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Ruolo della denitrificazione batterica nella rimozione dellazoto di origine agricola in una fascia riparia fluviale (Parco del

Ticino piemontese)
Carlo A. Delconte, Cristina Arese, Emanuela Manfredi, Raffaella Balestrini *
Istituto di Ricerca sulle Acque, CNR, Via della Mornera 25, 20047 Brugherio (MI), Italia

Abstract Nellultimo decennio numerosi studi relativi ai processi biogeochimici che regolano la disponibilit dei nutrienti negli ecotoni ripari hanno evidenziato il ruolo fondamentale svolto dalla denitrificazione nel ridurre lapporto di nitrato alle acque superficiali e sotterranee. La ricerca presentata si inserisce in uno studio iniziato nel 2002, volto ad investigare la dinamica dei nutrienti in una fascia riparia adiacente ad un fontanile nel Parco del Ticino (NO). I risultati evidenziano una drastica diminuzione della concentrazione del nitrato nellacquifero sub-superficiale, a soli 5-10 m dal campo coltivato e a diverse condizioni di input di azoto (da 1 ad oltre 30 mg/l di N-NO3-). Il confronto tra i gradienti di nitrati e cloruri suggerisce limportanza dei processi biologici nella riduzione dei composti azotati. Le concentrazioni di ossigeno misurate nellacqua sotterranea e la presenza di un orizzonte superficiale ricco di sostanza organica confermano lesistenza di condizioni ottimali per linstaurarsi della denitrificazione batterica. Una misura diretta di tale processo stata effettuata misurando il tasso di denitrificazione potenziale in campioni di suolo mediante il metodo del blocco con acetilene. I tassi misurati, variabili tra 552332 kg N2O ha1 anno1, tendono a collocarsi tra i limiti superiori degli intervalli riportati in letteratura, suggerendo lelevata potenzialit di riduzione dei carichi di azoto in questa tipologia di zona riparia. 2005 SItE. All rights reserved
Parole chiave: nitrato; cloruri; denitrificazione batterica; fasce riparie.

1. Introduzione E noto come fasce vegetate adiacenti ai corsi dacqua possano costituire un filtro naturale per salvaguardare la qualit dei corsi dacqua inseriti in un contesto agricolo e spesso esposti a notevoli quantit di nitrati. I nutrienti che raggiungono una fascia riparia possono essere rimossi da processi fisici, come diluizione e dispersione, o utilizzati dalla componente biologica. Numerosi autori suggeriscono limportanza della denitrificazione operata dalle

comunit batteriche presenti nei suoli in quanto tale processo in grado di rimuovere il nitrato dallecosistema terrestre trasformandolo in azoto molecolare (Haycock et al. 1993; Schnabel et al. 1996). Con lo scopo di valutare lefficienza delle fasce riparie nel rimuovere i nutrienti azotati, dal 2002 si intrapreso uno studio allinterno del Parco del Ticino piemontese in una fascia riparia naturale in prossimit del fontanile Fontanin. Questo studio ha previsto una prima fase (20022004) volta alla caratterizzazione chimica e idrologica dellacqua superficiale e sotterranea mediante campionamenti mensili (Balestrini, Arese &

* Corresponding author. Tel.: +0039-039-21694213; fax: +0039-039-2004692; e-mail: balestrini@irsa.cnr.it.

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Delconte 2004). Nella seconda fase (2004-2006) sono stati studiati in dettaglio alcuni processi ritenuti fondamentali nelle dinamiche di rimozione dei nutrienti: circolazione del nitrato in seguito alle fertilizzazioni e quantificazione della denitrificazione batterica. Nel presente articolo vengono presentati in particolare i risultati ottenuti nella seconda fase.

136,0 quota (m s.l.m.) 135,5 135,0 134,5 134,0 133,5 133,0

7 8 fontanile

piano campagna livello della falda

2. Materiali e metodi Larea di studio situata nel comune di Cameri (NO) allinterno del Parco del Ticino Piemontese. La fascia riparia considerata (40 m di ampiezza) interposta tra il fontanile Fontanin ed un campo di mais ed costituita da una porzione a prevalenza di Urtica dioica e Typha latifolia (adiacente al campo) e da una seconda porzione (prossima al fontanile) in cui prevale la componente arborea (Alnus glutinosa). A seguito dei sondaggi pedologici effettuati durante linstallazione dei piezometri il suolo stato definito come Typic Haplaquolls. Le misure di conducibilit idrauliche condotte sui diversi orizzonti mediante test di svuotamento (slug test) hanno evidenziato valori compresi tra 0,01 e 2,0 m d-1 con valori massimi negli orizzonti pi superficiali (Balestrini, Arese & Delconte 2004). Larea sperimentale stata attrezzata con 8 gruppi di piezometri (TYP1-TYP8) posti a 5 m luno dallaltro a costituire un transetto perpendicolare al fontanile (Fig.1). Ciascun gruppo costituito da due o tre piezometri installati a differenti profondit (0, 31,8 m). Il campionamento dellacqua sotterranea e il monitoraggio del livello della falda stato effettuato con cadenza mensile per il biennio 2002-2004. Nel corso del 2004, dalla fine di aprile alla fine di luglio, stata realizzata una campagna di campionamento intensiva con prelievi molto ravvicinati (ogni 3-10 giorni). Per le analisi chimiche dei campioni acquosi si rimanda a quanto descritto in un precedente lavoro (Balestrini, Rossetti Greco & Arese 2004). Con lo scopo di ottenere una misura diretta del tasso di denitrificazione potenziale dei suoli presenti nellarea sperimentale, nel corso del 2005 sono state effettuate alcune prove di laboratorio. Mediante il metodo del blocco con acetilene (Yoshinari & Knowles 1976) si proceduto

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distanza dal cam po (m )


Fig. 1. Sezione trasversale del transetto. = profondit raggiunte dai piezometri

allincubazione, in presenza di acetilene e di soluzioni contenenti azoto nitrico (N-NO3-), di porzioni di suolo raccolte superficialmente (5-10 cm) in prossimit dei piezometri. La presenza di acetilene permette di bloccare il processo di denitrificazione allo stato di ossido nitroso che viene poi determinato per via gascromatografica. Campioni di suolo, raccolti in differenti punti del transetto, sono stati incubati con acqua superficiale o sotterranea prelevata durante il campionamento (0,1 - 4,9 mg NNO3-/l) e/o con soluzioni di azoto nitrico variabili tra 1 e 40 mg/l. Per ogni tipo di campione sono state effettuate tre repliche. Lanalisi dellN2O prodotto stata effettuata mediante un gascromatografo Agilent 6890N interfacciato con un rivelatore a cattura di elettroni (ECD) ed equipaggiato con una colonna capillare HP-PLOT Q 30m x 0.53mm x 40m. La quantificazione dellN2O avvenuta attraverso standard di N2O in He a differenti concentrazioni (102 - 923 - 5038 ppmv). Il tasso di denitrificazione delle singole prove stato calcolato considerando la porzione di crescita lineare delle curve di produzione del protossido nel tempo.

3. Risultati e discussione Nel periodo 2002-2006 la falda mostra unelevata soggiacenza di circa 20-35 cm dal piano campagna, con variazioni massime di circa 40 cm e un gradiente medio di circa 30 cm in direzione O-E che determina la direzione di scorrimento dal campo al fontanile. Lanalisi delle dinamiche idrologiche ha inoltre

16th Meeting of the Italian Society of Ecology, 19-22 September 2006, Viterbo/Civitavecchia

permesso di evidenziare la presenza a circa 15 m dal campo di un alto piezometrico, indice di una risalita di acqua sotterranea dagli orizzonti pi profondi (Balestrini, Arese & Delconte 2004). I dati ottenuti hanno evidenziato una notevole riduzione del nitrato, a diverse condizioni di input di azoto nitrico (1 - 30 mg/l), a soli 5-10 m dal campo sino a valori inferiori ai limiti di rilevabilit. I livelli mediani misurati nella fascia riparia, nellintero periodo di studio, sono molto bassi e inferiori a 0,1 mg/l. Fanno eccezione i punti di prelievo posti nella porzione centrale del transetto ad una profondit superiore ad 1 m, che sono caratterizzati da livelli mediani compresi tra 1,9 e 4,9 mg/l, con il massimo misurato in corrispondenza della zona di alto piezometrico. I livelli pi alti di nitrato, nei piezometri prossimi al campo, sono stati riscontrati nei periodi immediatamente successivi a pratiche di fertilizzazione dei campi adiacenti o a eventi piovosi di particolare entit. Dal confronto con il cloruro (Cl-), specie conservativa, si evidenzia che il contributo dei processi di diluizione e dispersione contenuto e la diminuzione riscontrata per il nitrato imputabile principalmente ai processi biologici (Balestrini, Arese & Delconte 2004). I risultati raccolti nei campionamenti mensili sono stati integrati con quelli raccolti durante la campagna di campionamento intensivo del 2004. Questa sperimentazione ha permesso di seguire in dettaglio: i) le fluttuazioni della falda durante un periodo discretamente piovoso; ii) levoluzione di una specie conservativa quale il Cl- e di una non conservativa quale il nitrato a seguito di un evento di fertilizzazione (N + KCl) che ha determinato un percepibile aumento dei livelli in ingresso nella fascia riparia. Una visione generale dellevoluzione del Cl- nella fascia riparia in seguito alla fertilizzazione si pu osservare in figura 2, dove viene rappresentata una sezione trasversale del transetto e la distribuzione dei cloruri ottenuta mediante elaborazione con il software Surfer , Version 7.0, Golden Software. Si pu notare come sia gli incrementi di concentrazione registrati sia levoluzione temporale dei cloruri siano indipendenti dalla distanza dal campo o dalla profondit del piezometro, confermando leterogeneit dei suoli e delle dinamiche idrologiche.

E evidente in prossimit del campo un fronte di avanzamento dei cloruri a partire dagli orizzonti pi superficiali ed un simultaneo aumento dei livelli rispetto a quelli basali nella zona centrale del transetto in prossimit della zona di alto piezometrico.
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17 maggio
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1 giugno
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21 giugno
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29 luglio
133.5 0 5 10 15 20 25 30 35

Fig. 2. Distribuzione del cloruro durante lesperimento intensivo. E rappresentata una sezione trasversale del transetto e le isolinee di concentrazione. = profondit raggiunte dai piezometri

Questo risultato pu indicare una maggior velocit di scorrimento dellacqua sotterranea negli orizzonti pi superficiali e pu essere correlato alle intense precipitazioni registrate in quel periodo che avrebbero favorito il runoff superficiale e ulteriormente accelerato il flusso laterale della falda, rispetto ad un movimento verticale. Inoltre il simultaneo aumento a circa 16 m dal campo potrebbe confermare quanto gi dedotto dalle osservazioni idrologiche e cio lassenza di una connessione tra il piezometro pi profondo del gruppo 1 e quello del

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gruppo 4, probabilmente alimentato da acqua proveniente da orizzonti pi profondi. Si poi potuto osservare che il passaggio del cloruro dai piezometri del gruppo 1 a quelli del gruppo 2, a 5 m di distanza, avvenuto, nella porzione superficiale (45 cm), in circa 10 giorni e alla profondit di 150 cm in 56 giorni. Nei successivi 5 m (10 m di distanza dal campo) la continua diluizione dovuta ai processi di dispersione riduce sempre pi la concentrazione di Cl- e diventa difficile distinguere il suo passaggio dalla normale variabilit. Nellultimo campionamento effettuato a fine luglio le concentrazioni di cloruro nei piezometri del gruppo 1 diminuiscono decisamente, ma non raggiungono ancora i valori tipici di condizioni stabili (4-6 mg/l), mentre nel resto del transetto le condizioni tornano ai livelli basali. Il nitrato, dal punto di vista della mobilit pu essere assimilato al cloruro, sottoposto esclusivamente a fenomeni di dispersione e diluizione, ma a differenza del cloruro, pu anche essere utilizzato dalla componente biologica. Landamento emerso durante levento di fertilizzazione del 2004, infatti, risultato analogo per le due specie chimiche, ma le diminuzioni osservate per il nitrato sono state pi marcate. Anche in questo caso si assistito ad un netto incremento delle concentrazioni nei piezometri vicini al campo e in profondit nella zona centrale del transetto. Per contro gi a soli 5 m dal campo nei piezometri del gruppo 2 le concentrazioni si sono mantenute sempre molto basse, come pure nella successiva porzione superficiale del transetto. Le concentrazioni del nitrato diminuiscono progressivamente nel tempo fino a ritornare alla fine di luglio, cio dopo 93 giorni dalla fertilizzazione, ai livelli basali. La situazione verificatasi durante la campagna intensiva pu esser assimilata, con i dovuti limiti, ad un esperimento con un tracciante conservativo (ad es. Cl-, Br-). In letteratura questo tipo di sperimentazione viene spesso utilizzato per studiare le dinamiche idrologiche degli acquiferi e il trasporto e la rimozione del nitrato nel comparto sotterraneo. Il rapporto tra le concentrazioni del tracciante e del nutriente pu essere utilizzato per stimare le concentrazioni teoriche attese (dovute a processi fisici) e, per differenza con quelle misurate, il contributo dei processi biologici (Pauwels et al.

1988). Considerando ad esempio il passaggio dai piezometri del gruppo 1 a quelli del gruppo 2 (a 5 metri di distanza) si pu stimare un contributo superiore al 90 %. Dal confronto con il cloruro anche possibile stimare il contributo della rimozione biologica nel tempo, indipendentemente dalle variazioni spaziali. In figura 3 viene mostrato come esempio il confronto tra la concentrazione misurata nel piezometro del gruppo 1 a 90 cm di profondit e quella attesa sulla base del rapporto Cl-/NO3-. Dopo circa 90 giorni il livello di NO3- sceso a 3,7 mg/l, una concentrazione decisamente inferiore a quella prevista (circa 10 mg/l) sulla base dei processi fisici di diluizione e dispersione.
35 30 mg/l N-NO325 20 15 10 5 0 0 20 40 giorni 60 80 100 N-NO3N-NO3- atteso

Fig. 3. Concentrazioni dellazoto nitrico durante lesperimento intensivo nel piezometro vicino al campo ad una profondit di 90 cm.

La misura dellossigeno disciolto (OD) nellacqua sotterranea evidenzia livelli piuttosto bassi (0,6 - 2 mg/l) negli orizzonti superficiali e intermedi, condizione quindi che induce i batteri denitrificanti ad utilizzare il nitrato come accettore di elettroni. Contrariamente, negli orizzonti pi profondi, soprattutto in corrispondenza della porzione centrale del transetto, le concentrazioni di OD raggiungono i 10 mg/l (TYP 4-144). Anche la disponibilit di carbonio organico costituisce un fattore importante nel condizionare lattivit batterica, in quanto rappresenta la principale fonte di energia per i batteri denitrificanti durante la riduzione del nitrato. Nellarea sperimentale le maggiori concentrazioni di DOC (fino a 4,5 mg/) sono state misurate negli orizzonti pi superficiali, mentre valori minimi si sono registrati a profondit superiori a 100 cm nella porzione centrale del

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transetto, nella quale, per contro, le concentrazioni di ossigeno e nitrato sono risultate molto elevate. 3.1. La denitrificazione batterica Alla luce dei risultati emersi dalle analisi chimiche che evidenziano limportanza dei processi biologici nella rimozione dei composti azotati si proceduto alla misura diretta del tasso potenziale di denitrificazione batterica attraverso una sperimentazione in laboratorio sul suolo raccolto nella fascia riparia di Cameri. Si cercato di valutare landamento della denitrificazione batterica in funzione della differente disponibilit di azoto nitrico e della distanza dal campo. Nelle diverse prove effettuate si osservato che al crescere della disponibilit di azoto nitrico (N-NO3-) aumenta anche lN2O prodotto (fig.4). Le curve di produzione ottenute per i vari campioni, mostrano, dopo una prima fase di rapida crescita una fase pi lenta tendente al plateau, tipico delle reazioni biologiche. La produzione massima di N2O stata registrata a tempi crescenti allaumentare della disponibilit del nitrato.

1400 1200 N2O prodotto (g) 1000 800 600 400 200 0 0 4 8 12 16 1 mg/l 20 24 28 10 mg/l 5 mg/l 20 mg/l

Tem po d'incubazione (h)

Fig. 4. Curve di produzione di N2O durante lincubazione del giugno 2005 del sedimento STYP 3 con soluzioni a concentrazione crescente di N-NO3- (1-5-10-20 mg/l).

Anche gli intervalli di linearit nelle curve di produzione del protossido nel tempo, utilizzati per il calcolo del tasso di denitrificazione potenziale, variano in funzione della concentrazione di N-NO3presente nella soluzione utilizzata per lincubazione. In linea generale, si osservato un incremento del tasso di denitrificazione (g N2O prodotto/h) in relazione allaumentare della concentrazione di azoto nitrico nelle soluzioni utilizzate per lincubazione. Questi risultati suggeriscono, che in condizioni di carenza di ossigeno le comunit batteriche presenti nel suolo della fascia riparia, attraverso il proprio metabolismo, sono in grado di consumare tutto il nitrato disponibile anche se presente in concentrazioni elevate. I tassi di denitrificazione misurati nei test condotti a giugno e ottobre 2005 sono riportati in tabella 1. La variabilit tra le repliche si attesta intorno al 20%; valori pi elevati sono stati ottenuti per le prove condotte con basse concentrazioni di N-NO3-. In generale, lesiguo numero di dati ottenuti fino ad ora non ha permesso di evidenziare differenze sostanziali nei tassi di denitrificazione misurati in tre diversi punti del transetto (2, 5 e 8). Questo risultato potrebbe comunque essere imputabile alla omogeneit nel contenuto di carbonio organico e della granulometria del suolo lungo tutta la fascia riparia. Va per sottolineato che vista lelevata variabilit legata alla fase preparativa ed analitica ulteriori test sono necessari per distinguere la reale influenza dei differenti fattori ambientali. Sebbene il confronto con altri studi risulti difficoltoso a causa delle differenti condizioni sperimentali utilizzate, i risultati ottenuti, compresi tra 0,9 e 35,4 mg N-N2O kg-1 suolo secco giorno-1, sono da considerarsi elevati se confrontati con quelli riportati in letteratura per studi analoghi (0,01*10-3 2,82 mg N kg-1 suolo secco giorno-1, Schnabel et al. 1996; 3,53 mg N-N2O kg-1 suolo giorno-1, Hunt et al. 2004; 3,30 mg N kg sedimento secco-1 giorno-1, Blicher-Mathiesen & Hoffmann 1999).

6 Tabella 1

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Tassi di denitrificazione misurati nelle prove di giugno e ottobre 2005 con il suolo prelevato ai gruppi 2, 5, 8. Vengono riportati i valori medi e la relativa deviazione standard. Le lettere indicano le concentrazioni di N-NO3- nelle soluzioni utilizzate per lincubazione (A= 1 mg/l, B= 5 mg/l, C= 10 mg/l, D= 20 mg/l, E= 4,9 mg/l, F= 0,1 mg/l, G= 2 mg/l, H= 0,8 mg/l). Giugno 2005 Campione 5A 5B 5C 5D 5E 5F mg N-N2O kg suolo secco d-1 3,4 + 0,5 20,7 + 2,5 24,0 + 5,8 35,4 + 11,5 16,9 + 7,1 0,9 + 1,1
-1

Ottobre 2005 Campione 2C 5C 8C 2G 2H 5H 8H mg N-N2O kg-1 suolo secco d-1 15,8 + 1,6 23,8 + 2,0 17,5 + 3,8 14,4 + 1,1 6,1 11,6 0,9

Conclusioni I risultati ottenuti dal campionamento intensivo hanno evidenziato limportanza di prelievi molto ravvicinati nel tempo per indagare nel dettaglio le dinamiche idrologiche e dei nutrienti in relazione alle pratiche agricole e a particolari eventi ambientali (es. fertilizzazioni, irrigazioni, precipitazioni intense). Grazie a questa sperimentazione e stata confermata lipotesi di una reale rimozione del nitrato nella porzione superficiale dellacquifero e il contributo fondamentale svolto dai processi biologici. La quantificazione diretta della denitrificazione batterica ha evidenziato, quindi, unelevata potenzialit della comunit microbica, dei suoli considerati, a rimuovere anche consistenti apporti di azoto nitrico.

Bibliografia
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