sua sorella fossero ospiti su e: onore che Carlotta rifiut. (Nuova Antologia, 1900). 1966. L'editore si present la sera nell'umile alberghetto in cui le due sorelle e rano scese e volle condurle all'Opera, insieme con sua madre e con sua sorella. Ma a teatro tutti guardavano con curiosit le due ragazze vestite da provinciali c on abiti modestissimi, che tuttavia sedevano al posto d'onore in mezzo a due dis tinte signore riccamente vestite. In seguito l'editore present Carlotta agli scrittori pi ragguardevoli d'Inghilterr a. Figuratevi la timida Carlotta festeggiata da tanti illustri letterati! Una vo lta che era stata a pranzo dal suo editore insieme con cinque letterati di grido , la poveretta non pot chiudere occhio poi per tutta la notte seguente. (Nuova An tologia, 1900). BROOR Adriano n. 1608 - m. 1640; grande pittore olandese. 1967. Broor da bambino, senza aver avuta nessuna istruzione, per il solo istinto d'artista che Io guidava, si mise a dipingere uccelli e fiori che la mamma poi vendeva al mercato. Passando di l il pittore Hals e accortosi della gran disposiz ione di Broor, Io prese con s; se non che egli Io maltrattava e Io sfruttava: Io teneva rinchiuso tutto il giorno in un granaio e gli faceva dipingere quadri che egli poi vendeva ad alto prezzo. Il ragazzo, che non sospettava affatto il gran valore che avevano questi quadri, n faceva pi che poteva e li dava al suo padrone per niente. Infine, non potendo resistere alla vita angustiata che il suo padro ne gli faceva fare, riusc a fuggire e and ad Amsterdam, dove, con sua grande sorpresa, seppe che i suoi quadri vi era no apprezzatissimi e che il suo nome era ben noto a tutti gli amatori. (PANCKOUCKE). 1968. Quando Broor, fuggendo dalla sua prigioniain casa di Hals, si rifugi ad Ams terdam, un ricco signore del luogo gli diede per un quadro cento ducati. Il giov anissimo pittore, che non aveva visto mai una somma simile, la prese tremando; poi, arrivato a casa, gett le monete sul letto e vi si rotol sopra , finalmente usc con tutto il denaro da casa e per dieci giorni si diede alla paz za gioia con tutti quelli che incontrava. La somma in tal modo fin. Allora soltan to torn a casa tutto contento e soddisfatto. Il suo padrone di casa, che era un m ercante di quadri, gli domand come aveva impiegato i cento ducati. - Me n sono felicemente sbarazzato - rispose Broor - per essere finalmente pi libe ro. (Encyclopdie mthodique). 1969. Broor continu tutta la vita nell'allegra dissipazione, alternata con period i di gran lavoro. Aveva fatto il suo studio in una osteria, e spesso doveva mett ersi a fare l per l un quadro per pagare un conto arretrato di gozzoviglie e di pa ppate con gente che non sempre conosceva. (Encyclopdie mtodique). 1970. Broor vestiva comunemente assai male e trasandato. Una volta suo cugino l' invit alle sue nozze, ma volle che si facesse un abito nuovo ed elegante. Broor s i vest con un magnifico abito di velluto, che piacque molto ai convitati, tanto c he costoro, parlando con lui, non finivano pi di lodare quell'abito. Broor allora , appena fu portata in tavola una buona salsa, la prese e la gett tutta sul vesti to. Immaginate la sorpresa degli invitati. - E' giusto - disse Broor , che questo mio vestito si mangi la salsa; perch lui e non io che stato invitato. (PANCKOUCKE). 1971. Broor si abbandonava a tale entusiasmo, quando dipingeva, che non poteva s tare senza sfogarlo in canti o in lunghi soliloqui, ora in italiano, ora in fran cese, ora in spagnolo, secondo il soggetto che dipingeva. (Encyclopdie mthodique). 1972. Durante le guerre di Fiandra, essendo Broor andato per certi suoi affari a

d Anversa, fu arrestato come spione. Portato innanzi al coman- dante, il duca d' Aremberg, che si piccava d'intendersi di pittura perch amico di Rubens, appena se ppe che il prigioniero era un pittore, chiam Rubens e gli disse di portare, a uno spione che era stato fatto prigioniero, tutto l'occorrente per dipingere. Ruben s obbed, e dopo qualche giorno and a trovare il suo ignoto collega, per vedere se avesse bisogno di altro. Quando vide sul cavalletto il quadro che il prigioniero -aveva gi abbozzato, esclam pieno d'entusiasmo: - Ma questo quadro non pu essere che di Broor! - E infatti io sono Broor - rispose costui. I due si abbracciarono, e Rubens fece pagare quel quadro seicento fiorini. Poi m ise in operatutta la sua autorit e tutte le sue amicizie per far liberare Broor, e ci riusc. Lo volle nella sua casa e ve Io avrebbe trattenuto chi sa quanto, se Broor, troppo amante della libert, non fosse fuggito di nottetempo. (PANCKOUCKE). BROWNING Roberto nato a Comberwell nel 1812 - morto a Venezia nel 1889; insigne poeta inglese. 1973. Browning ebbe da ragazzo - il suo primo maestro nel padre, persona abbasta nza colta, sebbene di una cultura un po' strana, che, per esempio, nella storia si limitava a soli certi periodi, come il Medioevo, in cui era profondo. Il padr e, perch rimanesse meglio impresso nel figlo ci che gli insegnava, dava corpo al su o racconto ogni volta che poteva. Il figlio racconta che, per raffigurargli plas ticamente la presa di Troia, aveva fatto la citt mediante sedie messe l'una sull' altra. Da questa scuola domestica il piccolo Browning usc dottissimo sui poeti gr eci, sui trovatori provenzialie sui rabbini ebrei medievali; ma del resto sapeva poco o nulla. (CHESTERTON, La vie de Browning). 1974. Da ragazzo Browning leggeva molto, tutto ci che gli capitava. Lesse cos tutt a la poesia di Shelley e di Keats; e se n entuasiasm e invas tanto da aver la convi nzione assoluta che due rosignoli, che s'erano stabiliti nel giardino paterno, f ossero n pi n meno che le anime di questi due poeti, le quali avevano scelto quella forma per poter cantare e quel rifugio per poter far ascoltare le loro melodie proprio a lui, a lui solo, che era l'unico a comprenderli e ad adorarli. (CHESTE RTON, La vie de Browning). 1975. Una delle prime opere pubblicate da Browning fu il poema Sordello. Amici e nemici restarono di stucco. Chi espresse meglio l'opinione generale fu certamen te Carlyle, che scrisse al poeta cos: Caro Browning, mia moglie ha letto con grand e interesse il vostro Sordello e vorrebbe sapere, da voi che l'avete scritto, se Sordello un uomo, o un paese, o un libro. (CHESTERTON, La vie de Browning). 1976. Quando usc Sordello Tennyson diede del poema il seguente giudizio: - Ci sono in questo poema due soli versi che si capiscono; e sono il primo e l'u ltimo. Il primo dice: Chiunque vuole pu sentir raccontare la storia di Sordello; e l'ultimo: Chi ha voluto ha sentito raccontare la storia di Sordello. E, disgraziat amente, questi unici versi comprensibili sono due menzogne. (CHESTERTON, La vie de Browning). 1977. Sempre a proposito del poema Sordello, la storiella pi curiosa quella che c apit a Douglas Jerrold. Costui era malato; e, appena cominci a sentirsi meglio, vo lle cominciare a leggere qualche cosa. Gli capit tra le mani il volume di Sordell o e si mise a leggerlo. Ma, appena ebbe letto poche righe, divenne pallido come un morto ed esclam: - Ohim! Mi tornata la salute, ma la mia intelligenza si spenta e io sono diventat o un idiota. Ecco infatti che non riesco a capir pi una parola di quel che leggo! Fece venire accanto al letto i suoi familiari, a uno a uno, e a mano a mano che arrivavano, diede loro a leggere il libro senza proferire una parola. Ma, avendo osservato che neanche essi ci capivano nulla, a poco a poco gli tornarono il co raggio e la fiducia; e con un gran respiro di sollievo s'addorment. (CHESTERTON, La vie de Browning). 1978. Elisabetta Barret era da molti anni malaticcia, o almeno era ritenuta mala ta dai suoi familiari e dal padre, che era alquanto maniaco. Non s'era mai mossa dal letto. Tutti i suoi credevano che sarebbe stato pericolosissimo per lei abb andonare il letto o il sof. Quando Browning propose alla ragazza di fuggire con l ui, per sottrarsi a quell'ambiente morboso, Elisabetta, prima di accettare, voll

e fare un esperimento. Chiam la sorella, si fece ordinare da lei una carrozza e, con enorme sua stupefazione, Elisabetta usc di casa e, preso posto nella vettura, si fece portare in un giardino pubblico-. L scese dalla carrozza, si sedette sul l'erba guardando attorno il mondo quasi nuovo per lei: poi risal in vettura e rie ntr a casa, acconsentendo subito al rapimento. (CHESTERTON, La vie de Browning). 1979. Prima di fuggire con la ragazza, Browning, da perfetto gentiluomo, volle s posarla: i due colombi uscirono una mattina insieme, si recarono in una chiesa e furono uniti in matrimonio. Poi la sposa rientr a casa sua, come se nulla fosse stato. Il rapimento avvenne parecchi giorni dopo. Ebbene, nell'intervallo tra le nozze e il rapimento, Browning non si fece mai vedere in casa della sposa, dove pur prima si recava quasi ogni giorno: e ci per uno scrupolo di coscienza, come egli stesso spieg. Se si fosse presentato, avrebbe dovuto domandare alla domestic a se la signorina Barret era in casa; ma siccome allora la signorina Barret era invece diventata la signora Browning, cos domandando il poeta avrebbe dovuto dire una bugia inutile. Questa bugia, che avrebbe dovuto dire a una serva, Io mettev a in gran imbarazzo. (CHESTERTON, La vie de Browning). 1980. L'oscurit tanto rimproverata a Browning dai suoi critici non era una partic olarit soltanto sua; anche le poesie della moglie, Elisabetta Barret, peccavano d 'oscurit. Tanto che quando fuggirono, Wordworth esclam: - Roberto Browning ed Elisabetta Barret sono partiti insieme. Spero che i due ri escano a capirsi, perch nessun altro all'infuori di essi potrebbe esserne capace! (CHESTERTON, La vie de Browning). 1981. due sposi vennero a trascorrere la luna di miele in Italia, in Toscana; e a Livorno si trovarono nel momento che la citt era in gran. fermento per la causa nazionale. Giunse notizia ai coniugi Browning di un'insurrezione che doveva scoppiare un ce rto giorno. Se non che, il giorno stabilito, pioveva e la rivoluzione fu rinviat a. Elisabetta Browning, che amava molto gli Italiani, sorrideva tuttavia di questo rinvio: - E' un popolo simpatico, raffinato, distinto, impulsivo, ma gli manca l'energia delle risoluzioni costanti. Vuole la libert, ma vorrebbe nel tempo stesso non ba gnare i suoi abiti nuovi. Per un po' di pioggia che cade, preferiscono rinviare una rivoluzione. (Revue de Paris, 15 ottobre 1898). 1982. A Firenze, Elisabetta era diventata spiritista. E la sola parola spiritismo faceva andar in bestia Roberto: egli non poteva soffrire che la sposa adorata e gentile fosse vittima dei trucchi di un medium imbroglione. Un giorno, durante una seduta, a cui la moglie aveva voluto far assistere anche lui, una mano invisibile pose sulla testa di Elisabetta una corona di alloro. Ro berto and su tutte le furie. - Forse avrebbe preferito che la corona fosse deposta sul suo capo! - osserv mali ziosamente uno dei presenti alla seduta spiritica. (Revue de Paris, 15 ottobre 1 898). 1983. La signora Elisabetta non credeva propriamente allo spiritismo, ma credeva che, in quei fenomeni che noi chiamiamo spiritici, non tutto fosse trucco e ill usione, e che qualche forza a noi ignota dovesse agire. Per persuadere il marito recalcitrante, gli raccontava questo episodio: - Un giorno - diceva,- uno scienziato mi fece vedere un'ostia sanguinante. Io im maginavo gi il credente inginocchiato devotamente dinanzi a questo miracolo, come anche immaginavo il volterriano convinto gridare alla soperchiera di qualche pr ete. Invece Io scienziato mi spieg che avrebbero avuto torto entrambi: un fungo m inuscolo, innocente di ogni passione religiosa, s'era incaricato di tingere cos d i rosso quell'ostia, che naturalmente non era stata consacrata. (Revue de Paris, 15 ottobre 1898). 1984. La moglie di Browning, Elisabetta Barrett, era molto autoritaria, impetuos a ed esigente. Quando Browning, che aveva sempre portato la barba, ebbe la catti va idea di radersela, Elisabetta ebbe un impeto d'ira ed esclam: - Bisogna che questa barba rinasca, ma subito, in questo momento. Disgraziatamente la cosa non era possibile. Quando pi tardi la barba rinacque, no n fu pi la barba nera di prima, ma una barba grigia, con molti, molti fili d'arge

nto. - E' una giusta punizione! - esclam la moglie. (CHESTERTON, La vie de Brow ning). 1985. Un giorno un amico gli domand: - Ti piace molto la natura? - Molto, s - rispose Browning; - ma mi piacciono molto di pi gli uo- mini. (CHESTE RTON, La vie de Browning). 1986. critici ostili a Browning dicevano che i suoi versi non erano chiari, che erano dei veri enigmi e che ci voleva a ogni poesia l'interpretazione, il commen to che n spiegasse la chiave. Una sera, in un salotto, presentarono a Browning l'ambasciatore cinese, un poeta lui pure. - E in che genere di poesie si distingue Vostra Eccellenza? - gli domand Browning. - Io faccio degli enigmi - rispose il cinese. Browning, sorridendo, osserv: Allora siamo colleghi due volte! (Revue de Paris, 15 ottobre 1898). 1987. Gli piaceva molto frequentare il bel mondo e le conversazioni:- ma non sem pre riusciva simpatico e soprattutto non sempre riusciva a far valere i propri m eriti, sebbene chiacchierasse molto. Un giorno, in un salotto, una signora, dopo averlo sentito chiacchierare a lungo, domand a un vicino: - Chi quell'esuberante finanziere, che chiacchiera tanto? (CHESTERTON, La vie de Browning). BRUCE StanIey uomo politico australiano contemporaneo. 1988. L'ex Primo Ministro australiano Stanley Melbourne Bruce si trov una sera in un salotto, insieme con un Americano che esaltava la grandezza degli Stati Unit i non senza molte spacconate. - Figuratevi - diceva - che io conosco una fattoria, il cui proprietario part a c avallo il luned mattina, per far un semplice giro intorno alla siepe che divideva la sua fattoria dalle altre; ebbene egli torn soltanto il sabato successivo. Br'uce, per dare una lezione all'Americano spaccone, rispose: - Questo niente; noi, in Australia, abbiamo alcune fattorie a cui mandiamo, per mungere il latte dalle vacche, una coppia di sposi novelli.. ebbene, Io crederes te? La fattoria cos grande, che sono i figli di quei due sposi che . ci riportano il latte. (HUNT, Fun with the famous). BRUEGHEL Giovanni n. 1568 - m. 1625; grande pittore fiammingo. 1989. Giovanni Brueghel che, per i magnifici abiti che dipingeva, venne chiamato Brueghel dei Velluti, fu un insigne pittore, ma specialmente di paesaggi e di nat ure morte. Una volta, un tale ordin un quadro. Brueghel dipinse un paesaggio con una romantica chiesuola, ma nel quadro non si vedeva neppur un uomo. Quando il c ompratore venne per ritirare la tela, rest male. - Ma, signor Brueghel, - gli disse - lei ha dimenticato, a quanto pare, di mette rci le figure. - No, no, - rispose questi - non le ho dimenticate. La gente tutta in chiesa. - Benissimo - disse l'altro; - allora ritirer il quadro appena la gente sar uscita . (BRING, Das goldene Buch der Anekdoten). BRUEYS Davide Agostino n. 1640 - m. 1723; poeta religioso francese. 1990. Luigi XIV voleva molto bene all'abate Brueys, l'autore del Grondeur, e si interessava della sua salute, e in ispecie della sua vista che gli si andava di giorno in giorno indebolendo. - Sire, - gli rispose una volta Brueys - mio nipote che medico, mi assicura che adesso ci vedo molto meglio di prima! (E. GUERARD, Dictionnaire d'anecdotes). BRUMMEL Giorgio nato nel 1778 - morto nel 1840; famoso inglese, arbitro della moda maschile e di ogni eleganza. 1991. Il famoso arbiter elegantiarum aveva inventato di recente una ampia cravat ta che girava due o tre volte intorno al collo, tenendo sollevato sino al mento il colletto della camicia: e naturalmente poi egli, per lanciare la moda nuova,

non si separava mai da questa cravatta. Un bello spirito suo amico, dovendo mand argli una lettera, la diresse cos: A lord Giorgio Brummel, dans sa cravatte. la posta gliela recapit. (SCARLATTI, Et ab hic et ab hoc). -1992. Brummel aveva scommesso duemila sterline col principe di Galles, assicura ndo che egli era capace di portare il principe sulle sue spalle dalla porta di H ide-Park all'estremo di Piccadilly, e ci a mezzogiorno del giorno dopo. Si tratta va delle vie principali di Londra, nell'ora che sono pi affollate. Il giorno dopo tutti erano pronti sul luogo. - Ebbene - disse Brummel a Sua Altezza - siete pronto? - Io si - rispose il principe. - Non mi pare osserv Brummel - bisogna che Vostra Altezza si spogli. - Come! - esclam il principe. - Certo. Io ho scommesso di portare sulle mie spalle Vostra Altezza, ma non gi an che i suoi abiti. Il principe si dichiar vinto. (Encyclopdiana). 1993. Egli stesso si faceva i disegni dei vestiti; che poi i sarti gli eseguivan o sulla stoffa. Per i suoi guanti occorrevano quattro diversi artigiani speciali zzati, di cui tre facevano le dita e uno soltanto il dito pollice. Una sua massima era: Per essere eleganti, bisogna che non si faccia spicco. Infatt i egli strofinava leggermente i vestiti nuovi con la carta vetrata, perch perdess ero il lustro. Un'altra delle sue massime era: - Quando siete in societ, restatevi fin che non siete notati; ma appena avete pro dotto il vostro effetto, andatevene via subito, perch resti il vostro fascino. (L AROUSSE). 1994. Quando andava a far visite, Brummel portava con s una catinella d'argento, perch diceva che non gli era possibile sputare su una bacinella di umile terracot ta. Quando decadde e dovette riparare a Calais, si paragonava a Napoleone. - Siamo caduti insieme - diceva. - La mia Waterloo fu una moneta bucata da due s oldi che portavo sempre con me come portafortuna e che un giorno non mi ritrovai pi indosso. Da quel giorno fui spacciato. (TIMBS, A century of anecdote). 1995. Un giorno un mendicante gli chiese l'elemosina: - Signore, datemi un soldo, un soldo solo. Brummel, con aria meravigliata: - Buon uomo, io non conosco la moneta che voi dite. (TIMBS, A century of anecdot e). 1996. Un giorno, i suoi amici l'incontrarono in Bond-street che zoppicava. - Mi sono fatto male a una gamba; e quel che peggio, proprio alla mia gamba favo rita. Un'altra volta sostenne che non bisognava mai mangiare vegetali. - Come? - gli chiese una signora. - E sinora non n avete mai mangiati? - Purtroppo s - rispose Brummel, mortificato - tempo fa ho mangiato un pisello! ( TIMBS, A century of anecdote). 1997. L'amicizia di Brummel col principe di Galles, che fu poi Giorgio IV, dur a lungo; e del resto, Brummel traeva, dalle generosit del principe, i mezzi che pro fondeva poi nelle sue eleganze. Tale amicizia tuttavia fin. Quale fu la ragione d ella rottura? Sembra che una sera, in cui Brummel pranzava insieme col principe, si fosse rivolto a questo come si farebbe appena con un domestico, ordinandogli di sonare il campanello per chiamare i servi. Il principe son infatti, e ai serv i comparsi avrebbe detto, additando Brummel: - Portate via questo ubriaco! Ma il credito di Brummel era tanto, che nel club Watier, frequentato dai due, si deliber di non invitare pi alle feste il principe di Galles. Brummel, in quella v otazione, aveva insolentemente votato a favore del principe (LAROUSSE).. 1998. Dopo la sua rottura, un giorno Brummel, passeggiando con un suo amico s'im batt, nel principe. Egli fece le viste di non conoscerlo e non Io salut, sebbene i l suo amico si fosse levato il cappello in segno di ossequio. Anzi fu tanto trac otante che, appena fu passato, Brummel disse a voce alta al suo amico, in modo c he anche il principe potesse sentire:

- Chi quel grassone vostro conoscente? (TIMBS, A century of anecdote). 1999. Dopo la sua rottura col principe di Galles, una signora dell'aristocrazia, avendo invitato a un ricevimento il principe, si guard bene dall'invitarvi Brumm el. Ed ecco che, nel colmo del ricevimento, mentre si attendeva da un momento al l'altro l'arrivo del principe, arriv invece Brummel. Immaginate l'imbarazzo della padrona di casa a veder comparire, in quel momento, un ospite tanto indesiderat o. Gli si fece incontro e gli fece notare che egli non era invitato. - Non sono invitato? Ma allora c' un equivoco - rispose Brummel, che si mise a ce rcar nelle sue tasche il biglietto d'invito. Brummel cercava evidentemente di guadagnar tempo, per lasciar pi a lungo possibil e la signora nelle spine, e magari aspettare fin che non giungesse il principe, provocando uno scandalo. Dopo molte inutili ricerche, finalmente mise fuori il b iglietto d'invito, e allora si costat che quello era stato mandato non gi dalla pa drona di casa. Thompson, ma da una certa Johnson. - Johnson o Thompson... capirete, per me tutt'uno - disse, per scusarsi Brummel, con supremo disdegno; poi si allontan lentamente, lasciando indignata la padrona di casa, che non sapeva come vendicarsi di tale affronto. (TIMBS, A century of anecdote). 2000. Oltre alla sua fama di elegante, Brummel era anche considerato uomo di mol to acume e di grande ingegno. Quando and a Londra la signora di Stal, questa seppe di non esser piaciuta n al principe di Galles n a Brummel. Ebbene, la Stal non si cur n punto n poco del giudizio sfavorevole del principe, mentre si accor molto di q uello di Brummel. (TIMBS, A century of anecdote). 2001. Quando il principe di Galles divenne re col nome di Giorgio IV, cerc di rap pattumarsi con Brummel, e siccome questi si trovava allora in Francia, gli scris se perch tornasse in Inghilterra; ma Brummel rifiut. La fine dell'elegantone fu per triste e misera. Viveva a Calais con modestissime risorse; e le sue stravaganze facevano comprendere che era sulla via della pazzi a. Ogni tanto, con grande maraviglia del personale dell'albergo in cui viveva, f aceva preparare il suo appartamento come per un gran ricevimento. Lustri, candel abri, fiori eran profusi senza risparmio. E Brummel, nel suo vestito pi elegante, si metteva in mezzo alla sala. Poi, sdoppiandosi, annunciava lui stesso i nomi pi illustri dell'aristocrazia inglese, e cambiando voce, fingeva di andarli a ric evere sull'uscio. Finalmente, comprendendo che tutti quei personaggi evocati non esistevano che nella sua immaginazione e accorgendosi della propria pazzia, il povero uomo, accasciato e avvilito, si buttava in una poltrona e scoppiava in la grime. (LAROUSSE). BRUNELLESCHI Filippo n. 1377 - m. 1446; insigne architetto fiorentino. 2002. Quando Brunelleschi ebbe voltata la cupola del Duomo, grande fu la letizia di tutto il popolo di Firenze; e la gente additava per le strade l'artista a cu i si doveva quel miracolo, dicendo: - Il nostro Signore ha creato Brunelleschi, apposta per finire quest'opera. (MON NIER, Il Quattrocento). 2003. Il papa Eugenio - IV aveva chiesto a Firenze un bravo architetto; e Firenz e gli mand Brunelleschi. Il papa, giudicandolo dalle apparenze, non voleva creder e alla sua abilit ed esclam: - Come! E costui sarebbe dunque capace, come mi hanno detto i Fiorentini, di dar la volta al mondo? - Santo padre, - rispose Brunelleschi - datemi un posto da appoggiarvi la manove lla e far anche questo! (Minerva, 30 maggio 1832). 2004. Il celebre Brunelleschi, avendo appreso un giorno che a Cortona s'era trov ata una bella statua antica, part l per l per quella citt, come si trovava, con le p antofole ai piedi invece delle scarpe. Tanto era l'entusiasmo per le antichit cla ssiche -e per le opere d'arte! (VASARI). BRUNETIRE Ferdinando - nato a Tolon nel 1849 - morto a Parigi nel 1906; critico fr ancese. 2005. Ferdinando Brunetire aveva stroncato il libro di un giornalista. Costui,GSPL IT:uPalazzi-Zanichelli 1.txtArchivio GSplit&{5F9160D1-68ED-4692-9DC5-DA0556BA26AC }sm x)